RINDOX

Quando applicato sulla pelle, Rindox viene utilizzato per trattare un problema cutaneo negli adulti noto come cheratosi attinica o solare, causato dall’eccessiva esposizione al sole.

Usato per: cheratosi attinica

Principio attivo: DICLOFENAC, DICLOFENAC SODICO · ATC D11AX18 · ARISTO PHARMA GMBH

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"30 MG/G GEL" 1 TUBO IN AL DA 60 G A 40,09 € 40,09 € 0,00 € + ticket*
"30 MG/G GEL" 1 TUBO IN AL DA 90 G A 64,67 € 64,67 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: DICLOFENAC, DICLOFENAC SODICO
Forma farmaceutica: Gel
Dosaggio: 30 MG/G GEL
Via di somministrazione: CUTANEA
Titolare AIC: ARISTO PHARMA GMBH
Codice ATC: D11AX18
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· DICLOFENAC DOC GENERICS - DOC GENERICI SRL
· SOLACUTAN - MIBE PHARMA ITALIA S.R.L.
· SOLARAZE - ALMIRALL S.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

Cos’è Rindox e a cosa serve Rindox contiene il principio attivo diclofenac sodico ed è un gel dermatologico antinfiammatorio non steroideo. Quando applicato sulla pelle, Rindox viene utilizzato per trattare un problema cutaneo negli adulti noto come cheratosi attinica o solare, causato dall’eccessiva esposizione al sole.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Rindox - se è allergico al diclofenac sodico o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6).
- se ha avuto una reazione allergica, come eruzione cutanea (orticaria), difficoltà respiratorie
(respiro sibilante) o naso che cola (rinite allergica) dopo l’assunzione di acido acetilsalicilico o
di altri medicinali antinfiammatori non steroidei.
- se è negli ultimi tre mesi di gravidanza.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Rindox.

- Non è possibile escludere la possibilità di effetti indesiderati sistemici con l’applicazione di
Rindox se il prodotto viene utilizzato su ampie aree cutanee e per un periodo prolungato.
Consulti il medico se:
- ha o ha avuto in passato un’ulcera gastrica o un’emorragia allo stomaco.
- ha problemi al cuore, fegato o reni.
- soffre di un qualsiasi disturbo di tipo emorragico o si procura lividi molto facilmente.

- Eviti l’esposizione al sole, comprese le lampade abbronzanti, durante l’utilizzo di Rindox. In
caso di reazioni cutanee, sospenda l’uso.
- Non applichi su ferite, pelle infetta o dermatiti.
- Eviti di far entrare in contatto Rindox con gli occhi o con l’interno del naso o della bocca e non
lo ingerisca. Se accidentalmente ingerisce Rindox, consulti immediatamente il medico.
- Se manifesta eruzione cutanea diffusa, interrompa l’uso di Rindox e consulti il medico.

- Dopo l’applicazione di medicinali contenenti diclofenac sulla pelle, è possibile utilizzare un bendaggio permeabile (non occlusivo). Non utilizzi un bendaggio occlusivo ermetico.

Bambini e adolescenti

Non esistono raccomandazioni posologiche né indicazioni per l’uso di Rindox nei bambini e negli adolescenti.

Altri medicinali e Rindox Informi il medico o il farmacista se sta assumendo/usando, ha recentemente assunto/usato o potrebbe assumere/usare qualsiasi altro medicinale.

Per Rindox le interazioni con altri medicinali sono molto improbabili.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando al seno

chieda consiglio al medico prima di usare questo medicinale.

Non usi Rindox se è negli ultimi tre mesi di gravidanza. Non deve usare Rindox nei primi 6 mesi di gravidanza, se non strettamente necessario e su indicazione del medico. In caso di necessità di trattamento durante tale periodo, deve essere usata la dose più bassa per il tempo più breve possibile.

Le forme orali (ad esempio compresse) di Rindox possono causare effetti avversi nel nascituro. Non è noto se lo stesso rischio si presenti con Rindox quando viene utilizzato sulla pelle.

Consulti il medico se sta allattando al seno. Rindox può essere utilizzato con cautela durante l’allattamento, ma non deve essere applicato sul seno. Se è incinta, sta cercando di rimanere incinta o sta allattando al seno, e il medico ritiene appropriato questo trattamento, Rindox non deve essere applicato su una superficie di pelle più grande di circa un terzo del corpo e non deve essere utilizzato per più di tre settimane.

Rindox contiene alcol benzilico Questo medicinale contiene 10 mg di alcol benzilico per grammo di gel. L’alcol benzilico può causare reazioni allergiche e lieve irritazione locale.

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Il gel è solo per uso cutaneo.

- Prima dell’uso, fori la membrana di alluminio che si trova sull’apertura del tubo con la punta del

tappo.
- Stenda delicatamente una piccola quantità di gel sulla pelle dell’area da trattare. La quantità di
gel necessaria varia a seconda delle dimensioni dell’area da trattare. Generalmente 0,5 grammi
di gel (circa le dimensioni di un pisello) sono sufficienti per trattare una zona (5 cm x 5 cm) ma
non devono essere applicati più di 8 grammi al giorno.
- Rindox può essere applicato due volte al giorno, se non diversamente indicato dal medico.

Quando si stende il gel sulla pelle si può percepire un leggero effetto rinfrescante. - Il periodo di trattamento abituale è di 60-90 giorni. L’effetto massimo è stato osservato con una durata del trattamento più vicino ai 90 giorni. La guarigione completa può avvenire fino a un mese dopo la fine del trattamento.

Il gel viene applicato sulle parti del corpo interessate e massaggiato delicatamente sulla pelle. Successivamente, le mani devono essere asciugate con una salvietta di carta e poi lavate, a meno che non siano le mani la zona da trattare. Se si applica accidentalmente troppo gel, il gel in eccesso deve essere pulito con una salvietta di carta.

La salvietta di carta deve essere smaltita nei rifiuti domestici per evitare che il prodotto non utilizzato raggiunga l’ambiente acquatico. Prima di applicare un bendaggio, il gel deve essere lasciato asciugare per qualche minuto sulla pelle.

Se usa più Rindox di quanto deve

Tolga il gel in eccesso asciugando con una salvietta di carta.

Se dimentica di usare Rindox Continui ad applicarlo come indicato. Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

persone li manifestino. del Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le

Se manifesta uno dei seguenti effetti indesiderati, interrompa l’utilizzo di Rindox e informi il medico quanto prima: Eruzione cutanea (orticaria); difficoltà respiratorie (affanno); gonfiore del viso; naso che cola (rinite allergica). Questi sintomi indicano una possibile allergia a Rindox.

Se uno degli effetti indesiderati comuni elencati di seguito si manifesta in forma grave o se dura più di qualche giorno, smetta di usare Rindox e si rivolga al medico: prurito, eruzione cutanea, arrossamento

della pelle, infiammazione, dermatite da contatto, dolore e formazione di vesciche.

Altri effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) - irritazione o formicolio nell’area trattata

- congiuntivite
- allergia
- sensazione di dolore quando si tocca la pelle
- formicolamento
- rigidità muscolare
- dermatite

- eczema
- pelle secca
- gonfiore

- eruzione cutanea (inclusa desquamazione e formazione di vesciche)
- cedimento cutaneo
- ulcere cutanee

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) - dolore agli occhi

- lacrimazione/secchezza degli occhi
- dolore addominale
- diarrea
- sensazione di malessere
- perdita di capelli
- gonfiore del viso
- sanguinamento eccessivo o pelle grassa

- eruzione simil-morbillosa

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1 000) - dermatite con grandi bolle

Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10 000)
- sanguinamento allo stomaco
- problemi ai reni
- difficoltà respiratorie (asma)
- eruzione cutanea infetta

- sensibilità della pelle alla luce solare

È stata segnalata una temporanea alterazione del colore dei peli nella zona di applicazione. Questo fenomeno generalmente regredisce con l’interruzione del trattamento.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’, sito web https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

questo medicinale.

Come conservarlo

Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul tubo dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non refrigerare o congelare.

Validità dopo prima apertura: 6 mesi.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Rindox

- Il principio attivo è diclofenac sodico. Ogni grammo di gel contiene 30 mg di diclofenac sodico.

- Gli altri componenti sono sodio ialuronato, alcol benzilico (E 1519), polietilenglicole monometil etere 350 e acqua depurata.

Descrizione dell’aspetto di Rindox e contenuto della confezione

Rindox è un gel omogeneo, chiaro, trasparente, incolore o giallo pallido confezionato in tubi contenenti 25 grammi, 50 grammi, 60 grammi, 90 grammi o 100 grammi di gel.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Aristo Pharma GmbH

Wallenroder Strasse 8-10 13435 Berlino Germania

Produttore Pharma Wernigerode GmbH Dornbergsweg 35 38855 Wernigerode Germany

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio economico europeo con le seguenti denominazioni:

Italia Rindox Germania Diclofenac Aristo 30 mg/g Gel

Polonia Medulan

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su RINDOX

Come si usa RINDOX?

RINDOX si presenta in forma di Gel e si somministra per via cutanea. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

RINDOX è disponibile senza ricetta?

No, RINDOX è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di RINDOX?

Il principio attivo di RINDOX è DICLOFENAC, DICLOFENAC SODICO.

Quali sono gli equivalenti di RINDOX?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: DICLOFENAC DOC GENERICS, SOLACUTAN, SOLARAZE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce RINDOX?

RINDOX è prodotto da ARISTO PHARMA GMBH.

Da quando RINDOX è autorizzato in Italia?

RINDOX ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2025-05-03.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Rindox 30 mg/g gel

2. Composizione qualitativa e quantitativa

1 g di gel contiene 30 mg di diclofenac sodico. Eccipiente con effetti noti: 1 g di gel contiene 10 mg di alcol benzilico. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Gel Gel omogeneo, chiaro, trasparente, incolore o giallo pallido.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento della cheratosi attinica (CA) negli adulti.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti Rindox va applicato localmente sull’area interessata due volte al giorno, facendo penetrare delicatamente il gel nella pelle. La quantità necessaria dipende dalle dimensioni dell’area interessata. Generalmente 0,5 grammi (le dimensioni di un pisello) di gel sono sufficienti per una zona lesa di 5 cm x 5 cm. La quantità massima giornaliera di 8 grammi di gel permette il trattamento simultaneo fino a 200 cm2 di superficie cutanea. La durata abituale della terapia va dai 60 ai 90 giorni. L’efficacia massima è stata osservata con una durata del trattamento verso l’estremità superiore di questo intervallo. La guarigione completa della/e lesione/i o l’effetto terapeutico ottimale possono non essere evidenti fino a 30 giorni dalla cessazione della terapia. Anziani Può essere utilizzata la dose abituale per gli adulti. Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia di Rindox nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Per uso cutaneo.

Applicare il gel sulle parti interessate del corpo e massaggiare delicatamente la pelle. Successivamente, le mani devono essere asciugate con una salvietta di carta e poi lavate, a meno che non siano le mani la zona da trattare. Se viene applicata accidentalmente una quantità eccessiva di gel, il gel in eccesso deve essere pulito con una salvietta di carta. La salvietta di carta deve essere smaltita nei rifiuti domestici per evitare che il prodotto non utilizzato raggiunga l'ambiente acquatico. Prima di applicare un bendaggio, il gel deve essere lasciato asciugare per qualche minuto sulla pelle.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - A causa di reazioni crociate, il gel non deve essere utilizzato da pazienti che hanno manifestato reazioni da ipersensibilità, come sintomi di asma, rinite allergica o orticaria, all’acido acetilsalicilico o ad altri agenti antinfiammatori non steroidei. - L’uso di Rindox è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza (vedere Paragrafo 4.6)

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

A causa del basso assorbimento sistemico di Rindox, la possibilità che si verifichino effetti indesiderati sistemici in seguito dell’applicazione topica di Rindox è molto ridotta rispetto alla frequenza con cui si verificano effetti indesiderati con il diclofenac somministrato per via orale. Tuttavia, la possibilità di eventi avversi sistemici derivanti dall’applicazione di diclofenac per uso topico non può essere esclusa se il preparato viene utilizzato su ampie aree cutanee e per un periodo prolungato (vedere le informazioni sul prodotto relative alle forme sistemiche di diclofenac). Questo medicinale deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di ulcerazione o emorragia gastrointestinale e/o attiva, o con ridotta funzionalità cardiaca, epatica o renale, in quanto sono stati riportati casi isolati di reazioni avverse sistemiche consistenti in un’affezione renale dopo somministrazione topica di antiflogistici. È noto che i medicinali antiinfiammatori non steroidei (FANS) possono interferire con la funzione piastrinica. Sebbene la probabilità di reazioni avverse sistemiche sia molto bassa, è necessario prestare cautela nei pazienti con emorragia intracranica e diatesi emorragica. Durante il trattamento deve essere evitata l’esposizione diretta al sole, ivi compresi i solarium. In caso si verifichino reazioni di sensibilità cutanea, interrompere il trattamento. Rindox non deve essere applicato su ferite cutanee, infezioni o dermatiti esfoliative. Non deve entrare in contatto con gli occhi o le mucose e non deve essere ingerito. Interrompere il trattamento se si sviluppa un’eruzione cutanea generalizzata dopo l’applicazione del medicinale. Il diclofenac per uso topico può essere usato con bendaggi non occlusivi, ma non deve essere usato con un bendaggio occlusivo che non lasci passare aria. Questo medicinale contiene alcol benzilico. L’alcol benzilico può causare reazioni allergiche e lieve irritazione locale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Poiché l’assorbimento sistemico del diclofenac da un’applicazione topica è molto basso, tali interazioni sono molto improbabili.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono dati clinici relativi all’uso di Rindox durante la gravidanza. Anche se l’esposizione sistemica è inferiore rispetto alla somministrazione orale, non è noto se l’esposizione sistemica a Rindox raggiunta dopo la somministrazione topica possa essere dannosa per un embrione/feto. In riferimento all’esperienza del trattamento con FANS sistemici, si raccomanda quanto segue: • L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. I dati di studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo e di malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari è aumentato da meno dell’1% a circa 1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. • Studi nell’animale hanno mostrato tossicità riproduttiva. Negli animali, la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine ha dimostrato di determinare un aumento della perdita pre e post-impianto e della letalità embrio-fetale. Inoltre, negli animali a cui è stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico, è stata riportata una maggiore incidenza di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato a meno che non sia chiaramente necessario. Se il diclofenac viene utilizzato da una donna che sta tentando di concepire, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta bassa (< 30% della superficie corporea) e la durata del trattamento il più breve possibile (non più di 3 settimane). Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: • Lesioni renali funzionali nel feto. Dalla 12a settimana: oligoidramnios (di solito reversibile dopo la fine del trattamento) oppure anamnios (in particolare associata a esposizione prolungata). Dopo la nascita: può persistere l’insufficienza renale (in particolare in caso di esposizione tardiva o prolungata). • Tossicità polmonare e cardiaca nel feto (ipertensione polmonare con chiusura prematura del dotto arterioso). Questo rischio esiste dall’inizio del 6° mese e aumenta se la somministrazione è prossima al termine della gravidanza. Durante il terzo trimestre di gravidanza, l'uso sistemico di inibitori della sintetasi delle prostaglandine, incluso diclofenac, può indurre: • Tossicità cardiopolmonare e renale nel feto; • Possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può verificarsi sia nella madre che nel bambino, anche a dosi molto basse; • Inibizione delle contrazioni uterine con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio; • Aumento del rischio di edemi per la madre. Di conseguenza, Rindox è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Allattament

Come altri FANS, il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantità. Tuttavia, alle dosi terapeutiche raccomandate di Rindox, non si prevedono effetti nel lattante. A causa della mancanza di studi controllati nelle donne che allattano, il medicinale deve essere usato durante l’allattamento solo su consiglio del medico. In questa circostanza, Rindox non deve essere applicato sul seno delle puerpere nel periodo di allattamento, né altrove su aree cutanee estese o per un periodo di tempo prolungato (vedere paragrafo 4.4).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L’applicazione cutanea di diclofenac per uso topico non altera la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più frequentemente riportate includono reazioni cutanee come dermatite da contatto, eritema e rash oppure reazioni al sito di applicazione come infiammazione, irritazione, dolore ed eruzione cutanea con vescicole. Negli studi non è emerso un incremento o un andamento delle reazioni specifico per l’età. Le reazioni avverse sono riportate nella Tabella 1 secondo la classificazione MedDRA per organi e sistemi. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10) comune (da ≥1/100 a <1/10) non comune (da ≥1/1 000 a <1/100) raro (da ≥1/10 000 a <1/1 000) molto raro (<1/10 000) non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Tabella 1: Reazioni Avverse correlate al trattamento classificate per sistema corporeo e frequenza Comune Non comune Raro Molto raro Infezioni e infestazioni Eruzione cutanea pustolosa Disturbi del sistema immunitario L’applicazione topica di grandi quantità può provocare effetti sistemici, inclusi tutti i tipi di ipersensibilità (tra cui orticaria, edema angioneurotico) Patologie dell’occhio Congiuntivite Dolore oculare, disturbo della lacrimazione Patologie del sistema nervoso Iperestesia, ipertonia, parestesia localizzata Patologie vascolari Emorragia Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Asm

Patologie gastrointestinali Dolore addominale, diarrea, nausea Emorragia gastrointestinale Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite (inclusa dermatite da contatto), eczema, pelle secca, eritema, edema, prurito, eruzione cutanea, esantema squamoso, ipertrofia cutanea, ulcera cutanea, eruzione cutanea vescicolobollosa Alopecia, edema facciale, eruzione maculo-papulare, seborrea Dermatite bollosa Reazioni da fotosensibilità Patologie renali e urinarie Insufficienza renale Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Reazioni nel sito di applicazione (compresi infiammazione, irritazione, dolore e formicolio o vesciche nel sito di trattamento) È stata riferita una temporanea alterazione del colore dei peli nella zona di applicazione. Questo fenomeno solitamente regredisce con l’interruzione del trattamento. I patch test condotti su pazienti precedentemente trattati indicano una probabilità del 2,18% di sensibilizzazione alla dermatite allergica da contatto (tipo IV) al diclofenac, con una rilevanza clinica ancora sconosciuta. La reattività crociata con altri FANS è improbabile. I test sierici condotti su oltre 100 pazienti non indicano la presenza di anticorpi anti-diclofenac di tipo I. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

A causa del basso assorbimento sistemico del diclofenac gel, la possibilità di sovradosaggio conseguente all’uso topico sono assai poco probabili. Tuttavia, la cute deve essere sciacquata con acqua. Non si sono verificati casi clinici di ingestione di diclofenac gel con conseguente sovradosaggio. In caso di ingestione accidentale (100 g di Rindox gel contengono l’equivalente di 3 000 mg di diclofenac sodico) con conseguenti reazioni avverse sistemiche significative, devono essere utilizzate le misure terapeutiche generali normalmente adottate nel trattamento di avvelenamento da farmaci antinfiammatori non steroidei.

In caso di complicazioni quali insufficienza renale, convulsioni, irritazione gastrointestinale e depressione respiratoria, è necessario un trattamento di supporto e sintomatico. In special modo si deve prendere in considerazione, entro breve tempo dall’ingestione, la decontaminazione gastrica e l’uso di carbone attivo. Terapie specifiche, quali la diuresi forzata e la dialisi non avranno probabilmente effetti terapeutici nell’eliminazione di FANS a causa del loro elevato potere legante per le proteine plasmatiche.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: dermatologici; altri dermatologici, codice ATC: D11AX18 Meccanismo d’azione Il diclofenac è un antinfiammatorio non steroideo. Il meccanismo d’azione del diclofenac nella CA può essere correlato all’inibizione della via della ciclossigenasi, con conseguente riduzione della sintesi della prostaglandina E2 (PGE2). Inoltre, analisi immunoistochimiche effettuate su biopsie cutanee hanno mostrato che gli effetti clinici del diclofenac nella CA sono dovuti principalmente a effetti antinfiammatori, antiangiogenici e verosimilmente antiproliferativi e a meccanismi che inducono l’apoptosi. Effetti farmacodinamici È stato dimostrato che diclofenac 3% gel elimina le lesioni della CA con un effetto terapeutico massimo osservato 30 giorni dopo la cessazione della terapia. Efficacia e sicurezza clinica Dati provenienti da 3 studi clinici randomizzati, in doppio cieco, sponsorizzati dall’azienda, in cui diclofenac 3% gel è stato utilizzato come braccio di confronto (Studi 0908, 1004 e 0702), forniscono ulteriori evidenze sull’efficacia nel trattamento delle lesioni di CA (incluse quelle ipercheratotiche) in riferimento a diversi end-points. In particolare, il gruppo trattato con diclofenac 3% gel ha mostrato tassi di clearance istologica tra il 47,6% e il 54,1%, mentre erano compresi tra 33,9% e il 42,7% per il gruppo trattato con il veicolo. La risoluzione clinica completa delle lesioni di CA è stata raggiunta nel 37,9% e nel 23,4% dei pazienti a 30 (n=11/29) e 60 giorni dal trattamento (n=76/380). In uno studio a 3 bracci che ha confrontato 5-FU allo 0,5%, il diclofenac 3% gel e il veicolo, entrambi i bracci attivi sono risultati superiori al veicolo per quanto riguarda i tassi di guarigione istologica e completa, mentre il 5-FU allo 0,5% non è risultato inferiore al diclofenac 3% gel e ha mostrato una maggiore clearance istologica rispetto a quest’ultimo (70,1% vs 54,1%). Sono stati riportati miglioramenti da moderati a significativi utilizzando l’Indice di Miglioramento Globale espresso dallo sperimentatore e dal paziente in seguito al trattamento con diclofenac 3% gel. Dati osservazionali di follow-up a 1 anno indicano che in seguito a trattamento con diclofenac 3% gel la clearance completa è stata raggiunta dal 28,8% e dal 36,8% rispettivamente a 6 e 12 mesi dalla fine del trattamento (18,9% e 25,0% con il placebo a time points simili). L’efficacia del diclofenac 3% gel è stata valutata in 32 pazienti (24 con diclofenac 3% gel, 8 con placebo) precedentemente sottoposti a trapianto d’organo che presentavano al momento un innesto stabile. Diclofenac 3% gel è risultato superiore al veicolo sia per la completa risoluzione delle lesioni di CA (41% vs 0%) che per la riduzione del numero di lesioni (53% vs 17%).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbiment

L’assorbimento medio attraverso la pelle varia da <1-12% con un’ampia variabilità interindividuale. L’assorbimento dipende dalla quantità di dose applicata e dal sito di applicazione. Distribuzione Il diclofenac si lega molto all’albumina sierica. Biotrasformazione La biotrasformazione del diclofenac coinvolge parzialmente la coniugazione della molecola come tale, ma principalmente idrossilazioni singole o multiple che danno origine a diversi metaboliti fenolici, molti dei quali vengono convertiti in coniugati glucuronidi. Due di questi metaboliti fenolici sono biologicamente attivi, ma in misura molto inferiore al diclofenac. Il metabolismo del diclofenac a seguito della somministrazione percutanea e orale è analogo. Eliminazione Il diclofenac e i suoi metaboliti vengono escreti principalmente attraverso l’urina. La clearance sistemica del diclofenac dal plasma, a seguito della somministrazione orale, è pari a 263±56 ml/min (valore medio ± deviazione standard). L’emivita plasmatica terminale è breve (1-2 ore). Anche i metaboliti hanno un’emivita terminale breve pari a 1-3 ore. Farmacocinetica in particolari popolazioni di pazienti Dopo l’applicazione topica, l’assorbimento del diclofenac nell’epidermide normale e in quella compromessa è paragonabile, sebbene vi sia un’ampia variabilità da interindividuale. L’assorbimento sistemico del diclofenac è pari a circa il 12% della dose somministrata nel caso di cute compromessa e al 9% per la cute intatta.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi pubblicati condotti sugli animali hanno mostrato che, se somministrato per via orale, la principale reazione avversa riguarda il tratto gastrointestinale. Nel coniglio, il diclofenac ha inibito l’ovulazione e, nel ratto, ha compromesso l’impianto e lo sviluppo embrionale precoce. Il potenziale di tossicità embrio-fetale del diclofenac è stato valutato in tre specie animali (ratto, topo e coniglio). La morte fetale e il ritardo nella crescita sono stati osservati a dosi maternotossiche, tuttavia sulla base dei dati disponibili, il diclofenac non è considerato teratogeno. L’uso del diclofenac ha prolungato il periodo di gestazione e la durata del parto. Dosi inferiori a quelle maternotossiche non hanno provocato effetti sullo sviluppo postnatale. I risultati di approfonditi test di genotossicità e di cancerogenicità suggeriscono che è improbabile che il diclofenac rappresenti un rischio cancerogeno nell’uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Sodio ialuronato Alcol benzilico (E 1519) Polietilenglicole monometiletere 350 Acqua depurata

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni Validità dopo prima apertura: 6 mesi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non refrigerare o congelare.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Tubi in alluminio con membrana di tenuta, chiusi con un tappo in HDPE bianco. Confezioni: 25 g, 50 g, 60 g, 90 g e 100 g. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Aristo Pharma GmbH Wallenroder Strasse 8-10 13435 Berlino Germania

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

051470019 - "30 MG/G GEL" 1 TUBO IN AL DA 25 G 051470021 - "30 MG/G GEL" 1 TUBO IN AL DA 50 G 051470033 - "30 MG/G GEL" 1 TUBO IN AL DA 60 G 051470045 - "30 MG/G GEL" 1 TUBO IN AL DA 90 G 051470058 - "30 MG/G GEL" 1 TUBO IN AL DA 100 G

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo dell’autorizzazione

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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