NIULIVA

NeoHepatect viene impiegato per conferire immunità (protezione) immediata e a lungo termine per: • prevenire l’infezione da epatite B in pazienti non vaccinati o non ancora completamente vaccinati contro l’epatite B e che sono a rischio di infezione da epatite B. • prevenire l’infezione di un fegato trapiantato nei pazienti positivi al test per l’epatite B. • i neonati le cui madri sono infette con il virus dell’epatite B • proteggere i pazienti per i quali la vaccinazione contro l’epatite B non ha fornito adeguata protezione.

Usato per: epatite b

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B · ATC J06BB04 · INSTITUTO GRIFOLS S.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
NIULIVA*1 flacone infus 20 ml 250 UI/ml H 2698,42 € — fornito dall'ospedale
NIULIVA*1 flacone infus 40 ml 250 UI/ml H 5396,84 € — fornito dall'ospedale
NIULIVA*1 siringa infus 4 ml 250 UI/ml H 539,68 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B
Forma farmaceutica: Soluzione per infusione
Dosaggio: 250 IU/ml SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: INSTITUTO GRIFOLS S.A.
Codice ATC: J06BB04
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NEOHEPATECT - BIOTEST PHARMA GMBH
· ZUTECTRA - BIOTEST PHARMA GMBH
· VENBIG - KEDRION S.P.A.
· IMMUNOHBS - KEDRION S.P.A.
· UMAN BIG - KEDRION S.P.A.
· KEDHBS - KEDRION S.P.A.
· VEBIKED - KEDRION S.P.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

Foglietto di un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo.

A cosa serve questo medicinale?

neoHepatect contiene come principio attivo immunoglobuline umane anti-epatite B, che possono proteggere contro l’epatite B. L’epatite B è un’infiammazione del fegato causata dal virus dell’epatite B. neoHepatect è una soluzione per infusione (in una vena) ed è disponibile in flaconcini contenenti 2 ml (100 unità internazionali [UI]), 10 ml (500 UI), 40 ml (2000 UI) e 100 ml (5000 UI).

neoHepatect viene impiegato per conferire immunità (protezione) immediata e a lungo termine per:
• prevenire l’infezione da epatite B in pazienti non vaccinati o non ancora completamente vaccinati
contro l’epatite B e che sono a rischio di infezione da epatite B.
• prevenire l’infezione di un fegato trapiantato nei pazienti positivi al test per l’epatite B.

• i neonati le cui madri sono infette con il virus dell’epatite B
• proteggere i pazienti per i quali la vaccinazione contro l’epatite B non ha fornito adeguata
protezione.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi neoHepatect
• se è allergico alle immunoglobuline umane o a uno qualsiasi degli altri componenti di questo
medicinale (elencati al paragrafo 6).
• se ha un deficit di immunoglobuline A (IgA), soprattutto se presenta anticorpi contro le IgA nel
sangue, perché ciò può causare anafilassi.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all'infermiere prima di usare neoHepatect se • non ha ricevuto questo medicinale precedentemente o se c'è stato un lungo intervallo (es. molte settimane) dall'ultima volta che lo ha ricevuto (sarà necessario tenerla sotto stretto controllo durante l'infusione e per un'ora dopo l'interruzione dell'infusione)

• recentemente ha ricevuto neoHepatect (sarà necessario tenerla sotto controllo durante l'infusione
e per almeno 20 minuti dopo l'infusione)
• ha un’infezione non trattata o un’infiammazione cronica di base
• ha avuto una reazione ad altri anticorpi (in rari casi, può essere a rischio di reazioni allergiche)

• ha, o ha avuto, una malattia dei reni
• ha ricevuto medicinali che possono danneggiare i reni (se la funzione dei reni peggiora, può
essere necessario interrompere il trattamento con neoHepatect)
Il suo medico farà attenzione soprattutto se lei è in sovrappeso, anziano, diabetico o se soffre di
ipertensione arteriosa, di basso volume di sangue (ipovolemia), se il sangue è più denso del normale

(elevata viscosità sanguigna), se è stato allettato o immobile per un certo periodo (immobilizzazione) o se ha problemi dei vasi sanguigni (malattie vascolari) o altri fattori di rischio per eventi trombotici (coaguli di sangue).

Attenzione - reazioni Lei sarà tenuto sotto stretto controllo durante l’infusione con neoHepatect, per accertarsi che non abbia una reazione (es. anafilassi). Il medico farà in modo che la velocità di infusione di neoHepatect sia

adatta a lei.

Se compare uno qualsiasi dei seguenti segni di una reazione, ad esempio mal di testa, vampate, brividi, dolore muscolare, respiro sibilante, battito cardiaco rapido, lombalgia, nausea, bassa pressione

arteriosa durante l’infusione di neoHepatect, lo riferisca immediatamente al suo medico. La velocità di infusione può essere ridotta o l’infusione può essere interrotta del tutto. Informazioni sulla trasmissione degli agenti infettivi neoHepatect viene ricavato da plasma umano (la parte liquida del sangue). Per i medicinali derivati dal sangue o dal plasma umano vengono adottate determinate misure per evitare che ai pazienti vengano trasmesse infezioni. Queste comprendono: • la selezione accurata dei donatori di plasma e sangue, in modo da escludere i soggetti che

potrebbero essere portatori di infezioni,
• l’analisi di ogni donazione e del plasma totale in merito a segni di virus/infezione,
• l’aggiunta di passaggi in grado di inattivare o rimuovere i virus durante la lavorazione del sangue
o del plasma.

Nonostante queste misure, quando vengono somministrati medicinali derivati dal sangue o dal plasma umano, il rischio di trasmissione di infezioni non può essere escluso completamente. Questo vale anche per eventuali virus sconosciuti o nuovi o per altri tipi di infezione.

Le misure adottate sono considerate efficaci nei confronti dei virus con involucro, come il virus

dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B e il virus dell’epatite C.

Le misure adottate possono essere di efficacia limitata nei confronti dei virus senza involucro, come il virus dell’epatite A e il parvovirus B19.

Le immunoglobuline non sono state associate all’infezione da epatite A o parvovirus B19,

verosimilmente perché gli anticorpi diretti contro queste infezioni e contenuti nel prodotto sono protettivi.

Si raccomanda vivamente di prendere nota del nome e del numero di lotto del medicinale ogniqualvolta il paziente riceva una dose di neoHepatect, in modo da conservare una documentazione

dei lotti utilizzati.

Altri medicinali e neoHepatect Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. neoHepatect può ridurre l’efficacia di alcuni vaccini, quali quelli contro: • morbillo

• rosolia
• parotite
• varicella

Può essere necessario attendere fino a 3 mesi prima di poter fare una vaccinazione e fino a un anno prima della vaccinazione anti-morbillo.

Eviti l’uso concomitante di diuretici dell’ansa assieme a neoHepatect.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Il suo medico deciderà se neoHepatect può essere usato durante la gravidanza e l’allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari neoHepatect può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Se

compaiono delle reazioni avverse durante il trattamento, Lei deve attendere che queste si risolvano, prima di guidare veicoli o usare macchinari

Come usarlo

neoHepatect è destinato alla somministrazione endovenosa (infusione in una vena). Il prodotto viene somministrato da un medico o da un infermiere. La dose raccomandata dipenderà dalle condizioni cliniche e dal peso corporeo. Il medico stabilirà la giusta quantità da somministrare.

All’inizio, la velocità d’infusione di neoHepatect sarà bassa, ma in seguito il medico potrà aumentarla gradualmente.

Se desidera fare altre domande sull’uso di questo prodotto, si rivolga al medico o agli infermieri.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati spontaneamente con neoHepatect:

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili
• severe reazioni allergiche (shock anafilattico)
• reazioni di ipersensibilità
• cefalea
• stordimento

• accelerazione del battito cardiaco (tachicardia)

• bassa pressione arteriosa (ipotensione)
• nausea
• reazioni della pelle (cutanee) quali eruzione cutanea, prurito
• febbre
• malessere

Le preparazioni di immunoglobuline umane normali possono causare i seguenti effetti
indesiderati (in ordine decrescente di frequenza):
• brividi, mal di testa, capogiri, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, dolore articolare, bassa
pressione arteriosa e lombalgia moderata
• riduzione del numero dei globuli rossi dovuta a rottura di queste cellule nei vasi sanguigni
(reazioni emolitiche (reversibili)) e (raramente) anemia emolitica che richiede la trasfusione

• (raramente) improvvisa caduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico
• (raramente) reazioni cutanee transitorie (compreso il lupus eritematoso cutaneo - frequenza non
nota)
•

(molto raramente) reazioni tromboemboliche quali attacco cardiaco (infarto miocardico), ictus,
coaguli ematici nei vasi sanguigni del polmone (embolia polmonare), coaguli ematici in una vena
(trombosi venosa profonda)
• casi di infiammazione acuta temporanea delle membrane protettive che ricoprono il cervello e il
midollo spinale (meningite asettica reversibile)
• casi di risultati di esami del sangue che indicano che la funzione renale è compromessa e/o

insufficienza renale acuta • casi di lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI). Ciò porterà a un accumulo di liquidi, non correlato al cuore, negli spazi aerei dei polmoni (edema polmonare non cardiogeno). Lei manifesterà severa difficoltà respiratoria (distress respiratorio), respirazione accelerata (Tachipnea), livelli anormalmente bassi di ossigeno nel sangue (ipossia), e aumento della temperatura corporea (febbre).

Se compare un effetto indesiderato, l'infusione deve essere rallentata o interrotta del tutto.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico, al farmacista o all'infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola esterna e sull’etichetta del flaconcino.

Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.

La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente e da incolore a colore giallo pallido. Non

usare soluzioni che siano torbide o presentino depositi.

La soluzione va somministrata immediatamente dopo l’apertura del contenitore. Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell’uso.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene neoHepatect: • Il principio attivo di neoHepatect è costituito da immunoglobuline umane anti-epatite B per somministrazione endovenosa. neoHepatect contiene 50 mg/ml di proteine plasmatiche umane, costituite per almeno il 96% da immunoglobuline G (IgG). Il contenuto in anticorpi anti-epatite B è di almeno 50 UI/ml. Il contenuto massimo in immunoglobuline A (IgA) è 2.000 microgrammi/ml. La distribuzione delle sottoclassi di IgG è approssimativamente 59% IgG1, 35% IgG2, 3% IgG3 e 3% IgG4.

• Gli eccipienti sono la glicina e l’acqua per iniezioni.

Descrizione dell’aspetto di neoHepatect e contenuto della confezione neoHepatect è una soluzione per infusione. La soluzione è trasparente o debolmente opalescente (una

colorazione lattea, simile a quella dell’opale) e incolore o giallo pallido.

Confezione contenente 1 flaconcino da 2 ml, 10 ml, 40 ml o 100 ml di soluzione.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore:

Biotest Pharma GmbH Landsteinerstrasse 5 63303 Dreieich Germania Tel.: + 49 6103 801-0 Fax: + 49 6103 801-150

Email: [email protected]

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato nel ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

i aI

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

Modo di somministrazione Uso endovenoso neoHepatect va somministrato per infusione endovenosa alla velocità iniziale di 0,1 ml/kg di peso corporeo/ora per 10 minuti. In caso di reazione avversa, ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l’infusione. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1 ml/kg /ora.

Esperienze cliniche in neonati di madri portatrici di virus dell’epatite B hanno dimostrato che la somministrazione endovenosa di neoHepatect alla velocità di infusione di 2 ml in 5-15 minuti è ben tollerata.

Precauzioni particolari

Monitoraggio dei livelli di anticorpi anti-HBs I pazienti devono essere regolarmente monitorati per sorvegliare i livelli sierici di anticorpi anti-HBs. Il dosaggio deve essere aggiustato per mantenere i livelli terapeutici di anticorpi e per evitare un

sottodosaggio (vedere paragrafo Dosaggio).

Specialmente se applicata a dosi elevate, la somministrazione di immunoglobuline umane per via
endovenosa richiede:
• adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di immunoglobuline umane
• monitoraggio della escrezione urinaria
• monitoraggio dei livelli sierici di creatinina
• esclusione dell’uso concomitante di diuretici dell’ansa.

In caso di reazione avversa, ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l’infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla severità della reazione avversa.

Ipersensibilità Le reazioni di ipersensibilità sono rare. Raramente, le immunoglobuline umane anti epatite B possono

indurre una caduta della pressione arteriosa con reazione anafilattica, anche nei pazienti che hanno tollerato un precedente trattamento con immunoglobuline.

Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l’immediata sospensione dell’iniezione.

In caso di shock, deve essere attuato il trattamento medico standard per lo shock.

Le seguenti reazioni avverse sono state associate all’uso di immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa (IgEV):

Tromboembolismo

C'è evidenza clinica di un'associazione tra somministrazione di IgEV ed eventi tromboembolici, quali l'infarto miocardico, gli incidenti cerebro-vascolari (compreso l’ictus), l'embolia polmonare e le trombosi venose profonde, che si presume siano correlati a un aumento relativo della viscosità del sangue, determinato dall'elevato afflusso delle immunoglobuline nei pazienti a rischio. La prescrizione e l’infusione di IgEV richiede prudenza nei pazienti obesi e nei pazienti con fattori di rischio preesistenti per eventi trombotici (quali età avanzata, ipertensione, diabete mellito e storia di malattia

vascolare o di episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici acquisiti o ereditari, pazienti con periodi prolungati di immobilizzazione, pazienti con severa ipovolemia, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue).

Nei pazienti a rischio di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti IgEV devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minima praticabile.

Insufficienza renale acuta Nei pazienti che ricevono la terapia con IgEV, sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi, sono stati identificati fattori di rischio, quali insufficienza renale

preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, uso concomitante di prodotti medicinali nefrotossici o età superiore ai 65 anni.

Controllare i parametri renali prima dell’infusione di IgEV, in particolare nei pazienti giudicati a rischio potenzialmente aumentato di sviluppo di insufficienza renale acuta, e di nuovo a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, i prodotti IgEV devono essere

somministrati alla velocità di infusione e alla dose minima praticabili. In caso di compromissione renale, deve essere presa in considerazione l’interruzione delle IgEV.

Mentre le segnalazioni di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono state associate all'uso di molti dei prodotti IgEV autorizzati contenenti vari eccipienti, quali il saccarosio, il glucosio e il maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentavano una quota sproporzionata del numero totale.

Nei pazienti a rischio, si può prendere in considerazione l'uso di prodotti contenenti immunoglobuline umane senza questi eccipienti. neoHepatect non contiene saccarosio, maltosio o glucosio.

Sindrome da meningite asettica (AMS)

La sindrome da meningite asettica è stata segnalata in associazione al trattamento IgEV. La sindrome inizia di solito da qualche ora a 2 giorni dopo il trattamento IgEV. Gli studi sul liquido cerebrospinale sono frequentemente positivi, con pleocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3, prevalentemente della serie granulocitica, e livelli di proteine elevati fino a diverse centinaia di mg/dl. L’AMS può comparire più frequentemente in associazione al trattamento con dosi elevate (2 g/kg) di IgEV.

I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono essere sottoposti a un approfondito esame neurologico, che comprenda degli studi del CSF, per escludere altre cause di meningite.

L’interruzione del trattamento IgEV ha portato alla remissione dell’AMS entro alcuni giorni senza sequele.

Anemia emolitica I prodotti IgEV possono contenere anticorpi anti-gruppo sanguigno che possono agire come emolisine e indurre in vivo il rivestimento dei globuli rossi da parte delle immunoglobuline, causando

una positività della reazione antiglobulinica diretta (test di Coombs) e, raramente, emolisi. L'anemia emolitica può svilupparsi in seguito alla terapia IgEV, a causa di un aumentato sequestro dei globuli rossi (GR). I riceventi di IgEV devono essere monitorati per cogliere i segni clinici e i sintomi di un’emolisi.

Neutropenia/Leucopenia

Dopo il trattamento con IgEV, è stata riportata una riduzione transitoria del numero dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, a volte severi. Ciò si verifica, di solito, entro ore o giorni dalla somministrazione di IgEV e si risolve spontaneamente entro 7 – 14 giorni.

Lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI) Nei pazienti che ricevono IgEV, sono stati descritti casi di edema polmonare acuto non cardiogeno

TRALI. La TRALI è caratterizzata da severa ipossia, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione arteriosa. I sintomi di TRALI si sviluppano di solito durante o entro 6 ore dalla trasfusione, spesso entro 1-2 ore. Perciò, i riceventi di IgEV devono essere monitorati e l’infusione di IgEV deve essere immediatamente interrotta in caso di reazioni avverse polmonari. La TRALI è una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, che richiede un’immediata gestione in unità di terapia intensiva.

Interferenza con i test sierologici Dopo la somministrazione dell’immunoglobulina, l’aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può determinare risultati falsi positivi nei test sierologici.

Dosaggio Se non prescritto diversamente, valgono le seguenti raccomandazioni:

Prevenzione della reinfezione da virus dell’epatite B dopo trapianto di fegato per insufficienza epatica causata dall’epatite B:

negli adulti: Somministrare 10.000 UI di neoHepatect il giorno del trapianto, durante l’intervento chirurgico e successivamente da 2.000 a 10.000 UI (da 40 ml a 200 ml) al giorno per sette giorni e quando necessario per mantenere il livello di anticorpi superiore a 100-150UI/l in pazienti HBVDNA negativi e superiore a 500 UI/l nei pazienti HBV DNA positivi

Nei bambini:

La posologia dipende dall’area della superficie corporea, sulla base di 10.000 UI/1,73 m2.

Immunoprofilassi dell’epatite B: • Prevenzione dell’epatite B in caso di esposizione accidentale al virus di soggetti non immuni:

almeno 500 UI (10 ml), a seconda dell’intensità di esposizione al virus, il più presto possibile dopo l’esposizione e preferibilmente entro 24-72 ore. • Immunoprofilassi dell’epatite B in pazienti emodializzati: 8-12 UI (0,16-0,24 ml)/kg fino a un massimo di 500 UI (10 ml), ogni due mesi fino alla siero conversione successiva alla vaccinazione.

• Prevenzione dell’epatite B nel neonato di una madre portatrice del virus dell’epatite B, alla nascita

o il più presto possibile dopo la nascita: 30-100 UI (0,6-2 ml)/kg. La somministrazione di immunoglobulina anti epatite B deve essere ripetuta fino alla siero conversione successiva alla vaccinazione.

In tutte queste situazioni la vaccinazione contro il virus dell’epatite B è fortemente raccomandata. La

prima dose di vaccino può essere iniettata nello stesso giorno della somministrazione di neoHepatect ma in una differente zona.

Nei soggetti che non danno segni di una risposta immunitaria (indeterminatezza degli anticorpi anti epatite B) a seguito della vaccinazione e per i quali è necessaria una prevenzione continua, può essere

considerata la somministrazione di 500 UI (10 ml) negli adulti e di 8 UI (0,16 ml)/kg nei bambini ogni 2 mesi; il titolo anticorpale minimo per la protezione contro il virus è di 10 mUI/mL.

Domande frequenti su NIULIVA

Come si usa NIULIVA?

NIULIVA si presenta in forma di Soluzione per infusione e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

NIULIVA è disponibile senza ricetta?

No, NIULIVA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di NIULIVA?

Il principio attivo di NIULIVA è IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B.

Quali sono gli equivalenti di NIULIVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NEOHEPATECT, ZUTECTRA, VENBIG, IMMUNOHBS. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce NIULIVA?

NIULIVA è prodotto da INSTITUTO GRIFOLS S.A..

Da quando NIULIVA è autorizzato in Italia?

NIULIVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2009-03-09.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Niuliva 250 U.I./ml soluzione per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Immunoglobulina umana antiepatite B. La distribuzione percentuale delle sottoclassi di IgG, determinata per immunonefelometria, è di circa 74,3% di IgG1, 22,1% di IgG2, 1,99% di IgG3, 1,61% di IgG4. Il contenuto di proteina umana è di 50 g/l, di cui almeno il 97% è costituito da IgG. Il contenuto di immunoglobulina umana antiepatite B è di 250 U.I./ml (600 U.I./2,4 ml, 1.000 U.I./4 ml, 5.000 U.I./20 ml, 10.000 U.I./40 ml). Contiene IgA in tracce (meno di 0,05 mg/ml). Eccipiente: D-sorbitolo 50 g/l. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione per infusione. La soluzione è limpida o leggermente opalescente e incolore o giallo chiaro.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Niuliva è indicato per: Prevenzione della reinfezione da virus dell’epatite B (HBV) dopo trapianto di fegato per insufficienza epatica da epatite B in pazienti senza replicazione virale attiva prima del trapianto. Immunoprofilassi dell’epatite B - In caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (incluse le persone con stato vaccinale incompleto o sconosciuto). - In pazienti in emodialisi, fino a quando la vaccinazione non diventi efficace. - In neonati da madri portatrici del virus dell’epatite B.

- In soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immune (anticorpi anti-HB non misurabili) e per coloro i quali necessitano di una prevenzione continua, dato il rischio costante di essere infettati da epatite B. 4.2. Posologia e modo di somministrazione 4.2.1. Posologia Prevenzione della reinfezione da virus dell’epatite B (HBV) dopo trapianto di fegato per insufficienza epatica da epatite B in pazienti senza replicazione virale attiva prima del trapianto: Negli adulti: 10.000 U.I. il giorno del trapianto, in fase peri-operatoria. Successivamente, 2.000 - 10.000 U.I./ giorno per 7 giorni, e secondo necessità per mantenere un livello anticorpale sopra 100 - 150 U.I./l in pazienti HBV-DNA negativi. Nei bambini: La posologia deve essere adattata alla superficie corporea, sulla base del valore di 10.000 U.I./1,73 m2 . Immunoprofilassi dell’epatite B: - Prevenzione dell’epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati: Almeno 500 U.I., secondo l’intensità dell’esposizione, il prima possibile dopo l’esposizione e preferibilmente entro 24 - 72 ore. - Immunoprofilassi dell’epatite B in pazienti in emodialisi: 8 - 12 U.I./kg fino ad un massimo di 500 U.I., ogni 2 mesi fino alla sieroconversione che segue la vaccinazione. - Prevenzione dell’epatite B in neonati da madri portatrici del virus dell’epatite B, alla nascita o subito dopo la nascita: 30 - 100 U.I./kg. La somministrazione di immunoglobuline antiepatite B può essere ripetuta fino alla sieroconversione che segue la vaccinazione. In tutte queste situazioni, la vaccinazione contro l’epatite B è fortemente raccomandata. La prima dose di vaccino può essere iniettata lo stesso giorno della somministrazione di immunoglobulina umana antiepatite B, ma in punti diversi. In soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immune (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per quanti necessitano di una prevenzione continua, si può valutare la somministrazione di 500 U.I. agli adulti e di 8 U.I./kg ai bambini, ogni 2 mesi; 10 mU.I./ml è considerato come titolo protettivo anticorpale minimo. 4.2.2. Modo di somministrazion

Niuliva deve essere somministrato per via endovenosa ad una velocità massima iniziale di 0,02 ml/kg/minuto per i primi 10 minuti. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 0,04 ml/kg/minuto. Pertanto, in generale, la somministrazione di 5.000 U.I. sarà effettuata in meno di 15 minuti. Se non si verificano reazioni avverse, la velocità massima iniziale delle infusioni successive sarà sempre di 0,02 ml/kg/minuto e, se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 0,1 ml/kg/minuto. In generale, il tempo di somministrazione di 5.000 U.I. sarà inferiore a 10 minuti. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti. (Vedere le avvertenze speciali sugli eccipienti, intolleranza al fruttosio, paragrafo 4.4.). Ipersensibilità alle immunoglobuline umane. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Sorbitolo Ogni ml di questo prodotto medicinale contiene 50 mg di sorbitolo. I pazienti con rari problemi ereditari d’intolleranza al fruttosio non devono prendere questo medicinale. Nei neonati e nei bambini piccoli fino all’età dello svezzamento, l’intolleranza ereditaria al fruttosio (IEF) può non essere già stata diagnosticata e la somministrazione di Niuliva può causare gravi reazioni. Quando il trattamento in neonati e bambini piccoli (soprattutto fino allo svezzamento) è ritenuto appropriato, si deve fare attenzione prima e durante la somministrazione di Niuliva per il contenuto di sorbitolo presente nel prodotto. Ciò è particolarmente importante quando è necessaria più di una somministrazione per raggiungere il livello anticorpale protettivo. In tutti i pazienti in caso di somministrazione accidentale e sospetta intolleranza al fruttosio, la somministrazione deve essere immediatamente sospesa, la normale glicemia deve essere ristabilita e la funzione degli organi deve essere stabilizzata tramite terapia intensiva. Non si prevedono interferenze con la determinazione della glicemia. Complicazioni tromboemboliche sono state associate all’uso di IVIg normali. Perciò, si raccomanda cautela soprattutto nei pazienti con fattori di rischio trombotico. I pazienti devono essere controllati regolarmente per i livelli sierici di anticorpi anti-HBs. Alcune reazioni avverse da farmaci gravi possono essere correlate alla velocità d’infusione. La velocità d’infusione raccomandata nel paragrafo “4.2. Posologia e modo di somministrazione” deve essere seguita scrupolosamente. Durante il tempo dell’infusione i pazienti devono essere strettamente monitorati e attentamente osservati per l’insorgenza di qualsiasi sintomo. Alcune reazioni avverse possono verificarsi più frequentemente - in caso di velocità d’infusione elevata,

- in pazienti con ipoo agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA. Sono stati segnalati casi di insufficienza renale acuta in pazienti sottoposti a terapia con IVIg, specialmente in pazienti che sono predisposti ad insufficienza renale acuta o in coloro che presentano insufficienza renale. Si raccomanda di controllare la funzionalità renale prima di somministrare Niuliva e ad intervalli adeguati dopo la somministrazione. In caso di insufficienza renale, si dovrà esprimere un giudizio clinico per determinare se la velocità di infusione di Niuliva va ridotta o sospesa. Casi di lesione acuta polmonare legata alla trasfusione (TRALI) sono stati segnalati in pazienti che ricevono IVIg. Pertanto, i pazienti devono essere monitorati per le reazioni avverse polmonari. Vere reazioni d’ipersensibilità sono rare. I pazienti devono essere informati sui primi segni delle reazioni d’ipersensibilità, quali orticaria, orticaria diffusa, senso di costrizione al torace, sibilo, ipotensione e anafilassi. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e gravità dell’effetto collaterale. Niuliva contiene una piccola quantità di IgA. Le persone che hanno deficit di IgA hanno il rischio di sviluppare anticorpi anti-IgA e possono avere reazioni anafilattiche dopo somministrazione di derivati del sangue contenenti IgA. Il medico deve perciò valutare il beneficio di un trattamento con Niuliva contro il potenziale rischio di reazioni d’ipersensibilità. Raramente, l’immunoglobulina umana antiepatite B può causare un brusco abbassamento della pressione sanguigna con reazione anafilattica, anche in pazienti che hanno tollerato precedenti trattamenti con immunoglobuline. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l’immediata sospensione della somministrazione. In caso di shock, adottare il trattamento medico standard per lo shock. E’ stato riportato il verificarsi di Sindrome da Meningite Asettica (AMS) in associazione con il trattamento con IVIg. L’interruzione del trattamento con IVIg ha portato a remissione di AMS entro pochi giorni senza postumi. La sindrome di solito inizia entro poche ore fino ai 2 giorni successivi al trattamento con IVIg. Gli studi sul liquido cerebro-spinale sono spesso positivi con pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3 , prevalentemente della serie granulocitaria e livelli elevati di proteine, fino a diverse centinaia di mg/dl. La meningite asettica può verificarsi più frequentemente in associazione con alte dosi (10.000 U.I./kg) di Niuliva. I prodotti IVIg possono contenere i anticorpi anti gruppo sanguigno che possono agire da emolitici ed indurre in vivo il rivestimento dei globuli rossi con immunoglobuline, causando una reazione antiglobulinica diretta positiva (test di Coomb) e, raramente, emolisi. L’anemia emolitica si può sviluppare in seguito a terapia di IVIg dovuta all’aumento di captazione di globuli rossi. I soggetti che ricevono delle IVIg devono essere monitorati per segni clinici e sintomi di emolisi. Anemia emolitica può svilupparsi dopo un trattamento con alte dosi di Niuliva. Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati da sangue o plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei lotti di plasma per individuare l’eventuale presenza di marker d’infezione e l’inclusione di passaggi produttivi efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Nonostante ciò, quando sono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere un agente infettivo non può essere completamente esclusa. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti ed altri agenti patogeni. Le misure che sono state prese sono considerate efficaci per virus capsulati come HIV, HBV e HCV, e per virus non capsulati, come HAV. Le misure adottate possono essere di valore limitato per i virus non capsulati come il parvovirus B19.

Esiste una esperienza clinica rassicurante in merito alla mancata trasmissione di epatite A o di parvovirus B19 con immunoglobuline e si ritiene che il contenuto anticorpale dia un importante contributo alla sicurezza virale. È fortemente raccomandato che, ogni qualvolta si somministri Niuliva ad un paziente, il nome ed il numero di lotto del prodotto siano registrati per mantenere un legame tra il paziente ed il lotto del prodotto. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Vaccini costituiti da virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobuline può ridurre l’efficacia dei vaccini costituiti da virus vivi attenuati come quelli di morbillo, rosolia, parotite e varicella, per un periodo fino a 3 mesi. Dopo la somministrazione di questo prodotto, deve passare un periodo di almeno 3 mesi prima della vaccinazione con vaccini costituiti da virus vivi attenuati. L’immunoglobulina umana antiepatite B deve essere somministrata 3 - 4 settimane dopo la vaccinazione fatta con un vaccino costituito da virus vivo attenuato; se la somministrazione d’immunoglobulina umana antiepatite B è indispensabile prima di 3 - 4 settimane dalla vaccinazione, si deve ripetere la vaccinazione 3 mesi dopo la somministrazione dell’immunoglobulina umana antiepatite B. Interferenze con i test sierologici Dopo l’iniezione di immunoglobuline, il transitorio aumento di anticorpi trasmessi passivamente nel sangue del paziente può indurre falsi risultati positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi agli antigeni eritrocitari (ad esempio: A, B, D), può interferire con alcuni test sierologici per anticorpi eritrocitari, per esempio il test dell’antiglobulina (test di Coombs). 4.6. Gravidanza e allattamento La sicurezza di questo medicinale per l’uso in gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono prevedibili effetti nocivi sul decorso della gravidanza o sul feto e il neonato. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Niuliva non altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Riassunto del profilo di sicurezza Occasionalmente possono verificarsi reazioni avverse quali brividi, cefalea, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e moderata lombalgia. Raramente, le immunoglobuline umane possono causare un brusco abbassamento della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità ad una precedente somministrazione.

Con la somministrazione di immunoglobuline umane sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile, casi isolati di anemia emolitica/emolisi reversibile e rari casi di reazioni cutanee temporanee. È stato osservato un aumento del livello sierico di creatinina e/o insufficienza renale acuta. Molto raramente: reazioni tromboemboliche quali infarto del miocardio, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda. In merito alla sicurezza riguardante gli agenti trasmissibili, vedere paragrafo 4.4. Tabella riassuntiva degli eventi avversi Gli eventi avversi catalogati in accordo alla Classificazione sistemica organica MedDRA sono riassunti nella tabella seguente. Le frequenze sono state determinate usando i seguenti criteri: - molto comune (>1/10) - comune (>1/100, <1/10) - non comune (>1/1.000, <1/100) - raro (>1/10.000, <1/1.000) - molto raro (<1/10.000) - non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) All’interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità decrescente. Frequenza degli effetti indesiderati nei due studi clinici condotti con Niuliva. Classificazione sistemica organica Effetto indesiderato Frequenza Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia Non comune Disturbi del sistema immunitario Rigetto di trapianto Non comune Disturbi del sistema nervoso Ipocinesia Non comune Disordini vascolari Ipotensione, ipertensione Non comune Disordini gastrointestinali Secchezza delle fauci Non comune Disordini del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia Non comune Patologie renali ed urinarie Insufficienza renale, insufficienza renale acuta Non comune Esami clinici Aumento enzimi epatici, positività del tampone faringeo Non comune Popolazione pediatrica Nessun bambino è stato inserito nei precedenti o negli attuali studi clinici condotti con Niuliva. Si prevede che gli stessi eventi avversi indicati per gli adulti possano manifestarsi nella popolazione pediatrica. Segnalazione delle reazioni avverse sospett

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. 4.9. Sovradosaggio Non sono noti gli effetti dovuti a sovradosaggio.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni ed immunoglobuline - Immunoglobuline antiepatite B Codice ATC: J06BB04 L’immunoglobulina umana antiepatite B contiene principalmente immunoglobuline G (IgG) con un alto contenuto specifico di anticorpi contro l’antigene di superficie del virus dell’epatite B (HBs). Il meccanismo d'azione non è completamente chiaro, ma include il legame diretto alle particelle virali e sub-virali circolanti, il blocco del recettore HBV negli epatociti e la citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente. Sono stati condotti due studi clinici con Niuliva in soggetti adulti sottoposti a trapianto di fegato per insufficienza epatica indotta da epatite B. Nello studio IG301, sono stati valutati 20 soggetti che erano stati sottoposti a trapianto di fegato per epatite B almeno un anno prima e, in una estensione dello studio, sono stati arruolati tre pazienti sottoposti a trapianto di fegato recente per insufficienza epatica indotta da epatite B. In un secondo studio (IG0907) sono stati arruolati quindici pazienti sottoposti a trapianto di fegato recente per insufficienza epatica indotta da epatite B. I risultati di questi studi clinici confermano che la somministrazione endovenosa di Niuliva è un trattamento sicuro ed efficace per prevenire le recidive di HBV e per ottenere e mantenere livelli sierici di HBsAb protettivi in pazienti senza replicazione virale attiva in pre-trapianto. 5.2. Proprietà farmacocinetiche La biodisponibilità dell’immunoglobulina umana antiepatite B per uso endovenoso è completa ed immediata. Le IgG si distribuiscono rapidamente tra il plasma e il liquido extravascolare, raggiungendo un equilibrio tra i compartimenti intraed extravascolari dopo circa 3 - 5 giorni. L’immunoglobulina umana antiepatite B ha un’emivita di circa 3 - 4 settimane. Questa emivita può variare da paziente a paziente. Le IgG ed i complessi di IgG sono metabolizzati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Le immunoglobuline sono normali costituenti del corpo umano. L’immunoglobulina antiepatite B è un normale costituente del corpo umano dopo la vaccinazione o dopo guarigione da una precedente infezione. Negli animali, gli studi di tossicità a dose singola non hanno rilevanza, dato che dosi più alte portano a sovraccarico.

Gli studi di tossicità a dosi ripetute e di genotossicità con immunoglobulina antiepatite B sono impraticabili a causa dell’induzione e dell’interferenza degli anticorpi. Gli effetti del prodotto sull’immunosistema del neonato non sono stati studiati.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti - D-sorbitolo - Acqua per preparazioni iniettabili 6.2. Incompatibilità Questo medicinale non deve essere miscelato con altri farmaci o fluidi per via endovenosa. Deve essere somministrato tramite una linea endovenosa separata. 6.3. Periodo di validità 3 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C). Non congelare. 6.5. Natura e contenuto del contenitore 2,4 o 4 ml di soluzione in una siringa (vetro di tipo I) con tappo sullo stantuffo (gomma bromo-butilica). 20 o 40 ml di soluzione in un flaconcino (vetro di tipo II) con tappo (gomma cloro-butilica). Confezione: 1 siringa o 1 flaconcino. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell’uso. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente. Non usare soluzioni torbide o con sedimenti. Il medicinale non utilizzato e gli scarti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Instituto Grifols, S.A. Can Guasch, 2 - Parets del Vallès 08150 Barcelona - SPAGN

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Niuliva 250 U.I./ml soluzione per infusione, 1 siringa di vetro da 2,4 ml, AIC nº: 038445019 Niuliva 250 U.I./ml soluzione per infusione, 1 siringa di vetro da 4 ml, AIC nº: 038445021 Niuliva 250 U.I./ml soluzione per infusione, 1 flaconcino di vetro da 20 ml, AIC nº: 038445033 Niuliva 250 U.I./ml soluzione per infusione, 1 flaconcino di vetro da 40 ml, AIC nº: 038445045

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Febbraio 2009/Maggio 2013

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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