ATENOLOLO RATIOPHARM

Atenololo ratiopharm contiene atenololo, una sostanza che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati beta-bloccanti, utilizzati per il trattamento della pressione alta (ipertensione) e di alcune alterazioni della funzionalità del cuore. Atenololo ratiopharm si usa, quindi, per trattare: - ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale…

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: ATENOLOLO · ATC C07AB03 · RATIOPHARM GMBH

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"100 MG COMPRESSE RIVESTITE" 14 COMPRESSE A 2,54 € 2,54 € 0,00 € + ticket*
"100 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 42 COMPRESSE A 5,53 € 5,53 € 0,00 € + ticket*
"100 MG COMPRESSE RIVESTITE" 50 COMPRESSE A 6,02 € 6,02 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: ATENOLOLO
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 100 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: RATIOPHARM GMBH
Codice ATC: C07AB03
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ATENOLOLO AHCL - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· ATENOLOLO AUROBINDO ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ATENOLOLO MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ATENOLOLO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ATENOLOLO ABC - ICE S.P.A
· ATENOLOLO ALMUS - ALMUS S.R.L.
· ATENOLOLO EG - EG S.P.A.
· TENORMIN - ATNAHS PHARMA NETHERLANDS BV
· SELES BETA - TEOFARMA S.R.L.
· ATENOLOLO HEXAL - SANDOZ S.P.A.
· ATENOLOLO PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· ATENOL - ERREKAPPA EUROTERAPICI S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Atenololo ratiopharm contiene atenololo, una sostanza che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati beta-bloccanti, utilizzati per il trattamento della pressione alta (ipertensione) e di alcune alterazioni della funzionalità del cuore.

Atenololo ratiopharm si usa, quindi, per trattare:
- ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale;
- un’alterazione della funzionalità del cuore, determinata dalla temporanea diminuzione dell’apporto di

ossigeno. Si manifesta con dolore, o senso di oppressione al petto, che si può propagare verso la spalla ed al braccio sinistro, fino alle dita (angina pectoris).

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Atenololo ratiopharm

- se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati
al paragrafo 6);
- se ha una delle seguenti alterazioni della funzionalità del cuore: forte bradicardia, blocco
atrioventricolare di secondo e terzo grado, disfunzione del nodo del seno, insufficienza cardiaca non
controllata da una terapia adeguata, shock cardiogeno;
- se ha un tumore, non trattato, della ghiandola surrenale chiamato feocromocitoma;

- se ha la pressione del sangue bassa (ipotensione);
- se soffre di una condizione caratterizzata da un aumento degli acidi nel sangue, con conseguente
diminuzione del suo pH (acidosi metabolica);
- se soffre di una malattia rara caratterizzata da brevi episodi di restringimento delle arterie, i vasi
sanguigni che trasportano il sangue dal cuore al resto dell’organismo (sindrome di Raynaud);
- se soffre di gravi disturbi della circolazione del sangue a livello degli arti (circolazione arteriosa
periferica);
- se soffre di asma grave o gravi patologie polmonari croniche ostruttive;
- se sta assumendo medicinali contenenti verapamil (utilizzato per il trattamento della pressione
sanguigna alta) o diltiazem (utilizzato per il trattamento della pressione sanguigna alta e dell’angina

pectoris), assunti per via endovenosa; vedere paragrafo “Altri medicinali e Atenololo ratiopharm”;
- se sta assumendo un farmaco appartenente alla classe degli inibitori delle Mono Ammino Ossidasi
(IMAO - utilizzati per trattare la depressione e alcuni disturbi della mente), eccetto gli inibitori delle
MAO-B (vedere paragrafo “Altri medicinali e Atenololo ratiopharm”). Il suo medico le segnalerà se
dovessero essercene tra i farmaci che eventualmente sta assumendo;
- per curare un bambino;

- durante la gravidanza e l’allattamento (vedere paragrafo “Gravidanza, e allattamento e fertilità”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Atenololo ratiopharm.

Faccia particolare attenzione e chieda consiglio al medico prima di prendere Atenololo ratiopharm:
- se presenta una delle seguenti alterazioni della funzionalità del cuore: riserva cardiaca scarsa,
insufficienza cardiaca controllata da un’adeguata terapia, angina di Prinzmetal, blocco atrioventricolare
di primo grado;
- se soffre di un disturbo ai polmoni caratterizzato da ostruzione delle vie aeree;
-
-
se ha il diabete e, in particolare, se soffre di una particolare forma di diabete chiamato “diabete labile”;
se tende a sviluppare un abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia) perché può
mascherare alterazioni della frequenza cardiaca (tachicardia). L’atenololo potrebbe anche aumentare il
rischio di ipoglicemia grave se usato con alcuni tipi di farmaci antidiabetici chiamati sulfoniluree (ad
esempio gliquidone, gliclazide, glibenclamide, glipizide, glimepiride o tolbutamide);
- se è un soggetto allergico che in passato ha avuto reazioni allergiche anche gravi (shock anafilattico);
- se soffre di ipertiroidismo;
- se la sua funzionalità renale è gravemente alterata è necessario un aggiustamento della dose perché
Atenololo ratiopharm viene eliminato per via renale;
- se è in dialisi.

La sensibilità all’insulina può essere ridotta se lei assume atenololo.

Inoltre, informi il medico se durante il trattamento con Atenololo ratiopharm: - dovesse sviluppare una eccessiva riduzione del numero di battiti del cuore (bradicardia) accusando

sintomi come vertigini, mancamenti e fiato corto, poiché potrebbe essere necessaria una riduzione della
dose;
- dovessero comparire difficoltà respiratorie, poiché potrebbe essere necessaria l’interruzione del
trattamento;
- dovesse sviluppare un aggravamento delle reazioni allergiche in occasione di ripetuti stimoli da parte
dell’allergene;

- deve sottoporsi ad un intervento chirurgico che richiede un’anestesia generale. Se le è stato programmato un intervento chirurgico, l’interruzione della terapia con Atenololo ratiopharm deve essere fatta almeno 24 ore prima dell’intervento, poiché vi è un rischio aumentato di diminuzione della pressione sanguigna

(ipotensione). Consulti il medico in merito alla valutazione rischio-beneficio dell’interruzione dell’assunzione di Atenololo ratiopharm.

Se soffre di disturbi al fegato o ai reni e deve assumere atenololo, durante il trattamento con questo medicinale il medico le chiederà di fare degli esami per monitorare la funzionalità di questi organi.

Segua sempre le indicazioni del medico durante l’assunzione di questo medicinale. Il trattamento con Atenololo ratiopharm NON deve essere interrotto bruscamente, specialmente se soffre di una insufficiente ossigenazione del cuore (cardiopatia ischemica). Nel caso in cui dovesse interrompere o sospendere la terapia con Atenololo ratiopharm dopo uso prolungato, la riduzione deve essere fatta sempre gradualmente con diminuzione scalare, in quanto una sospensione improvvisa può dare origine ad un ridotto apporto di sangue ossigenato a un’area più o meno estesa del cuore (ischemia miocardica) con esacerbazione dell’angina pectoris (malattia del cuore che si manifesta con dolori al petto), oppure a infarto miocardico, oppure può provocare un’esacerbazione dell’ipertensione.

Bambini Atenololo ratiopharm è controindicato in età pediatrica.

Altri medicinali e Atenololo ratiopharm Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non prenda Atenololo ratiopharm contemporaneamente a: - medicinali contenenti verapamil o diltiazem (utilizzati per il trattamento della pressione sanguigna alta e dell’angina pectoris); deve attendere almeno 48 ore dalla sospensione della terapia con verapamil prima di iniziare l’assunzione di atenololo, e viceversa;

- medicinali appartenenti alla classe degli Inibitori delle Mono Ammino Ossidasi (IMAO - utilizzati per trattare la depressione e alcuni disturbi della mente), eccetto gli inibitori delle MAO-B. Il suo medico le segnalerà se dovessero essercene tra i farmaci che eventualmente sta assumendo.

Inoltre, faccia particolare attenzione e informi il medico se sta assumendo: -

-
farmaci per prevenire o per correggere le alterazioni del ritmo del cuore, ovvero antiaritmici, come la
disopiramide e la chinidina o amiodarone, poiché potrebbero insorgere complicazioni cardiache
(depressione miocardica e bradicardia);
medicinali appartenenti alla classe delle diidropiridine, utilizzati per il trattamento della pressione alta,
poiché aumenta il rischio che la sua pressione si abbassi eccessivamente (ipotensione) e potrebbe
insorgere insufficienza cardiaca in pazienti con insufficienza cardiaca latente;
- medicinali contenenti clonidina, poiché i beta bloccanti, come l’atenololo, possono causare un eccessivo
rialzo della pressione quando il trattamento con clonidina viene sospeso. Il medico le consiglierà quanti
giorni deve aspettare per poter assumere atenololo dopo la sospensione di clonidina. Nel caso in cui
dovesse utilizzare i due medicinali contemporaneamente, il medico le dirà di sospendere la clonidina

solo dopo diversi giorni dalla sospensione di atenololo; - altri medicinali antiipertensivi, utilizzati per il trattamento della pressione alta, poiché la contemporanea assunzione di questi farmaci aumenta l’azione ipotensiva (abbassamento della pressione) esercitata dall’atenololo;

- medicinali con proprietà simpaticomimetiche, come l’adrenalina possono contrastare l’azione
dell’atenololo quando assunti contemporaneamente;
- antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine poiché la contemporanea assunzione di questi farmaci
e Atenololo ratiopharm aumenta l’azione ipotensiva (abbassamento della pressione) esercitata
dall’atenololo;
- medicinali antinfiammatori (inibitori della sintesi delle prostaglandine) come l’ibuprofene e

l’indometacina poiché riducono l’azione ipotensiva dell’atenololo; - glicosidi-digitalici utilizzati per il trattamento di alterazioni della funzionalità del cuore, poiché possono aumentare il tempo con cui il sangue viene pompato nei vari distretti del cuore (aumento del tempo di

conduzione atrio-ventricolare); - medicinali per il trattamento del diabete come insulina e antidiabetici orali, poiché possono aumentare l’azione ipotensiva esercitata dall’atenololo e mascherare i sintomi associati alla riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia) come tremore e alterazioni del battito cardiaco e come farmaci chiamati sulfoniluree (ad esempio gliquidone, gliclazide, glibenclamide, glipizide, glimepiride o tolbutamide).

Atenololo ratiopharm con alcol L’assunzione di alcol durante il trattamento con questo medicinale può aumentare l’azione ipotensiva (abbassamento della pressione) esercitata dall’atenololo.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda Atenololo ratiopharm durante la gravidanza.

Allattamento Atenololo si accumula nel latte materno, perciò il suo utilizzo è controindicato in allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari È improbabile che Atenololo ratiopharm influisca sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, va tenuto in considerazione che si possono occasionalmente verificare capogiri o affaticamento.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può

determinare comunque positività ai test anti-doping.

Atenololo ratiopharm contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Il medico le dirà quante compresse prendere ogni giorno e quando in funzione della sua malattia, la dose inziale raccomandata, soprattutto negli anziani, è quella con dosaggio più basso possibile in modo da riconoscere tempestivamente l’insorgenza di sintomi di insufficienza cardiaca (incapacità del cuore di fornire sangue in quantità adeguata rispetto all’effettiva richiesta dell’organismo), bradicardia (riduzione della frequenza

cardiaca inferiore al valore di 60 battiti per minuto) e sintomi bronchiali.

Non mastichi la compressa e la assuma con una quantità di liquido sufficiente per favorirne la deglutizione.

La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Ipertensione arteriosa (pressione arteriosa elevata) La dose iniziale raccomandata è di ½ compressa (50 mg) al giorno. In base alla sua risposta terapeutica, nella seconda settimana di trattamento, il medico potrebbe decidere di aumentare la dose a 1 compressa (100 mg) al giorno.

L’effetto terapeutico completo si manifesta dopo 1-2 settimane di trattamento. Quando necessario, durante il trattamento con atenololo, il medico potrebbe decidere di prescriverle anche un altro farmaco per abbassare la pressione (ad esempio un diuretico), per ottenere un migliore effetto terapeutico.

Angina pectoris La dose raccomandata è di 1 compressa (100 mg) al giorno.

Pazienti anziani Se lei è anziano il medico potrebbe decidere di ridurre la dose che deve assumere, in particolare se la

funzionalità dei suoi reni è alterata.

Pazienti con alterazione della funzione renale (insufficienza renale) Se lei ha una alterazione della funzionalità renale, il suo medico potrebbe decidere di ridurre la dose rispetto ai normali dosaggi raccomandati. Se lei è sottoposto ad emodialisi le sarà somministrata ½ compressa (50 mg) dopo ogni seduta; la somministrazione deve essere effettuata in ambiente ospedaliero, in quanto può verificarsi una marcata riduzione della pressione arteriosa.

Interruzione del trattamento La sospensione del trattamento con atenololo deve essere graduale. Segua sempre le indicazioni del medico.

Uso nei bambini L’uso di questo medicinale è controindicato in età pediatrica.

Se prende più Atenololo ratiopharm di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di questo medicinale, avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

I sintomi da sovradosaggio che si possono manifestare sono: alterazione del battito e della funzionalità cardiaca (bradicardia, insufficienza cardiaca acuta, infarto e shock cardiogeno), difficoltà a respirare (dispnea), contrazione della muscolatura a livello dei bronchi (broncospasmo), vomito, stato di coscienza alterato e raramente convulsioni.

Se dimentica di prendere Atenololo ratiopharm Se dimentica di prendere una dose del medicinale, lo faccia appena se ne ricorda, a meno che non sia l’ora di prendere la dose successiva. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Atenololo ratiopharm Il trattamento con Atenololo ratiopharm NON deve essere interrotto bruscamente. In tutti i casi la sospensione del trattamento deve avvenire in maniera graduale. Segua sempre le indicazioni del medico durante l’assunzione di questo medicinale e gli chieda consiglio se intende interrompere il trattamento.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa il trattamento con questo medicinale e si rivolga immediatamente al medico se si manifestano i seguenti disturbi:

- piccole macchie rosse o violacee diffuse sulla pelle, associate o meno a dolori articolari, muscolari, debolezza e febbre, poiché possono essere sintomi di un’infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni, chiamata porpora;

- lesioni della pelle (eruzioni eritematose);
- eccessiva riduzione del numero di battiti del cuore (bradicardia) con sintomi come vertigini, mancamenti
e fiato corto, poiché potrebbe essere necessaria una riduzione della dose;
- dovessero comparire difficoltà respiratorie, poiché potrebbe essere necessaria l’interruzione del
trattamento.

Altri effetti indesiderati possono essere:

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)
- diminuzione del battito cardiaco (bradicardia);
- sensazione di freddo alle estremità;
- giramenti di testa;
- sudorazione;
- disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolore addominale);
- stanchezza;

- aumento dei livelli di alcuni enzimi del fegato nel sangue (transaminasi).

Non Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)
- problemi al cuore come insufficienza cardiaca e blocco atrio ventricolare;
- peggioramento del diabete mellito;
- mascheramento dei sintomi associati al diabete mellito latente;

- riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia), soprattutto a seguito di digiuno prolungato o
di intensa attività fisica, con mascheramento dei sintomi associati a questa condizione (tremore e
tachicardia);
- alterazione del livello dei grassi nel sangue (lipopatia), associata a bassi livelli di colesterolo HDL e ad

un aumento dei trigliceridi;
- mascheramento dei sintomi associati all’iperattività della tiroide (ipertiroidismo), nei pazienti affetti da
ipertiroidismo;
- aumento dei sogni durante il sonno;
- disturbi del sonno;
- congiuntivite;
-

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000) - forti dolori muscolari improvvisi, provocati dalla contrazione involontaria di uno o più muscoli (spasmi).

grave riduzione del numero delle cellule del sangue chiamate piastrine (trombocitopenia); in questo caso
il medico le sospenderà il trattamento con atenololo;
- grave riduzione del numero di globuli bianchi nel sangue (granulocitopenia); in questo caso il medico
le sospenderà il trattamento con atenololo;
- peggioramento della funzionalità del cuore in pazienti affetti da insufficienza cardiaca;
- alterazione della funzionalità del cuore (disturbo di conduzione, rallentamento della conduzione
atrioventricolare o intensificazione di un blocco atrio-ventricolare);

- aumento degli attacchi di angina, nei pazienti affetti da angina pectoris;
- abbassamento della pressione del sangue (ipotensione);
- abbassamento della pressione del sangue in seguito all’improvviso passaggio dalla posizione seduta o
sdraiata a quella eretta (ipotensione posturale) anche associata a sincope (perdita di coscienza

transitoria);
- peggioramento di alcune alterazioni cardiache preesistenti (blocco cardiaco);
- malattie del sistema vascolare (claudicazione intermittente e fenomeno di Raynaud);
- mal di testa;
- cambiamenti dell’umore;
- incubi notturni;

- psicosi;
- allucinazioni;
- aggravamento di malattie nervose con manifestazione di depressione mentale, malattia di tipo

psichiatrico caratterizzata da anomalie motorie, emotive e comportamentali (catatonia), confusione e
turbe della memoria;
- bocca secca;
- alterazione della funzionalità del fegato (tossicità epatica, inclusa la colestasi intraepatica);
- perdita dei capelli (alopecia);
- secchezza agli occhi;

- eruzioni cutanee;
- reazioni cutanee di tipo psoriasico (prurito, bruciore, lesioni cutanee, desquamazione cutanea,
formazione di pustole bianco-rossastre e/o squamose, deformazioni delle unghie, rigidità, dolore e
deformazione articolare) e aggravamento delle manifestazioni associate alla psoriasi;
- peggioramento della vitiligine;
- incapacità di raggiungere o mantenere l’erezione (impotenza);
- alterazione del desiderio sessuale;
- difficoltà respiratorie (broncospasmo o dispnea) in pazienti con asma, o che in passato ne hanno sofferto;
- disturbi della vista;

- ridotta lacrimazione;
- alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo (parestesia).

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000) - aumento delle reazioni allergiche che non rispondono al trattamento con il cortisone.

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
- sindrome simil-lupoide (una malattia in cui il sistema immunitario produce anticorpi che attaccano
principalmente la pelle e le articolazioni);
- peggioramento della funzionalità del fegato o dei reni, in soggetti con preesistenti alterazioni della

funzionalità di questi organi;
- mascheramento dei sintomi dell’abbassamento degli zuccheri nel sangue (ipoglicemia).
- depressione

È stato osservato un aumento di alcuni anticorpi (anticorpi antinucleo), tuttavia non è chiara la rilevanza clinica.

Segnalazione degli effetti indesiderati del Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Atenololo ratiopharm

- Il principio attivo è l’atenololo. Una compressa rivestita con film contiene 100 mg di atenololo.
- Gli altri componenti sono cellulosa microcristallina, magnesio carbonato pesante, amido di mais, sodio
laurilsolfato, magnesio stearato, gelatina, ipromellosa, titanio diossido, glicerolo 85 per cento.

Descrizione dell’aspetto di Atenololo ratiopharm e contenuto della confezione Atenololo ratiopharm si presenta in una scatola contenente 14, 42 o 50 compresse rivestite con film in blister.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio ratiopharm GmbH - Graf-Arco Strasse 3 - D-89079 Ulm (Germania)

Produttore Merckle GmbH - Graf-Arco Strasse, 3 - D-89079 Ulm Germania

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Febbraio 2026

Domande frequenti su ATENOLOLO RATIOPHARM

Come si usa ATENOLOLO RATIOPHARM?

ATENOLOLO RATIOPHARM si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ATENOLOLO RATIOPHARM è disponibile senza ricetta?

No, ATENOLOLO RATIOPHARM è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ATENOLOLO RATIOPHARM?

Il principio attivo di ATENOLOLO RATIOPHARM è ATENOLOLO.

Quali sono gli equivalenti di ATENOLOLO RATIOPHARM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ATENOLOLO AHCL, ATENOLOLO AUROBINDO ITALIA, ATENOLOLO MYLAN GENERICS, ATENOLOLO DOC GENERICI. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ATENOLOLO RATIOPHARM?

ATENOLOLO RATIOPHARM è prodotto da RATIOPHARM GMBH.

Da quando ATENOLOLO RATIOPHARM è autorizzato in Italia?

ATENOLOLO RATIOPHARM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2000-05-05.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Atenololo ratiopharm 100 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene: principio attivo: atenololo 100 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film, divisibili. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni Terapeutiche Ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale; angina pectoris. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Modo di somministrazione Le compresse non devono essere masticate e devono essere prese con una quantità di liquido sufficiente per favorirne la deglutizione. Posologia Il dosaggio deve essere stabilito individualmente. Si raccomanda di iniziare con il dosaggio più basso possibile, in modo da riconoscere tempestivamente l’insorgenza di sintomi da insufficienza cardiaca, bradicardia e sintomi bronchiali. Questo è particolarmente importante negli anziani. Ulteriori adattamenti devono essere effettuati gradualmente in condizioni controllate o in base agli effetti clinici. Adulti Ipertensione arteriosa compresa quella di origine renale Iniziare la terapia con ½ compressa (50 mg) al giorno. L’effetto antipertensivo completo si ottiene generalmente dopo una o due settimane di terapia. Se non si ottiene un effetto soddisfacente, aumentare la dose ad una compressa (100 mg) al giorno durante la seconda settimana. Se necessario, è possibile ottenere un’ulteriore riduzione dei valori pressori associando atenololo con altri farmaci antiipertensivi. In particolare, la somministrazione contemporanea di atenololo con un diuretico determina un effetto antiipertensivo superiore a quello prodotto dai singoli farmaci. Angina Pectoris La maggior parte dei pazienti risponde alla somministrazione di una compressa (100 mg) al giorno. Aumentando la posologia non si ottiene generalmente un ulteriore beneficio. Popolazioni special

Anziani: può rendersi necessario ridurre la posologia, particolarmente nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. Popolazione pediatrica: non esistono esperienze cliniche relative all’impiego pediatrico dell’atenololo; pertanto, si sconsiglia la somministrazione ai bambini. Pazienti con insufficienza renale: poiché l’atenololo è escreto per via renale è necessario ridurre il dosaggio nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. Non si verifica accumulo significativo di atenololo nei pazienti che hanno una clearance della creatinina superiore a 35 ml/min/1,73 m² (il limite normale è di 100 - 150 ml/min/1,73 m²). Nei pazienti con clearance creatininica di 15 - 35 ml/min/1,73 m² (equivalente a 3,4 - 6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg al giorno o 100 mg a giorni alterni. Per i pazienti con clearance creatininica minore di 15 ml/min/1,73 m² (equivalente a 6,8 mg% di creatininemia), la posologia deve essere di 50 mg a giorni alterni o 100 mg ogni 4 giorni. Ai pazienti in emodialisi deve essere somministrata ½ compressa (50 mg) dopo ogni seduta; la somministrazione deve essere effettuata in ambiente ospedaliero, in quanto può verificarsi una marcata riduzione della pressione arteriosa. La sospensione del trattamento con atenololo deve essere graduale. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Bradicardia (< 50 bpm prima dell’inizio del trattamento); blocco atrioventricolare di 2° e 3° grado; disfunzione del nodo del seno (compreso blocco seno atriale); insufficienza cardiaca non controllata da una terapia adeguata; shock cardiogeno; feocromocitoma non trattato, ipotensione, acidosi metabolica, forme severe di Sindrome di Raynaud e gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica, iperreattività bronchiale, gravi patologie polmonari croniche ostruttive e asma grave. L’atenololo non deve essere associato a terapia con inibitori delle MAO (eccetto gli inibitori delle MAO-B) e terapia endovenosa con verapamil e diltiazem. L’atenololo è controindicato in gravidanza (vedere paragrafo 4.6), durante l’allattamento e in età pediatrica. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego Ischemia miocardica: come per gli altri antagonisti dei beta-recettori, il trattamento non deve essere interrotto bruscamente specialmente nei pazienti affetti da ischemia miocardica. Nel caso la terapia con atenololo debba essere interrotta o sospesa dopo uso prolungato, la riduzione deve essere fatta sempre gradualmente con diminuzione scalare, in quanto una sospensione improvvisa può dare origine ad ischemia miocardica con esacerbazione dell’angina pectoris, oppure a infarto miocardico, oppure può provocare un’esacerbazione dell’ipertensione. Insufficienza cardiaca: sebbene l’atenololo sia controindicato nell’insufficienza cardiaca, può essere somministrato, con la dovuta cautela, ai pazienti con una riserva cardiaca scarsa, mentre il suo impiego deve essere evitato nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca conclamata (vedere paragrafo 4.3); il farmaco può tuttavia essere usato nei pazienti con insufficienza cardiaca controllata da una terapia adeguata. Angina di Prinzmetal: nei pazienti affetti da angina di Prinzmetal, l’atenololo può aumentare il numero e la durata delle crisi anginose tramite vasocostrizione arteriosa coronarica mediata dagli alfa recettori. Tuttavia, seppur con la massima cautela, può essere considerato il suo impiego in questi pazienti, in quanto l’atenololo è un beta-bloccante beta-1 selettivo. Blocco atrioventricolare di primo grado: particolare cautela nella somministrazione dell’atenololo va rivolta ai pazienti con blocco atrioventricolare di 1° grado, a causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione.

Bradicardia: la riduzione della frequenza cardiaca è un’azione farmacologica indotta dall’atenololo; qualora compaiano sintomi attribuibili all’eccessiva riduzione della frequenza cardiaca, il dosaggio di atenololo deve essere ridotto. Broncopatie: sebbene Atenololo ratiopharm sia un agente cardioselettivo, il suo impiego deve essere evitato nei pazienti con malattie ostruttive croniche delle vie aeree, a meno che non vi siano ragioni cliniche che ne giustifichino l’utilizzo. In tal caso, Atenololo ratiopharm, essendo un beta-bloccante beta-1 selettivo, può essere utilizzato seppur con estrema cautela. Occasionalmente, nei pazienti asmatici, Atenololo ratiopharm, può indurre un aumento della resistenza delle vie respiratorie; in tal caso la terapia con atenololo deve essere interrotta e, se necessario, deve essere instaurata una terapia con preparati broncodilatatori, quali il salbutamolo o l’isoprenalina, ai dosaggi comunemente utilizzati. Diabetici e pazienti soggetti all’ipoglicemia: nei pazienti diabetici, in particolare in quelli affetti da diabete labile, e in pazienti soggetti a ipoglicemia, l’atenololo, a causa della propria attività bloccante beta-adrenergica, può mascherare i segni e i sintomi dell’ipoglicemia acuta quali le modificazioni della frequenza cardiaca (tachicardia) e della pressione arteriosa, pertanto, i pazienti diabetici devono essere informati sul fatto che tali sintomi potrebbero non manifestarsi. I beta-bloccanti potrebbero aumentare ulteriormente il rischio di ipoglicemia grave se usati contemporaneamente con le sulfoniluree. Ai pazienti diabetici deve essere consigliato di monitorare attentamente i livelli di glucosio nel sangue (vedere paragrafo 4.5). La sensibilità all’insulina può essere ridotta nei pazienti trattati con atenololo. Tireotossicosi: l’atenololo può mascherare i segni di ipertiroidismo. Patologie vascolari: il beta blocco può aggravare i disturbi vascolari periferici meno severi. L’atenololo non deve essere somministrato a pazienti affetti da gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica (vedere paragrafo 4.3). Reazione anafilattica: nei pazienti in terapia con beta-bloccante e con una storia di reazioni anafilattiche a diversi allergeni, si può verificare un aggravamento delle reazioni allergiche in occasione di ripetuti stimoli da parte dell’allergene. Questi pazienti possono non rispondere adeguatamente alle dosi di adrenalina (epinefrina) comunemente impiegate nel trattamento di reazioni allergiche. Anestesia: è necessario prestare particolare cautela nell’uso degli agenti anestetici in pazienti trattati con atenololo (vedere paragrafo 4.5). Se un paziente in trattamento con atenololo dovesse essere sottoposto ad anestesia generale, occorre che l’anestesista sia informato di tale terapia, in quanto il blocco beta-adrenergico può ridurre l’effetto inotropo richiesto dagli anestetici che necessitano di un’adeguata mobilizzazione catecolaminica per il mantenimento della funzionalità cardiaca. Se venisse presa la decisione di interrompere la terapia con beta-bloccanti, questo dovrebbe essere fatto almeno 24 ore prima dell’intervento chirurgico. La continuazione del beta-blocco riduce il rischio di aritmie durante l’induzione e l’intubazione, tuttavia, anche il rischio di ipotensione può essere aumentato. La valutazione rischio-beneficio dell’arresto del beta-blocco deve essere effettuata per ciascun paziente. Se il trattamento venisse continuato, dovrà essere pertanto impiegato un agente anestetico con una minima attività inotropa negativa per ridurre al minimo il rischio di depressione miocardica. Il paziente può essere protetto dalle reazioni vagali mediante somministrazione endovenosa di atropina. Insufficienza renale: l’atenololo è escreto per via renale e pertanto il dosaggio deve essere regolato con particolare attenzione nei pazienti con compromissione della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2). Si raccomanda pertanto il monitoraggio della funzionalità renale durante il trattamento con atenololo. Poiché può verificarsi un aggravamento della disfunzionalità epatica, si raccomanda il monitoraggio della funzionalità epatica durante il trattamento con atenololo. Non si verifica accumulo significativo di atenololo nei pazienti che hanno una clearance della creatinina superiore a 35 ml/min (il limite normale è di 100 - 150 ml/min). Nei pazienti con clearance creatininica di 15 - 35 ml/min (equivalente a 3,4 - 6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg al giorno o 100 mg a giorni alterni. Per i pazienti con clearance creatininica < 15 ml/mi

(equivalente a 6,8 mg% di creatininemia), la posologia deve essere di 50 mg a giorni alterni o 100 mg ogni 4 giorni. Pazienti in emodialisi: l’atenololo viene rimosso dall’organismo durante l’emodialisi. Qualora il paziente in terapia con atenololo venga sottoposto a dialisi, la terapia va proseguita per via orale alla dose di 50 mg dopo ogni seduta. La somministrazione deve essere effettuata sotto controllo ospedaliero in quanto possono verificarsi marcate riduzioni della pressione arteriosa. Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping. Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Farmaci antiaritmici: la somministrazione di atenololo a pazienti in trattamento con farmaci antiaritmici appartenenti alla I classe di Vaugham Williams, come la disopiramide e la chinidina, e in trattamento con amiodarone, può potenziare l’effetto sul tempo di conduzione atriale e indurre un effetto inotropico negativo e richiede particolare cautela, per il possibile rischio di depressione miocardica e bradicardia. Diidropiridine: l’uso concomitante con diidropiridine (es. nifedipina) può aumentare il rischio di ipotensione e possono verificarsi casi di insufficienza cardiaca in pazienti con insufficienza cardiaca latente. Calcio-antagonisti: l’uso concomitante di Atenololo ratiopharm con calcio - antagonisti con effetto inotropo negativo (es. verapamil, diltiazem) può portare ad un peggioramento di questo effetto, in particolare nei pazienti con funzione ventricolare e/o seno-atriale o atrio-ventricolare compromesse o anomalie di conduzione. Ciò può causare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. È necessario che siano trascorse almeno 48 ore dalla sospensione di uno di questi farmaci somministrato per via endovenosa prima di iniziare l’altra terapia. Clonidina: poiché i beta-bloccanti possono aggravare il brusco rialzo dei valori pressori che può verificarsi dopo sospensione della clonidina, occorre particolare cautela nella sostituzione della clonidina con il -bloccante. Pertanto, l’inizio del trattamento con il beta-bloccante deve avvenire parecchi giorni dopo l’interruzione della terapia con clonidina. Se atenololo e clonidina vengono somministrati contemporaneamente, la somministrazione di clonidina non deve essere interrotta se non parecchi giorni dopo la sospensione del -bloccante. Altri antiipertensivi: l’uso concomitante di altri farmaci antiipertensivi, ad esempio gli ACE-inibitori, potenzia l’effetto ipotensivo. Agenti anestetici: è necessaria cautela nell’uso di agenti anestetici in pazienti trattati con atenololo. Occorre che l’anestesista sia informato di tale terapia e, in questo caso, deve essere impiegato un agente anestetico con una minima attività inotropa negativa. L’uso dei beta–bloccanti con agenti anestetici può provocare un’attenuazione della tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. L’uso di agenti anestetici che causano depressione miocardica è da evitare (vedere il paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”). I farmaci simpaticomimetici, come l’adrenalina (epinefrina), possono contrapporsi all'effetto dei betabloccanti se usati contemporaneamente. L’effetto dell’atenololo potrebbe essere diminuito. Antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine: l’uso concomitante aumenta l’effetto ipotensivo dell’atenololo.

Farmaci inibitori della sintesi delle prostaglandine: l’uso concomitante di farmaci che inibiscono la sintesi di prostaglandine (es. ibuprofene, indometacina) può diminuire l’effetto ipotensivo dei betabloccanti. Glicosidi digitatici: l’uso concomitante di glicosidi digitatici può aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare. Alcool: l’uso concomitante di alcool aumenta l’effetto ipotensivo. Insulina e antidiabetici orali: i beta-bloccanti, se assunti contemporaneamente all’insulina o a farmaci ipoglicemizzanti, possono aumentare l’effetto ipoglicemico e mascherare i segni di ipoglicemia quali il tremore e la tachicardia. L’uso concomitante di beta-bloccanti con le sulfoniluree potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia grave. I beta-bloccanti dovrebbero essere evitati nei pazienti diabetici; qualora risultassero indispensabili la glicemia dovrebbe essere attentamente monitorata. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza I beta-bloccanti riducono la perfusione placentare. Tale fenomeno può causare morte fetale intrauterina, nascite premature e/o immature. I beta-bloccanti posso indurre bradicardia fetale. Benché le sperimentazioni di farmaco-tossicologia animale non abbiano evidenziato effetti teratogeni attribuibili all’atenololo, non può essere esclusa la possibilità di un danno fetale e quindi è consigliabile non impiegare l’atenololo durante la gravidanza. Non sono stati effettuati studi sull’impiego di atenololo nel 1°trimestre di gravidanza e pertanto non può essere esclusa la possibilità di un danno fetale. L’atenololo è stato impiegato, sotto stretto controllo medico, per il trattamento dell'ipertensione nel 3°trimestre. L’uso di atenololo in donne gravide, per il trattamento dell'ipertensione lieve-moderata, è stato associato ad un ritardo della crescita intra-uterina. Qualora il trattamento con atenololo non sia evitabile in donne che sono in gravidanza o che possono iniziarla, il suo utilizzo richiede un’attenta valutazione dei benefici indotti dalla terapia rispetto ai possibili rischi, particolarmente nel 1 e 2 trimestre di gestazione. L’atenololo attraversa la barriera placentare e si sono riscontrati livelli ematici nel cordone ombelicale. Allattamento L’atenololo si accumula nel latte materno (vedere paragrafo 5.2). I neonati di madri trattate con atenololo durante l’allattamento al seno possono essere a rischio di ipoglicemia, bradicardia e depressione respiratoria (asfissia neonatale); sono stati riportati casi di blocco dell’attività dei beta recettori. Di conseguenza l’impiego di atenololo durante l’allattamento con latte materno è controindicato (vedere paragrafo 4.3). 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari È improbabile che Atenololo ratiopharm influisca sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, va tenuto in considerazione che si possono occasionalmente verificare capogiri o affaticamento. 4.8. Effetti indesiderati Gli effetti indesiderati osservati durante studi clinici sono stati per la maggior parte dovuti all’effetto farmacologico dell’atenololo. Per la classificazione delle frequenze degli effetti indesiderati è stata usata la seguente convenzione: Molto comune (1/10), Comune (1/100 e <1/10), Non comune (1/1.000 e <1/100), Raro (1/10.000 e <1/1.000), Molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema emolinfopoietico Raro: porpora, trombocitopenia e granulocitopenia. Patologie endocrine Non comune: diabete mellito aggravato manifesto e mascheramento del diabete mellito latente. A seguito di digiuno prolungato o stress fisico importante, la terapia concomitante con atenololo può causare ipoglicemia. I sintomi d’allarme dell’ipoglicemia (particolarmente tachicardia e tremori) possono essere mascherati. Durante la terapia con atenololo può verificarsi lipopatia, con livelli di colesterolo ematico normale diminuito e di lipoproteine ad alta densità (HDL) ridotte e di trigliceridi ematici aumentati. Nei pazienti affetti da ipertiroidismo, i segni clinici di ipertiroidismo possono essere mascherati. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota: maschereamento dei sintomi ipoglicemici. Patologie cardiache Non comune: insufficienza cardiaca e blocco atrio ventricolare. Comune: bradicardia. Raro: deterioramento della funzionalità cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca; disturbo di conduzione, nei pazienti affetti da angina pectoris, in rari casi, si può avere un aumento degli attacchi, rallentamento della conduzione atrio ventricolare o intensificazione di un blocco atrioventricolare. Patologie vascolari Comune: sensazione di freddo all’estremità. Raro: ipotensione, ipotensione ortostatica che può essere associata a sincope, claudicazione intermittente, fenomeno di Raynaud. Patologie del sistema nervoso Comune: capogiro. Raro: cefalea, parestesia. Disturbi psichiatrici Comune: iperidrosi. Non comune: aumento dell’attività onirica; disturbo del sonno. Raro: aggravamento di sindromi nervose con depressione mentale, catatonia, stato confusionale e compromissione della memoria, umore alterato, disturbo psicotico, incubo e allucinazione. Non nota: depressione. Patologie gastrointestinali Comune: disturbo gastrointestinale, come nausea, vomito, diarrea, dolore addominale. Raro: bocca secca. Patologie epatobiliari Raro: epatotossicità, colestasi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro: alopecia, eruzione cutanea, esantema eritematoso, dermatite psoriasiforme o psoriasi. Qualora una reazione di tale tipo non trovi una precisa spiegazione, deve essere considerata la sospensione del trattamento. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: spasmi muscolari. Non nota: sindrome simil-lupoide. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro: disfunzione erettile, disturbo della libido.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raro: broncospasmo o dispnea. Patologie dell’occhio Raro: compromissione della visione, lacrimazione diminuita, occhio secco. Non comune: congiuntivite. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: stanchezza. Molto raro: aumentate reazioni allergiche non responsive al cortisone. Patologie renali e urinarie Non nota: deterioramento della funzionalità renale in pazienti con insufficienza renale grave in trattamento con altri betabloccanti. Esami diagnostici Comune: transaminasi aumentate. Atenololo ratiopharm può mascherare i segni e i sintomi di ipoglicemia e di ipertiroidismo (vedere paragrafo 4.4). È stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo, tuttavia non è chiara la rilevanza clinica. Atenololo ratiopharm può comportare un peggioramento di un blocco cardiaco e deterioramento dell’insufficienza cardiaca. L’atenololo può esacerbare la depigmentazione nei soggetti affetti da vitiligine. In pazienti con asma bronchiale o con una storia di problemi asmatici può verificarsi broncospasmo o dispnea. L’eventuale comparsa occasionale di trombocitopenia, porpora, granulocitopenia, esantema eritematoso richiede l’interruzione del trattamento. In tutti i casi la sospensione del trattamento deve avvenire in maniera graduale. Qualora, secondo il giudizio clinico, la qualità di vita del paziente venisse negativamente interessata dalla presenza di un qualsiasi effetto indesiderato sopraelencato, deve essere considerata la sospensione del trattamento. Segnalazione degli effetti indesiderati La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio I sintomi di sovradosaggio possono manifestarsi con bradicardia, ipotensione, insufficienza cardiaca acuta, infarto, shock cardiogeno e dispnea, broncospasmo, vomito, stato di coscienza alterato e raramente convulsioni. Trattamento Le misure di supporto generali devono comprendere: stretta sorveglianza medica, ricovero nel reparto di terapia intensiva, lavanda gastrica, impiego di carbone attivo e di un lassativo per prevenire l’assorbimento di qualsiasi farmaco ancora presente nel tratto gastrointestinale, impiego di plasm

sostituti del plasma per trattare l’ipotensione e lo shock. È da considerare la possibilità di utilizzare l’emodialisi o l’emoperfusione. Una eccessiva bradicardia può essere corretta con 1-2 mg di atropina somministrata per via endovenosa e/o con un pace-maker cardiaco. Se necessario, a questa può far seguito una dose di 10 mg di glucagone in bolo per via endovenosa, che può essere ripetuta o seguita da 1-10 mg/h di glucagone per infusione endovenosa in funzione della risposta. Nel caso non vi fosse risposta al glucagone o questo non fosse disponibile, si ricorra a uno stimolante beta-adrenocettore come la dobutamina alla dose di 2,5-10 mcg/kg/min per infusione endovenosa, l’isoprenalina alla dose di 10-15g o l’orciprenalina alla dose di 0,5 mg o la dobutamina alla dose di 2,5-10 g/kg/min, somministrati per infusione lenta, anche se possono essere necessarie dosi più elevate. La dobutamina, per i suoi effetti inotropi positivi, potrebbe anche essere usata per trattare l’ipotensione e l’insufficienza cardiaca acuta. È probabile che queste dosi siano inadeguate per contrastare gli effetti cardiaci indotti dai beta-blocco in caso di ampio sovradosaggio. La dose di dobutamina deve essere quindi aumentata, se necessario, per ottenere la risposta desiderata sulla base delle condizioni cliniche del paziente. Nel caso in cui debba essere aumentata la dose dell’antagonista beta-recettoriale, è necessario evitare che la pressione arteriosa scenda a livelli troppo bassi. Il broncospasmo può generalmente essere risolto mediante la somministrazione di preparati broncodilatatori.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: beta-bloccanti, selettivi, codice ATC: C07AB03. L’atenololo è un beta-bloccante beta-1 selettivo (per es. agisce preferenzialmente sui beta-1 recettori adrenergici cardiaci). La selettività diminuisce con l’aumentare della dose. L’atenololo non interferisce significativamente con i meccanismi recettoriali che regolano il metabolismo glicidico e la funzionalità respiratoria, alle dosi usuali. Esso è quindi dotato di cardio-selettività ed inoltre è privo di attività simpaticomimetica intrinseca e di attività stabilizzante di membrana. La sua azione sui recettori beta-1-cardiaci dopo somministrazione di una singola dose orale dura circa 24 ore. L’atenololo risulta particolarmente efficace nel controllo dell’ipertensione arteriosa e delle crisi anginose. In particolare, l’atenololo non interferisce con i riflessi neurovascolari che regolano la pressione arteriosa e, pertanto, è possibile ottenere dei valori pressori sia in posizione supina che in posizione eretta, senza provocare ipotensione ortostatica. Nei pazienti ipertesi esso determina inoltre una riduzione della frequenza cardiaca sia in condizioni di riposo che di sforzo fisico. Inoltre, l’atenololo trova efficace applicazione nell’angina pectoris, determinando favorevoli modificazioni del tracciato elettrocardiografico e riducendo la frequenza delle crisi anginose. L’atenololo è efficace e ben tollerato dalla maggior parte delle etnie, anche se una risposta inferiore può verificarsi nei pazienti di etnia nera. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Dopo somministrazione endovenosa, i livelli ematici di atenololo decadono in modo tri-esponenziale con un’emivita di eliminazione di circa 6 ore. Nel range di dosaggio di 5-10 mg per via endovenosa il livello del profilo ematico risponde a una farmacocinetica lineare e il beta-blocco è ancora misurabile 24 ore dopo una dose di 10 mg per via endovenosa. Dopo somministrazione orale, l’assorbimento di atenololo è consistente, ma incompleto (circa 4050%) con un picco di concentrazioni plasmatiche di 2-4 ore dopo la dose. I livelli ematici di atenololo sono consistenti e soggetti a una lieve variabilità. Non risulta una significativa metabolizzazione epatica di atenololo e più del 90% di atenololo assorbito raggiunge la circolazione sistemica in modo inalterato.

L'emivita plasmatica è di circa 6 ore, ma può aumentare nei pazienti con grave insufficienza renale, poiché il rene è la principale via di eliminazione. L’atenololo penetra scarsamente nei tessuti a causa della sua bassa solubilità lipidica e la sua concentrazione nei tessuti cerebrali è bassa. La quota di atenololo legata alle proteine plasmatiche è minima (circa 3%). Atenololo è efficace per almeno 24 ore dopo una singola dose orale giornaliera. La semplicità posologica facilita la compliance per la sua accettabilità da parte del paziente. L’atenololo passa nel latte, dove si trova ad una concentrazione tre o cinque volte superiore alla concentrazione materna. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Studi di tossicità acuta e cronica, condotti su varie specie animali hanno evidenziato la bassa tossicità dell’atenololo. DL50 p.o. nel topo >2000 mg/Kg; nel ratto >3000 mg/Kg. Studi specifici, condotti al fine di valutare un’eventuale attività cancerogena e teratogena, sono risultati negativi.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Ogni compressa rivestita con film contiene: cellulosa microcristallina, magnesio carbonato pesante, amido di mais, sodio laurilsolfato, magnesio stearato, gelatina, ipromellosa, titanio diossido, glicerolo 85 per cento. 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 5 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Astuccio da 14 compresse Blister di PVC/PVDC, sigillati con alluminio termosaldato, contenente ciascuno 14 compresse ed inserito uno per confezione unitamente al foglietto illustrativo. Astuccio da 42 compresse: Blister di PVC/PVDC, sigillati con alluminio termosaldato, contenente ciascuno 14 compresse ed inseriti tre per confezione unitamente al foglietto illustrativo. Astuccio da 50 compresse: Blister di PVC/PVDC, sigillati con alluminio termosaldato, contenente ciascuno 10 compresse ed inseriti cinque per confezione unitamente al foglietto illustrativo. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ratiopharm GmbH - Graf-Arco Strasse 3 - D-89079 Ulm (Germania)

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Confezione da 14 compresse rivestite con film - A.I.C. n. 034052011 Confezione da 42 compresse rivestite con film - A.I.C. n. 034052035 Confezione da 50 compresse rivestite con film - A.I.C. n. 034052023

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 06 Maggio 2000 Data del rinnovo più recente: 04 Aprile 2022

10. Data di revisione del testo

Febbraio 2026

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