ISOFENAL

Principio attivo: KETOPROFENE · ATC M01AE03 · SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI

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"100 MG SOLUZIONE INIETTABILE PER USO INTRAMUSCOLARE" 6 FIALE 2 ML A 3,61 € 3,28 € 0,33 € + ticket*

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Principio attivo: KETOPROFENE
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Dosaggio: 100 mg SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
Codice ATC: M01AE03
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· KETOPROFENE SALE DI LISINA COOP - IPSO PHARMA S.R.L.
· BRUFEN DOLORE - MYLAN S.P.A.
· KETOPROFENE SALE DI LISINA DOC - DOC GENERICI SRL
· KETOPROFENE EG STADA - EG S.P.A.
· KETOPROFENE EG - EG S.P.A.
· KELIS DOLORE E INFIAMMAZIONE - EPIFARMA S.R.L
· OKI DOLORE E FEBBRE - DOMPE' FARMACEUTICI S.P.A.
· ROFIXDOL - POOL PHARMA SRL
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A cosa serve questo medicinale?

Isofenal contiene il principio attivo ketoprofene. Il ketoprofene appartiene ad una categoria di medicinali chiamati antinfiammatori e antireumatici non steroidei, utilizzati per il trattamento sintomatico e di breve durata di stati infiammatori associati a dolore, a

carico delle articolazioni, dei muscoli, dei tendini e dei legamenti (apparato muscolo-scheletrico).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Isofenal

- se è allergico (ipersensibile) al ketoprofene, a medicinali simili (FANS) o ad uno qualsiasi degli altri
componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
- se ha avuto in passato una reazione allergica dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci
antinfiammatori non steroidei. Esiste la possibilità che se è allergico a queste sostanze lo sia anche al

ketoprofene e potrebbero quindi verificarsi difficoltà respiratorie (broncospasmo, attacchi d’asma), riniti, orticaria o altre reazioni di tipo allergico. Gravi reazioni allergiche ad esordio improvviso (anafilattiche), raramente fatali, sono state riportate in questi pazienti; - se è nel terzo trimestre di gravidanza (vedere il paragrafo “Gravidanza e allattamento”);

- se la persona che deve prendere questo medicinale è un bambino o un adolescente con menomeno di 18
anni;
- se è in terapia intensa con farmaci che stimolano la diuresi (diuretici);
- se soffre o ha sofferto di sanguinamenti (disordini emostatici), lesioni (ulcere) o perforazione allo
stomaco o all’intestino, anche in conseguenza a precedente terapia con farmaci antinfiammatori non
steroidei;
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- se ha gravi problemi ai reni;
- se è affetto da una riduzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) o del numero delle piastrine
(riduzione del numero delle piastrine);

- se ha un sanguinamento in corso o ha la predisposizione a sanguinamenti (diatesi emorragica);
- se manifesta difficoltà nel fermare le emorraggie (sanguinamenti) o è in trattamento con farmaci che
inibiscono la formazione di coaguli;
- se ha gravi problemi al cuore;
- se soffre di gastrite e disturbi digestivi cronici (dispepsia);

- se ha gravi problemi al fegato;
- se manifesta sanguinamenti a livello del cervello o qualsiasi altro tipo sanguinamento;
- se sta assumendo altri farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusi quelli che agiscono inibendo in
maniera selettiva un enzima chiamato cicloossigenasi-2 (vedere “Avvertenze e precauzioni” e “Altri

medicinali e Isofenal”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Isofenal. - Se è un soggetto asmatico o soffre di rinite cronica, sinusite cronica e/o poliposi nasale. Queste condizioni

all’aspirina (acido acetilsalicilico) (vedere “Altri medicinali e Isofenal”). del potrebbero esporla ad un rischio più elevato di sviluppare reazioni allergiche ai farmaci antinfiammatori e

- Se soffre di gravi disturbi ai reni, al cuore o al fegato, se è in terapia con farmaci diuretici o se è in età
avanzata. In tutti questi casi l’uso di ketoprofene potrebbe ridurre il flusso del sangue al livello dei reni e
portare ad uno scompenso renale. Solo il suo medico potrà deciderà se può utilizzare Isofenal e nel caso la
sottoporrà ad attento monitoraggio della funzionalità renale.
- Se è un soggetto iperteso (con la tendenza ad avere la pressione del sangue alta) e se soffre di
insufficienza cardiaca, sia lieve che moderata. Potrebbe sviluppare ritenzione idrica e gonfiore (edema).
- Se soffre di problemi al cuore (ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia,

cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare) o è affetto da alcune condizioni che la predispongono a sviluppare malattie a carico del sistema cardio-vascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). L’utilizzo di Isofenal dovrà essere valutato dal suo medico che stabilirà se i benefici superano gli eventuali rischi.

- Se è un paziente anziano. La sua età la espone maggiormente al rischio di avere effetti indesiderati ai
farmaci antinfiammatori, soprattutto sanguinamenti e perforazioni allo stomaco o intestino, a volte anche
con esito fatale. Il rischio è aumentato con l’uso di dosi elevate. Il suo medico le consiglierà di iniziare il
trattamento con la dose più bassa disponibile, di assumere farmaci protettori delle pareti gastriche.
- Se sta assumendo altri farmaci che aumentano il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi

orali, anticoagulanti come warfarin, antidepressivi (inibitori selettivi del reuptake della serotonina) o agenti antiaggreganti come l’aspirina o il nicorandil (vedere paragrafo “Altri medicinali e Isofenal”). - Se soffre di malattie allo stomaco o all’intestino (colite ulcerosa, morbo di Crohn). L’uso di FANS potrebbe peggiorare la sua condizione (vedere paragrafo 4).

- Se ha un basso peso corporeo. Questa condizione aumenta il rischio di sanguinamento.
- Se soffre di insufficienza cardiaca, cirrosi (malattia cronica del fegato) o sindrome nefrosica, in pazienti
sotto terapia diuretica e in pazienti con insufficienza renale cronica, in particolare se i pazienti sono
anziani.

- Se ha un’infezione (vedere paragrafo “Infezioni” di seguito).

Durante l’utilizzo di Isofenal, tenga presente che:

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- L’uso di questo medicinale alle dosi più basse e per brevi periodi di tempo riduce la comparsa degli effetti
indesiderati (vedere sotto e paragrafo 3).
- Questo farmaco non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere impiegato sotto

lo stretto controllo del medico. - Superato l'episodio doloroso acuto, è prudente passare all'impiego di preparazioni per uso non parenterale che, pur dando qualitativamente gli stessi effetti indesiderati, sono meno inclini a indurre reazioni gravi. L'eventuale impiego di Isofenal iniettabile intramuscolare per periodi prolungati, è consentito solo negli ospedali e case di cura. Le iniezioni devono essere eseguite nel rigoroso rispetto delle norme igieniche.

- L’uso concomitante di Isofenal con altri farmaci antinfiammatori deve essere evitato, inclusi gli inibitori
selettivi delle cicloossigenasi-2 (vedere “Altri medicinali e Isofenal”).
- L’uso di farmaci antinfiammatori, soprattutto a dosi elevate per molto tempo, può aumentare il rischio di
sviluppare infarto o ictus.

- Ketoprofene può causare gravi problemi al cuore e nella circolazione del sangue (eventi trombotici
arteriosi, infarto del cuore o ictus), soprattutto ad alte dosi e per trattamenti per periodi prolungati o se
utilizzato per trattare il dolore nel periodo precedente o successivo ad un intervento chirurgico di bypass
aorto-coronarico (vedere il paragrafo “Possibili effetti indesiderati”);
- Durante il trattamento con tutti i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), in qualsiasi momento,

con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi reazioni gastrointestinali, sono stati riportati
sanguinamenti (emorragie) gastrointestinali, lesioni (ulcerazioni) e perforazioni allo stomaco e
all’intestino, che possono essere fatali. Il rischio che si verifichino tali reazioni sembra essere maggiore
con il ketoprofene rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi (vedi anche “Non prenda Isofenal” e il
paragrafo 4).
- Se è un paziente con storia di ulcera, complicata da sanguinamenti e perforazioni, in particolar modo se è
anziano, deve riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare
nelle fasi iniziali del trattamento.
- Se dovesse presentare emorragia o ulcerazione gastrointestinale, interrompa immediatamente il

trattamento e si rivolga al suo medico o si rechi all’ospedale più vicino. - Durante i trattamenti a lungo termine devono essere eseguiti esami per valutare il numero di cellule del sangue (conta ematica) e i test per valutare il funzionamento di fegato (soprattutto se è un paziente affetto da problemi al fegato) e reni.

- L’uso concomitante di FANS e altri farmaci che provocano elevati livelli di potassio nel sangue può
provocare un aumento di questa condizione (vedere “Altri medicinali e Isofenal”).
- Come per altri FANS, in caso di infezioni, deve esser tenuto presente che le proprietà antinfiammatorie,
antidolorifiche e antifebbrili del ketoprofene possono mascherare i sintomi caratteristici di progressione
dell’infezione, come la febbre.

- L’uso di FANS può provocare raramente gravi reazioni della pelle alcune delle quali fatali, includenti grave irritazione cutanea diffusa e con desquamazione della cute (dermatite esfoliativa), grave reazione della cute con desquamazione e gonfiore della pelle, vesciche di pelle, bocca, occhi, genitali (Sindrome di Stevens-Johnson), spesso accompagnata da malessere, brividi, mialgie e febbre (necrolisi epidermica

tossica) (vedere paragrafo 4). L’insorgenza delle reazioni si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Interrompa immediatamente il trattamento con Isofenal, alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di allergia (ipersensibilità).

Anziani I pazienti anziani hanno una maggior frequenza di sviluppare reazioni avverse ai FANS, specialmente sanguinamenti e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedi paragrafo 3).

Bambini Pag. 3 a 10

La sicurezza e l’efficacia di ketoprofene non sono state studiate nei bambini. Il medicinale è controindicato in bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni.

Altri medicinali e Isofenal Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Alcuni medicinali possono alterare l’effetto di Isofenal oppure l’effetto di questi medicinali può essere modificato da Isofenal. Questo tipo di interazione può ridurre l’effetto di uno o entrambi i medicinali. In

alternativa, può aumentare il rischio o la gravità degli effetti indesiderati.

Non assuma Isofenal con: - Litio (farmaco utilizzato per la depressione): rischio di aumentati livelli di litio nel sangue,

- Altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e alte dosi di salicilati: aumento del rischio di
ulcerazione gastrointestinale e sanguinamento.
- Metotrexato a dosi superiori a 15mg/settimana: aumento del rischio di tossicità nel sangue, causato dal
metotressato. Devono intercorrere 12 ore tra la sospensione o l’inizio del trattamento con ketoprofene e la
somministrazione di metotrexato.

amplificare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin ed eparina. del - Anticoagulanti (eparina, warfarin, dabigatran, apixaban, rivaroxaban, edoxaban): i FANS possono

- Agenti antiaggreganti come ad esempio ticlopidina, clopidogrel, o sostanze come tirofiban, eptifibatide, abcixiab e iloprost: aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere “Avvertenze e precauzioni”). Se la co-somministrazione è inevitabile informi il suo medico che la terrà sotto stretto controllo.

Faccia particolare attenzione ad utilizzare Isofenal se sta assumendo i seguenti farmaci: - corticosteroidi (usati per le allergie e per le infiammazioni): l’uso concomitante può aumentare il rischio

di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere “Avvertenze e precauzioni”);
- farmaci che possono provocare l’aumento della concentrazione di potassio nel sangue;
- pentossifillina (usata per inibire la formazione di coaguli di sangue nei vasi): questi farmaci aumentano il
rischio di sanguinamento, se presi insieme al ketoprofene. Il medico la sottoporrà a controlli clinici più

frequenti e monitoraggio del tempo di sanguinamento; - diuretici: i FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci utilizzati per abbassare la pressione del sangue (antipertensivi). Nei pazienti, soprattutto in quelli disidratati che assumono diuretici, ci può essere un elevato rischio di sviluppare disfunzioni renali. Questi pazienti devono essere adeguatamente reidratati prima dell’inizio della co-somministrazione con FANS e la loro funzionalità

renale deve essere monitorata quando inizia il trattamento (vedere “Avvertenze e precauzioni”). - farmaci che abbassano la pressione del sangue (ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II): in pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) la cosomministrazione di un farmaco utilizzato per abbassare la pressione del sangue come un ACE-inibitore o

un antagonista dell’angiotensina II e un FANS, può portare ad un ulteriore peggioramento della funzionalità renale. - metotrexato (usato nel trattamento delle neoplasie e nelle malattie auto-immuni) a dosi inferiori a 15mg/settimana;

- nicorandil, medicinale utilizzato per prevenire o attenuare il dolore toracico dovuto a problemi al cuore;
- glicosidi cardioattivi, medicinali usati per trattare l’incapacità del cuore di fornire il sangue al corpo in
quantità adeguata;
- sulfoniluree (utilizzate nella terapia del Diabete di tipo 2), e altri farmaci assunti per via orale che
riducono la concentrazione di zucchero nel sangue;
- Farmaci utilizzati nel trattamento dell'infezione da virus HIV (Tenofovir).
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Informi il suo medico se sta assumendo i seguenti farmaci. Solo il medico potrà considerare se può assumere Isofenal insieme con i seguiti farmaci:

- Difenilidantoina (usati per il trattamento dell’epilessia) e sulfamidici (antibatterici): potrebbe essere
necessario ridurre il dosaggio di difenilidantoina o di sulfamidici qualora dovessero essere somministrati
contemporaneamente.
- Antipertensivi (beta-bloccanti, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, diuretici). La
somministrazione insieme ai FANS può provocare la riduzione della potenza antipertensiva

- Trombolitici (usati per indurre la rottura dei trombi): aumentano il rischio di sanguinamento.
- Farmaci ad azione antiaggregante: tirofiban, eptifibarid, abciximab e iloprost. L’uso di diversi farmaci
antiaggreganti piastrinici aumenta il rischio di sanguinamento.
- Antidepressivi (Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): esiste il rischio di aumento di

emorragie gastrointestinali.
- Probenecid (utilizzato nella terapia dell’iperuricemia e della gotta): la somministrazione concomitante di
probenecid può notevolmente ridurre la clearance plasmatica del ketoprofene.
- Gemeprost (utilizzato nei trattamenti ostetrico-ginecologici): l’uso contemporaneo con ketoprofene può
causare una ridotta efficacia di gemeprost.

dispositivo può risultare ridotta con conseguente gravidanza.
- mifepristone: medicinale utilizzato per l’interruzione della gravidanza
- Dispositivi anticoncezionali intrauterini (IUDs): a seguito di uso contemporaneo, l’efficacia del

- Ciclosporina, tacrolimus farmaci soppressori del sistema immunitario): utilizzati con ketoprofene
aumentano il rischio di effetti tossici per i reni, in particolar modo negli anziani.
- Antibiotici della classe dei chinoloni. I pazienti che prendono FANS e chinoloni possono avere un
aumentato rischio di sviluppare convulsioni.

Iperpotassiemia

Alcuni medicinali o categorie terapeutiche possono promuovere l’aumento delle concentrazioni di potassio nel sangue (iperpotassiemia) come ad esempio sali di potassio, i diuretici risparmiatori di potassio, gli inibitori dell’enzima di conversione, i bloccanti del recettore per l’angiotensina II, i FANS, le eparine (a basso peso molecolare o non frazionata), le ciclosporine, il tacrolimus e il trimetoprim.

Il presentarsi dell’iperpotassiemia può dipendere dalla presenza di vari fattori e questo rischio è aumentato quando le sostanze menzionate sopra sono somministrate contemporaneamente.

Infezioni Isofenal può nascondere i sintomi di infezioni quali febbre e dolore. È pertanto possibile che Isofenal possa

ritardare un trattamento adeguato dell’infezione, cosa che potrebbe aumentare il rischio di complicanze. Ciò è stato osservato nella polmonite causata da batteri e nelle infezioni cutanee batteriche correlate alla varicella. Se prende questo medicinale mentre ha un’infezione e i sintomi dell’infezione persistono o peggiorano, si rivolga immediatamente al medico.

Fertilità, gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

L'uso del farmaco in prossimità del parto determina il ritardo del parto stesso; inoltre, se somministrato in tale periodo, può provocare gravi conseguenze per la respirazione del nascituro.

Fertilità L’uso di FANS potrebbe compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che tentano di concepire. Nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità, deve Pag. 5 a 10

essere considerata l’interruzione del trattamento con FANS.

Gravidanza

L’uso di Isofenal è sconsigliato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il ketoprofene non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se il ketoprofene è usato da una donna che tenta di concepire, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa e la durata di trattamento la più breve possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre - il feto a:  tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);  disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios:

- la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:  possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse;  inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio Di conseguenza, il ketoprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Allattamento del Non sono disponibili dati sull’escrezione del ketoprofene nel latte materno. Il ketoprofene è controindicato nelle donne in allattamento. Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Isofenal può provocare stordimento, sonnolenza, vertigini, capogiri, convulsioni o disturbi visivi. Qualora si manifestassero questi sintomi, non guidi o utilizzi macchinari e non svolga attività che richiedono particolare vigilanza.

Isofenal contiene alcol benzilico Questo medicinale contiene 40 mg di alcol benzilico per fiala equivalente a 40 mg/2 ml. Alcol benzilico è stato associato al rischio di gravi effetti indesiderati inclusi problemi respiratori (sindrome

da respiro agonico) nei bambini piccoli. Chieda consiglio al medico o al farmacista se è in gravidanza o sta allattando. Questo perché grandi quantità di alcol benzilico possono accumularsi nel corpo e causare effetti indesiderati (come l'acidosi metabolica). Chieda consiglio al medico o al farmacista se ha una patologia al fegato o ai reni. Questo perché grandi quantità di alcol benzilico possono accumularsi nel corpo e causare effetti indesiderati (come l'acidosi

metabolica).

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose giornaliera consigliata di Isofenal è di 50 - 100 mg somministrata 1 - 2 volte al giorno. La dose massima giornaliera di ketoprofene (ad esclusione dei medicinali di automedicazione OTC che

hanno dosaggi massimi autorizzati inferiori a 200 mg) è di 200 mg. Il rapporto rischio beneficio deve essere attentamente considerato prima di iniziare il trattamento con la dose giornaliera di 200 mg, e dosi più alte non sono raccomandate (vedi anche “Avvertenze e precauzioni”).

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Deve essere usata la dose efficace più bassa per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi. Se ha un’infezione, si rivolga immediatamente al medico qualora i sintomi (per esempio febbre e dolore) persistano o peggiorino (vedere paragrafo 2).

L’assunzione del farmaco a stomaco pieno (durante i pasti o insieme al latte), riduce la frequenza e l'entità dei possibili effetti indesiderati.

Le soluzioni iniettabili non vanno mescolate a solventi aventi pH acido, quali, ad esempio, le soluzioni

contenenti lidocaina.

Aprire le fiale secondo l’apposita linea di prerottura. Iniettare immediatamente dopo l’aspirazione della soluzione nella siringa. La soluzione non utilizzata deve

essere gettata.

Uso nei pazienti con insufficienza renale e pazienti anziani Se è anziano o soffre di problemi ai reni, il medico le consiglierà di ridurre la dose iniziale e continuare la terapia con la più bassa dose efficace. Solo il medico valuterà se c’è la necessita di modificare la dose.

Uso nei pazienti con insufficienza epatica del se soffre di lievi o moderati problemi di funzionamento del fegato, il medico le indicherà di utilizzare la più bassa dose giornaliera efficace (vedere “Avvertenze e precauzioni”). Se prende più Isofenal di quanto deve Se le viene somministrata una quantità eccessiva di ketoprofene, interrompa immediatamente la somministrazione del farmaco e informi il suo medico o si rechi presso il più vicino ospedale. Negli adulti, i sintomi della somministrazione di elevate quantità di ketoprofene sono mal di testa, vertigini,

sonnolenza, nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. In caso di grave sovradosaggio è stata osservata l’insorgenza anche di pressione del sangue bassa, depressione respiratoria, emorragia gastrointestinale. Qualora manifestasse uno dei sintomi sopra citati, il suo medico o il medico dell’ospedale, la sottoporranno ai trattamenti terapeutici più efficaci sulla base dei sintomi che manifesta. Non esistono antidoti specifici.

Se dimentica di prendere Isofenal Non è necessario somministrare una dose doppia per compensare la dimenticanza di una dose. Informi il suo medico che le indicherà come proseguire la terapia.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale , si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Se dovesse manifestare uno dei seguenti effetti indesiderati gravi, interrompa la somministrazione di

Isofenal e informi immediatamente il suo medico oppure si rechi al più vicino ospedale . − gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, come grave reazione della cute con desquamazione e gonfiore della pelle, vesciche di pelle, bocca, occhi, genitali (Sindrome di Stevens-Johnson), spesso accompagnata da malessere, brividi, mialgie e febbre (necrolisi epidermica tossica);

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− grave reazione allergica ad esordio improvviso con presenza di grave ed improvviso rigonfiamento della pelle o delle mucose ad esempio gonfiore intorno agli occhi, al viso, alle labbra, alla bocca o alla gola (angioedema);

− grave danno e malattie a carico dei reni, e compromissione della loro funzionalità; − grave infiammazione del fegato; − grave reazione allergica con esordio improvviso (shock); − perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani.

Altri effetti indesiderati che possono verificarsi con Isofenal

Comune: interessa fino ad 1 persona su 10 - cattiva digestione (dispepsia)

- nausea
- vomito
- dolore allo stomaco, dolori all’addome

Non Comune: interessa fino ad 1 persona su 100
- mal di testa
- vertigini
- capogiri
- sonnolenza
- costipazione
- flatulenza
- diarrea
- gastriti
- eruzioni cutanee

- prurito
- gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi (edema)

Raro: interessa fino ad 1 persona su 1000

- diminuzione dei globuli rossi a causa di emorragie (anemia emorragica)
- diminuzione globuli bianchi(leucopenia)
- visione offuscata
- fischio all’orecchio (tinnito)
- asma

- stomatiti ulcerative
- ulcere peptiche
- colite
- aumento degli enzimi del fegato, aumento della bilirubina sierica dovuto a malattie del fegato,

colorazione gialla della pelle e delle sclere degli occhi (ittero)
- aumento del peso corporeo
- alterazione della sensibilità degli arti (parestesia)

Non Nota: la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili
- alterazione dei livelli delle cellule del sangue (trombocitopenia, agranulocitosi)
- bassa concentrazione di emoglobina (proteina dei globuli rossi) nel sangue
- alterazione del midollo osseo (insufficienza midollare)
- depressione
- allucinazione
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- confusione
- alterazioni dell’umore
- convulsioni

- alterazioni del gusto
- insufficienza cardiaca
- percezione accentuata del proprio battito (palpitazione)
- alterazioni del ritmo e frequenza dei battiti cardiaci (fibrillazione atriale e tachicardia)
- aumento pressione nel sangue(Ipertensione)

- infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite, inclusa vasculite leucocitoclastica)
- difficoltà respiratoria (dispnea)
- congestione nasale
- respirazione alterata

- perdite di sangue dal retto e dallo stomaco
- orticaria, aggravamento di orticaria cronica
- eritema
- reazioni di sensibilità alla luce(fotosensibilità)
- esantema cutaneo
-
-
-
-
perdita di capelli localizzata o diffusa (alopecia)
difficoltà ad urinare
ritenzione idrica o di sodio con possibile comparsa di edemi
aumento dei livelli di potassio nel sangue
- riduzione dei livelli di sodio nel sangue
dolore e sensazione di bruciore nella sede d’iniezione
-
- danno renale
- presenza proteine nelle urine
- ridotta funzionalità renale

- infiammazione delle membrane che rivestono il cervello non causata da batteri (meningite asettica)
- reazioni anafilattiche
- reazioni bollose
- sindrome di Stevens-Johnson

- necrolisi epidermica tossica e pustolosi esantematica acuta generalizzata
- pancreatite
- problemi allo stomaco e all’intestino (perforazione o emorragia gastrointestinale, peggioramento
della colite, e infiammazione cronica intestino (morbo di Crohn)
- reazioni anafilattiche (compreso shock).

Tenga presente che Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di prodotti come Isofenal (specialmente ad alte dosi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi

trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocardio o ictus).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al

medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

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Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese e al prodotto in confezionamento integro correttamente

conservato. Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Isofenal

Il principio attivo è la ketoprofene. Una fiala di soluzione di Isofenal contiene 100 mg di ketoprofene. Gli altri componenti sono: arginina, alcool benzilico, acido citrico monoidrato, acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Isofenal e contenuto della confezione Isofenal è una soluzione iniettabile per uso intramuscolare. È disponibile in astuccio contenente 6 fiale di vetro da 2 ml. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore TITOLARE So.Se.PHARM S.r.l. Via dei Castelli Romani, 22 00071 Pomezia (RM)

Italia

PRODUTTORE ESSETI Farmaceutici

Via Campobello, 15 00071 Pomezia (RM) Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il en zia

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Domande frequenti su ISOFENAL

Come si usa ISOFENAL?

ISOFENAL si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ISOFENAL è disponibile senza ricetta?

No, ISOFENAL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ISOFENAL?

Il principio attivo di ISOFENAL è KETOPROFENE.

Quali sono gli equivalenti di ISOFENAL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: KETOPROFENE SALE DI LISINA COOP, KETOPROFENE SALE DI LISINA MYLAN GENERICS, BRUFEN DOLORE, KETOPROFENE SALE DI LISINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ISOFENAL?

ISOFENAL è prodotto da SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI.

Da quando ISOFENAL è autorizzato in Italia?

ISOFENAL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2002-01-30.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Isofenal 100 mg/2ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una fiala di soluzione iniettabile contiene 100 mg di ketoprofene. Eccipienti con effetti noti: alcol benzilico 40 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile per uso intramuscolare.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento sintomatico degli episodi dolorosi acuti in atto in corso di affezioni infiammatorie dell'apparato muscolo-scheletrico.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose massima giornaliera è 200 mg. Il rapporto rischio e beneficio deve essere attentamente considerato prima di iniziare il trattamento con la dose giornaliera di 200 mg, e dosi più alte non sono raccomandate (vedere anche paragrafo 4.4). Iniettare immediatamente dopo l’aspirazione della soluzione nella siringa. La soluzione non utilizzata deve essere gettata. La dose efficace più bassa deve essere usata per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Popolazioni particolari Pazienti con insufficienza renale e pazienti anziani Si consiglia di ridurre la dose iniziale e praticare una terapia di mantenimento con la dose minima efficace. Si possono considerare aggiustamenti individualizzati solo dopo aver stabilito la buona tollerabilità del farmaco (vedere paragrafo 5.2)

Pazienti con insufficienza epatica I pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata devono essere seguiti attentamente e trattati con la dose giornaliera minima efficace (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di ketoprofene non sono state studiate nei bambini.

4.3 Controindicazioni

Isofenal è controindicato nei pazienti con anamnesi positiva per reazioni di ipersensibilità, quali broncospasmo, attacchi asmatici, riniti, orticaria o altre reazioni di tipo allergico, al ketoprofene, all’acido acetilsalicilico (ASA) o ad altri antinfiammatori non steroidei (FANS). In questi pazienti sono state segnalate reazioni anafilattiche gravi, raramente fatali (vedere paragrafo 4.8). Isofenal è controindicato anche nei seguenti casi: - ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - in corso di terapia diuretica intensiva; - insufficienza renale grave; - leucopenia e piastrinopenia; - soggetti con emorragie in atto e diatesi emorragica; - soggetti con disordini emostatici; - in corso di trattamento con anticoagulanti, in quanto ne sinergizza l’azione; - forme gravi di insufficienza epatica (cirrosi epatica, epatiti gravi); - insufficienza cardiaca grave; - ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione. Isofenal è controindicato in caso di emorragie cerebrovascolari o di qualsiasi altro sanguinamento in corso. Isofenal è inoltre controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere anche paragrafo 4.6) ed in età pediatrica.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Avvertenze Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e i paragrafi seguenti). L’uso concomitante di Isofenal con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2, deve essere evitato. Emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state segnalate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. L’us

concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedere sotto e paragrafo 4.5). Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina, agenti antiaggreganti come l’aspirina o nicorandil (vedere paragrafo 4.5). Il rischio di emorragia gastrointestinale è aumentato nei pazienti con basso peso corporeo. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono Isofenal il trattamento deve essere sospeso immediatamente. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8). Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che ketoprofene può essere associato ad un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi (vedere anche paragrafi 4.2 e 4.3). Anziani: i pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Reazioni cutanee: Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di StevensJohnson e necrolisi epidermica tossica, sono state segnalate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). Nelle prime fasi di terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Isofenal deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti Isofenal può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l’avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l’esito dell’infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando Isofenal è somministrato per il sollievo dalla febbre o dal dolore correlati a infezione, è consigliato il monitoraggio dell’infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano. Informazioni importanti su alcuni eccipienti Questo medicinale contiene 40 mg di alcol benzilico per fiala, equivalente a 40mg/2 ml. Alcol benzilico può causare reazioni allergiche. La somministrazione endovenosa di alcol benzilico è stata associata a gravi eventi avversi e morte in neonati (sindrome da respiro agonico). Non è nota la minima quantità di alcol benzilico per cui si manifesta la tossicità. Grandi volumi devono essere usati con cautela e solo se necessario, specialmente in pazienti con insufficienza epatica o renale a causa del rischio di accumulo e tossicità (acidosi metabolica). Precauzion

Disfunzione cardiovascolare, renale ed epatica Si deve monitorare attentamente la funzione renale all’inizio del trattamento nei pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi e nefrosi, nei pazienti in terapia diuretica, con insufficienza renale cronica particolarmente se anziani. In tali pazienti la somministrazione di ketoprofene può causare una riduzione del flusso ematico renale, causato dall’inibizione delle prostaglandine, e portare ad uno scompenso renale (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni). Nei pazienti con test di funzionalità epatica compromessa o con precedenti patologie epatiche, si devono valutare regolarmente le transaminasi particolarmente durante terapie a lungo termine. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari Cautela è richiesta nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per es. infarto del miocardio o ictus). Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per ketoprofene. È stato segnalato un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (infarto del miocardio e ictus) nei pazienti trattati per il dolore perioperatorio con FANS nel contesto di un intervento chirurgico di bypass aorto-coronarico (CABG). I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ketoprofene soltanto dopo attenta valutazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). È stato segnalato un aumento del rischio di fibrillazione atriale associato all'uso di FANS. Si può verificare iperpotassiemia, soprattutto in pazienti con diabete sottostante, insufficienza renale e/o in trattamento concomitante con agenti promotori dell’iperpotassiemia (vedere paragrafo 4.5). In queste circostanze i livelli di potassio devono essere monitorati. Durante la terapia a lungo termine devono essere condotti test di funzionalità epatica e renale e controllato l’emocromo. Infezioni Come per altri antinfiammatori non steroidei, in presenza di infezione, gli effetti antinfiammatori, analgesici ed antipiretici del ketoprofene possono mascherare i sintomi di progressione dell’infezione come ad esempio febbre. Patologie respiratorie: Pazienti con asma associata a riniti croniche, sinusiti croniche e/o polipi nasali presentano un rischio più elevato di allergie all’aspirina e/o ai FANS del resto della popolazione. La somministrazione di questo medicinale può causare attacchi d’asma o broncospasmo, in particolare in soggetti allergici all’aspirina o ai FANS (vedere paragrafo 4.3). Per l’interazione del farmaco con il metabolismo dell’acido arachidonico, in asmatici e soggetti predisposti può insorgere crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici.

Disturbi visivi: Il trattamento deve essere interrotto in caso di comparsa di disturbi visivi quali visione offuscata. La soluzione è per esclusivo uso intramuscolare e non deve essere iniettata endovena. La forma iniettabile di Isofenal non può essere considerata un semplice antidolorifico e richiede di essere impiegata sotto lo stretto controllo del medico. Inoltre, superato l'episodio doloroso acuto, è prudente passare all'impiego di preparazioni per uso non parenterale che, pur dando qualitativamente gli stessi effetti collaterali, sono meno inclini a indurre reazioni gravi. Si raccomanda che un eventuale impiego di Isofenal per uso intramuscolare per periodi prolungati avvenga solo negli ospedali e case di cura, sotto il controllo del medico.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Associazioni sconsigliate Altri FANS (inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2) e salicilati ad alte dosi: aumento del rischio di ulcere e sanguinamento gastroenterici. Anticoagulanti: aumento del rischio di sanguinamento. - eparina; - antagonisti della vitamina K (come warfarin); - inibitori dell’aggregazione piastrinica (come ticlopidina e clopidogrel); - inibitori della trombina (come dabigatran); - inibitori diretti del fattore Xa (come apixaban, rivaroxaban, edoxaban). I FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti. Litio: rischio di aumentati livelli plasmatici di litio, che a volte possono raggiungere livelli tossici per via di una ridotta escrezione renale di litio. Dove necessario i livelli plasmatici di litio dovrebbero essere monitorati con eventuale aggiustamento del dosaggio durante e dopo la terapia con FANS. Metotressato a dosi superiori a 15 mg/settimana: aumento del rischio di tossicità ematologica da metotrexato, particolarmente se somministrato ad alte dosi (>15mg/settimana); probabilmente dovuto a spostamento del metotressato dal legame proteico e a ridotta clearance renale. Nei pazienti già in trattamento con ketoprofene è necessario interrompere la terapia almeno 12 ore prima della somministrazione di metotressato. Se ketoprofene deve essere somministrato alla fine della terapia con metotressato, è necessario attendere 12 ore prima della somministrazione. Associazioni che richiedono cautela Farmaci o categorie terapeutiche che possono promuovere l’iperpotassiemia: alcuni farmaci o categorie terapeutiche possono promuovere l’iperpotassiemia, ad es. sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, inibitori dei convertitori enzimatici (ACE-inibitori), bloccanti del recettore dell’angiotensina II, FANS, eparine (a basso peso molecolare o non frazionate), ciclosporina, tacrolimus e trimetoprim. Il verificarsi dell’iperpotassiemia può dipendere dalla presenza di cofattori. Il rischio è rafforzato quando i farmaci sopra menzionati sono somministrati in concomitanza. Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere paragrafo 4.4).

Diuretici: pazienti che stanno assumendo dei diuretici e, tra questi, pazienti particolarmente disidratati presentano un elevato rischio di sviluppare insufficienza renale conseguente ad una diminuzione del flusso sanguigno renale causata dall’inibizione delle prostaglandine. Questi pazienti devono essere reidratati prima dell’inizio della co-somministrazione e la loro funzionalità renale deve essere monitorata quando inizia il trattamento, (vedere paragrafo 4.4). ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II: in pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) la co-somministrazione di un ACE-inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclossigenasi può portare ad un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono Isofenal in concomitanza con ACE-inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante (vedere paragrafo 4.4). Metotrexato a dosi inferiori a 15mg/settimana: durante le prime settimane della terapia combinata deve essere effettuato un esame emocromocitometrico ogni settimana. In presenza di alterazioni della funzionalità renale o nei pazienti anziani, il monitoraggio deve essere più frequente. Pentossifillina: si determina aumento del rischio emorragico. È necessario un monitoraggio clinico più attento e monitoraggio del tempo di sanguinamento. Tenofovir: la somministrazione concomitante di tenofovir disoproxil fumarato e FANS può aumentare il rischio di insufficienza renale. Nicorandil: in pazienti che ricevono in concomitanza nicorandil e FANS, vi è un aumentato rischio di complicanze gravi come ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Glicosidi cardioattivi: i FANS possono esacerbare lo scompenso cardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerulare e aumentare i livelli dei glicosidi cardiaci; tuttavia, l’interazione farmacocinetica tra ketoprofene e glicosidi attivi non è stata dimostrata. Sulfoniluree: sono, inoltre, da tenere presenti eventuali interazioni con ipoglicemizzanti orali. Associazioni da considerare Antiipertensivi (beta-bloccanti, enzimi convertitori dell’angiotensina, diuretici): rischio di diminuzione dell’attività antiipertensiva (inibizione della vasodilatazione da prostaglandine causata dai FANS). Trombolitici: aumento del rischio di sanguinamento. Diverse sostanze sono coinvolte in interazioni dovute al loro effetto antiaggregante: tirofiban, eptifibarid, abciximab e iloprost. L’uso di diversi farmaci antiaggreganti piastrinici aumenta il rischio di sanguinamento. Probenecid: la somministrazione concomitante di probenecid può notevolmente ridurre la clearance plasmatica del ketoprofene. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedi paragrafo 4.4).

Gemeprost: ridotta efficacia di gemeprost. Dispositivi anticoncezionali intrauterini (IUDs): l’efficacia del dispositivo può risultare ridotta con conseguente gravidanza. Mifepristone: L'efficacia del trattamento con mifepristone può, in via teorica, ridursi a causa delle proprietà antiprostaglandiniche dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) inclusa l'aspirina (acido acetilsalicilico). Vi sono alcune evidenze che suggeriscono che la somministrazione contemporanea di FANS nel giorno di somministrazione della dose di prostaglandina non influenza in modo sfavorevole gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l'efficacia clinica dell'interruzione medica di gravidanza. Ciclosporina, tacrolimus: il trattamento contemporaneo con i FANS può comportare un rischio maggiore di nefrotossicità soprattutto nei soggetti anziani. Antibiotici chinolonici: dati su animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associati con antibiotici chinolonici. I pazienti che prendono FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di sviluppare convulsioni. Rischi connessi all’iperkaliemia: alcuni prodotti medicinali o categorie terapeutiche possono promuovere l’iperkaliemia, ad esempio i sali di potassio, i diuretici risparmiatori di potassio, gli inibitori dell’enzima di conversione, i bloccanti del recettore per l’angiotensina II, i FANS, le eparine (a basso peso molecolare o non frazionata), le ciclosporine, il tacrolimus e il trimetoprim. Il presentarsi dell’iperkaliemia può dipendere dalla presenza di cofattori. Questo rischio è aumentato le sostanze menzionate sopra sono somministrate contemporaneamente. Difenilidantoina e sulfamidici: poiché il legame proteico del ketoprofene è elevato, può essere necessario ridurre il dosaggio di difenilidantoina o di sulfamidici che dovessero essere somministrati contemporaneamente.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’uso del ketoprofene durante il primo e secondo trimestre di gravidanza deve essere evitato. L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache era aumentato da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. È stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita pre e post-impianto e di mortalità embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato segnalato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza Isofenal deve essere utilizzato solamente in caso di necessita. Se Isofenal e utilizzato da donne che stanno tentando di avere un bambino o durante il primo e i

secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa possibile e la durata del trattamento la più breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. L’uso del farmaco in prossimità del parto può provocare alterazioni dell’emodinamica del piccolo circolo del nascituro con gravi conseguenze per la respirazione. Di conseguenza, il ketoprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Allattamento Non vi sono informazioni disponibili sull’escrezione di Ketoprofene nel latte umano. Il ketoprofene non è raccomandato durante l’allattamento. Fertilità L’uso dei FANS può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. Nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità deve essere presa in considerazione la sospensione del trattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

I pazienti devono essere informati circa la potenziale comparsa di sonnolenza, capogiri, vertigini, convulsioni o disturbi visivi e, in caso di presenza di tali sintomi, devono evitare di guidare, usare macchinari o svolgere attività che richiedano particolare vigilanza.

4.8 Effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, Isofenal può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Classificazione delle frequenze attese: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10000, <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le seguenti reazioni sono state riportate con l’uso di ketoprofene negli adulti. Patologie gastrointestinali: Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Comuni: dispepsia, nausea, dolore addominale, vomito. Non comuni: stipsi, diarrea, flatulenza, gastriti. Raro: stomatiti ulcerative, ulcere peptiche, colite. Non nota: pancreatite, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani, (vedere paragrafo 4.4), melena ed ematemesi, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Non comuni: eruzione cutanea, prurito. Non nota: orticaria, aggravamento di orticaria cronica, angioedema, eritema, fotosensibilizzazione, esantema cutaneo, alopecia, reazioni bollose, comprese sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e pustolosi esantematica acuta generalizzata. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Raro: asma. Non nota: broncospasmo (particolarmente in pazienti con nota ipersensibilità ad acido acetilsalicilico ASA e altri FANS), rinite, dispnea. Patologie del sistema nervoso: Non comune: cefalea, vertigini, capogiri, sonnolenza. Raro: parestesie. Non nota: meningite asettica, convulsioni, alterazione del gusto. Disturbi psichiatrici: Non nota: depressione, allucinazioni, confusione, alterazioni dell’umore. Patologie dell’occhio: Raro: visione offuscata (vedere paragrafo 4.4). Patologie dell’orecchio e del labirinto: Raro: tinnito. Patologie renali e urinarie: Non nota: anormalità nei test della funzionalità renale, insufficienza renale acuta, nefrite tubulare interstiziale, sindrome nefrosica, disuria. Ritenzione idrica o di sodio con possibile comparsa di edemi, iperpotassiemia (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Danno renale d’organo che può portare ad insufficienza renale acuta: sono stati segnalati casi isolati di necrosi tubulare acuta e necrosi papillare renale. Patologie epatobiliari: Raro: aumento dei livelli delle transaminasi, epatite, aumento della bilirubina sierica dovuto a malattie epatiche, ittero. Patologie del sistema emolinfopoietico: Raro: anemia emorragica, leucopenia. Non nota: trombocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, insufficienza midollare. Disturbi del sistema immunitario: Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shock). Patologie cardiache: Non nota: palpitazioni e tachicardia, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale. Patologie vascolari: Non nota: ipertensione, vasculite (inclusa vasculite leucocitoclastica). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion

Non comuni: edema. Non Nota: reazioni nella sede d’iniezione, inclusa Embolia cutis medicamentosa (sindrome di Nicolau). Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: iponatremia, iperpotassiemia (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Esami diagnostici: Raro: aumento ponderale. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) possa essere associato ad un aumento del rischio di eventi tromboembolici arteriosi (per es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Negli adulti i principali segni di sovradosaggio sono cefalea, capogiri, sonnolenza, nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. In caso di grave sovradosaggio sono stati osservati ipotensione, depressione respiratoria e sanguinamento gastrointestinale. Il paziente deve essere immediatamente trasferito a un centro specialistico per iniziare il trattamento sintomatico. Non vi sono antidoti specifici per un sovradosaggio di ketoprofene.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà Farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antinfiammatori/antireumatici non steroidei, codice ATC: M01AE03. Ketoprofene è un farmaco ad attività antiinfiammatoria e analgesica appartenente alla categoria farmacoterapeutica dei FANS. L'attività antiinfiammatoria è da porre in relazione a quattro ben documentati meccanismi d'azione: stabilizzazione della membrana lisosomiale; inibizione della sintesi delle prostaglandine; attività antibradichimica; attività antiaggregante piastrinica. Studi di farmacologia condotti sugli animali ed in parte anche su volontari sani, fanno ritenere che l'attività analgesica sia doppiamente articolata. È infatti probabile che accanto alla ormai nota attività periferica, mediata principalmente dall’effetto inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine, ketoprofene esplichi la propria attività analgesica anche attraverso un meccanismo di tipo centrale non oppioide in cui sono coinvolte strutture sovraspinali quali i recettori glutammato tipo NMDA inducenti la sensibilizzazione centrale in cui sono implicati diversi mediatori biochimici, quali la sostanza P, la 5-HT, oltre alle stesse prostaglandine presenti a livello del SNC. Questo peculiare profilo analgesico spiegherebbe la rapidità dell'effetto antalgico del ketoprofene osservato in clinica in diverse condizioni dolorose acute, altrimenti non spiegabile con il solo meccanismo periferico fino ad oggi noto.

5.2 Proprietà Farmacocinetiche

Assorbimento Nell’uomo l’assorbimento di Isofenal e molto elevato. Somministrato per via intramuscolare raggiunge i massimi livelli ematici entro mezz’ora; il valore medio di picco e di 10,4 mcg/ml. Distribuzione Il farmaco si lega alle proteine plasmatiche per il 99%. Ketoprofene si diffonde al liquido sinoviale ed ai tessuti intrarticolari, capsulari, sinoviali e tendinei. Ketoprofene attraversa la barriera ematoencefalica e placentare. L’emivita di eliminazione plasmatica e di circa 2 ore. Il volume di distribuzione e di circa 7 L. Biotrasformazione La biotrasformazione di ketoprofene e caratterizzata da due vie principali, idrossilazione e coniugazione con acido glucuronico, di cui la seconda rappresenta la via principale nell’uomo. L’escrezione in forma immodificata e minima (meno dell’1%). Quasi tutto il farmaco viene eliminato nelle urine in forma immodificata, il 65 – 85% della dose somministrata viene glucuronizzato. Escrezione Il 50% della dose viene escreto nelle urine entro 6 ore dalla somministrazione. Entro 5 giorni dalla somministrazione circa il 75% - 90% della dose viene escreto principalmente nelle urine. L’eliminazione fecale e minima (1 a 8%). Popolazioni particolari Pazienti anziani L’assorbimento del ketoprofene non viene modificato; vi è un allungamento dell’emivita (3 ore) e una riduzione della clearance renale e plasmatica. Pazienti con insufficienza renale Si verificano una riduzione della clearance renale e plasmatica ed un aumento dell’emivita correlate alla gravità dell’insufficienza renale. Pazienti con insufficienza epatica Non vi sono cambiamenti significativi nella clearance plasmatica ed emivita di eliminazione. Tuttavia la frazione libera è all’incirca raddoppiata.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le prove tossicologiche hanno dimostrato la bassa tossicità e l'alto indice terapeutico di Isofenal. La DL50 per via orale nel ratto, è di 165 mg/Kg, mentre nel topo, per varie vie di somministrazione, è compresa tra 365 e 662 mg/kg. Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del prodotto (vedere paragrafo 4.6).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Arginina, alcol benzilico, acido citrico monoidrato, acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

La soluzione iniettabile non va mescolata a solventi aventi pH acido, quali, ad esempio, le soluzioni contenenti lidocaina.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Scatola con 6 fiale di vetro ambrato tipo I da ml 2.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Aprire le fiale secondo l’apposita linea di prerottura. La soluzione deve essere impiegata immediatamente e l’iniezione deve essere eseguita secondo rigorose norme di sterilizzazione, asepsi ed antisepsi.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

So.Se.PHARM S.r.l. -Via dei Castelli Romani, 22 – 00071 Pomezia (Roma)

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Isofenal 100mg/2ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare – 6 fiale - AIC 035072014.

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 31 Gennaio 2002 Data del rinnovo: 31 Gennaio 2012

10. Data di revisione del testo

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