STEOFEN

STEOFEN è indicato per il trattamento dei sintomi dolorosi dovuti ad infiammazioni di ossa, muscoli e articolazioni come: artrite reumatoide, spondilite anchilosante, gotta acuta; osteoartrosi a varia localizzazione; sciatalgie, radicoliti, mialgie; borsiti, tendiniti, tenosinoviti, sinoviti, capsuliti; contusioni, distorsioni, lussazioni, strappi muscolari…

Usato per: osteoartrosi

Principio attivo: KETOPROFENE · ATC M01AE03 · LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

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Principio attivo: KETOPROFENE
Forma farmaceutica: Capsula rigida a rilascio prolungato
Dosaggio: 200 mg CAPSULA RIGIDA A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.
Codice ATC: M01AE03
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· KETOPROFENE SALE DI LISINA COOP - IPSO PHARMA S.R.L.
· BRUFEN DOLORE - MYLAN S.P.A.
· KETOPROFENE SALE DI LISINA DOC - DOC GENERICI SRL
· KETOPROFENE EG STADA - EG S.P.A.
· KETOPROFENE EG - EG S.P.A.
· KELIS DOLORE E INFIAMMAZIONE - EPIFARMA S.R.L
· OKI DOLORE E FEBBRE - DOMPE' FARMACEUTICI S.P.A.
· ROFIXDOL - POOL PHARMA SRL
· ISOFENAL - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

STEOFEN contiene il principio attivo ketoprofene, che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati antinfiammatori non steroidei (“FANS”), usati contro il dolore e l’infiammazione. STEOFEN è indicato per il trattamento dei sintomi dolorosi dovuti ad infiammazioni di ossa, muscoli e articolazioni come: artrite reumatoide, spondilite anchilosante, gotta acuta; osteoartrosi a varia localizzazione; sciatalgie, radicoliti, mialgie; borsiti, tendiniti, tenosinoviti, sinoviti, capsuliti; contusioni, distorsioni, lussazioni, strappi muscolari; flebiti, tromboflebiti superficiali, linfangiti. Questo medicinale è indicato anche per il trattamento dei sintomi dolorosi dovuti ad infiammazioni della bocca, dei denti, delle orecchie, della gola, delle vie urinarie e delle vie respiratorie.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda STEOFEN

- se è allergico al ketoprofene, a medicinali simili (“FANS”) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo
medicinale (elencati al paragrafo 6)
- se ha avuto in passato una reazione allergica (ad es. asma, raffreddore, orticaria o altre reazioni allergiche) dopo
l'assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antinfiammatori non steroidei.
- se sta assumendo in modo intensivo medicinali che favoriscono l’eliminazione dell’urina(diuretici) (vedere i paragrafi
“Avvertenze e precauzioni “ e “Altri medicinali e STEOFEN”)

- se soffre o ha sofferto di ulcere allo stomaco o all’intestino (ulcera peptica attiva) di sanguinamento o perforazione
dello stomaco o dell’intestino
- se ha gravi problemi ai reni (grave insufficienza renale), al fegato (grave insufficienza epatica, cirrosi epatica, epatiti

gravi) e al cuore (grave insufficienza cardiaca)
- se soffre di problemi del sangue come leucopenia e piastrinopenia, se ha un’emorragia (perdita di sangue), se è
predisposto alle perdite di sangue (diatesi emorragica) o se ha problemi di sanguinamento (disordini emostatici);
- se è nel terzo trimestre di gravidanza (vedere il paragrafo “Gravidanza e allattamento”);
- se la persona che deve prendere il medicinale è un bambino.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere STEOFEN

Faccia particolare attenzione con STEOFEN: - Se soffre di asma associata a raffreddore cronico, sinusite e/o polipi al naso o se è predisposto a problemi di costrizione ai bronchi o ad altre reazioni allergiche;

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- se sta assumendo altri medicinali antiinfiammatori non steroidei (FANS) (vedere il paragrafo “Altri medicinali e
STEOFEN”);
- se soffre di pressione alta del sangue non adeguatamente trattata o di problemi al cuore (ad es. insufficienza
cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare) ,
- se ha un’alterazione del ritmo cardiaco (fibrillazione atriale);
- se ha livelli di potassio alti, soprattutto se soffre di diabete, problemi ai reni o è in trattamento con altri medicinali che

provocano l’aumento dei livelli di potassio. In questo caso il medico dovrà tenere sotto controllo tali valori;
- se ha sofferto di problemi a stomaco e intestino (emorragie, perforazioni, ulcere, morbo di Chron, colite ulcerosa) o
se assume medicinali che possono aumentare il rischio di lesioni a questi organi (corticosteroidi orali, anticoagulanti
come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina) (vedere i
paragrafi “Non prenda STEOFEN” e “Altri medicinali e STEOFEN”)
- se soffre di una malattia infettiva, perché questo medicinale può mascherarne i disturbi come la febbre
- se soffre di problemi al fegato o se ha sofferto di problemi al fegato, perché STEOFEN può peggiorare le sue

condizioni. In questi casi il medico la dovrà sottoporre a frequenti controlli, durante il trattamento, soprattutto per
trattamenti per periodi prolungati
- se soffre di diabete (diabete mellito) o se ha i livelli di grassi nel sangue alti (iperlipidemia) o se fuma
- se ha problemi ai reni, se sta assumendo medicinali diuretici, che aumentano l’eliminazione dell’urina (vedere i
paragrafi “Non prenda STEOFEN” e “Altri medicinali e STEOFEN”). Il medico dovrà tenere sotto controllo i suoi reni

durante il trattamento con questo medicinale. - Se ha un’infezione - vedere paragrafo «Infezioni» di seguito.

Infezioni STEOFEN può nascondere i sintomi di infezioni quali febbre e dolore. È pertanto possibile che STEOFEN possa ritardare un trattamento adeguato dell’infezione, cosa che potrebbe aumentare il rischio di complicanze. Ciò è stato

osservato nella polmonite causata da batteri e nelle infezioni cutanee batteriche correlate alla varicella. Se prende questo medicinale mentre ha un’infezione e i sintomi dell’infezione persistono o peggiorano, si rivolga immediatamente al medico.

Questo medicinale può causare gravi problemi al cuore e nella circolazione del sangue (eventi trombotici arteriosi, infarto del cuore o ictus), soprattutto ad alte dosi e per trattamenti per periodi prolungato gravi problemi allo stomaco e all’intestino (emorragie, ulcere, perforazioni) soprattutto ad alte dosi. Il medico potrà indicarle di assumere medicinali per proteggere l’ulcera (misoprostolo o inibitori della pompa protonica); malattie della pelle e delle mucose anche mortali, come dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica epidermica che si possono manifestare con lesioni della pelle e delle mucose. Questo si può verificare soprattutto nel primo mese di trattamento

- problemi alla vista come vista offuscata (Vedere il paragrafo “Possibili effetti indesiderati”). Se manifesta uno di questi effetti, interrompa immediatamente il trattamento e si rivolga subito al medico. Può ridurre il rischio di manifestare effetti indesiderati prendendo STEOFEN alla dose minima efficace e per la durata più breve possibile (Vedere il paragrafo “Come prendere STEOFEN”).

Bambini Questo medicinale è controindicato nei bambini.

Anziani Se è anziano, prenda questo medicinale con cautela in quanto è più predisposto alle perdite di sangue e alla perforazione di stomaco ed intestino, che possono essere anche mortali, e agli altri effetti indesiderati come riduzione

della funzionalità di reni, cuore e fegato (vedere il paragrafo “Possibili effetti indesiderati”). Il medico le indicherà la dose da assumere e se è necessario prendere medicinali che proteggono dall’ulcera (misoprostolo o inibitori della pompa protonica). Il medico la dovrà tenere sotto controllo durante il trattamento con ketoprofene.

Altri medicinali e STEOFEN Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non assuma STEOFEN con:
- Litio, usato per il trattamento della depressione o di disturbi simili,
- Altri antiinfiammatori non steroidei (FANS) (vedere il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”)
- Metotrexato (medicinale usato per il trattamento delle artriti reumatoidi e del cancro) usato ad alte dosi (15 mg alla
settimana)
- medicinali per rendere più fluido il sangue (anticoagulanti, per es. eparina, warfarin, antiaggreganti piastrinici come
ticlopidina,eclopidogrel, o altri salicilati) (vedere i paragrafi “Non prenda STEOFEN” e “Avvertenze e precauzioni”)

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Prenda con cautela STEOFEN se sta assumendo i seguenti medicinali:
- corticosteroidi (medicinali utilizzati per le infiammazioni);
- pentossifillina, medicinale usato per problemi di circolazione del sangue
- medicinali diuretici utilizzati per favorire l’eliminazione dell’urina (vedere il paragrafo “Non prenda STEOFEN ”e
“Avvertenze e precauzioni”);

- medicinali per il trattamento della pressione del sangue alta (ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II)
soprattutto se anziano e beve poca acqua (è poco idratato)
- metotrexato a dosi basse (inferiori a 15mg/settimana);
- tenofovir , medicinale utilizzato nel trattamento di alcune infezioni provocate da virus.
- glicosidi cardioattivi, medicinali usati per trattare l’incapacità del cuore di fornire il sangue al corpo in quantità
adeguata.
- medicinali che aumentano i livelli di potassio nel sangue come sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio,

ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II, FANS, eparina (a basso peso molecolare o non frazionata), ciclosporina, tacrolimus e trimetoprim;

Il medico la dovrà tenere sotto controllo ed eventualmente potrebbe ridurre il dosaggio di ketoprofene se sta assumendo uno dei seguenti medicinali:

- medicinali utilizzati per il trattamento della pressione del sangue alta come beta-bloccanti, inibitori dell’enzima di
conversione dell’angiotensina,
-

-
-
-
Probenecid un medicinale utilizzato per la gotta
Gemeprost, un medicinale usato nelle operazioni dell’apparato genitale femminile;
trombolitici e agenti anti-aggreganti come tirofiban, eptifibarid, abciximab e iloprost, utilizzati per problemi della
coaugulazione del sangue;
Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs) (vedere il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”)

- Dispositivi anticoncezionali intrauterini (IUDs) l’efficacia del dispositivo può risultare ridotta con conseguente
gravidanza.
mifepristone: medicinale utilizzato per l’interruzione della gravidanza;
-
- Ciclosporina e tacrolimus medicinali usati dopo un trapianto o per il trattamento di disturbi del sistema immunitario
alcuni medicinali usati per il trattamento delle infezioni (antibiotici chinolonici).

Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non prenda STEOFEN negli ultimi 3 mesi di gravidanza, in quanto potrebbe nuocere al feto o causare problemi

durante il parto. Può causare problemi ai reni e al cuore del feto. Potrebbe influire sulla tendenza Sua e del bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più del previsto il travaglio. Non dovrebbe assumere STEOFEN nei primi 6 mesi di gravidanza, se non assolutamente necessario e sotto consiglio del medico. Laddove necessiti del trattamento in tale periodo o durante i tentativi di concepimento, dovrebbe essere

utilizzata la dose minima per il minor tempo possibile. Dalla 20a settimana di gravidanza, STEOFEN può causare problemi renali al feto, se assunto per più di qualche giorno, riducendo così i livelli di liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios) o causare il restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino. Laddove necessiti del trattamento per più di qualche giorno, il

medico potrebbe consigliare un monitoraggio aggiuntivo.

Fertilità STEOFEN può causare problemi di fertilità nella donna. Deve informare il medico se prevede di iniziare una gravidanza, perché questo medicinale potrebbe ridurre la fertilità, e se deve effettuare esami sulla fertilità, perché questi possono risultare alterati.

Allattamento L’uso di STEOFEN durante l’allattamento con latte materno non è raccomandato.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Pag. 3

STEOFEN può provocare stordimento, sonnolenza, vertigini, convulsioni o disturbi visivi. Qualora si manifestassero questi sintomi, non guidi o utilizzi macchinari e non svolga attività che richiedono particolare vigilanza.

STEOFEN contiene saccarosio

Questo medicinale contiene saccarosio, un tipo di zucchero. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Deve essere usata la dose efficace più bassa per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi. Se ha un’infezione, si rivolga immediatamente al medico qualora i sintomi (per esempio febbre e dolore) persistano o peggiorino (vedere paragrafo 2).

La dose raccomandata è di 200 mg una volta al giorno, da assumere per bocca dopo un pasto.

Il medico le indicherà la dose appropriata a seconda del suo peso e della gravità dei suoi disturbi.

La dose massima è di 200 mg al giorno e non sono raccomandate dosi superiori. Prenda questo medicinale utilizzando sempre la dose minima efficace e per il periodo più breve possibile (Vedere il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”).

Uso negli anziani e in persone con problemi ai reni Se è anziano o se ha problemi ai reni il medico stabilirà la dose. Uso in persone con problemi al fegato In questo caso il medico stabilirà la dose adatta Uso nei bambini La sicurezza e l’efficacia non sono state studiate nei bambini.

Se prende più STEOFEN di quanto deve I disturbi di un sovradosaggio con dosi fino a 2,5 g di ketoprofene sono i seguenti: letargia, sonnolenza, dolore allo stomaco, nausea e vomito. Se questo si verifica si rivolga al medico che stabilirà un’opportuna terapia per i sintomi. In caso di grave sovradosaggio possono verificarsi anche abbassamento della pressione del sangue, problemi nella

respirazione (depressione respiratoria) e sanguinamento dello stomaco o dell’intestino. In caso di assunzione/ingestione accidentale di una dose eccessiva di questo medicinale avverta immediatamente il medico o si rivolga al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino.

Se dimentica di prendere STEOFEN Se dimentica di prendere una dose lo faccia appena se ne ricorda, a meno che non sia quasi l’ora di prendere la dose

successiva. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati che possono verificarsi con STEOFEN sono:

Comuni (possono interessare fino ad 1 paziente su 10)

− nausea − vomito − dolore all’addome, problemi digestivi (dispepsia)

Non Comuni (possono interessare fino ad 1 paziente su 100) − mal di testa − vertigini, capogiri, sonnolenza Pag. 4

− stipsi, diarrea − infiammazione dello stomaco (gastrite) − flatulenza − irritazione della pelle (rush), prurito − gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi (edema) − affaticamento

Rari (possono interessare fino ad 1 paziente su 1000) − Diminuzione dei globuli rossi a causa di emorragie (anemia emorragica), diminuzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) − vista offuscata − alterazione della sensibilità degli arti (parestesia) − ronzio all’orecchio (tinnito)

− asma − infiammazione della bocca (stomatiti), ulcera (ulcera peptica), colite − problemi al fegato (epatite, aumento dei valori di alcuni esami del sangue, come transaminasi, bilirubina dovuti a malattie del fegato), ittero − aumento del peso corporeo

Frequenza non Nota (la cui frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili) − problemi ai reni (insufficienza renale acuta, nefrite tubulo-interstiziale, sindrome nefrosica, anormalità dei test di funzionalità renale)

− malattie della pelle anche molto gravi (eruzioni bollose comprese la sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, esantema cutaneo, orticaria, eritema), lesioni arrossate ed infette diffuse (pustolosi esantematica acuta generalizzata), gonfiore della cute, delle mucose e dei tessuti sottomucosi (angioedema) − problemi allo stomaco e all’intestino (peggioramento di colite e morbo di Crohn, emorragia e perforazioni gastrointestinali), sangue nelle feci e nel vomito (melena ed ematemesi), infiammazione del pancreas (pancreatiti) − alterazione dei livelli delle cellule del sangue (trombocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, aplasia midollare) − alterazioni dell’umore, depressione, allucinazioni, confusione − alterazioni del gusto (disgeusia), infiammazione delle membrane che rivestono il cervello non causata da batteri (meningite asettica), convulsioni − problemi al cuore (insufficienza cardiaca), alterazione del battito cardiaco (fibrillazione atriale, palpitazioni,

tachicardia) − aumento della pressione del sangue (ipertensione), dilatazione dei vasi (vasodilatazione), arrossamenti generalizzati a causa di alterazioni dei vasi del sangue (vasculite, inclusa vasculite leucocitoclastica) − Costrizione dei bronchi (broncospasmo), raffreddore (riniti), difficoltà respiratorie (dispenea), − eccessiva sensibilità alla luce (fotosensibilità)

− perdita dei capelli (alopecia) − reazioni allergiche (anafilattiche), anche gravi con shock − diminuzione della quantità di sodio nel sangue (iponatremia), aumento della quantità di potassio nel sangue (iperpotassiemia)

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non prenda questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza

si riferisce all’ultimo giorno di quel mese e al prodotto in confezionamento integro correttamente conservato.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce ed a temperatura non superiore a 30° C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

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Informazioni supplementari

Cosa contiene STEOFEN Il principio attivo è ketoprofene.

Una capsula a rilascio prolungato contiene ketoprofene mg 200.

Gli altri componenti sono: Microgranuli di saccarosio e amido, povidone K 30, ammonio metacrilato copolimero (Eudragit RS 100), talco Componenti dell’involucro: gelatina, titanio biossido (E171).

Descrizione dell’aspetto di STEOFEN e contenuto della confezione La scatola di cartone contiene da 30 capsule rigide a rilascio prolungato confezionate in blister accoppiato

PVC/PVDC/alluminio

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

TITOLARE LANOVA FARMACEUTICI S.R.L. – Via Conca D’oro, 212 – 00141 Roma

PRODUTTORE OSMOPHARM S.A. Via alle Fornaci 6930 Bedano (Switzerland)

Rilascio del lotto: DEPO-PACK S.R.L. Via Libertà, 121 20824 - Lazzate (MB) Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il 08/2026

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Domande frequenti su STEOFEN

Come si usa STEOFEN?

STEOFEN si presenta in forma di Capsula rigida a rilascio prolungato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

STEOFEN è disponibile senza ricetta?

No, STEOFEN è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di STEOFEN?

Il principio attivo di STEOFEN è KETOPROFENE.

Quali sono gli equivalenti di STEOFEN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: KETOPROFENE SALE DI LISINA COOP, KETOPROFENE SALE DI LISINA MYLAN GENERICS, BRUFEN DOLORE, KETOPROFENE SALE DI LISINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce STEOFEN?

STEOFEN è prodotto da LANOVA FARMACEUTICI S.R.L..

Da quando STEOFEN è autorizzato in Italia?

STEOFEN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2001-05-28.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

STEOFEN 200 mg capsule rigide a rilascio prolungato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni capsula rigida contiene 200 mg di ketoprofene Eccipiente con effetti noti: saccarosio Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide a rilascio prolungato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni Terapeutiche

STEOFEN è indicato nel trattamento dell’artrite reumatoide, spondilite anchilosante, gotta acuta, osteoartrosi avaria localizzazione,sciatalgie,radicoliti,mialgie,borsiti,tendiniti,tenosinoviti,sinoviti, capsuliti, contusioni, distorsioni, lussazioni, strappi muscolari, flebiti, tromboflebiti superficiali, linfangiti,affezioni flogistichedolorose inodontoiatria,otorinolaringoiatria,urologia e pneumologia.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

L’uso del medicinale è riservato ai soli pazienti adulti. Capsule rigide a rilascio prolungato: la dose è di 200 mg al giorno. Le capsule rigide a rilascio prolungato di STEOFEN vanno assunte per via orale dopo un pasto. La dose massima giornaliera è 200 mg. Il rapporto rischio e beneficio deve essere attentamente consideratoprimadi iniziare il trattamentoconladose giornalieradi 200 mg valutando anche il peso del soggetto e la gravità dei sintomi e dosi più alte non sono raccomandate (vedere anche il paragrafo 4.4). Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere usata per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Popolazioni particolari Pazienti con insufficienza renale ed anziani Si consiglia di ridurre la dose iniziale e praticare una terapia di mantenimento con la dose minima efficace. Si possono considerare aggiustamenti individualizzati solo dopo aver stabilito la buona tollerabilità del farmaco (vedere paragrafo 5.2). Pazienti con insufficienza epatica I pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata devono essere seguiti attentamente e trattati con la dose giornaliera minima efficace (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di ketoprofene non sono state studiate nei bambini.

4.3 Controindicazioni

STEOFEN è controindicato nei pazienti con ananmesi positiva per reazioni ipersensibilità, quali broncospasmo, attacchi asmatici, riniti, orticaria o altre reazioni di tipo allergico, al ketoprofene,

all’acidoacetilsalicilico(ASA) oadaltri antinfiammatori nonsteroidei (FANS). In questi pazienti sono state segnalate reazioni anafilattiche gravi, raramente fatali (vedere paragrafo 4.8). Ketoprofene è controindicato anche nei seguenti casi: - ipersensibilità ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - in corso di terapia diuretica intensiva; - insufficienza renale grave; - forme gravi di insufficienza epatica (cirrosi epatica, epatiti gravi); - leucopenia e piastrinopenia; - soggetti con emorragie in atto - diatesi emorragica - soggetti con disordini emostatici - insufficienza cardiaca grave - ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione. STEOFEN è inoltre controindicatodurante il terzotrimestre di gravidanza (vedere paragrafo4.6) edin età pediatrica.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

STEOFEN capsule a rilascio prolungato contiene saccarosio: i pazienti affetti da rari problemi di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio/galattosio o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. Avvertenze Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve duratapossibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.(vedere paragrafo4.2 e i paragrafi seguenti). L’uso concomitante di STEOFEN con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2, deve essere evitato. Emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione: Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storiadi gravi eventigastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e inpazienti con storiadi ulcera,soprattuttose complicatadaemorragiaoperforazione (vedere paragrafo4.3),il rischiodi emorragiagastrointestinale,ulcerazioneo perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose possibile.L’usoconcomitantedi agenti protettori(misoprostolooinibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possonoaumentare il rischiodi eventi gastrointestinali (vedi sotto e paragrafo4.5). Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono in concomitanza farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina (vedere paragrafo sezione 4.5). Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono STEOFEN il trattamento deve essere sospeso immediatamente.

I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale(coliteulcerosa,morbodi Crohn) poiché tali condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8). Alcune evidenze epidemiologiche suggerisconoche ketoprofenepuòessere associato ad un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi (vedere anche paragrafi 4.2 e 4.3). Anziani: I pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Reazioni cutanee: Gravi reazioni cutanee alcune delle qualifatali,includentidermatite esfoliativa,sindrome di StevensJohnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’usodei FANS(vedere paragrafo 4.8).Nelle prime fasi dellaterapiai pazienti sembrano essere a più altorischio:l’insorgenzadellareazionesi verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. STEOFEN deve essere interrottoallaprimacomparsadi rush cutaneo,lesioni dellamucosaoqualsiasi altro segno di ipersensibilità. Precauzioni Disfunzione cardiovascolare, renale ed epatica: Si deve monitorare attentamente la funzione renale all’inizio del trattamento nei pazienti con insufficienzacardiaca,concirrosi e nefrosi,nei pazienti in terapia diuretica, con insufficienza renale cronica particolarmente se anziani. In tali pazienti la somministrazione di ketoprofene può causare una riduzione del flussoematicorenale,causatodall’inibizione delle prostaglandine e portare ad uno scompenso renale (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni). Nei pazienti con test di funzionalità epatica compromessa o con precedenti patologie epatiche si devonovalutare regolarmentele transaminasi particolarmente durante terapie alungotermine. Con ketoprofene sono stati segnalati casi di ittero ed epatite Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari: Cautela è richiesta nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema. Studi clinici e dati epidemiologici suggerisconoche l’usodi alcuni FANS(specialmente ad alti dosaggi e pertrattamenti di lungadurata) puòessere associatoadun modestoaumentodel rischio di eventi trombotici arteriosi (peres.infartodel miocardio o ictus). Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per ketoprofene. I pazienti conipertensione noncontrollata,insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ketoprofenesoltantodopoattentavalutazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). È stato riportato un aumento del rischio di fibrillazione atriale associato all'uso di FANS. Si può verificare iperpotassiemia, soprattutto in pazienti con diabete sottostante, insufficienza renale,e/oil trattamentoconcomitanteconagenti promotori dell’iperpotassiemia(vedereparagrafo 4.5). In queste circostanze i livelli di potassio devono essere monitorati.

Infezioni Come per altri antinfiammatori non steroidei, in presenza di infezione, gli effetti antinfiammatori, analgesici edantipiretici del ketoprofenepossonomascherare i sintomi di progressione dell’infezione come ad esempio febbre. Patologie respiratorie: Pazienti conasmaassociataa riniti croniche,sinusiticroniche e/opolipi nasali presentano un rischio più elevato di allergie all’aspirina e/o ai FANS del resto della popolazione. La somministrazione di questo medicinale può causare attacchi d’asma o broncospasmo, in particolare in soggetti allergici all’aspirina o ai FANS (vedere paragrafo 4.3). Per l’interazione del farmaco con il metabolismo dell’acido arachidonico, in asmatici e soggetti predisposti puòinsorgere crisi di broncospasmoed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici. Disturbi visivi: Se si verificano disturbi della vista come visione offuscata il trattamento deve essere interrotto. Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti STEOFEN può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l’avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l’esito dell’infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando STEOFEN è somministratoperil sollievodallafebbre odal dolore correlati ainfezione,è consigliato il monitoraggio dell’infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

ASSOCIAZIONI SCONSIGLIATE Altri antinfiammatori non steroidei (inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi 2) e salicilati ad alte dosi: aumento del rischio di ulcere e sanguinamento gastroenterici. Anticoagulanti (eparina e warfarin) e agenti antiaggreganti (ad esempio ticlopidina e clopidogrel): aumentodel rischiodi sanguinamento(vedere paragrafo 4.4). I FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti, come warfarin. Se non è possibile evitare la somministrazione concomitante, i pazienti devono essere seguiti attentamente. Litio: Rischiodi aumentodei livelli plasmatici di litioche avolte possonoraggiungere livellitossici per via di una ridotta escrezione renale di litio. dove necessario, i livelli plasmatici di litio dovrebbero essere monitorati con eventuale aggiustamento del dosaggio durante e dopo la terapia con FANS. Metotrexato in dosi superiori a 15 mg/settimana: aumento del rischio di tossicità ematologica da metotrexate, particolarmente se somministrato ad alte dosi (>15 mg/settimana),probabilmentedovuto allo spostamento del metotrexate dal legame proteico e a ridotta clearance renale. Nei pazienti giàintrattamentoconketoprofene è necessario interrompere la terapia almeno 12 ore primadellasomministrazione di metotrexate. Se ketoprofene deve essere somministrato alla fine della terapia con metotrexate, è necessario attendere 12 ore prima della somministrazione. ASSOCIAZIONI CHE RICHIEDONO CAUTELA Farmaci o categorie terapeutiche che possono promuovere l’iperpotassiemia (ad es. sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, ACE inibitori e antagonisti dell’angiotensina II, FANS, eparine (

basso peso molecolare o non frazionate), ciclosporina, tacrolimus e trimetoprim): il verificarsi dell’iperpotassiemia può dipendere dalla presenza di cofattori. Il rischio di iperpotassiemia è rafforzato quando i farmaci sopra menzionati sono somministrati in concomitanza (vedere paragrafo 4.5). Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere paragrafo 4.4). Diuretici: pazienti che stanno assumendo dei diuretici, e tra questi, pazienti particolarmente disidratati, presentano un elevato rischio di sviluppare insufficienza renale conseguente alla diminuzione del flussosanguigno renale causatadall’inibizione delle prostaglandine. Questi pazienti devono essere reidratati prima dell’inizio della co-somministrazione e a loro funzionalità renale deve essere monitorata quando inizia il trattamento (vedere paragrafo 4.4). ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II: In pazienti confunzionerenalecompromessa(peresempiopazienti disidratati o pazienti anziani) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibisconoil sistemadellaciclo-ossigenasi puòportare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono STEOFEN in concomitanza con ACE-inibitori o antagonisti dell’angiotensinaII.Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazioneil monitoraggiodellafunzione renaledopol’inizio dellaterapiaconcomitante (vedere paragrafo 4.4). Metotrexatoindosi inferioria15 mg/settimana:durante le primesettimane dellaterapia combinata deve essere effettuato un esame emocromocitometrico ogni settimana. In presenza di alterazioni della funzionalità renale, o nei pazienti anziani, il monitoraggio deve essere più frequente. Pentossifillina: si determina aumento del rischio emorragico. E’ necessario un monitoraggio clinico più attento e monitoraggio del tempo di sanguinamento. Tenofovir:lasomministrazione concomitantedi tenofovir disoproxilfumaratoe FANS può aumentare il rischio di insufficienza renale. Glicosidi cardioattivi: i FANS possono esacerbare lo scompenso cardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerurale e aumentare i livelli dei glicosidi cardiaci; tuttavia, l’interazione farmacocinetica tra ketoprofene e glicosidi attivi non è stata dimostrata. ASSOCIAZIONI DA CONSIDERARE Antipertensivi(beta-bloccanti,enzimiconvertitoridell’angiotensina, diuretici): rischio di diminuzione dell’attività antiipertensiva (inibizione della vasodilatazione da prostaglandine causata dai FANS). Trombolitici: aumento del rischio di sanguinamento. Diverse sostanze sono coinvolte in interazioni dovute al loro effetto antiaggregante: tirofiban, eptifibarid,abciximabe iloprost.L’usodi diversi farmaci antiaggreganti piastrinici aumenta il rischio di sanguinamento. Probenecid:lasomministrazione concomitantedi probenecidpuònotevolmente ridurre la clearance plasmatica del ketoprofene. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

Gemeprost: ridotta efficacia di gemeprost. Dispositivi anticoncezionali intrauterini (IUDs): l’efficacia del dispositivo può risultare ridotta con conseguente gravidanza. Mifepristone: L'efficacia del metodo può, in via teorica, ridursi a causa delle proprietà antiprostaglandiniche dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) inclusa l'aspirina (acido acetilsalicilico).Vi sonoalcune evidenze che suggerisconoche lasomministrazionecontemporaneadi FANSnel giornodi somministrazionedelladose di prostaglandinanoninfluenzainmodo sfavorevole gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l'efficacia clinica dell'interruzione medica di gravidanza. Ciclosporina e Tacrolimus: il trattamento contemporaneo con i FANS può comportare un rischio maggiore di nefrotossicità soprattutto nei soggetti anziani. Antibiotici chinolonici: dati su animali indicanoche i FANSpossonoaumentare il rischiodi convulsioni associati con antibiotici chinolonici. I pazienti che prendono FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di sviluppare convulsioni.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza: L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopol’usodi uninibitore dellasintesidelle prostaglandine nelle prime fasi dellagravidanza.Il rischioassolutodi malformazioni cardiache eraaumentato da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. E’ stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali,lasomministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportatoinanimali a cui eranostati somministratiinibitoridi sintesidelle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Dalla20a settimanadi gravidanzainpoi,l'utilizzodi STEOFEN potrebbecausare oligoidramnios derivante dadisfunzionerenale fetale. Questacondizione potrebbe essereriscontratapocodopo l'iniziodel trattamentoedè ingenere reversibile conl’interruzione del trattamento. Inoltre, sonostati riportati casi di costrizione del dottoarterioso inseguitoal trattamentonel secondotrimestre, lamaggiorparte dei quali risoltidopolasospensionedel trattamento. Pertanto, durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, Steofen non deve essere somministrato se non strettamente necessario.. Se STEOFEN è usato da una donna che sta pianificando una gravidanza, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose più bassa possibile per il tempo più breve possibile. In seguitoall’esposizione a STEOFEN perdiversi giorni dalla20asettimanadi gestazione inpoi, dovrebbe essereconsideratoun monitoraggio antenataledell’oligoidramnios e dellacostrizione del dottoarterioso. Incaso di oligoidramniosocostrizionedel dottoarterioso,il trattamentocon STEOFEN deve essere interrotto. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a:

- tossicità cardiopolmonare (prematuracostrizione/chiusuradel dottoarteriosoe ipertensione polmonare); - disfunzione renale (vedere sopra); la madre e il neonato,al termine dellagravidanza,a: - possibileprolungamentodel tempodi sanguinamento,edeffettoantiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine che comportano ritardo o prolungamento del travaglio. L’usodel farmaco inprossimitàdel partopuòprovocare alterazioni dell’emodinamicadel piccolo circolodel nasciturocon gravi conseguenze perlarespirazione. Di conseguenza, Steofenè controindicatodurante il terzotrimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). Allattamento Non vi sono informazioni disponibili sull’escrezione di ketoprofene nel latte umano Il Ketoprofene non è raccomandato durante l’allattamento. Fertilità L’usodei FANSpuòcompromettere lafertilitàfemminile e nonè raccomandatonelle donne che intendanoiniziare unagravidanza. Nelle donne che hannoproblemi di fertilitàoche sonosottoposte aindagini sullafertilitàdeve essere presainconsiderazione lasospensionedel trattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

I pazienti devono essere informati circa la potenziale comparsa di sonnolenza, capogiri, vertigini, convulsioni o disturbi visivi e, in caso di presenza di tali sintomi, devono evitare di guidare, usare macchinari o svolgere attività che richiedano particolare vigilanza .

4.8 Effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, STEOFEN può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Classificazione delle frequenze attese: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a <1/10); non comune (da ≥ 1/1.000 a <1/100); raro (da ≥ 1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di ketoprofene negli adulti: Patologie gastrointestinali Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Comune dispepsia, nausea, dolore addominale, vomito Non comune: stipsi, diarrea, flatulenza, gastrite Raro: stomatite, ulcera peptica, colite Nonnota: esacerbazione di colitie del morbodi Crohn, perforazioneo emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4), pancreatite, melena, ematemesi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Non comune: rush, prurit

Non nota: fotosensibilizzazione, esantema cutaneo, alopecia, orticaria, angioedema, eritema, reazioni bollose, comprese sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematica acuta generalizzata. Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche: Raro: attacchi d’asma, Nonnota: broncospasmo(particolarmenteinpazienticonnotaipersensibilitàadacidoacetilsalicilico ASA e altri FANS), riniti, dispnea . Patologie del sistema nervoso: Non comune: cefalea, vertigini, capogiri, sonnolenza Raro: parestesia Non nota: meningite asettica, convulsioni, disgeusia. Patologia dell’occhio: Raro: visione offuscata (vedi paragrafo 4.4). Patologia dell’orecchio e del labirinto: Raro: tinnito. Patologie renali e urinarie: Nonnota: anormalità nei test della funzionalità renale, insufficienza renale acuta, nefrite tubulare interstiziale, sindrome nefrosica. Patologie epatobiliari: Raro: epatiti, aumento dei livelli delle transaminasi, aumento della bilirubina sierica dovuto a malattie epatiche, ittero. Patologie del sistema emolinfopoietico: Raro: anemia dovuta a sanguinamento, leucopenia Non nota: agranulocitosi, trombocitopenia, aplasia midollare, anemia emolitica, Disturbi del sistema immunitario: Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shock). Disturbi psichiatrici: Non nota: depressione, allucinazioni, confusione, alterazioni dell’umore. Patologie cardiache: Non nota: insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, palpitazioni e tachicardia Patologie vascolari: Non nota: ipertensione, vasodilatazione, vasculite (inclusa vasculite leucocitoclastica). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Non comuni: edema, affaticamento Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: iponatremia, iperpotassiemia (vedere paragrafi 4.4 e 4.5) Esami diagnostici: Raro: aumento ponderal

Studi clinici e dati epidemiologici suggerisconoche l’usodi alcuni FANS(specialmente ad alti dosaggi e pertrattamenti di lungadurata) puòessere associatoadun modestoaumentodel rischio di eventi tromboembolici arteriosi (per es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioniavversesospette che si verificanodopol’autorizzazionedel medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.Agli operatori sanitariè richiestodi segnalare qualsiasireazioneavversasospettatramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sonostati riportati casi di sovradosaggiocondosi finoa 2,5 g di ketoprofene.Nellamaggiorparte dei casi,i sintomi osservati sonostati di natura benignae limitati aletargia,sonnolenza, nausea, vomito e dolore epigastrico. Non vi sono antidoti specifici per un sovradosaggio di ketoprofene. In caso di sospetto di un grave sovradosaggio, si raccomandala lavandagastricae l’istituzione di terapiedi supportoe sintomatiche per compensare la disidratazione, per monitorare la funzione renale e per correggere l’acidosi, qualora presente. In caso di insufficienzarenale puòessere utile l’emodialisi per la rimozione del farmaco dal circolo. Poiché STEOFEN capsule rigide a rilascio prolungato è una preparazione a dismissione regolata è plausibile ritenereche il ketoprofene continui ad essere assorbito per 16 ore a partire dal momento dell’assunzione. Se il paziente è portato all’osservazione del medico entro breve tempo dall’ingestione di dosi eccessive, va praticato un lavaggio gastrico allo scopo di recuperare i granuli ancora presenti nello stomaco,che sonoriconoscibili nel contenuto gastrico. Il trattamento è comunque sintomatico e di sostegno. Dovrebbe altresì essere presa in considerazione la somministrazione di carbone attivato in un tentativo di ridurre l’assorbimento del ketoprofene a cessione lenta. Negli adulti i principali segni di sovradosaggio sono cefalea, capogiri, sonnolenza, nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. In caso di grave sovradosaggio sono stati osservati ipotensione, depressione respiratoriae sanguinamentogastrointestinale.Il pazientedeve essere immediatamente trasferito a un centro specialistico per iniziare il trattamento sintomatico.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci antiinfiammatori/antireumatici non steroidei, codice ATC: M01AE03. Ketoprofene è un farmaco ad attività antiinfiammatoria e analgesica appartenente alla categoria farmacoterapeutica dei FANS. L’attivitàantiinfiammatoriaè daporre in relazione aquattroben documentati meccanismi d’azione: stabilizzazione della membrana lisosomiale; inibizione della sintesi delle prostaglandine; attività antibradichininica; attività antiaggregante piastrinica. Studi di farmacologia condotti sugli animali ed in parte anche su volontari sani, fanno ritenere che l’attività analgesica sia doppiamente articolata. E’ infatti probabile che accantoallaormai notaattivitàperiferica,mediataprincipalmente dall’effetto inibitoriosullasintesi delle prostaglandine,ketoprofene esplichi la propria attività analgesica anche attraversoun meccanismodi tipocentrale non-oppioide in cui sono coinvolte strutture sovraspinal

quali i recettori glutammato tipo NMDA inducenti la sensibilizzazione centrale in cui sono implicati diversi mediatori biochimici, quali la sostanza P, la 5-HT, oltre alle stesse prostaglandine presenti a livello del SNC. Questopeculiare profiloanalgesico spiegherebbe la rapidità dell’effetto antalgico del ketoprofene osservato in clinica in diverse condizioni dolorose acute, altrimenti non spiegabile con il solo meccanismo periferico fino ad oggi noto.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Nell’uomo l’assorbimento di ketoprofene è molto elevato. Dopo somministrazione orale singola di una capsula di STEOFEN da 200 mg l’AUC calcolata da 0 a 36 ore è di 35 g/ml*h e la concentrazione ematica massima, che viene raggiunta dopo circa 7 ore, è pari a 3,1 g/ml con un t1/2 di circa 5 ore.Tali parametri non subiscono modificazioni significative in caso di somministrazione delle capsule dopo i pasti. La somministrazione di una capsula di STEOFEN 200 mg al giorno determina, allo stato stazionario, concentrazioni ematiche comprese tra 0,75 e 3,1 g/ml; l’AUC calcolata nell’arco delle 24 ore è di circa 36 g/ml*h. Particolarmente interessante appare la farmacocinetica del Ketoprofene nel liquido sinoviale; in questa sede infatti raggiungono concentrazioni inferiori a quelle ematiche, ma di gran lunga più persistenti e questa caratteristica può spiegare l’effetto prolungato del farmaco sulla componente dolorosa articolare. Il ketoprofene attraversa rapidamente la barriera ematoencefalica raggiungendo concentrazioni in equilibrioconquelle plasmatiche,giàa15 minuti dalla sua somministrazione per via intramuscolare alla dose di 100 mg. A livello del fluido cerebrospinale è possibile raggiungere quote relativamente importanti di ketoprofeneliberoanche quandoi livelli plasmatici di ketoprofene sono ancora al di sotto dei valori di picco. L’eliminazione di ketoprofene avviene essenzialmente attraverso le urine ( 50% sotto forma di metaboliti) ed in minima parte attraverso le feci (1%).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le prove tossicologiche hannodimostratolabassatossicitàe l’altoindice terapeuticodi ketoprofene. La DL50, per via orale nel ratto, è di 165 mg/Kg; nel topo, per varie vie di somministrazione, è compresatra 365 e 662 mg/Kg.Nonvi sonoulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del prodotto (vedere 4.6).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

STEOFEN capsule rigide da 200 mg Microgranuli di saccarosio e amido, povidone K30, ammonio metacrilato copolimero (Eudragit RS 100), talco. Costituenti della capsula Gelatina, titanio diossido (E 171).

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

5 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore ai 25°C per proteggere il medicinale dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

STEOFEN 200 mg capsule rigide a rilascio prolungato: blister accoppiato PVC/PVDC/alluminio; astuccio da 30 capsule.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

LANOVA FARMACEUTICI S.R.L. – Via Conca D’Oro, 212 – 00141 Roma

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

200 mg Capsule rigide a rilascio prolungato, astuccio da 30 capsule - AIC n.: 034513022

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Rinnovo 2012

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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