MORFINA CLORIDRATO MOLTENI

Questo medicinale è indicato per: • il trattamento del dolore da moderato a grave, quando altri trattamenti con antidolorifici non sono stati efficaci, soprattutto in caso di dolore dovuto a: - tumori (neoplasie); - problemi al cuore (infarto del miocardio); - dopo interventi di chirurgia; • gravi problemi ai polmoni (edema polmonare acuto); • indurre l’anestesia: - nel parto (parto-analgesia epidurale); - negli interventi chirurgici (anestetico generale e loco-regionale).

Principio attivo: MORFINA, MORFINA CLORIDRATO · ATC N02AA01 · L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
MORFINA CLORIDRATO*1 fiala 50 mg 5 ml A 4,13 € 4,13 € 0,00 € + ticket*
MORFINA CLORIDRATO*5 fiale 10 mg 1 ml A 3,46 € 3,46 € 0,00 € + ticket*
MORFINA CLORIDRATO*5 fiale 20 mg 1 ml A 4,90 € 4,90 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: MORFINA, MORFINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 50 mg / 5 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 20 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 10 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 100 mg / 5 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, EPIDURALE, INTRAMUSCOLARE, SOTTOCUTANEA
Titolare AIC: L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.
Codice ATC: N02AA01
Regime di fornitura: Medicinali soggetti a prescrizione medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· MORFINA CLORIDRATO MONICO - MONICO S.P.A.
· MORFINA CLORIDRATO S.A.L.F. - S.A.L.F. SPA LABORATORIO FARMACOLOGICO
· ORAMORPH - L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.
· TWICE - ETHYPHARM
· MS CONTIN - MUNDIPHARMA PHARMACEUTICALS S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Come conservare Morfina Cloridrato Molteni Contenuto della confezione e altre informazioni

Che cos’è Morfina Cloridrato Molteni e a che cosa serve Morfina Cloridrato Molteni contiene il principio attivo morfina cloridrato, appartenente ad un gruppo di medicinali detti analgesici oppioidi, che agiscono sul sistema nervoso diminuendo il dolore.

Questo medicinale è indicato per: • il trattamento del dolore da moderato a grave, quando altri trattamenti con antidolorifici non sono stati

efficaci, soprattutto in caso di dolore dovuto a:
- tumori (neoplasie);
- problemi al cuore (infarto del miocardio);
- dopo interventi di chirurgia;

• gravi problemi ai polmoni (edema polmonare acuto);
• indurre l’anestesia:
- nel parto (parto-analgesia epidurale);
- negli interventi chirurgici (anestetico generale e loco-regionale).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Morfina Cloridrato Molteni se: - è allergico alla morfina cloridrato, ad altri medicinali della stessa classe di Morfina cloridrato Molteni o

ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).
Se è allergico può manifestare rossore al viso, prurito, difficoltà a respirare per restringimento dei
bronchi (broncospasmo) o reazioni allergiche più gravi (reazioni anafilattiche);
- soffre di problemi allo stomaco o all’intestino (addome acuto, ileo paralitico);
- soffre di difficoltà a respirare (depressione respiratoria);

- soffre di gravi problemi al fegato (insufficienza epatocellulare grave);
- soffre di problemi al cuore associati ad altri disturbi della respirazione (scompenso cardiaco secondario
ad affezioni croniche del polmone);
- ha subito traumi alla testa o ha un aumento della pressione nella testa (traumatismo, ipertensione
endocranica);
- ha subito interventi di chirurgia al fegato o alla cistifellea (vie biliari);
- durante una crisi di respirazione (asma dovuto a bronchite);

- soffre di convulsioni;
- soffre di epilessia non controllata;
- ha bevuto molto alcool o soffre di crisi di astinenza da alcool (alcoolismo acuto, delirium tremens);

- assume altri medicinali che agiscono sul sistema nervoso, come ipnotici, sedativi o tranquillanti (vedere
il paragrafo “Altri medicinali e Morfina Cloridrato Molteni”);
- è in trattamento con medicinali per curare la depressione (inibitori delle monoammino-ossidasi,
furazolidone) o se ha sospeso il trattamento con questi medicinali da meno di 2-3 settimane (vedere il
paragrafo “Altri medicinali e Morfina Cloridrato Molteni”);
- è in trattamento con naltrexone, per curare la dipendenza da morfina e da altri derivati dell’oppio;

- è in gravidanza e durante l’allattamento (vedere il paragrafo “Gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Morfina Cloridrato Molteni.

Usi questo medicinale con cautela e informi il medico se:
- è una persona anziana, molto anziana o se è debilitato; in questi casi può essere necessario ridurre la
dose;
- soffre di disturbi al cuore dovuti a malattie dei polmoni;
- soffre di disturbi del cervello (affezioni organico-cerebrali);

- ha problemi di respirazione (insufficienza respiratoria e affezioni polmonari croniche, particolarmente se
accompagnate da aumento della secrezione dei bronchi, chiusura delle vie respiratorie e ridotta riserva
ventilatoria, come in caso di cifoscoliosi ed obesità);
- soffre di problemi ai reni e alla cistifellea (coliche renali e biliari);
- ha problemi alla prostata (ipertrofia prostatica);
- ha problemi alla tiroide (mixedema, ipotiroidismo);
- soffre di problemi al fegato (epatite ed epatopatie acute);
- il suo fegato o i suoi reni funzionano meno del dovuto;
- soffre di problemi ormonali (insufficienza adrenocorticale);
- ha grave calo della pressione del sangue (stati ipotensivi gravi) e perdita di coscienza (shock);

- soffre di problemi della digestione (rallentamento o blocco gastrointestinale, disturbi intestinali dovuti a
infiammazione o ostruzione);
- soffre di problemi ai muscoli (miastenia grave);
- soffre di alterazioni del ritmo e della funzionalità del cuore e della circolazione (affezioni
cardiovascolari, aritmie cardiache) o soffre di problemi alle valvole del cuore (disfunzione delle valvole

aortiche) e alla circolazione del cuore (disturbi coronarici).

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere se nota la comparsa di uno qualsiasi dei seguenti sintomi durante l’utilizzo di Morfina Cloridrato Molteni: - maggiore sensibilità al dolore, nonostante stia assumendo dosi crescenti (iperalgesia). Il medico deciderà se è necessaria una modifica della dose oppure un cambio dell’analgesico (vedere paragrafo

2);
- debolezza, stanchezza, mancanza di appetito, nausea, vomito o pressione arteriosa bassa. Ciò può
essere un sintomo del fatto che le ghiandole surrenali producono ormone cortisolo in quantità

insufficiente e potrebbe essere necessario assumere un supplemento ormonale;
- perdita della libido, impotenza, cessazione delle mestruazioni. Ciò può essere dovuto alla
diminuzione della produzione di ormoni sessuali;
- se nel passato è stato dipendente da farmaci o alcol, comunichi se le pare di stare diventando
dipendente da Morfina Cloridrato Molteni, mentre sta usando il medicinale: potrebbe aver iniziato a
pensare molto al momento in cui può prendere la dose successiva, anche se non ne ha bisogno per il

dolore;
- sintomi di astinenza o dipendenza. I sintomi di astinenza più comuni sono menzionati nel paragrafo
3. Se ciò si verifica, il medico potrebbe modificare il tipo di medicinale o i tempi tra le dosi.

Pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) è stata segnalata in associazione al trattamento con Morfina Cloridrato Molteni. I sintomi si manifestano di solito entro i primi 10 giorni di trattamento. Informi

il suo medico se ha sviluppato in passato gravi eruzioni cutanee o desquamazione della pelle, eruzione cutanea con vescicole e/o ulcere della bocca dopo aver assunto Morfina Cloridrato Molteni o altri oppioidi. Interrompa l’uso di Morfina Cloridrato Molteni e si rivolga immediatamente al medico se osserva uno

qualsiasi dei seguenti sintomi: eruzione cutanea con vescicole, cute squamosa diffusa o macchie piene di pus insieme a febbre.

Disturbi respiratori correlati al sonno Morfina Cloridrato Molteni può causare disturbi respiratori correlati al sonno, quali apnea nel sonno (pause respiratorie durante il sonno) e ipossiemia correlata al sonno (basso livello di ossigeno nel sangue). I sintomi

possono includere pause respiratorie durante il sonno, risvegli notturni dovuti a mancanza di respiro, difficoltà a mantenere il sonno o sonnolenza eccessiva durante il giorno. Se lei o un’altra persona osserva questi sintomi, si rivolga al suo medico. Il medico può prendere in considerazione una riduzione della dose.

Si rivolga al suo medico se manifesta dolore intenso nella parte superiore dell’addome con possibile

irradiazione alla schiena, nausea, vomito o febbre, poiché questi potrebbero essere sintomi associati a un’infiammazione del pancreas (pancreatite) e delle vie biliari.

La morfina, per il suo effetto antidolorifico (analgesico), per la sua azione sullo stato di coscienza, sul diametro delle pupille e sulla respirazione, può mascherare alcuni sintomi e renderne difficile la valutazione da parte del medico.

Tolleranza, dipendenza del Questo medicinale contiene morfina, un medicinale oppioide. L’uso ripetuto di oppioidi può rendere il medicinale meno efficace (ci si abitua ad esso, un fenomeno noto come tolleranza). L’uso ripetuto di Morfina Cloridrato Molteni può anche portare a dipendenza e abuso che possono provocare un sovradosaggio potenzialmente fatale. Il rischio di questi effetti indesiderati può aumentare con una dose più elevata e una durata d’uso prolungata. La dipendenza può darle la sensazione di non avere più il controllo della quantità di medicinale necessario o della frequenza con cui deve usarlo. Il rischio di sviluppare dipendenza varia da persona a persona. Potrebbe avere un rischio maggiore di

diventare dipendente da Morfina Cloridrato Molteni se:
- lei o un suo familiare ha sofferto in passato di abuso o dipendenza da alcol, medicinali su prescrizione o
sostanze illegali (“dipendenza”);
- lei è un fumatore;

- lei ha avuto in passato problemi dell’umore (depressione, ansia o un disturbo della personalità) o è stato in trattamento da uno psichiatra per altre malattie mentali.

La comparsa di uno qualsiasi dei seguenti segni durante l’uso di Morfina Cloridrato Molteni potrebbe essere un’indicazione di dipendenza: - ha la necessità di prendere il medicinale per un periodo più lungo di quello indicato dal medico;

- ha bisogno di assumere una dose superiore a quella raccomandata;
- usa il medicinale per ragioni diverse da quelle prescritte, ad esempio «per restare calmo» o «per favorire
il sonno»;

- ha tentato più volte di interrompere o di controllare l’uso di questo medicinale, senza successo;
- quando interrompe il trattamento con il medicinale si sente male, e quando riprende a usarlo si sente
meglio (“effetti da astinenza”).

Se nota uno qualsiasi di questi segni, si rivolga al medico per discutere il migliore percorso terapeutico per lei, compresi i casi in cui è opportuno interrompere il trattamento e come interromperlo in modo sicuro

(vedere paragrafo 3 Se interrompe il trattamento con Morfina Cloridrato Molteni).

La morfina può essere utilizzata solo sotto controllo del medico e nei casi in cui altri medicinali antidolorifici non siano stati efficaci.

➢ Se dovesse sviluppare tolleranza a questo medicinale, le verrà aumentata la dose. L’aumento della dose non comporta rischi per la respirazione (depressione respiratoria). La tolleranza a questo medicinale termina dopo pochi giorni dalla sospensione del trattamento.

➢ In caso di dipendenza, una brusca interruzione dell'assunzione del farmaco può comportare la comparsa di una serie di sintomi che nel loro insieme costituiscono la sindrome di astinenza: sensazione di dolore diffuso, diarrea, aumento della pressione del sangue (ipertensione), sensazione di freddo, irrequietezza, sbadigli, dilatazione delle pupille (midriasi), lacrimazione, naso che cola (rinorrea), aumentata sudorazione e pelle d’oca (orripilazione), contrazioni involontarie dei muscoli (fascicolazioni e spasmi muscolari), dolori all’addome e alle gambe,

mal di schiena (lombalgia), mal di testa (cefalea), starnuti, debolezza, ansia, irritabilità, alterazioni o perdita del sonno (insonnia), agitazione, perdita dell’appetito (anoressia), nausea, vomito, perdita di liquidi (disidratazione), perdita di peso, aumento della frequenza del battito del cuore (tachicardia), aumento della frequenza dei respiri (tachipnea), aumento della temperatura corporea (febbre) e disturbi dei vasi del sangue (vasomotori).

I sintomi di astinenza raggiungono l’intensità massima entro 36-72 ore, poi regrediscono gradualmente in 5-14 giorni.

La dipendenza e la tolleranza si manifestano molto lentamente se la morfina viene utilizzata in modo corretto, sotto stretto controllo del medico.

La sospensione del trattamento deve essere graduale e deve avvenire sempre sotto stretta osservazione del medico (vedere il paragrafo “Se sospende il trattamento con Morfina Cloridrato Molteni”).

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Bambini La morfina deve essere somministrata nei bambini solo in casi particolari e di effettiva necessità, specialmente nei neonati.

Altri medicinali e Morfina Cloridrato Molteni Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza ricetta.

L’associazione di Morfina Cloridrato Molteni con alcuni antidepressivi (antidepressivi triciclici) e con medicinali che agiscono sull’infiammazione (aspirina, farmaci antinfiammatori non steroidei) può aumentare gli effetti antidolorifici della morfina e portare a una riduzione della dose. Se presenta dolore con una componente neurologica, l’associazione di Morfina Cloridrato Molteni con medicinali per il trattamento dell’epilessia (anticonvulsivanti come la carbamazepina) può aumentare l’effetto antidolorifico e sedativo.

Se presenta dolore dovuto ad infiammazioni dei nervi (nevralgie pure), a lesioni di una parte del cervello (sindrome talamica) o a lesioni del midollo spinale, Morfina Cloridrato Molteni può non essere efficace. In questi casi può essere necessario l’uso di altri medicinali (anticonvulsivanti, antidepressivi e fenotiazine a

lunga durata).

Non usi Morfina Cloridrato Molteni se sta prendendo: • medicinali per il trattamento della depressione (inibitori delle monoaminossidasi e furazolidone) perché l’associazione di questi medicinali può provocare diminuzione della pressione del sangue (ipotensione) e difficoltà a respirare (depressione respiratoria, vedere il paragrafo “Avvertenze e

precauzioni”);
• naltrexone, una medicina usata per curare la dipendenza da alcool o da oppioidi, perché può
bloccare l’effetto antidolorifico della morfina;
• medicinali contenenti alcool perché l’alcool aumenta l’effetto sedativo della morfina (vedere i
paragrafi "Morfina Cloridrato Molteni con alcool e “Guida dei veicoli e utilizzo dei macchinari”).

Usi Morfina Cloridrato Molteni con cautela se sta prendendo:

• rifampicina, un medicinale per il trattamento di infezioni (ad es. tubercolosi). L’uso contemporaneo può causare diminuzione dell’effetto della morfina. Durante e al termine della terapia con rifampicina, il medico la sottoporrà a dei controlli per stabilire un aggiustamento della dose di

morfina, se necessario;
• cimetidina, una medicina usata per il trattamento dell’ulcera, e altri medicinali che aumentano i
livelli della morfina nel sangue (inibitori del sistema del citocromo-P450);
• barbiturici, medicine usate per il trattamento delle convulsioni e per indurre l’anestesia;
• gabapentin o pregabalin per il trattamento dell’epilessia e del dolore dovuto a problemi ai nervi
(dolore neuropatico).

• L’uso concomitante di Morfina cloridrato Molteni e medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse aumenta il rischio di sonnolenza, difficoltà nella respirazione (depressione respiratoria), coma e può essere pericoloso per la vita. Per questo motivo, l’uso concomitante deve essere preso in considerazione solo quando non siano possibili altre opzioni di trattamento.

Tuttavia se il medico prescrive Morfina cloridrato Molteni insieme a medicinali sedativi, la dose e la durata del trattamento concomitante devono essere limitate dal medico. Informi il medico riguardo a tutti i medicinali sedativi che sta assumendo e segua attentamente le raccomandazioni sul dosaggio fornita dal medico. Potrebbe essere utile informare amici o parenti di prestare attenzione ai segni e sintomi sopra elencati. Si rivolga al medico qualora manifesti tali

•

•
sintomi.
altri medicinali per il dolore, come alfentanil, codeina, dextromoramide, destropropossifene,
diidrocodeina, fentanil, ossicodone, petidina, fenoperidina, remifentanil, sulfentanil, tramadolo;
medicinali utilizzati per il trattamento della tosse come codeina e destrometorfano);
• altri medicinali che provocano sedazione, ad esempio medicinali usati per tranquillizzare
(neurolettici), per il trattamento della depressione (antidepressivi), per il trattamento della rigidità dei
muscoli (miorilassanti), per le allergie (antistaminici) o per indurre l’anestesia (anestetici), perchè
possono aumentare gli effetti della morfina;
• medicinali che impediscono la formazione di coaguli nel sangue (anticoagulanti orali), come il
dicumarolo. La morfina può potenziare gli effetti di questi medicinali;
•

medicinali per trattare coaguli di sangue (ad esempio clopidogrel, prasugrel, ticagrelor), perché possono avere effetto ritardato e ridotto, se assunti in combinazione con morfina; • medicinali che facilitano l’eliminazione dell’urina (diuretici). La morfina può diminuire l’effetto di questi medicinali e causare ritenzione delle urine (ritenzione urinaria), in particolare se soffre di problemi alla prostata (prostatismo precoce).

Morfina Cloridrato Molteni con alcool L’assunzione di bevande e di medicinali contenenti alcool non è raccomandata se è in trattamento con Morfina Cloridrato Molteni perché l’alcool può aumentare gli effetti sedativi e i disturbi della respirazione.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

• Gravidanza Non usi Morfina Cloridrato Molteni durante la gravidanza, salvo in caso di assoluta necessità, come la presenza di dolore grave. Questo medicinale, come altri medicinali simili (analgesici stupefacenti), può causare problemi di respirazione o crisi d’astinenza. Questo medicinale può causare problemi di respirazione o sintomi d’astinenza nel neonato.

Se Morfina Cloridrato Molteni viene usato per lungo tempo durante la gravidanza, c’è il rischio che il neonato presenti sintomi di sospensione (astinenza) da sostanza d’abuso che devono essere trattati da un medico. La somministrazione deve essere evitata nei parti prematuri o durante la seconda fase del travaglio (quando il collo dell’utero raggiunge i 4-5 cm).

• Allattamento La morfina passa nel latte materno. Il medico valuterà la necessità di interrompere l’allattamento o il trattamento con morfina.

Guida dei veicoli e utilizzo dei macchinari Eviti di guidare veicoli e di usare macchinari durante il trattamento con Morfina Cloridrato Molteni. Il medicinale può causare effetti che alterano in maniera marcata la sua capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Questi effetti possono essere maggiori se assume questo medicinale in combinazione con alcool o altri medicinali (vedere i paragrafi “Morfina Cloridrato Molteni e alcool” e “Morfina Cloridrato Molteni e

altri medicinali”).

Come usarlo

Questo medicinale è somministrato per via iniettabile sotto pelle (via sottocutanea), in un muscolo (via intramuscolare), in vena (via endovenosa) o nello spazio epidurale.

E’ possibile diluire il contenuto della fiala in soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) o in altro solvente (glucosio al 5%).

Prima di iniziare il trattamento e regolarmente durante il trattamento, il medico discuterà con lei cosa può

aspettarsi dall’uso di Morfina Cloridrato Molteni, quando e per quanto tempo è necessario usarlo, quando rivolgersi al medico e quando è necessario interrompere il trattamento (vedere anche Se interrompe il trattamento con Morfina Cloridrato Molteni, in questo paragrafo).

Il medico adeguerà la dose tenendo conto dell’età e delle sue condizioni di salute.

Uso negli adulti
Trattamento del dolore acuto:
- Iniezione sotto pelle o in un muscolo: la dose è di 10 mg da ripetere, se necessario, ogni 4 ore.
- Iniezione in vena: la dose iniziale è compresa tra 2 mg e 10 mg per 70 kg di peso corporeo, somministrati
in 4-5 minuti.

Trattamento del dolore dopo intervento chirurgico: - Iniezione epidurale: la dose raccomandata è compresa tra 2 e 5 mg. Questa dose fornisce sollievo dal dolore per 24 ore. Se necessario il medico deciderà di aumentare la dose di 1-2 mg, ad intervalli regolari.

Non superare la dose di 10 mg nelle 24 ore. - Iniezione per infusione continua: la dose iniziale raccomandata è di 2-4 mg in 24 ore. Il medico deciderà di aumentare la dose di 1-2 mg, se necessario.

Trattamento di gravi problemi ai polmoni (edema polmonare acuto) La dose raccomandata è compresa tra 5 mg e 10 mg, per iniezione lenta in vena (2 mg al minuto).

Trattamento del dolore associato al blocco dell’attività del cuore (infarto del miocardio) La dose raccomandata è di 10 mg, seguiti da altri 10 mg se necessario, per iniezione lenta in vena (2 mg al

minuto).

Uso nei neonati
- Iniezione lenta in vena: la dose raccomandata è compresa tra 40 e 100 microgrammi per kg di peso
corporeo in almeno 5-10 minuti, ogni 4-6 ore.
- Iniezione per infusione:

• Nei bambini prematuri: la dose iniziale è compresa tra 25 e 50 microgrammi per kg di peso
corporeo, seguita da una seconda somministrazione di 5 microgrammi per kg di peso corporeo
all’ora;
• Nei bambini nati a termine: la dose iniziale è compresa tra 50 e 100 microgrammi per kg di peso
corporeo, seguita da 10-20 microgrammi per kg di peso corporeo all’ora.

Uso nei bambini fino a 12 anni Nei bambini con meno di 12 anni di età usi questo medicinale solo in casi particolari e di effettiva necessità: - Iniezione in vena: la dose è compresa tra 100 e 200 microgrammi per kg di peso corporeo, fino a 6 volte

al giorno; - Iniezione per infusione: da effettuare solo dopo aver somministrato una dose iniziale in vena. La dose è compresa tra 10-30 microgrammi per kg di peso corporeo all’ora.

Uso negli adolescenti da 12 a 18 anni: - Iniezione in vena: la dose raccomandata è compresa tra 2,5 e 10 mg fino a 6 volte al giorno;

- Iniezione per infusione: da effettuare solo dopo aver somministrato una dose iniziale in vena. La dose è compresa tra 10 e 30 microgrammi per kg di peso corporeo all’ora.

Uso negli anziani e nei pazienti debilitati Il medico deciderà se ridurre la dose in base alle sue condizioni di salute (vedere il paragrafo “Avvertenze e

precauzioni”).

Uso nei pazienti con problemi ai reni o al fegato Se soffre di problemi al fegato o ai reni (insufficienza epatica e/o renale), il medico ridurrà la dose. Nei casi più gravi la dose può essere dimezzata.

Se usa più Morfina cloridrato Molteni di quanto deve Se pensa di aver usato una quantità eccessiva di questo medicinale, avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

I sintomi di una dose eccessiva di morfina sono:
- nausea, vomito;
- tremori;
- alterazioni del comportamento (disforia);
- problemi della respirazione;
- diminuzione della pressione del sangue (ipotensione) e problemi di circolazione;

- alterazione dello stato di coscienza fino arresto respiratorio, collasso e coma;
- restringimento della pupilla (miosi);
- abbassamento della temperatura corporea (ipotermia);
- flaccidità dei muscoli.

Nei casi gravi si possono verificare insufficiente circolazione del sangue (insufficienza circolatoria) e coma che possono portare alla morte. Le persone che hanno assunto una dose eccessiva possono incorrere in polmonite per inalazione di vomito o corpi estranei, i cui sintomi possono includere dispnea, tosse e febbre. Le persone che hanno assunto una dose eccessiva possono inoltre presentare difficoltà respiratorie che causano incoscienza o persino la morte.

Se dimentica di usare Morfina Cloridrato Molteni Se ha dimenticato una dose, continui la cura come le è stato prescritto dal medico. In nessun caso usi una

dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Morfina Cloridrato Molteni Non interrompa il trattamento senza prima averne parlato con il suo medico. Se intende interrompere il trattamento con Morfina Cloridrato Molteni, chieda al medico come ridurre gradualmente il dosaggio in modo da evitare i sintomi di astinenza. I sintomi di astinenza possono includere dolori muscolari, tremori,

diarrea, dolori allo stomaco, nausea, sintomi simil-influenzali, battito cardiaco accelerato e pupille dilatate. I sintomi psicologici includono un’intensa sensazione di insoddisfazione, ansia e irritabilità.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Si possono verificare gli effetti indesiderati di seguito elencati:

- reazione allergica grave che causa difficoltà respiratorie o capogiro;
- grave reazione cutanea con vescicole, cute squamosa diffusa, macchie contenenti pus insieme a febbre.
Potrebbe trattarsi di una condizione denominata pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP);
- alterazione dei livelli degli ormoni (diminuzione di CRF, ACTH, LH, FSH, androgeni, estrogeni;

aumento di prolattina, ADH);
- eccitazione, irritabilità, agitazione, alterazione del comportamento (euforia, disforia);
- perdita del sonno (insonnia);
- sedazione;
- riduzione del tono dell’umore;

- sensazione di debolezza (astenia);
- confusione (ottundimento mentale), stati di indifferenza;
- mal di testa (cefalea);
- maggior sensibilità al dolore;
- sudorazione;
-
-
-
-
vertigini;

problemi della vista, restringimento delle pupille (miosi); del aumento della pressione interna alla testa che può aggravare preesistenti disturbi al cervello;

sensazione di vertigine dovuta alla diminuzione della pressione del sangue quando ci si alza (ipotensione
ortostatica);
- perdita di coscienza improvvisa (sincope);
- problemi di respirazione (depressione respiratoria), anche gravi se soffre di problemi ai bronchi o ai
polmoni (atelectasia);
- arresto respiratorio;
- depressione circolatoria;
- collasso;

- nausea, vomito;
- bocca secca;
- problemi di digestione;
- stitichezza;

- coliche biliari;
- arrossamento del volto, del collo e del torace, sudorazione, prurito, irritazione della pelle (orticaria ed
altre alterazioni della cute);
- sindrome da astinenza o dipendenza (per i sintomi vedere il paragrafo 3: Se interrompe il trattamento con
Morfina Cloridrato Molteni);
- ritenzione urinaria.

Altri possibili effetti indesiderati

Frequenza non nota:
- apnea nel sonno (pause respiratorie durante il sonno)
- sintomi associati a infiammazione del pancreas (pancreatite) e delle vie biliari, ad esempio dolore intenso
nella parte superiore dell’addome con possibile irradiazione alla schiena, nausea, vomito o febbre.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “SCAD.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

La soluzione deve essere incolore o giallo chiaro, senza residui. Non usi questo medicinale se nota che la soluzione presenta un colore giallo più intenso, se ha un colore diverso o se ha un residuo sul fondo.

Conservi le fiale nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Le fiale sono per uso singolo, elimini la soluzione che non utilizza.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare

i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Morfina Cloridrato Molteni

Morfina Cloridrato Molteni 10 mg/ml soluzione iniettabile

- Il principio attivo è morfina cloridrato. Ogni fiala contiene 10 mg di morfina cloridrato.
- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Morfina Cloridrato Molteni 20 mg/ml soluzione iniettabile
- Il principio attivo è morfina cloridrato. Ogni fiala contiene 20 mg di morfina cloridrato.
- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Morfina Cloridrato Molteni e contenuto della confezione Morfina Cloridrato Molteni 10 mg/ml soluzione iniettabile fiala 1 ml, confezioni da 1 fiala o 5 fiale.

Morfina Cloridrato Molteni 20 mg/ml soluzione iniettabile fiala 1 ml, confezioni da 1 fiala o 5 fiale.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore L. Molteni & C. dei F.lli Alitti Società di Esercizio S.p.A., Strada Statale 67 – Fraz. Granatieri – Scandicci (Firenze)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Mese/Anno

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici e agli operatori sanitari.

Morfina cloridrato non deve essere miscelato con altri medicinali. I sali di morfina sono incompatibili con aminofillina, sali sodici di barbiturici e fenitoina, aciclovir sodico, furosemide, eparina sodica, petidina, clorfeniramina, prometazina e edisilati. È stata dimostrata incompatibilità fisico-chimica (formazione di precipitati) tra soluzioni di morfina solfato e 5-fluorouracile.

Domande frequenti su MORFINA CLORIDRATO MOLTENI

Come si usa MORFINA CLORIDRATO MOLTENI?

MORFINA CLORIDRATO MOLTENI si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, epidurale, intramuscolare, sottocutanea. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

MORFINA CLORIDRATO MOLTENI è disponibile senza ricetta?

No, MORFINA CLORIDRATO MOLTENI è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di MORFINA CLORIDRATO MOLTENI?

Il principio attivo di MORFINA CLORIDRATO MOLTENI è MORFINA, MORFINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di MORFINA CLORIDRATO MOLTENI?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: MORFINA CLORIDRATO MONICO, MORFINA CLORIDRATO S.A.L.F., ORAMORPH, TWICE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce MORFINA CLORIDRATO MOLTENI?

MORFINA CLORIDRATO MOLTENI è prodotto da L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A..

Da quando MORFINA CLORIDRATO MOLTENI è autorizzato in Italia?

MORFINA CLORIDRATO MOLTENI ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2002-05-15.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Morfina cloridrato MOLTENI 10 mg/ml soluzione iniettabile Morfina cloridrato MOLTENI 20 mg/ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Morfina cloridrato MOLTENI 10 mg/ml soluzione iniettabile Una fiala da 1 ml contiene: Principio attivo: morfina cloridrato 10 mg Morfina cloridrato MOLTENI 20 mg/ml soluzione iniettabile Una fiala da 1 ml contiene: Principio attivo: morfina cloridrato 20 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile. La soluzione è limpida, incolore o giallo chiaro, e priva di particelle visibili.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento del dolore da moderato a grave e/o resistente agli altri antidolorifici, in particolare dolore associato a neoplasie, a infarto miocardico e dopo gli interventi chirurgici. Edema polmonare acuto. La morfina, inoltre, è indicata in anestesia generale e loco-regionale, e nella parto-analgesia epidurale.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Morfina cloridrato MOLTENI può essere somministrata per via sottocutanea, intramuscolare, nonché per via endovenosa ed epidurale nel caso in cui il medicinale non contenga conservanti. Adulti nel dolore acuto: - per iniezione sottocutanea o intramuscolare, alla dose di 10 mg da ripetere, se necessario, ogni 4 ore; - per somministrazione endovenosa: dose iniziale di 2-10 mg/70 kg somministrati in 4-5 minuti. nel dolore post-operatorio:

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 2 - per iniezione epidurale, una dose di 2-5 mg nella regione lombare fornisce sollievo dal dolore per 24 ore. Se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare dosi aggiuntive di 1-2 mg ad intervalli sufficienti per valutare l’efficacia. Non superare la dose di 10 mg in 24 ore. - per infusione continua, si raccomanda una dose iniziale di 2-4 mg in 24 ore. Se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare dosi aggiuntive di 1-2 mg. nell'edema polmonare acuto: - per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min), fino a 5-10 mg. nell'infarto del miocardio: - per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min), 10 mg seguiti, se necessario, da altri 10 mg. Neonati - somministrazione endovenosa in bolo lento: 40-100 μg/kg in almeno 5-10 minuti, ogni 4-6 ore. - per infusione: 25-50 μg/kg (dose di carico), seguita da 5 μg/kg/ora in caso di neonati pretermine; 50-100 μg/kg (dose di carico), seguita da 10-20 μg/kg/ora in caso di neonati a termine. Bambini fino a 12 anni - Solo in casi particolari e di effettiva necessità - somministrazione endovenosa in bolo: 100-200 μg/kg fino a 6 volte/die. - per infusione: dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 μg/kg/ora. Adolescenti da 12 a 18 anni - somministrazione endovenosa in bolo: 2,5-10 mg fino a 6 volte/die. - per infusione: dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 μg/kg/ora. Anziani o pazienti debilitati In tali soggetti è consigliabile una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.4) Insufficienza epatica e renale Nei pazienti con insufficienza epatica e/o renale moderata (VFG 10-50 ml/min) si raccomanda una riduzione del dosaggio del 25%; nei pazienti con insufficienza renale severa (VFG <10 ml/min) la dose deve essere ridotta del 50%. Nel caso in cui sia necessario diluire la soluzione contenuta nella fiala è possibile utilizzare sodio cloruro 0,9% (soluzione fisiologica) o glucosio 5%. Obiettivi e interruzione del trattamento Prima di iniziare il trattamento con Morfina cloridrato Molteni, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che comprenda la durata e gli obiettivi dello stesso e un piano per la conclusione del trattamento, in accordo con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, deve essere previsto un contatto frequente tra il medico e il paziente al fine di valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerare l’interruzione del trattamento e, se necessario, adeguar

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 3 la posologia. Quando un paziente non necessita più della terapia con Morfina cloridrato Molteni, può essere consigliabile ridurre la dose gradualmente per prevenire i sintomi di astinenza. Si può scatenare una sindrome da astinenza se la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta. In assenza di un adeguato controllo del dolore, deve essere considerata la possibilità di iperalgesia, tolleranza e progressione della malattia di base (vedere paragrafo 4.4). Durata del trattamento Morfina cloridrato Molteni non deve essere usato più a lungo del necessario.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo e a molecole chimicamente derivate dalla morfina e/o ad uno qualsiasi degli eccipienti. L’ipersensibilità verso la morfina è caratterizzata da rossore al viso, prurito e broncospasmo (la somministrazione potrebbe causare la comparsa di reazioni anafilattiche); - tutte le forme di addome acuto e ileo paralitico; - depressione respiratoria; - nell’insufficienza epatocellulare grave; - scompenso cardiaco secondario ad affezioni croniche del polmone; - traumatismi cranici e in caso di ipertensione endocranica; - dopo interventi chirurgici delle vie biliari; - durante un attacco di asma bronchiale; - stati convulsivi; - epilessia non controllata; - alcolismo acuto e nel delirium tremens; - stati di depressione del sistema nervoso centrale, in particolare quelli indotti da altri farmaci come ipnotici, sedativi, tranquillanti, ecc. (vedere paragrafo 4.5); - in associazione con IMAO, incluso il furazolidone, o dopo meno di 2-3 settimane dalla sospensione del precedente trattamento (vedere paragrafo 4.5); - in caso di trattamento con Naltrexone; - generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

La morfina deve essere somministrata nei bambini solo in casi particolari e di effettiva necessità (vedere paragrafo 4.2).

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 4 La morfina deve essere somministrata con cautela nei soggetti anziani e molto anziani o debilitati (vedere paragrafo 4.2) ed in pazienti affetti da: - disturbi cardiaci secondari a patologie polmonari croniche - affezioni organico-cerebrali - insufficienza respiratoria e affezioni polmonari croniche (particolarmente se accompagnate da ipersecrezione bronchiale) e comunque in tutte le condizioni ostruttive delle vie respiratorie e in caso di ridotta riserva ventilatoria (come, ad esempio, in caso di cifoscoliosi ed obesità) - coliche renali e biliari - ipertrofia prostatica - mixedema e ipotiroidismo - epatite acuta ed epatopatie acute - funzionalità renale e/o epatica ridotta (vedere paragrafo 4.2) - insufficienza adrenocorticale - stati ipotensivi gravi e shock - rallentamento del transito gastrointestinale e affezioni intestinali di tipo infiammatorio o ostruttivo - miastenia grave - assuefazione agli oppioidi - affezioni cardiovascolari ed aritmie cardiache Disturbi respiratori correlati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori correlati al sonno, tra cui l’apnea centrale nel sonno (central sleep apnoea, CSA) e l’ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in modo dose-dipendente. Nei pazienti che manifestano CSA, si deve considerare la possibilità di ridurre la posologia totale degli oppioidi. Reazioni avverse cutanee gravi (severe cutaneous adverse reactions, SCARs) La pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che può essere potenzialmente letale o avere esito mortale, è stata segnalata in associazione al trattamento con morfina. La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro i primi 10 giorni di trattamento. I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di AGEP e della necessità di consultare il medico nel caso in cui si manifestino. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni cutanee, la morfina deve essere sospesa e deve essere considerato un trattamento alternativo. Sindrome toracica acuta (ACS) in pazienti affetti da anemia falciforme (SCD) A causa di una possibile associazione tra ACS e l’uso di morfina nei pazienti affetti da SCD trattati con morfina durante una crisi vaso-occlusiva, è necessario uno stretto monitoraggio dei sintomi dell’ACS. Insufficienza surrenalic

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 5 Gli analgesici oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi di insufficienza surrenalica possono includere ad es. nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, debolezza, capogiro o pressione arteriosa bassa. Patologie epatobiliari La morfina può causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, determinando in tal modo un aumento della pressione intrabiliare e del rischio di sintomi a carico delle vie biliari e di pancreatite. Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina L’uso a lungo termine di analgesici oppioidi può essere associato a una diminuzione dei livelli degli ormoni sessuali e a un aumento della prolattina. I sintomi includono libido diminuita, impotenza o amenorrea. Rischio dall’uso concomitante di medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse L’uso concomitante di Morfina cloridrato Molteni e medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante con questi medicinali sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali le opzioni di un trattamento alternativo non sono possibili. Se si decide di prescrivere Morfina cloridrato Molteni in concomitanza a medicinali sedativi, deve essere usata la dose efficace più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile. I pazienti devono essere attentamente valutati per i segni e i sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tale riguardo, è fortemente raccomandato di informare i pazienti e le persone che se ne prendono cura (dove applicabile) di prestare attenzione a questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Terapia antipiastrinica con inibitore del recettore P2Y12 per via orale Durante il primo giorno di trattamento concomitante con inibitore del recettore P2Y12 e morfina, si è osservata un’efficacia ridotta del trattamento con inibitore del recettore P2Y12 (vedere paragrafo 4.5). L’iperalgesia che non risponde a un ulteriore aumento della dose di morfina può verificarsi in particolare a dosi elevate. Può essere necessaria una riduzione della dose di morfina o una sostituzione dell’oppioide. La morfina, per il suo effetto analgesico e per la sua azione sul livello di coscienza, sul diametro pupillare e sulla dinamica respiratoria può rendere difficile la valutazione clinica del paziente ed ostacolare la diagnosi di quadri addominali acuti. La morfina va usata solo nel caso di effettiva necessità nei bambini, specialmente nei neonati. Il dosaggio va ridotto negli anziani e nei soggetti debilitati. Inducendo in modo variabile il rilascio di istamina provoca vasodilatazione e diminuzione della pressione telediastolica. Questo può essere vantaggioso nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia in seguito a recente infarto miocardico, ma è un problema in caso di disfunzioni delle valvole aortiche e nei disturbi coronarici di una certa importanza. È pratica comune la somministrazione di morfina in caso d

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 6 insufficienza ventricolare sinistra acuta al fine di ridurre il precarico ventricolare per mezzo della vasodilatazione indotta dall'istamina. Le concentrazioni plasmatiche di morfina possono essere ridotte dalla rifampicina. L’effetto analgesico della morfina deve essere monitorato e le dosi di morfina aggiustate durante e dopo il trattamento con rifampicina. Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) Tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica possono svilupparsi in caso di somministrazione ripetuta di oppioidi come Morfina cloridrato Molteni. L’uso ripetuto di Morfina cloridrato Molteni può provocare il disturbo da uso di oppioidi (OUD). Una dose più elevata e una durata prolungata del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare OUD. L’abuso o l’uso improprio intenzionale di Morfina cloridrato Molteni può portare a un sovradosaggio e/o al decesso. Il rischio di sviluppare OUD è aumentato nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei consumatori di tabacco o nei pazienti con anamnesi personale di altri disturbi di salute mentale (ad esempio depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). Prima di iniziare il trattamento con Morfina cloridrato Molteni e durante il trattamento, devono essere concordati con il paziente gli obiettivi e un piano di sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento il paziente deve inoltre essere informato in merito ai rischi e ai segni di OUD. Se si manifestano questi segni, i pazienti devono essere avvisati di contattare il proprio medico. I pazienti dovranno essere monitorati al fine di rilevare eventuali segni di comportamento di ricerca di sostanza d’abuso (ad esempio, richieste troppo precoci di rinnovi). Ciò include la revisione degli oppioidi concomitanti e dei farmaci psicoattivi (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, deve essere preso in considerazione il consulto con uno specialista delle dipendenze. La tolleranza all'effetto analgesico della morfina si presenta come riduzione progressiva dell'efficacia e della durata dell'analgesia e comporta, come conseguenza, un aumento del dosaggio. La tolleranza all'inibizione dei centri del respiro si sviluppa parallelamente, per cui l'aggiustamento del dosaggio non comporta il rischio di una depressione respiratoria. Contemporaneamente alla tolleranza ai diversi effetti della morfina e con lo stesso meccanismo d'azione, si sviluppa la dipendenza. La tolleranza ai narcoticianalgesici non consegue a un fenomeno di desensibilizzazione recettoriale, ma è indice dello sviluppo di meccanismi neurobiologici di segno opposto rispetto a quelli indotti dalla stimolazione dei recettori oppioidi. Lo stabilirsi di meccanismi adattativi (che presuppongono la sintesi di nuove molecole proteiche) ristabilisce l'equilibrio della funzione perturbata dalla ripetuta azione farmacologica della morfina. Il nuovo equilibrio è sostenuto dalla stimolazione dei recettori μ-oppioidi da parte della morfina e dai meccanismi adattativi messi in essere dall'organismo e perdura fino a che la morfina stimol

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 7 recettori μ-oppioidi. In una condizione di tolleranza, l'interruzione della somministrazione di morfina evidenzia l'attività funzionale di questi meccanismi, che si rivela in termini di sintomi speculari rispetto agli effetti acuti del narcotico: iperalgesia e dolorabilità diffusa, diarrea, midriasi, ipertensione, brividi di freddo, ecc. Questi sintomi nel loro insieme costituiscono la "sindrome di astinenza", la cui comparsa dimostra l'avvenuto sviluppo della dipendenza. I sintomi da astinenza si manifestano di solito entro poche ore dall’assunzione dell’ultima dose, raggiungono l’intensità massima entro 36-72 ore, quindi regrediscono gradualmente. Questi sintomi includono nelle prime 24 ore irrequietezza, sbadigli, midriasi, lacrimazione, rinorrea, sudorazione e orripilazione. Successivamente i sintomi progrediscono e sono aggravati dalla comparsa di fascicolazioni e spasmi muscolari, dolori addominali e alle gambe, lombalgia, talora severa, cefalea, starnuti, debolezza, ansia, irritabilità, alterazioni del sonno o insonnia, agitazione, anoressia, nausea, vomito, diarrea, disidratazione, perdita di peso, tachicardia, tachipnea, ipertensione, febbre e disturbi vasomotori. In assenza di trattamento i sintomi da astinenza più evidenti scompaiono in 5-14 giorni. Tolleranza e dipendenza si sviluppano molto lentamente in clinica, se la morfina viene somministrata per prevenire l'insorgenza del dolore e non al bisogno. I meccanismi della tossicodipendenza con il "craving" (tossicomania) da oppiacei presuppongono una fase di autosomministrazione, cioè schemi posologici e motivazioni alla base dell'assunzione di morfina diversi da quelli previsti per il controllo del dolore cronico in clinica. Per cui sono rari i casi di tolleranza di grado elevato e di comportamenti compulsivi di appetizione del farmaco che, se presenti, presuppongono un intervento specialistico. Anche l'eventuale fase di interruzione della terapia con oppiacei, da attuarsi con gradualità, non si accompagna in clinica a complicanze comportamentali; sempre che la causa algogena sia stata rimossa. Peraltro, il rischio di dipendenza esiste, per cui la morfina non deve essere utilizzata negli stati dolorosi sensibili ad analgesici meno potenti o nei pazienti che non siano sotto stretta sorveglianza medica. La tolleranza agli effetti farmacologici della morfina si attenua e scompare in pochi giorni dopo l'interruzione, assieme alla scomparsa dei sintomi di astinenza cioè della tolleranza.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

La contemporanea somministrazione di altri agenti che deprimono il sistema nervoso centrale, quali alcool o farmaci quali anestetici generali, ipnotici, sedativi, ansiolitici, neurolettici, gabapentin o pregabalin, antidepressivi triciclici e antistaminici, può potenziare gli effetti della morfina, particolarmente quello di inibizione sulla funzione respiratoria. La morfina, inoltre, può ridurre l'azione dei diuretici e potenziare gli effetti degli agenti di blocco neuromuscolare e dei miorilassanti in genere, del dicumarolo e degli altri anticoagulanti orali. I pazienti al risveglio dall'anestesia sono particolarmente vulnerabili alla depressione respiratoria causata dalla morfina. L'acidosi respiratoria, secondaria all'ipercapnia acuta, può causare una riattivazione dei miorilassanti a lunga durata al termine dell'anestesia, cui consegue un'ulteriore depressione dell

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 8 respirazione. Quanto detto sopra, insieme agli effetti intrinseci della morfina sull'innervazione motoria efferente dei muscoli respiratori, può sfociare in breve tempo in una crisi respiratoria. Nei pazienti emodializzati in terapia con cimetidina e morfina sono stati riportati casi di confusione e grave depressione respiratoria. La morfina, inducendo la liberazione di ormone antidiuretico, riduce l'efficacia dei diuretici; inoltre, causando spasmo dello sfintere della vescica, può provocare ritenzione urinaria, in particolare nei soggetti con prostatismo precoce. Interazioni potenzialmente utili sono invece quelle con antidepressivi triciclici, aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei, per i quali si ha un potenziamento degli effetti analgesici che consente una riduzione del dosaggio di morfina. Gli anticonvulsivanti del tipo della carbamazepina possono incrementare l'analgesia e la sedazione indotte dall'oppiaceo nei pazienti in cui il dolore ha una componente neurologica. Nelle nevralgie pure la morfina può risultare inattiva, così come in alcuni stati dolorosi come la sindrome talamica e le lesioni del midollo spinale. In tali casi risulta utile l'impiego di anticonvulsivanti, antidepressivi e fenotiazine a lunga durata. Associazioni controindicate - Farmaci inibitori delle Monoaminoossidasi (compreso il furazolidone). A causa dell’inibizione del Sistema Nervoso Centrale, la co-somministrazione può provocare ipotensione e depressione respiratoria (vedere paragrafo 4.3). - Naltrexone. In caso di co-somministrazione, il paziente può risultare insensibile all’effetto antalgico della morfina. Associazioni sconsigliate - Alcool. L’alcool incrementa l’effetto sedativo della morfina. L’alterazione della vigilanza può rendere pericolosi la guida e l’uso di macchine. L’assunzione di bevande alcoliche e di farmaci contenenti alcool è sconsigliata. Associazioni che richiedono particolari precauzioni d’impiego - Rifampicina. La co-somministrazione causa una diminuzione della concentrazione e dell’attività della morfina e del suo metabolita attivo. Durante e al termine della terapia con rifampicina, occorre tenere sotto osservazione il paziente, ed eventualmente procedere ad una modifica della posologia della morfina. - Cimetidina e altri farmaci inibitori del sistema del citocromo-P450. Tali farmaci comportano un rallentamento nella degradazione della morfina, determinandone un aumento della concentrazione plasmatica. - Inibitore del recettore P2Y12. In pazienti con sindrome coronarica acuta trattati con morfina è stata osservata un’esposizione ritardata e ridotta alla terapia antipiastrinica con inibitore de

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 9 recettore P2Y12 per via orale. Questa interazione può essere correlata alla ridotta motilità gastrointestinale e si applica ad altri oppioidi. La rilevanza clinica non è nota, ma i dati indicano il potenziale di efficacia ridotta dell’inibitore del recettore P2Y12 nei pazienti in cui sono cosomministrati morfina e un inibitore del recettore P2Y12 (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti con sindrome coronarica acuta, in cui il trattamento con morfina non può essere sospeso e una rapida inibizione del P2Y12 è ritenuta cruciale, può essere preso in considerazione un trattamento con un inibitore parenterale del recettore P2Y12. Associazioni da tenere in considerazione - Barbiturici - Medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse: l’uso concomitante di oppioidi con medicinali sedativi quali le benzodiazepine o correlati ad esse aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo aggiuntivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento combinato devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). - Altri analgesici morfinici agonisti (alfentanil, codeina, destromoramide, destropropossifene, diidrocodeina, fentanil, ossicodone, petidina, fenoperidina, remifentanil, sufentanil, tramadolo) - Antitussivi morfino-simili (destrometorfano) - Antitussivi morfinici (codeina) - Altri farmaci sedativi (neurolettici, antidepressivi, miorilassanti, antistaminici). La cosomministrazione può causare un incremento della depressione centrale, con aumentato rischio di alterazione dello stato di vigilanza, che può rendere pericolosa la guida e l’uso di macchinari. - Anticoagulanti orali (tra cui il dicumarolo). La morfina può potenziarne gli effetti. - Diuretici. L’azione diuretica può risultare ridotta.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Fertilità Studi su animali hanno dimostrato che la morfina può ridurre la fertilità (vedere il paragrafo 5.3 Dati preclinici di sicurezza). Gravidanza Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso di morfina in donne in gravidanza. Gli studi su animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza/e sullo sviluppo embriofetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. La morfina cloridrato non deve essere usata durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità, come la presenza di dolore grave. Occorre tenere presente che, come tutti gli analgesici stupefacenti, pu

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 10 provocare depressione respiratoria nel neonato per somministrazioni acute o sindrome d’astinenza per somministrazioni ripetute. In ogni caso la somministrazione acuta deve essere evitata nei parti prematuri o durante la seconda fase del travaglio quando la dilatazione del collo uterino raggiunge i 4-5 cm. I neonati le cui madri hanno ricevuto analgesici oppioidi durante la gravidanza devono essere monitorati per i segni di sindrome da sospensione (astinenza) neonatale. Il trattamento può includere una terapia oppioide e di supporto. Allattamento La morfina è escreta nel latte materno. Pertanto, nelle donne che allattano, occorre un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio e decidere sull'opportunità di somministrare il farmaco, rinunciando a nutrire al seno il lattante o, viceversa, proseguire l'allattamento evitando la somministrazione del medicinale.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La morfina compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Tali effetti possono essere più marcati se il medicinale è assunto in combinazione con alcool o altri farmaci sedativi (vedere paragrafo 4.5).

4.8 Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati della morfina, organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Disturbi del sistema immunitario Reazioni anafilattoidi Patologie endocrine La morfina riduce l’increzione del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) conseguente a stress e di gonadoreline. Di conseguenza si ha una diminuzione di produzione di ACTH e di glucocorticoidi, così come di LH, FSH e di steroidi sessuali. La morfina aumenta inoltre l’increzione di prolattina, che può accentuare le conseguenze della ridotta produzione di testosterone nel maschio. Infine, può aumentare la produzione di ormone antidiuretico (ADH). Disturbi psichiatrici Sono possibili modificazioni psicologiche, come eccitazione, insonnia, irritabilità, agitazione, euforia e disforia, ovvero sedazione ed astenia, depressione del tono dell’umore, ottundimento mentale e stati di indifferenza, ansia e dipendenza. Patologie del sistema nervos

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 11 Cefalea, vertigini, aumento della pressione endocranica che può aggravare preesistenti patologie dell’encefalo. Allodinia, iperalgesia (vedere 4.4). Iperidrosi. Patologie dell'occhio Miosi, turbe della visione. Patologie vascolari La somministrazione acuta di morfina produce vasodilatazione periferica, riduce le resistenze periferiche e attenua i riflessi vasomotori. Questi effetti non sono avvertiti dal paziente in posizione supina, ma possono dar luogo a episodi di ipotensione ortostatica e sincope se il paziente assume la posizione eretta. A questi effetti insorge tolleranza dopo poche somministrazioni ripetute a breve distanza di tempo. La morfina, anche a dosi terapeutiche, determina depressione respiratoria ed in minor misura depressione circolatoria. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi di grave depressione respiratoria e circolatoria fino all’arresto respiratorio ed al collasso. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Depressione respiratoria: la depressione respiratoria è, in genere, di grado lieve o moderato e senza conseguenze di rilievo nei soggetti con integrità della funzione respiratoria; tuttavia, può indurre gravi conseguenze nei pazienti con affezioni bronco-polmonari come la formazione di aree di atelectasia. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi di grave depressione respiratoria e circolatoria fino all’arresto respiratorio ed al collasso. Sindrome di apnea centrale nel sonno (frequenza non nota). Patologie gastrointestinali La somministrazione acuta di morfina può produrre nausea e conati di vomito, sia per stimolazione della CTZ che per una sensibilizzazione alla stimolazione labirintica. La morfina riduce la secrezione gastrica e duodenale, aumenta il tono della muscolatura liscia intestinale e rallenta la progressione dell’onda peristaltica. Produce stipsi di tipo spastico. Bocca secca. Pancreatite (frequenza non nota). Patologie epatobiliari Spasmo dello sfintere di Oddi (frequenza non nota) con conseguente aumento della pressione nelle vie biliari, che può accentuare il senso di nausea e fastidio epigastrico e accentuare o scatenare il dolore da colica biliare. Patologie della cute e del tessuto sottocutane

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 12 La somministrazione acuta di morfina può produrre arrossamento del volto, del collo e delle regioni superiori del torace, sudorazione, prurito, orticaria e altre eruzioni cutanee. Pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) (frequenza non nota). Patologie renali e urinarie La morfina aumenta il tono muscolare degli ureteri, ma l’effetto è bilanciato dall’oliguria di origine ormonale. Prolunga i tempi di svuotamento della vescica, ma a questo effetto compare rapida tolleranza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Sindrome di sospensione (astinenza) da sostanza d’abuso. Dipendenza da sostanze d’abuso e sindrome da sospensione (astinenza) L’uso di analgesici oppioidi può essere associato allo sviluppo di dipendenza fisica e/o psicologica o tolleranza. L’uso ripetuto di Morfina cloridrato Molteni può causare dipendenza da sostanze d’abuso, anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza da sostanze d’abuso può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, della posologia e della durata del trattamento con oppioidi (vedere paragrafo 4.4). Una sindrome da astinenza può essere accelerata quando la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta o vengono somministrati antagonisti oppioidi, oppure può talora verificarsi tra una dose e l’altra. Per la gestione, vedere 4.4. I sintomi dell’astinenza fisiologica includono: dolori muscolari, tremori, sindrome delle gambe senza riposo, diarrea, colica addominale, nausea, sintomi simil-influenzali, tachicardia e midriasi. I sintomi psicologici includono umore disforico, ansia e irritabilità. Nella dipendenza da sostanze, sovente è coinvolto il “desiderio intenso di farmaco”. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

4.9 Sovradosaggio

Sintomi I segni del sovradosaggio da morfina consistono in grave depressione respiratoria, circolatoria e dello stato di coscienza che può progredire fino all'arresto respiratorio, al collasso e al coma. Altri segni di tossicità acuta sono miosi estrema, ipotermia e flaccidità dei muscoli scheletrici, polmonite da aspirazione. In casi gravi si possono sviluppare insufficienza circolatoria e coma, che può evolvere a morte del paziente. Nella fase di coma si ha rilasciamento degli sfinteri, incluso quello pupillare e, quindi, midriasi.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 13 Casi meno gravi possono manifestarsi con nausea, vomito, tremori, disforia, ipotermia, ipotensione. Una conseguenza del sovradosaggio potrebbe essere rappresentata anche da rabdomiolisi che evolve ad insufficienza renale. Trattamento È indispensabile mantenere e supportare la respirazione e la circolazione. Somministrare naloxone per via endovenosa a dosi comprese tra 0,4 e 2 mg ripetuti ad intervalli di 2-3 minuti se necessario e fino ad un massimo di 10 mg fino al risveglio del paziente, che deve riprendere a respirare autonomamente, evitando per quanto è possibile di scatenare una crisi di astinenza. Lo stato di coscienza va in seguito mantenuto somministrando il naloxone per infusione endovena ad un dosaggio che eviti i sintomi di astinenza, fino a che le concentrazioni plasmatiche di agonista abbiano raggiunto un livello di sicurezza.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: analgesici, codice ATC: N02AA01 La morfina è un analgesico oppiaceo che agisce come agonista su specifici recettori siti nel sistema nervoso centrale e nel plesso mesenterico della parete addominale. I suoi effetti principali si manifestano sul sistema nervoso centrale con analgesia, depressione respiratoria, cambiamenti d'umore, obnubilamento mentale; sul sistema gastroenterico con nausea o vomito, sulla muscolatura liscia con miosi, aumento del tono intestinale con riduzione della forza propulsiva, aumento della pressione biliare e del tono dell'uretere e dello sfintere vescicale. La morfina aumenta la soglia del dolore ed è particolarmente efficace nei confronti dei dolori persistenti.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Il tempo di dimezzamento della morfina nel sangue e nel plasma è di 2,7 ore (1,2-4,9 ore) e di 2,95 ore (1,8-5 ore) rispettivamente. La clearance media è di 1,16 L/min (0,32-1,7 L/min) nel sangue e di 1,09 L/min (0,77-1,1 L/min) nel plasma. Gli elevati valori della clearance rappresentano circa il 75% del flusso sanguigno epatico (HBF), da cui emerge che il fattore principale nella clearance della morfina è l'HBF e non la capacità intrinseca degli enzimi epatici. Essendo la clearance soprattutto flusso-dipendente, farmaci e fattori ambientali che agiscono da induttori metabolici non alterano di molto la clearance e il tempo di dimezzamento della morfina pur influenzando la biodisponibilità orale. La morfina è discretamente idrofila e perciò ha un volume di distribuzione minore della maggior parte degli oppioidi comunemente impiegati. Il valore del volume di distribuzione apparente allo steady-state è di 2-3 L/kg. La curva concentrazione plasmatica-tempo è di tipo bio triesponenziale. Nell'uomo, le concentrazioni maggiori sono state riscontrate nel sangue, nella bile, nei polmoni e nel fegato. Un profil

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 14 di distribuzione simile è stato rilevato nei neonati di madri tossicodipendenti morti 3-5 giorni dopo la nascita. L'ingresso del farmaco nel sistema nervoso centrale è ostacolato in maniera significativa dalla barriera ematoencefalica; infatti, la morfina, somministrata intraventricolarmente, si dimostra fino a 900 volte più potente rispetto a quella somministrata per via sistemica. Inoltre, il tempo necessario per ottenere l'effetto massimo è maggiore per la morfina che per altri oppioidi come petidina, fentanil e metadone i quali hanno una maggiore lipofilia. Da indagini eseguite dopo somministrazione epidurale nel trattamento del dolore dei pazienti affetti da cancro, è emersa una correlazione lineare tra la dose di morfina e la sua concentrazione sia nel plasma che nel fluido cerebrospinale (CSF); il valore medio del rapporto tra la concentrazione plasmatica e quella del CSF allo steady-state è di 132. La morfina si lega per il 25-35% alle proteine plasmatiche, perciò i fattori che alterano tale legame influiscono in modo trascurabile sul suo profilo farmacodinamico. La quantità di farmaco che si ritrova nel latte materno è inferiore all'1% della dose; la sindrome d'astinenza che si manifesta nei neonati di madri tossicodipendenti è quindi causata, con ogni probabilità, dall'esposizione intrauterina all'oppioide. Il fegato è il maggior sito di metabolizzazione della morfina, ma nonostante questo, l'escrezione epatica del farmaco, la sua clearance e il suo volume di distribuzione nei pazienti cirrotici si discostano poco dai valori normali. Tuttavia, a conferma del ruolo centrale del fegato nell'eliminazione dell'oppiaceo, si è registrato un aumento della durata dell'analgesia nei cani epatectomizzati. Soltanto una piccola percentuale di morfina viene escreta immodificata nelle urine. Per questo motivo, sebbene un'insufficienza renale non modifichi il metabolismo e l'eliminazione della morfina come tale, nei pazienti nefropatici può verificarsi un accumulo dei metaboliti della morfina, in particolare del metabolita attivo 6-glucuronide, con conseguente prolungamento dell'effetto oppioide e rischio di intossicazione. L'età si è rivelata un fattore importante nel determinare la dose efficace di morfina: gli anziani, infatti, manifestano una maggiore sensibilità alla dose standard di farmaco e, pur non differendo nel picco di azione analgesica, mostrano una risposta più protratta. Nell'anziano la morfina ha una clearance ridotta e un volume di distribuzione minore e ciò comporta, a parità di dose rispetto ad un soggetto giovane, una concentrazione plasmatica maggiore e una più lunga durata d'azione. La morfina viene estesamente biotrasformata sia a livello epatico che a livello intestinale già prima dell'assorbimento: il 3-glucuronide è il metabolita principale (circa il 45% della dose), mentre il 6glucuronide, quantitativamente minore (5%), è circa 40 volte più attivo della morfina stessa. I valori della clearance renale del 3-glucuronide e del 6-glucuronide sono di 79 ± 32 e 103 ± 47 mL/min, rispettivamente. Altri prodotti di degradazione sono la normorfina (1-5%), la normorfina 3-glucuronid

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 15 (3%), la morfina 3,6-biglucuronide, la morfina etere-solfato e altri glucuronidi della normorfina. La morfina viene trasformata in codeina per O-metilazione. L'escrezione biliare dei metaboliti può dar luogo ad un certo grado di circolazione enteroepatica. L'eliminazione della morfina e dei suoi metaboliti nelle feci si aggira attorno al 5-10%.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nell'uomo la tossicità della morfina è stata studiata in caso di sovradosaggio, ma a causa della grande variabilità individuale nella sensibilità agli oppiacei è difficile determinare l'esatta dose tossica o letale. La presenza di dolore o di tolleranza diminuisce gli effetti tossici della morfina. Il profilo tossicologico della morfina negli animali non è stato identificato in maniera sistematica in considerazione dell'ampia esperienza clinica. Studi animali recenti hanno confermato alcuni bersagli della tossicità della morfina. Nei ratti, è stata dimostrata un'azione nefrotossica della morfina dopo somministrazione sottocutanea di dosi relativamente elevate (fino a 96 mg/kg). Gli effetti avversi della morfina sullo sviluppo del feto e del neonato sono stati confermati in ratti e topi. La morfina ha dimostrato di ridurre la liberazione di LH dall'ipofisi provocando riduzione dei livelli di testosterone, riduzione di peso degli organi femminili secondari e riduzione delle popolazioni di cellule spermatogeniche. Nei ratti maschi sono stati segnalati ridotta fertilità e danno cromosomico nei gameti. Gli effetti avversi della morfina sia in maschi sia in femmine sono in accordo con recenti risultati che dimostrano che la morfina ha azioni genotossiche significative in molti sistemi in vivo. L'immunotossicità associata al trattamento con morfina è stata dimostrata in studi animali su molti parametri che forniscono un possibile meccanismo alla base di una ridotta resistenza a una serie di infezioni. Alcune evidenze suggeriscono che parte di questo effetto possa essere mediato dal rilascio di cortisone endogeno.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili

6.2 Incompatibilità

Morfina cloridrato non deve essere miscelato con altri medicinali. I sali di morfina sono incompatibili con aminofillina, sali sodici di barbiturici e fenitoina, aciclovir sodico, furosemide, eparina sodica, petidina, clorfeniramina, prometazina e edisilati. È stata dimostrata incompatibilità fisico-chimica (formazione di precipitati) tra soluzioni di morfina solfato e 5-fluorouracile.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 16

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per riparare il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Fiale in vetro incolore da 1 ml, classe idrolitica I. Confezioni: 10 mg/1 ml soluzione iniettabile fiala 1 ml confezioni da 1 o 5 fiale 20 mg/1 ml soluzione iniettabile fiala 1 ml confezioni da 1 o 5 fiale È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Attenzione: la soluzione è incolore o giallo chiaro; le soluzioni che presentano una colorazione di giallo più intenso, che hanno un colore diverso o che presentano sul fondo un precipitato non devono essere usate. Le fiale sono per uso singolo: la soluzione eventualmente non utilizzata deve essere eliminata. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

L. Molteni & C. dei F.lli Alitti Società di Esercizio S.p.A., Strada Statale 67 – Fraz. Granatieri – Scandicci (Firenze)

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

10 mg/1 ml soluzione iniettabile fiala 1 ml confezione da 5 fiale: 029611023 20 mg/1 ml soluzione iniettabile fiala 1 ml confezione da 5 fiale: 029611035 10 mg/1 ml soluzione iniettabile fiala 1 ml confezione da 1 fiala: 029611047 20 mg/1 ml soluzione iniettabile fiala 1 ml confezione da 1 fiala: 029611050

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Prima autorizzazione: Dicembre 1993

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 17 Rinnovo dell’autorizzazione: Maggio 2019

10. Data di revisione del testo

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 18

1. Denominazione del medicinale

Morfina cloridrato MOLTENI 50 mg/5 ml soluzione iniettabile Morfina cloridrato MOLTENI 100 mg/5 ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Morfina cloridrato MOLTENI 50 mg/5 ml soluzione iniettabile Una fiala da 5 ml contiene: Principio attivo: morfina cloridrato 50 mg Morfina cloridrato MOLTENI 100 mg/5 ml soluzione iniettabile Una fiala da 5 ml contiene: Principio attivo: morfina cloridrato 100 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile. La soluzione è limpida, incolore o giallo chiaro, e priva di particelle visibili.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento del dolore da moderato a grave e/o resistente agli altri antidolorifici, in particolare dolore associato a neoplasie, a infarto miocardico e dopo gli interventi chirurgici. Edema polmonare acuto. La morfina, inoltre, è indicata in anestesia generale e loco-regionale, e nella parto-analgesia epidurale.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Morfina cloridrato MOLTENI può essere somministrata per via sottocutanea, intramuscolare, nonché per via endovenosa ed epidurale nel caso in cui il medicinale non contenga conservanti. Adulti nel dolore acuto: - per iniezione sottocutanea o intramuscolare, alla dose di 10 mg da ripetere, se necessario, ogni 4 ore; - per somministrazione endovenosa: dose iniziale di 2-10 mg/70 kg somministrati in 4-5 minuti. nel dolore post-operatorio:

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 19 - per iniezione epidurale, una dose di 2-5 mg nella regione lombare fornisce sollievo dal dolore per 24 ore. Se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare dosi aggiuntive di 1-2 mg ad intervalli sufficienti per valutare l’efficacia. Non superare la dose di 10 mg in 24 ore. - per infusione continua, si raccomanda una dose iniziale di 2-4 mg in 24 ore. Se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare dosi aggiuntive di 1-2 mg. nell'edema polmonare acuto: - per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min), fino a 5-10 mg. nell'infarto del miocardio: - per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min), 10 mg seguiti, se necessario, da altri 10 mg. Neonati - somministrazione endovenosa in bolo lento: 40-100 μg/kg in almeno 5-10 minuti, ogni 4-6 ore. - per infusione: 25-50 μg/kg (dose di carico), seguita da 5 μg/kg/ora in caso di neonati pretermine; 50-100 μg/kg (dose di carico), seguita da 10-20 μg/kg/ora in caso di neonati a termine. Adolescenti da 12 a 18 anni - somministrazione endovenosa in bolo: 2,5-10 mg fino a 6 volte/die. - per infusione: dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 μg/kg/ora. Bambini fino a 12 anni - Solo in casi particolari e di effettiva necessità - somministrazione endovenosa in bolo: 100-200 μg/kg fino a 6 volte/die. - per infusione: dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 μg/kg/ora. Anziani o pazienti debilitati: In tali soggetti è consigliabile una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.4) Insufficienza epatica e renale Nei pazienti con insufficienza epatica e/o renale moderata (VFG 10-50 ml/min) si raccomanda una riduzione del dosaggio del 25%; nei pazienti con insufficienza renale severa (VFG <10 ml/min) la dose deve essere ridotta del 50%. Nel caso in cui sia necessario diluire la soluzione contenuta nella fiala è possibile utilizzare sodio cloruro 0.9% (soluzione fisiologica) o glucosio 5%. Obiettivi e interruzione del trattamento Prima di iniziare il trattamento con Morfina cloridrato Molteni, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che comprenda la durata e gli obiettivi dello stesso e un piano per la conclusione del trattamento, in accordo con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, deve essere previsto un contatto frequente tra il medico e il paziente al fine di valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerare l’interruzione del trattamento e, se necessario, adeguar

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 20 la posologia. Quando un paziente non necessita più della terapia con Morfina cloridrato Molteni, può essere consigliabile ridurre la dose gradualmente per prevenire i sintomi di astinenza. Si può scatenare una sindrome da astinenza se la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta. In assenza di un adeguato controllo del dolore, deve essere considerata la possibilità di iperalgesia, tolleranza e progressione della malattia di base (vedere paragrafo 4.4). Durata del trattamento Morfina cloridrato Molteni non deve essere usato più a lungo del necessario

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo e a molecole chimicamente derivate dalla morfina e/o ad uno qualsiasi degli eccipienti. L’ipersensibilità verso la morfina è caratterizzata da rossore al viso, prurito e broncospasmo (la somministrazione potrebbe causare la comparsa di reazioni anafilattiche); - tutte le forme di addome acuto e ileo paralitico; - depressione respiratoria; - nell’insufficienza epatocellulare grave; - scompenso cardiaco secondario ad affezioni croniche del polmone; - traumatismi cranici e in caso di ipertensione endocranica; - dopo interventi chirurgici delle vie biliari; - durante un attacco di asma bronchiale; - stati convulsivi; - epilessia non controllata; - alcolismo acuto e nel delirium tremens; - stati di depressione del sistema nervoso centrale, in particolare quelli indotti da altri farmaci come ipnotici, sedativi, tranquillanti, ecc. (vedere paragrafo 4.5); - in associazione con IMAO, incluso il furazolidone, o dopo meno di 2-3 settimane dalla sospensione del precedente trattamento (vedere paragrafo 4.5); - in caso di trattamento con Naltrexone; - generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

La morfina deve essere somministrata nei bambini solo in casi particolari e di effettiva necessità (vedere paragrafo 4.2).

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 21 La morfina deve essere somministrata con cautela nei soggetti anziani e molto anziani o debilitati (vedere paragrafo 4.2) ed in pazienti affetti da: - disturbi cardiaci secondari a patologie polmonari croniche - affezioni organico-cerebrali - insufficienza respiratoria e affezioni polmonari croniche (particolarmente se accompagnate da ipersecrezione bronchiale) e comunque in tutte le condizioni ostruttive delle vie respiratorie e in caso di ridotta riserva ventilatoria (come, ad esempio, in caso di cifoscoliosi ed obesità) - coliche renali e biliari - ipertrofia prostatica - mixedema e ipotiroidismo - epatite acuta ed epatopatie acute - funzionalità renale e/o epatica ridotta (vedere paragrafo 4.2) - insufficienza adrenocorticale - stati ipotensivi gravi e shock - rallentamento del transito gastrointestinale e affezioni intestinali di tipo infiammatorio o ostruttivo - miastenia grave - assuefazione agli oppioidi - affezioni cardiovascolari ed aritmie cardiache Disturbi respiratori correlati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori correlati al sonno, tra cui l’apnea centrale nel sonno (central sleep apnoea, CSA) e l’ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in modo dose-dipendente. Nei pazienti che manifestano CSA, si deve considerare la possibilità di ridurre la posologia totale degli oppioidi. Reazioni avverse cutanee gravi (severe cutaneous adverse reactions, SCARs) La pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che può essere potenzialmente letale o avere esito mortale, è stata segnalata in associazione al trattamento con morfina. La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro i primi 10 giorni di trattamento. I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di AGEP e della necessità di consultare il medico nel caso in cui si manifestino. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni cutanee, la morfina deve essere sospesa e deve essere considerato un trattamento alternativo. Sindrome toracica acuta (ACS) in pazienti affetti da anemia falciforme (SCD) A causa di una possibile associazione tra ACS e l’uso di morfina nei pazienti affetti da SCD trattati con morfina durante una crisi vaso-occlusiva, è necessario uno stretto monitoraggio dei sintomi dell’ACS. Insufficienza surrenalic

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 22 Gli analgesici oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi di insufficienza surrenalica possono includere ad es. nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, debolezza, capogiro o pressione arteriosa bassa. Patologie epatobiliari La morfina può causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, determinando in tal modo un aumento della pressione intrabiliare e del rischio di sintomi a carico delle vie biliari e di pancreatite. Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina L’uso a lungo termine di analgesici oppioidi può essere associato a una diminuzione dei livelli degli ormoni sessuali e a un aumento della prolattina. I sintomi includono libido diminuita, impotenza o amenorrea. Rischio dall’uso concomitante di medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse L’uso concomitante di Morfina cloridrato Molteni e medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante con questi medicinali sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali le opzioni di un trattamento alternativo non sono possibili. Se si decide di prescrivere Morfina cloridrato Molteni in concomitanza a medicinali sedativi, deve essere usata la dose efficace più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile. I pazienti devono essere attentamente valutati per i segni e i sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tale riguardo, è fortemente raccomandato di informare i pazienti e le persone che se ne prendono cura (dove applicabile) di prestare attenzione a questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Terapia antipiastrinica con inibitore del recettore P2Y12 per via orale Durante il primo giorno di trattamento concomitante con inibitore del recettore P2Y12 e morfina, si è osservata un’efficacia ridotta del trattamento con inibitore del recettore P2Y12 (vedere paragrafo 4.5). L’iperalgesia che non risponde a un ulteriore aumento della dose di morfina può verificarsi in particolare a dosi elevate. Può essere necessaria una riduzione della dose di morfina o una sostituzione dell’oppioide. La morfina, per il suo effetto analgesico e per la sua azione sul livello di coscienza, sul diametro pupillare e sulla dinamica respiratoria può rendere difficile la valutazione clinica del paziente ed ostacolare la diagnosi di quadri addominali acuti. La morfina va usata solo nel caso di effettiva necessità nei bambini, specialmente nei neonati. Il dosaggio va ridotto negli anziani e nei soggetti debilitati. Inducendo in modo variabile il rilascio di istamina provoca vasodilatazione e diminuzione della pressione telediastolica. Questo può essere vantaggioso nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia in seguito a recente infarto miocardico, ma è un problema in caso di disfunzioni delle valvole aortiche e nei disturbi coronarici di una certa importanza. È pratica comune la somministrazione di morfina in caso d

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 23 insufficienza ventricolare sinistra acuta al fine di ridurre il precarico ventricolare per mezzo della vasodilatazione indotta dall'istamina. Le concentrazioni plasmatiche di morfina possono essere ridotte dalla rifampicina. L’effetto analgesico della morfina deve essere monitorato e le dosi di morfina aggiustate durante e dopo il trattamento con rifampicina. Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) Tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica possono svilupparsi in caso di somministrazione ripetuta di oppioidi come Morfina cloridrato Molteni. L’uso ripetuto di Morfina cloridrato Molteni può provocare il disturbo da uso di oppioidi (OUD). Una dose più elevata e una durata prolungata del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare OUD. L’abuso o l’uso improprio intenzionale di Morfina cloridrato Molteni può portare a un sovradosaggio e/o al decesso. Il rischio di sviluppare OUD è aumentato nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei consumatori di tabacco o nei pazienti con anamnesi personale di altri disturbi di salute mentale (ad esempio depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). Prima di iniziare il trattamento con Morfina cloridrato Molteni e durante il trattamento, devono essere concordati con il paziente gli obiettivi e un piano di sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento il paziente deve inoltre essere informato in merito ai rischi e ai segni di OUD. Se si manifestano questi segni, i pazienti devono essere avvisati di contattare il proprio medico. I pazienti dovranno essere monitorati al fine di rilevare eventuali segni di comportamento di ricerca di sostanza d’abuso (ad esempio, richieste troppo precoci di rinnovi). Ciò include la revisione degli oppioidi concomitanti e dei farmaci psicoattivi (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, deve essere preso in considerazione il consulto con uno specialista delle dipendenze. La tolleranza all'effetto analgesico della morfina si presenta come riduzione progressiva dell'efficacia e della durata dell'analgesia e comporta, come conseguenza, un aumento del dosaggio. La tolleranza all'inibizione dei centri del respiro si sviluppa parallelamente, per cui l'aggiustamento del dosaggio non comporta il rischio di una depressione respiratoria. Contemporaneamente alla tolleranza ai diversi effetti della morfina e con lo stesso meccanismo d'azione, si sviluppa la dipendenza. La tolleranza ai narcoticianalgesici non consegue a un fenomeno di desensibilizzazione recettoriale, ma è indice dello sviluppo di meccanismi neurobiologici di segno opposto rispetto a quelli indotti dalla stimolazione dei recettori oppioidi. Lo stabilirsi di meccanismi adattativi (che presuppongono la sintesi di nuove molecole proteiche) ristabilisce l'equilibrio della funzione perturbata dalla ripetuta azione farmacologica della morfina. Il nuovo equilibrio è sostenuto dalla stimolazione dei recettori μ-oppioidi da parte della morfina e dai meccanismi adattativi messi in essere dall'organismo e perdura fino a che la morfina stimola i recettori μ-oppioidi. In una condizione di tolleranza, l'interruzione della somministrazione di morfin

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 24 evidenzia l'attività funzionale di questi meccanismi, che si rivela in termini di sintomi speculari rispetto agli effetti acuti del narcotico: iperalgesia e dolorabilità diffusa, diarrea, midriasi, ipertensione, brividi di freddo, ecc. Questi sintomi nel loro insieme costituiscono la "sindrome di astinenza", la cui comparsa dimostra l'avvenuto sviluppo della dipendenza. I sintomi da astinenza si manifestano di solito entro poche ore dall’assunzione dell’ultima dose, raggiungono l’intensità massima entro 36-72 ore, quindi regrediscono gradualmente. Questi sintomi includono nelle prime 24 ore irrequietezza, sbadigli, midriasi, lacrimazione, rinorrea, sudorazione e orripilazione. Successivamente i sintomi progrediscono e sono aggravati dalla comparsa di fascicolazioni e spasmi muscolari, dolori addominali e alle gambe, lombalgia, talora severo, cefalea, starnuti, debolezza, ansia, irritabilità, alterazioni del sonno o insonnia, agitazione, anoressia, nausea, vomito, diarrea, disidratazione, perdita di peso, tachicardia, tachipnea, ipertensione, febbre e disturbi vasomotori. In assenza di trattamento i sintomi da astinenza più evidenti scompaiono in 5-14 giorni. Tolleranza e dipendenza si sviluppano molto lentamente in clinica, se la morfina viene somministrata per prevenire l'insorgenza del dolore e non al bisogno. I meccanismi della tossicodipendenza con il "craving" (tossicomania) da oppiacei presuppongono una fase di autosomministrazione, cioè schemi posologici e motivazioni alla base dell'assunzione di morfina diversi da quelli previsti per il controllo del dolore cronico in clinica. Per cui sono rari i casi di tolleranza di grado elevato e di comportamenti compulsivi di appetizione del farmaco che, se presenti, presuppongono un intervento specialistico. Anche l'eventuale fase di interruzione della terapia con oppiacei, da attuarsi con gradualità, non si accompagna in clinica a complicanze comportamentali; sempre che la causa algogena sia stata rimossa. Peraltro il rischio di dipendenza esiste, per cui la morfina non deve essere utilizzata negli stati dolorosi sensibili ad analgesici meno potenti o nei pazienti che non siano sotto stretta sorveglianza medica. La tolleranza agli effetti farmacologici della morfina si attenua e scompare in pochi giorni dopo l'interruzione, assieme alla scomparsa dei sintomi di astinenza cioè della tolleranza.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

La contemporanea somministrazione di altri agenti che deprimono il sistema nervoso centrale, quali alcool o farmaci quali anestetici generali, ipnotici, sedativi, ansiolitici, neurolettici, gabapentin o pregabalin, antidepressivi triciclici e antistaminici, può potenziare gli effetti della morfina, particolarmente quello di inibizione sulla funzione respiratoria. La morfina, inoltre, può ridurre l'azione dei diuretici e potenziare gli effetti degli agenti di blocco neuromuscolare e dei miorilassanti in genere, del dicumarolo e degli altri anticoagulanti orali. I pazienti al risveglio dall'anestesia sono particolarmente vulnerabili alla depressione respiratoria causata dalla morfina. L'acidosi respiratoria, secondaria all'ipercapnia acuta, può causare una riattivazione dei miorilassanti a lunga durata al termine dell'anestesia, cui consegue un'ulteriore depressione dell

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 25 respirazione. Quanto detto sopra, insieme agli effetti intrinseci della morfina sull'innervazione motoria efferente dei muscoli respiratori, può sfociare in breve tempo in una crisi respiratoria. Nei pazienti emodializzati in terapia con cimetidina e morfina sono stati riportati casi di confusione e grave depressione respiratoria. La morfina, inducendo la liberazione di ormone antidiuretico, riduce l'efficacia dei diuretici; inoltre, causando spasmo dello sfintere della vescica, può provocare ritenzione urinaria, in particolare nei soggetti con prostatismo precoce. Interazioni potenzialmente utili sono invece quelle con antidepressivi triciclici, aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei, per i quali si ha un potenziamento degli effetti analgesici che consente una riduzione del dosaggio di morfina. Gli anticonvulsivanti del tipo della carbamazepina possono incrementare l'analgesia e la sedazione indotte dall'oppiaceo nei pazienti in cui il dolore ha una componente neurologica. Nelle nevralgie pure la morfina può risultare inattiva, così come in alcuni stati dolorosi come la sindrome talamica e le lesioni del midollo spinale. In tali casi risulta utile l'impiego di anticonvulsivanti, antidepressivi e fenotiazine a lunga durata. Associazioni controindicate - Farmaci inibitori delle Monoaminoossidasi (compreso il furazolidone). A causa dell’inibizione del Sistema Nervoso Centrale, la co-somministrazione può provocare ipotensione e depressione respiratoria (vedere paragrafo 4.3). - Naltrexone. In caso di co-somministrazione, il paziente può risultare insensibile all’’effetto antalgico della morfina. Associazioni sconsigliate - Alcool. L’alcool incrementa l’effetto sedativo della morfina. L’alterazione della vigilanza può rendere pericolosi la guida e l’uso di macchine. L’assunzione di bevande alcoliche e di farmaci contenenti alcool è sconsigliata. Associazioni che richiedono particolari precauzioni d’impiego - Rifampicina. La co-somministrazione causa una diminuzione della concentrazione e dell’attività della morfina e del suo metabolita attivo. Durante e al termine della terapia con rifampicina, occorre tenere sotto osservazione il paziente, ed eventualmente procedere ad una modifica della posologia della morfina. - Cimetidina e altri farmaci inibitori del sistema del citocromo-P450. Tali farmaci comportano un rallentamento nella degradazione della morfina, determinandone un aumento della concentrazione plasmatica. - Inibitore del recettore P2Y12. In pazienti con sindrome coronarica acuta trattati con morfina è stata osservata un’esposizione ritardata e ridotta alla terapia antipiastrinica con inibitore de

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 26 recettore P2Y12 per via orale. Questa interazione può essere correlata alla ridotta motilità gastrointestinale e si applica ad altri oppioidi. La rilevanza clinica non è nota, ma i dati indicano il potenziale di efficacia ridotta dell’inibitore del recettore P2Y12 nei pazienti in cui sono cosomministrati morfina e un inibitore del recettore P2Y12 (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti con sindrome coronarica acuta, in cui il trattamento con morfina non può essere sospeso e una rapida inibizione del P2Y12 è ritenuta cruciale, può essere preso in considerazione un trattamento con un inibitore parenterale del recettore P2Y12. Associazioni da tenere in considerazione - Barbiturici - Medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse: l’uso concomitante di oppioidi con medicinali sedativi quali le benzodiazepine o correlati ad esse aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo aggiuntivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento combinato devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). - Altri analgesici morfinici agonisti (alfentanil, codeina, destromoramide, destropropossifene, diidrocodeina, fentanil, ossicodone, petidina, fenoperidina, remifentanil, sufentanil, tramadolo) - Antitussivi morfino-simili (destrometorfano) - Antitussivi morfinici (codeina) - Altri farmaci sedativi (neurolettici, antidepressivi, miorilassanti, antistaminici). La cosomministrazione può causare un incremento della depressione centrale, con aumentato rischio di alterazione dello stato di vigilanza, che può rendere pericolosa la guida e l’uso di macchinari. - Anticoagulanti orali (tra cui il dicumarolo). La morfina può potenziarne gli effetti. - Diuretici. L’azione diuretica può risultare ridotta.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Fertilità Studi su animali hanno dimostrato che la morfina può ridurre la fertilità (vedere il paragrafo 5.3 Dati preclinici di sicurezza). Gravidanza Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso di morfina in donne in gravidanza. Gli studi su animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza/e sullo sviluppo embriofetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. La morfina cloridrato non deve essere usata durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità, come la presenza di dolore grave. Occorre tenere presente che, come tutti gli analgesici stupefacenti, pu

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 27 provocare depressione respiratoria nel neonato per somministrazioni acute o sindrome d’astinenza per somministrazioni ripetute. In ogni caso la somministrazione acuta deve essere evitata nei parti prematuri o durante la seconda fase del travaglio quando la dilatazione del collo uterino raggiunge i 4-5 cm. I neonati le cui madri hanno ricevuto analgesici oppioidi durante la gravidanza devono essere monitorati per i segni di sindrome da sospensione (astinenza) neonatale. Il trattamento può includere una terapia oppioide e di supporto. Allattamento La morfina è escreta nel latte materno. Pertanto, nelle donne che allattano, occorre un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio e decidere sull'opportunità di somministrare il farmaco, rinunciando a nutrire al seno il lattante o, viceversa, proseguire l'allattamento evitando la somministrazione del medicinale.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La morfina compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Tali effetti possono essere più marcati se il medicinale è assunto in combinazione con alcool o altri farmaci sedativi (vedere paragrafo 4.5).

4.8 Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati della morfina, organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Disturbi del sistema immunitario Reazioni anafilattoidi. Patologie endocrine La morfina riduce l’increzione del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) conseguente a stress e di gonadoreline. Di conseguenza si ha una diminuzione di produzione di ACTH e di glucocorticoidi, così come di LH, FSH e di steroidi sessuali. La morfina aumenta inoltre l’increzione di prolattina, che può accentuare le conseguenze della ridotta produzione di testosterone nel maschio. Infine, può aumentare la produzione di ormone antidiuretico (ADH). Disturbi psichiatrici Sono possibili modificazioni psicologiche, come eccitazione, insonnia, irritabilità, agitazione, euforia e disforia, ovvero sedazione ed astenia, depressione del tono dell’umore, ottundimento mentale e stati di indifferenza. Ansia.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 28 Dipendenza. Patologie del sistema nervoso Cefalea, vertigini, aumento della pressione endocranica che può aggravare preesistenti patologie dell’encefalo. Allodinia, iperalgesia (vedere 4.4). Iperidrosi. Patologie dell'occhio Miosi, turbe della visione. Patologie vascolari La somministrazione acuta di morfina produce vasodilatazione periferica, riduce le resistenze periferiche e attenua i riflessi vasomotori. Questi effetti non sono avvertiti dal paziente in posizione supina, ma possono dar luogo a episodi di ipotensione ortostatica e sincope se il paziente assume la posizione eretta. A questi effetti insorge tolleranza dopo poche somministrazioni ripetute a breve distanza di tempo. La morfina, anche a dosi terapeutiche, determina depressione respiratoria ed in minor misura depressione circolatoria. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi di grave depressione respiratoria e circolatoria fino all’arresto respiratorio ed al collasso. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Depressione respiratoria: la depressione respiratoria è, in genere, di grado lieve o moderato e senza conseguenze di rilievo nei soggetti con integrità della funzione respiratoria; tuttavia, può indurre gravi conseguenze nei pazienti con affezioni bronco-polmonari come la formazione di aree di atelectasia. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi di grave depressione respiratoria e circolatoria fino all’arresto respiratorio ed al collasso. Sindrome di apnea centrale nel sonno (frequenza non nota). Patologie gastrointestinali La somministrazione acuta di morfina può produrre nausea e conati di vomito, sia per stimolazione della CTZ che per una sensibilizzazione alla stimolazione labirintica. La morfina riduce la secrezione gastrica e duodenale, aumenta il tono della muscolatura liscia intestinale e rallenta la progressione dell’onda peristaltica. Produce stipsi di tipo spastico. Bocca secca. Pancreatite (frequenza non nota). Patologie epatobiliari Spasmo dello sfintere di Oddi (frequenza non nota) con conseguente aumento della pressione nelle vie biliari, che può accentuare il senso di nausea e fastidio epigastrico e accentuare o scatenare il dolore da colica biliare.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 29 Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo La somministrazione acuta di morfina può produrre arrossamento del volto, del collo e delle regioni superiori del torace, sudorazione, prurito, orticaria e altre eruzioni cutanee. Pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) (frequenza non nota). Patologie renali e urinarie La morfina aumenta il tono muscolare degli ureteri, ma l’effetto è bilanciato dall’oliguria di origine ormonale. Prolunga i tempi di svuotamento della vescica, ma a questo effetto compare rapida tolleranza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Sindrome di sospensione (astinenza) da sostanza d’abuso Dipendenza da sostanze d’abuso e sindrome da sospensione (astinenza) L’uso di analgesici oppioidi può essere associato allo sviluppo di dipendenza fisica e/o psicologica o tolleranza. L’uso ripetuto di Morfina cloridrato Molteni può causare dipendenza da sostanze d’abuso, anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza da sostanze d’abuso può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, della posologia e della durata del trattamento con oppioidi (vedere paragrafo 4.4). Una sindrome da astinenza può essere accelerata quando la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta o vengono somministrati antagonisti oppioidi, oppure può talora verificarsi tra una dose e l’altra. Per la gestione, vedere 4.4. I sintomi dell’astinenza fisiologica includono: dolori muscolari, tremori, sindrome delle gambe senza riposo, diarrea, colica addominale, nausea, sintomi simil-influenzali, tachicardia e midriasi. I sintomi psicologici includono umore disforico, ansia e irritabilità. Nella dipendenza da sostanze, sovente è coinvolto il “desiderio intenso di farmaco”. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

4.9 Sovradosaggio

Sintomi I segni del sovradosaggio da morfina consistono in grave depressione respiratoria, circolatoria e dello stato di coscienza che può progredire fino all'arresto respiratorio, al collasso e al coma. Altri segni di tossicità acuta sono miosi estrema, ipotermia e flaccidità dei muscoli scheletrici.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 30 In casi gravi si possono sviluppare insufficienza circolatoria e coma, che può evolvere a morte del paziente. Nella fase di coma si ha rilasciamento degli sfinteri, incluso quello pupillare e, quindi, midriasi. Polmonite da aspirazione. Casi meno gravi possono manifestarsi con nausea, vomito, tremori, disforia, ipotermia, ipotensione. Una conseguenza del sovradosaggio potrebbe essere rappresentata anche da rabdomiolisi che evolve ad insufficienza renale. Trattamento È indispensabile mantenere e supportare la respirazione e la circolazione. Somministrare naloxone per via endovenosa a dosi comprese tra 0,4 e 2 mg ripetuti ad intervalli di 2-3 minuti se necessario e fino ad un massimo di 10 mg fino al risveglio del paziente, che deve riprendere a respirare autonomamente, evitando per quanto è possibile di scatenare una crisi di astinenza. Lo stato di coscienza va in seguito mantenuto somministrando il naloxone per infusione endovena ad un dosaggio che eviti i sintomi di astinenza, fino a che le concentrazioni plasmatiche di agonista abbiano raggiunto un livello di sicurezza.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: analgesici, codice ATC: N02AA01 La morfina è un analgesico oppiaceo che agisce come agonista su specifici recettori siti nel sistema nervoso centrale e nel plesso mesenterico della parete addominale. I suoi effetti principali si manifestano sul sistema nervoso centrale con analgesia, depressione respiratoria, cambiamenti d'umore, obnubilamento mentale; sul sistema gastroenterico con nausea o vomito, sulla muscolatura liscia con miosi, aumento del tono intestinale con riduzione della forza propulsiva, aumento della pressione biliare e del tono dell'uretere e dello sfintere vescicale. La morfina aumenta la soglia del dolore ed è particolarmente efficace nei confronti dei dolori persistenti.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Il tempo di dimezzamento della morfina nel sangue e nel plasma è di 2,7 ore (1,2-4,9 ore) e di 2,95 ore (1,8-5 ore) rispettivamente. La clearance media è di 1,16 L/min (0,32-1,7 L/min) nel sangue e di 1,09 L/min (0,77-1,1 L/min) nel plasma. Gli elevati valori della clearance rappresentano circa il 75% del flusso sanguigno epatico (HBF), da cui emerge che il fattore principale nella clearance della morfina è l'HBF e non la capacità intrinseca degli enzimi epatici. Essendo la clearance soprattutto flusso-dipendente, farmaci e fattori ambientali che agiscono da induttori metabolici non alterano di molto la clearance e il tempo di dimezzamento della morfina pur influenzando la biodisponibilità orale. La morfina è discretamente idrofila e perciò ha un volume di distribuzione minore della maggior parte degli oppioidi comunemente impiegati. Il valore del volume di distribuzione apparente allo steady-stat

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 31 di 2-3 l/kg. La curva concentrazione plasmatica-tempo è di tipo bio triesponenziale. Nell'uomo, le concentrazioni maggiori sono state riscontrate nel sangue, nella bile, nei polmoni e nel fegato. Un profilo di distribuzione simile è stato rilevato nei neonati di madri tossicodipendenti morti 3-5 giorni dopo la nascita. L'ingresso del farmaco nel sistema nervoso centrale è ostacolato in maniera significativa dalla barriera ematoencefalica; infatti, la morfina, somministrata intraventricolarmente, si dimostra fino a 900 volte più potente rispetto a quella somministrata per via sistemica. Inoltre, il tempo necessario per ottenere l'effetto massimo è maggiore per la morfina che per altri oppioidi come petidina, fentanil e metadone i quali hanno una maggiore lipofilia. Da indagini eseguite dopo somministrazione epidurale nel trattamento del dolore dei pazienti affetti da cancro, è emersa una correlazione lineare tra la dose di morfina e la sua concentrazione sia nel plasma che nel fluido cerebrospinale (CSF); il valore medio del rapporto tra la concentrazione plasmatica e quella del CSF allo steady-state è di 132. La morfina si lega per il 25-35% alle proteine plasmatiche, perciò i fattori che alterano tale legame influiscono in modo trascurabile sul suo profilo farmacodinamico. La quantità di farmaco che si ritrova nel latte materno è inferiore all'1% della dose; la sindrome d'astinenza che si manifesta nei neonati di madri tossicodipendenti è quindi causata, con ogni probabilità, dall'esposizione intrauterina all'oppioide. Il fegato è il maggior sito di metabolizzazione della morfina, ma nonostante questo, l'escrezione epatica del farmaco, la sua clearance e il suo volume di distribuzione nei pazienti cirrotici si discostano poco dai valori normali. Tuttavia, a conferma del ruolo centrale del fegato nell'eliminazione dell'oppiaceo, si è registrato un aumento della durata dell'analgesia nei cani epatectomizzati. Soltanto una piccola percentuale di morfina viene escreta immodificata nelle urine. Per questo motivo, sebbene un'insufficienza renale non modifichi il metabolismo e l'eliminazione della morfina come tale, nei pazienti nefropatici può verificarsi un accumulo dei metaboliti della morfina, in particolare del metabolita attivo 6-glucuronide, con conseguente prolungamento dell'effetto oppioide e rischio di intossicazione. L'età si è rivelata un fattore importante nel determinare la dose efficace di morfina: gli anziani, infatti, manifestano una maggiore sensibilità alla dose standard di farmaco e, pur non differendo nel picco di azione analgesica, mostrano una risposta più protratta. Nell'anziano la morfina ha una clearance ridotta e un volume di distribuzione minore e ciò comporta, a parità di dose rispetto ad un soggetto giovane, una concentrazione plasmatica maggiore e una più lunga durata d'azione. La morfina viene estesamente biotrasformata sia a livello epatico che a livello intestinale già prima dell'assorbimento: il 3-glucuronide è il metabolita principale (circa il 45% della dose), mentre il 6glucuronide, quantitativamente minore (5%), è circa 40 volte più attivo della morfina stessa. I valori dell

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 32 clearance renale del 3-glucuronide e del 6-glucuronide sono di 79 ± 32 e 103 ± 47 ml/min rispettivamente. Altri prodotti di degradazione sono la normorfina (1-5%), la normorfina 3-glucuronide (3%), la morfina 3,6-biglucuronide, la morfina etere-solfato e altri glucuronidi della normorfina. La morfina viene trasformata in codeina per O-metilazione. L'escrezione biliare dei metaboliti può dar luogo ad un certo grado di circolazione enteroepatica. L'eliminazione della morfina e dei suoi metaboliti nelle feci si aggira attorno al 5-10%.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nell'uomo la tossicità della morfina è stata studiata in caso di sovradosaggio, ma a causa della grande variabilità individuale nella sensibilità agli oppiacei è difficile determinare l'esatta dose tossica o letale. La presenza di dolore o di tolleranza diminuisce gli effetti tossici della morfina. Il profilo tossicologico della morfina negli animali non è stato identificato in maniera sistematica in considerazione dell'ampia esperienza clinica. Studi animali recenti hanno confermato alcuni bersagli della tossicità della morfina. Nei ratti, è stata dimostrata un'azione nefrotossica della morfina dopo somministrazione sottocutanea di dosi relativamente elevate (fino a 96 mg/kg). Gli effetti avversi della morfina sullo sviluppo del feto e del neonato sono stati confermati in ratti e topi. La morfina ha dimostrato di ridurre la liberazione di LH dall'ipofisi provocando riduzione dei livelli di testosterone, riduzione di peso degli organi femminili secondari e riduzione delle popolazioni di cellule spermatogeniche. Nei ratti maschi sono stati segnalati ridotta fertilità e danno cromosomico nei gameti. Gli effetti avversi della morfina sia in maschi sia in femmine sono in accordo con recenti risultati che dimostrano che la morfina ha azioni genotossiche significative in molti sistemi in vivo. L'immunotossicità associata al trattamento con morfina è stata dimostrata in studi animali su molti parametri che forniscono un possibile meccanismo alla base di una ridotta resistenza a una serie di infezioni. Alcune evidenze suggeriscono che parte di questo effetto possa essere mediato dal rilascio di cortisone endogeno.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

Morfina cloridrato non deve essere miscelato con altri medicinali. I sali di morfina sono incompatibili con aminofillina, sali sodici di barbiturici e fenitoina, aciclovir sodico, furosemide, eparina sodica, petidina, clorfeniramina, prometazina e edisilati.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 33 È stata dimostrata incompatibilità fisico-chimica (formazione di precipitati) tra soluzioni di morfina solfato e 5-fluorouracile.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per riparare il medicinale dalla luce

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Fiale in vetro incolore da 5 ml, classe idrolitica I. Confezioni: 50 mg/5 ml soluzione iniettabile fiala 5 ml confezioni da 1 o 5 fiale 100 mg/5 ml soluzione iniettabile fiala 5 ml confezioni da 1 o 5 fiale È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Attenzione: la soluzione è incolore o giallo chiaro; le soluzioni che presentano una colorazione di giallo più intenso, che hanno un colore diverso o che presentano sul fondo un precipitato non devono essere usate. Le fiale sono per uso singolo: la soluzione eventualmente non utilizzata deve essere eliminata. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

L. Molteni & C. dei F.lli Alitti Società di Esercizio S.p.A., Strada Statale 67 – Fraz. Granatieri – Scandicci (Firenze)

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

50 mg/5 ml soluzione iniettabile fiala 5 ml confezione da 1 fiala: 029611124 50 mg/5 ml soluzione iniettabile fiala 5 ml confezione da 5 fiale: 029611136 100 mg/5 ml soluzione iniettabile fiala 5 ml confezione da 1 fiala: 029611112 100 mg/5 ml soluzione iniettabile fiala 5 ml confezione da 5 fiale: 029611100

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto 34

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Prima autorizzazione: Dicembre 1993 Rinnovo dell’autorizzazione: Maggio 2019

10. Data di revisione del testo

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