LINEZOLID KABI

È utilizzato per il trattamento della polmonite e alcune infezioni nella pelle o sotto la pelle. Il medico deciderà se Linezolid Kabi è adatto per trattare la sua infezione.

Usato per: polmonite

Principio attivo: LINEZOLID · ATC J01XX08 · FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: LINEZOLID
Forma farmaceutica: Soluzione per infusione
Dosaggio: 2 mg/ml SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.
Codice ATC: J01XX08
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· LINEZOLID KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· LINEZOLID KRKA D.D. - KRKA D.D. NOVO MESTO
· LINEZOLID AUROBINDO - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· LINEZOLID AUROBINDO ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ZYVOXID - PFIZER ITALIA S.R.L.
· LINEZOLID HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· LINEZOLID S.A.L.F. - S.A.L.F. SPA LABORATORIO FARMACOLOGICO
· LINEZOLID TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· LINEZOLID DEMO - DEMO S.A. PHARMACEUTICAL INDUSTRY
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Linezolid Kabi è un antibiotico del gruppo degli ossazolidinoni che agisce bloccando la crescita di alcuni batteri (germi) che causano infezioni. È utilizzato per il trattamento della polmonite e alcune infezioni nella pelle o sotto la pelle. Il medico deciderà se Linezolid Kabi è adatto per trattare la sua infezione.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non deve essere trattato con Linezolid Kabi:

• se è allergico a Linezolid o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
• se sta assumendo o ha assunto durante le ultime due settimane qualsiasi medicinale noto come inibitore delle
monoamino-ossidasi (MAOI per esempio fenelzina, isocarbossazide, selegilina, moclobemide). Questi medicinali
possono essere utilizzati per trattare la depressione o il morbo di Parkinson;

• se sta allattando al seno. Questo perché Linezolid Kabi passa nel latte materno e potrebbe agire sul bambino.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di prendere Linezolid Kabi. Linezolid Kabi non è adatto per lei se risponde sì a una qualsiasi delle seguenti domande. In questo caso informi il medico perché potrebbe aver bisogno di un controllo generale del suo stato di salute o potrebbe decidere che per lei

è meglio un altro trattamento.

Chieda al medico se non è sicuro che queste categorie si riferiscano a lei.

• Ha la pressione alta, sta o meno assumendo medicinali per questo?
• Ha ricevuto una diagnosi di aumentata attività della tiroide?
• Ha un tumore alle ghiandole surrenali (feocromocitoma) o la sindrome carcinoide (causata da tumori del
sistema ormonale con sintomi di diarrea, vampate di calore, affanno)?
• Soffre di depressione maniacale, disturbi schizoaffettivi, confusione mentale o qualsiasi altro disturbo
mentale?

• Ha una storia di iponatriemia (bassi livelli di sodio nel sangue) o assume medicinali che abbassano i livelli di
sodio nel sangue, ad es. alcuni diuretici (chiamati anche “compresse che favoriscono la diuresi”) come
l'idroclorotiazide?
• Assume oppioidi?

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L'uso di alcuni medicinali, inclusi antidepressivi e oppioidi, assieme a Linezolid può portare alla sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente fatale (vedere paragrafo 2 “Altri medicinali e Linezolid Kabi” e

paragrafo 4).

Faccia particolare attenzione con Linezolid Kabi
Parli con il medico prima di prendere questo medicinale se lei:
• È anziano
• Ha dei lividi e sanguina facilmente

• È anemico (ha pochi globuli rossi)
• È soggetto a prendere infezioni
• Ha avuto convulsioni
• Ha problemi al fegato o ai reni in particolare se è in dialisi
• Ha diarrea

Parli immediatamente con il medico se durante il trattamento soffre di:
• Problemi alla vista come vista offuscata, modifiche nella visione dei colori, difficoltà nel vedere dettagli o se il suo
campo visivo si restringe
• Perdita di sensibilità alle braccia o gambe o una sensazione di formicolio o pizzicore alle braccia o gambe.
• Può avere diarrea mentre assume o dopo aver assunto gli antibiotici, compreso Linezolid Kabi. Se diventa grave o

persistente o nota che le sue feci contengono sangue o muco, deve interrompere il trattamento con Linezolid
Kabi immediatamente e consultare il medico. In questa situazione, non deve prendere medicinali che bloccano o
rallentano la motilità intestinale
• Nausea o vomito ricorrente, dolore addominale o respiro rapido
• Dolore muscolare inspiegabile, dolorabilità o debolezza e/o urine scure. Questi possono essere segni di una grave
condizione chiamata rabdomiolisi (rottura muscolare), che può portare a danni renali.
• Sensazione di star male e malessere con debolezza muscolare, mal di testa, confusione e disturbi della memoria
che possono indicare iponatriemia (bassi livelli di sodio nel sangue)

Altri medicinali e Linezolid Kabi

C’è il rischio che a volte Linezolid Kabi interagisca con altri medicinali per causare effetti indesiderati come modifiche della pressione del sangue, della temperatura o del battito cardiaco.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto qualsiasi altro medicinale.

Informi il medico se lei sta usando o ha usato nelle ultime due settimane i seguenti medicinali poiché Linezolid Kabi non deve essere preso se ha già assunto questi medicinali o li ha assunti di recente (vedere anche il paragrafo 2 sopra “Non prenda Linezolid Kabi”). • Inibitori delle monoamino-ossidasi (MAOI per esempio fenelzina, isocarbossazide, selegilina, moclobemide). Questi possono essere usati per il trattamento della depressione o per il morbo di Parkinson.

Informi il medico anche se sta assumendo i seguenti medicinali. Il medico può decidere ancora di darle Linezolid Kabi, ma avrà bisogno di verificare il suo stato di salute generale e la pressione del sangue prima e durante il trattamento. In altri casi il medico potrebbe decidere che per lei sia migliore un altro trattamento.

• Decongestionanti per il raffreddore o rimedi per l’influenza contenenti pseudoefedrine o fenilpropanolamine.
• Alcuni medicinali utilizzati per il trattamento dell’asma come salbutamolo, terbutalina, fenoterolo.
• Alcuni antidepressivi noti come triciclici o SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Ce ne sono
molti di questi, compresi amitriptilina, citalopram, clomipramina, dosulepin, doxepin, fluoxetina, fluvoxamina,
imipramina, lofepramina, paroxetina, sertralina.
• Medicinali utilizzati per il trattamento dell’emicrania come sumatriptano e zolmitriptano.

• Medicinali utilizzati per il trattamento di reazioni allergiche improvvise e gravi come adrenalina (epinefrina).
• Medicinali che aumentano la pressione del sangue, come noradrenalina (norepinefrina), dopamina e dobutamina.
• Oppioidi e.g. petidina per il trattamento del dolore da moderato a grave.
• Medicinali utilizzati per trattare i disturbi d’ansia, come buspirone.
• Medicinali che bloccano la coagulazione del sangue, come il warfarin.
• Un antibiotico chiamato rifampicina.

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Linezolid Kabi con cibo, bevande e alcool

• Può prendere Linezolid Kabi prima, durante e dopo un pasto.
• Eviti di mangiare grandi quantitativi di formaggi stagionati, estratti di lieviti o estratti di soia ad esempio salsa di
soia e bevande alcoliche, specialmente birra alla spina e vino. Questo perché linezolid può interagire con una
sostanza chiamata tiramina che è naturalmente presente in alcuni cibi. Questa interazione può aumentare la
pressione del sangue.
• Se manifesta un mal di testa lancinante dopo aver mangiato o bevuto, informi immediatamente il medico o il

farmacista.

Gravidanza, allattamento e fertilità L’effetto di Linezolid Kabi nelle donne in gravidanza non è noto. Pertanto, non si dovrebbe prendere in gravidanza a meno che non sia indicato dal medico. Se è in corso una gravidanza o se sta allattando, se sospetta o sta pianificando

una gravidanza chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Non dovrebbe allattare con latte materno quando sta prendendo Linezolid Kabi perché passa nel latte materno e potrebbe influire sul bambino.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Linezolid Kabi può provocare vertigini o causarle problemi alla vista. Se questo accade, non guidi o utilizzi alcun macchinario. Ricordi che se non si sente bene la sua capacità di guidare veicoli e usare macchinari può essere influenzata.

Linezolid Kabi contiene glucosio Ogni ml di Linezolid Kabi contiene 45,7 mg di glucosio (13,7 g di glucosio in una sacca/flacone). Questo deve essere preso in considerazione nei pazienti con diabete mellito.

Linezolid Kabi contiene sodio Ogni ml di Linezolid Kabi contiene 0,38 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) (114 mg di sodio in una sacca/flacone). Il sodio in una sacca è equivalente al 5,7% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la

dieta di sodio per un adulto. Da prendere in considerazione nei pazienti in dieta controllata per il sodio.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Adulti Questo medicinale le sarà somministrato attraverso una flebo (per infusione in una vena) da un medico o operatore

sanitario.

La dose raccomandata per gli adulti (18 anni e più) è 300 ml (600 mg di linezolid) due volte al giorno, la quale viene

somministrata direttamente nel flusso sanguigno (per via endovenosa), da una flebo in un periodo di tempo da 30 fino a 120 minuti.

Se è in dialisi renale, le deve essere somministrato Linezolid Kabi dopo il suo trattamento di dialisi.

Un ciclo di trattamento generalmente dura dai 10 ai 14 giorni, ma può durare fino a 28 giorni. La sicurezza e l’efficacia di questo medicinale non è stata stabilita per periodi di trattamento più lunghi di 28 giorni. Il medico deciderà la

durata del trattamento.

Mentre sta assumendo Linezolid Kabi, il medico le farà regolari esami del sangue per monitorare l’emocromo.

Il medico le monitorerà la vista se sta assumendo Linezolid Kabi per più di 28 giorni.

Uso nei bambini e negli adolescenti

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Linezolid Kabi normalmente non viene utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti (sotto i 18 anni).

Se prende più Linezolid Kabi di quanto deve Se lei crede di aver preso troppo Linezolid Kabi, parli con il medico o l’infermiere subito.

Se dimentica di prendere una dose di Linezolid Kabi Poiché le viene somministrato questo medicinale sotto attento controllo, è improbabile che lei dimentichi una dose. Se pensa di aver dimenticato una dose di trattamento, parli subito con un medico o un infermiere. Non prenda una

dose doppia per compensare una dose dimenticata.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, Linezolid Kabi può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Contatti immediatamente il medico, l’infermiere o il farmacista se nota uno qualsiasi di questi effetti indesiderati durante il trattamento con Linezolid Kabi:

Gli effetti indesiderati gravi (con frequenza indicata tra parentesi) di Linezolid Kabi sono: • Reazioni cutanee gravi (non comune), gonfiore, in particolare intorno al viso e collo (non comune), affanno e/o difficoltà a respirare (raro). Questo può essere il segno di una reazione allergica e può essere necessario

eruzione (comune), prurito (comune). interrompere l'assunzione di Linezolid Kabi. Reazioni cutanee quali un'eruzione cutanea viola in rilievo dovuta all'infiammazione dei vasi sanguigni (raro), ulcerazione della pelle e desquamazione (dermatite) (non comune),

• Disturbi della vista (non comune) come visione offuscata (non comune), alterazioni nella visione dei colori (non
nota), difficoltà a vedere in dettaglio (non nota) o se il suo campo visivo si restringe (raro).
• Diarrea grave contenente sangue e/o muco (colite associata agli antibiotici tra cui la colite pseudomembranosa),
che in casi rari può evolvere in complicazioni che sono pericolose per la vita ( non comune)
• Nausea o vomito ricorrenti, dolore addominale o respiro veloce (raro)
• Con Linezolid Kabi sono stati segnalati convulsioni o attacchi epilettici (non comune).
• Sindrome serotoninergica (non nota): Dovrebbe informare il medico se si manifestano agitazione, confusione,
delirio, rigidità, tremore, mancanza di coordinazione, convulsioni, battito cardiaco accelerato, gravi problemi

respiratori e diarrea (indicativi di sindrome serotoninergica) mentre sta assumendo anche antidepressivi conosciuti come SSRI o oppioidi (vedere paragrafo 2). • Sanguinamenti o lividi inspiegabili, probabilmente dovuti a variazioni del numero di alcune cellule nel sangue che possono influire sulla coagulazione o portare all’anemia (comune).

• Alterazioni del numero di alcune cellule nel sangue che possono influire sulla capacità di combattere le infezioni
(non comune); alcuni segni di infezione includono: febbre (comune), mal di gola (non comune), ulcere della bocca
(non comune) e stanchezza (non comune).
• Rabdomiolisi (raro): segni e sintomi includono dolore muscolare inspiegabile, dolorabilità o debolezza e/o urine
scure. Questi possono essere segni di una grave condizione chiamata rabdomiolisi (rottura muscolare), che può
portare a danni renali.

• Infiammazione del pancreas (non comune).
• Convulsioni (non comune).
• Attacchi ischemici transitori (temporanea alterazione dell’afflusso del sangue al cervello che provoca sintomi di

breve durata, come perdita della vista, debolezza alle gambe e alle braccia, difficoltà di articolazione del linguaggio e perdita di coscienza) (non comune). • “Ronzio” nelle orecchie (tinnito) (non comune).

Intorpidimento, formicolio o visione offuscata sono stati riportati da pazienti ai quali è stato somministrato Linezolid Kabi per più di 28 giorni. Se si verificano problemi con la visione si deve consultare il medico appena possibile.

Altri effetti indesiderati includono:

Comuni (possono interessare fino a 1 su 10 persone)
• Infezioni fungine soprattutto vaginale o orale "mughetto"
• Mal di testa
• Sapore metallico in bocca

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• Diarrea, nausea o vomito
• Variazioni di alcuni risultati degli esami del sangue compresi quelli che misurano proteine, sali o enzimi che

misurano la funzionalità renale o epatica o i livelli di zucchero nel sangue
• Difficoltà a dormire
• Aumento della pressione del sangue
• Anemia (ridotto numero di cellule del sangue)
• Capogiri
• Dolore addominale localizzato o generale

• Costipazione
• Indigestione
• Dolore localizzato
• Riduzione delle piastrine

Non comuni (possono interessare fino a 1 su 100 persone)
• Infiammazione della vagina o della zona genitale nelle donne
• Sensazioni come formicolio o sensazione di intorpidimento
• Lingua gonfia, dolente e di colore alterato
• Bocca secca

• Necessità di urinare più spesso
• Brividi
• Sensazione di sete
• Dolore nel sito in cui è stata somministrata l'infusione (flebo) e nelle zone circostanti
• Infiammazione delle vene (inclusa quella in cui l'infusione (flebo) è stata somministrata)

• Aumento della sudorazione
• Iponatriemia (basso livello di sodio nel sangue)
• Ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue)
• Insufficienza renale
• Gonfiore addominale
• Dolore nella sede di iniezione

• Aumento della creatinina
• Mal di stomaco
• Alterazioni della frequenza cardiaca (es. aumento della frequenza)
• Diminuzione del numero delle cellule del sangue

• Debolezza e/o alterazioni sensoriali

Rari (possono interessare fino a 1 su 1.000 persone)
• Scolorimento superficiale dei denti, rimovibile con pulizia dentale professionale (decalcificazione manuale)
• Colorazione nera della superficie della lingua, che appare villosa

Sono stati inoltre segnalati i seguenti effetti indesiderati (frequenza non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) • Alopecia (perdita dei capelli)

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

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Sacche freeflex: non usi questo medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione, sulla sacca e sull’involucro dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Lo staff ospedaliero si assicurerà che Linezolid Kabi non venga utilizzato dopo la data di scadenza stampata sulla sacca e che le venga somministrato non appena il sigillo è rotto. Essi controlleranno anche visivamente la soluzione prima dell'uso e sarà utilizzata solo la soluzione limpida, priva di particelle. Essi si assicureranno anche che la soluzione venga mantenuta correttamente nella sua scatola e involucro di imballaggio per proteggerla dalla luce e che venga tenuta fuori dalla portata e dalla vista dei bambini fino a quando è necessario.

Flacone Kabipac: non usi questo medicinale dopo la data di scadenza riportata sull’etichetta del flacone e sulla confezione dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Lo staff ospedaliero si assicurerà che Linezolid Kabi non venga utilizzato dopo la data di scadenza stampata sul flacone

e che le venga somministrato non appena rimosso dalla confezione. Essi controlleranno anche visivamente la soluzione prima dell'uso e sarà utilizzata solo la soluzione limpida, priva di particelle. Essi si assicureranno anche che la soluzione venga mantenuta correttamente nella sua scatola per proteggerla dalla luce e che venga tenuta fuori dalla portata e dalla vista dei bambini fino a quando è necessario.

Dopo l’apertura La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 2-8°C e a 25°C. Da un punto di vista microbiologico il prodotto deve essere usato immediatamente, tranne nel caso in cui le modalità di apertura precludano il rischio di contaminazione. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Linezolid Kabi
- Il principio attivo è linezolid. Ogni ml di soluzione contiene 2 mg di linezolid.
- Gli altri componenti sono glucosio monoidrato (un tipo di zucchero), sodio citrato, acido citrico, acido cloridrico o
sodio idrossido e acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Linezolid Kabi e contenuto della confezione

Sacche freeflex: Linezolid Kabi si presenta come una soluzione limpida, praticamente priva di particelle, da incolore a gialla in sacche per una singola infusione contenenti 300 ml (600 mg di linezolid) di soluzione.

Le sacche vengono fornite in scatole da 10, 30 o 50 sacche.

Flaconi Kabipac: Linezolid Kabi si presenta come una soluzione limpida, praticamente priva di particelle, da incolore a gialla o

leggermente brunastra in flaconi per una singola infusione contenenti 300 ml (600 mg di linezolid) di soluzione. I flaconi vengono forniti in scatole da 10, 30 o 50 flaconi.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Fresenius Kabi Italia S.r.l. Via Camagre, 41 37063 Isola della Scala - Verona

Produttori responsabili del rilascio dei lotti

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Sacche freeflex

HP Halden Pharma AS Svinesundsveien 80, 1788 Halden Norvegia

Fresenius Kabi Polska Sp.zo.o. ul. Sienkiewicza 25, 99-300 Kutno 01-209 Polonia

Flaconi Kabipac

Fresenius Kabi Polska Sp.zo.o. ul. Sienkiewicza 25, 99-300 Kutno 01-209 Polonia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo e nel Regno Unito (Irlanda del Nord) con le seguenti denominazioni:

Austria Belgio Bulgaria Linezolid Kabi 2 mg/ ml Infusionslösung Linezolid Fresenius Kabi 2 mg/ml, oplossing voor infusie Linezolid Kabi 2 mg/ml инфузионен разтвор Repubblica Ceca Linezolid Kabi Croazia Linezolid Kabi 2 mg/ml otopina za infuziju Danimarca Linezolid Fresenius Kabi Estonia Linezolid Fresenius Kabi Francia Linezolide Kabi 2 mg/ml, solution pour perfusion Germania Linezolid Kabi 2 mg/ ml Infusionslösung

Grecia Linezolid Kabi Ungheria Linezolid Fresenius Kabi, 2 mg/ ml oldatos infúzió Irlanda Linezolid 2 mg/ ml solution for infusion Italia Linezolid Kabi

Lussemburgo Linezolid Kabi 2 mg/ ml Infusionslösung Olanda Linezolid Fresenius Kabi 2 mg/ml, oplossing voor infusie Norvegia Linezolid Fresenius Kabi Polonia Linezolid Kabi Portogallo Linezolida Kabi Romania Linezolid Kabi 2 mg/ml soluţie perfuzabilă

Slovenia Linezolid Kabi 2 mg/ml raztopina za infundiranje Slovacchia Linezolid Kabi 2 mg/ ml Spagna Linezolid Kabi 2 mg/ml solución para perfusión Regno Unito Linezolid 2 mg/ ml solution for infusion

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato in --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le seguenti informazioni sono rivolte solo agli operatori sanitari:

Linezolid Kabi 2 mg/ml soluzione per infusione

IMPORTANTE: fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto prima della prescrizione.

Linezolid non è attivo contro le infezioni causate da patogeni Gram-negativi. Una terapia specifica contro gli organismi Gram-negativi deve essere iniziata in concomitanza se è dichiarata o sospetta una co-infezione con i patogeni Gramnegativi.

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Descrizione sacche freeflex: Sacche per infusione monouso, pronte per l’uso, prive di lattice, in pellicola multistrato in poliolefina Freeflex sigillate

all’interno di un foglio di laminato. Le sacche contengono 300 ml di soluzione e sono confezionate in una scatola. Ogni scatola contiene 10, 30 o 50 sacche per infusione.

Linezolid Kabi contiene linezolid 2 mg/ml in una soluzione isotonica, limpida, praticamente priva di particelle, da incolore a gialla. Gli altri componenti sono: glucosio monoidrato, sodio citrato, acido citrico, acido cloridrico o sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione flaconi Kabipac: Flaconi in polietilene monouso pronti per l’uso a bassa densità (Kabipac) come confezione primaria chiusi con un tappo contenente un disco in gomma per permettere l’inserimento dell’ago. I flaconi contengono 300 ml di soluzione e sono confezionati in un’unica scatola per proteggerli dalla luce. Ogni scatola contiene 10, 30 o 50 flaconi.

Linezolid Kabi contiene 2 mg/ml di linezolid in una soluzione isotonica, limpida, praticamente priva di particelle, da incolore a gialla o leggermente brunastra. Gli altri componenti sono: glucosio monoidrato, sodio citrato, acido citrico, acido cloridrico o sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.

Dose e modo di somministrazione

specialista competente come un microbiologo o uno specialista di malattie infettive. Il trattamento con Linezolid deve essere iniziato solo in ambiente ospedaliero e dopo una consulenza con uno

I pazienti che iniziano il trattamento con la formulazione parenterale possono successivamente passare alle formulazioni orali se clinicamente appropriato. In tali circostanze non è richiesta alcuna modifica della dose poiché la biodisponibilità per via orale di linezolid è di circa il 100%. La soluzione per infusione deve essere somministrata in un periodo di tempo dai 30 ai 120 minuti. Il dosaggio raccomandato di Linezolid deve essere somministrato per via endovenosa e.v. due volte al giorno.

Dosaggio consigliato e durata del trattamento negli adulti:

La durata del trattamento dipende dal patogeno, dalla sede dell’infezione e dalla sua gravità, nonché dalla risposta clinica del paziente.

Le seguenti raccomandazioni sulla durata della terapia riflettono quelle adottate negli studi clinici. Regimi di

trattamento più brevi possono essere adatti per alcuni tipi di infezione ma non sono stati valutati negli studi clinici. La durata massima del trattamento è di 28 giorni. La sicurezza e l’efficacia di linezolid somministrato per periodi superiori a 28 giorni non sono state accertate.

Non è richiesto alcun incremento di dosaggio né aumento della durata del trattamento per infezioni associate a batteriemia concomitante. Il dosaggio raccomandato per la soluzione per infusione è il seguente:

Dosaggio e via di somministrazione due volte al Durata del Infezioni giorno trattamento

Polmonite nosocomiale 600 mg due volte al giorno Polmonite acquisita in comunità 10-14 giorni Infezioni complicate della cute e dei tessuti consecutivi 600 mg due volte al giorno molli

Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia del linezolid nei bambini (< 18 anni) non sono state stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2 del RCP ma non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia.

Anziani: non è richiesta alcuna modifica della dose.

Danno renale: non è richiesta alcuna modifica della dose.

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Danno renale grave (cioè clearance della creatinina < 30 ml/min): non è richiesta alcuna modifica della dose. Poiché il

significato clinico dell’esposizione più elevata (fino a 10 volte) ai due principali metaboliti di linezolid nei pazienti con insufficienza renale grave non è nota, linezolid deve essere utilizzato con particolare cautela in questi pazienti e solo quando il beneficio previsto è considerato superiore al rischio teorico.

Poiché circa il 30% di una dose di linezolid viene rimosso in 3 ore di emodialisi, Linezolid Kabi soluzione per infusione deve essere somministrato dopo la dialisi nei pazienti sottoposti a tale trattamento. I metaboliti principali di linezolid

vengono eliminati in una certa misura dall’emodialisi, ma le concentrazioni di questi metaboliti rimangono ancora sostanzialmente più elevate dopo dialisi rispetto a quelle osservate in pazienti con funzionalità renale normale o con insufficienza renale lieve o moderata. Il linezolid deve pertanto essere utilizzato con particolare cautela in pazienti con insufficienza renale grave sottoposti a dialisi e solo quando il beneficio previsto supera il rischio teorico. Finora non esistono dati sulla somministrazione di linezolid in pazienti sottoposti a dialisi peritoneale ambulatoriale

continua (CAPD) o a trattamenti alternativi per l’insufficienza renale (diversi dall’emodialisi).

Compromissione epatica: pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (Child-Pugh classe A o B): non è richiesto un aggiustamento di dosaggio. Compromissione epatica grave (Child-Pugh classe C): poiché linezolid viene metabolizzato da un processo non enzimatico, una compromissione della funzionalità epatica non dovrebbe alterare significativamente il suo

metabolismo e pertanto non si raccomanda alcun aggiustamento della dose. Tuttavia, esistono dati clinici limitati e si raccomanda di usare Linezolid in tali pazienti soltanto quando i vantaggi previsti superano i rischi teorici (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Controindicazioni Pazienti ipersensibili al linezolid o a uno qualsiasi degli eccipienti. Il linezolid non deve essere utilizzato in pazienti in trattamento con medicinali che inibiscono le monoamino-ossidasi A o B (per es. fenelzina, isocarbossazide, selegilina, moclobemide) o entro due settimane dall’assunzione di tali medicinali. Il linezolid non deve essere somministrato a pazienti che presentano le seguenti condizioni cliniche o che assumono i

seguenti tipi di medicinali concomitanti se non sono disponibili strutture per una stretta osservazione del paziente e per il monitoraggio della pressione arteriosa: • Pazienti con ipertensione incontrollata, feocromocitoma, carcinoide, tireotossicosi, depressione bipolare, disturbi schizoaffettivi, stati confusionali acuti.

• Pazienti che assumono i seguenti medicinali: inibitori del re-uptake della serotonina, antidepressivi triciclici, agonisti per il recettore 5HT1 della serotonina (triptani), simpaticomimetici ad azione diretta o indiretta (tra cui broncodilatatori adrenergici, pseudoefedrina e fenilpropanolamina), sostanze vasopressorie (ad esempio adrenalina, epinefrina, noradrenalina/norepinefrina), sostanze dopaminergiche (ad esempio dopamina, dobutamina), petidina o buspirone.

L’allattamento deve essere interrotto prima e durante la somministrazione (vedere paragrafo 4.6 del RCP).

Avvertenze speciali e precauzioni per l’uso

Mielosoppressione Nei pazienti trattati con linezolid sono stati segnalati casi di mielosoppressione (comprendente anemia, leucopenia, pancitopenia e trombocitopenia). Nei casi ad esito noto, è stato osservato che i parametri ematologici alterati erano risaliti verso i valori precedenti il trattamento, una volta che il linezolid era stato sospeso. Il rischio di questi effetti sembra essere correlato alla durata del trattamento. I pazienti anziani in trattamento con linezolid possono correre un rischio maggiore di presentare discrasie ematiche rispetto ai pazienti più giovani.

La trombocitopenia può verificarsi più comunemente nei pazienti con insufficienza renale grave, in dialisi oppure no, e nei pazienti con insufficienza epatica da moderata a grave. Si raccomanda pertanto un accurato monitoraggio della conta degli elementi del sangue nei pazienti con pre-esistente anemia, granulocitopenia o trombocitopenia; nei pazienti che ricevono concomitanti medicamenti che possono diminuire i livelli di emoglobina, deprimere la conta degli elementi del sangue o esercitare effetti avversi sulla conta o sulla funzione delle piastrine; nei pazienti con insufficienza renale grave o insufficienza epatica da moderata a grave; nei pazienti in terapia con linezolid da più di 1014 giorni.

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In tali pazienti, il linezolid deve essere somministrato soltanto quando sia possibile un accurato monitoraggio dei livelli di emoglobina o sia possibile effettuare la conta degli elementi del sangue e delle piastrine.

Se durante il trattamento con linezolid si dovesse manifestare significativa mielosoppressione, si deve interrompere la somministrazione, tranne nel caso che il proseguimento della terapia sia considerato assolutamente necessario; in tale evenienza devono essere intrapresi un monitoraggio intensivo della conta degli elementi del sangue ed adeguate misure di trattamento. Si raccomanda, inoltre, il monitoraggio completo, settimanale, della conta degli elementi del sangue (comprendente anche i livelli di emoglobina, le piastrine e il conteggio totale e differenziato dei leucociti) nei pazienti che ricevono

linezolid, indipendentemente dai valori basali. Nel corso di studi per uso compassionevole, è stata segnalata una maggiore incidenza di casi di anemia grave nei pazienti trattati con linezolid per periodi superiori alla durata massima raccomandata di 28 giorni. In questi pazienti la necessità di una trasfusione ematica è stata più frequente. Casi di anemia con necessità di trasfusione sono stati segnalati anche nell’esperienza dopo la commercializzazione, con un’incidenza maggiore nei pazienti sottoposti a

terapia con linezolid per periodi superiori a 28 giorni. Nell’esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di anemia sideroblastica. Nei casi in cui era noto il tempo d’insorgenza, la maggior parte dei pazienti aveva ricevuto il trattamento con linezolid da più di 28 giorni. La maggior parte dei pazienti ha mostrato ripresa totale o parziale dopo la sospensione della terapia con linezolid, con o senza trattamento dell’anemia.

Squilibrio del tasso di mortalità in uno studio clinico su pazienti con infezioni ematiche da batteri Gram-positivi correlate al catetere In uno studio clinico condotto in aperto su pazienti gravi con infezioni da catetere intravascolare è stato osservato un tasso di mortalità più elevato nei pazienti trattati con linezolid rispetto a quanto riscontrato con vancomicina, dicloxacillina o oxacillina [78/363 (21,5%) versus 58/363 (16,0%)]. Il principale fattore che ha influenzato il tasso di mortalità è stato il livello di gravità dell’infezione da Gram-positivi al basale. La mortalità era simile nei pazienti con infezioni causate esclusivamente da batteri Gram-positivi (odds ratio 0,96; intervallo di confidenza 95%: 0,58-1,59), ma era significativamente superiore (p=0,0162) nel gruppo di trattamento con linezolid nei pazienti che presentavano qualsiasi altro patogeno o nessun patogeno al basale (odds ratio 2,48; intervallo di confidenza 95%: 1,38–4,46). La differenza maggiore si è verificata nel corso del trattamento ed entro 7 giorni dall’interruzione della terapia. Un numero maggiore di pazienti nel gruppo di trattamento con linezolid ha contratto infezioni da patogeni Gram-negativi

nel corso dello studio e i pazienti sono deceduti per infezioni da patogeni Gram-negativi e infezioni polimicrobiche. Pertanto, nelle infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, linezolid deve essere utilizzato nei pazienti con infezioni concomitanti da patogeni Gram-negativi, accertate o presunte, solo quando non sono disponibili altre alternative terapeutiche (vedere paragrafo 4.1). In queste circostanze deve essere contemporaneamente iniziato un

trattamento contro i patogeni Gram-negativi.

Diarrea e colite associate agli antibiotici Con l’uso di quasi tutti gli antibiotici, tra cui il linezolid, sono state segnalate diarrea associata ad antibiotici e colite associata ad antibiotici, compresa la colite pseudomembranosa e la diarrea associata a Clostridioides difficile, la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale. È quindi importante considerare questa diagnosi nei pazienti che

sviluppano diarrea grave durante o dopo il trattamento con linezolid. Se si sospetta o se viene confermata diarrea associata ad antibiotici o colite associata ad antibiotici, si deve interrompere il trattamento in corso con gli antibatterici, compreso il linezolid, e instaurare immediatamente le misure terapeutiche appropriate. In questa situazione gli antiperistaltici sono controindicati.

Acidosi lattica Con l’uso di linezolid sono stati segnalati casi di acidosi lattica. I pazienti che durante la terapia con linezolid sviluppano segni e sintomi di acidosi metabolica – tra cui nausea o vomito ricorrenti, dolori addominali, un basso livello di bicarbonato o iperventilazione – devono ricevere cure mediche immediate. Se si verifica acidosi lattica, bisogna valutare i vantaggi della prosecuzione della terapia con linezolid rispetto ai potenziali rischi.

Disfunzione mitocondriale Il linezolid inibisce la sintesi della proteina mitocondriale. Conseguentemente a tale inibizione, possono verificarsi eventi avversi quali acidosi lattica, anemia e neuropatia (ottica e periferica); questi eventi sono più comuni quando il medicinale è usato per più di 28 giorni.

Sindrome serotoninergica

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Sono state riportate segnalazioni spontanee di sindrome serotoninergica associata alla somministrazione concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici, compresi gli antidepressivi appartenenti alla classe degli

inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (SSRI) e oppiodi (vedere paragrafo 4.5 del RCP). La somministrazione concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici è pertanto controindicata (vedere paragrafo 4.3 del RCP), ad eccezione dei casi in cui la somministrazione concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici è essenziale. In tali casi i pazienti devono essere tenuti sotto attenta osservazione per gli eventuali segni e sintomi della sindrome serotoninergica, quali alterazioni della funzionalità cognitiva, iperpiressia, iperreflessia e mancanza di coordinazione. In presenza di questi segni e sintomi, il medico deve valutare l’interruzione di uno o di entrambi i trattamenti

concomitanti; se si interrompe il medicinale serotoninergico, si possono verificare i sintomi da sospensione.

Rabdomiolisi Con l’uso di linezolid sono stati segnalati casi di rabdomiolisi. Si deve utilizzare linezolid con cautela in pazienti con fattori predisponenti per rabdomiolisi. Se si osservano segni o sintomi di rabdomiolisi, si deve interrompere linezolid e

iniziare una terapia appropriata.

Iponatriemia e SIADH In alcuni pazienti trattati con linezolid sono state osservate iponatriemia e/o sindrome da secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH). Si raccomanda di monitorare regolarmente i livelli sierici di sodio nei pazienti a rischio di iponatriemia come i pazienti anziani o i pazienti che assumono medicinali che possono abbassare i livelli di sodio nel sangue (ad es. diuretici tiazidici come l'idroclorotiazide).

Neuropatia periferica e ottica Nei pazienti in terapia con Linezolid Kabi 2 mg/ml soluzione per infusione sono state riportate neuropatia periferica, nonché neuropatia ottica e neurite ottica, che talvolta progrediscono a perdita della vista. Questi casi si sono verificati principalmente in pazienti trattati per periodi superiori alla durata massima raccomandata di 28 giorni. Tutti i pazienti devono essere avvisati di segnalare i sintomi di compromissioni visive, come modifiche dell’acuità visiva, alterazioni della visione dei colori, offuscamento della vista o difetti del campo visivo. In questi casi si raccomanda un esame tempestivo e, se necessario, di far riferimento ad un oculista. Nei casi di assunzione di Linezolid Kabi per periodi superiori alla durata massima raccomandata di 28 giorni, si devono effettuare controlli regolari della funzionalità visiva in tutti i pazienti.

Nel caso di insorgenza di neuropatia periferica o ottica, il proseguimento della terapia con Linezolid Kabi in questi pazienti deve essere valutato considerando i potenziali rischi. Il rischio di neuropatie può aumentare quando linezolid è usato in pazienti che assumono in concomitanza o che hanno assunto recentemente medicinali antimicobatterici per il trattamento della tubercolosi.

Convulsioni In pazienti in trattamento con Linezolid Kabi sono stati segnalati casi di convulsioni. Nella maggior parte dei casi è stata segnalata un’anamnesi positiva di convulsioni o fattori di rischio per le convulsioni. In presenza di anamnesi positiva di convulsioni, si deve consigliare ai pazienti di informare il proprio medico curante.

Inibitori delle monoamino-ossidasi Il linezolid è un inibitore reversibile, non selettivo, delle monoamino-ossidasi (MAOI); alle dosi utilizzate per la terapia antibatterica non esercita, tuttavia, un effetto antidepressivo. Sono disponibili dati molto limitati sia dagli studi d’interazione farmacologica che sulla sicurezza del linezolid somministrato a pazienti con condizioni cliniche

preesistenti e/o sottoposti a terapie farmacologiche concomitanti che possono comportare loro un rischio a causa della inibizione delle MAO. L’impiego del linezolid non è quindi raccomandato in queste circostanze, a meno che sia possibile una stretta sorveglianza e monitoraggio del paziente.

Uso con alimenti ricchi di tiramina Si deve consigliare ai pazienti di non assumere grandi quantità di alimenti ricchi in tiramina.

Sovrainfezioni Gli studi clinici non hanno valutato gli effetti esercitati dalla terapia con linezolid sulla flora normale. L’uso di antibiotici può talvolta causare una crescita eccessiva di microrganismi non sensibili. Per esempio circa il 3% dei pazienti trattati con la dose consigliata di linezolid ha manifestato la comparsa di candidiasi farmaco-correlata durante gli studi clinici. Qualora si manifestasse una sovrainfezione durante la terapia si dovranno adottare le misure appropriate.

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Popolazioni speciali

Il linezolid deve essere utilizzato con particolare cautela in pazienti con insufficienza renale grave e solo quando il beneficio previsto supera i rischi teorici. Si raccomanda di somministrare il linezolid nei pazienti con insufficienza epatica grave solo quando il beneficio previsto supera il rischio teorico.

Compromissione della fertilità

Il linezolid ha ridotto in modo reversibile la fertilità e indotto anomalie morfologiche dello sperma di ratti maschi adulti a livelli di esposizione equivalenti a quelli attesi negli esseri umani; possibili effetti del linezolid sul sistema riproduttivo maschile nell’uomo non sono noti.

Studi clinici

La sicurezza e l’efficacia del linezolid somministrato per periodi superiori a 28 giorni non sono state dimostrate. Gli studi controllati non comprendevano pazienti con lesioni da diabete al piede, piaghe da decubito o lesioni ischemiche, gravi ustioni o gangrene. Pertanto l’esperienza con l’impiego di linezolid nel trattamento di tali lesioni è limitata.

Eccipienti

Glucosio Ogni ml di soluzione contiene 45,7 mg (cioè 13,7 g/300 ml) di glucosio. Di questo se ne deve tener conto nei pazienti con diabete mellito o altre condizioni associate all’intolleranza al glucosio.

Sodio Ogni ml di soluzione contiene anche 0,38 mg (114 mg/300 ml) di sodio, equivalente allo 0,02% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata (RDI) dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Il contenuto di sodio deve essere tenuto in considerazione nei pazienti che seguono una dieta controllata per il sodio.

Linezolid soluzione per infusione può essere ulteriormente preparata per la somministrazione con soluzioni

contenenti sodio (vedere paragrafi 4.2, 6.2 e 6.6) e ciò deve essere considerato in relazione al sodio totale da tutte le fonti che verranno somministrate ai pazienti.

Interazioni

Inibitori delle monoamino–ossidasi Il linezolid è un inibitore reversibile, non selettivo, delle monoamino–ossidasi (MAOI). Sono disponibili dati molto limitati sia dagli studi d’interazione farmacologica che sulla sicurezza del linezolid somministrato a pazienti in terapia concomitante con medicinali che possono comportare un rischio di inibizione delle MAO. L’impiego del linezolid non è quindi raccomandato in queste circostanze, a meno che sia possibile una stretta sorveglianza e il monitoraggio

accurato del ricevente.

Potenziali interazioni che producono aumenti della pressione sanguigna In volontari sani normotesi, il linezolid ha potenziato l’aumento della pressione arteriosa indotto da pseudoefedrina e

fenilpropanolamina cloridrato. La somministrazione concomitante di linezolid con pseudoefedrina e fenilpropanolamina ha indotto aumenti medi della pressione arteriosa sistolica dell’ordine di 30–40 mmHg, rispetto a incrementi di 11–15 mmHg con il solo linezolid, 14–18 mmHg con la sola pseudoefedrina o fenilpropanolamina e 8–11 mmHg con il placebo. Non sono stati condotti studi analoghi nei soggetti ipertesi. Si raccomanda di titolare accuratamente il dosaggio dei medicinali con azione vasopressoria, incluse le sostanze dopaminergiche, allo scopo di ottenere la risposta desiderata quando vengono somministrati in concomitanza con il

linezolid.

Potenziali interazioni serotoninergiche La potenziale interazione farmaco–farmaco con il destrometorfano è stata studiata in volontari sani. I soggetti sono stati trattati con destrometorfano (due dosi da 20 mg somministrate con un intervallo di 4 ore), con o senza linezolid. Nei soggetti normali trattati con linezolid e destrometorfano non è stato osservato alcun effetto della sindrome serotoninergica (confusione, delirio, irrequietezza, tremori, eritemi, diaforesi, iperpiressia).

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Esperienza dopo la commercializzazione: è stato riportato un report di un paziente che ha manifestato effetti analoghi a quelli della sindrome serotoninergica durante l’assunzione concomitante di linezolid e destrometorfano, che si sono

risolti con la sospensione di entrambi i trattamenti. Nell’esperienza clinica con l’uso concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici, compresi gli antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori del re–uptake della serotonina (SSRI) e oppioidi, sono stati segnalati casi di sindrome serotoninergica. La somministrazione concomitante è pertanto controindicata (vedere paragrafo 4.3 del RCP), ma la gestione dei pazienti per i quali il trattamento con linezolid e medicinali serotoninergici è essenziale è descritta nelle speciali avvertenze e precauzioni per l’uso.

Uso con alimenti ricchi di tiramina I soggetti trattati con linezolid e meno di 100 mg di tiramina non hanno evidenziato alcuna risposta pressoria significativa. Questo indica che è necessario solo evitare di ingerire quantità eccessive di alimenti e bevande con un elevato contenuto di tiramina (per es. formaggio stagionato, estratti di lievito, bevande alcoliche non distillate e

prodotti con soia fermentata come la salsa di soia).

Medicinali metabolizzati dal citocromo P450 Il linezolid non viene metabolizzato in quantità rilevabile dal sistema enzimatico del citocromo P450 (CYP) e non inibisce alcuna delle isoforme clinicamente significative del CYP umano (1A2, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4). Similmente, il linezolid non induce isoenzimi del P450 nei ratti. Non è pertanto attesa alcuna interazione farmacologica CYP450– indotta con il linezolid.

Rifampicina L’effetto della rifampicina sulla farmacocinetica del linezolid è stato studiato su sedici volontari sani maschi adulti ai quali è stato somministrato linezolid 600 mg due volte al giorno per 2,5 giorni con e senza rifampicina 600 mg una volta al giorno per 8 giorni. La rifampicina ha abbassato la Cmax e l’AUC del linezolid rispettivamente del 21% in media [90% IC, 15, 27] e del 32% in media [90% IC, 27, 37]. Il meccanismo di questa interazione e il suo significato clinico non sono noti.

Warfarin Quando è stato associato il warfarin alla terapia con linezolid, in condizioni di steady–state, si è osservata una

riduzione del 10% della INR (International Normalized Ratio o Rapporto Internazionale Normalizzato) massima media durante la somministrazione concomitante, con una riduzione del 5% della AUC INR. Non è possibile definire il significato clinico di questi riscontri, se esistente, poiché i dati dei pazienti trattati con warfarin e linezolid sono insufficienti.

Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Sono disponibili dati limitati sull’uso del linezolid nelle donne gravide. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato effetti tossici sulla riproduzione. Esiste un rischio potenziale per gli esseri umani.

Linezolid Kabi non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che sia strettamente necessario, cioè solo quando i benefici previsti superano il rischio teorico.

Allattamento

I dati nell’animale indicano che il linezolid e i suoi metaboliti possono passare nel latte materno e, di conseguenza, l’allattamento al seno deve essere interrotto prima e durante la somministrazione.

Fertilità Negli studi sugli animaliil linezolid ha causato una riduzione della fertilità.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari I pazienti devono essere informati sulla potenziale comparsa di capogiri o sintomi di compromissione della vista durante il trattamento con Linezolid Kabi e quindi devono essere avvisati di non guidare veicoli né utilizzare macchinari nel caso in cui si manifesti uno qualsiasi di questi sintomi.

Effetti indesiderati

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Nella tabella sottostante sono elencate le reazioni avverse al farmaco con frequenza basata su tutti i dati di causalità derivati dagli studi clinici in cui sono stati arruolati oltre 6.000 pazienti adulti, che sono stati trattati fino a 28 giorni

con le dosi raccomandate di linezolid.

Quelli più comunemente riportati sono stati diarrea (8,9%), nausea (6,9%), vomito (4,3%) e cefalea (4,2%).

Gli eventi avversi farmaco–correlati più comunemente segnalati che hanno causato l’interruzione del trattamento sono stati cefalea, diarrea, nausea e vomito. Circa il 3% dei pazienti ha interrotto il trattamento in seguito alla

comparsa di un evento avverso farmaco–correlato.

Ulteriori reazioni avverse segnalate durante l’esperienza post–marketing sono incluse nella tabella sotto la categoria "non nota", poiché dai dati disponibili non è possibile calcolare la frequenza effettiva.

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e segnalati durante il trattamento con linezolid alle frequenze seguenti: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Frequenza non nota Raro Classificazione per Comune Non comune (non può essere sistemi e organi (≥ 1/100, < 1/10)

Candidiasi, candidiasi Colite associata ad (≥ 1/1.000, < 1/100) (≥ 1/10.000, < 1/1.000) definita sulla base dei dati disponibili)

Infezioni e antibiotici, orale, candidiasi vaginale, infestazioni inclusa colite infezioni fungine pseudomembranosa*, vaginite Patologie del Pancitopenia* sistema Trombocitopenia*, Anemia Mielosoppressione*,

leucopenia*, neutropenia, emolinfopoietico anemia* sideroblastica* eosinofilia Disturbi del sistema Anafilassi immunitario Disturbi del

metabolismo e della Iponatriemia, Ipoglicemia Acidosi lattica* nutrizione Disturbi psichiatrici Insonnia Cefalea, alterazione del Convulsioni*, Patologie del Sindrome gusto (gusto metallico), neuropatia periferica*, sistema nervoso serotoninergica**

capogiri ipoestesia, parestesia Neurite ottica*, perdita Modifiche del della vista*, alterazioni Patologie Neuropatia ottica*, difetto del campo dell’acuità visiva*,

dell’occhio visione offuscata* visivo* alterazioni della visione dei colori* Patologie dell’orecchio e del Tinnito labirinto Patologie cardiache Aritmia (tachicardia)

Attacchi ischemici transitori, Patologie vascolari Ipertensione flebite, tromboflebite

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Frequenza non nota Raro Classificazione per Comune Non comune (non può essere

(≥ 1/10.000, sistemi e organi (≥ 1/100, < 1/10) (≥ 1/1.000, < 1/100) definita sulla base dei < 1/1.000) dati disponibili) Pancreatite, gastrite, distensione addominale, Diarrea, nausea, vomito, Scolorimento secchezza della bocca, Patologie dolore addominale superficiale dei glossite, feci molli,

gastrointestinali localizzato o generale, denti, Lingua stomatite, disturbi della stipsi, dispepsia villosa nigra colorazione o malattie a carico della lingua Alterazione dei test di Patologie funzionalità epatica; Aumento della bilirubina

epatobiliari aumento di AST, ALT o totale della fosfatasi alcalina Necrolisi epidermica tossica#, Patologie della cute Angioedema, e del tessuto sottocutaneo Prurito, eruzione cutanea orticaria, dermatite bollosa, dermatite, diaforesi sindrome di Stevens– Johnson#, vasculite da ipersensibilità Alopecia

Patologie del sistema muscoloscheletrico rabdomiolisi* e del tessuto connettivo Insufficienza renale, Patologie renali e

Aumento dell’azotemia poliuria, aumento della urinarie creatinina Patologie dell’apparato Disturbi vulvovaginali

riproduttivo e della mammella Patologie Brividi, affaticamento, sistemiche e dolore nella sede di condizioni relative Febbre, dolore localizzato iniezione, aumento della alla sede di sete

somministrazione

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Frequenza non nota Raro Classificazione per Comune Non comune (non può essere

(≥ 1/10.000, sistemi e organi (≥ 1/100, < 1/10) (≥ 1/1.000, < 1/100) definita sulla base dei < 1/1.000) dati disponibili) Ematochimica Ematochimica Aumento di LDH, Aumento di sodio o calcio. creatininchinasi, lipasi, Diminuzione di glucosio non amilasi o glucosio non a a digiuno. Aumento o

digiuno. Diminuzione di diminuzione di cloruro. proteine totali, albumina, sodio o calcio. Aumento o diminuzione di potassio o Esami diagnostici bicarbonato

Ematologia Ematologia
Aumento di neutrofili o Aumento di reticolociti.
eosinofili. Diminuzione di Diminuzione di neutrofili.
emoglobina, ematocrito o
globuli rossi. Aumento o
diminuzione di piastrine o
globuli bianchi
* Vedere paragrafo Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso.
** Vedere paragrafi Controindicazioni e Interazioni
# Frequenza ADR stimata utilizzando la "Regola del 3"
† Vedere informazioni sottostanti
Le seguenti reazioni avverse al linezolid sono state considerate gravi in casi rari: dolore addominale localizzato,
attacchi ischemici transitori e ipertensione.

† Nel corso degli studi clinici controllati in cui linezolid è stato somministrato fino a 28 giorni di trattamento, il 2,0% dei pazienti ha riportato anemia. Durante un programma per uso compassionevole in pazienti con infezioni potenzialmente fatali e patologie di base concomitanti, la percentuale di pazienti che ha sviluppato anemia durante il trattamento con linezolid per ≤ 28 giorni è stata pari al 2,5% (33/1.326), rispetto al 12,3% (53/430) dei casi in cui la terapia è stata > 28 giorni. La percentuale dei casi in cui è stata segnalata anemia grave correlata al farmaco con

necessità di trasfusione ematica è stata del 9% (3/33) nei pazienti trattati per ≤ 28 giorni e del 15% (8/53) in quelli trattati per > 28 giorni.

Popolazione pediatrica I dati di sicurezza risultanti da studi clinici condotti su oltre 500 pazienti pediatrici (dalla nascita fino a 17 anni) non indicano che il profilo di sicurezza del linezolid per i pazienti pediatrici differisce da quello degli adulti.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in

quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio Non è noto un antidoto specifico.

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio. Le seguenti informazioni possono risultare comunque utili. È consigliato un trattamento di supporto unitamente al mantenimento della filtrazione glomerulare. Circa il 30% di una dose di linezolid viene eliminata in 3 ore di emodialisi, ma non è disponibile alcun dato sulla eliminazione del linezolid mediante dialisi peritoneale o emoperfusione.

Istruzioni per l’uso e la manipolazione Solo monouso.

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Per le sacche Freeflex: Togliere l’involucro solo al momento dell’uso, quindi verificare eventuali perdite schiacciando decisamente la sacca. Se

la sacca presenta delle perdite non utilizzarla, dato che la sterilità può risultare compromessa. La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima dell’uso e devono essere usate soltanto soluzioni limpide, prive di particelle. Non usare queste sacche in connessioni seriali. Qualsiasi soluzione non utilizzata deve essere eliminata. Non ricollegare sacche parzialmente utilizzate. Per i flaconi Kabipac: Togliere dalla scatola solo al momento dell’uso. La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima dell’uso e

devono essere usate soltanto soluzioni limpide, prive di particelle. Non usare questi flaconi in connessioni seriali. Qualsiasi soluzione non utilizzata deve essere eliminata. Non ci sono particolari indicazioni per lo smaltimento. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. Non ricollegare flaconi parzialmente utilizzati. Linezolid Kabi 2 mg/ml soluzione per infusione è compatibile con le seguenti soluzioni: glucosio 50 mg/ml (5%) per

infusione endovenosa, sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) per infusione endovenosa, Ringer lattato soluzione iniettabile (soluzione di Hartmann iniettabile).

Incompatibilità Non devono essere aggiunti additivi in questa soluzione. Se il linezolid dovesse essere somministrato in associazione ad altri farmaci, ciascun farmaco dovrà essere somministrato separatamente in maniera conforme alle rispettive

somministrazione del linezolid. direttive d’impiego. Similmente, se per l’infusione sequenziale di diversi farmaci si dovesse utilizzare la stessa linea endovenosa, tale linea dovrà essere irrigata con una soluzione per infusione compatibile, prima e dopo la

È noto che Linezolid Kabi 2 mg/ml soluzione per infusione è fisicamente incompatibile con le seguenti sostanze: amfotericina B, clorpromazina cloridrato, diazepam, pentamidina isetionato, eritromicina lattobionato, fenitoina sodica e sulfametossazolo/trimetoprim. Inoltre, è chimicamente incompatibile con ceftriaxone sodico. Periodo di validità La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 2-8°C e a 25°C. Da un punto di vista microbiologico il prodotto deve essere usato immediatamente, tranne nel caso in cui le modalità di apertura precludano il rischio di contaminazioni. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di

conservazione sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Precauzioni particolari per la conservazione Sacche freeflex: conservare nella confezione originale (involucro e scatola) fino al momento dell’uso per proteggere il

medicinale dalla luce. Flaconi Kabipac: tenere i flaconi nella scatola fino al momento dell’uso per proteggerli dalla luce.

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Domande frequenti su LINEZOLID KABI

Come si usa LINEZOLID KABI?

LINEZOLID KABI si presenta in forma di Soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

LINEZOLID KABI è disponibile senza ricetta?

No, LINEZOLID KABI è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di LINEZOLID KABI?

Il principio attivo di LINEZOLID KABI è LINEZOLID.

Quali sono gli equivalenti di LINEZOLID KABI?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: LINEZOLID KRKA, LINEZOLID KRKA D.D., LINEZOLID AUROBINDO, LINEZOLID AUROBINDO ITALIA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce LINEZOLID KABI?

LINEZOLID KABI è prodotto da FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L..

Da quando LINEZOLID KABI è autorizzato in Italia?

LINEZOLID KABI ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2016-04-05.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Linezolid Kabi 2 mg/ml soluzione per infusione.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

1 ml di soluzione per infusione contiene 2 mg di linezolid. Ogni sacca per infusione da 300 ml contiene 600 mg di linezolid. Eccipienti con effetti noti: ogni sacca da 300 ml contiene 13,7 g di glucosio e 114 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione per infusione Sacche Freeflex: Soluzione isotonica, limpida, praticamente priva di particelle, da incolore a gialla. Flaconi KabiPac: soluzione isotonica, limpida, praticamente priva di particelle, da incolore a gialla o leggermente brunastra. pH: 4,6-5,0 Osmolalità: 270-330 mOsmol/kg

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Polmonite nosocomiale. Polmonite acquisita in comunità. Linezolid Kabi è indicato negli adulti per il trattamento delle polmoniti acquisite in comunità e delle polmoniti nosocomiali quando si sospetta o si ha la certezza che siano causate da batteri Gram-positivi sensibili. Si devono prendere in considerazione i risultati dei test microbiologici o le informazioni sulla prevalenza della resistenza agli agenti antibatterici dei batteri Gram-positivi per determinare l’appropriatezza del trattamento con Linezolid Kabi (vedere paragrafo 5.1 per gli organismi appropriati). Linezolid non è attivo nelle infezioni causate da patogeni Gram-negativi. Nel caso in cui si accerti o si sospetti la presenza di patogeni Gram-negativi, deve essere contemporaneamente avviata una terapia specifica per questi microrganismi. Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli (vedere paragrafo 4.4). Linezolid Kabi è indicato negli adulti per il trattamento delle infezioni complicate della cute e dei tessuti molli solo quando il test microbiologico ha accertato che l’infezione è causata da batteri Gram-positivi sensibili. Linezolid non è attivo nelle infezioni causate da patogeni Gram-negativi. Linezolid deve essere utilizzato nei pazienti con infezioni complicate della cute e dei tessuti molli quando si sospetta o si ha la certezza che siano causate da coinfezioni con patogeni Gram-negativi, solo quando non sono disponibili altre alternative terapeutiche (vedere paragrafo 4.4). In queste circostanze deve essere contemporaneamente iniziato un trattamento contro i patogeni Gram-negativi. Il trattamento con linezolid deve essere iniziato solamente in ambito ospedaliero e dopo consultazione con uno specialista qualificato come un microbiologo o un infettivologo. Devono essere tenute in considerazione le linee guida ufficiali sul corretto utilizzo degli agenti antibatterici.

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4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Linezolid Kabi 2 mg/ml soluzione per infusione può essere utilizzato come terapia iniziale. I pazienti che iniziano il trattamento con la formulazione parenterale possono successivamente passare alle formulazioni orali se clinicamente appropriato. In tali circostanze non è richiesta alcuna modifica della dose poiché la biodisponibilità per via orale di linezolid è di circa il 100%. Dosaggio consigliato e durata del trattamento negli adulti: La durata del trattamento dipende dal patogeno, dalla sede dell’infezione e dalla sua gravità, nonché dalla risposta clinica del paziente. Le seguenti raccomandazioni sulla durata della terapia riflettono quelle adottate negli studi clinici. Regimi di trattamento più brevi possono essere adatti per alcuni tipi di infezione ma non sono stati valutati negli studi clinici. La durata massima del trattamento è di 28 giorni. La sicurezza e l’efficacia di linezolid somministrato per periodi superiori a 28 giorni non sono state accertate (vedere paragrafo 4.4). Non è richiesto alcun incremento di dosaggio né aumento della durata del trattamento per infezioni associate a batteriemia concomitante. Il dosaggio raccomandato per la soluzione per infusione è il seguente: Infezioni Dosaggio Durata del trattamento Polmonite nosocomiale 600 mg due volte al giorno 10–14 giorni consecutivi Polmonite acquisita in comunità Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli 600 mg due volte al giorno Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia di linezolid nei bambini (< 18 anni) non sono state stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2, ma non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia. Anziani: Non è richiesta alcuna modifica della dose. Danno renale: Non è richiesta alcuna modifica della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Danno renale grave (cioè Clearance della creatinina < 30 ml/min): Non è richiesta alcuna modifica della dose. Poiché il significato clinico dell’esposizione più elevata (fino a 10 volte) ai due principali metaboliti di linezolid nei pazienti con insufficienza renale grave non è nota, linezolid deve essere utilizzato con particolare cautela in questi pazienti e solo quando il beneficio previsto è considerato superiore al rischio teorico. Poiché circa il 30% di una dose di linezolid viene rimosso in 3 ore di emodialisi, linezolid deve essere somministrato dopo la dialisi nei pazienti sottoposti a tale trattamento. I metaboliti principali di linezolid vengono eliminati in una certa misura dalla emodialisi, ma le concentrazioni di questi metaboliti rimangono ancora sostanzialmente più elevate dopo dialisi rispetto a quelle osservate in pazienti con funzionalità renale normale o con insufficienza renale lieve o moderata. Il linezolid deve pertanto essere utilizzato con particolare cautela in pazienti con insufficienza renale grave sottoposti a dialisi e solo quando il beneficio previsto supera il rischio teorico. Finora non esistono dati sulla somministrazione di linezolid in pazienti sottoposti a dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD) o a trattamenti alternativi per l’insufficienza renale (diversi dall’emodialisi). Compromissione epatica:

3 di 17 Non è richiesta alcuna modifica della dose. Tuttavia, i dati clinici sono limitati e si raccomanda l’uso di linezolid in tali pazienti solo quando il beneficio previsto è considerato superiore al rischio teorico (vedere paragrafi 4.4. e 5.2). Modo di somministrazione Il dosaggio raccomandato di linezolid deve essere somministrato per via endovenosa due volte al giorno. Via di somministrazione: uso endovenoso. La soluzione per infusione deve essere somministrata in un periodo di tempo da 30 a 120 minuti.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Il linezolid non deve essere utilizzato in pazienti in trattamento con medicinali che inibiscono le monoaminoossidasi A o B (per es. fenelzina, isocarbossazide, selegilina, moclobemide) o entro due settimane dall’assunzione di tali medicinali. Il linezolid non deve essere somministrato a pazienti che presentano le seguenti condizioni cliniche o che assumono i seguenti tipi di medicinali concomitanti se non sono disponibili strutture per una stretta osservazione del paziente e per il monitoraggio della pressione arteriosa: • Pazienti con ipertensione incontrollata, feocromocitoma, carcinoide, tireotossicosi, depressione bipolare, disturbi schizoaffettivi, stati confusionali acuti. • Pazienti che assumono i seguenti medicinali: inibitori del re-uptake della serotonina (vedere paragrafo 4.4), antidepressivi triciclici, agonisti per il recettore 5HT1 della serotonina (triptani), simpaticomimetici ad azione diretta o indiretta (tra cui broncodilatatori adrenergici, pseudoefedrina e fenilpropanolamina), sostanze vasopressorie (ad esempio adrenalina, noradrenalina), sostanze dopaminergiche (ad esempio dopamina, dobutamina), petidina o buspirone. I dati nell’animale suggeriscono che il linezolid e i suoi metaboliti possono passare nel latte, pertanto l’allattamento al seno deve essere interrotto prima o durante la somministrazione (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego

Mielosoppressione Nei pazienti trattati con linezolid sono stati segnalati casi di mielosoppressione (comprendente anemia, leucopenia, pancitopenia e trombocitopenia). Nei casi ad esito noto, è stato osservato che i parametri ematologici alterati erano risaliti verso i valori precedenti il trattamento, una volta che il linezolid era stato sospeso. Il rischio di questi effetti sembra essere correlato alla durata del trattamento. I pazienti anziani in trattamento con linezolid possono correre un rischio maggiore di presentare discrasie ematiche rispetto ai pazienti più giovani. La trombocitopenia può verificarsi più comunemente nei pazienti con insufficienza renale grave, in dialisi oppure no, e nei pazienti con insufficienza epatica da moderata a grave. Si raccomanda pertanto un accurato monitoraggio della conta degli elementi del sangue nei pazienti con pre-esistente anemia, granulocitopenia o trombocitopenia; nei pazienti che ricevono concomitanti medicamenti che possono diminuire i livelli di emoglobina, deprimere la conta degli elementi del sangue o esercitare effetti avversi sulla conta o sulla funzione delle piastrine; nei pazienti con insufficienza renale grave o insufficienza epatica da moderata a grave; nei pazienti in terapia con linezolid da più di 10-14 giorni. In tali pazienti, il linezolid deve essere somministrato soltanto quando sia possibile un accurato monitoraggio dei livelli di emoglobina o sia possibile effettuare la conta degli elementi del sangue e delle piastrine. Se durante il trattamento con linezolid si dovesse manifestare significativa mielosoppressione, si deve interrompere la somministrazione, tranne nel caso in cui il proseguimento della terapia sia considerato assolutamente necessario; in tale evenienza devono essere intrapresi un monitoraggio intensivo della conta degli elementi del sangue ed adeguate misure di trattamento. Si raccomanda, inoltre, il monitoraggio completo, settimanale, della conta degli elementi del sangue (comprendente anche i livelli di emoglobina, le piastrine e il conteggio totale e differenziato dei leucociti) nei pazienti che ricevono linezolid, indipendentemente dai valori basali.

4 di 17 Nel corso di studi per uso compassionevole, è stata segnalata una maggiore incidenza di casi di anemia grave nei pazienti trattati con linezolid per periodi superiori alla durata massima raccomandata di 28 giorni. In questi pazienti la necessità di una trasfusione ematica è stata più frequente. Casi di anemia con necessità di trasfusione sono stati segnalati anche nell’esperienza dopo la commercializzazione, con un’incidenza maggiore nei pazienti sottoposti a terapia con linezolid per periodi superiori a 28 giorni. Nell’esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di anemia sideroblastica. Nei casi in cui era noto il tempo d’insorgenza, la maggior parte dei pazienti aveva ricevuto il trattamento con linezolid da più di 28 giorni. La maggior parte dei pazienti ha mostrato ripresa totale o parziale dopo la sospensione della terapia con linezolid, con o senza trattamento dell’anemia. Squilibrio del tasso di mortalità in uno studio clinico su pazienti con infezioni ematiche da batteri Gram-positivi correlate al catetere In uno studio clinico condotto in aperto su pazienti gravi con infezioni da catetere intravascolare è stato osservato un tasso di mortalità più elevato nei pazienti trattati con linezolid rispetto a quanto riscontrato con vancomicina, dicloxacillina o oxacillina [78/363 (21,5%) versus 58/363 (16,0%)]. Il principale fattore che ha influenzato il tasso di mortalità è stato il livello di gravità dell’infezione da Gram-positivi al basale. La mortalità era simile nei pazienti con infezioni causate esclusivamente da batteri Gram-positivi (odds ratio 0,96; intervallo di confidenza 95%: 0,58-1,59), ma era significativamente superiore (p=0,0162) nel gruppo di trattamento con linezolid nei pazienti che presentavano qualsiasi altro patogeno o nessun patogeno al basale (odds ratio 2,48; intervallo di confidenza 95%: 1,38-4,46). La differenza maggiore si è verificata nel corso del trattamento ed entro 7 giorni dall’interruzione della terapia. Un numero maggiore di pazienti nel gruppo di trattamento con linezolid ha contratto infezioni da patogeni Gram-negativi nel corso dello studio e i pazienti sono deceduti per infezioni da patogeni Gram-negativi e infezioni polimicrobiche. Pertanto, nelle infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, linezolid deve essere utilizzato nei pazienti con infezioni concomitanti da patogeni Gramnegativi, accertate o presunte, solo quando non sono disponibili altre alternative terapeutiche (vedere paragrafo 4.1). In queste circostanze deve essere contemporaneamente iniziato un trattamento contro i patogeni Gram-negativi. Diarrea e colite associate agli antibiotici Con l’uso di quasi tutti gli antibiotici, tra cui il linezolid, sono state segnalate diarrea associata ad antibiotici e colite associata ad antibiotici, compresa la colite pseudomembranosa e la diarrea associata a Clostridioides difficile, la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale. È quindi importante considerare questa diagnosi nei pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo il trattamento con linezolid. Se si sospetta o se viene confermata diarrea associata ad antibiotici o colite associata ad antibiotici, si deve interrompere il trattamento in corso con gli antibatterici, compreso il linezolid, e instaurare immediatamente le misure terapeutiche appropriate. In questa situazione gli antiperistaltici sono controindicati. Acidosi lattica Con l’uso di linezolid sono stati segnalati casi di acidosi lattica. I pazienti che durante la terapia con linezolid sviluppano segni e sintomi di acidosi metabolica – tra cui nausea o vomito ricorrenti, dolori addominali, un basso livello di bicarbonato o iperventilazione – devono ricevere cure mediche immediate. Se si verifica acidosi lattica, bisogna valutare i vantaggi della prosecuzione della terapia con linezolid rispetto ai potenziali rischi. Disfunzione mitocondriale Il linezolid inibisce la sintesi della proteina mitocondriale. Conseguentemente a tale inibizione, possono verificarsi eventi avversi quali acidosi lattica, anemia e neuropatia (ottica e periferica); questi eventi sono più comuni quando il medicinale è usato per più di 28 giorni. Sindrome serotoninergica Sono state riportate segnalazioni spontanee di sindrome serotoninergica associata alla somministrazione concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici, compresi gli antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (SSRI) e oppioidi (vedere paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici è pertanto controindicata (vedere paragrafo 4.3), ad eccezione dei casi in cui la somministrazione concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici è essenziale.

5 di 17 In tali casi i pazienti devono essere tenuti sotto attenta osservazione per gli eventuali segni e sintomi della sindrome serotoninergica, quali alterazioni della funzionalità cognitiva, iperpiressia, iperreflessia e mancanza di coordinazione. In presenza di questi segni e sintomi, il medico deve valutare l’interruzione di uno o di entrambi i trattamenti concomitanti; se si interrompe il medicinale serotoninergico, si possono verificare i sintomi da sospensione. Rabdomiolisi Con l’uso di linezolid sono stati segnalati casi di rabdomiolisi. Si deve utilizzare linezolid con cautela in pazienti con fattori predisponenti per rabdomiolisi. Se si osservano segni o sintomi di rabdomiolisi, si deve interrompere linezolid e iniziare una terapia appropriata. Iponatriemia e SIADH In alcuni pazienti trattati con linezolid sono state osservate iponatriemia e/o sindrome da secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH). Si raccomanda di monitorare regolarmente i livelli sierici di sodio nei pazienti a rischio di iponatriemia come i pazienti anziani o i pazienti che assumono medicinali che possono abbassare i livelli di sodio nel sangue (ad es. diuretici tiazidici come l'idroclorotiazide). Neuropatia periferica e ottica Nei pazienti in terapia con linezolid sono state riportate neuropatia periferica, nonché neuropatia ottica e neurite ottica, che talvolta progrediscono a perdita della vista. Questi casi si sono verificati principalmente in pazienti trattati per periodi superiori alla durata massima raccomandata di 28 giorni. Tutti i pazienti devono essere avvisati di segnalare i sintomi di compromissioni visive, come modifiche dell’acuità visiva, alterazioni della visione dei colori, offuscamento della vista o difetti del campo visivo. In questi casi si raccomanda un esame tempestivo e, se necessario, di far riferimento ad un oculista. Nei casi di assunzione di linezolid per periodi superiori alla durata massima raccomandata di 28 giorni, si devono effettuare controlli regolari della funzionalità visiva in tutti i pazienti. Nel caso di insorgenza di neuropatia periferica o ottica, il proseguimento della terapia con linezolid in questi pazienti deve essere valutato considerando i potenziali rischi. Il rischio di neuropatie può aumentare quando linezolid è usato in pazienti che assumono in concomitanza o che hanno assunto recentemente medicinali antimicobatterici per il trattamento della tubercolosi. Convulsioni In pazienti in trattamento con linezolid sono stati segnalati casi di convulsioni. Nella maggior parte dei casi è stata segnalata un’anamnesi positiva di convulsioni o fattori di rischio per le convulsioni. In presenza di anamnesi positiva di convulsioni, si deve consigliare ai pazienti di informare il proprio medico curante. Inibitori delle monoamino-ossidasi Il linezolid è un inibitore reversibile, non selettivo, delle monoamino-ossidasi (MAOI); alle dosi utilizzate per la terapia antibatterica non esercita, tuttavia, un effetto antidepressivo. Sono disponibili dati molto limitati sia dagli studi d’interazione farmacologica che sulla sicurezza del linezolid somministrato a pazienti con condizioni cliniche preesistenti e/o sottoposti a terapie farmacologiche concomitanti che possono comportare loro un rischio a causa della inibizione delle MAO. L’impiego del linezolid non è quindi raccomandato in queste circostanze, a meno che sia possibile una stretta sorveglianza e monitoraggio del paziente (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Uso con alimenti ricchi di tiramina Si deve consigliare ai pazienti di non assumere grandi quantità di alimenti ricchi in tiramina (vedere paragrafo 4.5). Sovrainfezioni Gli studi clinici non hanno valutato gli effetti esercitati dalla terapia con linezolid sulla flora normale. L’uso di antibiotici può talvolta causare una crescita eccessiva di microrganismi non sensibili. Per esempio, circa il 3% dei pazienti trattati con la dose consigliata di linezolid ha manifestato la comparsa di candidiasi farmaco

6 di 17 correlata durante gli studi clinici. Qualora si manifestasse una sovrainfezione durante la terapia si dovranno adottare le misure appropriate. Popolazioni speciali Il linezolid deve essere utilizzato con particolare cautela in pazienti con insufficienza renale grave e solo quando il beneficio previsto supera i rischi teorici (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Si raccomanda di somministrare il linezolid nei pazienti con insufficienza epatica grave solo quando il beneficio previsto supera il rischio teorico (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Compromissione della fertilità Il linezolid ha ridotto in modo reversibile la fertilità e indotto anomalie morfologiche dello sperma di ratti maschi adulti a livelli di esposizione equivalenti a quelli attesi negli esseri umani; possibili effetti del linezolid sul sistema riproduttivo maschile nell’uomo non sono noti (vedere paragrafo 5.3). Studi clinici La sicurezza e l’efficacia del linezolid somministrato per periodi superiori a 28 giorni non sono state dimostrate. Gli studi controllati non comprendevano pazienti con lesioni da diabete al piede, piaghe da decubito o lesioni ischemiche, gravi ustioni o gangrene. Pertanto l’esperienza con l’impiego di linezolid nel trattamento di tali lesioni è limitata. Eccipienti Glucosio Ogni ml di soluzione contiene 45,7 mg (cioè 13,7 g/300 ml) di glucosio. Di questo se ne deve tener conto nei pazienti con diabete mellito o altre condizioni associate all’intolleranza al glucosio. Sodio Ogni ml di soluzione contiene anche 0,38 mg (114 mg/300 ml) di sodio, equivalente allo 0,02% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata (RDI) dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Il contenuto di sodio deve essere tenuto in considerazione nei pazienti che seguono una dieta controllata per il sodio. Linezolid soluzione per infusione può essere ulteriormente preparata per la somministrazione con soluzioni contenenti sodio (vedere paragrafi 4.2, 6.2 e 6.6) e ciò deve essere considerato in relazione al sodio totale da tutte le fonti che verranno somministrate ai pazienti.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Inibitori delle monoamino-ossidasi Il linezolid è un inibitore reversibile, non selettivo, delle monoamino-ossidasi (MAOI). Sono disponibili dati molto limitati sia dagli studi d’interazione farmacologica che sulla sicurezza del linezolid somministrato a pazienti in terapia concomitante con medicinali che possono comportare un rischio di inibizione delle MAO. L’impiego del linezolid non è quindi raccomandato in queste circostanze, a meno che sia possibile una stretta sorveglianza e il monitoraggio accurato del ricevente (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Potenziali interazioni che producono aumenti della pressione sanguigna In volontari sani normotesi, il linezolid ha potenziato l’aumento della pressione arteriosa indotto da pseudoefedrina e fenilpropanolamina cloridrato. La somministrazione concomitante di linezolid con pseudoefedrina e fenilpropanolamina ha indotto aumenti medi della pressione arteriosa sistolica dell’ordine di 30-40 mmHg, rispetto a incrementi di 11-15 mmHg con il solo linezolid, 14-18 mmHg con la sola pseudoefedrina o fenilpropanolamina e 8-11 mmHg con il placebo. Non sono stati condotti studi analoghi nei soggetti ipertesi. Si raccomanda di titolare accuratamente il dosaggio dei medicinali con azione vasopressoria, incluse le sostanze dopaminergiche, allo scopo di ottenere la risposta desiderata quando vengono somministrati in concomitanza con il linezolid.

7 di 17 Potenziali interazioni serotoninergiche La potenziale interazione farmaco-farmaco con il destrometorfano è stata studiata in volontari sani. I soggetti sono stati trattati con destrometorfano (due dosi da 20 mg somministrate con un intervallo di 4 ore), con o senza linezolid. Nei soggetti normali trattati con linezolid e destrometorfano non è stato osservato alcun effetto della sindrome serotoninergica (confusione, delirio, irrequietezza, tremori, eritemi, diaforesi, iperpiressia). Esperienza dopo la commercializzazione: è stato riportato un report di un paziente che ha manifestato effetti analoghi a quelli della sindrome serotoninergica durante l’assunzione concomitante di linezolid e destrometorfano, che si sono risolti con la sospensione di entrambi i trattamenti. Nell’esperienza clinica con l’uso concomitante di linezolid e medicinali serotoninergici, compresi gli antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori del re-uptake della serotonina (SSRI) e oppiodi, sono stati segnalati casi di sindrome serotoninergica. La somministrazione concomitante è pertanto controindicata (vedere paragrafo 4.3), ma la gestione dei pazienti per i quali il trattamento con linezolid e medicinali serotoninergici è essenziale è descritta al paragrafo 4.4. Uso con alimenti ricchi di tiramina I soggetti trattati con linezolid e meno di 100 mg di tiramina non hanno evidenziato alcuna risposta pressoria significativa. Questo indica che è necessario solo evitare di ingerire quantità eccessive di alimenti e bevande con un elevato contenuto di tiramina (per es. formaggio stagionato, estratti di lievito, bevande alcoliche non distillate e prodotti con soia fermentata come la salsa di soia). Medicinali metabolizzati dal citocromo P450 Il linezolid non viene metabolizzato in quantità rilevabile dal sistema enzimatico del citocromo P450 (CYP) e non inibisce alcuna delle isoforme clinicamente significative del CYP umano (1A2, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4). Similmente, il linezolid non induce isoenzimi del P450 nei ratti. Non è pertanto attesa alcuna interazione farmacologica CYP450-indotta con il linezolid. Rifampicina L’effetto della rifampicina sulla farmacocinetica del linezolid è stato studiato su sedici volontari sani maschi adulti ai quali è stato somministrato linezolid 600 mg due volte al giorno per 2,5 giorni con e senza rifampicina 600 mg una volta al giorno per 8 giorni. La rifampicina ha abbassato la Cmax e l’AUC del linezolid rispettivamente del 21% in media [90% IC, 15, 27] e del 32% in media [90% IC, 27, 37]. Il meccanismo di questa interazione e il suo significato clinico non sono noti. Warfarin Quando è stato associato il warfarin alla terapia con linezolid, in condizioni di steady-state, si è osservata una riduzione del 10% della INR (International Normalized Ratio o Rapporto Internazionale Normalizzato) massima media durante la somministrazione concomitante, con una riduzione del 5% della AUC INR. Non è possibile definire il significato clinico di questi riscontri, se esistente, poiché i dati dei pazienti trattati con warfarin e linezolid sono insufficienti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Sono disponibili dati limitati sull’uso del linezolid nelle donne gravide. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato effetti tossici sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Un rischio potenziale per gli esseri umani esiste. Il linezolid non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che sia strettamente necessario, cioè solo quando i benefici previsti superano il rischio teorico. Allattamento I dati nell’animale indicano che il linezolid e i suoi metaboliti possono passare nel latte materno e, di conseguenza, l’allattamento al seno deve essere interrotto prima e durante la somministrazione. Fertilit

8 di 17 Negli studi sugli animali, il linezolid ha causato una riduzione della fertilità (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

I pazienti devono essere informati sulla potenziale comparsa di capogiri o sintomi di compromissione della vista (come descritti nei paragrafi 4.4 e 4.8) durante il trattamento con linezolid e quindi devono essere avvisati di non guidare veicoli né utilizzare macchinari nel caso in cui si manifesti uno qualsiasi di questi sintomi.

4.8 Effetti indesiderati

Nella tabella sottostante sono elencate le reazioni avverse al farmaco con frequenza basata su tutti i dati di causalità derivati dagli studi clinici in cui sono stati arruolati oltre 6.000 pazienti adulti, che sono stati trattati fino a 28 giorni con le dosi raccomandate di linezolid. Quelle più comunemente segnalate sono state diarrea (8,9%), nausea (6,9%), vomito (4,3%) e cefalea (4,2%). Gli eventi avversi farmaco-correlati più comunemente segnalati che hanno causato l’interruzione del trattamento sono stati cefalea, diarrea, nausea e vomito. Circa il 3% dei pazienti ha interrotto il trattamento in seguito alla comparsa di un evento avverso farmaco-correlato. Ulteriori reazioni avverse segnalate durante l’esperienza post-marketing sono incluse nella tabella. I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e segnalati durante il trattamento con linezolid alle frequenze seguenti: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) Raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) Frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Infezioni e Infestazioni Candidiasi, candidiasi orale, candidiasi vaginale, infezioni fungine Colite associata ad antibiotici inclusa colite pseudomembranosa* Vaginite Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopenia*, anemia*† Pancitopenia* leucopenia*, neutropenia, eosinofilia Anemia sideroblastica* Mielosoppressione* Disturbi del sistema immunitario Anafilassi Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iponatriemia Acidosi lattica* Disturbi psichiatrici Insonnia Patologie del sistema nervoso Cefalea, alterazione del gusto (gusto metallico), capogiri Convulsioni*, neuropatia periferica*, ipoestesia, parestesia Sindrome serotoninergica** Patologie dell’occhio Neuropatia ottica*, visione offuscata* Modifiche del difetto del campo visivo* Neurite ottica*, perdita della vista*, alterazioni dell’acuità visiva*, alterazioni della visione dei colori* Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito Patologie cardiache Aritmia (tachicardia)

9 di 17 Classificazione per sistemi e organi Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) Raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) Frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie vascolari Ipertensione Attacchi ischemici transitori, flebite, tromboflebite Patologie gastrointestinali Diarrea, nausea, vomito, dolore addominale localizzato o generale, stipsi, dispepsia Pancreatite, gastrite, distensione addominale, secchezza della bocca, glossite, feci molli, stomatite, disturbi della colorazione o malattie a carico della lingua Scolorimento superficiale dei denti Patologie epatobiliari Alterazione dei test di funzionalità epatica; aumento di AST, ALT o della fosfatasi alcalina Aumento della bilirubina totale Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, eruzione cutanea Angioedema, orticaria, dermatite bollosa, dermatite, diaforesi Necrolisi epidermica tossica#, sindrome di Stevens-Johnson#, vasculite da ipersensibilità Alopecia Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo rabdomiolisi* Patologie renali e urinarie Aumento dell’azotemia Insufficienza renale, poliuria, aumento della creatinina Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disturbi vulvovaginali Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Febbre, dolore localizzato Brividi, affaticamento, dolore nella sede di iniezione, aumento della set

10 di 17 Classificazione per sistemi e organi Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) Raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) Frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Esami diagnostici Ematochimica Aumento di LDH, creatininchinasi, lipasi, amilasi o glucosio non a digiuno. Diminuzione di proteine totali, albumina, sodio o calcio. Aumento o diminuzione di potassio o bicarbonato. Ematologia Aumento di neutrofili o eosinofili. Diminuzione di emoglobina, ematocrito o globuli rossi. Aumento o diminuzione di piastrine o globuli bianchi. Ematochimica Aumento di sodio o calcio. Diminuzione di glucosio non a digiuno. Aumento o diminuzione di cloruro. Ematologia Aumento di reticolociti. Diminuzione di neutrofili. * Vedere paragrafo 4.4. ** Vedere paragrafi 4.3 e 4.5 # Frequenza ADR stimata utilizzando la "regola del 3" † Vedere informazioni sottostanti Le seguenti reazioni avverse al linezolid sono state considerate gravi in casi rari: dolore addominale localizzato, attacchi ischemici transitori e ipertensione. † Nel corso degli studi clinici controllati in cui linezolid è stato somministrato fino a 28 giorni di trattamento, il 2,0% dei pazienti ha riportato anemia. Durante un programma per uso compassionevole in pazienti con infezioni potenzialmente fatali e patologie di base concomitanti, la percentuale di pazienti che ha sviluppato anemia durante il trattamento con linezolid per ≤ 28 giorni è stata pari al 2,5% (33/1.326), rispetto al 12,3% (53/430) dei casi in cui la terapia è stata > 28 giorni. La percentuale dei casi in cui è stata segnalata anemia grave correlata al farmaco con necessità di trasfusione ematica è stata del 9% (3/33) nei pazienti trattati per ≤ 28 giorni e del 15% (8/53) in quelli trattati per > 28 giorni. Popolazione pediatrica I dati di sicurezza risultanti da studi clinici condotti su oltre 500 pazienti pediatrici (dalla nascita fino a 17 anni) non indicano che il profilo di sicurezza del linezolid per i pazienti pediatrici differisce da quello degli adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Non è noto un antidoto specifico.

11 di 17 Non sono stati riportati casi di sovradosaggio. Le seguenti informazioni possono risultare comunque utili: È consigliato un trattamento di supporto unitamente al mantenimento della filtrazione glomerulare. Circa il 30% di una dose di linezolid viene eliminata in 3 ore di emodialisi, ma non è disponibile alcun dato sulla eliminazione del linezolid mediante dialisi peritoneale o emoperfusione. Anche i due metaboliti principali del linezolid vengono eliminati in una certa misura dalla emodialisi. I segni di tossicità osservati nei ratti dopo dosi di 3000 mg/kg/die di linezolid sono stati diminuzione della attività e atassia, mentre i cani trattati con 2000 mg/kg/die hanno manifestato vomito e tremori.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antibatterici per uso sistemico, altri antibatterici. Codice ATC: J01 XX08. Proprietà generali Il linezolid è un agente antibatterico sintetico appartenente a una nuova classe di antimicrobici, gli ossazolidinoni. Manifesta una attività in vitro contro i batteri aerobi Gram-positivi e i microrganismi anaerobi. Il linezolid inibisce selettivamente la sintesi delle proteine batteriche attraverso un meccanismo d’azione peculiare. Nello specifico, si lega a un sito del ribosoma batterico (23S della subunità 50S) e previene la formazione di un complesso d’inizio funzionale 70S che costituisce una componente fondamentale del processo di traduzione. L’effetto post-antibiotico in vitro di linezolid per Staphylococcus aureus è stato di circa 2 ore. L’effetto postantibiotico in vivo, determinato in modelli animali, è risultato di 3,6 ore e 3,9 ore per Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae, rispettivamente. Negli studi nell’animale, il parametro farmacodinamico chiave per valutare l’efficacia è stato il tempo durante il quale il livello plasmatico di linezolid superava la concentrazione minima inibente (MIC) del microrganismo infettante. Valori soglia dei test di suscettibilità I criteri interpretativi della MIC (concentrazione minima inibente) per i test di suscettibilità sono stati stabiliti dal European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST) per linezolid e sono elencati al seguente indirizzo: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-mic-breakpoints_en.xlsx. Suscettibilità La resistenza di specie selezionate, in termini di prevalenza, può variare in base alla sede geografica e in base al tempo; è quindi desiderabile disporre di informazioni locali sulla resistenza, soprattutto quando si trattano gravi infezioni. All’occorrenza si deve ricorrere alla consulenza di esperti quando la prevalenza locale delle resistenze sia tale da porre in dubbio l’effettiva utilità del farmaco, almeno per alcuni tipi di infezione. Categoria Microrganismi sensibili Aerobi Gram-positivi: Enterococcus faecalis Enterococcus faecium* Staphylococcus aureus* Stafilococchi coagulasi-negativi Streptococcus agalactiae* Streptococcus pneumoniae* Streptococcus piogenes* Streptococchi del Gruppo C Streptococchi del Gruppo G Anaerobi Gram-positivi:

12 di 17 Categoria Microrganismi sensibili Clostridium perfringens Peptostreptococcus anaerobius Peptostreptococcus species Microrganismi resistenti Haemophilus influenzae Moraxella catarrhalis Neisseria spp. Enterobacteriaceae Pseudomonas spp. * L’efficacia clinica è stata dimostrata per gli isolati sensibili su indicazioni cliniche approvate. Pur se il linezolid ha mostrato una certa attività in vitro nei confronti di Legionella, Chlamydia pneumoniae e Mycoplasma pneumoniae, non sono disponibili, però, dati sufficienti che ne dimostrino l’efficacia clinica. Resistenza Resistenza crociata Il meccanismo d’azione del linezolid differisce da quello di altre classi di antibiotici. Studi in vitro su isolati clinici (comprendenti stafilococchi meticillino-resistenti, enterococchi vancomicino-resistenti, streptococchi penicillinoe eritromicino-resistenti) indicano che il linezolid è solitamente attivo contro i microrganismi che resistono a una o più altre classi di agenti antimicrobici. La resistenza al linezolid è associata a mutazioni puntiformi a livello dell’rRNA 23S. Come documentato con altri antibiotici usati in pazienti con infezioni difficili da trattare e/o per periodi di terapia prolungati, anche con il linezolid sono state osservate diminuzioni della sensibilità. È stata segnalata resistenza al linezolid negli enterococchi, nello Staphylococcus aureus e negli stafilococchi coagulasi negativi. Il fenomeno è stato generalmente correlato a periodi di terapia prolungati e alla presenza di materiali protesici o ascessi non drenati. Quando si incontrano microrganismi antibiotico-resistenti in ambito ospedaliero, occorre tener presente l’importanza delle pratiche cliniche di controllo delle infezioni. Risultati degli studi clinici Studi nella popolazione pediatrica: In uno studio in aperto, l’efficacia di linezolid (10 mg/kg q8h) è stata comparata con vancomicina (10-15 mg/kg q6-24h) nel trattamento delle infezioni causate da patogeni Gram-positivi resistenti sospetti o accertati (tra cui polmonite nosocomiale, infezioni complicate della cute e degli annessi cutanei, batteriemia da catetere, batteriemia d’origine sconosciuta e altre infezioni), condotto su bambini di età compresa tra la nascita e gli 11 anni. I tassi di guarigione clinica nella popolazione valutabile clinicamente sono stati pari a 89,3% (134/150) e a 84,5% (60/71) rispettivamente per linezolid e vancomicina (95% IC: –4,9, 14,6).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Linezolid contiene principalmente (s)-linezolid, che è biologicamente attivo e viene metabolizzato a formare derivati inattivi. Assorbimento Il linezolid viene rapidamente e ampiamente assorbito dopo somministrazione orale. Le concentrazioni plasmatiche massime si raggiungono entro 2 ore dalla somministrazione. La biodisponibilità assoluta orale del linezolid (in uno studio cross-over con somministrazione orale ed endovenosa) è completa (circa il 100%). L’assorbimento non è significativamente influenzato dal cibo e l’assorbimento della sospensione orale è simile a quello ottenuto con le compresse rivestite con film. Le Cmax e Cmin plasmatiche del linezolid (media e deviazione standard [DS]) allo steady state dopo somministrazione endovenosa di 600 mg due volte al giorno sono risultate essere 15,1 [2,5] mg/l e 3,68 [2,68] mg/l, rispettivamente.

13 di 17 In un altro studio con somministrazione orale di 600 mg due volte al giorno, le Cmax e Cmin allo steady state sono risultate essere 21,2 [5,8] mg/l e 6,15 [2,94] mg/l, rispettivamente. Le condizioni di steady state vengono raggiunte entro il secondo giorno di somministrazione. Distribuzione Il volume di distribuzione in condizioni di steady state è in media di 40-50 litri negli adulti sani e si avvicina all’acqua corporea totale. Il legame con le proteine plasmatiche è circa il 31% e non dipende dalla concentrazione. Le concentrazioni di linezolid sono state determinate in diversi fluidi, in un numero limitato di soggetti, in alcuni studi su volontari dopo somministrazioni multiple. Il rapporto tra il linezolid contenuto nella saliva e nel sudore rispetto al plasma è risultato rispettivamente 1,2:1,0 e 0,55:1,0. Il rapporto per il fluido di rivestimento epiteliale e le cellule alveolari del polmone è risultato rispettivamente 4,5:1,0 e 0,15:1,0 quando misurato alla Cmax in condizioni di steady state. In un piccolo studio su soggetti con shunt ventricolare-peritoneale e meningi essenzialmente non infiammate, il rapporto tra il linezolid contenuto nel liquido cerebrospinale rispetto al plasma, alla Cmax, è stato 0,7:1,0 dopo somministrazioni multiple. Biotrasformazione Il linezolid viene principalmente metabolizzato mediante ossidazione dell’anello morfolinico, con formazione prevalentemente di due derivati inattivi dell’acido carbossilico ad anello aperto: il metabolita acido aminoetossiacetico (PNU–142300) e il metabolita idrossietil glicina (PNU–142586). Si ritiene che il metabolita idrossietil glicina (PNU–142586), quello predominante nell’uomo, si formi attraverso un processo non enzimatico. Il metabolita acido aminoetossiacetico (PNU–142300) è meno abbondante. Sono stati caratterizzati anche altri metaboliti minori inattivi. Eliminazione Il linezolid, in condizioni di steady state, viene principalmente escreto nelle urine come PNU–142586 (40%), farmaco invariato (30%) e PNU–142300 (10%) nei pazienti con funzionalità renale normale o insufficienza renale lieve-moderata. Nelle feci non si riscontra virtualmente traccia del farmaco invariato, mentre circa il 6% e 3% di ciascuna dose appare rispettivamente come PNU–142586 e PNU–142300. L’emivita di eliminazione del linezolid è in media di 5-7 ore. La clearance non-renale rappresenta all’incirca il 65% della clearance totale del linezolid. Con l’incremento della dose di linezolid si osserva un piccolo grado di non-linearità nella clearance. Questo sembra essere dovuto a una minore clearance renale e non-renale a concentrazioni più elevate di linezolid. La differenza di clearance è tuttavia piccola e non è riflessa nella emivita di eliminazione apparente. Popolazioni speciali Danno renale: Dopo singole dosi di 600 mg è stato osservato un incremento di 7-8 volte della esposizione ai due metaboliti primari del linezolid nel plasma di pazienti con insufficienza renale grave (cioè clearance della creatinina < 30 ml/min). Non è stato tuttavia osservato un incremento della AUC del farmaco invariato. Sebbene si sia rilevata una certa eliminazione dei principali metaboliti del linezolid mediante emodialisi, dopo singole dosi di 600 mg i livelli plasmatici dei metaboliti erano sostanzialmente più elevati dopo dialisi rispetto a quelli osservati in pazienti con funzionalità renale normale o con insufficienza renale lieve o moderata. In 24 pazienti con insufficienza renale grave, 21 dei quali regolarmente sottoposti a emodialisi, le concentrazioni plasmatiche massime dei due metaboliti primari erano circa 10 volte superiori rispetto a quelle osservate in pazienti con funzionalità renale normale dopo diversi giorni di somministrazione. I livelli plasmatici di picco del linezolid non erano stati influenzati. Il significato clinico di questi riscontri non è stato determinato poiché attualmente sono disponibili limitati dati sulla sicurezza (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Compromissione epatica: Dati limitati indicano che la farmacocinetica di linezolid, PNU-142586 e PNU-142300 non è alterata in pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (cioè classe A o B di Child-Pugh). L

14 di 17 farmacocinetica del linezolid non è stata valutata in pazienti con insufficienza epatica grave (cioè classe C di Child-Pugh). Tuttavia, dato che il linezolid viene metabolizzato mediante un processo non enzimatico, una alterazione della funzionalità epatica non deve modificarne significativamente il suo metabolismo (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Popolazione pediatrica (< a 18 anni): I dati sulla sicurezza e sull’efficacia di linezolid nei bambini e negli adolescenti (< 18 anni) sono insufficienti e pertanto l’uso di linezolid in questa fascia d’età non è raccomandato (vedere paragrafo 4.2). Sono necessari ulteriori studi per stabilire raccomandazioni sul dosaggio sicuro ed efficace. Gli studi di farmacocinetica indicano che dopo somministrazioni singole o multiple nei bambini (da 1 settimana a 12 anni), la clearance del linezolid (sulla base dei chilogrammi di peso corporeo) è risultata maggiore nei pazienti pediatrici rispetto agli adulti, ma è diminuita con l’aumentare dell’età. Nei bambini da 1 settimana a 12 anni di età, la somministrazione giornaliera di 10 mg/kg ogni 8 ore fornisce un’esposizione equivalente all’incirca a quella raggiunta negli adulti con il dosaggio di 600 mg due volte al giorno. Nei neonati fino a 1 settimana di età, la clearance sistemica del linezolid (sulla base dei chilogrammi di peso corporeo) aumenta rapidamente nella prima settimana di vita. I neonati che ricevono giornalmente 10 mg/kg ogni 8 ore avranno pertanto l’esposizione sistemica maggiore il primo giorno dopo il parto. Non si prevede comunque un eccessivo accumulo con questo regime posologico durante la prima settimana di vita, poiché la clearance aumenta rapidamente in questo periodo. Negli adolescenti (da 12 a 17 anni), la farmacocinetica di linezolid è risultata simile a quella degli adulti dopo somministrazione di una dose di 600 mg. Pertanto la somministrazione giornaliera negli adolescenti di 600 mg ogni 12 ore comporterà un’esposizione simile a quella osservata negli adulti trattati con lo stesso dosaggio. Nei pazienti pediatrici con shunt ventricolo–peritoneali ai quali è stato somministrato linezolid 10 mg/kg ogni 12 ore oppure ogni 8 ore, sono state osservate concentrazioni variabili di linezolid nel liquido cerebrospinale a seguito sia di dosi singole sia di dosi multiple di linezolid. Nel liquido cerebrospinale non sono state raggiunte stabilmente né sono state mantenute concentrazioni terapeutiche. Pertanto, l’uso del linezolid per il trattamento empirico dei pazienti pediatrici con infezioni del sistema nervoso centrale non è raccomandato. Anziani: La farmacocinetica del linezolid non è significativamente alterata in pazienti anziani di 65 anni o più. Pazienti di sesso femminile: Le femmine presentano un volume di distribuzione leggermente inferiore rispetto ai maschi e la clearance media è ridotta di circa il 20% se corretta in base al peso corporeo. Le concentrazioni plasmatiche sono maggiori nelle femmine e questo può essere parzialmente attribuito a una differenza di peso corporeo. Tuttavia, dato che l’emivita media del linezolid non è significativamente diversa tra maschi e femmine, le concentrazioni plasmatiche nelle femmine non devono sostanzialmente superare quelle ben tollerate e pertanto non è richiesta alcuna modifica della dose.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Il linezolid ha ridotto fertilità e prestazioni riproduttive di ratti maschi a livelli di esposizione equivalenti all’incirca a quelli nell’uomo. Questi effetti sono risultati reversibili negli animali sessualmente maturi. Questi effetti, tuttavia, non erano reversibili negli animali giovani trattati con linezolid per quasi l’intero periodo della maturazione sessuale. Nei ratti maschi adulti è stata osservata una morfologia anormale dello sperma nei testicoli ed ipertrofia e iperplasia delle cellule epiteliali nell’epididimo. Il linezolid ha dimostrato influenza sulla maturazione degli spermatozoi di ratto. La somministrazione di testosterone non ha mostrato alcun effetto sugli effetti mediati dal linezolid sulla fertilità. Cani trattati per 1 mese non hanno evidenziato ipertrofia dell’epididimo anche se modificazioni di peso della prostata, dei testicoli e degli epididimi erano evidenti. Studi sulla tossicità della riproduzione in topi e ratti non hanno evidenziato alcun effetto teratogeno, rispettivamente a livelli di esposizione 4 volte superiori o equivalenti a quelli nell’uomo. Le stesse concentrazioni di linezolid hanno causato tossicità materna nei topi ed erano correlati ad aumento dei decess

15 di 17 embrionali – inclusa la perdita totale della nidiata, la diminuzione di peso corporeo fetale – e una esacerbazione della normale predisposizione genetica a variazioni sternali nel ceppo di topi utilizzato. Nei ratti è stata osservata una lieve tossicità materna, a livelli di esposizione inferiori alle esposizioni cliniche. È stata osservata lieve tossicità fetale, manifestata come diminuzione di peso corporeo fetale, ridotta ossificazione delle sternebre, ridotta sopravvivenza dei nati e lieve ritardo della maturazione. Questi stessi nati, una volta accoppiati, hanno evidenziato un incremento reversibile, dose-correlato, delle perdite pre-impianto unitamente a una corrispondente diminuzione della fertilità. Nei conigli, la diminuzione di peso corporeo fetale si è verificata soltanto in presenza di tossicità materna (segni clinici, riduzione dell’incremento ponderale e del consumo alimentare), a livelli di esposizione di 0,06 volte l’esposizione umana stimata sulla base delle AUC. È noto che la specie è sensibile agli effetti degli antibiotici. Il linezolid e i suoi metaboliti vengono escreti nel latte di ratti in allattamento, a concentrazioni superiori a quelle riscontrate nel plasma materno. Il linezolid ha indotto mielosoppressione reversibile nei ratti e nei cani. Nei ratti a cui è stato somministrato linezolid per via orale per la durata di 6 mesi, è stata osservata una degenerazione assonica del nervo sciatico da minima a lieve a dosi di 80 mg/kg/die; a questo stesso dosaggio, in una necroscopia effettuata a 3 mesi in un esemplare maschio è stata inoltre osservata una degenerazione minima del nervo sciatico. È stata condotta una valutazione morfologica sensibile dei tessuti fissati con liquido perfusionale per ricercare evidenze della degenerazione del nervo ottico. Una degenerazione del nervo ottico da minima a moderata è risultata evidente in 2 ratti maschi su 3, dopo 6 mesi di somministrazione, ma la relazione diretta con il farmaco non era chiara a causa della natura acuta del reperto e della sua distribuzione asimmetrica. La degenerazione del nervo ottico osservata era microscopicamente paragonabile alla degenerazione unilaterale spontanea del nervo ottico segnalata nei ratti anziani e può essere una esacerbazione dei danni generali pre-esistenti. I dati preclinici, basati su studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute e di genotossicità, non hanno rivelato alcun pericolo particolare per gli esseri umani, oltre a quelli esposti in altri paragrafi di questo Riassunto delle Caratteristiche di Prodotto. Non sono stati condotti studi di cancerogenicità/oncogenicità, considerata la breve durata della somministrazione e l’assenza di genotossicità.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Glucosio monoidrato Sodio citrato Acido citrico Acido cloridrico (per regolare il pH) Sodio idrossido (per regolare il pH) Acqua per preparazioni iniettabili

6.2 Incompatibilità

Non devono essere aggiunti additivi in questa soluzione. Se il linezolid dovesse essere somministrato in associazione ad altri farmaci, ciascun farmaco dovrà essere somministrato separatamente in maniera conforme alle rispettive direttive d’impiego. Similmente, se per l’infusione sequenziale di diversi farmaci si dovesse utilizzare la stessa linea endovenosa, tale linea dovrà essere irrigata con una soluzione per infusione compatibile, prima e dopo la somministrazione del linezolid (vedere paragrafo 6.6). È noto che linezolid è fisicamente incompatibile con le seguenti sostanze: amfotericina B, clorpromazina cloridrato, diazepam, pentamidina isetionato, eritromicina lattobionato, fenitoina sodica e sulfametossazolo/trimetoprim. Inoltre, è chimicamente incompatibile con ceftriaxone sodico.

6.3 Periodo di validità

Prima dell’apertura: 3 ann

16 di 17 La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 2-8°C e a 25°C. Da un punto di vista microbiologico il prodotto deve essere usato immediatamente, tranne nel caso in cui le modalità di apertura precludano il rischio di contaminazioni. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell’utilizzatore.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede particolari condizioni di temperatura per la conservazione. Conservare nella confezione originale (involucro e scatola) fino al momento dell’uso per proteggerlo dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Linezolid Kabi 2 mg/ml soluzione per infusione è confezionato in: Sacche per infusione monouso, pronte per l’uso, prive di lattice, in pellicola multistrato in poliolefina Freeflex sigillate all’interno di un foglio di laminato (pellicola in alluminio poliestere/polipropilene) o in Flaconi in polietilene a bassa densità (Kabipac) come confezione primaria chiusi con un tappo contenente un disco in gomma per permettere l’inserimento dell’ago. Ogni sacca o flacone contiene 300 ml di soluzione. Confezioni: Sacca poliolefinica (Freeflex): 10, 30 o 50 sacche per infusione. Flacone in polietilene (Kabipac): 10, 30 o 50 flaconi (confezionati in una scatola unica). È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Solo monouso. Per le sacche Freeflex: Togliere l’involucro solo al momento dell’uso, quindi verificare eventuali perdite schiacciando decisamente la sacca. Se la sacca presenta delle perdite scartarla, dato che la sterilità può risultare alterata. La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima dell’uso e devono essere usate soltanto soluzioni limpide, prive di particelle. Non usare queste sacche in connessioni seriali. Qualsiasi soluzione non utilizzata deve essere eliminata. Non ci sono particolari indicazioni per lo smaltimento. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. Non ricollegare sacche parzialmente utilizzate. Per i flaconi Kabipac: Togliere dalla scatola solo al momento dell’uso. La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima dell’uso e devono essere usate soltanto soluzioni limpide, prive di particelle. Non usare questi flaconi in connessioni seriali. Qualsiasi soluzione non utilizzata deve essere eliminata. Non ci sono particolari indicazioni per lo smaltimento. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. Non ricollegare flaconi parzialmente utilizzati. Linezolid Kabi soluzione per infusione è compatibile con le seguenti soluzioni: - glucosio 50 mg/ml (5%) per infusione endovenosa, - sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) per infusione endovenosa, - Ringer lattato soluzione iniettabile (soluzione di Hartmann iniettabile).

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7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Fresenius Kabi Italia S.r.l. Via Camagre, 41 37063 Isola della Scala - Verona

8. Numero(i) dell’ autorizzazione all'immissione in commercio

043113012 2 mg/ml soluzione per infusione 10 sacche monouso in PO da 300 ml 043113024 2 mg/ml soluzione per infusione 30 sacche monouso in PO da 300 ml 043113036 2 mg/ml soluzione per infusione 50 sacche monouso in PO da 300 ml 043113048 2 mg/ml soluzione per infusione 10 flaconi LDPE da 300 ml 043113051 2 mg/ml soluzione per infusione 30 flaconi LDPE da 300 ml 043113063 2 mg/ml soluzione per infusione 50 flaconi LDPE da 300 ml

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 16 Settembre 2015 Data del rinnovo più recente: 01 Ottobre 2019

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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