PLASIL

Popolazione adulta Plasil è indicato negli adulti: - per la prevenzione della nausea e del vomito che possono manifestarsi dopo la chemioterapia; - per la prevenzione della nausea e del vomito provocati dalla radioterapia; - per il trattamento della nausea e del vomito, compresi nausea e vomito che possono accompagnare un’emicrania acuta. La metoclopramide può essere assunta insieme ad analgesici (farmaci contro il dolore) orali in caso di emicrania acuta, per migliorare l’assorbimento e quindi per aiutare gli analgesici ad agire più efficacemente. Popolazione pediatrica Plasil è indicato nei…

Usato per: emicranianauseavomito

Principio attivo: METOCLOPRAMIDE CLORIDRATO, METOCLOPRAMIDE · ATC A03FA01 · NEOPHARMED GENTILI S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
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Principio attivo: METOCLOPRAMIDE CLORIDRATO, METOCLOPRAMIDE
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile, Sciroppo, Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 10 mg / 2 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 10 mg / 10 ml SCIROPPO
  • 10 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
Codice ATC: A03FA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· METOCLOPRAMIDE ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· METOCLOPRAMIDE SALF - S.A.L.F. SPA LABORATORIO FARMACOLOGICO
· METOCLOPRAMIDE CLORIDRATO NORIDEM - NORIDEM ENTERPRISES LTD
· MAALOX NAUSEA - OPELLA HEALTHCARE ITALY S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Plasil è un farmaco utilizzato contro il vomito (antiemetico). Contiene un medicinale chiamato “metoclopramide” e appartiene ad una categoria di medicinali chiamati "Farmaci per i disturbi funzionali gastrointestinali – Procinetici". Agisce su una parte del cervello che previene la sensazione di nausea o il vomito.

Popolazione adulta

Plasil è indicato negli adulti:

- per la prevenzione della nausea e del vomito che possono manifestarsi dopo la chemioterapia;
- per la prevenzione della nausea e del vomito provocati dalla radioterapia;
- per il trattamento della nausea e del vomito, compresi nausea e vomito che possono
accompagnare un’emicrania acuta. La metoclopramide può essere assunta insieme ad analgesici
(farmaci contro il dolore) orali in caso di emicrania acuta, per migliorare l’assorbimento e

quindi per aiutare gli analgesici ad agire più efficacemente.

Popolazione pediatrica

Plasil è indicato nei bambini (di età compresa tra 1 e 18 anni) se altri trattamenti non sono efficaci o non possono essere utilizzati per prevenire la nausea e il vomito che possono manifestarsi dopo la chemioterapia.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Plasil

- se è allergico alla metoclopramide o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo
medicinale (elencati al paragrafo 6);
- se ha un’emorragia, un’ostruzione o una lacerazione nello stomaco o nell’intestino;
- se ha o potrebbe avere un raro tumore delle ghiandole surrenali, situate accanto ai reni
(feocromocitoma);

- se ha mai avuto contrazioni (spasmi) muscolari involontari (discinesia tardiva) quando è stato
trattato con metoclopramide o con farmaci neurolettici;
- se soffre di epilessia (con aumento della frequenza e dell’intensità delle crisi);
- se soffre di morbo di Parkinson;
- se sta prendendo levodopa (un medicinale per il morbo di Parkinson) o altri farmaci denominati
agonisti dopaminergici (vedere di seguito “Altri medicinali e Plasil”);

- se ha mai avuto un disturbo dell’emoglobina del sangue (metemoglobinemia) o mancanza di
una sostanza (deficit) denominata NADH citocromo-b5;
- se soffre di glaucoma (elevata pressione all'interno del bulbo oculare).

Non usi Plasil in bambini di età inferiore a 1 anno (vedere di seguito “Bambini e adolescenti”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista o all’infermiere prima di prendere Plasil:

- se soffre di disturbi della conduzione cardiaca (prolungamento dell’intervallo QT) o qualsiasi

-
-
-
altro problema di cuore (grave bradicardia, arresto cardiaco);
se ha problemi nei livelli di sali nel sangue, come potassio, sodio e magnesio;
se sta usando altri medicinali noti per influire sul battito cardiaco;
se soffre di malattie neurologiche e sta assumendo altri medicinali che agiscono sul sistema
nervoso centrale;
- se ha problemi al fegato o ai reni (insufficienza renale o grave insufficienza epatica). In questi
casi il medico può ridurre la dose (vedere paragrafo 3).
Il medico può effettuare delle analisi del sangue. In caso di un disturbo dell’emoglobina del sangue
(metemoglobinemia), il trattamento deve essere immediatamente e permanentemente interrotto.

Il trattamento non deve superare i 3 mesi, a causa del rischio di spasmi muscolari involontari. Se compaiono tali sintomi deve interrompere il trattamento.

Deve attendere almeno 6 ore tra ciascuna dose di metoclopramide, anche in caso di vomito e rigetto

della dose, in modo da evitare il sovradosaggio.

Con l'uso di Plasil può verificarsi un aumento di una sostanza detta "prolattina". Il medico considererà questa possibilità, soprattutto se lei ha un tumore al seno o un tumore benigno alla ghiandola detta "ipofisi" (adenoma ipofisario) che causa la produzione di prolattina.

Bambini e adolescenti Nei bambini e nei giovani adulti si possono osservare movimenti incontrollabili (disturbi extrapiramidali). Il medicinale non deve essere usato in bambini al di sotto di 1 anno di età, a causa

del maggior rischio di movimenti incontrollabili (vedere sopra “Non prenda Plasil”).

Altri medicinali e Plasil Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.

È importante perché alcuni medicinali possono influenzare la modalità di azione di Plasil o Plasil a sua volta può influenzare la modalità di azione di altri medicinali. Tali medicinali includono:

- levodopa o altri medicinali usati per trattare il morbo di Parkinson (agonisti dopaminergici)
(vedere sopra “Non prenda Plasil”);
- anticolinergici (medicinali usati per alleviare crampi o spasmi allo stomaco);
- derivati della morfina (medicinali usati per trattare dolore intenso);

- farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale (derivati della morfina, ansiolitici,
antistaminici H1 sedativi, antidepressivi sedativi, barbiturici, clonidina e farmaci correlati);
- medicinali usati per trattare disturbi psichiatrici (neurolettici) e farmaci serotoninergici;
- digossina (un medicinale usato per trattare l’insufficienza cardiaca);
- ciclosporina (un medicinale usato per trattare alcuni problemi del sistema immunitario);
- mivacurio e suxametonio (medicinali usati per rilassare i muscoli);

- fluoxetina e paroxetina (medicinali usati per trattare la depressione);
- cisplatino: per un possibile aumento della tossicità renale;
- insulina: il medico può modificarne la dose;
- un medicinale chiamato apomorfina, in quanto il Plasil ne riduce gli effetti sul sistema nervoso;
- rifampicina: medicinale utilizzato nel trattamento della tubercolosi e altre infezioni, se assunto

contemporaneamente, può ridurre la quantità di metoclopramide nel sangue

Plasil con alcol Non deve consumare alcol durante il trattamento con metoclopramide, perché aumenta l’effetto sedativo di Plasil.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Se necessario, Plasil può essere utilizzato durante la gravidanza, ma deve essere evitata la somministrazione alla fine della gravidanza, poiché può causare problemi di movimenti al neonato (sindrome extrapiramidale). Se lei utilizza Plasil, il medico controllerà il suo bambino mediante un monitoraggio neonatale. Il medico deciderà se lei potrà prendere il medicinale oppure no.

Allattamento Plasil non è raccomandato durante l’allattamento al seno, in quanto è presente nel latte materno a bassi livelli e non si possono escludere effetti indesiderati nel bambino allattato al seno. Pertanto se lei

allatta al seno, il medico prenderà in considerazione l’interruzione di Plasil.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Può sentirsi assonnato, avvertire capogiri o avere spasmi incontrollati, contrazioni o movimenti convulsi e tono muscolare insolito che provoca distorsione del corpo dopo l’assunzione di Plasil. Questi sintomi possono avere effetti sulla vista e anche interferire con la sua capacità di guidare e

utilizzare macchinari.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Tutte le indicazioni (pazienti adulti) La singola dose raccomandata è di 10 mg, ripetuta fino ad un massimo di tre volte al giorno. La dose giornaliera massima raccomandata è di 30 mg o 0,5 mg/kg di peso corporeo.

La durata massima raccomandata del trattamento è di 5 giorni

Per la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) (pazienti pediatrici di età compresa tra 1 e 18 anni) La dose raccomandata è da 0,1 a 0,15 mg/kg di peso corporeo, ripetuta fino a 3 volte al giorno assunta per via orale. La dose massima in un periodo di 24 ore è di 0,5 mg/kg di peso corporeo.

Tabella di dosaggio Età Peso corporeo Dose Frequenza 1-3 anni 10-14 kg 1 mg Fino a 3 volte al giorno 3-5 anni 15-19 kg 2 mg Fino a 3 volte al giorno 5-9 anni 20-29 kg 2,5 mg Fino a 3 volte al giorno

9-18 anni 30-60 kg 5 mg Fino a 3 volte al giorno 15-18 anni Oltre 60 kg 10 mg Fino a 3 volte al giorno

Non deve prendere questo medicinale per più di 5 giorni in caso di prevenzione della nausea e del

vomito ritardati che possono manifestarsi dopo la chemioterapia. Plasil compresse non è adatto per l’uso in bambini di peso inferiore a 61 kg. Altre forme farmaceutiche/concentrazioni possono essere più appropriate per la somministrazione.

Modo di somministrazione

della dose, in modo da evitare il sovradosaggio.

Anziani Deve attendere almeno 6 ore tra ciascuna dose di metoclopramide, anche in caso di vomito e rigetto

La dose può dover essere ridotta in base a problemi renali, problemi epatici e di salute generale. Adulti con problemi renali Parli con il medico se ha problemi renali. La dose deve essere ridotta in caso di problemi renali moderati o gravi e con malattia renale in fase finale.

Adulti con problemi epatici Discuta con il medico se ha problemi epatici. La dose deve essere ridotta in caso di gravi problemi epatici.

Bambini e adolescenti

La metoclopramide non deve essere utilizzata nei bambini di età inferiore a 1 anno (vedere paragrafo 2).

Se prende più Plasil di quanto deve Si rivolga immediatamente al medico o al farmacista. Potrebbe avere movimenti incontrollabili (disturbi extrapiramidali), sentirsi assonnato, avere qualche disturbo di coscienza, essere confuso,

avere allucinazioni e problemi cardiaci. Il medico potrebbe prescriverle un trattamento per questi sintomi, se necessario. In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Plasil avverta immediatamente il

medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Se dimentica di prendere Plasil Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, all’infermiere o al

farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa il trattamento e discuta immediatamente con il medico, il farmacista o l’infermiere se durante la terapia con questo medicinale dovesse manifestare uno dei seguenti sintomi: - movimenti incontrollabili (spesso a carico di testa o collo). Si possono manifestare in bambini o giovani adulti, in modo particolare se vengono utilizzate dosi elevate. Questi sintomi di solito si manifestano all’inizio del trattamento e possono presentarsi anche dopo una singola

somministrazione. I movimenti scompaiono se opportunamente trattati.
- Febbre alta, pressione alta, convulsioni, sudorazione, produzione di saliva. Questi possono
essere segni di un disturbo chiamato sindrome neurolettica maligna.
- Prurito o eruzioni cutanee, gonfiore del viso, delle labbra o della gola, difficoltà di respirazione.
Questi possono essere segni di una reazione allergica, che può essere grave.

Possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati con la frequenza indicata:

Molto comune (può riguardare più di 1 persona su 10) • sensazione di sonnolenza.

Comune (può riguardare fino a 1 persona su 10)
•
•
depressione del
movimenti incontrollabili come tic, tremori, movimenti di rotazione (disturbi extrapiramidali) o
contratture muscolari (rigidità)
• sintomi simili al morbo di Parkinson (rigidità, tremori)
•
sensazione di irrequietezza e agitazione (acatisia)
• calo della pressione (particolarmente in caso di via endovenosa)
• diarrea
• sensazione di debolezza.

Non comune (può riguardare fino a 1 persona su 100)
• aumento di un ormone chiamato prolattina, che può provocare: produzione di latte negli uomini
e nelle donne che non stanno allattando
•

ciclo mestruale irregolare
• allucinazioni
• ridotto livello di coscienza
• battito cardiaco lento (particolarmente in caso di via endovenosa)
• allergia
• disturbi del movimento (discinesia)

• assunzione di posizioni anomale (distonia)
• disturbi visivi e deviazione involontaria dell’occhio.

Raro (può riguardare fino a 1 persona su 1000)
• stato confusionale
• convulsioni (specialmente in pazienti epilettici)
• secrezione anormale di latte o di liquido lattescente dalle mammelle in donne che non stanno
allattando o negli uomini (galattorrea).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) • reazioni allergiche (come anafilassi, angioedema e orticaria) che possono essere gravi (particolarmente in caso di somministrazione per via endovenosa). I sintomi possono includere eruzione cutanea, prurito, difficoltà respiratorie, respiro corto, gonfiore del viso, delle labbra, della gola o della lingua, pelle fredda e appiccicosa, palpitazioni, capogiri, debolezza e svenimento. Contattare immediatamente il medico o un altro operatore sanitario o recarsi

immediatamente al pronto soccorso dell'ospedale più vicino
• livelli anomali di pigmento del sangue, che possono modificare il colore della pelle
(sulfemoglobinemia)
• livelli anormali di metemoglobina (proteina simile all’emoglobina) (metemoglobinemia)
• sviluppo anomalo di mammelle nell’uomo (ginecomastia)
• contrazioni (spasmi) muscolari involontari dopo l’uso prolungato, particolarmente nei pazienti

anziani (discinesia)
• febbre alta, pressione alta, convulsioni, sudorazione, produzione di saliva. Questi possono essere
sintomi di un disturbo chiamato sindrome neurolettica maligna
• prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma e torsione di punta
•

arresto cardiaco (particolarmente in caso di iniezione)
• blocco atrioventricolare e arresto sinusale (particolarmente in caso di iniezione)
• shock (grave calo della pressione) (particolarmente in caso di iniezione)
• svenimento (particolarmente in caso di somministrazione per via endovenosa)
• pressione del sangue molto alta
• desiderio di suicidarsi (ideazione suicidaria).

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Le seguenti reazioni, talvolta associate, si manifestano più frequentemente quando vengono
somministrate dosi elevate:
- problemi nei movimenti (disturbi extrapiramidali: distonia acuta e discinesia, sindrome
parkinsoniana, acatisia), anche dopo la somministrazione di una singola dose del medicinale, in
particolare nei bambini e nei giovani adulti;
- sonnolenza;

- riduzione del livello di coscienza;
- confusione;
- allucinazioni.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Plasil - Il principio attivo è metoclopramide. Una compressa contiene metoclopramide monocloridrato monoidrato 10,5 mg (equivalente a 10 mg di sostanza anidra).

- Gli altri componenti sono: gomma guar; metilcellulosa; etilcellulosa; silice colloidale idrata; amido di patate; magnesio stearato; pentaeritritolo.

Descrizione dell’aspetto di Plasil e contenuto della confezione Plasil si presenta in forma di compresse. È disponibile nella confezione da 24 compresse.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Neopharmed Gentili S.p.A. Via San Giuseppe Cottolengo, 15 20143 Milano

Produttore SANOFI S.r.l. S.S. n. 17, km. 22 – 67019 Scoppito (AQ).

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il …….

Domande frequenti su PLASIL

Come si usa PLASIL?

PLASIL si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PLASIL è disponibile senza ricetta?

No, PLASIL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PLASIL?

Il principio attivo di PLASIL è METOCLOPRAMIDE CLORIDRATO, METOCLOPRAMIDE.

Quali sono gli equivalenti di PLASIL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: METOCLOPRAMIDE ACCORD, METOCLOPRAMIDE SALF, METOCLOPRAMIDE CLORIDRATO NORIDEM, MAALOX NAUSEA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce PLASIL?

PLASIL è prodotto da NEOPHARMED GENTILI S.P.A..

Da quando PLASIL è autorizzato in Italia?

PLASIL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1967-02-28.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

PLASIL 10 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene 10,5 mg di metoclopramide monocloridrato monoidrato (equivalente a 10 mg di sostanza anidra). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Popolazione adulta Plasil è indicato negli adulti per: - prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV); - prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV); - trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta. La metoclopramide può essere utilizzata in associazione con analgesici orali per migliorare l’assorbimento degli analgesici nell’emicrania acuta. Popolazione pediatrica Plasil è indicato nei bambini di età compresa tra 1 e 18 anni per: - prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) come opzione di seconda linea.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Tutte le indicazioni (pazienti adulti) La dose singola raccomandata è di 10 mg, ripetibile per un massimo di 3 volte al giorno. La dose giornaliera massima raccomandata è di 30 mg o 0,5 mg/kg di peso corporeo. La durata massima raccomandata del trattamento è di 5 giorn

2. Prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) (pazienti pediatrici di età compresa tra 1 e 18 anni) La dose raccomandata è da 0,1 a 0,15 mg/kg di peso corporeo, ripetibile fino a tre volte al giorno per via orale. La dose massima in 24 ore è di 0,5 mg/kg di peso corporeo. Tabella di dosaggio Età Peso corporeo Dose Frequenza 1-3 anni 10-14 kg 1 mg Fino a 3 volte al giorno 3-5 anni 15-19 kg 2 mg Fino a 3 volte al giorno 5-9 anni 20-29 kg 2,5 mg Fino a 3 volte al giorno 9-18 anni 30-60 kg 5 mg Fino a 3 volte al giorno 15-18 anni Oltre 60 kg 10 mg Fino a 3 volte al giorno La durata massima del trattamento è di 5 giorni per la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) Si consiglia la somministrazione del farmaco alle dosi indicate, preferibilmente prima dei pasti. Le compresse non sono adatte all’utilizzo nei bambini con peso inferiore a 61 kg. Altre forme farmaceutiche/dosaggi possono essere più appropriate per la somministrazione in questa popolazione Modo di somministrazione Deve essere rispettato un intervallo minimo di 6 ore fra due somministrazioni, anche in caso di vomito o rigetto della dose (vedere paragrafo 4.4). Popolazioni speciali Anziani Nei pazienti anziani, occorre considerare una riduzione della dose in base alla funzionalità renale e epatica e alla suscettibilità generale. Insufficienza renale In pazienti con malattia renale in fase finale (Clearance della creatinina ≤ 15 ml/min), la dose giornaliera deve essere ridotta del 75%. In pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (Clearance della creatinina 1560 ml/min), la dose giornaliera deve essere ridotta del 50% (vedere paragrafo 5.2). Insufficienza epatica In pazienti con grave insufficienza epatica, la dose deve essere ridotta del 50% (vedere paragrafo 5.2).

3. Altre forme farmaceutiche/dosaggi possono essere più appropriati per la somministrazione in queste popolazioni specifiche. Popolazione pediatrica La metoclopramide è controindicata in bambini di età inferiore a 1 anno (vedere paragrafo 4.3). Questa formulazione non è adatta per la somministrazione in questa popolazione.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - emorragia gastrointestinale, ostruzione meccanica o perforazione gastrointestinale per le quali la stimolazione della motilità gastrointestinale costituisca un rischio; - feocromocitoma confermato o presunto, a causa del rischio di episodi di grave ipertensione; - pazienti affetti da glaucoma; - storia di discinesia tardiva indotta da neurolettici o metoclopramide; - epilessia (aumento della frequenza e dell’intensità delle crisi); - morbo di Parkinson; - associazione con levodopa o agonisti dopaminergici (vedere paragrafo 4.5); - storia nota di metemoglobinemia con metoclopramide o di deficit di NADH citocromo b5 reduttasi; - uso nei bambini al di sotto di 1 anno di età a causa dell’aumentato rischio di disturbi extrapiramidali (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Disturbi neurologici Si possono verificare disturbi extrapiramidali, in particolare nei bambini e nei giovani adulti e/o con l’uso di dosi elevate. Queste reazioni si verificano in genere all’inizio del trattamento e possono verificarsi dopo una singola somministrazione. La metoclopramide deve essere immediatamente sospesa in caso di sintomi extrapiramidali. Questi effetti sono generalmente del tutto reversibili dopo l’interruzione del trattamento ma possono richiedere un trattamento sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o farmaci anticolinergici e antiparkinsoniani negli adulti). Deve essere rispettato l’intervallo di tempo di almeno 6 ore fra due somministrazioni, come specificato nel paragrafo 4.2, anche in caso di vomito e rigetto della dose, al fine di evitare casi di sovradosaggio. Il trattamento prolungato con metoclopramide può causare discinesia tardiva, potenzialmente irreversibile, in particolare negli anziani. La durata del trattamento non dovrebbe superare i 3 mesi a causa del rischio di discinesia tardiva (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento deve essere interrotto se compaiono sintomi di discinesia tardiva.

4. È stata segnalata la sindrome neurolettica maligna con metoclopramide in associazione ai neurolettici come anche in monoterapia con metoclopramide (vedere paragrafo 4.8). In caso di sintomi di sindrome neurolettica maligna, la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e deve essere istituito il trattamento adeguato. Occorre particolare cautela in pazienti con patologie neurologiche concomitanti e in pazienti trattati con altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.3). I sintomi del morbo di Parkinson possono essere esacerbati dalla metoclopramide. Metemoglobinemia È stata riportata metemoglobinemia possibilmente correlata al deficit di NADH citocromo b5 reduttasi. In tali casi, la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e permanentemente e devono essere adottate appropriate misure (come il trattamento con blu di metilene). Patologie cardiache Sono stati riferiti gravi effetti cardiovascolari indesiderati, inclusi casi di collasso circolatorio, grave bradicardia, arresto cardiaco e prolungamento dell’intervallo QT a seguito di somministrazione di metoclopramide iniettabile, in particolare per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8). Si deve prestare particolare cautela nella somministrazione di metoclopramide, in particolare per via endovenosa agli anziani, a pazienti con disturbi della conduzione cardiaca (compreso il prolungamento dell’intervallo QT), a pazienti con squilibrio elettrolitico non corretto, bradicardia e a pazienti che assumono altri farmaci noti per prolungare l’intervallo QT. Le dosi endovenose devono essere somministrate in bolo lento (almeno della durata di 3 minuti) al fine di ridurre il rischio di effetti avversi (p. es., ipotensione, acatisia). Insufficienza renale e epatica Nei pazienti con insufficienza renale o con grave insufficienza epatica, si raccomanda una riduzione del dosaggio (vedere paragrafo 4.2). Il possibile incremento dei livelli di prolattina dovrebbe essere attentamente considerato, in particolare nei pazienti affetti da tumore al seno o da adenoma ipofisario secernente prolattina. È sconsigliato l’uso concomitante della metoclopramide con bevande alcoliche.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate Levodopa o agonisti dopaminergici e metoclopramide si antagonizzano vicendevolmente (vedere paragrafo 4.3).

5. Associazioni da evitare L’alcol potenzia l’effetto sedativo della metoclopramide. Associazioni da tenere in considerazione A causa dell’effetto procinetico della metoclopramide, l’assorbimento di alcuni farmaci può risultare alterato. Anticolinergici e derivati della morfina Gli anticolinergici e i derivati della morfina potrebbero entrambi avere effetto antagonista verso la metoclopramide sulla motilità del tratto digerente. Farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale (derivati della morfina, ansiolitici, antistaminici H1 sedativi, antidepressivi sedativi, barbiturici, clonidina e farmaci correlati) Gli effetti sedativi dei farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale e della metoclopramide risultano potenziati. Neurolettici La metoclopramide potrebbe avere un effetto additivo con altri neurolettici nel caso di disordini extrapiramidali. Farmaci serotoninergici L’utilizzo di metoclopramide con farmaci serotoninergici come gli SSRI può aumentare il rischio di sindrome serotoninergica. Digossina La metoclopramide potrebbe ridurre la biodisponibilità della digossina. È necessario un attento monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di digossina. Ciclosporina La metoclopramide aumenta la biodisponibilità della ciclosporina (Cmax del 46% ed esposizione del 22%). È necessario un attento monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di ciclosporina. Le conseguenze cliniche sono incerte. Mivacurio e sussametonio L’iniezione di metoclopramide può prolungare la durata del blocco neuromuscolare (tramite inibizione delle colinesterasi plasmatiche). Forti inibitori del CYP2D6 I livelli di esposizione della metoclopramide aumentano, quando somministrata in concomitanza a forti inibitori del CYP2D6 come fluoxetina e paroxetina. Benché la significatività clinica sia incerta, i pazienti dovrebbero essere monitorati per reazioni avverse. Cisplatino Alcune osservazioni riportano, con metoclopramide, un aumento della tossicità renale del cisplatino.

6. Insulina Riducendo il transito intestinale anche del cibo, il trattamento con metoclopramide può richiedere un aggiustamento del dosaggio di insulina nel diabete. Rifampicina In uno studio pubblicato condotto su 12 volontari sani, la somministrazione di 600 mg di rifampicina per 6 giorni ha diminuito l'esposizione plasmatica di metoclopramide (AUC-Area sotto la curva) e la concentrazione massima (Cmax) rispettivamente del 68% e del 35%. Sebbene l’importanza clinica sia incerta, quando la metoclopramide viene associata alla rifampicina o ad altri forti induttori (ad es. carbamazepina, fenobarbital, fenitoina), è necessario monitorare i pazienti per valutare l'eventuale mancanza di effetto antiemetico. La metoclopramide inoltre riduce gli effetti dell’apomorfina sul S.N.C.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza Una vasta quantità di dati su donne in gravidanza (più di 1.000 esiti di esposizione) indica assenza di tossicità malformativa e fetotossicità. Se clinicamente necessario, la metoclopramide può essere utilizzata durante la gravidanza. A causa delle proprietà farmacologiche (come per altri neurolettici), in caso di somministrazione di metoclopramide alla fine della gravidanza, non si può escludere la sindrome extrapiramidale nel neonato. La metoclopramide dovrebbe essere evitata alla fine della gravidanza. Se si utilizza la metoclopramide, si deve istituire un monitoraggio neonatale. Allattamento La metoclopramide è escreta nel latte materno a bassi livelli. Non si possono escludere reazioni avverse nel bambino allattato al seno. Pertanto la metoclopramide non è raccomandata durante l’allattamento al seno. Si deve prendere in considerazione l’interruzione della metoclopramide nelle donne che allattano al seno.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La metoclopramide può causare sonnolenza, capogiri, discinesia e distonie che possono alterare la visione e interferire anche con la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono classificate per sistemi e organi. Le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), no

7. comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

8. Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Disturbi del sistema immunitario Non nota Reazione anafilattica (incluso shock anafilattico in particolare con la formulazione endovenosa) Non comune Ipersensibilità Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota Metemoglobinemia, che può essere correlata al deficit di NADH citocromo b5 reduttasi, in particolare nei neonati (vedere paragrafo 4.4) Sulfemoglobinemia, principalmente con la somministrazione concomitante di elevate dosi di prodotti medicinali che rilasciano zolfo Patologie cardiache Non comune Bradicardia, in particolare con la formulazione endovenosa Non nota Arresto cardiaco, che si verifica poco dopo l’uso iniettabile, e che può essere conseguente a bradicardia (vedere paragrafo 4.4); blocco atrioventricolare, arresto sinusale in particolare con la formulazione endovenosa; prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma; torsade de pointes; Patologie endocrine* Non comune Amenorrea, iperprolattinemia Raro Galattorrea Non nota Ginecomastia Patologie gastrointestinali Comune Diarrea Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Astenia Patologie del sistema nervoso Molto comune Sonnolenza Comune Disturbi extrapiramidali$ (in particolare in bambini e giovani adulti e/o quando si superano le dosi raccomandate, anche in seguito alla somministrazione di un

9. singola dose del farmaco) (vedere paragrafo 4.4), parkinsonismo, acatisia Non comune Distonia (che include disturbi visivi e crisi oculogira), discinesia, riduzione del livello di coscienza Raro Convulsioni in particolare in pazienti epilettici Non nota Discinesia tardiva che può essere persistente, durante o dopo trattamento prolungato, in particolare nei pazienti anziani (vedere paragrafo 4.4), sindrome neurolettica maligna (vedere paragrafo 4.4) Disturbi psichiatrici Comune Depressione Non comune Allucinazioni Raro Stato confusionale Non nota Ideazione suicidaria Patologie vascolari Comune Ipotensione, in particolare con la formulazione endovenosa Non nota Shock, sincope dopo la somministrazione per via iniettabile, ipertensione acuta nei pazienti con feocromocitoma (vedere paragrafo 4.3), aumento transitorio della pressione sanguigna. *Le patologie endocrine durante il trattamento prolungato in relazione all’iperprolattinemia (amenorrea, galattorrea, ginecomastia). $I pazienti metabolizzatori poveri del CYP2D6 possono avere maggior rischio di sviluppare disturbi extrapiramidali (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche).

10. Le seguenti reazioni, talvolta associate, si manifestano più frequentemente quando vengono somministrate dosi elevate: - Sintomi extrapiramidali: distonia acuta e discinesia, sindrome parkinsoniana, acatisia, anche dopo la somministrazione di una singola dose del farmaco, in particolare nei bambini e nei giovani adulti (vedere paragrafo 4.4). - Sonnolenza, riduzione del livello di coscienza, confusione, allucinazioni. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Possono verificarsi sintomi extrapiramidali, sonnolenza, ridotto livello di coscienza, confusione, allucinazioni e arresto cardiorespiratorio. Gestione In caso di sintomi extrapiramidali correlati o non a sovradosaggio, il trattamento è solamente sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o farmaci antiparkinsoniani anticolinergici negli adulti). Un trattamento sintomatico e un continuo monitoraggio delle funzionalità cardiovascolare e respiratoria deve essere praticato in base allo stato clinico.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Farmaci per i disturbi funzionali gastrointestinali – Procinetici Codice ATC: A03FA01 La metoclopramide stimola e coordina la motilità del tratto superiore dell'apparato gastroenterico, senza modificare la secrezione gastrica, pancreatica e biliare. Il suo meccanismo d'azione è complesso, essendo il farmaco antagonista competitivo dei recettori D1 e D2 (dopamina) e dei recettori 5-HT3 (serotonina), nonché agonista aspecifico dei recettori 5-HT4 coinvolti nella stimolazione dei neuroni colinergici enterici. Ha quindi attività procinetica intestinale, indipendente dall'innervazione vagale ma abolita da atropina e altri antagonisti muscarinici. Essa determina un aumento del tono e dell'ampiezza delle contrazioni gastroduodenali e, in misura progressivamente ridotta in senso distale, un incremento coordinato dei moviment

11. propulsivi del digiuno, dell'ileo e del colon, con una progressione periferica del contenuto endoluminale. Aumenta ancora il tono della muscolatura del terzo medio e inferiore dell'esofago e quindi la pressione a livello dello sfintere, rilasciando nel contempo piloro e bulbo duodenale. Queste azioni si traducono in un accelerato svuotamento gastrico e in una diminuzione del reflusso dal duodeno nello stomaco e nell'esofago.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La metoclopramide è ben assorbita raggiungendo, dopo somministrazione singola di 10 mg, livelli plasmatici di 54 ng/ml dopo circa 1 ora, senza significativa variabilità fra le diverse formulazioni farmaceutiche orali. La sua biodisponibilità varia individualmente fra il 35 e il 100%. La via intramuscolare determina picchi di concentrazione, rilevati a circa 3 ore, notevolmente più elevati. Distribuzione Il farmaco è un composto basico liposolubile ed ha ampio volume di distribuzione (compreso tra 2,2 e 3,4 L/Kg/h) e rapida ripartizione nei tessuti, con emivita di distribuzione compresa tra 5 e 21 minuti per la formulazione i.v. (tra 0,35 - 0,63 h per quella orale). L'affinità di legame con le proteine plasmatiche è pari al 40% della quota presente in circolo. Biotrasformazione Il farmaco è metabolizzato nel fegato con semplici processi di coniugazione; lievi alterazioni della funzionalità epatica, in presenza di normale funzione renale, non sembrano predisporre a modificazioni evidenti dei parametri farmacocinetici. Concentrazioni plasmatiche attive: dipendono dalla natura e dalla gravità della malattia da trattare; ad es., mentre valori di 10-20 ng/ml rappresentano il limite inferiore del range terapeutico, concentrazioni superiori fino a oltre 1000 ng/ml possono essere necessarie per contrastare il vomito da cisplatino. Eliminazione È dose-dipendente, variando fra 3 e 5 ore dopo somministrazione singola orale di 10 e 20 mg; la clearance è di 0,4 - 0,7 L/kg/h. Circa l'86 % della dose orale viene eliminata con le urine, parte in forma libera e parte in forma di metaboliti inattivi, i principali dei quali sono N-solfato ed N-glicuronato. Il resto è eliminato con la bile ed altri emuntori (la metoclopramide è escreta anche con il latte). La clearance della metoclopramide è notevolmente ridotta nei pazienti con insufficienza renale (0,2 L/kg/h). Insufficienza renale La clearance di metoclopramide è ridotta fino al 70% in meno nei pazienti con grave insufficienza renale, mentre l’emivita di eliminazione plasmatica è aumentata (circa 10 ore per una clearance di creatinina di 10-50 ml/minuto e 15 ore per una clearance della creatinina di <10 ml/minuto).

12. Insufficienza epatica Nei pazienti con cirrosi epatica si è riscontrato accumulo della metoclopramide, associato a riduzione del 50% della clearance plasmatica. Metabolizzatori poveri del CYP2D6 L'eliminazione della metoclopramide può essere rallentata nei pazienti che sono metabolizzatori poveri del CYP2D6 (rispetto ai pazienti che sono metabolizzatori intermedi, estensivi o ultra-rapidi del CYP2D6); ciò può aumentare il rischio di disturbi extrapiramidali dovuti a metoclopramide (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati sull’animale sperimentale non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Gomma guar, metilcellulosa, etilcellulosa, silice colloidale idrata, amido di patate, magnesio stearato, pentaeritritolo.

6.2 Incompatibilità

Non sono stati evidenziati casi di incompatibilità.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non previste.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio da 24 compresse da 10 mg.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

NEOPHARMED GENTILI S.p.A – Via San Giuseppe Cottolengo 15 – 20143 Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

020766046 10 mg compresse, 24 compress

13.

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 03.10.1966 Data del rinnovo più recente: 01.06.2010

10. Data di revisione del testo

………

14. RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTOErrore. Variabile di documento non specificata.

1. Denominazione del medicinale

PLASIL 10 mg/10 ml sciroppo

2. Composizione qualitativa e quantitativa

100 ml di sciroppo contengono 105 mg di metoclopramide monocloridrato monoidrato (equivalente a 100 mg di sostanza anidra). Eccipienti con effetti noti: metile paraidrossibenzoato, propile paraidrossibenzoato, etanolo. Una dose da 10 ml di sciroppo contiene 84,5 mg di propilene glicole e 95,4 mg di etanolo. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Popolazione adulta Plasil è indicato negli adulti per: - Prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) - Prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV) - Trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta. La metoclopramide può essere utilizzata in associazione con analgesici orali per migliorare l’assorbimento degli analgesici nell’emicrania acuta. Popolazione pediatrica Plasil è indicato nei bambini di età compresa tra 1 e 18 anni per: - Prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) come opzione di seconda linea

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Tutte le indicazioni (pazienti adulti) La dose singola raccomandata è di 10 mg, ripetibile per un massimo di 3 volte al giorno. La dose giornaliera massima raccomandata è di 30 mg o 0,5 mg/kg di peso corporeo. La durata massima raccomandata del trattamento è di 5 giorn

15. Prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) (pazienti pediatrici di età compresa tra 1 e 18 anni) La dose raccomandata è da 0,1 a 0,15 mg/kg di peso corporeo, ripetibile fino a tre volte al giorno per via orale. La dose massima in 24 ore è di 0,5 mg/kg di peso corporeo. Tabella di dosaggio Età Peso corporeo Dose Frequenza 1-3 anni 10-14 kg 1 mg Fino a 3 volte al giorno 3-5 anni 15-19 kg 2 mg Fino a 3 volte al giorno 5-9 anni 20-29 kg 2,5 mg Fino a 3 volte al giorno 9-18 anni 30-60 kg 5 mg Fino a 3 volte al giorno 15-18 anni Oltre 60 kg 10 mg Fino a 3 volte al giorno La siringa dosatrice per uso orale inclusa nella confezione dello sciroppo è graduata in mg e permette di somministrare la giusta quantità di metoclopramide. La corrispondenza al peso corporeo è dettagliata nella tabella di dosaggio. La dose è ottenuta tirando lo stantuffo fino alla corrispondente tacca in mg. L’uso della siringa per uso orale è limitato alla somministrazione di questo sciroppo. La siringa dosatrice deve essere sciacquata dopo ogni uso. Non tenere la siringa dosatrice immersa nella bottiglia. La durata massima del trattamento è di 5 giorni per la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) Si consiglia la somministrazione del farmaco alle dosi indicate, preferibilmente prima dei pasti. Modo di somministrazione Deve essere rispettato un intervallo minimo di 6 ore fra due somministrazioni, anche in caso di vomito o rigetto della dose (vedere paragrafo 4.4). Popolazioni speciali Anziani Nei pazienti anziani, occorre considerare una riduzione della dose in base alla funzionalità renale e epatica e alla suscettibilità generale. Insufficienza renale: In pazienti con malattia renale in fase finale (Clearance della creatinina ≤ 15 ml/min), la dose giornaliera deve essere ridotta del 75%. In pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (Clearance della creatinina 15-60 ml/min), la dose giornaliera deve essere ridotta del 50% (vedere paragrafo 5.2). Insufficienza epatica: In pazienti con grave insufficienza epatica, la dose deve essere ridotta del 50% (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica La metoclopramide è controindicata in bambini di età inferiore a 1 anno (vedere paragrafo 4.3).

16.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - emorragia gastrointestinale, ostruzione meccanica o perforazione gastrointestinale per le quali la stimolazione della motilità gastrointestinale costituisca un rischio; - feocromocitoma confermato o presunto, a causa del rischio di episodi di grave ipertensione; - pazienti affetti da glaucoma; - storia di discinesia tardiva indotta da neurolettici o metoclopramide; - epilessia (aumento della frequenza e dell’intensità delle crisi); - morbo di Parkinson; - associazione con levodopa o agonisti dopaminergici (vedere paragrafo 4.5); - storia nota di metemoglobinemia con metoclopramide o di deficit di NADH citocromo b5 reduttasi; - uso nei bambini al di sotto di 1 anno di età a causa dell’aumentato rischio di disturbi extrapiramidali (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Disturbi neurologici Si possono verificare disturbi extrapiramidali, in particolare nei bambini e nei giovani adulti e/o con l’uso di dosi elevate. Queste reazioni si verificano in genere all’inizio del trattamento e possono verificarsi dopo una singola somministrazione. La metoclopramide deve essere immediatamente sospesa in caso di sintomi extrapiramidali. Questi effetti sono generalmente del tutto reversibili dopo l’interruzione del trattamento ma possono richiedere un trattamento sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o farmaci anticolinergici e antiparkinsoniani negli adulti). Deve essere rispettato l’intervallo di tempo di almeno 6 ore fra due somministrazioni, come specificato nel paragrafo 4.2, anche in caso di vomito e rigetto della dose, al fine di evitare casi di sovradosaggio. Il trattamento prolungato con metoclopramide può causare discinesia tardiva, potenzialmente irreversibile, in particolare negli anziani. La durata del trattamento non dovrebbe superare i 3 mesi a causa del rischio di discinesia tardiva (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento deve essere interrotto se compaiono sintomi di discinesia tardiva. È stata segnalata la sindrome neurolettica maligna con metoclopramide in associazione ai neurolettici come anche in monoterapia con metoclopramide (vedere paragrafo 4.8). In caso di sintomi di sindrome neurolettica maligna, la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e deve essere istituito il trattamento adeguato. Occorre particolare cautela in pazienti con patologie neurologiche concomitanti e in pazienti trattati con altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.3). I sintomi del morbo di Parkinson possono essere esacerbati dalla metoclopramide. Metemoglobinemia È stata riportata metemoglobinemia possibilmente correlata al deficit di NADH citocromo b5 reduttasi. In tali casi, la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e permanentemente e devono essere adottate appropriate misure (come il trattamento con blu di metilene). Patologie cardiache Sono stati riferiti gravi effetti cardiovascolari indesiderati, inclusi casi di collasso circolatorio, grave bradicardia, arresto cardiaco e prolungamento dell’intervallo QT a seguito di somministrazione di metoclopramide iniettabile, in particolare per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8).

17. Si deve prestare particolare cautela nella somministrazione di metoclopramide, in particolare per via endovenosa agli anziani, a pazienti con disturbi della conduzione cardiaca (compreso il prolungamento dell’intervallo QT), a pazienti con squilibrio elettrolitico non corretto, bradicardia e a pazienti che assumono altri farmaci noti per prolungare l’intervallo QT. Le dosi endovenose devono essere somministrate in bolo lento (almeno della durata di 3 minuti) al fine di ridurre il rischio di effetti avversi (p. es., ipotensione, acatisia). Insufficienza renale e epatica Nei pazienti con insufficienza renale o con grave insufficienza epatica, si raccomanda una riduzione del dosaggio (vedere paragrafo 4.2). Il possibile incremento dei livelli di prolattina dovrebbe essere attentamente considerato, in particolare nei pazienti affetti da tumore al seno o da adenoma ipofisario secernente prolattina. È sconsigliato l'uso concomitante della metoclopramide con bevande alcoliche. Plasil sciroppo contiene etanolo. Questo medicinale contiene 286,2 mg di alcol (etanolo) in ogni dose da 30 mg di metoclopramide. La quantità in ogni dose da 30 mg di questo medicinale è equivalente a meno di 7 ml di birra o 3 ml di vino. La piccola quantità di alcol in questo medicinale non produrrà effetti rilevanti. Plasil sciroppo contiene metile paraidrossibenzoato e propile paraidrossibenzoato che possono causare reazioni allergiche (anche ritardate). Plasil sciroppo contiene propilene glicole Questo medicinale contiene 84,5 mg di propilene glicole per dose da 10 ml di sciroppo. Plasil sciroppo contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose da 10 ml di sciroppo, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate Levodopa o agonisti dopaminergici e metoclopramide si antagonizzano vicendevolmente (vedere paragrafo 4.3). Associazioni da evitare L’alcol potenzia l’effetto sedativo della metoclopramide. Associazioni da tenere in considerazione A causa dell’effetto procinetico della metoclopramide, l’assorbimento di alcuni farmaci può risultare alterato. Anticolinergici e derivati della morfina Gli anticolinergici e i derivati della morfina potrebbero entrambi avere effetto antagonista verso la metoclopramide sulla motilità del tratto digerente. Farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale (derivati della morfina, ansiolitici, antistaminici H1 sedativi, antidepressivi sedativi, barbiturici, clonidina e farmaci correlati) Gli effetti sedativi dei farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale e della metoclopramide risultano potenziati.

18. Neurolettici La metoclopramide potrebbe avere un effetto additivo con altri neurolettici nel caso di disordini extrapiramidali. Farmaci serotoninergici L’utilizzo di metoclopramide con farmaci serotoninergici come gli SSRI può aumentare il rischio di sindrome serotoninergica. Digossina La metoclopramide potrebbe ridurre la biodisponibilità della digossina. È necessario un attento monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di digossina. Ciclosporina La metoclopramide aumenta la biodisponibilità della ciclosporina (Cmax del 46% ed esposizione del 22%). È necessario un attento monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di ciclosporina. Le conseguenze cliniche sono incerte. Mivacurio e sussametonio L’iniezione di metoclopramide può prolungare la durata del blocco neuromuscolare (tramite inibizione delle colinesterasi plasmatiche). Forti inibitori del CYP2D6 I livelli di esposizione della metoclopramide aumentano, quando somministrata in concomitanza a forti inibitori del CYP2D6 come fluoxetina e paroxetina. Benché la significatività clinica sia incerta, i pazienti dovrebbero essere monitorati per reazioni avverse. Cisplatino Alcune osservazioni riportano, con metoclopramide, un aumento della tossicità renale del cisplatino. Insulina Riducendo il transito intestinale anche del cibo, il trattamento con metoclopramide può richiedere un aggiustamento del dosaggio di insulina nel diabete. Rifampicina In uno studio pubblicato condotto su 12 volontari sani, la somministrazione di 600 mg di rifampicina per 6 giorni ha diminuito l'esposizione plasmatica di metoclopramide (AUC-Area sotto la curva) e la concentrazione massima (Cmax) rispettivamente del 68% e del 35%. Sebbene l’importanza clinica sia incerta, quando la metoclopramide viene associata alla rifampicina o ad altri forti induttori (ad es. carbamazepina, fenobarbital, fenitoina), è necessario monitorare i pazienti per valutare l'eventuale mancanza di effetto antiemetico. La metoclopramide inoltre riduce gli effetti dell’apomorfina sul S.N.C.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza Una vasta quantità di dati su donne in gravidanza (più di 1.000 esiti di esposizione) indica assenza di tossicità malformativa e fetotossicità. Se clinicamente necessario, la metoclopramide può essere utilizzata durante la gravidanza. A causa delle proprietà farmacologiche (come per altri neurolettici), in caso di somministrazione di metoclopramide alla fine della gravidanza, non si può escludere la sindrome extrapiramidale nel neonato. La metoclopramide dovrebbe essere evitata alla fine della gravidanza. Se si utilizza la metoclopramide, si deve istituire un monitoraggio neonatale.

19. Allattamento La metoclopramide è escreta nel latte materno a bassi livelli. Non si possono escludere reazioni avverse nel bambino allattato al seno. Pertanto la metoclopramide non è raccomandata durante l’allattamento al seno. Si deve prendere in considerazione l’interruzione della metoclopramide nelle donne che allattano al seno.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La metoclopramide può causare sonnolenza, capogiri, discinesia e distonie che possono alterare la visione e interferire anche con la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono classificate per sistemi e organi. Le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Disturbi del sistema immunitario Non nota Reazione anafilattica (incluso shock anafilattico in particolare con la formulazione endovenosa) Non comune Ipersensibilità Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota Metemoglobinemia, che può essere correlata al deficit di NADH citocromo b5 reduttasi, in particolare nei neonati (vedere paragrafo 4.4) Sulfemoglobinemia, principalmente con la somministrazione concomitante di elevate dosi di prodotti medicinali che rilasciano zolfo Patologie cardiache Non comune Bradicardia, in particolare con la formulazione endovenosa Non nota Arresto cardiaco, che si verifica poco dopo l’uso iniettabile, e che può essere conseguente a bradicardia (vedere paragrafo 4.4); blocco atrioventricolare, arresto sinusale in particolare con la formulazione endovenosa; prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma; torsade de pointes; Patologie endocrine* Non comune Amenorrea, iperprolattinemia Raro Galattorrea Non nota Ginecomastia Patologie gastrointestinali Comune Diarrea Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Astenia Patologie del sistema nervoso Molto comune Sonnolenz

20. Comune Disturbi extrapiramidali$ (in particolare in bambini e giovani adulti e/o quando si superano le dosi raccomandate, anche in seguito alla somministrazione di una singola dose del farmaco) (vedere paragrafo 4.4), parkinsonismo, acatisia Non comune Distonia (che include disturbi visivi e crisi oculogira), discinesia, riduzione del livello di coscienza Raro Convulsioni in particolare in pazienti epilettici Non nota Discinesia tardiva che può essere persistente, durante o dopo trattamento prolungato, in particolare nei pazienti anziani (vedere paragrafo 4.4), sindrome neurolettica maligna (vedere paragrafo 4.4) Disturbi psichiatrici Comune Depressione Non comune Allucinazioni Raro Stato confusionale Non nota Ideazione suicidaria Patologie vascolari Comune Ipotensione, in particolare con la formulazione endovenosa Non nota Shock, sincope dopo la somministrazione per via iniettabile, ipertensione acuta nei pazienti con feocromocitoma (vedere paragrafo 4.3), aumento transitorio della pressione sanguigna. *Le patologie endocrine durante il trattamento prolungato in relazione all’iperprolattinemia (amenorrea, galattorrea, ginecomastia). $I pazienti metabolizzatori poveri del CYP2D6 possono avere maggior rischio di sviluppare disturbi extrapiramidali (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche). Le seguenti reazioni, talvolta associate, si manifestano più frequentemente quando vengono somministrate dosi elevate: Sintomi extrapiramidali: distonia acuta e discinesia, sindrome parkinsoniana, acatisia, anche dopo la somministrazione di una singola dose del farmaco, in particolare nei bambini e nei giovani adulti (vedere paragrafo 4.4). Sonnolenza, riduzione del livello di coscienza, confusione, allucinazioni. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Possono verificarsi sintomi extrapiramidali, sonnolenza, ridotto livello di coscienza, confusione, allucinazioni e arresto cardiorespiratorio. Gestion

21. In caso di sintomi extrapiramidali correlati o non a sovradosaggio, il trattamento è solamente sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o farmaci antiparkinsoniani anticolinergici negli adulti). Un trattamento sintomatico e un continuo monitoraggio delle funzionalità cardiovascolare e respiratoria deve essere praticato in base allo stato clinico.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Farmaci per i disturbi funzionali gastrointestinali – Procinetici Codice ATC: A03FA01 La metoclopramide stimola e coordina la motilità del tratto superiore dell'apparato gastroenterico, senza modificare la secrezione gastrica, pancreatica e biliare. Il suo meccanismo d'azione è complesso, essendo il farmaco antagonista competitivo dei recettori D1 e D2 (dopamina) e dei recettori 5-HT3 (serotonina), nonché agonista aspecifico dei recettori 5-HT4 coinvolti nella stimolazione dei neuroni colinergici enterici. Ha quindi attività procinetica intestinale, indipendente dall'innervazione vagale ma abolita da atropina e altri antagonisti muscarinici. Essa determina un aumento del tono e dell'ampiezza delle contrazioni gastroduodenali e, in misura progressivamente ridotta in senso distale, un incremento coordinato dei movimenti propulsivi del digiuno, dell'ileo e del colon, con una progressione periferica del contenuto endoluminale. Aumenta ancora il tono della muscolatura del terzo medio e inferiore dell'esofago e quindi la pressione a livello dello sfintere, rilasciando nel contempo piloro e bulbo duodenale. Queste azioni si traducono in un accelerato svuotamento gastrico e in una diminuzione del reflusso dal duodeno nello stomaco e nell'esofago.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La metoclopramide è ben assorbita raggiungendo, dopo somministrazione singola di 10 mg, livelli plasmatici di 54 ng/ml dopo circa 1 ora, senza significativa variabilità fra le diverse formulazioni farmaceutiche orali. La sua biodisponibilità varia individualmente fra il 35 e il 100%. La via intramuscolare determina picchi di concentrazione, rilevati a circa 3 ore, notevolmente più elevati. Distribuzione Il farmaco è un composto basico liposolubile ed ha ampio volume di distribuzione (compreso tra 2,2 e 3,4 L/Kg/h) e rapida ripartizione nei tessuti, con emivita di distribuzione compresa tra 5 e 21 minuti per la formulazione i.v. (tra 0,35 - 0,63 h per quella orale). L'affinità di legame con le proteine plasmatiche è pari al 40% della quota presente in circolo. Biotrasformazione Il farmaco è metabolizzato nel fegato con semplici processi di coniugazione; lievi alterazioni della funzionalità epatica, in presenza di normale funzione renale, non sembrano predisporre a modificazioni evidenti dei parametri farmacocinetici. Concentrazioni plasmatiche attive: dipendono dalla natura e dalla gravità della malattia da trattare; ad es., mentre valori di 10-20 ng/ml rappresentano il limite inferiore del range terapeutico, concentrazioni superiori fino a oltre 1000 ng/ml possono essere necessarie per contrastare il vomito da cisplatino. Eliminazione È dose-dipendente, variando fra 3 e 5 ore dopo somministrazione singola orale di 10 e 20 mg; la clearance è di 0,4 - 0,7 L/kg/h.

22. Circa l'86 % della dose orale viene eliminata con le urine, parte in forma libera e parte in forma di metaboliti inattivi, i principali dei quali sono N-solfato ed N-glicuronato. Il resto è eliminato con la bile ed altri emuntori (la metoclopramide è escreta anche con il latte). La clearance della metoclopramide è notevolmente ridotta nei pazienti con insufficienza renale (0,2 L/kg/h). Insufficienza renale La clearance di metoclopramide è ridotta fino al 70% in meno nei pazienti con grave insufficienza renale, mentre l’emivita di eliminazione plasmatica è aumentata (circa 10 ore per una clearance di creatinina di 10-50 ml/minuto e 15 ore per una clearance della creatinina di <10 ml/minuto). Insufficienza epatica Nei pazienti con cirrosi epatica si è riscontrato accumulo della metoclopramide, associato a riduzione del 50% della clearance plasmatica. Metabolizzatori poveri del CYP2D6 L'eliminazione della metoclopramide può essere rallentata nei pazienti che sono metabolizzatori poveri del CYP2D6 (rispetto ai pazienti che sono metabolizzatori intermedi, estensivi o ultra-rapidi del CYP2D6); ciò può aumentare il rischio di disturbi extrapiramidali dovuti a metoclopramide (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati sull’animale sperimentale non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Metile paraidrossibenzoato, propile paraidrossibenzoato, acido sorbico, idrossietilcellulosa, saccarina, propilene glicole, etanolo, essenza mandarino, essenza caramello ed essenza vaniglia (contenenti etanolo), sodio idrato q.b. a pH 3,0, acqua depurata.

6.2 Incompatibilità

Non sono stati evidenziati casi di incompatibilità.

6.3 Periodo di validità

30 mesi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non previste.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flacone da 120 ml di sciroppo (10 mg/10 ml)

23.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

NEOPHARMED GENTILI S.p.A – Via San Giuseppe Cottolengo 15 – 20143 Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

020766022 10 mg/10 ml sciroppo, flacone 120 ml

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 03.10.1966 Data del rinnovo più recente: 01.06.2010

10. Data di revisione del testo

…….

24. RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTOErrore. Variabile di documento non specificata.

1. Denominazione del medicinale

PLASIL 10 mg/2 ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una fiala contiene 10,5 mg di metoclopramide cloridrato (equivalente a 10 mg di sostanza anidra). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile per uso intramuscolare o endovenoso.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Popolazione adulta Plasil è indicato negli adulti per: - prevenzione di nausea e vomito postoperatori (Post Operative Nausea and Vomiting, PONV); - trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta; - prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (Radiotherapy Induced Nausea and Vomiting, RINV).

25. Popolazione pediatrica Plasil è indicato nei bambini di età compresa tra 1 e 18 anni per: - Prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (Chemotherapy Induced Nausea and Vomiting, CINV) come opzione di seconda linea; - Trattamento di nausea e vomito postoperatori (PONV) come opzione di seconda linea.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La soluzione può essere somministrata per via endovenosa o intramuscolare. Le dosi endovenose devono essere somministrate per bolo lento (almeno 3 minuti). Posologia Tutte le indicazioni (pazienti adulti) Per la prevenzione di nausea e vomito postoperatori (PONV) si raccomanda una dose singola di 10 mg. Per il trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta e per la prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV): la dose singola raccomandata è di 10 mg, ripetibile per un massimo di 3 volte al giorno La dose massima raccomandata è di 30 mg o 0,5 mg/kg di peso corporeo. La durata del trattamento iniettabile deve essere la più breve possibile per poi passare alla somministrazione per via orale o rettale il prima possibile. Tutte le indicazioni (pazienti pediatrici di età compresa tra 1 e 18 anni) La dose raccomandata è da 0,1 a 0,15 mg/kg di peso corporeo, ripetibile fino a tre volte al giorno per via endovenosa. La dose massima in 24 ore è di 0,5 mg/kg di peso corporeo. Tabella di dosaggio Età Peso corporeo Dose Frequenza 1-3 anni 10-14 kg 1 mg Fino a 3 volte al giorno 3-5 anni 15-19 kg 2 mg Fino a 3 volte al giorno 5-9 anni 20-29 kg 2,5 mg Fino a 3 volte al giorno 9-18 anni 30-60 kg 5 mg Fino a 3 volte al giorno 15-18 anni Oltre 60 kg 10 mg Fino a 3 volte al giorno La durata massima del trattamento è di 48 ore per il trattamento di nausea e vomito determinati come postoperatori (PONV) La durata massima del trattamento è di 5 giorni per la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) Si consiglia la somministrazione del farmaco alle dosi indicat

26. Modo di somministrazione Deve essere rispettato un intervallo minimo di 6 ore fra due somministrazioni (vedere paragrafo 4.4). La fiala si apre senza limetta. Popolazioni speciali Anziani Nei pazienti anziani, occorre considerare una riduzione della dose in base alla funzionalità renale e epatica e alla suscettibilità generale. Insufficienza renale: In pazienti con malattia renale in fase finale (Clearance della creatinina ≤ 15 ml/min), la dose giornaliera deve essere ridotta del 75%. In pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (Clearance della creatinina 1560 ml/min), la dose giornaliera deve essere ridotta del 50% (vedere paragrafo 5.2). Insufficienza epatica: In pazienti con grave insufficienza epatica, la dose deve essere ridotta del 50% (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica La metoclopramide è controindicata in bambini di età inferiore a 1 anno (vedere paragrafo 4.3).

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - emorragia gastrointestinale, ostruzione meccanica o perforazione gastrointestinale per le quali la stimolazione della motilità gastrointestinale costituisca un rischio; - feocromocitoma confermato o presunto, a causa del rischio di episodi di grave ipertensione;

27. - pazienti affetti da glaucoma; - storia di discinesia tardiva indotta da neurolettici o metoclopramide; - epilessia (aumento della frequenza e dell’intensità delle crisi); - morbo di Parkinson; - associazione con levodopa o agonisti dopaminergici (vedere paragrafo 4.5); - storia nota di metemoglobinemia con metoclopramide o di deficit di NADH citocromo b5 reduttasi; - uso nei bambini al di sotto di 1 anno di età a causa dell’aumentato rischio di disturbi extrapiramidali (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Disturbi neurologici Si possono verificare disturbi extrapiramidali, in particolare nei bambini e nei giovani adulti e/o con l’uso di dosi elevate. Queste reazioni si verificano in genere all’inizio del trattamento e possono verificarsi dopo una singola somministrazione. La metoclopramide deve essere immediatamente sospesa in caso di sintomi extrapiramidali. Questi effetti sono generalmente del tutto reversibili dopo l’interruzione del trattamento ma possono richiedere un trattamento sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o farmaci anticolinergici e antiparkinsoniani negli adulti). Deve essere rispettato l’intervallo di tempo di almeno 6 ore fra due somministrazioni, come specificato nel paragrafo 4.2, anche in caso di vomito e rigetto della dose, al fine di evitare casi di sovradosaggio. Il trattamento prolungato con metoclopramide può causare discinesia tardiva, potenzialmente irreversibile, in particolare negli anziani. La durata del trattamento non dovrebbe superare i 3 mesi a causa del rischio di discinesia tardiva (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento deve essere interrotto se compaiono sintomi di discinesia tardiva. È stata segnalata la sindrome neurolettica maligna con metoclopramide in associazione ai neurolettici come anche in monoterapia con metoclopramide (vedere paragrafo 4.8). In caso di sintomi di sindrome neurolettica maligna, la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e deve essere istituito il trattamento adeguato. Occorre particolare cautela in pazienti con patologie neurologiche concomitanti e in pazienti trattati con altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.3) I sintomi del morbo di Parkinson possono essere esacerbati dalla metoclopramide.

28. Metemoglobinemia È stata riportata metemoglobinemia possibilmente correlata al deficit di NADH citocromo b5 reduttasi. In tali casi, la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e permanentemente e devono essere adottate appropriate misure (come il trattamento con blu di metilene). Patologie cardiache Sono stati riferiti gravi effetti cardiovascolari indesiderati, inclusi casi di collasso circolatorio, grave bradicardia, arresto cardiaco e prolungamento dell’intervallo QT a seguito di somministrazione di metoclopramide iniettabile, in particolare per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8). Si deve prestare particolare cautela nella somministrazione di metoclopramide, in particolare per via endovenosa agli anziani, a pazienti con disturbi della conduzione cardiaca (compreso il prolungamento dell’intervallo QT), a pazienti con squilibrio elettrolitico non corretto, bradicardia e a pazienti che assumono altri farmaci noti per prolungare l’intervallo QT. Le dosi endovenose devono essere somministrate in bolo lento (almeno della durata di 3 minuti) al fine di ridurre il rischio di effetti avversi (p. es., ipotensione, acatisia). Insufficienza renale e epatica Nei pazienti con insufficienza renale o con grave insufficienza epatica, si raccomanda una riduzione del dosaggio (vedere paragrafo 4.2). La somministrazione endovenosa del farmaco deve avvenire lentamente, nel tempo di almeno tre minuti. Il possibile incremento dei livelli di prolattina dovrebbe essere attentamente considerato, in particolare nei pazienti affetti da tumore al seno o da adenoma ipofisario secernente prolattina. È sconsigliato l'uso concomitante della metoclopramide con bevande alcoliche. Plasil 10 mg/2 ml soluzione iniettabile contiene sodio. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala da 2 ml, cioè è essenzialmente ’senza sodio’.

29.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate Levodopa o agonisti dopaminergici e metoclopramide si antagonizzano vicendevolmente (vedere paragrafo 4.3). Associazioni da evitare L’alcol potenzia l’effetto sedativo della metoclopramide. Associazioni da tenere in considerazione A causa dell’effetto procinetico della metoclopramide, l’assorbimento di alcuni farmaci può risultare alterato. Anticolinergici e derivati della morfina Gli anticolinergici e i derivati della morfina potrebbero entrambi avere effetto antagonista verso la metoclopramide sulla motilità del tratto digerente. Farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale (derivati della morfina, ansiolitici, antistaminici H1 sedativi, antidepressivi sedativi, barbiturici, clonidina e farmaci correlati) Gli effetti sedativi dei farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale e della metoclopramide risultano potenziati. Neurolettici La metoclopramide potrebbe avere un effetto additivo con altri neurolettici nel caso di disordini extrapiramidali. Farmaci serotoninergici L’utilizzo di metoclopramide con farmaci serotoninergici come gli SSRI può aumentare il rischio di sindrome serotoninergica. Digossina La metoclopramide potrebbe ridurre la biodisponibilità della digossina. È necessario un attento monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di digossina. Ciclosporina La metoclopramide aumenta la biodisponibilità della ciclosporina (Cmax del 46% ed esposizione del 22%). È necessario un attento monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di ciclosporina. Le conseguenze cliniche sono incerte. Mivacurio e sussametonio L’iniezione di metoclopramide può prolungare la durata del blocco neuromuscolare (tramite inibizione delle colinesterasi plasmatiche). Forti inibitori del CYP2D6

30. I livelli di esposizione della metoclopramide aumentano, quando somministrata in concomitanza a forti inibitori del CYP2D6 come fluoxetina e paroxetina. Benché la significatività clinica sia incerta, i pazienti dovrebbero essere monitorati per reazioni avverse. Cisplatino Alcune osservazioni riportano, con metoclopramide, un aumento della tossicità renale del cisplatino. Insulina Riducendo il transito intestinale anche del cibo, il trattamento con metoclopramide può richiedere un aggiustamento del dosaggio di insulina nel diabete. Rifampicina In uno studio pubblicato condotto su 12 volontari sani, la somministrazione di 600 mg di rifampicina per 6 giorni ha diminuito l'esposizione plasmatica di metoclopramide (AUC-Area sotto la curva) e la concentrazione massima (Cmax) rispettivamente del 68% e del 35%. Sebbene l’importanza clinica sia incerta, quando la metoclopramide viene associata alla rifampicina o ad altri forti induttori (ad es. carbamazepina, fenobarbital, fenitoina), è necessario monitorare i pazienti per valutare l'eventuale mancanza di effetto antiemetico. La metoclopramide inoltre riduce gli effetti dell’apomorfina sul S.N.C.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza Una vasta quantità di dati su donne in gravidanza (più di 1.000 esiti di esposizione) indica assenza di tossicità malformativa e fetotossicità. Se clinicamente necessario, la metoclopramide può essere utilizzata durante la gravidanza. A causa delle proprietà farmacologiche (come per altri neurolettici), in caso di somministrazione di metoclopramide alla fine della gravidanza, non si può escludere la sindrome extrapiramidale nel neonato. La metoclopramide dovrebbe essere evitata alla fine della gravidanza. Se si utilizza la metoclopramide, si deve istituire un monitoraggio neonatale. Allattamento La metoclopramide è escreta nel latte materno a bassi livelli. Non si possono escludere reazioni avverse nel bambino allattato al seno. Pertanto la metoclopramide non è raccomandata durante l’allattamento al seno. Si deve prendere in considerazione l’interruzione della metoclopramide nelle donne che allattano al seno.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

31. La metoclopramide può causare sonnolenza, capogiri, discinesia e distonie che possono alterare la visione e interferire anche con la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono classificate per sistemi e organi. Le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

32. Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Disturbi del sistema immunitario Non nota Reazione anafilattica (incluso shock anafilattico in particolare con la formulazione endovenosa) Non comune Ipersensibilità Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota Metemoglobinemia, che può essere correlata al deficit di NADH citocromo b5 reduttasi, in particolare nei neonati (vedere paragrafo 4.4) Sulfemoglobinemia, principalmente con la somministrazione concomitante di elevate dosi di prodotti medicinali che rilasciano zolfo Patologie cardiache Non comune Bradicardia, in particolare con la formulazione endovenosa Non nota Arresto cardiaco, che si verifica poco dopo l’uso iniettabile, e che può essere conseguente a bradicardia (vedere paragrafo 4.4); blocco atrioventricolare, arresto sinusale in particolare con la formulazione endovenosa; prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma; torsade de pointes; Patologie endocrine* Non comune Amenorrea, iperprolattinemia Raro Galattorrea Non nota Ginecomastia Patologie gastrointestinali Comune Diarrea Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Astenia Patologie del sistema nervoso Molto comune Sonnolenza Comune Disturbi extrapiramidali$ (in particolare in bambini e giovani adulti e/o quando si superano le dosi raccomandate, anche in seguito alla somministrazione di un

33. singola dose del farmaco) (vedere paragrafo 4.4), parkinsonismo, acatisia Non comune Distonia (che include disturbi visivi e crisi oculogira), discinesia, riduzione del livello di coscienza Raro Convulsioni in particolare in pazienti epilettici Non nota Discinesia tardiva che può essere persistente, durante o dopo trattamento prolungato, in particolare nei pazienti anziani (vedere paragrafo 4.4), sindrome neurolettica maligna (vedere paragrafo 4.4) Disturbi psichiatrici Comune Depressione Non comune Allucinazioni Raro Stato confusionale Non nota Ideazione suicidaria Patologie vascolari Comune Ipotensione, in particolare con la formulazione endovenosa Non nota Shock, sincope dopo la somministrazione per via iniettabile, ipertensione acuta nei pazienti con feocromocitoma (vedere paragrafo 4.3), aumento transitorio della pressione sanguigna. *Le patologie endocrine durante il trattamento prolungato in relazione all’iperprolattinemia (amenorrea, galattorrea, ginecomastia). $I pazienti metabolizzatori poveri del CYP2D6 possono avere maggior rischio di sviluppare disturbi extrapiramidali (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche). Le seguenti reazioni, talvolta associate, si manifestano più frequentemente quando vengono somministrate dosi elevate: - Sintomi extrapiramidali: distonia acuta e discinesia, sindrome parkinsoniana, acatisia, anche dopo la somministrazione di una singola dose del farmaco, in particolare nei bambini e nei giovani adulti (vedere paragrafo 4.4). - Sonnolenza, riduzione del livello di coscienza, confusione, allucinazioni. Segnalazione delle reazioni avverse sospette.

34. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Possono verificarsi sintomi extrapiramidali, sonnolenza, ridotto livello di coscienza, confusione, allucinazioni e arresto cardiorespiratorio. Gestione In caso di sintomi extrapiramidali correlati o non a sovradosaggio, il trattamento è solamente sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o farmaci antiparkinsoniani anticolinergici negli adulti). Un trattamento sintomatico e un continuo monitoraggio delle funzionalità cardiovascolare e respiratoria deve essere praticato in base allo stato clinico.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Farmaci per i disturbi funzionali gastrointestinali – Procinetici Codice ATC: A03FA01 La metoclopramide stimola e coordina la motilità del tratto superiore dell'apparato gastroenterico, senza modificare la secrezione gastrica, pancreatica e biliare. Il suo meccanismo d'azione è complesso, essendo il farmaco antagonista competitivo dei recettori D1 e D2 (dopamina) e dei recettori 5-HT3 (serotonina), nonché agonista aspecifico dei recettori 5-HT4 coinvolti nella stimolazione dei neuroni colinergici enterici. Ha quindi attività procinetica intestinale, indipendente dall'innervazione vagale ma abolita da atropina e altri antagonisti muscarinici. Essa determina un aumento del tono e dell'ampiezza delle contrazioni gastroduodenali e, in misura progressivamente ridotta in senso distale, un incremento coordinato dei movimenti propulsivi del digiuno, dell'ileo e del colon, con una progressione periferica del contenuto endoluminale. Aumenta ancora il tono della muscolatura del terzo medio e inferiore dell'esofago e quindi la pressione a livello dello sfintere, rilasciando nel contempo piloro e bulbo duodenale. Queste azioni si traducono in un accelerato svuotamento gastrico e in una diminuzione del reflusso dal duodeno nello stomaco e nell'esofago.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

35. Assorbimento La metoclopramide è ben assorbita raggiungendo, dopo somministrazione singola di 10 mg, livelli plasmatici di 54 ng/ml dopo circa 1 ora, senza significativa variabilità fra le diverse formulazioni farmaceutiche orali. La sua biodisponibilità varia individualmente fra il 35 e il 100%. La via intramuscolare determina picchi di concentrazione, rilevati a circa 3 ore, notevolmente più elevati. Distribuzione Il farmaco è un composto basico liposolubile ed ha ampio volume di distribuzione (compreso tra 2,2 e 3,4 L/Kg/h) e rapida ripartizione nei tessuti, con emivita di distribuzione compresa tra 5 e 21 minuti per la formulazione i.v. (tra 0,35 - 0,63 h per quella orale). L'affinità di legame con le proteine plasmatiche è pari al 40% della quota presente in circolo. Biotrasformazione Il farmaco è metabolizzato nel fegato con semplici processi di coniugazione; lievi alterazioni della funzionalità epatica, in presenza di normale funzione renale, non sembrano predisporre a modificazioni evidenti dei parametri farmacocinetici. Concentrazioni plasmatiche attive: dipendono dalla natura e dalla gravità della malattia da trattare; ad es., mentre valori di 10-20 ng/ml rappresentano il limite inferiore del range terapeutico, concentrazioni superiori fino a oltre 1000 ng/ml possono essere necessarie per contrastare il vomito da cisplatino. Eliminazione È dose-dipendente, variando fra 3 e 5 ore dopo somministrazione singola orale di 10 e 20 mg; la clearance è di 0,4 - 0,7 L/kg/h. Circa l'86 % della dose orale viene eliminata con le urine, parte in forma libera e parte in forma di metaboliti inattivi, i principali dei quali sono N-solfato ed N-glicuronato. Il resto è eliminato con la bile ed altri emuntori (la metoclopramide è escreta anche con il latte). La clearance della metoclopramide è notevolmente ridotta nei pazienti con insufficienza renale (0,2 L/kg/h).

36. Insufficienza renale La clearance di metoclopramide è ridotta fino al 70% in meno nei pazienti con grave insufficienza renale, mentre l’emivita di eliminazione plasmatica è aumentata (circa 10 ore per una clearance di creatinina di 10-50 ml/minuto e 15 ore per una clearance della creatinina di <10 ml/minuto). Insufficienza epatica Nei pazienti con cirrosi epatica si è riscontrato accumulo della metoclopramide, associato a riduzione del 50% della clearance plasmatica. Metabolizzatori poveri del CYP2D6 L'eliminazione della metoclopramide può essere rallentata nei pazienti che sono metabolizzatori poveri del CYP2D6 (rispetto ai pazienti che sono metabolizzatori intermedi, estensivi o ultra-rapidi del CYP2D6); ciò può aumentare il rischio di disturbi extrapiramidali dovuti a metoclopramide (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati sull’animale sperimentale non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

Non sono stati evidenziati casi di incompatibilità.

6.3 Periodo di validità

30 mesi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non previste.

6.4 Natura e contenuto del contenitore

Scatola da 5 fiale da 2 ml

6.5 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

37. Nessuna istruzione particolare

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

NEOPHARMED GENTILI S.p.A – Via San Giuseppe Cottolengo 15 – 20143 Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

020766010: 10 mg/2 ml soluzione iniettabile, 5 fiale da 2 ml

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 03.10.1966 Data del rinnovo più recente: 01.06.2010

10. Data di revisione del testo

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