FORTINOL

Principio attivo: CARTEOLOLO CLORIDRATO, CARTEOLOLO · ATC S01ED05 · BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
FORTINOL*collirio 3 ml 1% rilascio prolungato A 4,60 € 4,60 € 0,00 € + ticket*
FORTINOL*collirio 3 ml 2% rilascio prolungato A 4,65 € 4,65 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CARTEOLOLO CLORIDRATO, CARTEOLOLO
Forma farmaceutica: Collirio a rilascio prolungato
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 20 mg COLLIRIO A RILASCIO PROLUNGATO
  • 10 mg COLLIRIO A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A.
Codice ATC: S01ED05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CARTEABAK - LABORATOIRES THEA
· FORTIDOSE - BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A.
· CARTEOL - SIFI S.P.A.
· FORTISOC - BAUSCH + LOMB IRELAND LIMITED
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

FORTINOL fa parte di una categoria di farmaci chiamati beta-bloccanti.

Esso è usato per il trattamento locale delle seguenti patologie oculari:
- un certo tipo di glaucoma (glaucoma cronico ad angolo aperto),
- l’aumentata pressione dell’occhio(i) (ipertensione intraoculare).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi FORTINOL: - se è allergico al carteololo cloridrato o ad uno qualsiasi dei componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6); - se soffre o ha sofferto in passato di problemi respiratori come asma e bronchite cronica ostruttiva grave (malattia grave del polmone che può causare sibilo, difficoltà a respirare e/o tosse di lunga durata);

- se ha il battito cardiaco rallentato, insufficienza cardiaca o problemi del ritmo cardiaco (battiti
del cuore irregolari);
- se soffre di bradicardia (battito cardiaco più lento del normale, ad esempio inferiore a 40-45
battiti al minuto);

- se soffre di feocromocitoma non trattato (eccessiva produzione di un ormone che induce grave ipertensione arteriosa).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare FORTINOL se attualmente soffre o ha sofferto in passato di:

- malattia cardiaca coronarica (i sintomi possono includere dolore al petto o sensazione di costrizione, mancanza di respiro o soffocamento), insufficienza cardiaca, bassa pressione sanguigna;

- disturbi della conduzione cardiaca, come bradicardia (riduzione della frequenza del battito
cardiaco);
- problemi respiratori, asma o malattia cronica ostruttiva polmonare (malattia del polmone che
può causare sibilo, difficoltà a respirare e/o tosse di lunga durata);
- malattia legata alla scarsa circolazione sanguigna (come malattia di Raynaud o sindrome di

Raynaud);
- diabete, dato che il carteololo può mascherare segni e sintomi correlati ai bassi livelli di
zucchero nel sangue (ipoglicemia);
- iperattività della ghiandola tiroidea poiché il carteololo può mascherarne segni e sintomi;
- feocromocitoma trattato;

- psoriasi;
- malattia corneale;
- storia di reazioni allergiche;
- malattie del rene o del fegato.

carteololo può modificare alcuni effetti dei medicinali usati durante l’anestesia. del Prima di una anestesia chirurgica avvisi il medico che sta usando FORTINOL in quanto il

Quando utilizza questo medicinale, deve sottoporsi a regolari esami della vista, all’inizio del trattamento ed anche in seguito, approssimativamente ogni 4 settimane, per controllare che non stia sviluppando resistenza alla efficacia terapeutica del prodotto. Inoltre nel caso di trattamento a lungo termine alcuni esami serviranno per verificare un eventuale fallimento del trattamento (perdita di efficacia del medicinale).

Se porta lenti a contatto: questa categoria di medicinali può creare una riduzione della produzione di lacrime e quindi aumentare il rischio di intolleranza alle lenti a contatto. Inoltre, il conservante (benzalconio cloruro) può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide e può portare al cambiamento del loro colore. Tolga le lenti a contatto prima di usare questo

medicinale e aspetti 15 minuti prima di riapplicarle. Benzalconio cloruro può anche causare irritazione agli occhi specialmente se ha l’occhio secco o disturbi alla cornea (lo strato trasparente più superficiale dell’occhio). Se prova una sensazione anomala all’occhio, di bruciore o dolore dopo aver usato questo medicinale, parli con il medico.

Se ha un grave danno allo strato trasparente più esterno dell’occhio (la cornea), i fosfati possono

causare in casi molto rari macchie opache sulla cornea dovute ad accumulo di calcio durante il trattamento.

Il principio attivo contenuto in questo medicinale può determinare positività ai test antidoping.

Bambini e adolescenti Questo collirio non deve essere usato in neonati o prematuri, bambini o adolescenti.

Altri medicinali e FORTINOL Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

FORTINOL può influire o essere influenzato da altri medicinali, inclusi altri colliri per il trattamento del glaucoma.  Se sta assumendo altri medicinali da instillare nell’occhio, deve: - instillare l’altro medicinale ad uso oftalmico,

- aspettare 15 minuti,
- instillare FORTINOL per ultimo.

 Per il trattamento di alcuni tipi di glaucoma (come il glaucoma ad angolo chiuso), il suo medico può prescriverle anche i colliri miotici.

 Se applica colliri a base di adrenalina/epinefrina contemporaneamente al FORTINOL è necessario il controllo dell’oculista (a causa del rischio di dilatazione pupillare).

Se assume contemporaneamente beta-bloccanti orali, può essere necessario modificare la posologia di FORTINOL.

 Anche se la quantità di beta-bloccanti che raggiunge il sangue dopo applicazione nell’occhio/i è bassa, tenga in mente la possibilità di interazioni con beta-bloccanti orali: l’uso dell’amiodarone (usato per il trattamento dei disordini del battito cardiaco), di -

-
alcuni calcio-antagonisti (usati per il trattamento dell’ipertensione, come diltiazem,
fingolimod, ozanimod e verapamil) o di altri beta-bloccanti (usati per il trattamento
dell’infarto cardiaco) non è raccomandato;
tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e
tachicardia;
- si può verificare un aumento dei livelli sanguigni di lidocaina (somministrata per EV)
che può incrementare il rischio di eventi avversi a livello cardiaco e neurologico.

In caso di uso concomitante di più di un medicinale topico oftalmico, le somministrazioni devono

avere un intervallo l’una dall’altra di almeno 15 minuti. Gli unguenti oftalmici devono essere somministrati per ultimi.

Informi il medico se sta usando o intende assumere medicinali per abbassare la pressione

sanguigna, medicinali per il cuore, o medicinali per trattare il diabete o la sclerosi multipla.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica. Lui/lei la controlleranno in modo specifico se necessario.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Gravidanza FORTINOL non deve essere usato in gravidanza, a meno che il suo medico non lo ritenga necessario. Non ci sono dati adeguati sull’uso del carteololo cloridrato in gravidanza.

Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere la sezione 3.

Allattamento Non usi FORTINOL se sta allattando in quanto il carteololo cloridrato può passare nel latte materno. I beta-bloccanti sono escreti nel latte materno. Tuttavia, alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato collirio, la quantità che passa nel latte materno non è sufficiente a produrre sintomi da beta-blocco nei neonati. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere la sezione 3.

Chieda consiglio al medico prima di assumere qualsiasi medicinale durante l’allattamento.

Guida di veicoli ed utilizzo di macchinari Dopo l’applicazione di questo medicinale nell’occhio/i possono verificarsi episodi di visione

offuscata. Non guidare o usare macchinari fino a quando non si riprende una visione normale.

FORTINOL contiene benzalconio cloruro Conservante usato: benzalconio cloruro. Vedere sezione 2 “Avvertenze e precauzioni”.

Questo medicinale contiene 0,00165 mg di benzalconio cloruro in ogni goccia, equivalente a 0,05 mg/ml.

FORTINOL contiene tampone fosfato Questo medicinale contiene 0,046 mg di tampone fosfato in ogni goccia, equivalente a 1,4 mg/ml.

Come usarlo

Questo medicinale deve essere somministrato nell’occhio/negli occhi (uso oftalmico). Usi sempre questo medicinale esattamente come il suo medico le indica. Se ha dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Dosaggio

FORTINOL contiene uno specifico eccipiente con proprietà fisiche tali da permettere una singola somministrazione al giorno.

La dose usuale è una goccia per occhio/i affetto una volta al giorno, al mattino.

Comunque, il suo medico può decidere di regolare il dosaggio, specialmente se sta già assumendo beta-bloccanti orali (per bocca) (vedere sezione 2 “Altri medicinali e FORTINOL”).

Modo e via di somministrazione  Se porta lenti a contatto, deve rimuoverle prima di instillare FORTINOL ed attendere 15 minuti prima di riapplicarle.

 Per una corretta somministrazione di FORTINOL:
- lavare le mani accuratamente prima di usare il medicinale,
- evitare di toccare l’occhio e le palpebre con la punta del dosatore,
- instillare una goccia nell’occhio/negli occhi guardando verso l’alto e spingendo

leggermente verso il basso la palpebra inferiore,
- dopo la somministrazione, mantenere l’occhio/gli occhi chiuso/i per alcuni secondi,
- dopo aver usato FORTINOL, premere con un dito all’angolo dell’occhio, vicino al naso
per 2 minuti. Questo aiuta ad evitare che il principio attivo (carteololo) raggiunga il

resto del corpo,
- con l’occhio/gli occhi chiuso/i, pulire un eventuale eccesso di medicinale,
- richiudere la confezione dopo l’uso.
 Se sta utilizzando qualsiasi altro medicinale da instillare nell’occhio, deve:
- instillare l’altro medicinale ad uso oftalmico,
- aspettare 15 minuti,
- instillare FORTINOL per ultimo.
 Se il suo medico le ha prescritto FORTINOL in sostituzione di un altro medicinale, l’uso
dell’altro collirio deve essere interrotto dopo appropriata somministrazione giornaliera.

Può iniziare il trattamento con FORTINOL il giorno seguente, al dosaggio prescritto dal suo medico.  Se ha l’impressione che FORTINOL abbia troppo o troppo poco effetto, informi il suo medico o farmacista.

Non iniettare, non ingerire.

Durata del trattamento Segua le istruzioni del medico. Lui/lei le dirà per quanto tempo deve usare FORTINOL. Non interrompa il trattamento prima di quanto indicato dal suo medico.

Se usa più FORTINOL di quanto deve Se applica incidentalmente negli occhi più gocce del necessario, lavi gli occhi con abbondante acqua corrente. Se incidentalmente ingerisce il contenuto della bottiglia può ravvisare eventi avversi quali leggero

In questi casi contatti immediatamente il suo medico o il suo farmacista.

Se dimentica di usare FORTINOL disorientamento mentale, difficoltà respiratoria o sensazione di rallentamento del battito cardiaco.

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se interrompe il trattamento con FORTINOL Se interrompe il trattamento, la pressione dei suoi occhi può innalzarsi e condurre ad un peggioramento della vista.

Non interrompa mai il trattamento senza prima consultare il medico o il farmacista.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Di solito può continuare ad usare le gocce, a meno che gli effetti indesiderati non siano gravi. Se è preoccupato, consulti il medico o il farmacista. Non smetta di usare FORTINOL senza consultare il suo medico.

Come altri medicinali ad uso oftalmico applicati nell’occhio (farmaci oftalmici topici), il carteololo cloridrato può essere assorbito nel sangue. Questo può causare effetti indesiderati simili a quelli osservati con beta-bloccanti sistemici. La frequenza di eventi avversi dopo somministrazione topica oculare è più bassa rispetto a quando i medicinali sono assunti, per esempio, per bocca o iniettati.

La lista di eventi avversi include reazioni osservate nella classe dei beta-bloccanti oftalmici.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è comune (può colpire un utilizzatore su 10).  Segni e sintomi di irritazione oculare (per esempio bruciore), dolore oculare (per esempio sensazione di puntura), prurito, lacrimazione, arrossamento oculare, arrossamento congiuntivale, congiuntivite, irritazione o sensazione di avere qualcosa nell’occhio (cheratite).  Disturbi del gusto.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è non comune (può colpire un utilizzatore su 100).

 Capogiri.  Debolezza muscolare o dolore non causati da esercizio (mialgia), crampi muscolari.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è rara (può colpire un utilizzatore su 1000).  Risultati positivi al test degli anticorpi antinucleo.

In casi molto rari, alcuni pazienti con un grave danno nella parte anteriore trasparente dell’occhio (cornea) hanno sviluppato durante il trattamento macchie opache sulla cornea dovute ad accumuli di calcio.

La frequenza dei seguenti eventi avversi è non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).  Reazioni allergiche, incluso improvviso gonfiore del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola che può causare difficoltà a deglutire o respirare, orticaria, eruzione

Bassi livelli di zucchero nel sangue. del cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazioni allergiche improvvise pericolose per la vita.

Difficoltà ad addormentarsi (insonnia), depressione, incubi, libido diminuita.  Svenimento, ictus, diminuzione del flusso sanguigno in alcune zone del cervello, aumento dei segni e sintomi di miastenia grave (problemi muscolari), formicolio o intorpidimento di mani e piedi, formicolio, mal di testa, perdita di memoria.  Palpebra gonfia (blefarite), visione offuscata, disturbi della visione in seguito ad operazione chirurgica (distacco della coroide in seguito a chirurgia filtrante), diminuzione della sensibilità corneale, occhio secco, danno alla membrana anteriore dell’occhio (erosione

corneale), abbassamento della palpebra superiore o inferiore, visione doppia, modificazioni nella rifrazione (alcune volte dovuta alla sospensione del trattamento con collirio miotico).  Battito cardiaco lento, palpitazioni, cambi nel ritmo e nella velocità del battito cardiaco, patologie cardiache che danno respiro corto e gonfiore di piedi e gambe a causa del ristagno

di liquidi (insufficienza cardiaca congestizia), blocco atrioventricolare, attacco di cuore, insufficienza cardiaca.  Bassa pressione sanguigna, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi, crampi alle gambe e/o dolore alle gambe quando si cammina (claudicatio).  Broncospasmo (sibili o difficoltà a respirare – normalmente in pazienti con pre-esistente

patologia broncospastica), respiro corto (dispnea), tosse.  Nausea, indigestione, diarrea, bocca secca, dolore addominale, vomito.  Perdita di capelli, eruzione cutanea con macchie di colore argentato (eruzione cutanea psoriasiforme) o peggioramento della psoriasi, eruzioni cutanee.

Lupus eritematoso sistemico.  Disfunzione sessuale, impotenza.  Insolita debolezza muscolare o dolore non causato da esercizio fisico (astenia) o stanchezza, dolore al petto, accumulo di liquidi (edema).

Segnalazione di effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non utilizzare questo medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione. La data di

scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Il flacone deve essere gettato dopo 28 giorni dalla prima apertura. Prendere nota della data di apertura sul confezionamento. Non utilizzare se la confezione è danneggiata.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene FORTINOL:  Il principio attivo è il carteololo cloridrato. Fortinol 1%: 1 ml di collirio a rilascio prolungato contiene 10 mg di carteololo cloridrato. Fortinol 2%: 1 ml di collirio a rilascio prolungato contiene 20 mg di carteololo cloridrato.

 Gli altri eccipienti sono: soluzione di benzalconio cloruro (conservante), acido alginico (E

400), sodio diidrogeno fosfato diidrato (E 339), disodio fosfato dodecaidrato (E 339), sodio cloruro, sodio idrossido (regolatore del pH), acqua purificata.

Descrizione dell’aspetto di FORTINOL e contenuto della confezione

Questo medicinale è un beta-bloccante per uso oftalmico. FORTINOL 1% e FORTINOL 2% si presentano nella forma di un collirio ad azione prolungata, come soluzione chiara e leggermente colorata, in un flacone da 3 ml.

FORTINOL 1%: - 3 ml in contenitore-contagocce con tappo a vite.  FORTINOL 2%: - 3 ml in contenitore-contagocce con tappo a vite. 3 x 3 ml in contenitore-contagocce con tappo a vite.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

Bausch & Lomb-IOM S.p.A.

Viale Martesana, 12 20055 Vimodrone (MI), Italia

Produttore Laboratoire CHAUVIN SA – Zone Industrielle de Ripotier Haut – 50 Avenue Jean Monnet 07200 Aubenas - Francia Questo medicinale è autorizzato negli stati membri dell’Unione Europea con i seguenti nomi:

Francia: CARTEOL L.P. 1% e CARTEOL L.P. 2% Belgio, Lussemburgo: ARTEOPTIC LA 2% Italia: FORTINOL 1% e 2% Portogallo: PHYSIOGLAU 1% e PHYSIOGLAU 2% Spagna: ARTEOPTIC 1% e ARTEOPTIC 2 %

Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca: CARTEOL LP 2% Romania: Fortinol EP 2%

Il presente foglio illustrativo è stato aggiornato il:

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Domande frequenti su FORTINOL

Come si usa FORTINOL?

FORTINOL si presenta in forma di Collirio a rilascio prolungato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FORTINOL è disponibile senza ricetta?

No, FORTINOL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di FORTINOL?

Il principio attivo di FORTINOL è CARTEOLOLO CLORIDRATO, CARTEOLOLO.

Quali sono gli equivalenti di FORTINOL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CARTEABAK, FORTIDOSE, CARTEOL, FORTISOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FORTINOL?

FORTINOL è prodotto da BAUSCH & LOMB-IOM S.P.A..

Da quando FORTINOL è autorizzato in Italia?

FORTINOL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2008-11-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

FORTINOL 1%,collirio a rilascio prolungato

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Carteololo cloridrato 1 g per 100 ml. (1 ml di collirio a rilascio prolungato contiene carteololo cloridrato 10 mg). Eccipienti con effetti noti: benzalconio cloruro, sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato. Questo medicinale contiene 0,00165 mg di benzalconio cloruro in ogni goccia, equivalente a 0,05 mg/ml e 0,046 mg di tampone fosfato in ogni goccia, equivalente a 1,4 mg/ml (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Collirio a rilascio prolungato Soluzione chiara e leggermente giallo-marrone. Il pH è tra 6 e 7, compatibile con il pH delle lacrime.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

- Ipertensione oculare. - Glaucoma primario ad angolo aperto.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Uso oftalmico Sono disponibili due dosaggi del collirio: 1% e 2%. Instillare 1 goccia di FORTINOL nell’occhio affetto,1 volta al giorno, al mattino. - Per somministrare il trattamento, tirare delicatamente verso il basso la palpebra ed instillare una goccia mentre si guarda in alto, chiudere l’occhio per pochi secondi, - pulire adeguatamente l’eccesso di prodotto ad occhio chiuso, - richiudere il contenitore immediatamente dopo l’uso.

Si raccomanda di iniziare il trattamento instillando nell’occhio affetto una goccia di FORTINOL al dosaggio più basso. Comunque, per la stabilizzazione della pressione intraoculare da parte del collirio a base di carteololo, occorrono talvolta molte settimane, e di conseguenza la valutazione del trattamento deve includere una misurazione della pressione intraoculare ed un esame corneale all’inizio della terapia e di conseguenza ripetersi regolarmente ogni circa 4 settimane di trattamento. L’oculista può, se lo ritiene necessario,co-somministrare il collirio a base di carteololo in associazione ad uno o più trattamenti per il glaucoma (per via locale e/o via sistemica). Il collirio concomitante deve essere somministrato almeno 15 minuti prima di FORTINOL. L’assorbimento sistemico si riduce praticando l’occlusione naso lacrimale o chiudendo le palpebre per 2 minuti. Queste manovre possono diminuire gli effettiavversi sistemici e aumentare l’attività locale. Sostituzione di un precedente trattamento Quando il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve sostituire un differente collirio per il trattamento del glaucoma, quest’ultimo deve essere sospeso dopo appropriata somministrazione giornaliera, e il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve essere somministrato il giorno successivo alla dose di una goccia per occhio affetto una volta al giorno. Se il collirio a base di carteololo deve essere usato in sostituzione di un’associazione di medicinali per il trattamento del glaucoma, si tenga presente che si può sospendere solo un medicinale alla volta. Nel caso in cui il collirio a base di carteololo viene usato in sostituzione di colliri miotici, può rendersi necessario un esame della rifrazione dopo la scomparsa degli effetti dei miotici. La prescrizione medica deve essere accompagnata da un controllo della pressione intraoculare, in particolare all’inizio del trattamento. Uso nei bambini ed adolescenti (<18 anni): Non ci sono informazioni rilevanti sull’uso di questo collirio nei bambini e negli adolescenti a causa della mancanza di dati di sicurezza ed efficacia.

4.3 Controindicazioni

È opportuno ricordare l’esistenza di controindicazioni per i beta-bloccanti somministrati per via sistemica, sebbene gli effetti sistemici dei beta-bloccanti dopo instillazione oculare siano osservabili soltanto in casi eccezionali. - Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Patologie reattive delle vie respiratorie quali asma bronchiale o una storia di asma bronchiale, gravi broncopneumopatie croniche ostruttive. - Insufficienza cardiaca. - Shock cardiogeno. - Blocchi atrioventricolari di secondo e terzo grado non controllati da pacemaker. - Sindrome del seno malato (incluso il blocco seno-atriale). - Bradicardia sinusale. - Feocromocitoma non trattato.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Uso oftalmico  Altri agenti beta-bloccanti Gli effetti sulla pressione intra-oculare o i noti effetti del beta-blocco sistemico possono essere potenziati quando Fortinol è somministrato a pazienti che già assumono agenti beta-bloccanti sistemici. La risposta di questi pazienti deve essere attentamente monitorata. La somministrazione concomitante di due colliri beta-bloccanti non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).  Nel caso in cui colliri appartenenti a questa categoria siano somministrati al fine di ridurre la pressione intraoculare in pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso, si dovrà somministrare anche un miotico. In tali pazienti, infatti, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo, che richiede l’uso di un miotico per indurre la costrizione pupillare, dal momento che il carteololo ha scarso o nessun effetto sulla pupilla.  Dopo procedura chirurgica filtrante, sono stati riportati casidi distacchi coroidali in seguito a somministrazione di terapie volte a ridurre il volume dell’umor acqueo (quali timololo e acetazolamide).  Portatori di lenti a contatto. - Esiste il rischio di intolleranza alle lenti a contatto per la riduzione delle secrezioni lacrimali, associata generalmente all’uso dei beta-bloccanti. - Il conservante utilizzato in questo collirio, il benzalconio cloruro, può causare irritazione; si può depositare e alterare il colore delle lenti a contatto morbide. Pertanto, questo collirio non deve essere applicato quando si indossano le lenti a contatto. Le lenti a contatto devono essere rimosse prima dell’instillazione del collirio e possono essere riapplicate 15 minuti dopo l’uso del collirio.  Sono stati riportati casidi irritazione agli occhi, occhio secco,alterazione del film e della superficie corneali a seguito della somministrazione oftalmica di benzalconio cloruro. Da usare con cautela nei pazienti con occhio secco e con compromissione della cornea. I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.  Dopo un trattamento prolungato può insorgere una ridotta sensibilità al carteololo. L’assenza di tachifilassi deve quindi essere controllata annualmente al fine di assicurare l’efficacia della terapia a lungo termine. Disturbo corneale I beta-bloccanti oftalmici possono causare secchezza oculare. I pazienti con disturbi corneali devono essere trattaticon cautela. Uso sistemico Come altri agenti oftalmici, Fortinol è assorbito a livello sistemico. A causa del principio attivo betaadrenergico, il carteololo cloridrato, possono comparire le stesse reazioni avverse a livello cardiovascolare, polmonare e in altri distretti osservate con gli agenti beta-bloccanti sistemici. L’incidenza degli eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oftalmica è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2. Sportivi Gli sportivi devono essere informati che questo medicinale contiene un principio attivo che può determinare positività ai test antidoping.

Interruzione del trattamento Un trattamento sistemico con beta-bloccanti sistemici non deve essere maiinterrotto improvvisamente, in special modo nei pazienti affettida angina: un’improvvisa interruzione può causare gravidisordini del ritmo cardiaco, infarto miocardico o morte improvvisa. La posologia deve essere ridotta progressivamente, ad esempio in una o due settimane. Patologie cardiache In pazienti con problemi cardiaci (patologia cardiaca coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione, la terapia con beta-bloccanti deve essere valutata in modo critico e deve essere presa in considerazione una terapia con altre sostanze attive. I pazienti con patologie cardiache devono essere osservatiattentamente per individuare segni di peggioramento di queste malattie e di reazioni avverse. A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devo essere prescritti con cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado. Bradicardia La posologia deve essere ridotta se la frequenza del battito cardiaco è minore di 50-55 battiti al minuto a riposo ed il paziente presenta sintomi associati alla bradicardia. Patologie vascolari Pazienti con gravi disturbi/disordini della circolazione periferica (ad esempio gravi forme di malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattaticon cautela. Patologie respiratorie A seguito della somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici in pazienti asmatici sono state riportate reazioni respiratorie avverse,inclusa morte per broncospasmo. FORTINOL deve essere usato con cautela in pazienti con lieve/moderata broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e solo se il potenziale beneficio compensa il potenziale rischio. Ipoglicemia/diabete I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti soggetti ad ipoglicemia spontanea o in pazienti con diabete labile, dato che i beta-bloccanti possono mascherare segnie sintomi di ipoglicemia acuta. Feocromocitoma L’uso di beta-bloccanti nel trattamento dell’ipertensione dovuta a feocromocitoma trattato richiede uno stretto monitoraggio della pressione arteriosa. Soggetti anziani, soggetti con insufficienza renale e/o insufficienza epatica In questi soggetti a rischio, e quando i colliri beta-bloccanti sono somministrati insieme ad un betabloccante sistemico, è spesso necessario un aggiustamento del dosaggio. Psoriasi È stato riportato un aggravamento della malattia con la somministrazione di beta-bloccanti e tale indicazione merita la dovuta considerazione. Reazioni allergiche/anafilattich

I pazienti con una storia di atopia o di reazione anafilattica grave a diversi allergeni che assumono beta-bloccanti possono essere più reattivi ad esposizioni ripetute agli allergeni. Nei soggetti predisposti a sviluppare una reazione anafilattica grave, qualunque ne sia l’origine, in particolare verso floctafenina, mezzi di contrasto iodati, l’uso di prodotti anestetici o durante trattamenti desensibilizzanti, il trattamento con beta-bloccante può determinare un aggravamento della reazione e resistenza al trattamento con dosi normali di epinefrina. Anestesia Generale I beta-bloccanti oftalmici possono bloccare gli effetti beta-agonisti, ad esempio dell’adrenalina. È opportuno avvisare l’anestesista che il paziente è in trattamento con carteololo cloridrato:  Se l’interruzione del trattamento è ritenuta necessaria,una sospensione di 48 ore è considerata sufficiente per consentire la ricomparsa della sensibilità alle catecolamine.  In certi casi, il trattamento con beta-bloccante non può essere interrotto: - In pazienti affetti da insufficienza coronarica, è consigliabile continuare il trattamento fino all’intervento chirurgico, in considerazione del rischio associato con l’improvvisa interruzione della somministrazione di beta-bloccanti. - In casidi emergenza o di impossibilità ad interrompere, il paziente deve essere protetto dalla predominanza vagale attraverso un’adeguata premedicazione con atropina, ripetuta se necessario. - L’anestesia deve fare uso di prodotti che causano la minor depressione miocardica possibile, e la perdita di sangue deve essere compensata. Tireotossicosi I beta-bloccanti possono anche mascherare isegni di ipertiroidismo. I beta-bloccanti sono capacidi mascherare certisegni di tireotossicosi, in particolare i segni cardiovascolari. Interazioni con altri medicinali Non è raccomandata l’associazione di FORTINOL collirio a rilascio prolungato con diltiazem, fingolimod, ozanimod e verapamil (vedere paragrafo 4.5). Eccipienti con effetti noti Benzalconio cloruro, sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato. Questo medicinale contiene 0,00165 mg di benzalconio cloruro in ogni goccia, equivalente a 0,05 mg/ml e 0,046 mg di tampone fosfato in ogni goccia, equivalente a 1,4 mg/ml.

4.5 Interazione con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Non sono stati condotti studi particolari di interazione tra farmaci con Carteololo cloridrato. 1) Colliri È stata riportata occasionalmente midriasi a seguito dell’uso concomitante di beta-bloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina). Nell’eventualità di trattamento concomitante con colliri contenenti epinefrina è necessario il controllo dell’oculista (rischio di midriasi).

Quando si utilizza più di un medicinale ad uso topico oftalmico, le somministrazioni dei farmaci devono essere distanziate l’una dall’altra di almeno 15 minuti. Gli unguenti oftalmici devo essere somministrati per ultimi. 2) Altri medicinali Sebbene le quantità di beta-bloccanti che raggiungono la circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, esiste il rischio di interazioni da medicinali. È quindi appropriato prendere in considerazione le interazioni osservate con beta-bloccanti somministrati per via sistemica. Medicinali che diminuiscono la frequenza cardiaca Numerosi farmacipossono causare bradicardia. Questo è in particolare il caso dei farmaciantiaritmici di classe Ia, betabloccanti, alcuni antiaritmici di classe III, alcuni calcio antagonisti, digossina, pilocarpina, agenti anticolinesterasici, ecc. Co-somministrazioni non raccomandate (vedere paragrafo 4.4) Diltiazem Disordini dell’automatismo (eccessiva bradicardia, arresto sinusale), disordini della conduzione senoatriale ed atrioventricolare ed insufficienza cardiaca. Tale associazione deve essere utilizzata solo sotto stretto monitoraggio clinico e dell’ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento. Fingolimod Potenziamento della riduzione della frequenza cardiaca potenzialmente fatale. I beta-bloccanti sono particolarmente rischiosi in quanto impediscono i meccanismi compensatori adrenergici. Continuo monitoraggio clinico e dell’ECG per 24 ore dopo la prima dose. Ozanimod Potenziamento della riduzione della frequenza cardiaca potenzialmente fatale. I beta-bloccanti sono particolarmente rischiosi in quanto impediscono i meccanismi compensatori adrenergici. Continuo monitoraggio clinico e dell’ECG per almeno 6 ore. Verapamil Disordini dell’automatismo (eccessiva bradicardia, arresto sinusale), disordini della conduzione senoatriale ed atrioventricolare ed insufficienza cardiaca. Tale associazione deve essere utilizzata solo sotto stretto monitoraggio clinico e dell’ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento. Co-somministrazioni richiedenti precauzioni per l’uso Amiodarone Disordini dell’automatismo e della conduzione (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori). Monitoraggio clinico e dell’ECG. Anestetici alogenati volatili (desflurano,alotano, isoflurano, metossiflurano, sevoflurano) Riduzione delle reazioni di compensazione cardiovascolare da beta-bloccanti .L’inibizione betaadrenergica può essere prevenuta durante la procedura chirurgica con l’uso di beta-mimetici. Come regola generale, non interrompere il trattamento beta-bloccante e, in tutte le eventualità, evitare improvvise interruzioni. L’anestesista deve essere avvisato di questo trattamento. Farmaci antipertensivi ad azione centrale (clonidina, guanfacina, metildopa, moxonidina, rilmenidina) Aumento significativo della pressione arteriosa in caso di improvvisa interruzione del trattamento con un antipertensivo centrale.

Evitare l’improvvisa interruzione del trattamento con l’antipertensivo ad azione centrale. Monitoraggio clinico. Glinidi (nateglinide, repaglinide) Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico specialmente all’inizio del trattamento. Gliptine (linagliptina, saxagliptina, sitagliptina, vildagliptina) Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico specialmente all’inizio del trattamento. Insulina Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico specialmente all’inizio del trattamento. Lidocaina Quando somministrata per via endovena: aumento delle concentrazioni plasmatiche di lidocaina con possibili eventi avversi neurologici e cardiaci (diminuzione della clearance epatica della lidocaina) . Monitoraggio clinico e dell’ECG, ed eventualmente controllo delle concentrazioni plasmatiche della lidocaina durante la co-somministrazione e dopo l’interruzione del beta-bloccante. Se necessario, procedere ad un aggiustamento del dosaggio di lidocaina. Propafenone Contrattilità, automatismo e disordini della conduzione (soppressione dei meccanismi compensatori simpatici). Monitoraggio clinico e dell’ECG. Medicinali che causano la torsione di punta (amiodarone, amisulpride, arsenico, clorochina, clorpromazina, citalopram, cocaina, crizotinib, ciamamezina, disopiramide, domperidone, dronedarone, droperidolo, eritromicina, escitalopram, flupentixolo, flufenazina, alofantrina, aloperidolo, idrochinidina, idrossiclorochina, idrossizina, levomepromazina, lumefantrina, mequitazina, metadone, moxifloxacina, pentamidina, pimozide, pipamperone, piperachina, pipotiazina, chinidina, sotalolo, spiramicina, sulpiride, tiapride, toremifene, vandetanib, vincamina, zuclopentixolo) Aumento del rischio di disordini del ritmo ventricolare, in particolare la torsione di punta. Monitoraggio clinico ed elettrocardiografico durante l’uso combinato. Sulfoniluree antidiabetiche (glibenclamide, glicazide, glimepiride, glipizide) Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico specialmente all’inizio del trattamento. Co-somministrazioni da prendere in considerazione Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei FANS (aceclofenac,acido mefenamico, acido niflumico, acido tiaprofenico, alminoprofene, celecoxib, dexketoprofene, trometamolo, diclofenac, etodolac, etoricoxib, fenoprofene, flurbiprofene, ibuprofene, indometacina, ketoprofene, meloxicam, morniflumato, nabumetone, naprossene, nimesulide, parecoxib, piroxicam, rofecoxib, sulindac, tenoxicam.) Riduzione dell’effetto antipertensivo (inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie da parte dei FANS).

Alfa bloccanti per usi urologici (alfuzosina, doxazosina, prazosina, silodosina, tamsulosina, terazosina) Aumento dell’effetto ipotensivo, rischio di aumentata ipotensione ortostatica. Alfa bloccanti antipertensivi (doxazosina, prazosina, urapidil) Aumento dell’effetto ipotensivo, aumentato rischio di ipotensione ortostatica. Altri farmaci che abbassano la frequenza cardiaca (acebutololo, ambenomio, amiodarone, atenololo, betaxololo, bisoprololo, carvedilolo, celiprololo, clonidina, crizotinib, digossina, diltiazem, disopiramide, donepezil, dronedarone, esmololo, fampridina, fingolimod, galantamina, idrochinidina, ivabradina, labetalolo, levobunololo, meflochina, metoprololo, midodrina, nadololo, nebivololo, neostigmina, pasireotide, pilocarpina, pindololo, propanololo, piridostigmina, chinidina, rivastigmina, sotalololo, tertatololo, talidomide, timololo, verapamil) Rischio di eccessiva bradicardia (somma di effetti). Beta-2-mimetici (bambuterolo, indacaterolo, olodaterolo, salbutamolo, terbutalina, vilanterolo) Rischio di ridotta efficacia reciproca dovuta all'antagonismo farmacodinamico. Diidropiridine (amlodipina, clevipidina, felodipina, isradipina, lacidipina, lercanidipina, manidipina, nicardipina, nifedipina, nimodipina, nitrendipina) Ipotensione, insufficienza cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca latente o non controllata, effetto addizionale inotropo negativo. La presenza di un beta-bloccante può anche ridurre al minimo la reazione simpatica riflessa che entra in gioco in caso di eccessive ripercussioni emodinamiche. Dipiridamolo Con dipiridamolo ev, aumento dell’effetto ipotensivo. Farmaci che causano ipertensione ortostatica (alfuzosina, alimemazina, alizapride, amantadina, amifostina, amisupride, amitriptilina, amoxapina, apomorfina, aripiprazolo, avanafil, baclofene, bromocriptina, clorpromazina, clomipramina, clozapina, ciamamezina, isosorbide dinitrato, dosulepina, doxazosina, doxepina, droperidolo, entacapone,flupentixolo, flufenazina, aloperidolo, imipramina, isosorbide, levodopa, levomepromazina, levosimendan, lisuride, loxapina, maprolitina, metopimazina, molsidomina, nicorandil, olanzapina, oxomemazina, paliperidone, penfluridolo, perindopril, pimozide, pipamperone, pipotiazina, piribedil, pramipexolo, prazosina, prometazina, propericiazina, quetiapina, rasagilina, riociguat, risperidone, ropinirolo, rigotina, selegilina, sildenafil, silodosina, sulpiride, tadalafil, tamsulosina, terazosin, tiapride, tolcapone, trimipramina, trinitrina, vardenafil, vorioxetina, zuclopetixolo) Aumento del rischio dell’effetto ipotensivo, in particolare di ipotensione ortostatica.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

L’assorbimento sistemico di beta-bloccanti somministrati per via oculare è minore rispetto alla somministrazione per via sistemica, ma ciò nonostante è un evento che può verificarsi. Gravidanza Non vi sono dati sufficienti sull’impiego di Fortinol in donne gravide. Il carteololo cloridrato non deve essere assunto in gravidanza se non chiaramente necessario. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

Studi epidemiologici non hanno rilevato effetti di malformazione ma, quando i beta-bloccanti sono somministrati per via orale, hanno mostrato un rischio di ritardo nella crescita intrauterina. Oltre a ciò, quando i beta-bloccanti sono stati somministrati prima del parto, nei neonati sono stati osservati segni e sintomi di beta-blocco (per esempio bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia). Se FORTINOL è somministrato fino al parto, durante i primi giorni di vita il neonato deve essere attentamente monitorato. Allattamento I beta-bloccanti sono escretinel latte materno. Alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato in collirio solitamente la quantità di farmaco che passa nellatte materno non è sufficiente a produrre sintomi da beta-blocco nei neonati. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Questo collirio è associato ad effetti indesiderati (in particolare disturbi della visione) che possono alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Come altri medicinali oftalmici applicati per via topica, il collirio a base di carteololo cloridrato è assorbito per via sistemica. Questo può causare effettiindesiderati simili a quelli osservati con betabloccanti sistemici. L’incidenza di eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oculare è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. La lista delle reazioni avverse include le reazioni osservate nella classe dei beta-bloccanti oftalmici. Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di Carteololo collirio, soluzione sia durante gli studi clinici che in seguito all’esperienza post-marketing: Gli eventi avversi sono stati categorizzati in base alla frequenza come segue: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000) e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Ulteriori reazioni avverse sono state osservate con i beta-bloccanti oftalmici e possono potenzialmente comparire con FORTINOL. Disturbi del sistema immunitario: Non nota: reazioni allergiche sistemiche incluse angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici: Non nota: insonnia, depressione, incubi, libido diminuita. Patologie del sistema nervoso: Comune: disgeusia.

Non comune: capogiri. Non nota: sincope, accidente cerebrovascolare,ischemia cerebrale,aumento di segni e sintomi di miastenia grave, parestesia,cefalea,amnesia. Patologie dell’occhio: Comune: segni e sintomi di irritazione oculare (come bruciore), dolore oculare (come sensazione pungente), prurito oculare, aumento della lacrimazione, iperemia oculare, iperemia congiuntivale, congiuntivite, cheratite. Non nota: blefarite, visione offuscata, distacco della coroide in seguito a chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4), ipoestesia oculare, occhio secco,erosione corneale, ptosi, diplopia, disturbi della rifrazione (dovuti in alcuni casi alla cessazione della terapia miotica). Molto raramente sono stati riportati casi di calcificazione della cornea associati all'uso di colliri contenenti fosfati in pazienti con cornea significativamente danneggiata. Patologie cardiache: Non nota: bradicardia, palpitazioni, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, blocco atrioventricolare, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca. Patologie vascolari: Non nota: ipotensione, fenomeno di Raynaud, sensazione di freddo alle estremità, claudicazione intermittente. Patologie respiratorie, toraciche,e mediastiniche: Non nota: broncospasmo (predominante in pazienti con malattia broncospastica preesistente), dispnea, tosse. Patologie gastrointestinali: Non nota: nausea,dispepsia, diarrea, secchezza delle fauci, dolore addominale, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Non nota: alopecia, dermatite psoriasiforme, esacerbazione della psoriasi, rash. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: Non comune: mialgia, spasmi muscolari. Non nota: lupus eritematoso sistemico. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: Non nota: disfunzione sessuale, disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Non nota: astenia, affaticamento, dolore toracico, edema. Esami diagnostici: Rara:positività agli anticorpi antinucleo. Segnalazione delle reazioni avverse sospett

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sebbene le quantità di beta-bloccanti che passano nella circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, il rischio di sovradosaggio deve essere preso in considerazione. Esiste una limitata esperienza da sovradosaggio oculare. Nel caso di accidentale sovradosaggio attraverso la via di somministrazione oculare, risciacquare gli occhi con una soluzione fisiologica sterile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%). Nel caso di assunzione orale accidentale o errato uso, i sintomi ed i passi da intraprendere sono identici a quelli per sovradosaggio da beta-bloccanti per via generale.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:agenti beta-bloccanti, Codice ATC: S01ED05 A livello sistemico Il carteololo è un beta-bloccante non cardioselettivo, con parziale attività agonista moderata attività simpaticomimetica intrinseca (ASI), ed un effetto stabilizzante di membrana (locale o anestetico chinidina-simile) non significativo. A livello oculare  I colliri a base di carteololo cloridrato riducono la pressione intraoculare, se associata o no al glaucoma, per riduzione della secrezione di umore acqueo.  La sua attività si esplica approssimativamente 30 minuti dopo l’instillazione, con picchi tra 2 e 4 ore ed è presente ancora dopo 24 ore.  Stabilità dell’effetto ipotensivo oltre il tempo normale: l’effetto può rimanere costante per un anno.  Comunque, è possibile una riduzione della sensibilità al carteololo cloridrato, specialmente dopo un trattamento più prolungato.  Non c’è praticamente alcun cambiamento nel diametro pupillare o nell’accomodazione. L’eccipiente di FORTINOL 1% contiene un polimero idrosolubile (acido alginico) che ha proprietà fisiche (come bioadesività, interazioni ioniche….) tali da permettere una riduzione della frequenza di instillazioni ad una sola instillazione giornaliera.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Le concentrazioni medie plasmatiche osservate dopo 2 mesi di instillazioni ripetute di FORTINOL 2% in pazienti glaucomatosi sono inferiori con la formulazione a rilascio prolungato instillata una volta al giorno (Cmax = 1,72 ng/ml) rispetto alla formulazione normale instillata 2 volte al giorno (Cmax =3,64 ng/ml).

Sebbene la funzione renale sia importante per l’eliminazione, non sono stati condotti studi clinici su pazienti affetti da insufficienza renale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo in base a studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità o carcinogenicità. In studi di tossicità riproduttiva, è stata osservata embriotossicità ad alte dosi orali, risultante in livelli di esposizione sistemica considerati sufficientemente in eccesso all’uso clinico di Fortinol collirio. Il carteololo non è risultato teratogeno in studi di tossicità riproduttiva. Nei topi, è stato riportato che il carteololo cloridrato è capace di passare attraverso la barriera placentare ed è escreto in piccole quantità nel latte umano.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Soluzione di benzalconio cloruro Acido alginico (E 400) Sodio diidrogeno fosfato diidrato (E 339) Disodio fosfato dodecaidrato (E 339) Sodio idrossido (regolatore del pH) Sodio cloruro Acqua purificata 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità Prima dell’apertura: 2 anni. Validità dopo la prima apertura del contenitore: 28 giorni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

3 ml in contenitore-contagocce (polietilene) con tappo a vite (polipropilene). 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

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7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Bausch & Lomb-IOM S.p.A. Viale Martesana,12 20055 Vimodrone (MI), Italia

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

A.I.C.:N. 038373015 1% collirio a rilascio prolungato – 1 flacone contagocce PE da 3 ml

9. Data della primaaic/ rinnovo dell’autorizzazione

Ottobre 2008/15 luglio 2012

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

2. Denominazionedel medicinale

FORTINOL 2%,collirio a rilascio prolungato

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Carteololo cloridrato 2 g per 100 ml. (1 ml di collirio a rilascio prolungato contiene carteololo cloridrato 20 mg) Eccipiente con effetto noto: benzalconio cloruro, sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato. Questo medicinale contiene 0,00165 mg di benzalconio cloruro in ogni goccia, equivalente a 0,05 mg/ml e 0,046 mg di tampone fosfato in ogni goccia, equivalente a 1,4 mg/ml (vedere paragrafi4.4 e 4.8). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Collirio a rilascio prolungato. Soluzione chiara e leggermente giallo-marrone. Il pH è tra 6 e 7, compatibile con il pH delle lacrime.

4. Informazioni cliniche

4.2 Indicazioni terapeutiche

- Ipertensione oculare. - Glaucoma primario ad angolo aperto.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Uso oftalmico Sono disponibili due dosaggi del collirio: 1% e 2%. Instillare 1 goccia di FORTINOL nell’occhio affetto,1 volta al giorno, al mattino. - Per somministrare il trattamento, tirare delicatamente verso il basso la palpebra ed instillare una goccia mentre si guarda in alto, chiudere l’occhio per pochi secondi, - pulire adeguatamente l’eccesso di prodotto ad occhio chiuso, - richiudere il contenitore immediatamente dopo l’uso.

Si raccomanda di iniziare il trattamento instillando nell’occhio affetto una goccia di FORTINOL al dosaggio più basso. Comunque, per la stabilizzazione della pressione intraoculare da parte del collirio a base di carteololo, occorrono talvolta molte settimane, e di conseguenza la valutazione del trattamento deve includere una misurazione della pressione intraoculare ed un esame corneale all’inizio della terapia e di conseguenza ripetersi regolarmente ogni circa 4 settimane di trattamento. L’oculista può, se lo ritiene necessario,co-somministrare il collirio a base di carteololo in associazione ad uno o più trattamenti per il glaucoma (per via locale e/o via sistemica). Il collirio concomitante deve essere somministrato almeno 15 minuti prima di FORTINOL. L’assorbimento sistemico si riduce praticando l’occlusione naso lacrimale o chiudendo le palpebre per 2 minuti. Queste manovre possono diminuire gli effettiavversi sistemici e aumentare l’attività locale. Sostituzione di un precedente trattamento Quando il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve sostituire un differente collirio per il trattamento del glaucoma, quest’ultimo deve essere sospeso dopo appropriata somministrazione giornaliera, e il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve essere somministrato il giorno successivo alla dose di una goccia per occhio affetto una volta al giorno. Se il collirio a base di carteololo deve essere usato in sostituzione di un’associazione di medicinali per il trattamento del glaucoma, si tenga presente che si può sospendere solo un medicinale alla volta. Nel caso in cui il collirio a base di carteololo viene usato in sostituzione di colliri miotici, può rendersi necessario un esame della rifrazione dopo la scomparsa degli effetti dei miotici. La prescrizione medica deve essere accompagnata da un controllo della pressione intraoculare, in particolare all’inizio del trattamento. Uso nei bambini ed adolescenti (<18 anni): Non ci sono informazioni rilevanti sull’uso di questo collirio nei bambini e negli adolescenti a causa della mancanza di dati di sicurezza ed efficacia.

4.3 Controindicazioni

È opportuno ricordare l’esistenza di controindicazioni per i beta-bloccanti somministrati per via sistemica, sebbene gli effetti sistemici dei beta-bloccanti dopo instillazione oculare siano osservabili soltanto in casi eccezionali. - Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Patologie reattive delle vie respiratorie quali asma bronchiale o una storia di asma bronchiale, gravi broncopneumopatie croniche ostruttive. - Insufficienza cardiaca. - Shock cardiogeno. - Blocchi atrioventricolari di secondo e terzo grado non controllati da pacemaker. - Sindrome del seno malato (incluso il blocco seno-atriale). - Bradicardia sinusale. - Feocromocitoma non trattato.

4.10 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Uso oftalmic

16  Altri agenti beta-bloccanti Gli effetti sulla pressione intra-oculare o i noti effetti del beta-blocco sistemico possono essere potenziati quando Fortinol è somministrato a pazienti che già assumono agenti beta-bloccanti sistemici. La risposta di questi pazienti deve essere attentamente monitorata. La somministrazione concomitante di due colliri beta-bloccanti non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).  Nel caso in cui colliri appartenenti a questa categoria siano somministrati al fine di ridurre la pressione intraoculare in pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso, si dovrà somministrare anche un miotico. In tali pazienti, infatti, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo, che richiede l’uso di un miotico per indurre la costrizione pupillare, dal momento che il carteololo ha scarso o nessun effetto sulla pupilla.  Dopo procedura chirurgica filtrante, sono stati riportati casidi distacchi coroidali in seguito a somministrazione di terapie volte a ridurre il volume dell’umor acqueo (quali timololo e acetazolamide).  Portatori di lenti a contatto. - Esiste il rischio di intolleranza alle lenti a contatto per la riduzione delle secrezioni lacrimali, associata generalmente all’uso dei beta-bloccanti. - Il conservante utilizzato in questo collirio, il benzalconio cloruro, può causare irritazione; si può depositare e alterare il colore delle lenti a contatto morbide. Pertanto, questo collirio non deve essere applicato quando si indossano le lenti a contatto. Le lenti a contatto devono essere rimosse prima dell’instillazione del collirio e possono essere riapplicate 15 minuti dopo l’uso del collirio.  Sono stati riportati casidi irritazione agli occhi, occhio secco,alterazione del film e della superficie corneali a seguito della somministrazione oftalmica di benzalconio cloruro. Da usare con cautela nei pazienti con occhio secco e con compromissione della cornea. I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.  Dopo un trattamento prolungato può insorgere una ridotta sensibilità al carteololo. L’assenza di tachifilassi deve quindi essere controllata annualmente al fine di assicurare l’efficacia della terapia a lungo termine. Disturbo corneale I beta-bloccanti oftalmici possono causare secchezza oculare. I pazienti con disturbi corneali devono essere trattaticon cautela. Uso sistemico Come altri agenti oftalmici, Fortinol è assorbito a livello sistemico. A causa del principio attivo betaadrenergico, il carteololo cloridrato, possono comparire le stesse reazioni avverse a livello cardiovascolare, polmonare e in altri distretti osservate con gli agenti beta-bloccanti sistemici. L’incidenza degli eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oftalmica è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2. Sportivi Gli sportivi devono essere informati che questo medicinale contiene un principio attivo che può determinare positività ai test antidoping. Interruzione del trattament

Un trattamento sistemico con beta-bloccanti sistemici non deve essere maiinterrotto improvvisamente, in special modo nei pazienti affettida angina: un’improvvisa interruzione può causare gravidisordini del ritmo cardiaco, infarto miocardico o morte improvvisa. La posologia deve essere ridotta progressivamente, ad esempio in una o due settimane. Patologie cardiache In pazienti con problemi cardiaci (patologia cardiaca coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione, la terapia con beta-bloccanti deve essere valutata in modo critico e deve essere presa in considerazione una terapia con altre sostanze attive. I pazienti con patologie cardiache devono essere osservatiattentamente per individuare segni di peggioramento di queste malattie e di reazioni avverse. A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devo essere prescritti con cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado. Bradicardia La posologia deve essere ridotta se la frequenza del battito cardiaco è minore di 50-55 battiti al minuto a riposo ed il paziente presenta sintomi associati alla bradicardia. Patologie vascolari Pazienti con gravi disturbi/disordini della circolazione periferica (ad esempio gravi forme di malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattaticon cautela. Patologie respiratorie A seguito della somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici in pazienti asmatici sono state riportate reazioni respiratorie avverse,inclusa morte per broncospasmo. FORTINOL deve essere usato con cautela in pazienti con lieve/moderata broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e solo se il potenziale beneficio compensa il potenziale rischio. Ipoglicemia/diabete I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti soggetti ad ipoglicemia spontanea o in pazienti con diabete labile, dato che i beta-bloccanti possono mascherare segnie sintomi di ipoglicemia acuta. Feocromocitoma L’uso di beta-bloccanti nel trattamento dell’ipertensione dovuta a feocromocitoma trattato richiede uno stretto monitoraggio della pressione arteriosa. Soggetti anziani, soggetti con insufficienza renale e/o insufficienza epatica In questi soggetti a rischio, e quando i colliri beta-bloccanti sono somministrati insieme ad un betabloccante sistemico, è spesso necessario un aggiustamento del dosaggio. Psoriasi È stato riportato un aggravamento della malattia con la somministrazione di beta-bloccanti e tale indicazione merita la dovuta considerazione. Reazioni allergiche/anafilattiche I pazienti con una storia di atopia o di reazione anafilattica grave a diversi allergeni che assumono beta-bloccanti possono essere più reattivi ad esposizioni ripetute agli allergeni. Nei soggetti predisposti a sviluppare una reazione anafilattica grave, qualunque ne sia l’origine, in particolar

18 verso floctafenina, mezzi di contrasto iodati, l’uso di prodotti anestetici o durante trattamenti desensibilizzanti, il trattamento con beta-bloccante può determinare un aggravamento della reazione e resistenza al trattamento con dosi normali di epinefrina. Anestesia Generale I beta-bloccanti oftalmici possono bloccare gli effetti beta-agonisti, ad esempio dell’adrenalina. È opportuno avvisare l’anestesista che il paziente è in trattamento con carteololo cloridrato:  Se l’interruzione del trattamento è ritenuta necessaria,una sospensione di 48 ore è considerata sufficiente per consentire la ricomparsa della sensibilità alle catecolamine.  In certi casi, il trattamento con beta-bloccante non può essere interrotto: - In pazienti affetti da insufficienza coronarica, è consigliabile continuare il trattamento fino all’intervento chirurgico, in considerazione del rischio associato con l’improvvisa interruzione della somministrazione di beta-bloccanti. - In casidi emergenza o di impossibilità ad interrompere, il paziente deve essere protetto dalla predominanza vagale attraverso un’adeguata premedicazione con atropina, ripetuta se necessario. - L’anestesia deve fare uso di prodotti che causano la minor depressione miocardica possibile, e la perdita di sangue deve essere compensata. Tireotossicosi I beta-bloccanti possono anche mascherare isegni di ipertiroidismo. I beta-bloccanti sono capacidi mascherare certisegni di tireotossicosi, in particolare i segni cardiovascolari. Interazioni con altri medicinali Non è raccomandata l’associazione di FORTINOL collirio a rilascio prolungato con diltiazem, fingolimod, ozanimod e verapamil (vedere paragrafo 4.5). Eccipienti con effetti noti Benzalconio cloruro, sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato. Questo medicinale contiene 0,00165 mg di benzalconio cloruro in ogni goccia, equivalente a 0,05 mg/ml e 0,046 mg di tampone fosfato in ogni goccia, equivalente a 1,4 mg/ml.

4.11 Interazione con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Non sono stati condotti studi particolari di interazione tra farmaci con Carteololo cloridrato. 1) Colliri È stata riportata occasionalmente midriasi a seguito dell’uso concomitante di beta-bloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina). Nell’eventualità di trattamento concomitante con colliri contenenti epinefrina è necessario il controllo dell’oculista (rischio di midriasi). Quando si utilizza più di un medicinale ad uso topico oftalmico, le somministrazioni dei farmaci devono essere distanziate l’una dall’altra di almeno 15 minuti. Gli unguenti oftalmici devo essere somministrati per ultimi. 2) Altri medicinal

Sebbene le quantità di beta-bloccanti che raggiungono la circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, esiste il rischio di interazioni da medicinali. È quindi appropriato prendere in considerazione le interazioni osservate con beta-bloccanti somministrati per via sistemica. Medicinali che diminuiscono la frequenza cardiaca Numerosi farmacipossono causare bradicardia. Questo è in particolare il caso dei farmaciantiaritmici di classe Ia, betabloccanti, alcuni antiaritmici di classe III, alcuni calcio antagonisti, digossina, pilocarpina, agenti anticolinesterasici, ecc. Co-somministrazioni non raccomandate (vedere paragrafo 4.4) Diltiazem Disordini dell’automatismo (eccessiva bradicardia, arresto sinusale), disordini della conduzione senoatriale ed atrioventricolare ed insufficienza cardiaca. Tale associazione deve essere utilizzata solo sotto stretto monitoraggio clinico e dell’ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento. Fingolimod Potenziamento della riduzione della frequenza cardiaca potenzialmente fatale. I beta-bloccanti sono particolarmente rischiosi in quanto impediscono i meccanismi compensatori adrenergici. Continuo monitoraggio clinico e dell’ECG per 24 ore dopo la prima dose. Ozanimod Potenziamento della riduzione della frequenza cardiaca potenzialmente fatale. I beta-bloccanti sono particolarmente rischiosi in quanto impediscono i meccanismi compensatori adrenergici. Continuo monitoraggio clinico e dell’ECG per almeno 6 ore. Verapamil Disordini dell’automatismo (eccessiva bradicardia, arresto sinusale), disordini della conduzione senoatriale ed atrioventricolare ed insufficienza cardiaca. Tale associazione deve essere utilizzata solo sotto stretto monitoraggio clinico e dell’ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento. Co-somministrazioni richiedenti precauzioni per l’uso Amiodarone Disordini dell’automatismo e della conduzione (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori). Monitoraggio clinico e dell’ECG. Anestetici alogenati volatili (desflurano,alotano, isoflurano, metossiflurano, sevoflurano) Riduzione delle reazioni di compensazione cardiovascolare da beta-bloccanti. L’inibizione betaadrenergica può essere prevenuta durante la procedura chirurgica con l’uso di beta mimetici. Come regola generale, non interrompere il trattamento beta-bloccante e, in tutte le eventualità, evitare improvvise interruzioni. L’anestesista deve essere avvisato di questo trattamento. Farmaci antipertensivi ad azione centrale (clonidina, guanfacina, metildopa, moxonidina, rilmenidina) Aumento significativo della pressione arteriosa in caso di improvvisa interruzione del trattamento con un antipertensivo centrale. Evitare l’improvvisa interruzione del trattamento con l’antipertensivo ad azione centrale. Monitoraggio clinico. Glinidi (nateglinide, repaglinide) Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia.

Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico specialmente all’inizio del trattamento. Gliptine (linagliptina, saxagliptina, sitagliptina, vildagliptina) Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico specialmente all’inizio del trattamento. Insulina Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico specialmente all’inizio del trattamento. Lidocaina Quando somministrata per via endovena: aumento delle concentrazioni plasmatiche di lidocaina con possibili eventi avversi neurologici e cardiaci (diminuzione della clearance epatica della lidocaina) . Monitoraggio clinico e dell’ECG, ed eventualmente controllo delle concentrazioni plasmatiche della lidocaina durante la co-somministrazione e dopo l’interruzione del beta-bloccante. Se necessario, procedere ad un aggiustamento del dosaggio di lidocaina. Propafenone Contrattilità, automatismo e disordini della conduzione (soppressione dei meccanismi compensatori simpatici). Monitoraggio clinico e dell’ECG. Medicinali che causano la torsione di punta (amiodarone, amisulpride, arsenico, clorochina, clorpromazina, citalopram, cocaina, crizotinib, ciamamezina, disopiramide, domperidone, dronedarone, droperidolo, eritromicina, escitalopram, flupentixolo, flufenazina, alofantrina, aloperidolo, idrochinidina, idrossiclorichina, idrossizina, levomepromazina, lumefantrina, mequitazina, metadone, moxifloxacina, pentamidina, pimozide, pipamperone, piperachina, pipotiazina, chinidina, sotalolo, spiramicina, sulpiride, tiapride, toremifene, vandetanib, vincamina, zuclopentixolo)Aumento del rischio di disordini del ritmo ventricolare, in particolare la torsione di punta. Monitoraggio clinico ed elettrocardiografico durante l’uso combinato. Sulfoniluree antidiabetiche (glibenclamide, glicazide, glimepiride, glipizide) Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico, specialmente all’inizio del trattamento. Co-somministrazioni da prendere in considerazione Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei FANS (aceclofenac,acido mefenamico, acido niflumico, acido tiaprofenico, alminoprofene, celecoxib, dexketoprofene, trometamolo, diclofenac, etodolac, etoricoxib, fenoprofene, flurbiprofene, ibuprofene, indometacina, ketoprofene, meloxicam, morniflumato, nabumetone, naprossene, nimesulide, parecoxib, piroxicam, rofecoxib, sulindac, tenoxicam.) Riduzione dell’effetto antipertensivo (inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie da parte dei FANS). Alfa bloccanti per usi urologici (alfuzosina, doxazosina, prazosina, silodosina, tamsulosina, terazosina) Aumento dell’effetto ipotensivo, rischio di aumentata ipotensione ortostatica. Alfa bloccanti antipertensivi (doxazosina, prazosina, urapidil) Aumento dell’effetto ipotensivo, aumentato rischio di ipotensione ortostatica.

Altri farmaci che abbassano la frequenza cardiaca (acebutololo, ambenomio, amiodarone, atenololo, betaxololo, bisoprololo, carvedilolo, celiprololo, clonidina, crizotinib, digossina, diltiazem, disopiramide, donepezil, dronedarone, esmololo, fampridina, fingolimod, galantamina, idrochinidina, ivabradina, labetalolo, levobunololo, meflochina, metoprololo, midodrina, nadololo, nebivololo, neostigmina, pasireotide, pilocarpina, pindololo, propanololo, piridostigmina, chinidina, rivastigmina, sotalololo, tertatololo, talidomide, timololo, verapamil) Rischio di eccessiva bradicardia (somma di effetti). Beta-2-mimetici (bambuterolo, indacaterolo, olodaterolo, salbutamolo, terbutalina, vilanterolo) Rischio di ridotta efficacia reciproca dovuta all'antagonismo farmacodinamico. Diidropiridine (amlodipina, clevipidina, felodipina, isradipina, lacidipina, lercanidipina, manidipina, nicardipina, nifedipina, nimodipina, nitrendipina) Ipotensione, insufficienza cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca latente o non controllata, effetto addizionale inotropo negativo. La presenza di un beta-bloccante può anche ridurre al minimo la reazione simpatica riflessa che entra in gioco in caso di eccessive ripercussioni emodinamiche. Dipiridamolo Con dipiridamolo ev, aumento dell’effetto ipotensivo. Farmaci che causano ipertensione ortostatica (alfuzosina, alimemazina, alizapride, amantadina, amifostina, amisupride, amitriptilina, amoxapina, apomorfina, aripiprazolo, avanafil, baclofene, bromocriptina, clorpromazina, clomipramina, clozapina, ciamamezina, isosorbide dinitrato, dosulepina, doxazosina, doxepina, droperidolo, entacapone,flupentixolo, flufenazina, aloperidolo, imipramina, isosorbide, levodopa, levomepromazina, levosimendan, lisuride, loxapina, maprolitina, metopimazina, molsidomina, nicorandil, olanzapina, oxomemazina, paliperidone, penfluridolo, perindopril, pimozide, pipamperone, pipotiazina, piribedil, pramipexolo, prazosina, prometazina, propericiazina, quetiapina, rasagilina, riociguat, risperidone, ropinirolo, rigotina, selegilina, sildenafil, silodosina, sulpiride, tadalafil, tamsulosina, terazosin, tiapride, tolcapone, trimipramina, trinitrina, vardenafil, vorioxetina, zuclopetixolo) Aumento del rischio dell’effetto ipotensivo, in particolare di ipotensione ortostatica.

4.12 Fertilità, gravidanza ed allattamento

L’assorbimento sistemico di beta-bloccanti somministrati per via oculare è minore rispetto alla somministrazione per via sistemica, ma ciò nonostante è un evento che può verificarsi. Gravidanza Non vi sono dati sufficienti sull’impiego di Fortinol in donne gravide. Il carteololo cloridrato non deve essere assunto in gravidanza se non chiaramente necessario. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2. Studi epidemiologici non hanno rilevato effetti di malformazione ma, quando i beta-bloccanti sono somministrati per via orale, hanno mostrato un rischio di ritardo nella crescita intrauterina. Oltre a ciò, quando i beta-bloccanti sono stati somministrati prima del parto, nei neonati sono stati osservati segni e sintomi di beta-blocco (per esempio bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia). Se FORTINOL è somministrato fino al parto, durante i primi giorni di vita il neonato deve essere attentamente monitorato.

Allattamento I beta-bloccanti sono escretinel latte materno. Alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato in collirio solitamente la quantità di farmaco che passa nellatte materno non è sufficiente a produrre sintomi da beta-blocco nei neonati. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

4.13 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Questo collirio è associato ad effetti indesiderati (in particolare disturbi della visione) che possono alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

4.14 Effetti indesiderati

Come altri medicinali oftalmici applicati per via topica, il collirio a base di carteololo cloridrato è assorbito per via sistemica. Questo può causare effettiindesiderati simili a quelli osservati con betabloccanti sistemici. L’incidenza di eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oculare è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. La lista delle reazioni avverse include le reazioni osservate nella classe dei beta-bloccanti oftalmici. Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di Carteololo collirio, soluzione sia durante gli studi clinici che in seguito all’esperienza post-marketing: Gli eventi avversi sono stati categorizzati in base alla frequenza come segue: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000) e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Ulteriori reazioni avverse sono state osservate con i beta-bloccanti oftalmici e possono potenzialmente comparire con FORTINOL. Disturbi del sistema immunitario: Non nota: reazioni allergiche sistemiche incluse angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici: Non nota: insonnia, depressione, incubi, libido diminuita. Patologie del sistema nervoso: Comune: disgeusia. Non comune: capogiri. Non nota: sincope, accidente cerebrovascolare,ischemia cerebrale,aumento di segni e sintomi di miastenia grave, parestesia,cefalea,amnesia. Patologie dell’occhio:

Comune: segni e sintomi di irritazione oculare (come bruciore), dolore oculare (come sensazione pungente), prurito oculare, aumento della lacrimazione, iperemia oculare, iperemia congiuntivale, congiuntivite, cheratite. Non nota: blefarite, visione offuscata, distacco della coroide in seguito a chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4), ipoestesia oculare, occhio secco,erosione corneale, ptosi, diplopia, disturbi della rifrazione (dovuti in alcuni casi alla cessazione della terapia miotica). Molto raramente sono stati riportati casi di calcificazione della cornea associati all'uso di colliri contenenti fosfati in pazienti con cornea significativamente danneggiata. Patologie cardiache: Non nota: bradicardia, palpitazioni, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, blocco atrioventricolare, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca. Patologie vascolari: Non nota: ipotensione, fenomeno di Raynaud, sensazione di freddo alle estremità, claudicazione intermittente. Patologie respiratorie, toraciche,e mediastiniche: Non nota: broncospasmo (predominante in pazienti con malattia broncospastica preesistente), dispnea, tosse. Patologie gastrointestinali: Non nota: nausea,dispepsia, diarrea, secchezza delle fauci, dolore addominale, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Non nota: alopecia, dermatite psoriasiforme, esacerbazione della psoriasi, rash. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: Non comune: mialgia, spasmi muscolari. Non nota: lupus eritematoso sistemico. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: Non nota: disfunzione sessuale, disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Non nota: astenia, affaticamento, dolore toracico, edema. Esami diagnostici: Rara:positività agli anticorpi antinucleo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

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4.15 Sovradosaggio

Sebbene le quantità di beta-bloccanti che passano nella circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, il rischio di sovradosaggio deve essere preso in considerazione. Esiste una limitata esperienza da sovradosaggio oculare. Nel caso di accidentale sovradosaggio attraverso la via di somministrazione oculare, risciacquare gli occhi con una soluzione fisiologica sterile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%). Nel caso di assunzione orale accidentale o errato uso, i sintomi ed i passi da intraprendere sono identici a quelli per sovradosaggio da beta-bloccanti per via generale.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:agenti beta-bloccanti, Codice ATC: S01ED05 A livello sistemico Il carteololo è un beta-bloccante non cardioselettivo, con parziale attività agonista moderata attività simpaticomimetica intrinseca (ASI), ed un effetto stabilizzante di membrana (locale o anestetico chinidina-simile) non significativo. A livello oculare  I colliri a base di carteololo cloridrato riducono la pressione intraoculare, se associata o no al glaucoma, per riduzione della secrezione di umore acqueo.  La sua attività si esplica approssimativamente 30 minuti dopo l’instillazione, con picchi tra 2 e 4 ore ed è presente ancora dopo 24 ore.  Stabilità dell’effetto ipotensivo oltre il tempo normale: l’effetto può rimanere costante per un anno.  Comunque, è possibile una riduzione della sensibilità al carteololo cloridrato, specialmente dopo un trattamento più prolungato.  Non c’è praticamente alcun cambiamento nel diametro pupillare o nell’accomodazione. L’eccipiente di FORTINOL 2% contiene un polimero idrosolubile (acido alginico) che ha proprietà fisiche (come bioadesività, interazioni ioniche…) tali da permettere una riduzione della frequenza di instillazioni ad una sola instillazione giornaliera.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Le concentrazioni medie plasmatiche osservate dopo 2 mesi di instillazioni ripetute di FORTINOL 2% in pazienti glaucomatosi sono inferiori con la formulazione a rilascio prolungato instillata una volta al giorno (Cmax = 1,72 ng/ml) rispetto alla formulazione normale instillata 2 volte al giorno (Cmax =3,64 ng/ml). Sebbene la funzione renale sia importante per l’eliminazione, non sono stati condotti studi clinici su pazienti affetti da insufficienza renale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo in base a studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità o carcinogenicità.

In studi di tossicità riproduttiva, è stata osservata embriotossicità ad alte dosi orali, risultante in livelli di esposizione sistemica considerati sufficientemente in eccesso all’uso clinico di Fortinol collirio. Il carteololo non è risultato teratogeno in studi di tossicità riproduttiva. Nei topi, è stato riportato che il carteololo cloridrato è capace di passare attraverso la barriera placentare ed è escreto in piccole quantità nel latte umano.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Soluzione di benzalconio cloruro Acido alginico (E 400) Sodio diidrogeno fosfato diidrato (E 339) Disodio fosfato dodecaidrato (E 339) Sodio idrossido (regolatore del pH) Sodio cloruro Acqua purificata 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità Prima dell’apertura: 2 anni. Validità dopo la prima apertura del contenitore: 28 giorni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.6 Natura e contenuto del contenitore

3 ml in contenitore-contagocce (polietilene) con tappo a vite (polipropilene). 3x3 ml in contenitore-contagocce (polietilene) con tappo a vite (polipropilene). È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Bausch & Lomb-IOM S.p.A. Viale Martesana,12 20055 Vimodrone (MI), Itali

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8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

A.I.C.:n. 038373027 2% collirio a rilascio prolungato - 1 Flacone contagocce PE da 3 ml A.I.C.:n. 038373039 2% collirio a rilascio prolungato - 3 Flaconi contagocce PE da 3 ml

9. Data della primaaic/ rinnovo dell’autorizzazione

Ottobre 2008/15 luglio 2012

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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