PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA

La doxorubicina) o con un medicinale chiamato trastuzumab (per pazienti per cui le antracicline non sono indicate e con un cancro le cui cellule portano sulla superficie una proteina chiamata HER 2; vedere il foglio illustrativo del trastuzumab). • Dopo un intervento chirurgico iniziale, in seguito al trattamento con antraciclina e ciclofosfamide (AC), come trattamento aggiuntivo. • Come trattamento di seconda linea per pazienti che non hanno risposto ai trattamenti standard con antracicline o per le quali non possono essere usati tali trattamenti. Carcinoma polmonare non a piccole cellule in…

Usato per: cancro

Principio attivo: PACLITAXEL · ATC L01CD01 · ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
PACLITAXEL*1 flaconcino EV 100 mg 16,7 ml 6 mg/ml H 418,15 € — fornito dall'ospedale
PACLITAXEL*1 flaconcino EV 150 mg 25 ml 6 mg/ml H 627,26 € — fornito dall'ospedale
PACLITAXEL*1 flaconcino EV 30 mg 5 ml 6 mg/ml H 125,46 € — fornito dall'ospedale
PACLITAXEL*1 flaconcino EV 300 mg 50 ml 6 mg/ml H 1254,50 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: PACLITAXEL
Forma farmaceutica: Concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 6 mg/ml CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE ENDOVENOSA
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
Codice ATC: L01CD01
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ABRAXANE - BRISTOL-MYERS SQUIBB PHARMA EEIG
· ABUTRAX - EG S.P.A.
· NAVERUCLIF - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· PACLITAXEL AUROBINDO - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· PACLITAXEL TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· PACLITAXEL KABI - FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.
· PACLITAXEL ALBUMINA DR. REDDY’S - DR. REDDY'S S.R.L.
· PAZENIR - RATIOPHARM GMBH
· PACLITAXEL SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
· APACROSS - SEACROSS PHARMA (EUROPE) LTD
· APEXELSIN - WHITEOAK PHARMACEUTICAL B.V.
· TAXOL - CHEPLAPHARM ARZNEIMITTEL GMBH
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Il paclitaxel appartiene a un gruppo di medicinali antitumorali chiamati taxani, che agiscono inibendo la crescita delle

cellule cancerose.

Paclitaxel Accord Healthcare Italia è usato per trattare:

Carcinoma ovarico • Come prima terapia (dopo intervento chirurgico iniziale, in combinazione con cisplatino, un farmaco

contenente platino). • Dopo aver provato medicinali standard contenenti platino senza aver ottenuto effetti.

Carcinoma mammario

• Come prima terapia in caso di malattia in stadio avanzato o che si è diffusa in altre parti dell’organismo (malattia metastatica). Paclitaxel Accord Healthcare Italia è combinato con un’antraciclina (per es. la doxorubicina) o con un medicinale chiamato trastuzumab (per pazienti per cui le antracicline non sono indicate e con un cancro le cui cellule portano sulla superficie una proteina chiamata HER 2; vedere il

foglio illustrativo del trastuzumab).

• Dopo un intervento chirurgico iniziale, in seguito al trattamento con antraciclina e ciclofosfamide (AC),
come trattamento aggiuntivo.
• Come trattamento di seconda linea per pazienti che non hanno risposto ai trattamenti standard con
antracicline o per le quali non possono essere usati tali trattamenti.

Carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato:

• In combinazione con il cisplatino, nel caso in cui la terapia chirurgica o la radioterapia non siano indicate.

Sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS: • Se il tentativo con un'altra terapia (ossia le antracicline liposomiali) si è dimostrato inefficace.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Paclitaxel Accord Healthcare Italia nei seguenti casi.

• Se è allergico (ipersensibile) al paclitaxel o a uno qualsiasi degli altri componenti elencati al paragrafo 6, soprattutto all’olio di ricino poliossile.

• Se sta allattando al seno.
• Se ha un numero eccessivamente basso di globuli bianchi nel sangue. Il suo medico le preleverà campioni di
sangue per escludere questa condizione.
• Se ha un’infezione grave e non controllata e Paclitaxel Accord Healthcare Italia è usato per trattare il sarcoma
di Kaposi.

Se rientra in uno dei casi sopra indicati, consulti il medico prima di iniziare il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia.

L'uso di Paclitaxel Accord Healthcare Italia non è raccomandato nei bambini (meno di 18 anni di età).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico prima di usare Paclitaxel Accord Healthcare Italia.

Per ridurre al minimo le reazioni allergiche, le saranno somministrati altri medicinali prima di ricevere Paclitaxel

Accord Healthcare Italia.

• Se manifesta reazioni allergiche gravi (per esempio difficoltà respiratorie, respiro corto, costrizione
toracica, caduta della pressione del sangue, capogiri, sensazione di testa vuota, reazioni cutanee come le
eruzioni cutanee o il gonfiore).
• Se manifesta febbre, tremori gravi, mal di gola o ulcere alla bocca (segni di soppressione del midollo
osseo).
• Se presenta intorpidimento o debolezza alle braccia e alle gambe (segni di neuropatia periferica),

potrebbe essere necessaria una riduzione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia.
• Se manifesta gravi problemi al fegato; in tal caso l’uso di Paclitaxel Accord Healthcare Italia non è
raccomandato.
• Se presenta problemi di conduzione cardiaca.
• Se sviluppa diarrea grave o persistente, con febbre e dolore gastrico, durante o subito dopo il
trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia. In questo caso potrebbe avere un’infiammazione del

colon (colite pseudomembranosa).
• Se è stato sottoposto in precedenza a una radioterapia del torace (perché potrebbe aumentare il rischio di
polmonite).
• Se presenta arrossamenti o lesioni orali (segni di mucosite) ed è trattato per il sarcoma di Kaposi. In

questo caso potrebbe aver bisogno di una dose più bassa.

Se pensa che una delle condizioni elencate la riguarda, informi immediatamente il medico. Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato sempre per via endovenosa. La somministrazione di

Paclitaxel Accord Healthcare Italia nelle arterie può causare infiammazione delle arterie e lei può soffrire di dolore, gonfiore, eritemi e vampate di calore.

Altri medicinali e Paclitaxel Accord Healthcare Italia Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli ottenuti senza prescrizione medica. Questo perché Paclitaxel Accord Healthcare Italia o gli altri medicinali potrebbero non funzionare come previsto, o potrebbe essere più probabile che si verifichino effetti collaterali.

Interazione significa che farmaci diversi possono influenzarsi a vicenda.

Consulti il medico quando assume paclitaxel insieme a uno qualsiasi dei seguenti:
- medicinali per il trattamento delle infezioni (ossia antibiotici come eritromicina, rifampicina, ecc.; chieda
conferma al medico, all’infermiere o al farmacista se non è sicuro che il medicinale che sta assumendo sia un
antibiotico)
- medicinali utilizzati per stabilizzare l’umore, a volte denominati anche antidepressivi (ad es. fluoxetina)
- medicinali utilizzati per il trattamento delle crisi epilettiche (epilessia) (ad es. carbamazepina, fenitoina)
- medicinali utilizzati per abbassare i livelli di lipidi nel sangue (ad es. gemfibrozil)

- medicinali utilizzati per il bruciore di stomaco o per le ulcere allo stomaco (ad es. cimetidina)
- medicinali utilizzati per il trattamento dell’HIV e dell’AIDS (ad es. ritonavir, saquinavir, indinavir, nelfinavir,
efavirenz, nevirapina)
- un medicinale chiamato clopidogrel utilizzato per la prevenzione dei coaguli di sangue
- un farmaco chiamato rifampicina, un antibiotico usato per la tubercolosi. Può essere necessario un aumento della
dose di Paclitaxel Accord Healthcare Italia

- vaccini: Se è stato vaccinato di recente o se sta pianificando di vaccinarsi, lo dica al suo medico. L'uso di
Paclitaxel Accord Healthcare Italia in combinazione con alcuni vaccini può portare a gravi complicazioni
- cisplatino (per il trattamento del cancro): Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato prima del
cisplatino. Potrebbe essere necessario controllare più frequentemente la funzionalità renale
- doxorubicina (per il trattamento del cancro): Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato 24

ore dopo la doxorubicina, per evitare un livello elevato di doxorubicina nell'organismo.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Informi il suo medico se è in stato di gravidanza o pensa di poterlo essere prima di ricevere il trattamento con paclitaxel. Se esiste la possibilità che possa rimanere incinta, utilizzi un metodo contraccettivo efficace e sicuro durante il trattamento. Il paclitaxel non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che non sia strettamente necessario. I pazienti di sesso femminile e maschile in età fertile e/o i loro partner devono utilizzare metodi contraccettivi per almeno 6 mesi dopo il trattamento con paclitaxel.

I pazienti di sesso maschile dovrebbero richiedere consulenza riguardo alla crioconservazione dello sperma prima del trattamento con paclitaxel a causa della possibilità di infertilità.

Se sta allattando al seno, informi il medico. Deve interrompere l’allattamento se sta assumendo Paclitaxel Accord Healthcare Italia. Non ricominci ad allattare a meno che non sia stata autorizzata dal suo medico.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Questo medicinale contiene alcol, e per tale motivo potrebbe non essere prudente guidare immediatamente dopo un ciclo di trattamento.

In ogni caso, non guidi se avverte capogiri o se non si sente sicuro di sé.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di Paclitaxel Accord Healthcare Italia. Paclitaxel Accord Healthcare Italia contiene olio di ricino (50% di olio di ricino polietossilato), che potrebbe causare reazioni allergiche gravi. Se è allergico all’olio di ricino, parli al suo medico prima che le venga

somministrato Paclitaxel Accord Healthcare Italia.

Paclitaxel Accord Healthcare Italia contiene alcol Questo medicinale contiene 391 mg di alcol (etanolo) in ogni ml. La quantità di alcol in questo farmaco (alla dose massima di 220 mg/m2) equivale a 646 ml di birra o 258 ml di vino.

L'alcol contenuto in questo medicinale può alterare gli effetti di altri farmaci. Parlare con il medico o il farmacista se si

stanno assumendo altri farmaci.

In caso di gravidanza o allattamento, parlare con il medico o il farmacista prima di assumere questo medicinale.

In caso di dipendenza dall'alcol, parlare con il medico o il farmacista prima di assumere questo medicinale.

Come usarlo

• Per ridurre al minimo le reazioni allergiche, le saranno somministrati altri medicinali prima di ricevere
Paclitaxel Accord Healthcare Italia. Questi medicinali possono essere somministrati come compresse o infusione
in una vena, oppure in entrambi i modi.
•

Lei riceverà Paclitaxel Accord Healthcare Italia come infusione goccia a goccia in una vena (per via endovenosa), attraverso un filtro in linea. Paclitaxel Accord Healthcare Italia le sarà somministrato da un operatore sanitario, che preparerà la soluzione per l’infusione prima che le sia somministrata. La dose che riceverà dipenderà anche dai risultati dei suoi esami del sangue. Lei riceverà Paclitaxel Accord Healthcare Italia da solo o in combinazione con un altro farmaco antitumorale a seconda del tipo e della gravità del cancro. • Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato sempre in una delle sue vene in un arco di tempo di

3 o 24 ore. Viene somministrato normalmente ogni 2 o 3 settimane, a meno che il suo medico non decida altrimenti. Il suo medico la informerà sul numero di cicli di Paclitaxel Accord Healthcare Italia di cui ha bisogno.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di Paclitaxel Accord Healthcare Italia, si rivolga al medico.

Se le è stata somministrato più Paclitaxel Accord Healthcare Italia di quanto deve In caso di sovradosaggio non esiste un antidoto noto al Paclitaxel Accord Healthcare Italia. Lei riceverà un trattamento dei suoi sintomi.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Informi immediatamente il medico, se nota segni di reazioni allergiche. Possono manifestarsi uno o più dei segni
seguenti:
• vampate di calore,
• reazioni cutanee,
• prurito,
• costrizione toracica,

• respiro corto o difficoltà respiratorie,
• gonfiori.
Tutte queste manifestazioni possono essere segno di effetti indesiderati gravi.

Informi il medico immediatamente:

• Se manifesta febbre, tremori gravi, mal di gola o ulcere alla bocca (segni di soppressione del midollo
osseo).
• Se manifesta intorpidimento o debolezza alle braccia e alle gambe (segni di neuropatia periferica). Questi
sintomi di neuropatia possono persistere oltre i 6 mesi dalla sospensione del trattamento.
• Se sviluppa diarrea grave o persistente, con febbre e dolore allo stomaco.

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)

• Reazioni allergiche minori quali vampate, eruzioni cutanee, prurito.

• Infezioni: per lo più a carico del tratto respiratorio superiore e del tratto urinario.

• Respiro corto.
• Mal di gola o ulcere alla bocca, arrossamento e dolore alla bocca, diarrea, sensazione di malessere (nausea,
vomito).
• Perdita dei capelli (la maggior parte dei casi di perdita di capelli si è verificata meno di un mese dopo l'inizio del
paclitaxel. Quando ciò accade, la perdita dei capelli è pronunciata (oltre il 50%) nella maggior parte dei pazienti).
• Dolori ai muscoli, crampi, dolori alle articolazioni.

• Febbre, brividi gravi, mal di testa, capogiri, stanchezza, pallore, sanguinamenti o lividi più frequenti del solito.
• Intorpidimento, formicolio o debolezza alle braccia e alle gambe (tutti sintomi di neuropatia periferica).
• Gli esami possono mostrare una riduzione del numero di piastrine, globuli bianchi o globuli rossi, bassa pressione
del sangue.
Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

• Alterazioni lievi e temporanee delle unghie e della pelle, reazioni nel punto di iniezione (gonfiore, dolore ed
eritema cutaneo localizzati).
• Gli esami possono evidenziare rallentamento del battito del cuore, grave aumento dei livelli degli enzimi del
fegato (fosfatasi alcalina e AST – SGOT).

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

• Shock dovuto alle infezioni (noto come “shock settico”).
• Palpitazioni, disfunzione cardiaca (blocco AV), battito del cuore accelerato, attacco cardiaco, difficoltà
respiratorie.

• Affaticamento, sudorazione, svenimento (sincope), reazioni allergiche significative, infiammazioni delle vene
causata da un coagulo di sangue (tromboflebite), gonfiore al viso, alle labbra, alla bocca, alla lingua o alla gola.
• Mal di schiena, dolore toracico, dolore alle mani e ai piedi, brividi, dolore addominale (mal di pancia).
• Gli esami possono evidenziare un aumento grave della bilirubina (ittero), ipertensione arteriosa e coaguli di
sangue.

• Insufficienza cardiaca.

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)

• Riduzione del numero di globuli bianchi con febbre e aumento del rischio di infezioni (neutropenia febbrile).

• Affezioni ai nervi con sensazione di debolezza ai muscoli delle braccia e delle gambe (neuropatia motoria).
• Respiro corto, embolia polmonare, fibrosi polmonare, polmonite interstiziale, dispnea, versamento pleurico.
• Ostruzione intestinale, perforazione intestinale, infiammazione del colon (colite ischemica), infiammazione del
pancreas (pancreatite).
• Prurito, eruzioni cutanee, arrossamento cutaneo (eritema).
• Avvelenamento del sangue (sepsi), peritonite.
• Piressia, disidratazione, astenia, edema, sensazione generale di malessere.
• Reazioni di ipersensibilità gravi e potenzialmente fatali (reazioni anafilattiche).

• Gli esami possono evidenziare un aumento della creatinina nel sangue, che indica una disfunzione renale.

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)

• Ritmo del cuore irregolare e accelerato (fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare).
• Improvviso disturbo nel processo di formazione delle cellule del sangue (leucemia mieloide acuta, sindrome

mielodisplasica).
• Disturbi del nervo ottico e/o della vista (scotomi scintillanti).
• Perdita o riduzione dell’udito (ototossicità), ronzii nelle orecchie (tinnito), vertigini.
• Tosse.

• Coagulo di sangue in un vaso del sangue dell’addome e dell’intestino (trombosi mesenterica), infiammazione del
colon talvolta con diarrea grave persistente (colite pseudomembranosa, colite neutropenica), acqua nell’addome
(ascite), esofagite, stipsi.
• Reazioni di ipersensibilità gravi che includono febbre, eritema cutaneo, dolore alle articolazioni e/o

infiammazione degli occhi (sindrome di Stevens-Johnson), esfoliazione della cute (necrolisi epidermica), eritema con macchie rosse (essudative) irregolari (eritema multiforme), infiammazione della cute con formazione di bolle

ed esfoliazione (dermatite esfoliativa), orticaria, perdita delle unghie (i pazienti in terapia devono proteggere mani
e piedi dalla radiazione solare).
• Perdita di appetito (anoressia).
• Reazioni di ipersensibilità gravi e potenzialmente fatali con shock (shock anafilattico).
• Alterazione della funzione del fegato (necrosi epatica ed encefalopatia epatica, entrambe con casi documentati di
esiti fatali).

• Stato confusionale.

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
• È stata segnalata la comparsa di coagulazione intravascolare disseminata, o “CID”. Si tratta di una grave
condizione che causa un'eccessiva tendenza al sanguinamento, alla formazione di coaguli di sangue o entrambe le
cose.
• Indurimento/ispessimento della pelle (sclerodermia)
• Complicazioni metaboliche dopo il trattamento del cancro (sindrome da lisi tumorale)
•

Disturbi oculari, come macula ispessita e ingrossata (edema maculare), lampi di luce (fotopsia) e macchie,
puntini, chiazze e "ragnatele" che fluttuano nel campo visivo (corpi mobili vitreali), aumentata lacrimazione
• Infiammazione delle vene (flebite)
• Malattia autoimmune con sintomi multipli, come chiazze rosse e squamose sulla pelle, dolore alle articolazioni o
affaticamento (lupus eritematoso sistemico) o eruzioni cutanee e lesioni rosse, spesse e spesso squamose che
possono bruciare o provocare prurito (lupus eritematoso cutaneo)
•

Reazione infiammatoria acuta limitata alle aree precedentemente irradiate, scatenata dalla somministrazione di agenti sistemici precipitanti dopo il trattamento radioterapico (fenomeno di recall) • Sudorazione eccessiva (iperidrosi)

Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati diventa grave, o se si nota un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in

questo foglio, si prega di informare il medico.

Segnalazione di effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti

indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola di cartone dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Prima dell’apertura Non conservare a temperatura superiore a 25 °C. Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Il congelamento non influenza negativamente il prodotto.

Dopo aver aperto la confezione e prima della diluizione (descrizione delle condizioni)

Dal punto di vista microbiologico, dopo l'apertura il farmaco può essere conservato al massimo per 28 giorni a 25 °C. L’utilizzatore è responsabile dell’uso di altri tempi e condizioni di conservazione.

Dopo la diluizione (descrizione delle condizioni)

Da un punto di vista microbiologico il prodotto diluito deve essere usato immediatamente. Se non viene usato

immediatamente, conservare in frigorifero (2-8 °C) per non più di 24 ore, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e validate. Per ulteriori dettagli sulla stabilità dopo la diluizione, consultare la sezione dedicata agli operatori sanitari.

Non usare questo medicinale se si nota una soluzione torbida o un precipitato insolubile.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Paclitaxel Accord Healthcare Italia Il principio attivo è paclitaxel. Ogni ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 6 mg di paclitaxel Ogni flaconcino contiene 5, 16,7, 25, 50 o 100 ml (rispettivamente equivalenti a 30, 100, 150, 300 o 600 mg di paclitaxel). Gli eccipienti sono l’olio di ricino poliossietilato 35 (macrogol glicerolo ricinoleato) e l’etanolo anidro.

Descrizione dell’aspetto di Paclitaxel Accord Healthcare Italia e contenuto della confezione Paclitaxel Accord Healthcare Italia è una soluzione limpida incolore o leggermente giallastra, priva di particelle visibili.

È disponibile in flaconcini contenenti 5 ml, 16,7 ml, 25 ml, 50 ml e 100 ml di concentrato per soluzione per infusione.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio e Produttore Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio Accord Healthcare S.L.U.

World Trade Center, Moll de Barcelona, s/n, Edifici Est 6ª planta, 08039 Barcelona, Spagna

Produttore Accord Healthcare Polska Sp.z o.o., el ul. Lutomierska 50,95-200 Pabianice, Polonia

Accord Healthcare Single Member S.A. 64th Km National Road Athens,

Lamia, 32009, Grecia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Nome dello stato membro Nome del medicinale Olanda Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Concentraat voor oplossing voor intraveneuze infusie

Austria Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Belgio Paclitaxel Accord Healthcare 6 mg/ml, solution à diluer pour perfusion/ concentraat voor oplossing voor infusie / Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung

Bulgaria Paclitaxel Accord 6 mg/ml Concentrate for Solution for Infusion

Cipro Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Concentrate for Solution for Infusion Repubblica Ceca Paclitaxel Accord 6 mg/ml koncentrat pro pripravu infuzniho roztoku Germania Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Danimarca Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Concentrate for Solution for Infusion Estonia Paclitaxel Accord 6 mg/ml

Spagna Paclitaxel Accord 6 mg/ml, concentrado para solucion para perfusion Finlandia Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Infuusiokonsentraatti, Liuosta Varten / koncentrat till infusionsvätska, lösning Francia Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Solution à diluer pour perfusion Ungheria Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Concentrate for Solution for Infusion Irlanda Paclitaxel 6 mg/ml, Concentrate for Solution for Infusion Italia Paclitaxel Accord Healthcare Italia 6 mg/ml, concentrato per soluzione per infusione Lituania Paclitaxel Accord 6 mg/ml, koncentratas infuziniam tirpalui Lettonia Paclitaxel Accord Norvegia Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Konsentrat til infusjonsvæke

Polonia Paclitaxelum Accord Portogallo Paclitaxel Accord Romania Paclitaxel Accord 6 mg/ml, concentrat pentru soluţie perfuzabilǎ Svezia Paclitaxel Accord 6 mg/ml, Koncentrat till infusionsvätska, lösning Slovenia Paclitaxel Accord 6 mg/ml koncentrat za raztopino za infundiranje Repubblica Slovacca Paclitaxel Accord 6 mg/ml, infúzny koncentrát

Regno Unito Paclitaxel 6 mg/ml, Concentrate for Solution for Infusion

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il 02/2026.

i aI Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari

Preparazione delle soluzioni per infusione:

▪ I contenitori e i set infusionali usati con Paclitaxel Accord Healthcare Italia devono essere privi di DEHP. Questo ridurrà al minimo l’esposizione del paziente al plasticizzante DEHP [di-(2-etilexil)ftalato], che può essere

rilasciato dai contenitori o dai set infusionali in PVC. Con l'uso di filtri che incorporano brevi dispositivi di entrata e/o di uscita in PVC plasticizzato (per es. IVEX-2) non è stata osservata alcuna cessione significativa di DEHP. ▪ Quando si manipola Paclitaxel Accord Healthcare Italia si deve usare cautela così come con tutti i farmaci antineoplastici. Quando si maneggiano flaconi contenenti paclitaxel si devono indossare sempre guanti protettivi adeguati. La diluizione deve essere eseguita in condizioni asettiche, da personale addestrato, in un’area apposita.

In caso di contatto con la cute, questa va lavata con acqua e sapone. In caso di contatto con le mucose, lavare con abbondante acqua. ▪ Non si deve usare il dispositivo “Chemo-Dispensing Pin” o simili dispositivi perforatori con punte, perché possono provocare la caduta del tappo all'interno del flaconcino, con conseguente perdita di sterilità del prodotto.

Passaggio 1: diluire il concentrato

Prima della somministrazione, Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere ulteriormente diluito con le seguenti soluzioni (in alternativa): • Cloruro di sodio allo 0,9%, soluzione iniettabile

• Destrosio al 5%, soluzione iniettabile
• Destrosio al 5% e cloruro di sodio allo 0,9%, soluzioni iniettabili
• Destrosio al 5% in soluzione di Ringer iniettabile
La concentrazione finale del paclitaxel per l’infusione deve essere compresa fra 0,3 mg/ml e 1,2 mg/ml.
Devono essere utilizzati contenitori e set per l’infusione non contenenti DEHP.

Dopo la diluizione, le soluzioni possono mostrare torbidità, che è attribuibile al veicolo della formulazione e non viene

eliminata dalla filtrazione. Dopo somministrazione simulata della soluzione attraverso un set per infusione dotato di filtro in linea non si è osservata alcuna significativa perdita di potenza del farmaco.

Passaggio 2: somministrazione dell’infusione Prima della somministrazione si devono premedicare tutti i pazienti con corticosteroidi, antistaminici e antagonisti

Il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia non deve essere ripetuto fino a quando il numero dei granulociti neutrofili non sia ≥1.500/mm3 (≥1.000/mm3 nei pazienti con sarcoma di Kaposi) e quello delle piastrine non sia ≥100.000/mm3 (≥75.000/mm3 nei pazienti con sarcoma di Kaposi).

Evitare la precipitazione della soluzione per infusione:
• Usare non appena possibile dopo la diluizione.
• Evitare l’agitamento eccessivo, le vibrazioni e lo scuotimento.
• Lavare accuratamente i set di infusione prima dell’uso.

• Ispezionare regolarmente l’aspetto della soluzione infusa e arrestare l’infusione in caso di precipitato.

La stabilità chimica e fisica della soluzione diluita è dimostrata a 5° e a 25 °C per 7 giorni dopo diluizione in una soluzione di destrosio al 5%, e per 14 giorni dopo diluizione in una soluzione di cloruro di sodio iniettabile allo 0,9%. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto diluito deve essere usato immediatamente o conservato a 2-8 °C per un massimo di 24 ore.

L’iniezione di paclitaxel deve essere somministrata attraverso un filtro in linea appropriato, con una membrana a

micropori di diametro ≤ 0,2 micrometri. Si devono usare contenitori e set infusionali privi di DEHP. Con l'uso di filtri che incorporano brevi dispositivi di entrata e/o di uscita in PVC plasticizzato non è stata osservata alcuna cessione significativa di DEHP. Passaggio 3: smaltimento Smaltire il medicinale non utilizzato o i rifiuti derivanti in conformità alla normativa locale per la manipolazione dei composti citotossici.

Dose Le dosi raccomandate per l’infusione endovenosa di Paclitaxel Accord Healthcare Italia sono le seguenti:

Indicazione Dose Intervallo tra i cicli di Paclitaxel Accord Healthcare Italia Prima linea nel 135 mg/m per 24 ore, seguiti da cisplatino alla dose di 75 3 settimane carcinoma ovarico mg/m2 oppure 175 mg/m2 per 3 ore, seguiti da cisplatino alla dose di 75

mg/m2 Seconda linea nel 175 mg/m2 per 3 ore 3 settimane carcinoma ovarico Adiuvante nel 175 mg/m2 per 3 ore; dopo terapia con antraciclina e 3 settimane

carcinoma mammario ciclofosfamide (AC) Prima linea nel 220 mg/m2 per 3 ore, 24 ore dopo la doxorubicina (50 3 settimane carcinoma mammario mg/m ) (con doxorubicina) Prima linea nel 175 mg/m2 per 3 ore, dopo trastuzumab (vedere RCP del 3 settimane carcinoma mammario trastuzumab)

(con trastuzumab) Seconda linea nel 175 mg/m2 per 3 ore 3 settimane carcinoma mammario Carcinoma polmonare 175 mg/m2 per 3 ore, seguiti da cisplatino alla dose di 80 3 settimane non a piccole cellule mg/m2 in stadio avanzato Sarcoma di Kaposi 100 mg/m2 per 3 ore 2 settimane correlato all’AIDS

Il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia non deve essere ripetuto fino a quando il numero dei granulociti neutrofili non sia ≥1.500/mm3 (≥1.000/mm3 nei pazienti con sarcoma di Kaposi) e quello delle piastrine non sia ≥100.000/mm3 (≥75.000/mm3 nei pazienti con sarcoma di Kaposi).

Nei pazienti che manifestano neutropenia grave (neutrofili <500/mm3 per ≥7 giorni) o neuropatia periferica grave, la

dose dei cicli successivi deve essere ridotta del 20% (del 25% nei pazienti con sarcoma di Kaposi) (vedere il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto).

Non sono disponibili dati sufficienti per poter raccomandare modificazioni posologiche nei pazienti affetti da insufficienza epatica da lieve a moderata. I pazienti con insufficienza epatica grave non devono essere trattati con

Paclitaxel Accord Healthcare Italia (vedere il Riassunto delle caratteristiche del prodotto).

L’uso di Paclitaxel Accord Healthcare Italia non è raccomandato nei bambini al di sotto di 18 anni di età a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e l’efficacia.

Domande frequenti su PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA

Come si usa PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA?

PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA si presenta in forma di Concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA è disponibile senza ricetta?

No, PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA?

Il principio attivo di PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA è PACLITAXEL.

Quali sono gli equivalenti di PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ABRAXANE, ABUTRAX, NAVERUCLIF, PACLITAXEL AUROBINDO. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA?

PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA è prodotto da ACCORD HEALTHCARE, S.L.U..

Da quando PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA è autorizzato in Italia?

PACLITAXEL ACCORD HEALTHCARE ITALIA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2013-12-13.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Paclitaxel Accord Healthcare Italia 6 mg/ml, concentrato per soluzione per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ciascun ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 6 mg di paclitaxel. Un flaconcino da 5 ml contiene 30 mg di paclitaxel. Un flaconcino da 16,7 ml contiene 100 mg di paclitaxel. Un flaconcino da 25 ml contiene 150 mg di paclitaxel. Un flaconcino da 50 ml contiene 300 mg di paclitaxel. Un flaconcino da 100 ml contiene 600 mg di paclitaxel. Eccipiente(i) con effetti noti: Olio di ricino poliossietilato 35 (macrogol glicerolo ricinoleato 35) 527,0 mg/ml e etanolo anidro 391 mg/ml. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Concentrato per soluzione per infusione. Paclitaxel Accord Healthcare Italia 6 mg/ml, concentrato per soluzione per infusione è una soluzione chiara incolore o color giallo pallido, priva di particelle visibili, con un pH da 3,0 a 5,5 e una osmolarità > 4.000 mOsm/l.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Carcinoma ovarico: nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico, Paclitaxel Accord Healthcare Italia è indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato o con malattia residua (>1 cm) dell’ovaio dopo laparotomia iniziale, in combinazione con cisplatino. Nella chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico, Paclitaxel Accord Healthcare Italia è indicato per il trattamento del carcinoma ovarico metastatico dopo fallimento della terapia standard a base di platino. Carcinoma mammario: come adiuvante, Paclitaxel Accord Healthcare Italia è indicato per il trattamento di pazienti affette da carcinoma mammario con linfonodi positivi, dopo terapia con antracicline e ciclofosfamide (AC). Il trattamento adiuvante con Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere considerato un'alternativa alla terapia protratta con AC. Paclitaxel Accord Healthcare Italia è indicato per il trattamento iniziale del carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico, in combinazione con un’antraciclina nelle pazienti in cui quest'ultima terapia è indicata, o in combinazione con il trastuzumab nelle pazienti con sovraespressione di HER-2 (human epidermal growth factor receptor 2, recettore per il fattore di crescita epidermico umano 2) a livello 3+ (determinazione con metodo immunoistochimico) e per le quali le antracicline non sono indicate (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). In monoterapia, Paclitaxel Accord Healthcare Italia è indicato per il trattamento del carcinom

mammario metastatico nelle pazienti in cui la terapia standard a base di antracicline si è dimostrata inefficace o che non sono candidate idonee a tale terapia. Carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato: Paclitaxel Accord Healthcare Italia, in combinazione con cisplatino, è indicato per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) nei pazienti non idonei alle terapie chirurgica e/o radiante potenzialmente curative. Sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS: Paclitaxel Accord Healthcare Italia è indicato per il trattamento di pazienti con sarcoma di Kaposi (SK) in stadio avanzato correlato all’AIDS, in cui non ha avuto successo una precedente terapia con antracicline liposomiali. Dati limitati di efficacia supportano questa indicazione; un riassunto degli studi attinenti è presentato nel paragrafo 5.1.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato solo sotto la supervisione di un oncologo qualificato in reparti specializzati nella somministrazione di agenti citotossici (vedere paragrafo 6.6). Prima del trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia 6 mg/ml, concentrato per soluzione per infusione, tutti i pazienti devono essere pretrattati con corticosteroidi, antistaminici e H2-antagonisti, per es.: Medicinale Dose Somministrazione prima di Paclitaxel Accord Healthcare Italia Desametasone 20 mg p.o. o e.v. Circa 12 e 6 ore per la somministrazione orale e 30-60 minuti min per la somministrazione e.v. Difenidramina** 50 mg e.v. Da 30 a 60 min Cimetidina o ranitidina 300 mg e.v. 50 mg e.v. Da 30 a 60 min *8–20 mg per i pazienti con KS ** o un antistaminico equivalente, per es. clorfeniramina Chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico: sebbene siano sotto esame altri schemi terapeutici, si raccomanda il trattamento combinato di Paclitaxel Accord Healthcare Italia e cisplatino. In base alla durata dell'infusione, sono raccomandati due differenti dosaggi di Paclitaxel Accord Healthcare Italia: paclitaxel 175 mg/m2 per via endovenosa somministrato in 3 ore, seguito da cisplatino alla dose di 75 mg/m2 , ogni 3 settimane, oppure paclitaxel 135 mg/m2 in infusione della durata di 24 ore, seguito da cisplatino alla dose di 75 mg/m2 , con un intervallo di 3 settimane tra ogni ciclo (vedere paragrafo 5.1.). Chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico: la dose raccomandata di Paclitaxel Accord Healthcare Italia è di 175 mg/m2 , somministrata nell’arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Chemioterapia adiuvante nel carcinoma mammario: la dose raccomandata di Paclitaxel Accord Healthcare Italia è di 175 mg/m2 , somministrata nell’arco di 3 ore, ogni 3 settimane per 4 cicli, dopo la terapia con AC.

Chemioterapia di prima linea del carcinoma mammario: se usato in combinazione con doxorubicina (50 mg/m2 ), Paclitaxel Accord Healthcare Italia va somministrato 24 ore dopo la doxorubicina. La dose raccomandata di Paclitaxel Accord Healthcare Italia è di 220 mg/m2 , somministrata per via endovenosa nell’arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se usato in combinazione con trastuzumab, la dose di Paclitaxel Accord Healthcare Italia raccomandata è di 175 mg/m2 , somministrata per via endovenosa nell’arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli (vedere paragrafo 5.1). L'infusione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia può essere iniziata il giorno dopo la prima dose di trastuzumab o subito dopo le dosi successive di trastuzumab, a condizione che la precedente dose di trastuzumab sia stata ben tollerata (per quanto riguarda i dettagli relativi alla posologia del trastuzumab, vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto di Herceptin®). Chemioterapia di seconda linea del carcinoma mammario: la dose raccomandata di Paclitaxel Accord Healthcare Italia è di 175 mg/m2 , somministrata nell’arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato (NSCLC): la dose raccomandata di Paclitaxel Accord Healthcare Italia è di 175 mg/m2 , somministrata nell’arco di 3 ore, seguita da una dose di cisplatino di 80 mg/m², con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Trattamento del SK correlato all’AIDS: la dose raccomandata di Paclitaxel Accord Healthcare Italia è di 100 mg/m2 , somministrata come infusione endovenosa nell’arco di 3 ore ogni 2 settimane. Le successive dosi di Paclitaxel Accord Healthcare Italia vanno somministrate in base della tolleranza individuale del paziente. Il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia non deve essere ripetuto fino a quando il numero dei granulociti neutrofili non sia ≥1.500/mm3 (≥1.000/mm3 nei pazienti con SK) e quello delle piastrine non sia ≥100.000/mm3 (≥75.000/mm3 nei pazienti con SK). Nei pazienti che manifestano neutropenia grave (neutrofili <500/mm3 per ≥7 giorni) o neuropatia periferica grave, la dose dei cicli successivi deve essere ridotta del 20% (del 25% nei pazienti con SK) (vedere paragrafo 4.4). Pazienti con compromissione epatica: non sono disponibili dati sufficienti per poter raccomandare modificazioni posologiche nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). I pazienti con compromissione epatica grave non devono essere trattati con paclitaxel. Popolazione pediatrica L’uso di Paclitaxel Accord Healthcare Italia non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto di 18 anni di età a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e l’efficacia. Metodo di somministrazione Precauzioni che devono essere prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale Il concentrato per soluzione per infusione deve essere diluito prima dell’uso (vedere paragrafo 6.6) e deve essere somministrato solo per via endovenosa. Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato per via endovenosa attraverso un filtro in linea con una membrana a micropori di diametro ≤0,22 µm (vedere paragrafo 6.6).

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al paclitaxel o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, in particolare all'olio di ricino polietossilato 35 (vedere paragrafo 4.4). Paclitaxel Accord Healthcare Italia non deve essere usato in pazienti con un numero basale di neutrofili <1.500/mm3 (<1.000/mm3 nei pazienti con SK) all’inizio della terapia. Paclitaxel Accord Healthcare Italia è controindicato durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.6). Nell’SK, Paclitaxel Accord Healthcare Italia è controindicato anche nei pazienti con infezioni concomitanti gravi e non controllate. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell'uso dei chemioterapici contro il cancro. Potendosi verificare reazioni gravi di ipersensibilità, occorre disporre di adeguate attrezzature per la terapia di supporto. I pazienti devono essere pretrattati con corticosteroidi, antistaminici e H2-antagonisti (vedere paragrafo 4.2). Considerato il rischio di stravaso, è raccomandato un attento monitoraggio del sito d’infusione per possibile infiltrazione durante la somministrazione del farmaco. Se usato in combinazione, Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato prima del cisplatino (vedere paragrafo 4.5). Reazioni significative di ipersensibilità, caratterizzate da dispnea e ipotensione che necessitano di un trattamento, angioedema e orticaria generalizzata sono state osservate in meno dell'1% dei pazienti trattati con Paclitaxel Accord Healthcare Italia dopo adeguato pretrattamento. Queste reazioni sono probabilmente mediate dall'istamina. In caso di gravi reazioni di ipersensibilità occorre sospendere immediatamente l'infusione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia e iniziare la terapia sintomatica; il paziente non deve essere riesposto al farmaco. La depressione midollare (principalmente la neutropenia) costituisce la tossicità dose-limitante. Durante il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere istituito un monitoraggio con esami emocromocitometrici frequenti. Il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia non deve essere ripetuto fino a quando il numero dei granulociti neutrofili non sia tornato ≥1.500/mm3 (≥1.000/mm3 nei pazienti con SK) e quello delle piastrine non sia tornato ≥ 100.000/mm3 (≥75.000/mm3 nei pazienti con SK). Nello studio clinico condotto sull’SK, la maggior parte dei pazienti veniva trattata con il fattore stimolante la crescita delle colonie di granulociti (G-CSF). I pazienti con compromissione epatica possono avere un maggior rischio di tossicità, soprattutto per quanto riguarda la mielosoppressione di grado 3-4. Non vi sono evidenze di un aumento della tossicità di Paclitaxel Accord Healthcare Italia dopo somministrazione come infusione di 3 ore in pazienti con insufficienza epatica lieve. Nei pazienti affetti da insufficienza epatica da moderata a grave si può osservare un aumento della mielosoppressione dopo somministrazione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia in infusione prolungata. I pazienti devono essere monitorati da vicino per rilevare l’eventuale sviluppo di mielosoppressione grave (vedere paragrafo 4.2). Non sono disponibili dati sufficienti per poter raccomandare modificazioni posologiche nei pazienti affetti da compromissione epatica da lieve a moderata (vedere paragrafo 5.2). Non sono disponibili dati relativi a pazienti con grave colestasi basale. I pazienti con compromissione epatica grave non devono essere trattati con Paclitaxel Accord Healthcare Italia.

Anomalie gravi della conduzione cardiaca sono state riportate raramente con Paclitaxel Accord Healthcare Italia in monoterapia. Se durante la somministrazione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia il paziente sviluppa anomalie significative della conduzione, si deve istituire una terapia appropriata, e durante le successive somministrazioni di Paclitaxel Accord Healthcare Italia si deve attuare un monitoraggio cardiaco continuo. Durante la somministrazione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia sono state osservate ipotensione, ipertensione e bradicardia; i pazienti sono di solito asintomatici e in genere non richiedono alcun trattamento. Nei casi gravi, il Paclitaxel potrebbe dover essere interrotto o sospeso a discrezione del medico curante. Si raccomanda di monitorare frequentemente i parametri vitali, soprattutto nel corso della prima ora dell'infusione. Eventi cardiovascolari gravi sono stati osservati con maggiore frequenza nei pazienti con NSCLC che nelle donne con carcinoma mammario od ovarico. Nello studio clinico sull’SK correlato all’AIDS è stato riscontrato un solo caso di insufficienza cardiaca correlata al paclitaxel. Quando si usa Paclitaxel Accord Healthcare Italia in combinazione con doxorubicina o trastuzumab per il trattamento iniziale del carcinoma mammario metastatico, occorre considerare con grande attenzione il monitoraggio della funzione cardiaca. I pazienti idonei al trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia in queste terapie combinate devono essere sottoposti a una valutazione cardiaca iniziale, comprendente anamnesi, esame obiettivo, ECG, ecocardiogramma e/o scintigrafia MUGA. La funzione cardiaca deve essere ulteriormente monitorata nel corso del trattamento (per es., ogni 3 mesi). Il monitoraggio può aiutare a identificare i pazienti che sviluppano una disfunzione cardiaca. Per decidere la frequenza con cui esaminare la funzione ventricolare, il medico curante deve valutare attentamente la dose cumulativa (mg/m2 ) di antracicline somministrata. Quando i test indicano un deterioramento, sia pure asintomatico, della funzionalità cardiaca, il medico curante deve valutare con gran cura i vantaggi clinici della prosecuzione della terapia rispetto alla possibilità che essa produca danni cardiaci, compresi quelli potenzialmente irreversibili. Se si prosegue il trattamento, occorre aumentare la frequenza del monitoraggio della funzione cardiaca (per es., ogni 1–2 cicli). Per maggiori dettagli, vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto di Herceptin® o doxorubicina. Sebbene spesso si verifichi una neuropatia periferica, raramente si sviluppano sintomi gravi. Nei casi gravi, si raccomanda di ridurre del 20% (del 25% nei pazienti con SK) la dose di Paclitaxel Accord Healthcare Italia in tutti i cicli successivi. Nei pazienti con NSCLC e nelle donne con carcinoma ovarico in terapia di prima linea, la somministrazione di paclitaxel in infusione della durata di 3 ore in combinazione con cisplatino ha avuto quale conseguenza un’incidenza di neurotossicità grave superiore a quella osservata con paclitaxel o con la ciclofosfamide in monoterapia, seguiti dal cisplatino. Si deve usare una particolare cautela per evitare la somministrazione endoarteriosa di Paclitaxel Accord Healthcare Italia, perché in studi di tolleranza locale condotti su animali sono state osservate reazioni tissutali gravi in seguito a somministrazione endoarteriosa. La combinazione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia e radioterapia del polmone, indipendentemente dal loro ordine cronologico, può contribuire allo sviluppo di polmonite interstiziale. Raramente è stata riportata colite pseudomembranosa, inclusi casi verificatisi in pazienti non trattati contemporaneamente con antibiotici. Questa reazione va tenuta presente nella diagnosi differenziale dei casi di diarrea grave o persistente che si verificano durante o subito dopo il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia.

Nei pazienti con SK, la mucosite grave è rara. Se dovessero verificarsi reazioni gravi, si deve ridurre del 25% la dose di Paclitaxel Accord Healthcare Italia. Avvertenza sugli eccipienti: Questo medicinale contiene 391 mg di alcol (etanolo) per ogni ml. La quantità di questo medicinale (alla dose massima di 220 mg/m2 ) è equivalente a 646 ml di birra o 258 ml di vino. Una dose di 220 mg/m2 di questo medicinale somministrata a un adulto di 70 kg comporta l'esposizione a 368,66 mg/kg di etanolo, che può causare un aumento della concentrazione di alcol nel sangue (BAC) di circa 61,44 mg/100 ml. A titolo di confronto, per un adulto che beve un bicchiere di vino o 500 ml di birra, la BAC sarà probabilmente di circa 50 mg/100 ml. La cosomministrazione con farmaci contenenti, ad esempio, glicole propilenico o etanolo può portare all'accumulo di etanolo e indurre effetti avversi. Poiché questo farmaco viene solitamente somministrato lentamente nell'arco di 3-24 ore, gli effetti dell'alcol possono essere ridotti. Il concentrato di paclitaxel per soluzione per infusione contiene olio di ricino poliossile 35, che può causare gravi reazioni allergiche.

4.5 Interazione con altri medicinali ed altre forme di interazione

Nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico, il regime di somministrazione consigliato per Paclitaxel Accord Healthcare Italia è che esso preceda il cisplatino. Se si somministra il paclitaxel prima del cisplatino, il suo profilo di sicurezza è sovrapponibile a quello riportato per l'impiego in monoterapia. Quando il paclitaxel è stato invece somministrato dopo il cisplatino, i pazienti hanno mostrato una mielodepressione più profonda e una diminuzione di circa il 20% della sua clearance. Le pazienti con neoplasie ginecologiche trattate con Paclitaxel Accord Healthcare Italia e cisplatino possono avere un più elevato rischio di insufficienza renale rispetto a quelle trattate con il solo cisplatino. Poiché l'eliminazione della doxorubicina e dei suoi metaboliti attivi può essere ridotta quando il paclitaxel e la doxorubicina sono somministrati in tempi ravvicinati, nel trattamento iniziale del carcinoma mammario metastatico Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato 24 ore dopo la doxorubicina (vedere paragrafo 5.2). Il metabolismo del paclitaxel è catalizzato, in parte, dagli isoenzimi CYP2C8 e CYP3A4 del citocromo P450. Pertanto, in assenza di uno studio di interazione farmaco-farmaco PK, si deve procedere con cautela nel somministrare paclitaxel in terapia concomitante con farmaci che inibiscono sia il CYP2C8 che il CYP3A4 (per es.: eritromicina, fluoxetina, gemfibrozil, clopidogrel, cimetidina, ritonavir, saquinavir, indinavir e nelfinavir) poiché la tossicità del paclitaxel può essere aumentata a causa della maggior esposizione a paclitaxel. La somministrazione di paclitaxel in concomitanza con farmaci noti per indurre sia CYP2C8 che CYP3A4 (per es.: rifampicina, carbamazepina, fenitoina, efavirenz, nevirapina) non è raccomandata perché l'efficacia può essere compromessa a causa di una minor esposizione al paclitaxel. Studi clinici hanno dimostrato che il metabolismo del paclitaxel mediato dal CYP2C8 a 6αidrossipaclitaxel, è la via metabolica principale nell'uomo. La somministrazione concomitante di ketoconazolo, un noto potente inibitore del CYP3A4, non inibisce l'eliminazione del paclitaxel nei pazienti; pertanto, i due medicinali possono essere somministrati insieme senza aggiustamenti del dosaggio. Studi condotti in pazienti con SK che assumevano in concomitanza diversi altri farmaci indicano che la clearance sistemica del paclitaxel sia significativamente ridotta in presenza di nelfinavi

ritonavir, ma non con indinavir. Non sono disponibili informazioni sufficienti sulle interazioni con altri inibitori delle proteasi. Di conseguenza, Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere somministrato con cautela nei pazienti che ricevono inibitori delle proteasi quale terapia concomitante. La vaccinazione con un vaccino vivo in un paziente che assume paclitaxel può provocare una grave infezione. La risposta anticorpale del paziente ai vaccini può essere ridotta. L'immunizzazione con vaccini a virus vivi deve quindi essere evitata durante la terapia. Si consiglia di utilizzare con cautela i vaccini a virus vivi dopo l'interruzione della chemioterapia e di vaccinarsi non prima di 3 mesi dall'ultima dose di chemioterapia. L'uso di vaccini vivi deve essere evitato e si deve chiedere il parere di uno specialista. L'uso concomitante di vaccini vivi aumenta il rischio di malattie sistemiche fatali legate al vaccino. I vaccini vivi non sono raccomandati nei pazienti immunosoppressi. La clearance del paclitaxel non è influenzata dalla premedicazione con cimetidina. Per l'uso di paclitaxel in combinazione con altre terapie, consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di cisplatino, doxorubicina o trastuzumab per informazioni sull'uso di questi medicinali.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati sull'uso del paclitaxel nelle donne in gravidanza sono assenti o limitati. Il paclitaxel ha dimostrato di essere sia embriotossico che fetotossico nei conigli, e di ridurre la fertilità nei ratti. Come con altri medicinali citotossici, il paclitaxel può causare danni al feto quando somministrato a donne in gravidanza. Pertanto, il paclitaxel non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.. Le donne in età fertile che ricevono paclitaxel devono essere avvisate di evitare una gravidanza e di informare immediatamente il medico curante qualora ciò si verificasse. Allattamento Paclitaxel Accord Healthcare Italia è controindicato durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.3). Non è noto se il paclitaxel sia escreto nel latte materno. L'allattamento deve essere interrotto per la durata della terapia. Fertilità Le pazienti di sesso femminile ed i pazienti di sesso maschile in età fertile, e/o i loro partner devono utilizzare metodi contraccettivi per almeno 6 mesi dopo il trattamento con paclitaxel. I pazienti di sesso maschile devono informarsi riguardo alla possibilità di crioconservazione dello sperma prima di iniziare il trattamento con Paclitaxel Accord Healthcare Italia, perché sussiste la possibilità di infertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non è stato dimostrato che Paclitaxel Accord Healthcare Italia interferisca con la capacità di guidare e di usare macchinari. Tuttavia, va notato che Paclitaxel Accord Healthcare Italia contiene alcol (vedere paragrafi 4.4). La capacità di guidare veicoli o usare macchinari può essere diminuita a causa dell’alcol contenuto in questo medicinale.

4.8 Effetti indesiderati

Se non altrimenti specificato, quanto segue fa riferimento a un database globale sulla sicurezza relativo a 812 pazienti con tumori solidi trattati con paclitaxel in monoterapia nell’ambito di studi clinici. Poiché la popolazione con SK è molto particolare, alla fine di questa sezione è presentato un capitolo speciale riguardante uno studio clinico condotto in 107 pazienti. A meno che non sia altrimenti specificato, la frequenza e la gravità delle reazioni avverse sono in genere simili nei pazienti che ricevono paclitaxel per il trattamento del carcinoma ovarico, del carcinoma mammario o dell’NSCLC. Nessuna delle tossicità osservate è stata chiaramente influenzata dall'età. Una reazione di ipersensibilità significativa con possibile esito fatale (definita quale ipotensione di grado tale da richiedere trattamento, angioedema, insufficienza respiratoria acuta tale da rendere necessario l'impiego di broncodilatatori oppure orticaria generalizzata) si è verificata in 2 pazienti (<1%). Reazioni minori di ipersensibilità si sono manifestate nel 34% dei pazienti (17% di tutti i cicli). Queste reazioni lievi, principalmente vampate e rash cutanei, non hanno reso necessario alcun intervento terapeutico, né l'interruzione della terapia con il paclitaxel. La reazione avversa importante più frequente è stata la soppressione del midollo osseo. La neutropenia grave (< 500 cellule/mm³) si è verificata nel 28% dei pazienti, peraltro non associata a episodi febbrili. Soltanto l'1% dei pazienti ha avuto neutropenia grave per ≥7 giorni. La trombocitopenia è stata riportata nell'11% dei pazienti. Il 3% dei pazienti ha presentato un nadir del numero di piastrine <50.000/mm3 almeno una volta nel corso dello studio. L’anemia è stata osservata nel 64% dei pazienti, ma è stata considerata grave (Hb <5 mmol/l) solo nel 6% dei casi. Incidenza e gravità dell'anemia sono correlate ai valori basali dell’emoglobina. In caso di combinazione del paclitaxel con il cisplatino, la neurotossicità, e soprattutto la neuropatia periferica, sono apparse più frequenti e più gravi con un’infusione di 175 mg/m2 in 3 ore (85% neurotossicità, 15% grave) che con un’infusione di 135 mg/m2 in 24 ore (25% neuropatia periferica, 3% grave). In pazienti con NSCLC e con carcinoma ovarico trattati con paclitaxel per 3 ore, seguito da cisplatino, è stato osservato un aumento evidente dell'incidenza di neurotossicità grave. La neuropatia periferica può manifestarsi dopo il primo ciclo e peggiorare con la crescente esposizione al paclitaxel. In pochi casi la neuropatia periferica è stata la causa dell’interruzione del trattamento con paclitaxel. I sintomi sensitivi sono di solito migliorati o si sono risolti entro diversi mesi dall’interruzione del trattamento con paclitaxel. Preesistenti neuropatie dovute a precedenti terapie non costituiscono una controindicazione alla terapia con paclitaxel. Inoltre, è stato dimostrato che le neuropatie periferiche possono persistere oltre 6 mesi dopo l’interruzione dell’assunzione di paclitaxel. Inoltre, è stato dimostrato che le neuropatie periferiche possono persistere oltre i 6 mesi dalla sospensione del paclitaxel. L’artralgia o la mialgia ha colpito il 60% dei pazienti ed è stata grave nel 13% dei casi. Le reazioni nel sito di iniezione durante la somministrazione endovenosa possono portare a edema localizzato, dolore, eritema e indurimento. Lo stravaso può occasionalmente causare cellulite. Sono stati descritti distacco e/o esfoliazione della cute, talvolta correlati a stravaso. Si possono osservare anche alterazioni del colore della cute. Raramente è stato riportato il ripetersi di reazioni cutanee nella sede di un precedente stravaso in seguito alla somministrazione di paclitaxel in un sito differente (cosiddetto “recall”). Non si conosce per ora un trattamento specifico delle reazioni da stravaso. In alcuni casi, l’insorgenza di reazione al sito di iniezione è stata osservata durante un’infusione prolungata o meno da una settimana a 10 giorni dopo.

Alopecia: E’ stata osservata alopecia nel 87% dei pazienti trattati con paclitaxel con esordio improvviso. La pronunciata perdita di capelli ≥ 50% è attesa per la maggior parte dei pazienti che hanno manifestato alopecia. È stata riportata coagulazione intravascolare disseminata (DIC), spesso in associazione con sepsi o insufficienza multi-organo. La tabella che segue elenca le reazioni avverse associate alla somministrazione di paclitaxel in monoterapia come infusione della durata di 3 ore nel trattamento della malattia metastatica (812 pazienti trattati in studi clinici), secondo quanto riportato nel corso della sorveglianza postmarketing* sul paclitaxel. La frequenza degli effetti indesiderati elencati di seguito è definita usando la convenzione seguente: molto comuni (≥1/10); comuni (≥1/100, <1/10); non comuni (≥1/1.000, <1/100); rari (≥1/10.000, <1/1.000); molto rari (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Classificazione per Organi e Sistemi Frequenza/reazioni avverse Infezioni e infestazioni: Molto comuni: infezioni (soprattutto delle vie urinarie o delle vie respiratorie superiori), con casi descritti di esito fatale Non comuni: shock settico Rari*: sepsi, peritonite, polmonite Patologie del sistema emolinfopoietico: Molto comuni: mielosoppressione, neutropenia, anemia, piastrinopenia, leucopenia Rari*: neutropenia febbrile Molto rari*: leucemia mieloide acuta, sindrome mielodisplasica Non nota: coagulazione intravascolare disseminata Disturbi del sistema immunitario: Molto comuni: reazioni minori di ipersensibilità (principalmente rossore ed eruzioni cutanee) Non comuni: reazioni significative di ipersensibilità che richiedono trattamento (per es. ipotensione, edema angioneurotico, distress respiratorio, orticaria generalizzata, brividi, mal di schiena, dolore toracico, tachicardia, dolori addominali, dolori alle estremità, sudorazione profusa e ipertensione) Rari*: reazioni anafilattiche Molto rari*: shock anafilattico Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Molto rari*: anoressia Non nota*: sindrome da lisi tumorale Disturbi psichici: Molto rari*: stato confusional

Patologie del sistema nervoso: Molto comuni: neurotossicità (soprattutto neuropatia periferica*) Rari*: neuropatia motoria (con risultante debolezza distale minore) Molto rari*: convulsioni di tipo grande male, neuropatia autonomica periferica (con conseguenti ileo paralitico e ipotensione ortostatica), encefalopatia, crisi epilettiche, capogiri, atassia, cefalea Patologie dell’occhio: Molto rari*: disturbi del nervo ottico e/o disturbi visivi (scotomi scintillanti), particolarmente in pazienti che hanno ricevuto dosi superiori a quelle raccomandate Non nota*: edema maculare, fotopsia, mosche volanti, aumentata lascrimazione Patologie dell'orecchio e del labirinto: Molto rari*: perdita dell'udito, ototossicità, tinnito, vertigini Patologie cardiache: Comuni: bradicardia Non comuni: infarto miocardico, blocco AV e sincope, cardiomiopatia, tachicardia ventricolare asintomatica, tachicardia con bigeminismo Rari: insufficienza cardiaca Molto rari*: fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare Patologie vascolari: Molto comuni: ipotensione, sanguinamento Non comune: trombosi, ipertensione, tromboflebite Molto rari*: shock Non nota*: flebite Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Rari*: insufficienza respiratoria, embolia polmonare, fibrosi polmonare, polmonite interstiziale, dispnea, versamento pleurico Molto rari*: tosse Patologie gastrointestinali: Molto comuni: diarrea, vomito, nausea, infiammazione della mucosa Rari*: occlusione intestinale, perforazione intestinale, colite ischemica, pancreatite Molto rari*: trombosi mesenterica, colite pseudomembranosa, colite neutropenica, ascite, esofagite, stipsi Patologie epatobiliari: Molto rari*: necrosi epatica, encefalopatia epatica (per entrambe sono stati riportati casi con esito fatale) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Molto comuni: alopecia Comuni: alterazioni lievi e transitorie delle unghie e della cute Rari*: prurito, rash, eritema Molto rari*: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi (i pazienti in terapia devono proteggere mani e piedi con una protezione solare) Non nota*: sclerodermia, lupus eritematoso cutaneo, fenomeno di recall, Sindrome di eritrodisestesia palmo-plantare* Patologie del sistema Molto comuni: artralgia, mialgi

muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Non nota*: lupus eritematoso sistemico Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Comuni: reazioni nel sito di iniezione (inclusi edema, dolore, eritema e indurimento localizzati; talvolta lo stravaso può dare origine a cellulite, fibrosi cutanea e necrosi cutanea) Rari*: piressia, disidratazione, astenia, edema, sensazione generale di malessere Non nota: iperidrosi Esami diagnostici: Comuni: aumento grave di AST (SGOT) e fosfatasi alcalina Non comuni: aumento grave della bilirubina sierica Rari*: aumento della creatinina sierica *come segnalato durante la sorveglianza post-marketing Pazienti affette da carcinoma mammario trattate con paclitaxel come terapia adiuvante dopo la terapia con AC hanno presentato maggiori tossicità neurosensoriali, reazioni di ipersensibilità, artralgia/mialgia, anemia, infezioni, febbre, nausea/vomito e diarrea rispetto alle pazienti trattate soltanto con AC. Tuttavia, la frequenza di questi eventi è stata sovrapponibile a quella osservata con l'uso del paclitaxel in monoterapia, come sopra riportato. Trattamento combinato Quanto segue si riferisce a due studi clinici principali con chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico (paclitaxel + cisplatino: oltre 1.050 pazienti), a due studi clinici di fase III con trattamento di prima linea del carcinoma mammario metastatico, di cui uno ha preso in esame la combinazione con doxorubicina (paclitaxel + doxorubicina: 267 pazienti) e l'altro quella con trastuzumab (analisi pianificata del sottogruppo paclitaxel + trastuzumab: 188 pazienti) e a due studi clinici di fase III per il trattamento dell’NSCLC in stadio avanzato (paclitaxel + cisplatino: oltre 360 pazienti) (vedere paragrafo 5.1). Somministrato come infusione di 3 ore per la chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico, neurotossicità, artralgia/mialgia e ipersensibilità sono state riscontrate più frequentemente e con caratteristiche di maggiore gravità nelle pazienti trattate con paclitaxel seguito da cisplatino, rispetto a quelle trattate con ciclofosfamide seguita da cisplatino. La mielodepressione è apparsa meno frequente e meno grave con l'infusione di 3 ore di paclitaxel seguita da cisplatino, rispetto al trattamento con ciclofosfamide seguita da cisplatino. Nella chemioterapia di prima linea del carcinoma mammario metastatico, con la somministrazione di paclitaxel (220 mg/m2 ) come infusione di 3 ore, 24 ore dopo la doxorubicina (50 mg/m2 ), sono stati riportati con maggiore frequenza e gravità neutropenia, anemia, neuropatia periferica, artralgia/mialgia, astenia, febbre e diarrea rispetto alla terapia standard FAC (5-FU 500 mg/m2 , doxorubicina 50 mg/m2 , ciclofosfamide 500 mg/m2 ). Durante il trattamento con il regime paclitaxel (220 mg/m2 )/doxorubicina (50 mg/m2 ), nausea e vomito sono stati riportati con minor frequenza e gravità rispetto alla terapia standard FAC. L'uso di corticosteroidi può aver contribuito a ridurre la frequenza e la gravità di nausea e vomito nel braccio trattato con paclitaxel/doxorubicina. In seguito alla somministrazione di paclitaxel come infusione di 3 ore in combinazione con trastuzumab per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma mammario metastatico, i seguenti eventi (indipendentemente dal rapporto con il paclitaxel o il trastuzumab) sono stati riportati più frequentemente che non con il paclitaxel in monoterapia: insufficienza cardiaca (8% vs. 1%), infezioni (46% vs. 27%), brividi (42% vs. 4%), febbre (47% vs. 23%), tosse (42% vs. 22%), eruzione cutanea (39% vs. 18%), artralgia (37% vs. 21%), tachicardia (12% vs. 4%), diarrea (45% vs. 30%),

ipertensione (11% vs. 3%), epistassi (18% vs. 4%), acne (11% vs. 3%), herpes simplex (12% vs. 3%), lesioni accidentali (13% vs. 3%), insonnia (25% vs. 13%), rinite (22% vs. 5%), sinusite (21% vs. 7%) e reazione nel sito di iniezione (7% vs. 1%). In alcuni casi le differenze nella frequenza possono essere dovute all'incremento del numero e della durata dei trattamenti con la combinazione paclitaxel/trastuzumab, rispetto al paclitaxel in monoterapia. Eventi gravi sono stati riportati con percentuali simili in pazienti trattate con paclitaxel/trastuzumab o con paclitaxel in monoterapia. In caso di somministrazione di doxorubicina in combinazione con paclitaxel nel carcinoma metastatico mammario, sono state osservate anomalie della contrazione cardiaca (riduzione ≥ 20% della frazione di eiezione ventricolare sinistra) nel 15% delle pazienti, rispetto al 10% con il trattamento standard FAC. L’insufficienza cardiaca congestizia è stata osservata in meno dell'1% dei casi in entrambi i bracci di trattamento (quello con paclitaxel/doxorubicina e quello con la terapia standard FAC). La somministrazione di trastuzumab in combinazione con paclitaxel in pazienti precedentemente trattate con antracicline ha provocato un aumento della frequenza e della gravità della disfunzione cardiaca, rispetto alle pazienti trattate con paclitaxel in monoterapia (classi NYHA I/II 10% vs. 0%; classi NYHA III/IV 2% vs. 1%), e raramente è stata associata a morte (vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto del trastuzumab). In tutti, tranne che in questi rari casi, le pazienti hanno risposto a un appropriato trattamento medico. La polmonite da radiazioni è stata descritta in pazienti contemporaneamente sottoposte a radioterapia. Sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS Sulla base di uno studio clinico che ha incluso 107 pazienti, la frequenza e la gravità degli effetti indesiderati, ad eccezione di quelli ematologici ed epatici (vedi oltre), sono generalmente simili tanto nei soggetti trattati per SK quanto in quelli trattati con paclitaxel in monoterapia per altri tipi di tumori solidi. Patologie del sistema emolinfopoietico: la mielodepressione è stata la tossicità dose-limitante più importante. La neutropenia è la più importante tossicità ematologica. Nel corso del primo ciclo di trattamento, si è verificata neutropenia grave (<500 cellule/mm3 ) nel 20% dei pazienti. Durante l'intero periodo di trattamento è stata osservata neutropenia grave nel 39% dei pazienti. La neutropenia ha avuto una durata di oltre 7 giorni nel 41% dei casi, perdurando per 30-35 giorni nell'8% dei pazienti. In tutti i pazienti seguiti, essa si è risolta entro 35 giorni. L'incidenza della neutropenia di IV grado di durata ≥7 giorni è stata del 22%. La neutropenia febbrile correlata al paclitaxel è stata osservata nel 14% dei pazienti e nell'1,3% dei cicli di trattamento. Durante la somministrazione del paclitaxel sono stati osservati 3 episodi settici (2,8%) correlati al farmaco, che sono risultati fatali. La piastrinopenia è stata osservata nel 50% dei pazienti, ed è stata grave (<50.000 cellule/mm3 ) nel 9% dei casi. Solo nel 14% dei casi si è verificata, almeno una volta durante il trattamento, una riduzione del numero di piastrine a <75.000/mm3 . Episodi di sanguinamento correlati al paclitaxel sono stati riportati in meno del 3% dei pazienti, ma si è trattato di episodi emorragici localizzati. L’anemia (Hb <11 g/dl) è stata osservata nel 61% dei pazienti ed è stata grave (Hb <8 g/dl) nel 10% dei casi. La trasfusione di globuli rossi si è resa necessaria nel 21% dei pazienti. Patologie epatobiliari: nei pazienti (>50% in trattamento con inibitori delle proteasi) con funzione epatica normale al basale si è registrato un aumento dei livelli ematici di bilirubina, fosfatasi alcalin

e AST (SGOT) rispettivamente nel 28%, 43% e 44% dei casi. Per ciascuno di questi parametri gli incrementi sono stati gravi nell’1% dei casi. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Per il sovradosaggio di paclitaxel non esiste un antidoto noto. In caso di sovradosaggio il paziente deve essere monitorato da vicino. Il trattamento deve essere mirato alle tossicità primarie menzionate, che consistono in soppressione del midollo osseo, neurotossicità periferica e mucosite. Il sovradosaggio in pazienti pediatrici può essere associato con la tossicità acuta da etanolo.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci antineoplastici (taxani), codice ATC: L01CD01. Il paclitaxel è un agente antimicrotubulare che favorisce l'aggregazione dei microtubuli a partire dai dimeri di tubulina e opera la stabilizzazione dei microtubuli impedendone la depolimerizzazione. Questa stabilizzazione provoca l'inibizione della normale riorganizzazione dinamica della rete dei microtubuli, essenziale per la vitale interfase e per le funzioni mitotiche cellulari. Inoltre, il paclitaxel induce la formazione di aggregati o fasci anormali di microtubuli durante l'intero ciclo cellulare e di astrosfere multiple di microtubuli durante la mitosi. Carcinoma ovarico Nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico, sono state valutate la sicurezza e l’efficacia del paclitaxel in due studi maggiori, randomizzati e controllati (rispetto a ciclofosfamide 750 mg/m2 /cisplatino 75 mg/m2 ). Nello studio intergruppo (BMS CA 139–209), oltre 650 pazienti con cancro primitivo dell'ovaio allo stadio IIb–c, III o IV hanno ricevuto un massimo di 9 cicli di trattamento con paclitaxel (175 mg/m2 infusi in 3 ore) seguito da cisplatino (75 mg/m2 ) o con il trattamento di controllo. Il secondo studio maggiore (GOG-111/B-MS CA 139–022) ha valutato un massimo di 6 cicli con paclitaxel (135 mg/m2 infusi in 24 ore) seguito da cisplatino (75 mg/m2 ) o con il trattamento di controllo, in oltre 400 pazienti con cancro primitivo dell'ovaio allo stadio III/IV con malattia residua >1 cm dopo laparotomia di stadiazione, o con metastasi a distanza. Sebbene le due differenti posologie di paclitaxel non siano state confrontate direttamente tra loro, in entrambi gli studi le pazienti trattate con paclitaxel in associazione con cisplatino hanno mostrato una percentuale di risposte significativamente più elevata, un miglioramento del tempo alla progressione e un tempo di sopravvivenza più lungo rispetto alla terapia standard. Nelle pazienti con carcinoma ovarico in fase avanzata trattate con paclitaxel (infusione di 3 ore)/cisplatino sono stati osservati un aumento di neurotossicità e artralgia/mialgia, ma una minore mielodepressione, rispetto alle pazienti trattate con ciclofosfamide/cisplatino. Carcinoma mammario Nel trattamento adiuvante del carcinoma mammario, 3.121 pazienti con linfonodi positivi sono state trattate con paclitaxel o non hanno ricevuto alcuna chemioterapia, dopo 4 cicli di doxorubicin

ciclofosfamide (CALGB 9344, B-MS CA 139–223). Il follow-up mediano è stato di 69 mesi. Generalmente, le pazienti trattate con paclitaxel hanno mostrato, rispetto alle pazienti trattate solo con AC, una riduzione significativa del rischio di recidiva della malattia (-18%; P = 0,0014) e di morte (-19%, P = 0,0044). Analisi retrospettive mostrano un beneficio in tutti i sottogruppi di pazienti. Nelle pazienti con tumori con recettori ormonali negativi/non noti, la riduzione del rischio di recidiva della malattia è stata del 28% (IC 95%: 0,59-0,86). Nel sottogruppo di pazienti con recettori ormonali positivi, la diminuzione del rischio di recidiva è stata del 9% (IC 95%: 0,78–1,07). Tuttavia, il disegno dello studio non ha valutato l'effetto della continuazione della terapia con AC oltre i 4 cicli. Sulla base di questo unico studio non si può escludere che gli effetti osservati possano essere dovuti in parte alla differente durata della chemioterapia nei due bracci (AC, 4 cicli; AC + paclitaxel, 8 cicli). Pertanto, il trattamento adiuvante con paclitaxel deve essere considerato un'alternativa alla prosecuzione della terapia con AC. In un secondo ampio studio clinico, con disegno simile e trattamento adiuvante del carcinoma mammario con linfonodi positivi, 3.060 pazienti sono state randomizzate a ricevere o meno 4 cicli di paclitaxel a dosaggio più elevato (225 mg/m2 ), dopo 4 cicli di AC (NSABP B–28, B-MS CA 139– 270). A un follow-up mediano di 64 mesi, le pazienti trattate con paclitaxel hanno mostrato una riduzione significativa (17%) del rischio di recidiva, rispetto a quelle trattate soltanto con AC (P = 0,006); il trattamento con paclitaxel è risultato associato a una riduzione del rischio di morte del 7% (IC 95%: 0,78-1,12). Tutte le analisi dei sottogruppi sono state in favore del braccio trattato con paclitaxel. In questo studio, le pazienti affette da tumori con positività per i recettori ormonali hanno avuto una riduzione del rischio di recidiva del 23% (IC 95%: 0,6-0,92); nel sottogruppo di pazienti con negatività per i recettori ormonali, la riduzione del rischio di recidiva è stata del 10% (IC 95%: 0,7-1,11). • Nel trattamento di prima linea del carcinoma mammario metastatico, l’efficacia e la sicurezza del paclitaxel sono state valutate in due studi pivotal di fase III, randomizzati, controllati e condotti in aperto. Nel primo studio (B-MS CA 139-278), la combinazione di doxorubicina in bolo (50 mg/m2 ), seguita dopo 24 ore da paclitaxel (220 mg/m2 in infusione della durata di 3 ore) (AT), è stata confrontata con il regime standard FAC (5-FU 500 mg/m2 , doxorubicina 50 mg/m2 , ciclofosfamide 500 mg/m2 ), entrambi somministrati ogni 3 settimane per 8 cicli. In questo studio randomizzato sono state arruolate 267 pazienti con carcinoma mammario metastatico, che non erano state sottoposte a precedente chemioterapia adiuvante o avevano ricevuto solo una chemioterapia adiuvante non contenente antracicline. I risultati hanno mostrato, nelle pazienti trattate con AT, una differenza significativa nel tempo alla progressione rispetto a quelle trattate con FAC (8,2 vs. 6,2 mesi; P = 0,029). La sopravvivenza mediana è risultata migliore nel braccio trattato con paclitaxel/doxorubicina, rispetto a quello trattato con FAC (23,0 vs. 18,3 mesi; P = 0,004). Nei bracci in trattamento con AT e con FAC, nel corso del follow-up il 44% e il 48% delle pazienti hanno ricevuto una chemioterapia comprendente taxani rispettivamente nel 7% e nel 50% dei casi. Anche il tasso di risposta totale nel braccio AT è stato significativamente superiore a quello nel braccio FAC (68% vs. 55%). Risposte complete sono state osservate nel 19% delle pazienti del braccio paclitaxel/doxorubicina, contro l'8% delle pazienti nel braccio FAC. Tutti i risultati di efficacia sono stati successivamente confermati da un revisore indipendente non a conoscenza delle assegnazioni delle pazienti ai gruppi di trattamento. • Nel secondo studio pivotal, sono state valutate l’efficacia e la sicurezza del paclitaxel in combinazione con Herceptin® in un'analisi programmata di sottogruppo (pazienti con carcinoma mammario metastatico che avevano ricevuto in precedenza un trattamento adiuvante con antracicline) dello studio HO648g. L'efficacia di Herceptin® in combinazione con il paclitaxel nelle pazienti che precedentemente non avevano ricevuto un trattamento adiuvante con antracicline non è stata dimostrata. La combinazione di trastuzumab (4 mg/kg quale dose di carico, seguita da 2 mg/kg ogni settimana) e paclitaxel (175 mg/m2 in infusione della durata di 3 ore ogni 3 settimane) è stat

confrontata con il paclitaxel in monoterapia (175 mg/m2 in infusione della durata di 3 ore ogni 3 settimane) in 188 pazienti affette da carcinoma mammario metastatico con iperespressione di HER2 (2+ o 3+, misurati con metodica immunoistochimica) e trattate precedentemente con antracicline. Il paclitaxel è stato somministrato ogni 3 settimane per almeno 6 cicli, e il trastuzumab ogni settimana fino alla progressione della malattia. Lo studio ha mostrato un beneficio significativo in favore della combinazione paclitaxel/trastuzumab in termini di tempo alla progressione (6,9 vs. 3,0 mesi), tasso di risposta (41% vs. 17%) e durata delle risposte (10,5 vs. 4,5 mesi) rispetto al paclitaxel da solo. La tossicità più significativa osservata con la combinazione paclitaxel/trastuzumab è stata la disfunzione cardiaca (vedere paragrafo 4.8). Carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato Nel trattamento dell'NSCLC avanzato, il paclitaxel (175 mg/m2 ) seguito dal cisplatino (80 mg/m2 ) è stato valutato in due studi di fase III (367 pazienti trattati con schemi terapeutici contenenti paclitaxel) randomizzati. Nel primo è stato condotto un confronto con il cisplatino alla dose di 100 mg/m2 , mentre nel secondo con 100 mg/m2 di teniposide seguiti da 80 mg/m2 di cisplatino (367 pazienti nel gruppo di confronto). In ciascuno dei due studi i risultati sono stati simili. Per quanto riguarda la mortalità (endpoint primario), non vi è stata alcuna differenza significativa tra il regime contenente paclitaxel e quello di confronto (sopravvivenza mediana di 8,1 e 9,5 mesi nei regimi contenenti paclitaxel, e di 8,6 e 9,9 mesi in quelli di confronto). Analogamente, per la sopravvivenza libera da progressione non si è osservata alcuna differenza significativa tra i trattamenti. Un beneficio significativo è stato dimostrato in termini di percentuale di risposte cliniche. I risultati sulla qualità di vita indicano un vantaggio dei regimi contenenti paclitaxel in termini di perdita dell'appetito, e forniscono una chiara dimostrazione della loro inferiorità per quanto riguarda l'incidenza di neuropatia periferica (P <0,008). Sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS Per studiare l’efficacia e la sicurezza del paclitaxel nel trattamento dell’SK correlato all’AIDS è stato condotto uno studio non-comparativo in pazienti con SK avanzato, precedentemente trattati con chemioterapia sistemica. La migliore risposta del tumore ha costituito l’endpoint primario. Dei 107 pazienti, 63 sono stati considerati resistenti alle antracicline liposomiali. È stato considerato che questo sottogruppo rappresentasse la popolazione “core“ per l'efficacia. Il tasso complessivo di successo (risposte complete/parziali) dopo 15 cicli di trattamento è stato del 57% (IC 95%: 44-70%) nei pazienti resistenti alle antracicline liposomiali. Più del 50% delle risposte è stato ottenuto dopo i primi 3 cicli. Nei pazienti resistenti alle antracicline liposomiali, la percentuale di risposte è risultata paragonabile nei soggetti che non avevano mai ricevuto un inibitore delle proteasi (55,6%) e in quelli che ne avevano ricevuto uno almeno 2 mesi prima del trattamento con paclitaxel (60,9%). Nella popolazione “core”, il tempo mediano alla progressione è stato di 468 giorni (IC 95%: 257-NE). Non è stato possibile calcolare la sopravvivenza mediana, ma il limite inferiore del 95% è stato di 617 giorni nella popolazione “core”.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione endovenosa, il paclitaxel mostra una diminuzione bifasica delle concentrazioni plasmatiche. La farmacocinetica del paclitaxel è stata determinata dopo infusioni della durata di 3 ore e di 24 ore con dosi di 135 mg/m2 e 175 mg/m2 . Si ritiene che l'emivita terminale media sia compresa tra 3,0 e 52,7 ore, e i valori medi della clearance totale corporea, secondo un modello non-compartimentale, siano compresi tra 11,6 e 24,0 l/h/m2 . La clearance corporea totale sembra diminuire con concentrazioni plasmatiche di paclitaxel più elevate. Il volume medio di distribuzione allo steady state è risultato compreso tra 198 e 688 l/m2 , a dimostrazione di una estesa distribuzione extravascolare e/o di un legame a livello tissutale. Con l'infusione della durata di 3 ore, dosi progressivamente crescenti producono una farmacocinetica di tipo non-lineare. Per un aument

del 30% della dose, da 135 mg/m2 a 175 mg/m2 , i valori della Cmax e dell'AUC sono aumentati rispettivamente del 75% e dell'81%. Distribuzione Dopo una dose endovenosa di 100 mg/m2 , somministrata in infusione della durata di 3 ore a 19 pazienti con SK, la Cmax media è stata di 1.530 ng/ml (range: 761-2.860 ng/ml) e l'AUC media di 5619 ng x h/ml (range: 2.609-9.428 ng x h/ml). La clearance è stata pari a 20,6 l/h/m2 (range: 11-38 l/h/m2 ) e il volume di distribuzione pari a 291 l/m2 (range 121-638 l/m2 ). L'emivita terminale è stata in media di 23,7 ore (range: 12-33 ore). La variabilità individuale nella esposizione sistemica al paclitaxel è risultata minima, e non vi è stata evidenza di un accumulo del farmaco dopo più cicli di trattamento. Studi in vitro del legame alle proteine del siero umano indicano che l'89-98% del farmaco è legato a tali proteine. La presenza di cimetidina, ranitidina, desametasone o difenidramina non ha influenzato questo legame. Biotrasformazione L'eliminazione del paclitaxel nell'uomo non è stata completamente chiarita. I valori medi di escrezione urinaria cumulativa di farmaco immodificato sono risultati compresi tra l'1,3% e il 12,6% della dose somministrata, e sono indicativi di una estesa clearance non renale. Il metabolismo epatico e la clearance biliare possono essere i meccanismi principali dell'eliminazione del paclitaxel. Il paclitaxel sembra essere metabolizzato principalmente dagli enzimi del citocromo P450. Dopo somministrazione di paclitaxel radiomarcato, in media il 26%, il 2% e il 6% della radioattività è stata escreta nelle feci, rispettivamente come 6α-idrossipaclitaxel, 3'-p-idrossipaclitaxel e 6α-3'-pdiidrossipaclitaxel. La formazione di questi metaboliti idrossilati è catalizzata rispettivamente dal CYP2C8, dal CYP3A4 e da entrambi. L'effetto della disfunzione renale o epatica sulla eliminazione del paclitaxel dopo infusione della durata di 3 ore non è stato studiato in maniera specifica. I parametri farmacocinetici ottenuti da un paziente sottoposto a emodialisi che aveva ricevuto 135 mg/m2 di paclitaxel in infusione della durata di 3 ore sono risultati compresi nell'ambito di quelli determinati nei pazienti non dializzati. Eliminazione Negli studi clinici in cui paclitaxel e doxorubicina sono stati somministrati contemporaneamente, la distribuzione e l'eliminazione della doxorubicina e dei suoi metaboliti sono risultate prolungate. L'esposizione totale del plasma alla doxorubicina è stata del 30% maggiore quando il paclitaxel è stato somministrato immediatamente dopo la doxorubicina, rispetto a quando le due somministrazioni sono avvenute a distanza di 24 ore l'una dall'altra.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Il potenziale cancerogeno del paclitaxel non è stato ancora valutato. Tuttavia, considerando la letteratura pubblicata, a dosi cliniche il paclitaxel è un potenziale agente cancerogeno e genotossico sulla base del suo meccanismo d’azione farmacodinamico. In sistemi cellulari di mammifero, esso è risultato mutageno sia in vitro che in vivo. È stato inoltre dimostrato che nei conigli il paclitaxel è embriotossico e fetotossico, e che nei ratti riduce la fertilità. Paclitaxel viene escreto nel latte dei ratti in allattamento.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Etanolo anidr

Olio di ricino poliossietilato (macrogol glicerolo ricinoleato)

6.2 Incompatibilità

L'olio di ricino poliossietilato può provocare la cessione di DEHP (di[2-etilesil]ftalato) da contenitori in polivinilcloruro (PVC) plasticizzato, in quantità proporzionali al tempo e alla concentrazione. Di conseguenza, la preparazione, la conservazione e la somministrazione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia diluito devono essere effettuate utilizzando dispositivi non contenenti PVC. Il medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti, ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

6.3 Periodo di validità

Flaconcini non aperti: 24 mesi. Dopo apertura, prima della diluizione La stabilità chimica e fisica in caso di molteplici introduzioni di aghi e prelievi è documentata per 28 giorni a 25 °C. Dal punto di vista microbiologico, dopo l'apertura il farmaco può essere conservato al massimo per 28 giorni a 25 °C. L’utilizzatore è responsabile dell’uso di altri tempi e condizioni di conservazione. Dopo la diluizione La stabilità chimica e fisica della soluzione pronta per l’infusione è dimostrata a 5 °C e a 25 °C per 7 giorni dopo diluizione in una soluzione di destrosio al 5%, e per 14 giorni dopo diluizione in una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% per iniezioni. Da un punto di vista microbiologico il prodotto deve essere usato immediatamente. In caso di uso non immediato dopo la preparazione, l’utilizzatore è responsabile dei tempi e delle condizioni di conservazione prima della somministrazione, che di norma non dovrebbero superare le 24 ore a una temperatura di 2-8 °C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni di asepsi controllate e validate.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperature superiori a 25°C. Conservare il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce. Il congelamento non influenza negativamente i flaconcini non aperti. Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

I flaconcini sono in vetro di tipo I (chiusi con tappo in gomma Omniflex Plus sigillato con guarnizione in alluminio) contengono 30 mg, 100 mg, 150 mg, 300 mg o 600 mg di paclitaxel, rispettivamente in 5 ml, 16,7 ml, 25 ml, 50 ml o 100 ml di soluzione. I flaconcini sono confezionati separatamente in una scatola di cartone. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Manipolazione: come tutti gli altri agenti antineoplastici, Paclitaxel Accord Healthcare Italia va maneggiato con cura. La diluizione deve essere eseguita in condizioni asettiche, da personale preparato, in un’area apposita. Devono essere indossati guanti protettivi idonei. Il contatto con la cute e con le mucose deve essere evitato. In caso di contatto con la cute, questa va lavata con acqua e sapone. Dopo esposizione topica sono stati osservati formicolio, bruciore ed eritema. In caso d

contatto con le mucose, lavare con abbondante acqua. Dopo inalazione sono stati riportati dispnea, dolore toracico, bruciore alla gola e nausea. Se i flaconcini non aperti vengono conservati in frigorifero, si può formare un precipitato che si scioglie agitando delicatamente o anche spontaneamente, quando viene raggiunta la temperatura ambiente. La qualità del prodotto non ne risulta influenzata. Se la soluzione rimane torbida o se si nota un precipitato insolubile, il flaconcino deve essere scartato. Dopo molteplici introduzioni di aghi e prelievi, il flaconcino mantiene la stabilità microbiologica, chimica e fisica per 28 giorni a 25 °C. L’utilizzatore è responsabile dell’uso di altri tempi e condizioni di conservazione. Non si deve usare il dispositivo “Chemo-Dispensing Pin” o simili dispositivi perforatori con punte, perché possono provocare la caduta del tappo all'interno del flaconcino, con conseguente perdita di sterilità del prodotto. Preparazione per la somministrazione e.v.: prima dell'infusione, Paclitaxel Accord Healthcare Italia concentrato per soluzione per infusione deve essere diluito, usando tecniche asettiche, con una soluzione per iniezioni di cloruro di sodio allo 0,9%, con una soluzione per iniezioni di glucosio al 5%, con una miscela di una soluzione per iniezioni di cloruro di sodio allo 0,9% e di una soluzione per iniezione di glucosio al 5% o con una soluzione Ringer contenente glucosio al 5%, fino a raggiungere una concentrazione finale da 0,3 a 1,2 mg/ml. La stabilità chimica e fisica della soluzione pronta per l’infusione è dimostrata a 5 °C e a 25 °C per 7 giorni dopo diluizione in una soluzione di destrosio al 5% e per 14 giorni dopo diluizione in una soluzione di cloruro di sodio per iniezioni allo 0,9%. Da un punto di vista microbiologico il prodotto deve essere usato immediatamente. In caso di uso non immediato dopo la preparazione, l’utilizzatore è responsabile dei tempi e delle condizioni di conservazione prima della somministrazione, che di norma non dovrebbero superare le 24 ore a una temperatura di 2-8 °C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e validate. Dopo la diluizione, la soluzione va usata solo una volta. Dopo la preparazione, le soluzioni possono mostrare torbidità, che è attribuibile al veicolo della formulazione e non viene eliminata dalla filtrazione. Paclitaxel Accord Healthcare Italia 6 mg/ml concentrato per soluzioni per infusioni va somministrato attraverso un filtro in linea con membrana a micropori di diametro di 0,22 µm. Dopo somministrazione simulata della soluzione attraverso un set per infusione endovenosa dotato di filtro in linea non è stata osservata alcuna perdita significativa di potenza del farmaco. Ci sono state rare segnalazioni di fenomeni di precipitazione durante le infusioni di Paclitaxel Accord Healthcare Italia, in genere alla fine di un periodo di infusione di 24 ore. Sebbene non chiarita, questa precipitazione è probabilmente associata alla sovrasaturazione della soluzione diluita. Per ridurre il rischio di precipitazione, Paclitaxel Accord Healthcare Italia deve essere usato il più presto possibile dopo la diluizione, e vanno evitati l’agitamento eccessivo, le vibrazioni e lo scuotimento. I set infusionali vanno lavati accuratamente prima dell'uso. Durante l'infusione occorre ispezionare regolarmente la soluzione e si deve arrestare l'infusione, se è presente un precipitato. Per ridurre al minimo l'esposizione dei pazienti al DEHP che può essere rilasciato dalle sacche e dai set di infusione o da altri strumenti medicali in PVC plasticizzato, le soluzioni diluite di Paclitaxel Accord Healthcare Italia devono essere conservate in flaconi non in PVC (vetro, polipropilene) o in sacche di plastica (polipropileniche, poliolefiniche) e somministrate mediante set infusionali in polietilene. Con l'uso di filtri che incorporano brevi dispositivi di entrata e/o di uscita in PVC plasticizzato (per es. IVEX-2) non è stata osservata alcuna cessione significativa di DEHP. Smaltimento: il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Istruzioni di sicurezza per la preparazione di Paclitaxel Accord Healthcare Italia soluzione per infusione 1. È necessario usare una camera protettiva nonché indossare guanti e camice protettivi. Se non è disponibile alcuna camera protettiva, si devono usare mascherina facciale e occhiali di protezione. 2. Le donne in gravidanza o quelle che possono iniziare una gravidanza non devono manipolare questo prodotto. 3. I contenitori aperti quali i flaconcini per iniezione e i flaconi per infusione, nonché gli aghi, le siringhe, i cateteri, le provette e i residui di citostatici vanno considerati quali rifiuti pericolosi e quindi devono essere smaltiti secondo le linee guida nazionali riguardanti la manipolazione dei rifiuti pericolosi. 4. In caso di versamento, osservare le istruzioni seguenti: indossare indumenti protettivi; i vetri rotti devono essere raccolti e deposti nel contenitore per i RIFIUTI PERICOLOSI; le superfici contaminate devono essere risciacquate in modo appropriato con abbondanti quantità d’acqua fredda; le superfici risciacquate devono essere poi strofinate accuratamente e i materiali usati a questo scopo devono essere smaltiti come RIFIUTI PERICOLOSI. 5. Se Paclitaxel Accord Healthcare Italia entra in contatto con la cute, si deve risciacquare la parte con abbondante acqua corrente e poi lavarla con acqua e sapone. In caso di contatto con le mucose, lavare accuratamente con acqua la parte contaminata. In caso di disturbi di qualsiasi tipo si deve contattare il medico. 6. Qualora Paclitaxel Accord Healthcare Italia entrasse in contatto con gli occhi, occorre lavarli accuratamente con abbondante acqua fredda. Contattare un oftalmologo immediatamente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Accord Healthcare S.L.U. World Trade Center, Moll de Barcelona, s/n, Edifici Est 6ª planta, 08039 Barcelona, Spagna

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

“6 mg/ml concentrato per soluzione per infusione”, 1 flaconcino in vetro da 30 mg/5 ml “6 mg/ml concentrato per soluzione per infusione”, 1 flaconcino in vetro da 100 mg/16,7 ml “6 mg/ml concentrato per soluzione per infusione”, 1 flaconcino in vetro da 150 mg/25 ml “6 mg/ml concentrato per soluzione per infusione”, 1 flaconcino in vetro da 300 mg/50 ml “6 mg/ml concentrato per soluzione per infusione”, 1 flaconcino in vetro da 600 mg/100 ml

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 30 Maggio 2011 Data del rinnovo più recente: 9 Aprile 2018

10. Data di revisione del testo

Febbraio 2026

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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