EXEGEN

Principio attivo: EXEMESTANO · ATC L02BG06 · GENETIC S.P.A.

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Principio attivo: EXEMESTANO
Forma farmaceutica: Compressa rivestita
Dosaggio: 25 mg COMPRESSA RIVESTITA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: GENETIC S.P.A.
Codice ATC: L02BG06
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· MEXABREST - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· EXEMESTANE AUROBINDO ITALIA - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· EXEMESTANE MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· EXEMESTANE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· EXEMESTANE EG - EG S.P.A.
· AROMASIN - GMM FARMA S.R.L.
· AROMASIN - FARMA 1000 S.R.L.
· NIBESTAN - WAVE PHARMA S.R.L.
· STANEXAM - ELLEVA PHARMA SRL
· EXEMESTANE TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· EXEMESTANE SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
· EXEMESTANE ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

Foglietto di un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo.

A cosa serve questo medicinale?

MEXABREST fa parte di un gruppo di medicinali denominati inibitori dell’aromatasi. Questi medicinali interferiscono con una sostanza chiamata aromatasi, necessaria per la produzione degli ormoni sessuali femminili,

estrogeni, soprattutto nelle donne in post-menopausa. La riduzione del livello di estrogeni nel corpo è un modo per trattare il carcinoma mammario dipendente dagli ormoni.

MEXABREST è usato per trattare il carcinoma mammario precoce dipendente dagli ormoni nelle donne in postmenopausa dopo aver completato 2-3 anni di trattamento con il medicinale tamoxifene.

MEXABREST è usato anche per trattare il carcinoma mammario in stadio avanzato dipendente dagli ormoni nelle donne in post-menopausa, nel caso in cui un diverso trattamento farmacologico ormonale non abbia mostrato un’efficacia sufficiente.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda MEXABREST − Se manifesta o ha manifestato allergia in precedenza all’exemestane o ad uno qualsiasi degli altri

componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

− Se non ha ancora passato il periodo della menopausa, ossia se presenta ancora le mestruazioni. − Se si trova o è possibile che si trovi, in gravidanza o se sta allattando al seno.

Avvertenze e precauzioni

Parli con il medico o il farmacista prima di prendere MEXABREST.

− Prima del trattamento con MEXABREST il medico potrebbe sottoporla a prelievi di sangue per assicurarsi che abbia raggiunto la menopausa. − Prima del trattamento verranno effettuati anche controlli di routine dei suoi livelli di vitamina D, dal momento che nelle fasi iniziali del carcinoma mammario possono essere molto bassi. Se i livelli saranno inferiori alla norma le verrà somministrato un supplemento di vitamina D. − Se ha problemi di fegato o di reni, informi il medico prima di prendere MEXABREST.

− Informi il medico, se soffre o ha sofferto di qualsiasi malattia che influenza la robustezza delle ossa. Il medico potrebbe voler misurare la sua densità ossea prima e durante il trattamento con MEXABREST. Questo perché questa classe di medicinali abbassa il livello degli ormoni femminili e può portare ad una perdita del contenuto minerale delle ossa, che potrebbe ridurre la loro robustezza.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare

comunque positività ai test antidoping.

Altri medicinali e MEXABREST Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica.

MEXABREST non deve essere somministrato contemporaneamente alla terapia ormonale sostitutiva (TOS). I seguenti medicinali devono essere utilizzati con precauzione quando si sta prendendo MEXABREST. Informi il medico se sta prendendo medicinali come: − rifampicina (antibiotico); − carbamazepina o fenitoina (anticonvulsivanti usati per trattare l’epilessia);

− l’erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) o preparazioni che la contengono.

Gravidanza e allattamento Se è in gravidanza o se allatta al seno, non assuma MEXABREST. Se è in gravidanza o pensa che potrebbe esserlo, informi il medico.

Se esiste la possibilità che possa iniziare una gravidanza, chieda al medico quale metodo contraccettivo può usare.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Se durante l’assunzione di MEXABREST si sente insonnolito, le gira la testa o si sente debole, non deve guidare veicoli o utilizzare macchinari.

MEXABREST contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Adulti ed anziani Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico.

MEXABREST deve essere assunto per bocca dopo i pasti, tutti i giorni all’incirca alla stessa ora. Il medico la informerà su come prendere MEXABREST e per quanto tempo.

La dose raccomandata è di una compressa da 25 mg al giorno.

Se ha bisogno di recarsi in ospedale durante la terapia con MEXABREST, informi il personale medico dei medicinali che sta prendendo.

Uso nei bambini

MEXABREST non è indicato per i bambini.

Se prende più MEXABREST di quanto deve Se assume accidentalmente una quantità eccessiva di compresse, contatti immediatamente il medico o si rechi direttamente al reparto di pronto soccorso dell’ospedale più vicino, mostrando la confezione di MEXABREST.

Se dimentica di prendere MEXABREST Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa. Se dimentica di prendere una compressa, la assuma non appena se ne ricorda. Se è prossimo al momento di assunzione della dose successiva, la prenda all’orario abituale.

Se interrompe il trattamento con MEXABREST Non smetta di assumere le compresse anche se si sente bene, a meno che non le sia stato prescritto dal medico. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. MEXABREST è ben tollerato e gli effetti indesiderati seguenti, osservati in pazienti trattati con MEXABREST, hanno prevalentemente un’intensità lieve o moderata. La maggior parte degli effetti indesiderati (per es. le vampate di calore)

è associata alla riduzione del livello di estrogeni.

Si possono verificare ipersensibilità, infiammazione epatica (epatite) e infiammazione dei dotti biliari del fegato che può causare ingiallimento della pelle (epatite colestatica). I sintomi comprendono sensazione di malessere generale, nausea, itterizia (ingiallimento della pelle e degli occhi), prurito, dolore sul lato destro dell’addome e perdita dell’appetito. Se pensa di avere uno di questi sintomi, contatti immediatamente il medico per ricevere assistenza

medica urgente.

Molto comuni: possono interessare più di 1 persona su 10 − Depressione

− Difficoltà a dormire − Cefalea − Vampate di calore − Capogiri − Nausea

− Aumento della sudorazione − Dolore muscolare e delle articolazioni (comprese osteoartrosi, mal di schiena, artrite e rigidità delle articolazioni) Stanchezza − Riduzione del numero dei globuli bianchi − Dolore addominale − Livello elevato degli enzimi epatici − Livello elevato di un prodotto della degradazione dell’emoglobina nel sangue

− Livello elevato di un enzima nel sangue a causa del danno al fegato − Dolore

Comuni: possono interessare fino a 1 persona su 10

− Perdita di appetito − Sindrome del tunnel carpale (una combinazione di puntura di spilli, intorpidimento e dolore che colpiscono tutta la mano tranne il mignolo) o formicolio/pizzicore della pelle − Vomito (star male), stipsi, problemi di digestione, diarrea

− Perdita di capelli − Eruzioni cutanee, orticaria e prurito − Assottigliamento delle ossa che può ridurne la robustezza (osteoporosi), con possibilità che in alcuni casi si manifestino fratture ossee (rotture)

Gonfiore a mani e piedi − Riduzione del numero delle piastrine nel sangue

− Sensazione di debolezza

Non comuni: possono interessare fino a 1 persona su 100 − Ipersensibilità

Rari: possono interessare fino a 1 persona su 1.000 − Comparsa di piccole vesciche nell’area di pelle con eruzione cutanea − Sonnolenza − Infiammazione epatica − Infiammazione dei dotti biliari del fegato che può causare ingiallimento della pelle

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili − Basso livello di un certo tipo di globuli bianchi nel sangue

Si possono osservare anche delle alterazioni del numero di alcune cellule del sangue (linfociti) e delle piastrine circolanti, soprattutto in pazienti con linfopenia preesistente (riduzione nel numero dei linfociti nel sangue).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

− Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

− Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. − Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. − Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene MEXABREST

Il principio attivo è l’exemestane. Ogni compressa rivestita con film contiene 25 mg di exemestane.

Gli eccipienti sono i seguenti: Nucleo: mannitolo, cellulosa microcristallina, crospovidone, amido di sodio glicolato (tipo A), ipromellosa E5,

polisorbato 80, silice colloidale anidra, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa 6cp (E464), titanio diossido (E171), macrogol 400

Descrizione dell’aspetto di MEXABREST e contenuto della confezione

Le compresse di MEXABREST sono di colore da bianco a biancastro, rotonde, biconvesse, rivestite con film, con la dicitura “E25” impressa su un lato e lisce sull’altro.

MEXABREST 25 mg compresse è disponibile in blister bianchi opachi di PVC/PVdC-alluminio contenenti 15, 20,

28, 30, 90, 98, 100 e 120 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Accord Healthcare S.L.U.

World Trade Center, Moll de Barcelona, s/n, Edifici Est 6ª planta, 08039 Barcelona, Spagna

Produttore

Laboratori FUNDACIO DAU, C/ De la letra C, 12-14, Poligono Industrial de la Zona Franca, 08040 Barcellona, Spagna

Accord Healthcare Polska Sp.z o.o., ul. Lutomierska 50,95-200 Pabianice, Polonia

Accord Healthcare B.V., Winthontlaan 200, 3526 KV Utrecht,

Paesi Bassi

Accord Healthcare Single Member S.A. 64th Km National Road Athens, Lamia, Schimatari, 32009, Grecia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: 07/2025.

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Domande frequenti su EXEGEN

Come si usa EXEGEN?

EXEGEN si presenta in forma di Compressa rivestita e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

EXEGEN è disponibile senza ricetta?

No, EXEGEN è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di EXEGEN?

Il principio attivo di EXEGEN è EXEMESTANO.

Quali sono gli equivalenti di EXEGEN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: MEXABREST, EXEMESTANE AUROBINDO ITALIA, EXEMESTANE MYLAN GENERICS, EXEMESTANE DOC GENERICI. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce EXEGEN?

EXEGEN è prodotto da GENETIC S.P.A..

Da quando EXEGEN è autorizzato in Italia?

EXEGEN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2012-09-19.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

EXEGEN 25 mg compresse rivestite

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita contiene: exemestane 25 mg. Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche EXEGEN è indicato nel trattamento adiuvante delle donne in post-menopausa con carcinoma mammario invasivo in fase iniziale e con recettori estrogenici positivi, dopo iniziale terapia adiuvante con tamoxifene per 2-3 anni. EXEGEN è indicato nel trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata, in donne in stato di post-menopausa naturale o indotta, nelle quali la malattia è progredita dopo trattamento con terapia anti-estrogenica. L'efficacia non è stata dimostrata nelle pazienti con recettori estrogenici negativi. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Pazienti adulte e anziane La dose raccomandata di EXEGEN è di 1 compressa da 25 mg da assumere una volta al giorno, preferibilmente dopo un pasto. Nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale, il trattamento con EXEGEN deve proseguire fino a completamento di una terapia ormonale adiuvante combinata sequenziale (tamoxifene seguito da EXEGEN) di cinque anni o di durata inferiore in caso di recidiva del tumore. In pazienti con carcinoma mammario in fase avanzata, il trattamento con EXEGEN deve proseguire fino a quando è evidente la progressione del tumore. Non sono richiesti aggiustamenti di dosaggio per pazienti con insufficienza epatica o renale (vedere paragrafo 5.2). Bambini L'uso nei bambini non è raccomandato. 4.3. Controindicazioni L'uso di EXEGEN compresse è controindicato nelle pazienti con nota ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, nelle donne in pre-menopausa, in quelle in gravidanza o durante l'allattamento. 4.4. Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso EXEGEN non deve essere somministrato alle donne in stato endocrino di pre-menopausa. Pertanto, se ritenuto appropriato da un punto di vista clinico, lo stato di post-menopausa dovrà essere verificato valutando i livelli di LH, di FSH e di estradiolo. EXEGEN deve essere usato con cautela in pazienti con compromissione della funzionalità epatica o renale. Le compresse di EXEGEN contengono saccarosio e non devono essere somministrate ai pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosiogalattosio o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi. Le compresse di EXEGEN contengono metil-p-idrossibenzoato e pertanto possono causare reazioni allergiche (probabilmente ritardate). EXEGEN è un potente agente che riduce il livello di estrogeni, e, in seguito alla somministrazione, è stata osservata una riduzione della densità minerale ossea ed un aumento della percentuale di fratture (vedere paragrafo 5.1). Durante il trattamento adiuvante con EXEGEN le donne con osteoporosi o a rischio di osteoporosi devono essere sottoposte ad un controllo della densit

minerale ossea valutata con densitometria ossea all'inizio del trattamento. Sebbene non siano disponibili dati sufficienti a mostrare gli effetti di una terapia per il trattamento della riduzione della densità minerale ossea, causata da EXEGEN, il trattamento dell'osteoporosi deve essere iniziato nelle pazienti a rischio. Le pazienti trattate con EXEGEN devono essere attentamente monitorate. 4.5. Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione Studi condotti in vitro hanno mostrato che il farmaco viene metabolizzato dal citocromo P450 (CYP) 3A4 e dalle aldochetoreduttasi (vedere paragrafo 5.2) e non inibisce alcuno dei principali isoenzimi CYP. In uno studio clinico di farmacocinetica, l'inibizione specifica del CYP3A4 da parte del ketoconazolo, non ha mostrato effetti significativi sulla farmacocinetica dell'exemestane. In uno studio di interazione con rifampicina, un potente induttore del CYP450, somministrata alla dose di 600 mg/die e una dose singola di 25 mg di exemestane, l'AUC dell'exemestane fu ridotta del 54% e la Cmax del 41%. Poichè la rilevanza clinica di tale interazione non è stata valutata, la somministrazione concomitante di farmaci quali rifampicina, anticonvulsivanti (es. fenitoina e carbamazepina) e preparati a base di erbe contenenti hypericum perforatum (Erba di San Giovanni) noti per indurre il CYP3A4, può ridurre l'efficacia di EXEGEN. EXEGEN deve essere usato con cautela con farmaci che vengono metabolizzati attraverso la via del CYP3A4 e che hanno una finestra terapeutica ristretta. Non esiste esperienza clinica relativa all'uso concomitante di EXEGEN con altri farmaci antitumorali. EXEGEN non deve essere somministrato in concomitanza con medicinali contenenti estrogeni poichè questi annullerebbero la sua azione farmacologica. 4.6. Gravidanza e allattamento Non sono disponibili dati clinici su donne in stato di gravidanza esposte ad EXEGEN. Studi sugli animali hanno dimostrato effetti tossici sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Pertanto EXEGEN è controindicato in gravidanza. Non è noto se l'exemestane venga escreto nel latte umano. EXEGEN non deve essere somministrato durante l'allattamento. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari A seguito dell'uso del farmaco, sono stati riportati casi di sonnolenza, torpore, astenia e vertigini. I pazienti devono essere informati che se insorgono tali effetti, le loro capacità fisiche e/o mentali necessarie per la guida di autoveicoli o l'impiego di macchinari possono essere alterate. 4.8. Effetti indesiderati EXEGEN è stato generalmente ben tollerato in tutti gli studi clinici condotti con EXEGEN alla dose standard di 25mg/die, e gli effetti indesiderati generalmente sono stati di gravità da lieve a moderata. L'incidenza di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi è stata del 7,4% nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale sottoposte a trattamento adiuvante con EXEGEN dopo terapia adiuvante iniziale con tamoxifene Le reazioni avverse segnalate con maggiore frequenza sono state vampate di calore (22%), artralgia (18%) e stanchezza (16%). L'incidenza di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi è stata del 2,8% in tutta la popolazione di pazienti con carcinoma mammario in fase avanzata. Le reazioni avverse più comuni sono state vampate di calore (14%) e nausea (12%). La maggior parte delle reazioni avverse possono essere attribuite alle normali conseguenze farmacologiche da deprivazione estrogenica (p.es. vampate di calore). Le reazioni avverse sotto elencate sono suddivise per classificazione sistemica organica e frequenza. La frequenza è così definita: molto comuni (>10%), comuni (>1%, ≤10%), non comuni (>0,1%, ≤1%), rari (>0,01%, ≤0,1%). Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Comuni: Anoressia Disturbi psichiatrici: Molto comuni Insonnia Comuni Depression

Patologie del sistema nervoso: Molto comuni Cefalea Comuni Capogiri, sindrome del tunnel carpale Non comuni Sonnolenza Patologie vascolari: Molto comuni Vampate di calore Patologie gastrointestinali: Molto comuni Nausea Comuni Dolori addominali, vomito, stipsi, dispepsia, diarrea Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Molto comuni Aumento della sudorazione Comuni Rash, alopecia Patologie del sistema muscoloscheletrico: Molto comuni Dolori muscoloscheletrici e delle articolazioni (*) Comuni Osteoporosi, fratture Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Molto comuni Stanchezza Comuni Dolorabiltà, edema periferico Non comuni Astenia (*) Include: artralgia, e con minore frequenza dolore agli arti, osteoartrite, dolore dorsale, artrite, mialgia e rigidità delle articolazioni Patologie del sistema emolinfopoietico: In pazienti con carcinoma mammario in fase avanzata raramente sono stati segnalati casi di trombocitopenia e leucopenia. Una diminuzione occasionale del numero dei linfociti è stata osservata in circa il 20% delle pazienti che ricevevano EXEGEN, in particolare in quelle con linfopenia preesistente: tuttavia, in tali pazienti i valori medi dei linfociti non si sono modificati in un modo significativo nel tempo e non è stato osservato alcun corrispondente aumento delle infezioni virali. Questi effetti non sono stati osservati in pazienti trattate negli studi relativi al carcinoma mammario in fase iniziale. Patologie epatobiliari: È stato osservato un aumento dei valori di funzionalità epatica inclusi gli enzimi, la bilirubina e la fosfatasi alcalina. La tabella sottostante mostra la frequenza degli eventi avversi e delle patologie sopra specificati nello studio di carcinoma mammario in fase iniziale (IES), indipendentemente dalla causalità, segnalati nelle pazienti che ricevevano il farmaco in studio e fino a 30 giorni dalla fine della terapia. Eventi avversi e patologie Exemestane (N =2249) Tamoxifene (N = 2279) Vampate di calore 491 (21,8%) 457 (20,1%) Stanchezza 367 (16,3%) 344 (15,1%) Cefalea 305 (13,6%) 255 (11.2%) Insonnia 290 (12,9%) 204 (9,0%) Aumento della sudorazione 270 (12.0%) 242 (10.6%) Ginecologici 235 (10,5%) 340 (14,9%) Capogiri 224 (10,0%) 200 (8,8%) Nausea 200 (8.9%) 208 (9.1%) Osteoporosi 116 (5,2%) 66 (2,9%) Emorragie vaginali 90 (4,0%) 121 (5,3%) Altro tumore primario 84 (3,6%) 125 (5,3%) Vomito 50 (2,2%) 54 (2,4%) Disturbi visivi 45 (2,0%) 53 (2,3%) Tromboembolismo 16 (0,7%) 42 (1,8%)

Nello studio IES, la frequenza di eventi ischemici cardiaci è stata del 4,5% vs 4,2% nei pazienti trattati rispettivamente con exemestane e con tamoxifene. Non è stata osservata alcuna differenza significativa per singoli eventi cardiovascolari tra cui ipertensione (9,9% vs 8,4%), infarto del miocardio (0,6% vs 0,2%) e insufficienza cardiaca (1,1% vs 0,7%). Nello studio IES, è stata riscontrata una maggiore frequenza di ulcera gastrica nel braccio exemestane rispetto al braccio tamoxifene (0,7% vs <0,1%). La maggior parte dei pazienti nel braccio exemestane con ulcera gastrica era in terapia concomitante con agenti antinfiammatori non steroidei e/o aveva una precedente storia clinica. 4.9. Sovradosaggio Gli studi clinici sono stati eseguiti con la somministrazione di EXEGEN fino alla dose di 800 mg come dose singola a volontari sani di sesso femminile e fino alla dose di 600 mg al giorno a donne in post-menopausa affette da carcinoma mammario in fase avanzata; tali dosaggi sono stati ben tollerati. Non è nota quale sia la dose singola di EXEGEN che potrebbe causare sintomi che mettono in pericolo la vita della paziente. Nei ratti e nei cani, la letalità è stata osservata dopo somministrazioni di dosi singole orali equivalenti rispettivamente a 2.000 e 4.000 volte la dose raccomandata nell'uomo, calcolata sulla base di mg/m2 . Non esiste alcun antidoto specifico al sovradosaggio e il trattamento deve essere sintomatico. Sono indicate terapie generali di supporto, compreso il monitoraggio frequente dei segni vitali e la stretta osservazione della paziente.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: inibitore steroideo dell'aromatasi; agente antineoplastico.Codice ATC: L02BG06. Exemestane è un inibitore steroideo irreversibile dell'aromatasi, correlato strutturalmente al substrato naturale androstenedione. Nelle donne in post-menopausa, gli estrogeni vengono prodotti principalmente dalla conversione di androgeni in estrogeni attraverso l'enzima aromatasi nei tessuti periferici. La deprivazione estrogenica attraverso l'inibizione dell'aromatasi è un trattamento efficace e selettivo per il carcinoma mammario ormono-dipendente nelle donne in post-menopausa. Nelle donne in post-menopausa, EXEGEN somministrato per via orale riduce significativamente le concentrazioni sieriche di estrogeni a partire da una dose da 5 mg, raggiungendo la soppressione massima ( >90%) con una dose di 10-25 mg. Nelle pazienti in postmenopausa affette da carcinoma mammario trattate con la dose giornaliera di 25 mg, l'attività aromatasica corporea è ridotta del 98%. Exemestane non possiede alcuna proprietà progestinica o estrogenica. È stata osservata una leggera attività androgenica probabilmente dovuta al 17-idro derivato, soprattutto ad alte dosi. Nel corso di studi condotti con dosi giornaliere multiple, EXEGEN non ha dimostrato effetti rilevabili sulla biosintesi surrenalica del cortisolo o dell'aldosterone, misurata prima o dopo lo stimolo con ACTH, dimostrando così la sua selettività per quanto riguarda gli altri enzimi coinvolti nella sintesi di steroidi. Pertanto, la terapia sostitutiva con glucocorticoidi o mineralcorticoidi non è necessaria. Un leggero aumento non dose-dipendente nei livelli sierici di LH e FSH è stato osservato anche a basse dosi: tuttavia, questo effetto è atteso vista la classe farmacologica d'appartenenza ed è probabilmente il risultato di un feedback a livello ipofisario dovuto alla riduzione dei livelli di estrogeni che stimolano la secrezione ipofisaria delle gonadotropine anche nelle donne in postmenopausa. Trattamento del carcinoma mammario in fase iniziale Fratture osteoporotiche 14 (0,6%) 12 (0,5%) Infarto del miocardio 13 (0,6%) 4 (0,2%)

Nel corso di uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, condotto su 4724 pazienti in post-menopausa affette da carcinoma mammario primario con recettori estrogenici positivi o sconosciuti, le pazienti libere dalla malattia a seguito di una terapia adiuvante con tamoxifene per 2-3 anni sono state randomizzate ad un successivo trattamento di 3-2 anni con EXEGEN (25 mg/die) o con tamoxifene (20 o 30 mg/die) per completare un ciclo di terapia ormonale complessivo di 5 anni. Dopo una durata media della terapia di circa 30 mesi ed un follow -up mediano di circa 52 mesi, i risultati hanno dimostrato che il trattamento sequenziale con EXEGEN dopo 2-3 anni di terapia adiuvante con tamoxifene è stato associato ad un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo per la sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al proseguimento della terapia con tamoxifene. L'analisi effettuata ha dimostrato che nel periodo di studio EXEGEN ha ridotto il rischio di recidiva di carcinoma mammario del 24% rispetto al tamoxifene (Hazard Ratio 0,76, p=0,00015). L'effetto benefico di exemestane rispetto al tamoxifene relativamente alla sopravvivenza libera da malattia (DFS) è risultato evidente a prescindere dal coinvolgimento linfonodale o da una precedente chemioterapia. Inoltre, EXEGEN ha ridotto significativamente il rischio di carcinoma mammario controlaterale (Hazard Ratio 0,57, p=0,04158). Nell'intera popolazione dello studio, è stato osservato un trend verso una migliore sopravvivenza globale per exemestane (222 decessi) rispetto a tamoxifene (262 decessi) con un hazard ratio pari a 0,85 (log-rank test: p=0,07362), che rappresenta una riduzione del 15% del rischio di decesso in favore di exemestane. È stata osservata una riduzione statisticamente significativa del 23% del rischio di decesso (hazard ratio per la sopravvivenza globale pari a 0,77; Wald chi square test: p = 0,0069) per exemestane rispetto a tamoxifene quando corretto per i fattori prognostici pre-determinati (ER, linfonodi, precedente chemioterapia, uso di TOS e di bifosfonati).I risultati principali di efficacia in tutte le pazienti (popolazione “intention to treat“) e nelle pazienti con recettori estrogenici positivi sono riassunti nella tabella sottostante: Endpoint Popolazione Exemestane Eventi /N(%)Tamoxifene Eventi /N(%) Hazard Ratio (95% CI) Valore di p* Sopravvivenza libera da malattiaa Tutte le pazienti 354 /2352 (15,1%) 453 /2372 (19,1%) 0.76 (0,67-0,88) 0,00015 Pazienti ER+ 289 /2023 (14,3%) 370 /2021 (18,3%) 0,75 (0,65-0,88) 0,00030 Carcinoma mammario controlaterale Tutte le pazienti 20 /2352 (0,9%) 35 /2372 (1,5%) 0.57 (0,33-0,99) 0,04158 Pazienti ER+ 18 /2023 (0,9%) 33 /2021 (1,6%) 0.54 (0,30-0,95) 0,03048 Sopravvivenza libera da carcinoma mammario b Tutte le pazienti 289 /2352 (12,3%) 373 /2372 (15,7%) 0.76 (0,65-0,89) 0,00041 Pazienti ER+ 232 /2023 (11, 5%) 305 /2021 (15,1%) 0,73 (0,62-0,87) 0,00038 Sopravvivenza libera da metastasi a distanza c Tutte le pazienti 248 /2352 (10,5%) 297 /2372 (12,5%) 0,83 (0,70-0,98) 0,02621 Pazienti ER+ 194 /2023 (9,6%) 242 /2021 (12,0%) 0,78 (0,65-0,95) 0,01123 Sopravvivenza globale d Tutte le pazienti 222 /2352 (9,4%) 262 /2372 (11,0%) 0.85 (0,71-1,02) 0,07362 Pazienti ER+ 178 /2023 (8,8%) 211 /2021 (10,4%) 0,84 (0,681-1,02)0,07569 * Log-rank test; Pazienti ER+ = pazienti con recettori estrogenici positivi; a La sopravvivenza libera da malattia è definita come la prima comparsa di recidiva locale o di metastasi a distanza, di carcinoma mammario controlaterale, o di decesso per qualsiasi causa; b La sopravvivenza libera da carcinoma mammarioè definita come la prima comparsa di recidiva locale o di metastasi a distanza, di carcinoma mammario controlaterale, o di decesso per carcinoma mammario; c La sopravvivenza libera da metastasi a distanza è definita come la prima comparsa di metastasi a distanza o di decesso per carcinoma mammario; d La sopravvivenza globale è definita come la comparsa di decesso per qualsiasi causa.

Nell'ulteriore analisi del sottogruppo di pazienti con recettori estrogenici positivi o sconosciuti, l'hazard ratio non corretto per la sopravvivenza globale è stato 0,83 (log-rank test: p=0,04250), che rappresenta una riduzione clinicamente e statisticamente significativa del rischio di decesso del 17%. I risultati di un sottostudio sull'osso hanno dimostrato che nelle donne trattate con EXEGEN dopo 2-3 anni di terapia con tamoxifene si osserva un moderata riduzione della densità minerale ossea. Nello studio complessivo l'incidenza di fratture in corso di trattamento valutata nei 30 mesi di trattamento è stata maggiore nelle pazienti trattate con EXEGEN rispetto a quelle trattate con tamoxifene (4,5% e 3,3% rispettivamente, p=0,038). I risultati di un sottostudio sull'endometrio indicano che dopo 2 anni di trattamento si è verificata una riduzione mediana dello spessore dell'endometrio del 33% nelle pazienti trattate con EXEGEN rispetto ad una variazione non rilevabile nelle pazienti trattate con tamoxifene. L'ispessimento endometriale , rilevato all'inizio del trattamento, si è normalizzato (<5mm) nel 54% delle pazienti trattate con EXEGEN. Trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata In uno studio clinico controllato randomizzato validato da un comitato revisore, si è dimostrato come EXEGEN somministrato alla dose quotidiana di 25 mg, prolunghi, in maniera statisticamente significativa la sopravvivenza, il Tempo alla Progressione (TTP), il Tempo alla Ricaduta (TTF) se comparato al trattamento ormonale standard con megestrolo acetato in pazienti in postmenopausa affette da carcinoma mammario in fase avanzata che avevano progredito dopo o durante il trattamento con tamoxifene somministrato come terapia adiuvante o come trattamento di prima linea per la malattia in fase avanzata. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbimento: A seguito della somministrazione orale di EXEGEN compresse, l'exemestane viene assorbito rapidamente. La frazione della dose assorbita attraverso il tratto gastrointestinale, è elevata. La biodisponibilità assoluta nell'uomo è sconosciuta, nonostante venga limitata da un ampio effetto di primo passaggio epatico. Un effetto simile ha determinato una biodisponibilità assoluta del 5% nei ratti e nei cani. Dopo una dose singola di 25 mg, livelli plasmatici massimi di 18 ng/ml sono stati raggiunti dopo 2 ore. La concomitante assunzione di cibo aumenta la biodisponibilità del 40%. Distribuzione: Il volume di distribuzione dell'exemestane, non corretto per la biodisponibilità orale, è di circa 20000 l. La cinetica è lineare e l'emivita terminale di eliminazione è di 24 ore. Il legame con le proteine plasmatiche è del 90% ed è indipendente dalla concentrazione. L'exemestane e i suoi metaboliti non si legano agli eritrociti. Dopo somministrazioni ripetute, non si riscontra accumulo di exemestane secondo modalità inattese. Metabolismo ed escrezione: L'exemestane è metabolizzato mediante ossidazione del gruppo metilenico in posizione 6 ad opera dell'isoenzima CYP3A4 e/o riduzione del gruppo 17-cheto ad opera dell'aldochetoreduttasi seguita dalla coniugazione. La clearance dell'exemestane, non corretta per la biodisponibilità orale, è di circa 500 l/ora. I metaboliti sono inattivi o meno attivi del farmaco progenitore nell'inibire l'aromatasi. La quantità di farmaco immodificato escreto con le urine è l'1% della dose. Nelle feci e nelle urine, quantitativi uguali (40%) di exemestane C14-marcato venivano eliminati entro una settimana. Particolari popolazioni di pazient

Età: Non è stata osservata alcuna correlazione significativa tra l'esposizione sistemica di EXEGEN e l'età dei soggetti. Insufficienza renale: In pazienti con grave compromissione renale (CLcr < 30 ml/min), l'esposizione sistemica all'exemestane è stata di 2 volte superiore a quella riscontrata nei volontari sani. In considerazione del profilo di sicurezza dell'exemestane, non si ritiene necessario alcun aggiustamento di dosaggio. Insufficienza epatica: In pazienti con compromissione epatica da moderata a grave, l'esposizione dell'exemestane è 2-3 volte più elevata rispetto a quella riscontrata nei volontari sani. In considerazione del profilo di sicurezza dell'exemestane, non si ritiene necessario alcun aggiustamento di dosaggio. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Studi tossicologici: I risultati degli studi di tossicità a dosi ripetute nei ratti e nei cani, quali gli effetti sugli organi della riproduzione ed annessi, erano in genere attribuibili all'attività farmacologica di exemestane. Altri effetti tossicologici (su fegato, rene o sistema nervoso centrale) sono stati osservati solo a esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto all'esposizione massima nell'uomo, indicando scarsa rilevanza per l'uso clinico. Mutagenicità: L'exemestane non è stato genotossico nei batteri (test di Ames), nelle cellule V79 di criceti cinesi, negli epatociti dei ratti e nel test nel micronucleus nel topo. Nonostante in vitro l'exemestane sia clastogenico nei linfociti, esso non è stato clastogenico in due studi in vivo. Tossicologia sulla riproduzione: Exemestane è risultato embriotossico nei ratti e nei conigli a livelli di esposizione sistemica simili a quelli ottenuti nell'uomo alla dose di 25 mg/die. Non c'è stata evidenza di teratogenicità. Carcinogenicità: In uno studio di carcinogenicità a due anni nei ratti femmina, non sono stati osservati tumori correlati al trattamento. Nei ratti maschi lo studio si è concluso dopo 92 settimane, a causa della morte prematura degli stessi per nefropatia cronica. In uno stud io di cancerogenesi a due anni nei topi, è stato osservato un aumento dell'incidenza di neoplasmi epatici in entrambi i sessi a dosi intermedie ed elevate (150 e 450 mg/kg/die). Tale risultato è considerato correlato alla induzione degli enzimi epatici microsomiali, effetto osservato nei topi ma non negli studi clinici. È stato inoltre notato un aumento dell'incidenza degli adenomi del tubulo renale nei topi maschi a dosi elevate (450 mg/kg/ die). Questo cambiamento è considerato speciee sesso-specifico e si è presentato a una dose che rappresenta una esposizione al farmaco 63 volte maggiore della dose terapeutica nell'uomo. Nessuno degli effetti osservati è considerato clinicamente correlato al trattamento con exemestane.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Lista degli eccipienti Nucleo della compressa: Polisorbato 80, Mannitolo, Ipromellosa 5cP, Crospovidone, Cellulosa microcristallina, Sodio amido glicollato tipo A, Silice colloidale anidra, Magnesio stearato. Rivestimento: Titanio diossido, Propilen glicole, Ipromellosa 5cP. 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Validità 3 anni 6.4. Speciali precauzioni per la conservazione Questo medicinale non richiede specifiche precauzioni per la conservazione 6.5. Natura e capacità del contenitore 30 compresse in blister 6.6. Istruzioni per l’uso Nessuna istruzione particolar

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Genetic S.p.A., Via G. Della Monica n. 26, 84083 Castel San Giorgio (SA)

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