CORAL

Coral si usa per il trattamento delle seguenti condizioni: -angina da sforzo (angina pectoris), che consiste in forte dolore toracico nella regione dietro lo sterno, dovuto ad un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cuore (generalmente in seguito ad uno sforzo). La nifedipina agisce dilatando le arterie coronarie, aumentando quindi l’apporto di sangue e ossigeno al tessuto cardiaco. Inoltre, poiché agisce anche a livello dei vasi periferici, riduce il fabbisogno di ossigeno da parte del cuore. - pressione alta (ipertensione arteriosa), in quanto provoca un rilasciamento dei vasi…

Usato per: ipertensione arteriosadolore toracico

Principio attivo: NIFEDIPINA · ATC C08CA05 · S.F. GROUP S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"30 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM RILASCIO MODIFICATO" 14 COMPRESSE A 5,52 € 5,52 € 0,00 € + ticket*
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Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: NIFEDIPINA
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio modificato
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 60 mg COMPRESSA A RILASCIO MODIFICATO
  • 30 mg COMPRESSA A RILASCIO MODIFICATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: S.F. GROUP S.R.L.
Codice ATC: C08CA05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NIFEDIPINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· NIFEDIPINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA DOC - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA EG - EG S.P.A.
· ADALAT CRONO - SM PHARMA S.R.L.
· SALATIV - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· ADALAT CRONO - BAYER S.P.A.
· ADALAT CRONO - MEDIFARM S.R.L.
· ADALAT CRONO - GMM FARMA S.R.L.
· ADALAT CRONO - FARMA 1000 S.R.L.
· ADALAT CRONO - PRICETAG SPA
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

CORAL contiene il principio attivo nifedipina, che appartiene alla categoria dei medicinali calcioantagonisti.

Coral si usa per il trattamento delle seguenti condizioni:

-angina da sforzo (angina pectoris), che consiste in forte dolore toracico nella regione dietro lo sterno, dovuto ad un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cuore (generalmente in seguito ad uno sforzo). La nifedipina agisce dilatando le arterie coronarie, aumentando quindi l’apporto di sangue e ossigeno al tessuto cardiaco. Inoltre, poiché agisce anche a livello dei vasi periferici,

riduce il fabbisogno di ossigeno da parte del cuore. - pressione alta (ipertensione arteriosa), in quanto provoca un rilasciamento dei vasi sanguigni ed aumenta l’eliminazione di sodio e di acqua. Questo risulta in un abbassamento della pressione,

particolarmente marcato nei pazienti con pressione alta.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda CORAL − Se è allergico alla nifedipina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale elencati

paragrafo 6. − Se è o sospetta di essere in stato di gravidanza (fino alla 20° settimana) e durante l’allattamento (vedere “Gravidanza e allattamento”. − se è in stato di shock cardiovascolare (improvviso abbassamento della pressione del sangue)

− Se sta prendendo un medicinale contenente rifampicina (un antibiotico usato per curare certi tipi di infezioni. In questo caso i livelli di nifedipina nel sangue possono risultare insufficienti (vedere

“Altri medicinali e Coral”) − se è portatore di tasca di Kock (“deviazione” dopo intervento demolitivo sul colon e sul retto).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o, al farmacista prima di prendere CORAL. Faccia attenzione con CORAL soprattutto:

− Se ha la pressione molto bassa (pressione massima inferiore a 90 mm di mercurio), se soffre di insufficienza cardiaca (cuore debole) o di stenosi aortica grave (restringimento di una valvola del cuore); − o è in trattamento con farmaci -bloccanti (medicinali usati per trattare alcuni disturbi del ritmo del cuore e per ridurre la pressione del sangue) o farmaci che riducono la pressione del

sangue (antipertensivi); − Se ha un grave restringimento del tratto gastrointestinale, perché, essendo la compressa costituita da un guscio non assorbibile, possono insorgere sintomi di blocco intestinale (occlusione intestinale). Eccezionalmente, questi gusci possono dar luogo alla formazione di masse voluminose nello stomaco, dette bezoari, che non riescono ad essere eliminate

attraverso l’intestino e a volte richiedono l’intervento chirurgico. In singoli casi, sintomi di blocco si sono manifestati anche in pazienti che non avevano mai accusato disturbi gastrointestinali. Se si sottopone a radiografie del tubo digerente con contrasto di bario, sappia che Coral può dare delle immagini che possono essere falsamente interpretate come polipi. − Se è in stato di gravidanza: dato che le informazioni disponibili non consentono di escludere la possibilità di effetti indesiderati sul nascituro e sul neonato. Per questo motivo, Coral non dev’essere usato nelle prime 20 settimane di gravidanza (vedere “Non prenda Coral” e “Gravidanza e allattamento”) e, nelle settimane successive, può essere usato solo dopo una valutazione molto accurata dei possibili rischi e dei benefici attesi e quando altre terapie non siano adatte o non abbiano avuto effetto. Sarà quindi il suo medico a decidere se il trattamento

con Coral sia adatto a lei. Se le prescriverà Coral, è probabile che la sottoponga a frequenti controlli della pressione, in modo particolare se le verrà somministrato in associazione solfato di magnesio per via endovenosa, per la possibilità di un’eccessiva caduta della pressione del sangue, che può nuocere sia a lei che al feto.

− Se sta allattando: Non assuma CORAL( Vedere “Gravidanza, allattamento”) dato che la nifedipina passa nel latte materno e non si conoscono gli effetti dell'assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina. Per le formulazioni a rilascio immediato si consiglia di ritardare l’allattamento o il tiraggio del latte di 3 o 4 ore dopo l’assunzione del medicinale in modo da diminuire l’esposizione dell’infante alla nifedipina. Poiché non esistono dati sui possibili effetti

sul neonato, qualora dovesse rendersi necessario un trattamento con nifedipina durante questo periodo, l’allattamento dovrebbe essere interrotto; − Se il suo fegato non funziona bene. In questo caso può rendersi necessario un accurato

controllo e, se il suo disturbo è grave, anche una riduzione del dosaggio di CORAL − Se deve effettuare un esame di laboratorio per la determinazione dei valori dell’acido vanilmandelico nelle urine (un esame per diagnosticare un tumore della ghiandola surrenale), sappia che, in presenza di nifedipina e a seconda della metodica utilizzata, i valori possono risultare falsamente aumentati − Se è in dialisi e se è affetto da un’abnorme aumento di pressione (ipertensione maligna).

− Se avverte un dolore a livello del torace (talora disturbi tipo angina pectoris). − Se soffre di una patologia nota come insufficienza cardiaca congestizia e dovesse manifestare la comparsa di gonfiore (edema). − Se soffre di diabete o è un soggetto a rischio.

Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia della nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di età non è stata stabilita.

Altri medicinali e CORAL Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Per quanto riguarda CORAL sappia che:

La nifedipina viene trasformata nell’organismo attraverso un particolare sistema di molecole (dette enzimi). Se vengono somministrati in associazione medicinali che influenzano o utilizzano questo stesso sistema, si può osservare una riduzione o un aumento della concentrazione nel sangue, e quindi dell’effetto della nifedipina o dell’altro medicinale. Può rendersi allora necessario un aggiustamento del dosaggio della nifedipina o dell’altro medicinale e/o un controllo più frequente della pressione del

sangue.
Medicinali che possono modificare l’effetto della nifedipina sono:
- rifampicina (un antibiotico); non prenda mai Coral insieme a medicinali contenenti rifampicina
(vedere “Non prenda Coral”).
- certi antibiotici appartenenti alla classe dei macrolidi, come l’eritromicina;

- certi medicinali contro l’AIDS, come ritonavir, amprenavir, indinavir, nelfinavir o saquinavir;
- certi medicinali contro le infezioni da funghi, come ketoconazolo, itraconazolo o fluconazolo
- fluoxetina, nefazodone (medicinali contro la depressione);
- quinupristin/dalfopristin (antibiotico usato per particolari infezioni);
- fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, acido valproico (medicinali contro le convulsioni);
- Diltiazem (medicinale usato per ridurre la pressione sanguigna);
- cimetidina, cisapride (medicinali usati nell’ulcera allo stomaco)

La nifedipina può modificare l’effetto dei seguenti medicinali: - la nifedipina può accentuare l’effetto di riduzione della pressione del sangue di altri medicinali

che abbassano la pressione (diuretici, β-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina 1 (AT-1), altri calcio-antagonisti, α-bloccanti, inibitori della PDE5, α-metildopa). In particolare, se prende in associazione medicinali appartenenti al gruppo dei beta-bloccanti, il medico dovrà sorvegliarla accuratamente, perché può anche

peggiorare la capacità del cuore di pompare il sangue.
- digossina, chinidina (medicinali per il cuore).
- tacrolimus (medicinale usato contro il rigetto dei trapianti).

I medicinali che contengono le seguenti sostanze non sembrano modificare la concentrazione della

nifedipina nel sangue e/o il loro metabolismo non è influenzato dalla nifedipina: ajmalina (medicinale contro le aritmie), acido acetilsalicilico alla dose di 100 mg (medicinale contro i sintomi influenzali o

per fluidificare il sangue), benazepril, doxazosina, candesartan cilexetil, irbesartan, debrisochina, talinololo (medicinali contro la pressione alta), omeprazolo, pantoprazolo, ranitidina (medicinali contro i bruciori di stomaco), orlistat (medicinale per dimagrire), rosiglitazone (medicinale contro il diabete), triamterene, idroclorotiazide (diuretici).

CORAL con cibi e bevande

Non beva succo di pompelmo durante il trattamento con CORAL. L’assunzione contemporanea può provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina nel sangue prolungare il suo effetto. Se beve regolarmente succo di pompelmo, tale effetto può durare fino a oltre 3 giorni dall’ultima assunzione. Non assuma bevande alcoliche se usa nifedipina, ciò potrebbe alterare la sua capacità di guidare o utilizzare macchinari (vedere Guida di veicoli e utilizzo di macchinari).

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Non prenda Coral se è nelle prime 20 settimane di gravidanza o se sta allattando al seno (vedere “Non prenda Coral”) La nifedipina non deve essere utilizzata durante la gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della

paziente richiedano un trattamento con nifedipina. L’uso della nifedipina deve essere riservato a donne affette da ipertensione grave che non hanno risposto al trattamento con la terapia standard (vedere “Avvertenze e precauzioni”). Non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza. Le informazioni disponibili non sono sufficienti per escludere effetti avversi sul feto e sul neonato.

Allattamento Non è raccomandato l’uso di nifedipina durante l’allattamento perché è stato riportato che passa nel latte materno e gli effetti dell’assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina non sono noti. In questo caso, in maniera preventiva, sospenda l’allattamento con latte materno e informi il medico.

Nel caso in cui il medico le abbia detto di assumere nifedipina in formulazioni a rilascio immediato, ritardi l’allattamento al seno o non tiri il latte nelle 3 o 4 ore successive alla somministrazione del farmaco in modo da ridurre l'esposizione del neonato alla nifedipina (vedere paragrafo “Avvertenze e Precauzioni”). Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Coral può provocare capogiro o senso di stordimento, particolarmente all’inizio del trattamento, al cambio del farmaco o in associazione con bevande alcoliche. Se le fa questo effetto, non guidi veicoli né azioni macchinari.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se

ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Il trattamento possibilmente deve essere adattato alle necessità del singolo paziente. Il suo medico stabilirà la dose in base alla gravità della malattia e a come risponde al trattamento.

La dose raccomandata è: una compressa rivestita da 30 mg una volta al giorno, al mattino.

La dose, a giudizio del medico, può essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 60 mg (una compressa rivestita da 60 mg) nell’ipertensione arteriosa o 120 mg (due compresse rivestite da 60 mg) nell’angina pectoris, prendendo il medicinale una volta al giorno, al mattino.

Uso nei pazienti con compromissione della funzionalità del fegato Se il suo fegato non funziona bene può rendersi necessario un accurato controllo della pressione e, nei

casi gravi, una riduzione del dosaggio

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite.

Coral è per uso orale. La compressa rivestita con film deve essere inghiottita con un po’ di acqua al

mattino a digiuno Le compresse non devono essere masticate o spezzate. Non cambi la dose che assume senza prima informare il suo medico. Lui valuterà se aumentare o ridurre la dose e per quanto tempo deve continuare il trattamento. La compressa è sostanzialmente protetta dalla luce sia all’interno che al di fuori della confezione, grazie alla sostanza fotosensibile contenuta nella compressa.

Internamente alla confezione, le compresse sono anche protette dall’umidità e quindi devono essere estratte dall’astuccio solo quando deve assumerle. Vedere quanto riportato al paragrafo 3. Assuma CORAL per il periodo indicato dal suo medico curante.

Se prende più CORAL di quanto deve

È importante attenersi alla dose indicata dal suo medico. In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di CORAL avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Sintomi Nei casi di grave intossicazione da nifedipina sono stati osservati i seguenti sintomi: disturbi della coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco di tipo

tachi/bradicardico (accelerazione/rallentamento della frequenza cardiaca), iperglicemia (aumento dei valori di zucchero nel sangue), diminuzione del pH del sangue a causa di un aumento della quantità di sostanze acide nel sangue (acidosi metabolica), carenza di ossigeno (ipossia), gravi problemi al cuore come shock cardiogeno con accumulo di liquidi intorno al polmone (edema polmonare). Se dimentica di prendere Coral Se dimentica di prendere il medicinale, lo prenda appena se ne ricorda lo stesso giorno. Se le capita di saltare un giorno, prenda la dose normale il giorno successivo. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza di una dose. Se non è certo sul da farsi, consulti il medico o il farmacista. Se interrompe il trattamento con CORAL

Non interrompa l’assunzione del medicinale senza aver prima consultato il medico. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Nel corso delle sperimentazioni con nifedipina sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati: Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

- gonfiore all’estremità dell’organismo dovuto ad un accumulo di liquidi (edema periferico);
- mal di testa (cefalea);

- senso di malessere
- edema, incluso l’edema periferico (gonfiore generalizzato o alle estremità),
- vasodilatazione (dilatazione dei vasi sanguigni),
- costipazione (stitichezza),
Effetti indesiderati non Comuni:(possono interessare fino ad 1 persona su 100)
- reazione allergica,

- edema allergico/angioedema (gonfiore della pelle, del volto e delle mucose, incluso l’edema
laringeo, potenzialmente pericoloso per la vita),
- reazioni ansiose, disturbi del sonno;
- vertigini, emicrania(mal di testa unilaterale), capogiri, tremore;
- disturbi della vista;

- tachicardia (battito del cuore accelerato), sensazione di battito del cuore accelerato o irregolare (palpitazioni);

- severa compromissione del flusso della bile verso il duodeno a causa di un ostruzione interna
al fegato (colestasi intraepatica);
- ipotensione (bassa pressione del sangue),
- sincope (svenimento),
- epistassi (perdita di sangue dal naso),
- congestione nasale (naso chiuso),

- dolore gastrointestinale e addominale (mal di pancia),
- nausea,
- dispepsia (cattiva digestione),
- flatulenza (presenza di gas nell’intestino),
- diarrea,

- bocca secca,
- incremento transitorio degli enzimi del fegato,
- eritema (arrossamento della pelle),
- crampi muscolari,
- gonfiore alle articolazioni,
- poliuria (aumento della quantità di urine emesse),
- disuria (difficoltà a urinare),
- disfunzione erettile (difficoltà a raggiungere e mantenere l’erezione),
- dolore aspecifico, dolori alle estremità,
- brividi.
Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)
- prurito, orticaria (prurito e piccole macchie sulla pelle),
- eruzione cutanea
- alterazione della sensibilità ad esempio formicolio (parestesiadisestesia);
- ingrossamento dei tessuti gengivali (iperplasia gengivale);

- eruzione cutanea di natura infiammatoria causato da reazioni di sensibilità alla luce solare
(dermatite fotosensibile);
- sviluppo delle mammelle nell’uomo (ginecomastia).
Effetti indesiderati a frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati

disponibili)
- agranulocitosi (mancanza di alcune cellule del sangue, dette granulociti),
- riduzione del numero di globuli bianchi nel sangue(leucopenia);
- reazione anafilattica/anafilattoide (grave reazione allergica o simil-allergica),
- aumento della quantità di zucchero nel sangue (iperglicemia);

- diminuzione della sensibilità (ipoestesia)
- sonnolenza,
- dolore oculare (dolore agli occhi),

- dolore toracico (angina pectoris),
- dispnea (difficoltà di respiro, affanno),
- bezoari (formazione di masse voluminose nello stomaco),
- disfagia (difficoltà a deglutire),
- ostruzione intestinale (blocco del transito del contenuto intestinale),
- ulcera intestinale,

- vomito,
- insufficienza dello sfintere gastroesofageo (rigurgito),
- ittero (colorazione gialla della pelle e del bianco degli occhi),
- necrolisi epidermica tossica (grave malattia della pelle),
- reazione fotoallergica (reazione della pelle in seguito ad esposizione al sole),
- porpora palpabile (un tipo particolare di eruzione cutanea),

- artralgia (dolore alle articolazioni),
- mialgia (dolore ai muscoli),

- difficoltà respiratoria.

Occasionalmente, sono stati, segnalati anche: episodi di epatite (infiammazione el fegato), aumento degli enzimi noti come fosfatasi alcalina o LDH, bruciore gastrico (pirosi), mal di gola, tosse, congestione nasale, disturbi della sfera sessuale, febbre, sudorazione, riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia), riduzione del numero dei globuli

rossi (anemia), rigidità articolari. Con altre formulazioni di nifedipina: grave riduzione del numero di globuli bianchi (agranulocitosi), gravi lesioni cutanee caratterizzate da aree di distacco della pelle (dermatite esfoliativa), una rara sindrome da vasodilatazione dovuta all’aumento della temperatura cutanea con arrossamento dei piedi e, meno di frequente, delle mani (eritromelalgia).

Una marcata riduzione della pressione arteriosa a seguito della vasodilatazione, si può presentare in quei pazienti che fanno la dialisi e che sono affetti da una patologia nota come ipertensione maligna, che provoca un abnorme aumento della pressione arteriosa .

Segnalazione degli effetti indesiderati del Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sul cartone. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro e correttamente conservato. Tenere il medicinale al riparo dalla luce solare diretta e dall’umidità. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità, le compresse dovrebbero quindi essere estratte dall’astuccio solo immediatamente prima dell’uso. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene CORAL Il principio attivo è nifedipina. CORAL 30 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato Ogni compressa contiene 30 mg di nifedipina. Gli altri componenti sono:

Idrossipropilmetilcellulosa, polivinilpirrolidone, carbossimetilcellulosa, magnesio stearato, silice colloidale, talco, polietilenglicole 6000, simeticone, titanio biossido (E 171), ferro ossido rosso (E 172). CORAL 60 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato Ogni compressa contiene 60 mg di nifedipina. Gli altri componenti sono:

Idrossipropilmetilcellulosa, polivinilpirrolidone, carbossimetilcellulosa, magnesio stearato, silice colloidale, talco, polietilenglicole 6000, simeticone, titanio biossido (E 171), ferro ossido rosso (E 172).

Descrizione dell’aspetto di CORAL e contenuto della confezione CORAL è disponibile nelle seguenti confezioni: CORAL 30 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato in astuccio di cartone contenente 14 compresse in blister. CORAL 60 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato in astuccio di cartone contenente 14

compresse in blister.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

TITOLARE

S.F. Group S.r.l. Via Tiburtina 1143 – 00156 Roma

PRODUTTORE/I Special Product’s Line S.p.A. Via Fratta Rotonda vado Largo n.1 03012 Anagni (FR) Italia Lachifarma S.r.l. Laboratorio Chimico Farmaceutico Salentino S.S. 16 Adriatica Zona industriale 73010 Zollino (Lecce)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

25 Novembre 2021

Domande frequenti su CORAL

Come si usa CORAL?

CORAL si presenta in forma di Compressa a rilascio modificato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CORAL è disponibile senza ricetta?

No, CORAL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CORAL?

Il principio attivo di CORAL è NIFEDIPINA.

Quali sono gli equivalenti di CORAL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NIFEDIPINA MYLAN GENERICS, NIFEDIPINA MYLAN GENERICS ITALIA, NIFEDIPINA DOC GENERICI, NIFEDIPINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CORAL?

CORAL è prodotto da S.F. GROUP S.R.L..

Da quando CORAL è autorizzato in Italia?

CORAL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1999-06-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione della specialità medicinale

CORAL 30 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato CORAL 60 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa da 30 mg contiene: Principio attivo: Nifedipina 30 mg Ogni compressa da 60 mg contiene: Principio attivo: Nifedipina 60 mg Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film a rilascio modificato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

− Trattamento della cardiopatia ischemica: angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo). − Trattamento dell’ipertensione arteriosa. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia Il trattamento va possibilmente adattato alle necessità individuali in funzione della gravità della malattia e della risposta del paziente. Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi, una riduzione del dosaggio. Salvo diversa prescrizione medica per l’adulto valgono le seguenti direttive posologiche: Adulti Dose 1. Cardiopatia ischemica, Angina pectoris cronicamente stabile (angina da sforzo) 1 cpr da 30 mg al dì La dose può essere gradatamente aumentata, in accordo con le esigenze individuali dei pazienti, fino ad un dosaggio massimo di 120 mg somministrato una volta al giorno, al mattino. 2. Ipertensione arteriosa 1 cpr da 30 mg al dì In alcuni casi può risultare opportuno incrementare gradualmente la dose, secondo le esigenze individuali, fino ad un dosaggio massimo di 60 mg somministrato una volta al giorno, al mattino.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite. Modo di somministrazione La compressa rivestita con film deve essere inghiottita con un po’ di acqua al mattino a digiuno. Le compresse non devono essere masticate o spezzate. Qualsiasi aggiustamento ai dosaggi superiori o inferiori deve essere effettuato solo sotto controllo medico. La sostanza fotosensibile contenuta nella compressa è sostanzialmente protetta dalla luce all’interno e al di fuori della confezione. Internamente alla confezione, le compresse sono anche protette dall’umidità e quindi devono essere estratte dall’astuccio solo a scopo di assunzione. Durata del trattamento Secondo prescrizione del medico curante. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, elencati al paragrafo 6.1. Gravidanza accertata (fino alla 20a settimana) o presunta ed in corso di allattamento. La nifedipina non deve essere usata in caso di shock cardiovascolare. CORAL non deve essere usato in pazienti con tasca di Kock (ileostomia dopo proctocolectomia). La nifedipina non deve essere usata in associazione a rifampicina (in quanto l'induzione enzimatica non consente di ottenere livelli plasmatici efficaci di nifedipina). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Per gli effetti della nifedipina sulle resistenze vascolari periferiche è richiesta cautela nei pazienti con pressione sanguigna molto bassa (ipotensione grave con pressione sistolica inferiore a 90 mmHg) ed è necessario controllare attentamente la pressione arteriosa all’inizio della terapia e fino a quando non sia stata raggiunta la posologia di mantenimento. Per lo stesso motivo la nifedipina deve essere usata con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia conclamata, grave stenosi aortica ed in quelli in trattamento con -bloccanti o farmaci ipotensivi. Come per altri materiali non deformabili deve essere usata prudenza qualora si somministri CORAL a pazienti con gravi stenosi pre-esistente del tratto gastrointestinale poiché possono insorgere dei sintomi ostruttivi. Eccezionalmente è possibile la formazione di bezoari che possono richiedere la terapia chirurgica. In singoli casi sono stati descritti sintomi ostruttivi anche senza riscontro anamnestico di disturbi gastrointestinali. CORAL non deve essere usato nei pazienti portatori di tasca di Kock (ileostoma dopo proctocolectomia). Nel corso di indagini radiologiche con contrasto di bario CORAL può dare immagini falsamente positive (come dei difetti di riempimento interpretabili come polipi). La nifedipina non deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. L’uso della nifedipina deve essere limitato a donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.6). Le informazioni disponibili non consentono di escludere la possibilità di effetti indesiderati sul nascituro e sul neonato. Pertanto, l’impiego in gravidanza dopo la 20a settimana richiede una valutazione molto accurata del rapporto rischio/beneficio e deve essere preso in considerazione solo qualora tutte le altre opzioni terapeutiche non siano indicate o si siano rivelate inefficaci. In corso di gravidanza (vedere paragrafo 4.3) in situazioni di emergenza ipertensiva, quali ad esempio l'eclampsia, il farmaco deve essere utilizzato sotto la responsabilità e lo stretto controllo del medico. S

raccomanda particolare cautela quando si somministri nifedipina in associazione a solfato di magnesio per via endovenosa, a causa di una possibile eccessiva caduta pressoria che può nuocere sia alla madre che al feto. L’impiego di nifedipina non è raccomandato durante l’allattamento al seno in quanto è stato segnalato che nifedipina viene escreta nel latte umano e non si conoscono gli effetti dell'assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina (vedere paragrafo 4.6). Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi, una riduzione del dosaggio. La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4. Tutti i farmaci che sono noti per inibire o indurre questo sistema enzimatico possono quindi alterare l’effetto di primo passaggio o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.5). Farmaci che sono deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4 e quindi possono dare luogo ad un incremento nelle concentrazioni di nifedipina, sono ad esempio: - antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina), - inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir), - antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo), - gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina, - quinupristin/dalfopristin, - acido valproico, - cimetidina. In caso di somministrazione contemporanea di questi farmaci, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Nei pazienti sotto dialisi, affetti da ipertensione maligna e insufficienza renale irreversibile con ipovolemia, occorre prestare attenzione in quanto si può verificare un notevole calo pressorio a causa della vasodilatazione. Nei rari casi in cui compare dolore in ambito toracico (talora disturbi tipo angina pectoris), deve essere consultato il medico curante. La comparsa di edema periferico in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia, rende necessaria la differenziazione degli edemi dovuti alla nifedipina da quelli conseguenti ad un peggioramento della funzionalità ventricolare sinistra. Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, la glicemia deve essere accuratamente controllata; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa. 4.5. Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione Effetti di altri farmaci sulla nifedipina La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale che del fegato. Tutti i farmaci che inibiscano o inducano questo sistema enzimatico possono quindi alterare l’effetto di primo passaggio (dopo somministrazione orale) o la clearance della nifedipina. Si deve tenere conto dell’entità e della durata delle interazioni qualora si somministri nifedipina in associazione ai seguenti farmaci: Diltiazem Il diltiazem diminuisce la clearance della nifedipina per cui i due principi attivi dovrebbero essere associati con cautela considerando, eventualmente, la riduzione del dosaggio di nifedipina. Rifampicina La rifampicina è un forte induttore del sistema del citocromo P450 3A4. In caso di somministrazione concomitante con rifampicina, la biodisponibilità della nifedipina viene ridotta sensibilmente co

conseguente indebolimento della sua efficacia. Per tale motivo l’impiego di nifedipina in combinazione con rifampicina risulta controindicato (vedere paragrafo 4.3). In caso di somministrazione contemporanea dei seguenti farmaci, deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina. Antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina) Non è stato condotto nessuno studio specifico sull’interazione tra nifedipina ed antibiotici macrolidi. È noto come alcuni macrolidi inibiscano il metabolismo di altri farmaci mediato dal citocromo P450 3A4 per cui non si può escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito di somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). L’azitromicina, sebbene strutturalmente correlata alla classe degli antibiotici macrolidi, è priva di attività inibente il CYP3A4. Inibitori delle proteasi anti-HIV Non è ancora stato condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la nifedipina e certi inibitori delle proteasi anti-HIV (es. amprenavir, indinavir, nelfinavir, ritonavir o saquinavir). È noto come farmaci di questa classe inibiscano il sistema del citocromo P450 3A4. Inoltre è stato dimostrato che essi inibiscono in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Quando siano somministrati insieme con la nifedipina non può essere escluso un sostanziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina dovuto ad un ridotto metabolismo di primo passaggio ed a ridotta eliminazione (vedere paragrafo 4.4). Antimicotici azolici Uno studio formale sulla possibile interazione tra nifedipina e certi antimicotici azolici (es. ketokonazolo, itraconazolo o fluconazolo) non è stato ancora eseguito. È noto come farmaci di questa classe inibiscano il sistema del citocromo P450 3A4. Quando tali farmaci vengano somministrati per via orale con la nifedipina non si può escludere un sostanziale incremento della biodisponibilità sistemica della nifedipina legato ad un ridotto metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4). Fluoxetina Non è ancora stato condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la nifedipina e la fluoxetina. È stato dimostrato che la fluoxetina inibisce in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Perciò non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Nefazodone Uno studio clinico sulla possibile interazione tra nifedipina e nefazodone non è stato ancora eseguito. È noto come il nefazodone inibisca il metabolismo di altri farmaci, mediato dal citocromo P450 3A4. Perciò non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Quinupristin / Dalfopristin La simultanea somministrazione di quinupristin/dalfopristin e nifedipina può determinare elevazione delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Acido valproico Non sono stati condotti degli studi formali tesi a valutare la potenziale interazione tra la nifedipina e l’acido valproico. Tuttavia, dato che quest’ultimo si è dimostrato in grado di aumentare le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso inibizione enzimatica, non si può escludere un aumento delle concentrazioni plasmatiche, e quindi d’efficacia, anche per la nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Cimetidina La cimetidina per il suo effetto di inibizione sul sistema del citocromo P450 3A4 eleva i livelli plasmatici di nifedipina e può potenziarne l’effetto antiipertensivo (vedere paragrafo 4.4). Altri studi Cisaprid

La contemporanea somministrazione di cisapride e nifedipina può condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di nifedipina. Antiepilettici induttori del sistema del citocromo P450 3A4, come la fenitoina, la carbamazepina e il fenobarbitale. La fenitoina induce il sistema del citocromo P450 3A4. La contemporanea somministrazione di fenitoina e nifedipina determina una riduzione della biodisponibilità e quindi dell’efficacia della nifedipina. Qualora i due farmaci vengano somministrati contemporaneamente, la risposta clinica alla nifedipina deve essere controllata e, se necessario, deve essere presa in considerazione l’aumento della sua dose. Analogamente, qualora il dosaggio della nifedipina venga incrementato durante la somministrazione contemporanea dei due farmaci, deve essere considerata una riduzione nella dose di nifedipina quando venga interrotto il trattamento con la fenitoina. Non sono stati condotti degli studi formali tesi a valutare la potenziale interazione tra nifedipina e carbamazepina o fenobarbitale. Tuttavia, dato che questi ultimi si sono dimostrati in grado di ridurre le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso un processo d’induzione enzimatica, non si può escludere una riduzione delle concentrazioni plasmatiche, e quindi dell’efficacia, anche per la nifedipina. Effetti della nifedipina su altri farmaci: Antipertensivi La nifedipina può accentuare l’effetto ipotensivo di altri antipertensivi somministrati in associazione, quali: - Diuretici, - β-bloccanti, - ACE-inibitori, - antagonisti del recettore dell’angiotensina 1 (AT-1), - Altri calcio-antagonisti, - α-bloccanti, - inibitori della PDE5, - α-metildopa. La terapia concomitante con farmaci β-bloccanti generalmente è ben tollerata; tuttavia c’è il rischio di ipotensione, di esacerbazione dell’angina e di insufficienza cardiaca. Qualora si associ la nifedipina a βbloccanti, il paziente deve essere accuratamente sorvegliato poiché è noto che in casi isolati si può verificare un peggioramento dell’insufficienza cardiaca. Digossina La contemporanea somministrazione di nifedipina e digossina può condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di digossina, legato ad una riduzione della sua clearance. A scopo precauzionale il paziente dovrebbe perciò essere controllato per rilevare l’eventuale comparsa di sintomi di sovradosaggio di digossina e, se necessario, il dosaggio del glicoside deve essere ridotto sulla base dei livelli plasmatici di digossina. Chinidina In singoli casi durante la contemporanea somministrazione di nifedipina e chinidina sono stati osservati livelli ridotti di chinidina oppure, dopo sospensione di nifedipina, un netto aumento dei livelli plasmatici di chinidina. Per questa ragione, qualora la nifedipina sia impiegata contemporaneamente o venga sospesa, si raccomanda di mantenere controllata la concentrazione plasmatica di chinidina e, se necessario, di aggiustarne il dosaggio. Da alcuni autori vengono segnalati aumenti delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito di somministrazione contemporanea dei due farmaci, mentre altri non hanno osservato variazioni nella farmacocinetica della nifedipina. Perciò la pressione arteriosa deve essere attentamente controllata qualora la chinidina venga ad essere associata ad una preesistente terapia con nifedipina. Se necessario, il dosaggio della nifedipina deve essere ridotto. Tacrolimu

Il tacrolimus viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450 3A4. Dati di recente pubblicazione indicano come, in singoli casi, il dosaggio di tacrolimus possa essere ridotto quando esso sia somministrato contemporaneamente alla nifedipina. Comunque, qualora vengano somministrati in associazione, devono essere controllate le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus considerando, se necessario, la riduzione del dosaggio di tacrolimus. Interazioni con alimenti: Succo di pompelmo Il succo di pompelmo inibisce il sistema del citocromo P450 3A4. L’assunzione contemporanea di succo di pompelmo e nifedipina produce un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina e ne prolunga l’azione a causa di un ridotto metabolismo di primo passaggio o una diminuzione della clearance. Di conseguenza l’effetto antipertensivo può risultare aumentato. In caso di consumo regolare di succo di pompelmo, questo effetto può durare fino a oltre 3 giorni dall’ultima assunzione. Pertanto, il consumo di pompelmo/succo di pompelmo deve essere evitato durante il trattamento con nifedipina. Interazioni che non sono state escluse Non sono stati dimostrati effetti sulla farmacocinetica della nifedipina quando somministrata contemporaneamente a: acido acetilsalicilico 100 mg (per l’acido acetilsalicilico alla dose di 100 mg non viene modificata l’azione sull’aggregazione piastrinica e sul tempo di sanguinamento), benazepril, doxazosin, orlistat, pantoprazolo, ranitidina, talinololo o triamterene idroclorotiazide. Non sono stati dimostrati effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica della nifedipina quando somministrata contemporaneamente ad omeprazolo o rosiglitazone. Ajmalina La concomitante somministrazione di nifedipina ed ajmalina non ha effetto sul metabolismo dell’ajmalina. Debrisochina La concomitante somministrazione di nifedipina e debrisochina non ha effetto sul metabolismo della debrisochina. Candesartan cilexetil La concomitante somministrazione di nifedipina e candesartan cilexetil non ha effetto sulla farmacocinetica dei due farmaci. Irbesartan La concomitante somministrazione di nifedipina e irbesartan non ha effetto sulla farmacocinetica di irbesartan. Altre forme di interazione: La valutazione dei valori urinari dell’acido vanil-mandelico effettuata con il metodo spettrofotometrico, in presenza di nifedipina, può evidenziare falsi incrementi dell’acido stesso. Tali valori non vengono invece modificati utilizzando il metodo HPLC. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza La nifedipina è controindicata nelle prime 20 settimane di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). La nifedipina non deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. L’uso della nifedipina deve essere limitato a donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.4).

Non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza. È stato osservato edema polmonare acuto con la somministrazione di farmaci calcioantagonisti, tra cui nifedipina, come agenti tocolitici durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in casi di gravidanza multipla (gemellare o plurigemellare), per via endovenosa e/o in associazione a beta-2 agonisti. Le informazioni disponibili sono insufficienti per escludere effetti avversi sul feto e sul neonato. Negli studi sugli animali la nifedipina si è dimostrata in grado di provocare effetti embriotossici, fetotossici e teratogeni (vedere paragrafo 5.3). La nifedipina si è dimostrata in grado di provocare effetti teratogeni nel ratto, nel topo e nel coniglio, comprese le anomalie digitali, malformazioni delle estremità, palatoschisi, schisi sternale, malformazioni costali. Le anomalie digitali e le malformazioni delle estremità sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino ma sono state osservate anche in animali trattati con nifedipina solo dopo il periodo dell’organogenesi.La somministrazione del principio attivo ha comportato una varietà di effetti tossici a carico dell'embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari ed ipotrofia dei villi coriali (scimmia), morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza neonatale (ratto; non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embriotossici e fetotossici erano tossici per l'organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l'impiego umano. L'evidenza clinica attualmente disponibile non ha permesso di identificare uno specifico rischio prenatale. Questo, nonostante sia stato segnalato un aumento dei casi di asfissia perinatale, parto cesareo, prematurità e ritardo di crescita intrauterina. Non è chiaro se questi riscontri siano dovuti all’ipertensione stessa, al suo trattamento o ad uno specifico effetto del farmaco. Allattamento La nifedipina viene escreta nel latte materno, ma non è attualmente noto se il trattamento in corso nella madre possa condizionare nel lattante un’azione farmacologica. Pertanto si consiglia, per motivi precauzionali, di sospendere l’allattamento materno. La concentrazione di nifedipina nel latte è pressoché comparabile a quella della madre in siero. Per le formulazioni a rilascio immediato, si propone di ritardare l’allattamento al seno o di non tirare il latte nelle 3 o 4 ore successive alla somministrazione del farmaco per ridurre l'esposizione del neonato alla nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Fertilità In singoli casi di fecondazione in vitro i calcio-antagonisti come la nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche reversibili con corrispondenza della parte apicale dello spermatozoo, con possibile compromissione funzionale dello sperma. Nei casi di ripetuto insuccesso della fertilizzazione in vitro, non riconducibili ad altri motivi, i calcioantagonisti come la nifedipina dovrebbero essere considerati come possibile causa. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari Le reazioni al farmaco, che variano da individuo a individuo, possono compromettere la capacità di guidare o di usare macchinari. Ciò si riferisce particolarmente all’inizio del trattamento, al cambio del farmaco ed in relazione all’assunzione di bevande alcoliche. 4.8. Effetti indesiderati Vengono elencate di seguito le reazioni avverse al farmaco (ADRs) segnalate nel corso degli studi clinici condotti con nifedipina verso placebo, e classificate secondo le categorie di frequenza CIOMS III (dati tratti dal data base di studi clinici: nifedipina n=2.661; placebo n=1.486; status: 22 febbraio 2006 - e dati tratti dallo studio ACTION: nifedipina n=3.825; placebo n=3.840). Le reazioni avverse classificate come "comuni" sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, con l’eccezione dell’edema (9,9%) e della cefalea (3,9%).

Le frequenze delle reazioni avverse segnalate con i prodotti a base di nifedipina sono riassunte nella tabella seguente. Nell’ambito di ogni gruppo di frequenza gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite come: comune (≥1/100- < 1/10); non comune (≥ Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza postmarketing sono riportate sotto "Non nota" (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemaorgano Comune Non comune Raro Non nota Patologia del sistema emolinfopoietico Agranulocitosi Leucopenia Disturbi del sistema immunitario Reazione allergica Edema allergico/ angioedema (incluso edema della laringe potenzialmente pericoloso per la vita) Prurito, Orticaria, Eruzione cutanea Reazione anafilattica/anafilattoide Disturbi psichiatrici Reazioni ansiose, disturbi del sonno Disordini del metabolismo e della nutrizione Edema periferico Iperglicemia Patologie del sistema nervoso Cefalea Vertigini, Emicrania, Capogiri, Tremore, Insonnia, Nervosismo Parestesia/disestesia Ipoestesia Sonnolenza Patologie dell’occhio Disturbi della vista Dolore oculare Patologie cardiache Tachicardia, Palpitazioni Dolore toracico (angina pectoris) Patologie vascolari Edema (incluso edema periferico), Vasodilatazione (vampate, sensazione di calore) Ipotensione Sincope Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Epistassi, Congestione nasale Dispnea Edema polmonare*

*sono stati segnalati casi nell'impiego come farmaco tocolitico in gravidanza (vedere paragrafo 4.6) Sono stati, occasionalmente, segnalati anche: episodi di epatite, aumento della fosfatasi alcalina o LDH, pirosi gastrica, mal di gola, tosse, congestione nasale, disturbi della sfera sessuale, febbre, sudorazione, trombocitopenia, anemia, rigidità articolari. Con altre formulazioni di nifedipina: agranulocitosi, dermatite esfoliativa, eritromelalgia. Nei pazienti in dialisi con ipertensione maligna ed ipovolemia si può verificare, a seguito della vasodilatazione, una marcata caduta della pressione arteriosa. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Patologie gastrointestinali Costipazione Dolori gastrointestinali e addominali, Nausea, Dispepsia, Flatulenza Secchezza delle fauci, Diarrea Iperplasia gengivale Bezoari, Disfagia Ostruzione intestinale, Ulcera intestinale, Vomito, Insufficienza dello sfintere gastroesofageo Patologie epatobiliari Aumento transitorio degli enzimi epatici, colestasi intraepatica Ittero Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema Dermatite fotosensibile Necrolisi epidermica tossica, Reazione fotoallergica, Porpora palpabile Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Crampi muscolari, Gonfiore articolare Artralgia, Mialgia Patologie renali ed urinarie Poliuria, Disuria Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzioni erettile Ginecomastia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Senso di malessere, Astenia (stanchezza) Dolore aspecifico, Brividi, Dolori alle estremit

Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Sintomi Nei casi di grave intossicazione da nifedipina sono stati osservati i seguenti sintomi: disturbi della coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco di tipo tachi/bradicardico, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, shock cardiogeno con edema polmonare. Trattamento Per quanto riguarda il trattamento, hanno la priorità l'eliminazione della sostanza attiva e la stabilizzazione delle condizioni cardiovascolari. Dopo ingestione orale è indicata una accurata lavanda gastrica associata, se necessario, ad irrigazione del piccolo intestino. Particolarmente nei casi di intossicazione con le formulazioni di nifedipina a lento rilascio, l'eliminazione dev'essere la più completa possibile, compreso l'intestino tenue, al fine di prevenire l'assorbimento del principio attivo. L'emodialisi è inutile in quanto la nifedipina non è dializzabile ma è consigliabile la plasmaferesi (per l'elevato legame proteico ed il relativamente basso volume di distribuzione). I disturbi bradicardici del ritmo cardiaco possono essere trattati con -simpaticomimetici mentre per le alterazioni di questo tipo pericolose per la vita dev'essere preso in considerazione l'impiego di un "pacemaker" temporaneo. L'ipotensione come risultato dello shock cardiogeno e della vasodilatazione arteriosa può essere trattata con il calcio (10-20 ml di soluzione di calcio gluconato al 10% da somministrarsi lentamente per via endovenosa, eventualmente da ripetersi). Come risultato, la calcemia può raggiungere i valori alti della norma o superarli di poco. Qualora l'effetto del calcio sulla pressione sanguigna dovesse rivelarsi insufficiente dovranno essere somministrati anche dei vasocostrittori simpaticomimetici, quali la dopamina o la noradrenalina, il cui dosaggio dovrà essere determinato esclusivamente dal risultato ottenuto. Infusioni di liquidi o plasma expanders andranno effettuate con cautela a causa del rischio di sovraccaricare il cuore.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: calcioantagonisti, derivati diidropiridinici. Codice ATC: C08CA05. La nifedipina è un calcio-antagonista della classe delle 1,4 - diidropiridine. I calcio-antagonisti riducono il flusso intracellulare transmembrana degli ioni calcio attraverso i canali lenti del calcio. La nifedipina è particolarmente attiva sulle cellule miocardiche e sulle cellule muscolari lisce delle arterie coronarie e dei vasi di resistenza periferici. A livello cardiaco, la nifedipina dilata le arterie coronarie, in particolar modo i vasi di conduttanza di grosso calibro, perfino nei segmenti normali di aree stenotiche. Inoltre, la nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia vascolare delle coronarie e ne previene il vasospasmo. Il risultato finale consiste nell’aumento del flusso ematico post-stenotico e l’incremento d’apporto di ossigeno. Parallelamente a questo, la nifedipina riduce la richiesta di ossigeno diminuendo la resistenza periferica (post-carico). Nell’impiego a lungo termine, la nifedipina si è dimostrata anche in grado di prevenire lo sviluppo di nuove lesioni aterosclerotiche a carico delle arterie coronarie.

La nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia vascolare anche delle arteriole, diminuendo così, le resistenze periferiche e quindi la pressione arteriosa. All'inizio del trattamento con la nifedipina si può verificare un transitorio aumento riflesso della frequenza e quindi della portata cardiaca: tale incremento non è in grado tuttavia di compensare la vasodilatazione. Inoltre, la nifedipina aumenta l’escrezione renale di sodio e acqua sia nell’uso a breve termine che in quello a lungo termine. L'effetto ipotensivo della nifedipina risulta particolarmente spiccato nei pazienti ipertesi. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbimento Lo sviluppo delle compresse con nifedipina in forma film-rivestita a rilascio modificato ha consentito la riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere con miglioramento della tollerabilità al trattamento e della compliance dei pazienti nel trattamento dell’angina stabile e dell’ipertensione arteriosa essenziale. La nuova compressa film-rivestita a rilascio modificato (FRM) a contatto con acqua o con i fluidi biologici conduce all’interazione tra le sostanze polimeriche contenute nella FRM e l’acqua. Tale interazione acqua/polimero, inizialmente leggermente rallentata dalla filmatura idrosolubile, provoca l’idratazione e la distensione delle catene polimeriche, con conseguente liberazione di energia meccanica che determina il rigonfiamento della FRM. L’interazione immediata nella prima fase del processo viene controllata nei tempi successivi dalla dissoluzione dei componenti solubili del nucleo idratato; questo permette di controllare il rigonfiamento della FRM, in modo da non provocare la distruzione del sistema. Contemporaneamente al processo di rigonfiamento della FRM avviene la cessione del principio attivo che, nel caso della nifedipina avviene prevalentemente per diffusione secondo gradiente di concentrazione, attraverso la porzione rigonfiata della FRM, la quale riduce la sua funzione di barriera man mano che i componenti polimerici si disciolgono. Grazie al suo comportamento cinetico, CORAL compresse riesce a mantenere i livelli plasmatici terapeutici per 24 ore. Principali parametri farmacocinetici di CORAL compresse: C max* (Ng . ml-1 ) T max** (h) Clearance (L/h) a) 30 mg b) 60 mg 42,8  7,4 68,9  9,5 9,7  1,4 9,08  2,7 35,9  9,1 44,3  6,8 * Valore medio delle concentrazioni plasmatiche massime. ** Valore medio dei tempi di raggiungimento della concentrazione plasmatica massima. Quota di assorbimento: superiore al 90%. Metabolita principale: acido 2-idrossi-metil-5-metossi-carbonil-6-metil-4-(O-nitrofenil)-piridin-3carbossilico; farmacologicamente inattivo; riscontrabile anche nell’urina dell’uomo dopo somministrazione per os. Eliminazione: 70-80% per via renale, 15% nelle feci. Escrezione urinaria: superiore al 90% nelle 24 ore. Legame proteico del metabolita: circa 55%. Distribuzione La nifedipina risulta legata alle proteine plasmatiche (albumina) per il 95%. L’emivita di distribuzione dopo somministrazione endovenosa è compresa tra i 5 e i 6 minuti. Biotrasformazion

Dopo somministrazione orale la nifedipina viene metabolizzata nella parete enterica e nel fegato principalmente attraverso processi ossidativi; questi metaboliti non mostrano alcuna attività farmacodinamica. Eliminazione La nifedipina viene escreta come metaboliti soprattutto per via renale e, per una quota variabile del 515%, attraverso la bile con le feci. Il principio attivo immodificato si ritrova nelle urine soltanto in tracce (inferiore allo 0,1%). L'emivita terminale di eliminazione risulta tra 1,7-3,4 ore per le formulazioni convenzionali, mentre per CORAL compresse non rappresenta un parametro significativo dato che la concentrazione plasmatica si mantiene pressoché costante grazie al continuo rilascio ed al successivo assorbimento: solo dopo l’ultima somministrazione la concentrazione plasmatica progressivamente declina con un’emivita di eliminazione sovrapponibile a quella delle formulazioni convenzionali. Nei soggetti con compromissione della funzione renale non si sono riscontrate variazioni significative di questi parametri rispetto ai volontari sani, mentre la clearance risulta ridotta nei pazienti con alterazioni della funzionalità epatica: nei casi severi può quindi rendersi necessaria una riduzione del dosaggio. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Tossicità acuta La tossicità acuta è stata studiata in diverse specie animali ed i singoli risultati sono riportati nella tabella seguente: Dose Letale50 (DL50) (mg/kg) orale endovenosa Topo 494 (421-572)* 4,2 (3,8-4,6)* Ratto 1022 (950-1087)* 15,5 (13,7-17,5)* Coniglio 250-500 2,3 Gatto circa 100 0,5-8 Cane > 250 2-3 * Intervallo di confidenza 95% Tossicità subacuta e subcronica La somministrazione orale giornaliera ai ratti (50 mg/kg di peso corporeo) ed ai cani (100 mg/kg di peso corporeo) per un periodo rispettivamente di 13 e 4 settimane è risultata tollerata e priva di effetti tossici. Dopo somministrazione parenterale (endovenosa) i cani hanno tollerato, senza danni, fino a 0,1 mg/kg di peso corporeo al giorno per 6 giorni, analogamente ai ratti (2,5 mg/kg di peso corporeo al giorno) per un periodo di 3 settimane. Tossicità cronica I cani hanno tollerato senza danni tossici fino a 100 mg/kg di peso corporeo al giorno, somministrati per via orale per oltre un anno. Nei ratti gli effetti tossici sono insorti alle concentrazioni di oltre 100 parti per milione nell’alimentazione (corrispondenti a circa 5-7 mg/kg di peso corporeo). Carcinogenicità Uno studio a lungo termine (2 anni) nel ratto non ha messo in evidenza effetti carcinogeni a carico della nifedipina. Mutagenicità Per valutare gli effetti mutageni sono stati eseguiti nel topo il test di Ames, il test Dominante-letale ed il test Micronucleo. Non si è messo in evidenza la comparsa di effetti mutageni a carico della nifedipina. Tossicologia della riproduzion

Vedere paragrafo “Fertilità, gravidanza e allattamento”

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti CORAL 30 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato Idrossipropilmetilcellulosa, Polivinilpirrolidone, Carbossimetilcellulosa, Magnesio stearato, Silice colloidale, Talco, Polietilenglicole 6000, Simeticone, Titanio biossido (E 171), Ferro ossido rosso (E 172). CORAL 60 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato Idrossipropilmetilcellulosa, Polivinilpirrolidone, Carbossimetilcellulosa, Magnesio stearato, Silice colloidale, Talco, Polietilenglicole 6000, Simeticone, Titanio biossido (E 171), Ferro ossido rosso (E 172). 6.2. Incompatibilità Non note. 6.3. Periodo di validità 3 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Il principio attivo fotosensibile è sostanzialmente protetto dalla luce all’interno ed al di fuori della confezione; si consiglia tuttavia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta. La protezione dall’umidità è garantita solo all’interno della confezione; le compresse dovrebbero quindi essere estratte dall’astuccio solo immediatamente prima dell’uso. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Natura del contenitore Astuccio di cartone litografato contenente blister opaco Contenuto 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato da 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato da 60 mg 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

S.F. Group S.r.l. Via Tiburtina 1143 – 00156 Roma

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

CORAL 30 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato 14 compresse: A.I.C. n. 024599045 CORAL 60 mg compresse rivestite con film a rilascio modificato 14 compresse : A.I.C. n. 024599058

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Prima Autorizzazione: 18.06.1999 Rinnovo: 18.06.2009 Rinnovo Illimitato: 18.06.2014

10. Data di revisione del testo

Novembre 2021

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