OXALIPLATINO TEVA

L’oxaliplatino viene usato per curare il cancro dell’intestino crasso (trattamento sia del cancro al colon stadio III dopo resezione completa del tumore primario, che del cancro metastatico di colon e retto). L’oxaliplatino è utilizzato in combinazione con altri farmaci antitumorali chiamati 5-fluorouracile e acido folinico. Oxaliplatino Teva 5 mg/ml è un antineoplastico, ovvero un farmaco anticancro e contiene platino.

Usato per: cancro dell'intestino crassocancro

Principio attivo: OXALIPLATINO · ATC L01XA03 · TEVA ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
OXALIPLATINO*1 flaconcino EV 100 mg 20 ml 5 mg/ml H 407,23 € — fornito dall'ospedale
OXALIPLATINO*1 flaconcino EV 200 mg 40 ml 5 mg/ml H 570,12 € — fornito dall'ospedale
OXALIPLATINO*1 flaconcino EV 50 mg 10 ml 5 mg/ml H 203,67 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: OXALIPLATINO
Forma farmaceutica: Concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 5 mg/ml CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: TEVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: L01XA03
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· OXALIPLATINO ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· OXALIPLATINO AUROBINDO ITALIA - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· OXALIPLATINO SUN - SUN PHARMA FRANCE
· OXALIPLATINO FOSUN PHARMA - FOSUN PHARMA SP ZOO
· OXALIPLATINO HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· OXALIPLATINO KABI - FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.
· OXALIPLATINO SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Il principio attivo di Oxaliplatino Teva 5 mg/ml è l’oxaliplatino.

L’oxaliplatino viene usato per curare il cancro dell’intestino crasso (trattamento sia del cancro al colon stadio III dopo resezione completa del tumore primario, che del cancro metastatico di colon e retto). L’oxaliplatino è utilizzato in combinazione con altri farmaci antitumorali chiamati 5-fluorouracile e acido folinico.

Oxaliplatino Teva 5 mg/ml è un antineoplastico, ovvero un farmaco anticancro e contiene platino.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Oxaliplatino Teva 5 mg/ml:
- se è allergico ad oxaliplatino o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al
paragrafo 6),
- se sta allattando (vedere anche il paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”),

- se ha già un numero ridotto di cellule del sangue,

- se avverte già formicolio e ha una ridotta sensibilità alle dita di mani e/o piedi, e ha difficoltà a svolgere
compiti delicati, come ad esempio abbottonare gli indumenti,
- se soffre di gravi disturbi renali.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Oxaliplatino Teva 5 mg/ml:
- se in passato ha manifestato una reazione allergica nei confronti di medicinali contenenti platino, come
ad esempio il carboplatino o il cisplatino. Si possono verificare reazioni allergiche durante qualsiasi
infusione di oxaliplatino.
- se soffre di disturbi renali moderati o lievi,
- se soffre di disturbi epatici, o se riscontra delle anomalie nei risultati del test della funzionalità epatica,

- se ha o ha sofferto di disturbi al cuore come per esempio un segnale elettrico anomalo chiamato prolungamento dell’intervallo QT, un battito cardiaco irregolare, o una storia familiare di problemi al cuore.

Informi immediatamente il medico ogniqualvolta avverte uno dei sintomi qui di seguito riportati. Il medico potrebbe doverla trattare per questi eventi. Il medico potrebbe ridurre la dose di Oxaliplatino Teva 5 mg/ml, o ritardare o interrompere il trattamento con Oxaliplatino Teva 5 mg/ml.

- Se, durante il trattamento, avverte una fastidiosa sensazione alla gola, in particolare quando deglutisce, ed

ha una sensazione di affanno.
- Se ha problemi ai nervi delle mani o dei piedi, come torpore o formicolio, o una diminuzione della
sensibilità alle mani o ai piedi.
- Se ha mal di testa, un’alterazione delle funzioni mentali, convulsioni e anomalie della vista da visione

sfuocata a perdita della vista.
- Se si sente male o sta male (nausea o vomito).
- Se ha una diarrea grave.
- Se ha male alle labbra o presenta ulcere alla bocca (mucositi/stomatiti).
- Se ha diarrea, o una diminuzione dei globuli bianchi o delle piastrine. Il medico potrebbe ridurle la dose

di Oxaliplatino Teva 5 mg/ml o ritardarle il trattamento con Oxaliplatino Teva 5 mg/ml.
- Se ha sintomi respiratori inspiegabili come tosse, o difficoltà a respirare. Il medico potrebbe interrompere
il trattamento con Oxaliplatino Teva 5 mg/ml.
- Se prova un’estrema stanchezza, mancanza di respiro, o se sviluppa una malattia ai reni in cui urina poco
o non urina (sintomi di insufficienza renale acuta).
- Se ha febbre (temperatura maggiore o uguale ai 38°C), o brividi, possono essere segno di infezione.
Potrebbe essere a rischio di sviluppare un’infezione del sangue.

- Se ha febbre superiore ai 38°C. Il medico stabilirà se ha una riduzione dei globuli bianchi.
- Se si verifica un inatteso sanguinamento o la comparsa di lividi (coagulazione intravascolare
disseminata), poiché questi possono essere segni di coaguli di sangue nei piccoli vasi sanguigni corporei.
- Se sviene (perdita di coscienza) o ha un battito cardiaco irregolare mentre sta assumendo Oxaliplatino
Teva 5 mg/ml, poiché questo può essere segno di una seria condizione cardiaca.

- Se avverte dolori muscolari e gonfiore in associazione a debolezza, febbre o urine marroni-rosse. Questi
potrebbero essere segni di danno muscolare (rabdomiolisi) e potrebbero portare a problemi ai reni o ad
altre complicanze
- Se ha dolore addominale, nausea, vomito con sangue o vomito che assomiglia a “fondo di caffè”, o feci di

colore scuro/catrame, poiché possono essere segni di un’ulcera dell’intestino (ulcera gastrointestinale con potenziale sanguinamento o perforazione). - Se ha dolore addominale (alla pancia), diarrea con sangue, e nausea e/o vomito, che possono essere causati da una riduzione del flusso di sangue alla parete addominale (ischemia intestinale).

Altri medicinali e Oxaliplatino Teva 5 mg/ml Informi il medico o il farmacista se sta assumendo/usando, ha recentemente assunto/usato o potrebbe assumere/usare qualsiasi altro medicinale, inclusi quelli acquistabili senza prescrizione medica.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Gravidanza
- Non si raccomanda una gravidanza durante la terapia con oxaliplatino, quindi è necessario fare uso di un
efficace metodo di contraccezione. Le pazienti di sesso femminile devono adottare opportune misure
contraccettive durante la terapia e per 4 mesi dopo la sua sospensione.
- Se è in gravidanza o sta pianificando una gravidanza, è molto importante discuterne con il medico prima di
sottoporsi a qualsiasi trattamento.

- Se inizia una gravidanza nel corso del trattamento, deve informarne immediatamente il medico.

Allattamento - Nel corso della cura con oxaliplatino non deve allattare con latte materno.

Fertilità
- Oxaliplatino può avere un effetto anti-fertilità, che può essere irreversibile. I pazienti di sesso maschile
possono chiedere ragguagli riguardo alla conservazione dello sperma prima di sottoporsi alla terapia.
- Si consiglia ai pazienti di sesso maschile di non concepire per tutta la durata del trattamento e sino a 6 mesi

dalla sua conclusione e di adottare misure opportune contraccettive durante questo periodo.

Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Il trattamento con oxaliplatino può portare a un aumento del rischio di capogiri, nausea (sensazione di malessere), vomito (stato di malessere) ed altri sintomi neurologici che influiscono sul camminare e sul senso dell’equilibrio. Se avverte questi malesseri, non si metta alla guida e non utilizzi macchinari. Se manifesta problemi alla vista mentre è in trattamento con Oxaliplatino Teva 5 mg/ml, non guidi veicoli, non utilizzi

macchinari pesanti o non esegua attività pericolose.

Come usarlo

Oxaliplatino Teva 5 mg/ml è usato esclusivamente negli adulti. Solamente per uso singolo.

Dose La dose di Oxaliplatino Teva 5 mg/ml dipende dall'area della sua superficie corporea. Questa viene calcolata partendo dal suo peso e dalla sua altezza. Per gli adulti, compresi gli anziani, la dose raccomandata è pari a 85 mg/m2 dell’area della superficie corporea. La dose somministrata dipenderà anche dai risultati delle sue analisi del sangue e se lei ha già avuto in

precedenza effetti indesiderati con Oxaliplatino Teva 5 mg/ml.

Modo e via di somministrazione - Oxaliplatino Teva 5 mg/ml le sarà prescritto da uno specialista nella cura dei tumori.

- Lei sarà trattato da un operatore sanitario professionale che preparerà la dose corretta di Oxaliplatino Teva 5
mg/ml.
- Oxaliplatino Teva 5 mg/ml viene somministrato mediante un’iniezione lenta in una delle sue vene
(un’infusione endovenosa) nell’arco di un periodo di tempo pari a 2-6 ore.

- Oxaliplatino Teva 5 mg/ml le sarà somministrato contemporaneamente all’acido folinico e prima

dell’infusione del 5-fluorouracile.

Frequenza della somministrazione Solitamente, è prevista un'infusione una volta ogni 2 settimane.

Durata del trattamento La durata della terapia sarà determinata dal medico. Dopo asportazione completa del tumore, la terapia durerà al massimo 6 mesi.

Se usa più Oxaliplatino Teva 5 mg/ml di quanto deve Poiché questo farmaco è somministrato da personale sanitario qualificato è molto improbabile che lei possa riceverne una dose eccessiva o ridotta.

In caso di sovradosaggio potrà avvertire un incremento degli effetti indesiderati. Il suo medico potrà presc riverle il trattamento appropriato per questi effetti indesiderati.

Se ha qualsiasi dubbio in merito al trattamento, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Se dimentica di prendere Oxaliplatino Teva 5 mg/ml Il medico stabilirà quando dovrà assumere il farmaco. Se ritiene di avere saltato una dose, è necessario che contatti il medico al più presto.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Qualora avvertisse qualsiasi effetto indesiderato, è importante che informi il medico prima di iniziare il trattamento successivo.

Più avanti troverà descritti gli effetti indesiderati a cui potrebbe andare incontro. Se manifesta uno dei seguenti sintomi ne parli immediatamente con il medico: - Sintomi di una reazione allergica o anafilattica con segni improvvisi come eruzione, prurito od orticaria sulla pelle, difficoltà a ingerire, gonfiore di viso, labbra, lingua o altre parti del corpo, respiro affannoso o sibilante o difficoltà di respirazione, stanchezza estrema (potrebbe avere la sensazione di imminente svenimento).

Nella maggior parte dei casi, questi sintomi si sono verificati durante l’infusione o subito dopo, ma reazioni
allergiche ritardate sono state osservate ore o addirittura giorni dopo l’infusione.
- Ecchimosi anomale, sanguinamento o segni di infezione come mal di gola e febbre alta.
- Diarrea grave o persistente o vomito (stato di malessere).
- Presenza di sangue o di particelle di colore caffè-marrone scuro nel vomito.

- Piaghe sulle labbra o ulcere in bocca (mucosite/stomatite).
- Sintomi respiratori inspiegabili come tosse secca, difficoltà respiratoria, o crepitii.
- Una serie di sintomi quali mal di testa, alterata funzionalità mentale, convulsioni e alterazioni della vista, che
possono variare dalla visione sfuocata alla perdita della vista (sintomi della sindrome di leucoence falia

posteriore reversibile, una rara malattia neurologica). - Grave affaticamento con una diminuzione del numero dei globuli rossi, e mancanza di respiro (anemia emolitica), da soli o in combinazione con una bassa conta piastrinica, lividi anomali (trombocitopenia) e una malattia ai reni per la quale urina poco o non urina (tutti sintomi della sindrome emolitica-uremica).

Altri effetti indesiderati noti di Oxaliplatino 5 mg/ml sono:

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10) - Oxaliplatino Teva 5 mg/ml può avere effetti sul sistema nervoso (neuropatia periferica). È possibile avvertire formicolio e/o insensibilità alle dita delle mani, dei piedi, intorno alla bocca oppure in gola; tali

disturbi possono talvolta manifestarsi in associazione a crampi. Questi effetti indesiderati sono spesso indotti dall’esposizione al freddo, per es. aprendo un frigorifero oppure tenendo in mano una bevanda fredda. Vi è pure la possibilità di fare fatica a eseguire compiti di precisione, come abbottonarsi i vestiti. Sebbene nella maggior parte dei casi tali sintomi si risolvano autonomamente in maniera completa, è possibile che, dopo la fine della terapia, si osservi la persistenza di sintomi legati a neuropatia sensoriale periferica. Alcuni soggetti hanno avvertito una sensazione di

formicolio simile a una scossa quando, tenendo il collo flesso, li si tocca spostandosi lungo le braccia o il tronco. - Oxaliplatino Teva 5 mg/ml può talvolta provocare una fastidiosa sensazione a livello della gola, in particolare durante la deglutizione, e dare la sensazione di avere il respiro corto. Quest'ultima circostanza, se

si verifica, si osserva durante o entro alcune ore dall'infusione e può essere indotta da esposizione al freddo; sebbene non sia piacevole, non durerà a lungo e scomparirà senza che si renda necessario alcun ulteriore trattamento. In conseguenza di ciò, il medico potrà decidere di variare la terapia. - Oxaliplatino Teva 5 mg/ml può causare diarrea, leggera nausea (sensazione di malessere) e vomito (malessere) tuttavia per prevenire il malessere, di solito, il medico le somministra prima del trattamento un

farmaco, che può esserle somministrato anche dopo la conclusione del trattamento. - Oxaliplatino Teva 5 mg/ml causa una temporanea riduzione nel numero delle cellule del sangue. La riduzione dei globuli rossi può causare anemia (una riduzione dei globuli rossi), sanguinamento anomalo o contusione (dovuti ad un abbassamento nel numero delle piastrine). L’abbassamento dei globuli bianchi può

renderla più sensibile alle infezioni.
Il suo medico La sottoporrà a prelievi del sangue al fine di controllare il numero delle cellule in esso
contenute prima di iniziare la terapia e prima di ogni ciclo successivo.
- Sensazione di fastidio nei pressi o in corrispondenza del sito di iniezione durante l'infusione.
- Febbre, brividi febbrili (tremori), stato di leggero o grave affaticamento, dolore corporeo.

- Modifiche nel peso corporeo, perdita o mancanza di appetito, alterazioni del gusto, stipsi.
- Mal di testa, dolori alla schiena.
- Gonfiore dei nervi connessi con i muscoli, rigidità del collo, strane sensazioni a livello della lingua con
possibilità di alterazioni nella capacità di parola, stomatiti/mucositi (irritazioni delle labbra oppure ulcere in
bocca).
- Dolore di stomaco.
- Sanguinamento anomalo, comprese perdite di sangue dal naso.

- Tosse, difficoltà di respirazione reazioni allergiche, eruzioni cutanee che possono presentare cute arrossata,
e che prude, lieve perdita dei capelli (alopecia).
- Alterazione dei test ematici incluse quelle correlate ad una anomala funzionalità epatica.

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10)

- Infezione dovuta ad una riduzione dei globuli bianchi,
- Infezione grave del sangue associata a una riduzione dei globuli bianchi (sepsi neutropenica), che può essere
fatale.
- Riduzione dei globuli bianchi con febbre > 38,3°C o una febbre prolungata > 38°C per più di 1 ora

(neutropenia febbrile).
- Indigestione e pirosi esofagea, singhiozzo, arrossamenti, capogiri.
- Aumento della sudorazione, alterazioni ungueali, desquamazione della pelle.
- Dolori al petto.

- Alterazioni polmonari e naso che cola.

- Dolore alle articolazioni ed alle ossa.
- Dolore al passaggio delle urine e alterazione della funzionalità renale, modifiche della frequenza urinaria,
disidratazione.
- Sangue nelle urine/feci, gonfiore delle vene, coaguli nei polmoni.
- Pressione alta.

- Depressione ed insonnia.
- Congiuntiviti e problemi alla vista.
- Livelli di calcio nel sangue diminuiti.
- Caduta.

Non comune (può interessare fino a 1 persona ogni 100) - Grave infezione del sangue (sepsi), che può essere fatale.

- Blocco o gonfiore dell’intestino.
- Nervosismo.

Raro (può interessare fino a 1 persona ogni 1000)

- Perdita dell’udito.
- Cicatrizzazione e ispessimento dei polmoni con difficoltà di respirazione, talvolta fatale (malattia polmonare
interstiziale).
- Perdita della vista temporanea e reversibile.
- Sanguinamento inatteso o lividi dovuti a coaguli di sangue diffusi in tutti i piccoli vasi sanguigni corporei

(coagulazione intravascolare disseminata) che può essere fatale.

Molto raro (può interessare fino a 1 persona ogni 10.000) - Presenza di sangue o particelle di colore caffè-marrone scuro nel vomito.

- Malattie renali in cui urina poco o non urina (sintomi di insufficienza renale acuta).
- Patologie vascolari del fegato.

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) - Vasculite allergica (infiammazione dei vasi sanguigni).

- Reazione auto-immune che porta a una riduzione delle linee cellulari del sangue (pancitopenia
autoimmune).
- Infezione grave del sangue e pressione bassa (shock settico), che può essere fatale.
- Convulsioni (movimenti incontrollati del corpo).
- Spasmi alla gola che causano difficoltà respiratorie.
- Sono stati segnalati grave affaticamento con una diminuzione di globuli rossi, mancanza di respiro (anemia
emolitica), da solo o in combinazione con una bassa conta piastrinica, e malattia ai reni in cui urina poco o

non urina (sintomi della sindrome emolitica-uremica), che potrebbe essere fatale.
- Ritmo cardiaco anomalo (prolungamento del QT), rilevabile con l’elettrocardiogramma (ECG), che può
essere fatale.
- Dolore muscolare e gonfiore in associazione a debolezza, febbre o urine marrone-rosse (sintomi di danno
muscolare chiamato rabdomiolisi), che può essere fatale.

- Dolore addominale, nausea, vomito con sangue o vomito che assomiglia al “fondo di caffè”, o feci di colore
scuro /catrame (sintomi di un’ulcera gastrointestinale con potenziale sanguinamento o perforazione), che
possono essere fatali.
- Diminuito flusso sanguigno all’intestino (ischemia intestinale), che può essere fatale.

- Infarto del miocardio (Attacco di cuore), angina pectoris (dolore o senso di malessere al petto).
- Infiammazione dell’esofago (infiammazione del rivestimento dell’esofago – il tubo che collega la bocca allo
stomaco – risultante in dolore e difficoltà a deglutire).
- Tumore del sangue dopo la fine del trattamento (leucemia secondaria).

- Riduzione del numero di tutti i tipi di cellule del sangue (pancitopenia).

- Disordine/disturbo del flusso sanguigno del cervello (disturbo cerebrovascolare ischemico ed emorragico.
- Infezione che colpisce i polmoni (polmonite) con possibile difficoltà respiratoria (broncopolmonite), che
può essere fatale.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Conservare il flaconcino nella confezione esterna per tenerlo al riparo dalla luce.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione e sul flaconcino dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Oxaliplatino Teva 5 mg/ml non deve venire a contatto con occhi o pelle. In caso di rovesciamento accidentale,

informi immediatamente il medico o l’infermiere.

Una volta terminata l’infusione, quello che rimane di Oxaliplatino Teva 5mg/ml deve essere eliminato con cautela dal medico o da un infermiere.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Oxaliplatino Teva 5 mg/ml - Il principio attivo è l’oxaliplatino; 1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 5 mg di

oxaliplatino. - Gli altri componenti sono lattosio monoidrato e acqua per preparazioni iniettabili. Descrizione dell’aspetto di Oxaliplatino Teva 5 mg/ml e contenuto della confezione Oxaliplatino Teva 5 mg/ml è una soluzione chiara incolore, quasi trasparente contenuta in un flaconcino di vetro trasparente con tappo in gomma in bromobutile, sigillo di alluminio e cappuccio a strappo in polipropilene.

4 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 20 mg di oxaliplatino 10 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 50 mg di oxaliplatino 20 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 100 mg di oxaliplatino. 40 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 200 mg di oxaliplatino.

Ogni flaconcino è confezionato singolarmente in una scatola.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

Produttore Pharmachemie B.V. -Swensweg 5 - PO Box 552 - 2003 RN Haarlem (Paesi Bassi)

Teva Pharmaceutical Works Private Limited Company - Tàncsics Mihàly st. 82 – H-2100 Gödöllő (Ungheria)

Questo prodotto medicinale è autorizzato negli Stati Membri dell’Area Economica Europea con i seguenti nomi:

Belgium Oxaliplatine TEVA 5 mg/ml concentraat voor oplossing voor infusie Czech Republic Oxaliplatin - Teva 5 mg/ml Denmark Oxaliplatin Teva Estonia Oxaliplatin-Teva 5mg/ml France Oxaliplatine TEVA 5 mg/ml, solution à diluer pour perfusion

Germany Oxaliplatin-GRY 5 mg / ml Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Greece Oxaliplatin Teva5 mg/ml, πυκνό διάλυμα για παρασκευή διαλύματος προς έγχυση Hungary Oxaliplatin-Teva 5 mg/ml koncentrátum oldatos infúzióhoz

Italy OXALIPLATINO TEVA 5 mg/ ml concentrato per soluzione per infusione Latvia Oxaliplatin-Teva 5mg/ml koncentrāts infūziju šķīduma pagatavošanai Lithuania Oxaliplatin-Teva 5 mg/ml koncentratas infuziniam tirpalui Luxembourg Oxaliplatine TEVA 5 mg/ml solution à diluer pour perfusion Netherlands Oxalisin 5 mg/ml, concentraat voor oplossing voor infusie

Poland Oxaliplatin Teva Slovenia Oksaliplatin Teva 5 mg/ml koncentrat za raztopino za infundiranje Spain Oxaliplatino TEVA 5mg/ml concentrado para solución para perfusión EFG Sweden Oxaliplatin Teva 5 mg/ml, koncentrat till infusionsvätska, lösning

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

i aI

Le seguenti informazioni sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari

GUIDA PER LA PREPARAZIONE DA UTILIZZARE CON OXALIPLATINO TEVA 5 MG/ML CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

È importante leggere l’intero contenuto di questa procedura prima di preparare Oxaliplatino Teva 5 mg/ml, concentrato per soluzione per infusione.

1. Formulazione

Oxaliplatino Teva 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione è un liquido chiaro, incolore o quasi, contenente 5 mg/ml di oxaliplatino e 45 mg/ml di lattosio monoidrato in acqua per preparazioni iniettabili.

2. Presentazione

Oxaliplatino Teva 5 mg/ml è fornito in un flaconcino monodose. Oxaliplatino Teva 5 mg/ml è una soluzione limpida, incolore o quasi, contenuta in un flaconcino di vetro

trasparente con tappo in gomma bromobutile, sigillo di alluminio e cappuccio a strappo. 4 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 20 mg di oxaliplatino. 10 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 50 mg di oxaliplatino. 20 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 100 mg di oxaliplatino. 40 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 200 mg di oxaliplatino.

Ogni confezione contiene un flaconcino di Oxaliplatino Teva 5 mg/ml.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Oxaliplatino Teva 5 mg/ml come confezione in vendita Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Tenere il flaconcino all'interno della confezione esterna, per tenerlo al riparo dalla luce.

Soluzione per infusione Dopo aver diluito il concentrato per la soluzione per infusione in glucosio al 5% (50 mg/ml), la stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per 24 ore a 2 °C-8°C e per 6 ore a 25°C.

Da un punto di vista microbiologico, il preparato per infusione dovrebbe essere utilizzato immediatamente. Se il farmaco non viene utilizzato immediatamente, l’utente è responsabile dei tempi di conservazione e delle

condizioni prima dell’uso, che non dovrebbero in ogni caso superare le 24 ore a 2°C -8°C, a meno che la

diluizione non sia avvenuta in un ambiente controllato e asettico.

Esaminare visivamente prima dell’uso. Si devono utilizzare solo soluzioni trasparenti e prive di particelle. Il medicinale è unicamente monouso. Qualsiasi soluzione inutilizzata deve essere eliminata.

3. Raccomandazioni per una manipolazione sicura

Come con ogni altro agente potenzialmente tossico, la preparazione e la manipolazione di soluzioni di oxaliplatino deve essere eseguita con cautela.

Istruzioni per la manipolazione

La manipolazione di questo farmaco citotossico da parte di personale sanitario richiede un insieme di precauzioni per garantire la protezione di chi esegue la manipolazione e dell'ambiente in cui lavora.

La preparazione di soluzioni iniettabili di agenti citotossici deve essere effettuata solo da personale specializzato

e appositamente addestrato, che conosca i farmaci utilizzati e che operi in condizioni tali da garantire l’integrità del prodotto, la protezione dell'ambiente e, in particolare, la protezione del personale addetto alla manipolazione del medicinale, in accordo con le procedure dell’ospedale. Ciò richiede un'area di preparazione riservata a questo scopo, in cui sia vietato fumare, mangiare o bere.

Il personale deve disporre di materiale appropriato, in particolare camici a maniche lunghe, maschere di protezione, copricapo, occhiali di protezione, guanti sterili monouso, tappetini di protezione per l'area di lavoro, contenitori e sacchetti di raccolta per i rifiuti.

Gli escrementi e il vomito devono essere maneggiati con precauzione.

Le donne in gravidanza devono evitare di maneggiare i farmaci citotossici.

Tutti i contenitori rotti devono essere trattati con le stesse precauzioni e considerati come rifiuti contaminati. I

rifiuti contaminati devono essere inceneriti in contenitori rigidi predisposti all'uso. Vedere sotto il paragrafo "Smaltimento". Se l’oxaliplatino concentrato per soluzione per infusione o se la soluzione di oxaliplatino per infusione entra in contatto con la cute, le mucose o gli occhi, lavare immediatamente e accuratamente la parte interessata con acqua.

Se l’oxaliplatino concentrato per soluzione per infusione o se la soluzione di oxaliplatino per infusione entra in contatto con le membrane mucose, lavare immediatamente e accuratamente la parte interessata con acqua.

4. Preparazione per la somministrazione endovenosa

Precauzioni speciali per la somministrazione
- NON utilizzare materiale per iniezione contenente alluminio.
- NON somministrare il prodotto non diluito.
- Come diluente utilizzare SOLTANTO soluzione per infusione di glucosio 5% (50 mg/ml). NON diluire per

l’infusione con cloruro di sodio o con qualsiasi altra soluzione contenente cloruri.
- NON miscelare con altri farmaci nella stessa sacca di infusione e non somministrare nella stessa linea di
infusione.
- NON miscelare con prodotti medicinali o soluzioni alcaline, in particolare con 5-fluorouracile, con

preparazioni di acido folinico che contengono trometamolo come eccipiente e sali di trometamolo di altri

principi attivi. Medicinali alcalini o soluzioni alcaline influiranno negativamente sulla stabilità dell’oxaliplatino.

Istruzione per l’uso con acido folinico (come calcio folinato o disodio folinato) L’infusione endovenosa di oxaliplatino 85 mg/m2 in 250 - 500 ml di soluzione glucosata al 5% (50 mg/ml) può

essere praticata nello stesso momento dell’infusione endovenosa di acido folinico, nell’arco di 2 - 6 ore, utilizzando una linea Y applicata immediatamente prima del sito di infusione. Questi due medicinali non devono essere miscelati nella stessa sacca di infusione. L'acido folinico non deve contenere trometamolo come eccipiente e deve essere diluito utilizzando soltanto soluzione di glucosio isotonica al 5% (50 mg/ml) mai soluzioni alcaline o sodio cloruro o soluzioni contenenti cloruro.

Istruzioni per uso con 5-fluorouracile

L’oxaliplatino deve essere sempre somministrato prima delle fluoropirimidine (cioè del 5-fluorouracile). Dopo la somministrazione di oxaliplatino, lavare la linea di infusione e poi somministrare 5-fluorouracile.

Per ulteriori informazioni riguardanti i farmaci da utilizzare con oxaliplatino, vedere i corrispondenti Riassunti

delle Caratteristiche del Prodotto.
- USARE SOLTANTO i solventi consigliati (vedere oltre).
- Devono essere usate soltanto soluzioni limpide senza particelle.

4.1 Preparazione della soluzione di infusione

Prelevare dal flaconcino(i) la quantità di soluzione richiesta e diluire in 250 ml fino a 500 ml di una soluzione glucosata al 5% (50 mg/ml) per ottenere una concentrazione di oxaliplatino compresa tra almeno 0,2 mg/ml e 0,7 mg/ml. La stabilità fisico-chimica dell’oxaliplatino è stata dimostrata in un intervallo di concentrazione

compreso tra 0,2 mg/ml e 2,0 mg/ml.

Somministrare per infusione endovenosa.

Dopo la diluizione in glucosio al 5% (50 mg/ml), la stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per

24 ore a 2°C-8°C e per 6 ore a 25°C.

Da un punto di vista microbiologico, la preparazione per infusione dovrebbe essere utilizzata immediatamente. Se il farmaco non viene utilizzato immediatamente, l’utilizzatore è responsabile dei tempi di conservazione e delle condizioni prima dell’uso, che non dovrebbero in ogni caso superare le 24 ore a 2°C-8°C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in un ambiente controllato e asettico.

Esaminare visivamente prima dell’uso. Si devono utilizzare solo soluzioni trasparenti e prive di particelle.

Il medicinale è unicamente monouso. Qualsiasi soluzione inutilizzata deve essere eliminata (vedere la sezione “Smaltimento” sotto).

Per la diluizione non utilizzare MAI soluzioni contenenti sodio cloruro o soluzioni contenenti cloruro.

La compatibilità dell’oxaliplatino in soluzione per infusione è stata testata nei confronti di campioni di set di somministrazione in PVC.

4.2 Soluzione per infusione

La somministrazione di oxaliplatino non richiede preidratazione.

L’infusione di oxaliplatino diluito in 250-500 ml di soluzione glucosata al 5% (50 mg/ml) in modo da ottenere una concentrazione non inferiore a 0.2 mg/ml, deve essere effettuata attraverso una linea venosa centrale o periferica, nell’arco di 2-6 ore. Quando si somministra l’oxaliplatino in associazione con 5-fluorouracile, l'infusione di oxaliplatino deve precedere la somministrazione di 5-fluorouracile.

4.3 Smaltimento

I residui del prodotto medicinale e qualsiasi materiale utilizzato per la ricostituzione, la diluizione e la somministrazione devono essere distrutti conformemente alle procedure standard ospedaliere di smaltimento dei rifiuti citotossici, in osservanza delle leggi in vigore riguardanti lo smaltimento dei rifiuti pericolosi.

Domande frequenti su OXALIPLATINO TEVA

Come si usa OXALIPLATINO TEVA?

OXALIPLATINO TEVA si presenta in forma di Concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

OXALIPLATINO TEVA è disponibile senza ricetta?

No, OXALIPLATINO TEVA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di OXALIPLATINO TEVA?

Il principio attivo di OXALIPLATINO TEVA è OXALIPLATINO.

Quali sono gli equivalenti di OXALIPLATINO TEVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: OXALIPLATINO ACCORD, OXALIPLATINO AUROBINDO ITALIA, OXALIPLATINO SUN, OXALIPLATINO FOSUN PHARMA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce OXALIPLATINO TEVA?

OXALIPLATINO TEVA è prodotto da TEVA ITALIA S.R.L..

Da quando OXALIPLATINO TEVA è autorizzato in Italia?

OXALIPLATINO TEVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2009-05-07.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Oxaliplatino Teva 5 mg / ml, concentrato per soluzione per infusione.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 5 mg di oxaliplatino. 4 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 20 mg di oxaliplatino. 10 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 50 mg di oxaliplatino. 20 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 100 mg di oxaliplatino. 40 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 200 mg di oxaliplatino. Eccipiente: lattosio monoidrato. 1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 45 mg di lattosio monoidrato. 4 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 180 mg di lattosio monoidrato. 10 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 450 mg di lattosio monoidrato. 20 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 900 mg di lattosio monoidrato. 40 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 1800 mg di lattosio monoidrato. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Concentrato per soluzione per infusione. Soluzione chiara, incolore e quasi trasparente. pH: 4,0 – 6,0 Osmolarità: 0,200 osmol/kg

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

L’oxaliplatino in combinazione con 5-fluorouracile (5-FU) e acido folinico (FA) è indicato per: - la terapia adiuvante del cancro al colon di stadio III (C di Duke) dopo l’asportazione chirurgica del tumore primario; - il trattamento del cancro colorettale metastatico.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia USO RISERVATO AGLI ADULT

La dose di oxaliplatino raccomandata nel trattamento adiuvante è di 85 mg/m2 e.v. ogni 2 settimane per 12 cicli (6 mesi). La dose di oxaliplatino raccomandata nella cura del cancro colorettale metastatico è di 85 mg/m2 e.v. ogni 2 settimane fino a che non si manifesti progressione di malattia o tossicità inaccettabile. La dose somministrata deve essere regolata in funzione della tollerabilità (vedere paragrafo 4.4). L’oxaliplatino deve essere somministrato sempre prima delle fluoropirimidine – cioè del 5fluorouracile. L’oxaliplatino è somministrato come infusione endovenosa della durata di 26-ore in 250 - 500 ml di soluzione glucosata al 5% per dare una concentrazione compresa tra 0,2 mg/ml e 0,70 mg/ml; 0,70 mg/ml è la concentrazione più elevata impiegata nella pratica clinica per una dose di oxaliplatino di 85 mg/m². L’oxaliplatino è stato utilizzato principalmente in combinazione con regimi basati sull’infusione continua di 5-fluorouracile. Per la terapia bisettimanale sono stati utilizzati regimi terapeutici di 5-fluorouracile che hanno associato bolo ed infusione continua. Popolazioni particolari Compromissione renale L’oxaliplatino non deve essere somministrato a pazienti con grave compromissione renale (vedere paragrafo 4.3 e 5.2). Nei pazienti con compromissione renale di grado da lieve a moderato la dose raccomandata di oxaliplatino è di 85 mg/m2 (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Compromissione epatica In uno studio di fase I che comprendeva pazienti che presentavano diversi livelli di compromissione epatica, la frequenza e la gravità dei disturbi epatobiliari sembrava essere correlata a disturbi progressivi e a esiti di compromissione epatica nei test condotti al basale. Durante lo sviluppo clinico non è stata eseguita alcuna modifica della dose nei pazienti con funzione epatica alterata. Anziani Non è stato osservato alcun aumento della tossicità grave quando l’oxaliplatino è stato utilizzato singolarmente o in combinazione con 5-fluorouracile in pazienti di età superiore ai 65 anni. Di conseguenza, non è necessario un particolare adattamento della dose per i pazienti anziani. Popolazione pediatrica Non c’è alcuna indicazione rilevante per l’uso di oxaliplatino nei bambini. L’efficacia di oxaliplatino in monoterapia nella popolazione pediatrica con tumori solidi non è stata stabilita (vedere paragrafo 5.1). Modo di somministrazione L’oxaliplatino viene somministrato per infusione endovenosa. Non è richiesta iperidratazione per la somministrazione di oxaliplatino. Dopo la ricostituzione, l’oxaliplatino diluito in 250-500 ml di soluzione glucosata al 5% per ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml deve essere infuso attraverso una linea venosa centrale o una vena periferica in un periodo di 2-6 ore. L’infusione di oxaliplatino deve precedere sempre la somministrazione del 5-fluorouracile.

In caso di stravaso occorre interrompere immediatamente la somministrazione. Istruzioni per l’uso L’oxaliplatino deve essere ricostituito e diluito prima dell’uso. Per diluire il prodotto concentrato per soluzione per infusione deve essere utilizzata esclusivamente soluzione glucosata al 5% (vedere paragrafo 6.6).

4.3 Controindicazioni

L’oxaliplatino è controindicato in pazienti - con anamnesi di nota ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, - che stanno allattando, - affetti da mielosoppressione prima del ciclo iniziale, evidenziata dal valore basale di neutrofili <2x109 /L e/o conta piastrinica di <100x109 L, - affetti da una neuropatia sensoriale periferica con alterazione funzionale antecedente al primo ciclo; - con grave compromissione renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) (vedere paragrafo 5.2).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

L’oxaliplatino deve essere utilizzato solo in reparti specializzati in oncologia e somministrato sotto la supervisione di un oncologo qualificato. Compromissione renale I pazienti con compromissione renale da lieve a moderato devono essere monitorati attentamente per reazioni avverse, e il dosaggio deve essere modificato in base alla tossicità (vedere paragrafo 5.2). Reazioni di ipersensibilità Una sorveglianza particolare deve essere assicurata per i pazienti con anamnesi di manifestazioni allergiche ad altri prodotti contenenti platino. In caso di comparsa di manifestazioni anafilattiche, l’infusione deve essere interrotta immediatamente e deve essere istituito un appropriato trattamento sintomatico. Una eventuale nuova somministrazione di oxaliplatino è controindicata in tali pazienti. Con tutti i composti a base di platino sono state segnalate reazioni crociate, talvolta con esito fatale. In caso di stravaso, si deve interrompere immediatamente l’infusione e adottare la consueta terapia sintomatica locale. Sintomi neurologici Occorre monitorare attentamente la tossicità neurologica di oxaliplatino, in particolare se somministrato in concomitanza con altri medicinali con una particolare tossicità neurologica. Deve essere eseguito un esame neurologico prima di ogni somministrazione e, in seguito, periodicamente. Per i pazienti che sviluppano disestesia laringofaringea acuta (vedere paragrafo 4.8) durante o nelle ore successive all’infusione da 2 ore, l’infusione successiva di oxaliplatino deve essere somministrata nell’arco di 6 ore. Neuropatia periferica Se si manifestano sintomi neurologici (parestesia, disestesia), la successiva correzione della dose raccomandata di oxaliplatino deve basarsi sulla durata e sulla gravità di tali sintomi:

- Se i sintomi durano più di sette giorni e destano preoccupazione, la dose successiva di oxaliplatino deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (trattamento delle metastasi) o 75 mg/m2 (trattamento adiuvante). - Se la parestesia senza compromissione funzionale persiste fino al ciclo seguente, la dose successiva di oxaliplatino deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (trattamento delle metastasi) o 75 mg/m2 (trattamento adiuvante). - Se la parestesia con compromissione funzionale persiste fino al ciclo successivo, occorre interrompere la somministrazione di oxaliplatino. - Se tali sintomi migliorano in seguito all’interruzione della terapia a base di oxaliplatino, si può valutare un’eventuale ripresa della terapia. I pazienti devono essere informati della possibilità che si manifestino sintomi persistenti di neuropatia sensoriale periferica in seguito alla conclusione della terapia. Possono persistere parestesie moderate localizzate o parestesie che possono interferire con le attività funzionali anche dopo 3 anni dalla conclusione della terapia nel trattamento adiuvante. Sindrome da Leucoencefalopatia Posteriore Reversibile (RPLS) Sono stati segnalati casi di Sindrome da Leucoencefalopatia Posteriore Reversibile (RPLS, nota anche come PRES, Sindrome Encefalopatica Posteriore Reversibile) in pazienti che hanno ricevuto oxaliplatino in chemioterapia combinata. La RPLS rappresenta una condizione neurologica rara, a rapida evoluzione e reversibile, che può manifestarsi con convulsioni, ipertensione, cefalea, confusione, cecità ed altre alterazioni visive e neurologiche (vedere paragrafo 4.8). La diagnosi di RPLS è confermata da immagini radiologiche delle strutture cerebrali, preferibilmente tramite RMN (Risonanza Magnetica Nucleare). Nausea, vomito, diarrea, disidratazione e alterazioni ematologiche La tossicità gastrointestinale, che si manifesta sotto forma di nausea e vomito, richiede una terapia o una profilassi antiemetica (vedere paragrafo 4.8). Diarrea/emesi di grado grave possono provocare disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokaliemia, acidosi metabolica e compromissione renale, in particolare in caso di associazione di oxaliplatino con 5-fluorouracile. Durante il trattamento con oxaliplatino sono stati segnalati casi di ischemia intestinale, inclusi esiti fatali. In caso di ischemia intestinale, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto e devono essere messe in atto misure opportune (vedere paragrafo 4.8). Se si verifica tossicità ematologica (neutrofili <1,5x109 /L o piastrine <50x109 /L), la somministrazione del ciclo successivo di terapia deve essere ritardata fino a quando i valori ematologici non rientrano in livelli accettabili. Occorre eseguire un esame emocromocitometrico completo prima di iniziare la terapia e prima di ogni ciclo successivo. Gli effetti mielosoppressivi possono essere additivi a quelli di una concomitante chemioterapia. I pazienti con una grave e persistente mielosoppressione sono ad alto rischio di complicanze infettive. Sepsi, sepsi neutropenica e shock settico sono stati osservati in pazienti trattati con oxaliplatino, inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.8). Se uno di questi eventi si verifica, oxaliplatino deve essere interrotto. I pazienti devono essere adeguatamente informati sul rischio di diarrea/emesi, mucosite/stomatite e neutropenia in seguito a somministrazione di oxaliplatino e 5-fluorouracile, in modo che possano contattare con urgenza il medico curante per affrontare adeguatamente la situazione. Se si manifesta mucosite/stomatite con o senza neutropenia, il trattamento successivo deve essere ritardato fino alla riduzione della mucosite/stomatite al grado 1 o inferiore e/o fino a quando la conta dei neutrofili raggiunge un valore 1,5x109 /L.

Per l’oxaliplatino combinato a 5-fluorouracile (con o senza acido folinico), occorre effettuare le consuete variazioni del dosaggio per la tossicità associata al 5-fluorouracile. Se, in base alla classificazione OMS, si manifesta diarrea di grado 4, neutropenia di grado 3-4 (neutrofili <1,0x109 /L), neutropenia febbrile (febbre di origine sconosciuta senza un’infezione documentata clinicamente o microbiologicamente con una conta assoluta dei neutrofili <1,0x109 /L, una temperatura superiore ai 38,3°C in una singola misurazione o una temperatura costante confermata superiore ai 38°C per più di un’ora), o trombocitopenia di grado 3-4 (piastrine <50x109 /L), la dose di oxaliplatino deve essere ridotta da 85mg/m2 a 65mg/m2 (trattamento delle metastasi) o 75mg/m2 (trattamento adiuvante); deve inoltre essere effettuata la opportuna riduzione della dose di 5-fluorouracile. Reazioni polmonari Nel caso di sintomi respiratori inspiegabili quali tosse non produttiva, dispnea, crepitii o infiltrati polmonari radiologici, la somministrazione di oxaliplatino deve essere interrotta fino a quando altre indagini polmonari non escludano una pneumopatia interstiziale (vedere paragrafo 4.8). Patologie del sangue La sindrome emolitica-uremica (SEU) è un effetto indesiderato che può causare la morte (frequenza non nota). Il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto ai primi segni di anemia emolitica microangiopatica, come una rapida diminuzione dell’emoglobina in concomitanza a trombocitopenia, innalzamento della bilirubina sierica, della creatinina sierica, dell’urea del sangue o delle LDH. L’insufficienza renale può non essere reversibile con la sospensione della terapia e può essere necessaria la dialisi. In associazione al trattamento con oxaliplatino è stata segnalata coagulazione intravascolare disseminata (CID), inclusi esiti fatali. Nel caso in cui la CID sia stata diagnosticata, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto e deve essere instaurato un adeguato trattamento (vedere paragrafo 4.8). Si deve prestare cautela in pazienti con condizioni che sono associate a CID, come infezione, sepsi, ecc. Prolungamento del QT Il prolungamento del QT può indurre un aumentato rischio di sviluppare aritmie ventricolari, comprese le Torsioni di punta, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.8). L’intervallo QT deve essere attentamente monitorato su base regolare prima e dopo la somministrazione di oxaliplatino. Si deve prestare cautela in pazienti con storia o predisposizione per il prolungamento del QT, in quei pazienti che stanno assumendo medicinali noti per prolungare l’intervallo QT, e in quelli con alterazioni elettrolitiche come ipokalemia, ipocalcemia o ipomagnesiemia. In caso di prolungamento del QT, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.5 e 4.8) Rabdomiolisi È stata segnalata rabdomiolisi, inclusi esiti fatali, in pazienti trattati con oxaliplatino. In caso di dolore muscolare e gonfiore, in associazione a debolezza, febbre o urine scure, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto. Se viene confermata la diagnosi di rabdomiolisi, devono essere messe in atto misure opportune. Si raccomanda cautela se medicinali associati a rabdomiolisi sono somministrati in concomitanza con l’oxaliplatino (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Ulcera gastrointestinale/ulcera gastrointestinale con emorragia e con perforazione Il trattamento con oxaliplatino può causare ulcera gastrointestinale e potenziali complicanze, come emorragia e perforazione gastrointestinali, che possono essere fatali. In caso di ulcera gastrointestinale il trattamento con oxaliplatino deve essere sospeso e devono essere messe in atto opportune misure (vedere paragrafo 4.8).

Alterazioni epatiche In caso di risultati anomali dei test di funzionalità epatica o di ipertensione portale non chiaramente indotta da metastasi epatiche, deve essere presa in considerazione la possibilità che si tratti di un caso molto raro di disturbo vascolare epatico indotto dal farmaco. Gravidanza Per l’uso in donne in gravidanza, vedere paragrafo 4.6. Fertilità Negli studi preclinici con oxaliplatino sono stati osservati effetti genotossici. Quindi, si devono informare i pazienti maschi trattati con oxaliplatino di non concepire un figlio durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la fine del trattamento e di chiedere un parere riguardo alla conservazione di liquido seminale prima del trattamento poiché oxaliplatino può portare a sterilità che può essere irreversibile. Le donne devono evitare la gravidanza durante il trattamento con oxaliplatino e devono usare un efficace metodo contraccettivo (vedere paragrafo 4.6). Quando oxaliplatino è somministrato per via intraperitoneale (via di somministrazione off label) può verificarsi emorragia peritoneale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Nei pazienti che hanno ricevuto una dose singola di 85mg/m2 di oxaliplatino, immediatamente prima della somministrazione di 5-fluorouracile, non sono state osservate alterazioni nel livello di esposizione al 5fluorouracile. In vitro, con i seguenti principi attivi, non è stato osservato nessuno spiazzamento del legame dell’oxaliplatino dalle proteine plasmatiche: eritromicina, salicilati, granisetron, paclitaxel e sodio valproato. Si raccomanda cautela quando il trattamento con oxaliplatino viene somministrato in concomitanza con altri medicinali noti per causare il prolungamento dell’intervallo QT. In caso di associazione con questi medicinali, l’intervallo QT deve essere attentamente monitorato (vedere paragrafo 4.4). Si raccomanda cautela quando il trattamento con oxaliplatino è somministrato in concomitanza con altri medicinali noti per essere associati a rabdomiolisi (vedere paragrafo 4.4).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Al momento, non sono disponibili dati relativi alla sicurezza dell'uso di oxaliplatino nelle donne in gravidanza. In studi sugli animali si è osservata tossicità riproduttiva. Di conseguenza oxaliplatino non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano metodi contraccettivi. L’uso di oxaliplatino deve essere preso in considerazione solo dopo aver adeguatamente informato il paziente dei rischi per il feto e con il consenso del paziente stesso. Devono essere utilizzati metodi contraccettivi appropriati durante e dopo la fine della terapia, per le donne fino a 4 mesi dopo la fine della terapia. Allattamento Non è stata studiata l’escrezione nel latte materno. L’allattamento al seno con latte materno è controindicato durante la terapia con oxaliplatino.

Fertilità Oxaliplatino può avere un effetto anti-fertilità (vedere paragrafo 4.4). A causa dei potenziali effetti genotossici dell’oxaliplatino devono essere utilizzati metodi contraccettivi appropriati durante e dopo la fine della terapia, fino a 4 mesi per le donne e fino a 6 mesi per gli uomini.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi relativi agli effetti del farmaco sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, poiché la terapia a base di oxaliplatino causa un aumento del rischio di capogiri, nausea, vomito e altri sintomi neurologici in grado di influenzare l’andatura e l’equilibrio, questo può influenzare in maniera lieve o moderata la capacità di guidare e di usare macchinari. Alterazioni visive, in particolare perdita transitoria della vista (reversibile con l’interruzione della terapia), possono compromettere la capacità del paziente di guidare veicoli e utilizzare macchinari. Pertanto, i pazienti devono essere informati sulle possibili conseguenze di tali eventi sulle capacità di guida o di utilizzo di macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Sintesi del profilo di sicurezza Gli effetti indesiderati più frequenti di oxaliplatino in combinazione con 5-fluorouracile/acido folinico (5FU/FA) sono stati di natura gastrointestinale (diarrea, nausea, vomito e mucosite), ematologica (neutropenia, trombocitopenia) e neurologica (neuropatia sensoriale periferica acuta e dovuta a dose cumulativa). In generale, questi eventi avversi sono stati più frequenti e gravi con la combinazione di oxaliplatino e 5fluorouracile/acido folinico (5-FU/FA) che non con 5-fluorouracile/acido folinico (5-FU/FA) in monoterapia. Tabelle delle reazioni avverse Le frequenze indicate di seguito nella tabella sono desunte dagli studi clinici nel trattamento di metastasi e nel trattamento adiuvante [dove sono stati inclusi rispettivamente 416 e 1108 pazienti nei bracci di trattamento di oxaliplatino +5-fluorouracile/acido folinico (5-FU/FA)] e dall’esperienza successiva alla commercializzazione. In questa tabella le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>1/10), comune (≥ 1/100, <1/10), non comune (>1/1000, <1/100), raro (≥1/10000, <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Ulteriori dettagli sono riportati dopo la tabella. Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune Raro Non nota Infezioni ed infestazioni - Infezione - Rinite - Infezione delle vie respiratorie superiori - Sepsi neutropenica+ - Sepsi+

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune Raro Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico* - Anemia - Neutropenia - Trombocitopeni a - Leucopenia - Linfopenia - Neutropenia febbrile - Trombocitopeni a immunoallergica - Anemia emolitica - Disturbi del sistema immunitario* - Allergia/ reazione allergica++ Disturbi del metabolismo e della nutrizione - Anoressia - Iperglicemia - Ipopotassemia - Ipernatremia - Disidratazione - Ipocalcemia - Acidosi metabolica Disturbi psichiatrici - Depressione - Insonnia - Nervosismo Patologie del sistema nervoso* - Neuropatia sensoriale periferica - Disturbo sensoriale - Disgeusia - Cefalea - Capogiro - Neurite motoria - Meningismo - Disartria - Sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS) (vedere paragrafo 4.4)** - Patologie dell’occhio - Congiuntivite - Disturbo visivo - Acuità visiva ridotta transitoriamente - Alterazioni del campo visivo - Neurite ottica - Perdita temporanea della vista reversibile con l’interruzione della terapia - Patologie dell’orecchio e del labirinto - Ototossicità - Sordità -

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune Raro Non nota Patologie cardiache - - Sindrome coronarica acuta, inclusi infarto del miocardio e arteriospasmo coronarico e angina pectoris in pazienti trattati con oxaliplatino in combinazione con 5-FU e bevacizumab Patologie vascolari - Emorragia - Rossore - Trombosi venosa profonda - Ipertensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche - Dispnea - Tosse - Epistassi - Singhiozzo - Embolia polmonare - Malattia polmonare interstiziale, talvolta con esito fatale - Fibrosi polmonare** - Patologie gastrointestinali* - Nausea - Diarrea - Vomito - Stomatite/ Mucosite - Dolore addominale - Stipsi - Dispepsia - Reflusso gastroesofageo - Emorragia gastrointestinale - Emorragia rettale - Ileo - Ostruzione intestinale - Colite inclusa diarrea da Clostridium difficile - Pancreatite - Esofagit

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune Raro Non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo - Patologia della cute - Alopecia - Esfoliazione della cute (ovvero sindrome Mani e Piedi) - Esantema eritematoso - Eruzione cutanea - Iperidrosi - Patologia delle unghie Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo - Dolore alla schiena - Artralgia - Dolore osseo Patologie renali e urinarie - Ematuria - Disuria - Anomala frequenza della minzione Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministra-zione - Stanchezza - Febbre+++ - Astenia - Dolore - Reazione in sede di iniezione++++ Esami diagnostici - Aumento degli enzimi epatici - Aumento della fosfatasi alcalina nel sangue - Aumento della bilirubina sierica - Aumento della lattato deidrogenasi (LDH) nel sangue - Aumento di peso corporeo (nel trattamento adiuvante) - Aumento dei livelli di creatinina sierica - Diminuzione del peso corporeo (nel trattamento delle metastasi)

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune Raro Non nota Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura - - Caduta * Vedere il capitolo dettagliato sotto riportato. ** Vedere paragrafo 4.4. + Inclusi esiti fatali ++ Allergie/reazioni allergiche molto comuni, che si verificano principalmente durante l’infusione, talvolta fatali. Le reazioni allergiche comuni comprendono esantema della cute, in particolare orticaria, congiuntivite e rinite. Le reazioni anafilattiche o anafilattoidi comuni includono broncospasmo, angioedema, ipotensione, sensazione di dolore toracico e shock anafilattico. Con oxaliplatino è stata inoltre segnalata ipersensibilità ritardata che insorge ore o addirittura giorni dopo l’infusione. +++ Molto comuni: febbre, brividi (tremori), dovuti all’infezione (con o senza neutropenia febbrile) o probabilmente indotti da un meccanismo immunologico. ++++ Sono state segnalate reazioni in sede di iniezione, inclusi dolore localizzato, arrossamento, gonfiore e trombosi. Similmente, lo stravaso può determinare dolore localizzato ed infiammazione che possono essere gravi e indurre complicanze, inclusa necrosi, in particolare se l’oxaliplatino viene infuso attraverso una vena periferica (vedere paragrafo 4.4). Descrizione di reazioni avverse selezionate Patologie del sistema emolinfopoietico Incidenza per paziente (%), per grado Oxaliplatino 85 mg/m2 e 5-FU/FA ogni 2 settimane Trattamento delle Metastasi Trattamento Adiuvante Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Anemia 82,2 3 < 1 75,6 0,7 0,1 Neutropenia 71,4 28 14 78,9 28,8 12,3 Trombocitopenia 71,6 4 < 1 77,4 1,5 0,2 Neutropenia febbrile 5,0 3,6 1,4 0,7 0,7 0,0 Raro (>1/10,000, <1/1,000) Coagulazione intravascolare disseminata (CID), inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4). Esperienza post-marketing con frequenza non nota Sindrome uremica emolitica Pancitopenia autoimmune Leucemia secondaria Pancitopenia Infezione e infestazioni Incidenza per paziente (%) Oxaliplatino 85 mg/m2 e 5-FU/FA ogni 2 settimane Trattamento delle Metastasi Trattamento Adiuvante Tutti i gradi Tutti i grad

Sepsi (inclusa sepsi e sepsi neutropenica) 1.5 1.7 Esperienza post-marketing con frequenza non nota Shock settico, incluso esito fatale. Patologie del sistema immunitario Incidenza delle reazioni allergiche per paziente (%), per grado Oxaliplatino 85 mg/m2 e 5-FU/FA ogni 2 settimane Trattamento delle Metastasi Trattamento Adiuvante Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Reazione allergica/allergia 9,1 1 < 1 10,3 2,3 0,6 Patologie del sistema nervoso La tossicità dose limitante di oxaliplatino è di natura neurologica. Essa comprende una neuropatia periferica sensoriale caratterizzata da disestesia e/o parestesia delle estremità con o senza crampi, spesso scatenata dal freddo. Tali sintomi si manifestano nei pazienti trattati in una percentuale che raggiunge il 95%. La durata di questi sintomi, che normalmente regrediscono tra un ciclo e l’altro di trattamento, aumenta con l’aumentare dei cicli di trattamento. A seconda della durata dei sintomi, l’insorgenza del dolore e/o di un disturbo funzionale rappresentano indicazioni per modificare la dose o persino per interrompere la terapia (vedere paragrafo 4.4). Questi disturbi funzionali includono difficoltà nell’esecuzione di movimenti fini e sono una conseguenza possibile della compromissione sensoriale. Il rischio che si manifestino sintomi persistenti dovuti a una dose cumulativa di 850 mg/m2 (10 cicli) è approssimativamente del 10%, mentre per una dose cumulativa di 1020 mg/m2 (12 cicli) è del 20%. Nella maggior parte dei casi, i segni e sintomi neurologici migliorano o regrediscono completamente con l’interruzione del trattamento. Nel trattamento adiuvante del cancro al colon, a 6 mesi dalla fine del trattamento, l’87% dei pazienti non riportava più alcuna sintomatologia o riportava solo sintomi lievi. Dopo 3 anni di follow-up, circa il 3% dei pazienti presentava parestesie localizzate persistenti di modesta intensità (2,3%) o parestesie con possibile compromissione delle attività funzionali (0,5%). Sono state segnalate manifestazioni neurosensoriali acute (vedere paragrafo 5.3) che insorgono qualche ora dopo la somministrazione e spesso si manifestano in caso di esposizione al freddo. Si presentano solitamente in forma di parestesia, disestesia e ipoestesia transitorie. Una sindrome acuta di disestesia faringolaringea si manifesta nell’1%-2% dei pazienti, ed è caratterizzata da sensazioni soggettive di disfagia o dispnea/sensazione di soffocamento, senza alcuna evidenza oggettiva di sofferenza respiratoria (assenza di cianosi o ipossia) o laringospasmo o broncospasmo (nessuno stridore o sibilo). Sebbene in questi casi siano stati somministrati antistaminici e broncodilatatori, i sintomi sono rapidamente reversibili anche in assenza di trattamenti. Il prolungamento dell’infusione contribuisce a ridurre l’incidenza di questa sindrome (vedere paragrafo 4.4). Altri sintomi osservati occasionalmente includono spasmi mandibolari/spasmi muscolari /contrazioni muscolari involontari/torsioni muscolari/mioclono, anomalia della coordinazione/andatura anomala/atassia/disturbi dell’equilibrio, senso di costrizione/ pressione/ disturbo/dolore alla gola o al torace. Inoltre, possono essere associate disfunzioni concomitanti del nervo craniale agli eventi sopra menzionati, che possono insorgere anche come evento isolato, quale ptosi, diplopia, afonia/disfonia/raucedine, a volte descritte come paralisi delle corde vocali, sensazione anomala a livello della lingua o disartria, a volt

descritta come afasia, nevralgia del trigemino/dolore facciale/dolore oculare, riduzione dell’acuità visiva, disturbi a livello del campo visivo. Durante il trattamento a base di oxaliplatino sono stati riferiti altri sintomi neurologici quali disartria, perdita del riflesso tendineo profondo e segno di Lhermitte. Sono stati segnalati anche casi isolati di neurite ottica. Esperienza post-marketing con frequenza non nota Convulsioni Disturbo cerebrovascolare ischemico ed emorragico Patologie cardiache Esperienza post-marketing con frequenza non nota Prolungamento del QT, che può portare ad aritmia ventricolare, incluse Torsioni di punta che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Esperienza post-marketing con frequenza non nota LaringospasmoPolmonite e broncopolmonite inclusi esiti fatali Patologie gastrointestinali Incidenza per paziente (%), per grado Oxaliplatino 85 mg/m2 e 5-FU/FA ogni 2 settimane Trattamento delle Metastasi Trattamento Adiuvante Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Nausea 69,9 8 <1 73,7 4,8 0,3 Diarrea 60,8 9 2 56,3 8,3 2,5 Vomito 49,0 6 1 47,2 5,3 0,5 Mucosite/Stomatite 39,9 4 <1 42,1 2,8 0,1 La profilassi e il trattamento con antiemetici potenti sono fortemente raccomandati. Diarrea/emesi di grado grave possono provocare disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokaliemia, acidosi metabolica e compromissione della funzionalità renale, in particolare in caso di associazione di oxaliplatino con 5-fluorouracile (5-FU) (vedere paragrafo 4.4). Esperienza post-marketing con frequenza non nota Ischemia intestinale, inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4). Ulcere e perforazioni gastrointestinali che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4). Patologie epatobiliari Molto raro (< 1/10000): Sindrome di ostruzione sinusoidale epatica, nota anche come disturbo epatico veno-occlusivo, o manifestazioni patologiche correlate a tale disturbo epatico, incluse peliosi epatica, iperplasia rigenerativa nodulare, fibrosi perisinusoidale. Le manifestazioni cliniche possono essere ipertensione portale e/o aumento delle transaminasi.

Patologie del sistema muscoloschelettrico e del tessuto connettivo Esperienza post-marketing con frequenza non nota Rabdomiolisi, inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4). Patologie renali ed urinarie Molto raro (< 1/10000): Necrosi tubulare acuta, nefrite interstiziale acuta e insufficienza renale acuta. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Esperienza post-marketing con frequenza non nota Vasculite da ipersensibilità Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Non esiste un antidoto specifico contro l’oxaliplatino. In caso di sovradosaggio, si può verificare l'esacerbazione degli eventi avversi. Gestione Occorre iniziare il monitoraggio dei parametri ematologici e somministrare la terapia sintomatica.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: altri agenti antineoplastici, composti di platino. Codice ATC: L01XA 03 Meccanismo d’azione L’oxaliplatino è un principio attivo antineoplastico appartenente a una nuova classe di composti a base di platino in cui l'atomo di platino forma un complesso con l’1,2-diamminocicloesano (“DACH”) e un gruppo ossalato. L’oxaliplatino è un singolo enantiomero, il Cis- [ossalato (trans-I-1,2-DACH) platino]. L’oxaliplatino presenta un ampio spettro sia di citotossicità in vitro sia di attività antitumorale in vivo in diversi sistemi di modelli tumorali, inclusi i modelli di cancro colorettale umano. L’oxaliplatino dimostra anche un’attività in vitro e in vivo in molti modelli resistenti al cisplatino. In vitro e in vivo è stata messa in evidenza un'azione citotossica sinergica in combinazione con 5fluorouracile.

Studi sul meccanismo d’azione dell’oxaliplatino, sebbene non completamente chiarito, mostrano che i derivati idrati ottenuti dalla sua biotrasformazione, interagiscono con il DNA formando legami intra e inter catene che portano ad un’interruzione della sintesi del DNA con conseguente attività citotossica e antitumorale. Efficacia e sicurezza clinica Nei pazienti con cancro colorettale metastatico, l’efficacia dell’oxaliplatino (85 mg/m2 ogni due settimane) combinato al 5-fluorouracile/acido folinico (5-FU/FA) è descritta in tre studi clinici: - Nel trattamento di prima linea, lo studio comparativo a 2 bracci EFC2962 di fase III ha randomizzato 420 pazienti per il trattamento con 5-FU/FA in monoterapia (LV5FU2 N=210) o con l’associazione di oxaliplatino con 5-FU/FA (FOLFOX4 N=210). - Nei pazienti pretrattati, lo studio comparativo EFC4584 di fase III a tre bracci ha randomizzato 821 pazienti, refrattari all'associazione di irinotecan (CPT-11) +5-FU/FA, con 5-FU/FA in monoterapia (LV5FU2 N=275), con oxaliplatino in monoterapia (N=275) o con l’associazione di oxaliplatino e 5FU/FA (FOLFOX4, N=271). - Infine è stato condotto lo studio EFC2964 di fase II non controllato che includeva pazienti refrattari al 5FU/FA (LV5FU2) in monoterapia, trattati con la combinazione di oxaliplatino e 5-FU/FA (FOLFOX4 N=57). I due studi clinici randomizzati, EFC2962 nella terapia di prima linea e EFC4584 nei pazienti pretrattati, hanno dimostrato una percentuale di risposta significativamente maggiore e sopravvivenza libera da progressione (PFS)/ tempo alla progressione (TTP) prolungati rispetto al trattamento con il solo 5-FU/FA (LV5FU2). Nello studio EFC4584 condotto su pazienti pretrattati refrattari, la differenza nella sopravvivenza totale mediana (OS) fra l’associazione di oxaliplatino con 5-FU/FA (FOLFOX4) non ha raggiunto significatività statistica. Percentuale di risposta a oxaliplatino + 5-FU/FA(FOLFOX4) contro 5-FU/FA in monoterapia (LV5FU2) Tasso di risposta, % (95% CI) analisi ITT esame radiologico indipendente 5-FU/FA (LV5FU2,) oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) Oxaliplatino in monoterapia Trattamento di prima linea EFC2962 Valutazione della risposta ogni 8 settimane 22 (16-27) 49 (42-46) NA* Valore P = 0,0001 Pazienti pretrattati EFC4584(refrattari all’irinotecan + 5-FU/FA) Valutazione della risposta ogni 6 settimane 0,7 (0,0-2,7) 11,1 (7,6-15,5) 1,1 (0,2-3,2) Valore P < 0,0001 Pazienti pretrattati EFC2964 (refrattari al 5-FU/FA) Valutazione della risposta ogni 12 settimane NA* 23 (13-36) NA* CI Intervallo di confidenz

5FU 5-fluorouracile FA Acido folinico ITT Iintention to treat *NA Non applicabile Sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana / tempo alla progressione (TTP) mediano di oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX) contro 5-FU/FA (LV5FU2) in monoterapia PFS/TTP medi, mesi (95% CI) analisi ITT esame radiologico indipendente 5-FU/FA (LV5FU2) oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) Oxaliplatino in monoterapia Trattamento di prima linea EFC2962 (PFS) 6,0 (5,5-6,5) 8,2 (7,2-8,8) NA* Valore di P del log-rank=0,0003 Pazienti pretrattati (TTP) EFC4584 (refrattari all’irinotecan + 5-FU/FA) 2,6 (1,8-2,9) 5,3 (4,7-6,1) 2,1 (1,6-2,7) Valore di P del log-rank < 0,0001 Pazienti pretrattati EFC2964 (refrattari al 5-FU/FA) NA* 5,1 (3,1-5,7) NA* CI Intervallo di confidenza 5FU 5-fluorouracile FA Acido folinico ITT Intention to treat *NA Non applicabile Sopravvivenza totale mediana (OS) con oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) contro 5-FU/FA in monoterapia (LV5FU2) OS medio, mesi (95% CI) analisi ITT 5-FU/FA (LV5FU2) oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) Oxaliplatino in monoterapia Trattamento di prima linea EFC2962 14,7 (13,0-18,2) 16,2 (14,7-18,2) NA* Valore di P del log-rank=0,12 Pazienti pretrattati EFC4584 (refrattari all’irinotecan +5-FU/FA) 8,8 (7,3-9,3) 9,9 (9,1-10,5) 8,1 (7,2-8,7) Valore di P del log-rank=0,09 Pazienti pretrattati EFC2964 (refrattari al 5-FU/FA) NA* 10,8 (9,3-12,8) NA* CI Intervallo di confidenza 5FU 5-fluorouracile FA Acido folinico ITT Intention to treat *NA Non applicabile Nei pazienti pretrattati (EFC4584) che erano sintomatici al livello basale, una proporzione maggiore di quelli trattati con oxaliplatino e 5-FU/FA (FOLFOX4) ha ottenuto un miglioramento significativo dei sintomi legati alla patologia rispetto a quelli trattati con 5-FU/FA (LV5FU2) in monoterapia (27,7% contro 14,6%, p = 0,0033).

Nei pazienti non pretrattati (EFC2962), non sono state rilevate differenze statisticamente significative tra i due gruppi di trattamento per nessuno dei parametri di qualità della vita. Tuttavia, i risultati relativi alla qualità della vita erano in generale migliori nel braccio di controllo per la misurazione dello stato generale di salute e del dolore e peggiori nel braccio di oxaliplatino per quanto riguarda la nausea e il vomito. Nel trattamento adiuvante, lo studio comparativo di fase III (EFC3313) MOSAIC ha randomizzato 2246 pazienti (899 di stadio II/B2 di Duke e 1347 di stadio III/C di Duke) sottoposti a resezione radicale del tumore primario del cancro al colon con 5-FU/FA in monoterapia (LV5FU2, N=1123 (B2/C = 448/675) o con una combinazione di oxaliplatino e 5-FU/FA (FOLFOX4, N=1123 (B2/C = 451/672). EFC 3313 sopravvivenza libera dalla malattia a 3 anni (analisi ITT)* per l’intera popolazione Braccio di trattamento 5-FU/FA (LV5FU2) oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) Percentuale di sopravvivenza libera dalla malattia a 3 anni (95% CI) 73,3 (70,6-75,9) 78,7 (76,2-81,1) Hazard ratio (95% CI) 0,76 (0,64-0,89) Log rank test stratificato P= 0,0008 * follow-up mediano di 44,2 mesi (tutti i pazienti seguiti per almeno 3 anni) Lo studio ha evidenziato un vantaggio complessivamente significativo nella sopravvivenza libera da malattia a 3 anni per l’associazione di oxaliplatino e 5-FU/FA (FOLFOX4) rispetto al 5-FU/FA (LV5FU2) in monoterapia. EFC 3313 sopravvivenza libera dalla malattia a 3 anni (analisi ITT)* in funzione dello stadio della patologia Stadio del paziente Stadio II (B2 di Duke) Stadio III (C di Duke) Braccio di trattamento 5-FU/FA (LV5FU2) oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) 5-FU/FA (LV5FU2) oxaliplatin o + 5FU/FA (FOLFOX 4) Percentuale di sopravvivenza libera dalla malattia a 3 anni (95% CI) 84,3 (80,9-87,7) 87,4 (84,3-90,5) 65,8 (62,2-69,5) 72,8 (69,4-76,2) Hazard ratio (95% CI) 0,79 (0,57-1,09) 0,75 (0,62-0,90) Log rank test P=0,151 P=0,002 * follow-up mediano di 44,2 mesi (tutti i pazienti seguiti per almeno 3 anni) Sopravvivenza totale (analisi ITT) Al momento dell’analisi della sopravvivenza libera da malattia a 3 anni, che è stata l’endpoint primario dello studio MOSAIC, l’85,1% dei pazienti erano ancora vivi nel braccio di oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) rispetto all’83,8% nel braccio 2 di trattamento con 5-FU/FA (LV5FU2). Questo si traduce in una riduzione totale del rischio di mortalità del 10% a favore di oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) che non raggiunge la significatività statistica (hazard ratio = 0,90). Le percentuali sono state di 92,2% contro 92,4% nella sottopopolazione allo stadio II (B2 di Duke) (hazard ratio = 1,01) e di 80,4% contro 78,1% nell

sottopopolazione di stadio III (C di Duke) (hazard ratio = 0,87), rispettivamente per oxaliplatino + 5-FU/FA (FOLFOX4) e 5-FU/FA (LV5FU2). Popolazione pediatrica Oxaliplatino, somministrato in monoterapia, è stato valutato in pazienti in età pediatrica in 2 studi di Fase I (69 pazienti) e in 2 studi di Fase II (166 pazienti). Sono stati trattati, in totale, 235 pazienti pediatrici (età compresa tra 7 mesi e 22 anni) affetti da tumori solidi. L’attività di oxaliplatino in monoterapia non è stata determinata nelle popolazioni pediatriche trattate. L’arruolamento dei pazienti è stato sospeso in entrambi gli studi di Fase II per mancanza di risposta tumorale.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento e distribuzione La farmacocinetica dei singoli principi attivi non è stata determinata. La farmacocinetica del platino ultrafiltrabile, che rappresenta una combinazione di tutte le specie di platino libero, attivo e inattivo, in seguito a un’infusione di due ore di oxaliplatino a 130 mg/m2 ogni tre settimane per 1-5 cicli e di oxaliplatino a 85 mg/m2 ogni due settimane per 1-3 cicli è la seguente: Riassunto dei parametri farmacocinetici del platino nell’ultrafiltrato in seguito a dosi multiple di oxaliplatino a 85 mg/m2 ogni due settimane o 130 mg/m2 ogni tre settimane Dose Cmax µg/ml AUC0-48 µg.h/ml AUC µg.h/ml T1/2α h T1/2 h T1/2γ h Vss l CL l/h 85 mg/m2 Media SD 0,814 0,193 4,19 0,647 4,68 1,40 0,43 0,35 16,8 5,74 391 406 440 199 17,4 6,35 130 mg/m2 Media SD 1,21 0,10 8,20 2,40 11,9 4,60 0,28 0,06 16,3 2,90 273 19,0 582 261 10,1 3,07 I valori AUC0-48, e Cmax medi sono stati determinati al ciclo 3 (85 mg/m2 ) o al ciclo 5 (130 mg/m2 ). I valori medi di AUC, Vss, e CL, sono stati determinati al ciclo 1. I valori Cmax, AUC, AUC0-48, Vss e CL sono stati determinati mediante analisi non compartimentale. T1/2α, t1/2, e t1/2γ, sono stati determinati mediante analisi compartimentale (cicli 1-3 combinati). Al termine di un’infusione di 2 ore, il 15% del platino somministrato è presente nella circolazione sistemica, mentre il restante 85% viene distribuito rapidamente ai tessuti o eliminato con l’urina. Il legame irreversibile con i globuli rossi e il plasma determina emivite in queste matrici che sono simili al ricambio naturale di globuli rossi e albumina serica. Non è stato osservato alcun accumulo nell’ultrafiltrato plasmatico in seguito a somministrazione di 85 mg/m2 ogni due settimane o di 130 mg/m2 ogni tre settimane e lo stato stazionario in questa matrice è stato raggiunto entro il ciclo 1. La variabilità intere intra-soggetto è generalmente bassa. Biotrasformazione La biotrasformazione in vitro è considerata il risultato della degradazione non enzimatica e non vi sono segni di metabolismo mediato dal citocromo P450 dell’anello diamminocicloesanico (DACH). L’oxaliplatino è soggetto ad estesa biotrasformazione nei pazienti e non è stata rilevata alcuna quantità di sostanza attiva immodificato nell'ultrafiltrato plasmatico al termine di un'infusione di 2 ore. Molti prodott

citotossici della biotrasformazione, incluse le specie di platino DACH monocloro, dicloro e diacquo sono stati identificati nella circolazione sistemica insieme ad una serie di coniugati inattivi in momenti successivi. Eliminazione Il platino viene escreto in prevalenza nell’urina, con clearance soprattutto nelle 48 ore successive alla somministrazione. Entro il quinto giorno è stato riscontrato circa il 54% della dose totale nell'urina e <3% nelle feci. Popolazioni speciali Compromissione renale L’effetto della compromissione renale sulla disposizione di oxaliplatino è stato studiato in pazienti con vari gradi di funzionalità renale. Oxaliplatino è stato somministrato alla dose di 85 mg/m2 nel gruppo di controllo con funzionalità renale normale (CLcr > 80 ml/min, n=12) e nei pazienti con compromissione renale lieve (CLcr = 50 to 80 ml/min, n=13) e moderato (CLcr = 30 to 49 ml/min, n=11), ed alla dose di 65mg/m2 nei pazienti con compromissione renale grave (CLcr < 30 ml/min, n=5). L’esposizione mediana è stata rispettivamente di 9, 4, 6 e 3 cicli e sono stati ottenuti dati farmacocinetici relativi al 1° ciclo rispettivamente in 11, 13, 10, and 4 pazienti. È stato osservato un aumento dell’AUC del platino plasmatico ultrafiltrato (PUF), dell’AUC/dose ed una riduzione della CL renale, totale e della Vss con l’aumentare della compromissione renale, in particolare nel (piccolo) gruppo di pazienti con compromissione renale grave; la stima (90% IC) dei rapporti medi per stato renale rispetto alla funzione renale normale per AUC/dose sono stati di 1,36 (1,08, 1,71), 2,34 (1,82, 3,01) and 4,81 (3,49, 6,64) rispettivamente nei pazienti con insuffcienza lieve, moderata e grave. L’eliminazione di oxaliplatino è correlata in modo significativo alla clearance della creatinina. La clearance totale di platino PUF è stata rispettivamente di 0,74 (0,59, 0,92), 0,43 (0,33, 0,55) e 0,21 (0,15, 0,29) e per la Vss rispettivamente di 0,52 (0,41, 0,65), 0,73 (0,59, 0,91) e 0,27 (0,20, 0,36) nei pazienti con insufficienza renale lieve, moderata e grave. La clearance corporea totale di platino PUF è risultata pertanto ridotta del 26% nella compromissione renale lieve, del 57% nella compromissione moderata e del 79% nella compromissione grave rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale. Nei pazienti con compromissione renale la clearance renale di platino PUF è risultata ridotta del 30% lieve, del 65% nella compromissione moderata e dell’84% nella compromissione renale grave rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale. É stato osservato un aumento dell’emivita beta di platino PUF con l’aumentare della gravità della compromissione renale, principalmente nel gruppo con compromissione grave. Tali dati sono rilevanti nei pazienti con grave insufficienza renale e, nonostante il numero ridotto di pazienti con disfunzione renale grave, devono essere presi in considerazione al momento della prescrizione di oxaliplatino ai pazienti con compromissione renale (vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Gli organi bersaglio identificati in specie precliniche (topi, ratti, cani e/o scimmie) in studi su dose singola o multipla hanno incluso il midollo osseo, l'apparato gastrointestinale, i reni, i testicoli, il sistema nervoso e il cuore. Le tossicità degli organi bersaglio negli animali corrispondono a quelle prodotte da altri medicinali contenenti platino e medicinali citotossici che danneggiano il DNA utilizzati nel trattamento del cancro umano, con l’eccezione degli effetti prodotti sul cuore. Gli effetti sul cuore sono stati osservati solo nel cane e hanno incluso disturbi elettrofisiologici con fibrillazione ventricolare letale. La cardiotossicità è considerata specifica per il cane non solo perché è stata osservata unicamente in questo animale, ma anche perché dosi simili a quelle che determinano la cardiotossicità letale nei cani (150 mg/m2 ) erano ben tollerate dagli umani.

Gli studi preclinici che utilizzano i neuroni sensoriali dei ratti evidenziano che i sintomi neurosensoriali acuti correlati all’oxaliplatino possono coinvolgere un’interazione con i canali voltaggio dipendenti per il Na+ . L’oxaliplatino si è rivelato mutageno e clastogenico nei sistemi di test sui mammiferi e ha causato tossicità embriofetale nei ratti. L’oxaliplatino è considerato un probabile carcinogeno, anche se non sono stati condotti studi carcinogenici.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio monoidrato (45 mg/ml) Acqua per preparazioni iniettabili

6.2 Incompatibilità

Il farmaco diluito non può essere miscelato con altri farmaci nella stessa sacca per infusione o linea di infusione. Nel paragrafo 6.6 sono descritte le istruzioni per la somministrazione di oxaliplatino e acido folinico mediante una linea a Y. - NON miscelare con medicinali alcalini o soluzioni alcaline, in particolare 5-fluorouracile, preparazioni a base di acido folinico contenenti l’eccipiente trometamolo e sali di trometamolo di altri principi attivi. Medicinali o soluzioni alcalini possono influenzare negativamente la stabilità dell’oxaliplatino. - NON diluire oxaliplatino con soluzioni saline o contenenti ioni cloruro (incluso cloruro di calcio, potassio e sodio). - NON miscelare con altri medicinali nella stessa sacca per infusione o linea di infusione [vedere paragrafo 6.6 per istruzioni relative alla somministrazione contemporanea di acido folinico]. - NON utilizzare materiale per iniezioni contenente alluminio

6.3 Periodo di validità

Prima dell’apertura del flaconcino 2 anni Stabilità in uso Dopo la diluizione in glucosio al 5%, la stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 2°C - 8°C e per 6 ore a 25°C. Dal punto di vista microbiologico la soluzione per infusione dovrebbe essere utilizzato subito. Se il farmaco non viene impiegato immediatamente, l’utente è responsabile dei tempi di conservazione in uso e delle condizioni pre-uso che non dovrebbero in ogni caso superare le 24 ore a 2°C -8°C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in un ambiente controllato e asettico.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C.

Conservare il flaconcino nella confezione esterna per tenerlo al riparo dalla luce. Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

1 flaconcino (vetro chiaro di Tipo I) contenente 4 ml di concentrato, con tappo di gomma in bromobutile, sigillo di alluminio e cappuccio a strappo in polipropilene. 1 flaconcino (vetro chiaro di Tipo I) contenente 10 ml di concentrato, con tappo di gomma in bromobutile, sigillo di alluminio e cappuccio a strappo in polipropilene. 1 flaconcino (vetro chiaro di Tipo I) contenente 20 ml di concentrato, con tappo di gomma in bromobutile, sigillo di alluminio e cappuccio a strappo in polipropilene. 1 flaconcino (vetro chiaro di Tipo I) contenente 40 ml di concentrato, con tappo di gomma in bromobutile, sigillo di alluminio e cappuccio a strappo in polipropilene. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Come per altri composti potenzialmente tossici, occorre avere cautela nella manipolazione e nella preparazione delle soluzioni di oxaliplatino. Istruzioni per la manipolazione La manipolazione del principio attivo citotossico da parte del personale sanitario richiede tutte le precauzioni per garantire la protezione dell’operatore e dell’ambiente circostante. La preparazione di soluzioni iniettabili di principi attivi citotossici deve essere effettuata da personale specializzato esperto con conoscenze sul medicinale in uso, in condizioni che garantiscano l’integrità del medicinale, la protezione dell’ambiente e in particolare la protezione del personale che manipola i medicinali, in accordo con le procedure dell’ospedale. Tale preparazione richiede un’area riservata a questo scopo. In tale area è vietato fumare, mangiare o bere. Il personale deve disporre di materiale di manipolazione adeguato, come grembiuli a maniche lunghe, maschere protettive, cuffiette, occhiali protettivi, guanti sterili monouso, coperture protettive per l’area di lavoro, contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti. Le escrezioni e il vomito vanno manipolati con cautela. È necessario informare le donne in gravidanza che devono evitare di manipolare agenti citotossici. Tutti i contenitori rotti devono essere trattati con le stesse precauzioni e considerati come rifiuti contaminati. I rifiuti contaminati devono essere inceneriti in contenitori rigidi opportunamente etichettati. Vedere al paragrafo “Smaltimento”. Se il concentrato di oxaliplatino o la soluzione per infusione dovessero entrare in contatto con la pelle o con le membrane mucose, lavare immediatamente con abbondante acqua. Speciali precauzioni per la somministrazione - NON utilizzare materiale per iniezioni contenente alluminio. - NON somministrare il concentrato non diluito.

- Usare come unico solvente una soluzione glucosata al 5%. NON diluire per infusione con cloruro di sodio o soluzione contenente cloruro. - NON miscelare con nessun altro medicinale nella stessa sacca per infusione o somministrare contemporaneamente nella stessa linea di infusione. - NON miscelare con farmaci alcalini o soluzioni alcaline, in particolare i prodotti a base di 5-fluorouracile e acido folinico contenenti l’eccipiente trometamolo e sali di trometamolo di altri principi attivi. Medicinali o soluzioni alcaline possono influenzare negativamente la stabilità di oxaliplatino. Istruzioni per l’uso con l’acido folinico (come folinato di calcio o folinato di sodio) L’infusione endovenosa di oxaliplatino 85 mg/m2 in soluzione glucosata al 5% da 250 a 500 ml può essere somministrato in concomitanza con l’infusione e.v. di acido folinico in soluzione glucosata al 5% in 2 - 6 ore, utilizzando una linea Y, situata immediatamente prima del sito di infusione. I due farmaci non devono essere miscelati nella stessa sacca per infusione. L’acido folinico non deve contenere trometamolo come eccipiente e deve essere diluito utilizzando soluzioni per infusione isotoniche, come la soluzione glucosata al 5%, ma NON soluzioni di sodio cloruro, soluzioni a base di cloruro o soluzioni alcaline. Istruzioni per l’uso con 5-fluorouracile L’oxaliplatino deve essere somministrato sempre prima delle fluoropirimidine - cioè del 5fluorouracile. Dopo la somministrazione di oxaliplatino, sciacquare la linea e poi somministrare 5-fluorouracile. Concentrato per soluzione per infusione Effettuare un’ispezione visiva prima dell’uso. Si devono utilizzare solo soluzioni trasparenti prive di particelle. Il medicinale è monouso. L’eventuale quantità inutilizzata di soluzione deve essere eliminata. Diluizione per infusione endovenosa Prelevare la quantità necessaria di soluzione dal flaconcino e diluirla con 250-500 ml di una soluzione glucosata al 5% per ottenere una concentrazione di oxaliplatino tra 0,2 mg/ml e 0,7 mg/ml. L’intervallo di concentrazione a cui la stabilità fisico-chimica di oxaliplatino è stata dimostrata è compreso tra 0,2 mg/ml e 2,0 mg/ml. Somministrare per infusione e.v. Dopo la diluizione in glucosio al 5%, la stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 2°C - 8°C e per 6 ore a 25°C. Dal punto di vista microbiologico questa preparazione per infusione dovrebbe essere utilizzato subito. Se il farmaco non viene impiegato immediatamente, l’utente è responsabile dei tempi di conservazione in uso e delle condizioni pre-uso che non dovrebbero in ogni caso superare le 24 ore a 2°C -8°C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in un ambiente controllato e asettico. Effettuare un’ispezione visiva prima dell’uso. Si devono utilizzare solo soluzioni trasparenti prive di particelle. Il medicinale è monouso. L’eventuale quantità inutilizzata di soluzione deve essere eliminata (vedere il paragrafo “Smaltimento dei rifiuti” sotto). NON utilizzare MAI sodio cloruro o soluzioni per diluizione contenenti cloruro.

La compatibilità della soluzione per infusione di oxaliplatino è stata provata con campioni di set di somministrazione a base di PVC. Infusione La somministrazione di oxaliplatino non richiede preidratazione. Dopo la ricostituzione, l’oxaliplatino diluito in 250-500 ml di soluzione glucosata al 5% per ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml deve essere infuso attraverso una vena periferica o una linea venosa centrale in un periodo di tempo di 2-6 ore. Se l’oxaliplatino viene somministrato in associazione al 5fluorouracile, l’infusione di oxaliplatino deve precedere la somministrazione del 5-fluorouracile. Smaltimento Le quantità inutilizzate di medicinale nonché tutti i materiali utilizzati per la diluizione e la somministrazione devono essere distrutti conformemente alle procedure standard dell'ospedale applicabili agli agenti citotossici e nel rispetto delle disposizioni locali in vigore per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino di vetro da 4 ml – AIC 038107013 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino di vetro da 10 ml – AIC 038107025 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino di vetro da 20 ml – AIC 038107037 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino di vetro da 40 ml – AIC 038107076

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 7 maggio 2009 Data del rinnovo più recente: 27 febbraio 2013

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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