BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA

Bisoprololo Zentiva Italia è utilizzato per il trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica stabile. Viene usato in associazione con altri medicinali disponibili per questa condizione (quali gli ACE-inibitori, i diuretici e i glicosidi cardioattivi).

Usato per: insufficienza cardiaca

Principio attivo: BISOPROLOLO FUMARATO, BISOPROLOLO · ATC C07AB07 · ZENTIVA ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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Principio attivo: BISOPROLOLO FUMARATO, BISOPROLOLO
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 2.5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: ZENTIVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: C07AB07
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· BISOPROLOLO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· BISOPROLOLO KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· BISOPROLOLO AHCL - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· BISOPROLOLO MYLAN - MYLAN S.P.A.
· BISOPROLOLO DOC GENERICS - DOC GENERICI SRL
· BISOPROLOLO ALMUS - SANDOZ S.P.A.
· BISOPROLOLO EG - EG S.P.A.
· BISOPROLOLO EG STADA - EG S.P.A.
· CONGESCOR - GMM FARMA S.R.L.
· CONGESCOR - FARMA 1000 S.R.L.
· CONGESCOR - BB FARMA S.R.L.
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Zentiva Italia è il bisoprololo. Bisoprololo appartiene ad un gruppo di farmaci chiamati beta-bloccanti.

Questi medicinali agiscono influenzando la risposta dell’organismo a determinati impulsi nervosi, specialmente nel cuore. Di conseguenza, il bisoprololo rallenta la frequenza cardiaca e rende il cuore più efficiente nel pompare il sangue in tutto il corpo.

L'insufficienza cardiaca si manifesta quando il muscolo cardiaco è debole e incapace di pompare il sangue in quantità sufficiente a coprire la necessità dell’organismo. Bisoprololo Zentiva Italia è utilizzato per il trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica stabile. Viene usato in associazione con altri medicinali disponibili per questa

condizione (quali gli ACE-inibitori, i diuretici e i glicosidi cardioattivi).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Bisoprololo Zentiva Italia se:
• è allergico al bisoprololo fumarato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di
questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
• soffre di asma grave;

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• soffre di gravi problemi di circolazione sanguigna agli arti (come la sindrome di
Raynaud) che possono causare formicolio o pallore o colore bluastro alle dita delle
mani e dei piedi;
• ha un feocromocitoma non trattato, che è un raro tumore della ghiandola surrenale;

• soffre di acidosi metabolica, che è una condizione in cui vi è troppo acido nel sangue.

Non prenda Bisoprololo Zentiva Italia se ha uno dei seguenti problemi di cuore:
• ' Insufficienza cardiaca acuta;
• Peggioramento dell’insufficienza cardiaca che richiede iniezione di medicinali nelle

vene, per aumentare la forza di contrazione del cuore;
• Se i suoi battiti cardiaci sono rallentati;
• ha la pressione sanguigna molto bassa;
• Alcune condizioni del cuore che causano una forte riduzione dei battiti cardiaci o

battiti irregolari • ha uno shock cardiogeno, una grave condizione cardiaca acuta che causa una bass a pressione arteriosa e scompenso circolatorio.

Avvertenze e precauzioni

Se una qualsiasi delle seguenti condizioni la riguarda, informi il medico o il farmacista prima di assumere Bisoprololo Zentiva Italia, i quali potrebbero decidere di adottare delle misure speciali (ad esempio, prescriverle un trattamento aggiuntivo o farle eseguire controlli più frequenti):  Diabete  Digiuno stretto  Determinate malattie cardiache, quali i disturbi del ritmo cardiaco o dolore toracico grave a riposo (angina di Prinzmetal)  Problemi renali o epatici

 Problemi circolatori meno gravi delle estremità  Malattia polmonare cronica o asma meno grave  Storia di eruzioni cutanee desquamanti (psoriasi)

 Tumore della ghiandola surrenale (feocromocitoma)  Disordine tiroideo.

Inoltre, informi il medico se sta per sottoporsi a: • Una terapia di desensibilizzazione (ad esempio per la prevenzione della febbre da

fieno), perché Bisoprololo Zentiva Italia può facilitare la comparsa di una reazione allergica, o renderla più grave; • Un’anestesia (per esempio per un intervento chirurgico), perché Bisoprololo Zentiva Italia può influenzare il modo di reagire del suo organismo a questa situazione.

Se ha una malattia polmonare cronica o asma meno grave informi immediatamente il medico se iniziasse ad avere nuove difficoltà nella respirazione, tosse, respiro sibilante dopo l'esercizio fisico, ecc quando si utilizza Bisoprololo Zentiva Italia.

Bambini ed adolescenti L’uso di BIsoprololo Zentiva Italia non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti.

Per chi svolge attività sportiva, l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

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Altri medicinali e Bisoprololo Zentiva Italia Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non assuma i seguenti medicinali con Bisoprololo Zentiva Italia senza aver consultato il medico:  Determinati medicinali usati nel trattamento del battito cardiaco irregola re o anomalo (medicinali antiaritmici di classe I, quali chinidina, disopiramide, lidocaina,

fenitoina, flecainide, propafenone).  Determinati medicinali usati nel trattamento della pressione sanguigna alta, dell’angina pectoris o del battito cardiaco irregolare (calcio-antagonisti, quali verapamil e diltiazem).

 Determinati medicinali usati nel trattamento della pressione sanguigna alta, quali clonidina, metildopa, moxonidina, rilmenidina. Tuttavia, non interrompa l’assunzione di questi medicinali senza aver prima consultato il medico.

Prima di prendere Bisoprololo Zentiva Italia assieme ai seguenti medicinali, consulti il

medico, che potrà richiedere dei controlli più frequenti della sua condizione:  Determinati medicinali usati nel trattamento della pressione sanguigna alta o dell’angina pectoris (calcio-antagonisti del tipo della diidropiridina, quali felodipina e amlodipina).  Determinati medicinali usati nel trattamento del battito cardiaco irregolare o anomalo (medicinali antiaritmici di classe III, quali l’amiodarone).  Beta-bloccanti applicati localmente (quali colliri contenenti timololo per il trattamento del glaucoma). en zia

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 Determinati medicinali usati nel trattamento, ad esempio, della malattia di Alzheimer o nel trattamento del glaucoma (parasimpaticomimetici quali tacrina o carbacolo) o medicinali usati per trattare problemi cardiaci acuti (simpaticomimetici quali

isoprenalina e dobutamina).  Medicinali antidiabetici, inclusa l’insulina.  Agenti anestetici (ad esempio durante gli interventi chirurgici).  Digitale, usata nel trattamento dell’insufficienza cardiaca.  Medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS), usati nel trattamento dell’artrite,

del dolore o dell’infiammazione (ad esempio ibuprofene o diclofenac).  Qualsiasi medicinale che può abbassare la pressione sanguigna come effetto desiderato o indesiderato, quali gli antipertensivi, determinati medicinali per la depressione (antidepressivi triciclici quali imipramina o amitriptilina ), determinati

medicinali usati nel trattamento dell’epilessia o durante un’anestesia (barbiturici quali fenobarbital) o determinati medicinali usati per il trattamento di disturbi mentali caratterizzati dalla perdita di contatto con la realtà (fenotiazinici quali levomepromazina).  Meflochina, usata nella prevenzione e nel trattamento della malaria.  Medicinali per il trattamento della depressione denominati inibitori delle monoaminossidasi (eccetto gli inibitori delle MAO-B), quali moclobemide.

Gravidanza e allattamento Gravidanza C'è il rischio che l'uso di Bisoprololo Zentiva Italia durante la gravidanza possa portare danno al bambino. Se è in gravidanza o sta pianificando una gravidanza, informi il medico

che deciderà se può prendere Bisoprololo Zentiva Italia durante la gravidanza.

Allattamento Non è noto se il bisoprololo passi nel latte materno umano. Pertanto, l'allattamento al

seno non è raccomandato durante la terapia con Bisoprololo Zentiva Italia.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari La sua capacità di guidare o di usare macchinari può essere influenzata a seconda di quanto bene tollera questo farmaco. Occorre essere particolarmente cauti all'inizio del

trattamento, quando la dose viene aumentata o il farmaco viene sostituito, così come con la sua assunzione in associazione con alcol.

Bisoprololo Zentiva Italia contiene lattosio Bisoprololo Zentiva Italia contiene lo zucchero del latte (lattosio).Se il medico le ha detto

che ha un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di assumere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

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Il trattamento con Bisoprololo Zentiva Italia richiede controlli regolari da parte del medico. Ciò è particolarmente necessario all'inizio del trattamento, durante l'aumento della dose e all’interruzione del trattamento. Prenda la compressa con dell'acqua al mattino, con o senza cibo. Non frantumi o mastichi

la compressa. Le compresse con linea di frattura possono essere divis e in due dosi uguali.

Il trattamento con Bisoprololo Zentiva Italia è di solito a lungo termine.

Adulti, compresi gli anziani: Il trattamento con bisoprololo deve essere iniziato con una dose bassa e aumentarla gradualmente. Il medico deciderà come aumentare la dose, e questo sarà normalmente fatto secondo il seguente schema:

• 1,25 mg di bisoprololo una volta al giorno per una settimana
• 2,5 mg di bisoprololo una volta al giorno per una settimana
• 3,75 mg di bisoprololo una volta al giorno per una settimana
• 5 mg di bisoprololo una volta al giorno per quattro settimane
• 7,5 mg di bisoprololo una volta al giorno per quattro settimane

La dose giornaliera massima raccomandata è 10 mg di bisoprololo. • 10 mg di bisoprololo una volta al giorno per il mantenimento (in corso) della terapia.

A seconda di quanto bene lei tolleri il medicinale, il medico può anche decidere di prolungare l’intervallo di tempo tra gli aumenti della dose. Se la sua condizione peggiora o non può più tollerare il medicinale, può essere necessario ridurre ancora la dose o interrompere il trattamento. In alcuni pazienti una dose di mantenimento inferiore a 10 mg di bisoprololo può essere sufficiente. Il medico le dirà cosa fare.

Se si deve interrompere completamente il trattamento, il medico di solito l’avviserà di ridurre gradualmente la dose, altrimenti la sua condizione potrebbe peggiorare.

Se prende più Bisoprololo Zentiva Italia di quanto deve

Se ha preso più compresse di Bisoprololo Zentiva Italia di quanto deve, lo dica immediatamente al medico, che deciderà quali sono le misure necessarie da adottare. I sintomi di un sovradosaggio possono comprendere battito cardiaco lento, gravi difficoltà respiratorie, sensazione di capogiro e tremori (dovuti alla diminuzione della glicemia).

Se dimentica di prendere Bisoprololo Zentiva Italia Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Prenda la dose abituale il mattino successivo.

Se interrompe il trattamento con Bisoprololo Zentiva Italia Non interrompa mai l’assunzione di Bisoprololo Zentiva Italia senza aver prima consultato il medico. In caso contrario la sua condizione può peggiorare.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

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Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Per prevenire le reazioni gravi, si rivolga immediatamente al medico se un effetto

indesiderato è grave, compare improvvisamente o peggiora rapidamente.

Gli effetti indesiderati più gravi sono a carico della funzione cardiaca:  rallentamento della frequenza cardiaca (può interessare più di 1 persona su 10)  peggioramento dell’insufficienza cardiaca (può interessare fino a 1 persona su 10)

 battito cardiaco lento o irregolare (può interessare fino a 1 persona su 100)

Se ha capogiri o si sente debole, o ha problemi respiratori, si rivolga il più presto possibile al medico.

Ulteriori effetti indesiderati sono elencati di seguito secondo la frequenza con cui si possono verificare:

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
• Stanchezza, sensazione di debolezza, capogiri, mal di testa
• Sensazione di freddo o formicolio alle mani o ai piedi
• Bassa pressione sanguigna
• Problemi gastrici o intestinali quali nausea, vomito, diarrea o stitichezza.
Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):
• Disturbi del sonno
• Depressione
• Capogiri nel passaggio alla posizione eretta

• Problemi respiratori nei pazienti con asma o malattia polmonare cronica
• Debolezza muscolare, crampi muscolari.

Rari (possono interessare fino a1 persona su 1.000):

• Problemi di udito
• Rinorrea allergica
• Ridotto flusso lacrimale (importante se si fa uso di lenti a contatto)
• Infiammazione del fegato che può causare ingiallimento della pelle o della parte bianca
degli occhi

• Risultati di determinati esami del sangue per la funzionalità epatica o livelli dei grassi
differiscono dal normale
• Difficoltà di erezione

• Incubi, allucinazioni
• Svenimento.

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000):

• Irritazione e arrossamento degli occhi (congiuntivite)
• Perdita di capelli
• Comparsa o peggioramento di un’eruzione cutanea desquamante (psoriasi); eruzione
similpsoriasica.

Segnalazione degli effetti indesiderati

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Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati può

contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sulla confezione dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese. Non conservare a temperatura superiore ai 30° C. Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al

farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Bisoprololo Zentiva Italia Il principio attivo è bisoprololo fumarato. Ogni compressa da 2,5 mg contiene 2,5 mg di bisoprololo fumarato. Gli altri componenti sono: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, magnesio stearato, crospovidone.

Descrizione dell’aspetto di Bisoprololo Zentiva Italia compresse e contenuto della

confezione Bisoprololo Zentiva Italia 2,5 mg compresse: compressa bianca, oblunga, non rivestita, con una linea di frattura sia sulla parte superiore che inferiore, con “BI” e “2.5” incisi ai due lati della linea di frattura solo sulla parte superiore.

La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

Ogni confezione contiene: 28, 30 o 90 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio: Zentiva Italia S.r.l. Viale L. Bodio, 37/b 20158 Milano

Italia

Produttore:

Niche Generics Ltd. Unit 5, 151 Baldoyle Industrial Estate Dublin 13 - Irlanda

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

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Francia: Bisoprololo Zentiva Lab 2,5/ 5 /10 mg, comprime sécable Italia: Bisoprololo Zentiva Italia 2,5 mg compresse

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

en zia

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Domande frequenti su BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA

Come si usa BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA?

BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA è disponibile senza ricetta?

No, BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA?

Il principio attivo di BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA è BISOPROLOLO FUMARATO, BISOPROLOLO.

Quali sono gli equivalenti di BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: BISOPROLOLO TECNIGEN, BISOPROLOLO KRKA, BISOPROLOLO AHCL, BISOPROLOLO MYLAN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA?

BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA è prodotto da ZENTIVA ITALIA S.R.L..

Da quando BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA è autorizzato in Italia?

BISOPROLOLO ZENTIVA ITALIA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2012-03-01.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Bisoprololo Zentiva Italia 2,5 mg, compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 2,5 mg di bisoprololo fumarato. Eccipienti con effetto noto: 69 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa bianca, oblunga, non rivestita, con una linea di frattura sia sulla parte superiore che inferiore, con “BI” e “2.5” impressi su ciascun lato della linea di frattura sulla parte superiore. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica stabile (IC) con ridotta funzione ventricolare sistolica sinistra, in aggiunta ad ACE-inibitori e diuretici ed eventualmente glicosidi cardioattivi (per ulteriori informazioni vedere paragrafo 5.1).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento standard della IC consiste in un ACE-inibitore (o un antagonista recettoriale dell'angiotensina in caso di intolleranza agli ACE-inibitori), un beta-bloccante, diuretici e, se appropriato, glicosidi cardioattivi. All'inizio del trattamento con il bisoprololo, i pazienti devono essere in condizioni cliniche stabili (senza insufficienza cardiaca acuta). È raccomandato che il medico curante abbia esperienza clinica nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica. Durante la fase di titolazione, e successivamente, possono manifestarsi un transitorio peggioramento dell'insufficienza cardiaca, ipotensione o bradicardia. Posologia Fase di titolazione Il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile con bisoprololo richiede una fase di titolazione. Il trattamento con bisoprololo deve essere iniziato con un graduale aumento della dose secondo lo schema seguente: • 1,25 mg una volta al giorno per 1 settimana, se ben tollerato aumentare a • 2,5 mg una volta al giorno per la settimana successiva, se ben tollerato aumentare a • 3,75 mg una volta al giorno per la settimana successiva, se ben tollerato aumentare a • 5 mg una volta al giorno per le seguenti 4 settimane, se ben tollerato aumentare a • 7,5 mg una volta al giorno per le seguenti 4 settimane, se ben tollerato aumentare a • 10 mg una volta al giorno per la terapia di mantenimento.

La dose massima raccomandata è di 10 mg una volta al giorno. Durante la fase di titolazione, si raccomanda uno stretto monitoraggio dei segni vitali (frequenza cardiaca, pressione sanguigna) e dei sintomi di un peggioramento dell'insufficienza cardiaca. I sintomi possono già manifestarsi durante il primo giorno dopo l’inizio della terapia. Modifica del trattamento Se la dose massima raccomandata non viene ben tollerata, si può prendere in considerazione la graduale riduzione della dose. In caso di transitorio peggioramento dell'insufficienza cardiaca, di ipotensione o di bradicardia, si raccomanda di riesaminare il dosaggio della terapia concomitante. Può anche essere necessario ridurre temporaneamente la dose di bisoprololo o prendere in considerazione l'interruzione. Vanno sempre presi in considerazione la reintroduzione e/o l'aumento graduale della dose di bisoprololo, quando il paziente raggiunge di nuovo la stabilità. Se si decide per l'interruzione, si raccomanda la diminuzione graduale della dose, poichè la sospensione brusca può portare al deterioramento acuto delle condizioni del paziente. Il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile con bisoprololo è generalmente un trattamento a lungo termine. Compromissione renale o epatica Non ci sono informazioni riguardo la farmacocinetica di bisoprololo nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica e con compromissione della funzionalità epatica o renale. La titolazione della dose in queste popolazioni deve essere fatta con maggiore cautela. Anziani Non sono richiesti aggiustamenti della dose. Popolazione pediatrica Non c'è esperienza pediatrica con bisoprololo, perciò il suo utilizzo non è raccomandato nei pazienti pediatrici. Modo di somministrazione Le compresse di bisoprololo devono essere assunte al mattino e possono essere assunte con il cibo. Devono essere deglutite con del liquido e non masticate

4.3 Controindicazioni

Bisoprololo è controindicato in pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica in presenza di: • ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. • insufficienza cardiaca acuta o durante episodi di insufficienza cardiaca scompensata che richiedono terapia inotropa e.v.; • shock cardiogeno; • blocco atrio-ventricolare di secondo o terzo grado; • sindrome del nodo del seno; • blocco seno-atriale;

• bradicardia sintomatica; • ipotensione sintomatica; • grave asma bronchiale; • gravi forme di occlusione arteriosa periferica e gravi forme della sindrome di Raynaud; • feocromocitoma non trattato (vedere paragrafo 4.4); • acidosi metabolica.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Il trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica stabile con bisoprololo deve essere iniziato con una fase speciale di titolazione. Specialmente in pazienti affetti da malattia cardiaca ischemica la sospensione della terapia con bisoprololo non deve avvenire in modo brusco a meno che non sia chiaramente indicato, perché questo può portare ad un peggioramento transitorio della condizione cardiaca. L’inizio e la cessazione con bisoprololo richiede un regolare monitoraggio. Non c'è esperienza terapeutica con bisoprololo nel trattamento dell'insufficienza cardiaca in pazienti con le seguenti malattie e condizioni: • diabete mellito insulino dipendente (tipo I ); • grave danno renale; • grave compromissione della funzionalità epatica; • cardiomiopatia restrittiva; • malattie cardiache congenite; • malattie valvolari organiche emodinamicamente significative; • infarto del miocardio nei 3 mesi precedenti. Bisoprololo deve essere usato con cautela in caso di:  broncospasmo (asma bronchiale, malattie ostruttive delle vie aeree); • diabete mellito con ampia variabilità dei valori di glucosio nel sangue; i sintomi di ipoglicemia possono essere mascherati; • digiuno stretto; • terapia desensibilizzante in corso. Come altri beta-bloccanti, bisoprololo può aumentare sia la sensibilità verso gli allergeni sia la gravità delle reazioni anafilattiche. Il trattamento con adrenalina non sempre mostra l'effetto terapeutico atteso; • blocco atrio-ventricolare di I grado; • angina di Prinzmetal; • occlusione arteriosa periferica. Potrebbe verificarsi un peggioramento dei sintomi specialmente all'inizio della terapia;  anestesia generale. Nei pazienti sottoposti ad anestesia generale il beta-blocco riduce l'incidenza di aritmie e di ischemia miocardica durante l'induzione e l'intubazione, e nel periodo post-operatorio. Viene di solito raccomandato che un eventuale trattamento beta-bloccante di mantenimento sia continuato nel periodo peri-operatorio. L'anestesista deve essere informato dell'uso del beta-bloccante a causa delle potenziali interazioni con altri farmaci che possono provocare bradiaritmie, attenuazione della tachicardia riflessa e diminuzione della capacità di compensare, in via riflessa, la perdita di sangue. Se si ritiene necessario interrompere la terapia beta-bloccante prima di un intervento chirurgico, l'interruzione deve essere fatta gradualmente e completata circa 48 ore prima dell'anestesia. La combinazione di bisoprololo con calcio-antagonisti del tipo verapamil o diltiazem, con farmaci antiaritmici di classe I e con farmaci antiipertensivi che agiscono centralmente, è generalmente non raccomandata; per i dettagli fare riferimento al paragrafo 4.5. Anche se i cardioselettivi (beta1) beta-bloccanti possono avere un effetto minore sulla funzione polmonare rispetto ai non-selettivi beta-bloccanti, come con tutti i beta-bloccanti,

questi devono essere evitati nei pazienti con malattie ostruttive delle vie aeree, a meno che non ci siano ragioni cliniche urgenti per il loro uso . In presenza di tali motivi, il bisoprololo può essere usato con cautela. Nei pazienti con malattie ostruttive delle vie aeree, il trattamento con bisoprololo deve essere iniziato al dosaggio più basso possibile ed i pazienti devono essere attentamente controllati per i nuovi sintomi (ad esempio dispnea, intolleranza all'esercizio, tosse). In asma bronchiale o altre malattie polmonari ostruttive croniche, che possono causare sintomi, deve essere somministrata una terapia concomitante con broncodilatatori. Occasionalmente, in pazienti con asma, può manifestarsi un aumento della resistenza delle vie aeree, pertanto è necessario un aumento della dose di beta2-stimolanti. Nei pazienti con psoriasi o familiarità per la psoriasi, va valutato attentamente il rapporto rischio-beneficio prima della somministrazione di beta-bloccanti (bisoprololo). Nei pazienti con feocromocitoma bisoprololo non deve essere somministrato fino a dopo il blocco dei recettori alfa. Durante la terapia con bisoprololo possono essere mascherati i sintomi di una tireotossicosi. Pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Associazioni non raccomandate - Calcio-antagonisti del tipo verapamil e in misura minore del tipo diltiazem: influenza negativa su contrattilità e conduzione atrio-ventricolare. La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti che sono in trattamento con beta-bloccanti può portare ad una marcata ipotensione e ad un blocco atrioventricolare. - Farmaci antiaritmici di classe I (ad es. chinidina, disopiramide; lidocaina, fenitoina; flecainide, propafenone): l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare può essere potenziato e l'effetto inotropo negativo può essere aumentato. - Farmaci antipertensivi che agiscono centralmente come clonidina e altri (ad esmpio metildopa, moxonidina, rilmenidina): l'uso concomitante di farmaci antipertensivi che agiscono centralmente può peggiorare l’insufficienza cardiaca mediante una diminuzione del tono simpatico centrale (riduzione della frequenza e della gittata cardiaca, vasodilatazione). La brusca sospensione, in particolare se precedente all'interruzione del beta-bloccante, può aumentare il rischio di "ipertensione rebound". Associazioni da usare con cautela - Calcio-antagonisti diidropiridinici come felodipina e amlodipina: l'uso concomitante può aumentare il rischio di ipotensione e non può essere escluso un aumento del rischio di un ulteriore peggioramento dello stato funzionale della pompa ventricolare nei pazienti con insufficienza cardiaca. - Farmaci antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone): l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare può essere potenziato.

- I beta-bloccanti topici (es gocce oftalmiche per il trattamento del glaucoma) possono avere un effetto additivo agli effetti sistemici di bisoprololo. - Farmaci parasimpaticomimetici: l'uso concomitante può aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare e il rischio di bradicardia. - Insulina e antidiabetici orali: aumento dell'effetto di riduzione dello zucchero nel sangue. II blocco dei beta-adrenorecettori può mascherare la comparsa di sintomi da ipoglicemia. - Agenti anestetici: attenuazione della tachicardia riflessa e aumento del rischio di ipotensione (per maggiori informazioni relative all'anestesia generale vedere anche paragrafo 4.4.). - Glicosidi cardioattivi: riduzione della frequenza cardiaca, aumento del tempo di conduzione atrio-ventricolare. - Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): i FANS possono ridurre l'effetto ipotensivo di bisoprololo. - Agenti beta-simpaticomimetici (ad es. isoprenalina, dobutamina): l'associazione con bisoprololo può ridurre l'effetto di entrambi i farmaci. - Simpaticomimetici che attivano sia i beta che gli alfa-adrenorecettori (ad es. noradrenalina, adrenalina): la combinazione con bisoprololo può smascherare gli effetti vasocostrittori di questi agenti mediati dagli alfa-adrenorecettori, portando ad un aumento della pressione sanguigna e ad un peggioramento della claudicatio intermittens. Tali interazioni sono considerate più probabili con i beta-bloccanti non selettivi. - L'uso concomitante di agenti antipertensivi così come di altri farmaci con un potenziale effetto di abbassamento della pressione sanguigna (es antidepressivi triciclici, barbiturici, fenotiazine) può aumentare il rischio di ipotensione. Associazioni da considerare - Meflochina: aumento del rischio di bradicardia. - Inibitori delle monoaminossidasi (eccetto inibitori delle MAO-B): aumento dell'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti ma anche del rischio di crisi ipertensive.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Bisoprololo ha effetti farmacologici che possono determinare effetti dannosi sulla gravidanza e/o sul feto/neonato. In generale i beta-bloccanti riducono la perfusione placentare, che si associa con un ritardo nella crescita, morte intrauterina, aborto o parto prematuro. Nel feto e nel neonato si possono manifestare effetti indesiderati (ad es. ipoglicemia e bradicardia).

Se il trattamento con bloccanti dei beta-adrenorecettori è necessario, sono preferibili bloccanti dei recettori betal-selettivi. Bisoprololo non deve essere usato durante la gravidanza se non strettamente necessario. Se il trattamento con bisoprololo è considerato necessario, occorre monitorare il flusso ematico utero-placentare e la crescita fetale. Si devono considerare terapie alternative in caso di effetti nocivi sulla gravidanza e sul feto. Si deve monitorare il neonato attentamente. I sintomi di ipoglicemia e bradicardia si manifestano generalmente entro i primi 3 giorni. Allattamento Non è noto se il farmaco sia escreto nel latte materno. Quindi l'allattamento al seno non è raccomandato durante la somministrazione di bisoprololo.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

In uno studio in pazienti con malattia coronarica, bisoprololo non ha compromesso la capacità di guidare. Comunque, per le variazioni individuali di reazione ai farmaci, la capacità di guidare e di usare macchinari può essere influenzata. Questo deve essere considerato in particolare all'inizio del trattamento e in caso di cambiamento della terapia così come in caso di assunzione contemporanea di alcolici.

4.8 Effetti indesiderati

Elenco tabulato delle reazioni avverse Le seguenti terminologie sono state usate per classificare le reazioni avverse che si sono verificate: Molto comune (≥ l/10), comune (≥ 1/100, < l/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000). Classificazione MedDRA per organi e sistemi Frequenza Reazione avversa Disturbi psichiatrici Non comune Disturbi del sonno, depressione Raro Incubi, allucinazioni Patologie del sistema nervoso Comune Capogiri, cefalea Raro Sincope Patologie dell'occhio Raro Riduzione della lacrimazione (da tenere presente se il paziente usa lenti a contatto) Molto raro Congiuntiviti Patologie dell'orecchio e del labirinto Raro Disturbi uditivi Patologie cardiache Molto comune Bradicardia Comune Peggioramento dell’insufficienza cardiaca Non comune Disturbi della conduzione AV Patologie vascolari Comune sensazione di freddo o formicolio alle estremità, ipotension

Non comune Ipotensione ortostatica Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Bronchospasmo in pazienti con asma bronchiale o anamnesi di malattia respiratoria ostruttiva Raro Rinite allergica Patologie gastrointestinali Comune Complicazioni gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, costipazipne Patologie epatobiliari Raro Epatite Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro Reazioni di ipersensibilità (prurito, arrossamento, eruzione cutanea) Molto raro Alopecia, i beta-bloccanti possono provocare o peggiorare la psoriasi o indurre eruzioni pseudo-psoriasiche Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune Debolezza muscolare, crampi muscolari Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Raro Disturbi della potenza erettile Patologie sistemiche Comune Astenia, affaticamento Esami diagnostici Raro Aumento dei trigliceridi, aumento degli enzimi epatici (ALAT, ASAT) Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi In seguito a sovradosaggio (ad es. una dose giornaliera di 15 mg al posto di 7,5 mg) sono stati riportati: blocco A-V di terzo grado, bradicardia, e capogiri. In generale, i sintomi più comuni attesi in caso di sovradosaggio di un beta-bloccante sono bradicardia, ipotensione, broncospasmo, insufficienza cardiaca acuta e ipoglicemia. Ad oggi sono stati riportati pochi casi di sovradosaggio con bisoprololo (dose massima: 2000 mg) in pazienti, con ipertensione e/o malattia coronarica, che hanno manifestato bradicardia e/o ipotensione; tutti i pazienti sono guariti. C'è un'ampia variabilità inter-individuale di sensibilità ad una singola dose elevata di bisoprololo e i pazienti affetti da insufficienza cardiaca sono probabilmente molto sensibili. E’ quindi obbligatorio iniziare la terapia di questi pazienti con una titolazione graduale secondo lo schema riportato nel paragrafo 4.2.

Trattamento In caso di sovradosaggio, il trattamento con bisoprololo deve essere interrotto ed instaurato un trattamento di supporto sintomatico. Dati limitati suggeriscono che bisoprololo è difficilmente dializzabile. In base alle azioni farmacologiche attese ed alle raccomandazioni di altri beta-bloccanti, devono essere prese in considerazione le seguenti misure generali, quando giustificato clinicamente. Bradicardia: somministrare atropina per endovena. Se la risposta è inadeguata, può essere somministrata con cautela isoprenalina o un altro farmaco con proprietà cronotrope positive. In alcune circostanze può essere necessario l'inserimento di un pace-maker transvenoso. Ipotensione: devono essere somministrati liquidi e vasopressori per via endovenosa. Può essere utile la somministrazione di glucagone per via endovenosa. Blocco atrio-ventricolare (secondo o terzo grado): i pazienti dovrebbero essere monitorati attentamente e trattati con isoprenalina per infusione o essere necessario introdurre un pace-maker per via transvenosa. Peggioramento acuto dell'insufficienza cardiaca: somministrare diuretici e.v., farmaci inotropi, vasodilatatori. Broncospasmo: somministrare una terapia broncodilatatrice come isoprenalina, farmaci beta2 -simpaticomimetici e/o aminofillina. Ipoglicemia: somministrare glucosio e.v.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: agenti beta-bloccanti selettivi. Codice ATC: C07AB07. Meccanismo d’azione Bisoprololo è un beta-bloccante altamente selettivo per beta1-adrenenorecettori, privo di attività stimolante intrinseca (ISA) e relativa attività stabilizzante di membrana. Presenta una bassa affinità verso i recettori beta2 della muscolatura liscia bronchiale e vasale così come verso i recettori beta2 che regolano il metabolismo. Di conseguenza, generalmente non è atteso che bisoprololo influenzi la resistenza delle vie aeree e gli effetti metabolici mediati dai recettori beta2. La sua beta1 selettività si estende oltre il range di dose terapeutico. Efficacia clinica e sicurezza Nello studio Clinico CIBIS II furono inclusi un totale di 2.647 pazienti. L'83 % (n=2.202) erano pazienti di classe NYHA III, mentre il 17% (n=445) erano di classe NYHA IV. I pazienti erano affetti da insufficienza cardiaca sistolica stabile sintomatica (frazione di eiezione < 35%, rilevata all'ecocardiografia). La mortalità totale si era ridotta dal 17,3% all'11,8% (riduzione relativa del 34%). E’ stata osservata una riduzione delle morti improvvise (3,6% vs, 6,3%, con una riduzione relativa del 44 %) e un ridotto numero di episodi di scompenso che richiesero ricovero (12 % vs. 17,6%, riduzione relativa del 36%). Infine, si è dimostrato un miglioramento significativo dello stato funzionale in accordo alla classificazione NYHA. Durante la fase iniziale e di titolazione di bisoprololo si sono verificati dei ricoveri in ospedale dovuti a bradicardia (0,53 %), ipotensione (0,23 %) e scompenso acuto (4,97 %), ma non erano più frequenti che nel gruppo placebo ( 0%, 0,3 % e 6,74 %). Durante l'intero periodo di studio il numero di ictus fatali ed invalidanti è stato di 20 nel gruppo bisoprololo e 15 nel gruppo placebo. Lo studio clinico CIBIS III ha esaminato 1.010 pazienti di età ≥ 65 anni con insufficienza cardiaca cronica da lieve a moderata (IC; classe NYHA II o III) e frazione d'eiezione ventricolare sinistra del 35%, non trattati precedentemente con ACE-inibitori, beta-bloccanti o antagonisti recettoriali dell'angiotensina. Dopo un periodo iniziale di trattamento di 6 mesi con bisoprololo o enalapril, i pazienti sono stati trattati con una associazione di bisoprololo ed enalapril per un periodo da 6 a 24 mesi. E stata evidenziata una tendenza verso una frequenza maggiore di peggioramento dell'insufficienza cardiaca cronica quando nei primi 6 mesi di trattamento è stato somministrato il bisoprololo. Nell'analisi “per-protocol” non è stata dimostrata la non-inferiorità del trattamento iniziale con bisoprololo rispetto al trattamento iniziale con enalapril, sebbene le due strategie di inizio del trattamento dell'IC abbiano evidenziato una frequenza simile dell'endpoint primario combinato di morte e ospedalizzazione al termine dello studio (32,4% nel gruppo trattato inizialmente con bisoprololo vs. 33,1% nel gruppo trattato inizialmente con enalapril; popolazione per-protocol). Lo studio mostra che il bisoprololo può essere utilizzato anche nei pazienti anziani con insufficienza cardiaca cronica da lieve a moderata. Il bisoprololo è utilizzato anche per il trattamento dell'ipertensione e dell'angina.

La somministrazione acuta di bisoprololo in pazienti con malattia coronarica senza insufficienza cardiaca cronica riduce la frequenza cardiaca, la gittata sistolica e di conseguenza la gittata cardiaca ed il consumo di ossigeno. Nella somministrazione cronica l'elevata resistenza periferica iniziale diminuisce.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Bisoprololo è assorbito ed ha una biodisponibilità di circa il 90% dopo somministrazione orale. Distribuzione Il volume di distribuzione è di 3,5 l/Kg. Il legame di bisoprololo con le proteine plasmatiche è di circa il 30%. Biotrasformazione e eliminazione Bisoprololo viene escreto dall'organismo attraverso due vie. Il 50% è trasformato in metaboliti inattivi dal fegato che sono poi escreti dai reni. Il rimanente 50% è escreto per via renale immodificato. La clearance totale è di circa 15 l/h. L’emivita plasmatica di 10-12 ore, consente 24 ore di efficacia terapeutica dopo una monosomministrazione giornaliera. Linearità La cinetica di bisoprololo è lineare e indipendente dall’età. Popolazioni speciali Dal momento che l'escrezione avviene in uguale misura nei reni e nel fegato di norma non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con alterata funzionalità epatica o con insufficienza renale. I parametri farmacocinetici in pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile e con alterata funzionalità epatica o renale non sono ancora stati studiati. Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica (classe NYHA III) i livelli plasmatici di bisoprololo sono più alti e l'emivita prolungata rispetto ai volontari sani. La massima concentrazione plasmatica allo stadio stazionario è di 64 ± 21 ng/ml per una dose giornaliera di 10 mg e l'emivita è di 17 ± 5 ore.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Dati preclinici non evidenziano nessun particolare rischio per l'uomo in base a studi convenzionali sulla sicurezza, tossicità per dose ripetuta, genotossicità o cancerogenesi. Come altri beta-bloccanti bisoprololo ha provocato tossicità materna (diminuzione dell'assunzione di cibo e perdita di peso) ed embrio-fetale (aumento dell'incidenza del riassorbimento, diminuzione di peso alla nascita, ritardo nello sviluppo fisico) ad alte dosi ma non ha mostrato effetti teratogeni.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina Lattosio monoidrato Magnesio stearato Crospovidon

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30° C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC/PVdC/Alluminio. Confezioni: 28, 30 o 90 compresse. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Zentiva Italia S.r.l. Viale Bodio 37/b – 20158 Milano Italia

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

28 compresse AIC n. 041462019 30 compresse AIC n. 041462021 90 compresse AIC n. 041462033

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo dell’ autorizzazione

Data di prima autorizzazione: Febbraio 2012

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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