NIFEDIPINA EG

Principio attivo: NIFEDIPINA · ATC C08CA05 · EG S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"30 MG COMPRESSE RIVESTITE A RILASCIO PROLUNGATO" 14 COMPRESSE A 5,52 € 5,52 € 0,00 € + ticket*
"60 MG COMPRESSE RIVESTITE A RILASCIO PROLUNGATO 14 COMPRESSE A 8,21 € 8,21 € 0,00 € + ticket*
"20 MG CAPSULE RILASCIO PROLUNGATO" 50 CAPSULE A RILASCIO PROLUNGATO A 5,63 € 5,63 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: NIFEDIPINA
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio prolungato, Capsula rigida a rilascio prolungato
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 30 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
  • 20 mg CAPSULA RIGIDA A RILASCIO PROLUNGATO
  • 60 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: C08CA05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NIFEDIPINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· NIFEDIPINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA DOC - DOC GENERICI SRL
· ADALAT CRONO - SM PHARMA S.R.L.
· SALATIV - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· ADALAT CRONO - BAYER S.P.A.
· ADALAT CRONO - MEDIFARM S.R.L.
· ADALAT CRONO - GMM FARMA S.R.L.
· ADALAT CRONO - FARMA 1000 S.R.L.
· ADALAT CRONO - PRICETAG SPA
· ADALAT CRONO - PROGRAMMI SANITARI INTEGRATI S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

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Cosa deve sapere prima di prendere NIFEDIPINA EG
Come prendere NIFEDIPINA EG
Possibili effetti indesiderati
Come conservare NIFEDIPINA EG
Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Cos’è NIFEDIPINA EG e a cosa serve
NIFEDIPINA EG contiene il principio attivo nifedipina che appartiene ad un gruppo di medicinali detti
bloccanti del canale del calcio (calcio-antagonisti).

NIFEDIPINA EG è utilizzata per trattare la pressione sanguigna alta (ipertensione) o certi tipi di dolore al petto dovuti a problemi del cuore chiamati angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda NIFEDIPINA EG
- se è allergico alla nifedipina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al
paragrafo 6);
- se ha un problema della circolazione del sangue che comporta un insufficiente flusso di sangue
all’organismo (shock cardiovascolare)

- se è portatore di tasca di Kock (“deviazione” dopo intervento demolitivo sul colon e sul retto);
- se sta assumendo un medicinale contenente rifampicina, un antibiotico usato per curare alcuni tipi di
infezioni;
- se è in stato di gravidanza o se pensa che potrebbe esserlo o se sta allattando al seno (vedere paragrafo
Gravidanza, allattamento e fertilità).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere NIFEDIPINA EG. Prenda questo medicinale con cautela e sempre sotto il controllo del medico nei seguenti casi:

- se ha la pressione del sangue molto bassa. In questo caso è necessario che il medico controlli la sua
pressione sanguigna regolarmente;
- se soffre di insufficienza cardiaca (funzionalità del cuore ridotta);
- se soffre di grave stenosi aortica (grave restringimento della valvola aortica del cuore);
- se sta prendendo contemporaneamente dei medicinali detti beta-bloccanti o altri medicinali per abbassare
la pressione del sangue (ipotensivi);

- se è in stato di gravidanza e presenta una situazione di emergenza come l’eclampsia (grave malattia, potenzialmente fatale, caratterizzata da convulsioni) o se sta assumendo solfato di magnesio per via endovenosa (Vedere paragrafo Altri medicinali e NIFEDIPINA EG);

- se soffre di una ridotta funzionalità del fegato. In questo caso può essere necessario un accurato controllo
e anche una riduzione della dose;
- se sta assumendo altri medicinali che possono causare un aumento dei livelli di nifedipina nel sangue. In
questo caso il medico dovrà monitorare attentamente la pressione e, se necessario, ridurre la dose del
medicinale (Vedere paragrafo Altri medicinali e NIFEDIPINA EG);
- se soffre o è a rischio di sviluppare il diabete. In questo caso deve controllare accuratamente il livello di

zuccheri nel sangue ed in caso di aumento dovrà sospendere la terapia;
- se ha subito un intervento chirurgico all’intestino chiamato tasca di Kock (ileostomia dopo
proctocolectomia);
- se ha un restringimento dello stomaco o dell’intestino (grave stenosi del tratto gastrointestinale);
- se è sottoposto a dialisi e soffre di problemi di pressione alta del sangue (ipertensione maligna), presenta

una grave diminuzione della funzionalità dei reni (insufficienza renale irreversibile) associata alla riduzione del volume del sangue (ipovolemia)

Se durante il trattamento con questo medicinale dovesse avvertire un dolore al torace (disturbi tipo angina pectoris) si rivolga al medico.

Questo medicinale può alterare i risultati di analisi radiologiche (indagini radiologiche con mezzo di contrasto al bario) dando dei risultati falsi positivi (come dei difetti di riempimento interpretabili come polipi).

Bambini e adolescenti NIFEDIPINA EG non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età poiché non c’è esperienza sull’uso di questo medicinale nella popolazione pediatrica. Altri medicinali e NIFEDIPINA EG Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non prenda questo medicinale in associazione alla rifampicina, un antibiotico usato per curare alcuni tipi di infezioni (Vedere Non prenda NIFEDIPINA EG).

Faccia particolare attenzione e informi il medico se sta assumendo i seguenti medicinali:
- antibiotici appartenenti alla classe dei macrolidi, come l’eritromicina;
- medicinali usati per il trattamento dell’AIDS, come il ritonavir;
- medicinali usati per il trattamento delle infezioni da funghi, come il ketoconazolo;
- fluoxetina e nefazodone, usati per il trattamento della depressione;
- quinupristin e dalfopristin, usati per il trattamento delle infezioni;

- acido valproico, fenitoina, carbamazepina e fenobarbitale, usati per il trattamento dell’epilessia;
- cimetidina e cisapride, usati per i disturbi dello stomaco;
- medicinali usati per abbassare la pressione del sangue (diuretici, β-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti
del recettore dell’angiotensina 1, altri calcio-antagonisti, bloccanti α-adrenergici, inibitori della PDE5, α-
metildopa);

- diltiazem, usato per trattare la pressione del sangue alta;
- digossina, un medicinale per il cuore;
- chinidina, usata per trattare le alterazioni del ritmo cardiaco;
- tacrolimus, usato per prevenire il rigetto degli organi dopo un trapianto;

- solfato di magnesio per via endovenosa durante la gravidanza (può causare un’eccessiva caduta della pressione sanguigna con conseguente danno sia alla madre che al feto).

NIFEDIPINA EG con cibi, bevande e alcol Non consumi pompelmo e succo di pompelmo se sta prendendo NIFEDIPINA EG perché possono portare ad un aumento delle concentrazioni della nifedipina nel sangue e prolungare il suo effetto.

Eviti di assumere bevande alcoliche durante il trattamento con NIFEDIPINA EG.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda NIFEDIPINA EG durante la gravidanza. Si rivolga al medico se lei è incinta o se desidera pianificare una gravidanza. Questo medicinale deve essere usato durante la gravidanza solo se le sue

condizioni cliniche richiedano un trattamento specifico con nifedipina (ipertensione grave che non risponde al trattamento con terapie standard).

Allattamento Non prenda questo medicinale se sta allattando al seno, perché la nifedipina passa nel latte materno.

Interrompa l’allattamento se deve assumere questo medicinale e si rivolga al medico.

Fertilità Nei casi di insuccesso della fecondazione in vitro, per i quali non è possibile identificare altre cause, l’uso di calcio-antagonisti come la nifedipina possono essere considerati come una possibile causa in quanto associati ad alterazioni funzionali degli spermatozoi.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari del L’uso di NIFEDIPINA EG può influire sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari perché potrebbe causare effetti indesiderati come capogiri soprattutto all’inizio del trattamento, quando cambia il medicinale e se assume alcol. Se questo le dovesse accadere, eviti di guidare veicoli o di usare macchinari. NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato contiene saccarosio, lattosio e giallo tramonto (E 110) Questo medicinale contiene alcuni tipi di zucchero, il saccarosio e il lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Questo medicinale contiene un colorante chiamato giallo tramonto (E 110), che può causare reazioni allergiche.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose raccomandata negli adulti è 1 capsula da 20 mg due volte al giorno oppure 1 compressa da 30 mg 1 volta al giorno.

Il medico regolerà la dose e la durata del trattamento in base alle sue condizioni. Nel trattamento dell’angina pectoris cronicamente stabile (angina da sforzo) il medico può aumentare gradualmente la dose fino a un massimo di 120 mg da assumere una volta al giorno, al mattino. Nel trattamento della pressione sanguigna elevata, il medico può aumentare gradualmente la dose fino a un massimo di 60 mg da assumere una volta al giorno, al mattino.

Uso in pazienti con problemi al fegato Se ha problemi al fegato, il medico deve controllare la pressione del sangue e, nei casi più gravi, deve ridurre la dose.

Uso nei bambini e negli adolescenti NIFEDIPINA EG non è raccomandata per l’uso nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.

Modo di somministrazione Assuma le capsule intere con un po’ d’acqua, preferibilmente lontano dai pasti. Assuma le compresse intere, con un po’ di acqua, al mattino a digiuno. Non mastichi o spezzi le compresse.

Estragga la compressa o la capsula dal blister solo al momento dell’assunzione evitando di esporle alla luce solare e all’umidità.

Se prende più NIFEDIPINA EG di quanto deve Se lei (o qualcun altro) ha ingerito più compresse o capsule contemporaneamente, o se pensa che un bambino abbia ingerito qualche compressa o capsula, consulti immediatamente un medico o si rivolga al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino. Porti con sé questo foglio, le compresse o le capsule rimanenti ed il relativo contenitore in ospedale o dal medico in modo che sappiano quali compresse o capsule sono state consumate.

Un sovradosaggio può causare disturbi della coscienza fino al coma, abbassamento della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo del cuore, aumento dei livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia), alterazione del pH del sangue (acidosi metabolica), diminuzione dell’apporto di ossigeno (ipossia), gravi problemi al cuore come shock cardiogeno con accumulo di liquidi intorno al polmone (edema polmonare).

Se dimentica di prendere NIFEDIPINA EG Se dimentica di prendere una compressa o una capsula lo faccia appena se ne ricorda, a meno che non sia quasi l’ora di prendere la dose successiva. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con NIFEDIPINA EG

La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico. Sospenda il trattamento gradualmente, in particolare se sta prendendo dosi elevate, per evitare rapidi aumenti della pressione del sangue o problemi nella circolazione del sangue.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati:

Comuni (possono interessare fino a 1 su 10 persone)

- mal di testa;
- edema, edema periferico (rigonfiamento causato da un accumulo di liquidi generalizzato o alle
estremità);
- vasodilatazione (palpitazioni, vampate, sensazioni di calore);
- stitichezza;
- sensazione di malessere generale, debolezza inusuale.

Non comuni (possono interessare fino a 1 su 100 persone)
- reazione allergica;
- edema di natura allergica;
- angioedema (rapido gonfiore della pelle, del volto e delle mucose incluso l’edema laringeo

potenzialmente pericoloso per la vita);
- ansia, disturbi del sonno/insonnia, irritabilità;
- vertigine, mal di testa ricorrenti, capogiro, tremore;
- disturbi della vista;

- accelerazione del battito cardiaco, percezione accentuata del proprio battito cardiaco;
- dolore al torace (pseudo-angina);
- abbassamento della pressione del sangue, perdita transitoria di coscienza;
- fuoriuscita di sangue dal naso e sensazione di naso chiuso;
- dolore gastrointestinale e addominale, nausea, difficoltà a digerire, produzione eccessiva di gas
nell’intestino, secchezza della bocca, diarrea;
- aumento degli enzimi del fegato;

- irritazione della pelle, eruzione cutanea con pustole, vescicole e bolle (esantema, eritema);
- crampi muscolari, gonfiore delle articolazioni;
- produzione eccessiva di urina, difficoltà ad urinare;

- problemi nel raggiungere e/o mantenere l’erezione;
- dolore aspecifico o dolori alle estremità, brividi.

Rari (possono interessare fino ad 1 su 1000 persone)
- condizione della pelle caratterizzata da accumulo di sangue (porpora);
- prurito, orticaria, eruzione cutanea;

- parestesia/disestesia (alterazioni della sensibilità come formicolio e intorpidimento);
- gonfiore delle gengive, sensazione di pienezza allo stomaco e all’intestino;
- alterazione della funzionalità del fegato.

Non noti (la cui frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)

- diminuzione dei globuli bianchi (agranulocitosi, leucopenia);
- reazione anafilattica/anafilattoide (grave reazione allergica);
- aumento degli zuccheri nel sangue;
- diminuzione della sensibilità, sonnolenza;
- dolore all’occhio;
- dolore al petto;
- respiro corto, difficoltà respiratoria;
- vomito;
- insufficienza dello sfintere gastroesofageo (disturbo dell’apparato digerente);
- difficoltà nella deglutizione;
- problemi all’intestino (ulcera o ostruzione intestinale);
- bezoari (formazione di masse voluminose nello stomaco);
- bruciore di stomaco;
- ittero (colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi);
- formazione di vesciche o desquamazione della pelle o delle mucose (necrolisi epidermica tossica),
dermatite esfoliativa;

- sensibilizzazione alla luce del sole;
- porpora palpabile (sanguinamento di piccoli vasi sanguigni);
- dolore alle articolazioni e ai muscoli;
- ingrossamento delle mammelle nell’uomo;

- arrossamenti, vasodilatazione e aumento della temperatura (eritromelalgia);
- riduzione dell’emoglobina (una proteina che trasporta l’ossigeno all’interno dei globuli rossi) nel sangue;
- riduzione del numero delle piastrine nel sangue;
- aumento della fosfatasi alcalina o LDH;
- infiammazione del fegato (epatite);
- disturbi della sfera sessuale;

- mal di gola, tosse, asma, sudorazione, febbre;

Nei pazienti in dialisi che soffrono di pressione del sangue eccessivamente alta e hanno bassi volumi di sangue si può verificare un grave abbassamento della pressione sanguigna.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli

effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene NIFEDIPINA EG

NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato - Il principio attivo è nifedipina. Ogni capsula rigida contiene 20 mg di nifedipina.

- Gli altri componenti sono: saccarosio, amido di mais, lattosio monoidrato, povidone (K30), copolimero
dell’acido metacrilico (Eudragit L), talco. Rivestimento: titanio diossido (E 171), giallo tramonto (E
110), gelatina.

NIFEDIPINA EG 30 mg e NIFEDIPINA EG 60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato

- Il principio attivo è nifedipina. Ogni compressa rivestita contiene 30 mg o 60 mg di nifedipina.
- Gli altri componenti sono: ipromellosa, povidone, carbossimetilcellulosa, magnesio stearato, silice
colloidale, talco, macrogol 6000, simeticone, titanio diossido (E 171), ferro ossido rosso (E 172).

Descrizione dell’aspetto di NIFEDIPINA EG e contenuto della confezione

NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato Confezione da 50 capsule rigide a rilascio prolungato.

NIFEDIPINA EG 30 mg e NIFEDIPINA EG 60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato Confezione da 14 compresse rivestite con film a rilascio prolungato.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

EG S.p.A., Via Pavia 6, 20136 Milano

Produttori NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato Doppel Farmaceutici S.r.l. Via Volturno, 48 Quinto De' Stampi - Rozzano (MI)

NIFEDIPINA EG 30 mg & 60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato Fine Foods & Pharmaceuticals NTM S.p.A., Via Follereau 25 - 24027 Nembro (BG)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su NIFEDIPINA EG

Come si usa NIFEDIPINA EG?

NIFEDIPINA EG si presenta in forma di Compressa a rilascio prolungato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

NIFEDIPINA EG è disponibile senza ricetta?

No, NIFEDIPINA EG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di NIFEDIPINA EG?

Il principio attivo di NIFEDIPINA EG è NIFEDIPINA.

Quali sono gli equivalenti di NIFEDIPINA EG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NIFEDIPINA MYLAN GENERICS, NIFEDIPINA MYLAN GENERICS ITALIA, NIFEDIPINA DOC GENERICI, NIFEDIPINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce NIFEDIPINA EG?

NIFEDIPINA EG è prodotto da EG S.P.A..

Da quando NIFEDIPINA EG è autorizzato in Italia?

NIFEDIPINA EG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2004-09-05.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato NIFEDIPINA EG 30 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato NIFEDIPINA EG 60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato Ogni capsula contiene: Principio attivo Nifedipina mg 20 Eccipienti con effetti noti: saccarosio, lattosio monoidrato, colorante giallo tramonto (E110). NIFEDIPINA EG 30 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato Ogni compressa contiene: Principio attivo Nifedipina mg 30 NIFEDIPINA EG 60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato Ogni compressa contiene: Principio attivo Nifedipina mg 60 Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide a rilascio prolungato. Compresse rivestite con film a rilascio prolungato.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Trattamento della cardiopatia ischemica: angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo); Trattamento dell'ipertensione arteriosa. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Il trattamento va possibilmente adattato alle necessità individuali in funzione della gravità della malattia e della risposta del paziente. Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa, può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi una riduzione del dosaggio. Salvo diversa prescrizione medica, valgono le seguenti direttive posologiche: ADULTI DOSE ORIENTATIVA 1. In caso di cardiopatia ischemica - angina pectoris cronicamente stabile (angina da sforzo) 1 capsula di Nifedipina EG 20 mg 2 volte al giorno 1 compressa di Nifedipina EG da 30 mg al giorno. La dose può essere gradualmente aumentata, in accordo co

le esigenze individuali dei pazienti, fino ad un dosaggio massimo di 120 mg somministrato una volta al giorno, al mattino. 2. In caso di ipertensione 1 capsula di Nifedipina EG 20 mg 2 volte al giorno 1 compressa di Nifedipina EG da 30 mg al giorno. In alcuni casi è opportuno incrementare gradualmente la dose, secondo le esigenze individuali, fino ad un dosaggio massimo di 60 mg somministrato una volta al giorno, al mattino. Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia della nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di età non è stata dimostrata. I dati ad oggi disponibili per l'uso della nifedipina nell'ipertensione sono descritti al paragrafo 5.1. Modalità di somministrazione In genere le capsule vanno deglutite intere, con poco liquido, preferibilmente lontano dai pasti. La compressa rivestita con film deve essere inghiottita con un po’ di acqua al mattino a digiuno, le compresse non devono essere masticate o spezzate. L’ingestione contemporanea di alimenti ritarda l’assorbimento ma non lo riduce. Qualsiasi aggiustamento ai dosaggi superiori o inferiori deve essere effettuato solo sotto controllo medico. L'intervallo di tempo fra due assunzioni delle capsule è di circa 12 ore e non dovrebbe essere inferiore a 4 ore. Qualora in pazienti affetti da angina pectoris non si ottenga un sufficiente risultato terapeutico dopo circa 14 giorni di trattamento si consiglia, su prescrizione medica, la somministrazione di Nifedipina EG capsule (10 mg) a rapida azione. La sostanza fotosensibile contenuta nella capsula o nelle compresse è sostanzialmente protetta dalla luce all’interno ed al di fuori della confezione. Internamente alla confezione, le compresse e le capsule sono anche protette dall’umidità e quindi devono essere estratte dall’astuccio solo a scopo di assunzione. Durata del trattamento La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante. In relazione alla pronunciata attività antiischemica ed antiipertensiva Nifedipina EG dovrebbe essere sospesa gradualmente, in particolare quando vengono impiegati dosaggi elevati. 4.3. Controindicazioni NIFEDIPINA EG non deve essere assunto nei casi di nota ipersensibilità alla nifedipina o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafi 4.4 e 6.1). Gravidanza accertata o presunta ed in corso di allattamento. NIFEDIPINA EG non deve essere assunto nei casi di shock cardiovascolare. NIFEDIPINA EG non deve essere usato in pazienti con tasca di Kock (ileostomia dopo proctocolectomia). La nifedipina non deve essere usata in combinazione con rifampicina poiché a causa dell’induzione enzimatica non vengono raggiunti livelli plasmatici efficaci di nifedipina (vedere paragrafo 4.5). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego Si raccomanda prudenza in caso di marcata ipotensione (pressione sistolica inferiore a 90 mmHg), nei casi di manifesta insufficienza cardiaca e in quei pazienti con stenosi aortica grave. È necessario controllare attentamente la pressione arteriosa all’inizio della terapia e fino a quando non sia stata raggiunta la posologia di mantenimento. Per lo stesso motivo la nifedipina deve essere usata con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca conclamata, grave stenosi aortica e in quelli in trattamento con ß-bloccanti o farmaci ipotensivi. La nifedipina non deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. L’uso della nifedipina deve essere limitato a donne con ipertension

grave che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.6). In situazioni di emergenza ipertensiva, quale ad esempio l’eclampsia, il farmaco deve essere utilizzato sotto la responsabilità e lo stretto controllo del medico. Si raccomanda particolare cautela quando si somministri nifedipina in associazione a solfato di magnesio per via endovenosa, a causa di una possibile eccessiva caduta pressoria, che può nuocere sia alla madre che al feto. L’uso della nifedipina non è raccomandato durante l’allattamento perchè è stato dimostrato che la nifedipina viene escreta nel latte materno e gli effetti dell’assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina non sono noti (vedere paragrafo 4.6). Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo e, nei casi gravi, una riduzione del dosaggio. La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4. Tutti i farmaci che inibiscono o inducono questo sistema enzimatico possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.5). Farmaci inibitori del sistema del citocromo P450 3A4 che quindi possono dare luogo ad un incremento nelle concentrazioni di nifedipina, sono ad esempio: - Antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina); - Inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir); - Antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo); - Gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina; - Quinupristin/dalfopristin; - Acido valproico; - Cimetidina In caso di somministrazione contemporanea di questi farmaci, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Per l’uso in popolazioni speciali vedere paragrafo 4.2. La comparsa di edema periferico in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia rende necessaria la differenziazione degli edemi dovuti alla nifedipina da quelli conseguenti ad un peggioramento della funzionalità ventricolare sinistra. Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, deve essere accuratamente controllata la glicemia; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa. Nifedipina EG non esercita alcun effetto diabetogeno. Nei pazienti sotto dialisi, affetti da ipertensione maligna e insufficienza renale irreversibile con ipovolemia, occorre prestare attenzione in quanto si può verificare un notevole calo pressorio a causa della vasodilatazione. Nei rari casi in cui compare dolore in ambito toracico (talora disturbi tipo angina pectoris), deve essere consultato il medico. Come per altri materiali non deformabili (vedere paragrafo 6.6) deve essere usata prudenza qualora si somministri Nifedipina EG compresse rivestite con film a rilascio prolungato a pazienti con gravi stenosi del tratto gastrointestinale poiché possono insorgere dei sintomi ostruttivi. Eccezionalmente è possibile la formazione di bezoari che possono richiedere la terapia chirurgica. In singoli casi sintomi ostruttivi sono stati descritti anche senza il riscontro anamnestico di disturbi gastrointestinali. Nifedipina EG compresse rivestite con film a rilascio prolungato non deve essere usato nei pazienti portatori di tasca di Kock (ileostomia dopo proctocolectomia). Nel corso di indagini radiologiche con contrasto di bario Nifedipina EG compresse rivestite con film a rilascio prolungato può dare delle immagini falsamente positive (come dei difetti di riempimento interpretabili come polipi). NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato contiene - lattosio: i pazienti affetti da problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale - saccarosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. - giallo tramonto: può causare reazioni allergich

4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Effetti di altri farmaci sulla nifedipina La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale che del fegato. Tutti i farmaci che inibiscano o inducano questo sistema enzimatico possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio (dopo somministrazione orale) o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Si deve tenere conto dell’entità e della durata delle interazioni qualora si somministri nifedipina in associazione ai seguenti farmaci: Rifampicina La rifampicina è un forte induttore del sistema del citocromo P450 3A4. In caso di somministrazione concomitante con rifampicina, la biodisponibilità della nifedipina viene ridotta sensibilmente con conseguente indebolimento della sua efficacia. Per tale motivo l’impiego di nifedipina in combinazione con rifampicina è controindicato (vedere paragrafo 4.3). In caso di somministrazione contemporanea dei seguenti farmaci, deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina (vedere paragrafo 4.2). Antibiotici macrolidi (ad es.eritromicina) Non è stato condotto nessuno studio specifico sull’interazione tra nifedipina ed antibiotici macrolidi. È noto come alcuni macrolidi inibiscano il metabolismo di altri farmaci mediato dal citocromo P450 3A4 per cui non si può escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito di somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). L’azitromicina, sebbene strutturalmente correlata alla classe degli antibiotici macrolidi, è priva di attività inibente il CYP3A4. Inibitori delle proteasi anti-HIV(ad es. ritonavir) Non è ancora stato condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la nifedipina e certi inibitori delle proteasi anti-HIV. È noto come farmaci di questa classe inibiscano il sistema del citocromo P450 3A4. Inoltre è stato dimostrato che essi inibiscono in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Quando sono somministrati insieme con la nifedipina non può essere escluso un sostanziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina dovuto ad un ridotto metabolismo di primo passaggio ed a ridotta eliminazione (vedere paragrafo 4.4). Antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo) Uno studio formale sulla possibile interazione tra nifedipina e certi antimicotici azolici non è stato ancora eseguito. È noto come farmaci di questa classe inibiscano il sistema del citocromo P450 3A4. Quando tali farmaci vengano somministrati per via orale con la nifedipina non si può escludere un sostanziale incremento della biodisponibilità sistemica della nifedipina legato ad un ridotto metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4). Fluoxetina Non è ancora stato condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la nifedipina e la fluoxetina. È stato dimostrato che la fluoxetina inibisce in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Perciò non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Nefazodone Uno studio clinico sulla possibile interazione tra nifedipina e nefazodone non è stato ancora eseguito. È noto come il nefazodone inibisca il metabolismo di altri farmaci, mediato dal citocromo P450 3A4. Perciò non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Quinupristin/Dalfopristi

La simultanea somministrazione di quinupristin/dalfopristin e nifedipina può determinare elevazione delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Acido valproico Non sono stati condotti degli studi formali tesi a valutare la potenziale interazione tra la nifedipina e l’acido valproico. Tuttavia, dato che quest’ultimo si è dimostrato in grado di aumentare le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso inibizione enzimatica, non si può escludere un aumento delle concentrazioni plasmatiche, e quindi d’efficacia, anche per la nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Cimetidina La cimetidina per il suo effetto di inibizione sul sistema del citocromo P450 3A4 eleva i livelli plasmatici di nifedipina e può potenziarne l’effetto antiipertensivo (vedere paragrafo 4.4). Altri studi Cisapride La contemporanea somministrazione di cisapride e nifedipina può condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di nifedipina. Antiepilettici induttori del sistema del citocromo P450 3A4, come la fenitoina, la carbamazepina e il fenobarbitale. La fenitoina induce il sistema del citocromo P450 3A4. La contemporanea somministrazione di fenitoina e nifedipina determina una riduzione della biodisponibilità e quindi dell’efficacia della nifedipina. Qualora i due farmaci vengano somministrati contemporaneamente, la risposta clinica alla nifedipina deve essere controllata e, se necessario, deve essere preso in considerazione l’aumento della sua dose. Analogamente, qualora il dosaggio della nifedipina venga incrementato durante la somministrazione contemporanea dei due farmaci, andrà considerata una riduzione nella dose di nifedipina quando venga interrotto il trattamento con la fenitoina. Non sono stati condotti degli studi formali tesi a valutare la potenziale interazione tra nifedipina e carbamazepina o fenobarbitale. Tuttavia, dato che questi ultimi si sono dimostrati in grado di ridurre le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso un processo d’induzione enzimatica, non si può escludere una riduzione delle concentrazioni plasmatiche, e quindi dell’efficacia, anche per la nifedipina. Effetti della nifedipina su altri farmaci: Antipertensivi La nifedipina può accentuare l’effetto ipotensivo di altri antipertensivi somministrati in associazione, quali: - diuretici, - β-bloccanti, - ACE-inibitori, - antagonisti del recettore dell’angiotensina 1 (AT-1), - altri calcio-antagonisti, - bloccanti α-adrenergici-, - inibitori della PDE5, - α-metildopa. Qualora si associ la nifedipina a β-bloccanti, il paziente deve essere accuratamente sorvegliato poiché in casi isolati si può verificare un peggioramento dell’insufficienza cardiaca. La terapia concomitante con farmaci βbloccanti è generalmente ben tollerata: tuttavia c’è il rischio di esacerbazione dell’angina. Il diltiazem diminuisce la clearance della nifedipina per cui i due principi attivi devono essere associati con cautela considerando, eventualmente, la riduzione del dosaggio di nifedipina. Digossin

La contemporanea somministrazione di nifedipina e digossina può condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di digossina, legato ad una riduzione della sua clearance. A scopo precauzionale il paziente deve perciò essere controllato per rilevare l’eventuale comparsa di sintomi di sovradosaggio di digossina e, se necessario, il dosaggio del glicoside deve essere ridotto sulla base dei livelli plasmatici di digossina. Chinidina In singoli casi durante la contemporanea somministrazione di nifedipina e chinidina sono stati osservati livelli ridotti di chinidina oppure, dopo sospensione di nifedipina, un netto aumento dei livelli plasmatici di chinidina. Per questa ragione, qualora la nifedipina sia impiegata contemporaneamente o venga sospesa, si raccomanda di mantenere controllata la concentrazione plasmatica di chinidina e, se necessario, di aggiustarne il dosaggio. Da alcuni autori vengono segnalati aumenti delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito di somministrazione contemporanea dei due farmaci, mentre altri non hanno osservato variazioni nella farmacocinetica della nifedipina. Perciò la pressione arteriosa va attentamente controllata qualora la chinidina venga ad essere associata ad una preesistente terapia con nifedipina. Se necessario, il dosaggio della nifedipina va ridotto. Tacrolimus Il tacrolimus viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450 3A4. Dati di recente pubblicazione indicano come, in singoli casi, il dosaggio di tacrolimus possa essere ridotto quando esso sia somministrato contemporaneamente alla nifedipina. Comunque, qualora vengano somministrati in associazione, devono essere controllate le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus considerando, se necessario, la riduzione del dosaggio di tacrolimus. Interazioni con alimenti: Succo di pompelmo Il succo di pompelmo inibisce il sistema del citocromo P450 3A4. L’assunzione contemporanea di succo di pompelmo e nifedipina produce un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina e ne prolunga l’azione a causa di un ridotto metabolismo di primo passaggio o una diminuzione della clearance. Di conseguenza l’effetto antiipertensivo può risultare aumentato. In caso di consumo regolare di succo di pompelmo, questo effetto può durare fino a oltre 3 giorni dall’ultima assunzione. Pertanto, il consumo di pompelmo/succo di pompelmo deve essere evitato durante il trattamento con nifedipina (vedere paragrafo 4.2). Altre forme di interazione: La valutazione dei valori urinari dell’acido vanil-mandelico effettuata con il metodo spettrofotometrico, in presenza di nifedipina, può evidenziare falsi incrementi dell’acido stesso. Tali valori non vengono invece modificati utilizzando il metodo HPLC. 4.6. Fertilità, gravidanza ed allattamento Gravidanza La nifedipina è controindicata in corso di gravidanza, accertata o presunta. La nifedipina non deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. L’uso della nifedipina deve essere limitato a donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.4). Non esistono studi adeguati e ben controllati nelle donne in gravidanza. Le informazioni disponibili sono insufficienti per poter escludere effetti avversi a carico del nascituro e del neonato. Negli studi sugli animali la nifedipina ha dimostrato di provocare embriotossicità, fetotossicità e teratogenicità (vedere paragrafo 5.3). La nifedipina si è dimostrata in grado di provocare effetti teratogeni nel ratto e nel coniglio, comprese le anomalie digitali. Tali anomalie sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione del principio attivo ha comportato una varietà di effetti tossici a carico dell’embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari e

ipotrofia dei villi coriali (scimmia), morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza neonatale (ratto, non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embriotossici e fetotossici erano tossici per l’organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l’impiego umano. L'evidenza clinica attualmente disponibile non ha permesso di identificare uno specifico rischio prenatale. Questo, nonostante sia stato segnalato un aumento dei casi di asfissia perinatale, parto cesareo, prematurità e ritardo di crescita intrauterina. Non è chiaro se questi riscontri siano dovuti all’ipertensione stessa, al suo trattamento o ad uno specifico effetto del farmaco. È stato osservato edema polmonare acuto con la somministrazione di farmaci calcio-antagonisti, tra cui nifedipina, come agenti tocolitici durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in casi di gravidanza multipla (gemellare o plurigemellare), per via endovenosa e/o in associazione a beta-2 agonisti. Allattamento La nifedipina è escreta nel latte materno. Poiché non esistono dati sui possibili effetti sul neonato, qualora dovesse rendersi necessario un trattamento con nifedipina durante questo periodo l’allattamento dovrebbe essere interrotto. La concentrazione di nifedipina nel latte è quasi comparabile alla concentrazione sierica della madre. Per le formulazioni a rilascio immediato, si consiglia di ritardare l’allattamento o il tiraggio del latte di 3 o 4 ore dopo l’assunzione del farmaco in modo da diminuire l'esposizione del lattante alla nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Fertilità In casi singoli di fecondazione in vitro, i calcio-antagonisti come la nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche reversibili in corrispondenza della parte apicale dello spermatozoo, con possibile alterazione funzionale dello sperma. Nei casi di ripetuto insuccesso della fecondazione in vitro, non riconducibili ad altri motivi, i calcioantagonisti come la nifedipina devono essere considerati come possibile causa. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Le reazioni al farmaco, che variano in intensità da individuo ad individuo, possono compromettere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari (vedere paragrafo 4.8). Ciò vale particolarmente all’inizio del trattamento, al cambio del farmaco ed in relazione all’assunzione di bevande alcoliche. 4.8. Effetti indesiderati Vengono elencate di seguito le reazioni avverse al farmaco (ADRs) segnalate nel corso degli studi clinici condotti con nifedipina verso placebo, e classificate secondo le categorie di frequenza CIOMS III (dati tratti dal data base di studi clinici: nifedipina n=2.661; placebo n=1.486; status: 22 febbraio 2006 - e dati tratti dallo studio ACTION: nifedipina n=3.825; placebo n=3.840). Le reazioni avverse classificate come "comuni" sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, con l’eccezione dell’edema (9,9%) e della cefalea (3,9%). Le frequenze delle reazioni avverse segnalate con i prodotti a base di nifedipina sono riassunte nella tabella seguente. Nell’ambito di ogni gruppo di frequenza gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite come: comune (≥1/100 - <1/10); non comune (≥1/1.000 - <1/100) e raro (≥1/10.000 - <1/1.000). Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza postmarketing e per le quali non è stato possibile definire la frequenza, sono riportate sotto "Non nota". Classificazione per sistema e organi (MedDRA) Comune Non comune Raro Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico Porpora Agranulocitosi, leucopenia Disturbi del sistema Reazione allergica, edema Prurito, orticaria, eruzione cutanea Reazione anafilattica/anafilattoid

immunitario allergico/angioedema (incluso edema della laringe1 ) Disturbi psichiatrici Reazioni ansiose, disturbi del sonno Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia Patologie del sistema nervoso Cefalea Vertigini, emicrania, capogiri, tremore, nervosismo, insonnia Parestesia/disestesia Ipoestesia, sonnolenza Patologie dell’occhio Disturbi della vista Dolore oculare Patologie cardiache Tachicardia, palpitazioni, sintomatologia pseudo-anginosa Dolore toracico (angina pectoris) Patologie vascolari Edema, edema periferico, vasodilatazione, (palpitazione, vampate, sensazione di calore) Ipotensione, sincope Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Epistassi, congestione nasale Dispnea, edema polmonare* Patologie gastrointestinali Costipazione Dolori gastrointestinali e addominali, nausea, dispepsia, flatulenza, secchezza della bocca, diarrea Iperplasia gengivale, disturbi gastro enterici (sensazione di ingombro gastroenterico) Bezoari, disfagia, ostruzione intestinale, ulcera intestinale, vomito, insufficienza dello sfintere gastroesofageo Patologie epatobiliari Aumento transitorio degli enzimi epatici Alterazione degli indici di funzionalità epatica (aumento delle transaminasi, colestasi intraepatica) Ittero Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo esantema,eritema Necrolisi epidermica tossica, reazione fotoallergica, porpora palpabile, dermatite esfoliativa, eritromelalgia Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Crampi muscolari, gonfiore articolare Artralgia, mialgia Patologie renali e urinarie Poliuria, disuria Patologie dell’apparato Disfunzione erettile Ginecomasti

riproduttivo e della mammella Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Senso di malessere, astenia (stanchezza) Dolore aspecifico, brividi, dolori alle estremità 1 potenzialmente pericoloso per la vita * sono stati segnalati casi nell'impiego come farmaco tocolitico in gravidanza (vedere paragrafo 4.6). Sono stati, occasionalmente, segnalati anche: anemia, trombocitopenia, epatite, aumento della fosfatasi alcalina, LDH, disturbi della sfera sessuale, pirosi gastrica, mal di gola, tosse, asma, sudorazione, febbre. Altre formulazioni di nifedipina: reazione allergica (reazione anafilattica). Nei pazienti dializzati con ipertensione maligna ed ipovolemia si può verificare una importante caduta dei valori pressori a causa della vasodilatazione periferica. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Sintomi Nei casi di grave intossicazione da nifedipina sono stati osservati i seguenti sintomi: disturbi della coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco di tipo tachi/bradicardico, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, shock cardiogeno con edema polmonare. Trattamento del sovradosaggio Per quanto riguarda il trattamento, hanno la priorità l’eliminazione della sostanza attiva e la stabilizzazione delle condizioni cardiovascolari. Dopo l’ingestione orale è indicata la lavanda gastrica eventualmente associata all’irrigazione del piccolo intestino. Particolarmente nei casi di intossicazione con le formulazioni di nifedipina a lento rilascio, come Nifedipina EG, l’eliminazione deve essere la più completa possibile, compreso l’intestino tenue, al fine di prevenire l’altrimenti inevitabile assorbimento del principio attivo. L’emodialisi è inutile in quanto la nifedipina non è dializzabile ma è consigliabile la plasmaferesi (per l’elevato legame proteico ed il relativamente basso volume di distribuzione). I disturbi bradicardici del ritmo cardiaco possono essere trattati sintomaticamente con ß-simpaticomimetici, mentre per le alterazioni di questo tipo pericolose per la vita deve essere preso in considerazione l’impiego di un “pacemaker” temporaneo. L’ipotensione come risultato dello shock cardiogeno e della vasodilatazione arteriosa può essere trattata con il calcio (10-20 ml di soluzione calcio gluconato al 10% da somministrarsi lentamente per via endovenosa, eventualmente da ripetersi). Come risultato, la calcemia può raggiungere i valori alti della norma o superarli di poco. Qualora l’effetto del calcio sulla pressione sanguigna dovesse rivelarsi insufficiente dovranno essere somministrati anche dei vasocostrittori simpaticomimetici, quali la dopamina o la noradrenalina, il cui dosaggio dovrà essere determinato esclusivamente dal risultato ottenuto. Infusioni di liquidi o plasma expanders andranno effettuate con cautela a causa del rischio di sovraccaricare il cuore.

5. Proprietá farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: calcioantagonisti selettivi con prevalente effetto vascolare: derivati diidropiridinici; ATC C08CA05 La nifedipina è un calcio-antagonista della classe delle 1,4 – diidropiridine che inibisce l'afflusso del Ca++ nel sarcoplasma della muscolatura cardiaca e vasale impedendo in tal modo l'attivazione dell'ATPasi miofibrillare. Ne risulta una minore scissione di ATP e quindi un risparmio di ossigeno nonché una diminuzione della contrazione meccanica delle fibre muscolari. L'effetto della nifedipina interessa in particolare la muscolatura liscia dei vasi che hanno un tono prevalentemente miogeno dipendente dai Ca++- ioni. È stata accertata una biospecificità della nifedipina per le arterie coronariche e soprattutto per i grandi tronchi extramurali di questi vasi. La nifedipina provoca vasodilatazione anche in corrispondenza dei vasi periferici: ne consegue una diminuzione delle resistenze periferiche (effetto antiipertensivo), con riduzione del lavoro cardiaco. Parallelamente si riduce il consumo di ossigeno e di energia da parte del miocardio. L'azione inotropa negativa (riscontrata in cuori isolati) viene compensata in vivo tramite il circolo sanguigno capace di svolgere una funzione di regolazione. Tale meccanismo di controregolazione consente alla nifedipina di mantenere intatta la capacità di adattamento del cuore a carichi di lavoro di diversa entità. In terapia cronica, il farmaco è anche in grado di prevenire lo sviluppo di nuove lesioni aterosclerotiche a livello coronarico. La nifedipina, stimolando la vasodilatazione delle arteriole, riduce le resistenze periferiche e, quindi, comporta la diminuzione e la normalizzazione della pressione arteriosa. All'inizio della terapia con nifedipina si può verificare un transitorio aumento riflesso della frequenza cardiaca e, di conseguenza, della portata cardiaca. Comunque, questo incremento non è tale da compensare la vasodilatazione. Inoltre, la nifedipina aumenta l’escrezione renale di sodio ed acqua sia nel trattamento a breve che a lungo termine. L'effetto ipotensivo della nifedipina è particolarmente pronunciato nei pazienti ipertesi. Nei soggetti con Sindrome di Raynaud la nifedipina è in grado di prevenire o ridurre gli episodi di vasospasmo alle dita. Popolazione pediatrica: Sono disponibili informazioni limitate sulla nifedipina in confronto con altri antiipertensivi sia nell'ipertensione acuta che nell'ipertensione a lungo termine con differenti formulazioni in diversi dosaggi. L'efficacia antiipertensiva della nifedipina è stata dimostrata, ma non sono state stabilite le dosi raccomandate, la sicurezza a lungo termine e l'efficacia cardiovascolare. Non sono disponibili forme di dosaggio pediatriche.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La nifedipina viene rapidamente assorbita in concentrazione attiva sotto il profilo terapeutico. Quota di assorbimento: superiore al 90%. Metabolita principale: acido 2-idrossimetil – 5 - metossi-carbonil6-metil - 4- (o-nitrofenil) – piridin – 3 - carbossilico; farmacologicamente inattivo, riscontrabile anche nell'urina dell'uomo dopo somministrazione per os. Eliminazione: 70-80% per via renale, 15% nelle feci. Escrezione urinaria: superiore al 90% nelle 24 ore. Tempo di semieliminazione: 4-5 ore. Legame proteico nell'uomo: circa 90%. Legame proteico del metabolita: circa 55%. L'aumento del livello plasmatico dopo somministrazione delle capsule è considerevolmente ritardato rispetto a quanto si riscontra con le capsule. L'assorbimento di Nifedipina EG è quindi più protratto nel tempo. Tempo di dimezzamento (t 1/2): 9-10 ore. Distribuzione La nifedipina si lega per il 95% alle proteine plasmatiche (albumina). L’emivita di distribuzione dopo somministrazione endovenosa è compresa tra i 5 e i 6 minuti.

Biotrasformazione Dopo somministrazione orale, la nifedipina viene metabolizzata a livello della parete intestinale e nel fegato principalmente attraverso processi ossidativi. I metaboliti ossidati non presentano attività farmacologica. Eliminazione La via di escrezione principale della nifedipina nella forma ossidata è quella renale, solo il 5% - 15% viene escreto attraverso la bile con le feci. Il farmaco non metabolizzato si trova nelle urine soltanto in tracce (meno dello 0,1%). L'emivita di eliminazione per Nifedipina EG compresse non rappresenta un parametro significativo dato che la concentrazione plasmatica si mantiene pressoché costante grazie al continuo rilascio ed al successivo assorbimento: solo dopo l’ultima somministrazione la concentrazione plasmatica progressivamente declina, evidenziando un’emivita di eliminazione sovrapponibile a quella della formulazione Nifedipina EG capsule. In caso di insufficienza renale non sono state rilevate sostanziali modificazioni rispetto ai volontari sani. In presenza di compromissione della funzionalità epatica l’emivita di eliminazione è nettamente allungata e la clearance totale del farmaco si riduce. Nei casi più severi può essere necessaria una riduzione della dose. Lo sviluppo delle compresse con nifedipina in forma film-rivestita a rilascio prolungato ha consentito la riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere con il miglioramento della tollerabilità al trattamento e della compliance dei pazienti nel trattamento dell’angina stabile e dell’ipertensione arteriosa essenziale. La nuova compressa film-rivestita a rilascio prolungato (FRM) a contatto con acqua o con fluidi biologici conduce all’interazione tra le sostanze polimeriche contenute nella FRM e l’acqua. Tale interazione H2O/polimero, inizialmente leggermente rallentata dalla filmatura idrosolubile, provoca l’idratazione e la distensione delle catene polimeriche, con conseguente liberazione di energia meccanica che determina il rigonfiamento della FRM. L’interazione immediata nella prima fase del processo, viene controllata nei tempi successivi dalla dissoluzione dei componenti solubili del nucleo idratato. Questo permette di controllare il rigonfiamento della FRM, in modo da non provocare la distruzione del sistema. Contemporaneamente al processo di rigonfiamento della FRM avviene la cessione del principio attivo che, nel caso della nifedipina, si verifica prevalentemente per diffusione secondo gradiente di concentrazione, attraverso la porzione rigonfiata della FRM, la quale riduce la sua funzione di barriera man mano che i componenti polimerici si disciolgono. Grazie al suo comportamento cinetico, queste compresse riescono a mantenere i livelli plasmatici terapeutici per 24 ore. Principali parametri farmacocinetici di Nifedipina EG compresse rivestite con film a rilascio prolungato: C max* (ng ml-1 ) T max** (h) Clearance (L/h) a) 30 mg b) 60 mg 42,8 ± 7,4 68,9 ± 9,5 9,7 ± 1,4 9,08 ± 2,7 35,9 ± 9,1 44,3 ± 6,8 * Valore medio delle concentrazioni plasmatiche massime. ** Valore medio dei tempi di raggiungimento della concentrazione plasmatica massima.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le prove tossicologiche, teratologiche e farmacodinamiche, ed in particolare i valori molto bassi di tossicità acuta riscontrati nell'animale dopo somministrazione per os, confermano la buona tollerabilità del farmaco da un punto di vista generale, suggerendone la possibilità e l'opportunità d'impiego in terapia umana ed escludendone l'uso solo in gravidanza. Tossicologia Tossicità acuta: La tossicità acuta è stata studiata in varie specie animali ed i risultati sono elencati in particolare nella tabella seguente:

Dose Letale50 (DL50) (mg/Kg) orale endovenosa Topo 494 (421-572)* 4,2 (3,8-4,6)* Ratto 1022 (950-1087)* 15,5 (13,7-17,5)* Coniglio 250-500 2,3 Gatto circa 100 0,5-8 Cane > 250 2-3 * Intervallo di confidenza 95% Tossicità subacuta e subcronica La somministrazione orale giornaliera ai ratti (50 mg/kg di peso) ed ai cani (100 mg/kg di peso) per periodi rispettivamente di 13 e 4 settimane è stata tollerata senza la comparsa di effetti tossici. In somministrazione parenterale (endovenosa) i cani hanno tollerato, senza danni tossici, fino a 0,1 mg/kg di peso al dì per 6 giorni. Analogamente, nel ratto, la somministrazione endovenosa giornaliera di 2,5 mg/kg di peso per un periodo di 3 settimane non ha indotto alcuna manifestazione di tipo tossico. Tossicità cronica: I cani hanno tollerato la somministrazione per via orale di dosi giornaliere di nifedipina fino a 100 mg/kg protratta per un anno senza evidenziare reazioni di tipo tossico. Nei ratti sono comparsi effetti tossici con concentrazioni superiori ai 100 ppm nell’alimentazione (circa 5-7 mg/kg di peso corporeo). I ratti hanno sopportato bene il trattamento per os per 13 settimane con dosi fino a 100 mg/kg/die. Non si sono notate alterazioni del comportamento, né variazioni nei principali parametri emocitometrici e biochimici del sangue e delle urine. Non si sono inoltre avute lesioni significative a carico dei principali organi. Teratogenesi Nella ratta gravida il trattamento con 10 mg/kg/die per os, dal 6° al 15° giorno di gestazione, risulta ben tollerato sia dalle madri che dai feti. Il trattamento con 30 mg/kg/die è ben tollerato dalle madri e non teratogeno, ma provoca una certa embriotossicità; 100 mg/kg/die sono mal tollerati dalle madri, embriotossici e teratogeni. Nella coniglia, sono ben tollerate dosi fino a 10 mg/kg/die. Carcinogenesi Uno studio a lungo termine sui ratti (2 anni) non ha evidenziato effetti carcinogeni a carico della nifedipina.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti NIFEDIPINA EG 20 mg capsule rigide a rilascio prolungato Ogni capsula contiene: Saccarosio, Amido di mais, Lattosio monoidrato, Povidone (K30), Copolimero dell'acido metacrilico (Eudragit L), Talco, Componenti dell'involucro Colorante giallo tramonto (E110), Titanio diossido (E171), Gelatina. NIFEDIPINA EG 30 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato Ogni compressa contiene: Ipromellosa, Povidone, Carbossimetilcellulosa, Magnesio stearato, Silice colloidale, Talco, Macrogol 6000, Simeticone, Titanio diossido (E171), Ferro ossido rosso (E172). NIFEDIPINA EG 60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato Ogni compressa contiene: Ipromellosa, Povidone, Carbossimetilcellulosa, Magnesio stearato, Silice colloidale, Talco, Macrogol 6000, Simeticone, Titanio diossido (E171), Ferro ossido rosso (E172).

6.2. Incompatibilità Non applicabile. 6.3. Periodo di validità Capsule rigide a rilascio prolungato: 4 anni. Compresse rivestite con film a rilascio prolungato: 3 anni La data di scadenza riportata sull'astuccio si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Conservare il medicinale nel suo confezionamento originario per proteggerlo dalla luce e dall’umidità: estrarre le capsule o le compresse dal blister immediatamente prima dell’uso. 6.5. Natura e contenuto del contenitore NIFEDIPINA EG 20 mg Capsule rigide a rilascio prolungato: Le capsule sono contenute in blister di PVC opaco e alluminio: confezione da 50 capsule NIFEDIPINA EG 30 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato e NIFEDIPINA EG 60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato: Astuccio di cartone litografato contenente blister opaco costituito da lamina di PVC/PVDC e foglio di alluminio/PVC termosaldati. Confezione da 14 compresse. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

EG S.p.A. - Via Pavia, 6 - 20136 Milano.

8. Numeri dell‘autorizzazione all'immissione in commercio

Nifedipina EG “20 mg capsule rigide a rilascio prolungato” 50 capsule: AIC n. 032804027 Nifedipina EG “30 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato” 14 cpr: AIC n. 032804039 Nifedipina EG “60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato” 14 cpr: AIC n. 032804041

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

NIFEDIPINA EG “20 mg capsule a rilascio prolungato” 50 capsule: Prima autorizzazione: 19/10/1998 NIFEDIPINA EG “30 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato” 14 compresse e NIFEDIPINA EG “60 mg compresse rivestite con film a rilascio prolungato” 14 compresse: Prima autorizzazione: Rinnovo autorizzazione: Ottobre 2003

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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