PAROXETINA PENSA PHARMA

PAROXETINA PENSA PHARMA viene impiegato per il trattamento della depressione e/o dei disturbi d’ansia nell’adulto. I disturbi d'ansia per cui è indicato il trattamento con questo medicinale sono: disturbo ossessivo compulsivo (pensieri ripetitivi e ossessivi, con comportamenti incontrollabili); disturbo di panico (attacchi di panico, compresi quelli causati dall'agorafobia, ovvero la paura degli spazi aperti); disturbo d'ansia sociale (avere paura o evitare situazioni sociali); disturbo post-traumatico da stress (ansia causata da un evento traumatico)…

Usato per: disturbo ossessivo compulsivodepressioneansia

Principio attivo: PAROXETINA CLORIDRATO, PAROXETINA · ATC N06AB05 · TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

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Principio attivo: PAROXETINA CLORIDRATO, PAROXETINA
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 20 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
Codice ATC: N06AB05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· PAROXETINA AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· PAROXETINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· PAROXETINA MYLAN PHARMA - MYLAN S.P.A.
· PAROXETINA DOC - DOC GENERICI SRL
· PAROXETINA ALMUS - ALMUS S.R.L.
· PAROXETINA ALMUS PHARMA - ALMUS S.R.L.
· PAROXETINA EG - EG S.P.A.
· PAROXETINA EG STADA - EG S.P.A.
· DAPAROX - GMM FARMA S.R.L.
· DAPAROX - BB FARMA S.R.L.
· PAROXETINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· PAROXETINA ZENTIVA ITALIA - PHARMACARE S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

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Cosa deve sapere prima di prendere PAROXETINA PENSA PHARMA
Come prendere PAROXETINA PENSA PHARMA
Possibili effetti indesiderati
Come conservare PAROXETINA PENSA PHARMA
Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Che cos'è PAROXETINA PENSA PHARMA e a cosa serve

PAROXETINA PENSA PHARMA viene impiegato per il trattamento della depressione e/o dei disturbi d’ansia nell’adulto. I disturbi d'ansia per cui è indicato il trattamento con questo medicinale

sono: disturbo ossessivo compulsivo (pensieri ripetitivi e ossessivi, con comportamenti incontrollabili); disturbo di panico (attacchi di panico, compresi quelli causati dall'agorafobia, ovvero la paura degli spazi aperti); disturbo d'ansia sociale (avere paura o evitare situazioni sociali); disturbo post-traumatico da stress (ansia causata da un evento traumatico); disturbo d'ansia generalizzata (sensazione generale di

grande ansia o nervosismo).

PAROXETINA PENSA PHARMA appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Non è del tutto noto come questo medicinale e altri SSRI agiscano, ma possono aiutare ad aumentare il livello di serotonina nel cervello. Trattare la depressione o i disturbi d’ansia in modo adeguato è importante per aiutarla a sentirsi meglio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda PAROXETINA PENSA PHARMA - Se sta assumendo altri medicinali chiamati inibitori delle monoamminoossidasi (IMAO, compresi moclobemide e metiltioninio cloruro (blu di metilene)), o se li ha presi in qualsiasi momento nelle ultime due settimane. Il suo medico la informerà su come deve iniziare il trattamento con PAROXETINA PENSA PHARMA una volta interrotta l'assunzione di IMAO;

- Se sta assumendo un anti-psicotico chiamato tioridazina o un anti-psicotico chiamato pimozide;
- Se è allergico alla paroxetina, alla soia, alle arachidi o ad uno qualsiasi degli altri componenti di
questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
Se uno di questi casi la riguarda, informi il medico senza prendere questo medicinale.
Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere PAROXETINA PENSA PHARMA
- Sta prendendo qualsiasi altro medicinale?(vedere “Altri medicinali e PAROXETINA PENSA
PHARMA” in questo foglio illustrativo)

- Sta prendendo tamoxifene per trattare il tumore della mammella o per problemi di fertilità?
PAROXETINA PENSA PHARMA può rendere il tamoxifene meno efficace, pertanto il medico
potrebbe raccomandarle di prendere un altro antidepressivo.
- Ha problemi ai reni, al fegato o al cuore?
- Ha una anomalia del tracciato cardiaco dopo un elettrocardiogramma (ECG) noto come intervallo
QT prolungato?

- Ha una storia familiare di prolungamento dell'intervallo QT, malattie cardiache come
insufficienza cardiaca, bassa frequenza cardiaca o bassi livelli di potassio o bassi livelli di
magnesio?
- Soffre di epilessia o ha avuto in passato attacchi o crisi convulsive?
- Ha mai avuto episodi di mania (comportamento o pensieri iperattivi)?

- È in trattamento con terapia elettroconvulsivante (TEC)?
- Ha avuto in passato disturbi emorragici, o sta assumendo altri medicinali che possono aumentare
il rischio di sanguinamento (questi includono medicinali usati per rendere il sangue più fluido,
come il warfarin, anti-psicotici come la perfenazina o la clozapina, antidepressivi triciclici,
medicinali usati per il dolore e l’infiammazione chiamati farmaci anti-infiammatori non steroidei

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Ha il diabete?
Sta seguendo una dieta a basso contenuto di sodio?
Ha il glaucoma (pressione nell’occhio)?
o FANS, come acido acetilsalicilico, ibuprofene, celecoxib, etodolac, diclofenac, meloxicam)?

È in gravidanza o sta pianificando una gravidanza? (vedere “Gravidanza, allattamento e fertilità”, in questo foglio illustrativo) - Ha meno di 18 anni? (vedere “Bambini e adolescenti di età inferore ai 18 anni”, all'interno di questo foglio)

Se lei ha risposto SÌ ad una qualsiasi di queste domande e non ne ha già discusso con il suo medico, torni dal medico e chieda cosa fare riguardo all'assunzione di PAROXETINA PENSA PHARMA.

Bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni PAROXETINA PENSA PHARMA non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Inoltre, i pazienti al di sotto di 18 anni hanno un aumento del rischio di effetti

indesiderati quali tentativi di suicidio, pensieri suicidari e ostilità (prevalentemente aggressività, comportamento di opposizione e collera) quando assumono paroxetina. Se il medico ha prescritto questo medicinale a lei (o a suo/a figlio/a) e vuole discuterne discuterne, torni dal medico. Deve informare il suo medico se uno qualsiasi dei sintomi sopra elencati compare o si aggrava mentre lei (o suo/a figlio/a) sta assumendo questo medicinale. Inoltre, gli effetti sulla sicurezza a lungo termine della paroxetina relativi alla crescita, alla maturazione e allo sviluppo cognitivo e comportamentale in questo gruppo di

età non sono stati ancora dimostrati.

Negli studi condotti con paroxetina in pazienti al di sotto di 18 anni, gli effetti indesiderati comuni che

hanno interessato meno di 1 bambino/adolescente su 10 sono stati: un aumento dei pensieri di suicidio e dei tentativi di suicidio, farsi del male deliberatamente, atteggiamento ostile, aggressivo o non amichevole, perdita di appetito, tremori, sudorazione anomala, iperattività (avere troppa energia), agitazione, cambiamento delle emozioni (inclusi pianto e cambiamenti di umore) e lividi o sanguinamento insoliti (come sanguinamenti nasali). Questi studi hanno anche dimostrato che gli stessi sintomi colpivano bambini e adolescenti che assumevano pillole di zucchero (placebo) invece di

paroxetina, sebbene siano stati osservati meno spesso.

In questi studi condotti in pazienti di età inferiore ai 18 anni, alcuni pazienti hanno presentato effetti da sospensione dopo l’interruzione di paroxetina. Questi effetti sono stati per lo più simili a quelli osservati negli adulti dopo la sospensione della paroxetina (vedere paragrafo 3). Inoltre, pazienti al di sotto dei 18 anni hanno presentato comunemente (in meno di 1 caso su 10) anche dolore di stomaco, sensazione di nervosismo e cambiamento nelle emozioni (compresi pianto, cambiamenti di umore, tentativi di farsi del male, pensieri di suicidio e tentativi di suicidio).

Pensieri di suicidio e peggioramento della depressione o del disturbo d’ansia

Se lei è depresso e/o soffre di disturbi d'ansia, a volte può avere pensieri di farsi del male o di togliersi la vita. Questi possono aumentare quando si iniziano a usare gli antidepressivi per la prima volta, poiché tutti questi medicinali impiegano del tempo per agire, generalmente circa due settimane ma a volte di più.

Potrebbe avere con maggiore probabilità questo tipo di pensieri:

- Se in passato ha avuto pensieri di togliersi la vita o farsi del male.
- se lei è un giovane adulto. Le informazioni provenienti dagli studi clinici hanno mostrato un
aumento del rischio di comportamento suicida nei giovani adulti di età inferiore ai 25 anni con
disturbi psichiatrici trattati con un antidepressivo.

Se in qualsiasi momento pensa di farsi del male o di togliersi la vita, contatti il medico o vada direttamente in ospedale.

Potrebbe essere utile dire a un familiare o a un amico stretto che soffre di depressione o di un disturbo d’ansia e chiedere loro di leggere questo foglio. Potrebbe inoltre chiedere loro di informarla se pensano che la sua depressione o il suo disturbo d’ansia stia peggiorando, o se sono preoccupati a causa di cambiamenti nel suo comportamento.

Effetti indesiderati importanti osservati con PAROXETINA PENSA PHARMA Alcuni pazienti che prendono questo medicinale sviluppano un disturbo chiamato acatisia, in cui si sentono irrequieti e hanno la sensazione di non riuscire a sedersi o stare fermi. Altri pazienti sviluppano quella che viene chiamata sindrome da serotonina o sindrome neurolettica maligna, in cui presentano alcuni o tutti i seguenti sintomi: sensazione di forte agitazione o irritabilità, sensazione di confusione, sensazione di irrequietezza, sensazione di caldo, sudorazione, tremori, brividi, allucinazioni (visioni o suoni strani), rigidità muscolare, spasmi muscolari improvvisi o battito cardiaco

accelerato. La gravità può aumentare, portando perdita di coscienza. Se nota uno qualsiasi di questi sintomi, contatti il medico. Per ulteriori informazioni su questi o altri effetti indesiderati di questo medicinale, vedere il paragrafo 4.

I medicinali come PAROXETINA PENSA PHARMA (i cosiddetti SSRI) possono causare sintomi di disfunzione sessuale (vedere paragrafo 4). In alcuni casi, questi sintomi sono continuati dopo l’interruzione del trattamento.

Altri medicinali e PAROXETINA PENSA PHARMA Alcuni medicinali possono influenzare l’attività di PAROXETINA PENSA PHARMA o possono

rendere più probabile la comparsa di effetti indesiderati. Anche PAROXETINA PENSA PHARMA può influenzare l’attività di altri medicinali. Questi includono: - Medicinali chiamati inibitori delle monoamminoossidasi (IMAO, inclusi moclobemide e

metiltioninio cloruro (blu di metilene)). Vedere “Non prenda PAROXETINA PENSA PHARMA”
in questo foglio illustrativo.
- Medicinali noti per aumentare il rischio di modificare l’attività elettrica del cuore (ad es. gli
antipsicotici tioridazina o pimozide) – vedere “Non prenda PAROXETINA PENSA PHARMA” in
questo foglio illustrativo.
- Acido acetilsalicilico, ibuprofene o altri medicinali chiamati FANS (farmaci antinfiammatori non

steroidei) come celecoxib, etodolac, diclofenac e meloxicam, utilizzati per il trattamento del
dolore e dell'infiammazione
- Tramadolo, buprenorfina e petidina, antidolorifici
- Buprenorfina in associazione a naloxone, trattamento sostitutivo per la dipendenza da oppioidi
- Medicinali chiamati triptani, come il sumatriptan, utilizzati per trattare l’emicrania
- Altri antidepressivi inclusi altri SSRI e antidepressivi triciclici come clomipramina, nortriptilina
e desipramina
- Un integratore alimentare chiamato triptofano
- Mivacurio e suxametonio (usati in anestesia)
- Medicinali quali litio, risperidone, perfenazina, clozapina (chiamati antipsicotici) usati per trattare
alcune patologie psichiatriche

- Fentanil, utilizzato nell’anestesia o nel trattamento del dolore cronico
- Un’associazione di fosamprenavir e ritonavir, usata per trattare l’infezione da virus
dell’immunodeficienza umana (HIV)
- Erba di San Giovanni, una preparazione a base di erbe per la depressione
- Fenobarbitale, fenitoina, sodio valproato o carbamazepina, usati per il trattamento delle
convulsioni o dell’epilessia

- Atomoxetina, usata per trattare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)
- Prociclidina, usata per controllare il tremore, specie nella malattia di Parkinson
- Warfarin o altri medicinali (chiamati anticoagulanti) usati per rendere il sangue più fluido
- Propafenone, flecainide e medicinali usati per trattare il battito cardiaco irregolare
- Metoprololo, un betabloccante usato per il trattamento della pressione arteriosa alta e di

problemi cardiaci
- Pravastatina, usata per il trattamento del colesterolo alto
- Rifampicina, usata per il trattamento della tubercolosi (TB) e della lebbra
- Linezolid, un antibiotico
- Tamoxifene, usato per il trattamento del tumore della mammella o per problemi di fertilità.

Se sta assumendo o ha recentemente assunto uno dei medicinali in questo elenco e non ne ha ancora parlato al medico, torni dal medico e gli chieda cosa fare. Potrebbe essere necessario modificare la dose o utilizzare un altro medicinale.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli non soggetti a prescrizione. PAROXETINA PENSA PHARMA con cibo, bevande e alcol Non beva alcol mentre è in trattamento con questo medicinale. L’alcol può peggiorare i suoi sintomi ogli effetti indesiderati. Prendere questo medicinale al mattino insieme a del cibo ridurrà la probabilità

di avere la nausea.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in gravidanza o sta allattando, se pensa di poter essere in gravidanza o sta pianificando una

gravidanza, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Nei bambini le cui madri avevano assunto paroxetina nei primi mesi di gravidanza, ci sono state alcune segnalazioni che mostravano un aumento del rischio di difetti alla nascita, in particolare cardiaci. Nella popolazione generale, circa 1 bambino su 100 nasce con un difetto cardiaco. Questo aumentava fino a 2 su 100 bambini nel caso di madri che avevano assunto paroxetina. Lei e il medico potete decidere se sia meglio per lei passare ad un altro trattamento o interrompere gradualmente l'assunzione di questo medicinale

mentre è in gravidanza. Tuttavia, a seconda delle circostanze, il medico potrebbe consigliarle che sia meglio per lei continuare a prendere questo medicinale.

Si assicuri che la sua ostetrica o il suo medico sappiano che lei è in trattamento PAROXETINA PENSA PHARMA. Se prende questo medicinale poco prima della fine della gravidanza, ci potrebbe essere un aumentato rischio di forte emorragia vaginale subito dopo il parto, soprattutto se ha una storia di disturbi di sanguinamento. Il medico o l’ostetrica dovrebbero essere informati che sta assumendo questo medicinale, in modo che possano consigliarle cosa fare. Quando assunti durante la gravidanza, in particolare nella gravidanza avanzata, i medicinali come PAROXETINA PENSA PHARMA possono

aumentare il rischio di un grave disturbo nei bambini, chiamato ipertensione polmonare persistente del
neonato (PPHN). Nella PPHN la pressione arteriosa nei vasi sanguigni tra il cuore e i polmoni del
bambino è troppo elevata. Se assume questo medicinale negli ultimi 3 mesi di gravidanza, il suo neonato
potrebbe avere anche altre condizioni, che di solito compaiono durante le prime 24 ore dopo la nascita.
I sintomi comprendono:
- problemi di respirazione;
- colorito bluastro della pelle o temperatura troppo elevata o bassa;
- labbra blu;
- vomito o alimentazione non adeguata;
- sensazione di grande stanchezza, insonnia o pianto eccessivo;
- muscolatura rigida o floscia;

- tremori, agitazione o convulsioni;
- riflessi esagerati.

Se il suo bambino sviluppa uno di questi sintomi dopo la nascita, o se lei è preoccupata per la salute del suo bambino, contatti il medico o l'ostetrica che le consiglieranno cosa fare.

PAROXETINA PENSA PHARMA può passare nel latte materno in quantità molto ridotte. Se lei sta assumendo questo medicinale, torni dal medico e ne parli con lui prima di cominciare ad allattare al seno. Lei e il medico potrete decidere che lei può allattare mentre sta prendendo questo medicinale.

In studi sugli animali, paroxetina ha dimostrato di ridurre la qualità dello sperma. In teoria, ciò potrebbe

influenzare la fertilità, ma l’impatto sulla fertilità umana non è stato ancora osservato.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari I possibili effetti indesiderati di questo medicinale includono capogiri, confusione, sensazione di sonnolenza o vista annebbiata. Se dovesse avvertire questi effetti indesiderati, non guidi veicoli e non utilizzi macchinari.

PAROXETINA PENSA PHARMA contiene sodio del Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

PAROXETINA PENSA PHARMA contiene lecitina di soia Questo medicinale contiene lecitina di soia. Se è allergico alle arachidi o alla soia, non usi questo medicinale.

Come usarlo

Prenda sempre questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dei dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Talvolta potrebbe avere bisogno di prendere più di una o di mezza compressa. La tabella le mostrerà quante compresse prendere.

Dose Numero di compresse da assumere 10mg Mezza compressa da 20 mg

20 mg Una compressa da 20 mg 30mg Una compressa e mezza da 20 mg 40 mg Due compresse da 20 mg

50 mg Due compresse e mezza da 20 mg 60 mg Tre compresse da 20 mg

Le dosi abituali per le diverse condizioni sono riportate nella seguente tabella.

Dose iniziale Dose giornaliera Dose massima

raccomandata giornaliera Depressione 20 mg 20 mg 50 mg Disturbo ossessivo compulsivo 20 mg 40 mg 60 mg Disturbo di panico 10mg 40 mg 60 mg Disturbo d'ansia sociale 20 mg 20 mg 50 mg Disturbo posttraumatico da 20 mg 20 mg 50 mg stress Disturbo d'ansia generalizzata 20 mg 20 mg 50 mg

Il medico le consiglierà quale dose assumere all’inizio del trattamento con PAROXETINA PENSA PHARMA . La maggior parte delle persone inizia a sentirsi meglio dopo un paio di settimane. Se lei

non inizia a stare meglio dopo questo periodo di tempo, ne parli al medico, che saprà consigliarla. Il medico può decidere di aumentare la dose gradualmente, di 10 mg alla volta, fino alla massima dose giornaliera.

Prenda le compresse al mattino con del cibo. Ingerisca le compresse con un bicchiere d’acqua.

Non mastichi le compresse.

La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Il medico le dirà per quanto tempo sarà necessario continuare ad assumere le compresse. Il trattamento

può durare molti mesi o anche di più.

Persone anziane La dose massima per le persone di età superiore ai 65 anni è di 40 mg al giorno.

Pazienti con patologie al fegato o ai reni

Se ha problemi al fegato o gravi malattie ai reni, il medico può decidere di prescriverle una dose di questo medicinale più bassa del normale.

Se prende più PAROXETINA PENSA PHARMA di quanto deve Non prenda mai più compresse di quelle raccomandate dal medico. Se lei (o qualcun altro) prende una quantità eccessiva di PAROXETINA PENSA PHARMA, si rivolga subito al medico o a un ospedale e mostri loro la confezione delle compresse.

Qualcuno che ha assunto un sovradosaggio di PAROXETINA PENSA PHARMA può manifestare ognuno dei sintomi elencati nel paragrafo 4, “Possibili effetti indesiderati” , oppure i seguenti sintomi:

febbre; irrigidimento muscolare incontrollabile .

Se dimentica di prendere PAROXETINA PENSA PHARMA Prenda il medicinale ogni giorno alla stessa ora.

Se dimentica di prendere una dose e se ne ricorda prima di andare a dormire, la prenda subito. Prosegua poi come al solito il giorno successivo.

Se si ricorda solo durante la notte o il giorno successivo, tralasci la dose dimenticata. Può avvertire sintomi da sospensione, che dovrebbero scomparire non appena prenderà la dose successiva al solito

orario.

Non prenda una dose doppia per compensare la dose dimenticata.

Cosa fare se non si sente meglio PAROXETINA PENSA PHARMA non allevierà subito i suoi sintomi. Tutti gli antidepressivi hanno bisogno di tempo per agire. Alcune persone inizieranno a sentirsi meglio entro un paio di settimane, ma per altre può essere necessario un tempo leggermente più lungo. Alcune persone che assumono antidepressivi si sentono peggio prima di sentirsi meglio. Se lei non inizia a sentirsi meglio dopo un paio

di settimane, torni dal suo medico che saprà consigliarla. Il medico dovrebbe chiederle di vederla di nuovo un paio di settimane dopo l’inizio del trattamento. Informi il medico se non ha iniziato a sentirsi meglio.

Se interrompe il trattamento con PAROXETINA PENSA PHARMA Non interrompa il trattamento con PAROXETINA PENSA PHARMA finchè il medico non le dice di farlo. Quando interrompe il trattamento con PAROXETINA PENSA PHARMA, il medico l’aiuterà a ridurre la dose lentamente nell’arco di alcune settimane o mesi. Questo dovrebbe aiutare a ridurre la possibilità che compaiano effetti da sospensione. Un modo per farlo consiste nel ridurre gradualmente la dose di questo medicinale di 10 mg a settimana. La maggior parte delle persone riscontra che i sintomi

da sospensione di questo medicinale sono lievi e scompaiano da soli entro due settimane. Per alcune persone, questi sintomi possono essere più gravi o durare più a lungo.

Se avverte effetti da sospensione durante il periodo di interruzione del trattamento, il medico può decidere che deve interromperlo più lentamente. Se avverte gravi effetti da sospensione quando interrompe l’assunzione di questo medicinale, contatti il medico. Potrebbe chiederle di iniziare a

prendere nuovamente le compresse e sospenderle più lentamente.

Se manifesta effetti da sospensione, sarà ancora in grado di interrompere il trattamento con PAROXETINA PENSA PHARMA.

Possibili effetti da sospensione in caso di interruzione del trattamento

Gli studi mostrano che 3 pazienti su 10 notano uno o più sintomi al momento dell’interruzione di paroxetina. Alcuni effetti da sospensione si verificano più frequentemente di altri al momento dell’interruzione.

Effetti indesiderati comuni
Questi possono interessare fino a 1 persona su 10
-
-
Sensazione di capogiro, instabilità o mancanza di equilibrio
Sensazioni di spilli e aghi, sensazione di bruciore e (meno comunemente) sensazione di scossa
elettrica, anche alla testa, e ronzio, sibilio, fischio, tintinnio o altro rumore persistenti nelle
orecchie (tinnito)
- Disturbi del sonno (sogni vividi, incubi, incapacità di dormire)
- Sensazione di ansia
- Mal di testa.

Effetti indesiderati non comuni
Questi possono interessare fino a 1 persona su 100
- Nausea
- Sudorazione (comprese la sudorazioni notturne)

- Sensazione di irrequietezza o agitazione
- Tremore
- Sensazione di confusione o disorientamento
- Diarrea (feci molli)
- Sensazione di emotività o irritabilità
- Disturbi visivi

- Battito cardiaco accelerato o martellante (palpitazioni).

Si rivolga al medico se lei è preoccupato dagli effetti da sospensione quando interrompe PAROXETINA

PENSA PHARMA.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. È più probabile che gli effetti indesiderati si manifestino nel corso delle prime settimane di trattamento con questo medicinale.

Si rivolga al medico se, durante il trattamento, manifesta uno dei seguenti effetti indesiderati. Potrebbe avere bisogno di contattare il medico o recarsi in ospedale immediatamente. Effetti indesiderati non comuni Questi possono interessare fino ad 1 persona su 100 - Se lei ha lividi o sanguinamenti insoliti, incluso sangue nel vomito o nelle feci, si rivolga immediatamente al medico o si rechi subito in ospedale.

- Se lei non è in grado di urinare, si rivolga immediatamente al medico o si rechi subito in ospedale.

Effetti indesiderati rari Questi possono interessare fino ad 1 persona su 1 000 - Se lei ha crisi convulsive (attacchi epilettici), si rivolga immediatamente al medico o si rechi

subito in ospedale.
- Se lei si sente irrequieto e si sente come se non riuscisse a stare seduto o fermo, può avere una
condizione chiamata acatisia. Aumentare la dose di questo medicinale può peggiorare queste
sensazioni. Se si sente così, si rivolga al medico.
- Se lei si sente stanco, debole o confuso, e sente i suoi muscoli doloranti, rigidi o scoordinati,

questo può essere dovuto ai bassi livelli di sodio nel sangue. Se nota questi sintomi, si rivolga al medico.

Effetti indesiderati molto rari Questi possono interessare fino ad 1 persona su 10 000 - Reazioni allergiche, che possono essere gravi, a PAROXETINA PENSA PHARMA.

Se sviluppa un’eruzione cutanea rossa e gonfia, gonfiore alle palpebre, al viso, alle labbra, alla bocca o alla lingua, inizia ad avere prurito o ha difficoltà a respirare (respiro affannoso) o a deglutire, e avverte una sensazione di debolezza o confusione mentale con conseguente collasso o perdita di coscienza, si rivolga immediatamente al medico o si rechi subito in ospedale. - Se compaiono alcuni o tutti i sintomi indicati di seguito, lei può avere un disturbo chiamato sindrome da serotonina o sindrome neurolettica maligna. I sintomi comprendono: sensazione di forte agitazione o irritabilità, sensazione di confusione, sensazione di irrequietezza, sensazione di calore, sudorazione, tremore, brividi, allucinazioni (strane visioni o suoni), rigidità dei muscoli, improvvise contrazioni muscolari o battito cardiaco accelerato. La gravità può aumentare, portando a perdita di coscienza. Se si sente così, si rivolga al medico.

- Glaucoma acuto. Se i suoi occhi diventano dolenti e si sviluppa vista annebbiata, si rivolga al medico.

Non nota

La frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili
- Alcune persone hanno avuto pensieri di farsi del male o di suicidarsi durante il trattamento con
questo medicinale o subito dopo averlo interrotto (vedere “Pensieri di suicidio e peggioramento
della depressione o del disturbo d’ansia” all’interno del paragrafo 2).
- Alcune persone hanno manifestato aggressività mentre assumevano questo medicinale
- Abbondante sanguinamento vaginale subito dopo il parto (emorragia post partum), per ulteriori

informazioni vedere “Gravidanza, allattamento e fertilità” nel paragrafo 2. Se lei manifesta questi effetti indesiderati, si rivolga al medico.

Altri possibili effetti indesiderati durante il trattamento
Effetti indesiderati molto comuni
Questi possono interessare più di 1 persona su 10
- Nausea. Prendere il medicinale al mattino con del cibo ridurrà la possibilità che si verifichi.
- Cambiamenti dello stimolo o della funzione sessuale. Ad esempio, mancanza di orgasmo e, negli
uomini, erezione ed eiaculazione anomale.

Effetti indesiderati comuni
Questi possono interessare fino a 1 persona su 10
- Aumento del livello di colesterolo nel sangue
- Mancanza di appetito
- Non dormire bene (insonnia) o sensazione si sonnolenza
- Sogni anomali (compresi incubi)
- Capogiro o tremori
- Mal di testa
- Difficoltà di concentrazione
- Sensazione di agitazione

- Sensazione inusuale di debolezza
- Vista annebbiata
- Sbadigli, bocca secca
- Diarrea o stipsi
- Vomito
- Aumento di peso

- Sudorazione.

Effetti indesiderati non comuni Questi possono interessare fino a 1 persona su 100 - Un aumento o una diminuzione di breve durata della pressione sanguigna, che può causare capogiro

o mancamento quando ci si alza in piedi all’improvviso
- Battito cardiaco più accelerato del normale
- Mancanza di movimento, rigidità, tremore o movimenti anomali della bocca e della lingua
- Pupille dilatate
- Eruzioni cutanee
- Prurito
- Sensazione di confusione
- Allucinazioni (visioni o suoni strani)
- Riduzione del numero dei globuli bianchi
- Incapacità di urinare (ritenzione urinaria) o perdita incontrollata e involontaria delle urine
(incontinenza urinaria)
- Se lei è un paziente diabetico potrebbe notare una perdita del controllo dei livelli di zucchero nel
sangue mentre prende PAROXETINA PENSA PHARMA. Consulti il medico per la regolazione
del dosaggio di insulina o dei medicinali per il diabete.

Effetti indesiderati rari

Questi possono interessare fino a 1 persona su 1 000
- Produzione anomala di latte dalla mammella nell’uomo e nella donna
- Battito cardiaco rallentato
- Effetti sul fegato evidenziati dagli esami del sangue per la funzionalità epatica

- Attacchi di panico
- Comportamento e pensieri iperattivi (mania)
- Sensazione di distacco da sé stessi (depersonalizzazione)
- Sensazione di ansia
- Desiderio irresistibile di muovere le gambe (sindrome delle gambe senza riposo)
- Dolore alle articolazioni o ai muscoli

- Aumento nel sangue di un ormone chiamato prolattina
- Disturbi del ciclo mestruale (compresi cicli abbondanti o irregolari, sanguinamento tra i cicli e
assenza o ritardo dei cicli).

Effetti indesiderati molto rari Questi possono interessare fino a 1 persona su 10 000 - Eruzione cutanea, con possibile presenza di vescicole e aspetto simile a piccoli bersagli (macchie scure centrali circondate da una zona più pallida, con un anello scuro intorno al bordo), chiamata eritema multiforme

- Eruzione cutanea diffusa con vescicole e desquamazione della pelle, in particolare intorno alla
bocca, al naso, agli occhi e ai genitali (sindrome di Stevens-Johnson)
- Eruzione cutanea diffusa con vescicole e desquamazione della pelle sulla maggior parte della
superficie corporea (necrolisi epidermica tossica)
- Problemi al fegato che fanno diventare la pelle o la parte bianca degli occhi di colore giallo
- Sindrome da inappropriata produzione di ormone antidiuretico (SIADH), una condizione che
provoca una quantità eccessiva di acqua e una diminuzione della concentrazione di sodio (sale) nel
corpo per effetto di segnali chimici inappropriati. I pazienti con SIADH possono ammalarsi
gravemente o non avere alcun sintomo.
- Ritenzione dei liquidi o di acqua che può causare gonfiore delle braccia o delle gambe
- Sensibilità alla luce del sole

- Erezione dolorosa persistente
- Basso numero di piastrine nel sangue.

Non nota La frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili - Infiammazione del colon (che causa diarrea)

- Digrignamento dei denti

Alcuni pazienti hanno sviluppato manifestato ronzio, sibilo, fischio, tintinnio o altro rumore persistente nell’orecchio (tinnito), durante l’assunzione di paroxetina.

Nei pazienti in trattamento con questo tipo di medicinali è stato osservato un aumento del rischio di fratture ossee.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sulla scatola dopo

“Scad.”. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Se lei usa le compresse divise a metà, faccia attenzione a conservarle in modo sicuro nella confezione.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene PAROXETINA PENSA PHARMA

- Il principio attivo è paroxetina:
Ogni compressa rivestita con film da 20 mg contiene 20 mg di paroxetina (come paroxetina cloridrato).
- Gli altri componenti sono mannitolo, cellulosa microcristallina, carbossimetilamido sodico (tipo A),
magnesio stearato.
Il film di rivestimento contiene: butilemetacrilato copolimero basico (E100), alcol polivinilico
parzialmente idrolizzato (E1203), titanio diossido (E171), talco (E553b), lecitina di soia (E322) e

gomma xantana (E415).

Descrizione dell'aspetto di PAROXETINA PENSA PHARMA e contenuto della confezione Le compresse sono bianche, rotonde, rivestite, biconvesse, con un diametro di 10 mm, con linea di incisione su un lato e P20 inciso sull'altro.

La compressa può essere divisa in due dosi uguali. PAROXETINA PENSA PHARMA è disponibile in blister da 28 compresse rivestite con film o in blister divisibile per dose unitaria da 28x1 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’Immissione in Commercio Towa Pharmaceutical S.p.A. Via Enrico Tazzoli, 6 20154 Milano Italia

Produttore Teva Pharma S.L.U. C/C, n°4, Poligono Industrial Malpica, 50016 Zaragoza

Spagna

Questo medicinale è autorizzato negli Stati dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Danimarca: Risnelder Italia: PAROXETINA PENSA PHARMA

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato l'ultima volta il

Domande frequenti su PAROXETINA PENSA PHARMA

Come si usa PAROXETINA PENSA PHARMA?

PAROXETINA PENSA PHARMA si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PAROXETINA PENSA PHARMA è disponibile senza ricetta?

No, PAROXETINA PENSA PHARMA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PAROXETINA PENSA PHARMA?

Il principio attivo di PAROXETINA PENSA PHARMA è PAROXETINA CLORIDRATO, PAROXETINA.

Quali sono gli equivalenti di PAROXETINA PENSA PHARMA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: PAROXETINA AUROBINDO, PAROXETINA MYLAN GENERICS, PAROXETINA MYLAN PHARMA, PAROXETINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce PAROXETINA PENSA PHARMA?

PAROXETINA PENSA PHARMA è prodotto da TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A..

Da quando PAROXETINA PENSA PHARMA è autorizzato in Italia?

PAROXETINA PENSA PHARMA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2025-01-02.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

PAROXETINA PENSA PHARMA 20 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene paroxetina cloridrato equivalente a 20 mg di paroxetina. Eccipiente con effetto noto: le compresse contengono 0,300 mg di lecitina di soia (possono contenere proteine della soia). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film (compressa). Compresse di colore bianco, rotonde, rivestite, biconvesse, con diametro di 10 mm, con linea di incisione su un lato e P20 inciso sull'altro lato. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento di - Episodio di depressione maggiore - Disturbo ossessivo compulsivo - Disturbo di panico con o senza agorafobia - Disturbo d’ansia sociale/fobia sociale - Disturbo d’ansia generalizzato - Disturbo post-traumatico da stress

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Episodi di depressione maggiore La dose raccomandata è di 20 mg al giorno. In generale, il miglioramento nei pazienti inizia dopo una settimana, ma può divenire evidente dalla seconda settimana di terapia. Come per tutti i farmaci antidepressivi, il dosaggio deve essere rivisto e aggiustato se necessario entro le prime 3 o 4 settimane dall'inizio della terapia e in seguito come ritenuto clinicamente appropriato. In alcuni pazienti che hanno una risposta insufficiente alla dose di 20 mg, la dose può essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 50 mg al giorno con aumenti graduali di 10 mg, in base alla risposta del paziente. I pazienti affetti da depressione dovrebbero essere trattati per un periodo sufficiente di almeno 6 mesi per assicurarsi che siano liberi da sintomi.

Disturbo ossessivo compulsivo (DOC) La dose raccomandata è di 40 mg al giorno. I pazienti devono iniziare con una dose di 20 mg al giorno e la dose può essere aumentata gradualmente con incrementi di 10 mg sino alla dose raccomandata. Se dopo alcune settimane alla dose raccomandata si osserva una risposta insufficiente, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall’aumento graduale della dose fino ad un massimo di 60 mg al giorno. I pazienti affetti da disturbo ossessivo compulsivo devono essere trattati per un periodo sufficiente ad assicurare che siano liberi da sintomi. Tale periodo può essere di diversi mesi o anche più a lungo (vedere paragrafo 5.1). Disturbo di panico La dose raccomandata è di 40 mg al giorno. I pazienti devono iniziare con una dose di 10 mg al giorno e la dose può essere aumentata gradualmente con incrementi di 10 mg sino alla dose raccomandata in base alla risposta del paziente. Una bassa dose iniziale è raccomandata per ridurre al minimo il potenziale peggioramento della sintomatologia da panico, come si è osservato generalmente nel trattamento iniziale di questo disturbo. Se dopo alcune settimane alla dose raccomandata si osserva una risposta insufficiente, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall'aumento graduale della dose fino a un massimo di 60 mg al giorno. I pazienti con disturbo di panico devono essere trattati per un periodo sufficiente a garantire che siano liberi da sintomi. Tale periodo può essere di diversi mesi o anche più a lungo (vedere paragrafo 5.1). Disturbo d’ansia sociale/fobia sociale La dose raccomandata è di 20 mg al giorno. Se dopo alcune settimane alla dose raccomandata si osserva una risposta non sufficiente, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall'aumento graduale della dose con incrementi di 10 mg fino ad a massimo di 50 mg al giorno. L’utilizzo a lungo termine deve essere valutato periodicamente (vedere paragrafo 5.1). Disturbo d’ansia generalizzato La dose raccomandata è di 20 mg al giorno. Se dopo alcune settimane alla dose raccomandata si osserva una risposta non sufficiente, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall'aumento graduale della dose con incrementi di 10 mg fino ad a massimo di 50 mg al giorno. L’utilizzo a lungo termine deve essere valutato periodicamente (vedere paragrafo 5.1). Disturbo post-traumatico da stress La dose raccomandata è di 20 mg al giorno. Se dopo alcune settimane alla dose raccomandata si osserva una risposta non sufficiente, alcuni pazienti possono trarre beneficio dall'aumento graduale della dose con incrementi di 10 mg fino ad a massimo di 50 mg al giorno. L’utilizzo a lungo termine deve essere valutato periodicamente (vedere paragrafo 5.1). Informazioni generali Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento con paroxetina Si deve evitare un’interruzione brusca del trattamento (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Il regime a riduzioni graduali della posologia usato negli studi clinici prevedeva un decremento della dose giornaliera di 10 mg a intervalli settimanali. Se a seguito della diminuzione della dose o dell’interruzione del trattamento si verificano sintomi intollerabili, si può prendere in considerazione di ripristinare la dose prescritta in precedenza. Successivamente, il medico può continuare a diminuire la dose, ma più gradualmente. Popolazioni speciali Anziani Nei soggetti anziani è stato riscontrato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di paroxetina, ma il range delle concentrazioni è sovrapponibile a quello osservato in soggetti più giovani. Il trattamento deve iniziare alla stessa dose utilizzata nell'adulto. In alcuni pazienti potrebbe essere utile l’incremento della dose, ma la dose massima non deve superare i 40 mg al giorno.

Popolazione pediatrica Bambini e adolescenti (età 7-17 anni) La paroxetina non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti in quanto studi clinici controllati hanno evidenziato che la paroxetina è associata ad un aumento del rischio di comportamento suicida e ostilità. Inoltre, in questi studi l’efficacia non è stata adeguatamente dimostrata (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Bambini di età inferiore a 7 anni L'uso della paroxetina non è stato studiato in bambini di età inferiore a 7 anni. La paroxetina non deve essere somministrata, in quanto la sicurezza e l’efficacia in questa fascia d’età non sono state dimostrate. Compromissione renale/epatica In pazienti con compromissione renale severa (clearance della creatinina inferiore a 30 mL/min) o in pazienti con compromissione epatica è stato riscontrato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di paroxetina. Pertanto il dosaggio deve essere limitato alle dosi più basse dell’intervallo posologico. Modo di somministrazione Si raccomanda di somministrare la paroxetina una volta al giorno al mattino con del cibo. La compressa deve essere deglutita piuttosto che masticata.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, alla soia, alle arachidi o ad uno qualsiasi degli altri eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La paroxetina è controindicata in associazione con farmaci inibitori delle monoamminoossidasi (IMAO). In casi eccezionali, è possibile somministrare il linezolid (un antibiotico che è un IMAO reversibile non selettivo) in associazione con paroxetina, a condizione che siano disponibili le attrezzature necessarie per tenere monitorati i sintomi della sindrome da serotonina e la pressione arteriosa (vedere paragrafo 4.5). Il trattamento con paroxetina può essere iniziato: - due settimane dopo l’interruzione del trattamento con un IMAO non reversibile, oppure - almeno 24 ore dopo l’interruzione del trattamento con un IMAO reversibile (ad es. moclobemide, linezolid, metiltioninio cloruro (blu di metilene; un agente di visualizzazione preoperatorio che è un IMAO reversibile non selettivo)). Deve trascorrere almeno una settimana fra l’interruzione del trattamento con paroxetina e l’inizio della terapia con qualsiasi IMAO. La paroxetina è controindicata in combinazione con tioridazina o con pimozide (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego

Il trattamento con paroxetina deve essere iniziato con cautela due settimane dopo la cessazione del trattamento con IMAO irreversibili o 24 ore dopo la cessazione del trattamento con un IMAO reversibile. Il dosaggio di paroxetina deve essere aumentato gradualmente fino a raggiungere una risposta ottimale (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Popolazione pediatrica La paroxetina non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. Comportamenti correlati al suicidio (tentativi di suicidio e pensieri suicidi) e ostilità (principalmente aggressività, comportamento oppositivo e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza in studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, si dovesse prendere la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidi. Inoltre, in bambini e adolescenti non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lung

4 termine relativi alla crescita, alla maturazione e allo sviluppo cognitivo e comportamentale. Suicidio/pensieri suicidi o peggioramento clinico La depressione è associata ad aumentato rischio di pensieri suicidi, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Tale rischio persiste fino a quando si verifica una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente monitorati fino ad avvenuto miglioramento. È esperienza clinica generale che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi di miglioramento. Anche altre patologie psichiatriche per le quali è prescritta la paroxetina possono essere associate ad un aumentato rischio di eventi correlati al suicidio. Inoltre, queste patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con altre patologie psichiatriche si devono pertanto osservare le stesse precauzioni utilizzate per il trattamento di pazienti con disturbo depressivo maggiore. Pazienti con storia di eventi correlati al suicidio o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell'inizio del trattamento sono a rischio maggiore di pensieri suicidi o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. Una metanalisi di studi clinici controllati con placebo, condotti con medicinali antidepressivi, in pazienti adulti con disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicida nei pazienti trattati con gli antidepressivi rispetto al placebo, nella fascia di età inferiore a 25 anni (vedere paragrafo 5.1). La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (e chi si prende cura dei pazienti/degli stessi) devono essere avvertiti della necessità di monitorare la comparsa di qualsiasi peggioramento clinico, comportamenti o pensieri suicidi e cambiamenti insoliti del comportamento, e di rivolgersi immediatamente al medico, se questi sintomi si presentano. Acatisia/irrequietezza psicomotoria L'uso della paroxetina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una sensazione interiore di irrequietezza e di agitazione psicomotoria, come l’incapacità di stare seduti o fermi, generalmente associata ad un malessere soggettivo. È più probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che presentano questi sintomi, un aumento della dose può essere dannoso. Sindrome da serotonina/sindrome neurolettica maligna In rare occasioni, lo sviluppo di una sindrome da serotonina o di eventi simili alla sindrome neurolettica maligna possono verificarsi in associazione al trattamento con paroxetina, in particolare se somministrata in combinazione con altri farmaci serotoninergici e/o neurolettici. Poiché tali sindromi possono comportare condizioni potenzialmente fatali, si deve interrompere il trattamento con paroxetina in caso di comparsa di tali eventi (caratterizzati da un insieme di sintomi, quali ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità del sistema autonomo con possibile rapida fluttuazione dei segni vitali, cambiamenti dello stato mentale compresi confusione, irritabilità, agitazione estrema che evolve fino al delirio e al coma) e deve essere iniziato un trattamento sintomatico di supporto. La paroxetina non deve essere usata in associazione a precursori della serotonina (quali L-triptofano, oxitriptano) a causa del rischio di sindrome serotoninergica (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Mania Come con tutti gli antidepressivi, la paroxetina deve essere usata con cautela in pazienti con anamnesi di mania. La paroxetina deve essere sospesa in tutti i pazienti che entrano in una fase maniacale. Compromissione renale/epatica Si raccomanda cautela nei pazienti con compromissione renale severa o in quelli con compromissione epatica(vedere paragrafo 4.2).

Diabete Nei pazienti diabetici il trattamento con gli SSRI può alterare il controllo glicemico. Può essere necessario adeguare la dose di insulina e/o di ipoglicemizzanti orali. Inoltre, ci sono stati studi che indicano che può verificarsi un aumento dei livelli di glucosio ematico quando paroxetina e pravastatina sono co-somministrate (vedere paragrafo 4.5). Epilessia Come con altri antidepressivi, la paroxetina deve essere usata con cautela in pazienti con epilessia. Crisi convulsive L’incidenza complessiva di crisi convulsive in pazienti trattati con paroxetina è inferiore allo 0,1%. Il farmaco deve essere sospeso in tutti i pazienti che sviluppano crisi convulsive. Terapia elettroconvulsivante (TEC) Esiste esperienza clinica limitata per quanto riguarda la somministrazione concomitante di paroxetina con la terapia elettroconvulsivante (TEC). Glaucoma Come con altri SSRI, la paroxetina può causare midriasi e deve essere usata con cautela nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o con anamnesi di glaucoma. Patologie cardiache In pazienti con patologie cardiache devono osservare le precauzioni consuete. Prolungamento dell’intervallo QT Durante il periodo di post-marketing sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QT. La paroxetina deve essere usata con cautela in pazienti con anamnesi (familiare) di prolungamento dell'intervallo QT, uso concomitante di farmaci antiaritmici o altri farmaci che possono provocare un potenziale prolungamento dell’intervallo QT, patologie cardiache preesistenti importanti quali insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica, blocco cardiaco o aritmie ventricolari, bradicardia e ipokaliemia o ipomagnesiemia (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Iponatriemia L’iponatriemia è stata riportata raramente, prevalentemente negli anziani. Si deve usare cautela anche nei pazienti a rischio di iponatriemia, ad esempio per terapie concomitanti e cirrosi. L’iponatriemia è in genere reversibile dopo la sospensione della paroxetina. Emorragia Con gli SSRI sono stati riportati casi di sanguinamenti anomali a livello cutaneo, quali ecchimosi e porpora. Sono state segnalate altre manifestazioni emorragiche, per esempio emorragia gastrointestinale e ginecologica. Le pazienti anziane possono essere maggiormente a rischio di sanguinamenti non correlati a mestruazioni Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)/inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) possono aumentare il rischio di emorragia postpartum (vedere paragrafi 4.6 e 4.8). Si consiglia cautela nei pazienti che assumono SSRI in concomitanza ad anticoagulanti orali, con effetti noti sulla funzione piastrinica o altri farmaci che possono aumentare il rischio di sanguinamento (ad esempio antipsicotici atipici quali clozapina, fenotiazina, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, COX-2 inibitori) e nei pazienti con anamnesi di disturbi emorragici o condizioni che possono predisporre a sanguinamento (vedere paragrafo 4.8). Interazione con tamoxifene La paroxetina, un potente inibitore del CYP2D6, può portare alla diminuzione delle concentrazioni d

6 endoxifene, uno dei più importanti metaboliti attivi del tamoxifene. Pertanto, quando possibile, la paroxetina dovrebbe essere evitata, durante il trattamento con tamoxifene (vedere paragrafo 4.5). Sintomi da sospensione osservati in seguito a interruzione del trattamento con paroxetina I sintomi da sospensione osservati quando il trattamento viene interrotto sono comuni, in particolare in caso di brusca interruzione (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici gli eventi avversi osservati con l’interruzione del trattamento si presentavano nel 30% dei pazienti in trattamento con paroxetina in confronto al 20% dei pazienti trattati con placebo. La comparsa di sintomi da sospensione non significa che il farmaco induce assuefazione o dipendenza. Il rischio di sintomi da sospensione può dipendere da diversi fattori, incluse la durata e la dose della terapia e il tasso di riduzione della dose. Sono stati riportati capogiri, disturbi sensoriali (comprese parestesia, sensazioni di scosse elettriche e tinnito), disturbi del sonno (compresi sogni vividi), agitazione o ansia, nausea, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente questi sintomi sono da lievi a moderati, tuttavia in alcuni pazienti possono essere di intensità severa. Si verificano di solito entro i primi giorni dall’interruzione del trattamento, ma sono stati riportati casi molto rari di tali sintomi in pazienti che avevano inavvertitamente dimenticato una dose. Generalmente questi sintomi sono auto-limitanti, e di solito si risolvono entro due settimane, sebbene in alcuni individui possono durare più a lungo (2-3 mesi o più). Si consiglia pertanto di ridurre gradualmente la dose di paroxetina quando si interrompe il trattamento per un periodo di diverse settimane o mesi, in base alle esigenze del paziente (vedere paragrafo 4.2). Disfunzione sessuale Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) possono causare sintomi di disfunzione sessuale (vedi paragrafo 4.8). Sono stati segnalati casi di disfunzione sessuale a lungo termine con persistenza dei sintomi dopo l’interruzione dell’uso di SSRI. Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”. Lecitina di soia Questo medicinale contiene lecitina di soia che può contenere proteine della soia e può pertanto provocare reazioni allergiche in persone che sono sensibili alle arachidi o alla soia.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d'interazione

Farmaci serotoninergici Come con altri SSRI, la somministrazione contemporanea di farmaci serotoninergici può portare all’insorgenza di effetti associati alla serotonina (5-HT) (sindrome da serotonina: vedere paragrafo 4.4). Si deve consigliare cautela ed è richiesto un più attento controllo clinico quando i farmaci serotoninergici (come L-triptofano, triptani, tramadolo, linezolid, metiltioninio cloruro (blu di metilene), SSRI, litio, petidina, buprenorfina e preparazioni a base di Erba di San Giovanni – Hypericum perforatum) sono somministrati in concomitanza con paroxetina. Si consiglia cautela anche con il fentanil utilizzato nell’anestesia generale o nel trattamento del dolore cronico. L’uso concomitante di paroxetina e IMAO è controindicato a causa del rischio di sindrome da serotonina (vedi sezione 4.3). Pimozide In uno studio in cui una bassa dose singola di pimozide (2 mg) è stata somministrata in associazione a 60 mg di paroxetina, è stato dimostrato un incremento medio di 2,5 volte dei livelli di pimozide. Questo può essere spiegato dalle note proprietà inibitorie della paroxetina sul CYP2D6. A causa del ridotto indice terapeutico di pimozide e della sua nota capacità di prolungare l’intervallo QT, l’uso concomitante di pimozide e paroxetina è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

Farmaci che prolungano l'intervallo QT Il rischio di un prolungamento dell'intervallo QTc e/o di aritmie ventricolari (ad esempio torsioni di punta) può essere aumentato con l'uso concomitante di altri farmaci che prolungano l'intervallo QTc (ad esempio alcuni antipsicotici) (vedere paragrafo 4.4). L'uso concomitante di tioridazina e paroxetina è controindicato perché, come avviene con altri farmaci che inibiscono l'enzima epatico CYP450 2D6, la paroxetina può aumentare i livelli plasmatici di tioridazina che possono prolungare l'intervallo QT (vedere paragrafo 4.3). Enzimi che metabolizzano i farmaci Il metabolismo e la farmacocinetica della paroxetina possono essere influenzati dall’induzione o dall’inibizione degli enzimi che metabolizzano i medicinali. Quando la paroxetina è somministrata in concomitanza con un noto inibitore degli enzimi che metabolizzano i farmaci, si deve prendere in considerazione l’uso delle dosi più basse dell’intervallo posologico. In caso di somministrazione in concomitanza con induttori noti del metabolismo dei farmaci (ad esempio carbamazepina, rifampicina, fenobarbitale, fenitoina), o con fosamprenavir/ritonavir non è considerato necessario alcun aggiustamento della dose iniziale. Qualsiasi modifica della posologia della paroxetina (sia dopo l’inizio della terapia che dopo sospensione di un induttore enzimatico) deve essere basata sulla risposta clinica (tollerabilità ed efficacia). Bloccanti neuromuscolari Gli SSRI possono ridurre l'attività della colinesterasi plasmatica con conseguente prolungamento dell'azione bloccante neuromuscolare del mivacurio e del suxametonio. Fosamprenavir/ritonavir La somministrazione concomitante di fosamprenavir/ritonavir 700/100 mg due volte al giorno con paroxetina 20 mg al giorno in volontari sani per 10 giorni ha diminuito significativamente i livelli plasmatici della paroxetina di circa il 55%. I livelli plasmatici di fosamprenavir/ritonavir durante la co-somministrazione di paroxetina erano simili ai valori di riferimento osservati in altri studi, questo indica che la paroxetina non produce effetti significativi sul metabolismo di fosamprenavir/ritonavir. Non sono disponibili dati riguardo gli effetti della co-somministrazione a lungo termine, superiore a 10 giorni, di paroxetina e fosamprenavir/ritonavir. Prociclidina La somministrazione giornaliera di paroxetina aumenta in modo significativo i livelli plasmatici di prociclidina. Se si osservano effetti anti-colinergici, la dose di prociclidina deve essere ridotta. Anticonvulsivanti: carbamazepina, fenitoina, sodio valproato La somministrazione concomitante non sembra mostrare alcun effetto sul profilo farmacocinetico e farmacodinamico nei pazienti epilettici. Potenza inibitoria di paroxetina sul CYP2D6 Come altri antidepressivi, inclusi altri SSRI, la paroxetina inibisce l'enzima CYP2D6 del citocromo epatico P450. L’inibizione del CYP2D6 può portare all’aumento delle concentrazioni plasmatiche di farmaci co-somministrati, metabolizzati da questo enzima. Sono compresi tra questi farmaci alcuni antidepressivi triciclici (ad esempio clomipramina, nortriptilina e desipramina), neurolettici fenotiazinici (ad esempio perfenazina e tioridazina, vedere paragrafo 4.3 e “Farmaci che prolungano l’intervallo QT” nel paragrafo 4.5), risperidone, atomoxetina, alcuni antiaritmici di Tipo 1c (ad esempio propafenone e flecainide) e metoprololo. Non è raccomandato l’uso di paroxetina in associazione con metoprololo, somministrato nella insufficienza cardiaca, a causa del ridotto indice terapeutico del metoprololo in questa indicazione. In letteratura è stata riportata un’interazione farmacocinetica tra gli inibitori del CYP2D6 e il tamoxifene, che mostra una riduzione del 65-75% dei livelli plasmatici di una delle forme più attive del tamoxifene, ovvero l’endoxifene. In alcuni studi è stata segnalata una riduzione dell’efficacia de

8 tamoxifene in caso di uso concomitante di alcuni antidepressivi SSRI. Poiché non è possibile escludere un effetto ridotto del tamoxifene, la co-somministrazione con potenti inibitori del CYP2D6 (inclusa paroxetina) deve essere evitata quando possibile (vedere paragrafo 4.4). Alcol Come con altri farmaci psicotropi, i pazienti devono essere avvertiti di evitare l'uso di alcol durante il trattamento con paroxetina. Anticoagulanti orali Può verificarsi un’interazione farmacodinamica tra paroxetina e anticoagulanti orali. L’uso concomitante di paroxetina ed anticoagulanti orali può portare ad un aumento dell’attività anticoagulante ed al rischio emorragico. Pertanto la paroxetina deve essere usata con cautela nei pazienti in trattamento con anticoagulanti orali (vedere paragrafo 4.4). FANS, acido acetilsalicilico ed altri antiaggreganti piastrinici Può verificarsi un'interazione farmacodinamica tra paroxetina e FANS/acido acetilsalicilico. L'uso concomitante di paroxetina e FANS/acido acetilsalicilico può portare ad un aumento del rischio emorragico (vedi paragrafo 4.4). Si consiglia cautela nei pazienti che assumono SSRI in concomitanza con anticoagulanti orali, farmaci con influenza nota sulla funzione piastrinica o che possono aumentare il rischio di sanguinamento (ad esempio. antipsicotici atipici come clozapina, fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico, FANS, COX-2 inibitori) e nei pazienti con anamnesi di disturbi emorragici o condizioni che possono predisporre a sanguinamento. Pravastatina È stata osservata interazione tra paroxetina e pravastatina in studi che indicano che la cosomministrazione di paroxetina e pravastatina può portare a un aumento nel livello di glucosio ematico. I pazienti con diabete mellito che assumono sia paroxetina che pravastatina potrebbero richiedere un aggiustamento della dose dei farmaci ipoglicemizzanti orali e/o dell’insulina (vedere paragrafo 4.4).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Alcuni studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di malformazioni congenite, in particolare cardiovascolari (ad esempio difetti del setto ventricolare e del setto atriale), associato all'assunzione di paroxetina durante il primo trimestre di gravidanza. Il meccanismo non è noto. I dati indicano che il rischio di partorire un neonato con un difetto cardiovascolare a seguito dell’esposizione materna alla paroxetina è inferiore a 2/100 a fronte del rischio atteso pari a circa 1/100 per tali difetti nella popolazione generale. La paroxetina deve essere somministrata in gravidanza solo quando strettamente indicato. Il medico prescrittore, dovrà valutare l’opzione di ricorrere a trattamenti alternativi in donne in gravidanza o che stiano pianificando una gravidanza. Si deve evitare un’interruzione brusca del trattamento durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.2). I dati osservazionali indicano un aumento del rischio (inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito a esposizione a SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). I neonati devono essere tenuti sotto osservazione se l'uso materno di paroxetina continua negli stadi più avanzati della gravidanza, in particolare nel terzo trimestre. I sintomi seguenti si possono presentare nei neonati in seguito all’uso materno di paroxetina negli stadi più avanzati della gravidanza: sofferenza respiratoria, cianosi, apnea, crisi convulsive, temperatura instabile, difficoltà nell’alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperreflessia, tremore, stato di agitazione, irritabilità, letargia, pianto costante, sonnolenza e difficoltà a dormire. Tale sintomatologia può essere dovuta agli effetti serotoninergici o ai sintomi da sospensione. Nella maggio

9 parte dei casi le complicazioni iniziano immediatamente o subito dopo (< 24 ore) il parto. Dati epidemiologici indicano che l’uso di farmaci SSRI in gravidanza, particolarmente durante la gravidanza avanzata, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN). Il rischio osservato era pari approssimativamente a cinque casi per 1 000 gravidanze. Nella popolazione generale si verificano da 1 a 2 casi di PPHN per 1 000 gravidanze. Studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva, ma non hanno indicato effetti dannosi diretti su gravidanza, sviluppo embriofetale, parto o sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3). Allattamento Piccole quantità di paroxetina sono escrete nel latte materno. In studi pubblicati, concentrazioni sieriche in neonati allattati al seno erano non rilevabili (<2 ng/mL) o molto basse (<4 ng/mL) e non sono stati osservati segni degli effetti del farmaco in questi neonati. Poiché non sono previsti effetti, l'allattamento al seno può essere preso in considerazione. Fertilità I dati sugli animali hanno dimostrato che la paroxetina può influire sulla qualità dello sperma (vedere paragrafo 5.3). Dati in vitro su materiale umano possono indicare qualche effetto sulla qualità dello sperma, tuttavia, casi nell’uomo con alcuni SSRI (inclusa la paroxetina) hanno mostrato un effetto sulla qualità dello sperma che sembra essere reversibile. Finora non sono stati osservati effetti sulla fertilità umana.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L'esperienza clinica ha dimostrato che la terapia con paroxetina non è associata a compromissione delle funzioni cognitive o psicomotorie. Tuttavia, come con tutti i farmaci psicoattivi, i pazienti devono essere avvertiti di usare cautela nella guida di autoveicoli e nell'uso di macchinari. Sebbene la paroxetina non aumenti la compromissione psichica e motoria causata dall’assunzione alcol, l’uso concomitante di paroxetina e alcol non è consigliato.

4.8 Effetti indesiderati

Alcune delle reazioni avverse al farmaco elencate di seguito possono diminuire in intensità e frequenza con la continuazione del trattamento e non portano generalmente all’interruzione della terapia. Le reazioni avverse sono elencate di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi e frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune ( 1/10); comune ( 1/100, <1/10); non comune ( 1/1 000, <1/100); raro ( 1/10 000, <1/1.000); molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: Sanguinamento anomalo, prevalentemente a carico della cute e delle mucose (incluse ecchimosi e sanguinamento ginecologico), leucopenia. Molto raro: Trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario Molto raro: Reazioni allergiche severe e potenzialmente fatali (incluse reazioni anafilattoidi e angioedema). Patologie endocrine Molto raro: Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH). Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune: Aumento dei livelli di colesterolo, appetito ridotto. Non comune: nei pazienti diabetici è stato segnalato un alterato controllo glicemico (vedere paragrafo 4.4).

Raro: iponatriemia. L'iponatriemia è stata riportata soprattutto in pazienti anziani ed è talvolta dovuta alla sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH). Disturbi psichiatrici Comune: Sonnolenza, insonnia, agitazione, sogni anomali (inclusi incubi). Non comune: Confusione, allucinazioni. Raro: reazioni maniacali, ansia, depersonalizzazione, attacchi di panico, acatisia (vedere paragrafo 4.4). Non nota: Ideazione suicida, comportamento suicida, aggressività, bruxismo. Casi di idea e comportamento suicida sono stati riportati durante la terapia con paroxetina o subito dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Casi di aggressività sono stati osservati nell’esperienza post-marketing. Questi sintomi possono essere dovuti anche alla patologia di base. Patologie del sistema nervoso Comune: Capogiro, tremore, cefalea, concentrazione compromessa. Non comune: Disturbi extrapiramidali. Raro: Convulsioni, sindrome delle gambe senza riposo (RLS). Molto raro: Sindrome da serotonina (i sintomi possono includere agitazione, confusione, diaforesi, allucinazioni, iperreflessia, mioclono, brividi, tachicardia e tremore). Sono stati riportati casi di disturbi extrapiramidali, inclusa distonia oro-facciale a volte in pazienti già affetti da disturbi del movimento o in pazienti in trattamento con neurolettici. Patologie dell'occhio Comune: Visione annebbiata. Non comune: Midriasi (vedere paragrafo 4.4). Molto raro: Glaucoma acuto. Patologie dell'orecchio e del labirinto Non nota: Tinnito. Patologie cardiache Non comune: Tachicardia sinusale. Raro: Bradicardia. Patologie vascolari Raro: Aumento o calo transitorio della pressione arteriosa, ipotensione posturale. Sono stati riportati aumenti o cali transitori della pressione arteriosa in seguito al trattamento con paroxetina, di solito in pazienti con preesistente ipertensione o ansia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune: Sbadiglio. Patologie gastrointestinali Molto comune: Nausea. Comune: Stipsi, diarrea, vomito, secchezza delle fauci. Molto raro: Sanguinamento gastrointestinale. Non nota: Colite microscopica.

Patologie epatobiliari Raro: Aumento degli enzimi epatici. Molto raro: Eventi epatici (come epatite, talvolta associata a ittero e/o insufficienza epatica). Sono stati riportati aumenti degli enzimi epatici. Nel periodo successivo all’immissione in commercio sono stati anche riferiti, molto raramente, eventi epatici (quali epatite, talvolta associata a ittero e/o insufficienza epatica). Si deve prendere in considerazione la sospensione del trattamento con la paroxetina nel caso di prolungato aumento dei valori dei test di funzionalità epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: Sudorazione. Raro: Eruzioni cutanee, prurito Molto raro: Reazioni avverse cutanee severe (incluso eritema multiforme, sindrome di StevensJohnson, necrolisi epidermica tossica), orticaria, reazioni di fotosensibilità. Patologie renali e urinarie Non comune: Ritenzione urinaria, incontinenza urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Molto comune: Disfunzione sessuale. Raro: Iperprolattinemia/galattorrea, disturbi mestruali (tra cui menorragia, metrorragia, amenorrea, mestruazione ritardata e mestruazioni irregolari). Molto raro: Priapismo. Non nota: Emorragia postpartum. L’emorragia postpartum è stata segnalata per la classe terapeutica degli SSRI/SNRI (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Raro: Artralgia, mialgia Studi epidemiologici, condotti principalmente in pazienti di età pari o superiore a 50 anni, mostrano un aumento del rischio di fratture ossee in pazienti che assumono SSRI e TCA. Il meccanismo che determina questo rischio non è noto. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: Astenia, aumento del peso corporeo. Molto raro: Edema periferico. Sintomi da sospensione a seguito di interruzione del trattamento con paroxetina Comune: Capogiri, disturbi sensoriali, disturbi del sonno, ansia, cefalea. Non comune: Agitazione, nausea, tremore, confusione, sudorazione, instabilità emotiva, disturbi visivi, palpitazioni, diarrea, irritabilità. L’interruzione del trattamento con paroxetina (soprattutto se brusca) porta in genere a sintomi da sospensione. Sono stati riportati capogiro, disturbi sensoriali (comprese parestesia, sensazioni di scosse elettriche e tinnito), disturbi del sonno(compresi sogni vividi), agitazione o ansia, nausea, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente, tali eventi sono da lievi a moderati e auto-limitanti; tuttavia, in alcuni pazienti possono essere severi e/o prolungati. Qualora il trattamento con paroxetina non sia più necessario, si consiglia pertanto di effettuare un’interruzione graduale, tramite un decremento progressivo della dose (vedere paragrafi 4.2 4.4). Eventi avversi osservati nel corso di studi clinici sui pazienti in età pediatrica Sono stati osservati i seguenti eventi avversi: aumento dei comportamenti correlati al suicidio (compresi tentato suicidio e pensieri suicidi),

12 comportamenti autolesionisti e aumento dell’ostilità. I pensieri suicidi e i tentati suicidi sono stati osservati principalmente durante studi clinici con adolescenti affetti da disturbo depressivo maggiore. L’aumento dell’ostilità si è presentato in particolare nei bambini con disturbo ossessivo compulsivo, e specialmente nei bambini di età inferiore ai 12 anni. Ulteriori eventi osservati sono stati i seguenti: appetito ridotto, tremore, sudorazione, ipercinesia, agitazione, labilità emotiva (incluso pianto e fluttuazioni dell’umore), eventi avversi correlati a sanguinamento, in particolar modo della cute e delle mucose. Eventi osservati in seguito a interruzione/riduzione graduale del trattamento con paroxetina sono stati i seguenti: labilità emotiva (incluso pianto, fluttuazioni dell’umore, autolesionismo, pensieri suicidi e tentato suicidio), nervosismo, capogiro, nausea e dolore addominale (vedere paragrafo 4.4). Vedere paragrafo 5.1 per ulteriori informazioni sugli studi clinici nei pazienti in età pediatrica. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse .

4.9 Sovradosaggio

Sintomi e segni Sulla base delle informazioni disponibili riguardo al sovradosaggio con paroxetina, appare evidente un ampio margine di sicurezza. L’esperienza nei casi di sovradosaggio di paroxetina ha indicato che, oltre ai sintomi descritti nel paragrafo 4.8, sono stati riportati febbre e contrazioni muscolari involontarie. Una sindrome da serotonina è comune nel caso di sovradosaggio (per i sintomi vedere “Sindrome da serotonina/sindrome neurolettica maligna” nel paragrafo 4.4). I pazienti si sono generalmente ripresi senza gravi sequele anche nei casi in cui la paroxetina è stata assunta, da sola, fino a dosi di 2000 mg. Eventi quali coma o alterazioni dell’ECG sono stati segnalati occasionalmente, molto raramente con esito fatale, ma in genere quando paroxetina è stata assunta in associazione ad altri farmaci psicotropi, con o senza alcol. Trattamento Non è noto nessun antidoto specifico. Il trattamento deve basarsi sulle misure generali utilizzate nel trattamento del sovradosaggio con antidepressivi. Per ridurre l'assorbimento della paroxetina, può essere presa in considerazione la somministrazione di 20-30 g di carbone attivo, se possibile entro poche ore dal sovradosaggio. È indicata una terapia di supporto con attenta osservazione e frequente monitoraggio dei segni vitali. La gestione del paziente deve seguire le indicazioni cliniche.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antidepressivi – inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, codice ATC: N06AB05 Meccanismo di azione La paroxetina è un inibitore potente e selettivo della ricaptazione della 5-idrossitriptamina (5-HT, serotonina) e la sua azione antidepressiva e la sua efficacia nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo, disturbo d’ansia sociale/fobia sociale, disturbo d’ansia generalizzata, disturb

13 post-traumatico da stress e disturbo di panico si ritengono correlate a questa specifica inibizione della ricaptazione della 5-HT nei neuroni cerebrali. La paroxetina non è chimicamente correlata ai triciclici, tetraciclici ed agli altri antidepressivi disponibili. La paroxetina ha bassa affinità per i recettori colinergici di tipo muscarinico e studi sugli animali hanno evidenziato solo deboli proprietà anticolinergiche. In accordo con questa selettività d’azione, studi in vitro hanno evidenziato che, a differenza degli antidepressivi triciclici, la paroxetina ha bassa affinità per gli adrenorecettori alfa 1, alfa 2 e beta, per i recettori dopaminergici (D2), per i recettori 5-HT1 -simile e 5-HT2 e per i recettori dell’istamina (H1). Questa mancanza di interazione con i recettori post-sinaptici in vitro è stata confermata dagli studi in vivo, che hanno dimostrato l’assenza di proprietà depressive sul sistema nervoso centrale e di proprietà ipotensive. Effetti farmacodinamici La paroxetina non altera le funzioni psicomotorie e non potenzia gli effetti depressivi dell’etanolo. Analogamente ad altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, la paroxetina causa sintomi correlati all’eccessiva stimolazione del recettore della serotonina in caso di somministrazione ad animali precedentemente trattati con inibitori della monoamminoossidasi (IMAO) o triptofano. Studi relativi al comportamento e all’EEG indicano che la paroxetina è debolmente attivante a dosi in genere maggiori di quelle richieste per inibire la ricaptazione della serotonina. Le proprietà attivanti non sono per loro natura “anfetamino-simili”. Studi sugli animali indicano che la paroxetina è ben tollerata dal sistema cardiovascolare. La paroxetina non causa modifiche clinicamente significative della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dell’ECG dopo somministrazione a soggetti sani. Altri studi indicano che la paroxetina, al contrario degli antidepressivi che inibiscono la ricaptazione della noradrenalina, ha una più ridotta propensione ad inibire gli effetti antipertensivi della guanetidina. Nel trattamento dei disturbi depressivi, la paroxetina dimostra una efficacia comparabile a quella degli antidepressivi standard. Esistono anche evidenze che la paroxetina possa avere un valore terapeutico nei pazienti che non rispondono alla terapia standard. La somministrazione al mattino di paroxetina non ha alcun effetto negativo sulla qualità o la durata del sonno. Inoltre, i pazienti quando rispondono alla terapia con paroxetina possono riportare un miglioramento del sonno. Analisi della suicidalità negli adulti Un’analisi paroxetina specifica di studi controllati con placebo in adulti con disturbi psichiatrici ha mostrato una frequenza maggiore di comportamenti suicidi nei giovani adulti (18-24 anni) trattati con paroxetina rispetto a quelli trattati con placebo (2,19 % vs 0,92 %). Nel gruppo di soggetti di età maggiore, tale incremento non è stato osservato. Negli adulti con disturbo depressivo maggiore (di tutte le età), si è osservato un aumento della frequenza del comportamento suicida nei pazienti trattati con paroxetina in confronto a quelli trattati con placebo (0,32 % vs 0,05 %); tutti gli eventi osservati erano tentativi di suicidio. Tuttavia, la maggioranza di questi tentativi per la paroxetina (8 su 11) è stata osservata nei giovani adulti trattati (vedere paragarafo 4.4). Risposta alla dose Negli studi a dose fissa la curva dose risposta si presenta piatta, e questo non indica un vantaggio in termini di efficacia nell’utilizzo di dosi più alte di quelle raccomandate. Esistono tuttavia alcuni dati clinici che indicano che incrementi successivi della dose possono essere di beneficio per alcuni pazienti. Efficacia a lungo termine L’efficacia a lungo termine della paroxetina nella depressione è stata dimostrata in uno studio d

14 mantenimento di 52 settimane, con disegno atto a valutare la prevenzione delle ricadute: le ricadute si sono verificate nel 12% dei pazienti trattati con paroxetina (20-40 mg al giorno) contro il 28% dei pazienti che assumevano placebo. L’efficacia a lungo termine della paroxetina nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo è stata esaminata in tre studi di mantenimento di 24 settimane, con disegno atto a valutare la prevenzione delle ricadute. In uno dei tre studi è stata raggiunta una differenza significativa nella percentuale delle ricadute tra paroxetina (38%) e placebo (59%). L’efficacia a lungo termine della paroxetina nel trattamento del disturbo di panico è stata dimostrata in uno studio di terapia di mantenimento di 24 settimane, con disegno atto a valutare la prevenzione delle ricadute: le ricadute si sono verificate nel 5% dei pazienti trattati con paroxetina (10-40 mg al giorno) contro il 30% dei pazienti che assumevano placebo. Questo dato è stato supportato da uno studio di mantenimento di 36 settimane. L’efficacia a lungo termine della paroxetina nel trattamento dei disturbi d’ansia sociale e d’ansia generalizzata e del disturbo post-traumatico da stress non è stata sufficientemente dimostrata. Eventi avversi osservati nel corso di studi clinici su pazienti in età pediatrica Durante studi clinici a breve termine (fino a 10-12 settimane) condotti su bambini ed adolescenti, nei pazienti trattati con paroxetina sono stati osservati i seguenti eventi avversi con una frequenza pari ad almeno il 2% dei pazienti e si sono verificati con un tasso almeno il doppio rispetto al placebo: aumento dei comportamenti correlati al suicidio (compresi tentato suicidio e pensieri suicidi), comportamenti autolesionisti e aumento dell’ostilità. I pensieri suicidi e i tentati suicidi sono stati osservati principalmente durante studi clinici con adolescenti affetti da disturbo depressivo maggiore. L’aumento dell’ostilitàsi è presentato in particolare nei bambini con disturbo ossessivo compulsivo, specialmente nei bambini di età inferiore ai 12 anni. Ulteriori eventi che sono stati osservati più frequentemente nel gruppo trattato con paroxetina rispetto a quello trattato con placebo sono stati: appetito ridotto, tremore, sudorazione, ipercinesia, agitazione, labilità emotiva (incluso pianto e fluttuazioni dell’umore). Negli studi in cui è stato utilizzato il regime terapeutico con riduzioni graduali della dose, i sintomi riferiti durante la fase di riduzione graduale o al momento dell’interruzione del trattamento con paroxetina, osservati con una frequenza pari ad almeno il 2% dei pazienti e verificatesi con un tasso per lo meno due volte superiore rispetto al placebo, sono stati: labilità emotiva (incluso pianto, fluttuazioni dell’umore, autolesionismo, pensieri suicidi e tentato suicidio), nervosismo, capogiro, nausea e dolore addominale (vedere paragrafo 4.4). In cinque studi a gruppi paralleli della durata compresa tra otto settimane e un massimo di otto mesi di trattamento, nei pazienti trattati con paroxetina sono stati osservati eventi avversi correlati a sanguinamento, in particolare della cute e delle mucose, a una frequenza pari all’1,74% rispetto allo 0,74% osservato nei pazienti trattati con placebo.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La paroxetina è ben assorbita dopo somministrazione orale ed è sottoposta a metabolismo di primo passaggio. A causa del metabolismo di primo passaggio, la quantità di paroxetina disponibile nella circolazione sistemica è inferiore a quella assorbita dal tratto gastrointestinale. In caso di aumento del carico corporeo a seguito di dosi singole più alte o di dosi multiple, si verificano una saturazione parziale dell’effetto di primo passaggio e una riduzione della clearance plasmatica. Ciò comporta un aumento non proporzionato delle concentrazioni plasmatiche di paroxetina e pertanto i parametri farmacocinetici non sono costanti, con conseguente cinetica non lineare. Tuttavia la non linearità è generalmente modesta ed è limitata a quei soggetti che raggiungono bassi livelli plasmatici a bassi dosaggi. I livelli sistemici allo stato stazionario sono raggiunti entro 7-14 giorni dall’inizio del trattamento con le formulazioni a rilascio immediato o controllato e la farmacocinetica non sembra variare durante il trattamento a lungo termine.

Distribuzione La paroxetina risulta ampiamente distribuita nei tessuti e i calcoli farmacocinetici indicano che solo 1% della paroxetina presente nell’organismo si trova nel plasma. Circa il 95% della paroxetina presente nel plasma è legato alle proteine a concentrazioni terapeutiche. Non è stata dimostrata alcuna correlazione tra le concentrazioni plasmatiche di paroxetina e gli effetti clinici (eventi avversi ed efficacia). Biotrasformazione I principali metaboliti della paroxetina sono prodotti polari e coniugati di ossidazione e di metilazione che vengono rapidamente eliminati. In considerazione della loro relativa mancanza di attività farmacologica, è estremamente improbabile che possano contribuire agli effetti terapeutici della paroxetina. Il metabolismo non compromette la selettività di azione di paroxetina sulla ricaptazione neuronale di serotonina. Eliminazione L’escrezione urinaria di paroxetina immodificata è generalmente inferiore al 2%, mentre quella dei metaboliti è circa il 64% della dose. Circa il 36% della dose è escreto nelle feci, probabilmente attraverso la bile, di cui la paroxetina immodificata rappresenta meno dell’1% della dose. Pertanto la paroxetina è eliminata quasi completamente per via metabolica. L’escrezione dei metaboliti è bifasica, essendo all’inizio il risultato del metabolismo di primo passaggio e successivamente controllata dalla eliminazione sistemica di paroxetina. L’emivita di eliminazione è variabile, ma è generalmente di circa 1 giorno. Popolazioni speciali di pazienti Anziani e Compromissione Renale/Epatica Un aumento delle concentrazioni plasmatiche di paroxetina è stato osservato in soggetti anziani e in soggetti con compromissione renale severa o con compromissione epatica, ma il range delle concentrazioni plasmatiche è sovrapponibile a quello dei soggetti adulti sani.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi tossicologici sono stati condotti nelle scimmie Rhesus e nel ratto albino; in entrambe le specie il profilo metabolico è simile a quello descritto nell’uomo. Come atteso con le amine lipofile, inclusi gli antidepressivi triciclici, nei ratti è stata rilevata una fosfolipidosi. La fosfolipidosi non è stata osservata negli studi sui primati della durata fino ad un anno, a dosi 6 volte più elevate di quelle dell’intervallo raccomandato dei dosaggi clinici. Carcinogenesi: in studi di due anni condotti nel topo e nel ratto, la paroxetina non ha mostrato effetti cancerogeni. Genotossicità: non è stata osservata genotossicità in una serie di test in vitro e in vivo. Studi di tossicità riproduttiva nei ratti hanno mostrato che la paroxetina influenza la fertilità maschile e femminile riducendo l’indice di fertilità e il tasso di gravidanza. Nei ratti sono stati osservati un aumento della mortalità della prole ed un ritardo nella ossificazione. Questi ultimi effetti sono probabilmente correlati alla tossicità materna e non sono considerati un effetto diretto sul feto/neonato.

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6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa: Mannitolo Cellulosa microcristallina Carbossimetilamico sodico (tipo A) Magnesio stearato Film di rivestimento: Butile metacrilato copolimero basico (E100) Alcol polivinilico parzialmente idrolizzato (E1203) Titanio diossido (E171) Talco (E553b) Lecitina di soia (E322) Gomma xantana (E415)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in poliammide/alluminio/PVC-alluminio contenenti 28 compresse rivestite con film e blister divisibili per dose unitaria da 28x1 compresse rivestite con film. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Towa Pharmaceutical S.p.A. Via Enrico Tazzoli, 6 20154 Milano Italia

8. Numero(i) di autorizzazione all'immissione in commercio

PA/AL/PVC-AL BLISTER PA/AL/PVC-AL DIVISIBILE PER DOSE UNITARI

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9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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