VINORELBINA AUROBINDO

Vinorelbina Aurobindo è usata nel trattamento del cancro e appartiene al gruppo dei medicinali conosciuti come alcaloidi della Vinca. Vinorelbina Aurobindo è usata per trattare alcuni tipi di cancro al polmone e alla mammella.

Usato per: cancro

Principio attivo: VINORELBINA, VINORELBINA TARTRATO · ATC L01CA04 · EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
VINORELBINA*1 flaconcino EV 10 mg 1 ml 10 mg/ml H 21,59 € — fornito dall'ospedale
VINORELBINA*1 flaconcino EV 50 mg 5 ml 10 mg/ml H 100,65 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: VINORELBINA, VINORELBINA TARTRATO
Forma farmaceutica: Concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 10 mg/ml CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE ENDOVENOSA
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
Codice ATC: L01CA04
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· VINORELBINA MEDAC - MEDAC GESELLSCHAFT FUR KLINISCHE SPEZIALPRAPARATE MBH
· VINORELBINA ACCORD HEALTHCARE - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· VINORELBINA ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· VINORELBINA DOC - DOC GENERICI SRL
· NAVELBINE - PIERRE FABRE PHARMA S.R.L.
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Vinorelbina Aurobindo è indacata per l’uso negli adulti. Vinorelbina Aurobindo è usata nel trattamento del cancro e appartiene al gruppo dei medicinali conosciuti come alcaloidi della Vinca. Vinorelbina Aurobindo è usata per trattare alcuni tipi di cancro al polmone e alla mammella.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Vinorelbina Aurobindo

- Se è allergico alla vinorelbina o agli altri alcaloidi della Vinca o ad uno qualsiasi degli altri
componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6)..
- Se ha o ha recentemente avuto gravi infezioni o una diminuzione severa nei globuli bianchi
(neutropenia).
- Se ha una forte diminuzione nelle piastrine.
- Se sta allattando.

- Se è una donna potenzialmente fertile che non sta usando un’efficace contraccezione.
- In associazione con il vaccino contro la febbre gialla.

Il medicinale è strettamente solo per uso endovenoso e non deve essere iniettato nella spina dorsale.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o all’infermiere prima di usare Vinorelbina Aurobindo: - Se ha avuto disturbi al cuore che hanno coinvolto la mancanza di rifornimento di sangue al cuore (disturbi cardiaci ischemici, angina).

- Se è sottoposto a radioterapia e il campo di trattamento include il fegato.
- Se mostra segni o sintomi indicativi di infezione (come febbre, brividi, mal di gola), informi il medico
immediatamente, cosicchè può effettuare tutti i test necessari.
- Se ha una funzionalità epatica compromessa.
- Se ha bisogno di una vaccinazione. Deve informare il medico del trattamento prima di ogni
vaccinazione.
- Se riceve un medicinale per il cancro chiamato mitomicina C.

- Se è di origini giapponesi, poiché può essere più vulnerabile a problemi ai polmoni durante il
trattamento con Vinorelbina Aurobindo.
- Se il bacino, la colonna vertebrale o le ossa lunghe vengono irradiate contemporaneamente alla

somministrazione di vinorelbina, è prevedibile un maggiore danno al midollo osseo (mielotossicità). Lo stesso vale per un precedente trattamento con radiazioni (< 3 settimane) delle regioni menzionate. - Se si continua il trattamento con vinorelbina o se si è a maggior rischio è necessario eseguire valutazioni neurologiche.

Vinorelbina Aurobindo non deve entrare in contatto con gli occhi perché c’è il rischio di una grave

irritazione e anche di ulcera alla cornea. Se ciò accade, sciacqui immediatamente gli occhi con una soluzione fisiologica e contatti un oculista.

Gli uomini e le donne che sono trattati con Vinorelbina Aurobindo devono usare una contraccezione efficace durante il trattamento. Gli uomini e le donne devono ENTRAMBI leggere le informazioni descritte nel

paragrafo gravidanza e allattamento.

Prima di ogni somministrazione di Vinorelbina Aurobindo, dovrà essere prelevato un campione di sangue per l’analisi dei componenti. Se i risultati di queste analisi non sono soddisfacenti, il trattamento può essere ritardato e dovranno essere fatti ulteriori test finché i valori non ritornino alla normalità.

Altri medicinali e Vinorelbina Aurobindo
Informi il medico se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.
Ciò è importante specialmente se sta assumendo alcuni dei seguenti medicinali:
- Altri medicinali che possono influire sul midollo, per es. medicinali per il cancro.
- Carbamazepina, fentoina o fosfenitoina e fenobarbital (medicine per il trattamento dell’epilessia).
- Antibiotici come rifampicina, eritromicina, claritromicina, telitromicina.
- Erba di S.Giovanni (Hypericum perforatum).
- Ketoconazolo o posaconazolo e itraconazolo (medicinali per il trattamento delle infezioni fungine).
- Medicinali antivirali per il trattamento delle infezioni HIV, per esempio ritornavir (inibitori della HIV
proteasi).

- Nefazodone (medicinali per il trattamento della depressione).
- Ciclosporina e tacrolimus (medicinali che diminuiscono l’attività del sistema immunitario).
- Altri medicinali per il trattamento del cancro per esempio mitomicina C, cisplatino.
- Medicinali anticoagulanti, per esempio wafarina.

- Vaccino per la febbre gialla e altri vaccini vivi. Deve informare il medico se deve sottoporsi a qualsiasi vaccinazione, poiché può causare degli effetti indesiderati gravi quando effettuata durante il trattamento con Vinorelbina Aurobindo.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte

materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Vinorelbina Aurobindo non deve essere somministrato a donne in gravidanza, perché causa gravi difetti al

nascituro.

Se è una donna in età fertile deve usare un efficace metodo di contraccezione durante il trattamento e per 3 mesi dopo l’interruzione del trattamento. Se rimane incinta durante il trattamento deve immediatamente informare il medico. Se è o rimane incinta durante il trattamento con vinorelbina, è raccomandata una consulenza genetica.

Se siete un uomo, dovete evitare di diventare padre durante il trattamento con vinorelbina e per i 6 mesi successivi all’interruzione del trattamento. C’è anche il rischio che il trattamento con Vinorelbina Aurobindo porti a infertilità maschile e lei può chiedere un parere sulla conservazione dello sperma prima del trattamento.

Benché non sia noto che la vinorelbina passi nel latte materno e quindi influisca sul bambino, deve interrompere l’allattamento prima di iniziare il trattamento con Vinorelbina Aurobindo.

Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Si consiglia cautela a causa di possibili effetti collaterali

Come usarlo

Vinorelbina Aurobindo le sarà somministrato sotto la supervisione di un medico specializzato in questo tipo di trattamento.

La dose raccomandata è

La dose dipende dalle condizioni per cui siete trattati, dalla risposta alla terapia e dalle altre cure che le sono state fatte. Le sue condizioni generali e la sua risposta al trattamento saranno strettamente osservate prima, durante e dopo il trattamento con vinorelbina.

La dose usuale con vinorelbina è 25-30 mg/m2 di superficie corporea somministrato una volta a settimana.

Pazienti anziani L’esperienza clinica non ha evidenziato differenze rilevanti per quanto riguarda come i pazienti anziani rispondano a Vinorelbina Aurobindo; è tuttavia possibile che alcuni pazienti anziano possano essere più sensibili a questo medicinale.

Pazienti con compromissione epatica La dose sarà ridotta se ha gravi problemi al fegato.

Pazienti con danno renale Non è necessario ridurre il dosaggio nei pazienti con danno renale.

Uso nei bambini La sicurezza e l’efficacia nei bambini con età inferiore ai 18 anni non sono state determinate e pertanto la somministarzione non è raccomandata.

Modo di somministrazione Il medicinale deve essere diluito prima dell’uso con una soluzione di cloruro di sodio o glucosio e somministrato nelle vene come una iniezione di 6-10 minuti o per infusione (fleboclisi) di 20-30 minuti. A seguito del trattamento, dovrà essere usata una soluzione di sodio cloruro per lavare la vena.

Se usa più Vinorelbina Aurobindo di quanto deve Benchè il medicinale le sia somministrato in ospedale ed è improbabile che gliene venga somministrato poco o in quantità eccessiva, informi comunque il medico o il farmacista se ha qualsiasi dubbio. È inoltre possibile

un ileo paralitico (ostruzione intestinale).

Informazioni per il medico: Poiché non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di vinorelbina, in caso di sovradosaggio sono necessarie misure sintomatiche. Queste misure includono: - Monitoraggio continuo dei segni vitali e monitoraggio particolarmente attento del paziente.

- Emocromo giornaliero per poter riconoscere tempestivamente la necessità di trasfusioni, di
somministrazione di fattori di crescita o di terapia intensiva e per poter valutare il rischio di infezione.
- Misure per prevenire l’ileo paralitico.
- Monitoraggio del sistema circolatorio e della funzionalità epatica.

Le complicanze legate all’infezione possono essere trattate con antibiotici ad ampio spettro, l’ileo paralitico con decompressione tramite tubo.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati gravi – se uno dei seguenti effetti indesiderati si manifesta, contatti immediatamente il medico:

Non comuni (può interessare fino a 1 persona su 100): Gravi infezioni con grave insufficienza di vari organi o setticemia. Fiato corto e restringimento delle vie respiratorie (broncospasmo).

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000):

Dolore toracico che può estendersi dietro il tuo collo e alle braccia, causato dalla mancanza di afflusso di sangue al cuore (angina pectoris). Attacco cardiaco (infarto del miocardio).

Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili): Reazioni allergiche diffuse e molto gravi. I sintomi possono includere respiro affannoso improvviso,

gonfiore delle labbra, della lingua e della gola o del corpo, difficoltà a deglutire, rash, confusione della mente, svenimenti (anafilassi / shock anafilattico / reazione anafilattoide), dolore toracico, respiro corto e svenimento, che possono essere sintomi di un coagulo in un vaso sanguigno nei polmoni (embolia polmonare), mal di testa, alterazione dello stato mentale che può causare confusione e coma, convulsioni, visione annebbiata e pressione arteriosa alta, che possono essere segno di una patologia neurologica quale la sindrome da encefalopatia posteriore reversibile. Questi sono gli effetti collaterali molto seri. Può aver bisogno di cure mediche immediate.

Altri effetti indesiderati – se qualcuno dei seguenti effetti indesiderati si manifesta, contatti il suo medico prima possibile:

Molto comune (può interessare più di una 1 persona su 10): Bassa conta di globuli rossi (anemia), che può renderla stanca. Perdita dei riflessi del tendine. Debolezza delle basse estremità. Infiammazione della bocca o della gola. Nausea e vomito. Costipazione. Risultati

anomali dei test sulla funzionalità del fegato. Perdita di capelli. Arrossamento (eritema), dolore bruciante, discolorazione delle vene e/o infiammazione delle vene (flebite locale) nel sito di iniezione.

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10): Infezioni (infezioni batteriche, virali o fungine) nel corpo (sistema respiratorio, urinario gastrointestinale e altri eventuali) con sintomi quali dolore. Conta delle piastrine bassa nel sangue (rischio di sanguinamento).

Diarrea. Dolore alle articolazioni e ai muscoli, compreso il dolore alla mandibola. Cambiamento della funzionalità renale (aumento nei valori della creatinina). Debolezza, affaticamento, febbre, dolore in diversi siti.

Non comuni (può interessare fino a 1 persona su 100): Grave intorpidimento (parestesia). Pressione sanguigna bassa, pressione sanguigna alta, vampate di calore e sensazione di freddo alle estremità.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000):

Bassi livelli di sodio nel sangue (ciò può causare sintomi quali stanchezza, confusione, contrazione muscolare e coma). Cambiamento nell’attività del cuore (cambiamenti ECG). Serio abbassamento della pressione sanguigna o collasso. Malattia polmonare (pneumopatia interstiziale). Infiammazione del pancreas. Blocco paralitico intestinale (ileo). Reazioni cutanee quali rash, prurito e orticaria. Necrosi nel sito di iniezione. Gonfiore dei tessuti (angioedema).

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000):

Setticemia che può essere pericolo di vita. Forte battito cardiaco, rapido battito cardiaco, disturbi del ritmo cardiaco.

Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili): Funzionalità epatica anormale. Brividi con febbre. Perdita di coordinazione muscolare che può essere associata ad andatura anomala, anomalie del linguaggio e movimenti oculari anomali (atassia). Mal di testa. Tosse. Dolore addominale e sanguinamento gastrointestinale. Perdita di peso. Un’infezione generalizzata in combinazione con una caduta nella conta delle cellule bianche nel sangue (sepsi neutropenia). Una caduta nella conta delle cellule bianche nel sangue con febbre (neutropenia febbrile). Riduzione nel numero delle

cellule rosse e bianche nel sangue, e anche delle piastrine nel sangue. Bassi livelli di sodio a causa di una sovrapproduzione di un ormone che causa ritenzione dei fluidi con conseguente debolezza, stanchezza o disorientamento (sindrome di SIADH). Diminuzione dell’appetito (anoressia). Arrossamento (eritema) delle mani e dei piedi, colore più scuro della cute lungo il percorso delle vene. Disfunzione acuta dei polmoni (insufficienza respiratoria) con conseguente morte dopo precedente radioterapia.

Come con altri alcaloidi della vinca, vinorelbina è un agente vescicante moderato.

Siccome possono manifestarsi cambiamenti nel sangue, il medico può prescrivere delle analisi del sangue per controllarli (bassa conta dei globuli bianchi, anemia e/o bassa conta delle piastrine nel sangue, influenza sulla funzionalità epatica e renale e sull’equilibrio elettrolitico nel corpo).

Segnalazione degli effetti indesiderati del Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C). NON CONGELARE. Tenere il flaconcino nell’astuccio per proteggere dalla luce.

Non usi questo modicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta del flaconcino e sull’astuccio, dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Vinorelbina Aurobindo

- Il principio attivo è vinorelbina. 1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 10 mg di
vinorelbina (come tartrato).
Ogni flaconcino da 1 ml contiene 10 mg di vinorelbina (come tartrato).
Ogni flaconcino da 5 ml contiene 50 mg di vinorelbina (come tartrato).
- L’altro componente è acqua per iniezioni.

Descrizione dell’aspetto di Vinorelbina Aurobindo e contenuto della confezione Vinorelbina Aurobindo 10 mg/ml di concentrato per soluzione per infusione è una soluzione limpida, da incolore al giallino.

Confezioni: 1 flaconcino x 1 ml 10 flaconcini x 1 ml

1 flaconcino x 5 ml 10 flaconcini x 5 ml

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Eugia Pharma (Malta) Limited Vault 14, Level 2, Valletta Waterfront,

Floriana FRN 1914, Malta

Produttore responsabile del rilascio dei lotti APL Swift Services (Malta) Ltd. HF26, Hal Far Industrial Estate, Hal Far,

Birzebbugia, BBG 3000, Malta

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni: Belgio

Germania Spagna Francia Vinorelbin Eugia 10 mg/ml concentraat voor oplossing voor infusie / solution à diluer pour perfusion / Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Vinorelbin Aurobindo 10 mg/ml Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Vinorelbina Aurovitas 10 mg/ml concentrado para solución para perfusión EFG Vinorelbine Arrow 10mg/ml solution à diluer pour perfusion Italia Vinorelbina Aurobindo Portogallo Vinorrelbina Aurovitas Questo foglio illustrativo è stato aggiornato nel Marzo 2026.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai professionisti medici o operatori sanitari:

Vinorelbina Aurobindo 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione

Istruzioni per l’uso

AGENTE ANTINEOPLASTICO

Per informazioni dettagliate riguardanti questo prodotto si riferisca al riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Manipolazione e smaltimento La preparazione e la somministrazione di soluzioni iniettabili di agenti citotossici deve essere eseguita da

personale specializzato che conosca i medicinali utilizzati, in modo da garantire la protezione dell’ambiente e in particolare la protezione del personale che manipola il medicinale. Ciò richiede l’allestimento di un’area riservata a questo scopo. È proibito fumare, mangiare o bere in quest’area. Il personale deve essere fornito dei materiali adatti alla manipolazione, camici a maniche lunghe, maschere di protezione, copricapo, occhiali di protezione, guanti sterili monouso, tappetini di protezione per l’area di

lavoro, contenitori e sacchetti di raccolta per i rifiuti. Le siringhe e i set di infusione dovranno essere assemblati attentamente per evitare perdite (è raccomandato l’uso di connettori di Luer).

Istruzioni per il prelievo del volume adeguato dalla fiala Per garantire l’aspirazione di tutto il farmaco da una fiala, si consiglia di utilizzare un ago gauge 21 o inferiore, che favorisce un trasferimento efficace della soluzione.

Versamenti e perdite devono essere puliti.

Devono essere prese precauzioni per evitare l’esposizione del personale durante la gravidanza.

Tutti i contatti con gli occhi devono essere rigorosamente evitati. Se ciò si verifica, sciacquare immediatamente l’occhio con un’abbondante soluzione fisiologica. In caso di irritazione, contatti un oculista.

In caso di contatto con la pelle, lavare a fondo l’area interessata con acqua.

Al completamento, ogni superficie esposta deve essere pulita a fondo e lavate mani e viso.

Ogni prodotto inutilizzato o materiale di scarto, deve essere smaltito in osservanza delle leggi in vigore.

Incompatibilità Vinorelbina Aurobindo non deve essere diluito in soluzioni alcaline (rischi di precipitazione) In assenza di studi di compatibilità, questi medicinali non devono essere miscelati con altri medicinali eccetto con quelli specificati nel paragrafo “Diluizione e somministrazione” Non esiste incompatibilità tra Vinorelbina Aurobindo e flaconcini in vetro, sacche in PVC, flaconcino in polietilene o siringa in polipropilene.

Diluizione e somministrazione del Vinorelbina Aurobindo deve essere somministrato solamente per via endovenosa e dopo diluizione. Vinorelbina Aurobindo deve essere somministrata attraverso un lento bolo (6-10 minuti) dopo diluizione in 20-50 ml di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile o in una soluzione iniettabile di glucosio 50mg/ml (5%) o attraverso una breve infusione (2030 minuti) dopo diluizione in 125ml di sodio cloruro 9mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile o in una soluzione iniettabile di glucosio 50mg/ml (5%). La somministrazione deve essere sempre seguita da almeno 250ml di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile per risciacquare la vena.

E’ molto importante essere sicuri che la cannula sia accuratamente posizionata nelle vena prima che l’iniezione cominci. Se Vinorelbina Aurobindo si infiltra nel tessuto circostante durante la somministrazione endovenosa può manifestarsi una grave irritazione. In questo caso l’iniezione deve essere interrotta, la vena lavata con una soluzione fisiologica e il resto della dose deve essere somministrato in un’altra vena. Negli

episodi di stravaso, possono essere somministrati per endovena glucocorticoidi per ridurre il rischio di flebiti.

Gli escreti e il vomito devono essere maneggiati con cura.

Conservazione Confezioni per la vendita

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Conservare il flaconcino nel cartone per proteggerlo dalla luce. NON CONGELARE. Non usare Vinorelbina Aurobindo dopo la data di scadenza che è indicata sull’etichetta del flaconcino e sul cartone.

Dopo l’apertura Il contenuto del flaconcino deve essere usato immediatamente dopo la prima apertura del flaconcino. Dopo diluizione E’ stata dimostrata la stabilità chimico-fisica e microbiologica del farmaco dopo diluizione nelle soluzioni per infusione raccomandate per 24 ore a 2-8°C e 25°C. Da un punto di vista microbiologico il medicinale deve essere usato immediatamente.

Se non viene usato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione della soluzione pronta per l’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e non dovrebbero normalmente superare le 24 ore a 2-8°C, a meno che la preparazione sia stata effettuata in condizioni controllate e validate di sterilità.

Domande frequenti su VINORELBINA AUROBINDO

Come si usa VINORELBINA AUROBINDO?

VINORELBINA AUROBINDO si presenta in forma di Concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

VINORELBINA AUROBINDO è disponibile senza ricetta?

No, VINORELBINA AUROBINDO è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di VINORELBINA AUROBINDO?

Il principio attivo di VINORELBINA AUROBINDO è VINORELBINA, VINORELBINA TARTRATO.

Quali sono gli equivalenti di VINORELBINA AUROBINDO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: VINORELBINA MEDAC, VINORELBINA ACCORD HEALTHCARE, VINORELBINA ACCORD, VINORELBINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce VINORELBINA AUROBINDO?

VINORELBINA AUROBINDO è prodotto da EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED.

Da quando VINORELBINA AUROBINDO è autorizzato in Italia?

VINORELBINA AUROBINDO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2009-06-08.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Vinorelbina Aurobindo 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 10 mg di vinorelbina base equivalente a 13,85 mg di vinorelbina tartrato. Ogni flaconcino da 1 ml contiene 10 mg di vinorelbina (come tartrato). Ogni flaconcino da 5 ml contiene 50 mg di vinorelbina (come tartrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Concentrato per soluzione per infusione. Trasparente, da incolore a giallino pallido con un pH da 3,3 a 3,8 e una osmolarità di circa 330 mOsm/l.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Vinorelbina è indicato negli adulti nel trattamento di: - Carcinoma polmonare non a piccole cellule (stadio 3 o 4) - In monoterapia per pazienti con carcinoma mammario metastatico (stadio 4), dove il trattamento con chemioterapia contenente antraciclina e taxano ha fallito o non è appropriato.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Esclusivamente per via endovenosa dopo opportuna diluizione. La somministrazione intratecale è controindicata è può essere fatale. Per le istruzioni sulla diluizione del prodotto prima della somministrazione e la manipolazione, vedere paragrafo 6.6. Vinorelbina Aurobindo deve essere usata sotto la supervisione di un medico esperto nella terapia con citostatici. Posologia Carcinoma polmonare non a piccole cellule In monoterapia la dose normale è 25-30 mg/m2 , somministrato una volta a settimana. In polichemioterapia il regime posologico dipende dal protocollo. Può essere usata la dose normale (25-30 mg/m2 ), ma la frequenza della somministrazione può essere ridotta per esempio al giorno 1 e 5 ogni terza settimana o al giorno 1 e 8 ogni terza settimana in accordo con il regime. Carcinoma mammario avanzato o metastatico La dose normale è 25-30 mg/m2 , somministrato una volta a settimana.

Dose massima tollerata per somministrazione: 35,4 mg/m2 di superficie corporea. Dose massima totale per somministrazione: 60 mg. Popolazioni speciali Somministrazione negli anziani L’esperienza clinica non ha identificato differenze rilevanti tra i pazienti anziani per quanto riguarda la velocità di risposta, anche se una maggiore sensibilità in alcuni di questi pazienti non può essere esclusa. L’età non modifica la farmacocinetica della vinorelbina (vedere paragrafo 5.2). Pazienti con compromissione epatica La farmacocinetica della vinorelbina non è modificata in pazienti che presentano insufficienza epatica moderata o grave (bilirubina > 2 x ULN e/o transaminasi > 5 x ULN). Tuttavia, come misura precauzionale una dose ridotta di 20 mg/m2 e l’attento controllo dei parametri ematologici è raccomandata nei pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Pazienti con danno renale Data la minore escrezione renale, non vi è alcuna giustificazione farmacocinetica per ridurre la dose di vinorelbina in pazienti con insufficienza renale. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia nei bambini non sono state determinate e pertanto la somministrazione non è raccomandata. Modo di somministrazione Solo per uso endovenoso. Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Vinorelbina Aurobindo può essere somministrata attraverso un lento bolo (6-10 minuti) dopo diluizione in 20-50 ml di soluzione iniettabile di cloruro di sodio da 9 mg/ml (0,9%) o di soluzione iniettabile glucosata 50 mg/ml (5%) o attraverso una breve infusione (20-30 minuti) dopo diluizione in 125 ml di una soluzione iniettabile di cloruro di sodio da 9 mg/ml (0,9%) o di una soluzione iniettabile glucosata da 50 mg/ml (5%). La somministrazione deve essere sempre seguita da un lavaggio della vena con almeno 250ml di una soluzione iniettabile di cloruro di sodio da 9 mg/ml (0.9%).

4.3 Controindicazioni

- È controindicato l’uso per via intratecale. - Ipersensibilità al principio attivo o verso altri alcaloidi della vinca o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Granulociti neutrofili < 1,500/mm3 o infezioni gravi, correnti o recenti (entro 2 settimane). - Conta delle piastrine al di sotto di 100,000/mm3 . - L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con vinorelbina (vedere paragrafo 4.6). - Donne potenzialmente in gravidanza che non stanno usando una contraccezione efficace (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). - In combinazione con il vaccino per la febbre gialla (vedere sezione 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Rigorosamente solo per uso endovenoso. Vinorelbina Aurobindo deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’uso della chemioterapia.

Deve essere effettuato uno stretto monitoraggio ematologico durante il trattamento (determinazione dei livelli di emoglobina e numero di leucociti, neutrofili e piastrine prima di ogni nuova infusione), da quando l’inibizione del sistema ematopoietico è il maggior rischio durante il trattamento con vinorelbina. Neutropenia, che è non cumulativa e raggiunge il suo nadir tra i 7 e i 14 giorni dopo la somministrazione, ed è rapidamente reversibile in 5-7 giorni, è la principale reazione avversa dose limitante. Se il numero di granulociti neutrofili è al di sotto di 1,500/mm3 e/o il conteggio delle piastrine è al di sotto di 100,000/mm3 , il trattamento deve essere posticipato fino alla ripresa. È prevedibile un aumento della mielotossicità se vinorelbina viene somministrata contemporaneamente a radiazioni a livello di pelvi, colonna vertebrale o ossa lunghe. Lo stesso si applica in caso di precedente trattamento con radiazioni (< 3 settimane) delle regioni menzionate. Se il paziente presenta segni o sintomi indicativi di infezione, deve essere eseguita una indagine immediata. La malattia polmonare interstiziale si è riscontrata più frequentemente nella popolazione giapponese. Per questa popolazione si deve porre particolare attenzione. È raccomandata speciale cautela in pazienti con una anamnesi di malattia cardiaca ischemica (vedere paragrafo 4.8). La farmacocinetica della vinorelbina non è modificata nei pazienti che presentano compromissione epatica moderata o grave. Per l’aggiustamento della dose in questo specifico gruppo di pazienti, vedere paragrafo 4.2. La rilevanza clinica della compromissione della capacità di eliminazione del farmaco dal fegato non è stata caratterizzata. Perciò devono essere date raccomandazioni sulla dose non esatta. Comunque nello studio della farmacocinetica la più alta dose somministrata a pazienti con grave disfunzione epatica è stata 20 mg/m2 (vedere paragrafo 5.2). Per pazienti con grave compromissione epatica è raccomandata cautela ed è richiesto un monitoraggio accurato dei parametri ematologici. Può essere anche richiesta una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.2). Vinorelbina Aurobindo non deve essere data in concomitanza con la radioterapia se il campo di trattamento include il fegato. Vinorelbina Aurobindo non deve entrare in contatto con gli occhi; ci sono rischi di gravi irritazioni ed anche di ulcere alla cornea se il farmaco è spruzzato sotto pressione. Se ciò si verifica, sciacquare immediatamente l’occhio con una soluzione fisiologica e contattare un oculista. In caso di trattamento in corso con vinorelbina, o in pazienti a maggior rischio, devono essere effettuati esami neurologici (eventualmente anche controlli EMG). Una volta ottenuta la normalizzazione dell’attività intestinale dopo la comparsa dell’ileo paralitico, il trattamento può essere continuato. La terapia antiemetica è consigliata a causa della comparsa molto frequente di nausea e vomito. Questo prodotto è specificatamente controindicato con il vaccino contro la febbre gialla e il suo uso concomitante con altri vaccini vivi attenuati, non è raccomandato. Forti inibitori o induttori del CYP3A4 possono influenzare la concentrazione di vinorelbina e perciò deve essere esercitata cautela e non è raccomandato la sua combinazione con fenitoina, fosfenitoina (come tutti i farmaci citotossici) e con itraconazolo, ketoconazolo o posaconazolo (come tutti gli alcaloidi della vinca). (vedere paragrafo 4.5 Interazioni specifiche con la vinorelbina) Per informazioni su gravidanza, allattamento e fertilità, si riferisca al paragrafo 4.6.

Per evitare i rischi di broncospasmo, specialmente in combinazione con la terapia con mitomicina C, può essere considerata una profilassi appropriata. I pazienti ambulatoriali devono sapere che in caso di dispnea deve essere informato un medico. È stata segnalata tossicità polmonare, incluso broncospasmo acuto grave, polmonite interstiziale, sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), che si verifica con l’uso della forma farmaceutica endovenosa di vinorelbina. Il tempo medio di insorgenza dell’ARDS dopo la somministrazione di vinorelbina è stato di una settimana (intervallo da 3 a 8 giorni). L’infusione deve essere immediatamente interrotta nei pazienti che sviluppano dispnea inspiegabile o presentano segni di tossicità polmonare. A causa del basso livello di escrezione renale, non c’è alcun razionale farmacocinetico per la riduzione della dose nei pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo 4.2).

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Interazioni comuni a tutti i citotossici A causa dell’incremento del rischio trombotico nel caso di patologie tumorali, è frequente l’uso del trattamento anticoagulante. L’alta variabilità della coagulabilità intraindividuale nel corso delle patologie, e l’eventualità delle interazioni tra anticoagulanti orali e chemioterapia antitumorale richiedono monitoraggio, se è stato deciso di trattare il paziente con anticoagulanti orali, per aumentare la frequenza dell’INR (Rapporto Internazionale Normalizzato). Uso concomitante controindicato Vaccino per la febbre gialla: rischio di disturbi generalizzati fatali dovuti alla vaccinazione (vedere paragrafo 4.3). Uso concomitante non raccomandato Vaccini vivi attenuati (per il vaccino per la febbre gialla, vedere uso concomitante controindicato): rischio di disturbi generalizzati al vaccino, possibilmente fatali. Questo rischio è aumentato nei soggetti che sono già immunosoppressi dalla loro patologia preesistente. Si consiglia di utilizzarne un inattivato se esiste (poliomielite) (vedere paragrafo 4.4). Fenitoina: rischio di esacerbazione delle convulsioni causato dalla diminuzione dell’assorbimento digestivo della fenitoina da farmaco citotossico o perdita di efficacia del farmaco citotossico a causa di un aumento del metabolismo epatico di fenitoina. Combinazioni soggette ad un uso precauzionale Antivitamina K: Aumento del rischio trombotico ed emorragico durante malattie tumorali. Inoltre, possibile interazione tra AVK e chemioterapia. E’ necessario un monitoraggio più frequente dell’INR. Macrolidi (claritromicina, eritromicina, telitromicina): Rischio di aumentata tossicità dell’antimitotico dovuto alla riduzione del suo metabolismo epatico da parte di claritromicina, eritromicina o telitromicina. E’ necessario un attento monitoraggio clinico e biologico. Se necessario, utilizzare un altro antibiotico. Cobicistat: Aumento della neurotossicità dell’antimitotico a causa della riduzione del suo metabolismo epatico da parte di cobicistat. E’ necessario un attento monitoraggio clinico ed eventuale adattamento del dosaggio dell’antimitotico. Uso concomitante da prendere in considerazion

Immunosoppressori (ciclosporina, everolimus, sirolimus, tacrolimus): Immunodepressione eccessiva con rischio di sindrome linfoproliferativa. Interazioni specifiche da alcaloidi della vinca Uso concomitante non raccomandato Itraconazolo, posaconazolo, ketoconazolo: Aumento della neurotossicità degli alcaloidi della vinca a causa della diminuzione del loro metabolismo epatico da parte di itraconazolo, ketoconazolo o posaconazolo. Combinazioni soggette ad un uso precauzionale Inibitori della proteasi: Aumento della tossicità dell’antimitotico, a causa della riduzione del suo metabolismo epatico da parte dell’inibitore della proteasi. E’ necessario un attento monitoraggio clinico ed eventuale adattamento del dosaggio dell'antimitotico. Uso concomitante da prendere in considerazione Mitomicina C: Aumentato rischio di tossicità polmonare, broncospasmo e dispnea, in rari casi è stata osservata una polmonite interstiziale. Poiché gli alcaloidi della vinca sono noti essere substrati per la glicoproteina-P, in assenza di studi specifici, deve essere usata cautela quando si associa Vinorelbina Aurobindo con forti modulatori di questo trasportatore di membrana. Interazioni specifiche con la vinorelbina La combinazione di vinorelbina e altri farmaci con nota tossicità per il midollo osseo è probabile che incrementi le reazioni avverse mielosoppressive. CYP3A4 è il principale enzima coinvolto nel metabolismo della vinorelbina, e la combinazione con un farmaco induttore (per esempio fenitoina, fenobarbital, rifampicina, carbamazepina, Hipericum perforatum) o inibitore (per esempio itraconazolo, ketoconazolo, inibitori dell’HIV proteasi, eritromicina, claritromicina, telitromicina, nefazodone), di questo isoenzima può influenzare la concentrazione di vinorelbina (vedere sezione 4.4). La combinazione di vinorelbina-cisplatino (una combinazione molto comune) non mostra interazioni nei confronti dei parametri farmacologici della vinorelbina. Comunque è stata riportata una più alta incidenza di granulocitopenia in pazienti che stavano ricevendo una terapia con vinorelbina e cisplatino in combinazione rispetto a quei pazienti che stavano ricevendo vinorelbina da sola. Un aumento dell’icidenza di neutropenia grado 3/4 è stato suggerito quando vinorelbina per via endovensa e lapatininb sono stati associati in uno studio clinico di I. In questo studio, la dose raccomandata di forma intravenosa di vinorelbina, per 3 settimane, al giorno 1 e al giorno 8 sono stati di 22,5 mg/m2 quando combinato con 1000 mg giornalieri di lapatininb. Questo tipo si associazione deve essere somministrata con cautela. Esistono prove che la tossicità della mucosa indotta dal 5-fluorouracile può essere aumentata dalla vinorelbina; in particolare, quando il 5-fluorouracile viene utilizzato ad alte dosi e come infusione continua in combinazione con acido folinico. La combinazione di vinorelbina ad alte dosi con mitomicina C sembra portare a segni di maggiore tossicità polmonare (broncospasmo, dispnea) in singoli casi, per i quali viene discussa un’origine allergica. Poiché la mitomicina C aumenta occasionalmente anche la potenziale tossicità polmonare di altri alcaloidi della vinca, è richiesta particolare cautela quando vinorelbina e mitomicina C vengono usate contemporaneamente in pazienti con predisposizione allergica (asma bronchiale, allergie note).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non sono disponibili sufficienti dati sull’uso di vinorelbina in donne in gravidanza. Studi sugli animali hanno mostrato embriotossicità e teratogenicità (vedere paragrafo 5.3). Sulla base dei risultati degli studi nell’animale e dell’azione farmacologica del medicinale, è presente un rischio potenziale di anomalie genetiche e fetali. Pertanto vinorelbina non deve essere usata in gravidanza, a meno che il beneficio individuale atteso non superi chiaramente il rischio potenziale. Se la gravidanza si verifica durante il trattamento, la paziente deve essere informata dei rischi per il bambino non ancora nato e deve essere monitorata attentamente. Deve essere considerata la possibilità di una consulenza genetica. Donne potenzialemente fertili Donne potenzialmente fertili devono usare una efficace contraccezione durante il trattamento e fino a 3 mesi dopo il trattamento. Poiché la vinorelbina è genotossica, si raccomanda una consulenza genetica anche se la paziente desidera avere figli dopo la terapia. Allattamento Non è noto se vinorelbina è escreta nel latte materno umano. L’escrezione di vinorelbina nel latte non è stata studiata negli studi sugli animali. Un rischio per il lattante non si può escludere quindi l’allattamento deve essere interrotto prima di iniziare il trattamento con vinorelbina (vedere paragrafo 4.3). Fertilità Agli uomini in trattamento con vinorelbina è consigliato di non procreare durante e fino a sei mesi (minimo 3 mesi) dopo la sospensione del trattamento. Consigli terapeutici devono essere ricercati per la conservazione degli spermatozoi a causa della possibilità di infertilità irreversibile a seguito di trattamento con vinorelbina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Sulla base del profilo farmacodinamico la vinorelbina non influisce sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, la cautela è necessaria in pazienti trattati con vinorelbina considerando alcuni effetti negativi del farmaco.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati che sono stati riportati in più di un caso isolato sono elencati sotto dopo classificazione organica e frequenza. Le frequenze sono definite usando la convenzione seguente: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 e <1/10); non comune (≥1/1,000 e <1/100); raro (≥1/10,000 e <1/1,000); molto raro (<1/10,000). Ulteriori reazioni avverse da esperienza post-marketing devono essere aggiunte, secondo la classificazione MedDRA con frequenza Non nota (non può essere stimata sulla base dei dati disponibili). Le reazioni avverse al farmaco più comunemente riportate sono depressione midollare con neutropenia, anemia, disturbi neurologici, tossicità gastrointestinale con nausea, vomito, stomatite e stipsi, aumenti transitori dei test di funzionalità epatica, alopecia e flebiti locali. Informazioni dettagliate sulle reazioni avverse: Le reazioni sono state descritte utilizzando la classificazione WHO (grado 1 = G1; grado 2 = G2; grado 3 = G3; grado 4 = G4; grado 1-4 = G1-4); grado 1-2 = G1-2; di grado 3-4 = G3-4). Infezioni ed infestazioni Comune: Infezioni batteriche, virali o micotiche a diversa localizzazione (respiratoria, urinaria, del tratto GI) da lieve a moderata e di solito reversibile con un trattamento appropriato.

Non comune: Sepsi grave con altra insufficienza viscerale. Setticemia. Molto raro: Setticemia complicata e talvolta fatale. Non nota: Sepsi neutropenici con potenziale esito fatale. Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune: Depressione midollare legata principalmente alla neutropenia (G3: 24,3%; G4: 27,8%), reversibile entro 5-7 giorni e non cumulativa nel tempo. Anemia (G3-4; 7,4%). Comune: Trombocitopenia (G3-4: 24,5%) può verificarsi ma raramente sono gravi. Non nota: Neutropenia febbrile, pancitopenia, leucopenia. Disturbi del sistema immunitario Raro: Angioedema. Non nota: Reazioni allergiche sistemiche come anafilassi, shock anafilattico o reazioni di tipo anafilattoide. Patologie endocrine Non nota: Inappropriata secrezione ormonale antidiuretica (SIADH). Disturbi del metabolismo e della nutrizione Raro: Iponatriemia grave. Non nota: Anoressia. Patologie del sistema nervoso Molto comune: Malattie neurologiche (G3-4: 2,7%), compresa la perdita dei riflessi tendinei profondi, debolezza degli arti inferiori è stata riportata dopo una chemioterapia prolungata. Non comune: Parestesie gravi con sintomi sensoriali e motori sono poco frequenti. Questi effetti generalmente sono reversibili. Non nota: Cefalea, capogiri, atassia. Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile. Patologie cardiache Raro: Disturbi cardiaci ischemici (angina pectoris e/o transitori cambiamenti nell’elettrocardiogramma, infarto del miocardio, talvolta fatale). Molto raro: Tachicardia, palpitazione e disturbi del ritmo cardiaco. Patologie vascolari Non comune: Ipotensione, ipertensione, rossore e sensazione di freddo alle estremità. Raro: Ipotensione grave; collasso. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: Dispnea e broncospasmo possono verificarsi in associazione al trattamento con vinorelbina come con altri alcaloidi della vinca. Raro: Pneumopatia interstiziale, talvolta fatale, è stata riportata. Non nota: Tosse G1‑2, sindrome da distress respiratorio acuto talvolta fatale, insufficienza respiratoria con esito mortale a causa di una precedente radioterapia. Embolia polmonare. Patologie gastrointestinali Molto comune: Stomatite (G1-4: 15% con vinorelbina come agente singolo). Nausea e vomito (G1-2: 30.4% e G3-4: 2,2%). La terapia antiemetica può ridurre la loro presenza. La stipsi è il sintomo principale (G3-4: 2,7%), che raramente progredisce a ileo paralitico con vinorelbina come agente singolo e (G3-4: 4,1%) con la combinazione di vinorelbina e di altri agenti chemioterapici.

Esofagite. Comune: Può manifestarsi diarrea solitamente da lieve a moderata. Raro: Ileo paralitico il trattamento può essere ripreso dopo il recupero normale della motilità intestinale. Pancreatite. Non nota: Sanguinamento gastrointestinale, dolore addominale. Patologie epatobiliari Molto comune: Sono stati riportati aumenti transitori dei test di funzionalità epatica (G1-2) senza sintomi clinici (SGOT e nel 27,6% e 29,3% in SGPT). Non nota: Disfunzione epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune: Si può verificare alopecia, solitamente di natura lieve (G3-4: 4,1% con vinorelbina come singolo agente chemioterapico). Raro: Reazioni cutanee generalizzate sono state segnalate con vinorelbina (come rash, prurito, orticaria). Non nota: Eritrodisestesia palmo-plantare, iperpigmentazione cutanea (iperpigmentazione striata del tessuto sovrastante le vene). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune: Mialgia. Artralgia compreso il dolore della mascella. Patologie renali e urinarie Comune: Aumento della creatinina. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: Reazioni al sito di iniezione possono includere eritema, dolore e bruciore, decolorazione della vena e flebiti locali (G3-4: 3,7% con vinorelbina come singolo agente chemioterapico). Comune: Astenia. Affaticamento. Febbre. Dolore in diverse località tra cui dolore toracico e dolore al sito del tumore sono stati manifestati da pazienti sottoposti a terapia con vinorelbina. Raro: È stata osservata necrosi locale. Il corretto posizionamento dell’ago per via endovenosa o catetere ed iniezione in bolo seguito da vampate di calore liberale della vena può limitare questi effetti. Non nota: Brividi G1-2. Esami diagnostici Non nota: Calo ponderale. Come con altri vinorelbina vinca-alcaloidi ha un potere vescicante moderato. Per la formulazione orale di vinorelbina sono stati riportati i seguenti eventi avversi aggiuntivi: disordini neuromotori, disturbo del gusto, compromissione della visione, insonnia, disfagia, aumento di peso, disuria, altri sintomi urogenitali. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Sovradosaggi possono produrre una grave depressione del midollo con febbre e infezione, è stato riportato anche ileo paralitico. È raccomandato un trattamento sintomatico con trasfusioni di sangue e terapia antibiotica ad ampio spettro, ileo paralitico con decompressione tramite terapia con sondino. Non è noto un antidoto specifico. Procedure di emergenza Benché non ci sia nessun antidoto specifico per il sovradosaggio di vinorelbina somministrata per endovena, sono necessarie misure sintomatiche, nel caso di sovradosaggio, per esempio: - Controllo continuo dei segni vitali e un attento monitoraggio del paziente. - Controllo giornaliero della conta del sangue per osservare il bisogno delle trasfusioni del sangue, dei fattori di crescita e per rivelare il bisogno di una cura intensiva e per minimizzare il rischio di infezioni. - Misure per la prevenzione o per la terapia dell’ileo paralitico. - Controllo del sistema circolatorio e della funzionalità epatica. - Può essere necessaria una terapia antibiotica ad ampio spettro nel caso di complicazioni dovute ad infezioni. Antidoto Non è noto alcun antidoto in caso di uso eccessivo di vinorelbina.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: alcaloidi della Vinca ed analoghi, codice ATC: L01CA04 (L - Antineoplastici e immunomodulatori) Vinorelbina bis[(R,R)-tartrato], o vinorelbina, è un farmaco citostatico della famiglia degli alcaloidi della Vinca ma, al contrario di tutti gli altri alcaloidi della vinca, la porzione catarantina della vinorelbina è stata modificata strutturalmente. A livello molecolare, agisce sull’equilibrio dinamico della tubulina nell’apparato dei microtubuli della cellula. La vinorelbina inibisce la polimerizzazione della tubulina e si lega di preferenza ai microtubuli mitotici, solo ad alte concentrazioni altera i microtubuli assonali. L’induzione della spiralizzazione della tubulina è inferiore a quello prodotto dalla vincristina. La vinorelbina blocca le mitosi in fase G2-M, causando la morte cellulare in interfase o durante la successiva mitosi. Non è stata stabilita la sicurezza e l’efficacia nei pazienti pediatrici. Dati clinici di due studi clinici di fase II a braccio singolo, che utilizzavano vinorelbina per via endovenosa in 33 e 46 pazienti con tumori solidi ricorrenti, incluso rabdomiosarcoma, altri sarcoma dei tessuti molli, sarcoma di Ewing, liposarcoma, sarcoma sinoviale, fibrosarcoma, cancro al sistema nervoso centrale, osteosarcoma, neuroblastoma a dosi da 30 a 33,75 mg/m2 al giorno 1 e al giorno 8 ogni 3 settimane o una volta settimana per 6 settimane ogni 8 settimane, non hanno mostrato alcuna attività clinica significativa. Il profilo di tossicità era simile a quello descritto per gli adulti (vedere paragrafo 4.2).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

I parametri farmacocinetici di vinorelbina sono stati valutati nel sangue. Dopo la somministrazione endovenosa. Il profilo concentrazione-tempo del sangue è caratterizzato da 3 curve di eliminazione esponenziali. L’emivita terminale è in media di 40 ore. La clearance ematica è alta, simile al flusso epatico ed è in media di 0,72 l/h/kg (intervallo: 0,32 – 1,26 l/h/kg), mentre il volume di distribuzione allo stadio stazionario è ampio, in media 21,2 l/kg, che mostra segni di una estesa distribuzione nei tessuti. Si ha un legame debole con le proteine del plasma (13,5%), ma un legame forte con le cellule del sangue, specialmente con le piastrine (78%). La farmacocinetica di vinorelbina somministrate per vi

endovenosa è risultata lineare fino alla dose di 45 mg/m2 . Esiste un assorbimento significativo di vinorelbina nei polmoni, come valutato mediante biopsie polmonari chirurgiche, che hanno mostrato concentrazioni fino a 300 volte superiori a quelle sieriche. La vinorelbina non si trova nel sistema nervoso centrale. Tutti i metaboliti della vinorelbina sono formati dall’isoforma CYP 3A4 del citocromo P450, ad eccezione della 4-O-deacetilvinorelbina che è probabilmente formata dalle carbossilesterasi. La 4-Odeacetilvinorelbina è l’unico metabolita attivo e il principale osservato nel sangue. Non si trovano coniugati solfonici o glucuronici. L’escrezione renale è bassa (< 20% della dose) e consiste principalmente nel composto precursore. L’escrezione biliare è la principale via di eliminazione sia di vinorelbina immodificata sia dei suoi metaboliti. Non sono stati valutati gli effetti della ridotta funzionalità renale sulla distribuzione della vinorelbina, tuttavia non è necessaria una riduzione della dose a causa della bassa escrezione renale. Un primo studio ha riportato gli effetti della compromissione epatica sulla farmacocinetica della vinorelbina. Nei pazienti con metastasi epatiche i cambiamenti si sono verificati solo nella clearance media della vinorelbina quando è affetto più del 75% del fegato. È stato condotto uno studio di farmacocinetica di fase I con aggiustamento della dose in pazienti oncologici con disfunzione epatica. In 6 pazienti malati di cancro con moderata disfunzione epatica (bilirubina ≤ 2 x ULN e aminotransferasi ≤ 5 x ULN) trattati con dosi fino a 25 mg/m2 e 8 pazienti malati di cancro con disfunzione epatica grave (bilirubina > 2 x ULN e/o aminotransferasi > 5 x ULN) trattati con dosi fino a 20 mg/m2 , la clearance totale media nei due gruppi è risultata simile a quella dei pazienti con normale funzionalità epatica. Pertanto, la farmacocinetica della vinorelbina non risulta modificata nei pazienti che presentano compromissione epatica moderata o grave. Tuttavia, come misura precauzionale, si raccomanda una dose ridotta di 20 mg/m² e un attento monitoraggio dei parametri ematici nei pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Pazienti anziani Uno studio con vinorelbina in pazienti anziani (≥ 70 anni) con carcinoma polmonare non a piccole cellule ha dimostrato che la farmacocinetica di vinorelbina non è influenzata dall’età. Tuttavia, poiché i pazienti anziani sono fragili, si deve usare cautela quando si aumenta la dose di vinorelbina (vedere paragrafo 4.2). È stata dimostrata una forte relazione tra l’esposizione ematica e la riduzione dei leucociti o dei leucociti polinucleati.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta e cronica Segni di sovradosaggio negli animali da esperimento sono stati perdita di pelo, anomalie comportamentali (esaurimento, sonnolenza), danni polmonari, perdita di peso e ipoplasia più o meno grave del midollo osseo. Negli studi di tossicità acuta e cronica, in diverse specie animali è stata osservata una mielotossicità dosedipendente, estesa a tutte le cellule del midollo osseo. Occasionalmente si è verificata anche atrofia dei follicoli linfatici e splenici. Negli esperimenti sugli animali, dosi elevate hanno portato ad un aumento degli enzimi epatici come segno di epatotossicità. Non sono stati osservati effetti emodinamici nei cani trattati con la dose massima tollerabile. Come con altri alcaloidi della vinca, gli studi ECG nei cani hanno mostrato solo disturbi lievi e insignificanti nella regressione dell’eccitazione con vinorelbina. In uno studio sui primati, la somministrazione ripetuta di vinorelbina per 39 settimane non ha mostrato effetti sul sistema cardiovascolare. In letteratura sono stati riportati casi isolati di eventi cardiovascolari quali angina pectoris e infarto del miocardio durante il trattamento con alcaloidi della vinca. Potenziale mutageno e cancerogeno La vinorelbina induce danno cromosomico ma non mostra alcun potenziale mutageno nel test AMES.

Negli esperimenti sugli animali, la vinorelbina induce aneuploidia e poliploidia. Si può presumere che la vinorelbina possa causare effetti mutageni (aneuploidi e poliploidi) anche nell’uomo. I risultati degli studi di cancerogenicità condotti su topi e ratti sono stati negativi, ma sono state testate solo dosi basse. Tossicologia riproduttiva Negli studi sulla riproduzione animale sono stati osservati effetti anche al di sotto delle dosi terapeutiche. Sono state osservate sia tossicità embrionale che fetotossica, ad es. ritardo della crescita intrauterina e ossificazione ritardata. A dosi tossiche per la madre è stata osservata teratogenicità (fusione dei corpi vertebrali, assenza di costole). Inoltre, la spermatogenesi e la secrezione della prostata e delle vescicole seminali erano ridotte, ma la fertilità nei ratti non era ridotta. Sicurezza farmacologica Studi di sicurezza farmacologica condotti su cani e scimmie non hanno rivelato alcun effetto avverso sul sistema cardiovascolare.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Acqua per iniezioni.

6.2 Incompatibilità

Vinorelbina Aurobindo non deve essere diluita in soluzioni alcaline (rischio di precipitazione). In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3 Periodo di validità

Confezione per la vendita 36 mesi. Dopo l’apertura Il contenuto del flaconcino deve essere usato immediatamente dopo la prima apertura del flaconcino. Periodo di validità dopo diluizione È stata dimostrata la stabilità chimico-fisica e microbiologica del farmaco dopo diluizione nelle soluzioni per infusione raccomandate (vedere paragrafo 6.6) per 24 ore a 2-8°C e 25°C. Da un punto di vista microbiologico il medicinale deve essere usato immediatamente. Se non viene usato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione della soluzione pronta per l’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e non dovrebbero normalmente superare le 24 ore a 2-8°C, a meno che la preparazione sia stata effettuata in condizioni controllate e validate di sterilità.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Confezione per la vendita Conservare in frigorifero (2°C-8°C). Tenere il flaconcino nel contenitore originale per proteggere dalla luce. Non congelare. Per le condizioni di immagazzinamento del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconcino da 1 ml: flaconcino di vetro incolore (tipo I) con tappo in gomma bromobutilica e tappo metallico con un disco di polipropilene.

Flaconcino da 5 ml: flaconcino di vetro incolore (tipo I) con tappo in gomma bromobutilica e tappo metallico con un disco di polipropilene. Confezioni: Flaconcino 1 x 1 ml Flaconcino 10 x 1 ml Flaconcino 1 x 5 ml Flaconcino 10 x 5 ml È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

La preparazione e la somministrazione di soluzioni iniettabili di agenti citotossici deve essere eseguita da personale specializzato che conosca i medicinali utilizzati, in modo da garantire la protezione dell’ambiente e in particolare la protezione del personale che manipola il medicinale. Ciò richiede l’allestimento di un’area riservata a questo scopo. È proibito fumare, mangiare o bere in quest’area. Il personale deve essere fornito dei materiali adatti alla manipolazione, camici a maniche lunghe, maschere di protezione, copricapo, occhiali di protezione, guanti sterili monouso, tappetini di protezione per l’area di lavoro, contenitori e sacchetti di raccolta per i rifiuti. Le siringhe e i set di infusione devono essere assemblati attentamente per evitare perdite (è raccomandato l’uso di connettori di Luer). Istruzioni per il prelievo del volume adeguato dalla fiala Per garantire l’aspirazione di tutto il farmaco da una fiala, si consiglia di utilizzare un ago gauge 21 o inferiore, che favorisce un trasferimento efficace della soluzione. Versamenti e perdite devono essere puliti. Devono essere prese precauzioni per evitare l’esposizione del personale durante la gravidanza. Ogni contatto con gli occhi deve essere accuratamente evitato. In caso di contatto, lavarsi immediatamente gli occhi con un’abbondante soluzione fisiologica. In caso di irritazione dovrà essere contattato un oculista. In caso di contatto con la pelle, l’area affetta deve essere lavata a fondo con acqua. A completamento, ogni superficie esposta deve essere pulita a fondo e devono essere lavate mani e viso. Non esiste incompatibilità tra Vinorelbina Aurobindo e flaconcini in vetro, sacche in PVC, flaconcino in polietilene o siringa in polipropilene. Vinorelbina Aurobindo deve essere somministrata attraverso un lento bolo (6-10 minuti) dopo diluizione in 20-50 ml di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile o in una soluzione iniettabile di glucosio 50mg/ml (5%) o attraverso una breve infusione (2030 minuti) dopo diluizione in 125ml di sodio cloruro 9mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile o in una soluzione iniettabile di glucosio 50mg/ml (5%). La somministrazione deve essere sempre seguita da almeno 250ml di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile per risciacquare la vena. Vinorelbina Aurobindo deve essere somministrato solamente per via endovenosa. È molto importante essere sicuri che la cannula sia accuratamente posizionata nella vena prima di cominciare l’iniezione. Se Vinorelbina Aurobindo si infiltra nel tessuto circostante durante la somministrazione endovenosa può accorrere una grave irritazione. In questo caso l’iniezione deve essere interrotta, la vena lavata con una soluzione fisiologica e il resto della dose deve essere somministrato in un’altra vena. Negli episodi di stravaso, possono essere somministrati per endovena glucocorticoidi per ridurre il rischio di flebiti.

Gli escreti e il vomito devono essere maneggiati con cura. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Eugia Pharma (Malta) Limited Vault 14, Level 2, Valletta Waterfront, Floriana FRN 1914, Malta

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione, 1 flaconcino in vetro da 1 ml - AIC n. 038875011 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione, 10 flaconcini in vetro da 1 ml - AIC n. 038875023 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione, 1 flaconcino in vetro da 5 ml - AIC n. 038875035 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione, 10 flaconcini in vetro da 5 ml - AIC n. 038875047

9. Data della prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 08/06/2009

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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