FORTIDOSE

Principio attivo: CARTEOLOLO CLORIDRATO, CARTEOLOLO · ATC S01ED05 · BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
FORTIDOSE*collirio 30 flaconcini 0,2 ml 1% rilascio prolungato A 7,72 € 7,72 € 0,00 € + ticket*
FORTIDOSE*collirio 30 flaconcini 0,2 ml 2% rilascio prolungato A 11,30 € 11,30 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CARTEOLOLO CLORIDRATO, CARTEOLOLO
Forma farmaceutica: Collirio a rilascio prolungato
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 2 % COLLIRIO A RILASCIO PROLUNGATO
  • 1 % COLLIRIO A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: OFTALMICA
Titolare AIC: BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A.
Codice ATC: S01ED05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CARTEABAK - LABORATOIRES THEA
· FORTINOL - BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A.
· CARTEOL - SIFI S.P.A.
· FORTISOC - BAUSCH + LOMB IRELAND LIMITED
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

Informazioni supplementari

1. COS’È FORTIDOSE E A COSA SERVE

Fortidose fa parte di una categoria di farmaci chiamati beta-bloccanti. Esso è usato per il trattamento locale delle seguenti patologie oculari: - un certo tipo di glaucoma (glaucoma cronico ad angolo aperto),

- l’aumentata pressione dell’occhio(i) (ipertensione intraoculare).

2. COSA DEVE SAPERE PRIMA DI USARE FORTIDOSE

Non usi Fortidose:
- se è allergico (ipersensibile) al carteololo cloridrato o ad uno qualsiasi degli
eccipienti di Fortidose;
- se soffre o ha sofferto in passato di problemi respiratori come asma e

bronchite cronica ostruttiva grave (malattia grave del polmone che può causare sibilo, difficoltà a respirare e/o tosse di lunga durata); - se ha il battito cardiaco rallentato, insufficienza cardiaca o problemi del ritmo cardiaco (battiti del cuore irregolari);

- se soffre di bradicardia (battito cardiaco più lento del normale, ad esempio inferiore a 40-45 battiti al minuto);

- se soffre di feocromocitoma non trattato (eccessiva produzione di un ormone

che induce grave ipertensione arteriosa).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Fortidose se attualmente soffre o ha sofferto in passato di:

- malattia cardiaca coronarica (i sintomi possono includere dolore al petto o sensazione di costrizione, mancanza di respiro o soffocamento), insufficienza

cardiaca, bassa pressione sanguigna;
- disturbi della conduzione cardiaca, come riduzione della frequenza del battito
cardiaco;
- problemi respiratori, asma o malattia cronica ostruttiva polmonare (malattia
del polmone che può causare sibilo, difficoltà a respirare e/o tosse di lunga

-

- durata);

o sindrome di Raynaud); malattia legata alla scarsa circolazione sanguigna (come malattia di Raynaud

diabete, dato che il carteololo può mascherare segni e sintomi correlati ai
bassi livelli di zucchero nel sangue;
- iperattività della ghiandola tiroidea poiché il carteololo può mascherarne
segni e sintomi;
- feocromocitoma trattato;
- psoriasi;
malattia corneale;

-
- storia di reazioni allergiche;
- malattie del rene o del fegato.

Prima di una anestesia chirurgica avvisi il medico che sta usando Fortidose in

quanto il carteololo può modificare alcuni effetti dei medicinali usati durante l’anestesia.

Quando utilizza questo medicinale, deve sottoporsi a regolari esami della vista, all’inizio del trattamento ed anche in seguito, approssimativamente ogni 4

settimane, per controllare che non stia sviluppando resistenza alla efficacia terapeutica del prodotto. Inoltre nel caso di trattamento a lungo termine alcuni esami serviranno per verificare un eventuale fallimento del trattamento (perdita di efficacia del medicinale).

Se porta lenti a contatto: questa categoria di medicinali può creare una riduzione della produzione di lacrime e quindi aumentare il rischio di intolleranza alle lenti a contatto.

Il principio attivo contenuto in questo medicinale può determinare positività ai test antidoping. Questo collirio non deve essere usato in neonati o prematuri, bambini o adolescenti.

Altri medicinali e FORTIDOSE

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Fortidose può influire o essere influenzato da altri medicinali, inclusi altri colliri per il trattamento del glaucoma.

 Se sta assumendo altri medicinali da instillare nell’occhio, deve:
- instillare l’altro medicinale ad uso oftalmico,
- aspettare 15 minuti,
- instillare Fortidose per ultimo.

 del Per il trattamento di alcuni tipi di glaucoma (come il glaucoma ad angolo chiuso), il suo medico può prescriverle anche i colliri miotici.

 Se applica colliri a base di adrenalina/epinefrina contemporaneamente al Fortidose è necessario il controllo dell’oculista (a causa del rischio di dilatazione pupillare).

 Se assume contemporaneamente beta-bloccanti orali , può essere necessario

modificare la posologia di Fortidose.

Anche se la quantità di beta-bloccanti che raggiunge il sangue dopo applicazione nell’occhio/i è bassa, tenga a mente la possibilità di interazioni

con beta-bloccanti orali: - l’uso dell’amiodarone (usato per il trattamento dei disordini del battito cardiaco), di alcuni calcio-antagonisti (usati per il trattamento dell’ipertensione, come il bepridil, verapamil, diltiazem) o di altri betabloccanti (usati per il trattamento dell’infarto cardiaco) non è raccomandato.

- si può verificare un aumento dei livelli sanguigni di lidocaina che può incrementare il rischio di eventi avversi a livello cardiaco e neurologico.

Informi il medico se sta usando o intende assumere medicinali per abbassare la

pressione sanguigna, medicinali per il cuore, o medicinali per trattare il diabete o la sclerosi multipla.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto

qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica: se necessario verrà controllato in modo specifico. Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Gravidanza

Fortidose non deve essere usato in gravidanza, a meno che il suo medico non lo ritenga necessario. Non ci sono dati adeguati sull’uso del carteololo cloridrato in gravidanza. Il carteololo cloridrato non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere la sezione 3.

Allattamento Non usi Fortidose se sta allattando in quanto il carteololo cloridrato può passare nel latte materno.

l’allattamento. del Chieda consiglio al medico prima di assumere qualsiasi medicinale durante

I betabloccanti sono escreti nel latte materno. Tuttavia, alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato collirio, la quantità che passa nel latte materno non è sufficiente a produrre sintomi da beta-blocco nei neonati. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere la sezione 3.

Guida di veicoli ed utilizzo di macchinari Dopo applicazione di questo medicinale nell’occhio/i possono verificarsi episodi

di visione offuscata. Non guidare o usare macchinari fino a quando non si riprende una visione normale.

3. COME USARE FORTIDOSE

Questo medicinale deve essere somministrato nell’occhio/i (uso oftalmico).

Usi sempre questo medicinale esattamente come il suo medico le indica. Se ha dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Dosaggio Fortidose contiene uno specifico eccipiente con proprietà fisiche tali da

permettere una singola somministrazione al giorno.

La dose usuale è una goccia per occhio/i affetto una volta al giorno, al mattino.

Comunque, il suo medico può decidere di regolare il dosaggio, specialmente se sta già assumendo beta-bloccanti orali (per bocca) (vedere sezione 2 “Altri medicinali e Fortidose”). Modo e via di somministrazione  Se porta lenti a contatto, deve rimuoverle prima di instillare Fortidose ed attendere 15 minuti prima di riapplicarle.  Per una corretta somministrazione di Fortidose: - lavare le mani accuratamente prima di usare il prodotto,

- prima di ciascuna nuova instillazione, prelevare un contenitore monodose
dallo strip,
- girare la punta del contenitore monodose per aprirlo. Capovolgere il
contenitore monodose: premere leggermente il contenitore per far
scendere il collirio attraverso l’apertura,

- evitare di toccare l’occhio e le palpebre con la punta del dosatore,
- introdurre una goccia nell’occhio/i guardando verso l’alto e spingendo
leggermente verso il basso la palpebra inferiore,
- dopo la somministrazione, mantenere l’occhio/i chiuso/i per alcuni
secondi

- dopo aver usato Fortidose premere con un dito all’angolo dell’occhio,
vicino al naso per 2 minuti. Questo aiuta ad evitare che il carteololo
raggiunga il resto del corpo.
- con l’occhio/i chiuso/i, pulire un eventuale eccesso di prodotto,
- eliminare il contenitore monodose immediatamente dopo l’uso,
- non utilizzare una seconda volta un contenitore monodose già aperto e/o
utilizzato,
- la quantità di collirio contenuta in un contenitore monodose è sufficiente
per il trattamento di entrambi gli occhi.

 Se sta utilizzando qualsiasi altro medicinale da instillare nell’occhio, deve vedere il paragrafo 2 “Assunzione con altri medicinali”.  Se il suo medico le ha prescritto Fortidose in sostituzione di un altro

medicinale, l’uso dell’altro collirio deve essere interrotto dopo appropriata somministrazione giornaliera. Può iniziare il trattamento con Fortidose il giorno seguente, al dosaggio prescritto dal suo medico.

 Se ha l’impressione che Fortidose abbia troppo o troppo poco effetto, informi il suo medico o farmacista.

Non iniettare, non ingerire.

Durata del trattamento Segua le istruzioni del medico. Lui/lei le dirà per quanto tempo deve usare Fortidose. Non interrompa il trattamento prima di quanto indicato dal suo medico.

Se usa più Fortidose di quanto deve Se applica incidentalmente negli occhi più gocce del necessario, lavi gli occhi con

abbondante acqua corrente. Se incidentalmente ingerisce il contenuto della bottiglia, può ravvisare eventi avversi quali leggero disorientamento mentale, difficoltà respiratoria o sensazione di rallentamento del battito cardiaco. In questi casi contatti immediatamente il suo medico o il suo farmacista.

Se dimentica di usare Fortidose Non assuma una dose doppia per sostituire la dose dimenticata.

Se interrompe il trattamento con Fortidose

Se interrompe il trattamento, la pressione dei suoi occhi può innalzarsi e condurre ad un peggioramento della vista. Non interrompa mai il trattamento senza prima consultare il medico o il farmacista.

Se si ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale contatti il medico o il farmacista.

4 . POSSIBILI EFFETTI INDESIDERATI Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Di solito può continuare ad usare le gocce, a meno che gli effetti indesiderati non siano gravi. Se è preoccupato, consulti il medico o il farmacista. Non smetta di usare

Fortidose senza consultare il suo medico.

Come altri medicinali ad uso oftalmico applicati nell’occhio (farmaci oftalmici topici), il carteololo cloridrato può essere assorbito nel sangue. Questo può causare

effetti indesiderati simili a quelli osservati con beta-bloccanti sistemici. La frequenza di eventi avversi dopo somministrazione topica oculare è più bassa rispetto a quando i medicinali sono assunti, per esempio, per bocca o iniettati. La lista di eventi avversi include reazioni osservate nella classe dei beta-bloccanti oftalmici.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è comune (può colpire un utilizzatore su
10).
- Segni e sintomi di irritazione oculare (per esempio bruciore, sensazione di
puntura, prurito, lacrimazione e arrossamento), arrossamento

congiuntivale, congiuntivite, irritazione o sensazione di avere qualcosa nell’occhio (cheratite). - Disturbi del gusto.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è non comune (può colpire un
utilizzatore su 100).
- Capogiri
- Debolezza muscolare o dolore non causati da esercizio (mialgia), crampi

muscolari.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è rara (può colpire un utilizzatore su
1000).
- Risultati positivi al test degli anticorpi antinucleo.

In casi molto rari, alcuni pazienti con un grave danno nella parte anteriore trasparente dell’occhio (cornea) hanno sviluppato durante il trattamento, macchie opache sulla cornea dovute ad accumuli di calcio.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

- Reazioni allergiche, incluso improvviso gonfiore del viso, delle labbra, della bocca,

della lingua o della gola che può causare difficoltà a deglutire o respirare, orticaria,
eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazioni allergiche improvvise
pericolose per la vita .
-Bassi livelli di zucchero nel sangue .
- difficoltà ad addormentarsi (insonnia), depressione, incubi, perdita di memoria.
-Svenimento , ictus , diminuzione del flusso sanguigno in alcune zone del cervello ,
aumento dei segni e sintomi di miastenia grave (problemi muscolari), formicolio o
intorpidimento di mani e piedi, formicolio , mal di testa.
-Palpebra gonfia (blefarite), visione offuscata e bassa pressione oculare e disturbi
della visione in seguito ad operazione chirurgica (distacco della coroide in seguito a

chirurgia filtrante), diminuzione della sensibilità corneale, occhio secco, danno alla membrana anteriore dell’occhio (erosione corneale), abbassamento della palpebra superiore o inferiore , visione doppia , modificazioni nella rifrazione (alcune volte dovuta alla sospensione del trattamento con collirio miotico).

- battito cardiaco lento , dolore al petto, palpitazioni, aumento della ritenzione dei liquidi (edema), cambi nel ritmo e nella velocità del battito cardiaco , patologie cardiache che danno respiro corto e gonfiore di piedi e gambe a causa del ristagno di liquidi (insufficienza cardiaca congestizia), blocco atrioventricolare, attacco di cuore , insufficienza cardiaca, crampi alle gambe e/o dolore alle gambe quando si cammina

(claudicatio).
-Bassa pressione sanguigna, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi.
- Broncospasmo (sibili o difficoltà a respirare – normalmente in pazienti con pre-
esistente patologia broncospastica), respiro corto (dispnea), tosse.

- nausea, indigestione , diarrea, bocca secca, dolore addominale, vomito.
- Perdita di capelli , esantema della cute con macchie di colore argentato (eritema
psoriasiforme), o peggioramento della psoriasi, esantema della cute.
- Lupus eritematoso sistemico.

- Disfunzione sessuale, diminuzione della libido.
- Insolita debolezza muscolare o dolore non causato da esercizio fisico (astenia) o
stanchezza.
Segnalazione di effetti indesiderati
Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo
foglio si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti
indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo
www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. COME CONSERVARE FORTIDOSE

- Non utilizzare Fortidose collirio, a rilascio prolungato in contenitori monodose,
dopo la data di scadenza indicata sulla confezione. La data di scadenza si
riferisce all’ultimo giorno di quel mese.
- Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
- Eliminare il contenitore monodose immediatamente dopo l’apertura.
- Non utilizzi il prodotto se il sigillo è danneggiato.
- Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. CONTENUTO DELLA CONFEZIONE E ALTRE INFORMAZIONI

Cosa contiene Fortidose :

 Il principio attivo è Carteololo cloridrato ………… ………… …..1 g per 100 ml di

Fortidose 1% o un contenitore monodose (0,2 ml) contiene 2 mg di carteololo cloridrato Carteololo cloridrato ………… ………… …..2 g per 100 ml di Fortidose 2% o un contenitore monodose (0,2 ml) contiene 4 mg di carteololo cloridrato

Gli eccipienti sono: sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato, sodio cloruro, acido alginico, sodio idrossido (regolatore del pH), acqua depurata.

Descrizione dell’aspetto di Fortidose e contenuto della confezione Il prodotto medicinale si presenta nella forma di un collirio ad azione prolungata, confezionato in strip di contenitori monodose da 0,2 ml, inseriti in busta

(Poliestere/Alluminio/Polietilene). Scatola da 5 o 30 contenitori monodose. La soluzione è chiara e leggermente giallomarrone. Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

Bausch & Lomb-IOM S.p.A. Via Pasubio, 34 20846 Macherio (MB), Italia

Produttore

Laboratoire CHAUVIN – Zone Industrielle Ripotier Haut – 07200 Aubenas - Francia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni: Francia: Carteol LP 1% & 2% collyres en solution à libération prolongée en

récipient unidose Portogallo: Physioglau 1% & 2% UD , colírio de libertação prolongada, recipiente para dose ùnica Italia: Fortidose 1% e 2% collirio a rilascio prolungato, in contenitori monodose Spagna: Arteoptic 10mg/ml y 20 mg/ml unidosis, colirio de liberación prolongada, en envase unidosis

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il en zia

Domande frequenti su FORTIDOSE

Come si usa FORTIDOSE?

FORTIDOSE si presenta in forma di Collirio a rilascio prolungato e si somministra per via oftalmica. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FORTIDOSE è disponibile senza ricetta?

No, FORTIDOSE è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di FORTIDOSE?

Il principio attivo di FORTIDOSE è CARTEOLOLO CLORIDRATO, CARTEOLOLO.

Quali sono gli equivalenti di FORTIDOSE?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CARTEABAK, FORTINOL, CARTEOL, FORTISOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FORTIDOSE?

FORTIDOSE è prodotto da BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A..

Da quando FORTIDOSE è autorizzato in Italia?

FORTIDOSE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2010-10-11.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Fortidose 1% collirio a rilascio prolungato, in contenitori monodose 2 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA Carteololo cloridrato 1 g per 100 ml. Un contenitore monodose (0,2 ml) contiene 2 mg di carteololo cloridrato Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1 3 FORMA FARMACEUTICA Collirio a rilascio prolungato in contenitori monodose. Soluzione chiara e leggermente giallo-marrone. Il pH (pH=6,8) è compatibile con il pH delle lacrime.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

- Ipertensione oculare - Glaucoma primario ad angolo aperto.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Uso oftalmico Sono disponibili due dosaggi del collirio: 1% e 2%. Instillare 1 goccia di Fortidose nell’occhio affetto, 1 volta al giorno, al mattino. - Per somministrare il trattamento, tirare delicatamente verso il basso la palpebra ed instillare una goccia mentre si guarda in alto, chiudere l’occhio per pochi secondi, - pulire adeguatamente l’eccesso di prodotto ad occhio chiuso, - eliminare il contenitore monodose immediatamente dopo l’uso, - la quantità di collirio in monodose è sufficiente per trattare entrambi gli occhi. Si raccomanda di iniziare il trattamento instillando nell’occhio affetto una goccia di Fortidose al dosaggio più basso. Comunque, per la stabilizzazione della pressione intraoculare da parte del collirio a base di carteololo, occorrono talvolta molte settimane, e di conseguenza la valutazione del trattamento deve includere una misurazione della pressione intraoculare ed u

2 esame corneale all’inizio della terapia e di conseguenza ripetersi regolarmente ogni circa 4 settimane di trattamento. L’oculista può, se lo ritiene necessario, co-somministrare il collirio a base di carteololo in associazione ad uno o più trattamenti per il glaucoma (per via locale e/o via sistemica). Il collirio concomitante deve essere somministrato almeno 15 minuti prima di Fortidose. L’assorbimento sistemico si riduce praticando l’occlusione naso lacrimale o chiudendo le palpebre per 2 minuti. Queste manovre possono diminuire gli effetti avversi sistemici e aumentare l’attività locale. Sostituzione di un precedente trattamento Quando il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve sostituire un differente collirio per il trattamento del glaucoma, quest’ultimo deve essere sospeso dopo appropriata somministrazione giornaliera, e il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve essere somministrato il giorno successivo alla dose di una goccia per occhio affetto una volta al giorno. Se il collirio a base di carteololo deve essere usato in sostituzione di un’associazione di medicinali per il trattamento del glaucoma, si tenga presente che si può sospendere solo un medicinale alla volta. Nel caso in cui il collirio a base di carteololo viene usato in sostituzione di colliri miotici, può rendersi necessario un esame della rifrazione dopo la scomparsa degli effetti dei miotici. La prescrizione medica deve essere accompagnata da un controllo della pressione intraoculare, in particolare all’inizio del trattamento. Uso nei bambini ed adolescenti (<18 anni): Non sono stati effettuati studi clinici con questo collirio in bambini e adolescenti. Pertanto l’uso di questo collirio non è raccomandato in questo gruppo di pazienti.

4.3 Controindicazioni

E opportuno ricordare l’esistenza di controindicazioni per i beta-bloccanti somministrati per via sistemica, sebbene gli effetti sistemici dei beta-bloccanti dopo instillazione oculare siano osservabili soltanto in casi eccezionali. - Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Patologie reattive delle vie respiratorie quali asma bronchiale o una storia di asma bronchiale, gravi broncopneumopatie croniche ostruttive. - Insufficienza cardiaca manifesta. - Shock cardiogeno. - Blocchi atrioventricolari di secondo e terzo grado non controllati da pacemaker. - Sindrome del seno malato (incluso il blocco seno-atriale). - Bradicardia sinusale. - Feocromocitoma non trattato.

3

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Uso oftalmico  Altri agenti beta-bloccanti Gli effetti sulla pressione intra-oculare o i noti effetti del beta-blocco sistemico possono essere potenziati quando Fortidose è somministrato a pazienti che già assumono agenti beta-bloccanti sistemici. La risposta di questi pazienti deve essere attentamente monitorata. La somministrazione concomitante di due colliri beta-bloccanti non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).  Nel caso in cui colliri appartenenti a questa categoria siano somministrati al fine di ridurre la pressione intraoculare in pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso, si dovrà somministrare anche un miotico. In tali pazienti, infatti, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo, che richiede l’uso di un miotico per indurre la costrizione pupillare, dal momento che il carteololo ha scarso o nessun effetto sulla pupilla.  Dopo procedura chirurgica filtrante, sono stati riportati casi di distacchi coroidali in seguito a somministrazione di terapie volte a ridurre il volume dell’umor acqueo (quali timololo e acetazolamide). Portatori di lenti a contatto. Esiste il rischio di intolleranza alle lenti a contatto per la riduzione delle secrezioni lacrimali, associata generalmente all’uso dei beta-bloccanti.  Dopo un trattamento prolungato può insorgere una ridotta sensibilità al carteololo. L’assenza di tachifilassi deve quindi essere controllata annualmente al fine di assicurare l’efficacia della terapia a lungo termine. Disturbo corneale I beta-bloccanti oftalmici possono causare secchezza oculare. I pazienti con disturbi corneali devono essere trattati con cautela. Uso sistemico Come altri agenti oftalmici, Fortidose è assorbito a livello sistemico. A causa del principio attivo beta-adrenergico, il carteololo cloridrato, possono comparire le stesse reazioni avverse, a livello cardiovascolare, polmonare e in altri distretti, osservate con gli agenti beta-bloccanti sistemici. L’incidenza degli eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oftalmica è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2. Questo medicinale non deve generalmente essere somministrato in associazione con amiodarone, alcuni calcio-antagonisti (bepridil, verapamil, diltiazem) ed i betabloccanti usati per il trattamento dell’insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Sportivi Gli sportivi devono essere informati che questo medicinale contiene un principio attivo che può determinare positività ai test antidoping.

Interruzione del trattamento Un trattamento sistemico con beta-bloccanti non deve essere mai interrotto improvvisamente, in special modo nei pazienti affetti da angina: un’improvvisa interruzione può causare gravi disordini del ritmo cardiaco, infarto miocardico o morte improvvisa. La posologia deve essere ridotta progressivamente, ad esempio in una o due settimane. Patologie cardiache In pazienti con problemi cardiaci (patologia cardiaca coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione, la terapia con beta-bloccanti deve essere valutata in modo critico e deve essere presa in considerazione una terapia con altre sostanze attive. I pazienti con patologie cardiache devono essere osservati attentamente per individuare segni di peggioramento di queste malattie e di reazioni avverse. A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devono essere prescritti con cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado. Bradicardia La posologia deve essere ridotta se la frequenza del battito cardiaco è minore di 50-55 battiti al minuto a riposo ed il paziente presenta sintomi associati alla bradicardia. Patologie vascolari Pazienti con gravi disordini della circolazione periferica (ad esempio gravi forme di malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattati con cautela. Patologie respiratorie A seguito della somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici in pazienti asmatici sono state riportate reazioni respiratorie avverse, inclusa morte per broncospasmo. Fortidose deve essere usato con cautela in pazienti con lieve/moderata broncopneumopatia cronica ostruttiva (COPD) e solo se il potenziale beneficio compensa il potenziale rischio. Ipoglicemia/diabete I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti soggetti ad ipoglicemia spontanea o in pazienti con diabete labile, dato che i beta-bloccanti possono mascherare segni e sintomi di ipoglicemia acuta. Feocromocitoma L’uso di beta-bloccanti nel trattamento dell’ipertensione dovuta a feocromocitoma trattato richiede uno stretto monitoraggio della pressione arteriosa. Soggetti anziani, soggetti con insufficienza renale e/o insufficienza epatica In questi soggetti a rischio, e quando i colliri beta-bloccanti sono somministrati insieme ad un beta-bloccante sistemico, è spesso necessario un aggiustamento del dosaggio. Psorias

È stato riportato un aggravamento della malattia con la somministrazione di betabloccanti e tale indicazione merita la dovuta considerazione. Reazioni allergiche/anafilattiche I pazienti con una storia di atopia o di reazione anafilattica grave a diversi allergeni che assumono beta-bloccanti possono essere più reattivi ad esposizioni ripetute agli allergeni. Nei soggetti predisposti a sviluppare una reazione anafilattica grave, qualunque ne sia l’origine, in particolare verso floctafenina, mezzi di contrasto iodati, l’uso di prodotti anestetici o durante trattamenti desensibilizzanti, il trattamento con beta-bloccante può determinare un aggravamento della reazione e resistenza al trattamento con dosi normali di epinefrina. Anestesia Generale I beta-bloccanti oftalmici possono bloccare gli effetti beta-agonisti, ad esempio dell’adrenalina. È opportuno avvisare l’anestesista che il paziente è in trattamento con carteololo cloridrato.  Se l’interruzione del trattamento è ritenuta necessaria, una sospensione di 48 ore è considerata sufficiente per consentire la ricomparsa della sensibilità alle catecolamine.  In certi casi, il trattamento con beta-bloccante non può essere interrotto: - In pazienti affetti da insufficienza coronarica, è consigliabile continuare il trattamento fino all’intervento chirurgico, in considerazione del rischio associato con l’improvvisa interruzione della somministrazione di beta-bloccanti. - In casi di emergenza o di impossibilità ad interrompere, il paziente deve essere protetto dalla predominanza vagale attraverso un’adeguata premedicazione con atropina, ripetuta se necessario.  L’anestesia deve fare uso di prodotti che causano la minor depressione miocardica possibile, e la perdita di sangue deve essere compensata Tireotossicosi I beta-bloccanti possono anche mascherare i segni di ipertiroidismo. I beta-bloccanti sono capaci di mascherare certi segni di tireotossicosi, in particolare i segni cardiovascolari.

4.5 Interazione con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Non sono stati condotti studi particolari di interazione tra farmaci con Carteololo cloridrato. 1) Colliri E’ stata riportata occasionalmente midriasi a seguito dell’uso concomitante di betabloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina). Nell’eventualità di trattamento concomitante con colliri contenenti epinefrina è necessario il controllo dell’oculista (rischio di midriasi). 2) Altri medicinal

Sebbene le quantità di beta-bloccanti che raggiungono la circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, esiste il rischio di interazioni da medicinali. È quindi appropriato prendere in considerazione le interazioni osservate con beta-bloccanti somministrati per via sistemica. Quando una soluzione oftalmica di beta-bloccante è somministrata contemporaneamente con calcio antagonisti orali, agenti beta-bloccanti adrenergici, antiaritmici (incluso amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, guanetidina esiste un potenziale rischio di effetto additivo che si manifesta con ipotensione e/o bradicardia marcata. Co-somministrazioni non raccomandate Amiodarone Disordini dell’automatismo e della conduzione (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori). Calcio antagonisti (bepridil, diltiazem e verapamil) Disordini dell’automatismo (eccessiva bradicardia, arresto sinusale), disordini di conduzione senoatriale ed atrioventricolare, insufficienza cardiaca (sinergia degli effetti). Tale associazione deve essere condotta sotto stretto controllo clinico ed ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento. Beta-bloccanti usati per insufficienza cardiaca Rischio di aumento di effetti indesiderati da beta-bloccanti, in particolare rischio eccessivo di bradicardia. Fingolimod Potenziamento della bradicardia che può avere esiti fatali. I beta-bloccanti in particolare sono a rischio in quanto prevengono i meccanismi compensatori adrenergici. Tale associazione deve essere somministrata sotto stretto controllo clinico e monitoraggio ECG continuo per 24 ore dopo la prima dose. Co-somministrazioni richiedenti precauzioni per l’uso Anestetici alogenati volatili Riduzione delle reazioni di compensazione cardiovascolare da beta-bloccanti (l’inibizione beta-adrenergica può essere prevenuta durante la procedura chirurgica con l’uso di beta stimolanti). Come regola generale, non interrompere il trattamento betabloccante e, in tutte le eventualità, evitare improvvise interruzioni. L’anestesista deve essere avvisato di questo trattamento. Anticolinesterasi: donezepil, galantamina, rivastigmina, neostigmina, piridostigmina, tacrina, ambenonio. Rischio di eccessiva bradicardia (aggiunta di effetti bradicardiogenici). Si raccomanda un regolare controllo clinico.

Sono stati riportati un potenziamento degli effetti beta-bloccanti del collirio ed un aumento nelle concentrazioni plasmatiche del beta-bloccante quando vengono cosomministrati un collirio beta-bloccante e chinidina, probabilmente come risultato dell’inibizione del metabolismo del beta-bloccante da parte della chinidina (come avviene per il timololo). Lidocaina Quando somministrata per via endovena, un aumento dei livelli sanguigni della Lidocaina (a causa della sua diminuzione della clearance epatica) può causare rischio cardiaco e eventi avversi neurologici. Si raccomanda il monitoraggio clinico ed ECG, e possibilmente il controllo dei livelli plasmatici di lidocaina durante la co-somministrazione e dopo la cessazione del betabloccante. Se necessario, procedere ad un aggiustamento del dosaggio di lidocaina. Baclofene Aumento dell’effetto antipertensivo. Si raccomanda il controllo della pressione arteriosa e regolazione del dosaggio dell’antipertensivo, se necessario. Clonidina ed altri antipertensivi centrali (alfametildopa, guanfacina, moxonidina, rilmenidina). Aumento significativo della pressione arteriosa in caso di improvvisa interruzione del trattamento con un antipertensivo centrale Evitare l’improvvisa interruzione dell’antipertensivo centrale. Controllo clinico. Insulina, sulfamidi ipoglicemizzanti, glinidi Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. La maggioranza dei beta-bloccanti non cardioselettivi aumenta l’incidenza e la gravità dell’ipoglicemia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico, specialmente all’inizio del trattamento. Medicinali che causano la torsione di punta Antiaritmici di classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide) e di classe III (amiodarone, dofetilide, ibutilide, sotalolo), alcuni neurolettici: fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (amisulpride, sulpiride, tiapride, sultopride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo), altri neurolettici (pimozide), ed altri medicinali come: bepridil, cisapride, difenamil, eritromicina ev, vincamina ev, mizolastina, alofantrina, sparfloxacina, pentamidina, moxifloxacina. Aumento del rischio di disordini del ritmo ventricolare, in particolare la torsione di punta. Si raccomanda il controllo clinico ed elettrocardiografico. Propafenon

Contrattilità, automatismo e disordini della conduzione (soppressione dei meccanismi compensatori simpatici). Si raccomanda il controllo clinico ed ECG. Co-somministrazioni da prendere in considerazione FANS (via sistemica) inclusi gli inibitori della Cox-2 Riduzione dell’effetto antipertensivo (inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie da parte dei FANS e ritenzione di fluidi e di sali con FANS pirazolici). Alfa bloccanti per effetti urologici: alfuzosina, doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina Aumento dell’effetto ipotensivo, rischio di aumentata ipotensione ortostatica. Amifostina Aumento dell’effetto antipertensivo. Dipiridamolo Con dipiridamolo ev, aumento dell’effetto ipotensivo. Calcio antagonisti (diidropiridine) Ipotensione, insufficienza cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca latente o non controllata (effetto inotropo negativo delle diidropiridine in vitro, che varia di grado in base ai medicinali e da sommare agli effetti inotropi negativi dei beta-bloccanti). La presenza di un beta-bloccante può inoltre minimizzare la reazione di riflesso simpatico che sorge nel caso di eccessiva ripercussione emodinamica. Antidepressivi della famiglia della imipramina (triciclici), antipsicotici Effetto antipertensivo ed aumentato rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo). Meflochina, pilocarpina Rischio di eccessiva bradicardia (somma di effetti bradiocardiogenici).

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

L’assorbimento sistemico di beta-bloccanti somministrati per via oculare è minore rispetto alla somministrazione per via sistemica, ma ciò nonostante è un evento che può verificarsi. Gravidanza Non vi sono dati sufficienti sull’impiego di Fortidose in donne gravide. Il carteololo cloridrato non deve essere assunto in gravidanza se non chiaramente necessario. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2. Studi epidemiologici non hanno rilevato effetti di malformazione ma, quando i betabloccanti sono somministrati per via orale, hanno mostrato un rischio di ritardo nell

9 crescita intrauterina. Oltre a ciò, quando i beta-bloccanti sono stati somministrati prima del parto, nei neonati sono stati osservati segni e sintomi di beta-blocco (per esempio bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia). Se Fortidose è somministrato fino al parto, durante i primi giorni di vita il neonato deve essere attentamente monitorato. Allattamento I beta-bloccanti sono escreti nel latte materno. Alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato in collirio solitamente la quantità di farmaco che passa nel latte materno non è sufficiente a produrre sintomi da beta-blocco nei neonati. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Questo collirio è associato ad effetti indesiderati (in particolare disturbi della visione) che possono alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Come altri medicinali oftalmici applicati per via topica, il collirio a base di carteololo cloridrato è assorbito per via sistemica Questo può causare effetti indesiderati simili a quelli osservati con beta-bloccanti sistemici. L’incidenza di eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oculare è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. La lista delle reazioni avverse include le reazioni osservate nella classe dei beta-bloccanti oftalmici. Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di Carteololo collirio, soluzione sia durante gli studi clinici che in seguito all’esperienza post-marketing: Gli eventi avversi sono stati categorizzati in base alla frequenza come segue: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000) e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Ulteriori reazioni avverse sono state osservate con i beta-bloccanti oftalmici e possono potenzialmente comparire con Fortidose. Disturbi del sistema immunitario: Non nota: reazioni allergiche sistemiche incluse angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici: Non nota: insonnia, depressione, incubi, perdita di memoria.

Patologie del sistema nervoso: Non comune: capogiri Non nota: sincope, accidente cerebrovascolare, ischemia cerebrale, aumento di segni e sintomi di miastenia grave, parestesia e cefalea. Patologie dell’occhio: Comune: segni e sintomi di irritazione oculare (come bruciore, sensazione pungente, prurito, lacrimazione, arrossamento), iperemia congiuntivale, congiuntivite, cheratite Non nota: blefarite, visione offuscata e distacco della coroide in seguito a chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego), diminuzione della sensibilità corneale, occhio secco, erosione corneale, ptosi, diplopia. Variazioni della rifrazione (dovuti in alcuni casi alla cessazione della terapia miotica). In pazienti con grave danno alla cornea, sono stati riportati rari casi di calcificazione corneale associati all’uso di colliri contenenti fosfati. Patologie cardiache: Non nota: bradicardia, dolore al petto, palpitazioni, edema, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, blocco atrioventricolare, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, claudicatio. Patologie vascolari: Non nota: ipotensione, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi. Patologie respiratorie, toraciche, e mediastiniche. Non nota: broncospasmo (predominante in pazienti con malattia broncospastica preesistente), dispnea, tosse. Patologie gastrointestinali: Comune: disgeusia Non nota: nausea, dispepsia, diarrea, secchezza delle fauci, dolore addominale, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Non nota: alopecia, rash psoriasi forme o esacerbazione della psoriasi, rash cutaneo. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: Non comune: mialgia, crampi muscolari Non nota: lupus eritematoso sistemico. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: Non nota: disfunzione sessuale, diminuzione della libido, impotenza.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Non nota: astenia/affaticamento. Esami diagnostici: Rara: positività agli anticorpi antinucleo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Sebbene le quantità di beta-bloccanti che passano nella circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, il rischio di sovradosaggio deve essere preso in considerazione. Esiste una limitata esperienza da sovradosaggio oculare. Nel caso di accidentale sovradosaggio attraverso la via di somministrazione oculare, risciacquare gli occhi con una soluzione fisiologica sterile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%). Nel caso di assunzione orale accidentale o errato uso, i sintomi ed i passi da intraprendere sono identici a quelli per sovradosaggio da beta-bloccanti per via generale.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: agenti beta-bloccanti, Codice ATC: S01ED05 A livello sistemico Il carteololo è un beta-bloccante non cardioselettivo, con parziale attività agonista [moderata attività simpaticomimetica intrinseca (ISA)], ed un effetto stabilizzante di membrana (locale o anestetico chinidina-simile) non significativo. A livello oculare  I colliri a base di carteololo cloridrato riducono la pressione intraoculare, se associata o no al glaucoma, per riduzione della secrezione di umore acqueo.  La sua attività si esplica approssimativamente 30 minuti dopo l’instillazione, con picchi tra 2 e 4 ore ed è presente ancora dopo 24 ore.  Stabilità dell’effetto ipotensivo oltre il tempo normale: l’effetto può rimanere costante per un anno.  Comunque, è possibile una riduzione della sensibilità al carteololo cloridrato, specialmente dopo un trattamento più prolungato.

12  Non c’è praticamente alcun cambiamento nel diametro pupillare o nell’accomodazione. L’eccipiente di Fortidose 1% contiene un polimero idrosolubile (acido alginico) che ha proprietà fisiche (come bioadesività, interazioni ioniche….) tali da permettere una riduzione della frequenza di instillazioni ad una sola instillazione giornaliera.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Le concentrazioni medie plasmatiche osservate dopo 2 mesi di instillazioni ripetute di Fortidose 2% in pazienti glaucomatosi sono inferiori con la formulazione a rilascio prolungato instillata una volta al giorno (Cmax = 1,72 ng/ml) rispetto alla formulazione normale instillata 2 volte al giorno (Cmax =3,64 ng/ml). Sebbene la funzione renale sia importante per l’eliminazione, non sono stati condotti studi clinici su pazienti affetti da insufficienza renale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo in base a studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità o carcinogenicità. In studi di tossicità riproduttiva, è stata osservata l’embriotossicità ad alte dosi orali, risultante in livelli di esposizione sistemica considerati sufficientemente in eccesso all’uso clinico di Fortidose collirio. Il carteololo non è risultato teratogeno in studi di tossicità riproduttiva. Nei ratti, è stato riportato che il carteololo cloridrato è capace di passare attraverso la barriera placentare ed è escreto in piccole quantità nel latte umano.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato, sodio cloruro, acido alginico, sodio idrossido (regolatore del pH), acqua depurata. 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 2 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Strip di contenitori monodose (LDPE) da 0,2 ml, inseriti in busta (Poliestere/Alluminio/Polietilene), scatola da 5 o 30 contenitori monodose. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Bausch & Lomb-IOM S.p.A. Via Pasubio, 34 20846 Macherio (MB), Italia

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in

COMMERCIO Fortidose “1% collirio a rilascio prolungato” 5 contenitori monodose LDPE da 0,2 ml – A.I.C. n. 039626015 Fortidose “1% collirio a rilascio prolungato” 30 contenitori monodose LDPE da 0,2 ml – A.I.C. n. 039626027

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo

DELL’AUTORIZZAZIONE 11 Ottobre 2010/15 luglio 2012

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

2. Denominazione del medicinale

Fortidose 2% collirio a rilascio prolungato, in contenitori monodose 2 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA Carteololo cloridrato 2 g per 100 ml. Un contenitore monodose (0,2 ml) contiene 4 mg di carteololo cloridrato Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1 3 FORMA FARMACEUTICA Collirio a rilascio prolungato in contenitori monodose. Soluzione chiara e leggermente giallo-marrone. Il pH (pH=6,8) è compatibile con il pH delle lacrime.

4. Informazioni cliniche

4.2 Indicazioni terapeutiche

- Ipertensione oculare - Glaucoma primario ad angolo aperto.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Uso oftalmico Sono disponibili due dosaggi del collirio: 1% e 2%. Instillare 1 goccia di Fortidose nell’occhio affetto, 1 volta al giorno, al mattino. - Per somministrare il trattamento, tirare delicatamente verso il basso la palpebra ed instillare una goccia mentre si guarda in alto, chiudere l’occhio per pochi secondi,

15 - pulire adeguatamente l’eccesso di prodotto ad occhio chiuso, - eliminare il contenitore monodose immediatamente dopo l’uso, - la quantità di collirio in monodose è sufficiente per trattare entrambi gli occhi. Si raccomanda di iniziare il trattamento instillando nell’occhio affetto una goccia di Fortidose al dosaggio più basso. Comunque, per la stabilizzazione della pressione intraoculare da parte del collirio a base di carteololo, occorrono talvolta molte settimane, e di conseguenza la valutazione del trattamento deve includere una misurazione della pressione intraoculare ed un esame corneale all’inizio della terapia e di conseguenza ripetersi regolarmente ogni circa 4 settimane di trattamento. L’oculista può, se lo ritiene necessario, co-somministrare il collirio a base di carteololo in associazione ad uno o più trattamenti per il glaucoma (per via locale e/o via sistemica). Il collirio concomitante deve essere somministrato almeno 15 minuti prima di Fortidose. L’assorbimento sistemico si riduce praticando l’occlusione naso lacrimale o chiudendo le palpebre per 2 minuti. Queste manovre possono diminuire gli effetti avversi sistemici e aumentare l’attività locale. Sostituzione di un precedente trattamento Quando il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve sostituire un differente collirio per il trattamento del glaucoma, quest’ultimo deve essere sospeso dopo appropriata somministrazione giornaliera, e il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve essere somministrato il giorno successivo alla dose di una goccia per occhio affetto una volta al giorno. Se il collirio a base di carteololo deve essere usato in sostituzione di un’associazione di medicinali per il trattamento del glaucoma, si tenga presente che si può sospendere solo un medicinale alla volta. Nel caso in cui il collirio a base di carteololo viene usato in sostituzione di colliri miotici, può rendersi necessario un esame della rifrazione dopo la scomparsa degli effetti dei miotici. La prescrizione medica deve essere accompagnata da un controllo della pressione intraoculare, in particolare all’inizio del trattamento. Uso nei bambini ed adolescenti (<18 anni): Non sono stati effettuati studi clinici con questo collirio in bambini e adolescenti. Pertanto l’uso di questo collirio non è raccomandato in questo gruppo di pazienti.

4.3 Controindicazioni

È opportuno ricordare l’esistenza di controindicazioni per i beta-bloccanti somministrati per via sistemica, sebbene gli effetti sistemici dei beta-bloccanti dopo instillazione oculare siano osservabili soltanto in casi eccezionali. - Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. - Patologie reattive delle vie respiratorie quali asma bronchiale o una storia di asma bronchiale, gravi broncopneumopatie croniche ostruttive.

16 - Insufficienza cardiaca manifesta. - Shock cardiogeno. - Blocchi atrioventricolari di secondo e terzo grado non controllati da pacemaker. - Sindrome del seno malato (incluso il blocco seno-atriale). - Bradicardia sinusale. - Feocromocitoma non trattato.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Uso oftalmico  Altri agenti beta-bloccanti Gli effetti sulla pressione intra-oculare o i noti effetti del beta-blocco sistemico possono essere potenziati quando Fortidose è somministrato a pazienti che già assumono agenti beta-bloccanti sistemici. La risposta di questi pazienti deve essere attentamente monitorata. La somministrazione concomitante di due colliri beta-bloccanti non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).  Nel caso in cui colliri appartenenti a questa categoria siano somministrati al fine di ridurre la pressione intraoculare in pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso, si dovrà somministrare anche un miotico. In tali pazienti, infatti, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo, che richiede l’uso di un miotico per indurre la costrizione pupillare, dal momento che il carteololo ha scarso o nessun effetto sulla pupilla.  Dopo procedura chirurgica filtrante, sono stati riportati casi di distacchi coroidali in seguito a somministrazione di terapie volte a ridurre il volume dell’umor acqueo (quali timololo e acetazolamide). Portatori di lenti a contatto. Esiste il rischio di intolleranza alle lenti a contatto per la riduzione delle secrezioni lacrimali, associata generalmente all’uso dei beta-bloccanti.  Dopo un trattamento prolungato può insorgere una ridotta sensibilità al carteololo. L’assenza di tachifilassi deve quindi essere controllata annualmente al fine di assicurare l’efficacia della terapia a lungo termine. Disturbo corneale I beta-bloccanti oftalmici possono causare secchezza oculare. I pazienti con disturbi corneali devono essere trattati con cautela. Uso sistemico Come altri agenti oftalmici, Fortidose è assorbito a livello sistemico. A causa del principio attivo beta-adrenergico, il carteololo cloridrato, possono comparire le stesse reazioni avverse, a livello cardiovascolare, polmonare e in altri distretti, osservate con gli agenti beta-bloccanti sistemici. L’incidenza degli eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oftalmica è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

Questo medicinale non deve generalmente essere somministrato in associazione con amiodarone, alcuni calcio-antagonisti (bepridil, verapamil, diltiazem) ed i betabloccanti usati per il trattamento dell’insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Sportivi Gli sportivi devono essere informati che questo medicinale contiene un principio attivo che può determinare positività ai test antidoping. Interruzione del trattamento Un trattamento sistemico con beta-bloccanti non deve essere mai interrotto improvvisamente, in special modo nei pazienti affetti da angina: un’improvvisa interruzione può causare gravi disordini del ritmo cardiaco, infarto miocardico o morte improvvisa. La posologia deve essere ridotta progressivamente, ad esempio in una o due settimane. Patologie cardiache In pazienti con problemi cardiaci (patologia cardiaca coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione, la terapia con beta-bloccanti deve essere valutata in modo critico e deve essere presa in considerazione una terapia con altre sostanze attive. I pazienti con patologie cardiache devono essere osservati attentamente per individuare segni di peggioramento di queste malattie e di reazioni avverse. A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devono essere prescritti con cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado. Bradicardia La posologia deve essere ridotta se la frequenza del battito cardiaco è minore di 50-55 battiti al minuto a riposo ed il paziente presenta sintomi associati alla bradicardia. Patologie vascolari Pazienti con gravi disordini della circolazione periferica (ad esempio gravi forme di malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattati con cautela. Patologie respiratorie A seguito della somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici in pazienti asmatici sono state riportate reazioni respiratorie avverse, inclusa morte per broncospasmo. Fortidose deve essere usato con cautela in pazienti con lieve/moderata broncopneumopatia cronica ostruttiva (COPD) e solo se il potenziale beneficio compensa il potenziale rischio. Ipoglicemia/diabete I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti soggetti ad ipoglicemia spontanea o in pazienti con diabete labile, dato che i beta-bloccanti possono mascherare segni e sintomi di ipoglicemia acuta. Feocromocitom

L’uso di beta-bloccanti nel trattamento dell’ipertensione dovuta a feocromocitoma trattato richiede uno stretto monitoraggio della pressione arteriosa. Soggetti anziani, soggetti con insufficienza renale e/o insufficienza epatica In questi soggetti a rischio, e quando i colliri beta-bloccanti sono somministrati insieme ad un beta-bloccante sistemico, è spesso necessario un aggiustamento del dosaggio. Psoriasi È stato riportato un aggravamento della malattia con la somministrazione di betabloccanti e tale indicazione merita la dovuta considerazione. Reazioni allergiche/anafilattiche I pazienti con una storia di atopia o di reazione anafilattica grave a diversi allergeni che assumono beta-bloccanti possono essere più reattivi ad esposizioni ripetute agli allergeni. Nei soggetti predisposti a sviluppare una reazione anafilattica grave, qualunque ne sia l’origine, in particolare verso floctafenina, mezzi di contrasto iodati, l’uso di prodotti anestetici o durante trattamenti desensibilizzanti, il trattamento con beta-bloccante può determinare un aggravamento della reazione e resistenza al trattamento con dosi normali di epinefrina. Anestesia Generale I beta-bloccanti oftalmici possono bloccare gli effetti beta-agonisti, ad esempio dell’adrenalina. È opportuno avvisare l’anestesista che il paziente è in trattamento con carteololo cloridrato.  Se l’interruzione del trattamento è ritenuta necessaria, una sospensione di 48 ore è considerata sufficiente per consentire la ricomparsa della sensibilità alle catecolamine.  In certi casi, il trattamento con beta-bloccante non può essere interrotto: - In pazienti affetti da insufficienza coronarica, è consigliabile continuare il trattamento fino all’intervento chirurgico, in considerazione del rischio associato con l’improvvisa interruzione della somministrazione di beta-bloccanti. - In casi di emergenza o di impossibilità ad interrompere, il paziente deve essere protetto dalla predominanza vagale attraverso un’adeguata premedicazione con atropina, ripetuta se necessario.  L’anestesia deve fare uso di prodotti che causano la minor depressione miocardica possibile, e la perdita di sangue deve essere compensata Tireotossicosi I beta-bloccanti possono anche mascherare i segni di ipertiroidismo. I beta-bloccanti sono capaci di mascherare certi segni di tireotossicosi, in particolare i segni cardiovascolari.

4.5 Interazione con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Non sono stati condotti studi particolari di interazione tra farmaci con Carteololo cloridrato. 1) Colliri E’ stata riportata occasionalmente midriasi a seguito dell’uso concomitante di betabloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina). Nell’eventualità di trattamento concomitante con colliri contenenti epinefrina è necessario il controllo dell’oculista (rischio di midriasi). 2) Altri medicinali Sebbene le quantità di beta-bloccanti che raggiungono la circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, esiste il rischio di interazioni da medicinali. È quindi appropriato prendere in considerazione le interazioni osservate con beta-bloccanti somministrati per via sistemica. Quando una soluzione oftalmica di beta-bloccante è somministrata contemporaneamente con calcio antagonisti orali, agenti beta-bloccanti adrenergici, antiaritmici (incluso amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, guanetidina esiste un potenziale rischio di effetto additivo che si manifesta con ipotensione e/o bradicardia marcata. Co-somministrazioni non raccomandate Amiodarone Disordini dell’automatismo e della conduzione (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori). Calcio antagonisti (bepridil, diltiazem e verapamil) Disordini dell’automatismo (eccessiva bradicardia, arresto sinusale), disordini di conduzione senoatriale ed atrioventricolare, insufficienza cardiaca (sinergia degli effetti). Tale associazione deve essere condotta sotto stretto controllo clinico ed ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento. Beta-bloccanti usati per insufficienza cardiaca Rischio di aumento di effetti indesiderati da beta-bloccanti, in particolare rischio eccessivo di bradicardia. Fingolimod Potenziamento della bradicardia che può avere esiti fatali. I beta-bloccanti in particolare sono a rischio in quanto prevengono i meccanismi compensatori adrenergici. Tale associazione deve essere somministrata sotto stretto controllo clinico e monitoraggio ECG continuo per 24 ore dopo la prima dose. Co-somministrazioni richiedenti precauzioni per l’us

Anestetici alogenati volatili Riduzione delle reazioni di compensazione cardiovascolare da beta-bloccanti (l’inibizione beta-adrenergica può essere prevenuta durante la procedura chirurgica con l’uso di beta stimolanti). Come regola generale, non interrompere il trattamento betabloccante e, in tutte le eventualità, evitare improvvise interruzioni. L’anestesista deve essere avvisato di questo trattamento. Anticolinesterasi: donezepil, galantamina, rivastigmina, neostigmina, piridostigmina, tacrina, ambenonio. Rischio di eccessiva bradicardia (aggiunta di effetti bradicardiogenici). Si raccomanda un regolare controllo clinico. Sono stati riportati un potenziamento degli effetti beta-bloccanti del collirio ed un aumento nelle concentrazioni plasmatiche del beta-bloccante quando vengono cosomministrati un collirio beta-bloccante e chinidina, probabilmente come risultato dell’inibizione del metabolismo del beta-bloccante da parte della chinidina (come avviene per il timololo). Lidocaina Quando somministrata per via endovena, un aumento dei livelli sanguigni di Lidocaina (a causa della sua diminuzione della clearance epatica) può causare rischio cardiaco e eventi avversi neurologici. Si raccomanda il monitoraggio clinico ed ECG, e possibilmente il controllo dei livelli plasmatici di lidocaina durante la co-somministrazione e dopo la cessazione del betabloccante. Se necessario, procedere ad un aggiustamento del dosaggio di lidocaina. Baclofene Aumento dell’effetto antipertensivo. Si raccomanda il controllo della pressione arteriosa e regolazione del dosaggio dell’antipertensivo, se necessario. Clonidina ed altri antipertensivi centrali (alfametildopa, guanfacina, moxonidina, rilmenidina). Aumento significativo della pressione arteriosa in caso di improvvisa interruzione del trattamento con un antipertensivo centrale Evitare l’improvvisa interruzione dell’antipertensivo centrale. Controllo clinico. Insulina, sulfamidi ipoglicemizzanti, glinidi Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. La maggioranza dei beta-bloccanti non cardioselettivi aumenta l’incidenza e la gravità dell’ipoglicemia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico, specialmente all’inizio del trattamento. Medicinali che causano la torsione di punt

Antiaritmici di classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide) e di classe III (amiodarone, dofetilide, ibutilide, sotalolo), alcuni neurolettici: fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (amisulpride, sulpiride, tiapride, sultopride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo), altri neurolettici (pimozide), ed altri medicinali come: bepridil, cisapride, difenamil, eritromicina ev, vincamina ev, mizolastina, alofantrina, sparfloxacina, pentamidina, moxifloxacina… Aumento del rischio di disordini del ritmo ventricolare, in particolare la torsione di punta. Si raccomanda il controllo clinico ed elettrocardiografico. Propafenone Contrattilità, automatismo e disordini della conduzione (soppressione dei meccanismi compensatori simpatici). Si raccomanda il controllo clinico ed ECG. Co-somministrazioni da prendere in considerazione FANS (via sistemica) inclusi gli inibitori della Cox-2 Riduzione dell’effetto antipertensivo (inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie da parte dei FANS e ritenzione di fluidi e di sali con FANS pirazolici). Alfa bloccanti per effetti urologici: alfuzosina, doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina Aumento dell’effetto ipotensivo, rischio di aumentata ipotensione ortostatica. Amifostina Aumento dell’effetto antipertensivo. Dipiridamolo Con dipiridamolo ev, aumento dell’effetto ipotensivo. Calcio antagonisti (diidropiridine) Ipotensione, insufficienza cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca latente o non controllata (effetto inotropo negativo delle diidropiridine in vitro, che varia di grado in base ai medicinali e da sommare agli effetti inotropi negativi dei beta-bloccanti). La presenza di un beta-bloccante può inoltre minimizzare la reazione di riflesso simpatico che sorge nel caso di eccessiva ripercussione emodinamica. Antidepressivi della famiglia della imipramina (triciclici), antipsicotici Effetto antipertensivo ed aumentato rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo). Meflochina, pilocarpina Rischio di eccessiva bradicardia (somma di effetti bradiocardiogenici).

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

L’assorbimento sistemico di beta-bloccanti somministrati per via oculare è minore rispetto alla somministrazione per via sistemica, ma ciò nonostante è un evento che può verificarsi. Gravidanza Non vi sono dati sufficienti sull’impiego di Fortidose in donne gravide. Il carteololo cloridrato non deve essere assunto in gravidanza se non chiaramente necessario. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2. Studi epidemiologici non hanno rilevato effetti di malformazione ma, quando i betabloccanti sono somministrati per via orale, hanno mostrato un rischio di ritardo nella crescita intrauterina. Oltre a ciò, quando i beta-bloccanti sono stati somministrati prima del parto, nei neonati sono stati osservati segni e sintomi di beta-blocco (per esempio bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia). Se Fortidose è somministrato fino al parto, durante i primi giorni di vita il neonato deve essere attentamente monitorato. Allattamento I beta-bloccanti sono escreti nel latte materno. Alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato in collirio solitamente la quantità di farmaco che passa nel latte materno non è sufficiente a produrre sintomi da beta-blocco nei neonati. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Questo collirio è associato ad effetti indesiderati (in particolare disturbi della visione) che possono alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Come altri medicinali oftalmici applicati per via topica, il collirio a base di carteololo cloridrato è assorbito per via sistemica Questo può causare effetti indesiderati simili a quelli osservati con beta-bloccanti sistemici. L’incidenza di eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oculare è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. La lista delle reazioni avverse include le reazioni osservate nella classe dei beta-bloccanti oftalmici. Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di Carteololo collirio, soluzione sia durante gli studi clinici che in seguito all’esperienza post-marketing: Gli eventi avversi sono stati categorizzati in base alla frequenza come segue: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000) e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Ulteriori reazioni avverse sono state osservate con i beta-bloccanti oftalmici e possono potenzialmente comparire con Fortidose. Disturbi del sistema immunitario: Non nota: reazioni allergiche sistemiche incluse angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici: Non nota: insonnia, depressione, incubi, perdita di memoria. Patologie del sistema nervoso: Non comune: capogiri Non nota: sincope, accidente cerebrovascolare, ischemia cerebrale, aumento di segni e sintomi di miastenia grave, parestesia e cefalea. Patologie dell’occhio: Comune: segni e sintomi di irritazione oculare (come bruciore, sensazione pungente, prurito, lacrimazione, arrossamento), iperemia congiuntivale, congiuntivite, cheratite Non nota: blefarite, visione offuscata e distacco della coroide in seguito a chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego), diminuzione della sensibilità corneale, occhio secco, erosione corneale, ptosi, diplopia. Variazioni della rifrazione (dovuti in alcuni casi alla cessazione della terapia miotica). Patologie cardiache: Non nota: bradicardia, dolore al petto, palpitazioni, edema, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, blocco atrioventricolare, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, claudicatio. Patologie vascolari: Non nota: ipotensione, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi. Patologie respiratorie, toraciche, e mediastiniche. Non nota: broncospasmo (predominante in pazienti con malattia broncospastica preesistente), dispnea, tosse. Patologie gastrointestinali: Comune: disgeusia Non nota: nausea, dispepsia, diarrea, secchezza delle fauci, dolore addominale, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Non nota: alopecia, rash psoriasi forme o esacerbazione della psoriasi, rash cutaneo.

Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: Non comune: mialgia, crampi muscolari Non nota: lupus eritematoso sistemico. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: Non nota: disfunzione sessuale, diminuzione della libido, impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Non nota: astenia/affaticamento. Esami diagnostici: Rara: positività agli anticorpi antinucleo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Sebbene le quantità di beta-bloccanti che passano nella circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, il rischio di sovradosaggio deve essere preso in considerazione. Esiste una limitata esperienza da sovradosaggio oculare. Nel caso di accidentale sovradosaggio attraverso la via di somministrazione oculare, risciacquare gli occhi con una soluzione fisiologica sterile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%). Nel caso di assunzione orale accidentale o errato uso, i sintomi ed i passi da intraprendere sono identici a quelli per sovradosaggio da beta-bloccanti per via generale.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: agenti beta-bloccanti, Codice ATC: S01ED05 A livello sistemico Il carteololo è un beta-bloccante non cardioselettivo, con parziale attività agonista [moderata attività simpaticomimetica intrinseca (ISA)], ed un effetto stabilizzante di membrana (locale o anestetico chinidina-simile) non significativo.

A livello oculare  I colliri a base di carteololo cloridrato riducono la pressione intraoculare, se associata o no al glaucoma, per riduzione della secrezione di umore acqueo.  La sua attività si esplica approssimativamente 30 minuti dopo l’instillazione, con picchi tra 2 e 4 ore ed è presente ancora dopo 24 ore.  Stabilità dell’effetto ipotensivo oltre il tempo normale: l’effetto può rimanere costante per un anno.  Comunque, è possibile una riduzione della sensibilità al carteololo cloridrato, specialmente dopo un trattamento più prolungato.  Non c’è praticamente alcun cambiamento nel diametro pupillare o nell’accomodazione. L’eccipiente di Fortidose 2% contiene un polimero idrosolubile (acido alginico) che ha proprietà fisiche (come bioadesività, interazioni ioniche) tali da permettere una riduzione della frequenza di instillazioni ad una sola instillazione giornaliera.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Le concentrazioni medie plasmatiche osservate dopo 2 mesi di instillazioni ripetute di Fortidose 2% in pazienti glaucomatosi sono inferiori con la formulazione a rilascio prolungato instillata una volta al giorno (Cmax = 1,72 ng/ml) rispetto alla formulazione normale instillata 2 volte al giorno (Cmax =3,64 ng/ml). Sebbene la funzione renale sia importante per l’eliminazione, non sono stati condotti studi clinici su pazienti affetti da insufficienza renale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo in base a studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità o carcinogenicità. In studi di tossicità riproduttiva, è stata osservata l’embriotossicità ad alte dosi orali, risultante in livelli di esposizione sistemica considerati sufficientemente in eccesso all’uso clinico di Fortidose collirio. Il carteololo non è risultato teratogeno in studi di tossicità riproduttiva. Nei ratti , è stato riportato che il carteololo cloridrato è capace di passare attraverso la barriera placentare ed è escreto in piccole quantità nel latte umano.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato, sodio cloruro, acido alginico, sodio idrossido (regolatore del pH), acqua depurata. 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validit

26 2 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.6 Natura e contenuto del contenitore

Strip di contenitori monodose (LDPE) da 0,2 ml, inseriti in busta (Poliestere/Alluminio/Polietilene), scatola da 5 o 30 contenitori monodose. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Bausch & Lomb-IOM S.p.A Via Pasubio, 34 20846 Macherio (MB), Italia

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in

COMMERCIO Fortidose “2% collirio a rilascio prolungato” 5 contenitori monodose LDPE da 0,2 ml – A.I.C. n. 039626041 Fortidose “2% collirio a rilascio prolungato” 30 contenitori monodose LDPE da 0,2 ml – A.I.C. n. 039626039

9. Data della prima autorizzazione / rinnovo

DELL’AUTORIZZAZIONE 11 Ottobre 2010/15 luglio 2012

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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