VENBIG

VENBIG è una soluzione di immunoglobuline (proteine che hanno la funzione di anticorpi) umane anti-epatite B per uso endovenoso e si usa nelle seguenti terapie: • Per prevenire le ricadute dell’epatite B dopo trapianto di fegato dovuto ad insufficienza epatica indotta dal virus dell’epatite B in combinazione con la terapia antivirale. • Per dare rapida disponibilità di anticorpi contro il virus dell’epatite B al fine di prevenire l'epatite B nei seguenti casi: - in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (cioè nelle persone che non sono vaccinate contro il virus…

Usato per: epatite b

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B · ATC J06BB04 · KEDRION S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
VENBIG*1 flaconcino 500 UI + 1 flaconcino solv 10 ml + set H 324,70 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B
Forma farmaceutica: Polvere e solvente per soluzione per infusione endovenosa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 500 IU / 10 ml POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE ENDOVENOSA
  • 2500 IU / 50 ml POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE ENDOVENOSA
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: KEDRION S.P.A.
Codice ATC: J06BB04
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NEOHEPATECT - BIOTEST PHARMA GMBH
· ZUTECTRA - BIOTEST PHARMA GMBH
· IMMUNOHBS - KEDRION S.P.A.
· UMAN BIG - KEDRION S.P.A.
· NIULIVA - INSTITUTO GRIFOLS S.A.
· KEDHBS - KEDRION S.P.A.
· VEBIKED - KEDRION S.P.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Questo medicinale appartiene ad un gruppo farmacoterapeutico chiamato sieri immuni e immunoglobuline. VENBIG è una soluzione di immunoglobuline (proteine che hanno la funzione di anticorpi) umane anti-epatite B per uso endovenoso e si usa nelle seguenti terapie: • Per prevenire le ricadute dell’epatite B dopo trapianto di fegato dovuto ad insufficienza epatica indotta

dal virus dell’epatite B in combinazione con la terapia antivirale.
• Per dare rapida disponibilità di anticorpi contro il virus dell’epatite B al fine di prevenire l'epatite B nei
seguenti casi:
- in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (cioè nelle persone che non sono

vaccinate contro il virus dell’epatite B, incluse le persone che non sono completamente vaccinate o il
cui ciclo di vaccinazione non è conosciuto);
- in pazienti in emodialisi (cioè in pazienti con grave insufficienza renale che necessitano di una
purificazione del sangue tramite un rene artificiale), finché la vaccinazione non è diventata efficace;
- nel neonato con madre portatrice del virus dell’epatite B;
- in soggetti che non hanno mostrato una risposta immunitaria dopo la vaccinazione (cioè nelle

persone in cui la vaccinazione non è diventata efficace) e per i quali è necessaria una prevenzione continua per il rischio persistente di contrarre l’epatite B.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi VENBIG • Se è allergico alle immunoglobuline umane o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

• Se nel sangue ha anticorpi diretti contro le immunoglobuline di tipo IgA, poiché la somministrazione di un prodotto contenente IgA può provocare una grave reazione allergica.

Pagina 1 di 12

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare VENBIG. L’occlusione di un vaso sanguigno (trombosi) è stata messa in relazione con la somministrazione di immunoglobuline normali per uso endovenoso (IVIg). Pertanto, il medico deve agire con particolare cautela nella somministrazione di questo medicinale, se lei ha dei fattori di rischio trombotico. I livelli degli anticorpi anti-HBs presenti nel suo sangue devono essere controllati regolarmente.

Alcune reazioni avverse possono manifestarsi più frequentemente:
- nel caso in cui la velocità dell’infusione sia elevata;
- se ha sintomi incontrollati di infezioni non trattate (ad es. febbre) o sintomi di infiammazione cronica;
- se riceve immunoglobuline umane normali per la prima volta;
- nei rari casi in cui è stato cambiato il tipo di prodotto medicinale a base di immunoglobuline umane

normali, o quando è trascorso un lungo intervallo dalla precedente infusione.
• In alcune condizioni, le immunoglobuline possono aumentare il rischio di infarto miocardico, ictus,
embolia polmonare o trombosi venosa profonda poiché aumentano la viscosità del sangue.
Pertanto, il medico farà particolare attenzione nelle seguenti circostanze:
- se è in sovrappeso,
- se è anziano,
- se soffre di diabete,
- se ha la pressione sanguigna alta (ipertensione),
- se il volume del sangue è troppo basso (ipovolemia),
- se ha o ha avuto problemi ai vasi sanguigni (malattie vascolari),
- se ha un’aumentata tendenza alla coagulazione del sangue (disordini trombofilici ereditari o
acquisiti),
- se soffre di episodi trombotici,
- se soffre di malattie che aumentano la densità del sangue (viscosità),
- se ha avuto un prolungato periodo di immobilità,
- se ha o ha avuto problemi ai reni o se assume medicinali che possono danneggiare i reni (medicinali

nefrotossici), poiché sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. In caso di danno renale, il medico prenderà in considerazione l’interruzione del trattamento. • Lei può essere allergico (ipersensibile) alle immunoglobuline (anticorpi) senza saperlo. Ciò può accadere anche se ha già ricevuto immunoglobuline umane normali in passato e ha tollerato

precedenti somministrazioni. Questa eventualità può verificarsi in particolare se non ha immunoglobuline di tipo IgA (deficienza di IgA con anticorpi anti-IgA). In questi rari casi possono verificarsi reazioni allergiche (di ipersensibilità) come un abbassamento della pressione del sangue o shock.

La velocità di infusione raccomandata al paragrafo 3 “Come usare VENBIG” deve essere seguita rigorosamente dal medico; questo è fortemente raccomandato perché alcune gravi reazioni avverse al

medicinale possono essere correlate alla velocità di infusione. Inoltre lei deve essere strettamente controllato ed attentamente osservato durante l'intero periodo dell’infusione per evidenziare la comparsa di qualsiasi sintomo.

In caso di reazioni avverse, il suo medico può decidere se ridurre la velocità di infusione o fermare l’infusione. Inoltre il suo medico deciderà il tipo di trattamento richiesto a seconda della natura e della severità dell’effetto indesiderato.

VENBIG contiene piccole quantità di IgA. Se lei ha un deficit di IgA, può essere a rischio di sviluppare

anticorpi anti-IgA e può sviluppare reazioni anafilattiche dopo la somministrazione di componenti del sangue contenenti IgA. Il suo medico deve valutare il beneficio del trattamento con VENBIG rispetto al rischio potenziale di reazioni di ipersensibilità.

Pagina 2 di 12

Le immunoglobuline umane anti-epatite B possono indurre raramente una caduta della pressione del sangue con reazione anafilattica, anche nel caso in cui lei abbia tollerato precedenti trattamenti con

immunoglobuline.

Se lei soffre di insufficienza renale, il suo medico deve considerare l’interruzione del trattamento con IVIg. Anche se casi di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono stati messi in relazione con l’uso di molti prodotti autorizzati a base di IVIg contenenti vari eccipienti come il saccarosio, il glucosio e il maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano un’altissima percentuale del numero

complessivo. Nei pazienti a rischio per insufficienza renale acuta o per reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla più bassa velocità di infusione e dose praticabili.

Con i trattamenti a base di immunoglobuline, lei può incorrere in un danno polmonare correlato al trattamento, chiamato danno polmonare acuto associato a trasfusione (Transfusion Related Acute Lung

Injury, TRALI). Se lei presenta affanno o respiro accelerato durante l’infusione o nelle ore successive all'infusione, avvisi immediatamente il medico o l'infermiere in quanto può essere necessario un trattamento di emergenza.

Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l’immediata interruzione dell’iniezione. In caso di shock, deve essere seguito il trattamento medico standard per lo shock. Informi il suo medico se almeno una delle condizioni sopra citate si applica a lei. Il suo medico presterà particolare attenzione nel prescriverle e somministrarle VENBIG.

I prodotti a base di immunoglobuline umane per uso endovenoso (IVIg) possono contenere anticorpi gruppo sanguigno-specifici che possono causare raramente la distruzione dei globuli rossi (emolisi). Per questo motivo, in seguito a terapia con IVIg, può svilupparsi una forma di anemia dovuta ad una anormale rottura di globuli rossi (anemia emolitica). Pertanto, durante il trattamento con IVIg, lei verrà monitorato per segni clinici e sintomi di emolisi.

Esami del sangue VENBIG può interferire con alcuni esami del sangue a causa dell’aumento temporaneo di vari anticorpi che sono trasferiti passivamente nel suo sangue con l’infusione di immunoglobuline; questo aumento degli anticorpi può far sì che alcuni esami del sangue abbiano un risultato che può non essere corretto. La

trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es. A, B, D (determinanti il gruppo sanguigno), può interferire con alcuni test sierologici per anticorpi dei globuli rossi, per esempio il test diretto dell’antiglobulina (test di Coombs).

Sicurezza virale Quando i medicinali sono preparati a partire da sangue o plasma umano, sono messe in atto alcune misure

per prevenire la trasmissione di infezioni ai pazienti. Queste misure includono: − un’attenta selezione dei donatori di sangue e di plasma per assicurare che quelli potenzialmente infetti vengano esclusi;

− il controllo di ogni donazione e pool di plasma per accertare che non siano presenti agenti infettivi e/o virus; − l’inserimento, durante i processi di produzione, di fasi capaci di inattivare o rimuovere i virus. Nonostante queste misure, quando si somministrano medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmissione di agenti infettivi non può essere totalmente esclusa. Ciò vale anche per virus, o altri tipi di agenti infettivi, emergenti o sconosciuti.

Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico quali il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV), il virus dell’epatite C (HCV) ed il virus privo di involucro lipidico dell’epatite A (HAV).

Pagina 3 di 12

Le misure prese possono avere un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come il parvovirus B19.

Le immunoglobuline non sono state associate con infezioni da epatite A o da parvovirus B19 probabilmente perché gli anticorpi contro queste infezioni, che sono contenuti nel prodotto, hanno capacità protettive.

È fortemente raccomandato che, ogni volta che le somministrano VENBIG, il nome ed il numero di lotto del prodotto siano registrati, in modo tale da mantenere la tracciabilità del lotto utilizzato.

Bambini Non sono richieste misure o monitoraggi specifici.

Altri medicinali e VENBIG Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi

altro medicinale. Le immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso non devono essere miscelate con altri prodotti medicinali.

Vaccini a virus vivi attenuati

VENBIG può interferire con lo sviluppo di una risposta immunitaria ai vaccini a base di virus vivi attenuati, come quelli per la rosolia, la parotite, il morbillo e la varicella. La somministrazione di immunoglobuline può alterare l'efficacia di questi vaccini per un periodo che può durare fino a 3 mesi. Dopo la somministrazione di VENBIG, devono trascorrere almeno tre mesi prima di procedere alla vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati. Le immunoglobuline umane anti-epatite B devono essere somministrate tre o quattro settimane dopo la vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati; nel caso in cui la somministrazione di immunoglobuline umane anti-epatite B sia necessaria entro tre o quattro settimane dalla vaccinazione, una rivaccinazione deve essere fatta tre mesi dopo la somministrazione delle immunoglobuline umane antiepatite B.

Diuretici dell'ansa (un gruppo di medicinali che aumentano la produzione di urina) L'uso concomitante di diuretici dell'ansa insieme a VENBIG deve essere evitato.

Gravidanza, allattamento e fertilità

- Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte
materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale. Il medico
deciderà se è opportuno utilizzare VENBIG durante la gravidanza e l’allattamento.
- Non sono stati condotti studi clinici con VENBIG nelle donne in gravidanza. È stato dimostrato che i
prodotti a base di immunoglobuline umane per uso endovenoso attraversano la placenta, in modo
crescente durante il terzo trimestre. Tuttavia, medicinali contenenti anticorpi vengono usati da anni in

donne in gravidanza ed è stato dimostrato che non sono da attendersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto o sul neonato. - Se sta allattando ed è in trattamento con VENBIG, gli anticorpi contenuti nel prodotto possono passare

nel latte materno. Pertanto il suo bambino può essere protetto da alcune infezioni. - L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono da attendersi effetti dannosi sulla fertilità.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

VENBIG non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare e di usare macchinari. I pazienti che manifestano reazioni avverse durante il trattamento devono attendere la loro risoluzione prima di guidare veicoli o usare macchinari.

VENBIG contiene sodio e saccarosio

Pagina 4 di 12

Questo medicinale contiene fino ad un massimo di 39 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per il flaconcino da 10 ml e 175,5 mg di sodio per il flaconcino da 45 ml. Le quantità indicate

equivalgono rispettivamente al 1,9% e al 8,7% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto. Il medicinale contiene fino a 92 mg di saccarosio per ml (91,9 mg/ml). Da tenere in considerazione in pazienti a rischio di insufficienza renale acuta.

Come usarlo

VENBIG può essere somministrato solo in ospedale o in cliniche e case di cura da parte di medici o operatori sanitari. Il dosaggio e lo schema di trattamento dipendono dall’indicazione; il medico stabilirà la dose ed il

trattamento adatti per lei. All’inizio dell’infusione, lei riceverà VENBIG alla velocità minima di infusione. Se lei tollera la velocità applicata, il suo medico potrà gradualmente aumentare la velocità di infusione.

Per ulteriori istruzioni si rimanda alla sezione “Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o operatori sanitari”.

Se usa più VENBIG di quanto deve Le conseguenze del sovradosaggio non sono conosciute. Se le viene somministrato più VENBIG del dovuto, si può verificare un sovraccarico di proteine nei fluidi ed il sangue può diventare troppo denso (iperviscoso); questo si manifesta particolarmente nei pazienti a rischio, soprattutto nei pazienti anziani o con alterata funzionalità cardiaca o renale. Se lei ha un qualsiasi ulteriore dubbio sull’utilizzo di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Se nota uno dei seguenti effetti indesiderati, consulti immediatamente il medico o contatti l’ospedale più vicino: • Reazioni allergiche (ipersensibilità). Questo effetto indesiderato in alcuni casi può progredire a reazione allergica acuta (shock anafilattico): ad esempio prurito, reazioni cutanee, gonfiore delle labbra, del viso e della lingua, difficoltà a deglutire, difficoltà resporatorie, svenimento.

• Insufficienza renale acuta (ad esempio diminuzione o assenza del flusso urinario, ritenzione idrica, respiro corto).

Gli effetti indesiderati riportati di seguito possono in generale verificarsi dopo trattamento con immunoglobuline per uso endovenoso: • bradicardia (battito cardiaco lento), sensazione di calore, sincope (svenimento), broncospasmo (restringimento delle vie aeree), tosse, tachipnea (respiro accelerato), iperidrosi (sudorazione eccessiva), tachicardia (battito cardiaco accelerato), brividi, mal di testa, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia (dolore alle articolazioni), ipotensione (abbassamento della pressione del

sangue), dolore lombare di moderata intensità e dolore muscoloscheletrico generalizzato sono stati riportati occasionalmente; • casi isolati di riduzione temporanea dei globuli rossi (anemia emolitica reversibile/emolisi), specialmente in quei pazienti con gruppi sanguigni A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede trasfusione;

Pagina 5 di 12

• un improvviso abbassamento della pressione del sangue è stato riportato raramente e, in alcuni casi isolati, possono verificarsi reazioni di ipersensibilità (shock anafilattico), anche quando il paziente non ha

presentato reazioni a precedenti somministrazioni;
• sono stati osservati rari casi di reazioni cutanee transitorie;
• molto raramente sono state riportate reazioni tromboemboliche (formazione di coaguli nel sangue) che
possono causare infarto miocardico, ictus, ostruzione delle arterie polmonari (embolia polmonare) e
trombosi delle vene profonde;
• casi di meningite non infettiva transitoria (meningite asettica reversibile);

• casi di aumento del livello di creatinina nel sangue e/o di insufficienza renale acuta;
• casi di danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI).

I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati in seguito alla somministrazione di VENBIG successivamente all’immissione in commercio del medicinale (la frequenza non può essere stimata sulla base

dei dati disponibili):
• Ipersensibilità
• Shock anafilattico
• Nausea
• Vomito
• Febbre
• Malessere
• Brividi
• Dispnea,
• Fastidio o dolore al torace
Per le informazioni relative alla sicurezza nei confronti di agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 2 “Cosa
deve sapere prima di usare VENBIG”.

Effetti indesiderati aggiuntivi nei bambini

Non sono disponibili dati specifici sulla popolazione pediatrica.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al

medico, al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’, Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Segnalando gli effetti indesiderati, lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta e sull’imballaggio esterno. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Non conservare a temperatura superiore a 25°C.

Conservare nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non congelare. VENBIG deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione con il solvente. Non usi questo medicinale se nota che la soluzione è torbida o contiene dei depositi o presenta variazione di colore (veda anche la “Descrizione dell’aspetto di VENBIG e contenuto della confezione” al paragrafo 6).

Pagina 6 di 12

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare

i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene VENBIG

Il principio attivo è immunoglobulina umana anti-epatite B.

VENBIG VENBIG 500 UI 2500 UI

Proteine umane 50 g/l 50 g/l

costituite da immunoglobuline umane almeno al 95% 95% Anticorpi contro l'antigene HBs (anti-HBs) in 500 UI/flaconcino 2500 UI/flaconcino quantità non inferiore a Anticorpi contro l'antigene HBs (anti-HBs) dopo ricostituzione con il solvente in quantità non inferiore Le sottoclassi di IgG (immunoglobuline di tipo G) hanno la seguente distribuzione: del 50 UI/ml 50 UI/ml

IgG1 26,0 - 40,0 mg/ml IgG2 13,0 - 25,0 mg/ml IgG3 1,20 - 2,50 mg/ml IgG4 0,15 - 0,50 mg/ml Il contenuto massimo di IgA è di 0,05 mg/ml

Prodotto da plasma di donatori umani.

Gli altri componenti sono saccarosio, sodio cloruro ed acqua per preparazioni iniettabili. Il flaconcino di polvere contiene immunoglobuline umane anti-epatite B, saccarosio e cloruro di sodio.

Il flaconcino di solvente contiene cloruro di sodio e acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di VENBIG e contenuto della confezione La confezione di VENBIG contiene un flaconcino di polvere ed un flaconcino di solvente con cui viene preparata la soluzione da somministrare. La polvere si presenta bianca o leggermente gialla o come una massa solida friabile.

Dopo la ricostituzione il prodotto si presenta come un liquido trasparente o leggermente opalescente, incolore o leggermente giallo. Prima della somministrazione i prodotti ricostituiti devono essere controllati visivamente per la presenza di

particelle in sospensione o di colorazione anormale. Non usare soluzioni torbide o che presentino depositi.

VENBIG 50 UI/ml polvere e solvente per soluzione per infusione Flaconcino di polvere da 500 UI + flaconcino di solvente da 10 ml + set infusionale (1 siringa con ago + 1 ago per somministrazione). Flaconcino di polvere da 2500 UI + flaconcino di solvente da 45 ml + set infusionale.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Kedrion S.p.A. - Loc. Ai Conti, 55051 Castelvecchio Pascoli, Barga (Lucca).

Pagina 7 di 12

Produttore Kedrion S.p.A. - S.S. 7 bis Km 19,5, S. Antimo (Napoli).

Questo foglio illustrativo è stato approvato l’ultima volta il: 04/2026 -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o operatori sanitari:

Istruzioni per un uso corretto

Prima dell’uso portare il prodotto a temperatura ambiente o corporea. La completa ricostituzione deve essere ottenuta entro 30 minuti.

VENBIG deve essere infuso per via endovenosa ad una velocità iniziale di 0,46 – 0,92 ml/kg/h (per esempio per un paziente di 65 kg ad una velocità di 10 - 20 gocce al minuto) per 20 - 30 minuti. In caso di reazione avversa, si deve ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,85 ml/kg/h (per esempio, per un paziente di 65 kg ad una velocità di 40 gocce/minuto) per il resto dell'infusione.

Ricostituzione della soluzione, flaconcino da 500 UI:
1.
2.
3.
aspirare il solvente con la siringa per iniezione; del
iniettare il solvente con la stessa siringa nel flaconcino contenente la polvere;
agitare delicatamente il flaconcino fino a completa dissoluzione della polvere;
4. non agitare vigorosamente, la formazione di schiuma deve essere evitata;
5. aspirare la soluzione così ottenuta con la siringa;
6. sostituire l'ago ed infondere al paziente.

Ricostituzione della soluzione, flaconcino da 2500 UI: 1. togliere le capsule di protezione dei flaconcini di polvere e di solvente;

2. pulire con alcool le superfici dei tappi dei due flaconcini;
3. inserire l’ago più piccolo del doppio ago nel flaconcino contenente il solvente;
4. togliere il cappuccio copriago dall’altro lato del doppio ago, facendo attenzione a non toccare il
secondo ago;

5. capovolgere il flaconcino di solvente con il doppio ago ed inserire il secondo ago nel flaconcino di
polvere; al momento della perforazione del tappo del flaconcino contenente la polvere, l’estremità
dell’ago nel flaconcino del solvente deve essere a contatto con il liquido e non con l’aria;
6. agitare delicatamente a temperatura ambiente il flaconcino fino a completa dissoluzione della
polvere;
7. non agitare vigorosamente, la formazione di schiuma deve essere evitata;

8. togliere il flaconcino solvente con il doppio ago;
9. applicare il set infusionale ed infondere endovena.

I prodotti ricostituiti devono essere ispezionati visivamente per verificare la presenza di corpuscoli e alterazioni della colorazione prima della somministrazione. Dopo la ricostituzione, il prodotto è un liquido chiaro o leggermente opalescente e incolore o giallo chiaro. Le soluzioni torbide o con depositi non devono essere utilizzate.

VENBIG deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione con il solvente.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Precauzioni speciali

Pagina 8 di 12

Alcune gravi reazioni avverse al prodotto possono essere dovute alla velocità di infusione. Potenziali complicazioni spesso possono essere evitate assicurandosi:

- che i pazienti non siano sensibili all’immunoglobulina umana normale somministrando all’inizio il
prodotto lentamente (con una velocità di infusione compresa tra 0,46 e 0,92 ml/kg/h);
- che i pazienti siano controllati attentamente per qualunque sintomo durante l’intero periodo di infusione.
In particolare, i pazienti che ricevono per la prima volta immunoglobulina umana normale, i pazienti che
hanno cambiato tipo di prodotto a base di IVIg o i pazienti per i quali è trascorso un lungo intervallo di
tempo dalla precedente infusione, devono essere controllati durante la prima infusione e per la prima ora

dopo la prima infusione, per individuare potenziali segnali di reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

In tutti i pazienti la somministrazione di IVIg richiede: - una adeguata idratazione prima dell’inizio dell’infusione di IVIg;

- il controllo del volume urinario;
- il controllo del livello di creatinina sierica;
- di evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa.
In caso di reazione avversa la velocità di somministrazione deve essere ridotta o l’infusione deve essere
interrotta. Il trattamento necessario dipende dalla natura e dalla gravità dell’effetto indesiderato. In caso di
shock, deve essere eseguito il trattamento medico standard per lo shock.

Reazione all'infusione del
Alcune reazioni avverse (ad esempio mal di testa, vampate di calore, brividi, mialgia, respiro sibilante,
tachicardia, dolore lombare, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocità di infusione. La
velocità di infusione raccomandata deve essere attentamente seguita. I pazienti devono essere strettamente
monitorati e osservati attentamente per qualsiasi sintomo durante l’intero periodo di infusione.
Le reazioni avverse possono manifestarsi più frequentemente:
- in caso di alta velocità di infusione;
- in pazienti con ipo - o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA.

Ipersensibilità Vere reazioni di ipersensibilità sono rare.

VENBIG contiene piccole quantità di IgA. Individui che hanno un deficit di IgA possono sviluppare anticorpi contro le IgA e possono avere reazioni anafilattiche dopo somministrazione di componenti del sangue che contengono IgA. Il medico deve quindi valutare il beneficio del trattamento con VENBIG rispetto al potenziale rischio di reazioni di ipersensibilità. Raramente, le immunoglobuline umane anti-epatite B possono indurre una caduta della pressione del sangue con reazione anafilattica, anche nei pazienti che hanno tollerato precedenti trattamenti con le

immunoglobuline.

I pazienti devono essere informati sui primi segni delle reazioni d’ipersensibilità, quali orticaria, orticaria

generalizzata, senso di costrizione al torace, sibilo, ipotensione e anafilassi. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e gravità della reazione avversa. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l’immediata interruzione dell’iniezione. In caso di shock, deve essere seguito il trattamento medico standard per lo shock.

Interferenza con i test sierologici

Dopo l'iniezione di immunoglobuline, l'aumento transitorio di vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può dare risultati falsamente positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es. A, B, D può interferire con alcune analisi sierologiche per gli anticorpi dei globuli rossi, per esempio il test dell’antiglobulina (test di Coombs).

Pagina 9 di 12

Agenti trasmissibili Misure standard per prevenire le infezioni conseguenti all’uso di medicinali preparati a partire da sangue o

plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle donazioni individuali e dei pool plasmatici per specifici marcatori di infezione e l'inclusione di step di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione dei virus. Ciò nonostante, quando si somministrano medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano, non può essere totalmente esclusa la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò si applica anche a virus e altri patogeni emergenti o sconosciuti.

Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV) e per il virus senza involucro lipidico dell’epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come il

parvovirus B19. C’è una esperienza clinica rassicurante in merito all’assenza di trasmissione dell’epatite A e del parvovirus B19 con le immunoglobuline e si può presumere che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale. Si raccomanda fortemente che ogni volta che si somministra VENBIG ad un paziente, siano registrati il

del prodotto.

Informazioni importanti sugli ingredienti di VENBIG nome ed il numero di lotto del prodotto, in modo tale da mantenere la tracciabilità tra il paziente ed il lotto

Questo medicinale contiene fino ad un massimo di 39 mg di sodio per il flaconcino da 10 ml e 175,5 mg di sodio per il flaconcino da 45 ml, equivalenti rispettivamente al 1,9 % e al 8,7 % dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale contiene fino a 92 mg di saccarosio per ml (91,9 mg/ml). Da tenere in considerazione in pazienti a rischio di insufficienza renale acuta.

Le seguenti reazioni avverse sono state associate all'uso di immunoglobuline umane normali per uso

endovenoso (IVIg):

Tromboembolismo Esistono evidenze cliniche che dimostrano una relazione tra la somministrazione di IVIg ed eventi

tromboembolici come infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (incluso l’ictus), embolia polmonare e trombosi venosa profonda che si presume siano correlati ad un aumento relativo della viscosità del sangue dovuto ad un elevato afflusso di immunoglobulina in pazienti a rischio. Bisogna essere cauti nella prescrizione e nell’infusione di IVIg in pazienti obesi ed in pazienti con fattori di rischio pre-esistenti per eventi trombotici (come età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattie vascolari o episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici acquisiti o congeniti, pazienti immobilizzati per un periodo

prolungato, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue). In pazienti a rischio per reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla minima velocità di infusione e dose praticabili.

Insufficienza renale acuta Sono stati segnalati casi di insufficienza renale acuta in pazienti sottoposti a terapia con IVIg. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati fattori di rischio, come insufficienza renale pre-esistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, assunzione concomitante di medicinali nefrotossici o età superiore ai 65 anni.

La funzionalità renale deve essere controllata prima di somministrare IVIg, in particolare in pazienti con un rischio potenzialmente aumentato di sviluppare insufficienza renale acuta, e ad intervalli adeguati dopo la somministrazione. In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla minima velocità di infusione e dose praticabili. In caso di danno renale, deve essere presa in considerazione l’interruzione delle IVIg.

Pagina 10 di 12

Anche se casi di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono stati messi in relazione con l’uso di molti prodotti medicinali autorizzati a base di IVIg contenenti vari eccipienti come il saccarosio, il glucosio e

il maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano un’altissima percentuale del numero complessivo. Nei pazienti a rischio, deve essere preso in considerazione l’uso di prodotti a base di IVIg che non contengono questi eccipienti. VENBIG contiene saccarosio (vedere paragrafo 2,“VENBIG contiene sodio e saccarosio”).

Sindrome da meningite asettica (AMS)

La sindrome da meningite asettica può manifestarsi in combinazione con il trattamento con IVIg. Generalmente la sindrome inizia dopo un periodo che varia da diverse ore a 2 giorni dal trattamento con IVIg. Gli studi sul liquido cerebrospinale spesso sono positivi per pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3, soprattutto granulociti, e livelli di proteine elevati, fino a diverse centinaia di mg/dl. I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono ricevere un esame neurologico completo, compresi gli

studi del CSF, per escludere altre cause di meningite.

L'interruzione del trattamento con IVIg ha portato alla remissione dell'AMS entro diversi giorni senza conseguenze.

Anemia emolitica I prodotti medicinali a base di IVIg contengono anticorpi gruppo sanguigno-specifici che possono agire come emolisine e indurre, in vivo, il legame dei globuli rossi con immunoglobuline, causando una reazione positiva diretta contro l’antiglobulina (test di Coombs) e, raramente, emolisi. In seguito a terapia con IVIg, può svilupparsi anemia emolitica dovuta all’aumento di captazione di globuli rossi. I soggetti che ricevono delle IVIg devono essere monitorati per segni clinici e sintomi di emolisi. Neutropenia/Leucopenia Una diminuzione transitoria della conta dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, a volte gravi, sono stati riportati dopo il trattamento con IVIg. Questo si verifica in genere entro poche ore o giorni dopo la somministrazione di IVIg e si risolve spontaneamente entro 7-14 giorni.

Danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI) Nei pazienti che ricevono IVIg sono stati riportati alcuni casi di edema polmonare acuto non cardiogeno (danno polmonare acuto associato a trasfusione, TRALI). Il TRALI è caratterizzato da ipossia severa,

dispnea, tachipnea, cianosi, febbre ed ipotensione. I sintomi associati al TRALI tipicamente compaiono durante la trasfusione o entro 6 ore dalla trasfusione, spesso entro 1-2 ore. Pertanto, i pazienti che ricevono IVIg devono essere monitorati e l’infusione con il prodotto deve essere immediatamente interrotta in caso di comparsa di reazioni avverse polmonari. Il TRALI è una condizione che può mettere il paziente in pericolo di vita richiedendo l’immediato ricovero in reparto di terapia intensiva.

Popolazione pediatrica Non sono richieste misure o monitoraggi specifici.

Raccomandazioni sul dosaggio

Posologia La dose e lo schema di trattamento dipendono dall’indicazione. Le dosi indicate di seguito sono da intendersi come linea guida.

Per prevenire le ricadute dell’epatite B dopo trapianto di fegato dovuto ad insufficienza epatica indotta da epatite B. Adulti: 10.000 UI il giorno del trapianto, peri-operativamente;

Pagina 11 di 12

in seguito 2.000-10.000 UI/giorno per 7 giorni, e quanto necessario per mantenere i livelli di anticorpi sopra 100-150 UI/l nei pazienti negativi per HBV-DNA e sopra 500 UI/l nei pazienti positivi per HBV-DNA.

Popolazione pediatrica: La posologia deve essere regolata a seconda della superficie corporea, sulla base di 10.000 UI/1,73 m2.

Immunoprofilassi dell’epatite B • Prevenzione dell’epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati:

almeno 500 UI, in base all’intensità dell’esposizione, il prima possibile dopo l’esposizione, e preferibilmente entro 24 - 72 ore. • Immunoprofilassi dell’epatite B in pazienti in emodialisi: 8-12 UI/kg fino ad un massimo di 500 UI, ogni 2 mesi fino al verificarsi della sieroconversione conseguente alla vaccinazione.

• Prevenzione dell’epatite B nel neonato con madre portatrice del virus dell’epatite B, alla nascita o il prima possibile dopo la nascita: 30-100 UI/kg. Nella pratica clinica la via di somministrazione intramuscolare è preferita ogni volta che sono necessarie somministrazioni ripetute per raggiungere la sieroconversione dopo la vaccinazione. La

successiva alla vaccinazione. somministrazione di immunoglobulina anti-epatite B può essere ripetuta fino alla sieroconversione

In tutte queste situazioni, la vaccinazione contro il virus dell’epatite B è fortemente raccomandata. La prima dose del vaccino e le immunoglobuline umane anti-epatite B possono essere iniettate lo stesso giorno, però in siti differenti. In soggetti che non hanno mostrato una risposta immunitaria dopo la vaccinazione (anticorpi anti-HBs non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua, può essere presa in considerazione la somministrazione di 500 UI negli adulti e 8 UI/kg nei bambini, ogni 2 mesi; si considera che un titolo anticorpale protettivo minimo sia di 10 mUI/ml.

Devono essere presi in considerazione anche la dose e lo schema posologico per l'impiego delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso raccomandati in altre linee guida ufficiali.

Pagina 12 di 12

Domande frequenti su VENBIG

Come si usa VENBIG?

VENBIG si presenta in forma di Polvere e solvente per soluzione per infusione endovenosa e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

VENBIG è disponibile senza ricetta?

No, VENBIG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di VENBIG?

Il principio attivo di VENBIG è IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B.

Quali sono gli equivalenti di VENBIG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NEOHEPATECT, ZUTECTRA, IMMUNOHBS, UMAN BIG. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce VENBIG?

VENBIG è prodotto da KEDRION S.P.A..

Da quando VENBIG è autorizzato in Italia?

VENBIG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1992-10-15.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

VENBIG 50 UI/ml Polvere e solvente per soluzione per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Immunoglobulina umana anti-epatite B. VENBIG 500 UI VENBIG 2500 UI Proteine umane 50 g/l 50 g/l Costituite da immunoglobuline umane almeno al 95% 95% Anticorpi contro l'antigene HBs (anti-HBs) in quantità non inferiore a 500 UI/flaconcino 2500 UI/flaconcino Anticorpi contro l'antigene HBs (anti-HBs) dopo ricostituzione con il solvente in quantità non inferiore a 50 UI/ml 50 UI/ml Distribuzione delle sottoclassi di IgG: IgG1 26,0 – 40,0 mg/ml IgG2 13,0 – 25,0 mg/ml IgG3 1,20 – 2,50 mg/ml IgG4 0,15 – 0,50 mg/ml Massimo contenuto di IgA 0,05 mg/ml Prodotto da plasma di donatori umani. Eccipienti con effetto noto: Questo medicinale contiene fino ad un massimo di 39 mg di sodio per il flaconcino da 10 ml e 175,5 mg di sodio per il flaconcino da 45 ml. Un ml contiene fino a 92 mg di saccarosio (91,9 mg/ml). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere e solvente per soluzione per infusione. Il prodotto liofilizzato si presenta come una polvere bianca o leggermente gialla, o come una massa solida friabile.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutich

• Profilassi delle recidive del virus dell’epatite B dopo trapianto di fegato nell’insufficienza epatica indotta da virus dell’epatite B, in combinazione con terapia antivirale. • Immunoprofilassi dell’epatite B: − In caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (incluse le persone che non sono completamente vaccinate o il cui ciclo di vaccinazione non è conosciuto). − In pazienti in emodialisi, finché la vaccinazione non è diventata efficace. − Nel neonato con madre portatrice del virus dell’epatite B. − In soggetti che non hanno mostrato una risposta immunitaria dopo la vaccinazione (anticorpi antiepatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua per il rischio persistente di contrarre l’epatite B. Devono essere prese in considerazione altre linee guida ufficiali sull'uso appropriato delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia Profilassi delle recidive dell’epatite B dopo trapianto di fegato per insufficienza epatica indotta da epatite B. Adulti 10.000 UI il giorno del trapianto, peri-operativamente; in seguito 2.000-10.000 UI/giorno per 7 giorni e quanto necessario per mantenere i livelli di anticorpi sopra 100-150 UI/l nei pazienti negativi per HBV-DNA e sopra 500 UI/l nei pazienti positivi per HBV-DNA. Popolazione pediatrica La posologia deve essere regolata a seconda della superficie corporea, sulla base di 10.000 UI/1,73 m2 . Immunoprofilassi dell’epatite B • Profilassi dell’epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati: almeno 500 UI, in base all’intensità dell’esposizione, il prima possibile dopo l’esposizione, e preferibilmente entro 24 - 72 ore. • Immunoprofilassi dell’epatite B in pazienti in emodialisi: 8-12 UI/kg fino ad un massimo di 500 UI, ogni 2 mesi fino al verificarsi della sieroconversione conseguente alla vaccinazione. • Prevenzione dell’epatite B nel neonato con madre portatrice del virus dell’epatite B, alla nascita o il prima possibile dopo la nascita: 30-100 UI/kg. Nella pratica clinica la via di somministrazione intramuscolare è preferita ogni volta che sono necessarie somministrazioni ripetute per raggiungere la sieroconversione dopo la vaccinazione. La somministrazione di immunoglobuline anti epatite B può essere ripetuta fino alla sieroconversione conseguente alla vaccinazione. In tutte queste situazioni, la vaccinazione contro il virus dell’epatite B è fortemente raccomandata. La prima dose del vaccino e le immunoglobuline umane anti-epatite B possono essere iniettate lo stesso giorno, però in siti differenti. In soggetti che non hanno mostrato una risposta immunitaria dopo la vaccinazione (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua, può essere presa in considerazione la somministrazione di 500 UI negli adulti e 8 UI/kg nei bambini, ogni 2 mesi; si considera che un titolo anticorpale protettivo minimo sia di 10 mUI/ml.

Devono essere presi in considerazione anche la dose e lo schema posologico per l'impiego delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso raccomandati in altre linee guida ufficiali. Modo di somministrazione Uso endovenoso. VENBIG deve essere infuso per via endovenosa ad una velocità iniziale di 0,46 – 0,92 ml/kg/h (per esempio, per un paziente di 65 kg ad una velocità di 10 - 20 gocce/minuto) per 20 - 30 minuti. Vedere il paragrafo 4.4. In caso di reazione avversa, si deve ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,85 ml/kg/h (per esempio, per un paziente di 65 kg ad una velocità di 40 gocce/minuto) per il resto dell'infusione. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo (immunoglobuline umane) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pazienti con deficienza selettiva di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti-IgA, in quanto la somministrazione di un prodotto contenente IgA può provocare anafilassi. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego I pazienti devono essere regolarmente monitorati per i livelli sierici degli anticorpi anti-HBs. Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati. Precauzioni per l'uso Potenziali complicazioni possono essere spesso evitate assicurandosi che i pazienti: • non siano sensibili all’immunoglobulina umana normale somministrando all’inizio il prodotto lentamente (velocità di infusione 0,46 – 0,92 ml/kg/h); • siano controllati attentamente per qualunque sintomo durante l’intero periodo di infusione. In particolare, i pazienti che ricevono per la prima volta immunoglobulina umana normale, i pazienti che hanno cambiato tipo di prodotto a base di IVIg o i pazienti per i quali è trascorso un lungo intervallo di tempo dalla precedente infusione, devono essere controllati in ospedale durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, per individuare potenziali segnali di reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione. In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede: - una adeguata idratazione prima dell’inizio dell’infusione di IVIg - il controllo del volume urinario - il controllo del livello di creatinina sierica - di evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa. In caso di reazione avversa, la velocità di somministrazione deve essere ridotta o l’infusione deve essere interrotta. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravità della reazione avversa. Reazione all'infusion

Alcune reazioni avverse (ad esempio cefalea, vampate di calore, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, dolore lombare, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocità di infusione. La velocità di somministrazione, raccomandata nel paragrafo 4.2 "Modo di somministrazione", deve essere strettamente seguita. I pazienti devono essere rigorosamente controllati ed attentamente osservati per evidenziare la comparsa di qualsiasi sintomo durante l'intero periodo dell’infusione. Le reazioni avverse possono manifestarsi più frequentemente: - in caso di alta velocità di infusione; - in pazienti con ipo - o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA. Ipersensibilità Vere reazioni di ipersensibilità sono rare. VENBIG contiene piccole quantità di IgA. Individui che hanno un deficit di IgA possono potenzialmente sviluppare anticorpi contro le IgA e possono avere reazioni anafilattiche dopo somministrazione di componenti del sangue che contengono IgA. Il medico deve quindi valutare il beneficio del trattamento con VENBIG rispetto al potenziale rischio di reazioni di ipersensibilità. Raramente, le immunoglobuline umane anti-epatite B possono indurre una caduta della pressione del sangue con reazione anafilattica, anche nei pazienti che hanno tollerato precedenti trattamenti con le immunoglobuline. I pazienti devono essere informati sui primi segni delle reazioni d’ipersensibilità, quali orticaria, orticaria diffusa, senso di costrizione al torace, sibilo, ipotensione e anafilassi. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e gravità della reazione avversa. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l’immediata interruzione dell’iniezione. In caso di shock, deve essere eseguito il trattamento medico standard per lo shock. Interferenza con i test sierologici Dopo l'iniezione di immunoglobuline, l'aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può dare risultati falsamente positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es. A, B, D, può interferire con alcune analisi sierologiche per gli anticorpi dei globuli rossi, per esempio il test dell’antiglobulina (test di Coombs). Agenti trasmissibili Misure standard per prevenire le infezioni conseguenti all’uso di medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle donazioni individuali e dei pool plasmatici per specifici marcatori di infezione e l'inclusione di step di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione dei virus. Ciò nonostante, quando si somministrano medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano, non può essere totalmente esclusa la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò si applica anche a virus e altri patogeni emergenti o sconosciuti. Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV) e per il virus senza involucro dell’epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come il parvovirus B19. C’è una esperienza clinica rassicurante in merito all’assenza di trasmissione dell’epatite A o del parvovirus B19 con le immunoglobuline e si può presumere che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale. Si raccomanda fortemente che ogni volta che si somministra VENBIG ad un paziente, siano registrati il nome ed il numero di lotto, in modo tale da mantenere la tracciabilità tra il paziente ed il lotto del prodotto.

Informazioni importanti sugli ingredienti di VENBIG Questo medicinale contiene fino ad un massimo di 39 mg di sodio per il flaconcino da 10 ml e 175,5 mg di sodio per il flaconcino da 45 ml, equivalenti rispettivamente al 1,9% e al 8,7% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale contiene fino a 92 mg di saccarosio per ml (91,9 mg/ml). Da tenere in considerazione in pazienti a rischio di insufficienza renale acuta. Le seguenti reazioni avverse sono state associate all'uso di immunoglobuline umane normali per uso endovenoso (IVIg): Tromboembolismo Esistono evidenze cliniche che dimostrano una relazione tra la somministrazione di IVIg ed eventi tromboembolici come infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (incluso l’ictus), embolia polmonare e trombosi venosa profonda che si presume siano correlati ad un aumento relativo della viscosità del sangue dovuto ad un elevato afflusso di immunoglobulina in pazienti a rischio. Bisogna essere cauti nella prescrizione e nell’infusione di IVIg in pazienti obesi ed in pazienti con fattori di rischio pre-esistenti per eventi trombotici (come età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattie vascolari o episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici acquisiti o congeniti, pazienti immobilizzati per un periodo prolungato, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue). In pazienti a rischio per reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla minima velocità di infusione e dose praticabili. Insufficienza renale acuta Sono stati segnalati casi di insufficienza renale acuta in pazienti sottoposti a terapia con IVIg. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati fattori di rischio, come insufficienza renale pre-esistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, assunzione concomitante di medicinali nefrotossici o età superiore ai 65 anni. La funzionalità renale deve essere controllata prima di somministrare IVIg, in particolare in pazienti con un rischio potenzialmente aumentato di sviluppare insufficienza renale acuta, e ad intervalli adeguati dopo la somministrazione. In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla minima velocità di infusione e dose praticabili. In caso di danno renale, deve essere presa in considerazione l’interruzione delle IVIg. Anche se casi di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono stati messi in relazione con l’uso di molti prodotti medicinali autorizzati a base di IVIg contenenti vari eccipienti come il saccarosio, il glucosio e il maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano un’altissima percentuale del numero complessivo. Nei pazienti a rischio, deve essere preso in considerazione l’uso di altri prodotti a base di IVIg che non contengano questi eccipienti. VENBIG contiene saccarosio (vedere paragrafo 2). Sindrome da meningite asettica (AMS) La sindrome da meningite asettica può manifestarsi in combinazione con il trattamento con IVIg. Generalmente la sindrome inizia dopo un periodo che varia da diverse ore a 2 giorni dal trattamento con IVIg. Gli studi sul liquido cerebrospinale spesso sono positivi per pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3 , soprattutto granulociti, e livelli di proteine elevati, fino a diverse centinaia di mg/dl. I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono ricevere un esame neurologico completo, compresi gli studi del CSF, per escludere altre cause di meningite. L'interruzione del trattamento con IVIg ha portato alla remissione dell'AMS entro diversi giorni senza conseguenze. Anemia emolitica I prodotti medicinali a base di IVIg possono contenere anticorpi gruppo sanguigno-specifici che possono agire come emolisine e indurre, in vivo, il legame dei globuli rossi con immunoglobuline, causando un

reazione positiva diretta contro l’antiglobulina (test di Coombs) e raramente, emolisi. In seguito a terapia con IVIg, può svilupparsi anemia emolitica dovuta all’aumento della captazione di globuli rossi. I soggetti che ricevono le IVIg devono essere monitorati per segni clinici e sintomi di emolisi. Neutropenia/Leucopenia Una diminuzione transitoria della conta dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, a volte gravi, sono stati riportati dopo il trattamento con IVIg. Questo si verifica in genere entro poche ore o giorni dopo la somministrazione di IVIg e si risolve spontaneamente entro 7-14 giorni. Danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI) Nei pazienti che ricevono IVIg sono stati riportati alcuni casi di edema polmonare acuto non cardiogeno TRALI. Il TRALI è caratterizzato da ipossia severa, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre ed ipotensione. I sintomi associati al TRALI tipicamente compaiono durante la trasfusione o entro 6 ore dalla trasfusione, spesso entro 1-2 ore. Pertanto, i pazienti che ricevono IVIg devono essere monitorati e l’infusione con il prodotto deve essere immediatamente interrotta in caso di comparsa di reazioni avverse polmonari. Il TRALI è una condizione che può mettere il paziente in pericolo di vita richiedendo l’immediato ricovero in reparto di terapia intensiva. Popolazione pediatrica Non sono richieste misure o monitoraggi specifici. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Vaccini a virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobuline può interferire con lo sviluppo di una risposta immunitaria ai vaccini a base di virus vivi attenuati come la rosolia, la parotite, il morbillo e la varicella per un periodo che può durare fino a 3 mesi. Dopo la somministrazione di questo prodotto deve trascorrere un intervallo di almeno 3 mesi prima di procedere a vaccinazioni con vaccini a base di virus vivi attenuati. Le immunoglobuline umane anti-epatite B devono essere somministrate tre o quattro settimane dopo la vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati; nel caso in cui la somministrazione di immunoglobuline umane anti-epatite B sia necessaria entro tre o quattro settimane dalla vaccinazione, una rivaccinazione deve essere fatta tre mesi dopo la somministrazione delle immunoglobuline umane antiepatite B. Popolazione pediatrica Non sono stati eseguiti studi specifici d’interazione nella popolazione pediatrica. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza La sicurezza d'uso di questo medicinale durante la gravidanza umana non è stata stabilita in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrato con cautela in donne in gravidanza. È stato dimostrato che i prodotti a base di IVIg attraversano la placenta, in modo crescente durante il terzo trimestre di gravidanza. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono da attendersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza o sul feto e sul neonato. Allattamento La sicurezza d'uso di VENBIG in madri che allattano non è stata stabilita in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne che allattano. Le immunoglobuline sono escrete nel latte materno e possono contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al neonato. Non sono previsti effetti negativi su neonati/bambini allattati al seno. Fertilit

L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono da aspettarsi effetti dannosi sulla fertilità. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari VENBIG non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti che manifestano reazioni avverse durante il trattamento devono attendere la loro risoluzione prima di guidare veicoli o usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Riassunto del profilo di sicurezza Effetti indesiderati clinicamente significativi riscontrati con l’utilizzo di immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso possono includere ipersensibilità, shock anafilattico e insufficienza renale acuta. Altri possibili effetti indesiderati che possono verificarsi con l’utilizzo di immunoglobuline umane antiepatite B per uso endovenoso sono: cefalea, tachicardia, ipotensione, nausea, vomito, reazioni cutanee, eritema, pizzicore, prurito, artralgia, febbre, malessere e brividi. Le reazioni avverse causate dalle immunoglobuline umane normali per uso endovenoso (in frequenza decrescente) comprendono (vedere anche il paragrafo 4.4): • Bradicardia, sensazione di calore, sincope, broncospasmo, tosse, tachipnea, iperidrosi, tachiacrdia, brividi, cefalea, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, calo della pressione del sangue (ipotensione), dolore lombare di moderata intensità e dolore muscoloscheletrico generalizzato • reazioni emolitiche reversibili; specialmente in quei pazienti con gruppi sanguigni A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede trasfusione • (raramente) un improvviso calo della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità alla precedente somministrazione • (raramente) reazioni cutanee transitorie (incluso lupus eritematoso cutaneo - frequenza non nota) • (molto raramente) reazioni tromboemboliche come infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda • casi di meningite asettica reversibile • casi di aumento del livello di creatinina sierica e/o insorgenza di insufficienza renale acuta • casi di danno polmonare acuto associato a trasfusione (TRALI) Elenco delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse sono state riportate dall’esperienza post-marketing. La tabella riportata sotto è stata compilata in accordo alla classificazione per sistemi e organi (SOC) e livello di termine preferito (PT) secondo MedDRA ed include le reazioni avverse che si verificano con le immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso. La frequenza è stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). I dati seguenti sono in linea con il profilo di sicurezza delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso e confermati dall’esperienza acquisita a seguito dell’immissione in commercio: dal momento che la segnalazione di reazioni avverse nel post-marketing è volontaria e proviene da una popolazione di dimensioni non note, non è possibile fare una stima affidabile della frequenza di queste reazioni.

Classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA (SOC) Reazione Avversa Frequenza Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità, shock anafilattico Non nota Patologie gastrointestinali Nausea, vomito Non nota Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea, fastidio toracico, dolore toracico Non nota Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Febbre, malessere, brividi Non nota Durante il trattamento profilattico della re-infezione d’organo casi molto rari di reazioni di intolleranza possono essere legati ad un aumento dell’intervallo di tempo tra due somministrazioni. Per le informazioni relative alla sicurezza nei confronti di agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4. Popolazione pediatrica Sebbene non siano disponibili dati specifici sulla popolazione pediatrica, ci si attende che la frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini non siano diverse rispetto a quelle della popolazione adulta. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse 4.9. Sovradosaggio Le conseguenze del sovradosaggio non sono conosciute. Il sovradosaggio di IVIg può portare ad un sovraccarico di liquidi e ad iperviscosità, particolarmente nei pazienti a rischio, inclusi pazienti anziani o pazienti con insufficienza cardiaca o renale (vedere paragrafo 4.4).

5. Proprieta' farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Gruppo farmacoterapeutico: sieri immuni e immunoglobuline; - Immunoglobuline anti-epatite B; codice ATC: J06BB04. Le immunoglobuline umane anti-epatite B contengono principalmente immunoglobuline G (IgG) con un contenuto particolarmente alto di anticorpi contro gli antigeni di superficie del virus dell’epatite B (HBs). Popolazione pediatrica Non sono disponibili studi specifici di efficacia e sicurezza condotti nella popolazione pediatrica. 5.2. Proprietà farmacocinetich

La biodisponibilità delle immunoglobuline umane anti-epatite B per uso endovenoso è completa ed immediata. Le IgG sono velocemente distribuite tra il plasma ed i fluidi extravascolari. Le immunoglobuline umane anti-epatite B hanno un'emivita di circa 3-4 settimane. Questa emivita può variare da paziente a paziente. Le IgG ed i complessi di IgG sono catabolizzati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Le immunoglobuline sono costituenti normali dell'organismo umano. La sicurezza di VENBIG rispetto alle sostanze utilizzate nel trattamento di inattivazione virale, un metodo ben consolidato, è stata valutata attraverso una analisi bibliografica. Quindi non è stato eseguito nessun test preclinico di sicurezza con VENBIG.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Flaconcino di polvere: Saccarosio Sodio cloruro Flaconcino di solvente: Sodio cloruro Acqua per preparazioni iniettabili 6.2. Incompatibilità In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti medicinali ad eccezione del solvente menzionato nel paragrafo 6.6. 6.3. Periodo di validità 3 anni. VENBIG deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Non conservare a temperatura superiore a 25°C. Conservare nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non congelare. 6.5. Natura e contenuto del contenitore VENBIG, flaconcino da 500 UI Flaconcino di polvere Flaconcino di vetro incolore di tipo I, con tappo perforabile in elastomero e ghiera in alluminio e tappo flipoff in plastica, contenente polvere corrispondente a 500 UI di principio attivo. Flaconcino di solvente Flaconcino di vetro neutro di tipo I, con tappo perforabile in elastomero e ghiera in alluminio e tappo flip-off in plastica, contenente 10 ml di solvente. Set sterile per la ricostituzione e la somministrazione: una siringa da 10 ml con ago, per la ricostituzione della polvere con il solvente, ed un secondo ago, da sostituire al primo, per la somministrazione al paziente.

VENBIG, flaconcino da 2500 UI Flaconcino di polvere Flaconcino di vetro incolore di tipo I, con tappo perforabile in elastomero e ghiera in alluminio e tappo flipoff in plastica, contenente polvere corrispondente a 2500 UI di principio attivo. Flaconcino di solvente Flaconcino di vetro neutro di tipo I, con tappo perforabile in elastomero e ghiera in alluminio e tappo flip-off in plastica, contenente 45 ml di solvente. Set per la ricostituzione e la somministrazione: doppio ago, set sterile per infusione composto da: tubo di plastica con camera trasparente di gocciolamento, filtro dell’aria, regolatore del flusso, ago perforatore, ago per infusione. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione VENBIG deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell'uso. La completa ricostituzione deve essere ottenuta entro 30 minuti. Ricostituzione della soluzione, flaconcino da 500 UI: 1. aspirare il solvente con la siringa per iniezione; 2. iniettare il solvente con la stessa siringa nel flaconcino contenente la polvere; 3. agitare delicatamente il flaconcino fino a completa dissoluzione della polvere; 4. non agitare vigorosamente, la formazione di schiuma deve essere evitata; 5. aspirare la soluzione così ottenuta con la siringa; 6. sostituire l'ago ed infondere al paziente. Ricostituzione della soluzione, flaconcino da 2500 UI: 1. togliere le capsule di protezione dei flaconcini di polvere e di solvente; 2. pulire con alcool le superfici dei tappi dei due flaconcini; 3. inserire l’ago più piccolo del doppio ago nel flaconcino contenente il solvente; 4. togliere il cappuccio copriago dall’altro lato del doppio ago, facendo attenzione a non toccare il secondo ago; 5. capovolgere il flaconcino di solvente con il doppio ago ed inserire il secondo ago nel flaconcino di polvere; al momento della perforazione del tappo del flaconcino contenente la polvere, l’estremità dell’ago nel flaconcino del solvente deve essere a contatto con il liquido e non con l’aria; 6. agitare delicatamente a temperatura ambiente il flaconcino fino a completa dissoluzione della polvere; 7. non agitare vigorosamente, la formazione di schiuma deve essere evitata; 8. togliere il flaconcino di solvente con il doppio ago; 9. applicare il set infusionale ed infondere endovena. I prodotti ricostituiti devono essere ispezionati visivamente per verificare la presenza di corpuscoli e alterazioni della colorazione prima della somministrazione. Dopo la ricostituzione, il prodotto è un liquido chiaro o leggermente opalescente e incolore o giallo chiaro. Le soluzioni torbide o con depositi non devono essere utilizzate. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Kedrion S.p.A. - Loc. Ai Conti, 55051 Castelvecchio Pascoli, Barga (Lucca).

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

VENBIG 50 UI/ml polvere e solvente per soluzione per infusione, flaconcino polvere 500 UI + flaconcino solvente 10 ml + set infusionale AIC n. 026415048

VENBIG 50 UI/ml polvere e solvente per soluzione per infusione, flaconcino polvere 2500 UI + flaconcino solvente 45 ml + set infusionale AIC n. 026415051

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data del rinnovo più recente: Giugno 2010

10. Data di revisione del testo

Aprile 2026

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.