FEMMEDOL

FEMMEDOL è indicato per il trattamento di breve durata: - dei sintomi del dolore lieve o moderato, ad esempio dolore ai muscoli, alle articolazioni, mal di testa, mal di denti e dolori che si presentano durante il ciclo mestruale; - della febbre.

Usato per: febbredolore

Principio attivo: NAPROXENE, NAPROXENE SODICO · ATC M01AE02 · FARMITALIA INDUSTRIA CHIMICO FARMACEUTICA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: NAPROXENE, NAPROXENE SODICO
Forma farmaceutica: Granulato, Compressa rivestita con film
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 220 mg GRANULATO
  • 220 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: CUTANEA
Titolare AIC: FARMITALIA INDUSTRIA CHIMICO FARMACEUTICA S.R.L.
Codice ATC: M01AE02
Regime di fornitura: Non Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NAPROSSENE AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· NAPROXENE SODICO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· NAPROSSENE EG - EG S.P.A.
· SYNFLEX - RECORDATI INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA S.P.A.
· NAPROSYN - RECORDATI INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA S.P.A.
· LASER - EURO-PHARMA S.R.L.
· MOMENDOL - AZIENDE CHIMICHE RIUNITE ANGELINI FRANCESCO A.C.R.A.F. S.P.A.
· NAPRIUS - S.F. GROUP S.R.L.
· DOLOLIBRE - INFECTOPHARM ARZNEIMITTEL UND CONSILIUM GMBH
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

FEMMEDOL contiene il principio attivo naprossene sodico, che appartiene ad un gruppo di

medicinali chiamati antinfiammatori e antireumatici non steroidei che agiscono alleviando il dolore ed i sintomi delle infiammazioni.

FEMMEDOL è indicato per il trattamento di breve durata:

- dei sintomi del dolore lieve o moderato, ad esempio dolore ai muscoli, alle articolazioni, mal di
testa, mal di denti e dolori che si presentano durante il ciclo mestruale;
- della febbre.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio dopo 7 giorni di trattamento per il

dolore e 3 giorni per la febbre (Vedere il paragrafo “Come prendere FEMMEDOL”).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda FEMMEDOL:
- se è allergico al naprossene o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se ha avuto reazioni allergiche (ad esempio asma, orticaria, naso che cola (rinite), polipi nel
naso, gonfiore della pelle e delle mucose (angioedema)) ad altri medicinali simili come l’acido

acetilsalicilico, altri antinfiammatori non steroidei, antipiretici, antireumatici;
- se presenta lesioni o infiammazioni allo stomaco e all’intestino (ulcera peptica in fase attiva e
infiammazioni gastrointestinali);
- se in passato ha avuto episodi (due o più di due) di sanguinamento o lesioni a stomaco e
intestino o ha manifestato questi problemi dopo aver assunto medicinali per trattare le
infiammazioni (antinfiammatori non steroidei);

- se soffre di gravi problemi al fegato (grave insufficienza epatica), ai reni (grave insufficienza
renale con clearance creatininica < 30 ml/min) o al cuore (severa insufficienza cardiaca);
- se manifesta gonfiore del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola dovuto ad un

accumulo di liquidi (angioedema);
- se è in trattamento con medicinali chiamati diuretici utilizzati per facilitare l’eliminazione
dell’urina e per abbassare la pressione del sangue o medicinali utilizzati per fluidificare il
sangue (anticoagulanti);
- se ha un’emorragia in atto o è un soggetto a rischio;

- se si trova negli ultimi mesi (terzo trimestre) di gravidanza e se sta allattando al seno (Vedere il
paragrafo “Gravidanza e allattamento”);
- se la persona che deve prendere questo medicinale ha meno di 12 anni di età (Vedere il
paragrafo “Bambini”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere FEMMEDOL.

L’uso di FEMMEDOL deve essere evitato insieme ad altri medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2) (Vedere il paragrafo “Altri medicinali e FEMMEDOL”).

Informi il medico e prenda questo medicinale con cautela nei seguenti casi:
- se è un soggetto predisposto, FEMMEDOL può aumentare il rischio di reazioni allergiche
(reazioni anafilattiche e anafilattoidi);
- se soffre o ha sofferto in passato di asma o reazioni allergiche in quanto può manifestare grave
difficoltà a respirare (broncospasmo);
- se è anziano o se in passato ha sofferto di lesioni (pregressa patologia gastrointestinale) dello
stomaco o dell’intestino, specialmente se accompagnate da sanguinamenti e perforazioni.

FEMMEDOL, soprattutto se assunto ad alte dosi e per lunghi periodi, può aumentare il rischio di sanguinamenti, lesioni o perforazioni dello stomaco o intestino che possono essere fatali (emorragia, ulcerazione o perforazione gastrointestinale) (Vedere il paragrafo “Possibili effetti indesiderati”). In tal caso, si deve iniziare il trattamento con la minima dose efficace e può

essere utile assumere un medicinale che protegga lo stomaco (misoprostolo, inibitori della pompa protonica) (Vedere il paragrafo “Altri medicinali e FEMMEDOL”). Informi il medico se si manifesta un qualsiasi sintomo inusuale che interessa lo stomaco o l’intestino, in particolare sanguinamenti (emorragia gastrointestinale), soprattutto nelle prime fasi del trattamento; - se è in trattamento con i seguenti medicinali, in quanto possono aumentare il rischio di lesioni allo stomaco e/o all’intestino e sanguinamento:

• medicinali usati per il trattamento delle allergie e delle infiammazioni (corticosteroidi
orali);
• medicinali utilizzati per rendere il sangue più fluido (anticoagulanti e antiaggreganti

come eparina, warfarin e aspirina);
• medicinali per il trattamento della depressione (inibitori selettivi del reuptake della
serotonina).
- se soffre di problemi all’intestino (colite ulcerosa, morbo di Crohn), perché la somministrazione
di FEMMEDOL può aggravare i sintomi della malattia (Vedere il paragrafo “Possibili effetti
indesiderati”);

- se soffre di pressione alta (ipertensione arteriosa) o ha problemi al cuore (insufficienza cardiaca
congestizia da lieve a moderata). In questo caso, il medico deve eseguire controlli periodici,
perché FEMMEDOL può diminuire l’eliminazione di liquidi e causare gonfiore (edema);
- se ha problemi di sanguinamento (disordini della coagulazione). Il medico deve monitorare
attentamente se sta prendendo dei farmaci che possono alterare la coagulazione del sangue;

- se ha problemi della funzionalità dei reni e del fegato (compromessa funzionalità renale ed epatica). In questi casi, soprattutto se è anziano, il medico deve tenerla sotto stretto controllo durante la terapia con FEMMEDOL (Vedere i paragrafi “Uso in persone con problemi ai reni e

al fegato”). FEMMEDOL può alterare i risultati di alcuni esami di laboratorio per la funzionalità
del fegato (test di funzionalità epatica);
- se pensa di avere un’infezione, perché questo medicinale può nascondere o peggiorare i sintomi
di alcune malattie infettive (esempio sviluppo di fasciti necrotizzanti);
- se intende iniziare una gravidanza, se ha problemi di fertilità o se si sottopone ad accertamenti
sulla fertilità (Vedere il paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”).

FEMMEDOL, soprattutto ad alte dosi e per periodi prolungati, può portare ad un aumento del rischio di infarto del cuore o ictus pertanto, prima di assumerlo, si assicuri che il suo medico conosca bene il suo stato di salute.

In particolare, informi il medico se:
- ha problemi al cuore (insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata) o ai
vasi sanguigni (malattia arteriosa periferica, malattia cerebrovascolare);
- soffre di pressione del sangue elevata (ipertensione);
- ha alti livelli di colesterolo o di trigliceridi nel sangue (iperlipidemia);
- soffre di diabete;
- fuma.
Interrompa il trattamento con FEMMEDOL ed informi il medico se, soprattutto all’inizio della
terapia, manifesta i seguenti sintomi:
- sanguinamenti o lesioni allo stomaco o all’intestino, soprattutto se è una persona anziana o ha
già sofferto di problemi simili;
- irritazione della pelle (rash cutaneo), lesione delle mucose o qualsiasi altra reazione della pelle,
causate da gravi reazioni della pelle che possono essere anche mortali (dermatite esfoliativa,
sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione da farmaco con eosinofilia
e sintomi sistemici (DRESS)).

Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo usando la minima dose efficace per la minima durata necessaria.

Bambini e adolescenti Questo medicinale non deve essere somministrato a bambini di età inferiore ai 12 anni (Vedere il paragrafo “Non prenda FEMMEDOL”). FEMMEDOL può essere assunto da adolescenti tra i 12 e i 15 anni solo dopo aver consultato il medico.

Anziani Se è anziano è più esposto al rischio di sanguinamenti e perforazioni a livello dello stomaco e dell’intestino, che possono essere anche fatali (Vedere il paragrafo “Uso negli anziani”).

Altri medicinali e FEMMEDOL Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Assuma questo medicinale con cautela ed informi il medico se sta assumendo:
- medicinali utilizzati per trattare l’epilessia (idantoinici, barbiturici);
- warfarin e altri medicinali usati per fluidificare il sangue (anticoagulanti e antiaggreganti);
- medicinali utilizzati per trattare alcune infezioni causate da batteri (sulfamidici);
- medicinali utilizzati per trattare la pressione del sangue alta ed alcuni problemi al cuore (beta-
bloccanti come ad esempio propanololo);

- litio, un medicinale utilizzato per trattare alcuni disturbi della mente;
- probenecid, un medicinale usato per il trattamento della gotta;
- metotrexato un medicinale utilizzato per trattare alcuni tumori e alcune malattie della pelle o

delle articolazioni (ad esempio psoriasi, artrite reumatoide);
- medicinali utilizzati per trattare le allergie e le infiammazioni (corticosteroidi);
- medicinali utilizzati per il trattamento della depressione (inibitori selettivi del reuptake della
serotonina, SSRIs);
- medicinali utilizzati per trattare la pressione del sangue alta (diuretici, ACE inibitori e

antagonisti dell’angiotensina II).

Esami di laboratorio FEMMEDOL può alterare i risultati di alcuni esami del sangue e delle urine (per il funzionamento delle ghiandole surrenali e della ricerca dell'acido 5-idrossiindolacetico urinario). Pertanto, informi

il medico se deve sottoporsi ad esami poiché potrebbe essere necessario interrompere il trattamento con naprossene 48 ore prima di effettuare gli esami.

FEMMEDOL con alcool Prenda questo medicinale con cautela ed informi il medico se assume abitualmente elevate quantità di alcool.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Gravidanza Non prenda FEMMEDOL negli ultimi 3 mesi di gravidanza in quanto potrebbe nuocere al feto o causare problemi durante il parto. Può causare problemi ai reni o al cuore del feto. Potrebbe influire

sulla tendenza sua e del bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più del previsto il travaglio. Non dovrebbe assumere FEMMEDOL nei primi 6 mesi di gravidanza, se non assolutamente necessario e sotto consiglio del medico. Laddove necessiti del trattamento in tale periodo o durante i tentativi di concepimento, dovrebbe essere utilizzata la dose minima per il minor

tempo possibile. Dalla 20° settimana di gravidanza, FEMMEDOL può causare problemi renali al feto, se assunto per più di qualche giorno, riducendo così livelli di liquido amniotico che circonda il bambino (oligo-idramnios) o causare il restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino. Laddove necessiti del trattamento per più di qualche giorno, il medico potrebbe

consigliare un monitoraggio aggiuntivo.

Allattamento

Eviti di assumere FEMMEDOL se sta allattando al seno, in quanto questo medicinale passa nel latte materno.

Fertilità L’uso di naprossene sodico può alterare la fertilità femminile e non è raccomandato in donne che desiderino concepire. Sospenda l’uso di questo medicinale se ha difficoltà di concepimento o se si

sottopone ad accertamenti sulla fertilità.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Non sono noti gli effetti di questo medicinale sulla capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari.

FEMMEDOL contiene lattosio e sodio FEMMEDOL contiene lattosio, se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per bustina, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Prenda FEMMEDOL seguendo sempre esattamente quanto riportato in questo foglio o le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Prenda questo medicinale preferibilmente dopo i pasti. Assuma la compressa intera con un po’

d’acqua.

Adulti e adolescenti sopra i 16 anni: La dose raccomandata è di 1 compressa ogni 8-12 ore. Se necessario, il primo giorno può assumere 2 compresse seguite da 1 compressa dopo 8-12 ore. Non assuma più di 3 compresse al giorno. Non usi questo medicinale per più di 7 giorni per il trattamento del dolore e per più di 3 giorni per il trattamento della febbre. Si rivolga al medico se non si sente meglio o se nota un peggioramento dei sintomi. Uso negli anziani Le persone anziane devono iniziare il trattamento con la minima dose possibile. In particolare, la dose massima raccomandata è di 2 compresse al giorno.

Uso in persone con problemi ai reni e al fegato Se soffre di problemi ai reni, non assuma più di 2 compresse di FEMMEDOL al giorno. Prima e durante il trattamento con FEMMEDOL il medico controllerà attentamente la funzionalità dei suoi

reni tramite esami specifici (creatinina serica e/o la clearance della creatinina). Se soffre di problemi al fegato, assuma questo medicinale con molta cautela e alla minima dose efficace.

Se prende più FEMMEDOL di quanto deve Se assume dosi elevate di questo medicinale possono manifestarsi sonnolenza, bruciore di stomaco,

problemi di digestione (dispepsia), nausea, vomito.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di FEMMEDOL avverta

immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Se dimentica di prendere FEMMEDOL Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Si possono manifestare i seguenti effetti indesiderati:

Comuni (possono interessare fino 1 su 10 persone): sensazione di sete; aumento della percezione dei batti del cuore (palpitazioni).

Rari (possono interessare fino a 1 su 1.000 persone): - gravi reazioni allergiche (anafilattiche) che in genere si manifestano con:

• grave ed improvviso abbassamento della pressione del sangue (ipotensione grave ed
improvvisa);
• accelerazione o rallentamento del battito del cuore;
• stanchezza o debolezza insolite;
• ansia, agitazione;

• vertigine;
• perdita di coscienza;
• difficoltà a respirare o a deglutire (da ostruzione laringea o da broncospasmo);
• prurito generalizzato (specialmente alle piante dei piedi o alle palme delle mani);

della gola e/o della lingua (angioedema);
• arrossamento della pelle (specialmente intorno alle orecchie);
• colorazione bluastra della pelle dovuta a carenza di ossigeno (cianosi);
• irritazione della pelle (orticaria) a volte accompagnata da gonfiore del volto, delle labbra,

• sudorazione abbondante;
• nausea, vomito, crampi all’addome, diarrea;
• febbre.
- lesioni della mucosa della bocca (stomatite ulcerativa);
- infiammazione del pancreas (pancreatite);
- perdita di peli e capelli (alopecia), sensibilità alla luce (dermatite da fotosensibilità,

pseudoporfiria), gravi reazioni della pelle caratterizzate da lesioni e bolle (necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, eritema nodoso, epidermolisi bollosa), danni della pelle (necrosi cutanea), eruzione cutanea estesa, temperatura corporea elevata, aumento degli enzimi epatici, anomalie del sangue (eosinofilia), linfonodi ingrossati e

coinvolgimento di altri organi ( reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici, nota
anche come DRESS). Vedere anche il paragrafo 2.
- alterazione dei risultati degli esami per valutare la funzionalità del fegato ed ittero;
- depressione, senso di malessere, infiammazione delle membrane che ricoprono il cervello
(meningite asettica);

- disturbi dell’attenzione, della memoria, della percezione e del ragionamento (disordini
cognitivi);
- problemi al cuore (scompenso cardiaco congestizio), aumento dei battiti del cuore (tachicardia)

infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite);
- infiammazione dei polmoni (polmonite eosinofilia, alveoliti), ostruzione delle vie respiratorie
(broncospasmo), gonfiore della laringe (edema della laringe), difficoltà a respirare (asma);
- aumento o riduzione dei livelli di zuccheri nel sangue (iperglicemia, ipoglicemia).

Molto rari (possono interessare fino a 1 su 10.000 persone): - grave infiammazione del fegato (epatite);

Sono stati inoltre segnalati i seguenti effetti indesiderati: - percezione di ronzii nell’orecchio (tinnito);

- nausea, vomito, stitichezza, flatulenza, dolore addominale, bruciore di stomaco, difficoltà digestiva (dispepsia), infiammazione dell’esofago (esofagite) e della mucosa della bocca (stomatite), diarrea, dolore all’addome (epigastrico), lesioni e sanguinamenti a livello di

stomaco e intestino (ulcera peptica, perforazione e emorragie), infiammazioni del colon (colite),
presenza di sangue nelle feci (melena) e nel vomito (ematemesi), peggioramento di alcune
malattie dell’intestino (colite, morbo di Crohn), infiammazioni dello stomaco (gastriti);
- aumento del rischio di eventi trombotici (per esempio infarto o ictus);
- aumento della pressione del sangue (ipertensione);

- problemi al cuore (insufficienza cardiaca);
- difficoltà a respirare;
- eruzione cutanea, orticaria, lividi, sudorazione, arrossamento della pelle dovuto ad accumulo di
sangue (porpora);
- problemi ai reni (nefrotossicità, epatossicità, nefrite glomerulare, nefrite interstiziale, sindrome

nefrosica, necrosi papillare, insufficienza renale), presenza di sangue nelle urine (ematuria),
ritenzione dei liquidi, aumento dei livelli di potassio nel sangue (iperpotassiemia);
- mal di testa, sensazione di testa vuota, sonnolenza, insonnia, convulsioni, difficoltà di
concentrazione, confusione e stordimento;
- dolore e debolezza dei muscoli (mialgia);
-
-
disturbi della vista e dell’udito;
gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi (edema, edema medio periferico). del
Frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili):
una reazione allergica cutanea distintiva nota come eruzione fissa da farmaci, che di solito si
ripresenta nella stessa sede o nelle stesse sedi in caso di nuova esposizione al medicinale e può
avere l’aspetto di chiazze rotonde o ovali con arrossamento e tumefazione cutanea, eruzione cutanea
con vescicole (orticaria), sensazione di prurito.

Raramente possono manifestarsi: riduzione del numero dei globuli bianchi (agranulocitosi, leucopenia, granulocitopenia), delle piastrine (trombocitopenia) e dei globuli rossi (anemia aplastica e anemia emolitica), aumento del

numero di un tipo di globuli bianchi (eosinofilia) nel sangue.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-

avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad”.

La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Conservi nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità. Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene FEMMEDOL

- Il principio attivo è il naprossene sodico. Ogni compressa contiene 220 mg di naprossene
sodico.
- Gli altri componenti sono: lattosio monoidrato, amido pregelatinizzato, cellulosa
microcristallina, povidone K30, carbossimetilamido sodico, silice colloidale anidra, magnesio
stearato, ipromellosa, macrogol 400, titanio diossido, talco.

Descrizione dell'aspetto di FEMMEDOL e contenuto della confezione Astuccio da 12 o 24 compresse rivestite con film.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Farmitalia S.r.l. Via Pinciana 25 00198 Roma

Produttore FINE FOODS & PHARMACEUTICAL NTM S.p.A. - Via Grignano, 43 - 24041 Brembate (Bg)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su FEMMEDOL

Come si usa FEMMEDOL?

FEMMEDOL si presenta in forma di Granulato e si somministra per via cutanea. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FEMMEDOL è disponibile senza ricetta?

FEMMEDOL è disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual è il principio attivo di FEMMEDOL?

Il principio attivo di FEMMEDOL è NAPROXENE, NAPROXENE SODICO.

Quali sono gli equivalenti di FEMMEDOL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NAPROSSENE AUROBINDO, NAPROXENE SODICO DOC GENERICI, NAPROSSENE EG, SYNFLEX. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FEMMEDOL?

FEMMEDOL è prodotto da FARMITALIA INDUSTRIA CHIMICO FARMACEUTICA S.R.L..

Da quando FEMMEDOL è autorizzato in Italia?

FEMMEDOL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2009-08-21.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

FEMMEDOL 220 mg granulato per soluzione orale. FEMMEDOL 220 mg compresse rivestite con film.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

FEMMEDOL 220 mg granulato per soluzione orale Una bustina contiene: Principio attivo: Naprossene sodico 220 mg Eccipienti con effetti noti: aspartame, saccarosio e potassio Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1 FEMMEDOL 220 mg compresse rivestite con film Una compressa contiene: Principio attivo: Naprossene sodico 220 mg Eccipiente con effetto noto: lattosio monoidrato Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Granulato per soluzione orale. Compressa rivestita con film.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento sintomatico di breve durata dei dolori lievi e moderati quali dolore muscolare ed articolare, mal di testa, mal di denti e dolore mestruale. FEMMEDOL può essere utilizzato anche nel trattamento della febbre.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Adulti ed adolescenti sopra i 16 anni: 1 bustina o 1 compressa ogni 8-12 ore. Se necessario, un migliore effetto può essere ottenuto iniziando, il primo giorno, con 2 bustine o 2 compresse seguite da 1 bustina o 1 compressa dopo 8-12 ore. Non superare 3 bustine o 3 compresse nelle 24 ore. I pazienti anziani e i pazienti con insufficienza renale lieve o moderata non dovrebbero superare 2 bustine o 2 compresse nelle 24 ore (Vedere paragrafi 4.3 e 4.4). FEMMEDOL dovrebbe essere assunto preferibilmente dopo un pasto. Non usare per più di 7 giorni per il dolore e per più di 3 giorni per la febbre. I pazienti devono essere informati di consultare un medico, qualora il dolore e la febbre persistano o peggiorino.

4.3 Controindicazioni

▪ Ipersensibilità al principio attivo o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il medicinale è inoltre controindicato nei soggetti con ipersensibilità all’acido acetilsalicilico o altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (FANS) e/o antireumatici. II naprossene non deve essere somministrato nei pazienti nei quali dette sostanze inducon

temp1 reazioni allergiche, quali asma, orticaria, rinite, polipi nasali, angioedema e reazioni anafilattiche e anafilattoidi, poiché sono state osservate severe reazioni anafilattico-simili. ▪ Ulcera peptica in fase attiva e infiammazioni gastrointestinali. ▪ Il naprossene è controindicato in pazienti con storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con farmaci antinfiammatori non steroidei, trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). ▪ Grave insufficienza epatica. ▪ Severa insufficienza cardiaca. ▪ Grave insufficienza renale (clearance creatininica < 30 ml/min). ▪ Angioedema. ▪ In corso di terapia intensiva con diuretici, in soggetti con emorragia in atto e a rischio di emorragia in corso di terapia con anticoagulanti. ▪ Terzo trimestre di gravidanza e allattamento (Vedere paragrafo 4.6). ▪ Controindicato in bambini sotto i 12 anni.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni per l'uso

Nei bambini di età compresa tra 12 e 15 anni può essere usato solo dopo avere consultato il medico. L’uso di FEMMEDOL deve essere evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e i paragrafi sottostanti sui rischi gastrointestinali e cardiovascolari). Gli analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei possono causare reazioni di ipersensibilità, potenzialmente gravi, comprese quelle di tipo anafilattico, anche in soggetti non precedentemente esposti a questo tipo di farmaci. Il rischio di reazioni di ipersensibilità dopo assunzione di naproxene è maggiore nei soggetti che abbiano presentato tali reazioni dopo l’uso di altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (vedere controindicazioni). Il naproxene sodico non deve essere usato contemporaneamente ad altro farmaco a base di naproxene in quanto entrambi circolano nel sangue in forma ionizzata, come anione naproxenato. L’attività antipiretica e antinfiammatoria del naproxene può ridurre la febbre e l’infiammazione riducendo quindi l’utilità diagnostica di questi sintomi. Broncospasmo può insorgere in pazienti con asma bronchiale o malattie allergiche o che ne abbiano sofferto. Effetti gastrointestinali Sono stati riportati episodi di sanguinamento gastrointestinale in pazienti in trattamento con naproxene; pertanto, in pazienti con pregressa patologia gastrointestinale, naproxene deve essere somministrato sotto stretto controllo medico. Nel corso di terapia con antinfiammatori è possibile l’insorgere di gravi effetti collaterali a livello gastro-intestinale come emorragia e perforazione; il rischio di tale evenienza sembra incrementare linearmente con la durata del trattamento ed è probabilmente associato all’uso delle dosi più elevate di questi farmaci.

temp1 Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Anziani:I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori della pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedere sotto e paragrafo 4.5). Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina (vedere paragrafo 4.5). Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono FEMMEDOL il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattie gastrointestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni possano essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). Si consiglia cautela nei consumatori abituali di alte dosi di alcool, in quanto a rischio di sanguinamento gastrico. L'uso del prodotto deve essere evitato nei casi di dolore di origine gastrointestinale. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso dei coxib e di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus). Sebbene alcuni dati suggeriscono che l’uso di naprossene (1000 mg/die) può essere associato a un più basso rischio, alcuni rischi non possono essere esclusi. Non ci sono dati sufficienti relativamente agli effetti della bassa dose di naprossene (600 mg/die) per arrivare a precise conclusioni su possibili rischi trombotici.

temp1 I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con naprossene soltanto dopo attenta valutazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (p. es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). Il naproxene diminuisce l’aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento. Tale effetto deve essere tenuto in considerazione quando vengono determinati i tempi di sanguinamento. Pazienti che soffrono di disordini della coagulazione o che sono in terapia con farmaci che interferiscono con l’emostasi, debbono essere attentamente osservati se si somministra loro naproxene. Così anche il rischio di sanguinamento deve considerarsi incrementato in pazienti in terapia anticoagulanti (es. eparina o warfarina). (In questi casi deve essere valuato attentamente il rischio/beneficio). In un numero limitato di pazienti, in terapia con naproxene, è stato osservato edema periferico pertanto, i pazienti cardiopatici devono essere considerati ad alto rischio nel caso di somministrazione del farmaco. Uso in pazienti con compromessa funzionalità renale. Dal momento che il naproxene è eliminato per la massima parte attraverso le urine (95%) deve essere usato con grande cautela in pazienti con compromessa funzionalità renale e in questi pazienti deve essere monitorata la creatinina serica e/o la clearance della creatinina. Non è raccomandabile la somministrazione di naproxene in pazienti con una clearance di creatinina basale minore di 20 ml/minuto. Prima e durante il trattamento con naproxene la funzionalità renale dovrà essere attentamente controllata nei casi di pazienti con flusso ematico renale compromesso, deplezione del volume extracellulare, cirrosi epatica; limitazione di sodio, insufficienza congestizia cardiaca e pregressa malattia renale. Tra questi pazienti debbono essere inclusi anche gli anziani nei quali è prevedibile una limitata funzionalità renale. In questi pazienti dovrà essere presa in considerazione la riduzione della dose giornaliera al fine di evitare l’accumulo di metaboliti del naproxene. Uso in pazienti con compromessa attività epatica In pazienti con insufficienza epatica cronica di origine alcoolica ma anche in casi di cirrosi risulta ridotta la concentrazione totale plasmatica di naproxene mentre quella di naproxene libero risulta incrementata; non è conosciuta la causa di tale comportamento; è pertanto prudente, in questi pazienti, impiegare il farmaco alla minima dose efficace. Sono state osservate sporadiche modifiche in test di laboratorio (es. test di funzionalità epatica) in pazienti in terapia con naproxene tuttavia non è stata osservata alcuna modifica dei test di tossicità. Reazioni avverse cutanee gravi Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi tossica epidermica (TEN), e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. FEMMEDOL deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Se il paziente ha sviluppato SJS, TEN o DRESS con l’uso d

temp1 FEMMEDOL, il trattamento con FEMMEDOL non deve essere ripreso e deve essere interrotto definitivamente. Il naprossene, come ogni altro FANS, può mascherare i sintomi di concomitanti malattie infettive. In casi isolati è stata riportata, in connessione temporale con l’uso di FANS, una esacerbazione di infiammazioni su base infettiva (es. lo sviluppo di fasciti necrotizzanti). Effetti sulla fertilità L’uso di FEMMEDOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. La somministrazione di FEMMEDOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità. Se insorgono disturbi visivi il trattamento con naprossene deve essere sospeso. Per quanto riguarda le associazioni con altri farmaci che richiedono cautela, vedere paragrafo 4.5. Le compresse contengono lattosio e sodio Lattosio I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per bustina, cioè essenzialmente “senza sodio”. Il granulato contiene aspartame, saccarosio, potassio e sodio Aspartame Questo medicinale contiene 40 mg di aspartame per bustina. Aspartame è una fonte di fenilalanina, pertanto può essere dannoso per soggetti affetti da fenilchetonuria. Saccarosio I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. Potassio Questo medicinale contiene 2,1 mmol (82 mg) di potassio per bustina. Da tenere in considerazione in pazienti con ridotta funzionalità renale o in pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di potassio. Sodio Questo medicinale contiene meno di 1mmol (23 mg) di sodio per bustina, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

temp1 A causa dell’elevato legame del naproxene con le proteine plasmatiche, pazienti che ricevono contemporaneamente farmaci altamente legati alle proteine quali idantoinici, barbiturici anticoagulanti o sulfamidici devono essere attentamente monitorati al fine di escludere effetti da sovradosaggio di questi farmaci. Beta bloccanti Il naproxene ed altri antinfiammatori non steroidei possono ridurre l’effetto antipertensivo del propanololo e di altri beta-bloccanti. Litio È stata riportata anche la inibizione dell’eliminazione del litio con conseguente incremento della sua concentrazione plasmatica. Probenecid Probenecid, somministrato contemporaneamente, produce un innalzamento dei livelli plasmatici di naproxene e prolunga considerevolmente la sua emivita plasmatica. Metotrexato Prudenza è consigliata nel caso di somministrazioni concomitanti di metotrexato per il possibile innalzamento della sua tossicità causata dalla riduzione della secrezione tubulare. Corticosteroidi: Aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti: I FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti come warfarin (vedere paragrafo 4.4). I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci antipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono FEMMEDOL in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante. Si suggerisce di sospendere temporaneamente la somministrazione di naproxene 48 ore prima di effettuare test di funzionalità surrenalica poiché esso può interferire artificialmente con alcuni test per la determinazione dei 17-chetosteroidi. Allo stesso modo il naproxene può interferire con la ricerca dell'acido 5-idrossiindolacetico urinario.

4.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da men

temp1 dell’1%, fino a circa l’1,5%. È stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Negli animali si è manifestato un ritardo nel parto. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di FEMMEDOL potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l’interruzione del trattamento. Inoltre, sono stati riportati casi di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte dei quali risolti dopo l'interruzione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, FEMMEDOL non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se FEMMEDOL è usato da una donna che sta pianificando una gravidanza, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose più bassa possibile per il tempo più breve possibile. In seguito all’esposizione a FEMMEDOL per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell’oligoidramnios e della costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o di costrizione del dotto arterioso, il trattamento con FEMMEDOL deve essere interrotto. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (prematura costrizione/chiusura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale (vedere sopra); la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, FEMMEDOL è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3 e .5.3). Allattamento: Il naproxene è stato trovato nel latte materno, pertanto l’uso di naproxene deve essere evitato nelle pazienti che allattano.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari

Non noti.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati osservati con il naproxene sono generalmente comuni agli altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei. Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati sono: stipsi, pirosi gastrica, dolore addominale, nausea, cefalea, vertigine, sonnolenza, prurito, tinnito, edema e dispnea. Come per altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei, anche con il naproxene sono stati segnalati effetti indesiderati gravi quali sanguinamento (ematemesi, melena) o perforazion

temp1 gastrointestinale, ulcerazioni gastrointestinali, nefrotossicità, epatossicità e reazioni di ipersensibilità (quali eruzioni cutanee, angioedema o broncospasmo). Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale, possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4). Dopo somministrazione di FEMMEDOL sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso). Meno frequentemente sono state osservate gastriti. In associazione al trattamento con FANS sono stati riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Reazioni bollose, includenti sindrome di StevensJohnson e necrolisi tossica epidermica (molto raramente). Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Effetti sistemici. Comuni: sensazione di sete. Rari: reazione anafilattica (i possibili sintomi di una reazione anafilattica sono: ipotensione grave e improvvisa, accelerazione o rallentamento del battito cardiaco, stanchezza o debolezza insolite, ansia, agitazione, vertigine, perdita di coscienza, difficoltà della respirazione (da ostruzione laringea o da broncospasmo) o della deglutizione, prurito generalizzato (specialmente alle piante dei piedi o alle palme delle mani) orticaria con o senza angioedema (aree cutanee gonfie e pruriginose localizzate più frequentemente alle estremità, ai genitali esterni e al viso, soprattutto nella regione degli occhi e delle labbra) arrossamento della cute (specialmente intorno alle orecchie), cianosi, sudorazione abbondante, nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, diarrea). Febbre. Effetti gastrointestinali I più frequenti sono: nausea, vomito, stitichezza, dolore addominale, pirosi, dispepsia, esofagite, stomatite, diarrea, dolore epigastrico. Gli effetti più seri sono bleeding gastroenterico, ulcera peptica (talvolta con perforazione e emorragie) e colite. Gli effetti rari sono stomatite ulcerativa, pancreatite. I disturbi gastrici possono essere ridotti assumendo il farmaco a stomaco pieno. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Rash cutanei, orticaria e angioedema, ecchimosi, sudorazione, porpora. Rari: alopecia, dermatite da fotosensibilità, sindrome di Lyell (necrolisi epidermica tossica), eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, eritema nodoso, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sitemici (DRESS) (vedere paragrafo 4.4). Frequenza non nota: eruzione fissa da farmaci. Possono manifestarsi anche reazioni allergiche alle preparazioni di naproxene e naproxene sodico, necrosi cutanea e fotosensibilizzazione inclusi rari casi di pseudoporfiria o di epidermolisi bollosa.

temp1 Effetti renali Le reazioni renali non sono limitate alla nefrite glomerulare ma comprendono nefrite interstiziale, sindrome nefrosica, ematuria, necrosi papillare, ritenzione idrica, iperpotassiemia e insufficienza renale. Effetti epatici Gli effetti rari sono: alterazione dei test di funzionalità epatica, ittero. Molto rari: epatite grave. Effetti sul sistema nervoso centrale Mal di testa, sensazione di testa vuota, insonnia, convulsioni, difficoltà di concentrazione, confusione e stordimento. Rari: depressione, senso di malessere, meningite asettica, disordini cognitivi. Effetti muscoloscheletrici e del tessuto connettivo Mialgia, debolezza muscolare. Effetti ematologici Raramente possono manifestarsi: agranulocitosi, eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, granulocitopenia, anemia aplastica e anemia emolitica. Effetti cardiovascolari Comuni: palpitazioni. Rari: scompenso cardiaco congestizio, vasculite, tachicardia. Effetti respiratori Rari: polmonite eosinofilia, broncospasmo, alveoliti, edema della laringe, asma. Effetti endocrini e metabolici Rari: iperglicemia, ipoglicemia. Altri Disturbi del visus, diminuzione dell’udito, edema medio periferico. Reazioni anafilattiche alle preparazioni di naproxene e naproxene sodico sono state riportate nei pazienti con o senza pregressa ipersensibilità ai farmaci antinfiammatori non steroidei. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi di sovradosaggio sono: sonnolenza, bruciori di stomaco, dispepsia, nausea, vomito. Nel caso di assunzione di quantità elevate di naproxene si deve procedere allo svuotamento dello stomaco ed adottare le normali misure di supporto. L’immediata somministrazione di adeguate quantità di carbone tendono a ridurre significativamente l’assorbimento del farmaco.

5. Proprietà farmacologiche

temp1

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci antinfiammatori/ antireumatici, non steroidei - Derivati dell'acido propionico, codice ATC: M01AE02. Il naprossene è dotato di una attività analgesica, antinfiammatoria ed antipiretica. L'attività analgesica è di tipo non narcotico. Il naprossene inibisce anche la funzione piastrinica. Tali proprietà sono probabilmente il risultato di una riduzione della sintesi di prostaglandine attraverso l'inibizione della catena enzimatica delle ciclo-ossigenasi. Inoltre il naprossene stabilizza le membrane lisosomiali e possiede effetti antibradichinina e anticomplemento.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Nell'uomo il naprossene sodico è assorbito dopo somministrazione orale e raggiunge concentrazioni ematiche terapeutiche dopo circa 1 ora. L'emivita è di circa 16 ore e lo steadystate viene raggiunto dopo 4-5 dosi. Oltre il 99% di naprossene sodico è legato reversibilmente alle proteine plasmatiche. Il 95% della dose somministrata viene escreto con le urine, in parte immodificato e in parte come 6-o-desmetilnaprossene, in forma libera o coniugata.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le prove tossicologiche su diverse specie animali, per diverse vie di somministrazione, hanno dimostrato che la tossicità acuta del naprossene è bassa. In studi di tossicità cronica il naprossene ha mostrato il tipico profilo tossicologico dei FANS, quali tossicità gastrointestinale e, a dosi elevate, danno renale. Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (vedere paragrafo 4.6).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Granulato per soluzione orale Eccipienti: Acesulfame K, Aroma menta/liquerizia, Aspartame, Mannitolo, Polisorbato 20, Potassio Bicarbonato, Saccarosio, Simeticone. Compresse rivestite con film Eccipienti: Nucleo: Lattosio monoidrato, Amido pregelatinizzato, Cellulosa microcristallina, Povidone (K30), Carbossimetilamido sodico, Silice colloidale anidra, Magnesio stearato. Rivestimento: Ipromellosa, Macrogol 400, Titanio diossido (E171), Talco.

6.2 Incompatibilità

6.3 Periodo di validità

Granulato per soluzione orale: 3 anni Compresse rivestite con film: 3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Granulato per soluzione orale Bustine termosaldate di carta/alluminio/polietilene-EVA.

temp1 Astuccio da 12 bustine. Compresse rivestite con film Blister di alluminio/PVC. Astuccio da 12 o 24 compresse rivestite con film.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all'immissione in commercio

Farmitalia S.r.l. Via Pinciana 25 00198 Roma

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

FEMMEDOL 220 mg granulato per soluzione orale – 12 bustine – AIC n. 035784014 FEMMEDOL 220 mg compresse rivestite con film – 12 compresse – AIC n. 035784026 FEMMEDOL 220 mg compresse rivestite con film – 24 compresse – AIC n. 035784038

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Prima Autorizzazione: Granulato per soluzione orale: Aprile 2005 Compresse rivestite con film: Agosto 2009 Rinnovo dell’Autorizzazione: Granulato per soluzione orale e compresse rivestite con film: Dicembre 2010

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.