GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO

Questo medicinale è indicato nel trattamento delle seguenti infezioni da batteri che possono essere eliminati dalla gentamicina:  Infezioni delle vie respiratorie (infezioni della pleura e dei polmoni);  Infezioni acute e croniche dei reni, delle vie urinarie, della vescica e della prostata;  Infezioni di tutto l’organismo, ad esempio, quelle in cui i batteri sono presenti in modo persistente nel sangue…

Usato per: infezioni delle vie respiratorie

Principio attivo: GENTAMICINA SOLFATO, GENTAMICINA · ATC J01GB03 · ITALFARMACO S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: GENTAMICINA SOLFATO, GENTAMICINA
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Dosaggio: 80 mg / 2 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: ITALFARMACO S.P.A.
Codice ATC: J01GB03
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· GENTAMICINA B. BRAUN - B. BRAUN MELSUNGEN AG
· GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA - FISIOPHARMA S.R.L.
· GENTAMICINA NORIDEM - NORIDEM ENTERPRISES LTD
· GENTAMICINA SOLFATO L.F.M. - LABORATORIO FARMACOLOGICO MILANESE S.R.L.
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Gentamicina solfato Italfarmaco contiene il principio attivo gentamicina solfato che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati antibiotici aminoglicosidi.

Questo medicinale è indicato nel trattamento delle seguenti infezioni da batteri che possono essere

eliminati dalla gentamicina:  Infezioni delle vie respiratorie (infezioni della pleura e dei polmoni);  Infezioni acute e croniche dei reni, delle vie urinarie, della vescica e della prostata;  Infezioni di tutto l’organismo, ad esempio, quelle in cui i batteri sono presenti in modo persistente

nel sangue;  Infezioni del sistema nervoso, quali infiammazioni delle membrane che circondano il cervello (meningiti), infezioni del cervello e delle membrane che lo circondano (meningoencefaliti), ecc;  Infezioni successive ad interventi chirurgici: infezioni localizzate (ascessi), infezioni localizzate che possono estendersi agli organi vicini (flemmoni), infezioni dell’osso e del midollo osseo

(osteomieliti), infezioni successive a traumi;  Infezioni delle orecchie, del naso e della gola: infezioni della parte intermedia dell’orecchio (otiti medie purulente), infezioni dei seni paranasali (sinusiti), infezioni della porzione posteriore dell'osso temporale, detta mastoide (mastoiditi), infezioni delle tonsille (tonsilliti), infezioni delle faringe e delle tonsille (faringotonsilliti);

 Infezioni ostetrico-ginecologiche: infezioni che causano l’interruzione prematura della gravidanza (aborto settico), infezioni dell’utero e dei tessuti circostanti (metriti, parametriti), infezioni delle tube uterine e dell’ovaio (salpingiti, salpingo-ovariti), infezioni delle cavità interne dell’addome (pelvi-

peritoniti), infezioni della mammella (mastiti), ecc;  Infezioni dovute a gravi ustioni e successive a trapianti di pelle. In queste forme Gentamicina solfato Italfarmaco può essere eventualmente usato in associazione alla forma farmaceutica per uso locale.

Inoltre, nelle infezioni gravi che mettono in pericolo la vita, Gentamicina solfato Italfarmaco può essere utilizzata in associazione ad altri antibiotici: – antibiotici beta-lattamici come la carbenicillina o altri antibiotici similiari in caso di infezioni da Pseudomonas aeruginosa;

– antibiotici di tipo penicillinico in caso di infiammazioni della membrana interna del cuore (endocarditi) causate da infezioni da Streptococchi del gruppo D.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non le deve essere somministrato Gentamicina solfato Italfarmaco  se è allergico alla gentamicina solfato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);  se è allergico ad altri antibiotici aminoglicosidi (medicinali della stessa classe di Gentamicina solfato

Italfarmaco), poiché potrebbe essere allergico anche alla gentamicina (allergia crociata);  se ha una malattia chiamata Miastenia grave  se è in gravidanza o sta allattando al seno (vedere “Gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni

se ha la funzione renale compromessa o disturbi dell’udito. Si rivolga al medico o all’infermiere prima che le venga somministrato Gentamicina solfato Italfarmaco

In questo caso prenderà la gentamicina solo se il medico lo riterrà fondamentale per il trattamento della malattia da cui lei è affetto .

Durante il trattamento con Gentamicina solfato Italfarmaco lei deve rimanere sotto stretto controllo del medico a causa della potenziale tossicità associata all’uso di antibiotici aminoglicosidi (specialmente a carico dei reni e delle orecchie). I sintomi degli effetti ototossici sono: capogiro, percezione di rumori di tintinnio o scroscio nell'orecchio (tinnito), vertigine e meno comune la perdita dell'udito. Pazienti anziani possono avere una riduzione della funzione renale, che può non risultare evidente .Il suo medico

potrebbe controllare periodicamente la funzionalità dei reni, con i test di laboratorio routinari quali l'azotemia o la creatinina sierica, del fegato e delle orecchie. Inoltre potrebbe essere necessario eseguire periodicamente degli esami delle urine e controllare i livelli degli elettroliti e la concentrazione del medicinale nel sangue.

In alcuni pazienti (adulti e bambini) trattati con gentamicina è stata riferita una malattia che altera il passaggio di alcune sostanze attraverso il rene, detta sindrome Fanconi-simile, con escrezione di derivati delle proteine nelle urine (aminoaciduria) e accumulo di acidi nell’organismo (acidosi metabolica).

Faccia particolare attenzione con Gentamicina solfato Italfamaco e consulti il medico:  Se è una persona anziana o un bambino, poiché potrebbe essere particolarmente sensibile; durante la terapia lei deve essere mantenuto sotto stretto controllo del medico.

 Se ha problemi ai reni oppure se deve assumere dosi alte del medicinale o per un lungo periodo di tempo, per il rischio aumentato di tossicità a carico dei reni e/o delle orecchie (sia dell’equilibrio che dell’udito). Se dovesse avere problemi di tossicità all’orecchio (confusione, vertigini, tinnito, ronzii auricolari o perdita dell’udito) o ai reni, il medico dovrà modificare la dose di Gentamicina solfato

Italfarmaco che assume o interrompere la somministrazione del medicinale.  Se ha perso un’eccessiva quantità d’acqua dall’organismo (se è disidratato);  Se ha qualsiasi malattia che interessi la funzione di nervi e muscoli, ad esempio miastenia grave (debolezza muscolare e affaticamento), parkinsonismo (malattia caratterizzata da disturbi del movimento quali tremori, rigidità e lentezza nei movimenti) o botulismo infantile (intossicazione da tossina botulinica nei bambini), poiché l’uso di questo medicinale potrebbe aggravare la debolezza muscolare;  Se durante il trattamento sviluppa una nuova infezione, poiché il trattamento con questo medicinale

può comportare una crescita eccessiva di batteri resistenti alla gentamicina. In questo caso si rivolga al medico in quanto è necessario sospendere il trattamento con Gentamicina solfato Italfarmaco ed iniziare una terapia appropriata. Se è asmatico o se sviluppa una reazione allergica, compresa l’anafilassi (grave reazione allergica a rapida comparsa) e asma (ostruzione delle vie aeree) anche molto gravi, in quanto Gentamicina solfato Italfarmaco contiene sodio bisolfito, una

sostanza che può causare reazioni di tipo allergico.  Se sviluppa una reazione della pelle in seguito alla somministrazione del medicinale, poiché sono stati riportate reazioni tossiche della pelle anche molto gravi, come la sindrome di StevensJohnson (una reazione acuta che coinvolge la pelle e le mucose) e la necrolisi epidermica tossica (morte dello strato superiore della pelle);

 Se assume allo stesso tempo altri antibiotici e durante o dopo il trattamento con Gentamicina solfato Italfarmaco sviluppa diarrea, per il rischio di infiammazione del colon causata da tossine batteriche (colite pseudomembranosa). In caso di diarrea grave e/o diarrea con perdita di sangue sospenda il trattamento con Gentamicina solfato Italfarmaco e si rivolga al medico per iniziare una terapia appropriata. Non devono essere somministrati farmaci che inibiscono la peristalsi (vedere paragrafo effetti indesiderati).

Bambini Nella primissima infanzia questo medicinale va somministrato soltanto nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico (vedere “Come viene somministrato Gentamicina solfato Italfarmaco”).

Altri medicinali e Gentamicina solfato Italfarmaco Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale.

In particolare informi il medico se sta prendendo:  Altri antibiotici aminoglicosidici, per il rischio di reazione allergica (allergia crociata) e aumento del

rischio di tossicità ai reni;
 Altri medicinali potenzialmente tossici per il rene, ad esempio:
- metotrexato ad alte dosi (medicinale usato nella cura dell’artrite reumatiode, della psoriasi e di
alcuni tumori);
- cisplatino, organoplatini, ifosfamide (medicinali antitumorali). In caso di farmaci contenenti

cisplatino, si tenga presente che la nefrotossicità di gentamicina può aumentare anche a 3-4
settimane di distanza dalla somministrazione;
- polimixina B, colistina, streptomicina, vancomicina, kanamicina, amicacina,
neomicina, paramomicina, tobramicina, pentamidina, alcune cefalosporine (antibiotici);
- aciclovir, ganciclovir, adefovir, cidofovir, tenovir, foscarnet (medicinali antivirali);

- amfotericina B (usata contro alcune infezioni da funghi);
- ciclosporina o tacrolimo (medicinali immunosoppressori);
- mezzi di contrasto iodati (sostanze utilizzate negli esami radiologici);
- diuretici potenti (medicinali che aumentano la produzione di urina, come l’acido etacrinico e la

furosemide). L’uso contemporaneo dell’acido etacrinico o della furosemide con Gentamicina solfato Italfarmaco è controindicato anche per la possibile tossicita sull’orecchio. Inoltre, quando vengono somministrati in vena, possono aumentare la tossicità della gentamicina, alterandone la concentrazione nel sangue e nei tessuti.  Antibiotici betalattamici (penicilline o cefalosporine), per il rischio di riduzione dell’efficacia. - carbenicillina, se soffre di gravi problemi renali (insufficienza renale), poiché potrebbe ridursi l’efficacia di gentamicina. Gli aminoglicosidi possono aumentare l’effetto dannoso di metossiflurano a carico dei reni. Se usato in

concomitanza, sono possibili nefropatie estremamente gravi. L’anestesista deve essere messo a conoscenza dell’uso di aminoglicosidi prima di un intervento chirurgico.

Inoltre informi il medico che sta prendendo Gentamicina solfato Italfarmaco se deve essere sottoposto ad interventi chirurgici, poiché questo medicinale potrebbe interferire con alcuni medicinali usati in

anestesia (succinilcolina, tubocurarina, decametonio) in quanto queste interazioni possono causare un blocco neuromuscolare e una paralisi respiratoria, oppure se deve essere sottoposto a transfusioni massive di sangue contenente citrato come anticoagulante. In considerazione dell’aumentato rischio, tali pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima che le venga somministrato questo medicinale. Gravidanza

Gli antibiotici aminoglicosidici possono causare danni fetali. Pertanto durante la gravidanza non le verrà somministrato questo medicinale, a meno che il medico, in relazione alla gravità della sua malattia, lo ritenga assolutamente necessario. Anche se non sono stati segnalati effetti indesiderati gravi per la madre, il feto o il neonato in seguito al trattamento con gentamicina in gravidanza, prima della somministrazione di Gentamicina solfato Italfarmaco lei deve essere informata dei potenziali rischi, in quanto gli antibiotici aminoglicosidici attraversano la placenta e possono causare danni al feto. In neonati di madri trattate in gravidanza con alcuni antibiotici appartenenti alla classe degli aminoglicosidi è stata segnalata la comparsa di sordità irreversibile in entrambe le orecchie. Se Gentamicina le viene somministrato durante la gravidanza o se si accorge di essere in gravidanza mentre assume Gentamicina, deve essere avvertita del potenziale

rischio per il feto. In caso di esposizione alla gentamicina durante la gravidanza, si raccomanda di monitorare la funzione renale e uditiva del neonato. Allattamento A causa del potenziale rischio di effetti indesiderati gravi come sensibilizzazione, diarrea e infezioni

fungine delle membrane mucose da aminoglicosidi nel lattante, il medico valuterà attentamente se interrompere l’allattamento al seno o sospendere la terapia con Gentamicina solfato Italfarmaco, in funzione della gravità della sua condizione.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Questo medicinale può alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Se riscontra effetti indesiderati, ad esempio capogiri, vertigini, riduzione dell’udito, sonnolenza, non guidi veicoli e non utilizzi macchinari.(vedere “Possibili effetti indesiderati”).

Gentamicina solfato Italfarmaco contiene sodio metabisolfito, parabeni e sodio

Questo medicinale contiene sodio metabisolfito, che può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo (restringimento dei bronchi con difficoltà a respirare). Gentamicina solfato Italfarmaco contiene parabeni (conservanti) quali metile p-idrossibenzoato e propile p-idrossibenzoato, che possono causare reazioni allergiche (anche ritardate) e, eccezionalmente,

broncospasmo. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Gentamicina solfato Italfarmaco le verrà somministrato da un medico o da un infermiere presso un

ospedale o una clinica.

Il medicinale può essere somministrato nel muscolo (via intramuscolare) o in vena (via endovenosa). Le dosi previste sono le stesse in entrambi i casi. La somministrazione endovenosa è consigliabile nei casi in cui la somministrazione intramuscolare non è

possibile (se è in stato di shock o se ha gravi emorragie, disordini del sangue, gravi ustioni, ridotta massa muscolare, oppure se è affetto da gravi malattie del midollo osseo). In questi casi la somministrazione endovenosa sarà effettuata preferibilmente tramite perfusione in 1-2 ore.

La dose di medicinale che le sarà somministrata e la frequenza delle somministrazioni dipenderà dal

motivo del trattamento, dalla sua età, dal peso corporeo e dall’eventuale presenza di problemi ai reni.

La durata del trattamento è in genere di 7-10 giorni. Nelle infezioni gravi o complicate può rendersi necessario un trattamento più prolungato. In questi casi può aumentare il rischio di effetti indesiderati, perciò il suo medico presterà particolare attenzione al controllo della funzionalità dei reni, dell’udito e

della febbre.

Uso nei bambini dell’equilibrio. È comunque consigliabile continuare la terapia per almeno 48 ore dopo la scomparsa

Nella primissima infanzia il medicinale va somministrato soltanto nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico. Uso nei pazienti con funzionalità dei reni alterata Gentamicina solfato Italfarmaco viene prevalentemente eliminato attraverso i reni, perciò la dose del medicinale e la frequenza delle somministrazioni verranno stabilite dal suo medico in base alla

funzionalità dei reni e al suo peso corporeo.

Se le viene somministrato più Gentamicina solfato Italfarmaco di quanto deve In caso di ingestione/somministrazione accidentale di una dose eccessiva di Gentamicina solfato

Italfarmaco, avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. In caso di sovradosaggio o di reazioni tossiche, la filtrazione (dialisi) del sangue consentirà una rapida rimozione della gentamicina dal sangue. Nei neonati possono essere effettuate trasfusioni di sangue. Queste procedure sono particolarmente importanti nei pazienti con insufficienza renale.

Se dimentica di prendere Gentamicina solfato Italfarmaco Se salta un’iniezione, deve riceverla il prima possibile. Se però è quasi l’ora di ricevere la successiva iniezione programmata, salti l’iniezione dimenticata. Non prenda una dose doppia (due iniezioni insieme) per compensare la dimenticanza della dose. In ogni caso, si rivolga al medico o all’infermiere.

Se interrompe il trattamento con Gentamicina solfato Italfarmaco Non smetta di prendere Gentamicina solfato Italfarmaco a meno che non glielo prescriva il medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Frequenza molto rara

 Insufficienza renale acuta.  Alti livelli di fosfato e aminoacidi nelle urine (cosiddetta sindrome simil-Fanconi, associata alla somministrazione di dosi elevate per lunghi periodi)

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):  disturbi renali quali presenza nelle urine di filamenti, cellule o proteine, aumento nel sangue

dell’azoto ureico, dell’azoto non proteico e della creatinina, diminuzione della quantità di urina (oliguria), in particolare negli anziani e nei bambini e nei pazienti con insufficienza renale o trattati per periodi più lunghi e/o con dosi più elevate di quelle consigliate;  disturbi uditivi costituiti da rumori come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni ecc. (tinnito), riduzione della

sensibilità dell’udito (anche irreversibile) e alterazioni dell’equilibrio (vestibolari) (anche irreversibili), in particolare in pazienti con insufficienza renale o sottoposti a trattamenti protratti e/o con dosi elevate. Altri fattori che possono aumentare il rischio di danni alle orecchie causati dal medicinale (ototossicità) includono: disidratazione, somministrazione concomitante di medicinali che fanno aumentare la produzione di urina (diuretici) quali acido etacrinico e furosemide o precedente

 Perdita irreversibile dell’udito, sordità  convulsioni;  allucinazioni; somministrazione di altre sostanze per l’orecchio ed il labirinto (la sede dell'organo dell'equilibrio).

 vertigini;  attacchi epilettici;  torpore, sonnolenza;  alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo (parestesia);  tremori muscolari (fascicolazione), grave debolezza muscolare (sindrome di tipo miastenia gravis);  febbre;

 mal di testa;  confusione. depressione,  polineuropatie, encefalopatia, blocco neuromuscolare,

 problemi respiratori (depressione respiratoria);  disturbi della vista;  perdita dell’appetito (anoressia), perdita di peso;  nausea, vomito;  eccessiva produzione di saliva (scialorrea);

 infiammazioni della bocca (stomatite);  ingrossamento temporaneo del fegato (epatomegalia);  pressione sanguigna alta (ipertensione);  pressione sanguigna bassa (ipotensione);  reazioni di ipersensibilità di gravità variabile, quali febbre da farmaco, gravi reazioni acute da

ipersensibilità (anafilassi) shock anafilattico.  eruzioni della pelle di tipo allergico o dovute ad una sostanza presente nel medicinale (reazione idiosincrasica);

 alterazione di alcuni esami di laboratorio: aumento delle transaminasi sieriche (AST, ALT), della latticodeidrogenasi (LDH), della fosfatasi alcalina e della bilirubina;  riduzione dei livelli di calcio, magnesio, potassio e sodio nel sangue;  alterazioni dei test di funzionalità dei reni;  escrezione di derivati delle proteine nelle urine (aminoaciduria) e accumulo di acidi nell’organismo (acidosi metabolica);  anemia;  discrasia

 diminuzione o aumento dei globuli bianchi nel sangue (leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi transitoria, eosinofilia);  aumento o riduzione di alcuni globuli rossi chiamati reticolociti;  diminuzione delle piastrine nel sangue (trombocitopenia);  dolore e/o segni di irritazione nel sito di iniezione, assottigliamento dei tessuti sotto la pelle (atrofia

sottocutanea);  sonno eccessivo (letargia);  depressione;  gonfiore della laringe (edema laringeo);

arrossamento cutaneo con possibili manifestazioni più gravi a carico della pelle (eritema multiforme);  gravi reazioni tossiche della pelle (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica);  manifestazioni emorragiche a livello dei tessuti caratterizzate da macchie di dimensioni variabili (porpora);  aumento della pressione all’interno del cranio (pseudotumor cerebri); degenerazione del cervello (sindrome cerebrale organica acuta); alterazione del tessuto dei polmoni (fibrosi polmonare); perdita di peli e capelli (alopecia); dolore alle articolazioni;  ingrossamento temporaneo della milza (splenomegalia);  infiammazione cronica del colon intestinale (colite pseudo membranosa).

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-

sospetta-reazione-avversa. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “SCAD”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. La data di scadenza si riferisce al

prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

Conservi questo medicinale nella confezione originale per riparare il medicinale dalla luce.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Gentamicina solfato Italfarmaco  Il principio attivo è gentamicina solfato. 1 fiala da 2 ml contiene 96,9 mg di gentamicina solfato (pari a 80 mg di gentamicina base).

 Gli altri componenti sono: metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, sodio metabisolfito, acqua per preparazioni iniettabili, acido solforico diluito (correttore di pH), sodio idrossido diluito (correttore di pH).

Descrizione dell’aspetto di Gentamicina solfato Italfarmaco e contenuto della confezione

Gentamicina solfato Italfarmaco si presenta sotto forma di soluzione iniettabile. La confezione contiene 1 fiala 80 mg/2 ml per uso intramuscolare o endovenoso.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Italfarmaco S.p.A. - Viale Fulvio Testi, 330 - 20126 Milano

Produttore Officina Farmaceutica Biologici Italia Laboratories S.r.l. - Via Filippo Serpero, 2 - 20060 Masate (MI)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il MM/AAAA.

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Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari: Legga attentamente anche le informazioni contenute nelle sezioni 1-6. Avvertenze e precauzioni Picchi eccessivi e/o concentrazioni nel sangue di aminoglicosidi troppo elevate possono aumentare il rischio di tossicità renale o dell’ottavo nervo cranico.

Si dovrebbero evitare picchi prolungati superiori ai 12 mcg/ml e i livelli minimi, precedenti la successiva iniezione, superiori a 2 mcg/ml, distanziando nel tempo le somministrazioni o riducendo il dosaggio, quando necessario.

Altri medicinali e Gentamicina solfato Italfarmaco Il prodotto non va mescolato nella stessa siringa con altri medicinali.

Come somministrare Gentamicina solfato Italfarmaco La somministrazione endovenosa sarà effettuata preferibilmente mediante perfusione in 1-2 ore, alle

stesse dosi previste per la via intramuscolare. Ogni singola dose dovrà essere diluita in 100-200 ml di soluzione fisiologica o di destrosio al 5%; nei bambini il volume del diluente sarà ridotto. In ogni caso la concentrazione di Gentamicina solfato Italfarmaco non dovrebbe superare 1 mg/ml (0,1%). Gentamicina solfato Italfarmaco può essere iniettata per via endovenosa senza diluizione (la

metodologia è peraltro da limitarsi a casi eccezionali). Somministrazione intratecale I soggetti candidati al trattamento con gentamicina per via intratecale sono solitamente trattati contemporaneamente con gentamicina per via sistemica. Occorre osservare tutte le avvertenze e le

precauzioni per questo o per altri prodotti somministrati contemporaneamente e considerare la possibilità di effetti additivi. Inoltre, il rischio della somministrazione diretta di un farmaco potenzialmente neurotossico negli spazi del fluido cerebrospinale del sistema nervoso centrale, deve essere valutato contro il potenziale beneficio derivante da tale via di somministrazione. Non sono state stabilite la sicurezza e l’efficacia nei bambini di età inferiore ai tre mesi. Non è stata definita la sicurezza dell’iniezione intratecale di gentamicina durante la gravidanza.

A) Pazienti con funzionalità renale normale

Adulti: la dose consigliata per il trattamento delle infezioni sistemiche è di 3 mg/kg/die (1 mg/kg ogni 8 ore o 1,5 mg/kg ogni 12 ore). Nelle infezioni che costituiscono un pericolo per la vita del paziente è consigliata una posologia fino a 5 mg/kg/die da somministrarsi in 3 o 4 dosi per i primi 2-3 giorni di trattamento; successivamente sarà ridotta a 3 mg/kg/die.

Per le infezioni urinarie e per le infezioni extra-urinarie di grado moderato possono essere sufficienti 2
mg/kg/die, in 2 dosi refratte.
Schema posologico orientativo per i pazienti di oltre 50 kg di peso:
- 80 mg, 3 volte al dì.
- 80 mg, 2 volte al dì nelle infezioni urinarie e nelle infezioni extra-urinarie di gravità moderata.

Bambini: Nella primissima infanzia il prodotto va somministrato soltanto nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. La dose consigliata varia in funzione dell’età, secondo il seguente schema:

Prematuri e neonati a termine fino a 1 settimana di vita Lattanti e neonati oltre 1 DOSE TOTALE 5 - 6 mg/kg/die

7,5 mg/kg/die del DOSE SINGOLA 2,5 - 3 mg/kg ogni 12 h

2,5 mg/kg ogni 8 h settimana di vita Bambini 6 - 7,5 mg/kg/die 2 - 2,5 mg/kg ogni 8 h

L’adeguamento dei dosaggi deve essere fatto in funzione delI’età del paziente, del tipo e della gravità dell’infezione.

Nei pazienti obesi il dosaggio deve essere calcolato in base al loro peso teorico. La durata del trattamento è in genere di 7-10 giorni. Nelle infezioni gravi o complicate può rendersi necessario un trattamento più prolungato. In tali casi può aumentare il rischio di effetti secondari, si dovrà perciò rivolgere particolare attenzione al controllo della funzionalità renale, uditiva e vestibolare.

E’ comunque consigliabile continuare la terapia per almeno 48 ore dopo la scomparsa della febbre.

B) Pazienti con funzionalità renale alterata Come per tutti i farmaci che vengono elettivamente eliminati per via renale, la frequenza della somministrazione verrà stabilita in base alla funzionalità renale, secondo il seguente schema:

Clearance Creatinina Azoto ureico Frequenza Dose creatinina sierica ematico somministrazioni (ml/min) (mg %) (BUN) > 70 < 1,4 < 18 ogni 8 ore

ADULTI 1-1,7 mg/kg 35-70 1,4-1,9 18-29 ogni 12 ore 24-34 2,0-2,8 30-39 ogni 18 ore 16-23 2,9-3,7 40-49 ogni 24 ore BAMBINI 2-2,5 mg/kg

10-15 3,8-5,3 50-74 ogni 36 ore 5-9 5,4-7,2 75-100 ogni 48 ore La frequenza delle somministrazioni può essere approssimativamente calcolata moltiplicando la creatinina sierica per 8, secondo il seguente schema: mg/100 ml creatinina sierica X 8 = intervallo tra due successive somministrazioni (in ore).

Emodialisi. Nei pazienti adulti con insufficienza renale sottoposti a emodialisi, la quantità di gentamicina rimossa dal plasma può variare in funzione di alcuni fattori, tra i quali il metodo di dialisi impiegato. Una emodialisi di sei ore può ridurre i livelli plasmatici di gentamicina di circa il 50%. Le dosi consigliate alla fine di ogni dialisi sono comprese tra 1-1,7 mg/kg in base al grado di severità dell’infezione. Nel bambino possono essere somministrate dosi di 2-2,5 mg/kg. Gli antibiotici

aminoglicosidici vengono rimossi dal sangue in seguito a dialisi peritoneale, ma in quantità minore rispetto all’emodialisi. Il medicinale non va mescolato nella stessa siringa con altri medicinali. In vitro l’associazione di un aminoglicoside con un antibiotico betalattamico (penicilline o cefalosporine)può causare una reciproca inattivazione.

È stata inoltre riportata incompatibilità con dopamina cloridrato e, pertanto, miscele con questo medicinale devono essere evitate. Monitoraggio consigliato: Il monitoraggio della concentrazione sierica di gentamicina è raccomandato. Picchi eccessivi e/o

concentrazioni nel sangue di aminoglicosidi troppo elevate possono aumentare il rischio di tossicità renale o dell’ottavo nervo cranico. Vanno evitati picchi prolungati superiori ai 12 mcg/ml e i livelli minimi, precedenti la successiva iniezione, superiori a 2 mcg/ml, distanziando nel tempo le somministrazioni o riducendo il dosaggio, quando necessario. Sovradosaggio In caso di sovradosaggio o di reazioni tossiche, l’emodialisi consentirà una rapida rimozione della gentamicina dal plasma. La percentuale di rimozione è considerevolmente inferiore con la dialisi peritoneale. Nei neonati possono essere effettuate trasfusioni di sangue. Queste procedure sono

particolarmente importanti nei pazienti con insufficienza renale. Trattamento del blocco neuromuscolare: In caso di blocco neuromuscolare (normalmente causato da interazioni, vedere paragrafo Altri medicinali e Gentamicina solfato Italfarmaco), è consigliabile somministrare cloruro di calcio e, se

necessario, ricorrere alla respirazione artificiale. en zia

Domande frequenti su GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO

Come si usa GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO?

GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO è disponibile senza ricetta?

No, GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO?

Il principio attivo di GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO è GENTAMICINA SOLFATO, GENTAMICINA.

Quali sono gli equivalenti di GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: GENTAMICINA B. BRAUN, GENTAMICINA SOLFATO FISIOPHARMA, GENTAMICINA NORIDEM, GENTAMICINA SOLFATO L.F.M.. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO?

GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO è prodotto da ITALFARMACO S.P.A..

Da quando GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO è autorizzato in Italia?

GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1996-05-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO 80 mg/2 ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO 80 mg/2 ml soluzione iniettabile 1 fiala da 2 ml contiene Principio attivo: Gentamicina solfato 96,9 mg (equivalente a 80 mg di gentamicina base) Eccipienti con effetti noti: Metile p-idrossibenzoato Propile p-idrossibenzoato Sodio metabisolfito Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere par. 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Infezioni da germi sensibili alla gentamicina: - Forme pleuro-polmonari: bronchiti, broncopolmoniti, polmonite franca-lobare, pleuriti, empiemi. - Infezioni urinarie acute e croniche: cistiti, pieliti, cistopieliti, pielonefriti, calcolosi infette (del bacinetto, dell’uretere, della vescica), uretriti, prostatiti, vescicoliti. - Stati settici: batteriemie, setticemie, setticopiemie, sepsi neonatali. - Infezioni del sistema nervoso: meningiti, meningoencefaliti, ecc. - Infezioni chirurgiche: ascessi, flemmoni, osteomieliti, infezioni traumatiche. - Infezioni otorinolaringoiatriche: otiti medie purulente, sinusiti, mastoiditi, tonsilliti, faringotonsilliti. - Infezioni ostetrico-ginecologiche: aborto settico, metriti, parametriti, salpingiti, salpingoovariti, pelvi-peritoniti, mastiti, ecc.

- Ustioni: infezioni insorte nelle gravi ustioni e nei trapianti cutanei, eventualmente in associazione alla forma topica. Nelle infezioni da germi Gram-negativi sospette o documentate, GENTAMICINA SOLFATO può essere considerata come farmaco di scelta. Nelle infezioni gravi che mettono in pericolo la vita del paziente, GENTAMICINA SOLFATO può esser somministrata in associazione ad un antibiotico beta-lattamico (carbenicillina o similari nelle infezioni da Pseudomonas aeruginosa e un antibiotico di tipo penicillinico nelle endocarditi da Streptococchi del gruppo D). Occorre prendere in considerazione le linee guida ufficiali locali sull'uso appropriato degli antibiotici.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

GENTAMICINA SOLFATO può essere somministrato per via intramuscolare o endovenosa. La posologia è identica. La via endovenosa è consigliabile nei casi in cui la somministrazione intramuscolare non è attuabile (pazienti in stato di shock, con manifestazioni emorragiche, disordini ematologici, gravi ustioni o ridotta massa muscolare, portatori di forme mieloproliferative). La somministrazione endovenosa sarà effettuata, preferibilmente mediante infusione in 1-2 ore, alle stesse dosi previste per la via intramuscolare. Ogni singola dose dovrà essere diluita in 100-200 ml di soluzione fisiologica o di destrosio al 5%; nei bambini il volume del diluente sarà ridotto. In ogni caso la concentrazione di gentamicina non dovrebbe superare 1 mg/ml (0,1%). GENTAMICINA SOLFATO è stato anche iniettato per via endovenosa senza diluizione (la metodologia è peraltro da limitarsi a casi eccezionali). A) Pazienti con funzionalità renale normale: Adulti: la dose consigliata per il trattamento delle infezioni sistemiche è di 3 mg/kg/die (1 mg/kg ogni 8 ore o 1,5 mg/kg ogni 12 ore). Nelle infezioni che costituiscono un pericolo per la vita del paziente è consigliata una posologia fino a 5 mg/kg/die, da somministrarsi in 3 o 4 dosi per i primi due o tre giorni di trattamento; successivamente sarà ridotta a 3 mg/kg/die. Per le infezioni urinarie e per le infezioni extra-urinarie di grado moderato possono essere sufficienti 2 mg/kg/die, in due dosi refratte. Schema posologico orientativo per i pazienti di oltre 50 kg di peso: - 80 mg, 3 volte al dì. - 80 mg, 2 volte al dì nelle infezioni urinarie e nelle infezioni extra urinarie di gravità moderata.

Bambini: nella primissima infanzia il prodotto va somministrato soltanto nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. La dose consigliata varia in funzione dell’età, secondo il seguente schema: DOSE TOTALE DOSE SINGOLA Prematuri e neonati a termine fino a 1 settimana di vita 5 - 6 mg/kg/die 2,5 - 3 mg/kg ogni 12 h Lattanti e Neonati oltre 1 settimana di vita 7,5 mg/kg/die 2,5 mg/kg ogni 8 h Bambini 6 - 7,5 mg/kg/die 2 - 2,5 mg/kg ogni 8 h L’adeguamento dei dosaggi deve essere fatto in funzione dell’età del paziente, del tipo e della gravità dell’infezione. Nei pazienti obesi il dosaggio deve essere calcolato in base al loro peso teorico. La durata del trattamento è in genere di 7-10 giorni. Nelle infezioni gravi o complicate può rendersi necessario un trattamento più prolungato. In tali casi può aumentare il rischio di effetti secondari, si dovrà perciò rivolgere particolare attenzione al controllo della funzionalità renale, uditiva e vestibolare. È comunque consigliabile continuare la terapia per almeno 48 ore dopo lo sfebbramento. B) Pazienti con funzionalità renale alterata: Come per tutti i farmaci che vengono elettivamente eliminati per via renale, la frequenza delle somministrazioni verrà stabilita in base alla funzionalità renale, secondo il seguente schema: Dose Clearance creatinina (ml/min) Creatinina sierica (mg %) Azoto ureico ematico (BUN) Frequenza somministrazioni ADULTI 1-1,7 mg/kg > 70 < 1,4 < 18 ogni 8 ore 35-70 1,4-1,9 18-29 ogni 12 ore BAMBINI 2-2,5 mg/kg 24-34 2,0-2,8 30-39 ogni 18 ore 16-23 2,9-3,7 40-49 ogni 24 ore 10-15 3,8-5,3 50-74 ogni 36 ore 5-9 5,4-7,2 75-100 ogni 48 ore La frequenza delle somministrazioni può essere approssimativamente calcolata moltiplicando la creatinina sierica per 8, secondo il seguente schema: mg/100 ml creatinina sierica x 8 = intervallo tra due successive somministrazioni (in ore). Emodialisi. Nei pazienti adulti con insufficienza renale sottoposti a emodialisi, la quantità di gentamicina rimossa dal plasma può variare in funzione di alcuni fattori, tra i quali il metodo di dialisi impiegato. Una emodialisi di sei ore può ridurre i livelli plasmatici di gentamicina di circa il 50%.

Le dosi consigliate alla fine di ogni dialisi sono comprese tra 1 - 1,7 mg/kg in base al grado di severità dell’infezione. Nel bambino possono essere somministrate dosi di 2 - 2,5 mg/kg. Gli antibiotici aminoglicosidici vengono rimossi dal sangue in seguito a dialisi peritoneale, ma in quantità minore rispetto all’emodialisi. Monitoraggio consigliato Il monitoraggio della concentrazione sierica di gentamicina è raccomandato, soprattutto negli anziani, nei neonati e nei pazienti con funzionalità renale compromessa. I campioni vengono prelevati alla fine dell'intervallo delle dosi (livello di valle). I livelli di valle non devono superare i 2 mcg/ml di gentamicina somministrata due volte al giorno e 1 mcg/ml per una dose una volta al giorno. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Anamnesi di ipersensibilità o di reazioni tossiche agli aminoglicosidi. Miastenia grave Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego I pazienti in trattamento con aminoglicosidi devono rimanere sotto stretto controllo clinico a causa della potenziale tossicità associata con il loro utilizzo. Poiché i pazienti anziani e i bambini possono essere particolarmente a rischio, è consigliabile mantenerli sotto stretto controllo clinico. Occorre effettuare una valutazione periodica della funzionalità renale e degli elettroliti sierici nei pazienti adulti e bambini che ricevono GENTAMICINA SOLFATO per più di 7-10 giorni per il trattamento di infezioni gravi o che possono essere trattati con dosi più elevate di quelle consigliate per l’età, il peso o la presunta funzionalità renale. Per evitare le reazioni avverse, deve essere continuamente monitorata (prima, durante e dopo) la funzionalità renale (creatinina sierica, clearance della creatinina), è raccomandato il controllo della funzione del vestibolo e della coclea e dei parametri epatici di laboratorio. Al pari degli altri aminoglicosidi, GENTAMICINA SOLFATO soluzione iniettabile è potenzialmente nefrotossica. Il rischio di nefrotossicità aumenta nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e in quelli che ricevono dosi elevate o una terapia prolungata. Pazienti anziani possono avere una riduzione della funzione renale, che può non risultare evidente con i test di laboratorio routinari, quali l'azotemia o la creatinina sierica. L'esame della clearance creatininica può risultare più utile. È particolarmente importante in tali pazienti il monitoraggio delle funzioni renali durante il trattamento con gentamicina, come con altri aminoglicosidi.

In alcuni adulti e bambini trattati con gentamicina è stata riferita una sindrome Fanconi-simile con aminoaciduria e acidosi metabolica. E’ possibile un danno al nervo vestibolo-cocleare (ottavo nervo cranico), con possibili effetti sull'equilibrio e sull'udito. La reazione ototossica più comune è il danno vestibolare. La perdita dell'udito si manifesta inizialmente come una riduzione dell'acuità uditiva alle alte frequenze ed è di solito irreversibile. Fattori di rischio importanti sono preesistenti danni della funzione renale o un’anamnesi di danno a carico dell'ottavo nervo cranico; inoltre il rischio aumenta in modo proporzionale al livello della dose totale e giornaliera o dall'associazione con sostanze potenzialmente ototossiche. I sintomi degli effetti ototossici sono: capogiro, percezione di rumori di tintinnio o scroscio nell'orecchio (tinnito), vertigine e meno comune la perdita dell'udito Il meccanismo vestibolare può essere colpito dalla gentamicina se si superano livelli minimi di 2 µg/ml. E’ di solito reversibile se lo si osserva immediatamente e si modifica la dose. (vedere anche paragrafo 4.8). L’urina deve essere esaminata per l’eventuale riduzione del peso specifico, l’aumento dell’escrezione proteica, e per la presenza di cellule o di precipitati a calco. Occorre determinare periodicamente l’azoto ureico e l’azoto non proteico nel sangue, la creatinina sierica o la clearance della creatina. Se fattibile, si raccomanda di effettuare audiogrammi seriali, in particolare nei pazienti ad alto rischio. In caso di manifesta ototossicità (confusione, vertigini, tinnito, ronzii auricolari o perdita dell’udito) o nefrotossicità occorre modificare la posologia o interrompere il farmaco. Al pari degli altri aminoglicosidi, in rari casi modifiche della funzionalità renale o dell’ottavo paio dei nervi cranici possono manifestarsi solo dopo il completamento della terapia. Se possibile, le concentrazioni sieriche degli aminoglicosidi devono essere monitorate al fine di assicurare adeguati livelli ed evitare livelli potenzialmente tossici. Per la GENTAMICINA SOLFATO si dovrebbero evitare picchi prolungati superiori ai 12 mcg/ml e livelli minimi, precedenti la successiva iniezione, superiori a 2 mcg/ml, distanziando nel tempo le somministrazioni o riducendo il dosaggio, quando necessario. Picchi eccessivi e/o concentrazioni sieriche di aminoglicosidi troppo elevate possono aumentare il rischio di tossicità renale o dell’ottavo nervo cranico. In pazienti con ustioni estese, l’alterata farmacocinetica può comportare una ridotta concentrazione sierica di aminoglicosidi. In tali pazienti trattati con GENTAMICINA SOLFATO, si raccomanda il dosaggio della concentrazione sierica come base per modificare il dosaggio. Come per altri aminoglicosidi, si deve evitare la contemporanea e/o sequenziale somministrazione sistemica o topica di altri farmaci nefrotossici e/o neurotossici.

L’uso contemporaneo e/o sequenziale, sistemico o topico, di altri farmaci potenzialmente neurotossici e/o nefrotossici deve essere evitata (vedere 4.5). Se l’utilizzo di queste associazioni è necessario, occorre sorvegliare strettamente le funzioni renali con test di laboratorio appropriati. L’età avanzata e la deidratazione sono altri fattori che possono aumentare il rischio di tossicità per i pazienti. Blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria sono stati riportati nel gatto trattato con dosi elevate (40 mg/kg) di gentamicina. La possibilità che tali fenomeni accadano nell’uomo va tenuta in considerazione se la GENTAMICINA SOLFATO è somministrata per qualsiasi via a pazienti in trattamento con farmaci bloccanti neuromuscolari, quali succinilcolina, tubocurarina o decametonio, anestetici o trasfusioni massive di sangue contenente citrato come anticoagulante. In caso si manifesti blocco neuromuscolare, l’utilizzo di sali di calcio può rendere reversibile tale fenomeno. Gli aminoglicosidi si devono utilizzare con cautela in pazienti con disturbi neuromuscolari, quali miastenia grave, parkinsonismo o botulismo infantile, poiché tali farmaci possono in via teorica aggravare la debolezza muscolare a causa del loro potenziale effetto curaro simile sulle sinapsi neuromuscolari. È dimostrata una allergenicità crociata fra aminoglicosidi. Durante il trattamento i pazienti devono essere ben idratati. Il trattamento con GENTAMICINA SOLFATO può comportare la crescita eccessiva di microorganismi insensibili al farmaco. Se questo accade, è indicata una terapia appropriata. Quando si utilizza unitamente alla terapia sistemica, si deve tener conto della possibilità di un aumento dei livelli sierici specialmente se si somministra direttamente per via endotracheale. Molto raramente, a seguito dell’uso di aminoglicosidi, compresa gentamicina, sono stati riportati sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica. Diarrea e colite pseudomembranosa sono state osservate quando la gentamicina è associata con altri antibiotici. Queste diagnosi devono essere considerate in ogni paziente che sviluppa diarrea durante o subito dopo il trattamento. La gentamicina deve essere interrotta se una diarrea grave e/o diarrea sanguinosa si presenta durante il trattamento e deve essere iniziata la terapia appropriata. Non devono essere somministrati farmaci che inibiscono la peristalsi (vedere paragrafo 4.8). Somministrazione intratecale I soggetti candidati al trattamento con gentamicina per via intratecale sono solitamente trattati contemporaneamente con gentamicina per via sistemica. Occorre osservare tutte le avvertenze e le precauzioni per questo o per altri prodotti somministrati contemporaneamente e considerare la possibilità di effetti additivi. Inoltre, il rischio della somministrazione diretta di un farmaco potenzialmente neurotossico negli spazi del fluido cerebrospinale del sistema nervoso centrale, deve essere valutato contro il potenziale beneficio derivante da tale via d

somministrazione. Non sono state stabilite la sicurezza e l’efficacia nei bambini di età inferiore ai tre mesi. Non è stata definita la sicurezza dell’iniezione intratecale di gentamicina durante la gravidanza. Informazioni importanti su alcuni eccipienti: Il prodotto contiene sodio metabisolfito; tale sostanza può provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici, reazioni di tipo allergico ed attacchi di asma gravi. Il prodotto contiene parabeni (metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato) che possono causare reazioni allergiche solitamente di tipo ritardato. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”. 4.5. Interazione con altri medicinali ed altre forme di interazione È stata dimostrata una allergenicità crociata fra aminoglicosidi. È stato riferito un aumento della nefrotossicità potenziale della gentamicina a seguito della somministrazione susseguente o contemporanea - che dovrebbe essere evitata - di altre sostanze potenzialmente nefrotossiche, quali: cisplatino, polimixina B, colistina, streptomicina, vancomicina, kanamicina, amicacina, neomicina, paramomicina, tobramicina, organoplatini, pnemetotrexate ad alte dosi, ifosfamide, pentamidina, foscarnet, alcuni farmaci antivirali (aciclovir, ganciclovir, adefovir, cidofovir, tenovir), amfotericina B, immunosoppressori quali ciclosporina, o tacrolimo e mezzi di contrasto iodati, altri aminoglicosidi e alcune cefalosporine, o di diuretici potenti quali l’acido etacrinico e la furosemide. In caso di farmaci contenenti cisplatino, si tenga presente che la nefrotossicità di gentamicina può aumentare anche a 3-4 settimane di distanza dalla somministrazione di queste sostanze Un aumento della nefrotossicità è stata riportata a seguito della somministrazione contemporanea di antibiotici aminoglicosidici ed alcune cefalosporine. L’uso contemporaneo di gentamicina e diuretici potenti quali acido etacrinico o furosemide deve essere vietato, considerato che tali diuretici posseggono una propria ototossicità. Inoltre, quando vengono somministrati per via endovenosa, i diuretici possono aumentare la tossicità degli aminoglicosidi alterandone la concentrazione nel siero e nei tessuti. Antibiotici neurotossici e nefrotossici possono essere assorbiti in quantità significative dalla superficie corporea dopo applicazione o irrigazione locale. La potenziale tossicità di antibiotici somministrati in tal modo deve essere presa in considerazione. Una riduzione dell’emivita sierica della gentamicina è stata osservata in pazienti con grave insufficienza renale trattati contemporaneamente con carbenicillina e gentamicina. Abitualmente, tale inattivazione dell’aminoglicoside è clinicamente significativa solo in pazienti con grave insufficienza renale.

Sebbene il blocco neuromuscolare non sia stato riferito in clinica né con gentamicina né con altri aminoglicosidi, questa reazione è potenzialmente verificabile soprattutto se gentamicina viene somministrata con succinilcolina o tubocurarina o durante trasfusioni massive di sangue citrato; Qualora la gentamicina venga somministrata durante o immediatamente dopo un intervento chirurgico, il blocco neuromuscolare può essere amplificato e prolungato se si utilizzano miorilassanti non depolarizzanti. Queste interazioni possono causare un blocco neuromuscolare e una paralisi respiratoria. In considerazione dell’aumentato rischio, tali pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione. Qualora si verificasse, il blocco può essere rimosso con la somministrazione di sali di calcio. La contemporanea somministrazione anche topica, specie se intracavitaria, di altri antibiotici potenzialmente nefrotossici ed ototossici può accrescere il rischio di tali effetti. Il prodotto non va mescolato nella stessa siringa con altri farmaci. Gli aminoglicosidi possono aumentare l’effetto dannoso di metossiflurano a carico dei reni. Se usato in concomitanza, sono possibili nefropatie estremamente gravi. L’anestesista deve essere messo a conoscenza dell’uso di aminoglicosidi prima di un intervento chirurgico. In vitro l’associazione di un aminoglicoside con un antibiotico beta-lattamico (penicilline o cefalosporine) può causare una reciproca e significativa inattivazione. Anche quando un antibiotico aminoglicosidico e uno penicillino simile sono stati somministrati attraverso due vie differenti, si è verificata una riduzione dell’emivita o dei livelli plasmatici dell’aminoglicoside in pazienti con insufficienza renale e in alcuni pazienti con funzionalità renale normale. È stata osservata una riduzione dell’emivita plasmatica di gentamicina in pazienti con grave insufficienza renale trattati concomitantemente con carbenicillina. 4.6. Fertilità, gravidanza ed allattamento Gli antibiotici aminoglicosidici attraversano la placenta e possono causare danni fetali qualora somministrati a donne in gravidanza. Sono stati riportati casi di sordità congenita bilaterale irreversibile in bambini le cui madri avevano ricevuto aminoglicosidi, incluso Gentamicina, durante la gravidanza. Se Gentamicina viene somministrato durante la gravidanza o se la paziente si accorge di essere in gravidanza mentre assume Gentamicina, la paziente stessa deve essere avvertita del potenziale rischio per il feto. In caso di esposizione alla gentamicina durante la gravidanza, si raccomanda di monitorare la funzione renale e uditiva del neonato. In donne che allattano, Gentamicina è escreto nel latte materno in piccole quantità. Il neonato allattato al seno può sviluppare diarrea e infezioni fungine delle membrane mucose, tali da richiedere l'interruzione dell'allattamento al seno. Tenere presente la possibilità di sensibilizzazione. A causa delle potenziali reazioni avverse gravi correlabili agli aminoglicosidi,

occorre decidere se interrompere l'allattamento o sospendere il trattamento, tenendo in considerazione l'importanza del farmaco per la madre. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Il paziente deve essere informato che gentamicina solfato può alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari, a causa di alcuni effetti indesiderati riscontrati, come ad esempio, capogiri, vertigini, riduzione della sensibilità uditiva, torpore (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). 4.8. Effetti indesiderati Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito per classificazione sistemica organica e per frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10000, <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie renali ed urinarie Frequenza: molto rara. Insufficienza renale acuta, sindrome simil-Fanconi in pazienti trattati con dosi elevate per un periodo prolungato. Frequenza: non nota. Sono stati segnalati effetti collaterali di tipo renale, come dimostrato dalla presenza nelle urine di filamenti, cellule o proteine, o dall’aumento nel sangue dell’azoto ureico e dell’azoto non proteico, della creatinina sierica e dall’oliguria. Anziani e bambini possono essere particolarmente a rischio, occorre quindi una stretta sorveglianza clinica. È consigliabile effettuare una valutazione basale e periodica della funzionalità renale e degli elettroliti sierici per i pazienti che ricevono una terapia prolungata (maggiore di 7-10 giorni) con gentamicina o che possono essere trattati con dosi più elevate di quelle consigliate per l’età, il peso o la presunta funzionalità renale. Gli effetti indesiderati renali sono stati riferiti più frequentemente in soggetti con ridotta funzionalità renale o trattati per periodi più lunghi o con dosi più elevate di quelle consigliate. Patologie dell'orecchio e del labirinto Frequenza: non nota. Sono stati segnalati effetti indesiderati a carico dei rami vestibolare e uditivo dell’ottavo paio di nervi cranici, prevalentemente in pazienti con insufficienza renale e in pazienti sottoposti a trattamenti protratti e/o con dosi elevate. I sintomi riscontrati includono ronzii, vertigini, tinnito e riduzione della sensibilità uditiva. La riduzione della sensibilità uditiva si manifesta inizialmente con la diminuzione dell’acuità dei toni alti e può essere di tipo irreversibile. Così come per altri aminoglicosidi, le alterazioni vestibolari possono essere irreversibili. Altri fattori che possono aumentare il rischio di ototossicità includono: disidratazione, somministrazione concomitante di diuretici quali acido etacrinico e furosemide o somministrazione pregressa di altre sostanze ototossiche.

Perdita irreversibile dell’udito, sordità. Patologie del sistema nervoso Frequenza: non nota. Convulsioni, allucinazioni, attacchi epilettici, torpore, parestesie, fascicolazioni, sindrome di tipo miastenia gravis, cefalea, letargia, pseudotumor cerebri, polineuropatie, encefalopatia, blocco neuromuscolare, capogiri disturbi dell’equilibrio Disturbi psichiatrici Frequenza: non nota. Confusione, depressione, sindrome cerebrale organica acuta Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Frequenza: non nota. Depressione respiratoria, fibrosi polmonare, edema laringeo Patologie dell’occhio Frequenza: non nota. Disturbi della visione. Patologie gastrointestinali Frequenza: non nota. Nausea, vomito, scialorrea, stomatite, Patologie vascolari Frequenza: non nota. Ipertensione, ipotensione. Disturbi del sistema immunitario Frequenza: non nota. Reazioni di ipersensibilità di gravità variabile quali febbre da farmaco, gravi reazioni acute da ipersensibilità (anafilassi) shock anafilattico Esami diagnostici Frequenza: non nota. Aumento delle transaminasi sieriche (AST, ALT), della latticodeidrogenasi (LDH), della fosfatasi alcalina e della bilirubina; riduzione dei livelli sierici di calcio, magnesio, potassio e sodio; alterazioni dei tests di funzionalità renale. Perdita di peso, Aminoaciduria e acidosi metabolica. Le anormalità nei valori dei test clinici di laboratorio possono essere talvolta associati ad una correlata sintomatologia clinica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Frequenza non nota: anoressia Patologie del sistema emolinfopoietic

Frequenza: non nota. Anemia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi transitoria, eosinofilia, aumento o riduzione dei reticolociti, trombocitopenia, discrasia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Frequenza: non nota. Febbre, Dolore nel sito di iniezione, atrofia sottocutanea o segni di irritazione locale. Infezioni ed infestazioni Sovrainfezione (da germi resistenti alla gentamicina), colite pseudomembranosa. Patologie epatobiliari Stati transitori di epatomegalia e splenomegalia Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni di ipersensibilità di gravità variabile, da eruzione cutanea e prurito. Eruzioni cutanee di vario tipo su base allergica o idiosincrasica, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, porpora, alopecia Somministrazione intratecale La tollerabilità locale per l’iniezione intratecale di gentamicina è stata buona. Sono stati riferiti casi rari di aracnoidite o di bruciore nel sito di iniezione. Poiché il dosaggio raccomandato per l’iniezione intratecale di gentamicina è basso, il rischio potenziale di effetti avversi sistemici è minimo. L’iniezione intratecale di gentamicina è raccomandata come terapia addizionale con altri antibiotici, quali gentamicina parenterale, che deve essere somministrata a dose terapeutica piena. Evidenza di disfunzioni dell’ottavo paio di nervi, modifiche nella funzionalità renale, crampi alle gambe, eruzioni cutanee, febbre, convulsioni e aumento delle proteine del liquido cerebro spinale sono stati riferiti in pazienti che sono stati trattati contemporaneamente con gentamicina intratecale e preparati parenterali di gentamicina. È stato riferito che la somministrazione intratecale di dosi eccessive (da 40 a 160 mg) di preparazioni parenterali di gentamicina (contenenti un conservante) ha prodotto in genere disturbi neuromuscolari transitori, quali atassia, paresi e incontinenza. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizz

www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa. 4.9. Sovradosaggio In caso di sovradosaggio o di reazioni tossiche, l’emodialisi consentirà una rapida rimozione della gentamicina dal plasma. La percentuale di rimozione è considerevolmente inferiore con la dialisi peritoneale. Nei neonati possono essere effettuate trasfusioni di sangue. Queste procedure sono particolarmente importanti nei pazienti con insufficienza renale. Trattamento del blocco neuromuscolare: In caso di blocco neuromuscolare (normalmente causato da interazioni, vedere paragrafo 4.5), è consigliabile somministrare cloruro di calcio e, se necessario, ricorrere alla respirazione artificiale.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: antibatterici aminoglicosidi – Codice ATC J01GB03 Attività antibatterica GENTAMICINA SOLFATO è un antibiotico che agisce alterando la sintesi proteica dei microrganismi sensibili. E’ attivo a basse concentrazioni su una vasta gamma di germi patogeni Gram-positivi e Gram-negativi, ivi compresi Pseudomonas aeruginosa, E. coli, batteri del gruppo Klebsiella-Enterobacter-Serratia, Citrobacter spp., Providencia spp., Proteus spp., indolo-positivi e indolo-negativi (P. mirabilis, P. morganii, P. rettgeri, P. vulgaris), Staphylococcus penicillinasi-produttore e non, inclusi i ceppi meticillino-resistenti. GENTAMICINA SOLFATO è attivo in vitro su Salmonella spp., Shigella spp. e Neisseria gonorrhoeae. Generalmente resistenti agli aminoglicosidi sono gli streptococchi, in particolare quelli del gruppo D e i germi anaerobi (Bacteroides, Clostridium spp.). Sinergismo d’azione è stato osservato nei confronti della maggior parte dei ceppi di Streptococcus feacalis (Enterococcus) e di Pseudomonas aeruginosa, rispettivamente con l’associazione di GENTAMICINA SOLFATO a penicillina G e di GENTAMICINA SOLFATO a carbenicillina o ticarcillina. L’associazione di GENTAMICINA SOLFATO ad antibiotici betalattamici si è dimostrata sinergica anche su altri microrganismi Gram-negativi. 5.2. Proprietà farmacocinetiche I livelli sierici battericidi dopo somministrazione intramuscolare di gentamicina si raggiungono molto rapidamente (30-90 minuti), le concentrazioni efficaci persistono mediamente per 6-8 ore.

La gentamicina viene escreta in forma immodificata quasi completamente attraverso il rene, per filtrazione glomerulare, con una clearance simile a quella della creatinina endogena: ne derivano concentrazioni urinarie dell’antibiotico dell’ordine del 70% o più della dose somministrata, entro le 24 ore. Il picco sierico di gentamicina in mcg/ml corrisponde in genere a 4 volte la singola dose intramuscolare in mg/kg (4 mcg/ml per una dose di 1 mg/kg) per individui adulti di peso vicino al peso ideale. Nei bambini le concentrazioni sieriche risultano proporzionalmente inferiori per il maggior volume di distribuzione del farmaco. L’emivita sierica di gentamicina è di 1-2 ore nei pazienti con funzionalità renale normale ed è strettamente correlata alla clearance della creatinina e alla creatininemia. Il legame alle proteine sieriche è basso. La somministrazione di 1 mg/kg ogni 8 ore o di 1,5 mg/kg ogni 12 ore non determina accumulo nel siero di pazienti adulti con funzionalità renale normale. Non vi è evidenza di accumulo di gentamicina dopo 10 gg di trattamento. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Studi di tossicità acuta nel topo, impiegando gentamicina in soluzione acquosa, hanno dato le seguenti DL50: 485 mg/kg sottocute 430 mg/kg endoperitoneo 75 mg/kg endovena > 9050 mg/kg orale. La gentamicina non presenta analogie strutturali con composti di accertata azione cancerogena. Negli studi di tossicità cronica e durante le sperimentazioni cliniche non ha mai evidenziato fenomeni atti a far supporre potenzialità cancerogenetica.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, sodio metabisolfito, acqua per preparazioni iniettabili, acido solforico diluito (correttore di pH), sodio idrossido diluito (correttore di pH). 6.2. Incompatibilità Il medicinale non va mescolato nella stessa siringa con altri farmaci In vitro l’associazione di un aminoglicoside con un antibiotico betalattamico (penicilline o cefalosporine) può causare una reciproca inattivazione. È stata inoltre riportata incompatibilità con dopamina cloridrato e, pertanto, miscele con questo medicinale devono essere evitate.

6.3. Periodo di validità 5 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Conservare nella confezione originale per riparare il medicinale dalla luce. 6.5. Natura e contenuto del contenitore - GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO 80 mg/2 ml soluzione iniettabile: confezione da 1 fiala. Contenitore: fiala in vetro neutro, bianco, serigrafata con anello di prerottura, contenente 2 ml di soluzione. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione La fiala è a prerottura: non è richiesta la limetta per l’apertura. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ITALFARMACO S.p.A. – Viale F. Testi, 330 – 20126 MILANO

8. Numero dell’autorizzazioni all’immissione in commercio

GENTAMICINA SOLFATO ITALFARMACO 80 mg/2 ml soluzione iniettabile: AIC 030161020

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

08.11.1993, G.U. N. 115 del 17.12.1993 Rinnovo Dicembre 2008

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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