SELOKEN

Principio attivo: METOPROLOLO, METOPROLOLO TARTRATO · ATC C07AB02 · RECORDATI INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"200 MG COMPRESSE RILASCIO PROLUNGATO" 28 COMPRESSE A 7,00 € 5,63 € 1,37 € + ticket*
"100 MG COMPRESSE" 50 COMPRESSE A 6,32 € 3,82 € 2,50 € + ticket*
SELOKEN*5 fiale EV 5 mg 5 ml H 5,16 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: METOPROLOLO, METOPROLOLO TARTRATO
Forma farmaceutica: Compressa, Soluzione iniettabile, Compressa a rilascio prolungato
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 100 mg COMPRESSA
  • 1 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 200 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: RECORDATI INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA S.P.A.
Codice ATC: C07AB02
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· METOPROLOLO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· METOPROLOLO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· METOPROLOLO EG - EG S.P.A.
· METOPROLOLO HEXAL - SANDOZ S.P.A.
· LOPRESOR - BRUNO FARMACEUTICI S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

Informazioni supplementari

1. Cos’è Seloken e a cosa serve

Seloken contiene metoprololo tartrato. Metoprololo tartrato appartiene a un gruppo di medicinali chiamati beta-bloccanti selettivi che agiscono rallentando il battito del cuore e facendo in modo che il cuore batta con meno forza.

Seloken è indicato negli adulti per:

• trattare la pressione arteriosa elevata (ipertensione arteriosa)
• trattare e prevenire gli attacchi di angina pectoris (malattia del cuore che si manifesta con dolori al petto)
• trattare il battito irregolare del cuore (aritmie, ad eccezione delle bradiaritmie)
• trattare un attacco cardiaco (infarto miocardico acuto)
• trattare l’ipertiroidismo (sindrome causata da un’eccessiva produzione di ormoni).

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio.

2. Cosa deve sapere prima di prendere Seloken

Non prenda Seloken
• se è allergico al metoprololo tartrato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
• se è allergico ad altri medicinali appartenenti allo stesso gruppo (beta-bloccanti);

• se ha difetti della conduzione del cuore (blocco atrioventricolare di II o III grado);
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
• se la funzionalità del suo cuore è insufficiente ad assicurare un adeguato apporto di sangue

all’organismo (insufficienza cardiaca scompensata);
• se è in terapia con medicinali appartenenti al gruppo degli agonisti dei beta-recettori;
• se ha una condizione in cui i battiti del cuore sono rallentati (bradicardia sinusale clinicamente
rilevante);
• se ha gravi disturbi circolatori agli arti e soffre di forme gravi del fenomeno di Raynaud (disturbi
della circolazione simmetrica a carico delle dita, spesso innescati dal freddo, con intorpidimento,

pelle di colore bluastro e dolore);
• se soffre di una malattia del cuore chiamata “sindrome del nodo del seno” che interessa la zona dove
ha origine il battito cardiaco (a meno che non sia stato impiantato un pacemaker permanente);
• in caso di shock cardiogeno (disturbo del cuore che si verifica quando il sangue non è adeguatamente
pompato dal cuore in tutto il corpo);
• se soffre di gravi disturbi ai reni (insufficienza renale grave);
•

se soffre di forme gravi di asma e condizioni croniche che colpiscono bronchi e polmoni, con
congestione;
• se soffre di pressione del sangue bassa (ipotensione);
• se il medico le ha diagnosticato livelli di acido nel sangue superiori alla norma (acidosi metabolica);

• se soffre di un tumore chiamato “feocromocitoma” non in corso di trattamento (in genere questo tumore si sviluppa vicino a un rene e può causare pressione del sangue elevata).

Se si trova in una delle situazioni suddette, informi il medico.
Seloken non deve essere somministrato:
• in pazienti con sospetto di attacco cardiaco in atto;
• ai bambini e adolescenti (vedere paragrafo “Bambini e adolescenti”);
• in combinazione a terapia endovenosa con verapamil o diltiazem.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Seloken: • se ha problemi alle vie respiratorie;

• se soffre di asma e condizioni croniche che colpiscono bronchi e polmoni, con congestione;

• se ha un tipo di dolore al petto chiamato angina di Prinzmetal;
• se ha il diabete, una malattia caratterizzata da un eccesso di zuccheri nel sangue;
• se la funzionalità del suo cuore è insufficiente (insufficienza cardiaca);
• se soffre di disturbi della conduzione del cuore (disturbo di grado moderato della conduzione atrio-
ventricolare) in quanto Seloken può peggiorare la malattia portando ad un blocco atrio-ventricolare;
• se ha problemi alla circolazione del sangue (ad es. malattia di Raynaud o altri disturbi circolatori agli

arti);
• se deve sottoporsi ad un intervento chirurgico per ragioni non cardiologiche;
• se soffre di un tumore chiamato “feocromocitoma” in corso di trattamento. In questo caso, il medico
le prescriverà contemporaneamente una terapia adeguata;
• se sta assumendo un calcio-antagonista (in particolare verapamil), un altro medicinale per la terapia

della pressione alta, soprattutto se somministrato tramite un’iniezione in vena;
• se soffre o sospetta di avere problemi alla tiroide (tireotossicosi), in quanto Seloken ne può
mascherare i sintomi;
• se ha gravi problemi al fegato (cirrosi epatica);

• se soffre o ha mai sofferto di eruzioni della pelle, inclusa la psoriasi, in quanto Seloken ne può
causare un aggravamento;
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
• se soffre di secchezza agli occhi.

Consulti il medico se una di queste condizioni è pertinente al suo caso o lo è stata in passato.

Non deve mai interrompere il trattamento con Seloken improvvisamente, perché questo può aggravare i problemi al cuore. Ne parli con il medico che le indicherà come sospendere gradualmente la terapia e nel caso la terrà sotto stretta osservazione.

Ridotta frequenza cardiaca (numero dei battiti del cuore al minuto) Durante il trattamento con Seloken potrebbe verificarsi una riduzione della frequenza cardiaca, ovvero un rallentamento del battito del cuore (vedere paragrafo “Possibili effetti indesiderati”). In tal caso, consulti il medico, il quale deciderà se ridurle il dosaggio o sospendere gradualmente la terapia.

Anestesia Se deve essere ricoverato in ospedale, deve informare il personale medico del trattamento in corso con

Seloken e, in particolare, l’anestesista (il medico che si occupa dell’anestesia) in caso di intervento chirurgico. Non sospenda la terapia prima di un intervento chirurgico. Se il medico riterrà necessario farle sospendere la terapia con Seloken, questo avverrà in modo graduale.

Diabete o ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue) Se soffre di diabete ed è in terapia con medicinali per trattare il diabete (vedere paragrafo “Altri medicinali e Seloken”), questo medicinale può interferire con il metabolismo degli zuccheri o mascherare i segni e i sintomi di bassi livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia), in particolare i battiti del cuore accellerati (tachicardia). Informi il medico se usa insulina o altri medicinali per il diabete, poiché è necessario che il medico controlli i livelli di glucosio nel sangue a intervalli più ravvicinati.

Reazioni allergiche Nei pazienti in trattamento con beta-bloccanti le reazioni allergiche assumono una forma più grave e difficile da trattare (possono resistere alle normali dosi di adrenalina).

Per chi svolge attività sportiva L’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività

ai test antidoping.

Anziani Se è anziano, usi questo medicinale con cautela in quanto può verificarsi un’eccessiva riduzione della pressione del sangue o dei battiti del cuore che possono portare a gravi problemi di circolazione.

Bambini e adolescenti

Seloken non deve essere somministrato ai bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Altri medicinali e Seloken Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare, informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali: • medicinali usati quando il numero dei battiti del cuore è irregolare (antiaritmici come chinidina e amiodarone)

• medicinali che bloccano l’attività dell’istamina (antistaminici)
• antidepressivi, farmaci usati per trattare la depressione (come, ad esempio, inibitori della
monoaminossidasi (IMAO))
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
• antipsicotici, medicinali per la cura di alcuni disturbi psichiatrici

• rifampicina (medicinale per trattare le infezioni)
• idralazina (medicinale per la cura della pressione alta)
• medicinali che hanno un effetto sul sistema nervoso periferico (farmaci che bloccano i gangli
simpatici)
• altri medicinali beta-bloccanti (ad esempio gocce oculari)
• clonidina (medicinale per la cura della pressione alta o per prevenire l’emicrania). Se sta prendendo

clonidina e Seloken insieme non interrompa il trattamento con clonidina o Seloken senza prima
consultare il medico
• medicinali per il trattamento della pressione alta o del dolore al petto, chiamati calcio-antagonisti (in
particolare verapamil o diltiazem). (Vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”)
• medicinali per il trattamento della pressione alta, chiamati diidropiridine (come nifedipina e
amlodipina)
•

digossina (medicinale usato per i disturbi del cuore)
• nitroglicerina (medicinale usato per trattare alcuni disturbi del cuore)
• medicinali anestetici somministrati attraverso inalazione
• indometacina o ibuprofene o altri medicinali per il dolore e l’infiammazione (FANS)

• adrenalina o noradrenalina (medicinali che aumentano la pressione del sangue, in genere usati per
il trattamento di emergenza di reazioni allergiche)
• medicinali usati per trattare il diabete (insulina o antidiabetici orali). Nei pazienti con diabete trattati
con insulina, Seloken può causare un abbassamento della glicemia (ipoglicemia) più marcato o più
prolungato. In particolare, Seloken potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia severa se utilizzato
in concomitanza con certi tipi di medicinali antidiabetici chiamati sulfaniluree (ad esempio
gliquidone, gliclazide, glibenclamide, glipizide, glimepiride o tolbutamide). Il medico può
modificare la dose del medicinale per il diabete, se necessario
• lidocaina (usata per il trattamento delle alterazioni del ritmo del cuore)
• alcaloidi della segale cornuta (medicinali usati per l’emicrania)
• antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine (medicinali usati per la depressione e i disturbi
psichiatrici che possono ridurre la pressione del sangue).

Seloken e alcool

Informi il suo medico se fa uso di alcool, perché questa sostanza potrebbe aumentare l’effetto di Seloken.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Questo medicinale non deve essere somministrato in gravidanza e durante l’allattamento se non strettamente necessario. I beta-bloccanti, incluso metoprololo, possono causare danni al feto e aborto precoce. In caso di trattamento con Seloken durante la gravidanza, il medico le prescriverà la dose più bassa possibile e le chiederà di sospendere la terapia almeno 2 o 3 giorni prima del parto, per evitare effetti nel

nascituro.

I bambini nati da madri che hanno assunto Seloken prima di partorire o durante l’allattamento possono essere a rischio di effetti indesiderati tra cui bradicardia (riduzione dei battiti del cuore al minuto) e ipoglicemia

(bassi livelli di zucchero nel sangue).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). I pazienti devono conoscere la loro reazione a Seloken prima di guidare o usare macchinari, in quanto si

possono verificare capogiri e affaticamento. In caso di presenza di questi sintomi è consigliabile non svolgere queste attività.

Seloken contiene lattosio (lo zucchero del latte) Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Seloken contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

3 Come prendere Seloken

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Il medico le dirà quante compresse prendere ogni giorno e quando in funzione della sua malattia. Le compresse devono essere prese a stomaco vuoto.

Adulti Pressione arteriosa elevata (ipertensione arteriosa) La dose raccomandata è di 1-2 compresse al giorno, in un’unica somministrazione al mattino oppure una compressa al mattino e una alla sera.

Angina pectoris La dose raccomandata è di 1-3 compresse al giorno suddivise in 2-3 somministrazioni.

Infarto miocardico acuto La dose raccomandata è di 2 compresse al giorno suddivise in 2 somministrazioni.

Aritmie cardiache (escluse le bradiaritmie)

La dose raccomandata è di 1-2 compresse al giorno suddivise in 2-3 somministrazioni.

Ipertiroidismo La dose raccomandata è di 1 compressa e mezza/2 compresse al giorno suddivise in 3-4 somministrazioni.

Se ha gravi disturbi al fegato Se soffre di gravi disturbi al fegato il medico può decidere di prescriverle una dose inferiore di Seloken.

Uso negli anziani Se è anziano, questo medicinale le verrà prescritto con cautela a causa della maggior probabilità di effetti

indesiderati. In particolare, il medico controllerà regolarmente la pressione del suo sangue e la frequenza del battito del suo cuore (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

Uso nei bambini e negli adolescenti

Seloken non deve essere somministrato ai bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni. medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Se prende più Seloken di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Seloken avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. In ospedale sarà sottoposto a protocolli di intervento adeguati (ad es. lavanda gastrica, somministrazione di carbone attivo).

I sintomi del sovradosaggio di Seloken possono comprendere: rallentamento dei battiti del cuore (bradicardia e bradiaritmia), abbassamento della pressione del sangue (ipotensione), insufficienza cardiaca, disturbi della conduzione elettrica del cuore, blocco atrio-ventricolare, shock cardiogeno (disturbo che si verifica quando il sangue non è adeguatamente pompato dal cuore in tutto il corpo), arresto cardiaco, alterazione dello stato di coscienza/coma, nausea, vomito, grave disturbo della circolazione del sangue caratterizzato da colorazione bluastra della pelle (cianosi) e ostruzione dei bronchi dovuta a una contrazione dei muscoli intorno alle vie respiratorie (broncospasmo).

Se dimentica di prendere Seloken Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Se interrompe il trattamento con Seloken Il miglioramento del suo stato di salute non deve comportare l’interruzione del trattamento, a meno che non venga richiesto dal medico. L’interruzione del trattamento deve avvenire in maniera graduale, e sotto stretto controllo del medico. Nella maggior parte dei pazienti, il trattamento può essere sospeso in 14 giorni, diminuendo la dose giornaliera in modo graduale fino a raggiungere la dose finale di 25 mg di metoprololo una volta al giorno.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino.

Durante il trattamento con Seloken, come con qualsiasi farmaco, si possono verificare i seguenti effetti indesiderati secondo la seguente frequenza:

Molto comuni (possono interessare più di 1 paziente su 10) • stanchezza

• debolezza generale (astenia).

Comuni (possono interessare fino a 1 paziente su 10)
• battiti del cuore rallentati
• abbassamento della pressione del sangue in seguito all’improvviso passaggio dalla posizione seduta

o sdraiata a quella eretta (ipotensione ortostatica) con possibilità di perdita di coscienza
• sensazione di freddo a mani e piedi
• percezione accentuata del battito del cuore (palpitazioni)
• capogiri, mal di testa

• nausea, dolore addominale, diarrea, stitichezza
• respiro corto durante uno sforzo.
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
Non comuni (possono interessare fino a 1 paziente su 100)
• peggioramento dei sintomi dello scompenso cardiaco (condizione in cui il cuore non riesce a
pompare quantità di sangue adeguate alle necessità dell’organismo), shock cardiogenico (disturbo
che si verifica quando il sangue non è adeguatamente pompato dal cuore in tutto il corpo) in pazienti
con attacco cardiaco, blocco atrioventricolare di I grado, dolore in corrispondenza del cuore
• gonfiore e dolore (edema)

• alterazione della sensibilità quali formicolio alle mani o ai piedi (parestesia)
• crampi muscolari
• vomito
• aumento del peso
• depressione, difficoltà di concentrazione, sonnolenza od insonnia, incubi notturni
• eruzione della pelle (nella forma di orticaria e lesioni psoriasiformi)
• aumento della sudorazione

• difficoltà a respirare.

Rari (possono interessare fino a 1 paziente su 1000)

• battito irregolare del cuore (aritmie cardiache)
• funzionalità del cuore insufficiente (insufficienza cardiaca)
• disturbi della conduzione cardiaca ad
• formicolio e dolore alle dita, seguito da sensazione di calore e dolore (fenomeno di Raynaud)
• peggioramento dei sintomi in pazienti affetti da zoppia dovuta a problemi di circolazione sanguigna
(claudicazione intermittente)
• bocca secca
• alterazione degli esami del sangue relativi alla funzionalità del fegato (transaminasi)
• positività al test ANA (anticorpi anti-nucleo positivi), associata a varie malattie autoimmuni (ad es.
lupus)
• nervosismo, ansia
• disfunzione erettile, disturbi del desiderio sessuale
• infiammazioni della mucosa nasale (riniti)

• secchezza agli occhi, disturbi visivi, infiammazioni degli occhi (congiuntiviti)

• perdita di capelli.

Molto rari (possono interessare fino a 1 paziente su 10000)
• morte di parti di tessuti o di organi (gangrena) nei pazienti con preesistenti gravi disturbi della
circolazione periferica del sangue
• disturbi del gusto

• riduzione del numero di piastrine nel sangue (trombocitopenia)
• malattia del fegato (epatite)
• dolore alle articolazioni (artralgia)
• disturbi della memoria (compresa amnesia), confusione, allucinazioni

• ronzio alle orecchie (tinnito)
• reazioni allergiche alla luce solare
• aggravamento di una malattia della pelle chiamata “psoriasi”
• formazione di una massa nella parte posteriore dell’addome (fibrosi retroperitoneale)

• curvatura anormale del pene (malattia di Peyronie). medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). I medicinali come Seloken (beta-bloccanti) possono mascherare i segni di problemi alla tiroide

(tireotossicosi) e di bassi livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservare Seloken

• Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

• Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
• Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo SCAD. La
data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

• Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni Cosa contiene Seloken

•
Il principio attivo è: metoprololo tartrato 100 mg.
• Gli altri componenti sono: carbossimetilamido sodico A (vedere paragrafo “Seloken contiene
sodio”), lattosio (vedere paragrafo “Seloken contiene lattosio”), silice colloidale anidra, povidone,
magnesio stearato, cellulosa microcristallina.

Descrizione dell’aspetto di Seloken e contenuto della confezione

La compressa di Seloken 100 mg è da bianca a biancastra, circolare, con linea di incisione e con impresso “A/mE” su di un lato. La compressa può essere divisa in parti uguali rompendola lungo la linea d’incisione.

La confezione contiene 50 compresse.

Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio RECORDATI Industria Chimica e Farmaceutica S.p.A. - Via Matteo Civitali, 1 - 20148 Milano. Concessionario per la vendita: INNOVA PHARMA S.p.A. - Via Matteo Civitali, 1 - 20148 Milano.

Produttore

AstraZeneca AB Gärtunavägen SE-152 57 Södertälje – Svezia

Recordati Industria Chimica e Farmaceutica S.p.A. Via Matteo Civitali, 1 20148 Milano – Italia medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Savio Industrial S.r.l. Via Emilia, 21 27100 Pavia – Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

F arm l ian en zia medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC).

Domande frequenti su SELOKEN

Come si usa SELOKEN?

SELOKEN si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

SELOKEN è disponibile senza ricetta?

No, SELOKEN è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di SELOKEN?

Il principio attivo di SELOKEN è METOPROLOLO, METOPROLOLO TARTRATO.

Quali sono gli equivalenti di SELOKEN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: METOPROLOLO AUROBINDO, METOPROLOLO DOC GENERICI, METOPROLOLO EG, METOPROLOLO HEXAL. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce SELOKEN?

SELOKEN è prodotto da RECORDATI INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA S.P.A..

Da quando SELOKEN è autorizzato in Italia?

SELOKEN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1978-08-22.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

SELOKEN 100 mg compresse.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 100 mg di metoprololo tartrato. Eccipienti con effetti noti: ogni compressa contiene 35 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse. La compressa di SELOKEN 100 mg è da bianca a biancastra, circolare, con un diametro di 10 mm, con linea di incisione e con impresso “A/mE” su di un lato. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione arteriosa. Trattamento e prevenzione dell’angina pectoris. Trattamento dell’infarto miocardico acuto. Trattamento di aritmie cardiache (escluse le bradiaritmie). Trattamento dell’ipertiroidismo.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Ipertensione arteriosa La dose raccomandata è di 1-2 compresse al giorno, somministrate in un’unica dose la mattina, oppure suddivisa in due dosi (mattina e sera). Angina pectoris La dose raccomandata è di 1-3 compresse al giorno suddivise in 2-3 somministrazioni. Infarto miocardico acuto La dose raccomandata è di 2 compresse al giorno suddivise in 2 somministrazioni.

Aritmie cardiache (escluse le bradiaritmie) La dose raccomandata è di 1-2 compresse al giorno suddivise in 2-3 somministrazioni. Ipertiroidismo La dose raccomandata è di 1,5-2 compresse al giorno suddivise in 3-4 somministrazioni. Pazienti con funzionalità renale compromessa Per questi pazienti non è necessario alcun aggiustamento della posologia. Pazienti con funzionalità epatica compromessa Generalmente, nei pazienti con cirrosi epatica non è necessario un aggiustamento della posologia, in quanto metoprololo ha un basso legame con le proteine plasmatiche (5-10%). Qualora vi fossero segni di compromissione epatica molto grave (pazienti operati di shunt), deve essere presa in considerazione una riduzione della posologia. Anziani Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della posologia, ma il farmaco deve essere somministrato con cautela a causa della maggior probabilità di eventi avversi. In particolare, è opportuno monitorare tali pazienti per una riduzione eccessiva della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca (vedere paragrafo 4.4). Bambini L’esperienza del trattamento con Seloken nei bambini è limitata. Modo di somministrazione Seloken compresse deve essere assunto a stomaco vuoto (vedere paragrafo 5.2).

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità al principio attivo, ad altri farmaci β-bloccanti, e/o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;  blocco atrioventricolare di II o III grado;  insufficienza cardiaca in fase di scompenso instabile (edema polmonare, ipoperfusione o ipotensione);  pazienti in terapia inotropa continua od intermittente con agonisti dei β-recettori;  bradicardia sinusale clinicamente rilevante;  sindrome del nodo del seno (a meno che non sia stato impiantato un pacemaker permanente), blocco seno-atriale;  shock cardiogeno;  insufficienza renale grave;  asma grave e gravi patologie polmonari croniche ostruttive;  ipotensione;  forme severe di fenomeno di Raynaud e severi disturbi circolatori arteriosi periferici;  acidosi metabolica;  feocromocitoma non trattato. Metoprololo tartrato non deve essere somministrato in pazienti con sospetto di infarto miocardico acuto con frequenza cardiaca inferiore a 45 battiti al minuto, con intervallo P-Q maggiore di 0,24 secondi o con pressione arteriosa sistolica inferiore a 100 mmHg. Metoprololo tartrato non deve essere associato a terapia endovenosa con verapamil o diltiazem.

3

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

I pazienti in trattamento con β-bloccanti non devono essere trattati con calcio-antagonisti tipo verapamil per via endovenosa. Sebbene i betabloccanti beta-1 selettivi abbiano un minore impatto sulla muscolatura bronchiale rispetto ai betabloccanti non selettivi, essi possono comunque indurre un aumento della resistenza delle vie respiratorie, pertanto devono essere somministrati con cautela. Nei pazienti asmatici, di norma, deve essere somministrata una terapia concomitante a base di β2-agonisti (in compresse o inalatori). Quando si inizia il trattamento con metoprololo il dosaggio dei β2-agonisti potrebbe richiedere un aggiustamento (generalmente un aumento). Metoprololo è controindicato in caso di asma bronchiale grave e gravi patologie polmonari croniche ostruttive (vedere paragrafo 4.3). I betabloccanti possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina nei pazienti con angina di Prinzmetal (una variante dell’angina pectoris). Beta1bloccanti relativamente selettivi, come Seloken, possono essere utilizzati in tali pazienti, ma solo con estrema cautela. Nei pazienti diabetici il metoprololo può mascherare i sintomi dell’ipoglicemia, in particolare la tachicardia. I pazienti diabetici devono essere informati sul fatto che tali sintomi potrebbero non manifestarsi. Nei pazienti con diabete labile e insulino-dipendenti potrebbe essere necessario un aggiustamento della terapia ipoglicemizzante (vedere paragrafo 4.5). Durante il trattamento con metoprololo, il rischio di interferenza con il metabolismo dei carboidrati o di ipoglicemia mascherata è inferiore rispetto ai β-bloccanti non selettivi. I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati per lo scompenso sia prima che durante il trattamento con metoprololo. Molto raramente, un preesistente disturbo di grado moderato della conduzione A-V potrebbe peggiorare (portando ad un possibile blocco A-V). Il trattamento concomitante con digossina può portare a disturbi dell’automatismo (bradicardia, arresto sinusale), e disturbi della conduzione seno-atriale e atrio-ventricolare. Nel caso in cui il battito cardiaco del paziente diventasse sempre più lento, metoprololo deve essere somministrato a dosi inferiori oppure sospeso con gradualità. Metoprololo può aggravare i sintomi legati a malattie della circolazione arteriosa periferica (come malattia o sindrome di Raynaud, arterite o arteriopatia obliterante cronica degli arti inferiori). In queste situazioni è da preferire un beta-bloccante cardioselettivo con potere agonista parziale, da somministrare con cautela. Qualora metoprololo venga prescritto a pazienti con feocromocitoma noto, deve essere somministrato contemporaneamente un bloccante dei recettori alfa. Si deve evitare una brusca interruzione del trattamento. Se il trattamento deve essere interrotto, questo dovrà essere fatto, ove possibile, in modo graduale. Nella maggior parte dei pazienti, il trattamento può essere sospeso in 14 giorni. Ciò può essere fatto diminuendo la dose giornaliera in modo graduale fino a raggiungere la dose finale di 25 mg di metoprololo una volta al giorno e, se necessario, deve essere contemporaneamente iniziata una terapia di sostituzione per prevenire una esacerbazione dell’angina pectoris. Durante questo periodo i pazienti, specialmente quelli affetti da ischemia cardiaca conclamata devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza. Il rischio di eventi coronarici, tra cui la morte improvvisa, può aumentare durante l’interruzione del trattamento con β-bloccanti.

Prima di un intervento chirurgico, l’anestesista deve essere informato che il paziente è in trattamento con metoprololo. Si raccomanda di non sospendere la terapia con i β-bloccanti prima di un intervento chirurgico. Se si ritiene necessaria l’interruzione del trattamento, essa deve avvenire gradualmente e completarsi circa 48 ore prima dell’anestesia. La prosecuzione della terapia con beta-bloccanti riduce il rischio di aritmia, ischemia miocardica e riacutizzazioni ipertensive, tuttavia anche il rischio di ipotensione può essere aumentato. Se il trattamento viene continuato, è necessario selezionare un anestetico con scarsa attività inotropa negativa per ridurre al minimo il rischio di depressione miocardica. Si deve evitare di iniziare il trattamento ad alte dosi in pazienti sottoposti a chirurgia non cardiaca, poiché è stato associato con bradicardia, ipotensione ed infarto con esito fatale in pazienti con rischio cardiovascolare. Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti lo shock anafilattico assume una forma più severa e può resistere alle normali dosi di adrenalina. I betabloccanti mascherano alcuni dei sintomi clinici della tireotossicosi. Pertanto, qualora metoprololo venga somministrato a pazienti con tireotossicosi accertata o sospetta, si deve monitorare attentamente sia la funzionalità tiroidea, sia quella cardiaca. Si sono verificati casi di secchezza oculare e/o, occasionalmente, rash cutaneo. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono con la sospensione del trattamento con metoprololo. I pazienti devono essere osservati attentamente per potenziali effetti a livello oculare. Se si verificano tali effetti, si deve considerare l’opportunità di sospendere il trattamento. In presenza di cirrosi epatica può aumentare la biodisponibilità dei betabloccanti. Come tutti i beta-bloccanti, metoprololo può causare un aggravamento della psoriasi. I pazienti anziani devono essere trattati con cautela al fine di evitare una riduzione eccessiva della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca. Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping. Seloken contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Il metoprololo è un substrato metabolico dell’isoenzima CYP2D6 del citocromo P450. I farmaci che agiscono come sostanze induttrici o inibitrici di enzimi possono influenzare i livelli plasmatici del metoprololo. I livelli plasmatici del metoprololo possono aumentare con la somministrazione contemporanea di composti metabolizzati dal CYP2D6, ad es. antiaritmici, antistaminici, antagonisti dei recettori H2 dell’istamina, antidepressivi, antipsicotici e inibitori della COX-2. La concentrazione plasmatica del metoprololo viene ridotta dalla rifampicina e può essere aumentata da alcool e idralazina.

I pazienti in trattamento concomitante con farmaci che bloccano i gangli simpatici, con altri βbloccanti (ad esempio gocce oculari) e con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), devono essere tenuti sotto stretto controllo medico. Qualora il trattamento concomitante con clonidina dovesse essere sospeso, è necessario procedere all’interruzione del trattamento con β-bloccanti alcuni giorni prima della sospensione della clonidina stessa. Quando metoprololo viene somministrato contemporaneamente a calcio-antagonisti tipo verapamil o diltiazem, può verificarsi un aumento degli effetti inotropi e cronotropi negativi. Ciò può causare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. I pazienti in terapia orale con un calcioantagonista del tipo verapamil in associazione con metoprololo devono essere attentamente monitorati. Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti non devono essere somministrati per via endovenosa calcio-antagonisti tipo verapamil. Come con altri betabloccanti, la terapia concomitante con diidropiridine (come nifedipina e amlodipina), può aumentare il rischio di ipotensione, e può determinare l’insorgenza di insufficienza cardiaca nei pazienti con insufficienza cardiaca latente. I β-bloccanti possono aumentare gli effetti inotropi e dromotropi negativi dei farmaci antiaritmici (chinidino simili e amiodarone). I glicosidi digitalici, in associazione con i β-bloccanti, possono aumentare il tempo di conduzione atrioventricolare e possono causare bradicardia. La nitroglicerina può aumentare l’effetto ipotensivo di metoprololo. Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti gli anestetici per via inalatoria aumentano l’effetto cardiodepressivo. Il trattamento concomitante con indometacina od altri farmaci inibitori delle prostaglandinsintetasi può portare ad una diminuzione dell’effetto antipertensivo dei β-bloccanti. La somministrazione concomitante con un beta-bloccante di sostanze ad attività simpaticomimetica, come adrenalina e noradrenalina, può aumentare la risposta pressoria determinando ipertensione per inibizione reciproca degli effetti terapeutici. Ciò è meno probabile con dosi terapeutiche di farmaci β1-selettivi che con beta-bloccanti non cardioselettivi. L’effetto dell’adrenalina utilizzata in caso di shock anafilattico può essere ridotto nei pazienti in trattamento con β-bloccanti (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti potrebbe essere richiesto un aggiustamento del dosaggio degli antidiabetici orali. I β-bloccanti possono mascherare i sintomi dell’ipoglicemia quale la tachicardia (vedere paragrafo 4.4). Il metoprololo può ridurre la clearance della lidocaina, causando un aumento degli effetti della lidocaina stessa. La somministrazione concomitante con i beta-bloccanti può aumentare l’azione vasocostrittiva degli alcaloidi della segale cornuta. Gli effetti del metoprololo e di altri medicinali antipertensivi sulla pressione sanguigna sono in genere additivi. È necessario esercitare cautela quando il metoprololo viene associato ad altri medicinali antipertensivi o medicinali che potrebbero ridurre la pressione sanguigna, come antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine.

4.6 Gravidanza e allattamento

Come la maggior parte dei farmaci, metoprololo non deve essere somministrato in gravidanza e durante l’allattamento se non strettamente necessario. In genere i β-bloccanti riducono la perfusione placentare. Sono stati osservati casi di ritardo della crescita, morte intrauterina, abort

6 e parto prematuro. Pertanto si suggerisce di eseguire un appropriato monitoraggio materno-fetale nelle donne gravide trattate con metoprololo. In caso di trattamento con metoprololo durante la gravidanza, deve essere utilizzata la dose più bassa possibile e la terapia deve essere sospesa almeno 2 o 3 giorni prima del parto, per evitare un aumento della contrattilità uterina e gli effetti del beta-blocco nel nascituro (per es. bradicardia, ipoglicemia, complicazioni polmonari). Se questo non è possibile, il neonato deve essere monitorato nelle 24-48 ore successive alla nascita per gli effetti del beta-blocco. Come tutti i farmaci antipertensivi, i β-bloccanti possono causare nel feto, nel neonato e nel lattante effetti collaterali, ad esempio bradicardia e ipoglicemia. Il metoprololo viene escreto nel latte materno. Casi di ipoglicemia e bradicardia neonatali sono stati descritti con l’uso di betabloccanti a basso legame con le proteine plasmatiche. Pertanto, l’allattamento al seno non è raccomandato se non in caso di necessità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

I pazienti devono conoscere la loro reazione al metoprololo prima di guidare o usare macchinari in quanto, occasionalmente, si possono verificare vertigini o affaticamento.

4.8 Effetti indesiderati

Metoprololo è ben tollerato e gli effetti collaterali sono generalmente lievi e reversibili. Di seguito vengono riportati gli eventi avversi occorsi durante le sperimentazioni cliniche o durante l’uso routinario. In molti casi non è stata stabilita una relazione con il trattamento con metoprololo. La frequenza è stata classificata secondo la convezione MedDRA: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< Patologie cardiache Comune: bradicardia, palpitazioni. Non comune: peggioramento dei sintomi dello scompenso cardiaco, shock cardiogenico in pazienti con infarto miocardico acuto*, blocco A-V di primo grado, dolore precordiale. Raro: disturbi della conduzione cardiaca, aritmie cardiache, insufficienza cardiaca. *Frequenza in eccesso dello 0,4% rispetto a placebo in uno studio con 46000 pazienti con infarto miocardico acuto dove la frequenza dello shock cardiogenico è stata del 2,3% nel gruppo del metoprololo e dell’1,9% nel gruppo placebo nella sottopopolazione di pazienti con basso indice di rischio di shock. L’indice di rischio di shock si basa sul rischio assoluto di shock in ogni singolo paziente derivante da età, sesso, tempo di ritardo, classe di Killip, pressione sanguigna, frequenza cardiaca, anomalie nell’ECG e da precedente storia di ipertensione. Il gruppo di pazienti con basso indice di rischio di shock corrisponde ai pazienti nei quali l’uso del metoprololo è raccomandato nell’infarto miocardico acuto. Patologie vascolari Comune: ipotensione ortostatica (molto raramente con sincope), sensazione di freddo alle estremità. Raro: fenomeno di Raynaud, aggravamento di claudicazione intermittente. Molto raro: gangrena nei pazienti con preesistenti gravi disturbi circolatori periferici. Patologie del sistema nervoso Molto comune: stanchezza. Comune: vertigini, cefalea. Non comune: parestesie.

Molto raro: parosmia. Patologie gastrointestinali Comune: nausea, dolore addominale, diarrea, stipsi. Non comune: vomito. Raro: bocca secca. Molto raro: fibrosi retroperitoneale. Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro: trombocitopenia. Patologie epatobiliari Molto raro: epatite. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: spasmi muscolari. Molto raro: artralgia. Disturbi psichiatrici Non comune: depressione, alterazione dell’attenzione, sopore od insonnia, incubi notturni. Raro: nervosismo, ansia, disturbo della libido. Molto raro: amnesia/peggioramento della memoria, confusione, allucinazioni. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune: dispnea da sforzo. Non comune: broncospasmo. Raro: riniti. Infezioni ed infestazioni Raro: congiuntivite. Patologie dell’occhio Raro: visione offuscata, irritazione oculare. Patologie dell’orecchio e del labirinto Molto raro: tinnito. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro: disfunzione erettile. Molto raro: malattia di Peyronie. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: rash (nella forma di orticaria, lesioni distrofiche e psoriasiformi della pelle), aumento della sudorazione. Raro: perdita di capelli. Molto raro: reazioni di fotosensibilità, aggravamento della psoriasi. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: astenia. Non comune: edema. Esami diagnostic

Non comune: peso aumentato. Raro: test di funzionalità epatica aumentato o diminuito, anticorpi antinucleo positivi (eccezionalmente accompagnati da manifestazioni cliniche come la sindrome del lupus e che portano all’interruzione del trattamento). I beta-bloccanti possono mascherare i segni di tireotossicosi e ipoglicemia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi I sintomi del sovradosaggio possono comprendere bradicardia e bradiaritmia, ipotensione, insufficienza cardiaca, disturbi della conduzione cardiaca, blocco A-V, shock cardiogeno, arresto cardiaco, alterazione dello stato di coscienza/coma, nausea, vomito, cianosi e broncospasmo. Trattamento Il trattamento deve essere praticato presso una struttura che può fornire adeguate misure di sostegno, stretto monitoraggio e supervisione. Se giustificato, si può eseguire una lavanda gastrica e/o somministrare carbone attivo. Trattare la bradicardia e i disturbi della conduzione cardiaca con atropina, farmaci adrenostimolanti o pacemaker. Trattare l’ipotensione, l’insufficienza cardiaca acuta e lo shock, con espansione opportuna del volume ematico, iniezione di glucagone (se necessario, seguita da un’infusione endovenosa di glucagone), somministrazione endovenosa di farmaci adreno-stimolanti come dobutamina, con farmaci agonisti dei recettori α1, in aggiunta, in presenza di vasodilatazione. Può anche essere considerata la somministrazione endovenosa di Ca2+ . Il broncospasmo può essere invertito solitamente dai broncodilatatori.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: β-bloccanti, selettivi, non associati; codice ATC: C07AB02. Metoprololo è un β-bloccante β1-selettivo, in quanto blocca i β1-recettori a dosi più basse di quelle necessarie per bloccare i β2-recettori. Metoprololo ha uno scarso effetto stabilizzante di membrana e non mostra attività di agonista parziale. Metoprololo riduce o inibisce l’effetto di agonista che le catecolamine hanno sul cuore (rilasciate durante condizioni di stress fisico o mentale). Ciò significa che l’usuale aumento della frequenza cardiaca, gittata cardiaca, contrattilità cardiaca e pressione arteriosa dovuti ad un aumento acuto delle catecolamine, viene ridotto dal metoprololo. Nel caso in cui i livelli di adrenalina endogena dovessero essere elevati, metoprololo interferisce in maniera minore nel controllo pressorio rispetto ai β-bloccanti non selettivi.

Nei pazienti con sintomi di patologie polmonari ostruttive, quando strettamente necessario, metoprololo può essere somministrato in combinazione con un β2-agonista. Somministrato alle dosi terapeutiche, in associazione ad un β2-agonista, metoprololo interferisce meno rispetto ai βbloccanti non selettivi con la broncodilatazione β2-mediata causata dai β2-agonisti. Rispetto ai β-bloccanti non selettivi, metoprololo interferisce in modo minore con il rilascio di insulina ed il metabolismo dei carboidrati, così come con la risposta cardiovascolare all’ipoglicemia. Studi a breve termine hanno dimostrato che metoprololo può causare un lieve incremento dei trigliceridi ed una diminuzione degli acidi grassi liberi nel sangue. In alcuni casi, si è osservata una piccola diminuzione delle lipoproteine ad alta densità (HDL), sebbene in modo minore rispetto a quanto accade con la somministrazione di β-bloccanti non selettivi. Tuttavia, in uno studio a lungo termine, dopo trattamento con metoprololo è stata dimostrata una significativa riduzione dei livelli serici del colesterolo totale. Durante il trattamento con metoprololo la qualità di vita rimane inalterata oppure migliora. Un miglioramento della qualità di vita è stato osservato dopo trattamento con metoprololo nei pazienti che hanno avuto un infarto miocardico. Effetti sull’ipertensione Metoprololo abbassa la pressione arteriosa sia in orto che in clinostatismo. Dopo l’inizio del trattamento con metoprololo è stato osservato un aumento di breve durata (poche ore) e clinicamente non significativo della resistenza periferica. Durante il trattamento a lungo termine la resistenza periferica può essere ridotta per la riduzione dell’ipertrofia nei vasi di resistenza arteriosi. La terapia antipertensiva a lungo termine con metoprololo ha anche dimostrato di ridurre l’ipertrofia ventricolare sinistra e di migliorare la funzionalità ventricolare diastolica sinistra ed il riempimento ventricolare sinistro. Nei pazienti di sesso maschile con ipertensione da lieve a moderata, metoprololo ha dimostrato di ridurre il rischio di mortalità per cause cardiovascolari principalmente grazie ad un ridotto rischio di morte improvvisa cardiovascolare e di ridurre il rischio di infarto miocardico fatale e non fatale e di ictus. Effetti sull’angina pectoris Nei pazienti con angina pectoris metoprololo ha dimostrato di ridurre la frequenza, la durata e la gravità sia degli attacchi di angina che degli episodi di ischemia silente ed inoltre di aumentare la capacità di lavoro fisico. Effetti sul ritmo cardiaco Nei casi di tachicardia sopraventricolare o di fibrillazione atriale ed in presenza di extrasistoli ventricolari metoprololo rallenta la velocità ventricolare e riduce le extrasistoli ventricolari. Effetti sull’infarto miocardico In pazienti con infarto miocardico sospetto o confermato, metoprololo diminuisce la mortalità principalmente riducendo il rischio di morte improvvisa. Si presume che questo effetto sia parzialmente dovuto alla prevenzione della fibrillazione ventricolare. L’effetto antiaritmico si pensa sia dovuto ad un duplice meccanismo: un effetto vagale all’interno della barriera emato-encefalica che influenza positivamente la stabilità elettrica del cuore ed un effetto antiischemico cardiaco di tipo diretto simpatico che influenza positivamente la contrattilità cardiaca, la frequenza e la pressione arteriosa. La riduzione della mortalità è presente, sia dopo trattamento precoce che tardivo, anche nei pazienti ad alto rischio con precedenti disturbi cardiovascolari e nei pazienti con diabete mellito. Metoprololo ha inoltre dimostrato di ridurre il rischio di re-infarto miocardico non fatale.

Effetti sull’ipertiroidismo Metoprololo riduce le manifestazioni cliniche nell’ipertiroidismo e, pertanto, può essere somministrato quale terapia supplementare.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Metoprololo viene completamente assorbito dopo somministrazione orale. Le concentrazioni plasmatiche, nei limiti del dosaggio terapeutico, aumentano in modo lineare in relazione alla dose. Il picco della concentrazione plasmatica è raggiunto dopo circa 1,5 – 2 ore. Il profilo plasmatico dimostra una buona riproducibilità in ogni individuo sebbene riveli un’ampia variabilità da soggetto a soggetto. Distribuzione Per il suo importante effetto di primo passaggio, la biodisponibilità sistemica di metoprololo, dopo singola dose orale, è di circa il 50%. Con somministrazioni ripetute, la porzione di dose sistemicamente disponibile aumenta a circa 70%. L’ingestione con cibo può aumentare la disponibilità sistemica di una dose orale circa del 30-40%. Il legame di metoprololo alle proteine plasmatiche è basso, circa il 5-10%. Metabolismo Metoprololo subisce un metabolismo ossidativo epatico principalmente attraverso l’isoenzima CYP2D6. Sono stati identificati tre metaboliti principali, sebbene nessuno di questi abbia un effetto β-bloccante di rilevanza clinica. Eliminazione Solitamente si riscontra nelle urine più del 95% della dose orale. Circa il 5% della dose somministrata viene escreta nelle urine immodificata; in alcuni casi isolati questo valore può aumentare fino al 30%. L’emivita di eliminazione nel plasma ha una media di 3,5 ore (intervallo: 1 e 9 ore). La velocità di clearance totale è di circa 1 litro/minuto. Le persone anziane non mostrano, rispetto a quelle più giovani, modificazioni significative nella farmacocinetica di metoprololo. La biodisponibilità sistemica e l’eliminazione di metoprololo non sono modificate nei pazienti con funzionalità renale ridotta. Tuttavia, l’escrezione dei metaboliti diminuisce. Un accumulo significativo di metaboliti è stato osservato nei pazienti con velocità di filtrazione glomerulare inferiore (GFR) a 5 ml/minuto. Tuttavia, l’accumulo di metaboliti non comporta aumento del beta-blocco. La farmacocinetica di metoprololo è scarsamente influenzata da una diminuita funzionalità epatica. Tuttavia, nei pazienti con grave cirrosi epatica e shunt della porta-cava, la biodisponibilità di metoprololo può aumentare e la clearance totale può essere ridotta. I pazienti con anastomosi della porta-cava hanno una clearance totale di circa 0,3 litri/minuto ed un valore dell’area sotto la curva di concentrazione plasmatica (AUC) di circa 6 volte maggiore rispetto ai soggetti sani.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Dati preclinici basati su studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità e riproduzione, non hanno evidenziato rischi particolari per l'uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

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6.1 Elenco degli eccipienti

Carbossimetilamido sodico A. Lattosio. Silice colloidale anidra. Povidone. Magnesio stearato. Cellulosa microcristallina.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

5 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister 50 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

RECORDATI Industria Chimica e Farmaceutica S.p.A. - Via Matteo Civitali, 1 - 20148 Milano.

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Seloken 100 mg compresse – 50 compresse A.I.C. n. 023616028

9. Data di prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 23 agosto 1978 Data del rinnovo più recente: 01 giugno 2010

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

SELOKEN 200 mg compresse a rilascio prolungato.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 200 mg di metoprololo tartrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse a rilascio prolungato. La compressa a rilascio prolungato di SELOKEN 200 mg è da bianca a biancastra, ovale, di dimensioni di 7 mm x 13 mm, con linea di incisione su entrambi i lati e con impresso “A/mD” su di un lato. La linea di incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine d’ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione arteriosa. Trattamento e prevenzione dell’angina pectoris.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Ipertensione arteriosa La dose raccomandata è di 100-200 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino. Angina pectoris La dose raccomandata è di 100-200 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino. Pazienti con funzionalità renale compromessa Per questi pazienti non è necessario alcun aggiustamento della posologia. Pazienti con funzionalità epatica compromessa Generalmente, nei pazienti con cirrosi epatica non è necessario un aggiustamento della posologia, in quanto metoprololo ha un basso legame con le proteine plasmatiche (5-10%). Qualora vi fossero segni di compromissione epatica molto grave (pazienti operati di shunt), deve essere presa in considerazione una riduzione della posologia. Anzian

Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della posologia, ma il farmaco deve essere somministrato con cautela a causa della maggior probabilità di eventi avversi. In particolare, è opportuno monitorare tali pazienti per una riduzione eccessiva della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca (vedere paragrafo 4.4). Bambini L’esperienza del trattamento con Seloken nei bambini è limitata. Modo di somministrazione Seloken compresse a rilascio prolungato (o ciascuna delle due metà) va assunto a stomaco vuoto (vedere paragrafo 5.2) con un po’ di liquido e non deve essere masticato o frantumato.

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità al principio attivo, ad altri farmaci β-bloccanti, e/o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;  blocco atrioventricolare di II o III grado;  insufficienza cardiaca in fase di scompenso instabile (edema polmonare, ipoperfusione o ipotensione);  pazienti in terapia inotropa continua od intermittente con agonisti dei β-recettori;  bradicardia sinusale clinicamente rilevante;  sindrome del nodo del seno (a meno che non sia stato impiantato un pacemaker permanente), blocco seno-atriale;  shock cardiogeno;  insufficienza renale grave;  asma grave e gravi patologie polmonari croniche ostruttive;  ipotensione;  forme severe di fenomeno di Raynaud e severi disturbi circolatori arteriosi periferici;  acidosi metabolica;  feocromocitoma non trattato. Metoprololo tartrato non deve essere somministrato in pazienti con sospetto di infarto miocardico acuto con frequenza cardiaca inferiore a 45 battiti al minuto, con intervallo P-Q maggiore di 0,24 secondi o con pressione arteriosa sistolica inferiore a 100 mmHg. Metoprololo tartrato non deve essere associato a terapia endovenosa con verapamil o diltiazem.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

I pazienti in trattamento con β-bloccanti non devono essere trattati con calcio-antagonisti tipo verapamil per via endovenosa. Sebbene i betabloccanti beta-1 selettivi abbiano un minore impatto sulla muscolatura bronchiale rispetto ai betabloccanti non selettivi, essi possono comunque indurre un aumento della resistenza delle vie respiratorie, pertanto devono essere somministrati con cautela. Nei pazienti asmatici, di norma, deve essere somministrata una terapia concomitante a base di β2-agonisti (in compresse o inalatori). Quando si inizia il trattamento con metoprololo il dosaggio dei β2-agonisti potrebbe richiedere un aggiustamento (generalmente un aumento). Metoprololo è controindicato in caso di asma bronchiale grave e gravi patologie polmonari croniche ostruttive (vedere paragrafo 4.3).

I betabloccanti possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina nei pazienti con angina di Prinzmetal (una variante dell’angina pectoris). Beta1bloccanti relativamente selettivi, come Seloken, possono essere utilizzati in tali pazienti, ma solo con estrema cautela. Nei pazienti diabetici il metoprololo può mascherare i sintomi dell’ipoglicemia, in particolare la tachicardia. I pazienti diabetici devono essere informati sul fatto che tali sintomi potrebbero non manifestarsi. Nei pazienti con diabete labile e insulino-dipendenti potrebbe essere necessario un aggiustamento della terapia ipoglicemizzante (vedere paragrafo 4.5). Durante il trattamento con metoprololo, il rischio di interferenza con il metabolismo dei carboidrati o di ipoglicemia mascherata è inferiore rispetto ai β-bloccanti non selettivi. I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati per lo scompenso sia prima che durante il trattamento con metoprololo. Molto raramente, un preesistente disturbo di grado moderato della conduzione A-V potrebbe peggiorare (portando ad un possibile blocco A-V). Il trattamento concomitante con digossina può portare a disturbi dell’automatismo (bradicardia, arresto sinusale), e disturbi della conduzione seno-atriale e atrio-ventricolare. Nel caso in cui il battito cardiaco del paziente diventasse sempre più lento, metoprololo deve essere somministrato a dosi inferiori oppure sospeso con gradualità. Metoprololo può aggravare i sintomi legati a malattie della circolazione arteriosa periferica (come malattia o sindrome di Raynaud, arterite o arteriopatia obliterante cronica degli arti inferiori). In queste situazioni è da preferire un beta-bloccante cardioselettivo con potere agonista parziale, da somministrare con cautela. Qualora metoprololo venga prescritto a pazienti con feocromocitoma noto, deve essere somministrato contemporaneamente un bloccante dei recettori alfa. Si deve evitare una brusca interruzione del trattamento. Se il trattamento deve essere interrotto, questo dovrà essere fatto, ove possibile, in modo graduale. Nella maggior parte dei pazienti, il trattamento può essere sospeso in 14 giorni. Ciò può essere fatto diminuendo la dose giornaliera in modo graduale fino a raggiungere la dose finale di 25 mg di metoprololo una volta al giorno e, se necessario, deve essere contemporaneamente iniziata una terapia di sostituzione per prevenire una esacerbazione dell’angina pectoris. Durante questo periodo i pazienti, specialmente quelli affetti da ischemia cardiaca conclamata devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza. Il rischio di eventi coronarici, tra cui la morte improvvisa, può aumentare durante l’interruzione del trattamento con β-bloccanti. Prima di un intervento chirurgico, l’anestesista deve essere informato che il paziente è in trattamento con metoprololo. Si raccomanda di non sospendere la terapia con i β-bloccanti prima di un intervento chirurgico. Se si ritiene necessaria l’interruzione del trattamento, essa deve avvenire gradualmente e completarsi circa 48 ore prima dell’anestesia. La prosecuzione della terapia con beta-bloccanti riduce il rischio di aritmia, ischemia miocardica e riacutizzazioni ipertensive, tuttavia anche il rischio di ipotensione può essere aumentato. Se il trattamento viene continuato, è necessario selezionare un anestetico con scarsa attività inotropa negativa per ridurre al minimo il rischio di depressione miocardica. Si deve evitare di iniziare il trattamento ad alte dosi in pazienti sottoposti a chirurgia non cardiaca, poiché è stato associato con bradicardia, ipotensione ed infarto con esito fatale in pazienti con rischio cardiovascolare.

Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti lo shock anafilattico assume una forma più severa e può resistere alle normali dosi di adrenalina. I betabloccanti mascherano alcuni dei sintomi clinici della tireotossicosi. Pertanto, qualora metoprololo venga somministrato a pazienti con tireotossicosi accertata o sospetta, si deve monitorare attentamente sia la funzionalità tiroidea, sia quella cardiaca. Si sono verificati casi di secchezza oculare e/o, occasionalmente, rash cutaneo. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono con la sospensione del trattamento con metoprololo. I pazienti devono essere osservati attentamente per potenziali effetti a livello oculare. Se si verificano tali effetti, si deve considerare l’opportunità di sospendere il trattamento. In presenza di cirrosi epatica può aumentare la biodisponibilità dei betabloccanti. Come tutti i beta-bloccanti, metoprololo può causare un aggravamento della psoriasi. I pazienti anziani devono essere trattati con cautela al fine di evitare una riduzione eccessiva della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca. Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa a rilascio prolungato, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Il metoprololo è un substrato metabolico dell’isoenzima CYP2D6 del citocromo P450. I farmaci che agiscono come sostanze induttrici o inibitrici di enzimi possono influenzare i livelli plasmatici del metoprololo. I livelli plasmatici del metoprololo possono aumentare con la somministrazione contemporanea di composti metabolizzati dal CYP2D6, ad es. antiaritmici, antistaminici, antagonisti dei recettori H2 dell’istamina, antidepressivi, antipsicotici e inibitori della COX-2. La concentrazione plasmatica del metoprololo viene ridotta dalla rifampicina e può essere aumentata da alcool e idralazina. I pazienti in trattamento concomitante con farmaci che bloccano i gangli simpatici, con altri βbloccanti (ad esempio gocce oculari) e con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), devono essere tenuti sotto stretto controllo medico. Qualora il trattamento concomitante con clonidina dovesse essere sospeso, è necessario procedere all’interruzione del trattamento con β-bloccanti alcuni giorni prima della sospensione della clonidina stessa. Quando metoprololo viene somministrato contemporaneamente a calcio-antagonisti tipo verapamil o diltiazem, può verificarsi un aumento degli effetti inotropi e cronotropi negativi. Ciò può causare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. I pazienti in terapia orale con un calcioantagonista del tipo verapamil in associazione con metoprololo devono essere attentamente monitorati. Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti non devono essere somministrati per via endovenosa calcio-antagonisti tipo verapamil. Come con altri betabloccanti, la terapia concomitante con diidropiridine (come nifedipina e amlodipina), può aumentare il rischio di ipotensione, e può determinare l’insorgenza di insufficienza cardiaca nei pazienti con insufficienza cardiaca latente. I β-bloccanti possono aumentare gli effetti inotropi e dromotropi negativi dei farmaci antiaritmici (chinidino simili e amiodarone).

I glicosidi digitalici, in associazione con i β-bloccanti, possono aumentare il tempo di conduzione atrioventricolare e possono causare bradicardia. La nitroglicerina può aumentare l’effetto ipotensivo di metoprololo. Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti gli anestetici per via inalatoria aumentano l’effetto cardiodepressivo. Il trattamento concomitante con indometacina od altri farmaci inibitori delle prostaglandinsintetasi può portare ad una diminuzione dell’effetto antipertensivo dei β-bloccanti. La somministrazione concomitante con un beta-bloccante di sostanze ad attività simpaticomimetica, come adrenalina e noradrenalina, può aumentare la risposta pressoria determinando ipertensione per inibizione reciproca degli effetti terapeutici. Ciò è meno probabile con dosi terapeutiche di farmaci β1-selettivi che con beta-bloccanti non cardioselettivi. L’effetto dell’adrenalina utilizzata in caso di shock anafilattico può essere ridotto nei pazienti in trattamento con β-bloccanti (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti in trattamento con β-bloccanti potrebbe essere richiesto un aggiustamento del dosaggio degli antidiabetici orali. I β-bloccanti possono mascherare i sintomi dell’ipoglicemia quale la tachicardia (vedere paragrafo 4.4). Il metoprololo può ridurre la clearance della lidocaina, causando un aumento degli effetti della lidocaina stessa. La somministrazione concomitante con i beta-bloccanti può aumentare l’azione vasocostrittiva degli alcaloidi della segale cornuta. Gli effetti del metoprololo e di altri medicinali antipertensivi sulla pressione sanguigna sono in genere additivi. È necessario esercitare cautela quando il metoprololo viene associato ad altri medicinali antipertensivi o medicinali che potrebbero ridurre la pressione sanguigna, come antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine.

4.6 Gravidanza e allattamento

Come la maggior parte dei farmaci, metoprololo non deve essere somministrato in gravidanza e durante l’allattamento se non strettamente necessario. In genere i β-bloccanti riducono la perfusione placentare. Sono stati osservati casi di ritardo della crescita, morte intrauterina, aborto e parto prematuro. Pertanto si suggerisce di eseguire un appropriato monitoraggio materno-fetale nelle donne gravide trattate con metoprololo. In caso di trattamento con metoprololo durante la gravidanza, deve essere utilizzata la dose più bassa possibile e la terapia deve essere sospesa almeno 2 o 3 giorni prima del parto, per evitare un aumento della contrattilità uterina e gli effetti del beta-blocco nel nascituro (per es. bradicardia, ipoglicemia, complicazioni polmonari). Se questo non è possibile, il neonato deve essere monitorato nelle 24-48 ore successive alla nascita per gli effetti del beta-blocco. Come tutti i farmaci antipertensivi, i β-bloccanti possono causare nel feto, nel neonato e nel lattante effetti collaterali, ad esempio bradicardia e ipoglicemia. Il metoprololo viene escreto nel latte materno. Casi di ipoglicemia e bradicardia neonatali sono stati descritti con l’uso di betabloccanti a basso legame con le proteine plasmatiche. Pertanto, l’allattamento al seno non è raccomandato se non in caso di necessità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

I pazienti devono conoscere la loro reazione al metoprololo prima di guidare o usare macchinari in quanto, occasionalmente, si possono verificare vertigini o affaticamento.

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4.8 Effetti indesiderati

Metoprololo è ben tollerato e gli effetti collaterali sono generalmente lievi e reversibili. Di seguito vengono riportati gli eventi avversi occorsi durante le sperimentazioni cliniche o durante l’uso routinario. In molti casi non è stata stabilita una relazione con il trattamento con metoprololo. La frequenza è stata classificata secondo la convenzione MedDRA: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< Patologie cardiache Comune: bradicardia, palpitazioni. Non comune: peggioramento dei sintomi dello scompenso cardiaco, shock cardiogenico in pazienti con infarto miocardico acuto*, blocco A-V di primo grado, dolore precordiale. Raro: disturbi della conduzione cardiaca, aritmie cardiache, insufficienza cardiaca. *Frequenza in eccesso dello 0,4% rispetto a placebo in uno studio con 46000 pazienti con infarto miocardico acuto dove la frequenza dello shock cardiogenico è stata del 2,3% nel gruppo del metoprololo e dell’1,9% nel gruppo placebo nella sottopopolazione di pazienti con basso indice di rischio di shock. L’indice di rischio di shock si basa sul rischio assoluto di shock in ogni singolo paziente derivante da età, sesso, tempo di ritardo, classe di Killip, pressione sanguigna, frequenza cardiaca, anomalie nell’ECG e da precedente storia di ipertensione. Il gruppo di pazienti con basso indice di rischio di shock corrisponde ai pazienti nei quali l’uso del metoprololo è raccomandato nell’infarto miocardico acuto. Patologie vascolari Comune: ipotensione ortostatica (molto raramente con sincope), sensazione di freddo alle estremità. Raro: fenomeno di Raynaud, aggravamento di claudicazione intermittente. Molto raro: gangrena nei pazienti con preesistenti gravi disturbi circolatori periferici. Patologie del sistema nervoso Molto comune: stanchezza. Comune: vertigini, cefalea. Non comune: parestesie. Molto raro: parosmia. Patologie gastrointestinali Comune: nausea, dolore addominale, diarrea, stipsi. Non comune: vomito. Raro: bocca secca. Molto raro: fibrosi retroperitoneale. Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro: trombocitopenia. Patologie epatobiliari Molto raro: epatite. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: spasmi muscolari. Molto raro: artralgia.

Disturbi psichiatrici Non comune: depressione, alterazione dell’attenzione, sopore od insonnia, incubi notturni. Raro: nervosismo, ansia, disturbo della libido. Molto raro: amnesia/peggioramento della memoria, confusione, allucinazioni. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune: dispnea da sforzo. Non comune: broncospasmo. Raro: riniti. Infezioni ed infestazioni Raro: congiuntivite. Patologie dell’occhio Raro: visione offuscata, irritazione oculare. Patologie dell’orecchio e del labirinto Molto raro: tinnito. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro: disfunzione erettile. Molto raro: malattia di Peyronie. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: rash (nella forma di orticaria, lesioni distrofiche e psoriasiformi della pelle), aumento della sudorazione. Raro: perdita di capelli. Molto raro: reazioni di fotosensibilità, aggravamento della psoriasi. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: astenia. Non comune: edema. Esami diagnostici Non comune: peso aumentato. Raro: test di funzionalità epatica aumentato o diminuito, anticorpi antinucleo positivi (eccezionalmente accompagnati da manifestazioni cliniche come la sindrome del lupus e che portano all’interruzione del trattamento). I beta-bloccanti possono mascherare i segni di tireotossicosi e ipoglicemia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

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4.9 Sovradosaggio

Sintomi I sintomi del sovradosaggio possono comprendere bradicardia e bradiaritmia, ipotensione, insufficienza cardiaca, disturbi della conduzione cardiaca, blocco A-V, shock cardiogeno, arresto cardiaco, alterazione dello stato di coscienza/coma, nausea, vomito, cianosi e broncospasmo. Trattamento Il trattamento deve essere praticato presso una struttura che può fornire adeguate misure di sostegno, stretto monitoraggio e supervisione. Se giustificato, si può eseguire una lavanda gastrica e/o somministrare carbone attivo. Trattare la bradicardia e i disturbi della conduzione cardiaca con atropina, farmaci adrenostimolanti o pacemaker. Trattare l’ipotensione, l’insufficienza cardiaca acuta e lo shock, con espansione opportuna del volume ematico, iniezione di glucagone (se necessario, seguita da un’infusione endovenosa di glucagone), somministrazione endovenosa di farmaci adreno-stimolanti come dobutamina, con farmaci agonisti dei recettori α1, in aggiunta, in presenza di vasodilatazione. Può anche essere considerata la somministrazione endovenosa di Ca2+ . Il broncospasmo può essere invertito solitamente dai broncodilatatori.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: β-bloccanti, selettivi, non associati;codice ATC: C07AB02. Metoprololo è un β-bloccante β1-selettivo, in quanto blocca i β1-recettori a dosi più basse di quelle necessarie per bloccare i β2-recettori. Metoprololo ha uno scarso effetto stabilizzante di membrana e non mostra attività di agonista parziale. Metoprololo riduce o inibisce l’effetto di agonista che le catecolamine hanno sul cuore (rilasciate durante condizioni di stress fisico o mentale). Ciò significa che l’usuale aumento della frequenza cardiaca, gittata cardiaca, contrattilità cardiaca e pressione arteriosa dovuti ad un aumento acuto delle catecolamine, viene ridotto dal metoprololo. Nel caso in cui i livelli di adrenalina endogena dovessero essere elevati, metoprololo interferisce in maniera minore nel controllo pressorio rispetto ai β-bloccanti non selettivi. Nei pazienti con sintomi di patologie polmonari ostruttive, quando strettamente necessario, metoprololo può essere somministrato in combinazione con un β2-agonista. Somministrato alle dosi terapeutiche, in associazione ad un β2-agonista, metoprololo interferisce meno rispetto ai βbloccanti non selettivi con la broncodilatazione β2-mediata causata dai β2-agonisti. Rispetto ai β-bloccanti non selettivi, metoprololo interferisce in modo minore con il rilascio di insulina ed il metabolismo dei carboidrati, così come con la risposta cardiovascolare all’ipoglicemia. Studi a breve termine hanno dimostrato che metoprololo può causare un lieve incremento dei trigliceridi ed una diminuzione degli acidi grassi liberi nel sangue. In alcuni casi, si è osservata una piccola diminuzione delle lipoproteine ad alta densità (HDL), sebbene in modo minore rispetto a quanto accade con la somministrazione di β-bloccanti non selettivi. Tuttavia, in uno studio a lung

20 termine, dopo trattamento con metoprololo è stata dimostrata una significativa riduzione dei livelli serici del colesterolo totale. Durante il trattamento con metoprololo la qualità di vita rimane inalterata oppure migliora. Un miglioramento della qualità di vita è stato osservato dopo trattamento con metoprololo nei pazienti che hanno avuto un infarto miocardico. Effetti sull’ipertensione Metoprololo abbassa la pressione arteriosa sia in orto che in clinostatismo. Dopo l’inizio del trattamento con metoprololo è stato osservato un aumento di breve durata (poche ore) e clinicamente non significativo della resistenza periferica. Durante il trattamento a lungo termine la resistenza periferica può essere ridotta per la riduzione dell’ipertrofia nei vasi di resistenza arteriosi. La terapia antipertensiva a lungo termine con metoprololo ha anche dimostrato di ridurre l’ipertrofia ventricolare sinistra e di migliorare la funzionalità ventricolare diastolica sinistra ed il riempimento ventricolare sinistro. Nei pazienti di sesso maschile con ipertensione da lieve a moderata, metoprololo ha dimostrato di ridurre il rischio di mortalità per cause cardiovascolari principalmente grazie ad un ridotto rischio di morte improvvisa cardiovascolare e di ridurre il rischio di infarto miocardico fatale e non fatale e di ictus. Effetti sull’angina pectoris Nei pazienti con angina pectoris metoprololo ha dimostrato di ridurre la frequenza, la durata e la gravità sia degli attacchi di angina che degli episodi di ischemia silente ed inoltre di aumentare la capacità di lavoro fisico.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Metoprololo viene completamente assorbito dopo somministrazione orale. Le concentrazioni plasmatiche, nei limiti del dosaggio terapeutico, aumentano in modo lineare in relazione alla dose. Il picco della concentrazione plasmatica è raggiunto dopo circa 1,5 – 2 ore. Il profilo plasmatico dimostra una buona riproducibilità in ogni individuo sebbene riveli un’ampia variabilità da soggetto a soggetto. La somministrazione di Seloken compresse a rilascio prolungato determina un rilascio di principio attivo controllato nel tempo, ciò significa che il livello del picco plasmatico è ridotto. Confrontata con le compresse a formulazione normale, la fase di assorbimento è prolungata e la durata dell’effetto allungata. Questi fattori possono portare ad un dosaggio più opportuno e ad un miglioramento del grado di β1-selettività. Distribuzione Per il suo importante effetto di primo passaggio, la biodisponibilità sistemica di metoprololo, dopo singola dose orale, è di circa il 50%. Con somministrazioni ripetute, la porzione di dose sistemicamente disponibile aumenta a circa 70%. L’ingestione con cibo può aumentare la disponibilità sistemica di una dose orale circa del 30-40%. Il legame di metoprololo alle proteine plasmatiche è basso, circa il 5-10%. Metabolismo Metoprololo subisce un metabolismo ossidativo epatico principalmente attraverso l’isoenzima CYP2D6. Sono stati identificati tre metaboliti principali, sebbene nessuno di questi abbia un effetto β-bloccante di rilevanza clinica. Eliminazione Solitamente si riscontra nelle urine più del 95% della dose orale. Circa il 5% della dose somministrata viene escreta nelle urine immodificata; in alcuni casi isolati questo valore può aumentare fino a

21 30%. L’emivita di eliminazione nel plasma ha una media di 3,5 ore (intervallo: 1 e 9 ore). La velocità di clearance totale è di circa 1 litro/minuto. Le persone anziane non mostrano, rispetto a quelle più giovani, modificazioni significative nella farmacocinetica di metoprololo. La biodisponibilità sistemica e l’eliminazione di metoprololo non sono modificate nei pazienti con funzionalità renale ridotta. Tuttavia, l’escrezione dei metaboliti diminuisce. Un accumulo significativo di metaboliti è stato osservato nei pazienti con velocità di filtrazione glomerulare inferiore (GFR) a 5 ml/minuto. Tuttavia, l’accumulo di metaboliti non comporta aumento del beta-blocco. La farmacocinetica di metoprololo è scarsamente influenzata da una diminuita funzionalità epatica. Tuttavia, nei pazienti con grave cirrosi epatica e shunt della porta-cava, la biodisponibilità di metoprololo può aumentare e la clearance totale può essere ridotta. I pazienti con anastomosi della porta-cava hanno una clearance totale di circa 0,3 litri/minuto ed un valore dell’area sotto la curva di concentrazione plasmatica (AUC) di circa 6 volte maggiore rispetto ai soggetti sani.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Dati preclinici basati su studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità e riproduzione, non hanno evidenziato rischi particolari per l'uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Alluminosilicato di sodio. Paraffina solida. Etilcellulosa. Magnesio stearato. Titanio diossido (E171). Ipromellosa. Macrogol 6000.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister 28 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

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7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

RECORDATI Industria Chimica e Farmaceutica S.p.A. - Via Matteo Civitali, 1 - 20148 Milano.

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Seloken 200 mg compresse a rilascio prolungato – 28 compresse A.I.C.n. 023616042

9. Data di prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 24 agosto 1982 Data del rinnovo più recente: 01 giugno 2010

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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