NIFEDIPINA SANDOZ

Nifedipina Sandoz è utilizzata: - per il trattamento della pressione alta (ipertensione); - per il trattamento di un tipo di dolore toracico detto angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo). Nei pazienti con elevata pressione sanguigna Nifedipina Sandoz agisce rilassando i vasi sanguigni, in modo tale che il sangue passi attraverso di loro più facilmente. In pazienti con angina Nifedipina Sandoz agisce aumentando l’apporto di sangue al muscolo cardiaco che quindi riceve più ossigeno e di conseguenza previene il dolore toracico.

Usato per: ipertensione arteriosadolore toracico

Principio attivo: NIFEDIPINA · ATC C08CA05 · SANDOZ S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

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Principio attivo: NIFEDIPINA
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio modificato
Dosaggio: 20 mg COMPRESSA A RILASCIO MODIFICATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: SANDOZ S.P.A.
Codice ATC: C08CA05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NIFEDIPINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· NIFEDIPINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA DOC - DOC GENERICI SRL
· NIFEDIPINA EG - EG S.P.A.
· ADALAT CRONO - SM PHARMA S.R.L.
· SALATIV - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· ADALAT CRONO - BAYER S.P.A.
· ADALAT CRONO - MEDIFARM S.R.L.
· ADALAT CRONO - GMM FARMA S.R.L.
· ADALAT CRONO - FARMA 1000 S.R.L.
· ADALAT CRONO - PRICETAG SPA
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

Che cos’è Nifedipina Sandoz e a cosa serve Nifedipina Sandoz contiene il principio attivo nifedipina che appartiene ad un gruppo di medicinali detti bloccanti del canale del calcio (calcio-antagonisti).

Nifedipina Sandoz è utilizzata: - per il trattamento della pressione alta (ipertensione);

- per il trattamento di un tipo di dolore toracico detto angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo).

Nei pazienti con elevata pressione sanguigna Nifedipina Sandoz agisce rilassando i vasi sanguigni, in modo tale che il sangue passi attraverso di loro più facilmente. In pazienti con

angina Nifedipina Sandoz agisce aumentando l’apporto di sangue al muscolo cardiaco che quindi riceve più ossigeno e di conseguenza previene il dolore toracico.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda NIFEDIPINA SANDOZ - se è allergico alla nifedipina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);

- se ha un problema della circolazione del sangue che comporta un insufficiente flusso di
sangue all’organismo (shock cardiovascolare);
- se sta prendendo un medicinale contenente rifampicina, un antibiotico usato per curare
alcuni tipi di infezioni;

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Nifedipina Sandoz.

Prenda questo medicinale con cautela e sempre sotto il controllo del medico nei seguenti casi: - se ha la pressione del sangue molto bassa. In questo caso è necessario che il medico controlli la sua pressione sanguigna regolarmente;

- se soffre di una funzionalità cardiaca ridotta;
- se le è stato detto che ha un grave restringimento della valvola aortica del cuore;
- se sta prendendo contemporaneamente dei medicinali detti beta-bloccanti o altri

medicinali per abbassare la pressione del sangue (ipotensivi);
- se è in stato di gravidanza e presenta una situazione di emergenza come l’eclampsia,
una grave malattia, potenzialmente fatale, caratterizzata da convulsioni (vedere paragrafo
“Fertilità, gravidanza e allattamento”);
- se sta allattando al seno;
- se soffre di una ridotta funzionalità del fegato. In questo caso può essere necessario

un accurato controllo e anche una riduzione della dose; - se sta assumendo altri medicinali che possono causare un aumento dei livelli di nifedipina nel sangue. In questo caso il medico dovrà monitorare attentamente la pressione e, se necessario, ridurre la dose del medicinale (Vedere paragrafo Altri medicinali e Nifedipina Sandoz);

- se soffre o è a rischio di sviluppare il diabete. In questo caso deve controllare accuratamente il livello di zuccheri nel sangue ed in caso di alti livelli la terapia deve essere sospesa.

Se deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico informi il medico o l’infermiere in

quanto può essere necessario sospendere il trattamento con Nifedipina Sandozper almeno 36 ore, per evitare un abbassamento eccessivo della pressione dovuto all’uso di fentanil, un medicinale utilizzato per alleviare il dolore (Vedere paragrafo “Altri medicinali e Nifedipina Sandoz”).

Se deve effettuare un esame di laboratorio per la determinazione dei valori dell’acido vanilmandelico nelle urine (un esame per diagnosticare un tumore della ghiandola surrenale), sappia che, in presenza di nifedipina e a seconda della metodica utilizzata, i valori possono risultare falsamente aumentati.

Altri medicinali e Nifedipina Sandoz Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non prenda questo medicinale in associazione alla rifampicina, un antibiotico usato per curare alcuni tipi di infezioni (Vedere paragrafo “Non prenda Nifedipina Sandoz”).

Faccia particolare attenzione e informi il medico se sta assumendo i seguenti medicinali:

- rifampicina, antibiotico appartenete alla classe delle rifamicine. L’uso di questo medicinale nsieme a Nifedipina Sandoz è controindicato (vedere paragrafo “Non prenda Nifedipina Sandoz”).

- antibiotici appartenenti alla classe dei macrolidi, come l’eritromicina;
- medicinali usati per il trattamento dell’AIDS, come il ritonavir;
- medicinali usati per il trattamento delle infezioni da funghi, come il ketoconazolo;
- fluoxetina e nefazodone, usati per il trattamento della depressione;
- quinupristin e dalfopristin, usati per il trattamento delle infezioni;
- acido valproico, fenitoina, carbamazepina e fenobarbitale, usati per il trattamento

dell’epilessia;
- cimetidina e cisapride, usati per i disturbi dello stomaco;
- medicinali usati per abbassare la pressione del sangue (diuretici, β-bloccanti,
ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina 1, altri calcioantagonisti,
bloccanti α-adrenergici, inibitori della PDE5, α-metildopa);

- diltiazem, usato per trattare la pressione del sangue alta;
- digossina, un medicinale per il cuore;
- chinidina, usata per trattare le alterazioni del ritmo cardiaco;

- tacrolimus, usato per prevenire il rigetto degli organi dopo un trapianto;
- ticlopidina, usato in caso di problemi della circolazione del sangue;
- fentanil, usato per alleviare il dolore in caso di intervento chirurgico. In questo caso
informi il medico o l’infermiere del trattamento in corso con Nifedipina Sandozin quanto
può essere necessario sospendere il trattamento per almeno 36 ore;
- solfato di magnesio per via endovenosa durante la gravidanza (può causare

un’eccessiva caduta della pressione sanguigna con conseguente danno sia alla madre che al feto).

Nifedipina Sandozcon cibi, bevande e alcol Il succo di pompelmo ed il pompelmo non devono essere consumati da chi sta prendendo

Nifedipina Sandoz. Questo perché pompelmo e succo di pompelmo possono portare ad un aumento delle concentrazioni della nifedipina nel sangue, che può causare un imprevedibile aumento nell’effetto di diminuzione della pressione sanguigna di Nifedipina Sandoz.

Eviti di assumere bevande alcoliche durante il trattamento con Nifedipina Sandoz.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Gravidanza Non prenda Nifedipina Sandozdurante la gravidanza, salvo casi di assoluta necessità e sotto stretto controllo del medico (ad esempio in caso di eclampsia).

Allattamento Non prenda questo medicinale se sta allattando al seno, perché la nifedipina passa nel latte materno. Interrompa l’allattamento se deve assumere questo medicinale e si rivolga al medico.

Fertilità Nel caso di uomini con difficoltà a procreare con la fecondazione in vitro (una tecnica di riproduzione assistita), e per i quali non è possibile identificare altre cause, si consiglia di prendere in considerazione l’ipotesi che alla base di tale problema possano esserci i medicinali calcio-antagonisti come la nifedipina.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari L’uso di Nifedipina Sandozpuò influire sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare

macchinari perché si possono verificare effetti indesiderati come capogiri soprattutto all’inizio del trattamento, quando cambia il medicinale e se assume alcol. Se questo le dovesse accadere, eviti di guidare veicoli o di usare macchinari.

Nifedipina Sandozcontiene lattosio Questo medicinale contiene lattosio, un tipo di zucchero. Se il medico le ha diagnosticato

un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose raccomandata negli adulti è 1 compressa due volte al giorno. Assuma la seconda compressa dopo almeno 4 ore e massimo 12 ore dall'assunzione della prima compressa.

Il medico regolerà la dose e la durata del trattamento in base alle sue condizioni.

Se lei è affetto da angina pectoris e non ottiene un risultato terapeutico sufficiente dopo 14 giorni di trattamento, chieda al medico che potrebbe decidere di prescriverle nifedipina 10 mg in formulazione a rilascio immediato.

Uso in persone con problemi al fegato Se ha problemi al fegato, il medico deve controllare la pressione sanguigna e, nei casi più gravi, deve ridurre la dose.

Modo di somministrazione

Assuma le compresse intere, con un po’ di acqua, indipendentemente dai pasti. Estragga la compressa dal blister solo al momento dell’assunzione evitando di esporla a lungo alla luce solare diretta.

Se prende più Nifedipina Sandozdi quanto deve

Se lei (o qualcun altro) ha ingerito più compresse contemporaneamente, o se pensa che un bambino abbia ingerito qualche compressa, consulti immediatamente un medico. Un sovradosaggio può causare disturbi della coscienza fino al coma, abbassamento della pressione sanguigna, alterazioni del ritmo del cuore, alti livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia), diminuzione del pH del sangue (acidosi metabolica), diminuzione dell’apporto di ossigeno (ipossia), gravi problemi al cuore come shock cardiogeno con accumulo di liquidi nei polmoni (edema polmonare).

In caso di assunzione/ingestione accidentale di una dose eccessiva di questo medicinale

avverta immediatamente il medico o si rivolga al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino.

Porti con sé questo foglio, le compresse rimanenti e il relativo contenitore in ospedale o dal medico in modo che sappiano quali compresse sono state consumate.

Se dimentica di prendere Nifedipina Sandoz Se dimentica di prendere una compressa lo faccia appena se ne ricorda, a meno che non sia quasi l’ora di prendere la dose successiva. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Nifedipina Sandoz La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico. Sospenda il trattamento gradualmente, in particolare se sta prendendo dosi elevate, per evitare rapidi aumenti della

pressione del sangue o problemi nella circolazione del sangue.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati:

Comuni (possono interessare fino a 1 su 10 persone) - mal di testa (cefalea);

- rigonfiamento causato da un accumulo di liquidi (edema, incluso edema periferico);
- arrossamento, vampate di calore (vasodilatazione);
- stitichezza (costipazione);
- sensazione di malessere generale, debolezza inusuale (astenia).

Non comuni (possono interessare fino a 1 su 100 persone)

- reazione allergica;
- rigonfiamento causato da un accumulo di liquidi di natura allergica (edema allergico);
- gonfiore del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola che può causare
difficoltà nella deglutizione e nella respirazione (potenzialmente pericoloso per la vita)
(angioedema);

- ansia, disturbi del sonno, irritabilità;
- vertigine, mal di testa ricorrenti, capogiro, tremore;
- disturbi della vista;
- accelerazione del battito cardiaco, percezione accentuata del proprio battito cardiaco;
- abbassamento della pressione del sangue, perdita transitoria di coscienza (sincope);

nasale); - fuoriuscita di sangue dal naso (epistassi)e sensazione di naso chiuso (congestione

- dolore all’addome e all’intestino, nausea, difficoltà a digerire (dispepsia), produzione
eccessiva di gas nell’intestino (flatulenza), secchezza della bocca, diarrea, stitichezza (stipsi);
- aumento degli enzimi del fegato;
- irritazione della pelle, eruzione cutanea di pustole, vescicole e bolle (esantema);
- crampi muscolari, gonfiore delle articolazioni;
- produzione eccessiva di urina (poliuria), difficoltà ad urinare (disuria);
- problemi nel raggiungere e/o mantenere l’erezione;
- dolore aspecifico, brividi.

Rari (possono interessare fino ad 1 su 1000 persone)
- prurito, orticaria, eruzione cutanea;
- condizione della pelle caratterizzata da accumulo di sangue (porpora);
- formicolio e intorpidimento (parestesia), sensazione di bruciore e dolore da aghi sulla

pelle (disestesia);
- gonfiore delle gengive (iperplasia gengivale), sensazione di pienezza allo stomaco e
all’intestino.
- sensibilità alla luce (dermatite fotosensibile).

Molto rari (possono interessare fino a 1 su 10.000 persone)
- ingrossamento delle mammelle nell’uomo (ginecomastia);
- eritema grave e diffuso con desquamazione della cute (dermatite esfoliativa);

- arrossamenti, vasodilatazione e aumento della temperatura (eritromelalgia).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
- diminuzione del numero di globuli bianchi (agranulocitosi, leucopenia);
- grave reazione allergica (reazione anafilattica/anafilattoide);
- aumento degli zuccheri nel sangue (iperglicemia);

- diminuzione della sensibilità, sonnolenza;
- dolore all’occhio;
- dolore al petto (angina pectoris);
- affanno (dispnea);
- vomito, bruciore di stomaco e indigestione (insufficienza dello sfintere gastroesofageo);

- colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi dovuta ad un
malfunzionamento del fegato (ittero);
- formazione di vesciche o desquamazione della pelle o delle mucose (necrolisi

epidermica tossica);
- sensibilizzazione alla luce del sole (reazione fotoallergica);
- condizione della pelle caratterizzata da sanguinamenti (porpora palpabile);
- dolore alle articolazioni e ai muscoli (artralgia, mialgia);
- riduzione dell’emoglobina (una proteina che trasporta l’ossigeno all’interno dei globuli
rossi) nel sangue (anemia);

- riduzione della conta delle piastrine (trombocitopenia);
- infiammazione del fegato (epatite), aumento della fosfatasi alcalina o LDH;
- disturbi della sfera sessuale;
- bruciore allo stomaco (pirosi gastrica);
- crampi intestinali;

- insonnia;
- mal di gola, tosse, asma, sudorazione, febbre;
- difficoltà respiratoria;
- rigidità ed infiammazioni articolari.

Nei pazienti in dialisi che soffrono di pressione del sangue eccessivamente alta e hanno bassi volumi di sangue si può verificare un grave abbassamento della pressione sanguigna.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo

“Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Si consiglia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Nifedipina Sandoz
- Il principio attivo è nifedipina. Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 20 mg di
nifedipina.
- Gli altri componenti sono: Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, amido di

mais pregelatinizzato, lattosio monoidrato, polisorbato 80, magnesio stearato; Rivestimento: idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicole 4000, titanio diossido , ossido di ferro rosso , ossido di ferro nero (E172).

Descrizione dell’aspetto di Nifedipina Sandoze contenuto della confezione Confezione da 50 compresse a rilascio modificato.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Sandoz S.p.A., Largo U. Boccioni 1, 21040, Origgio (VA), Italia

Produttore Edmond Pharma S.r.l. - Via dei Giovi, 131 - 20037 Paderno Dugnano (Milano)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su NIFEDIPINA SANDOZ

Come si usa NIFEDIPINA SANDOZ?

NIFEDIPINA SANDOZ si presenta in forma di Compressa a rilascio modificato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

NIFEDIPINA SANDOZ è disponibile senza ricetta?

No, NIFEDIPINA SANDOZ è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di NIFEDIPINA SANDOZ?

Il principio attivo di NIFEDIPINA SANDOZ è NIFEDIPINA.

Quali sono gli equivalenti di NIFEDIPINA SANDOZ?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NIFEDIPINA MYLAN GENERICS, NIFEDIPINA MYLAN GENERICS ITALIA, NIFEDIPINA DOC GENERICI, NIFEDIPINA DOC. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce NIFEDIPINA SANDOZ?

NIFEDIPINA SANDOZ è prodotto da SANDOZ S.P.A..

Da quando NIFEDIPINA SANDOZ è autorizzato in Italia?

NIFEDIPINA SANDOZ ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2000-02-25.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Nifedipina Sandoz 20 mg compresse a rilascio modificato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa a rilascio modificato contiene 20 mg di nifedipina Eccipiente con effetto noto: lattosio monoidrato Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse a rilascio modificato

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento della cardiopatia ischemica: angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo) Trattamento dell’ipertensione arteriosa.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento va possibilmente adattato alle necessità individuali in funzione della gravità della malattia e della risposta del paziente. Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa, può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi una riduzione del dosaggio. Salvo diversa prescrizione medica, per l’adulto, valgono le seguenti direttive posologiche: Adulti Dosi orientative 1. In caso di cardiopatia ischemica angina pectoris cronica stabile 1 cpr di nifedipina (angina da sforzo) 2 volte al dì In alcuni casi può risultare opportuno incrementare la dose fino ad un massimo di 60 mg al dì. In genere le compresse ritardo vanno deglutite intere, con poco liquido, indipendentemente dai pasti. L’ingestione contemporanea di alimenti ritarda l’assorbimento ma non lo riduce. 2. In caso di ipertensione arteriosa 1 cpr di nifedipina 2 volte al dì In alcuni casi può risultare opportuno incrementare la dose fino ad un massimo di 60 mg al dì.

In genere le compresse ritardo vanno deglutite intere, con poco liquido, indipendentemente dai pasti. L’ingestione contemporanea di alimenti ritarda l’assorbimento ma non lo riduce. L’intervallo di tempo fra due assunzioni di compresse è di circa 12 ore e non dovrebbe essere inferiore a 4 ore. Qualora in pazienti affetti da angina pectoris non si ottenga un sufficiente risultato terapeutico dopo circa 14 giorni di trattamento, si consiglia su prescrizione medica la somministrazione di nifedipina capsule (10 mg) a rapida azione. La sostanza fotosensibile contenuta nella compressa è sostanzialmente protetta dalla luce all’interno ed al di fuori della confezione. Si consiglia tuttavia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta. Durata del trattamento La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante. In relazione alla pronunciata attività antiischemica ed antiipertensiva, nifedipina dovrebbe essere sospeso gradualmente, in particolare quando vengono impiegati dosaggi elevati.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Nifedipina Sandoz non deve essere utilizzata in caso di shock cardiovascolare. Nifedipina Sandoz non deve essere usata in combinazione con rifampicina, in quanto l’induzione enzimatica non consente di ottenere livelli plasmatici efficaci di nifedipina (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

È necessario prestare particolare attenzione nei pazienti con pressione sanguigna molto bassa (ipotensione grave con pressione sistolica inferiore a 90 mmHg), nei casi di insufficienza cardiaca manifesta e nel caso di grave stenosi aortica. E’ necessario controllare attentamente la pressione arteriosa all’inizio della terapia e fino a quando non sia stata raggiunta la posologia di mantenimento. Per lo stesso motivo la nifedipina deve essere usata con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca, stenosi aortica ed in quelli in trattamento con ß-bloccanti o medicinali ipotensivi. Nifedipina non deve essere usata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna non richiedano il trattamento con nifedipina. Il trattamento con nifedipina deve essere riservato alle donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.6). In situazioni di emergenza ipertensiva, quale ad esempio l’eclampsia, il medicinale deve essere utilizzato sotto la responsabilità e lo stretto controllo del medico. L’uso di nifedipina non è raccomandato durante l’allattamento al seno, poiché è stato segnalato che nifedipina viene escreta nel latte umano e gli effetti dell’assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina non sono noti (vedere paragrafo 4.6). È necessario effettuare un attento monitoraggio della pressione arteriosa anche quando si somministra nifedipina in associazione con solfato di magnesio per via endovenosa, a caus

della possibilità di un eccessivo calo della pressione arteriosa, che potrebbe nuocere sia alla madre sia al feto. Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato monitoraggio e, nei casi gravi, una riduzione della dose. Nifedipina viene metabolizzata attraverso il sistema del citocromo P450 3A4. I medicinali noti per inibire o indurre questo sistema enzimatico possono pertanto alterare il primo passaggio o la clearance di nifedipina (vedere paragrafo 4.5). I medicinali che sono inibitori da deboli a moderati del sistema del citocromo P450 3A4 e che possono quindi provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina sono per esempio: • antibiotici macrolidi (per esempio eritromicina) • inibitori della proteasi anti-HIV (per esempio ritonavir) • antimicotici azolici (per esempio ketoconazolo) • gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina • quinupristin/dalfopristin • acido valproico • cimetidina. Dopo la co-somministrazione di questi medicinali deve essere monitorata la pressione arteriosa e, se necessario, deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio di nifedipina. La comparsa di edema periferico in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia rende necessaria la differenziazione degli edemi dovuti alla nifedipina da quelli conseguenti ad un peggioramento delle funzionalità ventricolare sinistra. Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, la glicemia deve essere accuratamente controllata; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa. Nei pazienti in trattamento con nifedipina che devono essere sottoposti ad interventi chirurgici con l’impiego di alte dosi di fentanil, è possibile che si verifichino casi di ipotensione marcata. Se le condizioni dei pazienti lo permettono, è opportuno sospendere il trattamento con nifedipina per almeno 36 ore. In alcuni casi si è manifestato un peggioramento della sintomatologia anginosa in seguito alla assunzione di nifedipina. Il meccanismo di questa risposta paradossale non è tuttora chiaro, ma sembra essere dovuto ad un aumento della richiesta miocardica di ossigeno (in seguito all’aumento della frequenza cardiaca) associato ad una diminuzione della perfusione coronarica. Informazioni importanti su alcuni eccipienti. Nifedipina Sandoz contiene lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosiogalattosio, non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Farmaci che influenzano nifedipina Nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale che del fegato. I farmaci noti per inibire o indurre questo sistema enzimatico possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio (dopo somministrazione orale) o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.4).

Si deve tenere conto dell’entità e della durata delle interazioni se si somministra nifedipina in associazione ai seguenti farmaci: Rifampicina Rifampicina induce fortemente il sistema del citocromo P450 3A4. In seguito a cosomministrazione con rifampicina, la biodisponibilità di nifedipina viene decisamente ridotta e pertanto la sua efficacia risulta indebolita. L’uso di nifedipina in combinazione con rifampicina è quindi controindicato (vedere paragrafo 4.3). Dopo la co-somministrazione dei seguenti inibitori da deboli a moderati del sistema del citocromo P450 3A4 si deve monitorare la pressione e, se necessario, ridurre il dosaggio di nifedipina. Antibiotici macrolidi (per esempio eritromicina) Non sono stati effettuati studi di interazione tra nifedipina e gli antibiotici macrolidi. Alcuni antibiotici macrolidi sono noti per inibire il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di altri farmaci. Pertanto non può essere esclusa la possibilità di un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina in seguito alla cosomministrazione dei due farmaci (vedere il paragrafo 4.4). Azitromicina, sebbene strutturalmente correlata alla classe degli antibiotici macrolidi, è priva di attività inibente il CYP3A4. Inibitori della proteasi anti-HIV (per esempio ritonavir) Non è stato ancora condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione farmacologica tra nifedipina e certi inibitori della proteasi anti-HIV. E’ noto come farmaci di questa classe inibiscano il sistema del citocromo P450 3A4. Inoltre, i farmaci di questa classe hanno dimostrato di inibire in vitro il metabolismo di nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Quando questi farmaci vengono somministrati insieme a nifedipina, non può essere escluso un sostanziale aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina dovuto a una diminuzione del metabolismo di primo passaggio e a una diminuzione dell’eliminazione (vedere paragrafo 4.4). Antimicotici azolici (per esempio ketoconazolo) Non è stato ancora condotto uno studio di interazione formale sulla potenziale interazione farmacologica tra nifedipina e alcuni antimicotici azolici. I farmaci di questa classe sono noti per inibire il sistema del citocromo P450 3A4. Quando questi farmaci vengono somministrati per via orale insieme a nifedipina, non può essere escluso un sostanziale aumento della biodisponibilità sistemica di nifedipina dovuto a una diminuzione del metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4). Fluoxetina Non è stato ancora condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione farmacologica tra nifedipina e fluoxetina. Fluoxetina ha dimostrato di inibire in vitro il metabolismo di nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Pertanto non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina in seguito alla cosomministrazione dei due farmaci (vedere il paragrafo 4.4).

Nefazodone Non è stato ancora eseguito uno studio clinico che ha valutato il potenziale di un’interazione farmacologica tra nifedipina e nefazodone. Nefazodone è noto per inibire il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di altri farmaci. Pertanto non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina in seguito alla co-somministrazione dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4). Quinupristin/Dalfopristin La simultanea somministrazione di quinupristin/dalfopristin e nifedipina può determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina (vedere paragrafo 4.4). Acido valproico Non sono stati condotti studi formali sulla potenziale interazione tra nifedipina e acido valproico. Poiché a causa dell’inibizione enzimatica, l’acido valproico ha dimostrato di aumentare le concentrazioni plasmatiche del calcio-antagonista nimodipina, strutturalmente simile, non è possibile escludere un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina, e di conseguenza un aumento della sua efficacia (vedere paragrafo 4.4). Cimetidina A causa della sua inibizione del citocromo P450 3A4, cimetidina aumenta le concentrazioni plasmatiche di nifedipina e può potenziarne l’effetto antipertensivo (vedere paragrafo 4.4). In caso di somministrazione contemporanea di nifedipina e cimetidina può riscontrarsi una più marcata riduzione pressoria. Ulteriori studi Cisapride La somministrazione contemporanea di cisapride e nifedipina può provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina. Farmaci antiepilettici induttori del sistema del citocromo P450 3A4, come fenitoina, carbamazepina e fenobarbital. Fenitoina induce il sistema del citocromo P450 3A4. Dopo la co-somministrazione con fenitoina, la biodisponibilità di nifedipina è ridotta e di conseguenza la sua efficacia risulta indebolita. Quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente, si deve monitorare la risposta clinica a nifedipina e, se necessario, prendere in considerazione un aumento della dose di nifedipina. Se la dose di nifedipina viene aumentata durante la co-somministrazione dei due farmaci, deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio di nifedipina all’atto della sospensione del trattamento con fenitoina. Non sono stati condotti studi formali sulla potenziale interazione tra nifedipina e carbamazepina o fenobarbital. Poiché a causa dell’induzione enzimatica entrambi i farmaci hanno dimostrato di ridurre le concentrazioni plasmatiche del calcio-antagonista nimodipin

(strutturalmente simile a nifedipina), non è possibile escludere una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina, e di conseguenza una diminuzione della sua efficacia. Effetti di nifedipina su altri farmaci Farmaci che riducono la pressione arteriosa Nifedipina può aumentare l’effetto ipotensivo di alcuni antipertensivi somministrati in concomitanza, quali: • Diuretici • β-bloccanti • ACE-inibitori • AT 1-antagonisti • Altri calcio-antagonisti • Agenti bloccanti alfa-adrenergici • Inibitori della PDE5 • Alfa-metil-dopa Quando nifedipina viene somministrata contemporaneamente con bloccanti dei recettori β il paziente deve essere attentamente monitorato, poiché in casi isolati si è sviluppato anche un peggioramento dell’insufficienza cardiaca. Digossina La somministrazione contemporanea di nifedipina e digossina può provocare una riduzione della clearance di digossina e di conseguenza un aumento delle sue concentrazioni plasmatiche. Per precauzione, il paziente deve essere quindi controllato per eventuali sintomi di sovradosaggio di digossina e, se necessario, la dose di glicoside deve essere ridotta tenendo conto della concentrazione plasmatica di digossina. Chinidina Quando nifedipina e chinidina sono state somministrate contemporaneamente, in singoli casi è stato osservato un decremento o (dopo la sospensione di nifedipina) un marcato aumento delle concentrazioni plasmatiche di chinidina. Per questo motivo, quando nifedipina viene somministrata in aggiunta o quando viene interrotta, si raccomanda il monitoraggio della concentrazione plasmatica di chinidina e, se necessario, l’aggiustamento della dose di chinidina. Alcuni autori hanno segnalato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina in seguito alla cosomministrazione dei due farmaci, mentre altri non hanno osservato alcuna alterazione della farmacocinetica di nifedipina. Pertanto se chinidina viene aggiunta a una esistente terapia con nifedipina, la pressione arteriosa deve essere attentamente monitorata. Se necessario, la dose di nifedipina deve essere ridotta. La concomitante somministrazione di nifedipina con agenti ipotensivi (metildopa, idralazina, captopril, ecc.) può favorire l’incidenza di grave ipotensione. Tacrolimu

Tacrolimus ha dimostrato di essere metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450 3A4. I dati recentemente pubblicati indicano che in singoli casi la dose di tacrolimus somministrata in concomitanza con nifedipina può essere ridotta. In seguito alla co-somministrazione dei due farmaci le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus devono essere monitorate e, se necessario, deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di tacrolimus. Interazioni farmaco-cibo Succo di pompelmo Il succo di pompelmo inibisce il sistema del citocromo P450 3A4. La somministrazione di nifedipina con succo di pompelmo provoca pertanto concentrazioni plasmatiche elevate e un prolungamento dell’azione di nifedipina, a causa di una diminuzione del metabolismo di primo passaggio o di una riduzione della clearance. Di conseguenza l’effetto ipotensivo potrebbe aumentare. In seguito all’assunzione regolare di succo di pompelmo, tale effetto può durare per almeno 3 giorni dopo l’ultima ingestione di succo di pompelmo. In corso di trattamento con nifedipina il consumo di pompelmo/succo di pompelmo deve pertanto essere evitato. Altre forme di interazione Nifedipina può causare falsi incrementi dei valori spettrofotometrici dell’acido vanilmandelico urinario. La misurazione con HPLC rimane tuttavia inalterata. Il diltiazem diminuisce la crearance della nifedipina per cui i due principi attivi dovrebbero essere associati con cautela considerando, eventualmente, la riduzione del dosaggio di nifedipina. Deve essere evitata l’associazione con altri farmaci potenzialmente mielotossici come ad esempio la ticlopidina. Anche il concomitante trattamento con alte dosi di fentanyl nel caso di pazienti che debbono essere sottoposti ad interventi chirurgici è possibile che determini marcata ipotensione.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Nifedipina Sandoz non deve essere usato in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna non richiedano il trattamento con nifedipina. Il trattamento con Nifedipina Sandoz deve essere riservato alle donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard (vedere il paragrafo 4.4). Non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. Le informazioni disponibili sono insufficienti per poter escludere effetti avversi sul feto e sul neonato. Negli studi sugli animali nifedipina ha dimostrato di produrre embriotossicità, fetotossicità e teratogenicità. Tali anomalie sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione del principio attivo ha comportato una varietà di effetti tossici a carico dell’embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari ed ipotrofia dei villi coriali (scimmia),

morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza neonatale (ratto; non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embriotossici e fetotossici erano tossici per l’organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l’impiego umano. In base all’evidenza clinica disponibile non è stato identificato alcun rischio prenatale specifico, sebbene siano stati riportati un aumento di asfissia perinatale, parto cesareo, oltre a incremento delle nascite premature e ritardo della crescita intrauterina. Non è chiaro se queste segnalazioni siano dovute all’ipertensione di fondo, al trattamento di quest’ultima o a uno specifico effetto farmacologico. È stato osservato edema polmonare acuto con la somministrazione di farmaci calcioantagonisti, tra cui nifedipina, come agenti tocolitici durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in casi di gravidanza multipla (gemellare o plurigemellare), per via endovenosa e/o in associazione a beta-2 agonisti. Allattamento La nifedipina è escreta nel latte materno. La concentrazione di nifedipina nel latte è quasi paragonabile alla concentrazione sierica della madre. Per le formulazioni a rilascio immediato, si consiglia di ritardare l’allattamento o la spremitura del latte materno per 3-4 ore dopo la somministrazione del medicinale, al fine di diminuire l’esposizione del neonato a nifedipina (vedere paragrafo 4.4).Poiché non esistono dati sui possibili effetti sul neonato, qualora dovesse rendersi necessario un trattamento con nifedipina durante questo periodo, l’allattamento dovrebbe essere interrotto. Fertilità In singoli casi di fecondazione in vitro i calcio-antagonisti come la nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche reversibili in corrispondenza della sezione apicale dello spermatozoo, che possono provocare una riduzione della funzionalità degli spermatozoi. Nel caso di uomini che hanno già provato senza successo a concepire con la fecondazione in vitro, e nei casi in cui non è possibile trovare alcuna altra spiegazione, i calcio-antagonisti come nifedipina devono essere considerati come una possibile causa.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Le reazioni al medicinale, che variano di intensità da individuo ad individuo, possono compromettere la capacità di guidare o di utilizzare macchinari. Questo è particolarmente valido all’inizio del trattamento, quando si cambia medicinale e in combinazione con il consumo di alcolici.

4.8 Effetti indesiderati

Di seguito sono elencate le reazioni avverse al medicinale, basate sugli studi condotti su nifedipina e controllati con placebo, suddivise per categorie di frequenza CIOMS III (base dati dello studio clinico: nifedipina n = 2661; placebo n = 1486; stato: 22 feb 2006, e lo studio ACTION: nifedipina n = 3825, placebo n = 3840).

Le reazioni avverse elencate come “comuni” sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, con l’eccezione di edema (9,9%) e cefalea (3,9%). Nella tabella seguente sono riassunte le frequenze delle reazioni avverse riportate per i prodotti contenenti nifedipina. Nell’ambito di ciascuna classe di frequenza gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite come comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100) raro (da ≥1/10.000 a <1/1000) e molto raro (< 1/10.000). Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza post-marketing in corso, e per le quali non è stato possibile stimare una frequenza, sono elencate sotto “frequenza non nota”. Classe sistemicoorganica Comune Non comune Raro Molto raro Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico Agranulocitosi Leucopenia Disturbi del sistema immunitario Reazione allergica Edema allergico/ angioedema (incluso edema laringeo*) Prurito Orticaria Eruzione cutanea Reazione anafilattica/ anafilattoide Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia Disturbi psichiatrici Reazioni ansiose Disturbi del sonno Patologie del sistema nervoso Cefalea Vertigine Emicrania Capogiri Tremore Irritabilità Parestesia Disestesia Ipoestesia Sonnolenza Patologie dell’occhio Disturbi visivi Dolore oculare Patologie cardiache Tachicardia Palpitazioni Ipotensione Sincope Dolore toracico (angina pectoris) Patologie vascolari Edema (incluso l’edema periferico) Vasodilatazione (arrossamento, vampate di calore) Ipotensione Sincope Porpora Eritromelalgia Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Epistassi Congestione nasale Dispnea Edema polmonare†

Patologie gastrointestinali Costipazione Dolore gastrointestinale e addominale Nausea Dispepsia Flatulenza bocca secca Stipsi Diarrea Iperplasia gengivale Disturbi gastroenterici (sensazione di ingombro gastroenterico) Vomito Insufficienza dello sfintere gastroesofageo Patologie epatobiliari Alterazione anche transitoria degli indici di funzionalità epatica (aumento delle transaminasi e colestasi) Ittero Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema Esantema Dermatite fotosensibile Dermatite esfoliativa Necrolisi epidermica tossica Reazione fotoallergica Porpora palpabile Patologie del sistema muscoloscheletric o e del tessuto connettivo Crampi muscolari Gonfiore articolare Artralgia Mialgia Patologie renali e urinarie Poliuria Disuria Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Ginecomastia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Sensazione di malessere Astenia (stanchezza) Dolore aspecifico Brividi *= può avere esito potenzialmente fatale †= sono stati segnalati casi nell’impiego come farmaco tocolitico in gravidanza (vedere paragrafo 4.6) Sono stati, occasionalmente segnalati anche: anemia, trombocitopenia, epatite, aumento della fosfatasi alcalina, LDH, disturbi della sfera sessuale, pirosi gastrica, crampi intestinali, insonnia, mal di gola, tosse, asma, rigidità ed infiammazioni articolari, sudorazione, febbre.

Nei pazienti dializzati con ipertensione maligna e ipovolemia, come conseguenza della vasodilatazione può verificarsi un marcato calo della pressione arteriosa. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Sintomatologia Nei casi di grave intossicazione da nifedipina sono stati osservati i seguenti sintomi: disturbi dello stato di coscienza, fino al coma, calo della pressione sanguigna, disturbi del ritmo cardiaco di tipo tachicardico/bradicardico, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, shock cardiogeno con edema polmonare. Trattamento Per quanto riguarda il trattamento, la priorità va data all’eliminazione del principio attivo e al ripristino di condizioni cardiovascolari stabili. In seguito a ingestione orale è indicata una accurata lavanda gastrica se necessario in combinazionead irrigazione dell’ intestino tenue. Particolarmente nei casi di intossicazione con le formulazioni di nifedipina a lento rilascio, l’eliminazione deve essere la più completa possibile, e deve includere l’intestino tenue, al fine di prevenire l’altrimenti inevitabile assorbimento del principio attivo. L’emodialisi non è utile, in quanto la nifedipina non è dializzabile, mentre è consigliabile la plasmaferesi (per l’elevato legame con le proteine plasmatiche, ed il relativamente basso volume di distribuzione). I disturbi bradicardici del ritmo cardiaco possono essere trattati sintomaticamente con -simpaticomimetici, e nel caso di disturbi bradicardici del ritmo cardiaco potenzialmente fatali è consigliabile una terapia con un pacemaker temporaneo. L’ipotensione come risultato dello shock cardiogeno e della vasodilatazione arteriosa può essere trattata con il calcio (10 – 20 ml di soluzione di calcio gluconato al 10% somministrata lentamente per via endovenosa e ripetuta, se necessario). Di conseguenza, la calcemia sierica può raggiungere il range normale superiore o livelli leggermente elevati. Se con il calcio si ottiene un aumento della pressione arteriosa insufficiente, vanno somministrati in aggiunta simpaticomimetici vasocostrittori, come dopamina o noradrenalina. Il dosaggio di questi farmaci è determinato unicamente dall’effetto ottenuto. Liquido o volume supplementare deve essere somministrato con cautela, a causa del pericolo di sovraccaricare il cuore.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

La nifedipina è un calcio-antagonista del gruppo 1,4 diidropiridinico. I calcioantagonisti riducono l’afflusso intracellulare transmembrana del calcio che si verifica attraverso i canali lenti del calcio. La nifedipina agisce particolarmente sulle cellule miocardiche e su quelle muscolari delle arterie coronarie e dei vasi periferici di resistenza. A livello cardiaco la nifedipina dilata le arterie coronarie, in particolare i grandi vasi di conduttanza, ed anche i segmenti di parete libera da patologia nelle zone parzialmente stenotiche. Inoltre la nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia vasale allo stesso livello prevenendone il vasospasmo. Il risultato finale di queste azioni è un incremento del flusso ematico post-stenotico e conseguentemente un aumento dell’apporto di ossigeno. Contemporaneamente a ciò la nifedipina riduce la richiesta miocardica di ossigeno riducendo le resistenze periferiche (post-carico). In terapia cronica, a lungo termine, la nifedipina è anche in grado di prevenire lo sviluppo di nuove lesioni aterosclerotiche a livello coronarico. La nifedipina riduce il tono della muscolatura liscia arteriolare, pertanto, riducendo le resistenze periferiche aumentate, è in grado di abbassare la pressione arteriosa. All’inizio della terapia con nifedipina si può verificare un transitorio incremento riflesso della frequenza cardiaca e quindi della portata cardiaca. Comunque questo incremento non è tale da compensare la vasodilatazione. Inoltre la nifedipina provoca un aumento della escrezione renale di acqua e sodio sia nel trattamento a breve termine che in quello a lungo termine. L’effetto ipotensivo della nifedipina è particolarmente pronunciato nei pazienti ipertesi.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale la nifedipina viene immediatamente e quasi completamente assorbita. La disponibilità sistemica della nifedipina somministrata per via orale è del 45-56% a causa dell’effetto del primo passaggio. Le massime concentrazioni plasmatiche e sieriche vengono raggiunte tra 1,5 e 4,2 ore con nifedipina. La contemporanea ingestione di alimenti provoca un ritardo, ma non riduce l’assorbimento. La seguente tabella mostra le concentrazioni plasmatiche al picco (Cmax) ed i tempi corrispondenti (Tmax) di nifedipina: Dose Cmax (g/l) Tmax(h) 20 26 – 77 1,5 – 4,2 Distribuzione La nifedipina si lega per il 95% alle proteine plasmatiche (albumina). L’emivita di distribuzione dopo somministrazione endovenosa è stata determinata essere di 5 – 6 minuti. Biotrasformazione Dopo somministrazione orale la nifedipina viene metabolizzata a livello della parete intestinale o del fegato principalmente attraverso un processo ossidativo. I metaboliti ossidativi non presentano attività farmacologica. La via di escrezione fondamentale della nifedipina nella forma ossidata è quella renale, solo il 5 – 15% viene escreto attraverso la bile con le feci. Il farmaco non metabolizzato si ritrova in tracce (meno dello 0,1%) nelle urine.

Eliminazione L’emivita terminale di eliminazione è di 6 – 11 ore a causa dell’assorbimento ritardato. Non è stato riscontrato alcun accumulo della sostanza, alla posologia usuale, durante trattamento prolungato. In caso di insufficienza renale non sono state rilevate sostanziali modificazioni rispetto ai volontari sani. In presenza di compromissione della funzionalità epatica, l’emivita di eliminazione è nettamente allungata e la clearance totale del farmaco si riduce. Nei casi più severi può essere necessaria una riduzione della dose.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta: la tossicità acuta è stata indagata in varie specie animali ed i risultati sono elencati in particolare nella tabella seguente: Dose letale50 (LD50) (mg/Kg) orale endovenosa Topo 494 (421 - 572)* 4,2 (3,8 - 4,6)* Ratto 1022 (950 -1087)* 15,5 (13,7-17,5)* Coniglio 250 – 500 2 – 3 Gatto circa 100 0,5 – 8 Cane > 250 2 – 3 *Intervallo di confidenza 95% Tossicità subacuta e subcronica: la somministrazione orale giornaliera a ratti (50 mg/Kg di peso) ed ai cani (100 mg/Kg di peso) per periodi rispettivamente di 13 e 4 settimane è stata tollerata senza la comparsa di effetti tossici. In somministrazione parenterale (endovenosa) i cani hanno tollerato fino a 0,1 mg/Kg di peso al dì per 6 giorni senza danni. La somministrazione endovenosa giornaliera di 2,5 mg/Kg di peso per un periodo di 3 settimane è stata tollerata dai ratti senza la comparsa di segni di danno organico. Tossicità cronica: i cani hanno tollerato fino a 100 mg/Kg di peso al dì, somministrate per os per un periodo di un anno, senza presentare effetti tossici. Nei ratti sono comparsi effetti tossici con concentrazioni superiori a 100 ppm nel cibo (circa 5 – 7 mg/Kg di peso corporeo). Cancerogenesi: uno studio a lungo termine sui ratti (2 anni) non ha fornito evidenze di alcun effetto cancerogeno della nifedipina. Mutagenicità: per valutare l’effetto mutageno sono stati eseguiti sul topo il test di Ames, il test della dominanza letale ed il test del micronucleo. Non è stato possibile evidenziare alcun effetto mutageno della nifedipina. Tossicologia della riproduzione: è stato dimostrato che la nifedipina ha un effetto teratogeno nel ratto e nel coniglio con varie espressioni tra le quali anomalie digitali. Le anomalie digitali sono probabilmente il risultato di una compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione di nifedipina si è associata a vari effetti tossici su embrione, placenta e feto, tra essi feti poco sviluppati (in ratto, topo e coniglio), placenta piccola e villi coriali ipoplasici (nella scimmia), morte embrionale e fetale (in ratto, topo e coniglio) ed allungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza dei neonati (nel ratto, non valutata in altre specie). Tutte le dosi associate ad effetti teratogeni o tossici su embrione e feto negli animali erano tossiche per la madre e di parecchio superiori alla massima dose consigliata nell’uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa: amido di mais pregelatinizzato; cellulosa microcristallina; lattosio monoidrato; magnesio stearato; Polisorbato 80. Rivestimento della compressa: idrossipropilmetilcellulosa; ossido di ferro rosso; ossido di ferro nero (E172); polietilenglicole 4000; titanio diossido.

6.2 Incompatibilità

Non note.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Il prodotto non deve essere tenuto esposto alla luce diretta per un lungo periodo di tempo. Conservare il medicinale nella confezione originale per proteggere dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio con 50 compresse in blister di PVC/PVDC termosaldati con foglio di alluminio.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

La sostanza attiva nifedipina è altamente fotosensibile. Pertanto le compresse rivestite da pellicola non devono essere rotte, poiché altrimenti la protezione dalla luce garantita dal rivestimento pigmentato non sarà più garantita. La sostanza attiva fotosensibile contenuta nelle compresse rivestite da pellicole è protetta dalla luce sia all’interno che all’esterno della confezione. Ciò nonostante le compresse dovranno essere tolte dalla confezione solo immediatamente prima della assunzione. Le compresse non dovranno essere utilizzate dopo la data di scadenza.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Sandoz S.p.A. – Largo U. Boccioni, 1 – 21040 Origgio (VA) - Italia

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

AIC. n. 033278019 - 20 mg compresse a rilascio modificato, 50 compresse

9. Data di prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

Febbraio 2000

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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