NIFEDIPINA DOC

Principio attivo: NIFEDIPINA · ATC C08CA05 · DOC GENERICI SRL

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"30 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO" 14 COMPRESSE A 5,52 € 5,52 € 0,00 € + ticket*
"60 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO" 14 COMPRESSE A 8,21 € 8,21 € 0,00 € + ticket*
"30 MG COMPRESSE RIVESTITE A RILASCIO PROLUNGATO" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC-ALU A 9,05 € 9,05 € 0,00 € + ticket*
"60 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC-AL A 13,46 € 13,46 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: NIFEDIPINA
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio prolungato
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 30 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
  • 60 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: DOC GENERICI SRL
Codice ATC: C08CA05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NIFEDIPINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· NIFEDIPINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA EG - EG S.P.A.
· ADALAT CRONO - SM PHARMA S.R.L.
· SALATIV - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· ADALAT CRONO - BAYER S.P.A.
· ADALAT CRONO - MEDIFARM S.R.L.
· ADALAT CRONO - GMM FARMA S.R.L.
· ADALAT CRONO - FARMA 1000 S.R.L.
· ADALAT CRONO - PRICETAG SPA
· ADALAT CRONO - PROGRAMMI SANITARI INTEGRATI S.R.L.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

Che cos’è NIFEDIPINA DOC e a che cosa serve NIFEDIPINA DOC contiene il principio attivo nifedipina che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati bloccanti del canale del calcio (calcio-antagonisti).

NIFEDIPINA DOC è utilizzata per trattare la pressione sanguigna alta (ipertensione) o angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo) che consiste in forte dolore al petto dovuto ad un insufficiente apporto di

sangue e ossigeno al cuore (generalmente dopo uno sforzo).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda NIFEDIPINA DOC
- se è allergico alla nifedipina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al
paragrafo 6);
- in caso di shock cardiovascolare (improvviso abbassamento della pressione del sangue) caratterizzato
da difficoltà a respirare, pallore, sudorazione fredda e secchezza della bocca;
- se sta prendendo un medicinale contenente rifampicina, un antibiotico usato per curare alcuni tipi di

infezioni. In questo caso i livelli di nifedipina nel sangue possono risultare insufficienti.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere NIFEDIPINA DOC.

Prenda questo medicinale con cautela e sempre sotto il controllo del medico nei seguenti casi:
- se ha la pressione del sangue molto bassa (pressione massima inferiore a 90 mm di mercurio). In
questo caso è necessario che il medico controlli la sua pressione sanguigna regolarmente;
- se soffre di una funzionalità cardiaca ridotta, ad esempio insufficienza cardiaca congestizia. In questo

caso si rivolga al medico se manifesta gonfiore alle braccia o alle gambe (edema periferico);
- se le è stato detto che ha un grave restringimento della valvola aortica del cuore;
- se è in stato di gravidanza, se durante la gravidanza presenta una situazione di emergenza come
l’eclampsia, una grave malattia, potenzialmente fatale, caratterizzata da convulsioni o se sta assumendo
solfato di magnesio per via endovenosa durante la gravidanza (può causare un’eccessiva caduta della
pressione sanguigna con conseguente danno sia alla madre che al feto);
- se sta allattando al seno;
- se soffre di una ridotta funzionalità del fegato. In questo caso può essere necessario un accurato
controllo e anche una riduzione della dose;
- se sta assumendo altri medicinali che possono causare un aumento dei livelli di nifedipina nel sangue.
In questo caso il medico dovrà monitorare attentamente la pressione e, se necessario, ridurre la dose del

medicinale (Vedere paragrafo Altri medicinali e NIFEDIPINA DOC);
- se sta prendendo contemporaneamente dei medicinali detti beta-bloccanti o altri medicinali per
abbassare la pressione del sangue (ipotensivi);
- se ha o è a rischio di sviluppare il diabete. In questo caso si deve controllare accuratamente il livello di
zuccheri nel sangue ed in caso di alti livelli la terapia deve essere sospesa;
- se ha subito un intervento chirurgico all’intestino chiamato tasca di Kock (ileostomia dopo

proctocolectomia);
- se ha un restringimento dello stomaco o dell’intestino (grave stenosi del tratto gastrointestinale);
- se soffre di problemi di pressione alta del sangue (ipertensione maligna), se presenta una grave
diminuzione della funzionalità dei reni (insufficienza renale irreversibile) associata alla riduzione del
volume del sangue (ipovolemia) e deve sottoporsi a filtrazione meccanica del sangue (dialisi).

Se durante il trattamento con questo medicinale dovesse avvertire un dolore al torace (angina pectoris) si rivolga al medico. Questo medicinale può alterare i risultati di analisi radiologiche (indagini radiologiche con mezzo di contrasto al bario), dando dei risultati falsi positivi (interpretabili come polipi).

Altri medicinali e NIFEDIPINA DOC del Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non prenda questo medicinale in associazione a medicinali contenenti rifampicina, un antibiotico usato per curare alcuni tipi di infezioni (Vedere Non prenda NIFEDIPINA DOC).

Faccia particolare attenzione ed informi il medico se sta assumendo i seguenti medicinali: - antibiotici appartenenti alla classe dei macrolidi, come l’eritromicina;

- medicinali usati per il trattamento dell’AIDS, come il ritonavir;
- medicinali usati per il trattamento delle infezioni da funghi, come il ketoconazolo;
- fluoxetina e nefazodone, usati per il trattamento della depressione;
- quinupristin e dalfopristin, usati per il trattamento delle infezioni;
acido valproico, fenitoina, carbamazepina e fenobarbitale, usati per il trattamento dell’epilessia;

-
- cimetidina e cisapride, usati per i disturbi dello stomaco;
- medicinali per abbassare la pressione del sangue (diuretici, beta-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti
del recettore dell’angiotensina 1, altri calcio-antagonisti, α-bloccanti, α-metildopa);
- digossina, un medicinale per il cuore;
- chinidina, usata per trattare le alterazioni del ritmo cardiaco;

- tacrolimus, usato per prevenire il rigetto degli organi dopo un trapianto;
- solfato di magnesio per via endovenosa durante la gravidanza (può causare un’eccessiva caduta della
pressione sanguigna con conseguente danno sia alla madre che al feto).

NIFEDIPINA DOC con cibi e bevande

Non assuma il succo di pompelmo/pompelmo durante il trattamento con NIFEDIPINA DOC. Questo perché pompelmo e succo di pompelmo possono portare ad un aumento delle concentrazioni della nifedipina nel sangue, che può causare un imprevedibile aumento nell’effetto di diminuzione della pressione sanguigna di NIFEDIPINA DOC.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda NIFEDIPINA DOC durante la gravidanza a meno che non sia strettamente necessario. Si rivolga al medico se lei è incinta o se desidera pianificare una gravidanza.

Allattamento

Questo medicinale non è raccomandato se sta allattando al seno, perché la nifedipina passa nel latte materno.

Fertilità Nel caso di uomini con difficoltà a procreare con la fecondazione in vitro (una tecnica di riproduzione assistita), e per i quali non è possibile identificare altre cause, si consiglia di prendere in considerazione l’ipotesi che alla base di tale problema possano esserci i medicinali calcio-antagonisti come la nifedipina.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari L’uso di NIFEDIPINA DOC può influire sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari perché si potrebbero verificare effetti indesiderati come capogiri soprattutto all’inizio del trattamento, quando si cambia il medicinale e se assume alcol. Se questo le dovesse accadere, eviti di guidare veicoli o di usare

macchinari.

NIFEDIPINA DOC contiene lattosio Questo medicinale contiene lattosio, un tipo di zucchero. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. La dose raccomandata negli adulti è 1 compressa da 30 mg una volta al giorno. Il medico regolerà la dose e la durata del trattamento in base alle sue condizioni.

Nel trattamento dell’angina pectoris cronica stabile, il medico può aumentare gradualmente la dose fino a un

massimo di 120 mg da assumere una volta al giorno, al mattino.

Nel trattamento della pressione sanguigna elevata, il medico può aumentare gradualmente la dose fino a un massimo di 60 mg da assumere una volta al giorno, al mattino.

Uso in persone con problemi al fegato Se ha problemi al fegato, il medico deve controllare la pressione sanguigna e, nei casi più gravi, deve ridurre la dose.

Uso nei bambini e negli adolescenti

Non c’è esperienza sull’uso di NIFEDIPINA DOC nei bambini e negli adolescenti. NIFEDIPINA DOC non è pertanto raccomandata per l’uso nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.

Modo di somministrazione Assuma le compresse intere, senza masticarle o spezzarle, con un po’ di acqua al mattino, indipendentemente

dai pasti. Estragga la compressa dal blister solo al momento dell’assunzione evitando di esporla a lungo alla luce e all’umidità.

Se prende più NIFEDIPINA DOC di quanto deve Se lei (o qualcun altro) ha ingerito più compresse contemporaneamente, o se pensa che un bambino abbia ingerito qualche compressa, consulti immediatamente un medico. Un sovradosaggio può causare disturbi della coscienza fino al coma, abbassamento della pressione sanguigna, alterazioni del ritmo del cuore, alti livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia), diminuzione del pH del sangue (acidosi metabolica), diminuzione dell’apporto di ossigeno (ipossia), gravi problemi al cuore come shock cardiogeno con accumulo di liquidi nei polmoni (edema polmonare). In caso di assunzione/ingestione accidentale di una dose eccessiva di questo medicinale avverta immediatamente il medico o si rivolga al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino.

Porti con sé questo foglio, le compresse rimanenti e la relativa confezione in ospedale o dal medico in modo che sappiano quali compresse sono state consumate.

Se dimentica di prendere NIFEDIPINA DOC Se dimentica di prendere una compressa lo faccia appena se ne ricorda, a meno che non sia quasi l’ora di prendere la dose successiva. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con NIFEDIPINA DOC La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico. Il medico, se necessario, le sospenderà gradualmente il trattamento, in particolare se sta prendendo dosi elevate, per evitare rapidi aumenti della pressione del sangue o problemi nella circolazione del sangue.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

manifestino.

Possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati: Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li

Comuni (possono interessare fino a 1 su 10 persone)
- mal di testa;
- rigonfiamento causato da un accumulo di liquidi;
- rilassamento dei vasi sanguigni (vasodilatazione);
- stitichezza;

- sensazione di malessere generale.

Non comuni (possono interessare fino a 1 su 100 persone) - reazione allergica;

- rigonfiamento causato da un accumulo di liquidi di natura allergica;
- gonfiore del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola che può causare difficoltà nella
deglutizione e nella respirazione (potenzialmente pericoloso per la vita);
- ansia, disturbi del sonno;
- vertigine, mal di testa unilaterale (emicrania), capogiro, tremore;
- disturbi della vista;

- accelerazione del battito cardiaco, percezione accentuata del proprio battito cardiaco;
- pressione del sangue bassa, perdita transitoria di coscienza;
- fuoriuscita di sangue dal naso e sensazione di naso chiuso;
- dolore all’addome e all’intestino, nausea, difficoltà a digerire, produzione eccessiva di gas
nell’intestino, secchezza della bocca;

- aumento transitorio degli enzimi del fegato;
- irritazione della pelle;
- crampi muscolari, gonfiore delle articolazioni;
- produzione eccessiva di urina, difficoltà ad urinare;

- problemi nel raggiungere e/o mantenere l’erezione;
- dolore aspecifico, brividi.

Rari (possono interessare fino ad 1 su 1000 persone)
- prurito, orticaria, eruzione cutanea;
- formicolio ed intorpidimento, sensazione di bruciore e dolore da aghi sulla pelle;
- gonfiore delle gengive.
Non noti (la cui frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)
- mancanza di alcune cellule del sangue, dette granulociti
- diminuzione di alcuni tipi di globuli bianchi;

- grave reazione allergica;
- alti livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia);
- diminuzione della sensibilità, sonnolenza;
- dolore all’occhio;
- dolore al petto dovuto a problemi del cuore (angina pectoris);
- affanno;

- difficoltà nella deglutizione;
- formazione di corpi estranei (bezoari) nello stomaco o nell’intestino;
- problemi all’intestino (ulcera o ostruzione intestinale);
- vomito, bruciore di stomaco ed indigestione;
- colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi dovuta ad un malfunzionamento del fegato;

- formazione di vesciche o desquamazione della pelle o delle mucose (necrolisi epidermica tossica);
- sensibilizzazione della pelle alla luce del sole;
- condizione patologica della pelle caratterizzata da sanguinamenti (porpora);
- dolore alle articolazioni ed ai muscoli;
- riduzione dei livelli di emoglobina (una proteina che trasporta l’ossigeno all’interno dei globuli rossi)

-
-
-
nel sangue;
riduzione del numero delle piastrine;
infiammazione del fegato;
disturbi della sfera sessuale;
- mal di gola, tosse, sudorazione, febbre;
- rigidità ed infiammazioni articolari;
- difficoltà respiratoria.

Nei pazienti in dialisi che soffrono di pressione del sangue eccessivamente alta e hanno bassi volumi di sangue si può verificare un grave abbassamento della pressione sanguigna.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti

indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scadenza”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità.

Si consiglia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene NIFEDIPINA DOC

NIFEDIPINA DOC 30 mg compres se rivestite a rilascio prolungato
- Il principio attivo è nifedipina. Ogni compressa rivestita a rilascio prolungato contiene 30 mg di
nifedipina.
- Gli altri componenti sono: povidone, talco, ipromellosa, carbomer 974P, silice colloidale anidra,
magnesio stearato, lattosio monoidrato, ossido ferrico (E 172), titanio diossido (E 171), macrogol 4000,

polimetacrilato (eudragit “E”).

NIFEDIPINA DOC 60 mg compresse rivestite a rilascio prolungato
- Il principio attivo è nifedipina. Ogni compressa rivestita a rilascio prolungato contiene 60 mg di
nifedipina.
- Gli altri componenti sono: povidone, talco, ipromellosa, carbomer 974P, silice colloidale anidra,

magnesio stearato, lattosio monoidrato, ossido ferrico (E 172), titanio diossido (E 171), macrogol 4000, polimetacrilato (eudragit “E”).

Descrizione dell’aspetto di NIFEDIPINA DOC e contenuto della confezione Confezione da 14 compresse rivestite a rilascio prolungato.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio DOC Generici S.r.l., Via Turati 40, 20121 Milano

Produttore Lamp San Prospero S.p.A., Via della Pace 25/A, 41030 San Prospero (MO)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato in en zia

Domande frequenti su NIFEDIPINA DOC

Come si usa NIFEDIPINA DOC?

NIFEDIPINA DOC si presenta in forma di Compressa a rilascio prolungato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

NIFEDIPINA DOC è disponibile senza ricetta?

No, NIFEDIPINA DOC è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di NIFEDIPINA DOC?

Il principio attivo di NIFEDIPINA DOC è NIFEDIPINA.

Quali sono gli equivalenti di NIFEDIPINA DOC?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NIFEDIPINA MYLAN GENERICS, NIFEDIPINA MYLAN GENERICS ITALIA, NIFEDIPINA DOC GENERICI, NIFEDIPINA EG. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce NIFEDIPINA DOC?

NIFEDIPINA DOC è prodotto da DOC GENERICI SRL.

Da quando NIFEDIPINA DOC è autorizzato in Italia?

NIFEDIPINA DOC ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2020-10-28.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

NIFEDIPINA DOC 30 mg compresse rivestite a rilascio prolungato NIFEDIPINA DOC 60 mg compresse rivestite a rilascio prolungato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

NIFEDIPINA DOC 30 mg compresse rivestite a rilascio prolungato Ogni compressa rivestita a rilascio prolungato contiene 30 mg di nifedipina. Eccipiente con effetti noti: lattosio monoidrato 15 mg. NIFEDIPINA DOC 60 mg compresse rivestite a rilascio prolungato Ogni compressa rivestita a rilascio prolungato contiene 60 mg di nifedipina. Eccipiente con effetti noti: lattosio monoidrato 30 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite a rilascio prolungato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

1. Trattamento della cardiopatia ischemica: angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo). 2. Trattamento dell’ ipertensione arteriosa.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Il trattamento va possibilmente adattato alle necessità individuali in funzione della gravità della malattia e della risposta del paziente. Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo e, nei casi gravi, anche una riduzione del dosaggio. Salvo diversa prescrizione medica, valgono le seguenti direttive posologiche: Adulti Dose 1. Cardiopatia ischemica Angina pectoris cronicamente stabile 1 cpr di nifedipina da 30 mg al giorno (angina da sforzo) La dose può essere gradatamente aumentata, in accordo con le esigenze individuali dei pazienti, fino ad un dosaggio massimo di 120 mg somministrato una volta al giorno, al mattino. 2. Ipertensione arteriosa 1 cpr di nifedipina da 30 mg al giorno In alcuni casi può risultare opportuno incrementare gradualmente la dose, secondo le esigenze individuali, fino ad un dosaggio massimo di 60 mg somministrato una volta al giorno, al mattino. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite. I dati al momento disponibili per l’uso della nifedipina nell’ipertensione sono riportati nel paragrafo 5.1.

Modo di somministrazione In genere, la compressa rivestita deve essere ingerita con un pò di liquido al mattino, indipendentemente dai pasti; le compresse non devono essere masticate o spezzate. Qualsiasi aggiustamento ai dosaggi superiori o inferiori deve essere effettuato solo sotto controllo medico. La sostanza fotosensibile contenuta nella compressa è sostanzialmente protetta dalla luce all’interno ed al di fuori della confezione. Internamente alla confezione, le compresse sono anche protette dall’umidità e quindi devono essere estratte dalla confezione solo a scopo di assunzione. Durata del trattamento Secondo prescrizione del medico curante.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Shock cardiovascolare. L’uso concomitante con rifampicina è controindicato in quanto l’induzione enzimatica può non consentire di raggiungere dei livelli plasmatici efficaci di nifedipina (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Si raccomanda prudenza nei pazienti con pressione arteriosa molto bassa (grave ipotensione con pressione sistolica inferiore a 90 mmHg), nei casi di manifesta insufficienza cardiaca ed in quelli di grave stenosi aortica. La nifedipina non deve essere usata in gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. La somministrazione di nifedipina deve essere limitata alle donne con grave ipertensione che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.6). La nifedipina non è raccomandata per l'uso durante l'allattamento, perché è stato segnalato che viene escreta nel latte umano e gli effetti di assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina non sono noti (vedere paragrafo 4.6). È necessario un attento controllo della pressione arteriosa anche quando si somministra nifedipina in associazione a solfato di magnesio per via endovenosa, per la possibilità di un’eccessiva caduta pressoria, che potrebbe nuocere sia alla madre che al feto. In situazioni di emergenza ipertensiva, quali ad esempio l’eclampsia, il farmaco deve essere utilizzato sotto la responsabilità e lo stretto controllo del medico. Come per altri materiali non deformabili deve essere usata prudenza qualora si somministri nifedipina a rilascio prolungato a pazienti con grave stenosi del tratto gastrointestinale pre-esistente poiché potrebbero insorgere dei sintomi ostruttivi. Molto raramente possono formarsi dei bezoari, che possono richiedere la terapia chirurgica. In singoli casi sono stati descritti sintomi ostruttivi anche senza riscontro anamnestico di disturbi gastrointestinali. La nifedipina a rilascio prolungato non deve essere usata nei pazienti portatori di tasca di Kock (ileostomia dopo proctolectomia).

Nel corso di indagini ai raggi X con bario come mezzo di contrasto, nifedipina a rilascio prolungato può dare delle immagini falsamente positive (es. difetti di riempimento interpretabili come polipi). Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo e, nei casi gravi, anche una riduzione del dosaggio. La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4. I farmaci che sono noti per inibire o indurre questo sistema enzimatico possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.5). I farmaci, che sono deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4, che quindi possono portare ad un incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina, sono ad esempio: - antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina), - inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir), - antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo), - gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina, - quinupristin/dalfopristin, - acido valproico, - cimetidina. In caso di somministrazione contemporanea con questi farmaci, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Nei pazienti sotto dialisi, affetti da ipertensione maligna e insufficienza renale irreversibile con ipovolemia, occorre prestare attenzione in quanto si può verificare un notevole calo pressorio a causa della vasodilatazione. Nei rari casi in cui compare dolore in ambito toracico (talora disturbi tipo angina pectoris), deve essere consultato il medico curante. Qualora si manifesti un edema periferico in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia occorre differenziare gli edemi dovuti alla nifedipina da quelli conseguenti ad un peggioramento della funzionalità ventricolare sinistra. Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, la glicemia deve essere accuratamente controllata; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa. Nifedipina non esercita comunque alcun effetto diabetogeno. NIFEDIPINA DOC contiene lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Effetti di altri farmaci sulla nifedipina La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale sia del fegato. I farmaci che sono noti per inibire o indurre questo sistema enzimatic

4 possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio (dopo somministrazione orale) o la clearance della nifedipina. Si deve tenere conto dell’entità e della durata delle interazioni qualora si somministri nifedipina in associazione ai seguenti farmaci: Rifampicina La rifampicina induce fortemente il sistema del citocromo P450 3A4. In caso di somministrazione concomitante con rifampicina, la biodisponibilità della nifedipina viene sensibilmente ridotta e quindi la sua efficacia viene diminuita. L'impiego di nifedipina in associazione con rifampicina è quindi controindicato (vedere paragrafo 4.3). In caso di somministrazione contemporanea dei seguenti farmaci, deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina) Non sono stati condotti studi di interazione tra nifedipina ed antibiotici macrolidi. È noto che alcuni antibiotici macrolidi inibiscono il metabolismo di altri farmaci mediato dal citocromo P450 3A4. Non si può escludere pertanto un incremento della concentrazione plasmatica di nifedipina in caso di somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). L’azitromicina, sebbene strutturalmente correlata alla classe degli antibiotici macrolidi, è priva di attività inibente il CYP3A4. Inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir) Non è ancora stato condotto uno studio clinico per valutare la potenziale interazione tra la nifedipina e certi inibitori delle proteasi anti-HIV. È noto che i farmaci di questa classe inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4. Inoltre è stato dimostrato che essi inibiscono in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Quando sono somministrati in associazione con la nifedipina non può essere escluso un sostanziale incremento della concentrazione plasmatica di nifedipina dovuto ad un ridotto metabolismo di primo passaggio ed ad una ridotta eliminazione (vedere paragrafo 4.4). Antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo) Non è stato ancora condotto uno studio formale per valutare la possibile interazione tra nifedipina e certi antimicotici azolici. È noto che i farmaci di questa classe inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4. Quando tali farmaci vengono somministrati per via orale in associazione alla nifedipina non si può escludere un sostanziale incremento della biodisponibilità sistemica della nifedipina dovuto ad un ridotto metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4). Fluoxetina Non è ancora stato condotto uno studio clinico per valutare la potenziale interazione tra nifedipina e fluoxetina. È stato dimostrato che la fluoxetina inibisce in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Perciò non può essere escluso un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina in caso di somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Nefazodon

Non è ancora stato condotto uno studio clinico per valutare la possibile interazione tra nifedipina e nefazodone. È noto che il nefazodone inibisce il metabolismo di altri farmaci, mediato dal citocromo P450 3A4. Pertanto, non si può escludere un incremento della concentrazione plasmatica di nifedipina, in caso di somministrazione concomitante dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Quinupristin/dalfopristin La simultanea somministrazione di quinupristin/dalfopristin e nifedipina può portare ad un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Acido valproico Non sono stati condotti studi formali per valutare la potenziale interazione tra nifedipina e acido valproico. Dal momento che è stato dimostrato che l’acido valproico aumenta la concentrazione plasmatica della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso un processo di inibizione enzimatica, non si può escludere un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina, e quindi un aumento dell’efficacia (vedere paragrafo 4.4). Cimetidina La cimetidina, per il suo effetto di inibizione sul sistema del citocromo P450 3A4, aumenta la concentrazione plasmatica di nifedipina e può potenziarne l’effetto antiipertensivo (vedere paragrafo 4.4). Altri studi Cisapride La somministrazione contemporanea di cisapride e nifedipina può portare ad un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina. Antiepilettici induttori del sistema del citocromo P450 3A4, come fenitoina, carbamazepina e fenobarbitale La fenitoina induce il sistema del citocromo P450 3A4. In caso di somministrazione contemporanea di fenitoina e nifedipina, la biodisponibilità della nifedipina è ridotta e quindi l’efficacia risulta diminuita. Quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente, la risposta clinica alla nifedipina deve essere controllata e, se necessario, deve essere preso in considerazione un aumento della dose. Se il dosaggio di nifedipina viene incrementato durante la somministrazione contemporanea dei due farmaci, deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di nifedipina quando viene interrotto il trattamento con la fenitoina. Non sono stati condotti studi formali per valutare la potenziale interazione tra nifedipina e carbamazepina o fenobarbitale. Dal momento che è stato dimostrato che entrambi i farmaci riducono la concentrazione plasmatica della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso un processo di induzione enzimatica, non si può escludere una riduzione della concentrazione plasmatica di nifedipina, e quindi una riduzione dell’efficacia. Effetti della nifedipina su altri farmaci Antipertensivi La nifedipina può aumentare l’effetto ipotensivo di altri antipertensivi somministrati in associazione, quali: - diuretici, - β-bloccanti, - ACE-inibitori, - antagonisti del recettore dell’angiotensina 1 (AT-1), - altri calcio-antagonisti,

6 - bloccanti α-adrenergici, - inibitori della PDE5, - α-metildopa. Quando la nifedipina è somministrata in associazione ai β-bloccanti, il paziente deve essere accuratamente controllato poichè è noto che, in casi isolati, si può verificare un peggioramento dell’insufficienza cardiaca. Digossina La somministrazione contemporanea di nifedipina e digossina può portare ad una riduzione della clearance della digossina e di conseguenza ad un aumento della concentrazione plasmatica della digossina. A scopo precauzionale il paziente deve essere controllato per rilevare l’eventuale comparsa di sintomi da sovradosaggio di digossina e, se necessario, deve essere ridotto il dosaggio del glicoside (digossina) sulla base della sua concentrazione plasmatica. Chinidina In singoli casi, quando nifedipina e chinidina sono state somministrate in associazione, è stata osservata una riduzione della concentrazione plasmatica di chinidina oppure, dopo sospensione di nifedipina, è stato osservato un netto aumento della concentrazione plasmatica di chinidina. Per questa ragione, quando la nifedipina viene somministrata in associazione o viene sospesa, si raccomanda di mantenere controllata la concentrazione plasmatica di chinidina e, se necessario, di aggiustarne il dosaggio. Alcuni autori segnalano un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina in caso di somministrazione contemporanea dei due farmaci, mentre altri non hanno osservato variazioni nella farmacocinetica della nifedipina. Perciò, la pressione arteriosa deve essere attentamente controllata qualora la chinidina venga ad essere associata ad una preesistente terapia con nifedipina. Se necessario, il dosaggio della nifedipina deve essere ridotto. Tacrolimus È stato dimostrato che il tacrolimus viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450 3A4. Dati di recente pubblicazione indicano che, in singoli casi, il dosaggio di tacrolimus può essere ridotto quando esso sia somministrato in associazione alla nifedipina. In caso di somministrazione contemporanea dei due medicinali la concentrazione plasmatica di tacrolimus deve essere controllata e, se necessario, deve essere presa in considerazione la riduzione del dosaggio di tacrolimus. Interazioni con alimenti Succo di pompelmo Il succo di pompelmo inibisce il sistema del citocromo P450 3A4. L’assunzione contemporanea di nifedipina e succo di pompelmo porta ad un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina e ne prolunga l’azione a causa di un ridotto metabolismo di primo passaggio o di una diminuzione della clearance. Di conseguenza l’effetto antiipertensivo può risultare aumentato. In caso di consumo regolare di succo di pompelmo, questo effetto può durare per almeno 3 giorni dall’ultima assunzione di succo di pompelmo. Pertanto, il consumo di pompelmo/succo di pompelmo dev’essere evitato durante il trattamento con nifedipina. Interazioni di altro gener

La valutazione dei valori urinari dell’acido vanilil-mandelico effettuata con il metodo spettrofotometrico, in presenza di nifedipina, può evidenziare falsi incrementi dell’acido stesso. Tali valori non vengono, invece, modificati utilizzando il metodo HPLC.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza La nifedipina non deve essere usata in gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. La somministrazione di nifedipina deve essere limitata alle donne con grave ipertensione che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.4). Non esistono studi adeguati e ben controllati nelle donne in gravidanza. È stato osservato edema polmonare acuto con la somministrazione di farmaci calcio-antagonisti, tra cui nifedipina, come agenti tocolitici durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in casi di gravidanza multipla (gemellare o plurigemellare), per via endovenosa e/o in associazione a beta-2 agonisti. Le informazioni disponibili sono insufficienti per escludere effetti avversi sul feto e sul neonato. Negli studi condotti sugli animali è stato dimostrato che la nifedipina è in grado di provocare embriotossicità, fetotossicità e teratogenicità. La nifedipina si è dimostrata in grado di provocare effetti teratogeni nel ratto e nel coniglio, comprese le anomalie digitali. Tali anomalie sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione del principio attivo ha comportato una varietà di effetti tossici a carico dell’embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari ed ipotrofia dei villi coriali (scimmia), morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza neonatale (ratto; non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embriotossici e fetotossici erano tossici per l’organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l’impiego umano. Dall’evidenza clinica disponibile non è stato identificato uno specifico rischio prenatale. Sono comunque stati segnalati un aumento di asfissia perinatale, parto cesareo ed anche prematurità e ritardo della crescita intrauterina. Non è chiaro se queste segnalazioni siano dovute all’ipertensione latente, al suo trattamento o ad un’azione specifica del farmaco. Allattamento La nifedipina viene escreta nel latte materno. La concentrazione di nifedipina nel latte è paragonabile alla concentrazione plasmatica della madre. Per le formulazioni a rilascio immediato, si suggerisce di allattare o prelevare latte 3 o 4 ore dopo la somministrazione del farmaco per ridurre l'esposizione del neonato alla nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Fertilità In singoli casi di fecondazione in vitro i calcio-antagonisti come la nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche reversibili in corrispondenza della parte apicale dello spermatozoo, con possibile alterazione funzionale dello sperma. Nei casi di ripetuto insuccesso di fecondazione in vitro, non riconducibili ad altri motivi, i calcio-antagonisti come la nifedipina devono essere considerati come possibile causa.

8

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Le reazioni al farmaco, che variano in intensità da individuo ad individuo, possono compromettere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Ciò vale particolarmente all’inizio del trattamento, al cambio del farmaco ed in relazione all’assunzione di bevande alcoliche.

4.8 Effetti indesiderati

Vengono elencate di seguito le reazioni avverse al farmaco (ADRs) segnalate nel corso degli studi clinici condotti con nifedipina verso placebo, e classificate secondo le categorie di frequenza CIOMS III (dati tratti dal data base di studi clinici: nifedipina n = 2.661; placebo n = 1.486; status: 22 febbraio 2006 e dati tratti dallo studio ACTION: nifedipina n = 3.825; placebo n = 3.840): le reazioni avverse (ADRs) classificate come "comuni" sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, con l’eccezione dell’edema (9,9%) e della cefalea (3,9%). Le frequenze delle reazioni avverse segnalate con i prodotti a base di nifedipina sono riassunte nella tabella seguente. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite come: comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100) e raro (≥1/10.000, <1/1.000). Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza postmarketing e per le quali non è stato possibile definire la frequenza, sono riportate come frequenza "Non nota". Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) Comune Non comune Raro Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico Agranulocitosi, leucopenia Disturbi del sistema immunitario Reazione allergica, edema allergico/angioede ma (incl. edema laringeo1 ) Prurito, orticaria, eruzione cutanea Reazione anafilattica/ anafilattoide Disturbi psichiatrici Reazioni ansiose, disturbi del sonno Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia Patologie del sistema nervoso Cefalea Vertigine, emicrania, capogiro, tremore Parestesia/diseste sia Ipoestesia, sonnolenza Patologie dell’occhio Disturbi visivi Dolore oculare Patologie cardiache Tachicardia, palpitazioni Dolore toracico (Angina pectoris) Patologie vascolari Edema, vasodilatazione Ipotensione, sincop

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Epistassi, congestione nasale Dispnea, edema polmonare2 Patologie gastrointestinali Costipazione Dolore gastrointestinale e addominale, nausea, dispepsia, flatulenza, secchezza delle fauci Iperplasia gengivale Bezoari, disfagia, ostruzione intestinale, ulcera intestinale, vomito, insufficienza dello sfintere gastroesofageo Patologie epatobiliari Incremento transitorio degli enzimi epatici Ittero Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema Necrolisi epidermica tossica, reazione fotoallergica, porpora palpabile Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Crampi muscolari, gonfiore articolare Artralgia, mialgia Patologie renali e urinarie Poliuria, disuria Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Sensazione di malessere Dolore aspecifico, brividi 1 può mettere in pericolo la vita del paziente. 2 sono stati segnalati casi nell'impiego come farmaco tocolitico in gravidanza (vedere paragrafo 4.6) Sono stati, occasionalmente, segnalati anche: episodi di epatite, pirosi gastrica, mal di gola, tosse, disturbi della sfera sessuale, febbre, sudorazione, trombocitopenia, anemia, rigidità articolari. Nei pazienti in dialisi con ipertensione maligna ed ipovolemia si può verificare, a seguito della vasodilatazione, una marcata caduta della pressione arteriosa. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agl

10 operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Nei casi di grave intossicazione da nifedipina sono stati osservati i seguenti sintomi: disturbi della coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco di tipo tachi/bradicardico, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, shock cardiogeno con edema polmonare. Trattamento del sovradosaggio Per quanto riguarda il trattamento, hanno la priorità l’eliminazione della sostanza attiva e la stabilizzazione delle condizioni cardiovascolari. Dopo l’ingestione orale è indicata un’accurata lavanda gastrica associata, se necessario, ad irrigazione del piccolo intestino. Particolarmente nei casi d’intossicazione con formulazioni di nifedipina a lento rilascio, come NIFEDIPINA DOC, l’eliminazione dev’essere la più completa possibile, compreso l’intestino tenue, al fine di prevenire l’assorbimento del principio attivo. L’emodialisi è inutile in quanto la nifedipina non è dializzabile, ma è consigliabile la plasmaferesi (per l’elevato legame proteico ed il relativamente basso volume di distribuzione). I disturbi bradicardici del ritmo cardiaco possono essere trattati con -simpaticomimetici, mentre per le alterazioni di questo tipo pericolose per la vita dev’essere preso in considerazione l’impiego di un “pacemaker” temporaneo. L’ipotensione, come risultato dello shock cardiogeno e della vasodilatazione arteriosa può essere trattata con il calcio (10-20 ml di soluzione di calcio gluconato al 10% da somministrarsi lentamente per via endovenosa, eventualmente da ripetersi). Come risultato, la calcemia può raggiungere i valori alti della norma o superarli di poco. Qualora l’effetto del calcio sulla pressione dovesse rivelarsi insufficiente dovranno essere somministrati anche dei vasocostrittori simpaticomimetici, quali la dopamina o la noradrenalina, il cui dosaggio dovrà essere determinato esclusivamente dal risultato ottenuto. Infusioni di liquidi o plasma expander andranno effettuate con cautela a causa del rischio di sovraccaricare il cuore.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: calcioantagonisti, derivati diidropiridinici, codice ATC: C08CA05. La nifedipina è un calcio-antagonista della classe delle 1,4-diidropiridine. I calcio-antagonisti riducono il flusso intracellulare trans-membrana degli ioni calcio attraverso i canali lenti del calcio. La nifedipina è particolarmente attiva sulle cellule miocardiche e sulle cellule muscolari lisce delle arterie coronarie e dei vasi di resistenza periferici. A livello cardiaco, la nifedipina dilata le arterie coronarie, in particolar modo i vasi di conduttanza di grosso calibro, perfino nei segmenti normali di aree stenotiche. Inoltre, la nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia vascolare delle coronarie e ne previene il vasospasmo.

Il risultato finale consiste nell’aumento del flusso ematico post-stenotico e l’incremento d’apporto di ossigeno. Parallelamente a questo, la nifedipina riduce la richiesta di O2 diminuendo la resistenza periferica (post-carico). Nell’impiego a lungo termine, la nifedipina si è dimostrata, anche, in grado di prevenire lo sviluppo di nuove lesioni aterosclerotiche a carico delle arterie coronarie. La nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia vascolare anche delle arteriole, diminuendo, così, le resistenze periferiche e, quindi, la pressione arteriosa. All’inizio del trattamento con la nifedipina si può verificare un transitorio aumento riflesso della frequenza e, quindi, della portata cardiaca: tale incremento non è in grado, tuttavia, di compensare la vasodilatazione. Inoltre, la nifedipina aumenta l’escrezione di sodio ed acqua sia nell’uso a breve termine che in quello a lungo. L’effetto ipotensivo della nifedipina risulta particolarmente spiccato nei pazienti ipertesi. Popolazione pediatrica Sono disponibili informazioni limitate sulla nifedipina in confronto con altri antiipertensivi sia nell’ipertensione acuta che nell’ipertensione a lungo termine con differenti formulazioni in diversi dosaggi. L’efficacia antiipertensiva della nifedipina è stata dimostrata, ma non sono state stabilite le dosi raccomandate, la sicurezza a lungo termine e l’efficacia cardiovascolare. Non sono disponibili forme di dosaggio pediatriche.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Le compresse di NIFEDIPINA DOC sono formulate in modo tale da poter rendere disponibile la nifedipina con un rapporto approssimativamente costante nel corso delle 24 ore. La nifedipina subisce un intenso metabolismo di I passaggio a carico del fegato dopo somministrazione orale; questo si traduce in biodisponibilità compresa tra 50-77%. A seguito di somministrazione multipla protratta, la concentrazione plasmatica si mantiene relativamente costante intorno al plateau, esibendo delle minime fluttuazioni nell’arco delle 24 ore d’intervallo tra le dosi (Cmin 18.33 ng/ml, Cmax 59.30 ng/ml). I valori di Cmax e tmax sono rispettivamente per NIFEDIPINA DOC 60 mg 59.30 ng/ml e 5.46h e l’AUC allo stato stazionario, calcolata nelle 24 ore, è di 1194.04 ng●h/ml. Dopo somministrazione singola di NIFEDIPINA DOC 30 mg i valori di AUCo-t, Cmax, tmax sono stati di 319.70 ng●h/ml, 16.19 ng/ml e 16.42 h rispettivamente. Studi condotti su NIFEDIPINA DOC 60 mg per valutare l’effetto del cibo hanno dimostrato che i valori di Cmax ed AUCo-t aumentano quando il farmaco è somministrato assieme a concomitante assunzione di cibo ad alto contenuto lipidico. Distribuzione La nifedipina risulta legata alle proteine plasmatiche (albumina) per il 95%. L’emivita di distribuzione dopo somministrazione endovenosa è compresa tra i 5 ed i 6 minuti. Biotrasformazione Dopo somministrazione orale, la nifedipina viene metabolizzata nella parete enterica e nel fegato principalmente attraverso processi ossidativi; questi metabolici non mostrano alcuna attività farmacodinamica. Viene, quindi, escreta come metaboliti soprattutto per via renale e, per una quota variabile del 5-15%, attraverso la bile con le feci. Il principio attivo immodificato si ritrova nelle urine soltanto in tracce (inferiore allo 0,1%). L’ossidazione iniziale nel fegato è a carico del sistema del citocromo P-450. L’analogo nitropiridinico, uno dei metaboliti non farmacologicamente attivi maggiormente presenti in circolo, viene ritrovato in concentrazione vicina a quella del farmaco dopo assunzione orale, ma non endovenosa. Eliminazion

Nell’uomo la nifedipina ha un’emivita di 2 ore; viene eliminata per via renale come metaboliti (il farmaco immodificato non viene praticamente ritrovato). Pazienti affetti da cirrosi mostrano un’eliminazione sistemica inferiore ed una biodisponibilità superiore in paragone a soggetti sani. L’insufficienza renale non altera in maniera sostanziale il profilo farmacocinetico della nifedipina.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta La tossicità acuta è stata studiata in diverse specie animali ed i singoli risultati sono riportati nella tabella seguente: DL50 (mg/kg) orale endovenosa Topo Ratto Coniglio Gatto Cane 494 (421 – 572) 1.022 (950 – 1.087) * 250 – 500 circa 100 maggiore di 250 4,2 (3,8 – 4,6) * 15,5 (13,7 – 17,5) * 2 – 3 0,5 – 8 2 - 3 * livello di confidenza al 95% Tossicità subacuta e subcronica La somministrazione orale giornaliera ai ratti (50 mg/kg di peso corporeo) ed i cani (100 mg/kg di peso corporeo) per un periodo, rispettivamente, di 13 e 4 settimane è risultata tollerata e priva di effetti tossici. Dopo somministrazione parenterale (endovenosa) i cani hanno tollerato, senza danni, fino a 0,1 mg/kg di peso corporeo al giorno per 6 giorni, analogamente ai ratti (2,5 mg/kg di peso corporeo al giorno) per un periodo di 3 settimane. Tossicità cronica I cani hanno tollerato, senza danni tossici, fino a 100 mg/kg di peso corporeo al giorno, somministrati per via orale per oltre un anno. Nei ratti gli effetti tossici sono insorti alle concentrazioni di oltre 100 parti per milione nell’alimentazione (corrispondenti a circa 5-7 mg/kg di peso corporeo). Carcinogenicità Uno studio a lungo termine (2 anni) nel ratto non ha messo in evidenza effetti carcinogeni a carico della nifedipina. Mutagenicità Per valutare gli effetti mutageni sono stati eseguiti nel topo il test di Ames, il test Dominante-letale ed il test Micronucleo. Non si è messa in evidenza la comparsa di effetti mutageni a carico della nifedipina. Tossicologia della riproduzione Confrontare paragrafo “Gravidanza e allattamento”.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Povidone, Talco, Ipromellosa, Carbomer 974P, Silice colloidale anidra, Magnesio stearato, Lattosio monoidrato, Ossido ferrico (E172), Titanio diossido (E171), Macrogol 4000, Polimetacrilato (Eudragit “E”).

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

13

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

La sostanza fotosensibile contenuta nella compressa è sostanzialmente protetta dalla luce all’interno ed al di fuori della confezione. Si consiglia tuttavia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall'umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Ogni confezione contiene due blister in PVC/PVDC-Al da 7 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

DOC Generici S.r.l. Via Turati, 40 20121 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’ immissione in commercio

NIFEDIPINA DOC 30 mg compresse rivestite a rilascio prolungato - 14 compresse - AIC n. 036395022 NIFEDIPINA DOC 60 mg compresse rivestite a rilascio prolungato - 14 compresse - AIC n. 036395010

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: Gennaio 2006. Data del rinnovo più recente: Febbraio 2011.

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.