ICOMB

Ramipril appartiene a un gruppo di medicinali chiamati ACE-inibitori (Inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina), mentre l’amlodipina appartiene a un gruppo di medicinali chiamati bloccanti dei canali del calcio. Ramipril agisce nel seguente modo: • diminuisce la produzione da parte dell’organismo di sostanze che potrebbero innalzare la pressione sanguigna • rilassa e dilata i vasi sanguigni • rende più facile per il cuore pompare sangue nell’organismo. Amlodipina agisce nel seguente modo: • distende e dilata i vasi sanguigni, in maniera tale che il sangue li possa attraversare…

Principio attivo: AMLODIPINA, RAMIPRIL · ATC C09BB07 · POLIFARMA S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"10 MG/10 MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL A 11,66 € 9,14 € 2,52 € + ticket*
"10 MG/5 MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL A 9,21 € 7,22 € 1,99 € + ticket*
"5 MG/10 MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL A 10,26 € 8,04 € 2,22 € + ticket*
"5 MG/5 MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL A 7,81 € 6,12 € 1,69 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: AMLODIPINA, RAMIPRIL
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 10 mg ,10 mg CAPSULA RIGIDA
  • 10 mg ,5 mg CAPSULA RIGIDA
  • 5 mg ,10 mg CAPSULA RIGIDA
  • 5 mg ,5 mg CAPSULA RIGIDA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: POLIFARMA S.P.A.
Codice ATC: C09BB07
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· RAMIPRIL E AMLODIPINA KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· Ramipril e Amlodipina Sandoz - SANDOZ S.P.A.
· ALAMUT - FIDIA SPECIALTY S.R.L.
· RAMANTAL - SCHARPER S.P.A.
· PARVATI - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
· TRIAMLO - SANOFI S.R.L.
· DUOTENS - SPA SOCIETA' PRODOTTI ANTIBIOTICI S.P.A.
· SAMBETAN - S.F. GROUP S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Icomb contiene due principi attivi chiamati ramipril e amlodipina. Ramipril appartiene a un gruppo di

medicinali chiamati ACE-inibitori (Inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina), mentre l’amlodipina appartiene a un gruppo di medicinali chiamati bloccanti dei canali del calcio.

Ramipril agisce nel seguente modo:

• diminuisce la produzione da parte dell’organismo di sostanze che potrebbero innalzare la pressione
sanguigna
• rilassa e dilata i vasi sanguigni
• rende più facile per il cuore pompare sangue nell’organismo.

Amlodipina agisce nel seguente modo:

• distende e dilata i vasi sanguigni, in maniera tale che il sangue li possa attraversare con maggiore facilità.

Icomb può essere usato per trattare la pressione alta (ipertensione) in quei pazienti che vengono adeguatamente controllati con i prodotti singoli somministrati simultaneamente in forma di compresse distinte, agli stessi livelli di dosaggio presenti nella combinazione.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Icomb
- Se è allergico a ramipril o amlodipina, o a qualsiasi altro bloccante dei canali del calcio o medicinale
ACE-inibitore o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo
6).
Segni di una reazione allergica possono includere eruzione cutanea, problemi di deglutizione o
respirazione e gonfiore alle labbra, viso, gola o lingua.

- Se presenta un restringimento grave della valvola aortica cardiaca (stenosi aortica) o shock
cardiogeno (una condizione in cui il cuore non è in grado di fornire sangue a sufficienza
all’organismo).
- Se ha avuto una grave reazione allergica chiamata “angioedema”. I sintomi includono prurito,

orticaria, segni rossi sulle mani, i piedi e la gola, gonfiore della gola e della lingua, gonfiore intorno
agli occhi e alle labbra, difficoltà nel respirare e nel deglutire.
- Se si sta sottoponendo a dialisi o a qualsiasi altro tipo di filtrazione del sangue. In base alla tipologia
di macchina utilizzata, il trattamento con Icomb potrebbe non essere idoneo per lei.
- Se ha problemi renali per cui l’afflusso di sangue ai reni è ridotto (stenosi dell’arteria renale).
- Negli ultimi 6 mesi di gravidanza (vedere il paragrafo seguente su “Gravidanza, allattamento e

fertilità”).
- Se la sua pressione sanguigna è bassa o instabile in modo anomalo. Il suo medico dovrà fare questa
valutazione.
- Se soffre di scompenso cardiaco dopo un infarto.
- Se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è stato in trattamento con un

medicinale che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren. - Se ha assunto o sta attualmente assumendo sacubitril/valsartan, un medicinale utilizzato per trattare un tipo di insufficienza cardiaca a lungo termine (cronica) negli adulti, poiché aumenta il rischio di angioedema (rapido gonfiore sottocutaneo in un’area come la gola).

di assumere Icomb.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Icomb. Non assuma Icomb se rientra in una delle condizioni sopra indicate. Se ha dubbi si rivolga al medico prima

Deve informare il proprio medico se ha o ha avuto una qualsiasi delle seguenti condizioni:
- se è anziano.
- se ha problemi di cuore, di fegato o di reni.
- se manifesta un aumento rilevante della pressione sanguigna (crisi ipertensiva).
- se presenta il rischio di sviluppare disturbi circolatori al cuore o al cervello in caso di pressione
arteriosa bassa acuta.

- se il suo organismo ha perso molti sali o fluidi (a causa di vomito, diarrea, sudando più del normale,
in caso di restrizione salina nella dieta, se sta assumendo diuretici (compresse per eliminare liquidi)
da lungo tempo o se si sottopone a dialisi).
- se dovrà sottoporsi ad un trattamento per ridurre un’allergia alle punture di api o vespe

(desensibilizzazione).
- se dovrà ricevere un’anestesia. Questa potrebbe essere somministrata per un’operazione o per un
intervento dentale. Potrebbe dover interrompere il trattamento con Icomb il giorno prima; consulti il
medico per un consiglio.
- se ha quantità elevate di potassio nel sangue (indicato nei risultati delle analisi del sangue).
- se sta assumendo medicinali o presenta una condizione che potrebbe determinare una riduzione dei

livelli di sodio nel sangue. Il suo medico potrebbe richiedere delle analisi del sangue periodiche, in particolare per verificare i livelli di sodio nel sangue, soprattutto se lei è anziano. - se ha una malattia collageno-vascolare come la sclerodermia o il lupus eritematoso sistemico

- se ha la tosse. Informi il medico se nota un peggioramento.
- se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue:
- un “antagonista del recettore dell'angiotensina II” (AIIRA) (anche noti come sartani - per esempio
valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se si hanno problemi renali correlati al diabete.
- aliskiren.
Il suo medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione sanguigna e la quantità di

elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari. Vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda Icomb”. - se sta assumendo uno dei seguenti medicinali, il rischio di angioedema potrebbe aumentare: o racecadotril, un medicinale utilizzato per il trattamento della diarrea. o medicinali utilizzati per la prevenzione del rigetto nel trapianto di organi e per il cancro (ad es. temsirolimus, sirolimus, everolimus). o vildagliptin, un medicinale utilizzato nel trattamento del diabete.

- Deve informare il medico se pensa di essere (o che potrebbe rimanere) incinta. Icomb non è raccomandato nei primi 3 mesi di gravidanza e può causare gravi danni al bambino dopo il 3o mese di gravidanza (vedere il paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”).

Se rientra in una delle condizioni sopra indicate (o se ha dei dubbi), si rivolga al medico prima di assumere Icomb.

Il medico dovrebbe monitorare la conta dei globuli bianchi. Si consiglia un monitoraggio più frequente:
- all’inizio del trattamento
- in pazienti con ridotta funzionalità renale o malattie vascolari del collagene o

- quando vengono utilizzati medicinali che influenzano la conta delle cellule e del sangue.

Bambini e adolescenti L’uso di Icomb deve essere evitato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età per l’assenza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia.

Altri medicinali e Icomb Vedere anche quanto riportato alla voce ‘Non prenda Icomb’.

Informi il medico o il farmacista, se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni:

Se sta assumendo un bloccante del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche quanto
riportato alla voce ‘Non prenda Icomb’ e ‘Avvertenze e precauzioni’).
I seguenti medicinali possono ridurre l’azione di Icomb:
- Medicinali usati per alleviare dolore e infiammazione (ad es. Farmaci Antinfiammatori Non
Steroidei (FANS) quali ibuprofene, indometacina, acido acetilsalicilico).
- Medicinali usati per il trattamento della pressione sanguigna, dello shock, dell’insufficienza cardiaca,

dell’asma o di allergie quali efedrina, noradrenalina o adrenalina, isoproterenolo, dobutamina o
dopamina. Il suo medico dovrà controllare la sua pressione sanguigna.
- Rifampicina (agente antibiotico usato per trattare la tubercolosi).
- Hypericum perforatum (Erba di San Giovanni – rimedio per la depressione, a base di erbe).

Informi il suo medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali. Questi possono aumentare la probabilità
di manifestare effetti indesiderati se li assume contemporaneamente ad Icomb:
- Medicinali usati per alleviare dolore e infiammazione (ad es. Farmaci Antinfiammatori Non
Steroidei (FANS) quali ibuprofene, indometacina, acido acetilsalicilico).
- Medicinali per il cancro (chemioterapia).

- Medicinali per arrestare il rigetto di organi dopo un trapianto come la ciclosporina.
- Diuretici (compresse per eliminare liquidi) quali la furosemide.
- Medicinali che possono aumentare la quantità di potassio nel sangue quali spironolattone,

triamterene, amiloride, sali di potassio ed eparina (per fluidificare il sangue).
- Medicinali steroidei per l’infiammazione come prednisolone.
- Allopurinolo (usato per abbassare l’acido urico nel sangue.)
- Procainamide (per problemi del ritmo cardiaco).
- Chetoconazolo, itraconazolo (usati per trattare le infezioni fungine).
- Eritromicina, claritromicina (agenti antibiotici usati per trattare determinate infezioni batteriche).

- Ritonavir, indinavir, nelfinavir (chiamati inibitori della proteasi usati per trattare i pazienti affetti da
HIV).
- Verapamil, diltiazem (per il trattamento di determinate malattie del cuore e per la pressione alta).
- Dantrolene (infusione per gravi anormalità della temperatura corporea).
- Sirolimus (per prevenire il rigetto di trapianto di rene).
- Trimetoprim e cotrimoxazolo, noto anche come trimetoprim/sulfametossazolo (per infezioni causate
da batteri).

- Temsirolimus (per il cancro).
- Everolimus (per prevenire il rigetto dei trapianti d’organo).
- Tacrolimus (usato per controllare la risposta immunitaria, per consentire all’organismo di accettare
l’organo trapiantato).

- Racecadotril (utilizzato per il trattamento della diarrea).
- Vildagliptin (utilizzato per il trattamento del diabete).
- Sacubitril/valsartan (utilizzato per il trattamento di problemi cardiaci).
Non prenda Icomb se ha assunto o sta attualmente assumendo sacubitril/valsartan (vedere paragrafo
“Non prenda Icomb”).

L’azione dei seguenti medicinali può essere modificata da Icomb:
- Medicinali per il diabete quali le medicine per via orale per l’abbassamento della glicemia e
l’insulina. Icomb può abbassare la quantità di zucchero nel sangue. Controlli attentamente i suoi
livelli di zucchero nel sangue (glucosio) mentre assume Icomb.
- Litio (per problemi di salute mentale): Icomb può aumentare la quantità di litio nel sangue. Il livello

del litio dovrà essere strettamente controllato dal suo medico.
- Simvastatina (medicinale per ridurre il colesterolo): Amlodipina incrementa l’esposizione alla
simvastatina. Se assume Icomb, il suo medico dovrà ridurre la dose di simvastatina.
- Ciclosporina (medicinale usato per bloccare il rigetto di organi dopo un trapianto).

Icomb con cibo, bevande e alcool - Se una qualsiasi delle situazioni indicate sopra corrisponde al suo caso (o in caso di incertezza), consulti il medico prima di prendere Icomb.

Il succo di pompelmo o il pompelmo non devono essere consumati dalle persone che stanno prendendo Icomb. Questo perché il pompelmo o il succo di pompelmo possono portare ad un aumento dei livelli del principio attivo amlodipina nel sangue, che può aumentare l’effetto di riduzione della pressione sanguigna di Icomb. - Bere alcol durante il trattamento con Icomb può farle provare capogiri o stordimento. Se è preoccupato su quanto potrà bere mentre prende Icomb, ne parli con il medico in quanto i medicinali utilizzati per ridurre la pressione sanguigna e l’alcool possono intensificare i rispettivi effetti

sedativi.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte

materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non dovrebbe assumere Icomb nelle prime 12 settimane di gravidanza e non deve assumere Icomb dopo la 13a settimana in quanto l’uso in gravidanza potrebbe essere dannoso per il bambino. In caso di gravidanza durante il trattamento con Icomb, informi immediatamente il medico.

Il passaggio ad un trattamento alternativo idoneo deve essere intrapreso prima di una gravidanza pianificata.

Allattamento

Non deve assumere Icomb se sta allattando.

Consulti il medico o farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Fertilità Non esistono dati sufficienti riguardo ai potenziali effetti sulla fertilità.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Icomb può modificare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Se il medicinale le fa provare nausea, vertigini o stanchezza, o se le dà mal di testa, non guidi o usi macchinari e contatti immediatamente il medico.

Icomb 5 mg/5 mg capsule e 10 mg/5 mg capsule contiene rosso allura AC-FD&C Red 40 (E129) e Icomb 5 mg/10 mg capsule e 10 mg/10 mg capsule contiene azorubina, carmoisina (E122). Queste sostanze coloranti possono causare reazioni allergiche.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose raccomandata è di 1 capsula al giorno della concentrazione stabilita dal suo medico.

A seconda dell’effetto il suo medico potrà modificare la dose. La dose massima è di 1 capsula una volta al giorno, della concentrazione di 10 mg/10 mg.

Prenda questo medicinale per bocca alla stessa ora di ogni giorno, prima o dopo il pasto.

Inghiotta la capsula rigida intera con del liquido. Non sbricioli o mastichi la capsula rigida. Non prenda Icomb con succo di pompelmo.

Malattia del fegato e dei reni Nelle malattie del fegato e dei reni le dosi possono essere modificate.

Anziani del Il suo medico ridurrà la dose iniziale e adatterà il suo trattamento più lentamente. Nei pazienti molto anziani e indeboliti la somministrazione di capsule di Icomb deve essere evitata.

Uso nei bambini e negli adolescenti L’uso di Icomb deve essere evitato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età per l’assenza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia.

Se prende più Icomb di quanto deve

Prendere troppe capsule può causare un abbassamento della pressione sanguigna o addirittura un abbassamento pericoloso. Può dare capogiri, stordimento, svenimento o sensazione di debolezza. Se la caduta della pressione è sufficientemente forte, può verificarsi uno shock. La cute potrebbe diventare fredda e sudata e il soggetto potrebbe perdere conoscenza. Consulti immediatamente un medico se prende troppo Icomb. Non guidi per recarsi in ospedale, si faccia accompagnare oppure chiami un’ambulanza. Porti con sé

la confezione del medicinale. Questo affinché il medico sappia cosa ha preso.

Il liquido in eccesso può accumularsi nei polmoni (edema polmonare) causando mancanza di respiro che può svilupparsi fino a 24-48 ore dopo l'assunzione.

Se dimentica di prendere Icomb Se dimentica di prendere una capsula, lasci quella dose completamente. Prenda la dose successiva all’ora giusta. Non prenda una doppia dose per compensare la dose dimenticata.

Se interrompe il trattamento con Icomb Il suo medico la consiglierà in merito alla durata di assunzione del medicinale. La sua condizione può ripresentarsi se cessa di prendere il medicinale prima di quando consigliato.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può avere effetti collaterali, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa il trattamento con Icomb e consulti il medico immediatamente, se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravi – potrebbe avere bisogno di un trattamento medico urgente: - Dolore o costrizione toracica che può manifestarsi come se si spostasse dal torace alle braccia e può essere accompagnato da sensazioni di capogiro e respiro corto. Questi possono essere segni di un

attacco cardiaco, la cui frequenza è non comune (può interessare fino a 1 persona su 100).
- Dolori improvvisi e forti allo stomaco, che possono essere accompagnati da malessere. Questi
possono essere segni di pancreatite, la cui frequenza è non comune (può interessare fino a 1 persona
su 100).
- Gonfiore del viso, delle labbra o della gola che può rendere difficoltoso ingoiare o respirare e che
può anche essere accompagnato da un esantema pruriginoso. Questi possono essere segni di

angioedema, la cui frequenza è non comune (può interessare fino a 1 persona su 100). - Reazioni cutanee gravi, tra cui eruzioni cutanee, ulcere della bocca, vescicolazione o distacco della pelle (come la sindrome di Stevens-Johnson o l’eritema multiforme), la cui frequenza è molto rara (può interessare fino a 1 persona su 10.000). La frequenza riportata per la necrolisi epidermica tossica è non nota.

Altri effetti indesiderati includono: Molto comune: può interessare più di 1 persona su 10 - Edema (ritenzione di liquidi)

Comune: può interessare fino a 1 persona su 10 -

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sangue
Cefalea
Sensazione di capogiro
Analisi del sangue che indicano la presenza di maggiore quantità di potassio rispetto al normale nel

- Sensazione di sonnolenza
- Svenimento
- Battito cardiaco irregolare o accelerato
- Pressione arteriosa atipicamente bassa
- Pressione arteriosa atipicamente bassa quando ci si alza o ci si siede rapidamente
- Arrossamento, rossore

- Disturbi visivi (inclusa visione doppia)
- Tosse secca e solletico alla gola
- Infiammazione e irritazione delle principali vie respiratorie dei polmoni
- Infiammazione dei seni nasali (cavità nasali)

- Respirazione difficoltosa
- Infiammazione o irritazione dello stomaco o dell’intestino
- Disturbi digestivi
- Fastidio addominale
- Indigestione
- Diarrea

- Sensazione di malessere allo stomaco
- Vomito
- Mal di stomaco

- Cambiamento delle abitudini intestinali
- Costipazione
- Eruzione cutanea
- Crampi muscolari
- Dolore muscolare
- Dolore al petto

- Sensazione di stanchezza
- Gonfiore agli arti, compreso gonfiore delle caviglie

Non comune: può interessare fino a 1 persona su 100
- Aumento del numero di determinati globuli bianchi evidenziato dalle analisi del sangue
- Perdita o diminuzione dell’appetito (anoressia)
- Sentirsi depressi

- Alterazioni dell’umore, tra cui ansia
- Sensazione di maggiore nervosismo rispetto al solito
- Sensazione di irrequietezza
- Difficoltà a dormire

- Capogiro
- Sensazione di formicolio, pizzicore o bruciore
- Perdita o alterazione del gusto
- Riduzione della sensibilità
- Tremolio o agitazione
- Disturbi visivi (inclusa visione offuscata)

- Fischio nelle orecchie
- Aumento del battito cardiaco
- Battito cardiaco irregolare
- Starnuto/prurito al naso/naso che cola
- Tosse

- Difficoltà respiratorie o peggioramento dell’asma
- Analisi del sangue che mostrano variazioni nella funzionalità del pancreas
- Un gonfiore nell’intestino chiamato "angioedema intestinale" che si presenta con sintomi come
dolore addominale, nausea, vomito e diarrea
- Infiammazione dello stomaco
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-
-
-
Bocca secca

Analisi del sangue che mostrano variazioni nella funzionalità del fegato
Punti o macchie rosse o violacee sulla pelle o sul rivestimento della bocca
Scolorimento della pelle
Prurito
- Perdita di capelli
- Aumento della sudorazione
- Dolore alle articolazioni
- Mal di schiena
- Diminuzione della funzione renale, comprese alterazioni della frequenza e/o del volume delle urine
- Problemi ad urinare

- Maggiore necessità di urinare, soprattutto durante la notte
- Aumento del volume di urine o bisogno di urinare più frequentemente del solito nel corso della
giornata
- Analisi del sangue o delle urine che mostrano un peggioramento della funzionalità dei reni

- Incapacità di ottenere o mantenere un’erezione
- Riduzione del desiderio sessuale negli uomini o nelle donne
- Ingrossamento del seno negli uomini
- Febbre
- Sensazione di debolezza o mancanza di energia
- Dolore

- Sensazione di malessere
- Aumento o diminuzione di peso
- Gonfiore alle mani o alle/ai gambe/piedi

Raro: può interessare fino a 1 persona su 1.000
- Analisi del sangue che mostrano una diminuzione del numero di globuli rossi, globuli bianchi,
piastrine o nella quantità di emoglobina
- Sensazione di confusione
- Problemi di equilibrio

- Occhi rossi, pruriginosi e/o gonfi
- Problemi di udito
- Restringimento dei vasi sanguigni
- Diminuzione del flusso sanguigno
- Infiammazione dei vasi sanguigni
- Lingua rossa e gonfia
- Ingiallimento della pelle

- Danno/infiammazione al fegato
- Desquamazione, delaminazione ed esfoliazione della pelle, che può essere accompagnata da prurito,
arrossamento e perdita di capelli
- Orticaria

- Problema alle unghie (ad es., allentamento o separazione dell’unghia dal letto ungueale)

Molto raro: può interessare fino a 1 persona su 10.000
- Reazioni allergiche tra cui starnuti, eruzione cutanea rossa e pruriginosa, lacrimazione e prurito degli
occhi, sensazione di oppressione al petto e respiro corto
- Zucchero eccessivo nel sangue

- Rigidità muscolare, tremori e/o disturbi del movimento
- Sensazione di debolezza, intorpidimento e dolore, di solito di mani e piedi
- Ingrossamento del tessuto gengivale
- Maggiore sensibilità alla luce del sole

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili
- Esami del sangue che indicano che il sistema immunitario può essere iperattivo
- Il midollo osseo non produce abbastanza cellule del sangue o piastrine
- Analisi del sangue che mostrano una quantità insufficiente di cellule presenti nel sangue
- Il corpo trattiene troppa acqua. Potrebbe avere urina concentrata (urina di colore scuro), avvertire

-
-
-
una secrezione inadeguata dell’ADH (ormone anti-diuretico).
malessere o stare male, avere crampi muscolari, confusione e attacchi che possono essere dovuti ad

Analisi del sangue che mostrano una concentrazione di sodio inferiore al normale
Difficoltà di concentrazione
Ictus. Intorpidimento, debolezza o perdita improvvisa dei movimenti del viso, braccio o gamba, in
particolare solo su un lato del corpo. Ciò può essere accompagnato da confusione, alterazioni visive
e difficoltà nel parlare.
- Tremito, postura rigida, faccia a maschera, movimenti lenti e una camminata strascicante e
sbilanciata
- Problemi nel parlare, muoversi, reagire o svolgere attività
- Sensazione di bruciore

- Alterazione dell’olfatto
- Formicolio, perdita di sensibilità o alterazione del colore delle dita di mani e piedi quando si ha
freddo
- Ulcere della bocca in persone altrimenti sane

- Rapida perdita della funzionalità epatica. I sintomi includono febbre, brividi, stanchezza, perdita di
appetito, mal di stomaco, sensazione di malessere e ingiallimento di cute o occhi
- Peggioramento della psoriasi
- Macchie pruriginose o dolenti di cute squamosa rossa
- Vescicolazione della cute o delle membrane mucose

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Può segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Non conservare a temperature superiori ai 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale oltre la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare

i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Icomb

• I principi attivi sono:

Icomb 5 mg/5 mg capsule rigide: Una capsula contiene 5 mg di ramipril e 5 mg di amlodipina (come amlodipina besilato).

Icomb 5 mg/10 mg capsule rigide: Una capsula contiene 5 mg di ramipril e 10 mg di amlodipina (come amlodipina besilato).

Icomb 10 mg/5 mg capsule rigide:

Icomb 10 mg/10 mg capsule rigide: del Una capsula contiene 10 mg di ramipril e 5 mg di amlodipina (come amlodipina besilato).

Una capsula contiene 10 mg di ramipril e 10 mg di amlodipina (come amlodipina besilato).

• Gli altri componenti sono: crospovidone ipromellosa cellulosa microcristallina glicerolo dibeenato biossido di titanio (E171)

gelatina Icomb 5 mg/10 mg, 10 mg/5 mg: ossido di ferro rosso (E172) Icomb 5 mg/5 mg, 10 mg/5 mg: blu brillante FCF-FD&C Blue 1 (E133) Icomb 5 mg/5 mg, 10 mg/5 mg: rosso allura AC-FD&C Red 40 (E129)

Icomb 5 mg/10 mg, 10 mg/10 mg: azorubina, carmoisina (E122) Icomb 5 mg/10 mg, 10 mg/10 mg: indigotina –FD&C Blue2 (E132)

Descrizione dell’aspetto di Icomb e contenuto della confezione

Icomb 5 mg/5 mg capsule rigide: Capsule rigide di gelatina con corpo opaco color ametista (rosa scuro), e con la parte superiore opaca color ametista (rosa scuro), riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca.

Icomb 5 mg/10 mg capsule rigide: Capsule rigide di gelatina con corpo opaco color carne (rosa chiaro), e con la parte superiore opaca color marrone-rossiccio, riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca.

Icomb 10 mg/5 mg capsule rigide:

Capsule rigide di gelatina con corpo opaco color carne (rosa chiaro), e con una parte superiore opaca color ametista (rosa scuro), riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca.

Icomb capsule rigide 10 mg/10 mg: Capsule rigide di gelatina con corpo opaco color marrone-rossiccio, e con la parte superiore opaca color marrone-rossiccio, riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca.

10 e 30 capsule rigide in blister, in una scatola di cartone.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio POLIFARMA S.p.A. Viale dell’Arte, 69 00144 - Roma

Produttore Egis Pharmaceuticals PLC H-1165 Budapest Bökényföldi út 118-120. Ungheria

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: 2024

Domande frequenti su ICOMB

Come si usa ICOMB?

ICOMB si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ICOMB è disponibile senza ricetta?

No, ICOMB è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ICOMB?

Il principio attivo di ICOMB è AMLODIPINA, RAMIPRIL.

Quali sono gli equivalenti di ICOMB?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: RAMIPRIL E AMLODIPINA KRKA, RAMIPRIL E AMLODIPINA DOC GENERICI, RAMIPRIL E AMLODIPINA EG, RAMIPRIL E AMLODIPINA TEVA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ICOMB?

ICOMB è prodotto da POLIFARMA S.P.A..

Da quando ICOMB è autorizzato in Italia?

ICOMB ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2014-01-11.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Icomb 5 mg/5 mg capsule rigide Icomb 5 mg/10 mg capsule rigide Icomb 10 mg/5 mg capsule rigide Icomb 10 mg/10 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Icomb 5 mg/5 mg capsule rigide Una capsula contiene 5 mg di ramipril, 5 mg di amlodipina (come amlodipina besilato). Icomb 5 mg/10 mg capsule rigide Una capsula contiene 5 mg di ramipril, 10 mg di amlodipina (come amlodipina besilato). Icomb 10 mg/5 mg capsule rigide Una capsula contiene 10 mg di ramipril, 5 mg di amlodipina (come amlodipina besilato). Icomb 10 mg/10 mg capsule rigide Una capsula contiene 10 mg di ramipril, 10 mg di amlodipina (come amlodipina besilato). Eccipienti con effetti noti Icomb 5 mg/5 mg capsule rigide Una capsula contiene 0,048 mg di rosso allura AC-FD&C Red 40 (E129). Icomb 5 mg/10 mg capsule rigide Una capsula contiene 0,2542 mg di azorubina, carmoisina (E122). Icomb 10 mg/5 mg capsule rigide Una capsula contiene 0,0384 mg di rosso allura AC-FD&C Red 40 (E129). Icomb 10 mg/10 mg capsule rigide Una capsula contiene 0,6355 mg di azorubina, carmoisina (E122). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsula rigida Icomb 5 mg/5 mg capsule rigide Capsule rigide di gelatina con corpo opaco color ametista (rosa scuro), e con la parte superiore opaca color ametista (rosa scuro), riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca. Icomb 5 mg/10 mg capsule rigide Capsule rigide di gelatina con corpo opaco color carne (rosa chiaro), e con la parte superiore opaca color marrone-rossiccio, riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca.

Icomb 10 mg/5 mg capsule rigide Capsule rigide di gelatina con corpo opaco color carne (rosa chiaro), e con la parte superiore opaca color ametista (rosa scuro), riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca. Icomb 10 mg/10 mg capsule rigide Capsule rigide di gelatina con un corpo opaco color marrone-rossiccio, e con la parte superiore opaca color marrone-rossiccio, riempite con una polvere granulare bianca o quasi bianca.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Icomb è indicato per il trattamento dell’ipertensione come terapia sostitutiva in pazienti adeguatamente controllati con i prodotti individuali somministrati simultaneamente al medesimo dosaggio della combinazione, ma come compresse distinte (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Icomb è destinato all'uso nei pazienti adulti.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Icomb è indicato nei pazienti in cui la pressione arteriosa è adeguatamente controllata con preparazioni contenenti i singoli componenti somministrate separatamente alle stesse dosi presenti nel dosaggio fisso raccomandato della combinazione (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). La dose giornaliera raccomandata è una capsula della concentrazione data. La combinazione a dosaggio fisso non è adatta come terapia iniziale. Se è necessario un adeguamento della dose, questo dovrà essere effettuato unicamente con i singoli componenti e solo dopo aver raggiunto il dosaggio appropriato sarà possibile il passaggio alla nuova combinazione a dosaggio fisso. Popolazioni speciali Pazienti trattati con diuretici Si raccomanda cautela nei pazienti trattati con diuretici, poiché in questi pazienti può verificarsi deplezione di fluidi e/o sali. Devono essere monitorati la funzione renale e il livello di potassio sierico. Pazienti con compromissione epatica In caso di compromissione epatica l’eliminazione di amlodipina può essere prolungata. Non sono state stabilite raccomandazioni relative all’esatto dosaggio dell’amlodipina, il farmaco deve pertanto essere somministrato con particolare cautela in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4). Icomb non può essere utilizzato in pazienti con compromissione epatica perché contiene una dose di ramipril superiore a 2,5 mg. (La dose massima giornaliera è di 2,5 mg di ramipril in questo gruppo di pazienti.) Icomb è raccomandato solo nei pazienti che sono passati a 5 mg di ramipril e 5 mg di amlodipina come dose di mantenimento ottimale durante la titolazione del dosaggio di mono-componenti. Pazienti con compromissione renale Al fine di trovare la dose iniziale e di mantenimento ottimale nei pazienti con compromissione renale, la dose per il paziente deve essere aggiustata su base individuale con titolazioni distinte delle dosi dei singoli componenti ramipril e amlodipina (per i dettagli vedere la sezione dell’RCP delle preparazioni dei singoli componenti). Non è richiesto l’aggiustamento della dose di amlodipina per i pazienti con compromissione renale.

L’amlodipina non è dializzabile. L’amlodipina deve essere somministrata con particolare cautela ai pazienti sottoposti a dialisi (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti con compromissione renale la dose giornaliera di ramipril deve essere basata sulla clearance della creatinina. - Se la clearance della creatinina è ≥ 60 ml/min, non è necessario adattare la dose iniziale; la dose giornaliera massima è di 10 mg. - Se la clearance della creatinina è < 60 ml/min, e nei pazienti emodializzati ipersensibili, Icomb è raccomandato solo per i pazienti che sono passati a 5 mg di ramipril come dose ottimale di mantenimento, durante la titolazione della dose di ramipril. Nei pazienti emodializzati il medicinale deve essere somministrato poche ore dopo aver effettuato l’emodialisi. La funzione renale e il potassio sierico devono essere monitorati durante il trattamento con Icomb. Nel caso di peggioramento della funzione renale, la somministrazione di Icomb deve essere interrotta, e i suoi componenti devono essere somministrati in dosi adeguatamente adattate. Pazienti anziani Dosi abituali di amlodipina possono essere somministrate negli anziani: tuttavia, si consiglia cautela quando viene aumentata la dose (vedere paragrafo 5.2). Le dosi iniziali di ramipril devono essere più basse e la successiva titolazione del dosaggio deve essere più graduale per la maggior probabilità di effetti indesiderati. La somministrazione di Icomb non è raccomandata in pazienti molto anziani e debilitati. Popolazione pediatrica Icomb non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull'efficacia. I dati al momento disponibili per ramipril sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2, ma non è possibile formulare alcuna raccomandazione specifica riguardante la posologia. Modo di somministrazione Le capsule devono essere assunte per via orale, una volta al giorno, alla stessa ora, con o senza cibo. Non devono essere masticate o frantumate. Non devono essere assunte con succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.5).

4.3 Controindicazioni

Correlate con ramipril - storia di angioedema (ereditario, idiopatico o angioedema pregresso con ACE-inibitori o antagonisti dei recettori dell’angiotensina-II (AIIRAs). - utilizzo concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan. La terapia con ramipril non deve essere iniziata prima di 36 ore dall’assunzione dell’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). - trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente (vedere paragrafo 4.5). - importante stenosi bilaterale dell’arteria renale o stenosi unilaterale in pazienti con un unico rene funzionante. - secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4 e 4.6). - in pazienti con stati ipotensivi o emodinamicamente instabili. L’uso concomitante di Icomb con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti con diabete mellito o compromissione renale (indice di filtrazione glomerulare (GFR) <60 ml/min/1,73 m 2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

Correlate con amlodipina - ipotensione grave. - shock (incluso shock cardiogeno). - ostruzione al tratto di efflusso ventricolare sinistro (ad es. grave stenosi aortica). - insufficienza cardiaca emodinamicamente instabile dopo infarto acuto del miocardio. Correlate con Icomb - Ipersensibilità all’amlodipina, derivati della diidropiridina, al ramipril, o altri ACE-inibitori (ACE: Enzima di Conversione dell’Angiotensina), o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.

4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni di impiego

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Ci sono prove che l’uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti dell’angiotensina II o aliskiren aumenti il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS mediante l’uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò dovrebbe avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Correlate con ramipril Popolazioni speciali Gravidanza Gli ACE-inibitori come ramipril o gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina II (AIIRA) non devono essere somministrati durante la gravidanza. A meno che la continuazione della terapia con gli ACE-inibitori/AIIRA non sia considerata essenziale, le pazienti che stanno pianificando una gravidanza devono passare a trattamenti antipertensivi alternativi che abbiano un comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori/AIIRA deve essere interrotto immediatamente, e, se appropriato, deve essere avviata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Pazienti con particolare rischio di ipotensione - I pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone sono a rischio di un notevole calo della pressione arteriosa e di un peggioramento della funzione renale dovuti alla inibizione dell’ACE, specialmente quando viene somministrato un ACE-inibitore o un concomitante diuretico per la prima volta o in seguito all’aumento della prima dose. Deve essere prevista una significativa attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone ed è quindi necessaria la supervisione medica, compreso il monitoraggio della pressione, ad esempio in: • pazienti con ipertensione grave. • pazienti con insufficienza cardiaca congestizia scompensata. • pazienti con impedimento emodinamicamente rilevante all’afflusso o al deflusso ventricolare sinistro (ad es. stenosi valvolare aortica o mitralica). • pazienti con stenosi unilaterale dell’arteria renale con il secondo rene funzionante. • pazienti in cui vi è una deplezione di fluidi o di sali o che possono sviluppare tali condizioni (inclusi i pazienti in trattamento con i diuretici). • pazienti con cirrosi epatica e/o ascite. • pazienti che si sottopongono ad interventi chirurgici importanti o durante anestesia con agenti che producono ipotensione.

In genere, si raccomanda di correggere la disidratazione, l’ipovolemia o la deplezione di sali prima di iniziare il trattamento (tuttavia, nei pazienti con insufficienza cardiaca, tali azioni correttive devono essere attentamente valutate contro il rischio di un aumento del volume). - Insufficienza cardiaca transitoria o persistente dopo infarto miocardico. - Pazienti a rischio di ischemia cardiaca o cerebrale in caso di ipotensione acuta. La fase iniziale del trattamento richiede un attento controllo medico. Pazienti anziani Vedere paragrafo 4.2. Intervento chirurgico Si raccomanda di interrompere il trattamento con gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, come ramipril, se possibile un giorno prima dell’intervento chirurgico. Monitoraggio della funzione renale La funzione renale deve essere valutata prima e durante il trattamento e la dose deve essere corretta in particolare nelle prime settimane di trattamento. In pazienti con compromissione renale è richiesto un monitoraggio particolarmente attento (vedere paragrafo 4.2). C’è il rischio di una compromissione della funzione renale, in particolare nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o dopo trapianto di rene. Ipersensibilità/Angioedema Sono stati segnalati casi di angioedema in pazienti in trattamento con ACE-inibitori incluso ramipril (vedere paragrafo 4.8). L’uso concomitante di ACE-inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato a causa dell’aumento del rischio di angioedema. Il trattamento con sacubitril/valsartan non deve essere iniziato prima che siano trascorse 36 ore dall’assunzione dell’ultima dose di Ramipril/Amlodipina. Il trattamento con Ramipril/Amlodipina non deve essere iniziato prima che siano trascorse 36 ore dall’assunzione dell’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). L’uso concomitante di ACE-inibitori con racecadotril, inibitori mTOR (bersaglio della rapamicina nei mammiferi)(ad es. sirolimus, everolimus, temsirolimus), vildagliptin o inibitori della neprilisina (NEP) (come racecadotril) può aumentare il rischio di angioedema (ad es. gonfiore delle vie respiratorie o della lingua, con o senza insufficienza respiratoria) (vedere paragrafo 4.5). È necessario prestare particolare attenzione quando si inizia un trattamento con inibitori mTOR (ad es. sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin in un paziente già in terapia con un ACE-inibitore. In caso di angioedema, ramipril deve essere interrotto. Deve essere prontamente applicata una terapia d’emergenza. Il paziente deve essere tenuto sotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimesso dopo la completa risoluzione della sintomatologia. Nei pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso ramipril, è stato riportato angioedema intestinale (vedere paragrafo 4.8). Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito). Reazioni anafilattiche durante terapie desensibilizzanti La probabilità e la gravità di reazioni anafilattiche o anafilattoidi causate da veleno di insetti o altri allergeni sono aumentate durante la terapia con ACE-inibitori. Prima della desensibilizzazione deve essere presa in considerazione una temporanea sospensione di ramipril. Monitoraggio degli elettroliti: iperpotassiemia Iperpotassiemia è stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE-inibitori incluso ramipril. I pazienti a rischio di sviluppare iperpotassiemia includono i soggetti con insufficienza renale, età (> 70

6 anni), diabete mellito non controllato, o quelli che utilizzano sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio e altri principi attivi che fanno aumentare il livello plasmatico del potassio (ad es. eparina, cotrimoxazolo noto anche come trimetoprim/sulfametossazolo), o condizioni quali disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica. Se l’uso concomitante delle sostanze sopra menzionate è ritenuto necessario, si raccomanda un regolare monitoraggio del potassio sierico (vedere paragrafo 4.5). Monitoraggio degli elettroliti: iponatriemia In alcuni pazienti trattati con ramipril è stata riscontratala sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) e conseguente iponatremia. Si raccomanda di monitorare regolarmente i livelli sierici di sodio negli anziani e in altri pazienti a rischio di iponatriemia. Neutropenia/agranulocitosi Sono state raramente osservate neutropenia/agranulocitosi, così come trombocitopenia e anemia, è stata inoltre osservata depressione del midollo osseo. É raccomandato il monitoraggio della conta dei globuli bianchi per permettere l’individuazione di una possibile leucopenia. Si consiglia un monitoraggio più frequente nella fase iniziale del trattamento in pazienti con compromessa funzionalità renale, nei pazienti con concomitanti patologie del collagene (ad es. lupus eritematoso o sclerodermia), e in quelli trattati con altri farmaci che possono causare alterazioni nel quadro ematico (vedere paragrafo 4.5 e 4.8). Differenze etniche Gli ACE-inibitori causano una maggiore incidenza di angioedema nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Come altri ACE-inibitori, ramipril può essere meno efficace nell’abbassamento della pressione nelle persone nere rispetto a quelle non nere, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza nelle popolazioni nere di ipertensione a basso livello di renina. Tosse É stata riportata tosse a seguito di uso di ACE-inibitori. Tipicamente, si tratta di tosse non-produttiva, persistente che si risolve con l’interruzione della terapia. La tosse indotta da ACE-inibitori deve essere considerata nella diagnosi differenziale della tosse. Pazienti trattati con diuretici Vedere paragrafo 4.2. Correlate con amlodipina Non sono state stabilite la sicurezza e l’efficacia dell’amlodipina nella crisi ipertensiva. Popolazioni speciali Pazienti con insufficienza cardiaca I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati con cautela. In uno studio a lungo termine controllato con placebo che ha coinvolto pazienti con insufficienza cardiaca grave (classi III e IV di NYHA) è stata osservata una più elevata incidenza di edema polmonare nel gruppo trattato con amlodipina rispetto al gruppo trattato con placebo (vedere paragrafo 5.1). I bloccanti dei canali del calcio, inclusa l’amlodipina, devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, in quanto possono aumentare il rischio di eventi cardiovascolari futuri e mortalità. Pazienti con compromissione epatica Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa l’emivita dell’amlodipina risulta prolungata e i valori dell’AUC (area sotto la curva) sono maggiori; non sono ancora state stabilite raccomandazioni specifiche relative al dosaggio. Il trattamento con amlodipina deve pertanto essere iniziato con cautel

7 partendo dall’estremità inferiore dell’intervallo di dosaggio, sia per il trattamento iniziale che per l’aumento della dose. Possono essere necessari una titolazione lenta della dose e il monitoraggio attento nei pazienti con compromissione epatica grave. Pazienti anziani Negli anziani l’aumento del dosaggio deve essere effettuato con cautela (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Pazienti con compromissione renale In questi pazienti l’amlodipina può essere usata a dosi normali. Alterazioni nelle concentrazioni plasmatiche di amlodipina non sono legate al grado di compromissione renale. L’amlodipina non è dializzabile. Le capsule di Icomb 5 mg/5 mg e 10 mg/5 mg contengono rosso allura AC-FD&C Red 40 (E129) e le capsule di Icomb 5 mg/10 mg e 10 mg/10 mg contengono azorubina, carmoisina (E122). Questi agenti coloranti possono causare reazioni allergiche.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) con ACE-inibitori, antagonisti dei recettori dell’angiotensina II o aliskiren I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensinaaldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti dell’angiotensina II o aliskiren è associata ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta) rispetto all’uso di un singolo agente con azione sul RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Interazioni con ramipril Associazioni controindicate I trattamenti extracorporei quali la dialisi o l’emofiltrazione con determinate membrane ad alto flusso (ad es. membrane poliacrilonitriliche) che portano il sangue a contatto con superfici a carica negativa oppure aferesi delle lipoproteine a bassa densità per mezzo di destrano solfato sono controindicati a causa dell’aumento del rischio di gravi reazioni anafilattoidi (vedere paragrafo 4.3). Se è richiesto tale trattamento, deve essere considerato l’uso di membrane per la dialisi differenti o una diversa classe di antipertensivi. Medicinali che aumentano il rischio di angioedema: l’uso concomitante di ACE-inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato poiché aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Precauzioni per l’uso Sali di potassio, eparina, diuretici risparmiatori di potassio e altri principi attivi che aumentano i livelli di potassio nel plasma (ad es. tacrolimus, ciclosporina): Può verificarsi iperpotassiemia, è pertanto richiesto un monitoraggio attento dei livelli sierici del potassio. Trimetoprim e trimetoprim in combinazione a dose fissa con sulfametoxazolo (cotrimoxazolo): Un aumento dell’incidenza di ipercalemia è stato osservato nei pazienti che assumono ACE-inibitori e trimetoprim o trimetoprim in combinazione a dose fissa con sulfametoxazolo (cotrimoxazolo) (vedere paragrafo 4.4). Agenti antipertensivi (ad es. i diuretici) e altre sostanze che possono ridurre la pressione sanguigna (ad es. nitrati, antidepressivi triciclici, anestetici, assunzione acuta di alcool, baclofene, alfuzosina,

8 doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina): si deve prevedere un potenziamento del rischio di ipotensione (vedere paragrafo 4.2 per i diuretici). Vasopressori simpaticomimetici e altre sostanze (ad es. isoproterenolo, dobutamina, dopamina, epinefrina) che possono ridurre l’effetto antipertensivo di ramipril: si raccomanda il monitoraggio della pressione arteriosa. Allopurinolo, immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide, citostatici e altre sostanze che possono alterare la conta delle cellule del sangue: aumentata probabilità di reazioni ematologiche (vedere paragrafo 4.4). Sali di litio: L’escrezione di litio può essere ridotta dagli ACE-inibitori, e quindi la tossicità del litio potrà essere aumentata. I livelli di litio devono essere controllati. Agenti antidiabetici inclusa l’insulina: Possono verificarsi reazioni ipoglicemiche. Si raccomanda il controllo della glicemia. Farmaci antinfiammatori non steroidei ed acido acetilsalicilico: deve essere prevista una riduzione dell’effetto antipertensivo di ramipril. Inoltre, una terapia concomitante con ACE-inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzionalità renale e ad un aumento nella potassiemia. Medicinali che aumentano il rischio di angioedema: l’uso concomitante di ACE-inibitori con inibitori della neprilisina (NEP) come racecadotril, inibitori mTOR (ad es. sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può aumentare il rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.4). Interazioni con amlodipina Effetti di altri medicinali su amlodipina Inibitori del CYP3A4: L’uso concomitante di amlodipina con inibitori potenti o moderati del CYP3A4 (inibitori della proteasi, antifungini azolici, macrolidi quali eritromicina o claritromicina, verapamil o diltiazem) può provocare un aumento significativo dell’esposizione all’amlodipina. Il significato clinico di queste variazioni farmacocinetiche può essere più pronunciato negli anziani. Possono essere necessari il moniotoraggio clinico e l’aggiustamento della dose. La claritromicina è un inibitore del CYP3A4. Sussiste un aumento del rischio di ipotensione nei pazienti che ricevono claritromicina con amlodipina. Si raccomanda di tenere i pazienti sotto stretta osservazione quando l’amlodipina viene co-somministrata con claritromicina. Induttori del CYP3A4: Al momento della somministrazione concomitante di induttori noti del CYP3A4, la concentrazione plasmatica di amlodipina può variare. Pertanto, deve essere monitorata la pressione sanguigna e deve essere valutato un possibile aggiustamento della dose sia durante sia dopo la somministrazione di farmaci concomitanti, in particolare con forti induttori del CYP3A4 (ad es. rifampicina, Hypericum perforatum). Pompelmo e succo di pompelmo: La somministrazione di amlodipina con pompelmo o succo di pompelmo deve essere evitata poiché in alcuni pazienti può aumentare la biodisponibilità con il risultato di una accentuazione dell’effetto di riduzione della pressione arteriosa. Dantrolene (infusione): Negli animali, sono stati osservati fibrillazione ventricolare letale e collasso cardiovascolare associati a iperpotassiemia in seguito alla somministrazione di verapamil e dantrolene per via endovenosa. A causa del rischio di iperpotassiemia, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di bloccanti dei canali del calcio come l’amlodipina in pazienti soggetti all’ipertermia maligna e nel trattamento dell’ipetermia maligna.

Effetti dell’amlodipina su altri medicinali Medicinali con proprietà antipertensive: Gli effetti della riduzione della pressione arteriosa dell’amlodipina vanno ad aggiungersi agli effetti di riduzione della pressione arteriosa di altri farmaci con proprietà antipertensive. Atorvastatina, digossina o warfarina: In studi di interazione clinica, l’amlodipina non ha modificato la farmacocinetica di atorvastatina, digossina o warfarina. Simvastatina: La co-somministrazione di dosi multiple da 10 mg di amlodipina con 80 mg di simvastatina ha portato ad un aumento del 77% dell’esposizione alla simvastatina, se comparato alla simvastatina somministrata da sola. Limitare la dose di simvastatina a 20 mg al giorno nei pazienti che assumono amlodipina. Ciclosporina: Non sono stati effettuati studi d’interazione farmacologica con ciclosporina e amlodipina in volontari sani o in altre popolazioni ad eccezione dei pazienti sottoposti a trapianto di rene, nei quali sono stati osservati incrementi variabili della concentrazione di valle (media 0%- 40%) di ciclosporina. Occorre prendere in considerazione il monitoraggio dei livelli di ciclosporina nei pazienti sottoposti a trapianto di rene che assumono amlodipina e ridurre la dose di ciclosporina se necessario. Tacrolimus: Sussiste un rischio di aumento dei livelli di tacrolimus nel sangue quando cosomministrato con amlodipina. Al fine di evitare la tossicità di tacrolimus, la somministrazione di amlodipina in un paziente trattato con tacrolimus richiede il monitoraggio dei livelli di tacrolimus nel sangue e un aggiustamento della dose di tacrolimus ove appropriato. Inibitori del target meccanicistico della rapamicina (mTOR): Gli inibitori di mTOR come sirolimus, temsirolimus ed everolimus sono substrati di CYP3A. Amlodipina è un debole inibitore di CYP3A. In caso di uso concomitante, amlodipina può aumentare l’esposizione agli inibitori di mTOR.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Correlate con ramipril L’uso di ACE-inibitori deve essere evitato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di ACE-inibitori è controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica relativa al rischio di teratogenicità a seguito di esposizione ad ACEinibitori durante il primo trimestre di gravidanza non è stata conclusiva; tuttavia, non può essere escluso un lieve aumento nel rischio. A meno che non sia considerato indispensabile il proseguimento della terapia con ACE-inibitori, le pazienti che stanno pianificando una gravidanza devono passare a trattamenti antipertensivi alternativi che abbiano un comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che l’esposizione a terapia con ACE-inibitori durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza induce fetotossicità umana (ridotta funzione renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia) (vedere paragrafo 5.3). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad ACE-inibitori dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE-inibitori devono essere attentamente osservati per quanto riguarda l’ipotensione, l’oliguria e l’iperpotassiemia (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Correlate con amlodipina La sicurezza di amlodipina nella gravidanza umana non è stata stabilita. Negli studi su animali, è stata osservata tossicità riproduttiva a dosi elevate (vedere paragrafo 5.3). L’uso in gravidanza è raccomandato solo quando non esiste un’alternativa più sicura e quando la malattia stessa comporta un maggior rischio per la madre e per il feto. Allattamento Correlate con ramipril Non sono disponibili informazioni sufficienti relative all’uso di ramipril durante l’allattamento (vedere paragrafo 5.2), ramipril deve essere evitato e devono essere preferiti trattamenti alternativi con profili di sicurezza, durante l’allattamento, meglio stabiliti, specialmente se si allatta un neonato o un neonato pretermine. Correlate con amlodipina L’amlodipina viene escreta nel latte materno. La percentuale della dose materna ricevuta dal neonato è stata stimata con un intervallo interquartile del 3 - 7%, con un massimo del 15%. L’effetto dell’amlodipina sui neonati non è noto. La decisione se proseguire/interrompere l’allattamento o se proseguire/interrompere la terapia con amlodipina deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia con amlodipina per la madre. Fertilità Correlate con amlodipina Sono state evidenziate modificazioni biochimiche reversibili alla testa degli spermatozoi in alcuni pazienti trattati con bloccanti dei canali del calcio. I dati clinici riguardanti il potenziale effetto dell’amlodipina sulla fertilità, sono insufficienti. In uno studio sul ratto, sono stati evidenziati effetti avversi sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Alcuni eventi avversi (ad es. capogiri, cefalea, affaticamento o nausea) possono compromettere la capacità di concentrazione e di reazione del paziente e rappresentare pertanto un rischio in situazioni in cui queste capacità sono particolarmente importanti (ad es. la guida di veicoli o l’uso di macchinari). Questo può verificarsi in modo particolare all’inizio del trattamento o quando si passa a ramipril da un’altra terapia. Dopo la prima dose o dopo i successivi aumenti della dose non è consigliabile guidare veicoli o usare macchinari per diverse ore.

4.8 Effetti indesiderati

Sommario del profilo di sicurezza Ramipril Le più comuni reazioni avverse osservate durante il trattamento con ramipril riguardano un aumento del potassio ematico, cefalea, capogiri, ipotensione, riduzione della pressione arteriosa ortostatica, sincope, tosse secca non produttiva, bronchite, sinusite, dispnea, infiammazione gastrointestinale, disturbi digestivi, disagio addominale, dispepsia, diarrea, nausea, vomito, rash in particolare di tipo maculo-papulare, spasmi muscolari, mialgia, dolore toracico, affaticamento. Fra le reazioni avverse gravi vengono incluse agranulocitosi, pancitopenia, anemia emolitica, infarto del miocardio, angioedema, vasculiti, broncospasmo, pancreatite acuta, insufficienza epatica, insufficienza renale acuta, epatite, dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson ed eritema multiforme.

Amlodipina Le più comuni reazioni avverse osservate durante il trattamento con amlodipina, sono sonnolenza, capogiri, cefalea, palpitazioni, vampate, dolore addominale, nausea, rigonfiamento della caviglia, edema e affaticamento. Fra le reazioni avverse gravi vengono incluse leucopenia, trombocitopenia, infarto del miocardio, fibrillazione atriale, tachicardia ventricolare, vasculite, pancreatite acuta, epatite, angioedema, eritema multiforme, dermatite esfoliativa e sindrome di Steven-Johnson. Gli effetti indesiderati osservati durante l’uso dei principi attivi considerati separatamente vengono forniti secondo i seguenti raggruppamenti di frequenza: Molto comune ( 1/10) Comune ( 1/100 a < 1/10) Non comune ( 1/1000 a < 1/100) Raro ( 1/10.000 a < 1/1000) Molto raro (< 1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) MedDRA Classe sistemica organica Frequenza Ramipril Amlodipina Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune Eosinofilia Raro Diminuzione del numero dei globuli bianchi (incluso neutropenia o agranulocitosi), diminuzione del numero dei globuli rossi, diminuzione della concentrazione dell’emoglobina, diminuzione del numero delle piastrine Molto raro Leucopenia, trombocitopenia Non nota Depressione del midollo osseo, pancitopenia, anemia emolitica Disturbi del sistema immunitario Molto raro Reazioni allergiche Non nota Reazioni anafilattiche o anafilattoidi, aumento degli anticorpi antinucleo Patologie endocrine Non nota Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Aumento del potassio ematico Non comune Anoressia, diminuzione dell’appetit

Molto raro Iperglicemia Non nota Riduzione del sodio ematico Disturbi psichiatrici Non comune Umore depresso, ansia, nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno inclusa sonnolenza Alterazioni dell’umore (incluso ansia), insonnia, depressione Raro Stato confusionale Confusione Non nota Disturbi dell’attenzione Patologie del sistema nervoso Comune Cefalea, capogiri Cefalea, capogiri, sonnolenza (particolarmente all’inizio del trattamento) Non comune Vertigini, parestesia, ageusia, disgeusia Tremore, disgeusia sincope, ipoestesia, parestesia Raro Tremore, disordini dell’equilibrio Molto raro Ipertonia, neuropatia periferica Non nota Ischemia cerebrale incluso ictus ischemico e attacco ischemico transitorio, alterazioni delle capacità psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia Disturbo extrapiramidale Patologie dell’occhio Comune Disturbi della vista (inclusa diplopia) Non comune Disturbi della vista (inclusa visione offuscata) Raro Congiuntivite Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Tinnito Raro Danni all’udito, tinnito Patologie cardiache Comune Palpitazioni Non comune Ischemia miocardica incluso angina pectoris o infarto del miocardio, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico Aritmia (incluse bradicardia, tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale) Molto raro Infarto del miocardio Patologie vascolari Comune Ipotensione, ipotensione ortostatica, sincope Vampate Non comune Vampate Ipotensione Raro Stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculit

Molto raro Vasculite Non nota Fenomeno di Raynaud Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Tosse secca non produttiva, bronchite, sinusite, dispnea Dispnea Non comune Broncospasmo incluso aggravamento dell’asma bronchiale, congestione nasale Rinite, tosse Patologie gastrointestinali Comune Infiammazione gastrointestinale, disturbi della digestione, disagio addominale, dispepsia, diarrea, nausea, vomito Nausea, dolore addominale, dispepsia, alterazioni della regolarità intestinale (incluse diarrea e costipazione) Non comune Pancreatite (sono stati riferiti molto eccezionalmente casi di esito fatale con gli ACE-inibitori), aumento degli enzimi pancreatici, angioedema del piccolo intestino, dolore nella parte alta dell’addome incluso gastrite, costipazione, secchezza della bocca Vomito, bocca secca Raro Glossite Molto raro Pancreatite, gastrite, iperplasia gengivale Non nota Stomatite aftosa Patologie epatobiliari Non comune Aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina coniugata Raro Ittero colestatico, danno epatocellulare Molto raro Ittero* , epatite* , aumento degli enzimi epatici * Non nota Insufficienza epatica acuta, epatite colestatica o citolitica (gli esiti fatali sono stati molto eccezionali) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Rash in particolare maculo-papulare Non comune Angioedema: molto eccezionalmente, l’ostruzione delle vie aeree risultante Alopecia, porpora, scolorimento della cute, iperidrosi, prurito, rash, esantem

14 dall’angioedema può avere un esito fatale; prurito, iperidrosi Raro Dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi Molto raro Reazioni di fotosensibilità Angioedema, eritema multiforme, orticaria, dermatite esfoliativa, sindrome di StevensJohnson, edema di Quincke, fotosensibilità Non nota Necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pemfigo, psoriasi aggravata, dermatite psoriasiforme, esantema pemfigoide o lichenoide o enantema, alopecia Necrolisi epidermica tossica Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Spasmi muscolari, mialgia Gonfiore delle caviglie, crampi muscolari Non comune Artralgia Artralgia, mialgia, mal di schiena Patologie renali e urinarie Non comune Compromissione renale inclusa insufficienza renale acuta, aumento della produzione di urine, peggioramento di una pre-esistente proteinuria, aumento dell’azotemia, aumento della creatininemia Disturbi della minzione, nicturia, frequenza urinaria aumentata Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune Disfunzione erettile transitoria, diminuzione della libido Impotenza, ginecomastia Non nota Ginecomastia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Edema Comune Dolore toracico, affaticamento Affaticamento, astenia Non comune Piressia Dolore toracico, dolore, malessere Raro Astenia Esami diagnostici Non comune Aumento o calo ponderale * Nella maggior parte dei casi dovuto a colestasi In correlazione con ramipri

Popolazione pediatrica La sicurezza di ramipril è stata monitorata in due studi clinici condotti su 325 bambini e adolescenti, con età compresa tra i 2 ed i 16 anni. Sebbene la natura e la gravità degli effetti indesiderati siano risultati simili a quelle riscontrate negli adulti, la frequenza dei seguenti effetti indesiderati è maggiore nei bambini: Tachicardia, congestione nasale e rinite: “comune” (≥ 1/100, < 1/10) nella popolazione pediatrica e “non comune” (≥ 1/1.000, < 1/100) nella popolazione adulta. Congiuntivite: “comune” (≥ 1/100, < 1/10) nella popolazione pediatrica e “raro” (≥ 1/10.000, < 1/1.000) nella popolazione adulta. Tremore e orticaria: “non comune” (≥ 1/1.000, < 1/100) nella popolazione pediatrica e “raro” (≥ 1/10.000, < 1/1.000) nella popolazione adulta. Il profilo di sicurezza complessivo per ramipril nei pazienti pediatrici non differisce significativamente dal profilo di sicurezza negli adulti. Segnalazione di sospette reazioni avverse La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Correlato con ramipril Sintomi I sintomi associati al sovradosaggio di ACE-inibitori possono includere vasodilatazione periferica eccessiva (con marcata ipotensione, shock), bradicardia, alterazione dell’equilibrio elettrolitico, e insufficienza renale. Gestione I pazienti devono essere attentamente monitorati e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Le misure suggerite includono detossificazione primaria (lavanda gastrica, somministrazione di adsorbenti) e misure per ripristinare la stabilità emodinamica, inclusa la somministrazione di antagonisti alfa-1 adrenergici o angiotensina II (angiotensinamide). Ramiprilato, il metabolita attivo di ramipril è scarsamente rimosso dalla circolazione generale attraverso l’emodialisi. Correlato con amlodipina L’esperienza negli umani con il sovradosaggio intenzionale è limitata. Sintomi I dati disponibili suggeriscono che un forte sovradosaggio può provocare eccessiva vasodilatazione periferica e possibilmente tachicardia riflessa. È stata riscontrata ipotensione sistemica marcata e probabilmente prolungata fino ad includere casi di shock con esiti fatali. Raramente è stato segnalato edema polmonare non cardiogeno come conseguenza di un sovradosaggio di amlodipina che può manifestarsi con un esordio ritardato (24-48 ore dopo l'ingestione) e richiedere supporto ventilatorio. Le misure rianimatorie precoci (incluso il sovraccarico di liquidi) per mantenere la perfusione e la gittata cardiaca possono essere fattori precipitanti. Gestion

L’ipotensione clinicamente significativa per sovradosaggio da amlodipina richiede supporto cardiovascolare attivo incluso il frequente monitoraggio della funzione cardiaca e respiratoria, il sollevamento delle estremità e attenzione al volume dei fluidi circolanti e alla produzione di urina. Per il ripristino del tono vascolare e della pressione arteriosa può essere di aiuto un vasocostrittore, a patto che non vi siano controindicazioni per il suo impiego. La somministrazione per via venosa di calcio gluconato può rivelarsi utile nel neutralizzare gli effetti del blocco dei canali del calcio. In alcuni casi può essere utile la lavanda gastrica. Nei volontari sani è stato dimostrato che la somministrazione di carbone vegetale fino a 2 ore dopo l’assunzione di 10 mg di amlodipina può ridurre il livello di assorbimento dell’amlodipina. Dal momento che l’amlodipina si lega fortemente alle proteine plasmatiche, è verosimile che la dialisi non apporti beneficio.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: ACE-inibitori e bloccanti dei canali del calcio Codice ATC: C09 BB07 Meccanismo d’azione di ramipril Ramiprilato, il metabolita attivo del pro-farmaco ramipril, inibisce l’enzima dipeptidilcarbossipeptidasi I (sinonimi: enzima di conversione dell’angiotensina; chininasi II). Nel plasma e nel tessuto questo enzima catalizza la conversione dell’angiotensina I nella sostanza ad attività vasocostrittrice angiotensina II, così come la degradazione del vasodilatatore attivo bradichinina. La ridotta formazione di angiotensina II e l’inibizione della degradazione della bradichinina portano alla vasodilatazione. Dato che l’angiotensina II stimola anche il rilascio di aldosterone, il ramiprilato provoca una riduzione nella secrezione dell’aldosterone. La risposta media alla monoterapia con ACE-inibitori dei pazienti ipertesi neri (Afro-Caraibici) (di solito questa popolazione di ipertesi ha un basso livello di renina) è più bassa rispetto a quella dei pazienti non neri. Effetti farmacodinamici La somministrazione di ramipril determina una marcata riduzione delle resistenze arteriose periferiche. Generalmente non subiscono particolari modifiche né il flusso plasmatico renale né l’indice di filtrazione glomerulare. La somministrazione di ramipril a pazienti ipertesi provoca riduzione nella pressione arteriosa sia da supini che in posizione eretta senza aumento compensatorio della frequenza cardiaca. Nella maggior parte dei pazienti l’insorgenza dell’effetto antipertensivo dopo dose singola si manifesta dopo 1-2 ore dalla somministrazione orale. Il massimo effetto di una singola dose è di solito raggiunto 3-6 ore dopo la somministrazione orale. L’effetto antipertensivo di una singola dose di solito si protrae per almeno 24 ore. L’effetto antipertensivo massimo del trattamento continuo con ramipril si ottiene generalmente dopo 3-4 settimane di trattamento. È stato dimostrato che l’effetto antipertensivo si mantiene per terapie a lungo termine protratte fino a 2 anni. La brusca interruzione di ramipril non provoca un rapido ed eccessivo aumento di rimbalzo della pressione arteriosa. Prevenzione cardiovascolare/nefroprotezione È stato eseguito uno studio preventivo controllato con placebo (lo studio HOPE* ) in cui ramipril è stato aggiunto alla terapia standard in oltre 9.200 pazienti. Nello studio sono stati inclusi pazienti con aumento del rischio di malattie cardiovascolari a seguito di malattie cardiovascolari aterotrombotich

17 (storia di CHD, ictus o malattia vascolare periferica) o diabete mellito con almeno un fattore di rischio aggiuntivo (microalbuminuria documentata, ipertensione, livello elevato di colesterolo totale, basso livello di colesterolo lipoproteico ad alta densità o tabagismo). Lo studio ha dimostrato che ramipril ha significativamente ridotto l’incidenza di infarto miocardico, morte per cause cardiovascolari e ictus, da solo e in combinazione (eventi combinati primari) rispetto al placebo. Lo studio HOPE Risultati principali: Ramipril Placebo Rischio relativo (IC al 95%) Valore P % % Tutti i pazienti N=4645 N=4652 Eventi combinati primari 14,0 17,8 0,78 (0,70-0,86) <0,001 Infarto miocardico 9,9 12,3 0,80 (0,70-0,90) <0,001 Morte da cause cardiovascolari 6,1 8,1 0,74 (0,64-0,87) <0,001 Ictus 3,4 4,9 0,68 (0,56-0,84) <0,001 Endpoint secondari Morte per qualsiasi causa 10,4 12,2 0,84 (0,75-0,95) 0,005 Necessità di rivascolarizzazione 16,0 18,3 0,85 (0,77-0,94) 0,002 Ricovero ospedaliero per angina instabile 12,1 12,3 0,98 (0,87-1,10) NS Ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca 3,2 3,5 0,88 (0,70-1,10) 0,25 Complicanze legate al diabete 6,4 7,6 0,84 (0,72-0,98) 0,03 NS = Non significativo IC = Intervallo di confidenza * La differenza nella percentuale dell’endpoint secondario di “ricovero ospedaliero per angina instabile” nei gruppi ramipril e placebo (rispettivamente dell’11,9% e del 12,1%) come presentata nello studio HOPE rispetto alla percentuale presentata nel riassunto delle caratteristiche del prodotto di Tritace (12,1% e 12,3% rispettivamente) è attribuita all’arrotondamento. Allo stesso modo, anche l’endpoint secondario di “ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca” nei gruppi ramipril e placebo (rispettivamente del 3,0% e del 3,4%) come presentato nello studio HOPE rispetto alla percentuale presentata nel riassunto delle caratteristiche del prodotto di Tritace (3,2% e 3,5% rispettivamente) è attribuito all’arrotondamento. Lo studio MICRO-HOPE, un sottostudio predefinito di HOPE, ha studiato l’effetto dell’aggiunta di ramipril 10 mg al regime medico corrente rispetto al placebo in 3.577 pazienti ≥ 55 anni (senza limite superiore di età), la maggioranza con diabete di tipo 2 (e almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare), normotesi o ipertesi. L’analisi primaria ha mostrato che 117 (6,5%) partecipanti che assumevano ramipril e 149 (8,4%) che assumevano placebo hanno sviluppato nefropatia conclamata, che corrisponde a una riduzione del rischio relativo (RRR) del 24%; IC al 95% (3-40), p = 0,027. Lo studio REIN† è stato uno studio multicentrico randomizzato in doppio cieco a gruppi paralleli controllato con placebo volto a valutare l’effetto del trattamento con ramipril sul tasso di diminuzione del GFR in 352 pazienti normotesi o ipertesi (18-70 anni) affetti da proteinuria lieve (ad es. escrezion

18 media urinaria di proteina >1 e < 3 g/24 ore) o grave (≥ 3 g/24 ore) dovuta a nefropatia cronica non diabetica. Entrambe le sottopopolazioni sono state stratificate in modo prospettico. L’analisi principale dei pazienti con la proteinuria più grave (strato prematuramente interrotto a causa di un chiaro beneficio nel gruppo ramipril) ha mostrato che il tasso medio di diminuzione del GFR al mese era più basso con ramipril rispetto al placebo: -0,54 (0,66) rispetto a -0,88 (1,03) ml/min/mese, p=0,038. La differenza intergruppo era quindi 0,34 [0,03-0,65] al mese e circa 4 ml/min/anno; il 23,1% dei pazienti del gruppo ramipril ha raggiunto l’endpoint secondario combinato di raddoppio della concentrazione di creatinina sierica basale e/o malattia renale allo stadio terminale (ESRD) (necessità di dialisi o trapianto renale) rispetto al 45,5% nel gruppo placebo (p = 0,02). † La differenza nel tasso medio della diminuzione del GFR al mese nel braccio di ramipril dello studio REIN (0,53 ml/min/mese come presentato nell’articolo di letteratura del Gruppo Italiano di Studi Epidemiologici in Nefrologia (GISEN) rispetto a 0,54 ml/min/mese come presentato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto di Tritace è attribuito all’arrotondamento. Popolazione pediatrica In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, condotto su 244 pazienti pediatrici affetti da ipertensione (73% ipertensione primaria), con età compresa tra 6 e 16 anni, i pazienti hanno ricevuto il dosaggio basso, medio o alto di ramipril per raggiungere concentrazioni plasmatiche di ramiprilato corrispondenti all’intervallo di dosaggio per gli adulti pari a 1,25 mg, 5 mg e 20 mg sulla base del peso corporeo. Al termine di 4 settimane, ramipril è risultato inefficace nel diminuire la pressione arteriosa sistolica, ma alla dose più elevata ha ridotto la pressione arteriosa diastolica. Sia le dosi medie che quelle alte di ramipril hanno dimostrato una significativa riduzione sia della pressione arteriosa sistolica sia di quella diastolica nei bambini affetti da ipertensione accertata. Questo effetto non è stato osservato in uno studio randomizzato, a doppio cieco con incremento progressivo della dose della durata di 4 settimane, in 218 pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 16 anni (75% ipertensione primaria), in cui sia la pressione arteriosa diastolica sia quella sistolica hanno mostrato un lieve rimbalzo ma non un ritorno ai valori basali statisticamente significativo, in tutti e tre i livelli della dose di ramipril testata [basso dosaggio (0,625 mg-2,5 mg), medio dosaggio (2,5 mg-10 mg) o alto dosaggio (5 mg-20 mg)] in base al peso corporeo. Ramipril non ha mostrato un rapporto dose-risposta lineare nella popolazione pediatrica studiata. Meccanismo d’azione di amlodipina L’amlodipina è un inibitore del flusso degli ioni calcio appartenente al gruppo delle diidropiridine (bloccante dei canali lenti o antagonista degli ioni calcio) e inibisce il flusso transmembrana degli ioni calcio nel miocardio e nella muscolatura vascolare liscia. Il meccanismo dell’azione antipertensiva dell’amlodipina è dovuto ad un effetto rilassante diretto sulla muscolatura liscia vascolare. Il meccanismo esatto con cui l’amlodipina agisce sull’angina non è stato pienamente stabilito, ma l’amlodipina riduce il carico ischemico totale tramite le due azioni seguenti: 1) L’amlodipina dilata le arteriole periferiche, riducendo così le restistenze periferiche totali (postcarico) contro le quali lavora il cuore. Dato che la frequenza cardiaca rimane stabile, questo scarico del cuore riduce il consumo energetico e la richiesta di ossigeno del miocardio. 2) Il meccanismo di azione dell’amlodipina coinvolge probabilmente anche la dilatazione delle arterie coronariche principali e delle arteriole coronariche, sia nelle regioni normali che in quelle ischemiche. Tale dilatazione aumenta la cessione di ossigeno nel miocardio nei pazienti con spasmo delle arterie coronariche (angina di Prinzmetal o variante). Nei pazienti con ipertensione, la somministrazione di una dose giornaliera fornisce una riduzione clinicamente significativa della pressione arteriosa sia in posizione supina che in piedi per tutt

19 l’intervallo delle 24 ore. A causa della lenta insorgenza d’azione, l’ipotensione acuta non è un’indicazione per la somministrazione di amlodipina. Nei pazienti con angina, la somministrazione di una dose giornaliera di amlodipina aumenta il tempo totale di esercizio, il tempo di insorgenza dell’angina e il tempo di depressione del segmento ST a 1mm, e diminusice sia la frequenza degli attacchi anginosi che il consumo di compresse di trinitroglicerina. L’amlodipina non è stata associata ad alcun effetto metabolico negativo o a cambiamenti nei lipidi plasmatici ed è adatta per l’uso nei pazienti con asma, diabete, e gotta. Uso in pazienti con malattia coronarica (CAD) L’efficacia di amlodipina nel prevenire gli eventi clinici in pazienti con malattia coronarica (CAD) è stata valutata in uno studio indipendente, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che aveva reclutato 1997 pazienti, chiamato Comparison of Amlodipine vs. Enalapril to Limit Occurrences of Thrombosis (CAMELOT), [Comparazione di amlodipina rispetto a enalapril per la Limitazione dei casi di Trombosi]. Di questi pazienti, 663 sono stati trattati con amlodipina 5-10 mg, 673 pazienti sono stati trattati con enalapril 10-20 mg, e 655 pazienti sono stati trattati con placebo, in aggiunta al trattamento standard delle statine, dei beta bloccanti, dei diuretici e dell’aspirina, per 2 anni. I risultati chiave relativi alla efficacia sono presentati nella Tabella 1. I risultati indicano che il trattamento con amlodipina era associato con un minor numero di ospedalizzazioni per angina e procedure di rivascolarizzazione nei pazienti con CAD. Tabella 1. Incidenza dei risultati clinici significativi di CAMELOT Tasso di eventi cardiovascolari, N. (%) Amlopidina vs. Placebo Risultati Amlopidi na Placebo Enalapril Rapporto di rischio (95% CI) Valore P Endpoint primario Eventi avversi cardiovascolari 110 (16,6) 151 (23,1) 136 (20,2) 0,69 (0,54-0,88) 0,003 Componenti individuali Rivascolarizzazione coronarica 78 (11,8) 103 (15,7) 95 (14,1) 0,73 (0,54-0,98) 0,03 Ospedalizzazione per angina 51 (7,7) 84 (12,8) 86 (12,8) 0,58 (0,41-0,82) 0,002 Infarto del miocardio (MI) non fatale 14 (2,1) 19 (2,9) 11 (1,6) 0,73 (0,37-1,46) 0.37 Ictus o TIA (Attacco Ischemico Transitorio) 6 (0,9) 12 (1,8) 8 (1,2) 0,50 (0,19-1,32) 0.15 Morte cardiovascolare 5 (0,8) 2 (0,3) 5 (0,7) 2,46 (0,4812,7) 0.27 Ospedalizzazione per CHF 3 (0,5) 5 (0,8) 4 (0,6) 0,59 (0,14-2,47) 0.46 Arresto cardiaco resuscitato 0 4 (0,6) 1 (0,1) ND 0.04 Nuova insorgenza della malattia vascolare periferica 5 (0,8) 2 (0,3) 8 (1,2) 2,6 (0,50-13,4) 0.24 Abbreviazioni: CHF, insufficienza cardiaca congestizia; CI, intervallo di confidenza; MI, infarto del miocardio; TIA, attacco ischemico transitori

Uso in pazienti con insufficienza cardiaca Studi di emodinamica e trial clinici controllati, basati sull’esercizio, in pazienti con insufficienza cardiaca di classe II-IV della classificazione NYHA hanno dimostrato che l’amlodipina non ha portato ad un deterioramento clinico misurato attraverso la tolleranza all’esercizio, con la frazione espulsa attraverso il ventricolo sinistro e la sintomatologia clinica. Uno studio controllato con placebo (PRAISE) disegnato al fine di valutare le condizioni di pazienti con insufficienza cardiaca di classe III-IV della classificazione NYHA che assumono digossina, diuretici ed ACE-inibitori, ha mostrato che l’amlodipina non ha prodotto un incremento del rischio di mortalità o del rischio combinato di mortalità e morbilità nei pazienti con insufficienza cardiaca. In uno studio di follow-up, a lungo termine, controllato con placebo (PRAISE-2) su amlodipina, in pazienti con insufficienza cardiaca di classe III e IV della classificazione NYHA senza sintomi clinici o particolari segni obiettivi o malattia ischemica di base, in terapia con dosi fisse di ACE-inibitori, digitale, e diuretici, l’amlodipina non ha avuto alcun effetto sulla mortalità cardiovascolare totale. In questa stessa popolazione l’amlodipina è stata associata ad un aumento dei casi di edema polmonare. Studio clinico sul trattamento per la prevenzione dell’attacco di cuore (ALLHAT) È stato condotto uno studio randomizzato, in doppio cieco, di morbilità-mortalità chiamato Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial (ALLHAT) [Studio sul Trattamento Antipertensivo e di riduzione dei Lipidi per Prevenire l’Attacco di Cuore] al fine di confrontare nuove terapie farmacologiche: amlodipina 2,5-10 mg/die (bloccante dei canali del calcio) o lisinopril 10-40 mg/die (ACE-inibitore) come terapie di prima linea rispetto alla terapia diuretico tiazidica, clortalidone 12,5-25 mg/d nella ipertensione da lieve a moderata. Un totale di 33.357 pazienti ipertesi con età dai 55 in su sono stati randomizzati e seguiti in media per 4,9 anni. I pazienti avevano almeno un ulteriore fattore di rischio di cardiopatia coronarica, inclusi: precedente infarto miocardico o ictus (> 6 mesi precedenti all’arruolamento) o altre malattie cardiovascolari aterosclerotiche CVD documentate (complessivamente 51,5%), diabete di tipo 2 (36,1%), HDL-C < 35 mg/dL (11,6%), ipertrofia ventricolare sinistra diagnosticata mediante elettrocardiogramma o ecocardiografia (20,9%), correntemente fumatore (21,9%). L’endpoint primario era costituito da cardiopatia coronarica fatale (CHD) o infarto del miocardio non fatale. Nell’endpoint primario non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra la terapia di base con amlodipina e la terapia di base con clortalidone: RR 0,98 95% CI (0,90-1,07) p=0,65. Tra gli endpoint secondari, l’incidenza di insufficienza cardiaca (componente di un endpoint cardiovascolare combinato e composito) è stata significativamente maggiore nel gruppo dell’amlodipina rispetto al gruppo del clortalidone (10,2 % vs. 7,7 %, RR 1,38, 95% CI [1,25-1,52] p<0,001). Tuttavia, non c’era alcuna differenza significativa per tutte le cause di mortalità tra la terapia di base con amlodipina e la terapia di base con clortalidone. RR 0,96 95% CI [0,89-1,02] p=0,20. Popolazione pediatrica (6 anni di età ed oltre) In uno studio con 268 bambini coinvolti di età tra i 6-17 anni con ipertensione prevalentemente secondaria, la comparazione tra una dose da 2,5 mg, e una dose da 5,0 mg di amlodipina con placebo, ha evidenziato che entrambe le dosi riducevano la Pressione Arteriosa Sistolica in maniera significativamente maggiore del placebo. La differenza tra le due dosi non era statisticametne significativa. Gli effetti a lungo termine di amlodipina su crescita, pubertà e sviluppo generale non sono stati studiati. L’efficacia a lungo termine di amlodipina in terapia in età pediatrica per ridurre la morbidità e la mortalità cardiovascolare in età adulta non è stata stabilita. Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (On going Telmisartan da solo e in combinazione con Ramipril, Global Endpoint Trial) e VA NEPHRON-D (nefropatia Veterans Affairs in Diabetes)) hanno esaminato l’uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II.

ONTARGET è uno studio condotto su pazienti con una storia di malattia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito di tipo 2 accompagnate da prove di danno d’organo. VA NEPHRON-D è uno studio condotto su pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno mostrato alcun significativo effetto benefico sulla funzionalità renale e/o su eventi cardiovascolari e sulla mortalità, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, insufficienza renale acuta e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Date le loro proprietà farmacodinamiche simili, questi risultati sono rilevanti anche per altri ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II. Gli ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in diabete di tipo 2 utilizzando endpoint cardiovascolare e danno renale) è uno studio condotto per verificare il beneficio dell’aggiunta di aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un bloccante del recettore dell’angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di esiti avversi. Morte cardiovascolare e ictus erano entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi ed eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati segnalati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Ramipril Assorbimento Dopo la somministrazione orale, ramipril è rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale: il picco della concentrazione plasmatica di ramipril viene raggiunto entro un’ora. Sulla base del recupero urinario, l’entità dell’assorbimento è pari ad almeno il 56% e non è significativamente influenzata dalla presenza di cibo nel tratto gastrointestinale. La biodisponibilità del metabolita attivo ramiprilato dopo la somministrazione orale di 2,5 mg e 5 mg di ramipril è del 45%. Il picco di concentrazione plasmatica di ramiprilato, unico metabolita attivo del ramipril è raggiunto 24 ore dopo l’assunzione di ramipril. Dopo somministrazione una volta al giorno delle consuete dosi giornaliere di ramipril, le concentrazioni plasmatiche di ramiprilato allo stato stazionario, vengono raggiunte all’incirca entro il quarto giorno di trattamento. Distribuzione Il legame di ramipril con le proteine sieriche è di circa il 73% e quello del ramiprilato è di circa il 56%. Biotrasformazione Ramipril è quasi completamente metabolizzato a ramiprilato, estere della dichetopiperazina, forma acida della dichetopiperazina, e glucuronidi di ramipril e del ramiprilato. Eliminazione L’escrezione dei metaboliti primariamente avviene soprattutto per via renale. Le concentrazioni plasmatiche di ramiprilato diminuiscono in maniera polifasica. A causa del suo potente, saturabile legame all’enzima ACE e della lenta dissociazione dall’enzima stesso, il ramiprilato, a concentrazioni plasmatiche molto basse, mostra una prolungata fase terminale di eliminazione. Dopo somministrazione di dosi multiple giornaliere di ramipril, l’emivita effettiva delle concentrazioni di ramiprilato è stata di 13-17 ore per le dosi da 5-10 mg e più lunga per le dosi più basse da 1,25-2,5 mg. Tale differenza è legata alla capacità saturabile dell’enzima di legare il ramiprilato.

Allattamento Una singola dose orale da 10 mg di ramipril ha prodotto un livello non rilevabile nel latte materno. Tuttavia, l’effetto della somministrazione di dosi multiple non è noto. Altre popolazioni speciali Pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo 4.2) L’escrezione renale di ramiprilato è ridotta nei pazienti con funzionalità renale alterata, e la clearance renale di ramiprilato è proporzionalmente legata alla clearance della creatinina. Ciò determina concentrazioni plasmatiche elevate di ramiprilato, che si riducono più lentamente rispetto ai soggetti con funzione renale normale. Pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafo 4.2) Nei pazienti con funzionalità epatica alterata, il metabolismo di ramipril a ramiprilato è ritardato, a causa della diminuzione dell’attività delle esterasi epatiche, e i livelli plasmatici di ramipril in questi pazienti risultano aumentati. Il picco di concentrazioni di ramiprilato in questi pazienti, tuttavia, non è differente da quello osservato nei soggetti con funzione epatica normale. Popolazione pediatrica Il profilo farmacocinetico di ramipril è stato studiato in 30 pazienti pediatrici ipertesi con età compresa tra 2 e 16 anni, e di peso ≥ 10 kg. Dopo la somministrazione di dosi da 0,05 a 0,2 mg/kg, ramipril è stato rapidamente e largamente metabolizzato a ramiprilato. Il picco delle concentrazioni plasmatiche di ramiprilato si è verificato entro 2-3 ore. La clearance del ramiprilato è altamente correlata al logaritmo del peso corporeo (p< 0,01) e alla dose (p< 0,001). La clearance e il volume di distribuzione risultano aumentati con l’aumentare dell’età dei bambini per ogni gruppo di dose. La dose di 0,05 mg/kg nei bambini ha raggiunto livelli di esposizione paragonabili a quelli degli adulti trattati con Ramipril 5 mg. La dose di 0,2 mg/kg nei bambini ha determinato livelli di esposizione superiori alla dose massima raccomandata di 10 mg al giorno negli adulti. Amlodipina Assorbimento, distribuzione, legame alle proteine plasmatiche Dopo la somministrazione orale di dosi terapeutiche, l’amlodipina è ben assorbita con un picco nei livelli ematici tra 6-12 ore post dose. La biodisponibilità assoluta è stata stimata essere compresa tra 64 e 80%. Il volume di distribuzione è di circa 21 l/kg. Studi in vitro hanno evidenziato che circa il 97,5% dell’amlodipina circolante è legata alle proteine plasmatiche. La biodisponibilità dell’amlodipina non è modificata dall’assunzione di cibo. Biotrasformazione/eliminazione L’emivita plasmatica di eliminazione terminale è di circa 35-50 ore ed è coerente con il dosaggio di una somministrazione al giorno. L’amlodipina è ampiamente metabolizzata dal fegato e trasformata in metaboliti inattivi con 10% del composto originario e 60% dei metabolti escreti con le urine. Uso nella compromissione epatica Sono disponibili dati clinici molto limitati relativi alla somministrazione di amlodipina a pazienti con compromissione epatica. I pazienti con insufficienza epatica hanno una ridotta clearance dell’amlodipina con conseguente aumento della emivita e un aumento dell’AUC di circa 40-60%. Uso negli anziani L’intervallo di tempo entro il quale viene raggiunto il picco di concentrazione plasmatica dell’amlodipina nei soggetti anziani è simile a quello dei soggetti più giovani. La clearance dell’amlodipina tende ad essere ridotta nei pazienti anziani con conseguente aumento dell’AUC e dell’emivita di eliminazione. Gli aumenti dell’AUC e dell’emivita di eliminazione nei pazienti co

23 insufficienza cardiaca congestizia erano come quelli attesi per il gruppo dei pazienti anziani sottoposti allo studio. Popolazione pediatrica Uno studio di farmacocinetica di popolazione è stato condotto su 74 bambini ipertesi di età compresa tra 1 e 17 anni (con 34 pazienti tra 6 e 12 anni di età e 28 pazienti tra 13 e 17 anni di età) che hanno ricevuto una dose di amlodipina compresa tra 1,25 e 20 mg somministrata una o due volte al giorno. Nei bambini tra i 6-12 anni e negli adolescenti tra i 13-17 anni la clearance orale tipica (CL/F) era 22,5 e 27,4 L/ora nei maschi, rispettivamente e 16,4 e 21,3 L/ora nelle femmine, rispettivamente. È stata osservata una grande variabilità nell’esposizione tra gli individui. I dati disponibili per i bambini di età inferiore a 6 anni sono limitati.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Correlato con ramipril La somministrazione orale di ramipril si è rivelata priva di tossicità acuta nei roditori e nei cani. Sono stati condotti studi nei ratti, nei cani e nelle scimmie che prevedevano la somministrazione orale cronica. Sono stati evidenziati indici di alterazione degli elettroliti plasmatici e alterazioni nel quadro ematico nelle 3 specie. Come espressione dell’attività farmacodinamica di ramipril, è stato evidenziato un ingrandimento pronunciato dell’apparato juxtaglomerulare nel cane e nella scimmia a partire da dosi giornaliere di 250 mg/kg/die. Ratti, cani e scimmie hanno tollerato dosi giornaliere di 2, 2,5 e 8 mg/kgpc/die rispettivamente senza effetti nocivi. Danno renale irreversibile è stato osservato in ratti molto giovani ai quali è stata somministrata una singola dose di ramipril. Studi di tossicologia riproduttiva nel ratto, nel coniglio e nella scimmia non hanno evidenziato alcuna proprietà teratogena. La fertilità non è stata modificata nei ratti maschi o femmine. La somministrazione di ramipril a ratti femmina durante il periodo di gestazione e di allattamento, alle dosi giornaliere di 50 mg/kg di peso corporeo o più alte, ha prodotto un danno renale irreversibile (dilatazione della pelvi renale) nella prole. Il test estensivo di mutagenicità, condotto utilizzando vari sistemi di prova, non ha fornito alcuna indicazione che il ramipril possieda proprietà mutageniche o genotossiche. Correlato con amlodipina Tossicologia riproduttiva Studi sulla riproduzione condotti sui ratti e su topi hanno evidenziato un ritardo nel parto, un prolungamento del travaglio e una ridotta sopravvivenza dei cuccioli a dosaggi circa 50 volte superiori rispetto alla dose massima raccomandata nell’uomo espressa in mg/kg. Compromissione della fertilità Non vi era alcun effetto sulla fertilità dei ratti trattati con amlodipina (maschi per 64 giorni e femmine per 14 giorni prima dell’accoppiamento) con dosi fino a 10 mg/kg/giorno (8 volte* la dose massima raccomandata nell’uomo pari a 10 mg, espressa in mg/m2 ). Nel ratto, in un altro studio, i ratti maschi sono stati trattati con amlodipina besilato per 30 giorni alla dose comparabile con il dosaggio nell’uomo espressa in mg/kg, è stata osservata una diminuzione plasmatica dell’ormone follicolostimolante e del testosterone oltre ad una diminuzione della densità dello sperma, del numero di spermatidi maturi e delle cellule del Sertoli. Carcinogenesi, mutagenesi Ratti e topi trattati con amlodipina somministrata con la dieta per due anni, a concentrazioni calcolate per fornire livelli di dosaggio giornaliero di 0,5, 1,25, e 2,5 mg/kg/die non hanno evidenziato alcun

24 evidenza di carcinogenicità. La dose più elevata (per i topi, simile a, e per i ratti a due volte* la dose clinica massima raccomandata di 10 mg espressa in mg/m2 ) era vicina alla dose massima tollerata per i topi, ma non per i ratti. Studi di mutagenicità non hanno evidenziato effetti correlati al farmaco sia a livello genico che cromosomico. * Basato su un paziente di 50 kg di peso

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula Crospovidone Ipromellosa Cellulosa microcristallina Glicerolo dibeenato Involucro della capsula (5 mg/5 mg) Blu brillante FCF-FD&C Blue 1 (E133) Rosso allura AC-FD&C Red 40 (E129) Biossido di titanio (E171) Gelatina Involucro della capsula (5 mg/10 mg) Ferro ossido rosso (E172) Biossido di titanio (E171) Azorubina, carmoisina (E122) Indigotina –FD&C Blue2 (E132) Gelatina Involucro della capsula (10 mg/5 mg) Ferro ossido rosso (E172) Biossido di titanio (E171) Blu brillante FCF-FD&C Blue 1 (E133) Rosso allura AC-FD&C Red 40 (E129) Gelatina Involucro della capsula (10 mg/10 mg) Azorubina, carmoisina (E122) Indigotina –FD&C Blue2 (E132) Biossido di titanio (E171) Gelatina

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

25

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperature superiori ai 30 °C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

10 e 30 capsule rigide in blister OPA/Al/PVC/Al, in scatola di cartone. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare. Qualsiasi prodotto farmaceutico inutilizzato o materiale di scarto deve essere smaltito in conformità alla normativa locale.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

POLIFARMA S.p.A. Viale dell’Arte, 69 - 00144 - Roma

8. Numeri di autorizzazione all’immissione in commercio

042384038 - "5MG/5MG CAPSULE RIGIDE" 10 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 042384040 - "5MG/5MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 042384053 - "5MG/10MG CAPSULE RIGIDE" 10 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 042384065 - "5MG/10MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 042384077 - "10MG/5MG CAPSULE RIGIDE" 10 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 042384089 - "10MG/5MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 042384091 - "10MG/10MG CAPSULE RIGIDE" 10 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 042384103 - "10MG/10MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo di autorizzazione

Data della prima autorizzazione: Gennaio 2014 Data dell’ultimo rinnovo: 10 Giugno 2018

10. Data di revisione del testo

2024

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