LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è indicato per il trattamento della pressione del sangue alta (ipertensione essenziale) nei pazienti la cui pressione sanguigna non è adeguatamente controllata solo dal lisinopril.

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, LISINOPRIL, LISINOPRIL DIIDRATO · ATC C09BA03 · TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"20 MG+12,5 MG COMPRESSE" 14 COMPRESSE A 2,80 € 2,80 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, LISINOPRIL, LISINOPRIL DIIDRATO
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 20 mg ,12.5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
Codice ATC: C09BA03
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· NALAPRES - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
· PRINZIDE - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
· ZESTORETIC - ATNAHS PHARMA NETHERLANDS BV
· LISINOPRIL IDROCLOROTIAZIDE TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA contiene i principi attivi: il lisinopril e l’idroclorotiazide. Il lisinopril appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati ACE-inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina), che agiscono riducendo la pressione del sangue dilatando i vasi sanguigni. L’idroclorotiazide appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati diuretici che agiscono favorendo la produzione e l’eliminazione delle urine e ciò provoca un abbassamento della pressione del sangue.

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è indicato per il trattamento della pressione del sangue alta (ipertensione essenziale) nei pazienti la cui pressione sanguigna non è adeguatamente controllata solo dal lisinopril.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA - se è allergico al lisinopril, all’idroclorotiazide o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6);
- se è allergico a medicinali simili all’idroclorotiazide (sulfonamidici) o a medicinali simili al lisinopril
(ACE-inibitori);
- se non urina (anuria);
- se in passato ha sofferto di gonfiore di mani, piedi, caviglie, viso, labbra, lingua e/o gola (angioedema)

causato da un precedente trattamento con ACE inibitori; - se qualcuno della sua famiglia ha avuto una grave reazione allergica di causa sconosciuta. Questo può indicare una condizione detta angioedema ereditario e può renderla maggiormente soggetto ai sintomi decritti sopra;

- se soffre di angioedema idiopatico (senza causa evidente)
- se soffre di gravi problemi ai reni (clearance della creatinina ≤ 30 ml/min);
- se soffre di gravi problemi al fegato
- se è in stato di gravidanza da più di tre mesi (vedere il paragrafo “Gravidanza e allattamento”).
- se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che
abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren (vedere il paragrafo “Altri medicinali e
LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA”);

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA se ha una diminuzione della vista o dolore agli occhi. Questi potrebbero essere sintomi dell’accumulo di liquido nello strato vascolare dell’occhio (effusione coroidale) o di un aumento della pressione nell’occhio e possono verificarsi in un periodo che va da poche ore a settimane dopo l’assunzione di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA. Questo può portare alla perdita permanente della vista, se non trattato. Se

in precedenza ha avuto un'allergia alla penicillina o alle sulfonamidi, può essere a maggior rischio di svilupparla se ha avuto problemi respiratori o polmonari (compresa infiammazione o presenza di liquido nei polmoni) in seguito all’assunzione di idroclorotiazide in passato. Se dopo l’assunzione di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA compare respiro affannoso o respirazione difficoltosa grave, consulti

immediatamente un medico.

Non prenda questo medicinale se: - se soffre di un restringimento (stenosi) della valvola dell’aorta (una arteria del cuore) o dell’arteria dei reni

- se soffre di cardiomiopatia ipertrofica (condizione caratterizzata da un aumento dello spessore del
muscolo del cuore) o se le valvole cardiache presentano un restringimento (valvola mitralica), o se sono
presenti altri ostacoli al flusso in uscita dal suo ventricolo sinistro se soffre di problemi di diarrea o
vomito
- se soffre di gotta (malattia che provoca dolore alle articolazioni)
- se soffre di problemi al fegato
- se soffre di problemi ai reni
- se è sottoposto a dialisi (trattamento medico per pulire il sangue quando si è affetti da grave malattia dei
reni)
- se è stato sottoposto a trapianto di rene

- se è stato sottoposto a diete povere di sale
- se sta assumendo medicinali per il trattamento di qualche allergia, per esempio per punture di insetti
- se lei o qualcuno della sua famiglia ha avuto in passato reazioni allergiche con gonfiore alle mani, ai
piedi o alle caviglie, al viso, alle labbra, alla lingua e/o alla gola con difficoltà di respirazione (vedere
paragrafo “Possibili effetti indesiderati”)

- se ha bisogno di sottoporsi ad aferesi (procedimento con cui si ottiene la separazione di alcuni
componenti del sangue)
- se soffre di ipotensione (pressione del sangue bassa che si può manifestare come una sensazione di
debolezza o capogiro)
- se ha una ridotta intolleranza agli zuccheri o se soffre di diabete.

- se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue: o Un ”antagonista del recettore dell’angiotensiona II” (AIIRA) (anche noti come sartani – ad esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi ai reni correlati al diabete. o Aliskiren

- se ha avuto in passato il cancro della pelle o se sta sviluppando una lesione della pelle imprevista durante il trattamento. Il trattamento con idroclorotiazide, in particolare un utilizzo a lungo termine con dosi elevate, può aumentare il rischio di alcuni tipi di cancro della pelle e delle labbra (cancro della pelle non

melanoma). Protegga la sua pelle dall’esposizione al sole e ai raggi UV durante l’assunzione di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA

Il medico può controllare la funzionalità dei suoi reni, la pressione del sangue e la quantità di elettroliti (ad
esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.
- se si verificano alterazioni del numero di cellule del sangue (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine)
durante il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA
- se ha un sensibile calo di alcuni tipi di globuli bianchi con sviluppo di suscettibilità alle infezioni e
sintomi generali gravi (agranulocitosi)

Alterazione dei livelli di sali nel sangue (squilibrio elettrolitico) A causa del diuretico presente in LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA, possono diminuire i livelli di sodio e potassio nel sangue. Ciò può provocare secchezza della bocca, sete, debolezza, sonnolenza, irritabilità, fatica o dolori muscolari, ipotensione, nausea, battito cardiaco accelerato e disturbi allo stomaco

e/o all’intestino. Il diuretico potrebbe provocare anche una diminuzione dei livelli di cloruro e di magnesio; mentre potrebbe provocare un aumento dei livelli di calcio. Il medico, pertanto, potrebbe prescriverle esami del sangue per verificare i livelli di sali.

Tosse Durante il trattamento potrebbe avere tosse secca e persistente. Questa tosse si risolve con l'interruzione del trattamento. Se durante il trattamento deve sottoporsi ad esami per valutare la funzionalità respiratoria, informi il medico che sta assumendo LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA.

Diminuzione repentina della pressione arteriosa del La dose iniziale può causare una diminuzione repentina della pressione del sangue, superiore a quella che si verifica successivamente con la continuazione del trattamento. Potrebbe, pertanto, manifestare una sensazione di debolezza o capogiro; in questi casi potrà esserle di aiuto sdraiarsi. In caso di persistenza dei sintomi, consulti il medico. Anestesia Se deve essere ricoverato in ospedale, deve informare il personale medico del trattamento in corso con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA e, in particolare, l'anestesista (il medico che si occupa

dell’anestesia) in caso di intervento chirurgico. Sarà inoltre opportuno informare il proprio dentista, in caso venga somministrato un anestetico per cure dentarie.

Etnia Se è di origine nera, può manifestare più facilmente “angioedema” (caratterizzato da gonfiore del volto, delle

labbra, della lingua, della gola o improvvisa difficoltà di respirazione).

Per chi svolge attività sportiva L’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA nei bambini e negli adolescenti non è stata stabilita, pertanto questo medicinale non è raccomandato ai bambini e agli adolescenti.

Altri medicinali e LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi

altro medicinale.

In particolare, prima di iniziare il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA informi
il medico se sta assumendo:
- altri medicinali diuretici (compresi un tipo di diuretici chiamati “risparmiatori di potassio”), in quanto se
assunti contemporaneamente a LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA possono aumentare
l’effetto di questo farmaco
- altri medicinali antipertensivi (per il trattamento della pressione alta) noti come sartani (ad esempio
valsartan, telmisartan, irbesartan) in particolare se ha problemi ai reni o ha il diabete
- altri medicinali antipertensivi (per il trattamento della pressione alta), compresi quei medicinali
contenenti aliskiren (per il trattamento della pressione alta), in quanto, se assunti contemporaneamente a

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA possono aumentare l’effetto di questo farmaco. In particolare, non prenda LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA se sta assumendo aliskiren e ha problemi ai reni o ha il diabete (vedere paragrafo “Non prenda LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA”) - indometacina (analgesico, medicinale per il dolore e l’infiammazione) o altri medicinali per il trattamento delle infiammazioni delle articolazioni o dei dolori ai muscoli

- litio (utilizzato per il trattamento di malattie mentali)
- oro iniettabile (per il trattamento dell’artrite reumatoide, una infiammazione cronica delle articolazioni)
- FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei, farmaci per il dolore e l’infiammazione), in quanto se
assunti contemporaneamente a LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA possono diminuire
l’effetto di questo farmaco. Inoltre, se soffre di ridotta funzionalità dei reni, questi medicinali possono

comportare un’ulteriore riduzione della funzionalità dei suoi reni
- allopurinolo (per il trattamento della gotta, una malattia che provoca dolore alle articolazioni), in quanto
se assunto insieme a LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA può aumentare il rischio di
leucopenia (riduzione del numero di globuli bianchi nel sangue)
- agenti citostatici (utilizzati per ridurre la crescita dei tumori) es ciclosfosfamide o metotressato, in quanto
se assunti insieme a LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA possono aumentare il rischio di

-

-
leucopenia
immunosoppressivi (medicinali che riducono la risposta immunitaria), che se assunti insieme a
LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA possono aumentare il rischio di leucopenia
procainamide e sotalolo (medicinali contro le anomalie del ritmo cardiaco, antiaritmici)
- medicinali per trattare il diabete (compresa l’insulina), in quanto se soffre di diabete potrebbe essere
necessario un aggiustamento da parte del medico della dose del medicinale che sta assumendo
- integratori a base di potassio o sostituti del sale contenenti potassio o altri farmaci che aumentano i livelli
di potassio nel sangue (es. eparina, cotrimossazolo)
- derivati dell’acido salicilico, utilizzati nel trattamento di varie forme di dolore (es.: mal di testa, dolori
mestruali, dolori muscolari o ossei), per abbassare la febbre e nel trattamento di malattie infiammatorie

- integratori a base di calcio o vitamina D
- agenti vasodilatatori, nitroglicerina e altri nitrati (utilizzati per ridurre la pressione del sangue e/o per
trattare problemi di cuore)
- medicinali per rilassare i muscoli in caso di anestesia generale e nella terapia intensiva (compresa la

tubocurarina cloruro e gli anestetici)
- medicinali per trattare i disturbi dell’umore, come gli antidepressivi triciclici e gli antipsicotici
- simpaticomimetici (medicinali che agiscono principalmente sul sistema nervoso simpatico, il sistema che
controlla gli organi interni, principalmente circolazione del sangue e cuore)
- amfotericina B (somministrata in vena), per il trattamento di infezioni causate da funghi
- carbenoxolone (per il trattamento dell’ulcera o infiammazioni dell’esofago o intorno alla bocca)

- corticotropina (un ormone)
- lassativi stimolanti (medicinali per trattare la stitichezza)
- digossina (per il trattamento di problemi di cuore, inclusi i problemi del battito del cuore)
- medicinali per il trattamento degli alti livelli di colesterolo come ad esempio colestiramina e colestipolo
- trimetropin, per il trattamento di infezioni causate da batteri

- medicinali per evitare il rigetto di organi dopo il trapianto come ad esempio la ciclosporina
- medicinali con attività antiinfiammatoria (corticosteroidi), in quanto aumentano l’eliminazione di alcuni
sali normalmente disciolti nel sangue e nei liquidi dell’organismo, in particolare il potassio
- medicinali come per esempio l’adrenalina (medicinale che stimola il cuore), in quanto il loro effetto può

diminuire
- barbiturici e narcotici (sostanze che riducono le attività del cervello), in quanto possono causare una
eccessiva diminuzione della pressione del sangue quando è in posizione eretta
- diazossido (usato per trattare per abbassare livelli di zucchero nel sangue)
- amantadina (usato per il trattamento delle infezioni virali), in quanto si ha un aumento della tossicità del
- farmaco)
LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA con alcool
Eviti di bere bevande alcoliche durante il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA
in quanto possono causare una diminuzione eccessiva della pressione del sangue quando è in posizione eretta

(vedere il paragrafo “Guida di veicoli ed utilizzo di macchinari”).

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Gravidanza

L’uso di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA non è raccomandato durante i primi 3 mesi di gravidanza. Non prenda LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA dopo i primi 3 mesi di gravidanza (vedere paragrafo “Non prenda LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA”). Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare

inizio ad una gravidanza). La terapia con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA, non deve essere iniziata durante la gravidanza. Di norma il medico Le consiglierà di interrompere l’assunzione di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA prima di dare inizio alla gravidanza o non appena verrà a

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA non è raccomandato all’inizio della gravidanza, poiché è possibile un lieve aumento del rischio di tossicità per il feto. LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA non deve essere assunto se Lei è in stato di conoscenza che lei è in stato di gravidanza e le consiglierà di prendere un altro medicinale a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.

gravidanza da più di tre mesi, poiché esso può causare gravi danni al bambino se preso dopo il terzo mese di gravidanza (vedere paragrafo “Non prenda LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA”). Qualora dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dopo il primo trimestre di gravidanza, il medico le raccomanderà di effettuare un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio del feto, e successivamente monitorerà il neonato relativamente al rischio di

ipotensione (pressione bassa).

Allattamento al seno Informi il medico se sta allattando o se sta per iniziare l’allattamento. L’allattamento al seno dei neonati (prime settimane dopo la nascita) e specialmente dei bambini prematuri non è raccomandato mentre sta prendendo LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA. Il medico valuterà i benefici per lei ed i rischi per il neonato legati all’assunzione di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA durante l’allattamento al seno, e potrà consigliarle un trattamento alternativo se desidera allattare.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Durante il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA potrebbe avere vertigini o stanchezza.

Pertanto, eviti di guidare veicoli o usare macchinari, che richiedono particolare attenzione, almeno fino a quando la sua tolleranza a questo medicinale non sia nota.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Adulti e anziani La dose raccomandata è di 1 compressa una volta al giorno. In generale, se dopo 2-4 settimane non si ottiene l’effetto desiderato, il medico potrebbe aumentare il dosaggio fino a 2 compresse da prendere contemporaneamente in una singola dose giornaliera.

Se ha ridotta funzionalità dei reni (insufficienza renale) Se soffre di insufficienza renale, il medico, dopo valutazione della funzionalità dei suoi reni, potrebbe non prescriverle LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA nel trattamento iniziale dell’ipertensione, in quanto questo medicinale potrebbe risultare non attivo. Quando impiegato da solo, la dose iniziale di lisinopril raccomandata nell’insufficienza renale è di 5-10 mg. In caso di precedente trattamento con diuretici (medicinali che agiscono aumentando la quantità di urina

prodotta dai reni) Se prima del trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA, ha effettuato una terapia con diuretici, all’inizio della terapia con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA potrebbe avere ipotensione sintomatica (riduzione della pressione del sangue che si manifesta con sintomi come per esempio nausea, debolezza, mal di testa, sonnolenza, confusione mentale). Questo può accadere soprattutto se lei è in

una condizione in cui ha un ridotto volume di sangue in circolo (ipovolemia) e/o ha una ridotta quantità di sodio nel sangue causati da una precedente terapia con diuretici. Se sta assumendo diuretici, il medico sospenderà per 2-3 giorni la terapia con i diuretici che sta facendo, prima di iniziare la terapia con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA. Se ciò non fosse possibile, il medico inizierà il trattamento con lisinopril da solo alla dose di 5 mg. Uso nei bambini e adolescenti La sicurezza e l'efficacia di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA nei bambini e negli adolescenti non è stata stabilita, pertanto questo medicinale non è raccomandato ai bambini e agli adolescenti. Come Prenda le compresse con un po’ d’acqua nello stesso momento della giornata, preferibilmente al mattino presto. Se prende più LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA di quanto deve In caso di assunzione accidentale di dosi superiori a quella consigliata, rivolgersi immediatamente al proprio medico o all’ospedale più vicino. In caso di assunzione di una dose eccessiva di medicinale può avere i seguenti sintomi: riduzione della

pressione sanguigna, sincope (svenimento), alterazioni del quadro elettrolitico (quantità di sodio, potassio e altri nel sangue), problemi ai reni, respirazione rapida e profonda, battito del cuore accelerato, percezione dei battiti del cuore, battito del cuore rallentato, vertigine, ansia, tosse, aumento della diuresi, convulsioni, paresi, battiti del cuore irregolari e gravi problemi ai reni.

Se dimentica di prendere LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA Nel caso in cui si dimentichi di prendere una dose, è opportuno assumerla appena possibile. Non devono essere assunte due dosi contemporaneamente. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA Il miglioramento dello stato di salute non deve comportare l’interruzione del trattamento, a meno che non venga richiesta dal medico. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Si possono manifestare i seguenti effetti indesiderati:

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è generalmente ben tollerato. Se durante il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA ha i seguenti effetti indesiderati, si rivolga immediatamente al medico, che INTERROMPERÀ il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA: - reazioni allergiche. I segni possono includere: gonfiore di viso, mani, piedi, caviglie, labbra, lingua e/o

gola (edema angioneurotico) (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”);
- ittero (colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi);
- aumento marcato degli enzimi del fegato (valutati con un esame del sangue). Valori aumentati degli
enzimi del fegato sono sintomi di alterata funzionalità del fegato: epatite (infiammazione del fegato),
insufficienza epatica (grave malattia del fegato).
Se durante il trattamento ha il seguente effetto indesiderato, si rivolga immediatamente al medico:

- grave dolore degli occhi accompagnato da arrossamento e improvvisa visione offuscata. Se non trattata questa condizione potrebbe causare la perdita permanente della vista. Inoltre, durante il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA sono stati osservati e riportati i seguenti effetti indesiderati con le seguenti frequenze: Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):

- capogiri
- cefalea (mal di testa)
- parestesia (formicolio)
- effetti ortostatici, inclusa ipotensione (riduzione della pressione sanguigna quando si raggiunge la
posizione eretta accompagnata da sintomi come vertigini/testa leggera)
- sincope (svenimento)
- tosse
- diarrea
- nausea
- vomito
- rash (eruzioni della pelle)
- crampi muscolari
- impossibilità di ottenere un’erezione (impotenza)
- affaticamento
- astenia (stanchezza)

- alterazioni negli esami del sangue per controllare il funzionamento dei reni (aumento di urea e creatinina)
- alterazioni negli esami del sangue per controllare il funzionamento del fegato (aumento enzimi epatici)
- alterazione negli esami del sangue per valutare l’emoglobina (diminuzione dell’emoglobina).
Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

- gotta (malattia che provoca dolore alle articolazioni)
- sintomi depressivi
- palpitazioni (sensazione di aumento dei battiti del cuore)
- secchezza della bocca
- senso di oppressione del petto
- alterazione di un esame di laboratorio: diminuzione dell’ematocrito (esame che misura la quantità dei

globuli rossi nel sangue).
Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000):
- anemia (riduzione dell’emoglobina nel sangue, sostanza che trasporta l’ossigeno nel sangue)
- produzione non adeguata di un ormone che riduce la quantità di urina prodotta dai reni, chiamato
“ormone antidiuretico”

- aumento dei livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia)
- riduzione dei livelli di potassio nel sangue (ipopotassiemia)
- aumento dei livelli di acido urico nel sangue (iperuricemia)
- aumento dei livelli di potassio nel sangue (iperpotassiemia)

- disturbi all’olfatto
- pancreatite (infiammazione del pancreas, una ghiandola che si trova vicino allo stomaco)
- debolezza ai muscoli
- aumento della bilirubina (sostanza prodotta dal corpo il cui aumento può essere dovuto ad un disturbo del
fegato) nel sangue.
Molto rari (possono interessare fino a 1 paziente su 10000):
- depressione midollare (ridotta attività del midollo osseo, dove vengono prodotte le cellule del sangue)
- anemia emolitica (malattia dovuta alla distruzione di alcune cellule del sangue, i globuli rossi)
- trombocitopenia (riduzione del numero di piastrine nel sangue)
- leucopenia (riduzione del numero di globuli bianchi nel sangue)
- agranulocitosi (aumento del numero di granulociti nel sangue, un tipo di cellule del sangue)

- angioedema intestinale (gonfiore delle pareti dell’intestino che può causare forti dolori alla pancia, con
vomito e diarrea)
- pseudolinfoma cutaneo (malattia che si manifesta con una sintomatologia complessa che può includere
uno o più dei seguenti effetti: febbre, vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni), mialgia (dolore
muscolare), artralgia/artrite (dolore/infiammazione delle articolazioni), valori di laboratorio positivi per
la misurazione di certe reazioni immunitarie (positività degli anticorpi antinucleari, ANA), aumento della

velocità di eritrosedimentazione (VES, elevato valore di laboratorio per la misurazione dell’infiammazione), eosinofilia e leucocitosi (aumento nel sangue di eosinofili e leucociti, due tipi di cellule del sangue), rash (eruzioni della pelle), fotosensibilità (sensibilità alla luce solare) e altre manifestazioni che riguardano la pelle. Altri effetti indesiderati che sono stati riportati con altri medicinali contenenti gli stessi principi attivi di

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA (idroclorotiazide e lisinopril), e che quindi possono essere potenziali effetti indesiderati anche di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA:

Possibili effetti indesiderati con idroclorotiazide
Frequenza non nota (non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)
- anoressia (perdita di appetito)
- irritazione gastrica (infiammazione dello stomaco)
- stipsi (stitichezza)
- scialoadenite (infiammazione delle ghiandole che producono la saliva)
- vertigine
- xantopsia (disturbo visivo che consiste nella visione gialla degli oggetti bianchi)
- anemia aplastica (produzione insufficiente di tutti i tipi di cellule del sangue da parte del midollo osseo)
- porpora (malattia in cui la pelle assume un colore rosso per l'accumulo anomalo del sangue)
- fotosensibilità (sensibilità alla luce solare)
- orticaria (arrossamenti della pelle accompagnati da prurito)

- infiammazione di vasi sanguinei (angioite necrotizzante: vasculite, vasculite cutanea)
- febbre
- esantema (eruzione della pelle di pustole, vescicole e bolle, tipica di alcune malattie dei bambini)
- difficoltà respiratoria inclusa polmonite ed edema polmonare (aumento di liquidi a livello dei polmoni)

- glicosuria (presenza di zuccheri nelle urine)
- squilibri elettrolitici incluso iponatriemia (diminuzione della quantità di sodio nel sangue),
ipomagnesiemia (diminuzione della quantità di magnesio nel sangue)
- agitazione, depressione, stordimento, disturbi del sonno
- disturbi dei reni (disfunzione renale e nefrite interstiziale)
- attivazione o aumento dei sintomi del lupus (malattia del sistema immunitario che si manifesta con

stanchezza, dolori delle articolazioni, eruzioni della pelle, gonfiori, rossori, aumento o perdita di peso
ecc.)
- necrolisi epidermica tossica e sindrome di Stevens-Johnson (gravi lesioni della pelle caratterizzate da
irritazione della pelle, lesioni bollose con aree di distacco della pelle)
- alcalosi ipocloremica (perdita di cloro dal corpo)

- aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue
- ipercalcemia (aumento di calcio nel sangue); se dovesse avere un aumento di calcio nel sangue, il medico
le prescriverà esami per valutare la presenza di una malattia chiamata “iperparatiroidismo” (alterazione
nella produzione di un ormone che regola la quantità di calcio nel sangue)

- aritmie cardiache (alterazione del ritmo del cuore, cioè il numero dei battiti al minuto)
- miopia acuta (disturbo della visione da lontano degli oggetti)
- glaucoma acuto ad angolo chiuso (grave forma di glaucoma, cioè malattia dell’occhio causata da un
aumento della pressione del liquido contenuto all’interno dell’occhio)
- riduzione della visione da lontano a rapida insorgenza (miopia acuta), diminuzione della vista o dolore
agli occhi dovuti a un’elevata pressione (possibili segni dell’accumulo di liquido nello strato vascolare
dell’occhio (effusione coroidale) o di glaucoma acuto ad angolo chiuso)
- cancro della pelle e delle labbra (cancro della pelle non melanoma)
Molto rari (possono interessare fino a 1 paziente su 10000):
- Sofferenza respiratoria acuta (i segni includono respiro affannoso grave, febbre, debolezza e confusione).

Possibili effetti indesiderati con lisinopril
Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
- disfunzione dei reni.
Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):
- alterazioni del gusto
- disturbi del sonno

- alterazioni dell’umore
- infarto miocardico (infarto) o evento cerebrovascolare (ictus), forse dovuti, nei soggetti predisposti, ad
una riduzione eccessiva della pressione del sangue
- tachicardia (aumento della frequenza dei battiti del cuore al minuto)
- sindrome di Raynaud (dolore alle dita di mani e piedi che diventano prima biancastri, poi bluastri ed

infine rossastri)
- rinite (irritazione o l'infiammazione delle mucose del naso)
- mal di stomaco (dolore addominale e indigestione)
- prurito.
Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000):
- confusione mentale
- alopecia (perdita dei capelli)
- orticaria (arrossamenti della pelle accompagnati da prurito)
- psoriasi (malattia infiammatoria cronica della pelle, non infettiva né contagiosa)
- uremia (presenza di urea nel sangue)
- insufficienza renale acuta (grave malattia dei reni)
- ginecomastia (sviluppo delle mammelle nell’uomo)
- bassi livelli di sodio nel sangue.
Molto rari (possono interessare fino a 1 paziente su 10000):
- linfadenopatia (ingrossamento dei linfonodi (organi del sistema di difesa dell’organismo))

- malattia autoimmune (alterazione del sistema di difesa dell’organismo)
- bassi livelli di zuccheri nel sangue (ipoglicemia)
- sinusite (infiammazione del naso)
- broncospasmo (restringimento dei bronchi che provoca grave difficoltà respiratoria dovuta ad un ridotto

passaggio dell'aria)
- difficoltà respiratoria causata da una reazione allergica inclusa alveolite allergica/polmonite eosinofila
- gravi alterazioni della pelle incluso pemfigo (malattia bollosa della pelle), necrolisi epidermica tossica e
sindrome di Stevens-Johnson (gravi lesioni della pelle caratterizzate da eritema, lesioni bollose con aree
di distacco della pelle) ed eritema multiforme (condizione caratterizzata dalla comparsa di macchie rosse
sulla pelle con aspetto a "occhio di bue" associate a prurito)

- diaforesi (sudorazione abbondante)
- oliguria/anuria (ridotta/mancata emissione di urine).
Frequenza non nota (non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)
- vampate di calore
- allucinazioni visive e/o uditive (percezione di cose e/o voci inesistenti nella realtà).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.” La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare il medicinale nella confezione originale per tenerlo al riparo dalla luce.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA

- I principi attivi sono lisinopril diidrato e idroclotiazide. Una compressa contiene 21,8 mg di lisinopril diidrato (equivalente a 20 mg di lisinopril anidro) e 12,5 mg di idroclorotiazide).

- Gli altri componenti sono mannitolo, calcio fosfato dibasico diidrato, amido di mais, amido pregelatinizzato, magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA e contenuto della confezione Confezione da 14 o 28 compresse.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Pensa Pharma S.p.A. Via Ippolito Rosellini, 12 20124 Milano Produttore Special Product's Line S.p.A. Via Fratta Rotonda Vado Largo, 1

03012 Anagni (FR)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il en zia

Domande frequenti su LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA

Come si usa LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA?

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è disponibile senza ricetta?

No, LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA?

Il principio attivo di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è IDROCLOROTIAZIDE, LISINOPRIL, LISINOPRIL DIIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: LISINOPRIL IDROCLOROTIAZIDE MYLAN GENERICS, LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE DOC GENERICI, LISINOPRIL IDROCLOROTIAZIDE EG, LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE ZENTIVA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA?

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è prodotto da TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A..

Da quando LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è autorizzato in Italia?

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2019-12-06.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA 20 mg + 12,5 mg compresse

2. Composizione quali-quantitativa

Ogni compressa contiene: Principi attivi: lisinopril diidrato 21,8 mg (equivalente a 20 mg di lisinopril anidro) + idroclorotiazide 12,5 mg. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1 INDICAZIONI TERAPEUTICHE

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è indicato per il trattamento dell'ipertensione essenziale in pazienti per i quali è appropriata una terapia di associazione.

4.2 POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE

IPERTENSIONE ESSENZIALE Il dosaggio usuale è di una compressa somministrata una volta al giorno. Come per altri farmaci somministrati una volta al giorno, LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA deve essere assunto circa alla stessa ora. In generale se l'effetto terapeutico desiderato non viene ottenuto entro 2-4 settimane, il dosaggio può essere aumentato a 2 compresse somministrate in una singola dose giornaliera. DOSAGGIO NELL' INSUFFICIENZA RENAL

I tiazidici possono risultare diuretici inappropriati per I'uso in pazienti con compromissione renale e sono inefficaci a valori di clearance della creatinina di 30 ml/min o inferiori (cioè in presenza di insufficienza renale moderata o grave). LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA non si deve utilizzare come terapia iniziale in pazienti con insufficienza renale. In pazienti con clearance della creatinina >30 e <80 ml/min LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA deve essere utilizzato solo dopo titolazione dei singoli componenti. Quando impiegato da solo, la dose iniziale di lisinopril raccomandata nell'insufficienza renale lieve è di 5-10 mg. TERAPIA DIURETICA PRECEDENTE Dopo la dose iniziale di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA si può avere ipotensione sintomatica; ciò è più probabile che accada in pazienti ipovolemici e/o sodio depleti in conseguenza di una precedente terapia diuretica. La terapia diuretica deve essere sospesa per 2-3 giorni prima di iniziare la terapia con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA. Se ciò non fosse possibile, il trattamento deve essere iniziato con lisinopril da solo, alla dose di 5 mg. Popolazione pediatrica Non è stata stabilita la sicurezza e I' efficacia di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA nei bambini. Uso negli anziani Negli studi clinici I'efficacia e la tollerabilità del lisinopril e dell'idroclorotiazide somministrate insieme erano simili sia negli anziani che nei pazienti ipertesi più giovani. Lisinopril, entro un range di dosaggio giornaliero di 20-80 mg, è stato egualmente efficace nei pazienti ipertesi anziani (65 anni o più) e in quelli non anziani. In pazienti ipertesi anziani la monoterapia con lisinopril è stata efficace nel ridurre la pressione arteriosa diastolica come quella con idroclorotiazide o atenonolo. Negli studi clinici, l'età non ha influenzato la tollerabilità di lisinopril.

3

4.3 CONTROINDICAZIONI

LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è controindicato - in pazienti ipersensibili al lisinopril, ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, o ad altri inibitori dell'enzima di conversione dell’angiotensina (ACE). - in pazienti ipersensibili all’idroclorotiazide o ad altri farmaci sulfamidico-derivati. - in pazienti con anuria. - in pazienti con storia di angioedema correlato ad un trattamento precedente con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina. - in pazienti con angioedema ereditario o idiopatico. - nel secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4. e 4.6). - in pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). - in pazienti con grave compromissione epatica. - l’uso concomitante di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR <60 ml/min/1,73 m2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego

Ipotensione sintomatica Ipotensione sintomatica è stata osservata raramente in pazienti con ipertensione non complicata, ma è più probabile che si verifichi nel paziente che ha subito una riduzione della volemia o ipomagnesemia a causa di una precedente terapia diuretica, per restrizione salina nella dieta, per dialisi diarrea o vomito o con una grave ipertensione renina-dipendente (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). In tali pazienti si devono effettuare controlli regolari degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. In pazienti maggiormente a rischio di ipotensione sintomatica, l'inizio della terapia e l'adattamento della dose devono essere attentamente monitorati. Particolare considerazione si deve applicare a pazienti con cardiopatia o cerebropatia ischemica, dato che un'eccessiva caduta della pressione arteriosa potrebbe provocare un infarto miocardico o un evento cerebrovascolare. Se si verifica ipotensione, il paziente deve essere posto in clinostatismo e, se necessario, infuso con soluzione fisiologica pe

4 via endovenosa. Una risposta ipotensiva transitoria non costituisce una controindicazione ad ulteriori dosi di farmaco. Con il ripristino di un volume ematico efficace e della pressione arteriosa si può ristabilire la terapia ad un dosaggio ridotto; altrimenti è possibile usare singolarmente l'uno o l'altro componente dell'associazione. In alcuni pazienti con insufficienza cardiaca e normali o bassi valori di pressione arteriosa, si può verificare un ulteriore abbassamento della pressione arteriosa con lisinopril. Questo effetto è previsto e non costituisce di solito una ragione per interrompere il trattamento. Se l'ipotensione diviene sintomatica, può essere necessaria una riduzione del dosaggio o l'interruzione di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA. Stenosi della valvola aortica o mitralica/cardiomiopatia ipertrofica. Come per gli altri ACE-inibitori, LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA deve essere somministrato con cautela nei pazienti con stenosi della valvola mitralica ed ostruzione dell’efflusso dal ventricolo sinistro come stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica. Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Chirurgia/Anestesia In pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore o durante anestesia con agenti che producono ipotensione, lisinopril può bloccare la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. Qualora si verifichi ipotension

5 attribuibile a tale meccanismo, questa può essere corretta mediante espansione della volemia. Compromissione della funzione renale I tiazidici possono non essere i diuretici appropriati nel trattamento di pazienti con compromissione renale e sono inefficaci a valori di clearance della creatinina di 30 ml/min o meno (cioè in presenza di insufficienza renale moderata o grave). LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA non deve essere somministrato a pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina <80 ml/min) finché la titolazione dei singoli componenti non abbia prima dimostrato la necessità dei dosaggi presenti nella compressa dell'associazione. Nei pazienti con insufficienza cardiaca, l’ipotensione che segue l’inizio della terapia con ACE inibitori può portare ad un'ulteriore compromissione della funzionalità renale. In questa situazione è stata riportata insufficienza renale acuta, di solito reversibile. In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale in monorene, sono stati osservati, con gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE), incrementi dell'azotemia e della creatininemia di solito reversibili dopo la sospensione della terapia. Questo è vero soprattutto in pazienti con insufficienza renale. Qualora sia presente anche ipertensione renovascolare, vi è un aumentato rischio di insorgenza di grave ipotensione e di insufficienza renale. In questi pazienti il trattamento dovrebbe essere iniziato sotto stretto controllo medico a basse dosi e dopo adeguata titolazione della dose. Poiché il trattamento con diuretico può contribuire all'instaurarsi di quanto sopra, la funzione renale dovrebbe essere monitorata durante le prime 4 settimane di terapia con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA. Alcuni pazienti ipertesi senza apparenti malattie renali di tipo vascolare hanno sviluppato aumenti solitamente lievi e transitori dell'azotemia e della creatininemia quando lisinopril è stato somministrato in concomitanza ad un diuretico. Ciò è più probabile che accada in pazienti con preesistente compromissione renale. Può essere necessario ridurre il dosaggio e/o sospendere il diuretico e/o lisinopril. In pazienti con grave insufficienza cardiaca la cui funzione renale può dipendere dal sistema renina-angiotensina-aldosterone il trattamento con ACE-inibitori può essere associato ad oliguria e/o azotemia progressiva e, raramente, a insufficienza renale acut

6 e/o morte. In questi pazienti, il trattamento con ACE-inibitori deve essere introdotto con particolare cautela. Epatopatia I tiazidici devono essere usati con cautela in pazienti con funzione epatica compromessa o un'epatopatia progressiva, in quanto minime alterazioni del bilancio idro-elettrolitico possono precipitare in coma epatico (vedere paragrafo 4.3). Raramente, gli ACE-inibitori sono stati associati a una sindrome che inizia con ittero colestatico o epatite e progredisce fino a necrosi fulminante e (talvolta) decesso. Il meccanismo di tale sindrome non è noto. I pazienti trattati con lisinopril/idroclorotiazide che sviluppino ittero o un marcato aumento degli enzimi epatici devono sospendere il trattamento con lisinopril/idroclorotiazide ed essere sottoposti a un adeguato follow-up medico. Ipersensibilità/angioedema Angioedema del viso, delle estremità, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe è stato riscontrato non comunemente in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, incluso lisinopril. Ciò può avvenire in un qualunque momento durante la terapia. In tali casi, la somministrazione di lisinopril deve essere interrotta prontamente e si deve istituire un appropriato monitoraggio per assicurarsi della completa remissione dei sintomi prima di dimettere il paziente. Anche in quei casi in cui il gonfiore interessasse unicamente la lingua senza distress respiratorio, i pazienti devono essere osservati per un periodo prolungato poiché il trattamento con antistaminici e corticosteroidi potrebbe non essere sufficiente. Molto raramente sono stati riportati eventi fatali dovuti ad angioedema associato a edema della laringe o della lingua. Nei pazienti con coinvolgimento della lingua, della glottide o della laringe può verificarsi ostruzione delle vie aeree, specialmente nei soggetti con precedenti di interventi chirurgici alle vie aeree. In questi casi deve essere prontamente somministrata una terapia d'emergenza. Ciò può includere la somministrazione di adrenalina e/o misure per il mantenimento della pervietà delle vie aeree. Il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione medica fino a completa e persistente risoluzione dei sintomi. Gli inibitori dell'enzima di conversione (ACEinibitori) causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Pazienti con storia di angioedema non correlato a terapia con ACE-inibitor

7 possono essere a rischio aumentato di angioedema durante assunzione di un ACEinibitore (vedere anche paragrafo 4.3). In pazienti che assumono tiazidici, possono verificarsi reazioni di ipersensibilità con o senza anamnesi positiva per gli episodi allergici o asma bronchiale. Con l'uso di tiazidici è stata riportata esacerbazione o attivazione del lupus eritematoso sistemico. Effetti metabolici ed endocrini Nei pazienti diabetici trattati con agenti antidiabetici orali o con insulina, i livelli della glicemia devono essere attentamente monitorati durante il primo mese di trattamento con un ACE-inibitore. La terapia tiazidica può alterare la tolleranza al glucosio; può quindi rendersi necessario un aggiustamento del dosaggio degli agenti antidiabetici, compresa l'insulina. Aumenti dei livelli di colesterolo e dei trigliceridi sono stati associati alla terapia diuretica con tiazidici. In alcuni pazienti il trattamento con tiazidici può precipitare in un'iperuricemia e/o gotta. Lisinopril può, tuttavia, indurre un aumento dell'acido urico nelle urine e di conseguenza attenuare l'effetto iperuricemico dell'idroclorotiazide. Desensibilizzazione Pazienti che hanno ricevuto ACE-inibitori durante un trattamento desensibilizzante (es. hymenoptera venom) hanno sofferto di reazioni anafìlattoidi. Negli stessi pazienti queste reazioni sono state evitate quando l'ACE-inibitore era stato temporaneamente sospeso, ma sono ricomparse dopo che il farmaco era stato inavvertitamente risomministrato. Reazioni anafilattoidi in pazienti emodializzati L’uso di lisinopril-idroclorotiazide non è indicato nei pazienti che richiedono dialisi per insufficienza renale. Sono state segnalate reazioni anafilattoidi in pazienti soggetti a certe procedure emodialitiche (es. con membrane ad alto flusso AN 69 e durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) eseguite con colonne di destran-solfato) trattati in concomitanza con ACE-inibitori. Per questi pazienti deve essere considerata la possibilità di utilizzare differenti tipi di membrana da dialisi o differenti tipi di agenti antipertensivi.

Reazioni anafilattoidi durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) In rare occasioni, i pazienti che assumono ACE-inibitori durante l’aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) con destrano solfato hanno sviluppato reazioni anafilattoidi tali da risultare in pericolo di vita. Tali sintomi potrebbero essere evitati sospendendo temporaneamente il trattamento con ACE-inibitori prima di ogni seduta di aferesi. Etnia Gli inibitori dell'enzima di conversione (ACE-inibitori) causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Come con altri ACE-inibitori, il lisinopril può essere meno efficace nel ridurre la pressione sanguigna nei pazienti neri rispetto a quelli non neri, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza di ridotte concentrazioni di renina nella popolazione nera ipertesa. Tosse Con l'uso di ACE-inibitori è stata riportata tosse. Questa è caratteristicamente non produttiva, persistente e si risolve con l'interruzione della terapia. La tosse indotta dagli ACE-inibitori deve essere presa in considerazione nella diagnosi differenziale della tosse. Neutropenia e agranulocitosi Nei pazienti in trattamento con ACEinibitori sono state segnalate neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia ed anemia. Nei pazienti con funzione renale normale e in assenza di altri fattori di complicazione, raramente compare neutropenia. La neutropenia e l’agranulocitosi scompaiono dopo l’interruzione del trattamento con ACEinibitori. Il lisinopril deve essere somministrato con estrema cautela a pazienti con collagenopatia, in quelli in terapia con immunosoppressori, con allopurinolo o procainamide, o che presentino una combinazione di questi fattori di complicazione, specialmente in caso di pregressa compromissione renale. Alcuni di questi pazienti hanno sviluppato infezion

9 gravi, che in pochi casi non hanno risposto a una terapia antibiotica intensiva. Se questi pazienti vengono trattati con lisinopril si raccomanda di eseguire un controllo periodico della conta dei globuli bianchi e si devono istruire i pazienti a segnalare qualunque episodio di infezione. Gravidanza La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Terapia diuretica precedente La terapia diuretica deve essere sospesa per 2-3 giorni prima di iniziare il trattamento con lisinopril/idroclorotiazide. Se ciò non è possibile, il trattamento deve essere iniziato con lisinopril da solo, alla dose di 5 mg. Pazienti sottoposti a trapianto renale Poiché non esiste nessuna esperienza con pazienti che hanno subito di recente un trapianto di reni, questa associazione non deve essere usata. Squilibrio elettrolitico Come per qualsiasi paziente in terapia con diuretici, si deve eseguire la determinazione periodica degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. I tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, possono causare squilibrio idrico e elettrolitico (ipopotassiemia, iponatriemia e alcalosi ipocloremica). I segni indicatori dello squilibrio idrico o elettrolitico sono secchezza della bocca, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, crampi o dolore muscolare, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastro-intestinali tipo nausea e vomito. Iponatremia da diluizione può verificarsi in pazienti edematosi nella stagione calda. Un deficit di cloruro è generalmente lieve e non richiede trattamento. I tiazidici hann

10 dimostrato di aumentare l’escrezione urinaria di magnesio, che può risultare in ipomagnesiemia. I tiazidici possono diminuire l'escrezione urinaria di calcio e causare aumenti lievi ed intermittenti della calcemia. Un'ipercalcemia marcata può svelare un iperparatiroidismo asintomatico. La terapia tiazidica deve essere sospesa prima che vengano effettuati i test di funzionalità paratiroidea. Iperpotassiemia In alcuni pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso lisinopril, sono stati osservati innalzamenti del potassio sierico. I pazienti a rischio di sviluppare iperpotassiemia includono quelli con insufficienza renale, diabete mellito o quelli in trattamento concomitante con diuretici risparmiatori di potassio, con integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, o quei pazienti in trattamento con altri farmaci ai quali è associato un incremento del potassio sierico (es. eparina). Se l’uso concomitante dei sopraccitati agenti viene considerato necessario, si raccomanda un monitoraggio regolare del potassio sierico (vedere paragrafo 4.5). Pazienti diabetici Nei pazienti diabetici in trattamento con farmaci antidiabetici orali o insulina, deve essere attentamente monitorato il controllo glicemico durante il primo mese di trattamento con un ACE-inibitore (vedere paragrafo 4.5). Litio L’associazione di ACE-inibitori, litio e lisinopril è generalmente non raccomandata (vedere il paragrafo 4.5). Test antidoping L’idroclorotiazide contenuta in questo medicinale può dare un risultato positivo delle analisi nel test antidoping. Cancro della pelle non melanoma In due studi epidemiologici basati sui dati del Registro nazionale dei tumori danese è stato osservato un aumento del rischio di cancro della pelle non-melanoma (NMSC)

11 [carcinoma basocellulare (BCC) e carcinoma a cellule squamose (SCC)] associato all'aumento cumulativo della dose di idroclorotiazide (HCTZ) assunta. L’effetto fotosensibilizzante dell’HCTZ potrebbe rappresentare un possibile meccanismo dell’NMSC. I pazienti che assumono HCTZ devono essere informati del rischio di NMSC e consigliati di sottoporre a controllo regolare la cute per verificare la presenza di nuove lesioni e segnalare immediatamente eventuali lesioni cutanee sospette. Al fine di minimizzare il rischio di cancro cutaneo, occorre consigliare ai pazienti l’adozione di possibili misure preventive quali l’esposizione limitata alla luce solare e ai raggi UV e, in caso di esposizione, una protezione adeguata. Eventuali lesioni cutanee sospette devono essere esaminate immediatamente, possibilmente con l’ausilio di esami istologici su biopsie. Può essere inoltre necessario riconsiderare l’utilizzo di HCTZ nei pazienti che hanno manifestato NMSC in precedenza (vedere anche paragrafo 4.8). Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma ad angolo chiuso secondario: I farmaci sulfamidici o derivati da sulfamidici possono causare una reazione idiosincrasica che determina effusione coroidale con difetti del campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi comprendono diminuzione dell’acuità visiva a insorgenza acuta o dolore oculare e in genere si manifestano entro poche ore fino a settimane dall’inizio della somministrazione del farmaco. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può portare a perdita permanente della vista. Il trattamento primario consiste nel sospendere la somministrazione del farmaco il prima possibile. Se la pressione intraoculare rimane incontrollata può essere necessario considerare un rapido trattamento medico o chirurgico. Un'anamnesi di allergia alle sulfonamidi o alle penicilline può considerarsi fattore di rischio per lo sviluppo del glaucoma acuto ad angolo chiuso Tossicità respiratoria acuta Dopo l’assunzione di idroclorotiazide sono stati segnalati casi severi molto rari di tossicità respiratoria acuta, compresa la sindrome da distress respiratorio acuto (acute distress respiratory syndrome, ARDS). L’edema polmonare si sviluppa generalmente entro pochi minuti od ore dall’assunzione di idroclorotiazide. All’esordio i sintomi comprendono dispnea, febbre, deterioramento polmonare e ipotensione. Se si sospetta l

12 diagnosi di ARDS, LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA deve essere interrotto e deve essere somministrato un trattamento appropriato. Non deve essere somministrato idroclorotiazide a pazienti che in precedenza hanno manifestato ARDS in seguito all’assunzione di idroclorotiazide.

4.5 INTERAZIONE CON ALTRI MEDICINALI E ALTRE FORME DI

INTERAZIONE Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta) rispetto all’uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Controllare attentamente la pressione arteriosa, la funzione renale e gli elettroliti in pazienti trattati con lisinopril e altri agenti che influenzano il RAAS. Non somministrare aliskiren con lisinopril nei pazienti con diabete. Evitare l'uso di aliskiren con lisinopril in pazienti con compromissione renale (GFR <60 ml/min/1,73 m2 ) (vedere paragrafo 4.3). Altri antipertensivi La somministrazione concomitante di questi farmaci, può aumentare l’effetto ipotensivo di lisinopril/idroclorotiazide. La somministrazione concomitante di nitroglicerina e altri nitrati o altri vasodilatatori può ridurre ulteriormente la pressione sanguigna. L’associazione di lisinopril con farmaci contenenti aliskiren deve essere evitata (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio ed altri farmaci che possono aumentare i livelli di potassio sierico. La deplezione di potassio indotta dai diuretici tiazidici viene in genere attenuata dall'effetto risparmiatore di potassio del lisinopril. L'uso di integratori di potassio, agenti risparmiatori di potassio o sostituti del sal

13 contenenti potassio e altri farmaci che possono aumentare i livelli di potassio sierico (per es. eparina, cotrimossazolo), può condurre ad un significativo aumento del potassio sierico, specie in pazienti con funzione renale compromessa o diabete mellito. Se è richiesto l'impiego concomitante di lisinopril/idroclorotiazide e di qualsiasi di questi agenti è ritenuto appropriato, essi debbono essere utilizzati con cautela e con frequenti controlli del potassio sierico (vedere paragrafo 4.4). Litio Durante la somministrazione concomitante di litio e ACE-inibitori sono stati segnalati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicità. Gli agenti diuretici e gli ACE-inibitori riducono la clearance renale del litio, comportandone un rischio elevato di tossicità. Pertanto l’impiego di lisinopril/idroclorotiazide in associazione con il litio non è raccomandato, ma, se l’associazione è necessaria, si deve eseguire un accurato monitoraggio dei livelli sierici di litio (vedere paragrafo 4.4). Prima di usare prodotti contenenti litio, consultare i relativi Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto. Oro Sono state riportate reazioni nitritoidi (sintomi di vasodilatazione incluso vampate, nausea, capogiri e ipotensione, che possono essere molto gravi) più frequentemente in pazienti in trattamento con ACE-inibitori in seguito a somministrazione di oro iniettabile (per esempio sodio aurotiomalato). Altre terapie concomitanti L'indometacina può diminuire l'efficacia antipertensiva del lisinopril e dell'idroclorotiazide somministrati contemporaneamente. Il trattamento concomitante con attivatori del plasminogeno tissutale può aumentare il rischio di insorgenza di angioedema. Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) incluso acido acetilsalicilico La somministrazione cronica di FANS compresi inibitori selettivi della ciclo ossigenasi2 può ridurre l’effetto anti-ipertensivo di un ACE-inibitore. Gli ACE-inibitori e i FANS possono esercitare un effetto additivo sul peggioramento della funzione renale. Tali effetti sono di solito reversibili.

Raramente può verificarsi un’insufficienza renale acuta specialmente in pazienti con compromissione della funzione renale come gli anziani o i soggetti disidratati. La combinazione deve essere somministrata con cautela specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all’inizio della terapia concomitante. Miorilassanti non-depolarizzanti (per esempio, tubocurarina cloruro) L’effetto di questi farmaci può essere intensificato dall’idroclorotiazide. Allopurinolo La somministrazione concomitante di ACE-inibitori e allopurinolo aumenta il rischio di danno renale e può condurre ad un aumento del rischio di leucopenia. Agenti citostatici e immunosoppressivi, procainamide, ciclofosfamide, metotrexate La somministrazione concomitante di ACE-inibitori può aumentare il rischio di leucopenia. Le tiazidi possono, riducendo l’escrezione renale dei medicinali citotossici, potenziarne l’effetto mielosoppressivo (vedere paragrafo 4.4). Farmaci che inducono torsioni di punta A causa del rischio di ipopotassiemia, la somministrazione di idroclorotiazide e farmaci che inducono torsioni di punta, per esempio alcuni antiaritmici, alcuni antipsicotici ed altri farmaci che notoriamente inducono torsioni di punta, deve essere utilizzata con cautela. Antidepressivi triciclici/antipsicotici/anestetici La somministrazione concomitante di taluni anestetici, antidepressivi triciclici e antipsicotici con ACE-inibitori può determinare un’ulteriore diminuzione della pressione sanguigna (vedere paragrafo 4.4). Simpaticomimetici I simpaticomimetici possono ridurre gli effetti antipertensivi degli ACE-inibitori. Interazioni farmacologiche potenzial

Altri agenti antipertensivi: possono aversi effetti additivi. Quando somministrati insieme, i seguenti farmaci possono interagire con i diuretici tiazidici: Alcool - Barbiturici - Narcotici: può verificarsi un potenziamento del calo pressorio in ortostatismo. Farmaci antidiabetici Il trattamento con un diuretico tiazidico può compromettere la tolleranza al glucosio Studi epidemiologici hanno indicato che la somministrazione concomitante di ACEinibitori e antidiabetici (agenti ipoglicemizzanti orali e insulina) può causare un aumento dell'effetto ipoglicemizzante con rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno sembra si verifichi con maggiore probabilità durante le prime settimane di trattamento in associazione e in pazienti con compromissione renale. Nei pazienti diabetici può essere richiesto un aggiustamento del dosaggio di farmaci antidiabetici e il fabbisogno di altri farmaci antidiabetici, inclusa l’insulina, può rimanere invariato o essere aumentato o diminuito. Altri diuretici kaliuretici, amfotericina B (parenterale), carbenoxolone, corticosteroidi, corticotropina (ACTH) o lassativi stimolanti, derivati dell’acido salicilico L’effetto di deplezione del potassio dell’idroclorotiazide può essere intensificato da farmaci che causano perdita di potassio e ipopotassiemia. Ipopotassiemia può svilupparsi durante l’uso concomitante di steroidi o adrenocorticotropi (ACTH). Sali di calcio (integratori di calcio o vitamina D) Quando somministrati in concomitanza con diuretici tiazidici, possono causare un aumento dei livelli di calcio sierico conseguente a diminuzione dell’escrezione. Se sono necessari integratori di calcio o vitamina D si devono monitorare i livelli sierici di calcio e la loro dose deve essere aggiustata di conseguenza. Glicosidi cardiaci C’è un aumentato rischio di intossicazione da digitale associato a ipopotassiemia indotta da tiazide. L’ipopotassiemia può sensibilizzare o aumentare la risposta del cuore agli effetti tossici da digitale (per es.aumento dell’irritabilità ventricolare)

Colestiramina e colestipolo Possono ridurre o rallentare l’assorbimento dell’idroclorotiazide. Pertanto, i diuretici solfonamidici devono essere assunti almeno un’ora prima o 4-6 ore dopo l’assunzione di questi farmaci. Trimetoprim La somministrazione concomitante di ACE-inibitori e tiazidi con trimetoprim aumenta il rischio di iperpotassiemia. Sotalolo L’ipopotassiemia indotta da tiazide può aumentare il rischio di aritmie indotte da sotalolo. Ciclosporine La somministrazione concomitante di ACE-inibitori con ciclosporine aumenta il rischio di danno renale, iperpotassiemia, iperuricemia e complicanze simili alla gotta. Amine pressorie (ad es. adrenalina) Le tiazidi possono diminuire la risposta arteriosa alla noradrenalina, ma non tale da precluderne l'uso in terapia come agente pressorio. Diazossido Le tiazidi possono aumentare l’effetto iperglicemico del diazossido. Amantadina Le tiazidi possono aumentare il rischio di reazione avverse causate dall’amantadina.

4.6 GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

GRAVIDANZA ACE inibitori: L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanz

17 (vedere paragrafo 4.4). L’uso di ACE inibitori è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio, particolarmente a carico del sistema cardiovascolare e nervoso centrale. Se lisinopril viene usato durante il primo trimestre di gravidanza, le pazienti devono essere informate dei potenziali rischi per il feto. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con un comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia) (vedere anche paragrafo 5.3). Si è verificata oligodramniosi materna, che presumibilmente rappresenta una diminuita funzione renale a carico del feto e che può dare luogo a contrattura degli arti, deformazioni cranio-facciali e sviluppo polmonare ipoplastico. Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). In quei rari casi in cui l’uso durante la gravidanza sia ritenuto essenziale, qualora fosse avvenuta un’esposizione a LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza devono essere effettuate ecografie seriali per verificare le condizioni intra-amniotiche. Nel caso in cui si riscontri oligodramniosi, lisinopril deve essere sospeso a meno che non venga considerato salvavita per la madre. Medici e pazienti debbono essere consci tuttavia che l’oligodramniosi può anch

18 risultare evidente solo dopo che si è instaurato un danno irreversibile per il feto. I neonati le cui madri hanno assunto lisinopril, devono essere strettamente osservati anche per ciò che riguarda oliguria ed iperpotassiemia. Lisinopril, che attraversa la placenta, è stato rimosso dal circolo neonatale per mezzo di dialisi intraperitoneale con qualche beneficio clinico e teoricamente può essere rimosso tramite plasmaferesi. Idroclorotiazide: C’è limitata esperienza con idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti. Idroclorotiazide attraversa la placenta. In base al suo meccanismo d’azione l’uso di idroclorotiazide durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza può compromettere la perfusione feto placentare e può causare effetti fetali e neonatali come ittero, alterazioni del bilancio elettrolitico e trombocitopenia. L’uso continuativo di diuretici in donne gravide sane non è raccomandato ed espone la madre ed il feto ad un rischio non necessario tra cui ittero neonatale, trombocitopenia ed inoltre sono possibili anche altre reazioni avverse che sono state riscontrate negli adulti. Non vi è esperienza di rimozione dell’idroclorotiazide, che attraversa la placenta, dalla circolazione neonatale. Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’edema gestazionale, l’ipertensione gestazionale o la preeclampsia a causa del rischio di riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare senza un effetto benefico sul decorso della malattia. Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’ipertensione arteriosa primaria in donne in gravidanza eccetto che in rare situazioni dove nessun altro trattamento potrebbe essere usato. Allattamento ACE inibitori: Non è noto se lisinopril venga secreto nel latte materno poiché non sono disponibili dati riguardanti l’uso di lisinopril/idroclorotiazide durante l’allattamento.

Lisinopril/idroclorotiazide non è raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l’uso durante l’allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri. Idroclorotiazide: Idroclorotiazide viene escreta nel latte materno in piccole quantità. I diuretici tiazidici ad alte dosi provocano intensa diuresi che può inibire la produzione di latte. L’uso di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA durante l’allattamento al seno non è raccomandato. Se LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA viene assunto durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute ai livelli più bassi possibili. A causa delle possibili gravi reazioni provocate da idroclorotiazide nei bimbi allattati al seno, si deve decidere se sia più opportuno sospendere l’allattamento o LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA, tenendo in considerazione l’importanza del farmaco per la madre.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Come con altri antiipertensivi, l’associazione di lisinopril/idroclorotiazide può avere un effetto da lieve a moderato sulla capacità di guidare veicoli e usare macchinari. Ciò avviene in modo particolare all’inizio del trattamento o quando si modifica la dose, ed anche quando l’associazione viene assunta con alcool, ma questi effetti sono legati alla sensibilità del singolo soggetto. Durante la guida di veicoli o di macchinari occorre tenere in considerazione che si possono verificare capogiri o stanchezza.

4.8 Effetti indesiderati

Studi clinici LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è generalmente ben tollerato. Negli studi clinici, gli effetti indesiderati sono stati in genere di natura lieve e transitoria; nella maggior parte dei casi non è stato necessario interrompere la terapia. Gli effetti indesiderati che sono stati osservati sono stati limitati a quelli riferiti precedentemente con lisinopril o idroclorotiazide.

Gli effetti indesiderati (ADRs) più comunemente riportati sono capogiro, che in genere ha risposto alla riduzione del dosaggio e raramente ha reso necessaria l'interruzione della terapia, cefalea, tosse ipotensione inclusa l'ipotensione ortostatica che possono verificarsi nel 1-10% dei pazienti trattati. Ancora meno comuni sono stati: diarrea, nausea, vomito, secchezza della bocca, eruzione cutanea, gotta, palpitazioni, disturbi toracici, crampi muscolari e debolezza, parestesia, astenia, impotenza, insufficienza renale acuta e sincope. Post Marketing Durante il trattamento con lisinopril/idroclorotiazide sono stati osservati e riportati i seguenti effetti indesiderati con le seguenti frequenze: molto comuni (>1/10), comuni (>1/100, <1/10), non comuni (>1/1000, <1/100), rari (>1/10.000, <1/1.000), molto rari (<1/10.000) inclusi casi singoli, non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico • Rari: anemia. • Molto rari: depressione midollare ossea, trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, anemia emolitica. Patologie endocrine • Rari: secrezione inappropriata di ormone antidiuretico. Disturbi del metabolismo e della nutrizione • Non comuni: gotta. • Rari: iperglicemia, ipopotassiemia, iperuricemia, iperpotassiemia. Patologie del sistema nervoso e disturbi psichiatrici • Comuni: capogiri, cefalea, parestesia. • Rari: disturbi olfattivi. • Non comuni: sintomi depressivi. Patologie cardiache e patologie vascolari • Comuni: effetti ortostatici (inclusa ipotensione), sincope. • Non comuni: palpitazioni.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche • Comuni: tosse. Patologie gastrointestinali • Comuni: diarrea, nausea, vomito. • Non comuni: secchezza della bocca. • Rari: pancreatite. • Molto rari: angioedema intestinale. Patologie epatobiliari • Molto rari: epatite sia epatocellulare che colestatica, ittero, insufficienza epatica. Molto raramente è stato riportato che in alcuni pazienti i casi di epatite sono progrediti in insufficienza epatica. I pazienti che ricevono LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA nei quali si manifestano ittero o aumento marcato degli enzimi epatici, devono interrompere il trattamento con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA e ricevere un appropriato controllo medico. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo • Comuni: eruzione cutanea. • Non comuni: ipersensibilità/edema angioneurotico: edema angioneurotico della faccia, estremità, labbra, lingua, glottide, e/o della laringe (vedere paragrafo 4.4). • Molto rari: pseudolinfoma cutaneo. È stata riportata una sintomatologia complessa che può includere uno o più dei seguenti: febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, positività degli anticorpi antinucleari (ANA), aumento della velocità di eritrosedimentazione (VES), eosinofilia e leucocitosi, eruzione cutanea, fotosensibilità e altre manifestazioni dermatologiche. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo • Comuni: crampi muscolari. • Rari: debolezza muscolare. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella • Comuni: impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione • Comuni: affaticamento, astenia.

22 • Non comuni: oppressione toracica. Esami di laboratorio • Comuni: aumento dell'urea nel sangue, aumento della creatinina sierica, aumento degli enzimi epatici, diminuzione dell'emoglobina. • Non comuni: diminuzione dell'ematocrito. • Rari: aumento della bilirubina sierica. • Altri effetti indesiderati che sono stati riportati con i singoli componenti e che possono essere potenziali effetti indesiderati di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA sono: Idroclorotiazide (frequenze non note): Infezioni e infestazioni Sialodenite Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia, neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia, anemia aplastica, anemia emolitica, depressione del midollo osseo Disturbi del metabolismo e della nutrizione Anoressia, iperglicemia, glicosuria, iperuricemia, squilibrio elettrolitico (incluse iponatriemia, ipopotassiemia, alcalosi ipocloremica e ipomagnesemia), aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi, gotta Disturbi psichiatrici Irrequietezza, depressione, disturbi del sonno Patologie del sistema nervoso Perdita dell’appetito, parestesia, stordimento Patologie dell’occhio Xantopsia, visione offuscata transitoria, miopia acuta e glaucoma acuto secondario ad angolo chiuso, effusione coroidale Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigini Patologie cardiache Ipotensione posturale Patologie vascolari Angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea) Patologie respiratorie, toraciche e mediastinich

Sofferenza respiratoria (inclusi polmonite ed edema polmonare) Molto raro: Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) (vedere paragrafo 4.4) Patologie gastrointestinali Irritazione gastrica, diarrea, stipsi, pancreatite Patologie epatobiliari Ittero (ittero colestatico intraepatico) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni di fotosensibilità, eruzione cutanea, reazioni cutanee simili a lupus eritematoso, riattivazione di lupus eritematoso cutaneo, orticaria, reazioni anafilattiche, necrolisi epidermica tossica Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Spasmi muscolari, debolezza muscolare Patologie renali e urinarie Disfunzione renale, nefrite interstiziale Patologie sistemiche Febbre, debolezza Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Frequenza “non nota”: cancro cutaneo non melanoma (carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose) Altri effetti indesiderati: porpora, lupus erimatoso sistemico, esantema. In rarissimi casi può insorgere sindrome di Stevens-Johnson. In casi isolati: ipercalcemia, quest'ultima che rende necessari accertamenti diagnostici per evidenziare un possibile iperparatiroidismo. Sono possibili aritmie cardiache, miopia acuta e glaucoma acuto ad angolo chiuso. Lisinopril Patologie del sistema emolinfopoietico Rari: Diminuzione dell’emoglobina, diminuzione dell’ematocrito Molto rari: Depressione del midollo osseo, anemia, trombocitopenia, leucopenia, neutropenia, agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4), anemia emolitica, linfadenopatia, malattia autoimmune Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto raro: Ipoglicemia Patologie del sistema nervoso e disturbi psichiatrici Comuni: Capogiri, cefalea, sincope Non comuni: Parestesie, vertigini, alterazione del gusto, disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, disturbi olfattori. Rari: Confusione mental

Frequenza non nota: Sintomi depressivi Patologie cardiache e vascolari Comuni: Effetti ortostatici (inclusa ipotensione ortostatica) Non comuni: Infarto miocardico o accidente cerebrovascolare, talora secondari a ipotensione eccessiva nei pazienti ad alto rischio (vedere il paragrafo 4.4), palpitazioni, tachicardia, sindrome di Raynaud Frequenza non nota: Vampate di calore Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comuni: Tosse (vedere paragrafo 4.4) Non comuni: Rinite Molto rari: Broncospasmo, sinusite, alveolite allergica/polmonite eosinofila Patologie gastrointestinali Comuni: Diarrea, vomito Non comuni: Nausea, dolore addominale ed indigestione Raro: Bocca secca Molto rari: Pancreatite, angioedema intestinale Patologie epatobiliari Non comuni: Enzimi epatici e bilirubina elevati Molto rari: Epatite epatocellulare o colestatica, ittero, insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.4)* Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comuni: Eruzione cutanea, prurito Rari: Ipersensibilità/edema angioneurotico, edema angioneurotico di viso, estremità, labbra, lingua, glottide e/o laringe (vedere paragrafo 4.4), orticaria, alopecia, psoriasi Molto rari: Diaforesi, pemfigo, necrolisi epidermica tossica, sindrome di StevensJohnson, eritema multiforme, pseudolinfoma cutaneo** Patologie renali e urinarie Comuni: Disfunzione renale Rari: Uremia, insufficienza renale acuta Molto rari: Oliguria/anuria Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Non comuni: Impotenza Raro: Ginecomastia Patologie endocrine Rari: Sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH) Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comuni: Astenia, affaticamento Esami diagnostici Non comuni: Aumenti dell’urea ematica, aumenti della creatinina sierica, iperpotassiemia Raro: Iponatriemi

25 * Molto raramente, è stato riportato che in alcuni pazienti lo sviluppo indesiderato di epatite è progredito sino all’insufficienza epatica. I pazienti che ricevono lisinopril/idroclorotiazide e che sviluppano ittero o un marcato innalzamento degli enzimi epatici devono interrompere lisinopril/idroclorotiazide e ricevere un appropriato trattamento medico. ** È stato segnalato un complesso di sintomi che può includere uno o più dei seguenti: febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, positività per gli anticorpi antinucleo (ANA), elevata velocità di sedimentazione dei globuli rossi (VES), eosinofilia e leucocitosi, eruzione cutanea, fotosensibilità o altre manifestazioni dermatologiche. Come con altri ACE-inibitori sono state riscontrate allucinazioni visive e/o uditive. Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche i paragrafi 4.4. e 5.1). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 SOVRADOSAGGIO

I dati sul sovradosaggio nell’uomo sono limitati. Il trattamento è sintomatico e di supporto. La terapia con LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA deve essere interrotta ed il paziente tenuto sotto stretta osservazione. Le misure terapeutiche dipendono dalla natura e dalla gravità dei sintomi. Dovrebbero essere adottate misure per prevenire I'assorbimento e per accelerare l'eliminazione del farmaco. LISINOPRIL I sintomi associati al sovradosaggio di ACE-inibitori possono includere ipotensione, shock circolatorio, alterazioni del quadro elettrolitico e insufficienza renale iperventilazione, tachicardia, palpitazioni, bradicardia, vertigine, ansia e tosse. In caso di ipotensione grave il paziente deve essere posto in posizione da shock. Il trattamento raccomandato per il sovradosaggio è la somministrazione di soluzione fisiologica per infusione endovenosa. Qualora insorga ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina. Se disponibile, si può anche considerare il trattamento mediante infusione di angiotensina II e/o l’iniezione endovenosa di catecolamine. Se l’ingestione è recente, adottare le misure tendenti ad eliminare il lisinopril (ad esempio: vomito, lavanda gastrica,

26 somministrazione di sostanze assorbenti e di sodio solfato). Lisinopril può essere rimosso dalla circolazione con emodialisi (vedere paragrafo 4.4). Evitare l'impiego di membrane da dialisi in poliacrilonitrile ad alto flusso. La terapia con pacemaker è indicata per la bradicardia resistente alla terapia. I segni vitali, gli elettroliti sierici e la creatinina devono essere monitorati frequentemente. I sintomi addizionali del sovradosaggio da idroclorotiazide sono aumento della diuresi, depressione della coscienza (incluso il coma), convulsioni, paresi, aritmie cardiache ed insufficienza renale.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: ACE-inibitori, associazioni - ACEinibitori e diuretici. Codice ATC: C09BA03. LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA è l'associazione a dosi fisse di lisinopril un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) ed idroclorotiazide, un diuretico tiazidico. Entrambi i componenti hanno meccanismi d'azione complementari ed esercitano un effetto antiipertensivo additivo. Quando associato ad altri agenti ipertensivi, si può verificare un'ulteriore diminuzione della pressione arteriosa. Lisinopril è un inibitore della peptidil dipeptidasi che catalizza la conversione dell'angiotensina I in angiotensina II peptide vasocostrittore. L'angiotensina II stimola anche la secrezione di aldosterone da parte della corteccia surrenalica. L'inibizione dell'ACE dà luogo a una riduzione delle concentrazioni di angiotensina II con conseguente diminuzione di attività vasopressoria e secrezione di aldosterone. Quest'ultima riduzione può causare un innalzamento della concentrazione del potassio sierico. Benché il meccanismo attraverso cui il lisinopril riduce la pressione arteriosa sembra essere soprattutto la soppressione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, lisinopril risulta essere efficace anche nei pazienti con ipertensione a bassa renina. L'ACE è identico alla chinasi II, un enzima che degrada la bradichinina. Rimane ancora da chiarire se un aumento dei livelli di bradichinina, un potente vasodilatatore, abbia un ruolo nell'effetto terapeutico di lisinopril. L'idroclorotiazide è un agente diuretico ed antipertensivo. Esercita la sua azione antipertensiva sul meccanismo di riassorbimento elettrolitico del tubulo renale distale ed aumenta in misura equivalente l'escrezione di cloruri e di sodio. La natriuresi può essere accompagnata da perdita di potassio e di bicarbonati. Il meccanismo dell'effetto anti ipertensivo dei diuretici tiazidici non è noto.

I tiazidici di solito non influenzano la pressione arteriosa normale. La somministrazione concomitante di altri farmaci antiipertensivi dà luogo ad una riduzione pressoria additiva. Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo.

Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC correlata alla dose cumulativa assunta. Uno studio ha incluso una popolazione comprendente 71 533 casi di BCC e 8 629 casi di SCC confrontati rispettivamente con 1 430 833 e 172 462 soggetti nella popolazione di controllo. Un elevato utilizzo di HCTZ (dose cumulativa ≥50 000 mg) è stato associato a un OR (odds ratio) aggiustato per confondenti pari a 1,29 (95 % CI: 1,23-1,35) per il BCC e pari a 3,98 (95 % CI: 3,68-4,31) per l’SCC. È stata osservata un’evidente relazione tra dose cumulativa assunta e risposta sia per il BCC che per l’SCC. Un altro studio ha dimostrato una possibile associazione tra il cancro delle labbra (SCC) e l’esposizione all’HCTZ,: 633 casi di cancro delle labbra confrontati con 63 067 soggetti nella popolazione di controllo, utilizzando una strategia di campionamento dei soggetti a rischio (risk-set sampling). È stata dimostrata una relazione tra la risposta e la dose cumulativa con un OR aggiustato di 2,1 (95 % CI: 1,7-2,6), aumentato fino a 3,9 (3,0-4,9) in caso di un utilizzo elevato (~25 000 mg) e fino a 7,7 (5,7-10,5) con la massima dose cumulativa assunta (~100 000 mg) (vedere anche il paragrafo 4.4).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La somministrazione concomitante di lisinopril e di idroclorotiazide ha effetti scarsi o nulli sulla biodisponibilità di entrambi i farmaci. L'associazione precostituita è bioequivalente ai due farmaci somministrati contemporaneamente. Assorbimento Dopo somministrazione orale di lisinopril il picco delle concentrazioni plasmatiche si osserva entro 7 ore, con un lieve ritardo nei pazienti con infarto acuto del miocardio. Sulla base del recupero urinario, il grado di assorbimento di lisinopril è di circa il 25%, con una variabilità interpaziente di 6-60% a tutte le dosi testate (5-80mg). La biodisponibilità assoluta è ridotta di circa il 16% nei pazienti con scompenso cardiaco. L'assorbimento di LISINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA non è influenzato dal cibo. Distribuzion

Lisinopril non sembra essere legato ad altre proteine plasmatiche se non all'ACE circolante. Studi sui ratti indicano che lisinopril attraversa in scarsa quantità la barriera ematoencefalica. Eliminazione Lisinopril non viene metabolizzato e viene escreto completamente immodificato per via renale. Dopo dosi multiple, lisinopril mostra una emivita di accumulo di 12,6 ore. La clearance di lisinopril nei soggetti sani è di circa 50 ml/min. La riduzione delle concentrazioni sieriche mostra una fase terminale prolungata che non contribuisce all'accumulo del farmaco. Questa fase terminale probabilmente rappresenta il legame saturabile a livello dell'ACE e non è proporzionale alla dose. Insufficienza epatica Un'insufficienza della funzionalità epatica nei pazienti cirrotici comporta una diminuzione dell'assorbimento di lisinopril (circa il 30% sulla base del recupero urinario), ma un aumento dell'esposizione (circa il 50%) rispetto ai soggetti sani, dovuta ad una diminuzione della clearance. Insufficienza renale Una funzione renale alterata riduce l'eliminazione di lisinopril, che viene escreto per via renale, ma questa riduzione diventa clinicamente importante solo quando la velocità di filtrazione glomerulare è inferiore a 30 ml/min. Parametri farmacocinetici di lisinopril in relazione alla funzione renale nei differenti gruppi di pazienti dopo somministrazione di un multiplo della dose da 5 mg. Funzione renale misurata con clearance della creatinina N Cmax Tmax AUC (0-24 ore) (ng/ora/ml) T1/2 (ore) (ng/ml) (ore) [> 80 ml/min 6 40,3 6 492+/-172 6,0+/-1,1 30-80 ml/min 6 36,6 8 555+/-364 11,8+/-1,9 5-30 ml/min 6 106,7 8 2228+/-938 19,5+/-5,2

Con una clearance della creatinina di 30-80 ml/min, l'AUC media aumentava solo del 13%, mentre si osservava un aumento di 4-5 volte con clearance della creatinina 5-30 ml/min. Lisinopril può essere rimosso tramite dialisi. Durante un'emodialisi di 4 ore, le concentrazioni plasmatiche di lisinopril diminuiscono in media del 60% con una clearance della dialisi tra 40 e 55 ml/min. Scompenso cardiaco Rispetto ai soggetti sani, i pazienti con scompenso cardiaco hanno una esposizione maggiore a lisinopril (un aumento dell'AUC in media del 125%), ma sulla base del recupero urinario di lisinopril, si nota una riduzione dell' assorbimento di circa il 16%. Anziani Rispetto ai giovani, i pazienti anziani hanno aumenti delle concentrazioni ematiche e dell'AUC (incremento approssimativo del 60%). Idroclorotiazide Con il monitoraggio dei livelli plasmatici per almeno 24 ore, si è osservato che l'emivita plasmatica variava in un range di 5,6-14,8 ore. Almeno il 61% della dose orale viene eliminata immodificata entro 24 ore. Dopo somministrazione orale di idroclorotiazide l'effetto diuretico inizia entro 2 ore, raggiunge il picco in circa 4 ore e dura da 6 a 12 ore. L'idroclorotiazide attraversa la barriera placentare ma non quella ematoencefalica.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Lisinopril La sicurezza del lisinopril è stata studiata esaurientemente negli animali da laboratorio. La DL50 orale di lisinopril era superiore ai 20 g/kg in topi e ratti. Sembra che la tossicità del lisinopril in ratti e cani sia correlata principalmente ad una esasperazione degli effetti farmacologici. C'era un ampio divario fra la dose terapeutica per l'uomo e le dosi tossiche per gli animali. Il rapporto della dose non tossica per i cani (5 mg/kg/die) rispetto a quella raccomandata per l'uomo di 40 mg/die era in quest

31 specie sensibile 6 volte maggiore. Nell'uomo, con una dose di 40 mg/die, si raggiungeva una concentrazione plasmatica massima di 468 ng/ml, notevolmente inferiore agli 11.370 ng/ml del livello plasmatico determinato da una dose nefrotossica nei cani. I principali segni di tossicità nei cani erano correlati alle alterazioni della funzione renale (concentrazioni elevate di azotemia e creatinemia), talvolta associate a degenerazione dei tubuli renali. Quest'ultima non è stata osservata nei ratti, anche se sono stati rilevati aumenti dell'azotemia. Queste modificazioni della funzione renale rappresentano probabilmente variazioni pre-renali dell'azotemia farmaco-indotta correlata all'attività farmacologica del lisinopril. Un apporto salino supplementare migliora o previene la tossicità del lisinopril nei ratti così come nei cani, ad ulteriore sostegno dell'ipotesi di una tossicità basata sul meccanismo di azione. Carcinogenesi, mutagenesi e studi sulla fertilità Non sono stati evidenziati effetti oncogenici quando lisinopril è stato somministrato per 105 settimane a ratti maschi e femmine a dosaggi fino a 90 mg/kg/die (circa 110 volte la dose massima giornaliera raccomandata per l'uomo). Lisinopril è stato anche somministrato per 92 settimane a topi (maschi e femmine) a dosi fino a 135 mg/kg/die (circa 170 volte la dose massima giornaliera raccomandata per l'uomo) e non ha mostrato alcun segno di carcinogenicità. Lisinopril non ha mostrato proprietà mutagene nel test mutageno microbico di Ames con o senza attivazione metabolica. È risultato negativo in un'analisi di mutazione precoce che utilizza cellule di polmone di criceto cinese. Lisinopril non ha prodotto rotture del filamento singolo del DNA in un'analisi in vitro di eluizione alcalina in epatociti del ratto. Il lisinopril non ha prodotto, inoltre, aumento delle aberrazioni cromosomiche in un test in vitro su cellule ovariche di criceto cinese e in uno studio in vivo sul midollo osseo di topo. Non si sono verificati effetti avversi sulla capacità riproduttiva in maschi e femmine di ratti trattati con dosi di lisinopril fino a 300 mg/kg/die. Teratogenesi Lisinopril non si è dimostrato teratogeno nel topo trattato con dosi fino a 1000 mg/kg/die (1250 volte la dose massima giornaliera raccomandata per l'uomo) dal 6° al 15° giorno di gestazione. Non si è verificato un aumento di riassorbimenti fetali con dos

32 inferiori a 100 mg/kg; a dosi di 1000 mg/kg ciò è stato prevenuto da un apporto supplementare di sale. Non si è verificata fetotossicità o teratogenicità in ratti trattati con dosi di lisinopril fino a 300 mg/kg/die (375 volte la dose massima raccomandata) dal 6° al 17° giorno di gestazione. In ratti che avevano ricevuto lisinopril dal 15° giorno di gestazione fino ad oltre il 21° giorno post-partum, si è verificato un aumento dell'incidenza delle morti dei nati fra il 2° e il 7° giorno post-partum. Inoltre il 21° giorno post-partum il peso medio corporeo dei nati risultò inferiore. Con un apporto supplementare di sale alla madre non si è verificato né l'aumento delle morti né una diminuzione ponderale nei nati. Nei conigli, lisinopril non ha mostrato teratogenicità quando somministrato durante l'intero periodo organogenetico a dosaggi fino a 1 mg/kg/die in presenza dì un apporto supplementare di sale. Quest'ultimo è stato usato per eliminare gli effetti tossici nella madre e consentire una valutazione del potenziale teratogeno al più alto livello di dosaggio possibile. Si è osservato che il coniglio è estremamente sensibile agli inibitori dell'enzima di conversione (captopril ed enalapril) mostrando effetti materno e feto-tossici a livelli di dosaggio uguali o inferiori a quelli terapeutici raccomandati per l'uomo. Nei conigli la fetotossicità si è verificata con un aumento di incidenza di riassorbimento fetale a dosi di 1 mg/kg/die di lisinopril e con un aumento di incidenza di ossificazione incompleta alla più bassa dose testata (0,1 mg/kg/die). Una singola dose di 15 mg/kg/die di lisinopril somministrata per via endovenosa a femmine gravide di coniglio durante il 16°, 21° e 26° giorno di gestazione provocò dall'88 al 100% di morti fetali. Idroclorotiazide In studi di tossicologia acuta e cronica è stato osservato che l'idroclorotiazide presenta una tossicità relativamente bassa. In studi di tossicologia animale acuta la DL50 nei topi è stata maggiore di 10 g/kg in sospensione per os. I cani tollerano almeno 2 g/kg per os senza segni di tossicità. L'idroclorotiazide è stato somministrato in ratti in uno studio di due cucciolate, nel topo in uno studio di 2 generazioni e in conigli con test di gravidanza positivo. Nessuno di questi studi ha mostrato effetti teratogeni dell'idroclorotiazide. La prole cresciuta fino allo svezzamento o alla maturità non ha mostrato segni di effetti correlabili al trattamento.

Carcinogenesi, mutagenesi e studi sulla fertilità L'idroclorotiazide è attualmente in studio nell'US Carcinogenesis Testing Program. L'idroclorotiazide non ha mostrato proprietà mutagene in vitro, nel test mutageno microbico di Ames a concentrazioni massime di 5 mg/piastra utilizzando ceppi TA98 e TA100. Campioni di urine di pazienti trattati con idroclorotiazide non hanno mostrato attività mutagena nel test di Ames. È stata misurata sull'Aspergillus nidulans la capacità di alcuni farmaci di indurre la non-disgiunzione e il crossing-over. Un elevato numero di farmaci, tra cui l'idroclorotiazide, hanno indotto la non-disgiunzione. Teratogenesi Studi sulla riproduzione nel coniglio, nel topo e nel ratto con dosi fino a 100 mg/kg/die (50 volte la dose massima per l'uomo), non hanno mostrato alcuna evidenza di anormalità esterne del feto dovute all'idroclorotiazide. L'idroclorotiazide somministrato in uno studio di due generazioni in ratti a dosi di 4-5-6 mg/kg/die (circa 1-2 volte la dose massima raccomandata nell'uomo) non ha alterato la fertilità o prodotto anormalità della prole alla nascita. Lisinopril/idroclorotiazide La somministrazione di lisinopril con idroclorotiazide determina risposte tossiche a dosi più basse rispetto a quelle osservate con ciascun composto somministrato da solo. Dato che la tossicità di ciascun componente è dovuta alla sua attività terapeutica (ipotensione) e dato che si verifica un incremento della attività farmacologica del lisinopril quando somministrato in associazione a diuretici (idroclorotiazide), l'incremento della tossicità con i due farmaci era stata prevista. Benché a dosi elevate sia stato osservato un potenziamento della tossicità secondano al potenziamento dell'effetto farmacologico, non c'è motivo di prevedere nell'uomo una risposta tossica a dosi terapeutiche di entrambi i farmaci. La sicurezza del lisinopril e dell'idroclorotiazide somministrati in associazione a dosaggi terapeutici è stata dimostrata negli studi clinici. Lisinopril in associazione all'idroclorotiazide non ha mostrato proprietà mutagene in un test mutageno microbico che utilizzava Salmonella typhimurium (test di Ames) o Escherichia coli con o senza attivazione o in un test di mutazione che utilizzava cellule polmonari di criceto cinese. Lisinopril-idroclorotiazide non ha prodotto rotture della monoelica del DNA nel liquido di eluizione alcalina nel test in vitro con epatociti d

34 ratto. Inoltre, non ha prodotto aumenti di aberrazione cromosomica nel test in vitro su cellule ovariche di criceto cinese o nello studio in vivo del midollo osseo del topo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 ELENCO DEGLI ECCIPIENTI

Mannitolo, calcio fosfato dibasico diidrato, amido di mais, amido pregelatinizzato, magnesio stearato.

6.2 INCOMPATIBILITÀ

Non note.

6.3 PERIODO DI VALIDITÀ

30 mesi

6.4 PRECAUZIONI PARTICOLARI PER LA CONSERVAZIONE

Conservare le compresse nell'astuccio per tenerle al riparo dalla luce.

6.5 NATURA E CONTENUTO DEL CONTENITORE

Blister in PVC e alluminio. Confezione da 14 e 28 compresse.

6.6 PRECAUZIONI PARTICOLARI PER LO SMALTIMENTO E LA

MANIPOLAZIONE Non è richiesta alcuna precauzione speciale.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in

COMMERCIO Pensa Pharma S.p.A. Via Ippolito Rosellini, 12 - 20124 Milan

35

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Lisinopril e Idroclorotiazide Pensa “20 mg +12,5 mg compresse” – 14 compresse – A.I.C. 039003013 Lisinopril e Idroclorotiazide Pensa “20 mg +12,5 mg compresse” – 28 compresse – A.I.C. 039003025

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell'

AUTORIZZAZIONE 07 Marzo 2012

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.