GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA

Questo medicinale è utilizzato per il trattamento delle infezioni: - delle vie respiratorie, ai bronchi, ai polmoni, al rivestimento dei polmoni (bronchiti, broncopolmoniti, polmonite franca-lobare, pleuriti, empiemi); - delle vie urinarie (cistiti, pieliti, cistopieliti, pielonefriti, uretriti, prostatiti, vescicoliti, calcolosi infette del bacinetto, dell’uretere e della vescica; - estese al sangue e all’intero organismo (batteriemie, setticemie, setticopiemie, sepsi neonatali); - del sistema nervoso (meningiti, meningoencefaliti)…

Usato per: infezioni delle vie respiratorieinfezioni delle vie urinariepielonefritebatteriemiapolmonitemeningite

Principio attivo: GENTAMICINA SOLFATO, GENTAMICINA · ATC J01GB03 · FISIOPHARMA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
GENTAMICINA SOLFATO*10 fiale 80 mg 2 ml H 11,88 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: GENTAMICINA SOLFATO, GENTAMICINA
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 40 mg / 2 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 80 mg / 2 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: FISIOPHARMA S.R.L.
Codice ATC: J01GB03
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· GENTAMICINA B. BRAUN - B. BRAUN MELSUNGEN AG
· GENTAMICINA NORIDEM - NORIDEM ENTERPRISES LTD
· GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO - ITALFARMACO S.P.A.
· GENTAMICINA SOLFATO L.F.M. - LABORATORIO FARMACOLOGICO MILANESE S.R.L.
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

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Cosa deve sapere prima di usare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA
Come usare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA
Possibili effetti indesiderati
Come conservare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA
Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Cos’è GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA e a cosa serve
GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA contiene il principio attivo gentamicina solfato, appartenente
ad un gruppo di medicinali chiamati antibiotici aminoglicosidici, utilizzati contro le infezioni da batteri.

Questo medicinale è utilizzato per il trattamento delle infezioni:
- delle vie respiratorie, ai bronchi, ai polmoni, al rivestimento dei polmoni (bronchiti,
broncopolmoniti, polmonite franca-lobare, pleuriti, empiemi);
- delle vie urinarie (cistiti, pieliti, cistopieliti, pielonefriti, uretriti, prostatiti, vescicoliti, calcolosi

infette del bacinetto, dell’uretere e della vescica;
- estese al sangue e all’intero organismo (batteriemie, setticemie, setticopiemie, sepsi neonatali);
- del sistema nervoso (meningiti, meningoencefaliti);
- che possono verificarsi durante un’operazione chirurgica (ascessi, flemmoni, osteomieliti, infezioni
traumatiche);
- della gola, dell’orecchio, delle cavità nasali e delle tonsille (otiti medie purulenti, sinusiti,

mastoiditi, tonsilliti, faringotonsilliti);
- delle vie genitali nella donna (aborto settico, metriti, parametriti, salpingiti, salpingo-ovariti,
pelviperitoniti) e del seno (mastiti);
- che si possono manifestare in seguito a gravi ustioni della pelle o durante i trapianti della pelle.
GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA può essere considerato come medicinale di prima scelta

quando l’infezione è causata da batteri chiamati Gram negativi. Se è in corso un’infezione molto grave e pericolosa per la vita il medico potrà indicarle di usare questo medicinale in associazione con un altro antibiotico (antibiotico beta-lattamico, ad esempio carbenicillina o similari nelle infezioni da Pseudomonas aeruginosa e un antibiotico di tipo penicillinico nelle endocarditi da

Streptococchi del gruppo D).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA - se è allergico alla gentamicina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);

- se in passato ha manifestato reazioni allergiche o tossiche dopo l’uso di medicinali antibiotici appartenenti
alla stessa classe di GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA perché può essere allergico anche a
questo medicinale (allergenicità crociata);
- se soffre di miastenia grave;
- se è in gravidanza o se sta allattando al seno (vedere paragrafo “Gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista, all’infermiere prima di usare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA. Se soffre di problemi ai reni (compromissione renale in stadio avanzato) o all’orecchio (pregressa sordità dell’orecchio interno), il suo medico le prescriverà la gentamicina solo se ritenuto

fondamentale. Il suo medico ridurrà la frequenza o la dose da assumere se soffre di funzione renale compromessa (vedere paragrafo “3.Come usare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA””).

L’insufficienza renale, come la riduzione della filtrazione glomerulare, si osserva nel 10% circa dei pazienti trattati con gentamicina ed è di solito reversibile. I principali fattori di rischio sono la dose totale elevata, la terapia prolungata, l’aumento del livello sierico (livello minimo alto); inoltre, altri possibili fattori di rischio

sono l’età, l’ipovolemia e lo shock. I segni clinici del danno renale sono: proteinuria, cilindruria, ematuria, oliguria, aumento delle concentrazioni sieriche della creatinina e dell'urea. In casi isolati può verificarsi un'insufficienza renale acuta (vedere anche paragrafo “4. Possibili Effetti indesiderati”).

Per trattamenti di gravi infezioni di durata maggiore ai 7-10 giorni o per trattamenti con dosi elevate di GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA si raccomanda un controllo dei reni e dei livelli dei sali nel sangue (elettroliti sierici) sia negli adulti che nei bambini. Al pari degli altri aminoglicosidi, Gentamicina soluzione iniettabile è potenzialmente nefrotossica. Il rischio di nefrotossicità aumenta nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e in quelli che ricevono dosi elevate o una terapia prolungata.

Pazienti anziani possono avere una riduzione della funzione renale, che può non risultare evidente con i test di laboratorio routinari, quali l’azotemia o la creatinina sierica. L’esame della clearance creatininica può risultare più utile. È particolarmente importante in tali pazienti il monitoraggio delle funzioni renali durante il trattamento con gentamicina, come con altri aminoglicosidi.

In alcuni adulti e bambini trattati con gentamicina è stata riferita una sindrome Fanconi-simile con aminoaciduria e acidosi metabolica.

Al fine di evitare gli eventi avversi si raccomanda di monitorare continuamente (prima, durante e dopo) la funzionalità renale (creatinina sierica, clearance della creatinina), la funzionalità vestibolare e della coclea come anche i parametri epatici e di laboratorio.

I pazienti in trattamento con aminoglicosidi devono rimanere sotto stretto controllo clinico a causa della potenziale tossicità associata con il loro utilizzo. Poiché i pazienti anziani e i bambini possono essere particolarmente a rischio, è consigliabile mantenerli sotto stretto controllo clinico.

Nei pazienti con significativa obesità, si consiglia di monitorare le concentrazioni sieriche di gentamicina e di ridurne la dose.

È possibile un danno al nervo vestibolo-cocleare (ottavo nervo cranico), con possibili effetti sull'equilibrio e sull’udito. La reazione ototossica più comune è il danno vestibolare. La perdita dell'udito si manifesta inizialmente come una riduzione dell’acuità uditiva alle alte frequenze ed è di solito irreversibile. Fattori di rischio importanti sono preesistenti danni della funzione renale o un’anamnesi di danno a carico dell’ottavo nervo cranico; inoltre il rischio aumenta in modo proporzionale al livello della dose totale e giornaliera o dall'associazione con sostanze potenzialmente ototossiche. I sintomi degli effetti ototossici sono: capogiro, percezione di rumori di tintinnio o scroscio nell’orecchio (tinnito), vertigine e meno comune la perdita dell’udito Il meccanismo vestibolare può essere colpito dalla gentamicina se si superano livelli minimi di 2 µg/ml. È di solito reversibile se lo si osserva immediatamente e si modifica la dose. (vedere anche paragrafo “4. Possibili

Effetti indesiderati”).

L’urina deve essere esaminata per l’eventuale riduzione del peso specifico, l’aumento dell'escrezione proteica, e per la presenza di cellule o di precipitati a calco. Occorre determinare periodicamente l’azoto ureico e l’azoto non proteico nel sangue, la creatinina sierica o la clearance della creatina. Se fattibile, si raccomanda di effettuare audiogrammi seriali, in particolare nei pazienti ad alto rischio. In caso di manifesta

ototossicità (confusione, vertigini, tinnito, ronzii auricolari o perdita dell’udito) o nefrotossicità occorre modificare la posologia o interrompere il farmaco. Al pari degli altri aminoglicosidi, in rari casi modifiche della funzionalità renale o dell’ottavo paio dei nervi cranici possono manifestarsi solo dopo il completamento della terapia.

Se possibile, le concentrazioni sieriche degli aminoglicosidi devono essere monitorate al fine di assicurare adeguati livelli ed evitare livelli potenzialmente tossici. Quando le concentrazioni di picco della gentamicina vengono monitorate, occorre aggiustare le dosi in modo da evitare livelli prolungati al di sopra di 12 mcg/ml. Quando vengono monitorate le concentrazioni della gentamicina, occorre modificare le dosi in modo da evitare livelli sopra i 2 mcg/ml.

Picchi eccessivi e/o concentrazioni sieriche di aminoglicosidi troppo elevate possono aumentare il rischio di tossicità renale o dell’ottavo nervo cranico. In pazienti con ustioni estese, l'alterata farmacocinetica può comportare una ridotta concentrazione sierica di aminoglicosidi. In tali pazienti trattati con gentamicina, si raccomanda il dosaggio della concentrazione sierica come base per modificare il dosaggio. Come per altri aminoglicosidi, si deve evitare la contemporanea e/o sequenziale somministrazione sistemica o topica di altri farmaci nefrotossici e/o neurotossici. L’uso contemporaneo e/o sequenziale, sistemico o topico, di altri farmaci potenzialmente neurotossici e/o nefrotossici deve essere evitato (vedere il paragrafo “Altri medicinali e GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA”). Se l’utilizzo di queste associazioni è necessario, occorre sorvegliare strettamente le funzioni renali con test di laboratorio appropriati. L’età avanzata e la deidratazione sono altri fattori che

possono aumentare il rischio di tossicità per i pazienti.

Blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria sono stati riportati nel gatto trattato con dosi elevate (40 mg/kg) di gentamicina. La possibilità che tali fenomeni accadano nell'uomo va tenuta in considerazione se la

gentamicina è somministrata per qualsiasi via a pazienti in trattamento con farmaci bloccanti neuromuscolari, quali succinilcolina, tubocurarina o decametonio, anestetici o trasfusioni massive di sangue contenente citrato come anticoagulante. In caso si manifesti blocco neuromuscolare, l'utilizzo di sali di calcio può rendere reversibile tale fenomeno. Gli aminoglicosidi si devono utilizzare con cautela in pazienti con disturbi neuromuscolari, quali miastenia grave, parkinsonismo o botulismo infantile, poichè tali farmaci possono in via teorica aggravare la debolezza

muscolare a causa del loro potenziale effetto curaro-simile sulle sinapsi neuromuscolari.

È dimostrata una allergenicità crociata fra aminoglicosidi.

Durante il trattamento i pazienti devono assumere una adeguata quantità di liquidi.

Il trattamento con gentamicina può comportare la crescita eccessiva di microorganismi insensibili al farmaco. Se questo accade, è indicata una terapia appropriata.

Molto raramente, a seguito dell’uso di aminoglicosidi, compresa gentamicina, sono stati riportati sindrome di

Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica.

Diarrea e colite pseudomembranosa sono state osservate quando la gentamicina è associata con altri antibiotici. Queste diagnosi devono essere considerate in ogni paziente che sviluppa diarrea durante o subito dopo il trattamento. Gentamicina deve essere interrotto se una diarrea grave e/o diarrea sanguinosa si presenta durante il trattamento e deve essere iniziata la terapia appropriata. Non devono essere somministrati farmaci che inibiscono la peristalsi (vedere paragrafo “4. Possibili Effetti Indesiderati”) Altri medicinali e GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro

medicinale. Eviti di usare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA se sta già assumendo i seguenti medicinali in quanto possono aumentare il rischio di problemi ai reni (nefrotossicità) e all’udito (ototossicità): - altri antibiotici (polimixina B, colistina, streptomicina, vancomicina, viomicina, altri aminoglicosidi, ed alcune cefalosporine;

- un medicinale utilizzato per il trattamento di alcuni tipi di tumore (cisplatino);

- medicinali utilizzati per favorire l’eliminazione dei liquidi dall’organismo (diuretici potenti quale l’acido etacrinico e la furosemide), , considerato che tali diuretici posseggono una propria ototossicità. Inoltre, quando vengono somministrati per via endovenosa, i diuretici possono aumentare la tossicità

degli aminoglicosidi alterandone la concentrazione nel siero e nei tessuti. In caso di farmaci contenenti cisplatino, si tenga presente che la nefrotossicità di gentamicina può aumentare anche a 3-4 settimane di distanza dalla somministrazione di queste sostanze. Se l’uso dei medicinali sopra riportati è necessario, il medico dovrà controllare strettamente il funzionamento dei reni.

Antibiotici neurotossici e nefrotossici possono essere assorbiti in quantità significative dalla superficie corporea dopo applicazione o irrigazione locale. La potenziale tossicità di antibiotici somministrati in tal modo deve essere presa in considerazione. Sebbene non sia stato riferito nella pratica clinica nessun caso di blocco neuromuscolare né con gentamicina né con altri aminoglicosidici, l’attività di blocco neuromuscolare degli aminoglicosidi viene potenziata da etere e miorilassanti come succinilcolina o tubocurarina o durante trasfusioni massive di sangue citrato; qualora la gentamicina venga somministrata durante o immediatamente dopo un intervento chirurgico, il blocco neuromuscolare può essere amplificato e prolungato se si utilizzano miorilassanti non depolarizzanti. Queste interazioni possono causare un blocco neuromuscolare e una paralisi respiratoria. In considerazione dell’aumentato rischio, tali pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione qualora si

verificasse, il blocco può essere rimosso con la somministrazione di sali di calcio. La contemporanea somministrazione anche topica, specie se intracavitaria, di altri antibiotici potenzialmente nefrotossici ed ototossici può accrescere il rischio di tali effetti.

Gli aminoglicosidi possono aumentare l’effetto dannoso di metossiflurano a carico dei reni. Se usato in

concomitanza, sono possibili nefropatie estremamente gravi. L’anestesista deve essere messo a conoscenza dell’uso di aminoglicosidi prima di un intervento chirurgico. In vitro l’associazione di un aminoglicoside con un antibiotico betalattamico (penicilline o cefalosporine) può causare una reciproca inattivazione. Anche quando un antibiotico aminoglicosidico ed uno penicillinosimile sono stati somministrati attraverso due vie differenti, si è verificata una riduzione dell’emivita o dei livelli plasmatici dell’aminoglicoside in pazienti

con insufficienza renale ed anche in alcuni soggetti con funzionalità renale normale. Èstata osservata una riduzione dell’emivita plasmatica di gentamicina in pazienti con grave insufficienza renale trattati concomitantemente con carbenicillina.

Nei neonati, l’indometacina potrebbe aumentare le concentrazioni plasmatiche di gentamicina.

L’uso concomitante con i farmaci anticoagulanti orali può aumentare gli effetti ipotrombinemici.

La somministrazione concomitante con i bisfosfonati può aumentare il rischio di ipocalcemia.

La gentamicina somministrata concomitantemente con la tossina botulinica può aumentare il rischio di tossicità dovuto a blocco neuromuscolare.

Neostigmina e piridostigmina antagonizzano l’effetto della gentamicina. Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Questo medicinale attraversa la placenta e può danneggiare il feto. Sono stati riportati casi di sordità congenita bilaterale irreversibile in bambini le cui madri avevano ricevuto aminoglicosidi, incluso Gentamicina, durante la gravidanza. Se Gentamicina viene somministrato durante la gravidanza o se la paziente si accorge di avere iniziato una gravidanza mentre assume Gentamicina, la paziente stessa deve essere avvertita del potenziale rischio per il feto. In caso di esposizione alla gentamicina durante la gravidanza, si raccomanda di monitorare la funzione

renale e uditiva del neonato. In donne che allattano, Gentamicina è escreto nel latte materno in piccole quantità. Il neonato allattato al seno può sviluppare diarrea e infezioni fungine delle membrane mucose, tali da richiedere l'interruzione dell'allattamento al seno. Tenere presente la possibilità di sensibilizzazione. A causa delle potenziali reazioni avverse gravi correlabili agli aminoglicosidi, occorre decidere se interrompere l'allattamento o sospendere il

trattamento, tenendo in considerazione l'importanza del farmaco per la madre.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari L’uso di questo medicinale può alterare la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari perché può causare capogiri, vertigini, riduzione dell’udito , diminuzione dei riflessi (torpore).

en zia GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA contiene idrossi-benzoati e sodio metabisolfito Questo medicinale contiene idrossi-benzoati che possono causare reazioni allergiche (anche ritardate) e, eccezionalmente, broncospasmo.

Questo medicinale contiene sodio metabisolfito che raramente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo.

Come usarlo

Questo medicinale le sarà somministrato da un medico o da un infermiere, in un muscolo (via intramuscolare) o in vena (via endovenosa). La somministrazione di GENTAMICINA SOLFATO

FISIOPHARMA per via endovenosa è da preferire solo quando la via intramuscolare non è possibile (ad esempio in pazienti in stato di shock, con manifestazioni emorragiche, disordini ematologici, gravi ustioni o ridotta massa muscolare, portatori di forme mieloproliferative). È preferibile eseguire la somministrazione protratta in vena (perfusione in 1 – 2 ore), alle stesse dosi previste per la somministrazione intramuscolare.

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA non deve essere mescolata nella stessa siringa con altri medicinali.

La durata del trattamento è di 7-10 giorni, ma può essere prolungata nei casi più gravi. In questi casi esiste

funzionamento dei reni e il suo udito. una maggiore probabilità di comparsa degli effetti indesiderati, pertanto il medico dovrà controllare il

Si raccomanda di continuare il trattamento con GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA per almeno 48 ore dopo la scomparsa della febbre.

Prima di somministrare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA è necessario diluire il contenuto della fiala in 100-200 ml di soluzione fisiologica o destrosio al 5%. Nei bambini il volume di solvente sarà minore. Si raccomanda di non superare la concentrazione di 1 mg/ml (0,1%). Il medico adeguerà la dose in base all’età, al tipo e alla gravità dell’infezione.

Uso negli adulti

La dose raccomandata è di 3 mg per kg di peso corporeo in 2 o 3 somministrazioni al giorno. Se è in sovrappeso il medico regolerà la dose.

Uso nei bambini

Nella primissima infanzia il prodotto va somministrato soltanto nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. Bambini da 11 a 20 kg di peso: la dose raccomandata è 40 mg, 2 o 3 volte al giorno. Bambini da 5 a 10 kg di peso: la dose raccomandata è compresa tra 2 e 4 mg per kg di peso corporeo, 2 o 3 volte al giorno.

Uso nei neonati dal primo mese La dose raccomandata nei neonati (3.5 – 5 kg di peso) è compresa tra 2 e 2.8 mg per kg di peso corporeo, 2 volte al giorno.

Uso nei pazienti con problemi ai reni

Se soffre di problemi ai reni è necessario ridurre la dose. La frequenza delle somministrazioni verrà stabilita dal medico in base alla funzionalità renale (clearance della creatinina, creatinina sierica, azoto ureico ematico).

Uso nei pazienti in emodialisi Se effettua sedute di filtrazione meccanica del sangue (emodialisi), la dose raccomandata alla fine di ogni dialisi è compresa tra 1 e 1.7 mg per kg di peso corporeo e in base alla gravità dell’infezione. Se il bambino effettua sedute di filtrazione meccanica del sangue (emodialisi) la dose raccomandata è compresa tra 2 e 2.5 mg per kg di peso corporeo. Se usa più GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA di quanto deve

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Gentamicina solfato Fisiopharma, avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. Se si ha qualsiasi dubbio sull’uso di Gentamicina solfato Fisiopharma, rivolgersi al medico o al farmacista.

Questo medicinale le sarà somministrato da un medico o da un infermiere, quindi è improbabile che si verifichi un sovradosaggio. Tuttavia, se pensa che le sia stata somministrata una quantità eccessiva di questo

medicinale avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Il trattamento del sovradosaggio può prevedere la filtrazione meccanica del sangue (emodialisi) per allontanare il medicinale dall’organismo. In caso di sovradosaggio nei neonati il trattamento prevede la trasfusione. La percentuale di rimozione è considerevolmente inferiore con la dialisi peritoneale. Queste procedure sono

particolarmente importanti nei pazienti con insufficienza renale.

Trattamento del blocco neuromuscolare: In caso di blocco neuromuscolare (normalmente causato da interazioni, vedere paragrafo “Altri medicinali e GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA”), è consigliabile somministrare cloruro di calcio e, se necessario, ricorrere alla respirazione artificiale.

Se dimentica di usare GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li

manifestino. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati.

Si possono verificare i seguenti effetti indesiderati: - presenza di proteine nell’urina (proteinuria), compromissione della funzione renale, insufficienza renale

acuta (frequenza molto rara), iperfosfaturia, aumento dell'azotemia (reversibile), alti livelli di fosfato e aminoacidi nelle urine, frequenza molto rara (cosiddetta sindrome simil-Fanconi, associata alla somministrazione di dosi elevate per lunghi periodi). Le anormalità nei valori dei test clinici di laboratorio possono essere talvolta associate ad una correlata sintomatologia clinica.

- problemi all’udito che si presentano con ronzii, riduzione dell’udito (che può essere anche irreversibile),

danno vestibolare, perdita irreversibile dell’udito, sordità, malattia di Ménière, percezione di ronzii all’orecchio (tinnito), vertigini.

Convulsioni, allucinazioni, vertigini, attacchi epilettici, tinnito, riduzione dei riflessi (torpore), sensazioni di formicolio alle braccia e/o alle gambe (parestesie), contrazioni involontarie dei muscoli (fascicolazioni), altri

disturbi dei muscoli (sindrome tipo miastenia gravis), febbre, cefalea, polineuropatie, encefalopatia, blocco neuromuscolare, capogiri.

Confusione, depressione, sindrome cerebrale organica acuta, allucinazioni.

- problemi della respirazione (depressione respiratoria), fibrosi polmonare.

- disturbi della vista.

- diminuzione dell’appetito (anoressia) e del peso corporeo, nausea, vomito, produzione eccessiva di saliva (scialorrea), infezione da parte di funghi della bocca (stomatite), alterazione della dimensione del fegato (stati transitori di epatomegalia), colite pseudo membranosa.

- alterazioni della pressione del sangue (ipertensione, ipotensione).

Reazioni di ipersensibilità di gravità variabile, da eruzione cutanea e prurito, febbre da farmaco alle gravi reazioni acute da ipersensibilità (anafilassi) fino allo shock anafilattico

- alterazione dei risultati di alcune analisi (aumento delle transaminasi sieriche (AST, ALT), della latticodeidrogenasi (LDH), della fosfatasi alcalina e della bilirubina, riduzione dei livelli sierici di calcio,

magnesio, potassio e sodio); alterazioni dei tests di funzionalità renale

- alterazione dei livelli dei globuli bianchi (leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi transitoria,
eosinofilia);
- alterazione dei livelli dei globuli rossi (anemia, aumento o riduzione dei reticolociti)

- diminuzione dei livelli delle piastrine (trombocitopenia), discrasia.

Dolore alle articolazioni.

Febbre, cefalea, dolore nel sito di iniezione, atrofia sottocutanea o segni di irritazione locale.

Sovrainfezione (da germi resistenti alla gentamicina). Eruzioni cutanee di vario tipo su base allergica o idiosincrasica, edema laringeo, manifestazioni anafilattiche, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, porpora, alopecia.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.”. La data di

scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare nella sua confezione originale per riparare il medicinale dalla luce. Non conservare al di sopra di 30°C

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA 40 mg/2 ml soluzione iniettabile - Il principio attivo è Gentamicina solfato. Ogni fiala contiene 40 mg di gentamicina.

- Gli altri componenti sono metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, sodio metabisolfito, acqua per preparazioni iniettabili.

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA 80 mg/2 ml soluzione iniettabileIl principio attivo è gentamicina solfato. Ogni fiala contiene 80 mg di gentamicina. - Gli altri componenti sono metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, sodio metabisolfito, acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA e contenuto della confezione GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA 40 mg/2 ml soluzione iniettabile: confezione da 1,10, 50 e 100 Fiale GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA 80 mg/2 ml soluzione iniettabile: confezione da 1,10, 50 e 100 Fiale

TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO e PRODUTTORE Fisiopharma Srl – Nucleo Industriale 84020 Palomonte (SA) Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

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Domande frequenti su GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA

Come si usa GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA?

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA è disponibile senza ricetta?

No, GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA?

Il principio attivo di GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA è GENTAMICINA SOLFATO, GENTAMICINA.

Quali sono gli equivalenti di GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: GENTAMICINA B. BRAUN, GENTAMICINA NORIDEM, GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO, GENTAMICINA SOLFATO L.F.M.. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA?

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA è prodotto da FISIOPHARMA S.R.L..

Da quando GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA è autorizzato in Italia?

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2000-07-07.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA40 mg/2ml soluzione iniettabile GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA 80 mg/2ml soluzione iniettabile

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Gentamicina solfato Fisiopharma 40 mg/2 ml soluzione iniettabile 1 fiala da 2 ml contiene Principio attivo: Gentamicina solfato 63.5 mg (equivalente a 40 mg di gentamicina). Gentamicina solfato Fisiopharma 80 mg/2 ml soluzione iniettabile 1 fiala da 2 ml contiene Principio attivo: Gentamicina solfato 127 mg (equivalente a 80 mg di gentamicina). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Infezioni da germi sensibili alla gentamicina: - Forme pleuro-polmonari: bronchiti, broncopolmoniti, polmonite franca-lobare, pleuriti, empiemi. - Infezioni urinarie acute e croniche: cistiti, pieliti, cistopieliti, pielonefriti, calcolosi infette (del bacinetto, dell’uretere, della vescica), uretriti, prostatiti, vescicoliti. - Stati settici: batteriemie, setticemie, setticopiemie, sepsi neonatali. - Infezioni del sistema nervoso: meningiti, meningoencefaliti, ecc. - Infezioni chirurgiche: ascessi,flemmoni, osteomieliti, infezioni traumatiche. - Infezioni otorinolaringoiatriche: otiti medie purulente, sinusiti, mastoiditi, tonsilliti, faringotonsilliti. - Infezioni ostetrico-ginecologiche: aborto settico, metriti, parametriti, salpingiti, salpingo-ovariti, pelvi-peritoniti, mastiti, ecc. - Ustioni: infezioni insorte nelle gravi ustioni e nei trapianti cutanei, eventualmente in associazione alla forma topica. Nelle infezioni da germi Gram-negativi sospette o documentate, GENTAMICINA SOLFATO può essere considerato come farmaco di scelta. Nelle infezioni gravi che mettono in pericolo la vita del paziente, GENTAMICINA SOLFATO può essere somministrata in associazione ad un antibiotico betalattamico (carbenicillina o similari nelle infezioni da Pseudomonas aeruginosa e un antibiotico di tipo penicillinico nelle endocarditi da Streptococchi del gruppo D).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

GENTAMICINA SOLFATO può essere somministrato per via intramuscolare o endovenosa. La posologia è identica. La via endovenosa è consigliabile nei casi in cui la somministrazione intramuscolare non è attuabile (pazienti in stato di shock, con manifestazioni emorragiche, disordini ematologici, gravi ustioni o ridotta massa muscolare, portatori di forme mieloproliferative). La somministrazione endovenosa sarà effettuata, preferibilmente mediante infusione in 1-2 ore, alle stesse dosi previste per la via intramuscolare. Ogni singola dose dovrà essere diluita in 100-200 ml di soluzione fisiologica o di destrosio al 5%; nei bambini il volume del diluente sarà ridotto. In ogni caso la concentrazione di GENTAMICINA SOLFATO non dovrebbe superare 1 mg/ml (0,1%). GENTAMICINA SOLFATO è stato anche iniettato per via endovenosa senza diluizione (la metodologia è peraltro da limitarsi a casieccezionali). A) Pazienti con funzionalità renale normale Adulti: la dose consigliata per il trattamento delle infezioni sistemiche è di 3 mg/kg/die (1 mg/kg ogni 8 ore o 1,5mg/kg ogni 12 ore).

Nelle infezioni che costituiscono un pericolo per la vita del paziente è consigliata una posologia fino a 5 mg/kg/die da somministrarsi in 3 o 4 dosi per i primi 2-3 giorni di trattamento; successivamente sarà ridotta a 3 mg/die/kg. Per le infezioni urinarie e per le infezioni extra-urinarie di grado moderato possono essere sufficienti 2 mg/kg/die, in 2 dosi refratte. Schema posologico orientativo per i pazienti di oltre 50 kg di peso: - 80 mg, 3 volte al dì. - 80 mg, 2 volte al dì nelle infezioni urinarie e nelle infezioni extra-urinarie di gravità moderata. Bambini: nella primissima infanzia il prodotto va somministrato soltanto nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. La dose consigliata varia in funzione dell'età, secondo il seguente schema: Dose Totale Dose singola Prematuri e neonati a termine fino a 1 settimana di vita 5-6 mg/kg/die 2,5 – 3 mg/kg ogni 12 h Lattanti e neonati oltre 1 settimana di vita 7,5 mg/kg/die 2,5 mg/kg ogni 8 h Bambini 6-7,5 mg/kg/die 2 - 2,5 mg/kg ogni 8 h Schema pratico: Neonati a termine (3.5 – 5 Kg): 2.8 mg/kg – 2 mg/kg ogni 12 ore. Bambini da 5 a 10 kg: 4 – 2 mg/kg ogni 8 – 12 ore. Bambini da 11 a 20 kg: 40 mg ogni 8 – 12 ore. L'adeguamento dei dosaggi deve essere fatto in funzione dell'età del paziente, del tipo e della gravità dell'infezione. Nei pazienti obesi, il dosaggio deve essere calcolato in base al loro peso teorico. La durata del trattamento è in genere di 7 -10 giorni. Nelle infezioni gravi o complicate può rendersi necessario un trattamento più prolungato. In tali casi può aumentare il rischio di effetti secondari, si dovrà perciò rivolgere particolare attenzione al controllo della funzionalità renale, uditiva e vestibolare. E’ comunque consigliabile continuare la terapia per almeno 48 ore dopo lo sfebbramento. B) Pazienti con funzionalità renale alterata. Come per tutti i farmaci che vengono elettivamente eliminati per via renale, la frequenza della somministrazione verrà stabilita in base alla funzionalità renale, secondo il seguente schema: dose Clearance Creatinina (ml/min) Creatinina Sierica (mg %) Azoto ureico ematico (BUN) Frequenza somministrazioni ADULTI 1-1,7 mg/kg >70 <1,4 <18 ogni 8 ore 35-70 1,4-1,9 18-29 ogni 12 ore BAMBINI 2-2,5mg/kg 24-34 2,0-2,8 30-39 ogni 18 ore 16-23 2,9-3,7 40-49 ogni 24 ore 10-15 3,8-5,3 50-74 ogni 36 ore 5-9 5,4-7,2 75-100 ogni 48 ore La frequenza delle somministrazioni può essere approssimativamente calcolata moltiplicando la creatinina sierica per 8, secondo il seguente schema: mg/100 ml creatinina sierica x 8 = intervallo tra due successive somministrazioni (in ore). Emodialisi. Nei pazienti adulti con insufficienza renale sottoposti a emodialisi, la quantità di gentamicina rimossa dalplasma può variare in funzione dialcunifattori,tra iquali il metodo didialisi impiegato. Un’emodialisi di6 ore può ridurre i livelli plasmatici di gentamicina di circa il 50%. Le dosi consigliate alla fine di ogni dialisi sono comprese tra 11,7 mg/kg in base al grado di severità dell'infezione. Nel bambino possono essere somministrate dosi di 2-2,5 mg/kg. Gli antibiotici aminoglicosidici vengono rimossi dal sangue in seguito a dialisi peritoneale, ma in quantità minore rispetto all’emodialisi.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Anamnesi di ipersensibilità o di reazioni tossiche agli aminoglicosidi. Miastenia grave. Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Nei pazienti con compromissione renale in stadio avanzato o pregressa sordità dell’orecchio interno, la gentamicina deve essere usata solo se il suo uso è considerato fondamentale dal medico. La frequenza o la dose di somministrazione deve essere diminuita nei pazienti con funzione renale compromessa (vedere paragrafo 4.2). L’insufficienza renale,come la riduzione della filtrazione glomerulare,siosserva nel10% circa deipazientitrattati con gentamicina ed è di solito reversibile. I principali fattori di rischio sono la dose totale elevata, la terapia prolungata, l’aumento del livello sierico (livello minimo alto); inoltre, altri possibili fattori di rischio sono l’età, l’ipovolemia e lo shock. I segni clinici del danno renale sono: proteinuria, cilindruria, ematuria, oliguria, aumento delle concentrazioni sieriche della creatinina e dell'urea. In casi isolati può verificarsi un'insufficienza renale acuta (vedere anche paragrafo 4.8). Occorre effettuare una valutazione periodica della funzionalità renale e degli elettroliti sierici nei pazienti adulti e bambini che ricevono Gentamicina per più di 7-10 giorni per il trattamento di infezioni gravi o che possono essere trattati con dosi più elevate di quelle consigliate per l’età, il peso o la presunta funzionalità renale. Al pari degli altri aminoglicosidi, Gentamicina soluzione iniettabile è potenzialmente nefrotossica. Il rischio di nefrotossicità aumenta nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e in quelli che ricevono dosi elevate o una terapia prolungata. Pazienti anziani possono avere una riduzione della funzione renale, che può non risultare evidente con i test di laboratorio routinari, quali l’azotemia o la creatinina sierica. L’esame della clearance creatininica può risultare più utile. È particolarmente importante in tali pazienti il monitoraggio delle funzioni renali durante il trattamento con gentamicina, come con altri aminoglicosidi. In alcuniadultie bambini trattaticon gentamicina è stata riferita una sindrome Fanconi-simile con aminoaciduria e acidosi metabolica. Al fine di evitare gli eventi avversi si raccomanda di monitorare continuamente (prima, durante e dopo) la funzionalità renale (creatinina sierica, clearance della creatinina), la funzionalità vestibolare e della coclea come anche i parametri epatici e di laboratorio. I pazienti in trattamento con aminoglicosidi devono rimanere sotto stretto controllo clinico a causa della potenziale tossicità associata con il loro utilizzo. Poiché i pazienti anziani e i bambini possono essere particolarmente a rischio, è consigliabile mantenerli sotto stretto controllo clinico. Nei pazienti con significativa obesità, si consiglia di monitorare le concentrazioni sieriche di gentamicina e di ridurne la dose. È possibile un danno al nervo vestibolo-cocleare (ottavo nervo cranico), con possibili effetti sull'equilibrio e sull’udito. La reazione ototossica più comune è ildanno vestibolare. La perdita dell'udito si manifesta inizialmente come una riduzione dell’acuità uditiva alle alte frequenze ed è di solito irreversibile. Fattori di rischio importanti sono preesistenti danni della funzione renale o un’anamnesi di danno a carico dell’ottavo nervo cranico; inoltre il rischio aumenta in modo proporzionale al livello della dose totale e giornaliera o dall'associazione con sostanze potenzialmente ototossiche. I sintomi degli effetti ototossici sono: capogiro, percezione di rumori di tintinnio o scroscio nell’orecchio (tinnito), vertigine e meno comune la perdita dell’udito Il meccanismo vestibolare può essere colpito dalla gentamicina se si superano livelli minimi di 2 µg/ml. È di solito reversibile se lo si osserva immediatamente e si modifica la dose. (vedere anche paragrafo 4.8). L’urina deve essere esaminata per l’eventuale riduzione del peso specifico, l’aumento dell'escrezione proteica, e per la presenza di cellule o di precipitati a calco. Occorre determinare periodicamente l’azoto ureico e l’azoto non proteico nel sangue, la creatinina sierica o la clearance della creatina. Se fattibile, si raccomanda di effettuare audiogrammi seriali, in particolare nei pazienti ad alto rischio. In caso di manifesta ototossicità (confusione,

vertigini, tinnito, ronzii auricolari o perdita dell’udito) o nefrotossicità occorre modificare la posologia o interrompere il farmaco. Al pari degli altri aminoglicosidi, in rari casi modifiche della funzionalità renale o del’ottavo paio dei nervi cranici possono manifestarsi solo dopo il completamento della terapia. Se possibile, le concentrazioni sieriche degli aminoglicosidi devono essere monitorate al fine di assicurare adeguati livelli ed evitare livelli potenzialmente tossici. Quando le concentrazioni di picco della gentamicina vengono monitorate, occorre aggiustare le dosi in modo da evitare livelli prolungati al di sopra di 12 mcg/ml. Quando vengono monitorate le concentrazioni della gentamicina, occorre modificare le dosi in modo da evitare livelli sopra i 2 mcg/ml. Picchi eccessivi e/o concentrazioni sieriche di aminoglicosidi troppo elevate possono aumentare il rischio di tossicità renale o dell’ottavo nervo cranico. In pazienti con ustioni estese, l'alterata farmacocinetica può comportare una ridotta concentrazione sierica di aminoglicosidi. In tali pazienti trattati con gentamicina, si raccomanda il dosaggio della concentrazione sierica come base per modificare il dosaggio. Come per altri aminoglicosidi, si deve evitare la contemporanea e/o sequenziale somministrazione sistemica o topica di altri farmacinefrotossici e/o neurotossici. L’uso contemporaneo e/o sequenziale, sistemico o topico, di altri farmaci potenzialmente neurotossici e/o nefrotossici deve essere evitato (vedere 4.5). Se l’utilizzo di queste associazioni è necessario, occorre sorvegliare strettamente le funzionirenalicon test di laboratorio appropriati. L’età avanzata e la deidratazione sono altrifattori che possono aumentare il rischio di tossicità per i pazienti. Blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria sono stati riportati nel gatto trattato con dosi elevate (40 mg/kg) di gentamicina. La possibilità che tali fenomeni accadano nell'uomo va tenuta in considerazione se la gentamicina è somministrata per qualsiasi via a pazienti in trattamento con farmaci bloccanti neuromuscolari, quali succinilcolina, tubocurarina o decametonio, anestetici o trasfusioni massive di sangue contenente citrato come anticoagulante. In caso si manifesti blocco neuromuscolare, l'utilizzo di sali di calcio può rendere reversibile tale fenomeno. Gli aminoglicosidi si devono utilizzare con cautela in pazienti con disturbi neuromuscolari, quali miastenia grave, parkinsonismo o botulismo infantile, poichè talifarmaci possono in via teorica aggravare la debolezza muscolare a causa del loro potenziale effetto curaro-simile sulle sinapsi neuromuscolari. È dimostrata una allergenicità crociata fra aminoglicosidi. Durante il trattamento i pazienti devono essere ben idratati. Il trattamento con gentamicina può comportare la crescita eccessiva di microorganismi insensibili al farmaco. Se questo accade,è indicata una terapia appropriata. Molto raramente, a seguito dell’uso di aminoglicosidi, compresa gentamicina, sono stati riportati sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica. Diarrea e colite pseudomembranosa sono state osservate quando la gentamicina è associata con altri antibiotici. Queste diagnosi devono essere considerate in ogni paziente che sviluppa diarrea durante o subito dopo il trattamento. Gentamicina deve essere interrotto se una diarrea grave e/o diarrea sanguinosa si presenta durante il trattamento e deve essere iniziata la terapia appropriata. Non devono essere somministrati farmaci che inibiscono la peristalsi (vedere paragrafo 4.8) Questo medicinale contiene idrossi-benzoati che possono causare reazioni allergiche (anche ritardate) e, eccezionalmente, broncospasmo. Questo medicinale contiene sodio metabisolfito che raramente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’ interazione

E’ stata dimostrata un’allergenicità crociata fra aminoglicosidi. E’ stato riferito un aumento della nefrotossicità potenziale della gentamicina in seguito alla somministrazione, susseguente o contemporanea, di altre sostanze potenzialmente nefrotossiche, quali: cisplatino, polimixina B, colistina, viomicina, streptomicina, vancomicina e altri aminoglicosidi. Un aumento della nefrotossicità è stata riportata a seguito della somministrazione contemporanea di antibiotici aminoglicosidici ed alcune cefalosporine. L’uso contemporaneo di gentamicina e diuretici potenti quali acido etacrinico o furosemide deve essere vietato, considerato che tali diuretici posseggono una propria ototossicità. Inoltre, quando vengono somministrati per via endovenosa, i diuretici possono aumentare la tossicità degliaminoglicosidialterandone la concentrazione nel siero e nei tessuti. In caso difarmacicontenenticisplatino,sitenga presente che la nefrotossicità digentamicina può aumentare anche a 3-4 settimane di distanza dalla somministrazione di queste sostanze. Antibiotici neurotossici e nefrotossici possono essere assorbiti in quantità significative dalla superficie corporea dopo applicazione o irrigazione locale. La potenziale tossicità di antibiotici somministrati in tal modo deve essere presa in considerazione. Sebbene non sia stato riferito nella pratica clinica nessun caso di blocco neuromuscolare né con gentamicina né con altri aminoglicosidici, l’attività di blocco neuromuscolare degli aminoglicosidi viene potenziata da etere e miorilassanti come succinilcolina o tubocurarina o durante trasfusioni massive di sangue citrato; qualora la gentamicina venga somministrata durante o immediatamente dopo un intervento chirurgico, il blocco neuromuscolare può essere amplificato e prolungato se si utilizzano miorilassanti non depolarizzanti. Queste interazioni possono causare un blocco neuromuscolare e una paralisi respiratoria. In considerazione dell’aumentato rischio, tali pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione qualora si verificasse, il blocco può essere rimosso con la somministrazione di sali di calcio. La contemporanea somministrazione anche topica,specie se intracavitaria, dialtriantibioticipotenzialmente nefrotossicied ototossicipuò accrescere ilrischio di tali effetti. Il medicinale non va mescolato nella stessa siringa con altri farmaci. Gli aminoglicosidi possono aumentare l’effetto dannoso di metossiflurano a carico dei reni. Se usato in concomitanza, sono possibili nefropatie estremamente gravi. L’anestesista deve essere messo a conoscenza dell’uso di aminoglicosidi prima di un intervento chirurgico. In vitro l’associazione di un aminoglicoside con un antibiotico betalattamico (penicilline o cefalosporine) può causare una reciproca inattivazione. Anche quando un antibiotico aminoglicosidico ed uno penicillinosimile sono stati somministrati attraverso due vie differenti, si è verificata una riduzione dell'emivita o dei livelli plasmatici dell’aminoglicoside in pazienti con insufficienza renale ed anche in alcuni soggetti con funzionalità renale normale. E’ stata osservata una riduzione dell’emivita plasmatica di gentamicina in pazienti con grave insufficienza renale trattati concomitantemente con carbenicillina. Nei neonati, l’indometacina potrebbe aumentare le concentrazioni plasmatiche di gentamicina. L’uso concomitante con i farmaci anticoagulanti orali può aumentare gli effettiipotrombinemici. La somministrazione concomitante con i bisfosfonati può aumentare il rischio di ipocalcemia. La gentamicina somministrata concomitantemente con la tossina botulinica può aumentare il rischio di tossicità dovuto a blocco neuromuscolare. Neostigmina e piridostigmina antagonizzano l’effetto della gentamicina.

4.6 GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gli antibiotici aminoglicosidici attraversano la placenta e possono causare danni fetali qualora somministrati a donne in gravidanza. Sono stati riportati casi di sordità congenita bilaterale irreversibile in bambini le cui madri avevano ricevuto aminoglicosidi, incluso Gentamicina, durante la gravidanza. Se Gentamicina viene somministrato durante la gravidanza o se la paziente si accorge di avere iniziato una gravidanza mentre assume Gentamicina, la paziente stessa deve essere avvertita del potenziale rischio per il feto. In caso di esposizione alla gentamicina durante la gravidanza, si raccomanda di monitorare la funzione renal

uditiva del neonato. In donne che allattano, Gentamicina è escreto nel latte materno in piccole quantità. Il neonato allattato al seno può sviluppare diarrea e infezioni fungine delle membrane mucose, tali da richiedere l'interruzione dell'allattamento al seno. Tenere presente la possibilità di sensibilizzazione.A causa delle potenziali reazioni avverse gravi correlabili agli aminoglicosidi, occorre decidere se interrompere l'allattamento o sospendere il trattamento, tenendo in considerazione l'importanza del farmaco per la madre.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Il paziente deve essere informato che gentamicina solfato può alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari, a causa di alcuni effetti indesiderati riscontrati, come ad esempio, capogiri, vertigini, riduzione della sensibilità uditiva, torpore (vedere paragrafo 4.5)

4.8 Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati di gentamicina, organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Patologie renali e delle vie urinarie Proteinuria, compromissione della funzione renale, insufficienza renale acuta (frequenza molto rara), iperfosfaturia, aumento dell'azotemia (reversibile), sindrome simil-Fanconi in pazienti trattati con dosi elevate per un periodo prolungato (frequenza molto rara). Le anormalità neivalori deitest clinici di laboratorio possono essere talvolta associate ad una correlata sintomatologia clinica. Patologie di orecchio e labirinto Ronzii, riduzione della sensibilità uditiva che può essere irreversibile, danno vestibolare, perdita irreversibile dell’udito, sordità, malattia di Ménière, tinnito, vertigini. Patologie del sistema nervoso Convulsioni, allucinazioni, vertigini, attacchi epilettici, tinnito, torpore, parestesie, fascicolazioni, sindrome tipo miastenia gravis, febbre, cefalea,polineuropatie, encefalopatia, blocco neuromuscolare, capogiri. Disturbi psichiatrici Confusione, depressione, sindrome cerebrale organica acuta, allucinazioni. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Depressione respiratoria, fibrosi polmonare. Patologie dell’occhio Disturbi della visione. Patologie gastrointestinali Anoressia, perdita di peso, nausea, vomito, scialorrea, stomatite, stati transitori di epatomegalia, colite pseudomembranosa. Patologie vascolari Ipertensione, ipotensione. Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità di gravità variabile, da eruzione cutanea e prurito, febbre da farmaco alle gravi reazioni acute da ipersensibilità (anafilassi) fino allo shock anafilattico. Esami diagnostici Aumento delle transaminasi sieriche (AST, ALT), della latticodeidrogenasi (LDH), della fosfatasi alcalina e della bilirubina; riduzione dei livelli sierici di calcio, magnesio, potassio e sodio; alterazioni dei tests di funzionalità renale.

Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi transitoria, eosinofilia, aumento o riduzione dei reticolociti, trombocitopenia, discrasia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore alle articolazioni. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Febbre, cefalea,dolore nel sito di iniezione, atrofia sottocutanea o segni di irritazione locale. Infezioni ed infestazioni Sovrainfezione (da germi resistenti alla gentamicina). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzioni cutanee di vario tipo su base allergica o idiosincrasica, edema laringeo, manifestazioni anafilattiche, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, porpora, alopecia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio o di reazioni tossiche, l'emodialisi consentirà una rapida rimozione della gentamicina dal plasma. La percentuale di rimozione è considerevolmente inferiore con la dialisi peritoneale. Nei neonati possono essere effettuate trasfusioni di sangue. Queste procedure sono particolarmente importanti nei pazienti con insufficienza renale. Trattamento del blocco neuromuscolare: In caso di blocco neuromuscolare (normalmente causato da interazioni, vedere paragrafo 4.5), è consigliabile somministrare cloruro di calcio e, se necessario, ricorrere alla respirazione artificiale.

5. Proprietàfarmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:antibatterici aminoglicosidici, codice ATC: J01GB03 Attività antibatterica GENTAMICINA SOLFATO è un antibiotico che agisce alterando la sintesi proteica dei microrganismi sensibili. E’ attivo a basse concentrazioni su una vasta gamma di germi patogeni Gram-positivi e Gram-negativi ivi compresi Pseudomonas aeruginosa, E.Coli, batteri del gruppo KlebsiellaEnterobacterSerratia, Citrobacter spp., Providencia spp., Proteus spp., indolo-positivi e indolo-negativi (P. mirabilis, P. morganii, P. rettgeri, P. vulgaris),Staphylococcus penicillinasi-produttore e non, inclusi i ceppi meticillino-resistenti. GENTAMICINA SOLFATO è attivo in vitro su Salmonella spp., Shigella spp.e Neisseria gonorrhoeae. Generalmente resistenti agli aminoglicosidi sono gli streptococchi, in particolare quelli del gruppo D e i germi anaerobi (Bacteroides, Clostridium spp). Sinergismo d’azione è stato osservato nei confronti della maggior parte dei ceppi di Streptococcus feacalis (Enterococcus) e di Pseudomonas aeruginosa, rispettivamente con l’associazione diGENTAMICINA SOLFATOa penicillina Ge di GENTAMICINA SOLFATO a carbenicillina o ticarcillina. L’associazione di GENTAMICINA SOLFATO ad antibiotici betalattamici si è dimostrata sinergica anche su altri microrganismi Gram-negativi.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Livelli sierici battericidi dopo somministrazione intramuscolare di gentamicina si raggiungono molto rapidamente (30-90 minuti), le concentrazioni efficacipersistono mediamente per 6-8 ore.

La gentamicina viene escreta in forma immodificata quasi completamente attraverso il rene, per filtrazione glomerulare, con una clearance simile a quella della creatinina endogena: ne derivano concentrazioni urinarie dell’antibiotico dell’ordine del 70% o più della dose somministrata, entro le 24 ore. Il picco sierico di gentamicina in mcg/ml corrisponde in genere a 4 volte la singola dose intramuscolare in mg/kg (4 mcg/ml per una dose di 1 mg/kg) per individui adulti di peso vicino al peso ideale. Nei bambini le concentrazioni sieriche risultano proporzionalmente inferiori per il maggior volume di distribuzione del farmaco. L'emivita sierica di GENTAMICINA SOLFATO è di 1-2 ore nei pazienti con funzionalità renale normale ed è strettamente correlata alla clearance della creatinina e alla creatininemia. Il legame alle proteine sieriche è basso. La somministrazione di 1 mg/kg ogni 8 ore o di 1,5 mg/kg ogni 12 ore non determina accumulo nel siero di pazienti adulti con funzionalità renale normale. Non vi è evidenza di accumulo di gentamicina dopo 10 gg di trattamento.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi di tossicità acuta nel topo, impiegando gentamicina in soluzione acquosa, hanno dato le seguenti DL50: 485 mg/Kg sottocute 430 mg/Kg endoperitoneo 75 mg/Kg endovena >9050 mg/Kg orale La gentamicina non presenta analogie strutturali con composti di accertata azione cancerogena. Negli studi di tossicità cronica e durante le sperimentazioni cliniche non ha mai evidenziato fenomeni atti a far supporre potenzialità cancerogenetica.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, sodio metabisolfito, acqua per preparazioni iniettabili. 6.2. Incompatibilità Il medicinale non va mescolato nella stessa siringa con altri farmaci In vitro l’associazione di un aminoglicoside con un antibiotico betalattamico (penicilline o cefalosporine) può causare una reciproca inattivazione. E’stata inoltre riportata incompatibilità con dopamina cloridrato e, pertanto, miscele con questo medicinale devono essere evitate.

6.3 Periodo di validità

4 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare aldi sopra di 30°C. Conservare nella confezione originale per riparare il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Confezione da 40 mg/2ml soluzione iniettabile contenente 1 - 10 – 50 e 100 Fiale Confezione da 80 mg/2ml soluzione iniettabile contenente 1 - 10 – 50 e 100 Fiale

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Fisiopharma Srl - Nucleo Industriale 84020 Palomonte (SA) Italy

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissionein commercio

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “40 mg/2 ml soluzione iniettabile” 1 Fiala da 2 ml AIC N° 031423015

GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “40 mg/2 ml soluzione iniettabile” 10 Fiale da 2 ml AIC N° 031423039 GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “40 mg/2 ml soluzione iniettabile” 50 Fiale da 2 ml AIC N° 031423041 GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “40 mg/2 ml soluzione iniettabile” 100 Fiale da 2 ml AIC N° 031423054 GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “80 mg/2 ml soluzione iniettabile” 1 Fiala da 2 ml AIC N° 031423027 GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “80 mg/2 ml soluzione iniettabile” 10 Fiale da 2 ml AIC N° 031423066 GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “80 mg/2 ml soluzione iniettabile” 50 Fiale da 2 ml AIC N° 031423078 GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA “80 mg/2 ml soluzione iniettabile” 100 Fiale da 2 ml AIC N° 031423080

9. Data della primaautorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 031423080)

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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