PARVATI

Parvati viene usato per il trattamento dell'ipertensione (pressione alta), nei pazienti la cui pressione arteriosa viene adeguatamente controllata con amlodipina e ramipril presi contemporaneamente alla stessa dose come in Parvati, ma come farmaci separati.

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: AMLODIPINA, RAMIPRIL · ATC C09BB07 · NEOPHARMED GENTILI S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"10 MG + 10 MG CAPSULA RIGIDA" 28 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL A 10,89 € 8,71 € 2,18 € + ticket*
"10 MG + 5 MG CAPSULA RIGIDA" 28 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL A 8,59 € 6,88 € 1,71 € + ticket*
"5 MG + 10 MG CAPSULA RIGIDA" 28 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL A 9,58 € 7,67 € 1,91 € + ticket*
"5 MG + 5 MG CAPSULA RIGIDA" 28 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL A 7,29 € 5,83 € 1,46 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: AMLODIPINA, RAMIPRIL
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 2.5 mg ,5 mg CAPSULA RIGIDA
  • 5 mg ,5 mg CAPSULA RIGIDA
  • 10 mg ,10 mg CAPSULA RIGIDA
  • 5 mg ,10 mg CAPSULA RIGIDA
  • 10 mg ,5 mg CAPSULA RIGIDA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
Codice ATC: C09BB07
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· RAMIPRIL E AMLODIPINA KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· Ramipril e Amlodipina Sandoz - SANDOZ S.P.A.
· ALAMUT - FIDIA SPECIALTY S.R.L.
· RAMANTAL - SCHARPER S.P.A.
· TRIAMLO - SANOFI S.R.L.
· DUOTENS - SPA SOCIETA' PRODOTTI ANTIBIOTICI S.P.A.
· SAMBETAN - S.F. GROUP S.R.L.
· ICOMB - POLIFARMA S.P.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Parvati contiene due principi attivi: amlodipina e ramipril. L'amlodipina appartiene a un gruppo di farmaci chiamati calcio antagonisti. Il ramipril appartiene a un gruppo di farmaci chiamati ACE-inibitori (inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina). L'amlodipina agisce: - facendo rilassare e dilatare i vasi sanguigni in modo che il sangue possa defluire più facilmente. Il ramipril agisce:

- riducendo la produzione corporea di sostanze che possono far alzare la pressione arteriosa;
- facendo rilassare e dilatare i vasi sanguigni;
- rendendo più facile al cuore il lavoro di pompare il sangue nel corpo.
Parvati viene usato per il trattamento dell'ipertensione (pressione alta), nei pazienti la cui pressione
arteriosa viene adeguatamente controllata con amlodipina e ramipril presi contemporaneamente alla

stessa dose come in Parvati, ma come farmaci separati.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Parvati:
- se è allergico ad amlodipina, ramipril (principi attivi), qualsiasi altro calcio antagonista o qualsiasi
altro ACE-inibitore, o a uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al
paragrafo 6). La reazione può essere prurito, arrossamento cutaneo o difficoltà di respirazione;
- se la sua pressione arteriosa è insolitamente bassa o instabile. Il suo medico avrà bisogno di fare
questa valutazione;

PARVATI_FI_02_2026

- se presenta un restringimento della valvola cardiaca aortica (stenosi aortica) oppure shock

cardiogeno (una condizione in cui il cuore non è in grado di fornire al corpo sangue a sufficienza);
- se soffre di insufficienza cardiaca in seguito ad un attacco di cuore;
- se ha mai avuto una reazione allergica grave detta “angioedema”. I segni comprendono: prurito,
orticaria, macchioline rosse sulle mani, piedi e gola, gonfiore della gola e della lingua, gonfiore
attorno agli occhi e alle labbra, difficoltà a respirare e a deglutire;
- se è in dialisi o sta subendo qualsiasi altro tipo di filtrazione del sangue. A seconda della macchina

che viene usata, Parvati potrebbe non essere adatto a lei;
- se ha problemi ai reni causati da un apporto ridotto di sangue ai reni (stenosi dell'arteria renale);
- durante gli ultimi 6 mesi di gravidanza (vedere il paragrafo "Gravidanza e allattamento”);
- se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale
che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren.
- se ha assunto o sta assumendo sacubitril/valsartan, un medicinale usato per trattare un tipo di

insufficienza cardiaca a lungo termine (cronica) negli adulti, in quanto ciò aumenta il rischio di angioedema (rapido rigonfiamento sotto la pelle in zone come la gola). - se sta assumendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali, il rischio di angioedema può essere

aumentato.
- racecadotril, un medicinale usato per trattare la diarrea.
- medicinali usati per prevenire il rigetto di organi trapiantati e per trattare il cancro (come
temsirolimus, sirolimus, everolimus).
- vildagliptin, un medicinale usato per trattare il diabete.

Non prenda Parvati se uno dei casi elencati sopra la riguarda. Se non è sicuro, si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Parvati.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Parvati. Informi il suo medico se uno qualsiasi dei casi elencati qui sotto la riguarda: - se ha un aumento della pressione arteriosa (crisi ipertensiva);

- se è anziano e il suo dosaggio deve essere aumentato;

- se ha problemi al cuore, al fegato o ai reni;
- se ha perso molti sali o fluidi corporei (a causa di uno stato di malessere quale vomito, diarrea,
sudorazione eccessiva, o in seguito ad una dieta povera di sale, o per l’assunzione di diuretici orali
per un lungo periodo di tempo o avendo subito una dialisi);
- se sta per essere sottoposto a un trattamento per ridurre l'allergia alle punture di ape o vespa
(desensibilizzazione);

- se sta per essere trattato con un anestetico. Questo può essere somministrato per un intervento
chirurgico o un intervento ai denti. Deve interrompere il trattamento con Parvati un giorno prima;
per altre informazioni si rivolga al medico;
- se ha un elevato quantitativo di potassio nel sangue (evidenziato da un esame del sangue);
- se ha una malattia del collagene vascolare come la sclerodermia o il lupus eritematoso sistemico;

- se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue:
• un “antagonista del recettore dell’angiotensina II” (AIIRA) (anche noti come sartani, per
esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali

correlati al diabete • aliskiren il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue, e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.

Vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda Parvati”.

PARVATI_FI_02_2026

Bambini e adolescenti

L'uso di Parvati non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, perché per questa popolazione di pazienti non sono disponibili informazioni.

Altri medicinali e Parvati Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare, informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere uno qualsiasi dei seguenti medicinali: - Integratori del potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio e altri medicinali che potrebbero aumentare la quantità di potassio presente nel sangue (come trimetoprim e cotrimoxazolo per trattare infezioni provocate da batteri;

- ciclosporina, un medicinale immunosoppressore usato per prevenire il rigetto degli organi
trapiantati;
- eparina, un medicinale usato per fluidificare il sangue e prevenire la formazione di coaguli)

Informi il medico se sta prendendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali, perché potrebbero far
funzionare Parvati meno bene del necessario:
- medicinali usati per alleviare dolore e infiammazione (per es. farmaci antinfiammatori non
steroidei (FANS) come ibuprofene o indometacina e aspirina);
- medicinali usati per il trattamento della pressione bassa, shock, scompenso cardiaco, asma o
allergie come efedrina, noradrenalina o adrenalina. Il suo medico avrà bisogno di controllare la
sua pressione sanguigna;

- rifampicina (un antibiotico usato per trattare la tubercolosi);
- hypericum perforatum (erba di San Giovanni usata per trattare la depressione).

Informi il medico se sta prendendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali, perché possono aumentare la probabilità di presentazione di effetti indesiderati, se li prende con Parvati:

- medicinali usati per alleviare dolore e infiammazione (per es. farmaci antinfiammatori non steroidei

(FANS) come ibuprofene o indometacina e aspirina)
- medicinali per il cancro (chemioterapia)
- medicinali per fermare il rigetto di organi dopo un trapianto, come la ciclosporina
- diuretici come la furosemide
- medicinali in grado di aumentare la quantità di potassio nel sangue, come spironolattone,
triamterene, amiloride, sali di potassio ed eparina (per fluidificare il sangue)

- medicinali steroidei per l'infiammazione, come il prednisolone
- allopurinolo (usato per abbassare gli acidi urici nel sangue)
- procainamide (per i problemi di ritmo cardiaco)
- ketoconazolo, itraconazolo (medicinali antifungini)

- ritonavir, indinavir, nelfinavir (i cosiddetti inibitori della proteasi, usati per trattare il virus dell'HIV)
- eritromicina, claritromicina (antibiotici, per infezioni causate da batteri)
- verapamil, diltiazem (medicinali per trattare i disturbi cardiaci o la pressione sanguigna alta)
- vildagliptin (medicinale per uso orale che abbassa i livelli di glucosio)

- dantrolene (medicinale per infusione per gravi alterazioni della temperatura corporea)
- trimetoprim e cotrimoxazolo (per infezioni causate da batteri)
- temsirolimus (per il cancro)
- everolimus (per prevenire il rigetto di innesti)
- tacrolimus (usato per controllare la risposta immunitaria, per consentire all’organismo di accettare
l’organo trapiantato)

PARVATI_FI_02_2026

Informi il medico se sta prendendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali, perché la loro azione

potrebbe essere modificata da Parvati:
- medicinali per il diabete, come i medicinali orali per abbassare i livelli di zuccheri nel sangue e
l'insulina. Parvati può far abbassare il livello di zuccheri nel sangue. Tenga sotto controllo il livello
di zuccheri nel sangue mentre sta prendendo Parvati;
- litio (per i problemi di salute mentale). Parvati può far alzare il livello di litio nel sangue. Il suo
medico dovrà controllare strettamente i suoi livelli di litio nel sangue;

- -simvastatina (un medicinale per abbassare il colesterolo). Parvati può far alzare il livello di simvastatina nel sangue.

Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni: - se sta assumendo un antagonista del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda Parvati” e “Avvertenze e precauzioni”).

Se uno dei casi elencati sopra la riguarda (o se non è sicuro), informi il medico prima di prendere Parvati.

Parvati con cibi, bevande e alcool Parvati può essere preso con o senza cibo. Le persone che stanno prendendo Parvati non devono consumare pompelmo o succo di pompelmo. Questo perché il pompelmo e il suo succo di pompelmo possono portare ad un aumento dei livelli del principio attivo amlodipina nel sangue, che può potenziare l’effetto di Parvati causando un abbassamento imprevedibile della pressione sanguigna. Bere alcool con Parvati può causare capogiri o confusione. Se la preoccupa sapere quanto può bere

mentre sta prendendo Parvati, ne parli con il suo medico, poiché i medicinali usati per abbassare la pressione sanguigna e alcool possono avere effetti aggiuntivi.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con

latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda Parvati durante la gravidanza. Se ritiene di essere incinta durante la terapia con Parvati, informi immediatamente il suo medico. Prima di pianificare una gravidanza si deve passare a una terapia alternativa adatta. Allattamento È stato dimostrato che amlodipina passa nel latte materno in piccole quantità.

Non prenda Parvati se sta allattando. Prima di prendere qualsiasi medicinale informi il medico o il farmacista.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Parvati può influire sulla sua capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari. Se Parvati le causa

malessere, capogiri o stanchezza, mal di testa, non guidi veicoli né usi macchinari e contatti immediatamente il suo medico. Questo può capitare specialmente all'inizio della terapia, o nel passaggio da altri medicinali.

Parvati contiene Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se

PARVATI_FI_02_2026

ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Se ha l'impressione che l'effetto di Parvati sia troppo forte o troppo debole, informi il medico o il farmacista. Prenda il medicinale per bocca sempre alla stessa ora del giorno, prima o dopo i pasti. Inghiotta la capsula intera con dei liquidi. Non spezzi o mastichi le capsule. Non prenda Parvati con succo di pompelmo.

Parvati deve essere preso una volta al giorno. Il medico può modificare la dose a seconda dell'effetto che ha su di lei. La dose massima giornaliera è di una capsula da 10 mg + 10 mg.

Anziani Il medico ridurrà la dose iniziale e regolerà il trattamento in modo più lento.

Uso nei bambini e negli adolescenti L'uso di Parvati non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, perché

per questa popolazione di pazienti non sono disponibili informazioni.

Se prende più Parvati di quanto deve Prendere troppe capsule può causare un abbassamento o un abbassamento pericoloso della pressione arteriosa. Potrebbe avere vertigini, capogiri, svenimento o debolezza. Se il calo pressorio è così grave, può presentarsi uno shock. La cute potrebbe raffreddarsi e diventare umida e potrebbe perdere conoscenza. Informi immediatamente il medico o si rechi immediatamente all’ospedale più vicino. Non guidi per andare in ospedale, ma si faccia accompagnare o chiami un'ambulanza. Porti con sé la

confezione del medicinale, in modo che il medico sappia che cosa ha preso. Il liquido in eccesso può accumularsi nei polmoni (edema polmonare) causando mancanza di respiro che può svilupparsi fino a 24-48 ore dopo l'assunzione.

Se dimentica di prendere Parvati

Se dimentica di prendere una capsula, salti del tutto quella dose e prenda la dose seguente all'ora

abituale. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della capsula.

Se interrompe il trattamento con Parvati Il medico la informerà per quanto tempo dovrà prendere questo medicinale. Se interrompe il trattamento prima che le venga detto di farlo, la sua malattia potrebbe ripresentarsi.

Se ha qualsiasi dubbio sull'uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le

persone li manifestino.

Se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravi, interrompa il trattamento con Parvati e

consulti immediatamente il medico perché potrebbe aver bisogno di un trattamento medico urgente:
- gonfiore di viso, labbra o gola che può causare difficoltà a deglutire o respirare, oltre a prurito ed
eruzioni cutanee. Questo potrebbe essere segno di una grave reazione allergica a Parvati;
- reazioni cutanee severe inclusi rash, ulcere alla bocca, peggioramento di una malattia preesistente
della pelle, arrossamento, vesciche o desquamazione della pelle (come sindrome di Stevens-
Johnson, necrolisi epidermica tossica o eritema multiforme) o altre reazioni allergiche.

PARVATI_FI_02_2026

Informi immediatamente il medico se compare:

- un battito cardiaco accelerato, irregolare o forte (palpitazioni), dolore al petto, sensazione di
oppressione al petto o problemi più seri compreso attacco di cuore e ictus;
- respiro corto o tosse. Questo potrebbe essere segno di problemi ai polmoni;
- una maggior facilità alle contusioni, sanguinamento che dura più a lungo del normale, qualsiasi
segno di sanguinamento (per es. sanguinamento delle gengive), macchie viola, chiazze sulla pelle
o una maggiore facilità alle infezioni, mal di gola e febbre, sensazione di stanchezza, debolezza,

capogiri o pallore. Questi possono essere segni di problemi sanguigni o del midollo osseo;
- un fortissimo dolore allo stomaco che può arrivare alla schiena. Questo può essere segno di
pancreatite (un'infiammazione del pancreas);
- febbre, brividi, stanchezza, perdita di appetito, dolore di stomaco, sensazione di malessere,
ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero). Questi possono essere segni di problemi al fegato,
come epatite (infiammazione del fegato) o danno al fegato.

Altri effetti indesiderati comprendono: Informi il medico se uno qualsiasi degli effetti indesiderati che seguono diventa serio o dura più di

qualche giorno.
Comune (può colpire fino a 1 persona su 10):
- sonnolenza (in particolare all'inizio del trattamento);
- palpitazioni (sensazione di sentir battere forte il cuore), vampate di calore;
- gonfiore delle caviglie (edema);
- mal di testa o sensazione di stanchezza;
- sensazione di vertigini. Questo accade con maggiore probabilità all'inizio della terapia con Parvati o
quando si inizia a prendere una dose più alta;

- svenimenti, ipotensione (pressione sanguigna troppo bassa), in particolare quando ci si alza o ci si
siede troppo rapidamente;
- tosse secca stizzosa, infiammazione dei seni nasali (sinusite) o bronchite, fiato corto;
- dolore addominale, mal di stomaco o di pancia, diarrea, indigestione, sentirsi o star male;
- eruzione cutanea con o senza gonfiore;

- dolore al petto;

- crampi o dolori muscolari;
- esami del sangue che mostrano una quantità troppo alta di potassio nel sangue rispetto al normale.

Non comune (può colpire fino a 1 persona su 100):
- cambiamenti nell'umore, insonnia;
- tremori, debolezza, dolore, sensazione di malessere;

- disturbi visivi, visione doppia, offuscamento della vista, ronzii nelle orecchie;
- raffreddore/naso che cola causato dall'infiammazione della mucosa del naso (rinite);
- alterazione delle abitudini intestinali (compresi diarrea o stipsi), bruciore di stomaco, secchezza
delle fauci;
- perdita di capelli, aumento della sudorazione, prurito della pelle, macchie rosse sulla pelle,

decolorazione della pelle; - disturbi a urinare, aumento della necessità di urinare, in particolare di notte, aumento del numero di volte che si urina;

- incapacità di raggiungere l'erezione, incapacità sessuale negli uomini, riduzione del desiderio
sessuale negli uomini o nelle donne;
- fastidio o aumento delle mammelle negli uomini;
- dolore articolare o muscolare, crampi muscolari, mal di schiena;
- aumento o calo di peso;
- problemi di equilibrio (vertigini);
- prurito e insolite sensazioni cutanee come torpore, formicolio, solletico, bruciore o brividi

PARVATI_FI_02_2026

(parestesia), perdita della sensibilità al dolore;

- perdita o cambiamento del senso del gusto delle cose;
- problemi di insonnia;
- sensazione di depressione, ansia, maggior nervosismo del solito o irrequietezza;
- naso chiuso, difficoltà a respirare o peggioramento dell'asma;
- una tumefazione intestinale detta “angioedema intestinale” che si presenta con sintomi come
dolore addominale, vomito e diarrea;

- perdita o calo dell'appetito (anoressia);
- aumento o irregolarità del battito cardiaco;
- braccia e gambe gonfie. Questo potrebbe essere segno che il suo corpo sta trattenendo più acqua
del normale;
- febbre;
- un aumento nel numero di un certo tipo di globuli bianchi (eosinofilia), rilevato durante un esame

del sangue; - esami del sangue che mostrano dei cambiamenti nel funzionamento di fegato, pancreas o reni.

Raro (può colpire fino a 1 persona su 1.000):
- sensazione di tremolio o confusione;
- lingua arrossata o gonfia;
- grave esfoliazione o desquamazione della pelle, prurito, eruzione cutanea con gonfiore;
- problemi alle unghie (per es. perdita o separazione di un'unghia dal letto ungueale);
- eruzione cutanea o lividi;
- orticaria;
- chiazze sulla pelle e mani, freddo alle estremità;

- occhi rossi, che prudono, gonfi o lacrimosi;
- disturbi dell'udito;
- esami del sangue che mostrano una riduzione nel numero di globuli rossi, globuli bianchi,
piastrine o nella quantità di emoglobina.

Molto Raro (può colpire fino a 1 persona su 10.000):

- maggiore sensibilità del solito al sole;
- quantità eccessiva di zucchero nel sangue (iperglicemia);
- gonfiore alle gengive;
- gonfiore addominale (gastrite);
- anomalie nella funzionalità del fegato, infiammazione del fegato (epatite), ingiallimento della pelle
(ittero);

- aumentata tensione muscolare;
- infiammazione dei vasi sanguigni, spesso con eruzione cutanea;
- sensibilità alla luce;
- disturbi che combinano rigidità, tremori e/o disturbi del movimento;
- psoriasi.

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): - urina concentrata (di colore scuro), sensazione di malessere o malessere, crampi muscolari,

confusione e convulsioni che possono essere dovuti a inappropriata secrezione di ADH (anti-diuretic hormone [ormone antidiuretico]). Se manifesta questi sintomi contatti tempestivamente il suo medico; - tremore, postura rigida, viso tipo maschera, movimenti lenti e una camminata sbilanciata, trascinata.

PARVATI_FI_02_2026

Altri effetti indesiderati riferiti:

Informi il medico se uno qualsiasi degli effetti indesiderati che seguono diventa serio o dura più di
qualche giorno:
- difficoltà di concentrazione;
- esami del sangue che mostrano una quantità troppo bassa di globuli nel sangue;
- esami del sangue che mostrano una quantità troppo bassa di sodio nel sangue rispetto al normale;
- dita delle mani e dei piedi che cambiano colore al freddo e poi formicolio o sensazione di dolore

quando si scaldano (fenomeno di Raynaud);
- reazioni rallentate o alterate;
- cambiamento nella percezione degli odori.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al

medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla

sicurezza di questo medicinale. ad

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.Conservare al di sotto dei 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Parvati

I principi attivi sono: Parvati 2,5 mg + 5 mg capsule rigide ogni capsula contiene: 2,5 mg di ramipril e 6,934 mg di amlodipina besilato(corrispondenti a 5 mg di amlodipina) Parvati 5 mg + 5 mg capsule rigide ogni capsula contiene: 5 mg di ramipril e 6,934 mg di amlodipina besilato(corrispondenti a 5 mg di

amlodipina) Parvati 10 mg + 5 mg capsule rigide ogni capsula contiene: 10 mg di ramipril e 6,934 mg di amlodipina besilato(corrispondenti a 5 mg di amlodipina) Parvati 5 mg + 10 mg capsule rigide

ogni capsula contiene: 5 mg di ramipril e 13,868 mg di amlodipina besilato(corrispondenti a 10 mg di amlodipina) Parvati 10 mg + 10 mg capsule rigide

ogni capsula contiene: 10 mg di ramipril e 13,868 mg di amlodipina besilato(corrispondenti a 10 mg di amlodipina)

Gli altri componenti sono: Cellulosa microcristallina, calcio idrogeno fosfato anidro, amido pregelatinizzato, amido pregelatinizzato a basso contenuto di umidità, sodio amido glicolato (tipo A), sodio stearil fumarato, ossido di ferro rosso (E172), titanio diossido (E171), gelatina. In Parvati 10 mg + 10 mg sono presenti anche: ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro nero (E172).

PARVATI_FI_02_2026

Descrizione dell'aspetto di Parvati e contenuto della confezione

Parvati 2,5 mg + 5 mg capsule rigide: capsule di gelatina dura, cappuccio di color rosa pallido opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca. Parvati 5 mg + 5 mg capsule rigide: capsule di gelatina dura, cappuccio di color rosa opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca. Parvati 10 mg + 5 mg capsule rigide: capsule di gelatina dura, cappuccio di color rosa scuro opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca.

Parvati 5 mg + 10 mg capsule rigide: capsule di gelatina dura, cappuccio di color rosso-marrone opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca. Parvati 10 mg + 10 mg capsule rigide: capsule di gelatina dura, cappuccio di color marrone opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca.

Parvati è disponibile in blister contenenti 28 capsule.

Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio Neopharmed Gentili S.p.A. – Via San Giuseppe Cottolengo, 15 – 20143 Milano

Produttori

- Special Product’s Line S.p.A. – Via Fratta Rotonda Vado Largo, 1 – 03012 Anagni (FR)
- Lachifarma S.p.A. Laboratorio Chimico Farmaceutico Salentino - S.S. 16 – Zona Industriale 73010
Zollino (LE)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il febbraio 2026 l ian en zia

PARVATI_FI_02_2026

Domande frequenti su PARVATI

Come si usa PARVATI?

PARVATI si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PARVATI è disponibile senza ricetta?

No, PARVATI è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PARVATI?

Il principio attivo di PARVATI è AMLODIPINA, RAMIPRIL.

Quali sono gli equivalenti di PARVATI?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: RAMIPRIL E AMLODIPINA KRKA, RAMIPRIL E AMLODIPINA DOC GENERICI, RAMIPRIL E AMLODIPINA EG, RAMIPRIL E AMLODIPINA TEVA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce PARVATI?

PARVATI è prodotto da NEOPHARMED GENTILI S.P.A..

Da quando PARVATI è autorizzato in Italia?

PARVATI ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2015-03-04.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Parvati 2,5 mg + 5 mg capsule rigide Parvati 5 mg + 5 mg capsule rigide Parvati 10 mg + 5 mg capsule rigide Parvati 5 mg + 10 mg capsule rigide Parvati 10 mg + 10 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Parvati 2,5 mg + 5 mg capsule rigide ogni capsula contiene: PRINCIPI ATTIVI: ramipril 2,5 mg Amlodipina besilato 6,934 mg (corrispondenti ad amlodipina 5 mg) Parvati 5 mg + 5 mg capsule rigide ogni capsula contiene: PRINCIPI ATTIVI: ramipril 5 mg Amlodipina besilato 6,934 mg (corrispondenti ad amlodipina 5 mg) Parvati 10 mg + 5 mg capsule rigide ogni capsula contiene: PRINCIPI ATTIVI: ramipril 10 mg Amlodipina besilato 6,934 mg (corrispondenti ad amlodipina 5 mg) Parvati 5 mg + 10 mg capsule rigide ogni capsula contiene: PRINCIPI ATTIVI: ramipril 5 mg Amlodipina besilato 13,868 mg (corrispondenti ad amlodipina 10 mg) Parvati 10 mg + 10 mg capsule rigide ogni capsula contiene: PRINCIPI ATTIVI: ramipril 10 mg Amlodipina besilato 13,868 mg (corrispondenti ad amlodipina 10 mg) Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide. Parvati 2,5 mg + 5 mg capsule rigide Capsule di gelatina dura, dimensioni n. 1, cappuccio di color rosa pallido opaco, corpo di color bianc

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca. Parvati 5 mg + 5 mg capsule rigide Capsule di gelatina dura, dimensioni n. 1, cappuccio di color rosa opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca. Parvati 10 mg + 5 mg capsule rigide Capsule di gelatina dura, dimensioni n. 1, cappuccio di color rosa scuro opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca. Parvati 5 mg + 10 mg capsule rigide Capsule di gelatina dura, cappuccio di color rosso-marrone opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca. Parvati 10 mg + 10 mg capsule rigide Capsule di gelatina dura, dimensioni n. 1, cappuccio di color marrone opaco, corpo di color bianco opaco. Contenuto delle capsule: polvere bianca o quasi bianca.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell'ipertensione. Parvati è indicato come terapia sostitutiva nei pazienti con pressione arteriosa adeguatamente controllata con amlodipina e ramipril somministrati contemporaneamente alla stessa dose.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti La dose raccomandata è di una capsula al giorno.La dose di ogni componente deve essere individualizzata in accordo con il profilo del paziente ed il controllo della pressione arteriosa. La massima dose giornaliera è di una capsula da 10 mg + 10 mg. Qualora si rendesse necessario un aggiustamento del dosaggio, il regime terapeutico deve essere inizialmente individualizzato,determinando il dosaggio adeguato al paziente dei singoli componenti, amlodipina e ramipril, e, una volta stabilizzato, può essere modificato passando a Parvati. Parvati non deve essere usatonella terapia di attacco dell'ipertensione. Dal momento che l’assunzione di cibo non interferisce sull’assorbimento di amlodipina e ramipril, Parvati può essere assunto indipendentemente dai pasti. Pazienti in trattamento con un diuretico Nei pazienti trattati contemporaneamente con un diuretico è raccomandata cautela, in quanto questi pazienti possono presentare deplezione di volume plasmatico e/o di sali. Si devono monitorare la funzione renale e il potassio sierico. Popolazioni particolar

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Insufficienza renale Per individuare la dose ottimale iniziale e di mantenimento nei pazienti con insufficienza renale, questi pazienti devono essere studiati in modo individuale utilizzando dosi scalari dei singoli componenti amlodipina e ramipril. Il grado di compromissione renale non è correlato a variazioni delle concentrazioni plasmatiche di amlodipina, quindi può essere usato il dosaggio normale. L’amlodipina non è dializzabile. La dose giornaliera di ramipril in pazienti con insufficienza renale deve essere basata sulla clearance della creatinina (vedere paragrafo 5.2): - se la clearance della creatinina è ≥60 ml/min, non è necessario aggiustare la dose iniziale; la dose massima giornaliera è di 10 mg; - se la clearance della creatinina è <60 ml/min e nei pazienti ipertesi emodializzati, Parvati è indicato solo in quei pazienti nei quali la dose ottimale di mantenimento di ramipril raggiunta è di 5 mg. Ramipril è scarsamente dializzabile; il medicinale deve essere somministrato poche ore dopo l’effettuazione della dialisi. Durante la terapia con Parvati devono essere monitorati la funzionalità renale e livelli sierici di potassio. In caso di deterioramento della funzionalità renale, l'uso di Parvati deve essere sospeso e sostituito da dosi singole con un componente singolo, adeguatamente aggiustate. Insufficienza epatica Non sono stati stabiliti dosaggi specifici per pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata; pertanto la scelta del dosaggio deve essere effettuata con cautela e si deve partire dal dosaggio più basso (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). La farmacocinetica di amlodipina non è stata studiata nell’insufficienza epatica grave. Nei pazienti con insufficienza epatica grave, il trattamento con amlodipina deve essere iniziato con il dosaggio più basso, seguito da un graduale aggiustamento del dosaggio. Nei pazienti con insufficienza epatica il trattamento con ramipril deve essere iniziato solo sotto stretto controllo medico e la dose massima giornaliera è di 2,5 mg di ramipril. Parvati è indicato solo per quei pazienti nei quali la dose ottimale di mantenimento di ramiprilraggiunta è di 2,5 mg. Anziani Amlodipina usata a dosaggi analoghi in pazienti anziani e giovani è ugualmente ben tollerata. Nei pazienti anziani si raccomandano i dosaggi normalmente utilizzati, ma l'aumento di dosaggio va considerato con cautela. Le dosi iniziali di ramipril devono essere le più basse e la successiva titolazione deve essere molto graduale a causa della maggiore probabilità di effetti indesiderati, in particolare in pazienti molto anziani o debilitati. Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia di Parvati nei bambini non sono state ancora stabilite. Al momento i dati disponibili sono descritti nei paragrafi 4.8, 5.1, 5.2 e 5.3, ma non possono essere fatte raccomandazioni sulla posologia. Modo di somministrazione Si raccomanda che Parvati venga assunto ogni giorno alla stessa ora.

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Le capsule non devono essere masticate o sbriciolate.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità ad amlodipina, ramipril, derivati delle diidropiridine, altri ACE inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell'angiotensina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Amlodipina - Ipotensionegrave. - Shock (incluso shock cardiogeno). - Ostruzione dell’efflusso ventricolare sinistro (es. stenosi aortica di grado elevato). - Insufficienza cardiaca con instabilità emodinamica dopo infarto acuto del miocardio. Ramipril - Riscontro anamnestico di angioedema (ereditario, idiopatico o pregresso angioedema da ACE inibitori o antagonisti del recettore dell'angiotensina II). - Trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente (vedere paragrafo 4.5). - Stenosi bilaterale significativa dell'arteria renale o stenosi unilaterale in pazienti con rene unico funzionante. - Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). - Ramipril non deve essere usato in pazienti con ipotensione o emodinamicamente instabili. L'uso concomitante di PARVATI con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o con compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR < 60 ml/min/1.73 m2) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Uso concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan: il trattamento con PARVATI non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego

Amlodipina La sicurezza e l'efficacia di amlodipina durante crisi ipertensive non sono state valutate. Pazienti con insufficienza cardiaca I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati con cautela. In uno studio clinico a lungo termine, controllato con placebo, in pazienti con insufficienza cardiaca grave (classe III e IV NYHA) amlodipina è stata associata a un maggior numero di casi di edema polmonare rispetto al placebo (vedere paragrafo 5.1). I bloccanti dei canali del calcio, inclusa amlodipina, devono essere usati con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, poichè possono far aumentare il rischio di futuri eventi cardiovascolari e di mortalità. Uso in pazienti con insufficienza epatica L'emivita plasmatica di amlodipina è prolungata e i valori dell'AUC sono maggiori in pazienti co

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track funzionalità epatica compromessa; per questi pazienti non sono stati stabiliti specifici dosaggi. Amlodipina dovrebbe quindi essere inizialmente assunta al dosaggio più basso ed usata con cautela sia all'inizio del trattamento che all'aumentare del dosaggio. Nei pazienti con insufficienza epatica grave può essere richiesto un graduale aggiustamento del dosaggio e un attento monitoraggio. Uso in pazienti anziani Nei pazienti anziani l'aumento del dosaggio deve essere considerato con cautela (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Uso in pazienti con insufficienza renale Amlodipina può essere usata a dosaggi normali in tali pazienti. Il grado di compromissione renale non è correlato a variazioni delle concentrazioni plasmatiche di amlodipina. Amlodipina non è dializzabile. Ramipril Popolazioni particolari - Gravidanza La terapia con ACE inibitori come ramipril non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). - Pazienti particolarmente a rischio di ipotensione - Pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone I pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone possono incorrere in un notevole calo acuto della pressione arteriosa e nel deterioramento della funzione renale dovuto all'ACE inibizione, specialmente quando l'ACE inibitore o un diuretico in associazione sono somministrati per la prima volta o al primo incremento della dose. Deve essere prevista un'attivazione rilevante del sistema renina-angiotensina-aldosterone ed è necessaria una supervisione medica che includa il monitoraggio della pressione per esempio in: • pazienti con ipertensione grave; • pazienti con insufficienza cardiaca congestizia scompensata; • pazienti con ostacolo emodinamicamente rilevante all'afflusso o al deflusso ventricolare sinistro (ad es. stenosi valvolare aortica o mitralica); • pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale con secondo rene funzionante; • pazienti in cui vi è o si può sviluppare deplezione di fluidi o di sali (inclusi i pazienti in trattamento con i diuretici) • pazienti con cirrosi epatica e/o ascite; • durante interventi chirurgici importanti o durante anestesia con farmaci che causano ipotensione.

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track In genere si raccomanda di correggere la disidratazione, l'ipovolemia o la deplezione di sali prima di iniziare il trattamento (tuttavia nei pazienti con insufficienza cardiaca tale azione correttiva deve essere attentamente valutata contro il rischio di un sovraccarico). - Insufficienza cardiaca transitoria o persistente post infarto miocardico - Pazienti a rischio di ischemia cardiaca o cerebrale in caso di ipotensione acuta La fase iniziale del trattamento richiede un attento controllo medico. - Pazienti anziani Vedere paragrafo 4.2. Chirurgia Se possibile, si raccomanda di interrompere il trattamento con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina come ramipril un giorno prima dell'intervento chirurgico. Monitoraggio della funzione renale La funzione renale deve essere valutata prima e durante il trattamento e la dose deve essere aggiustata in particolare nelle prime settimane di trattamento. In pazienti con insufficienza renale è richiesto un monitoraggio particolarmente attento (vedere paragrafo 4.2). C'è il rischio di un danneggiamento della funzione renale, in particolare in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o dopo trapianto di rene. Angioedema Sono stati segnalati casi di angioedema in pazienti in trattamento con ACE inibitori incluso il ramipril (vedere paragrafo 4.8). In caso di angioedema, ramipril deve essere interrotto. Deve essere prontamente istituito un trattamento di emergenza. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimessi solo dopo la completa risoluzione della sintomatologia. Nei pazienti in terapia con ACE inibitori, incluso ramipril, è stato riportato angioedema intestinale (vedere paragrafo 4.8). Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito). L’uso concomitante degli ACE-inibitori e di sacubitril/valsartan è controindicato in considerazione dell’aumento del rischio di angioedema. Il trattamento con sacubitril/valsartan non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di PARVATI. Il trattamento con PARVATI non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). L’uso concomitante di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (rigonfiamento delle vie aeree o della lingua, associato o meno a difficoltà respiratorie) (vedere paragrafo 4.5). Occorre cautela nell’iniziare la terapia con racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin in un paziente che sta già assumendo un ACE-inibitore. Reazioni anafilattiche durante terapie desensibilizzanti La probabilità e la gravità di reazioni anafilattiche o anafilattoidi in seguito a contatto con veleno di insetti o altri allergeni sono aumentate durante terapia con ACE inibitori. Prima della desensibilizzazione deve essere presa in considerazione una temporanea sospensione di ramipril.

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Iperkaliemia Iperkaliemia è stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE inibitori incluso ramipril. Gli ACE inibitori possono provocare iperkaliemia poiché inibiscono il rilascio di aldosterone. Tale effetto non è solitamente significativo nei pazienti con una funzione renale nella norma. Tuttavia, nei pazienti con una funzione renale compromessa, età >70 anni, diabete mellito non controllato e/o nei pazienti che assumono: • integratori di potassio (inclusi sostituti del sale), • diuretici risparmiatori di potassio, o altri principi attivi che fanno aumentare il livello plasmatico del potassio (o condizioni come disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica), • trimetoprim o cotrimoxazolo, noto anche come trimetoprim/sulfametoxazolo, • e soprattutto antagonisti dell’aldosterone o bloccanti del recettore dell’angiotensina, si può verificare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio e i bloccanti del recettore dell’angiotensina devono essere usati con cautela nei pazienti in terapia con ACE-inibitori. Se l'uso concomitante di una delle sopraccitate sostanze è ritenuto necessario è raccomandato un regolare monitoraggio del potassio sierico e della funzione renale (vedere paragrafo 4.5). Neutropenia/agranulocitosi Sono state osservate raramente neutropenia/agranulocitosi, così come trombocitopenia e anemia, ed è stata inoltre riportata depressione del midollo osseo. Si raccomanda di monitorare il numero dei globuli bianchi per permettere l'individuazione di una possibile leucopenia. Si consiglia un monitoraggio più frequente nella fase iniziale del trattamento e in pazienti con compromessa funzionalità renale, nei pazienti con concomitanti patologie del collagene (ad es. lupus eritematoso o sclerodermia) e in quelli trattati con farmaci che possono causare alterazioni del quadro ematico (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Differenze etniche Gli ACE inibitori causano una maggiore incidenza di angioedema nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Come altri ACE inibitori, ramipril può essere meno efficace nell'abbassare la pressione nelle popolazioni nere rispetto a quelle non nere, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza nelle popolazioni nere di ipertensione a basso livello di renina. Tosse Con l'uso di ACE-inibitori, è stata riportata tosse. Tipicamente, la tosse è non produttiva, persistente e si risolve con l'interruzione della terapia. La tosse da ACE inibitori deve essere considerata nella diagnosi differenziale della tosse. Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACEinibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sott

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.Eccipiente con effetto noto PARVATI contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d'interazione

Amlodipina Effetti di altri medicinali su amlodipina Inibitori del CYP3A4 L'uso concomitante di amlodipina con inibitori del CYP3A4 potenti o moderati (inibitori della proteasi, antifungini azolici, macrolidi quali eritromicina o claritromicina, verapamil o diltiazem) può causare un aumento significativo dell'esposizione all'amlodipina. Il significato clinico di queste variazioni farmacocinetiche può essere più pronunciato negli anziani. Pertanto possono essere richiesti un monitoraggio clinico e un aggiustamento del dosaggio. La claritromicina è un inibitore del CYP3A4. Sussiste un aumento del rischio di ipotensione nei pazienti che ricevono claritromicina con amlodipina. Si raccomanda di tenere i pazienti sotto stretta osservazione quando l’amlodipina viene co-somministrata con claritromicina. Induttori del CYP3A4 Al momento della somministrazione concomitante di induttori noti del CYP3A4, la concentrazione plasmatica di amlodipina può variare. Pertanto, deve essere monitorata la pressione sanguigna e deve essere valutato un possibile aggiustamento della dose sia durante sia dopo la somministrazione di farmaci concomitanti, in particolare con forti induttori del CYP3A4 (ad es. rifampicina, Hypericum perforatum). La somministrazione di amlodipina con pompelmo o succo di pompelmo non è raccomandata poichè in alcuni pazienti la biodisponibilità di amlodipina potrebbe aumentare e potenziare conseguentemente l'effetto antipertensivo di amlodipina. Dantrolene (infusione) Negli animali, sono stati osservati fibrillazione ventricolare letale e collasso cardiovascolare associati a iperkaliemia in seguito a somministrazione di verapamil e dantrolene per via endovenosa. A causa del rischio di iperkaliemia, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di bloccanti dei canali del calcio come amlodipina in pazienti soggetti all'ipertermia maligna e nel trattamento dell'ipertermia maligna. Effetti di amlodipina su altri medicinali Gli effetti di amlodipina sulla diminuzione della pressione arteriosa si sommano agli effetti della diminuzione della pressione esercitata da altri agenti anti-ipertensivi. In studi clinici di interazione, l'amlodipina non ha alterato la farmacocinetica di atorvastatina, digossina, warfarin o ciclosporine. Simvastatin

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track La somministrazione concomitante di dosi multiple di amlodipina 10 mg con 80 mg di simvastatina porta ad un aumento pari al 77% dell'esposizione alla simvastatina rispetto alla simvastatina da sola. La dose di simvastatina nei pazienti in terapia con amlodipina va limitata a 20 mg al giorno. Inibitori mTOR Un aumento del rischio di angioedema è possibile nei pazienti che assumono farmaci concomitanti come gli inibitori mTOR (ad es. temsirolimus, everolimus, sirolimus). Prestare attenzione quando si inizia la terapia. Sussiste un rischio di aumento dei livelli di tacrolimus nel sangue quando co-somministrato con amlodipina. Al fine di evitare la tossicità di tacrolimus, la somministrazione di amlodipina in un paziente trattato con tacrolimus richiede il monitoraggio dei livelli di tacrolimus nel sangue e un aggiustamento della dose di tacrolimus ove appropriato. Ramipril Associazioni controindicate Trattamenti extracorporei che portano a contatto il sangue con superfici a carica negativa quali dialisi od emofiltrazione con membrane ad alto flusso (ad esempio membrane poliacrilonitriliche) oppure aferesi delle lipoproteine a bassa densità per mezzo di destrano solfato sono controindicati a causa dell'aumento del rischio di gravi reazioni anafilattoidi (vedere paragrafo 4.3). Se è richiesto questo tipo di trattamento, deve essere considerato l'uso di membrane per dialisi differenti o una classe di antipertensivi differente. Sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio e altri principi attivi che aumentano i livelli del potassio nel sangue (inclusi gli antagonisti dell'Angiotensina II, trimetoprim, tacrolimus) Sebbene il potassio sierico si mantenga generalmente nei limiti della norma, in alcuni pazienti trattati con ramipril si può sviluppare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio (come spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono determinare aumenti significativi del potassio sierico. Occorre esercitare la debita cautela anche nel somministrare ramipril in concomitanza con altri agenti che aumentano il potassio sierico, come trimetoprim e cotrimoxazolo (trimetoprim/sulfametoxazolo), in quanto è noto che trimetoprim agisce da diuretico risparmiatore del potassio come l’amiloride. L’associazione di ramipril con i farmaci sopra citati non è pertanto raccomandata. Se è indicato l’uso concomitante, occorre esercitare la debita cautela e monitorare frequentemente il potassio sierico. Ciclosporina Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori e ciclosporina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Eparina Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori ed eparina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico Farmaci antipertensivi (ad es. diuretici) ed altri farmaci a potenziale effetto antipertensivo (ad es. nitrati, antidepressivi triciclici, anestetici, assunzione di alcool, baclofene, alfuzosina, doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina)

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Si deve prevedere un possibile potenziamento del rischio di ipotensione (vedere paragrafo 4.2 per i diuretici). Vasopressori simpaticomimetici ed altre sostanze (ad es. isoproterenolo, dobutamide, dopamide, adrenalina) che possono ridurre l'effetto antipertensivo di ramipril Si raccomanda il monitoraggio della pressione arteriosa. Allopurinolo, immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide, citostatici e altri farmaci che possono alterare il quadro ematico Aumentato rischio di reazioni ematologiche (vedere paragrafo 4.4). Sali di litio L'escrezione di litio può essere ridotta dagli ACE inibitori e quindi la tossicità del litio può essere aumentata. I livelli sierici di litio devono essere controllati. Antidiabetici inclusa insulina Possono verificarsi reazioni ipoglicemiche. Pertanto si raccomanda uno stretto controllo della glicemia. Farmaci antinfiammatori non steroidei ed acido acetilsalicilico Deve essere prevista una possibile riduzione dell'effetto antipertensivo di ramipril. Inoltre, una terapia concomitante con ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzionalità renale e ad un aumento della kaliemia. Medicinali che aumentano il rischio di angioedema L’uso concomitante di ACE-inibitori e sacubitril/valsartan è controindicato poiché aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’uso concomitante di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) può determinare un aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti che assumono ACE inibitori e vildagliptin é stata osservata una maggiore incidenza di angioedema. La maggior parte dei casi si è rivelata di gravità moderata e si è risolta durante il trattamento con vildagliptin (vedere paragrafo 4.4). I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensinaaldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1)

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Amlodipina Gravidanza La sicurezza di amlodipina durante la gravidanza non è stata stabilita. Negli studi sugli animali sono stati osservati effetti di tossicità riproduttiva in seguito a somministrazione di dosi elevate (vedere paragrafo 5.3). L'uso in gravidanza è raccomandato solo se non esiste un'alternativa più sicura e quando il disturb

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track comporta rischi importanti per la madre e per il feto. Allattamento L’amlodipina viene escreta nel latte materno. La percentuale della dose materna ricevuta dal neonato è stata stimata con un intervallo interquartile del 3-7%, con un massimo del 15%. L’effetto dell’amlodipina sui neonati non è noto. La decisione di continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con amlodipina deve essere considerata tenendo presente i benefici dell'allattamento per il neonato e i benefici della terapia con amlodipina per la madre. Fertilità In pazienti trattati con bloccanti dei canali del calcio sono state riportate modificazioni biochimiche reversibili alla testa degli spermatozoi, Non sono disponibili dati clinici sufficienti sul potenziale effetto di amlodipina sulla fertilità. In uno studio sui ratti, sono stati riportati effetti indesiderati sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3). Ramipril Gravidanza L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4) ed è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3 e 4.4). L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l'esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3). Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente osservati per quanto riguarda l'ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Allattamento Poiché le informazioni sull'uso di ramipril durante l'allattamento sono insufficienti (vedere paragrafo 5.2), ramipril non è raccomandato ed è preferibile ricorrere a trattamenti alternativi con profilo di sicurezza meglio stabilito durante l'allattamento, specialmente quando si allatta un neonato o un neonato pretermine.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Parvati altera lievemente o moderatamente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Alcuni effetti indesiderati (per es. sintomi del calo pressorio quali capogiri, cefalea, affaticamento)

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track possono interferire con la capacità di concentrazione e di reazione del paziente e perciò rappresentano un rischio in situazioni in cui queste capacità siano particolarmente importanti (per es. manovra di macchinari o guida di veicoli). Questo può verificarsi in modo particolare all’inizio del trattamento o quando si sta sostituendo un’altra terapia. Si raccomanda cautela soprattutto all’inizio del trattamento.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse riportate più comunemente durante il trattamento con amlodipina sono state sonnolenza, capogiri, cefalea, palpitazioni, vampate di calore, dolore addominale, nausea, gonfiore alle caviglie, edema e affaticabilità. Il profilo di sicurezza di ramiprilinclude tosse secca persistente e reazioni dovute all'ipotensione. Reazioni avverse gravi comprendono angioedema, iperkaliemia, danno epatico o renale, pancreatiti, reazioni cutanee gravi e neutropenia/agranulocitosi. La frequenza degli effetti indesideratiè definita utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (≥ 1/10); comune(da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100); raro (da ≥ 1/10.000 a< 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le seguenti reazioni avverse sono state riportate durante trattamenti indipendenti con amlodipina e ramipril: Classificazione per sistemi e organi Frequenza Amlodipina Ramipril Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune Eosinofilia Raro Diminuzione del numero dei globuli bianchi (quale neutropenia o agranulocitosi), diminuzione del numero dei globuli rossi, diminuzione della concentrazione di emoglobina, diminuzione del numero delle piastrine Molto raro Leucocitopenia, trombocitopenia Non nota Depressione del midollo osseo, pancitopenia, anemia emolitica Disturbi del sistema immunitario Molto raro Reazioni allergiche Non nota Reazioni anafilattiche o anafilattoidi, aumento degli anticorpi antinucleo Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Aumento della kaliemia Non comune Anoressia, diminuzione dell'appetito Molto raro Iperglicemia Non nota Diminuzione della sodiemi

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Disturbi psichiatrici Non comune Insonnia, cambiamenti di umore (inclusa ansia), depressione Umore depresso, ansietà, nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno inclusa sonnolenza Raro Confusione Stato confusionale Non nota Disturbi dell'attenzione Patologie del sistema nervoso Comune Sonnolenza, capogiro, cefalea (specialmente all’inizio del trattamento) Cefalea, capogiri Non comune Tremore, disgeusia, sincope, ipoestesia, parestesia Vertigini, parestesia, ageusia, disgeusia Raro Tremore, disordini dell’equilibrio Molto raro Ipertonia, neuropatia periferica Non nota Ischemia cerebrale quale ictus ischemico e attacco ischemico transitorio, alterazioni delle capacità psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia Non nota Disturbo extrapiramidale Patologie dell'occhio Non comune Disturbi della vista (inclusa diplopia) Disturbi della vista inclusa visione offuscata Raro Congiuntivite Patologie dell'orecchio e del labirinto Non comune Tinnito Raro Danni dell'udito, tinnito Patologie cardiache Comune Palpitazioni Non comune Ischemia miocardica quale angina pectoris o infarto del miocardio, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico Molto raro Infarto miocardico, aritmia (compresa bradicardia, tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale)

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Patologie vascolari Comune Vampate di calore Ipotensione, ipotensione ortostatica, sincope Non comune Ipotensione Vampate Raro Stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculite Molto raro Vasculite Non nota Fenomeno di Raynaud Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Tosse secca non produttiva, bronchite, sinusite, dispnea Non comune Dispnea, rinite Broncospasmo incluso aggravamento dell'asma, congestione nasale Molto raro Tosse Patologie gastrointestinali Comune Dolore addominale, nausea Infiammazione gastrointestinale, disturbi della digestione, disturbi addominali, dispepsia, diarrea, nausea, vomito Non comune Vomito, dispepsia, alterazioni dell'alvo (inclusa diarrea e costipazione), secchezza delle fauci Pancreatite (con gli ACE inibitori sono stati riportatimolto eccezionalmente casi ad esito fatale), aumento degli enzimi pancreatici, angioedema del piccolo intestino, dolore nella parte alta dell’addome quale gastrite, stipsi, secchezza delle fauci Raro Glossite Molto raro Pancreatite, gastrite, iperplasia gengivale Non nota Afte, stomatit

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Patologie epatobiliari Non comune Aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina coniugata Raro Ittero colestatico, danno epatocellulare Molto raro Epatite, ittero, aumento degli enzimi epatici* Non nota Insufficienza epatica acuta, epatite colestatica o citolitica (l’esito fatale è stato molto eccezionale) Patologie endocrine Non nota Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Rash in particolare maculopapulari Non comune Alopecia, porpora, discromia cutanea, iperidrosi, prurito, rash, esantema Angioedema; in casi veramente eccezionali, l'ostruzione delle vie aeree dovuta dall'angioedema può avere esito fatale; prurito, iperidrosi Raro Dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi, Molto raro Angioedema, eritema multiforme, orticaria, dermatite esfoliativa, sindrome di StevensJohnson, edema di Quincke, fotosensibilità Fotosensibilizzazione Non nota Necrolisi epidermica tossica Necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pemfigo, aggravamento della psoriasi, dermatite psoriasiforme, esantema o enantema pemfigoide o lichenoide, alopecia Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Gonfiore alle caviglie Spasmi muscolari, mialgia Non comune Artralgia, mialgia, crampi muscolari, mal di schiena Artralgi

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Patologie renali e urinarie Non comune Disturbi della minzione, nicturia, aumento della frequenza urinaria Danno renale inclusa insufficienza renale acuta, aumento della produzione di urine, peggioramento di proteinuria preesistente, aumento dell'azotemia, aumento della creatininemia Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Non comune Impotenza, ginecomastia Impotenza erettile transitoria, diminuzione della libido Non nota Ginecomastia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Edema, affaticabilità Dolore al petto, affaticabilità Non comune Dolori al petto, astenia, dolorabilità, malessere Piressia Raro Astenia Esami diagnostici Non comune Incremento ponderale, decremento ponderale * nella maggior parte dei casi dovuto a colestasi Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Amlodipina L'esperienza nei casi di sovradosaggio intenzionale nell'uomo è limitata. Sintomi I dati disponibili suggeriscono che a seguito di sovradosaggio si possono manifestare una forte vasodilatazione periferica e una possibile tachicardia riflessa. È stata riportata marcata e probabilmente prolungata ipotensione sistemica fino ad includere casi di shock ad esito fatale. Trattamento Un'ipotensione clinicamente significativa dovuta a sovradosaggio da amlodipina richiede un attivo supporto cardiovascolare comprendente il monitoraggio frequente della funzione cardiaca e respiratoria, l'elevazione degli arti inferiori ed un'attenzione al volume dei fluidi circolanti e della diuresi. Per il ripristino del tono vascolare e della pressione arteriosa può essere di aiuto un vasocostrittore, qualora non vi siano controindicazioni per il suo impiego. La somministrazione per via endovenosa di gluconato di calcio può rivelarsi utile nel neutralizzare gli effetti del blocco dei canali del calcio. La lavanda gastrica può essere utile in alcuni casi. È stato dimostrato che la somministrazione d

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track carbone vegetale a volontari sani, immediatamente o entro due ore dall'assunzione di 10 mg di amlodipina, riduce in maniera significativa l'assorbimento di amlodipina. Dal momento che amlodipina è in gran parte legata alle proteine, è improbabile che la dialisi risulti utile. Ramipril I sintomi associati al sovradosaggio di ACE inibitori possono includere vasodilatazione periferica eccessiva (con marcata ipotensione, shock), bradicardia, alterazione degli elettroliti, scompenso renale. I pazienti devono essere attentamente monitorati e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Le principali misure suggerite includono detossificazione (lavaggio gastrico, somministrazione di adsorbenti) e misure per ripristinare la stabilità emodinamica, inclusa la somministrazione di agonisti alfa 1 adrenengici o angiotensina II (angiotensinamide). Ramiprilato, il metabolita attivo di ramipril è scarsamente rimosso dalla circolazione generale con l'emodialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina e un bloccante dei canali del calcio, Codice ATC: C09 BB07 Amlodipina Meccanismo d'azione Amlodipina è un inibitore dell'afflusso degli ioni di calcio appartenente al gruppo delle diidropiridine (bloccanti attivi sui canali lenti o antagonisti degli ioni di calcio) ed inibisce il flusso degli ioni di calcio attraverso la membrana dei miocardiociti e delle cellule muscolari lisce vascolari. L'azione antipertensiva di amlodipina è dovuta al diretto rilassamento della muscolatura liscia vascolare. L'esatto meccanismo di azione che determina l'effetto antianginoso di amlodipina non è ancora del tutto noto, ma amlodipina riduce il carico totale ischemico in base alle seguenti due azioni: 1. Amlodipina dilata le arteriole periferiche riducendo così le resistenze periferiche totali (postcarico) nei confronti delle quali il cuore lavora. Poiché la frequenza cardiaca rimane stabile, questa riduzione di lavoro cardiaco si traduce in una diminuzione della richiesta di ossigeno e del consumo di energia da parte del miocardio. 2. Il meccanismo di azione di amlodipina probabilmente determina anche la dilatazione delle principali arterie coronarie e delle arteriole coronariche, sia nelle regioni normalmente irrorate che in quelle ischemiche. Questa dilatazione aumenta l'apporto di ossigeno al miocardio in pazienti con spasmo coronarico (angina di Prinzmetal o variante). Nei pazienti ipertesi una dose singola giornaliera determina una riduzione clinicamente significativa della pressione arteriosa, sia in clinostatismo che in ortostatismo, ancora evidente a 24 ore di distanza dalla somministrazione. A causa della graduale insorgenza dell'effetto di amlodipina, l'ipotensione acuta non rappresenta un evento legato alla somministrazione del farmaco. Nei pazienti con angina, una singola somministrazione giornaliera di amlodipina aumenta il tempo di esercizio totale, il tempo di insorgenza di un attacco anginoso, il tempo di comparsa del sottoslivellamento di 1 mm del segmento S-T, e diminuisce la frequenza degli attacchi anginosi ed il consumo di nitroglicerina. Il trattamento con amlodipina non si associa ad alcun effetto metabolico indesiderato o a

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track alterazioni del profilo dei lipidi plasmatici; amlodipina è idonea per l'impiego in pazienti affetti da malattie concomitanti come asma, diabete e gotta. Uso in pazienti affetti da coronaropatia (CAD) È stata valutata l'efficacia di amlodipina nella prevenzione di eventi clinici in pazienti affetti da coronaropatia (CAD) in uno studio clinico indipendente, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 1997 pazienti: lo studio CAMELOT (Comparison of Amlodipine vs Enalapril to Limit Occurrences of Thrombosis – Confronto tra amlodipina ed enalapril nel ridurre gli eventi trombotici). Di questi pazienti, 663 sono stati trattati con amlodipina 5-10 mg, 673 pazienti sono stati trattati con enalapril 10-20 mg e 655 pazienti sono stati trattati con placebo, in aggiunta al trattamento standard con statine, beta-bloccanti, diuretici e aspirina, per 2 anni. I principali risultati di efficacia sono riportati nella Tabella 1. Questi risultati indicano che il trattamento con amlodipina è stato associato ad un numero inferiore di ospedalizzazioni per angina e procedure di rivascolarizzazione in pazienti affetti da coronaropatia. Tabella 1. Incidenza degli autcome clinici significativi dello studio CAMELOT Tasso di eventi cardiovascolari, N. (%) Amlodipina vs. Placebo Esiti Amlodipina Placebo Enalapril HazardRatio (IC 95%) Valore di P Endpoint primario Eventi cardiovascolari indesiderate 110 (16,6) 151 (23,1) 136 (20,2) 0,69 (0,54-0,88) 0,003 Singole Componente Rivascolarizzazione coronarica 78 (11,8) 103 (15,7) 95 (14,1) 0,73 (0,54-0,98) 0,03 Ospedalizzazione per angina 51 (7,7) 84 (12,8) 86 (12,8) 0,58 (0,41-0,82) 0,002 IM non fatale 14 (2,1) 19 (2,9) 11 (1,6) 0,73 (0,37-1,46) 0,37 Ictus o TIA 6 (0,9) 12 (1,8) 8 (1,2) 0,50 (0,19-1,32) 0,15 Decesso per cause cardiovascolari 5 (0,8) 2 (0,3) 5 (0,7) 2,46 (0,48-12,7) 0,27 Ospedalizzazione ICC 3 (0,5) 5 (0,8) 4 (0,6) 0,59 (0,14-2,47) 0,46 Arresto cardiaco resuscitato 0 4 (0,6) 1 (0,1) ND 0,04 Arteriopatia periferica di nuova insoergenza 5 (0,8) 2 (0,3) 8 (1,2) 2,6 (0,50-13,4) 0,24 Abbreviazioni: ICC, insufficienza cardiaca congestizia; IC, intervallo di confidenza; IM, infarto del miocardio; TIA, attacco ischemico transitorio. Uso in pazienti con insufficienza cardiaca Studi emodinamici e studi clinici controllati sulla tolleranza all'esercizio in pazienti con scompenso cardiaco di classe NYHA II-IV hanno dimostrato che l'amlodipina non aggrava le loro condizioni cliniche per quanto riguarda la tolleranza all'esercizio, la frazione di eiezione ventricolare sinistra e la sintomatologia clinica. Uno studio clinico controllato con placebo (PRAISE), disegnato per valutare pazienti con scompens

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track cardiaco in classe NYHA III-IV in trattamento con digossina, diuretici ed ACE inibitori ha mostrato che l'amlodipina non aumenta il rischio di mortalità o il rischio di mortalità e morbilità, considerati congiuntamente, in pazienti con scompenso cardiaco. In uno studio di follow-up a lungo termine, controllato vs placebo, (PRAISE-2) condotto in pazienti con insufficienza cardiaca di classe III e IV NYHA, in trattamento con amlodipina, senza sintomi clinici o riscontri obiettivi che suggerissero la presenza di malattia ischemica, in terapia con dosi fisse di ACE-inibitori, digitale e diuretici, l'impiego di amlodipina non ha avuto effetti sulla mortalità totale cardiovascolare. Nella stessa popolazione, l'amlodipina è stata associata ad un aumento di casi di edema polmonare. Studio clinico sul trattamento per la prevenzione dell'attacco cardiaco (ALLHAT) Uno studio clinico di morbidità-mortalità randomizzato in doppio cieco denominato ALLHAT (Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to PreventHeart Attack Trial) è stato condotto per mettere a confronto le due più recenti terapie farmacologiche: amlodipina 2,5-10 mg/die (bloccante dei canali del calcio) o lisinopril 10-40 mg/die (ACE-inibitore) come terapie di prima linea rispetto al trattamento con il diuretico tiazidico clortalidone 12,5-25 mg/die, nell'ipertensione da lieve a moderata. In totale sono stati randomizzati 33.357 pazienti ipertesi di età ≥ 55 anni che sono stati seguiti per una media di 4,9 anni. I pazienti presentavano almeno un fattore di rischio aggiuntivo di scompenso cardiaco, inclusi: pregresso infarto del miocardio o ictus (> 6 mesi prima dell'arruolamento) o altra malattia cardiovascolare aterosclerotica documentata (complessivamente 51,5%), diabete di tipo 2 (36,1%), C-HDL < 35 mg/dl (11,6%), ipertrofia del ventricolo sinistro diagnosticata mediante elettrocardiogramma o ecocardiografia (20,9%), attualmente fumatore (21,9%). L'endpoint primario consisteva in una combinazione di cardiopatia coronarica fatale o infarto del miocardio non fatale. Non è stata osservata alcuna differenza significativa nell'endpoint primario tra la terapia a base di amlodipina e quella a base di clortalidone: RR 0,98, IC 95% (0,90-1,07) p=0,65. Tra gli endpoint secondari, l'incidenza di insufficienza cardiaca (una delle componenti dell'endpoint cardiovascolare composito) è stata significativamente più elevata nel gruppo amlodipina rispetto al gruppo clortalidone (10,2% vs 7,7%, RR: 1,38, IC95% [1,25-1,52] p<0,001). Tuttavia, non è stata osservata alcuna differenza nella mortalità per tutte le cause tra la terapia a base di amlodipina e quella a base di clortalidone. RR: 0,96 IC95% [0,89-1,02] p=0,20. Pazienti pediatrici (bambini di ≥ 6 anni di età) In uno studio su 268 bambini di età compresa tra i 6 e i 17 anni principalmente affetti da ipertensione secondaria, in cui sono stati confrontati amlodipina 2,5 mg e 5,0 mg con placebo, è stato dimostrato che entrambe le dosi di farmaco riducono la pressione arteriosa sistolica in misura significativamente maggiore rispetto al placebo. La differenza tra i due dosaggi non è risultata statisticamente significativa. Non sono stati studiati gli effetti a lungo termine di amlodipina sulla crescita, la pubertà e lo sviluppo generale. Inoltre, non è stata stabilita l'efficacia a lungo termine della terapia con amlodipina in età pediatrica nel ridurre la morbilità e la mortalità cardiovascolare in età adulta. Ramipril Meccanismo d'azione Il ramiprilato, metabolita attivo del profarmacoramipril, inibisce l'enzima dipeptidilcarbossipeptidasi I (sinonimi: enzima di conversione della angiotensina; chininasi II). Questo enzima, a livello plasmatico e tissutale, determina la conversione della angiotensina I nella sostanza ad attivit

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track vasocostrittrice angiotensina II, e la degradazione del vasodilatore bradichinina. La ridotta formazione di angiotensina II e l'inibizione della degradazione della bradichinina portano a vasodilatazione. Poiché l'angiotensina II stimola anche il rilascio di aldosterone, il ramiprilato causa una riduzione nella secrezione dell'aldosterone. La risposta media agli ACE inibitori dei pazienti neri (Afro-Caraibici) ipertesi (di solito questa popolazione di ipertesi ha un basso livello di renina) è più bassa rispetto a quella dei pazienti non neri. Effetti farmacodinamici Proprietà antipertensive: La somministrazione di ramipril determina una marcata riduzione delle resistenze arteriose periferiche. Generalmente non subiscono notevoli modifiche né il flusso plasmatico renale, né l'indice di filtrazione glomerulare. La somministrazione di ramipril a pazienti ipertesi provoca riduzione della pressione arteriosa sia in posizione eretta sia in posizione supina, senza aumento compensatorio della frequenza cardiaca. Dopo una singola dose orale, nella maggior parte dei pazienti l'azione antipertensiva si manifesta dopo 1-2 ore dall'assunzione, raggiunge il massimo effetto dopo 3-6 ore e si protrae per almeno 24 ore. L'effetto antipertensivo massimo del trattamento continuo con ramipril si ottiene generalmente dopo 3-4 settimane di trattamento. È stato dimostrato che l'effetto antipertensivo si mantiene per terapie protratte fino a 2 anni. L'interruzione brusca della terapia non provoca un aumento rapido di rimbalzo della pressione arteriosa. Efficacia e sicurezza clinica Prevenzione cardiovascolare È stato condotto uno studio di prevenzione controllato con placebo (lo studio HOPE) in cui ramipril è stato aggiunto alla terapia standard in più di 9.200 pazienti. Pazienti con un aumentato rischio di patologie cardiovascolari conseguenti a patologie cardiovascolari aterotrombotiche (coronaropatia, ictus o patologie vascolari periferiche) o diabete mellito con almeno un fattore di rischio aggiuntivo (microalbuminuria documentata, ipertensione, livello del colesterolo totale elevato, basso livello di colesterolo HDL, o fumo), sono stati inclusi nello studio. Lo studio ha mostrato che il ramipril diminuisce in maniera statisticamente significativa l'incidenza dell'infarto miocardico, la morte per cause cardiovascolari e l'ictus, da soli o combinati (eventi primari combinati). Tabella 2. Studio HOPE: principali risultati Ramipril % Placebo % rischio relativo (intervallo di confidenza 95%) Valore di p Tutti i pazienti n=4.645 n=4.652 Eventi primari combinati 14,0 17,8 0,78 (0,70-0,86) <0,001 Infarto del miocardio 9,9 12,3 0,80 (0,70-0,90) <0,001 Morte per cause cardiovascolari 6,1 8,1 0,74 (0,64-0,87) <0,001 Ictus 3,4 4,9 0,68 (0,56-0,84) <0,001 Endpoint secondari Morte per ogni causa 10,4 12,2 0,84 (0,75-0,95) 0,005

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Necessitàdi rivascolarizzazione 16,0 18,3 0,85 (0,77-0,94) 0,002 Ospedalizzazione per angina instabile 12,1 12,3 0,98 (0,87-1,10) NS Ospedalizzazione per insufficienza cardiaca 3,2 3,5 0,88 (0,70-1,10) 0,25 Complicazioni collegate al diabete 6,4 7,6 0,84 (0,72-0,98) 0,03 Lo studio MICRO-HOPE, un sottostudio predefinito da HOPE, ha studiato l'effetto dell'aggiunta di ramipril 10 mg al regime posologico attuale verso il placebo in 3.577 pazienti di età almeno ≥ 55 anni (senza limite superiore di età), con una maggioranza di diabete di tipo 2 (e almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare), normotesi o ipertesi. L'analisi primaria ha dimostrato che 117 (6,5 %) partecipanti nel gruppo di ramipril e 149 (8,4 %) in quello del placebo hanno sviluppato una nefropatia conclamata, che corrisponde a un RRR del 24 %; IC 95 % CI [3-40], p = 0,027. Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoingTelmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHROND è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and RenalDiseaseEndpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo. Popolazione pediatrica In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco che ha coinvolto 244 pazienti pediatrici con ipertensione (73% con ipertensione primaria), di età compresa tra i 6 ed i 16 anni di età, i pazienti hanno ricevuto una dose bassa, media o alta di ramipril tali da raggiungere concentrazioni plasmatiche di ramiprilato corrispondenti negli adulti all'intervallo di dose di 1,25 mg, 5mg e 20 mg sulla base del peso corporeo. Al termine di 4 settimane, il ramipril era inefficace nel soddisfare l'end-point di riduzione della pressione sanguigna sistolica mentre risultava efficace nel ridurre la pressione sanguigna diastolica alla dose più alta. Sia le medie che le alte dosi di ramipril hanno portato ad una significativa riduzione sia della pressione sanguigna sistolica che diastolica nei bambini con ipertensione confermata.

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Questo effetto non era stato osservato in uno studio clinico di sospensione, randomizzato, in doppio cieco, con aumento scalare del dosaggio della durata di 4 settimane, condotto su 218 pazienti pediatrici di età compresa tra i 6 e i 16 anni (75% con ipertensione primaria), in cui sia la pressione sanguigna diastolica che sistolica hanno mostrato un modesto effetto rebound ma non un ritorno statisticamente significativo al livello di base, per tutti e tre i livelli di dose di ramipril valutati [bassa dose (0,625 mg - 2,5 mg), dose media (2,5 mg - 10 mg) o alta dose (5 mg - 20 mg)] sulla base del peso corporeo. Il ramipril non ha avuto una risposta dose-dipendente lineare nella popolazione pediatrica studiata.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Amlodipina Assorbimento, distribuzione, legame con le proteine plasmatiche Dopo assunzione orale di dosi terapeutiche, amlodipina viene assorbita in modo graduale, con livelli di picco plasmatico entro le 6-12 ore dalla somministrazione. La biodisponibilità assoluta è stata stimata tra il 64 e l'80%. Il volume di distribuzione è di circa 21 l/kg. Studi in vitro hanno dimostrato che amlodipina si lega alle proteine plasmatiche per circa il 97,5%. L'assunzione di cibo non altera la biodisponibilità di amlodipina. Biotrasformazione/eliminazione L'emivita di eliminazione plasmatica terminale è di circa 35-50 ore, il che giustifica la monosomministrazione giornaliera. Amlodipina viene ampiamente metabolizzata dal fegato in composti inattivi e il 10% viene eliminato con le urine come molecola base e il 60% in forma metabolizzata. Uso nell'insufficienza epatica Sono disponibili dati clinici molto limitati relativi alla somministrazione di amlodipina in pazienti con insufficienza epatica. I pazienti con insufficienza epatica hanno una minor clearance di amlodipina che risulta in una emivita più lunga e in un aumento dell'AUC di circa il 40-60%. Uso nell'anziano Il tempo necessario per raggiungere il picco di concentrazione plasmatica di amlodipina in pazienti anziani e in soggetti più giovani è simile. Nei pazienti anziani la clearance di amlodipina tende a diminuire causando aumenti dell'AUC e dell'emivita di eliminazione del farmaco. Nei pazienti con scompenso cardiaco sono stati rilevati aumenti dell'AUC e dell'emivita di eliminazione sovrapponibili a quelli previsti per questa popolazione di pazienti presa in esame. Popolazione pediatrica È stato condotto uno studio sulla farmacocinetica in una popolazione di 74 bambini ipertesi di età compresa tra 1 e 17 anni (tra i quali 34 pazienti avevano età compresa tra i 6 e i 12 anni e 28 pazienti tra i 13 e i 17 anni) ai quali è stata somministrata amlodipina a un dosaggio compreso tra 1,25 e 20 mg, una o due volte al giorno. Nei bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni e negli adolescenti tra i 13 e i 17 anni di età, la clearance orale tipica (CL/F) è stata rispettivamente di 22,5 e 27,4 l/ora nei maschi e rispettivamente di 16,4 e 21,3 l/ora nelle femmine. È stata osservata un'ampia variabilità nell'esposizione tra gli individui. I dati relativi ai bambini al di sotto dei 6 anni sono limitati. Ramipri

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track Assorbimento Dopo somministrazione orale ramipril è rapidamente assorbito nel tratto gastrointestinale: il picco della concentrazione plasmatica di ramipril viene raggiunto entro un'ora. Sulla base del recupero urinario, l'assorbimento è pari ad almeno il 56% e non è influenzato in modo significativo dalla presenza di cibo nel tratto gastrointestinale. La biodisponibilità del metabolita attivo ramiprilato, dopo somministrazione orale di 2,5 mg e 5 mg di ramipril, è del 45%. Le concentrazioni plasmatiche di picco del ramiprilato, unico metabolita attivo del ramipril, vengono raggiunte 2-4 ore dopo l'assunzione di ramipril. Le concentrazioni plasmatiche del ramiprilato allo stato stazionario dopo somministrazione una volta al giorno delle consuete dosi giornaliere di ramipril vengono raggiunte entro il quarto giorno di trattamento circa. Distribuzione Il legame di ramipril con le proteine sieriche è di circa il 73% e quello del ramiprilato è di circa il 56%. Metabolismo Ramipril è quasi completamente metabolizzato a ramiprilato ed a estere della dichetopiperazina, a forma acida della dichetopiperazina e a glucuronidi del ramipril e del ramiprilato. Eliminazione L'escrezione dei metaboliti è principalmente per via renale. Le concentrazioni plasmatiche del ramiprilato diminuiscono in maniera polifasica. A causa del suo potente e saturabile legame all'ACE e della lenta dissociazione dall'enzima, il ramiprilato mostra una fase terminale di eliminazione prolungata a concentrazioni plasmatiche molto basse. Dopo somministrazione di dosi multiple giornaliere di ramipril, l'emivita effettiva delle concentrazioni del ramiprilato è stata di 13-17 ore per le dosi da 5-10 mg e più lunga per le dosi più basse da 1,25-2,5 mg. Questa differenza è legata alla capacità saturabile dell'enzima di legare il ramiprilato. Una singola dose orale di ramipril ha prodotto un livello non rilevabile di ramipril e del relativo metabolita nel latte materno. Tuttavia l'effetto della somministrazione di dosi multiple non è noto. Pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2) L'escrezione renale di ramiprilato è ridotta nei pazienti con insufficienza renale e la clearance renale del ramiprilato è proporzionale alla clearance della creatinina. Ciò determina concentrazioni plasmatiche elevate di ramiprilato che si riducono più lentamente rispetto ai pazienti con una normale funzione renale. Pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.2) In pazienti con funzione epatica alterata, la metabolizzazione del ramipril a ramiprilato è ritardata, a causa della diminuzione dell'attività delle esterasi epatiche; in questi pazienti i livelli plasmatici del ramipril risultano aumentati. Le concentrazioni di picco del ramiprilato in questi pazienti, tuttavia, non sono differenti da quelle osservate nei soggetti con funzione epatica normale. Allattamento Una singola dose orale di 10mg di ramiprilha prodotto un livello non rilevabile nel latte materno. Tuttavia, l'effetto di dosi multiple non è noto. Popolazione pediatrica Il profilo farmacocinetico del ramipril è stato studiato in 30 pazienti pediatrici ipertesi di età compresa tra i 2 ed i 16 anni, di peso ≥ 10 kg. Dopo somministrazione di dosi da 0,05 a 0,2 mg/kg il ramipril è stato rapidamente e intensamente metabolizzato a ramiprilato. Il picco dell

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track concentrazione plasmatica di ramiprilato si presenta entro 2-3 ore. La clearance del ramiprilato è altamente correlata al logaritmo del peso corporeo (p<0,01) così come della dose (p<0,001). La clearance ed il volume di distribuzione aumentano all'aumentare dell'età dei bambini per ogni gruppo di dose. La dose di 0,05 mg/kg nei bambini fa raggiungere livelli di esposizione comparabili a quelli riscontrati negli adulti trattati con 5 mg di ramipril. La dose di 0,2 mg/kg nei bambini si traduce in livelli di esposizione maggiori rispetto alla massima dose raccomandata pari a 10 mg al giorno per gli adulti.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Amlodipina Tossicologia riproduttiva Studi sulla riproduzione in ratti e topi hanno mostrato parto ritardato, travaglio prolungato e ridotta sopravvivenza dei neonati a dosaggi circa 50 volte superiori rispetto alla dose massima raccomandata nell'uomo in base al rapporto mg/kg. Riduzione della fertilità Non è stato rilevato alcun effetto sulla fertilità dei ratti trattati con amlodipina (i maschi per 64 giorni e le femmine per 14 giorni prima dell'accoppiamento) a dosi fino a 10 mg/Kg/die (pari a 8 volte la dose massima di 10 mg su base mg/m2 raccomandata nell'uomo*). Un altro studio condotto su ratti maschi trattati con amlodipinabesilato per 30 giorni ad una dose comparabile a quella somministrata nell'uomo (mg/kg), ha mostrato una diminuzione di testosterone e di ormoni follicolo-stimolanti nel plasma, così come diminuzioni di densità dello sperma e del numero di cellule spermatiche mature e cellule di Sertoli. Carcinogenesi, mutagenesi Ratti e topi trattati per due anni con amlodipina nella dieta, a concentrazioni calcolate in modo da fornire livelli giornalieri di 0,5, 1,25 e 2,5 mg/kg/die, non hanno dimostrato alcuna evidenza di carcinogenicità. La dose più alta (per i ratti pari a due volte la dose clinica massima di 10 mg su base mg/m2 raccomandata nell'uomo* e per i topi simile a tale dose massima raccomandata) era vicina alla massima dose tollerata dai topi ma non dai ratti. Studi sulla mutagenesi non hanno rilevato effetti collegati al farmaco né a livello genetico né cromosomico. *Calcolata su un paziente del peso di 50 kg Ramipril La somministrazione orale del ramipril si è rivelata priva di tossicità acuta nei roditori e nei cani. Sono stati condotti studi che prevedevano la somministrazione orale cronica in ratti, cani e scimmie. Sono state rilevate alterazioni degli elettroliti plasmatici e variazioni del quadro ematico nelle tre specie. Come espressione dell'attività farmacodinamica del ramipril, è stato evidenziato un ingrandimento pronunciato dell'apparato juxtaglomerulare nel cane e nella scimmia a partire da dosi giornaliere di 250 mg/kg. Ratti, cani e scimmie hanno tollerato dosi giornaliere di 2, 2,5 e 8 mg/kg rispettivamente senza effetti nocivi. Studi di tossicologia riproduttiva nel ratto, nel coniglio e nella scimmia non hanno rivelato proprietà teratogene. La fertilità non è stata modificata nei ratti maschi o femmine. La somministrazione di ramipril a ratti femmina durante il periodo di gestazione e di allattamento ha prodotto, alle dosi giornaliere di 50 mg/kg di peso corporeo o più alte, un danno renal

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track irreversibile (dilatazione della pelvi renale) nella prole. Il test di mutagenicità, condotto utilizzando vari sistemi di prova, non ha fornito prove che il ramipril possieda proprietà mutagene o genotossiche. Nei ratti molto giovani a cui è stata somministrata una dose singola di ramipril è stato osservato un danno irreversibile ai reni.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula: Cellulosa microcristallina (grado: 200), calcio idrogeno fosfato anidro, amido pregelatinizzato, amido pregelatinizzato a basso contenuto di umidità, sodio amido glicolato (tipo A), sodio stearilfumarato. Involucro della capsula (2,5 mg + 5 mg; 5 mg + 5 mg; 10 mg + 5 mg; 5 mg + 10 mg) ossido di ferro rosso (E172),titanio diossido (E171), gelatina. Involucro della capsula (10 mg + 10 mg) ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro rosso (E172), titanio diossido (E171), gelatina.

6.2 Incompatibilità

Non applicabile.

6.3 Periodo di validità

Parvati 2,5 mg + 5 mg capsule rigide 30 mesi. Parvati 5 mg + 5 mg capsule rigide Parvati 10 mg + 5 mg capsule rigide Parvati 5 mg + 10 mg capsule rigide Parvati 10 mg + 10 mg capsule rigide 3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio in cartone e blister in PA/Alluminio/PVC (laminato) e Alluminio contenente 28 capsule.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

PARVATI_RCP_PSUSA_ACE-inibitori_track

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

NEOPHARMED GENTILI S.p.A. Via San Giuseppe Cottolengo, 15 – 20143 Milano

8. Numero(i) dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Parvati 2,5 mg + 5 mg capsule rigide – 28 capsule, AIC 043322015 Parvati 5 mg + 5 mg capsule rigide – 28 capsule, AIC 043322027 Parvati 10 mg + 5 mg capsule rigide – 28 capsule, AIC 043322039 Parvati 5 mg + 10 mg capsule rigide – 28 capsule, AIC 043322041 Parvati 10 mg + 10 mg capsule rigide – 28 capsule, AIC 043322054

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Febbraio 2015

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.