SALATIV

Nifedipina appartiene a un gruppo di medicinali chiamati bloccanti del canale del calcio (calcio-antagonisti), che agiscono dilatando i vasi sanguigni, diminuendo così la pressione del sangue, ed aumentando l’apporto di sangue al muscolo cardiaco. Salativ è indicato negli adulti per trattare: • una malattia del cuore caratterizzata dal ridotto flusso di sangue al cuore (cardiopatia ischemica), che si manifesta con dolore al petto (angina pectoris cronica-stabile o da sforzo e angina pectoris vasospastica, chiamata anche angina variante o di Prinzmetal) • la pressione elevata del sangue…

Principio attivo: NIFEDIPINA · ATC C08CA05 · SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"20 MG/ML GOCCE ORALI SOLUZIONE" 1 FLACONE IN VETRO/PVC DA 30 ML CON CONTAGOCCE A 5,44 € 5,44 € 0,00 € + ticket*
SALATIV A 6,03 € 6,03 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: NIFEDIPINA
Forma farmaceutica: Gocce orali, soluzione
Dosaggio: 20 MG/ML GOCCE ORALI, SOLUZIONE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
Codice ATC: C08CA05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NIFEDIPINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· NIFEDIPINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA DOC - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA EG - EG S.P.A.
· ADALAT CRONO - SM PHARMA S.R.L.
· ADALAT CRONO - BAYER S.P.A.
· ADALAT CRONO - MEDIFARM S.R.L.
· ADALAT CRONO - GMM FARMA S.R.L.
· ADALAT CRONO - FARMA 1000 S.R.L.
· ADALAT CRONO - PRICETAG SPA
· ADALAT CRONO - PROGRAMMI SANITARI INTEGRATI S.R.L.
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Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Salativ contiene il principio attivo nifedipina. Nifedipina appartiene a un gruppo di medicinali chiamati bloccanti del canale del calcio (calcio-antagonisti), che agiscono dilatando i vasi sanguigni, diminuendo così la pressione del sangue, ed aumentando l’apporto di sangue al muscolo cardiaco.

Salativ è indicato negli adulti per trattare: • una malattia del cuore caratterizzata dal ridotto flusso di sangue al cuore (cardiopatia ischemica), che si manifesta con dolore al petto (angina pectoris cronica-stabile o da sforzo e angina pectoris vasospastica, chiamata anche angina variante o di Prinzmetal)

• la pressione elevata del sangue (ipertensione arteriosa)
• gli aumenti improvvisi della pressione del sangue (crisi ipertensive)
• la Sindrome di Raynaud (primaria e secondaria), una malattia caratterizzata da alterata circolazione del sangue
alle estremità del corpo.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Salativ

• se è allergico alla nifedipina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo

6)
• se è in gravidanza o sospetta di essere in gravidanza e se sta allattando al seno (vedere paragrafo
“Gravidanza, allattamento e fertilità”)
• se soffre di un marcato restringimento (stenosi) dell’aorta (un’arteria del cuore)
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
• in caso di shock cardiovascolare (diminuzione della pressione del sangue con grave riduzione della funzionalità
del cuore)

• se sta prendendo contemporaneamente rifampicina (un antibiotico) (vedere paragrafo “Altri medicinali e
Salativ”)
• se soffre di una malattia del cuore che si manifesta con dolore al petto improvviso che peggiora nel tempo
(angina pectoris instabile)
• se ha avuto un infarto e sono passate meno di 4 settimane.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Salativ.

Prenda questo medicinale con cautela e sempre sotto il controllo del medico nei seguenti casi:
• se ha la pressione del sangue molto bassa (inferiore a 90 mmHg)
• se soffre di insufficienza cardiaca (una grave malattia del cuore)
• se soffre di insufficienza epatica (una grave malattia del fegato). In questo caso dovrà tenere sotto controllo la
pressione del sangue e se necessario il medico potrebbe ridurle la dose di nifedipina.

• se è in trattamento con medicinali β-bloccanti o altri medicinali per il trattamento della pressione alta (vedere
paragrafo “Altri medicinali e Salativ”)
• se si sta sottoponendo alla dialisi (una terapia medica utilizzata per filtrare il sangue)
• se soffre di un aumento grave della pressione del sangue (ipertensione maligna)
• se soffre di una grave malattia dei reni (insufficienza renale) con diminuzione del volume di sangue in circolo
(ipovolemia)
• se ha il diabete (malattia caratterizzata da un eccesso di zuccheri nel sangue), o se è a rischio di sviluppare il
diabete. In questo caso dovrà controllare accuratamente i valori della glicemia (zuccheri nel sangue) ed in caso
di alti livelli il medico le dirà di interrompere il trattamento (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”).
• se durante la gravidanza presenta una situazione di emergenza come l’eclampsia, una grave malattia,
potenzialmente fatale, caratterizzata da pressione del sangue elevata e convulsioni e sta assumendo solfato di
magnesio per via endovenosa, perché può manifestare una diminuzione eccessiva della pressione, che può
causare danni sia a lei che al bambino (vedere paragrafi “Non prenda Salativ” e “Gravidanza, allattamento e
fertilità”)

• se sta allattando al seno (vedere paragrafi “Non prenda Salativ” e “Gravidanza, allattamento e fertilità”)

Durante il trattamento con Salativ potrebbe manifestare un eccessivo abbassamento della pressione del sangue, con conseguente accelerazione dei battiti del cuore (tachicardia) e possibili problemi a livello del cuore e della

circolazione. Inoltre, in particolare all’inizio del trattamento, può manifestarsi dolore al petto (angina pectoris). Se questo medicinale le è stato prescritto perché soffre di dolore al petto, si rivolga al medico perché potrebbe manifestare un aumento della frequenza, della durata e dell’intensità del dolore al petto, in particolare all’inizio del trattamento. In rari casi è stata riportata l’insorgenza di infarto, anche se non è noto se questi episodi siano dovuti alla malattia

di base.

All’inizio del trattamento e fino a quando il medico non avrà stabilito con esattezza la dose adatta a lei, dovrà controllare attentamente la pressione del sangue

Bambini e adolescenti L’uso di Salativ non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, poiché in questa popolazione sono disponibili solo dati di sicurezza ed efficacia limitati.

Altri medicinali e Salativ medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare, informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali:

• rifampicina (un antibiotico). Non prenda rifampicina insieme a Salativ perché l’effetto di Salativ sarà
notevolmente ridotto (vedere paragrafo “Non prenda Salativ”)
• tacrolimus (un medicinale utilizzato se ha avuto un trapianto d’organo)

• chinidina, digossina (medicinali utilizzati per i disturbi del cuore)
• medicinali utilizzati per ridurre la pressione alta del sangue come:
- diuretici
- beta-bloccanti. In questo caso il medico la terrà sotto stretto controllo perché potrebbe manifestare una
elevata riduzione della pressione del sangue.

- ACE-inibitori
- AT-1 antagonisti
- altri calcio-antagonisti (altri medicinali simili a Salativ)
- agenti bloccanti α-adrenergici
- inibitori della 5 fosfodiesterasi (medicinali utilizzati per trattare la disfunzione erettile)

- α-metildopa
• medicinali utilizzati per il trattamento dell’epilessia (fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale), in quanto
possono diminuire la quantità di Salativ nel sangue e quindi il suo effetto. Il medico potrebbe aumentare la dose
da assumere di Salativ.

Inoltre, informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali:
• antibiotici macrolidi (una classe di antibiotici, es. eritromicina)
• quinupristin/dalfopristin, un’associazione di due antibiotici
• diltiazem (un medicinale utilizzato per trattare la pressione elevata del sangue)
• medicinali utilizzati nel trattamento dell’infezione del virus HIV (es. ritonavir)
• medicinali utilizzati in caso di infezioni della pelle da funghi (es. ketoconazolo)
• medicinali utilizzati per il trattamento della depressione (fluoxetina e nefazodone)
• acido valproico (un medicinale utilizzato per il trattamento dell’epilessia)
• cimetidina (medicinale utilizzato in caso di ulcera dello stomaco)

• cisapride (medicinale utilizzato in caso di reflusso gastroesofageo) Questi medicinali possono aumentare la quantità di Salativ nel sangue, che può provocare un aumento dei suoi effetti: il medico le dirà di monitorare i valori della sua pressione del sangue e se necessario potrebbe diminuire la dose da assumere di Salativ.

Esami di laboratorio • Questo medicinale può portare a falsi aumenti dei valori dell’acido vanilmandelico nelle urine determinati con il metodo spettrofotometrico, pertanto, informi il medico o l’operatore sanitario se sta prendendo questo medicinale, prima di sottoporsi a questo tipo di esame.

Salativ con cibi e bevande

Eviti il consumo di pompelmo o del succo di pompelmo quando sta prendendo Salativ perché può avere un grande abbassamento della pressione del sangue. Se beve regolarmente succo di pompelmo, questo effetto può durare fino a oltre 3 giorni dalla sospensione. medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno

chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda Salativ se è in gravidanza. (Vedere paragrafo “Non prenda Salativ”) Il medico potrebbe prescriverle questo medicinale solo se strettamente necessario. Se è in gravidanza e il medico le ha prescritto Salativ, per una grave ipertensione che non è possibile curare con altri medicinali, per esempio se

soffre di eclampsia (una grave malattia della gravidanza) e le viene somministrato solfato di magnesio (un medicinale per trattare l’eclampsia) per via endovenosa, dovrà tenere sotto stretto controllo la pressione del sangue perché può manifestare una diminuzione eccessiva della pressione, che può causare danni sia a lei che al bambino.

Allattamento

Non prenda Salativ se sta allattando con latte materno. (Vedere paragrafo “Non prenda Salativ”), perché la nifedipina passa nel latte materno e gli effetti sul neonato non sono noti. Il medico potrebbe prescriverle questo medicinale solo se strettamente necessario. In questo caso dovrà interrompere l’allattamento per 3-4 ore dopo l’assunzione di questo medicinale.

Fertilità Se lei è un uomo e ha difficoltà a procreare con la fecondazione in vitro, i calcio-antagonisti come la nifedipina dovrebbero essere considerati come possibile causa. ad Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Questo medicinale può influenzare la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari, soprattutto all’inizio della terapia, se cambia il farmaco che assume o se assume bevande alcoliche.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Il medico stabilirà la dose più adatta a lei, la durata del trattamento, e valuterà se aumentare o diminuire la dose per la durata della terapia.

Adulti

• Malattia del cuore (cardiopatia ischemica) che si manifesta con dolore al petto (angina pectoris)
• Pressione del sangue elevata (ipertensione arteriosa)
• Sindrome di Reynaud (malattia da alterata circolazione del sangue)

La dose raccomandata è: 10 gocce (= 10 mg), 3 volte al giorno.

Se necessario, il medico stabilirà se aumentare gradualmente la dose fino ad un massimo di 20 gocce (= 20 mg), 3 volte al giorno (= 60 mg). Se la dose che deve assumere è di 20 gocce 3 volte al giorno, deve far trascorrere almeno 2 ore tra una dose e quella successiva.

• Crisi ipertensiva (aumento improvviso della pressione del sangue)

La dose raccomandata è: 10 o 20 gocce (= 10 o 20 mg), 1 volta al giorno. Se con questa dose l’effetto sulla pressione del sangue fosse insufficiente, il medico potrebbe prescriverle altre 10 gocce (= 10 mg), da prendere dopo circa 30 minuti dalla prima dose. Se necessario, il medico può ridurre gli medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). intervalli tra le dosi e/o aumentare la dose e la terrà sotto stretto controllo in quanto può aumentare il rischio che manifesti ipotensione (riduzione eccessiva della pressione del sangue).

Diluire le gocce in acqua ed assumerle immediatamente. Assumere le gocce non diluite per via sublinguale se si desidera un’azione particolarmente pronta.

Quando prendere Salativ Assuma questo medicinale preferibilmente lontano dai pasti

Uso in persone con problemi al fegato Il medico controllerà accuratamente i valori della pressione del sangue e valuterà se prescriverle una dose inferiore di Salativ.

Uso nei bambini e adolescenti

L’uso di Salativ non è raccomandato nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Se prende più Salativ di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Salativ avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Nei casi di grave intossicazione con Salativ i sintomi possono essere:
• disturbi della coscienza fino al coma
• diminuzione della pressione del sangue ad
• alterazioni del ritmo del cuore cioè aumento o riduzione dei battiti del cuore al minuto (tachicardia/bradicardia)
• aumento degli zuccheri nel sangue (iperglicemia)
• aumento degli acidi nel sangue (acidosi metabolica)
• mancanza di ossigeno (ipossia)
• diminuzione della pressione del sangue con grave riduzione della funzionalità del cuore e gonfiore dei polmoni
(shock cardiogeno con edema polmonare).

Se dimentica di prendere Salativ Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Salativ Non interrompa bruscamente il trattamento con questo medicinale, in quanto l'interruzione deve avvenire in modo graduale e sotto stretto controllo medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Si rivolga immediatamente al medico se durante il trattamento con Salativ manifesta uno dei seguenti gravi effetti indesiderati, il medico le spiegherà come interrompere l’uso del medicinale:

• reazione anafilattica/Anafilattoide
• gonfiore di mani, piedi, caviglie, viso, labbra, lingua e/o gola (edema allergico/angioedema)
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
Inoltre se lei ha il diabete (malattia caratterizzata da un eccesso di zuccheri nel sangue) o è a rischio di manifestare
il diabete, durante il trattamento con Salativ potrebbe manifestare un aumento degli zuccheri del sangue

(iperglicemia). Se questo si verifica, si rivolga immediatamente al medico che le spiegherà come interrompere l’uso del medicinale.

Durante il trattamento con Salativ sono stati osservati e riportati i seguenti effetti indesiderati con le seguenti frequenze:

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)
• mal di testa
• gonfiore per accumulo di liquidi (edema)
• dilatazione dei vasi sanguigni (vasodilatazione)

• stitichezza
• sensazione di malessere

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) • reazione allergica

• reazioni d’ansia
• disturbi del sonno
• capogiri ad
• ricorrente mal di testa da moderato a grave (emicrania)
• vertigini
• tremore
• disturbi visivi
• aumento della frequenza dei battiti del cuore (tachicardia)
• sensazione di aumento dei battiti del cuore (palpitazioni)
• diminuzione della pressione del sangue (ipotensione)
• svenimento (sincope)
• perdita di sangue dal naso (epistassi)
• naso chiuso (congestione nasale)
• dolore allo stomaco e all’intestino (dolore gastrointestinale e addominale)

• nausea
• difficoltà a digerire (dispepsia)
• emissione di aria presente in eccesso nell’intestino (flatulenza)
• secchezza della bocca

• aumento transitorio degli enzimi indici della funzionalità del fegato (enzimi epatici)
• irritazione della pelle (eritema)
• crampi muscolari
• rigonfiamento delle articolazioni delle ossa
• escrezione eccessiva di urine (poliuria)

• difficoltà ad urinare (disuria)

• disfunzione erettile
• dolore generalizzato (dolore aspecifico)
• brividi

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000) • prurito

• arrossamenti della pelle accompagnati da prurito (orticaria)
• eruzione cutanea
• sensazione di intorpidimento e formicolio a gambe, braccia o altre parti del corpo (parestesia)
• alterazione della sensibilità agli stimoli (disestesia)
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
• aumento delle dimensioni delle gengive (iperplasia gengivale)

Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili)
• riduzione di globuli bianchi nel sangue (agranulocitosi/leucopenia)
• aumento degli zuccheri nel sangue (iperglicemia)
• diminuzione della sensibilità (ipoestesia)
• sonnolenza

• dolore agli occhi
• dolore al petto (angina pectoris)
• difficoltà respiratoria (dispnea, edema polmonare)
• vomito
• riduzione della funzionalità del muscolo che collega l’esofago con lo stomaco (insufficienza dello sfintere

gastroesofageo)
• colorazione gialla della pelle e della parte bianca degli occhi (ittero)
• grave malattia della pelle caratterizzata da eritema, lesioni bollose con aree di distacco della pelle (necrolisi
tossica epidermica)
• reazione allergica per sensibilità alla luce (reazione allergica da fotosensibilità)

• macchie violacee sulla pelle dovute al sanguinamento dei piccoli vasi sanguigni (porpora palpabile)
• dolore alle ossa (artralgia)
• dolore ai muscoli (mialgia) ad
Segnalazione degli effetti indesiderati
Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o
al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di
segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti
indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo Scad. La data di scadenza si

riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Dopo la prima apertura, il prodotto deve essere usate entro 1 anno.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Salativ

- il principio attivo è nifedipina (1 mL contiene 20 mg di nifedipina, pari a 20 gocce)

- l’altro componente è polietilenglicole (PEG 200) medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Descrizione dell’aspetto di Salativ e contenuto della confezione Si presenta in soluzione limpida di colore giallo, contenuta in un flaconcino di vetro da 30 mL rivestito di nero,

munito di contagocce con tappo antimanomissione.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio So.Se.PHARM S.r.l. Via dei Castelli Romani, 22

00071 Pomezia (RM) Italia

Produttore Special Product’s Line S.p.A.

Via Fratta Rotonda Vado Largo, 1 03012 Anagni (FR) Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

i aI medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC).

Domande frequenti su SALATIV

Come si usa SALATIV?

SALATIV si presenta in forma di Gocce orali, soluzione e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

SALATIV è disponibile senza ricetta?

No, SALATIV è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di SALATIV?

Il principio attivo di SALATIV è NIFEDIPINA.

Quali sono gli equivalenti di SALATIV?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NIFEDIPINA MYLAN GENERICS, NIFEDIPINA MYLAN GENERICS ITALIA, NIFEDIPINA DOC GENERICI, NIFEDIPINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce SALATIV?

SALATIV è prodotto da SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI.

Da quando SALATIV è autorizzato in Italia?

SALATIV ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2025-11-10.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

SALATIV 20 mg/mL gocce orali, soluzione.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

100 mL di soluzione contengono: nifedipina 2 g. 10 gocce contengono: 10 mg di nifedipina. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Gocce orali, soluzione. Soluzione gialla limpida, priva di particelle.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento della cardiopatia ischemica - angina pectoris cronica-stabile (angina da sforzo) - angina pectoris vasospastica (angina di Prinzmetal, angina variante) Trattamento dell'ipertensione arteriosa Trattamento delle crisi ipertensive Trattamento della Sindrome di Reynaud (primaria e secondaria)

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Dosaggio Il trattamento va possibilmente adattato alle necessità individuali in funzione della gravità della malattia e della risposta del paziente. Inoltre, in relazione al quadro clinico individuale, la dose basale deve essere raggiunta gradualmente. Qualsiasi aggiustamento ai dosaggi superiori o inferiori deve essere effettuato solo sotto controllo medico. Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi, una riduzione del dosaggio. Salvo diversa prescrizione medica, per l'adulto valgono le seguenti direttive posologiche: 1. in caso di cardiopatia ischemica: - angina pectoris cronica-stabile 10 gocce (=10 mg), 3 volte al dì (angina da sforzo) - angina pectoris vasospastica 10 gocce (=10 mg), 3 volte al dì (angina di Prinzmetal, angina variante) Se necessario, il dosaggio può essere incrementato gradualmente in funzione delle esigenze individuali fino ad un massimo di 60 mg al giorno (20 gocce 3 volte al dì). 2. In caso di ipertensione: 10 gocce (=10 mg), 3 volte al dì Se necessario, il dosaggio può essere incrementato gradualmente in funzione delle esigenze individuali fino ad un massimo di 60 mg al giorno (20 gocce 3 volte al dì). 3. In caso di crisi ipertensiva: a giudizio del medico 10-20 mg/die in dose singola corrispondenti a: 10 o 20 gocce. Qualora l'effetto sulla pressione arteriosa fosse insufficiente, possono essere somministrate altre 10 gocce (=10 mg) dopo circa 30 minuti. Se gli intervalli tra le dosi dovessero essere più brevi e/o la dose più elevata, si potrebbero manifestare pericolose condizioni di ipotensione. 4. In caso di Sindrome di Reynaud: 10 gocce (=10 mg), 3 volte al d

Se necessario, il dosaggio può essere incrementato gradualmente in funzione delle esigenze individuali fino ad un massimo di 60 mg al giorno (20 gocce 3 volte al dì). Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia di Salativ nei bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite. I dati al momento disponibili per l'uso di nifedipina dell'ipertensione sono descritti nel paragrafo 5.1. Durata del trattamento La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante. ln relazione alla pronunciata attività antiischemica ed antiipertensiva il trattamento con Salativ dovrebbe essere sospeso gradualmente, in particolare quando vengano impiegati dosaggi elevati. Somministrazione La contemporanea assunzione di alimenti determina un ritardo, ma non una riduzione, dell'assorbimento. ln caso di dosi singole di 20 gocce (=20 mg), l'intervallo di tempo compreso tra due assunzioni non dovrebbe essere inferiore a 2 ore. Diluire le gocce in acqua ed assumerle immediatamente. Assumere le gocce non diluite per via sublinguale se si desidera un'azione particolarmente pronta.

4.3 Controindicazioni

La nifedipina non deve essere somministrata ai pazienti con accertata ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno degli eccipienti. Gravidanza accertata o presunta ed in corso di allattamento. Marcata stenosi aortica. La nifedipina non deve essere usata in caso di shock cardiovascolare. La nifedipina non deve essere usata in caso di terapia concomitante con rifampicina in quanto l'induzione enzimatica non consente di ottenere livelli plasmatici efficaci di nifedipina (vedere paragrafo 4.5). Nifedipina nella formulazione a rilascio immediato è controindicata nell'angina instabile e dopo infarto miocardico recente (almeno 4 settimane dall'infarto miocardico).

4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego

Si raccomanda prudenza in caso di marcata ipotensione (pressione sistolica inferiore a 90 mmHg), manifesta insufficienza cardiaca, in caso di stenosi aortica severa ed in pazienti in trattamento con farmaci b-bloccanti o farmaci ipotensivi. Il principio attivo, nella formulazione a rilascio immediato, può indurre un'eccessiva caduta pressoria con tachicardia riflessa che potrebbe dare luogo a complicanze cardiovascolari. Come con altre sostanze vasoattive molto raramente può, inoltre, manifestarsi angina pectoris (dati raccolti da segnalazioni spontanee) con formulazioni a rilascio immediato di nifedipina, in particolare all'inizio del trattamento. I dati raccolti da studi clinici confermano che gli attacchi di angina pectoris si manifestano in modo non comune. Nei pazienti che soffrono di angina pectoris possono verificarsi un aumento della frequenza, della durata e della severità degli attacchi di angina pectoris, in particolare all'inizio del trattamento. ln casi isolati è stata riportata l'insorgenza di infarto miocardico, sebbene non sia stato possibile distinguere tali episodi dal corso naturale della malattia di base. Esistono alcune segnalazioni relative all'aumento di mortalità e morbilità nel trattamento della cardiopatia ischemica specialmente con dosaggi superiori a 60 mg/die. Il trattamento con nifedipina nella formulazione a breve durata di azione può aggravare l'angina pectoris. Non esistono prove che l'uso della nifedipina a rilascio immediato sia efficace nella prevenzione secondaria dell'infarto miocardico.

Nifedipina non deve essere usata durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della paziente richiedano il trattamento con nifedipina. La nifedipina deve essere riservata alle donne con grave ipertensione che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.6). ln corso di gravidanza (vedi paragrafo 4.3 Controindicazioni) in situazioni di emergenza ipertensiva, quali ad esempio l'eclampsia il farmaco deve essere utilizzato sotto la responsabilità e lo stretto controllo del medico. Si raccomanda un accurato controllo della pressione arteriosa quando si somministri nifedipina in associazione a solfato di magnesio per via endovenosa, a causa di una possibile eccessiva caduta pressoria che può danneggiare sia la madre che il feto. Si raccomanda di non usare nifedipina durante l'allattamento al seno poiché è stato dimostrato che viene escreta nel latte materno e gli effetti dell'assorbimento orale di piccole quantità del principio attivo non sono noti (vedere paragrafo 4.6). Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi, una riduzione del dosaggio. Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, dev'essere accuratamente controllata la glicemia; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa. Nei pazienti sotto dialisi, affetti da ipertensione maligna e insufficienza renale irreversibile con ipovolemia, occorre prestare attenzione in quanto si può verificare un notevole calo pressorio a causa della vasodilatazione. La nifedipina è metabolizzata dal sistema del citocromo P450 3A4. Farmaci che sono noti inibitori o induttori di questo sistema enzimatico possono modificare anche l'effetto di primo passaggio o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.5). Farmaci che sono deboli o moderati inibitori del sistema citocromo P450 3A4, che quindi possono portare ad un incremento della concentrazione plasmatica di nifedipina, sono per esempio: - antibiotici macrolidi (es. eritromicina), - inibitori della proteasi anti-HIV (es. ritonavir), - antimicotici azolici (es. chetoconazolo), - gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina, - quinupristin/ dalfopristin, - acido valproico, - cimetidina. ln caso di somministrazione contemporanea di questi farmaci, si deve monitorare la pressione arteriosa e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Effetti di altri farmaci sulla nifedipina La nifedipina è metabolizzata dal sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia nella mucosa intestinale che nel fegato. Farmaci che sono noti inibitori o induttori di questo sistema enzimatico possono alterare anche l'effetto di primo passaggio (dopo somministrazione orale) o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Si deve tenere in considerazione sia il dosaggio che la durata di interazione quando nifedipina è somministrata insieme con i seguenti farmaci. Rifampicina La rifampicina è un potente induttore del sistema del citocromo P450 3A4 ed accelera il metabolismo della nifedipina, riducendone potenzialmente l'efficacia. Dopo la somministrazione contemporanea con rifampicina, la biodisponibilità della nifedipina è nettamente ridotta e di conseguenza la sua efficacia è diminuita. Per tale motivo l'impiego di nifedipina in combinazione con rifampicina risulta controindicato (vedere paragrafo 4.3). Dopo la somministrazione contemporanea con questi farmaci, si deve monitorare la pressione arteriosa e, s

necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Antibiotici macrolidi (es. eritromicina) Non sono stati condotti studi di interazione tra nifedipina e antibiotici macrolidi. Alcuni antibiotici macrolidi sono noti per inibire il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di alcuni farmaci. Quindi non si può escludere la possibilità di un aumento della concentrazione plasmatica della nifedipina dopo la somministrazione contemporanea di entrambi i farmaci (vedere paragrafo 4.4). L'azitromicina non è un inibitore del citocromo P450 3A4, nonostante abbia una struttura chimica legata alla classe degli antibiotici macrolidi. Inibitori delle proteasi anti-HIV (es. ritonavir) Non è stato ancora eseguito uno studio clinico per indagare la potenziale interazione farmacologica tra nifedipina e alcuni inibitori della proteasi anti-HIV. I farmaci che appartengono a questa classe sono noti inibitori del sistema citocromo P450 3A4. Inoltre questi medicinali hanno mostrato di inibire in vitro il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di nifedipina. Quando questi farmaci sono somministrati insieme con nifedipina, non può essere escluso un aumento considerevole della concentrazione plasmatica di nifedipina dovuto ad una diminuzione del metabolismo di primo passaggio e alla diminuzione dell'eliminazione (vedere paragrafo 4.4). Antimicotici azolici (es. ketoconazolo) Non è stato ancora eseguito uno studio formale di interazione che indaga sulla potenziale interazione farmacologica tra nifedipina e alcuni antimicotici azolici. È noto che i farmaci di questa classe sono inibitori del sistema del citocromo P450 3A4. Quando sono somministrati per via orale insieme con nifedipina, non può essere escluso un aumento considerevole della biodisponibilità sistemica di nifedipina dovuto ad una diminuzione del metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4). Fluoxetina Non è stato ancora eseguito uno studio clinico che indaga sulla possibile interazione farmacologica tra nifedipina e fluoxetina. È stato dimostrato che la fluoxetina inibisce in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Perciò non può essere escluso un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Nefazodone Non è stato ancora eseguito uno studio clinico che indaga sulla possibile interazione farmacologica tra nifedipina e nefazodone. È noto che il nefazodone inibisce il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di altri farmaci. Di conseguenza non si può escludere un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina in seguito alla somministrazione concomitante dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Quinupristin/DaIfopristin La somministrazione simultanea di quinupristin/dalfopristin e nifedipina può aumentare la concentrazione plasmatica di nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Acido valproico Non sono stati ancora eseguiti studi formali tesi a valutare la potenziale interazione farmacologica tra nifedipina e acido valproico. Tuttavia poiché quest'ultimo ha mostrato di aumentare la concentrazione plasmatica della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso inibizione enzimatica, non si può escludere un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina e quindi un aumento della sua efficacia (vedere paragrafo 4.4). Cimetidina La cimetidina aumenta la concentrazione plasmatica di nifedipina e può potenziarne l'effetto antiipertensivo a causa dell'inibizione del citocromo P450 3A4 (vedere paragrafo 4.4).

Altri studi Cisapride La somministrazione simultanea di cisapride e nifedipina può condurre ad un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina. Antiepilettici induttori del sistema citocromo P450 3A4 come fenitoina, carbamazepina e fenobarbitale La fenitoina è un induttore del sistema citocromo P450 3A4. La somministrazione contemporanea di fenitoina con nifedipina determina una riduzione della biodisponibilità della nifedipina e di conseguenza è ridotta la sua efficacia. Qualora i due farmaci siano somministrati contemporaneamente deve essere monitorata la risposta clinica a nifedipina e, se necessario, deve essere considerato un aumento della dose di nifedipina. Se la dose di nifedipina è aumentata durante la somministrazione contemporanea dei due farmaci, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina quando venga interrotto il trattamento con fenitoina. Non sono stati condotti degli studi formali tesi a valutare la possibile interazione tra nifedipina e carbamazepina o fenobarbitale. Tuttavia, dato che questi ultimi si sono dimostrati in grado di ridurre la concentrazione plasmatica della nimodipina, un calcioantagonista strutturalmente simile alla nifedipina, attraverso un processo di induzione enzimatica, non si può escludere una riduzione della concentrazione plasmatica di nifedipina e quindi una diminuzione della sua efficacia. Effetto della nifedipina su altri farmaci Farmaci che diminuiscono la pressione arteriosa Nifedipina può aumentare l'effetto ipotensivo di farmaci antiipertensivi somministrati contemporaneamente, come: - Diuretici, - β-bloccanti, - ACE-inibitori, - AT-1 antagonisti, - altri calcio-antagonisti, - agenti bloccanti α-adrenergici, - inibitori PDE5, - α-metildopa. Qualora nifedipina si associ a β-bloccanti il paziente deve essere accuratamente sorvegliato poiché potrebbe manifestarsi ipotensione di grado elevato. È anche noto che in casi isolati si è verificato un peggioramento dell'insufficienza cardiaca. Digossina La contemporanea somministrazione di nifedipina e di digossina può condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di digossina, legato ad una riduzione della sua clearance. A scopo precauzionale il paziente deve perciò essere controllato per rilevare l'eventuale comparsa di sintomi di sovradosaggio di digossina e, se necessario, per aggiustare il dosaggio di digossina sulla base dei suoi livelli plasmatici. Chinidina ln singoli casi durante la contemporanea somministrazione di nifedipina e chinidina sono stati osservati livelli ridotti di chinidina oppure, dopo sospensione di nifedipina, un netto aumento dei livelli plasmatici di chinidina. Per questa ragione, qualora la nifedipina sia impiegata contemporaneamente o venga sospesa, si raccomanda di mantenere controllata la concentrazione di chinidina e, se necessario, di aggiustare il dosaggio. Alcuni autori hanno riportato un aumento della concentrazione plasmatica di nifedipina dopo somministrazione contemporanea di entrambi i farmaci, mentre altri non hanno osservato variazioni nella farmacocinetica della nifedipina. Perciò la pressione arteriosa deve essere controllata accuratamente qualora la chinidina venga associata ad una terapia preesistente con nifedipina. Se necessario, si deve diminuire il dosaggio di nifedipina.

Diltiazem Il diltiazem diminuisce la clearance della nifedipina per cui i due principi attivi dovrebbero essere associati con cautela considerando, eventualmente, la riduzione del dosaggio di nifedipina. Tacrolimus È stato osservato che il tacrolimus è metabolizzato dal sistema citocromo P450 3A4. Dati pubblicati di recente indicano che, in casi isolati, può essere ridotto il dosaggio di tacrolimus somministrato in contemporanea con nifedipina. Dopo la somministrazione contemporanea di entrambi i farmaci deve essere monitorata la concentrazione plasmatica di tacrolimus e, se necessario, si deve diminuire il dosaggio. Interazioni con alimenti: Succo di pompelmo Il succo di pompelmo inibisce il sistema citocromo P450 3A4. L'assunzione contemporanea di nifedipina e succo di pompelmo aumenta la concentrazione plasmatica e prolunga l'azione della nifedipina a causa di una diminuzione del metabolismo di primo passaggio o di una diminuzione della sua clearance. Di conseguenza l'effetto antiipertensivo può essere maggiore. Dopo l'assunzione regolare di succo di pompelmo questo effetto può durare fino a 3 giorni dopo l'ultima assunzione. Pertanto si deve evitare il consumo di pompelmo o succo di pompelmo durante l'assunzione di nifedipina. Altre forme di interazione La valutazione dei valori urinari dell'acido vanilmandelico effettuata con il metodo spettrofotometrico, in presenza di nifedipina, può evidenziare falsi incrementi dell'acido stesso. Tali valori non vengono, invece, modificati utilizzando il metodo HPLC.

4.6 Gravidanza, allattamento e fertilità

Gravidanza La nifedipina non deve essere somministrata durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della paziente richiedano un trattamento con nifedipina. La nifedipina deve essere riservata alle donne con grave ipertensione che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.4.). La nifedipina si è dimostrata in grado di provocare effetti teratogeni nel ratto e nel coniglio, comprese le anomalie digitali. Tali anomalie sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione del principio attivo ha comportato una varietà di effetti tossici a carico dell'embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari ed ipotrofia dei villi coriali (scimmia), morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza neonatale (ratto; non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embrio-tossici e feto-tossici erano tossici per l'organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l'impiego umano. Non esistono studi adeguati e ben controllati nelle donne in gravidanza. Le informazioni disponibili non sono sufficienti per escludere effetti avversi sui nascituri e i neonati. Studi su animali hanno dimostrato che la nifedipina causa effetti embrio-tossici, feto-tossici e teratogeni. Dall'evidenza clinica disponibile non è stato identificato un rischio prenatale. Sebbene sia stato riportato un aumento di asfissia perinatale, parto cesareo oltre a prematurità e ritardo nella crescita intrauterina. Non è chiaro se questi casi sono dovuti all'ipertensione di fondo, al suo trattamento o ad uno specifico effetto del farmaco. È stato osservato edema polmonare acuto con la somministrazione di farmaci calcio-antagonisti, tra cui nifedipina, come agenti tocolitici durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in casi di gravidanza multipla (gemellare o plurigemellare), per via endovenosa e/o in associazione a beta-2 agonisti. Allattamento La nifedipina è escreta nel latte materno. La concentrazione di nifedipina nel latte è pressoché paragonabile alla concentrazione nel siero materno. Poiché non esistono dati sui possibili effetti sul neonato, qualora dovess

rendersi necessario un trattamento con nifedipina durante questo periodo nella formulazione a rilascio immediato, si suggerisce di posporre l'allattamento al seno o il tiraggio del latte (o estrazione meccanica del latte) da 3 a 4 ore dopo la somministrazione del farmaco in modo da diminuire l'esposizione dell'infante alla nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Fertilità ln singoli casi di fertilizzazione in vitro i calcio-antagonisti come la nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche, reversibili in corrispondenza della parte apicale dello spermatozoo, con possibile alterazione funzionale dello sperma. Nei casi di ripetuto insuccesso della fertilizzazione in vitro, non riconducibili ad altri motivi, i calcio-antagonisti come la nifedipina dovrebbero essere considerati come possibile causa.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Le reazioni al farmaco, che variano per intensità da individuo a individuo, possono compromettere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Ciò si riferisce particolarmente all'inizio del trattamento, al cambio del farmaco ed in relazione all'assunzione di bevande alcoliche.

4.8 Effetti indesiderati

Vengono elencate di seguito le reazioni avverse al farmaco segnalate nel corso degli studi clinici condotti con nifedipina verso placebo, e classificate secondo le categorie di frequenza CIOMS III (data base dei clinical trial: nifedipina n = 2.661; placebo n = 1.486; status: 22 Feb 2006 e lo studio ACTION: nifedipina n = 3.825; placebo n = 3.840) sono elencate di seguito. Le reazioni avverse classificate come "comuni" sono state osservate con una frequenza sotto il 3% ad eccezione di edema (9.9%) e cefalea (3.9%). La frequenza delle reazioni avverse segnalate con i prodotti a base di nifedipina sono riassunte nella tabella di seguito. All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite come: comune (da 1/100 a <1/10), non comune (1/1000 a <1/100) e raro (1/10000 a < 1/1000). Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza post-marketing e per le quali non è stato possibile definire la frequenza, sono riportate sotto "non nota". Classificazione per Sistema e Organo (MedDRA) Comune Non comune Raro Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico Agranulocitosi Leucopenia Disturbi del sistema immunitario Reazione allergica Edema allergico/angioedema (incl. Edema della laringe* ) Prurito Orticaria Eruzione cutanea Reazione anafilattica/ anafilattoide Disturbi psichiatrici Reazioni d'ansia Disturbi del sonno Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia Patologie del sistema nervoso Cefalea Capogiri Emicrania Vertigini Tremore Parestesia Disestesia Ipoestesia Sonnolenza Patologie dell'occhio Disturbi visivi Dolore oculare Patologie cardiache Tachicardia Palpitazioni Dolore al petto (Angina Pectoris)

Classificazione per Sistema e Organo (MedDRA) Comune Non comune Raro Non nota Patologie vascolari Edema Vasodilatazione Ipotensione Sincope Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Epistassi Congestione nasale Dispnea Edema polmonare** Disturbi gastrointestinali Costipazione Dolore gastrointestinale e addominale Nausea Dispepsia Flatulenza Secchezza della bocca Iperplasia gengivale Vomito Insufficienza dello sfintere gastroesofageo Patologie epatobiliari Aumento transitorio degli enzimi epatici Ittero Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema Necrolisi tossica epidermica Reazione allergica da fotosensibilità Porpora palpabile Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Crampi muscolari Rigonfiamento articolare Artralgia Mialgia Patologie renali e urinarie Poliuria Disuria Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile * = può provocare esiti letali. ** = sono stati segnalati casi nell'impiego come farmaco tocolitico in gravidanza (vedere paragrafo 4.6) Nei pazienti dializzati con ipertensione maligna e ipovolemia può verificarsi una caduta della pressione arteriosa come risultato della vasodilatazione. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomatologia Nei casi di grave intossicazione da nifedipina sono stati osservati i seguenti sintomi: disturbi della coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco di tipo tachi/bradicardico, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, shock cardiogeno con edema polmonare. Trattamento del sovradosaggio Per quanto riguarda il trattamento, hanno la priorità l'eliminazione della sostanza attiva e la stabilizzazione delle condizioni cardiovascolari. Dopo ingestione orale è indicata la lavanda gastrica associata, se necessario, all'irrigazione del piccolo intestino.

ln caso d'intossicazione con Salativ, l'eliminazione deve essere la più completa possibile, compreso l'intestino tenue, al fine di prevenire l'assorbimento del principio attivo. L'emodialisi è inutile in quanto la nifedipina non è dializzabile ma è consigliabile la plasmaferesi (per l'elevato legame proteico ed il relativamente basso volume di distribuzione). I disturbi bradicardici del ritmo cardiaco possono essere trattati con b-simpaticomimetici mentre per le alterazioni di questo tipo pericolose per la vita deve essere preso in considerazione l'impiego di un "pacemaker" temporaneo. L'ipotensione come risultato dello shock cardiogeno e della vasodilatazione arteriosa può essere trattata con il calcio (10-20 mL di soluzione di calcio gluconato al 10% da somministrarsi lentamente per via endovenosa, eventualmente da ripetersi). Come risultato, la calcemia può raggiungere i valori alti della norma o superarli di poco. Qualora l'effetto del calcio sulla pressione sanguigna dovesse rivelarsi insufficiente dovranno essere somministrati anche dei vasocostrittori simpaticomimetici, quali la dopamina o la noradrenalina, il cui dosaggio dovrà essere determinato esclusivamente dal risultato ottenuto. L'ulteriore somministrazione di liquidi o di espansori plasmatici andrà effettuata con prudenza per il pericolo di sovraccarico cardiaco.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: calcioantagonisti, derivati diidropiridinici. Codice ATC: C08CA05. La nifedipina è un calcio-antagonista del gruppo 1 ,4 diidropiridinico. I calcio-antagonisti riducono l'afflusso intracellulare transmembrana del calcio che si verifica attraverso i canali lenti del calcio. La nifedipina agisce particolarmente sulle cellule miocardiche e su quelle muscolari delle arterie coronarie e dei vasi periferici di resistenza. A livello cardiaco la nifedipina dilata le arterie coronarie, in particolare i grandi vasi di conduttanza, ed anche i segmenti di parete libera da patologia nelle zone parzialmente stenotiche. Inoltre la nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia vasale allo stesso livello prevenendone il vasospasmo. Il risultato finale di queste azioni è un incremento del flusso ematico post-stenotico e conseguentemente un aumento dell'apporto di ossigeno. Contemporaneamente a ciò la nifedipina riduce la richiesta miocardica di ossigeno riducendo le resistenze periferiche (post-carico). ln terapia cronica, a lungo termine, la nifedipina è anche in grado di prevenire lo sviluppo di nuove lesioni aterosclerotiche a livello coronarico. La nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia arteriolare, pertanto, riducendo le resistenze periferiche aumentate, è in grado di abbassare la pressione arteriosa. All'inizio della terapia con nifedipina si può verificare un transitorio incremento riflesso della frequenza cardiaca e quindi della portata cardiaca. Comunque questo incremento non è tale da compensare la vasodilatazione. Inoltre la nifedipina provoca un aumento della escrezione renale di acqua e sodio sia nel trattamento a breve termine che in quello a lungo termine. L'effetto ipotensivo della nifedipina è particolarmente pronunciato nei pazienti ipertesi. Nei soggetti con Sindrome di Reynaud la nifedipina è in grado di prevenire o ridurre gli episodi di vasospasmo alle dita. Popolazione pediatrica Sono disponibili informazioni limitate sulla comparazione tra nifedipina e altri antipertensivi sia per l'ipertensione acuta che quella a lungo termine con differenti formulazioni in differenti dosaggi. Gli effetti antipertensivi della nifedipina sono stati dimostrati, ma le raccomandazioni sulla dose, la sicurezza a lungo termine e l'effetto sul risultato cardiovascolare rimangono non stabilite. Le forme a dosaggio pediatrico sono mancanti. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbiment

Dopo somministrazione orale la nifedipina viene immediatamente e quasi completamente assorbita. La biodisponibilità sistemica della nifedipina somministrata per os è del 45-56% a causa dell'effetto del primo passaggio epatico. La massima concentrazione plasmatica e sierica viene raggiunta a 30-60 minuti. La contemporanea assunzione di alimenti ne ritarda l'assorbimento ma non lo riduce. La tabella seguente mostra il picco medio di concentrazione plasmatica (Cmax) ed il tempo al quale esso viene raggiunto (Tmax). DOSE (Cmax) mg/L (Tmax) h 10 mg 65-100 stomaco vuoto: 0,5 – 1 stomaco pieno: 1 – 2 Distribuzione La nifedipina si lega per il 95% alle proteine plasmatiche (albumina). Biotrasformazione Dopo somministrazione orale la nifedipina viene metabolizzata a livello della parete intestinale e del fegato principalmente attraverso un processo ossidativo. I metaboliti ossidati non presentano attività farmacologica. La via di escrezione fondamentale della nifedipina nella forma ossidata è quella renale, solo il 5-15% viene escreto attraverso la bile con le feci. Il farmaco non metabolizzato si trova in tracce (meno dello 0,1%) nelle urine. Eliminazione L'emivita di eliminazione è di 1,7-3,4 ore. Non è stato riscontrato alcun accumulo della sostanza, alla posologia usuale, durante trattamento prolungato. ln caso di insufficienza renale non sono state rilevate sostanziali modificazioni rispetto ai volontari sani. ln presenza di compromissione della funzionalità epatica l'emivita di eliminazione è nettamente allungata e la clearance totale del farmaco si riduce. Nei casi più severi può essere necessaria una riduzione della dose. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Tossicità acuta: la tossicità acuta è stata indagata in varie specie animali ed i risultati sono elencati in particolare nella tabella seguente: Dose Letale50 (DL50) (mg/kg) orale endovenosa Topo 494 (421-572)* 4,2 (3,8-4,6)* Ratto 1022 (950-1087) * 15,5 (13,7-17,5)* Conigli 250-500 2-3 Gatto circa 100 0,5-8 Cane >250 2-3 * Intervallo di confidenza 95% Tossicità subacuta e subcronica: la somministrazione orale giornaliera a ratti (50 mg/kg di peso) ed a cani (100 mg/kg di peso) per periodi rispettivamente di 13 e 4 settimane è stata tollerata senza la comparsa di effetti tossici. ln somministrazione parenterale (endovenosa) i cani hanno tollerato fino a 0,1 mg/kg di peso al dì per 6 giorni senza danni. La somministrazione endovenosa giornaliera di 2,5 mg/kg di peso per un periodo di 3 settimane è stata tollerata dai ratti senza la comparsa di segni di danno d'organo. Tossicità cronica: i cani hanno tollerato fino a 100 mg/kg di peso al dì, somministrate per os per un periodo di un anno, senza presentare effetti tossici. Nei ratti sono comparsi effetti tossici con concentrazioni superiori ai 100

ppm nel cibo (circa 5-7 mg/kg di peso corporeo). Carcinogenesi: uno studio a lungo termine sui ratti (2 anni) non ha fornito evidenze di alcun effetto cancerogeno della nifedipina. Mutagenicità: per valutare l'effetto mutageno sono stati eseguiti sul topo il test di Ames, il test della dominanza letale ed il test del micronucleo. Non è stato possibile evidenziare alcun effetto mutageno della nifedipina. Tossicologia della riproduzione: è stato dimostrato che la nifedipina ha un effetto teratogeno nel ratto e nel coniglio con varie espressioni tra le quali anomalie digitali. Le anomalie digitali sono probabilmente il risultato di una compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione di nifedipina si è associata a vari effetti tossici su embrione, placenta e feto, tra essi feti poco sviluppati (in ratto, topo e coniglio), placenta piccola e villi coriali ipoplasici (nella scimmia), morte embrionale e fetale (in ratto, topo e coniglio) ed allungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza dei neonati (nel ratto, non valutata in altre specie). Tutte le dosi associate ad effetti teratogeni o tossici su embrione e feto negli animali erano tossiche per la madre e di parecchio superiori alla massima dose consigliata nell'uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Eccipienti Polietilenglicole (PEG 200). 6.2. Incompatibilità Non note. 6.3. Periodo di validità 24 mesi. Dopo l’apertura, la soluzione in gocce orali deve essere utilizzata entro 1 anno. 6.4. Speciali precauzioni per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione Flacone di vetro giallo, rivestito in nero, con contagocce in LDPE, chiuso con tappo a vite antimanomissione in PP+HDPE Flacone da 30 mL. 6.6. Istruzioni per l'uso e la manipolazione Nessuna istruzione particolare. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

So.Se.PHARM S.r.l. Via dei Castelli Romani, 22 00071 Pomezia (RM) Italia

8. NUMERO Dl AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

051004012 - "20 MG/ML GOCCE ORALI, SOLUZIONE" 1 FLACONE IN VETRO/PVC DA 30 ML CON CONTAGOCCE

9. Data della primaautorizzazione o del rinnovo dell'autorizzazione

Prima autorizzazione:

10. DATA Dl REVISIONE DEL TESTO

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