MORFINA CLORIDRATO MONICO

Questo medicinale è indicato per il trattamento del dolore, da moderato a grave: - quando altri trattamenti con antidolorifici non sono stati efficaci; - dovuto a tumori (neoplasie); - dovuto a problemi al cuore (infarto del miocardio); - dopo interventi di chirurgia; - dovuto a problemi ai polmoni (edema polmonare acuto). La morfina è inoltre indicata per indurre l’anestesia nel parto (parto-analgesia-epidurale) e negli interventi chirurgici (anestetico generale e loco-regionale).

Principio attivo: MORFINA, MORFINA CLORIDRATO · ATC N02AA01 · MONICO S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
MORFINA CLORIDRATO*1 fiala SC IM EV 10 mg 1 ml A 1,60 € 1,60 € 0,00 € + ticket*
MORFINA CLORIDRATO*1 fiala SC IM EV 20 mg 1 ml A 1,65 € 1,65 € 0,00 € + ticket*
MORFINA CLORIDRATO*5 fiale SC IM EV 10 mg 1 ml A 4,75 € 4,75 € 0,00 € + ticket*
MORFINA CLORIDRATO*5 fiale SC IM EV 20 mg 1 ml A 6,85 € 6,85 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: MORFINA, MORFINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 10 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 20 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 50 mg / 5 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 100 mg / 10 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 200 mg / 10 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 100 mg / 5 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, EPIDURALE, PERINEURALE, INTRAMUSCOLARE, SOTTOCUTANEA
Titolare AIC: MONICO S.P.A.
Codice ATC: N02AA01
Regime di fornitura: Medicinali soggetti a prescrizione medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· MORFINA CLORIDRATO S.A.L.F. - S.A.L.F. SPA LABORATORIO FARMACOLOGICO
· MORFINA CLORIDRATO MOLTENI - L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.
· ORAMORPH - L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.
· TWICE - ETHYPHARM
· MS CONTIN - MUNDIPHARMA PHARMACEUTICALS S.R.L.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Morfina cloridrato monico contiene il principio attivo morfina cloridrato, appartenente ad un gruppo di medicinali detti

analgesici (antidolorifici) oppioidi (derivanti dalla lavorazione dell’oppio), che agiscono sul sistema nervoso diminuendo il dolore.

Questo medicinale è indicato per il trattamento del dolore, da moderato a grave:

- quando altri trattamenti con antidolorifici non sono stati efficaci;
- dovuto a tumori (neoplasie);
- dovuto a problemi al cuore (infarto del miocardio);
- dopo interventi di chirurgia;
- dovuto a problemi ai polmoni (edema polmonare acuto).

La morfina è inoltre indicata per indurre l’anestesia nel parto (parto-analgesia-epidurale) e negli interventi chirurgici (anestetico generale e loco-regionale).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Tolleranza, dipendenza Questo medicinale contiene morfina, un medicinale oppioide. L’uso ripetuto di oppioidi può rendere il medicinale meno efficace (ci si abitua ad esso, un fenomeno noto come tolleranza). L’uso ripetuto di morfina cloridrato monico può anche portare a dipendenza e abuso che possono provocare un sovradosaggio potenzialmente fatale. Il rischio di

questi effetti indesiderati può aumentare con una dose più elevata e una durata d’uso prolungata.
La dipendenza può darle la sensazione di non avere più il controllo della quantità di medicinale necessario o della
frequenza con cui deve usarlo.
Il rischio di sviluppare dipendenza varia da persona a persona. Potrebbe avere un rischio maggiore di diventare
dipendente da morfina cloridrato monico se:
- lei o un suo familiare ha sofferto in passato di abuso o dipendenza da alcol, medicinali su prescrizione o sostanze
illegali (“dipendenza”);
- lei è un fumatore;
- lei ha avuto in passato problemi dell’umore (depressione, ansia o un disturbo della personalità) o è stato in
trattamento da uno psichiatra per altre malattie mentali.
La comparsa di uno qualsiasi dei seguenti segni durante l’uso di morfina cloridrato monico potrebbe essere

un’indicazione di dipendenza:
- ha la necessità di prendere il medicinale per un periodo più lungo di quello indicato dal medico;
- ha bisogno di assumere una dose superiore a quella raccomandata;
- usa il medicinale per ragioni diverse da quelle prescritte, ad esempio «per restare calmo» o «per favorire il
sonno»;
- ha tentato più volte di interrompere o di controllare l’uso di questo medicinale, senza successo;

- quando interrompe il trattamento con il medicinale si sente male, e quando riprende a usarlo si sente meglio (“effetti da astinenza”). Se nota uno qualsiasi di questi segni, si rivolga al medico per discutere il migliore percorso terapeutico per lei, compresi i casi in cui è opportuno interrompere il trattamento e come interromperlo in modo sicuro (vedere paragrafo 3 Se

interrompe il trattamento con morfina cloridrato monico).

Non usi morfina cloridrato monico
- se è allergico alla morfina cloridrato, ad altri medicinali simili, appartenenti alla stessa classe di morfina cloridrato
monico o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6); se è allergico può
manifestare rossore al viso, prurito, difficoltà a respirare per restringimento dei bronchi (broncospasmo) o reazioni
allergiche più gravi (reazioni anafilattiche);
- se soffre di problemi allo stomaco o all’intestino (addome acuto, ileo paralitico);
- se soffre di difficoltà a respirare (depressione respiratoria);
- se soffre di gravi problemi al fegato (insufficienza epatocellulare grave);
- se soffre di problemi al cuore associati ad altri disturbi della respirazione (scompenso cardiaco secondario ed
affezioni croniche del polmone);
- se ha subito traumi alla testa (traumatismo) o ha un aumento della pressione nella testa (ipertensione endocranica);
- se ha subito interventi di chirurgia al fegato o alla cistifellea (vie biliari);
- durante una crisi di respirazione (asma dovuta a bronchite);
- se soffre di convulsioni;

- se soffre di epilessia non controllata;
- se soffre di dipendenza da alcool (alcolismo acuto, delirium tremens);
- se soffre di stati di depressione del sistema nervoso centrale, in particolare dovuti ad altri medicinali (ipnotici,
sedativi, tranquillanti);

- se è in trattamento con medicinali per curare la depressione (inibitori delle monoammino ossidasi), furazolidone o
se ha sospeso il trattamento con questi medicinali da meno di 2-3 settimane;
- se è in trattamento con naltrexone, per curare la dipendenza da morfina e da altri derivati dell’oppio;
- se è in gravidanza e durante l’allattamento (vedere il paragrafo “Gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere se nota la comparsa di uno qualsiasi dei seguenti sintomi durante l’utilizzo di morfina cloridrato monico:

- maggiore sensibilità al dolore nonostante stia assumendo dosi crescenti (iperalgesia); il medico deciderà se è
necessaria una modifica della dose oppure una modifica dell’analgesico forte (“antidolorifico”) (vedere
paragrafo 2);
- debolezza, stanchezza, mancanza di appetito, nausea, vomito o pressione arteriosa bassa; ciò può indicare un
sintomo del fatto che le ghiandole surrenali producono ormone cortisolo in quantità insufficienti e potrebbe

essere necessario assumere un supplemento ormonale;
- perdita della libido, impotenza, cessazione delle mestruazioni; ciò può essere dovuto alla diminuzione nella
produzione di ormoni sessuali;
- se in passato è stato dipendente da farmaci o alcol; comunichi altresì se avverte di star diventando dipendente
da morfina cloridrato monico mentre lo sta usando; potrebbe aver iniziato a pensare molto al momento in cui
può prendere la dose successiva, anche se non ne ha bisogno per il dolore;
- sintomi di astinenza o dipendenza; i sintomi di astinenza più comuni sono menzionati nel paragrafo 3; se ciò
si verifica, il medico potrebbe modificare il tipo di medicinale o i tempi tra le dosi.

Faccia particolare attenzione con morfina cloridrato monico: Pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) è stata segnalata in associazione al trattamento con morfina cloridrato monico. I sintomi si manifestano di solito entro i primi 10 giorni di trattamento. Informi il suo medico se ha

sviluppato in passato gravi eruzioni cutanee o desquamazione della pelle, eruzione cutanea con vescicole e/o ulcere della bocca dopo aver assunto morfina cloridrato monico o altri oppioidi. Interrompa l’uso di morfina cloridrato monico e si rivolga immediatamente al medico se osserva uno qualsiasi dei seguenti sintomi: eruzione cutanea con vescicole, cute squamosa diffusa o macchie piene di pus insieme a febbre.

Disturbi respiratori correlati al sonno

Morfina cloridrato monico può causare disturbi respiratori correlati al sonno, quali apnea nel sonno (pause respiratorie durante il sonno) e ipossiemia correlata al sonno (basso livello di ossigeno nel sangue). I sintomi possono includere pause respiratorie durante il sonno, risvegli notturni dovuti a mancanza di respiro, difficoltà a mantenere il sonno o sonnolenza eccessiva durante il giorno. Se lei o un’altra persona osserva questi sintomi, si rivolga al suo medico. Il medico può prendere in considerazione una riduzione della dose.

Si rivolga al suo medico se manifesta dolore intenso nella parte superiore dell’addome con possibile irradiazione alla schiena, nausea, vomito o febbre, poiché questi potrebbero essere sintomi associati a un’infiammazione del pancreas (pancreatite) e delle vie biliari.

Usi questo medicinale con cautela se:

- soffre di disturbi al cuore dovuti a malattie dei polmoni;
- soffre di disturbi del cervello (affezioni organico-cerebrali);
- è una persona anziana, molto anziana o se è debilitato; in questi casi può essere necessario ridurre la dose;

- ha problemi di respirazione (insufficienza respiratoria e affezioni polmonari croniche, particolarmente se
accompagnate da aumento della secrezione dei bronchi, chiusura delle vie respiratorie e ridotta riserva ventilatoria,
come in caso di cifoscoliosi ed obesità);
- soffre di problemi ai reni e alla cistifellea (coliche renali e biliari);
- ha problemi alla prostata (ipertrofia prostatica);
- ha un’alterazione dei livelli degli ormoni della tiroide (mixedema, ipotiroidismo);
- soffre di problemi al fegato (epatite ed epatopatie acute);

- il suo fegato o i suoi reni funzionano meno del dovuto;
- soffre di problemi ormonali (insufficienza adrenocorticale);
- ha grave calo della pressione del sangue (stati ipotensivi gravi) e perdita di coscienza (shock);
- soffre di problemi della digestione (rallentamento o blocco gastrointestinale, disturbi intestinali dovuti a

infiammazione o ostruzione);
- soffre di problemi ai muscoli (miastenia grave);
- soffre di alterazioni del ritmo e della funzionalità del cuore e della circolazione (affezioni cardiovascolari, aritmie
cardiache) o soffre di problemi alle valvole del cuore (disfunzione delle valvole aortiche) e alla circolazione del
cuore (disturbi coronarici).

La morfina, per il suo effetto antidolorifico (analgesico), per la sua azione sullo stato di coscienza, sul diametro delle pupille e sulla respirazione, può mascherare alcuni sintomi e renderne difficile la valutazione da parte del medico.

La somministrazione di morfina, soprattutto se prolungata, può causare la comparsa di tolleranza (progressivo bisogno di dosi più elevate per ottenere lo stesso effetto) e dipendenza. Pertanto la morfina può essere utilizzata solo sotto controllo del medico e nei casi in cui altri medicinali antidolorifici non siano stati efficaci. • La tolleranza alla morfina si presenta con una riduzione dell’efficacia e della durata dell’effetto antidolorifico. Se dovesse sviluppare dipendenza da questo medicinale, le verrà aumentata la dose. L’aumento della dose non comporta rischi per la respirazione (depressione respiratoria). La tolleranza a questo medicinale termina dopo

pochi giorni dalla sospensione del trattamento. • La dipendenza da morfina si manifesta contemporaneamente alla tolleranza, specialmente in prossimità dell’interruzione della somministrazione di morfina. La dipendenza è caratterizzata da una serie di sintomi (che nel loro insieme costituiscono la “sindrome da astinenza”) come: sensazione di dolore diffuso, diarrea, aumento della pressione del sangue (ipertensione), sensazione di freddo, che si presentano entro poche ore dall’assunzione dell’ultima dose. I sintomi d’astinenza raggiungono l’intensità massima entro 36-72 ore per poi regredire gradualmente. I sintomi più frequenti nelle prime 24 ore sono irrequietezza, sbadigli, dilatazione delle pupille (midriasi), lacrimazione, naso che cola (rinorrea), aumentata sudorazione e pelle d’oca (orripilazione). Dopo le 24 ore possono comparire contrazioni involontarie dei muscoli (fascicolazioni e spasmi muscolari), dolori all’addome e alle gambe, mal di schiena (lombalgia), mal di testa (cefalea), starnuti, debolezza, ansia, irritabilità, alterazioni o perdita del sonno (insonnia), agitazione, perdita dell’appetito (anoressia), nausea,

vomito, diarrea, perdita di liquidi (disidratazione), perdita di peso, aumento della frequenza del battito del cuore (tachicardia), aumento della frequenza dei respiri (tachipnea), aumento della pressione del sangue (ipertensione), aumento della temperatura corporea (febbre) e disturbi dei vasi del sangue (vasomotori). Se non trattati, questi sintomi possono scomparire in 5-14 giorni.

La dipendenza e la tolleranza si manifestano lentamente se la morfina viene somministrata in ambito clinico per

prevenire il dolore e non al momento del bisogno. Morfina cloridrato monico le sarà somministrato in clinica o in ospedale da personale specializzato, per cui è raro che si sviluppi dipendenza e tolleranza di grado così elevato. Tuttavia, è necessario che durante il trattamento con questo medicinale sia mantenuto sotto stretto controllo del medico. La sospensione del trattamento deve essere graduale e deve avvenire sempre sotto stretta osservazione del medico. Se dovessero presentarsi casi di tolleranza di grado elevato, è necessario ricorrere ad interventi da parte di specialisti. La

morfina non dev’essere usata in quegli stati dolorosi che rispondono ad antidolorifici meno potenti della morfina, questo al fine di eliminare anche il minimo rischio di sviluppare dipendenza (vedere il paragrafo “Se interrompe il trattamento con morfina cloridrato monico”).

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Bambini del La morfina deve essere somministrata nei bambini solo in casi di effettiva necessità, specialmente nei neonati.

Altri medicinali e morfina cloridrato monico Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale. L’associazione di morfina cloridrato monico con antidepressivi (antidepressivi triciclici) e medicinali che agiscono sull’infiammazione (aspirina, farmaci antinfiammatori non steroidei) è efficace per aumentare gli effetti antidolorifici, permettendo di diminuire la dose di morfina.

Se presenta dolore (con componente neurologica), l’associazione di morfina cloridrato monico con medicinali per il trattamento dell’epilessia (carbamazepina, anticonvulsivanti) può aumentare l’effetto antidolorifico e sedativo.

Se presenta dolore dovuto ad infiammazioni dei nervi del cervello (nevralgie), a lesioni del talamo (sindrome talamica) o a lesioni del midollo spinale, morfina cloridrato monico può non essere efficace. In questi casi può essere necessario l’uso di altri medicinali (anticonvulsivanti, antidepressivi e fenotiazine a lunga durata d’azione).

Non usi morfina cloridrato monico se è in trattamento con: - medicinali per il trattamento della depressione (inibitori delle monoaminoossidasi) e furazolidone perché

l’associazione di questi medicinali può provocare diminuzione della pressione del sangue (ipotensione) e difficoltà a respirare (depressione respiratoria, vedere il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”); - naltrexone e medicinali simili utilizzati per curare la dipendenza da morfina (vedere il paragrafo “Avvertenze e

precauzioni”) perché può mascherare l’effetto antidolorifico della morfina; - altri medicinali contenenti alcool e bevande alcoliche (vedere il paragrafo “morfina cloridrato monico con alcool”), perché aumentano l’effetto sedativo della morfina alterando lo stato di veglia e rendendo la guida pericolosa (vedere il paragrafo “Guida dei veicoli e utilizzo dei macchinari”).

Usi morfina cloridrato monico con cautela se è in trattamento con:

- rifampicina, un medicinale utilizzato per il trattamento di infezioni causate da batteri; l’uso contemporaneo può
causare diminuzione dell’effetto della morfina; durante e al termine della terapia con rifampicina, il medico la
sottoporrà a dei controlli per stabilire un aggiustamento della dose di morfina, se necessario;
- alcuni farmaci utilizzati per trattare coaguli di sangue (ad esempio clopidogrel, prasugrel, ticagrelor) possono avere
effetto ritardato e ridotto se assunti in combinazione con morfina
- cimetidina e altri farmaci inibitori del citocromo P450; l’associazione di morfina e cimetidina può causare
confusione e problemi di respirazione se è sottoposto a filtrazione meccanica del sangue (emodialisi); questi
medicinali causano un aumento dell’effetto e della durata;
- barbiturici, utilizzati per il trattamento delle convulsioni e per indurre l’anestesia;
- altri medicinali per il dolore (analgesici morfinici agonisti, come alfentanil, codeina, dextromoramide,
destropropossifene, diidrocodeina, fentanil, ossicodone, petidina, fenoperidina, remifentanil, sulfentanil,

tramadolo);
- medicinali utilizzati per il trattamento della tosse (antitussivi morfinici, come la codeina e morfino-simili, come il
destrometorfano);
- altri medicinali sedativi (neurolettici), utilizzati per il trattamento della depressione (antidepressivi), per il
trattamento della rigidità dei muscoli (miorilassanti), per le allergie (antistaminici), per indurre l’anestesia
(anestetici), perché possono aumentare gli effetti della morfina sulla respirazione e sulla capacità di guidare veicoli

e usare macchinari (vedere il paragrafo “Guida dei veicoli e utilizzo dei macchinari”);
- medicinali utilizzati per impedire la formazione di coaguli nel sangue (anticoagulanti orali, tra cui il dicumarolo);
la morfina può potenziare gli effetti di questi medicinali;
- medicinali utilizzati per aumentare l’eliminazione di liquidi (diuretici); la morfina può diminuire l’effetto di questi
medicinali e causare trattenimento delle urine (ritenzione urinaria), in particolare se soffre di problemi alla prostata

(prostatismo precoce).

Molti farmaci possono interagire con morfina cloridrato preparazione iniettabile, con possibile alterazione significativa dei loro effetti. Questi farmaci includono: - gabapentin o pregabalin per il trattamento dell’epilessia e del dolore dovuto a problemi ai nervi (dolore

- . neuropatico) L’uso di morfina cloridrato monico assieme a medicinali sedativi (come le benzodiazepine o farmaci correlati) aumenta il rischio di comparsa di sonnolenza, difficoltà a respirare (depressione respiratoria), coma e potrebbe essere pericoloso per la vita. Per questo, l’uso di morfina cloridrato monico assieme a questi medicinali dovrebbe essere considerato solo quando non siano disponibili trattamenti alternativi. Tuttavia, se il suo medico le prescrive morfina cloridrato monico assieme a medicinali sedativi, la dose e la durata del trattamento concomitante dovrebbero essere ridotte dal medico. Informi il medico di tutti i medicinali sedativi che sta usando e segua attentamente le dosi raccomandate dal medico. Potrebbe essere utile comunicare a parenti ed amici di porre attenzione alla comparsa dei segni e dei sintomi descritti precedentemente. Contatti il medico se avverte uno qualsiasi dei sintomi descritti.

Morfina cloridrato monico con alcool L’assunzione di bevande e di medicinali contenenti alcool non è raccomandata se è in trattamento con morfina cloridrato monico perché l’alcool può aumentare gli effetti sedativi e i disturbi della respirazione.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Gravidanza

Non usi morfina cloridrato monico durante la gravidanza, salvo in caso di assoluta necessità, come la presenza di dolore grave. Un uso prolungato di questo medicinale, come anche di altri medicinali simili a questo (analgesici stupefacenti), può

causare problemi di respirazione (depressione respiratoria) nel neonato o sintomi di dipendenza (crisi d’astinenza). Se morfina cloridrato monico viene usato per lungo tempo durante la gravidanza, c’è il rischio che il neonato presenti sintomi di sospensione (astinenza) da sostanza d’abuso che devono essere trattati da un medico.

La somministrazione deve essere evitata nei parti prematuri o durante la seconda fase del travaglio (quando il collo dell’utero raggiunge i 4-5 cm).

Allattamento La morfina passa nel latte materno. Il medico valuterà la necessità di interrompere l’allattamento o il trattamento.

Guida dei veicoli e utilizzo dei macchinari Questo medicinale può causare effetti che alterano in maniera marcata la sua capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Eviti di guidare veicoli e di usare macchinari durante il trattamento con questo medicinale. Questi effetti possono essere maggiori se assume questo medicinale in combinazione con alcool o altri medicinali sedativi (vedere i paragrafi “morfina cloridrato monico con alcool” e “Altri medicinali e morfina cloridrato monico”).

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il

medico o il farmacista. Prima di iniziare il trattamento e regolarmente durante il trattamento, il medico discuterà con lei cosa può aspettarsi dall’uso di morfina cloridrato monico, quando e per quanto tempo è necessario usarlo, quando rivolgersi al medico e quando è necessario interrompere il trattamento (vedere anche Se interrompe il trattamento con morfina cloridrato monico, in questo paragrafo).

Questo medicinale le sarà somministrato da un medico o da un infermiere, sottopelle (via sottocutanea), in un muscolo (via intramuscolare), in vena (via endovenosa) o nello spazio epidurale. È possibile diluire il contenuto della fiala in soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) o in altro solvente (glucosio al 5%).

Il medico adeguerà la dose tenendo conto dell’età e delle sue condizioni di salute.

Uso negli adulti
Trattamento del dolore acuto:
- somministrazione sottopelle o in un muscolo: la dose raccomandata è di 10 mg da ripetere, se necessario, ogni 4
ore;
- somministrazione diretta in vena: la dose raccomandata è compresa tra 2 mg e 10 mg per 70 chilogrammi di peso
corporeo, somministrati in 4-5 minuti.

Trattamento del dolore dopo intervento chirurgico:
- somministrazione epidurale: la dose raccomandata è compresa tra 2 e 5 mg; questa dose fornisce sollievo dal dolore
per 24 ore; se necessario il medico deciderà di aumentare la dose di 1-2 mg, ad intervalli regolari, per valutare che
sia efficace; non superare la dose di 10 mg nelle 24 ore;
- somministrazione per infusione continua in vena: la dose iniziale raccomandata è di 2-4 mg in 24 ore. Il medico
deciderà di aumentare la dose di 1-2 mg se necessario.

Trattamento del dolore associato a problemi ai polmoni (edema polmonare acuto) La dose raccomandata è compresa tra 5 mg e 10 mg, per iniezione lenta e diretta in vena (2 mg al minuto).

Trattamento del dolore associato al blocco dell’attività del cuore (infarto del miocardio)

La dose raccomandata è di 10 mg seguiti da altri 10 mg se necessario, per somministrazione lenta direttamente in vena (2 mg al minuto).

Uso nei neonati - somministrazione lenta in vena (in bolo): la dose raccomandata è compresa tra 40 e 100 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo in almeno 5-10 minuti, ogni 4-6 ore;

- somministrazione per infusione in vena:
• nei bambini prematuri: la dose iniziale raccomandata è compresa tra 25 e 50 microgrammi per chilogrammo

di peso corporeo; questa dose deve essere seguita da una seconda somministrazione (dose di carico) di 5 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo all’ora; • nei bambini nati a termine: la dose iniziale raccomandata è compresa tra 50 e 100 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo, seguita da 10-20 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo all’ora.

Uso nei bambini fino a 12 anni

Nei bambini con meno di 12 anni di età, l’uso di questo medicinale deve avvenire solo in casi di effettiva necessità:
- somministrazione in vena (in bolo): la dose raccomandata è compresa tra 100 e 200 microgrammi per chilogrammo
di peso corporeo, fino a 6 volte al giorno;
- somministrazione per infusione: da effettuare solo dopo aver somministrato una dose iniziale (somministrazione
in bolo); la dose raccomandata è compresa tra 10-30 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo all’ora.
Uso negli adolescenti da 12 a 18 anni:
- somministrazione in vena (in bolo): la dose raccomandata è compresa tra 2,5 e 10 mg fino a 6 volte al giorno;
- somministrazione per infusione: da effettuare solo dopo aver somministrato una dose iniziale (somministrazione
in bolo); la dose raccomandata è compresa tra 10 e 30 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo all’ora.

Uso negli anziani e nei pazienti debilitati

Il medico deciderà se ridurre la dose, in base alle sue condizioni di salute (vedere il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”).

Uso nei pazienti con problemi ai reni o al fegato Se soffre di problemi al fegato o ai reni (insufficienza epatica e/o renale), il medico ridurrà la dose. Nei casi più gravi, la dose può essere dimezzata.

Se usa più morfina cloridrato monico di quanto deve Questo medicinale le sarà somministrato da un medico o da un infermiere, quindi è improbabile che si verifichi un sovradosaggio. Tuttavia, se pensa che le sia stata somministrata una quantità eccessiva di questo medicinale, avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

I sintomi di sovradosaggio da morfina possono essere:
- problemi della respirazione (depressione respiratoria, arresto respiratorio), collasso, coma o morte;
- problemi di circolazione del sangue;
- alterazione dello stato di coscienza;
- restringimento della pupilla (miosi);
- abbassamento della temperatura corporea (ipotermia);
- flaccidità dei muscoli, rottura delle cellule dei muscoli (rabdomiolisi), fino ad alterazione dell’attività dei reni
(insufficienza renale);
- polmonite per inalazione di vomito o corpi estranei, i cui sintomi possono includere dispnea, tosse e febbre.

In casi gravi si possono sviluppare insufficiente circolazione del sangue (insufficienza circolatoria), coma, collasso e morte. Durante il coma si possono manifestare rilassamento degli organi (rilasciamento degli sfinteri), aumento del diametro delle pupille (midriasi).

Nei casi meno gravi, i sintomi possono essere:

- nausea, vomito;
- tremori;
- alterazioni del comportamento (disforia);
- diminuzione della temperatura corporea (ipotermia);

- diminuzione della pressione del sangue (ipotensione).

In caso di ingestione/assunzione di una dose eccessiva di questo medicinale avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Se dimentica di usare morfina cloridrato monico

Questo medicinale le sarà somministrato da un medico o da un infermiere, quindi è improbabile che si verifichi una dimenticanza. Tuttavia, non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con morfina cloridrato monico Non interrompa bruscamente il trattamento con questo medicinale; si rivolga al medico prima di interrompere il trattamento. Se intende interrompere il trattamento con morfina cloridrato monico, chieda al medico come ridurre gradualmente il dosaggio in modo da evitare i sintomi di astinenza. I sintomi di astinenza possono includere dolori muscolari, tremori, diarrea, dolori allo stomaco, nausea, sintomi simil-influenzali, battito cardiaco accelerato e pupille dilatate. I sintomi

psicologici includono un’intensa sensazione di insoddisfazione, ansia e irritabilità.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Interrompa l’uso di morfina cloridrato monico e si rivolga immediatamente al medico se osserva una grave reazione cutanea con vescicole, cute squamosa diffusa, macchie contenenti pus insieme a febbre. Potrebbe trattarsi di una condizione denominata pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).

Si possono verificare gli effetti indesiderati di seguito elencati:

Non noti (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
- reazione allergica grave che causa difficoltà respiratoria o capogiro;
- alterazioni dei livelli degli ormoni (diminuzione di CRF (fattore di rilascio della corticotropina), ACTH (ormone
adrenocorticotropo), LH (ormone luteinizzante), FSH (ormone follicolo-stimolante), androgeni, estrogeni,
aumento di prolattina, ADH (ormone antidiuretico);
- eccitazione, irritabilità, agitazione, alterazione del comportamento (euforia, disforia);

- perdita del sonno (insonnia);
- sedazione;
- riduzione del tono dell’umore;
- sensazione di debolezza (astenia);
- confusione (ottundimento mentale), stati di indifferenza;

- mal di testa (cefalea);
- vertigini;
- sudorazione
- bocca secca;
- aumento della pressione interna alla testa che può aggravare preesistenti disturbi al cervello;
- problemi della vista, restringimento delle pupille (miosi);

ortostatica);
- perdita di coscienza temporanea (sincope);
- sensazione di vertigine, dovuta alla diminuzione della pressione del sangue, quando ci si alza (ipotensione

- problemi di respirazione (depressione, arresto respiratorio), anche gravi se soffre di problemi ai bronchi o ai
polmoni (atelectasia);
- depressione circolatoria;
- collasso;
- nausea, vomito;
- blocco della digestione (chiusura dello sfintere di Oddi e aumento della pressione delle vie biliari che può causare
nausea e dolori da colica);

- diminuzione delle secrezioni dello stomaco e dell’intestino, aumento del tono della muscolatura liscia intestinale
e rallentamento dell’onda peristaltica che dà luogo a stitichezza (stipsi di tipo spastico);
- arrossamento del volto, del collo e del torace, sudorazione, prurito, irritazione della pelle (orticaria ed altre
alterazioni della cute);

- sindrome da astinenza o dipendenza (vedere il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”);
- diminuzione dell’eliminazione di urina (oliguria di origine ormonale), poiché la morfina prolunga i tempi di
svuotamento della vescica ma a questo effetto compare rapida tolleranza;
- maggiore sensibilità al dolore;
- apnea nel sonno (pause respiratorie durante il sonno);
- sintomi associati a infiammazione del pancreas (pancreatite) e delle vie biliari, ad esempio dolore intenso nella

parte superiore dell’addome con possibile irradiazione alla schiena, nausea, vomito o febbre.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservi le fiale nella confezione originale per proteggere il medicinale dal calore e dalla luce. Attenzione: non utilizzi le soluzioni se appaiono colorate. Le fiale sono per uso singolo, elimini la soluzione che non utilizza.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene morfina cloridrato monico

Morfina cloridrato monico 10 mg/1 ml Soluzione iniettabile - Il principio attivo è morfina cloridrato triidrato. Ogni fiala contiene 10 mg di morfina cloridrato triidrato.

- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Morfina cloridrato monico 20 mg/1 ml Soluzione iniettabile
- Il principio attivo è morfina cloridrato triidrato. Ogni fiala contiene 20 mg di morfina cloridrato triidrato.
- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Morfina cloridrato monico 50 mg/5 ml Soluzione iniettabile
- Il principio attivo è morfina cloridrato triidrato. Ogni fiala contiene 50 mg di morfina cloridrato triidrato.
- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Morfina cloridrato monico 100 mg/5 ml Soluzione iniettabile
Morfina cloridrato monico 100 mg/10 ml Soluzione iniettabile del
- Il principio attivo è morfina cloridrato triidrato. Ogni fiala contiene 100 mg di morfina cloridrato triidrato.
- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Morfina cloridrato monico 200 mg/10 ml Soluzione iniettabile
- Il principio attivo è morfina cloridrato triidrato. Ogni fiala contiene 200 mg di morfina cloridrato triidrato.
- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di morfina cloridrato monico e contenuto della confezione

morfina cloridrato monico 10 mg/1 ml Soluzione iniettabile: astuccio contenente 1 o 5 fiale di vetro da 10 mg/1 ml. morfina cloridrato monico 20 mg/1 ml Soluzione iniettabile: astuccio contenente 1 o 5 fiale di vetro da 20 mg/1 ml. morfina cloridrato monico 50 mg/5 ml Soluzione iniettabile: astuccio contenente 5 fiale di vetro da 50 mg/5 ml. morfina cloridrato monico 100 mg/5 ml Soluzione iniettabile: astuccio contenente 5 fiale di vetro da 100 mg/5 ml.

MORFINA CLORIDRATO MONICO 100 mg/10 ml Soluzione iniettabile: astuccio contenente 5 fiale di vetro da 100 mg/10 ml. MORFINA CLORIDRATO MONICO 200 mg/10 ml Soluzione iniettabile: astuccio contenente 5 fiale di vetro da 200 mg/10 ml.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Monico spa Via Ponte di Pietra 7, 30173 Venezia Mestre – Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari.

Morfina cloridrato non deve essere miscelata con altri medicinali.

I sali di morfina sono incompatibili con aminofillina, sali sodici di barbiturici e fenitoina, aciclovir sodico, furosemide, eparina sodica, petidina, clorfeniramina, prometazina e edisilati. È stata dimostrata incompatibilità fisico-chimica (formazione di precipitati) tra soluzioni di morfina solfato e 5fluorouracile.

Domande frequenti su MORFINA CLORIDRATO MONICO

Come si usa MORFINA CLORIDRATO MONICO?

MORFINA CLORIDRATO MONICO si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, epidurale, perineurale, intramuscolare, sottocutanea. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

MORFINA CLORIDRATO MONICO è disponibile senza ricetta?

No, MORFINA CLORIDRATO MONICO è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di MORFINA CLORIDRATO MONICO?

Il principio attivo di MORFINA CLORIDRATO MONICO è MORFINA, MORFINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di MORFINA CLORIDRATO MONICO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: MORFINA CLORIDRATO S.A.L.F., MORFINA CLORIDRATO MOLTENI, ORAMORPH, TWICE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce MORFINA CLORIDRATO MONICO?

MORFINA CLORIDRATO MONICO è prodotto da MONICO S.P.A..

Da quando MORFINA CLORIDRATO MONICO è autorizzato in Italia?

MORFINA CLORIDRATO MONICO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1996-05-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Morfina Cloridrato MONICO 10 mg/1 ml Soluzione iniettabile Morfina Cloridrato MONICO 20 mg/1 ml Soluzione iniettabile Morfina Cloridrato MONICO 50 mg/5 ml Soluzione iniettabile Morfina Cloridrato MONICO 100 mg/5 ml Soluzione iniettabile Morfina Cloridrato MONICO 100 mg/10 ml Soluzione iniettabile Morfina Cloridrato MONICO 200 mg/10 ml Soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una fiala contiene: 10 mg/ 1 ml 20 mg/ 1 ml 50 mg/ 5 ml 100 mg/ 10 ml 100 mg/ 5 ml 200 mg/ 10 ml Morfina cloridrato triidrato 10 mg 20 mg 50 mg 100 mg 100 mg 200 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile. La soluzione è trasparente e priva di particelle visibili.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento del dolore da moderato a grave e/o resistente agli altri antidolorifici, in particolare dolore associato a neoplasie, a infarto del miocardio e dopo gli interventi chirurgici. Edema polmonare acuto. La morfina inoltre è indicata in anestesia generale e loco regionale e nella parto-analgesia epidurale.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti Nel dolore acuto: - per iniezione sottocutanea o intramuscolare, alla dose di 10 mg da ripetere, se necessario, ogni 4 ore; - per somministrazione endovenosa: dose iniziale di 2-10 mg/70 kg somministrati in 4-5 minuti. Nel dolore post-operatorio: - per iniezione epidurale, una dose di 2-5 mg nella regione lombare fornisce sollievo dal dolore per 24 ore; se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare dosi aggiuntive di 1-2 mg ad intervalli sufficienti per valutarne l’efficacia; non superare la dose di 10 mg nelle 24 ore; - per infusione continua, si raccomanda una dose iniziale di 2-4 mg in 24 ore; se non si raggiunge una risposta soddisfacente, si possono somministrare ulteriori dosi aggiuntive di 1-2 mg. Nell’edema polmonare acuto: - per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min) fino a 5-10 mg. Nell’infarto del miocardio: - per iniezione endovenosa lenta (2 mg/min) 10 mg seguiti, se necessario, da altri 10 mg. Neonati: - somministrazione endovenosa in bolo lento: 40-100 microgrammi/kg in almeno 5-10 minuti, ogni 4-6 ore; - per infusione: 25-50 µg/kg (dose di carico) seguita da 5 µg/kg/ora in caso di neonati pretermine; 50-100 µg /kg /dose di carico), seguita da 10-20 µg/kg/ora in caso di neonati a termine. Bambini fino a 12 anni – solo in casi particolari di effettiva necessità - somministrazione endovenosa in bolo: 100-200 µg/kg fino a 6 volte/die; - per infusione: dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 µg /kg/ora.

Adolescenti da 12 a 18 anni - somministrazione endovenosa in bolo: 2,5-10 mg fino a 6 volte/die; - per infusione, dopo un bolo come dose di carico (vedere sopra), 10-30 µg /kg/ora. Anziani o pazienti debilitati In tali soggetti è consigliabile una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.4). Insufficienza epatica e renale Nei pazienti con insufficienza epatica e/o renale moderata (VFG 10-50 ml/min) si raccomanda una riduzione del dosaggio del 25%; nei pazienti con insufficienza renale severa (VFG < 10 ml/min) la dose deve essere ridotta del 50%. Modo di somministrazione Morfina Cloridrato MONICO può essere somministrata per via sottocutanea, intramuscolare nonché per via endovenosa ed epidurale nel caso in cui il medicinale non contenga conservanti. Obiettivi e interruzione del trattamento Prima di iniziare il trattamento con MORFINA CLORIDRATO MONICO, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che comprenda la durata e gli obiettivi dello stesso e un piano per la conclusione del trattamento, in accordo con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, deve essere previsto un contatto frequente tra il medico e il paziente al fine di valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerare l’interruzione del trattamento e, se necessario, adeguare la posologia. Quando un paziente non necessita più della terapia con MORFINA CLORIDRATO MONICO, può essere consigliabile ridurre la dose gradualmente per prevenire i sintomi di astinenza. Una sindrome di astinenza può essere accelerata se la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta. In assenza di un adeguato controllo del dolore, deve essere considerata la possibilità di iperalgesia, tolleranza e progressione della malattia di base (vedere paragrafo 4.4). Durata del trattamento MORFINA CLORIDRATO MONICO non deve essere usato più a lungo del necessario. Nel caso in cui sia necessario diluire la soluzione contenuta nella fiala è possibile utilizzare Sodio Cloruro 0,9% (soluzione fisiologica) o Glucosio 5%. 4.3. Controindicazioni - Ipersensibilità al principio attivo o a molecole chimicamente derivate dalla morfina; l’ipersensibilità verso la morfina è caratterizzata da rossore al viso, prurito e broncospasmo (la somministrazione potrebbe causare la comparsa di reazioni anafilattiche); - tutte le forme di addome acuto ed ileo paralitico; - depressione respiratoria; - insufficienza epatocellulare grave; - scompenso cardiaco secondario ad affezioni croniche del polmone; - traumatismi cranici e in caso di ipertensione endocranica; - dopo interventi chirurgici delle vie biliari; - durante un attacco di asma bronchiale; - stati convulsivi; - epilessia non controllata; - alcolismo acuto e nel delirium tremens; - stati di depressione del sistema nervoso centrale, in particolare quelli indotti da altri farmaci come ipnotici, sedativi, tranquillanti ecc. (vedere paragrafo 4.5);

3 - in associazione con IMAO, incluso il furazolidone, o dopo meno di 2-3 settimane dalla sospensione del precedente trattamento (vedere paragrafo 4.5); - in caso di trattamento con naltrexone; - generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego La morfina deve essere somministrata nei bambini solo in casi particolari e di effettiva necessità (vedere paragrafo 4.2). La morfina deve essere somministrata con cautela nei soggetti anziani e molto anziani o debilitati (vedere paragrafo 4.2) ed in pazienti affetti da: - disturbi cardiaci secondari a patologie polmonari croniche; - affezioni organico-cerebrali; - insufficienza respiratoria e affezioni polmonari croniche (particolarmente se accompagnate da ipersecrezione bronchiale) e comunque in tutte le condizioni ostruttive delle vie respiratorie e in caso di ridotta riserva ventilatoria (come, ad esempio, in caso di cifoscoliosi ed obesità); - coliche renali e biliari; - ipertrofia prostatica; - mixedema ed ipotiroidismo; - epatite acuta ed epatopatie acute; - funzionalità renale e/o epatica ridotta (vedere paragrafo 4.2); - insufficienza adrenocorticale; - stati ipotensivi gravi e shock; - rallentamento del transito gastrointestinale e affezioni intestinali di tipo infiammatorio o ostruttivo; - miastenia grave; - assuefazione agli oppioidi; - affezioni cardiovascolari ed aritmie cardiache. La morfina, per il suo effetto analgesico e per la sua azione sul livello di coscienza, sul diametro pupillare e sulla dinamica respiratoria, può rendere difficile la valutazione clinica del paziente ed ostacolare la diagnosi di quadri addominali acuti. La morfina va usata solo nel caso di effettiva necessità nei bambini, specialmente nei neonati. Il dosaggio va ridotto nei pazienti anziani e nei soggetti debilitati. L’iperalgesia che non risponde ad un ulteriore aumento della dose di morfina può verificarsi in particolare a dosi elevate. Può essere necessaria una riduzione della dose di morfina o una sostituzione dell’oppioide. Le concentrazioni plasmatiche di morfina possono essere ridotte dalla rifampicina. L'effetto analgesico della morfina deve essere monitorato e le dosi di morfina aggiustate durante e dopo il trattamento con rifampicina. Inducendo in modo variabile il rilascio di istamina, provoca vasodilatazione e diminuzione della pressione telediastolica. Questo può essere vantaggioso nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia in seguito a recente infarto miocardico, ma è un problema in caso di disfunzioni delle valvole aortiche e nei disturbi coronarici di una certa importanza. È pratica comune la somministrazione di morfina in caso di insufficienza ventricolare sinistra acuta al fine di ridurre il precarico ventricolare per mezzo della vasodilatazione indotta dall’istamina. Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) Tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica possono svilupparsi in caso di somministrazione ripetuta di oppioidi come MORFINA CLORIDRATO MONICO. L’uso ripetuto di MORFINA CLORIDRATO MONICO può provocare il disturbo da uso di oppioidi (OUD). Una dose più elevata e una durata prolungata del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare OUD. L’abuso o l’uso improprio intenzionale di MORFINA CLORIDRATO MONICO può portare a un sovradosaggio e/o al decesso. Il rischio di sviluppare OUD è aumentato nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei consumatori di tabacco o nei pazienti con anamnesi personale di altri disturbi di salute mentale (ad esempio depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). Prima di iniziare il trattamento con MORFINA CLORIDRATO MONICO e durante il trattamento, devono essere concordati con il paziente gli obiettivi e un piano di sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento il paziente deve inoltre essere informato in merito ai rischi e ai segni di OUD. Se si manifestano questi segni, i pazienti devono essere avvisati di contattare il proprio medico. I pazienti dovranno essere monitorati al fine di rilevare eventuali segni di comportamento di ricerca di sostanza d’abuso (ad esempio, richieste troppo precoci di rinnovi). Ciò include la revisione degli oppioidi concomitant

4 dei farmaci psicoattivi (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, deve essere preso in considerazione il consulto con uno specialista delle dipendenze. La somministrazione di morfina, specie se prolungata, determina la comparsa di tolleranza e dipendenza. La tolleranza all’effetto analgesico della morfina si presenta come riduzione progressiva dell’efficacia e della durata dell’analgesia e comporta, come conseguenza, un aumento del dosaggio. La tolleranza all’inibizione dei centri del respiro si sviluppa parallelamente per cui l’aggiustamento del dosaggio non comporta il rischio di una depressione respiratoria. Contemporaneamente alla tolleranza ai diversi effetti della morfina e con lo stesso meccanismo d’azione, si sviluppa la dipendenza. La tolleranza ai narcotici-analgesici non consegue ad un fenomeno di desensibilizzazione recettoriale, ma è indice dello sviluppo di meccanismi neurobiologici di segno opposto rispetto a quelli indotti dalla stimolazione dei recettori oppioidi. Lo stabilirsi di meccanismi adattativi (che presuppongono la sintesi di nuove molecole proteiche) ristabilisce l’equilibrio della funzione perturbata dalla ripetuta azione farmacologica della morfina. Il nuovo equilibrio è sostenuto dalla stimolazione dei recettori µ -oppioidi da parte della morfina e dai meccanismi adattativi messi in essere dall’organismo e perdura fino a che la morfina stimola i recettori µoppioidi. In una condizione di tolleranza, l’interruzione della somministrazione di morfina evidenzia l’attività funzionale di questi meccanismi, che si rivela in termini di sintomi speculari rispetto agli effetti acuti del narcotico: iperalgesia e dolorabilità diffusa, diarrea, ipertensione, brividi di freddo, ecc. Questi sintomi nel loro insieme costituiscono la “sindrome da astinenza” la cui comparsa dimostra l‘avvenuto sviluppo della dipendenza. I sintomi da astinenza si manifestano di solito entro poche ore dall’assunzione dell’ultima dose, raggiungono l’intensità massima entro 36-72 ore, quindi regrediscono gradualmente. Questi sintomi includono nelle prime 24 ore irrequietezza, sbadigli, midriasi, lacrimazione, rinorrea, sudorazione ed orripilazione. Successivamente i sintomi progrediscono e sono aggravati dalla comparsa di fascicolazioni e spasmi muscolari, dolori addominali e alle gambe, lombalgia, talora severa, cefalea, starnuti, debolezza, ansia, irritabilità, alterazioni del sonno o insonnia, agitazione, anoressia, nausea, vomito, diarrea, disidratazione, perdita di peso, tachicardia, tachipnea, ipertensione, febbre e disturbi vasomotori. In assenza di trattamento i sintomi di astinenza più evidenti scompaiono in 5-14 giorni. Tolleranza e dipendenza si sviluppano molto lentamente in clinica, se la morfina viene somministrata per prevenire l’insorgenza del dolore e non al bisogno. I meccanismi di tossicodipendenza con il “craving” (tossicomania) da oppiacei presuppongono una fase di autosomministrazione, cioè schemi posologici e motivazioni alla base dell’assunzione di morfina diversi da quelli previsti per il controllo del dolore cronico in clinica. Per cui sono rari i casi di tolleranza di grado elevato e di comportamenti compulsivi di appetizione del farmaco che, se presenti, presuppongono un intervento specialistico. Anche l’eventuale fase di interruzione della terapia con oppiacei, da attuarsi con gradualità, non si accompagna in clinica a complicanze comportamentali; sempre che la causa algogena sia stata rimossa. Peraltro il rischio di dipendenza esiste, per cui la morfina non deve essere utilizzata in stati dolorosi sensibili ad analgesici meno potenti o in pazienti che non siano sotto stretta sorveglianza medica. La tolleranza agli effetti farmacologici della morfina si attenua e scompare in pochi giorni dopo l’interruzione assieme alla scomparsa dei sintomi di astinenza, cioè della tolleranza. La morfina ha un potenziale di abuso simile ad altri oppioidi agonisti forti e deve essere usata con particolare cautela nei pazienti con anamnesi di abuso di alcool o di farmaci. Disturbi respiratori correlati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori correlati al sonno, tra cui l’apnea centrale nel sonno (central sleep apnoea, CSA) e l’ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in modo dosedipendente. Nei pazienti che manifestano CSA, si deve considerare la possibilità di ridurre la posologia totale degli oppioidi. Reazioni avverse cutanee gravi (severe cutaneous adverse reactions, SCARs) La pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che può essere potenzialmente letale o avere esito mortale, è stata segnalata in associazione al trattamento con morfina. La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro i primi 10 giorni di trattamento. I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di AGEP e della necessità di consultare il medico nel caso in cui si manifestino. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni cutanee, la morfina deve essere sospesa e deve essere considerato un trattamento alternativo. Sindrome toracica acuta (ACS in pazienti affetti da malattia a cellule falciformi (SCD)

A causa di una possibile associazione tra ACS e l’uso di morfina nei pazienti affetti da SCD trattati con formina durante una crisi vaso-occlusiva, è necessario uno stretto monitoraggio dei sintomi dell’ACS. Insufficienza surrenalica Gli analgesici oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell’insufficienza surrenalica possono includere ad esempio nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, debolezza, capogiro o pressione arteriosa bassa. Patologie epatobiliari La morfina può causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, determinando in tal modo un aumento della pressione intrabiliare e del rischio di sintomi a carico delle vie biliari e di pancreatite. Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina L’uso a lungo termine di analgesici oppioidi può essere associato a una diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e aumento della prolattina. I sintomi includono libido diminuita, impotenza o amenorrea. Rischi derivanti dall’uso concomitante di medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati L'uso concomitante di MORFINA CLORIDRATO MONICO e medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di questi medicinali sedativi dovrebbe essere riservata a quei pazienti per i quali non sono possibili opzioni di trattamento alternativo. Se si decide di prescrivere MORFINA CLORIDRATO MONICO in concomitanza a medicinali sedativi, dovrebbe essere utilizzata la minor dose efficace e la durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile. Tali pazienti dovrebbero essere monitorati attentamente per la comparsa di segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tal proposito, è caldamente raccomandato di informare i pazienti e coloro che se ne prendono cura di prestare attenzione alla comparsa di questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Terapia antipiastrinica con inibitore del recettore P2Y12 per via orale Durante il primo giorno di trattamento concomitante con inibitore del recettore P2Y12 e morfina, si è osservata un’efficacia ridotta del trattamento con inibitore del recettore P2Y12 (vedere paragrafo 4.5).

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

La morfina deve essere usata con cautela nei pazienti trattati in concomitanza con altri depressori del sistema nervoso centrale, inclusi sedativi o ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, ansiolitici, neurolettici, antidepressivi triciclici e altri tranquillanti, antistaminici, miorilassanti, antipertensivi, gabapentin o pregabalin e alcol. In caso di assunzione di questi farmaci in associazione con le dosi abituali di morfina, possono verificarsi effetti di interazione che determinano depressione respiratoria, ipotensione, sedazione profonda o coma. La morfina, inoltre, può ridurre l’azione dei diuretici e potenziare gli effetti degli agenti di blocco neuromuscolare e dei miorilassanti in genere, del dicumarolo e degli altri anticoagulanti orali. I pazienti al risveglio dall’anestesia sono particolarmente vulnerabili alla depressione respiratoria causata dalla morfina. L’acidosi respiratoria secondaria all’ipercapnia acuta, può causare una riattivazione dei miorilassanti a lunga durata al termine dell’anestesia, cui consegue una ulteriore depressione della respirazione. Quanto detto sopra, insieme agli effetti intrinseci della morfina sull’innervazione motoria efferente dei muscoli respiratori, può sfociare in breve tempo in una crisi respiratoria. Nei pazienti emodializzati in terapia con cimetidina e morfina sono stati riportati casi di confusione e grave depressione respiratoria. La morfina, inducendo la liberazione di ormone antidiuretico, riduce l’efficacia dei diuretici; inoltre, causando spasmo dello sfintere della vescica, può provocare ritenzione urinaria, in particolare in soggetti con prostatismo precoce. In pazienti con sindrome coronarica acuta trattati con morfina è stata osservata un’esposizione ritardata e ridotta alla terapia antipiastrinica con inibitore del recettore P2Y12 per via orale. Questa interazione può essere correlata alla ridotta motilità gastrointestinale e si applica ad altri oppioidi. La rilevanza clinica non è nota, ma i dati indicano il potenziale di efficacia ridotta dell’inibitore del recettore P2Y12 nei pazienti in cui sono cosomministrati morfina e un inibitore del recettore P2Y12 (vedere Paragrafo 4.4). Nei pazienti con sindrome coronarica acuta, in cui il trattamento con morfina non può essere sospeso e una rapida inibizione del P2Y12 è ritenuta cruciale, può essere preso in considerazione un trattamento con un inibitore parenterale del recettore P2Y12.

Interazioni potenzialmente utili sono invece quelle con antidepressivi triciclici, aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei, per i quali si ha un potenziamento degli effetti analgesici che consente una riduzione del dosaggio di morfina. Gli anticonvulsivanti del tipo della carbamazepina possono incrementare l’analgesia e la sedazione indotte dall’oppiaceo nei pazienti in cui il dolore ha una componente neurologica. Nelle nevralgie pure la morfina può risultare inattiva, così come in alcuni stati dolorosi come la sindrome talamica e le lesioni del midollo spinale. In tali casi risulta utile l’impiego di anticonvulsivanti, antidepressivi e fenotiazine a lunga durata. Associazioni controindicate - Farmaci inibitori delle monoaminoossidasi (compreso il furazolidone). A causa dell’inibizione del Sistema Nervoso Centrale, la cosomministrazione può provocare ipotensione e depressione respiratoria (vedere paragrafo 4.3). - Naltrexone. In caso di cosomministrazione, il paziente può risultare insensibile all’effetto antalgico della morfina. Associazioni sconsigliate Alcool. L’alcool incrementa l’effetto sedativo della morfina. L’alterazione della vigilanza può rendere pericolosi la guida e l’uso di macchine. L’assunzione di bevande alcoliche e di farmaci contenenti alcool è sconsigliata. Associazioni che richiedono particolari precauzioni d’impiego - Medicinali sedativi come benzodiazepine e farmaci correlati. L’uso concomitante di oppioidi e medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto additivo di depressione del Sistema Nervoso Centrale. La dose e la durata del trattamento concomitante devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). - Rifampicina. La cosomministrazione causa una diminuzione della concentrazione e dell’attività della morfina e del suo metabolita attivo. Durante e al termine della terapia con rifampicina occorre tenere sotto osservazione il paziente ed eventualmente procedere ad una modifica della posologia della morfina. - Cimetidina ed altri farmaci inibitori del citocromo-P450. Tali farmaci comportano un rallentamento nella degradazione della morfina, determinandone un aumento della concentrazione plasmatica. Associazioni da tenere in considerazione - Barbiturici. - Altri analgesici morfinici agonisti (alfentanil, codeina, dextromoramide, destropropossifene, diidrocodeina, fentanil, ossicodone, petidina, fenoperidina, remifentanil, sulfentanil, tramadolo). - Antitussivi morfino-simili (destrometorfano). - Antitussivi morfinici (codeina). - Altri farmaci sedativi (neurolettici, antidepressivi, miorilassanti, antistaminici). La cosomministrazione può causare un incremento della depressione centrale con aumentato rischio di alterazione dello stato di vigilanza che può rendere pericolosa la guida e l’uso di macchinari. - Anticoagulanti orali (tra cui il dicumarolo). La morfina può potenziarne gli effetti. - Diuretici. L’azione diuretica può risultare ridotta.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non vi sono studi adeguati riguardanti l’uso di morfina in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embriofetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. La morfina cloridrato non deve essere usata durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità, come la presenza di dolore grave. Occorre tenere presente che, come tutti gli analgesici stupefacenti, può provocare depressione respiratoria nel neonato per somministrazioni acute o sindrome di astinenza per somministrazioni ripetute. In ogni caso la somministrazione acuta deve essere evitata nei parti prematuri o durante la seconda fase del travaglio quando la dilatazione del collo uterino raggiunge i 4-5 cm. I neonati le cui madri hanno ricevuto analgesici oppioidi durante la gravidanza devono essere monitorati per i segni di sindrome da sospensione (astinenza) neonatale. Il trattamento può includere una terapia oppioide e di supporto.

Allattamento La morfina è escreta nel latte materno. Pertanto, nelle donne che allattano, occorre un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e decidere sull’opportunità di somministrare il farmaco, rinunciando a nutrire al seno il lattante o, viceversa, proseguire l’allattamento evitando la somministrazione del medicinale. Fertilità Studi su animali hanno dimostrato che la morfina può ridurre la fertilità (vedere il paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La morfina compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Tali effetti possono essere più marcati se il medicinale è assunto in combinazione con alcool o altri farmaci sedativi (vedere paragrafo 4.5).

4.8 Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati della morfina, organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Frequenza non nota degli effetti indesiderati : non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Patologie del sistema immunitario Reazioni anafilattoidi. Patologie endocrine La morfina riduce l’increzione del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) conseguente a stress e di gonadoreline. Di conseguenza si ha una diminuzione di produzione di ACTH e di glucocorticoidi, così come di LH, FSH e di steroidi sessuali. La morfina aumenta inoltre l’increzione di prolattina, che può accentuare le conseguenze della ridotta produzione di testosterone nel maschio. Infine, può aumentare la produzione di ormone antidiuretico (ADH). Disturbi psichiatrici Sono possibili modificazioni psicologiche, come eccitazione, insonnia, irritabilità, agitazione, euforia e disforia, ovvero sedazione ed astenia, depressione del tono dell’umore, ottundimento mentale e stati di indifferenza, ansia, dipendenza. Patologie del sistema nervoso Cefalea, vertigini, aumento della pressione endocranica che può aggravare preesistenti patologie dell’encefalo. Allodinia, iperalgesia (vedere il paragrafo 4.4). Iperidrosi. Patologie dell’occhio Miosi, disturbi della visione. Patologie vascolari La somministrazione acuta di morfina produce vasodilatazione periferica, riduce le resistenze periferiche ed attenua i riflessi vasomotori. Questi effetti non sono avvertiti dal paziente in posizione supina ma possono dar luogo ad episodi di ipotensione ortostatica e sincope se il paziente assume la posizione eretta. A questi effetti insorge tolleranza dopo poche somministrazioni ripetute a breve distanza di tempo. La morfina, anche a dosi terapeutiche, determina depressione respiratoria ed in minor misura depressione circolatoria. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi di grave depressione respiratoria e circolatoria fino all’arresto respiratorio ed al collasso. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Depressione respiratoria: la depressione respiratoria è, in genere, di grado lieve o moderato e senza conseguenze di rilievo nei soggetti con integrità della funzione respiratoria; tuttavia, può indurre gravi conseguenze nei pazienti con affezioni bronco-polmonari come la formazione di atelectasia. Comunque, anche a seguito di somministrazione orale o parenterale di narcotici-analgesici, sono stati segnalati casi di grave depressione respiratoria e circolatoria fino all’arresto respiratorio ed al collasso. Sindrome di apnea centrale nel sonno.

Patologie gastrointestinali La somministrazione acuta di morfina può produrre, nausea e conati di vomito, sia per stimolazione della CTZ che per una sensibilizzazione alla stimolazione labirintica. La morfina riduce la secrezione gastrica e duodenale, aumenta il tono della muscolatura liscia intestinale e rallenta la progressione dell’onda peristaltica. Produce stipsi di tipo spastico. Bocca secca. Pancreatite. Patologie epatobiliari Spasmo dello sfintere di Oddi e conseguente aumento della pressione delle vie biliari che può accentuare il senso di nausea e fastidio epigastrico e accentuare o scatenare il dolore da colica biliare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo La somministrazione acuta di morfina può produrre arrossamento del volto, del collo e delle regioni superiori del torace, sudorazione, prurito, orticaria ed altre eruzioni cutanee. Pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). Per quando riguarda la sindrome da astinenza, vedere paragrafo 4.4. Patologie renali e urinarie La morfina aumenta il tono muscolare degli ureteri ma l’effetto è bilanciato dall’oliguria di origine ormonale. Prolunga i tempi di svuotamento della vescica ma a questo effetto compare rapida tolleranza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Sindrome di sospensione (astinenza) da sostanza d’abuso. Descrizione di reazioni avverse selezionate Dipendenza da sostanze d’abuso e sindrome da sospensione (astinenza): L’uso di analgesici oppioidi può essere associato allo sviluppo di dipendenza fisica e/o psicologica o tolleranza. L’uso ripetuto di MORFINA CLORIDRATO MONICO può causare dipendenza da sostanze d’abuso, anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza da sostanze d’abuso può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, della posologia e della durata del trattamento con oppioidi (vedere paragrafo 4.4). Una sindrome da astinenza può essere accelerata quando la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta o vengono somministrati antagonisti oppioidi, oppure può talora verificarsi tra una dose e l’altra. Per la gestione, vedere paragrafo 4.4. I sintomi dell’astinenza fisiologica includono: dolori muscolari, tremori, sindrome delle gambe senza riposo, diarrea, colica addominale, nausea, sintomi simil-influenzali, tachicardia, midriasi. I sintomi psicologici includono umore disforico, ansia e irritabilità. Nella dipendenza da sostanze, sovente è coinvolto il “desiderio intenso di farmaco”. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi I segni di sovradosaggio da morfina consistono in grave depressione respiratoria, circolatoria e dello stato di coscienza che può progredire fino all’arresto respiratorio, al collasso e al coma. Altri segni di tossicità acuta sono miosi estrema, ipotermia e flaccidità dei muscoli scheletrici, polmonite da aspirazione. In casi gravi si possono sviluppare insufficienza circolatoria e coma, che può evolvere a morte del paziente. Nella fase di coma si ha rilasciamento degli sfinteri, incluso quello pupillare, e quindi midriasi. Casi meno gravi possono manifestarsi con nausea, vomito, tremori, disforia, ipotermia, ipotensione. Una conseguenza del sovradosaggio potrebbe essere rappresentata anche da rabdomiolisi che evolve ad insufficienza renale. Trattament

È indispensabile mantenere e supportare la respirazione e la circolazione. Somministrare naloxone per via endovenosa a dosi comprese fra 0,4 e 2 mg ripetuti ad intervalli di 2-3 minuti se necessario e fino ad un massimo di 10 mg sino al risveglio del paziente, che deve riprendere a respirare autonomamente, evitando per quanto è possibile di scatenare una crisi di astinenza. Lo stato di coscienza va in seguito mantenuto somministrando il naloxone per infusione endovenosa ad un dosaggio che eviti i sintomi di astinenza, fino a che le concentrazioni plasmatiche di agonista abbiano raggiunto un livello di sicurezza.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: analgesici, codice ATC: N02AA01. La morfina è un analgesico oppiaceo che agisce come agonista su specifici recettori siti nel sistema nervoso centrale e nel plesso mesenterico della parete addominale. I suoi effetti principali si manifestano sul sistema nervoso centrale con analgesia, depressione respiratoria, cambiamenti dell’umore, obnubilamento mentale; sul sistema gastroenterico con nausea o vomito, sulla muscolatura liscia con miosi, aumento del tono intestinale con riduzione della forza propulsiva, aumento della pressione biliare e del tono dell’uretere e dello sfintere vescicale. La morfina aumenta la soglia del dolore ed è particolarmente efficace nei confronti dei dolori persistenti.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Il tempo di dimezzamento della morfina nel sangue e nel plasma è di 2,7 ore (1,2-4,9 ore) e di 2,95 ore(1,8-5 ore) rispettivamente. La clearance media è di 1,16 l/min (0,32-1,7 l/min) nel sangue e di 1,09 l/min (0,77-1,1 l/min) nel plasma. Gli elevati valori della clearance rappresentano circa il 75% del flusso sanguigno epatico (HBF), da cui emerge che il fattore principale nella clearance della morfina è l’HBF e non la capacità intrinseca degli enzimi epatici. Essendo la clearance soprattutto flusso-dipendente, farmaci e fattori ambientali che agiscono da induttori metabolici non alterano di molto la clearance e il tempo di dimezzamento della morfina pur influenzando la biodisponibilità orale. La morfina è discretamente idrofila e perciò ha un volume di distribuzione minore della maggior parte degli oppioidi comunemente impiegati. Il valore del volume di distribuzione apparente allo steady-state è di 2-3 l/kg. La curva concentrazione plasmatica-tempo è di tipo bie triesponenziale. Nell’uomo, le concentrazioni maggiori sono state riscontrate nel sangue, nella bile, nei polmoni e nel fegato. Un profilo di distribuzione simile è stato rilevato nei neonati di madri tossicodipendenti morti 3-5 giorni dopo la nascita. L’ingresso del farmaco nel sistema nervoso centrale è ostacolato in maniera significativa dalla barriera ematoencefalica; infatti la morfina, somministrata intraventricolarmente, si dimostra fino a 900 volte più potente rispetto a quella somministrata per via sistemica. Inoltre il tempo necessario per ottenere l’effetto massimo è maggiore per la morfina che per altri oppioidi come petidina, fentanil e metadone, i quali hanno una maggiore lipofilia. Da indagini eseguite dopo somministrazione epidurale nel trattamento del dolore dei pazienti affetti da cancro, è emersa una correlazione lineare tra la dose di morfina e la sua concentrazione sia nel plasma che nel fluido cerebrospinale (CSF); il valore medio del rapporto tra la concentrazione plasmatica e quella del CSF allo steady-state è di 132. La morfina si lega per il 25-35% alle proteine plasmatiche perciò i fattori che alternano tale legame influiscono in modo trascurabile sul profilo farmacodinamico. La quantità di farmaco che si ritrova nel latte materno è inferiore all’1% della dose; la sindrome da astinenza che si manifesta nei neonati di madri tossicodipendenti è quindi causata, con ogni probabilità dall’esposizione intrauterina all’oppioide. Il fegato è il maggior sito di metabolizzazione della morfina, ma nonostante questo, l’escrezione epatica del farmaco, la sua clearance e il suo volume di distribuzione nei pazienti cirrotici di discostano di poco dai valori normali. Tuttavia, a conferma del ruolo centrale del fegato nell’eliminazione dell’oppiaceo, si è registrato un aumento della durata dell’analgesia nei cani epatoctomizzati. Soltanto una piccola percentuale di morfina viene escreta immodificata nelle urine. Per questo motivo, sebbene una insufficienza renale non modifichi il metabolismo e l’eliminazione della morfina come tale, nei pazienti nefropatici può verificarsi un accumulo dei metaboliti della morfina, in particolare del metabolita attivo 6glucoronide, con conseguente prolungamento dell’effetto oppioide e rischio di intossicazione. L’età si è rilevata un fattore importante nel determinare la dose efficace di morfina: gli anziani, infatti, manifestano una maggiore sensibilità alla dose standard di farmaco e, pur non differendo nel picco di azione analgesica, mostrano una risposta più protratta. Nell’anziano la morfina ha una clearance ridotta ed un volume di distribuzione minore e ciò comporta, a parità di dose rispetto ad un soggetto giovane, una concentrazione plasmatica maggiore ed una più lunga durata d’azione.

La morfina viene estesamente biotrasformata sia a livello epatico che a livello intestinale già prima dell’assorbimento: il 3-glucuronide è il metabolita principale (circa il 45% della dose), mentre il 6-glucuronide, quantitativamente minore (5%) è circa 40 volte più attivo della morfina stessa. I valori di clearance renale del 3glucuronide e del 6-glucuronide sono di 79±32 e 103±47 ml/min rispettivamente. Altri prodotti di degradazione sono la normorfina (1-5%), la normorfina-3-glucuronide (3%), la morfina 3,6-biglucuronide, e la morfina-eteresolfato ed altri glucuronidi della normorfina. La morfina viene trasformata in codeina per O-metilazione. L’escrezione biliare dei metaboliti può dar luogo ad un certo grado di circolazione enteroepatica. L’eliminazione della morfina e dei suoi metaboliti nelle feci si aggira attorno al 5-10%.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nell’uomo la tossicità della morfina è stata studiata in caso di sovradosaggio, ma a causa della grande variabilità individuale nella sensibilità agli oppiacei è difficile determinare l’esatta dose tossica o letale. La presenza di dolore o di tolleranza diminuisce gli effetti tossici della morfina. Il profilo tossicologico della morfina negli animali non è stato identificato in maniera sistematica in considerazione dell’ampia esperienza clinica. Studi animali recenti hanno confermato alcuni bersagli della tossicità della morfina. Nei ratti è stata dimostrata un’azione nefrotossica della morfina dopo somministrazione sottocutanea di dosi relativamente elevate (fino a 96 mg/kg). Gli effetti avversi della morfina sullo sviluppo del feto e del neonato sono stati confermati in ratti e topi. La morfina ha dimostrato di ridurre la liberazione di LH dall’ipofisi provocando riduzione dei livelli di testosterone, riduzione di peso degli organi femminili secondari e riduzione delle popolazioni di cellule spermatogeniche. Gli effetti avversi della morfina sia in maschi sia in femmine sono in accordo con recenti risultati che dimostrano che la morfina ha azioni genotossiche significative in molti sistemi in-vivo. L’immunotossicità associata al trattamento con morfina è stata dimostrata in studi animali su molti parametri che forniscono un possibile meccanismo alla base di una ridotta resistenza ad una serie di infezioni. Alcune evidenze suggeriscono che parte di questo effetto possa essere mediato dal rilascio di cortisone endogeno. Nei ratti maschi sono stati segnalati ridotta fertilità e danno cromosomico nei gameti.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili. 6.2. Incompatibilità Morfina cloridrato non deve esser miscelata con altri medicinali. I sali di morfina sono incompatibili con aminofillina, sali sodici di barbiturici e fenitoina, aciclovir sodico, furosemide, eparina sodica, petidina, clorfeniramina, prometazina e edisilati. È stata dimostrata incompatibilità fisico-chimica (formazione di precipitati) tra soluzioni di morfina solfato e 5fluorouracile.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nel contenitore originale in luogo protetto dal calore e al riparo dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Fiala in vetro neutro da 1, 5 o 10 ml.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Attenzione: le soluzioni colorate non devono essere usate. Le fiale sono per uso singolo: la soluzione eventualmente non utilizzata deve essere eliminata. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Monico spa Via Ponte di Pietra 7, Venezia Mestr

11

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

5 fiale 10 mg/1 ml A.I.C.: 030798 019 5 fiale 20 mg/1 ml A.I.C.: 030798 021 1 fiala 10 mg/1 ml A.I.C.: 030798 033 1 fiala 20 mg/1 ml A.I.C.: 030798 045 5 fiale 50 mg/5 ml A.I.C.: 030798 058 5 fiale 100 mg/10 ml A.I.C.: 030798 060 5 fiale 100 mg/5 ml A.I.C.: 030798 072 5 fiale 200 mg/10 ml A.I.C.: 030798 084

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 5 fiale 10 mg/1 ml 08/11/1998 5 fiale 20 mg/1 ml 08/11/1998 1 fiala 10 mg/1 ml 15/12/1999 1 fiala 20 mg/1 ml 15/12/1999 5 fiale 50 mg/5ml 17/12/2007 5 fiale 100 mg/10 ml 17/12/2007 5 fiale 100 mg/5ml 17/12/2007 5 fiale 200 mg/10 ml 17/12/2007 Data del rinnovo più recente: 9 maggio 2019

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.