PARACETAMOLO EG

PARACETAMOLO EG si usa per alleviare il dolore da lieve a moderato (mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori mestruali) e la febbre in adulti e bambini dagli 11 anni di età e/o con peso superiore a 33 kg.

Usato per: dolori mestrualifebbredolore

Principio attivo: PARACETAMOLO · ATC N02BE01 · EG S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: PARACETAMOLO
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 500 mg COMPRESSA
  • 1000 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: N02BE01
Regime di fornitura: Non Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACETAMOL - ABIOGEN PHARMA S.P.A.
· PARACETAMOLO ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· PARACETAMOLO LABORATORI ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· PARACETAMOLO COOP - INDUSTRIA FARMACEUTICA NOVA ARGENTIA S.R.L.
· PARACETAMOLO AUROBINDO PHARMA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· PARACETAMOLO AUROBINDO PHARMA ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· PARACETAMOLO LIVSANE - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· PARACETAMOLO MYLAN - MYLAN S.P.A.
· PARACETAMOLO MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· PARACETAMOLO MYLAN ITALIA - MYLAN S.P.A.
· PARACETAMOLO MYLAN PHARMA - MYLAN S.P.A.
· PARACETAMOLO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

PARACETAMOLO EG contiene il principio attivo paracetamolo, che agisce come analgesico (allevia il dolore) e antipiretico (riduce la febbre).

PARACETAMOLO EG si usa per alleviare il dolore da lieve a moderato (mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori mestruali) e la febbre in adulti e bambini dagli 11 anni di età e/o con peso superiore a 33 kg.

Si rivolga al medico se dovesse aver bisogno di PARACETAMOLO EG per più di 3 giorni consecutivi.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda PARACETAMOLO EG

- se è allergico al paracetamolo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al

paragrafo 6); - se ha gravi problemi renali (grave insufficienza renale).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere PARACETAMOLO EG

- se i suoi reni non funzionano bene (insufficienza renale);
- se il suo fegato non funziona bene (insufficienza epatica);

- se soffre di malattie del fegato (sindrome di Gilbert e epatite);
- se ha un’infezione grave (sepsi), perché può aumentare il rischio di acidosi metabolica (aumentata
produzione di acidi da parte dell’organismo). Segni di acidosi metabolica possono essere:
- respirazione profonda, rapida, difficoltosa
- nausea, vomito
- perdita di appetito.
In caso di comparsa di una combinazione di questi sintomi, contatti subito il medico.
Faccia particolare attenzione con PARACETAMOLO EG:
- se i sintomi della sua malattia non migliorano dopo 3 giorni, chieda consiglio al medico;

- se manifesta una reazione allergica: in questo caso, interrompa il trattamento e si rivolga al medico;
- se le è stata diagnosticata la carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi;
- se soffre di anemia emolitica (riduzione del numero dei globuli rossi);
- se soffre di disturbi del comportamento alimentare (anoressia o bulimia);
- se è affetto da malnutrizione cronica e cachessia (perdita di peso);
- se fa un’eccessiva assunzione di alcool (3 o più bevande alcoliche al giorno);

- se è dedito all’alcool (alcolismo cronico); in questi casi la dose giornaliera non deve superare i 2 grammi.
- se soffre di disidratazione;
- non assuma contemporaneamente altri medicinali che contengono paracetamolo: se il paracetamolo è
assunto in dosi elevate o per lungo tempo, può danneggiare gravemente fegato, reni e sangue;

- non assuma una dose più alta di quella raccomandata, poiché può causare gravi danni al fegato, che può richiedere un trapianto di fegato o portare alla morte.

Non usi paracetamolo di frequente per un lungo periodo di tempo: l'uso prolungato può causare problemi epatici. Consulti il medico o il farmacista se intende prendere paracetamolo per un periodo di tempo più lungo. Non prenda più PARACETAMOLO EG di quanto raccomandato. Una dose più alta non aumenta il sollievo dal dolore; può invece causare gravi danni al fegato. I sintomi del danno epatico si manifestano dopo pochi giorni. È quindi importante che Lei si metta in contatto con il medico appena possibile nel caso abbia preso più PARACETAMOLO EG di quanto consigliato. In seguito all'uso scorretto, prolungato di analgesici ad alte dosi può manifestarsi una cefalea non trattabile con dosi più alte di questo medicinale.

Di norma l'assunzione abituale di analgesici, in particolare di una combinazione di più sostanze analgesiche, può portare a danni renali permanenti con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

L'improvvisa interruzione di paracetamolo dopo un suo uso prolungato può determinare la comparsa di mal

di testa, stanchezza, dolori muscolari, nervosismo, capogiro o svenimento. Questi sintomi si risolvono entro pochi giorni. Nel frattempo eviti l'assunzione di altri analgesici, che dovranno essere ripresi solo dietro consiglio medico.

Non deve prendere PARACETAMOLO EG per periodi prolungati o ad alte dosi senza aver prima consultato il medico o il dentista.

Bambini e adolescenti In bambini trattati con 60 mg/kg/die di paracetamolo, la combinazione con un altro antipiretico non è giustificata se non in caso di inefficacia del trattamento.

Altri medicinali e PARACETAMOLO EG Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare, informi il medico prima di prendere PARACETAMOLO EG se sta assumendo i seguenti
farmaci:
- farmaci antinfiammatori;
- flucloxacillina (antibiotico), a causa di un grave rischio di alterazioni del sangue e dei liquidi (acidosi
metabolica con gap anionico elevato) che deve essere trattata urgentemente e che può verificarsi in
particolare in caso di grave compromissione renale, sepsi (quando i batteri e le loro tossine circolano
nel sangue portando a danni d'organo), malnutrizione, alcolismo cronico e se vengono utilizzate le dosi
massime giornaliere di paracetamolo;
- cloramfenicolo (un antibiotico);

- zidovudina (per il trattamento dell'AIDS);
- rifampicina (antibiotico utilizzato per il trattamento delle infezioni e della tubercolosi);
- cimetidina (medicinale usato per il trattamento dell'ulcera gastrica);
- propantelina (medicinale usato per il trattamento degli spasmi gastrointestinali);
- metoclopramide o domperidone (medicinali usati per trattare nausea e vomito);
- colestiramina (per abbassare il colesterolo);

- probenecid (per trattare ad esempio la gotta);
- anticoagulanti (farmaci che fluidificano il sangue, ad es. warfarin), nel caso debba prendere un
antidolorifico al giorno per un lungo periodo di tempo;
- glutetimide, fenobarbital, carbamazepina, lamotrigina (medicinali usati per il trattamento

dell'epilessia);
- etinilestradiolo (medicinale spesso presente nelle pillole anticoncezionali);
- oppioidi (un tipo di analgesico, medicinali che servono per alleviare il dolore);
- rimedio erboristico Erba di San Giovanni.

PARACETAMOLO EG e test di laboratorio Se deve sottoporsi ad esami del sangue per verificare il livello di glucosio o di acido urico, si assicuri di informare il medico che sta prendendo PARACETAMOLO EG.

PARACETAMOLO EG con cibi e bevande Eviti l'assunzione concomitante di paracetamolo e grandi quantità di alcool. Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Se necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza. È opportuno usare la dose più bassa possibile che riduce il dolore e/o la febbre e assumerla per il più breve tempo possibile. Contatti il medico se il dolore e/o la febbre non diminuiscono, o se ha bisogno di assumere il medicinale più spesso.

Allattamento Il paracetamolo è escreto in piccole quantità nel latte materno. È stata riportata l’insorgenza di eruzioni cutanee nei bambini allattati con latte materno. Tuttavia, la somministrazione di paracetamolo è considerata compatibile con l’allattamento con latte materno. Chieda comunque consiglio al medico prima di prendere PARACETAMOLO EG durante l’allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari PARACETAMOLO EG può causare vertigini pertanto può compromettere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

PARACETAMOLO EG contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente quanto riportato in questo foglio o le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Non superi la dose stabilita. Deve essere utilizzata la quantità minima di medicinale necessaria per la durata di trattamento più breve possibile per ottenere l’efficacia clinica. Per i bambini è indispensabile rispettare la posologia definita in funzione dell’età e del loro peso corporeo.

La dose raccomandata di PARACETAMOLO EG in rapporto all’età e al peso corporeo è la seguente:

 Bambini di peso compreso tra 33 e 43 kg (circa 11-12 anni): 1 compressa alla volta, da ripetere se necessario dopo 6 ore, senza superare le 4 somministrazioni al giorno. La dose giornaliera massima per via orale è di 2000 mg. Adulti e adolescenti (dai 12 anni di età) di peso compreso tra 43 e 65 kg: 1 compressa alla volta, da

ripetere se necessario dopo 4 ore, senza superare le 6 somministrazioni al giorno. La dose giornaliera massima per via orale è di 3000 mg.  Adulti e adolescenti con peso superiore ai 65 kg: 1 compressa alla volta, da ripetere se necessario dopo 4 ore, senza superare le 6 somministrazioni al giorno. Nel caso di forti dolori o febbre alta, 2

compresse da ripetere se necessario dopo non meno di 4 ore. La dose giornaliera massima per via orale negli adulti è di 3000 mg.

Bambini di peso inferiore a 33 kg (età inferiore a 11 anni): il medicinale non deve essere somministrato a questa categoria di pazienti, poiché il dosaggio per questa fascia di età non è adatto. Per questo gruppo di pazienti sono disponibili altre formulazioni e dosaggi.

Gruppi speciali di pazienti Pazienti anziani La posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati. Sono disponibili altre formulazioni e dosaggi per questo gruppo di pazienti.

Compromissione della funzionalità epatica o renale

Nei pazienti con compromissione epatica o renale la dose deve essere ridotta o l'intervallo di somministrazione prolungato. Consulti il medico o il farmacista.

Non superi le dosi raccomandate. Rispetti l’intervallo minimo di

 4 ore tra due dosi per adolescenti ed adulti,  6 ore tra due dosi per i bambini di peso compreso tra 33 e 43 kg.

Non utilizzi PARACETAMOLO EG per oltre 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. Consulti il medico anche se i sintomi della sua malattia persistono o se nota un cambiamento delle loro caratteristiche.

Modo di somministrazione Compresse per uso orale. Ingerisca la compressa con un bicchiere d’acqua.

Se prende più PARACETAMOLO EG di quanto deve Se ha assunto una dose eccessiva di paracetamolo contatti immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. In caso di sovradosaggio il paracetamolo può provocare insufficienza epatica, che può richiedere trapianto

di fegato o portare alla morte. Sono stati osservati casi di pancreatite acuta associati a disfunzioni e tossicità epatiche. L’assunzione di una dose superiore a quella raccomandata può causare nausea, vomito, mancanza di appetito (anoressia), pallore, dolori addominali che compaiono generalmente durante le prime 24 ore. In caso di sovradosaggio si rivolga al medico o al più vicino ospedale, anche se questi sintomi non sono presenti, perché esiste il rischio di un danno grave e irreversibile al fegato e di alterazioni, potenzialmente gravi, del rene e del sangue, che iniziano a manifestarsi entro 12-48 ore dopo l’assunzione. Se dimentica di prendere PARACETAMOLO EG Se dimentica di assumere una dose, la prenda appena se ne ricorda, poi continui il trattamento come di

consueto. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000):

Orticaria prurito sudorazione piccoli sanguinamenti sotto la pelle (porpora) riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia) riduzione del numero dei globuli rossi (anemia) diminuzione della produzione di cellule del sangue (depressione del midollo osseo) reazioni allergiche (reazioni di ipersensibilità compreso eruzione cutanea, angioedema con sintomi quali gonfiore del viso, delle labbra, della gola e della lingua) sanguinamento gastrointestinale (emorragia) gonfiore (edema) infiammazione del pancreas (pancreatite) disturbi del rene (nefropatie e disturbi tubulari) disturbi pancreatici.

Sono stati riportati casi molto rari di reazioni cutanee gravi (fra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica).

Non nota (la frequenza non può essere definita in base ai dati disponibili)

malattie del fegato (epatiti, insufficienza epatica, necrosi epatica) ingiallimento degli occhi (ittero) funzionalità epatica alterata diarrea nausea (sensazione di malessere) vomito

disturbi gastrointestinali vertigini edema della laringe shock anafilattico asma

alterazioni della funzionalità dei reni (insufficienza renale acuta) infiammazione dei reni (nefrite interstiziale) sangue nelle urine (ematuria)

ridotta produzione delle urine (anuria) riduzione del numero dei globuli bianchi (leucopenia) riduzione di un tipo di globuli bianchi (agranulocitosi). Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister, sulla confezione o sul flacone. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene PARACETAMOLO EG Il principio attivo è paracetamolo. PARACETAMOLO EG contiene 500 mg di paracetamolo. Gli altri componenti sono: Carbossimetilamido sodico, povidone (K-30), Amido di mais pre-gelatinizzato, acido stearico.

Descrizione dell’aspetto di PARACETAMOLO EG e contenuto della confezione Compressa bianca, ovale con "500" inciso su di un lato e liscia sull'altro lato. Confezioni: Blister: 10, 12, 20, 24, 30, 96, 100 compresse

Flacone in HDPE: 100 e 250 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell'Autorizzazione all'Immissione in Commercio EG S.p.A., Via Pavia, 6 – 20136 Milano

Produttore Special Product's Line S.p.A, Via Fratta Rotonda Vado Largo, 1 - 03012 Anagni (FR) (Italia)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su PARACETAMOLO EG

Come si usa PARACETAMOLO EG?

PARACETAMOLO EG si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PARACETAMOLO EG è disponibile senza ricetta?

PARACETAMOLO EG è disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual è il principio attivo di PARACETAMOLO EG?

Il principio attivo di PARACETAMOLO EG è PARACETAMOLO.

Quali sono gli equivalenti di PARACETAMOLO EG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACETAMOL, PARACETAMOLO ALTER, PARACETAMOLO LABORATORI ALTER, PARACETAMOLO COOP. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce PARACETAMOLO EG?

PARACETAMOLO EG è prodotto da EG S.P.A..

Da quando PARACETAMOLO EG è autorizzato in Italia?

PARACETAMOLO EG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2012-04-16.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

PARACETAMOLO EG 500 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 500 mg di paracetamolo. Eccipiente con effetti noti: sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Compressa bianca, ovale con "500" inciso su di un lato e liscia sull'altro lato. (17,5 mm di lunghezza x 7,3 mm di ampiezza x 5,7 mm di spessore).

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato (mal di testa, mal di denti, nevralgia, dolori mestruali) e della febbre in adulti e bambini dagli 11 anni di età e/o con peso superiore a 33 kg. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia Le dosi dipendono dal peso corporeo e dall'età; una dose singola può variare da 10 a 15 mg/kg di peso corporeo fino ad un massimo di 60 mg/kg di dose giornaliera totale. L'intervallo specifico di dose dipende dai sintomi e dalla dose giornaliera massima. Non deve tuttavia essere inferiore a: 4 ore per adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età, 6 ore i per bambini (≥11 e <12 anni) di peso compreso tra 33 kg e 43 kg. Peso corporeo (età) Dose singola (dose di paracetamolo corrispondente) Dose massima giornaliera (24 ore) (dose di paracetamolo corrispondente) 33 kg - 43 kg (Bambini di età compresa tra 11 e 12 anni) 500 mg 2.000 mg 44 kg – 65 kg (adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età) 500 mg 3.000 mg >65 kg 500 – 1.000 mg 3.000 m

La dose giornaliera massima di paracetamolo non deve superare 2000 mg o 3000 mg, in base al peso corporeo e all’età. Non usare PARACETAMOLO EG per un periodo superiore a tre giorni senza controllo medico. Gruppi speciali di pazienti Anziani La dose deve essere stabilita attentamente e deve essere valutata un'eventuale riduzione delle dosi sopra indicate. Per questo gruppo di pazienti sono disponibili altre formulazioni e dosaggi. Compromissione epatica Nei pazienti con compromissione epatica o affetti dalla sindrome di Gilbert, la dose deve essere ridotta o l'intervallo di somministrazione prolungato. Compromissione renale Nei pazienti con insufficienza renale la dose deve essere ridotta. Filtrazione glomerulare Dose 10-50 ml/min 500 mg ogni 6 ore < 10 ml/min 500 mg ogni 8 ore Popolazione pediatrica Bambini e adolescenti con un basso peso corporeo L'uso di PARACETAMOLO EG 500 mg compresse non è raccomandato in bambini con meno di 11 anni o che pesano meno di 33 kg: questa concentrazione non è adatta per questa fascia di età. Sono tuttavia disponibili dosaggi e/o formulazioni appropriati per questa fascia d'età. Modo di somministrazione Uso orale. Ingerire la compressa con un bicchiere d’acqua. 4.3. Controindicazioni  Ipersensibilità al principio attivo o altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.  Insufficienza renale grave. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego Non superare la dose raccomandata. Se si manifestano febbre alta o segni di un'infezione secondaria o se i sintomi persistono per più di 3 giorni, il quadro clinico necessita di valutazione medica. Nei rari casi di reazioni allergiche la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituito un trattamento idoneo. Di norma i medicinali contenenti paracetamolo devono essere presi solo per pochi giorni senza il consiglio di un medico o di un dentista e non ad alte dosi.

È necessario che i pazienti siano consapevoli della necessità di non prendere contemporaneamente altri prodotti a base di paracetamolo. L’uso concomitante con altri prodotti contenenti paracetamolo può portare ad un sovradosaggio. Il sovradosaggio di paracetamolo può causare disturbi a reni e sangue, insufficienza epatica che può richiedere trapianto di fegato o portare alla morte (vedere paragrafo 4.9). Sono stati segnalati casi di disfunzione/insufficienza epatica in pazienti con basse riserve di glutatione, ad esempio in caso di grave malnutrizione, anoressia, bulimia o cachessia, basso indice di massa corporea, eccessiva assunzione di alcool (3 o più bevande alcoliche al giorno), alcolismo cronico, sepsi. In pazienti con stati di deplezione del glutatione, come la sepsi, l’uso del paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica. Usare con cautela in caso di disidratazione o ipovolemia. Una preesistente malattia epatica aumenta il rischio di danni al fegato correlati al paracetamolo. I pazienti con insufficienza epatica o renale devono essere sottoposti a valutazione clinica prima di assumere questo medicinale ed essere attentamente monitorati. Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata (compresa la sindrome di Gilbert), insufficienza epatica grave (Child-Pugh>9), epatite acuta, in trattamento concomitante con medicinali che alterano la funzionalità epatica, carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, anemia emolitica. Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare una epatopatia ad alto rischio e alterazioni anche gravi a carico del rene e del sangue. In caso di uso protratto è consigliabile monitorare la funzione epatica e renale e la conta ematica. Il rischio di un sovradosaggio è maggiore in pazienti con epatopatia alcolica non cirrotica. È necessaria una riduzione della dose nei pazienti che abusano di alcol. In questi casi la dose giornaliera non deve superare i 2 grammi. Deve essere usata cautela quando il paracetamolo viene utilizzato in combinazione con induttori del CYP3A4 o sostanze che inducono gli enzimi epatici, come ad esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici come glutetimide, fenobarbital, carbamazepina. Si consiglia cautela se il paracetamolo viene somministrato in concomitanza con flucloxacillina a causa dell'aumentato rischio di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA), in particolare nei pazienti con grave compromissione renale, sepsi, malnutrizione e altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico), così come in quelli che utilizzano le dosi massime giornaliere di paracetamolo. Si raccomanda un attento monitoraggio, inclusa la misurazione della 5-oxoprolina urinaria. In seguito all'uso inappropriato e prolungato di analgesici ad alte dosi può manifestarsi una cefalea non trattabile con alte dosi di questo prodotto. Di solito, l'assunzione abituale di analgesici, in particolare di una combinazione di più sostanze analgesiche, può portare a danni renali permanenti con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Se ne sconsiglia quindi l'uso frequente e prolungato. L'assunzione di più dosi giornaliere in una unica somministrazione può danneggiare gravemente il fegato, pur non verificandosi in tal caso alcuno stato di incoscienza. È tuttavia necessario rivolgersi immediatamente al medico. L'uso prolungato senza la supervisione medica può risultare dannoso. La brusca interruzione di analgesici assunti in modo inappropriato, per periodi prolungati e ad alte dosi può causare cefalea, stanchezza, dolori muscolari, nervosismo e sintomi autonomici. Questi sintomi da sospensione si risolvono entro pochi giorni. Nel frattempo deve essere evitata l'assunzione di altri analgesici, che non dovranno essere ripresi senza controllo medico. Popolazione pediatrica In bambini trattati con 60 mg/kg/die di paracetamolo, la combinazione con un altro antipiretico non è giustificata se non in caso di inefficacia del trattamento.

Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Se il paziente è in trattamento con antiinfiammatori, l'uso di questo prodotto non è raccomandato. Nel corso di terapia con anticoagulanti orali si consiglia di ridurre le dosi di paracetamolo. L'effetto anticoagulante di warfarin e di altri derivati cumarinici può essere potenziato dall'uso giornaliero prolungato e regolare di paracetamolo con aumento del rischio di sanguinamento. L'interazione è dosedipendente ma può manifestarsi già a dosi giornaliere di 1,5-2 g. Somministrazioni occasionali non danno luogo ad alcun effetto significativo. Il paracetamolo deve essere usato con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimide, fenobarbital, carbamazepina). L’uso concomitante di paracetamolo e AZT (zidovudina) aumenta la tendenza ad una riduzione nella conta dei leucociti (neutropenia). Questo medicinale, quindi, deve essere co-somministrato con AZT (zidovudina) solo su raccomandazione medica. L’assunzione concomitante di medicinali che rallentano lo svuotamento gastrico (es. propantelina) può ritardare l’assorbimento e, di conseguenza, la comparsa dell'effetto del paracetamolo; al contrario, i medicinali che aumentano la velocità di svuotamento gastrico (es. metoclopramide, domperidone) comportano un aumento nella velocità di assorbimento. La velocità di assorbimento del paracetamolo può essere ridotta dalla colestiramina. L'assunzione di colestiramina e paracetamolo deve essere distanziata di almeno un'ora. Il probenecid riduce la clearance del paracetamolo di circa 50%. È quindi necessario dimezzare la dose di paracetamolo durante il trattamento concomitante. Il rischio di tossicità da paracetamolo è aumentato in caso di alcolismo. Gli induttori enzimatici come rifampicina, alcuni farmaci antiepilettici, Erba di San Giovanni possono determinare una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di paracetamolo, la cui efficacia risulta di conseguenza diminuita. Inoltre il rischio di danno epatico è atteso essere maggiore in pazienti trattati contemporaneamente con induttori enzimatici e paracetamolo alla massima dose terapeutica. La somministrazione concomitante di cloramfenicolo e paracetamolo può indurre un prolungamento dell’emivita del cloramfenicolo, con il rischio di aumentarne la tossicità. In corso di trattamento con cloramfenicolo per via iniettiva si consiglia il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche. Si deve prestare attenzione quando il paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina poiché l'assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato, specialmente nei pazienti con fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4). La contemporanea somministrazione di FANS o oppioidi determina un potenziamento reciproco dell’effetto analgesico. Il paracetamolo aumenta l’AUC dell’etinilestradiolo del 22%. Il paracetamolo può ridurre la concentrazione plasmatica della lamotrigina.

Effetti sui test di laboratorio La somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell’acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasiperossidasi). 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento L’esperienza clinica con l’uso di paracetamolo durante la gravidanza e l’allattamento è limitata. Gravidanza Una grande quantità di dati su donne in gravidanza non indica né tossicità malformativa né tossicità feto/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere utilizzato durante la gravidanza, tuttavia deve essere utilizzato alla dose efficace più bassa possibile per il più breve tempo possibile e con la frequenza più bassa possibile. Allattamento Il paracetamolo, alle dosi raccomandate, è escreto nel latte materno in piccole quantità. Sulla base dei dati disponibili, la somministrazione di paracetamolo è considerata compatibile con l’allattamento con latte materno. Comunque, deve essere usata cautela nel somministrare il paracetamolo alle donne che allattano al seno. È stata riportata in letteratura la possibilità di insorgenza di rash cutaneo nel bambino allattato con latte materno. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Il paracetamolo a causa della possibile insorgenza di vertigini, può compromettere la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del paracetamolo organizzati secondo la classificazione per organi e sistemi MedDRA. Molto comune (1/10) Comune (1/100 -<1/10) Non comune (1/1.000 - <1/100) Raro (1/10.000 - <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) All'interno di ogni classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Patologie del sistema emolinfopoietico Raro: Anemia, depressione non emolitica midollare; depressione midollare, trombocitopenia. Non nota: leucopenia, agranulocitosi. Patologie cardiache: Raro: Edem

Patologie vascolari: Raro: Edema Patologie gastrointestinali Raro: Condizioni del pancreas esocrino, pancreatite acuta e cronica. Non nota: Emorragia, dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, reazioni gastrointestinali. Patologie epatobiliari Non nota: alterazioni della funzionalità epatica, epatiti, insufficienza epatica, necrosi epatica, ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro: Prurito, eruzione cutanea, sudorazione, porpora, angioedema, orticaria. Sono stati segnalati casi molto rari di gravi reazioni cutanee, fra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica. Disturbi del sistema immunitario Non nota: Angioedema, edema della laringe, shock anafilattico, asma. Patologie dell’orecchio e del labirinto Non nota: Capogiro. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota: Broncospasmo in soggetti sensibili all’acido acetilsalicilico o ad altri FANS. Patologie renali e urinarie Raro: Nefropatie, malattie nefropatiche e malattie tubulari renali. Non nota: Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Esiste il rischio di intossicazione, specialmente nei pazienti anziani, nei bambini piccoli, nei pazienti con malattie epatiche, in caso di alcolismo cronico, nei pazienti affetti da malnutrizione cronica. In questi casi il sovradosaggio può essere fatale. È possibile la comparsa di danno epatico in pazienti adulti che abbiano assunto 10 g o più di paracetamolo. L'ingestione di 5 g o più di paracetamolo da parte di pazienti con fattori di rischio (vedere sotto) può causare danno epatico. Si ritiene che quantità eccessive di un metabolita tossico (di solito adeguatamente detossificato dal glutatione, quando vengono ingerite normali dosi di paracetamolo) si legano irreversibilmente al tessuto epatico. Fattori di rischio Se il pazient

7 a. è in trattamento a lungo termine con carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, primidone, rifampicina, Erba di San Giovanni o altri farmaci che inducono gli enzimi epatici oppure b. consuma regolarmente etanolo in eccesso alle quantità raccomandate oppure c. è probabilmente carente di glutatione, ad esempio in caso di disturbi del comportamento alimentare, fibrosi cistica, infezione da HIV, inedia, cachessia. Sintomi I segni clinici di danno epatico dovuto al sovradosaggio compaiono solitamente entro 24-48 ore, raggiungendo il picco dopo 4-6 giorni. Sintomi dovuti ad intossicazione acuta da paracetamolo che generalmente si manifestano entro le prime 24 ore comprendono: pallore, nausea, vomito, anoressia e dolori addominali. In caso di sovradosaggio, è comunque necessario un trattamento medico immediato, anche in assenza di sintomi. Si possono anche verificare alterazioni del metabolismo glucidico e acidosi metabolica. L’insufficienza epatica può progredire in encefalopatia, emorragia, ipoglicemia, edema cerebrale, può richiedere trapianto di fegato o portare a morte. Il sovradosaggio può inoltre causare disturbi renali ed ematici anche gravi, che si verificano da 12 a 48 ore dopo l'assunzione. Anche in assenza di un danno epatico grave, può insorgere una severa insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, fortemente suggerita dalla presenza di dolore lombare, ematuria e proteinuria. Sono stati segnalati aritmia cardiaca e casi di pancreatite acuta, solitamente associati a disfunzioni epatiche ed epatotossicità. Trattamento In caso di sovradosaggio da paracetamolo, è essenziale il trattamento immediato. Anche in mancanza di significativi sintomi precoci, i pazienti devono essere trasferiti urgentemente in ospedale per cure mediche immediate. Il trattamento deve essere effettuato secondo le vigenti linee guida. Procedura d'emergenza: rapida eliminazione del prodotto ingerito tramite lavanda gastrica, eventualmente diuresi forzata ed emodialisi. Antidoto: somministrazione più tempestiva possibile di N-acetilcisteina o di metionina. Il trattamento con carbone attivo può essere preso in considerazione se non è trascorsa più di un’ora dall’assunzione del sovradosaggio di paracetamolo. Le concentrazioni plasmatiche di paracetamolo devono essere misurate non prima di 4 ore dalla sua ingestione (concentrazioni plasmatiche misurate in tempi precedenti non sono affidabili). Si può trattare il paziente con N-acetilcisteina entro 24 ore dall’ingestione del paracetamolo; tuttavia il massimo effetto protettivo si ottiene entro le 8 ore dall’ingestione del paracetamolo stesso. Trascorso questo tempo, l’efficacia dell’antidoto diminuisce rapidamente. Se necessario, in linea con lo schema terapeutico stabilito, deve essere somministrata al paziente Nacetilcisteina per via endovenosa. Laddove il vomito non sia un problema, la somministrazione di metionina orale può rappresentare un’adeguata alternativa in una zona lontana dall’ospedale. È opportuno discutere il trattamento di pazienti con grave insufficienza epatica e che hanno assunto il paracetamolo da più di 24 ore con un Centro Antiveleni o con un reparto di epatologia. La dialisi può ridurre le concentrazioni plasmatiche di paracetamolo.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Analgesici, altri analgesici ed antipiretici, Anilidi, Codice ATC: N02BE01.

Meccanismo d’azione Il paracetamolo è un farmaco ad azione antipiretica e analgesica. Il paracetamolo produce un effetto antipiretico conseguentemente all'azione svolta sul centro ipotalamico regolatore della temperatura corporea e analgesico tramite innalzamento della soglia del dolore. Il paracetamolo ha proprietà analgesiche e antipiretiche simili a quelle dell'aspirina, ma non possiede alcuna proprietà antiinfiammatoria. L'effetto analgesico del paracetamolo deriva dall'inibizione della sintesi delle prostaglandine. Le prostaglandine sembrano sensibilizzare i recettori del dolore alla stimolazione meccanica o ad altri mediatori chimici. Il paracetamolo abbassa la temperatura corporea nei pazienti in stato febbrile, ma raramente abbassa la normale temperatura corporea. Questo è dovuto all'inibizione della sintesi e del rilascio delle prostaglandine. Il farmaco agisce anche sull'ipotalamo per ottenere l'effetto antipiretico; la dissipazione del calore aumenta tramite vasodilatazione e aumento del flusso del sangue periferico. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbimento Il paracetamolo viene rapidamente e quasi completamente assorbito dal tratto gastrointestinale. Distribuzione Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte entro 30 minuti-2 ore dalla somministrazione orale. Alle concentrazioni terapeutiche, la percentuale di paracetamolo legata alle proteine plasmatiche è minima. Biotrasformazione Il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato ed escreto nelle urine soprattutto come coniugato nella forma di glucuronide e solfato e nella misura di circa 10% come coniugato del glutatione. Eliminazione L’emivita di eliminazione varia da 1 a 4 ore circa. Meno del 5% viene escreto come paracetamolo immodificato. 5.3. Dati preclinici di sicurezza I dati non clinici di sicurezza sul paracetamolo non evidenziano informazioni di rilievo per le indicazioni ed i dosaggi raccomandati. Nell'ambito di esperimenti sugli animali relativamente a tossicità acuta, subcronica e cronica del paracetamolo su ratti e topi, sono state osservate lesioni gastro-intestinali, alterazioni dell'emocromo, degenerazione del parenchima epatico e renale e anche necrosi. Le cause di queste alterazioni sono riconducibili da un lato al meccanismo d'azione e dall'altro al metabolismo del paracetamolo. Ricerche approfondite non hanno mostrato alcuna evidenza di rischio genotossico rilevante dopo somministrazione di paracetamolo a dosi terapeutiche, cioè non-tossiche. Studi a lungo termine su ratti e topi non hanno evidenziato effetti tumorigenici rilevanti dopo somministrazione di dosi non epatotossiche di paracetamolo. Il paracetamolo oltrepassa la placenta. Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzino gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipient

Carbossimetilamido sodico (tipo A) Povidone (K-30) Amido di mais pregelatinizzato Acido stearico 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 5 anni 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Blister PVC/alluminio Confezioni: Flaconi da 200 ml in HDPE di colore bianco opaco chiusi da tappo a vite da 38 mm in polipropilene bianco completo di chiusura a prova di bambino e ghiera a prova di manomissione. Confezioni: 100 e 250 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A., Via Pavia, 6 – 20136 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all'immissione in commercio

041467010 “500 mg compresse” 10 compresse in blister PVC/AL 041467022 “500 mg compresse” 12 compresse in blister PVC/AL 041467034 “500 mg compresse” 20 compresse in blister PVC/AL 041467046 “500 mg compresse” 24 compresse in blister PVC/AL 041467059 “500 mg compresse” 30 compresse in blister PVC/AL 041467061 “500 mg compresse” 96 compresse in blister PVC/AL 041467073 “500 mg compresse” 100 compresse in blister PVC/AL 041467085 “500 mg compresse” 100 compresse in flacone HDPE con chiusura a prova di bambino 041467097 “500 mg compresse” 250 compresse in flacone HDPE con chiusura a prova di bambin

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9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 16 Aprile 2012 Data del rinnovo più recente: 22 Agosto 2016

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

PARACETAMOLO EG 1000 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 1000 mg di paracetamolo. Eccipiente con effetti noti: sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Compressa ovale di colore variabile da bianco a biancastro con linea di rottura posta tra "10" e "00" su di un lato e con linea di rottura posta tra "PA" e "RA" sul lato opposto. (21,4 mm di lunghezza x 9,0 mm di ampiezza x 6,9 mm di spessore). La compressa può essere divisa in due metà uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1.Indicazioni terapeutiche Trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato (mal di testa, mal di denti, nevralgia, dolori mestruali) e della febbre in adulti e bambini dagli 11 anni di età e/o con peso superiore a 33 kg. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia Le dosi dipendono dal peso corporeo e dall'età; una dose singola può variare da 10 a 15 mg/kg di peso corporeo fino ad un massimo di 60 mg/kg di dose giornaliera totale. L'intervallo specifico di dose dipende dai sintomi e dalla dose giornaliera massima. Non deve tuttavia essere inferiore a: 4 ore per adulti e adolescenti dai 12 anni di età, 6 ore per i bambini (≥11 e <12 anni) di peso compreso tra 33 kg e 43 kg. Peso corporeo (età) Dose singola Dose massima giornaliera (24 ore) 33 kg - 43 kg (Bambini di età compresa tra 11 e 12 anni) 500 mg 2000 mg 44 kg – 65 kg (adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età) 500 mg 3000 mg >65 kg 1000 – 500 mg 3000 m

12 (La compressa da 1000 mg può essere divisa in due metà uguali) La dose giornaliera massima di paracetamolo non deve superare 2000 mg o 3000 mg, in base al peso corporeo e all’età. Gruppi speciali di pazienti Anziani La dose deve essere stabilita attentamente e deve essere valutata un'eventuale riduzione delle dosi sopra indicate. Per questo gruppo di pazienti sono disponibili altre formulazioni e dosaggi. Compromissione epatica Nei pazienti con compromissione epatica o affetti dalla sindrome di Gilbert, la dose deve essere ridotta o l'intervallo di somministrazione prolungato. Compromissione renale Nei pazienti con insufficienza renale la dose deve essere ridotta. Filtrazione glomerulare Dose 10-50 ml/min 500 mg ogni 6 ore < 10 ml/min 500 mg ogni 8 ore Popolazione pediatrica Bambini e adolescenti con un basso peso corporeo L'uso di PARACETAMOLO EG 1000 mg compresse non è raccomandato in bambini con meno di 11 anni o che pesano meno di 33 kg: questa concentrazione non è adatta per questa fascia di età. Sono tuttavia disponibili dosaggi e/o formulazioni appropriati per questa fascia d'età. Modo di somministrazione Uso orale. Ingerire la compressa con un bicchiere d’acqua. 4.3. Controindicazioni  Ipersensibilità al principio attivo o altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.  Insufficienza renale grave. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego Non superare la dose raccomandata. Se si manifestano febbre alta o segni di un'infezione secondaria o se i sintomi persistono per più di 3 giorni, il quadro clinico deve essere rivalutato. Nei rari casi di reazioni allergiche, la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituito un trattamento idoneo. È necessario che i pazienti siano consapevoli della necessità di non prendere contemporaneamente altri prodotti a base di paracetamolo.

L’uso concomitante con altri prodotti contenenti paracetamolo può portare ad un sovradosaggio. Il sovradosaggio di paracetamolo può causare disturbi a reni e sangue, insufficienza epatica che può richiedere trapianto di fegato o portare alla morte (vedere paragrafo 4.9). Sono stati segnalati casi di disfunzione/insufficienza epatica in pazienti con basse riserve di glutatione, ad esempio in caso di grave malnutrizione, anoressia, bulimia o cachessia, basso indice di massa corporea, eccessiva assunzione di alcool (3 o più bevande alcoliche al giorno), alcolismo cronico, sepsi. In pazienti con stati di deplezione del glutatione, come la sepsi, l’uso del paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica. Usare con cautela in caso di disidratazione o ipovolemia. Una preesistente malattia epatica aumenta il rischio di danni al fegato correlati al paracetamolo. I pazienti con insufficienza epatica o renale devono essere sottoposti a valutazione clinica prima di assumere questo medicinale ed essere attentamente monitorati. Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata (compresa la sindrome di Gilbert), insufficienza epatica grave (Child-Pugh>9), epatite acuta, in trattamento concomitante con medicinali che alterano la funzionalità epatica, carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, anemia emolitica. Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare una epatopatia ad alto rischio e alterazioni anche gravi a carico del rene e del sangue. In caso di uso protratto è consigliabile monitorare la funzione epatica e renale e la conta ematica. Il rischio di un sovradosaggio è maggiore in pazienti con epatopatia alcolica non cirrotica. È necessaria una riduzione della dose nei pazienti che abusano di alcol. In questi casi la dose giornaliera non deve superare i 2 grammi. Deve essere usata cautela quando il paracetamolo viene utilizzato in combinazione con induttori del CYP3A4 o sostanze che inducono gli enzimi epatici, come ad esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici come glutetimide, fenobarbital, carbamazepina. Si consiglia cautela se il paracetamolo viene somministrato in concomitanza con flucloxacillina a causa dell'aumentato rischio di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA), in particolare nei pazienti con grave compromissione renale, sepsi, malnutrizione e altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico), così come in quelli che utilizzano le dosi massime giornaliere di paracetamolo. Si raccomanda un attento monitoraggio, inclusa la misurazione della 5-oxoprolina urinaria. In seguito all'uso inappropriato, prolungato di analgesici ad alte dosi può manifestarsi una cefalea non trattabile con alte dosi di questo prodotto. Di solito, l'assunzione abituale di analgesici, in particolare di una combinazione di più sostanze analgesiche, può portare a danni renali permanenti con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Se ne sconsiglia quindi l'uso frequente e prolungato. L'assunzione di più dosi giornaliere in una unica somministrazione può danneggiare gravemente il fegato, pur non verificandosi in tal caso alcuno stato di incoscienza. È tuttavia necessario rivolgersi immediatamente al medico. L'uso prolungato senza la supervisione medica può risultare dannoso. La brusca interruzione di analgesici assunti in modo inappropriato, per periodi prolungati e ad alte dosi può causare cefalea, stanchezza, dolori muscolari, nervosismo e sintomi autonomici. Questi sintomi da sospensione si risolvono entro pochi giorni. Nel frattempo, deve essere evitata l'assunzione di altri analgesici, che non dovranno essere ripresi senza controllo medico. Popolazione pediatrica In bambini trattati con 60 mg/kg/die di paracetamolo, la combinazione con un altro antipiretico non è giustificata se non in caso di inefficacia del trattamento. Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

14 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Se il paziente è in trattamento con antiinfiammatori, l'uso di questo prodotto non è raccomandato. Nel corso di terapia con anticoagulanti orali si consiglia di ridurre le dosi di paracetamolo. L'effetto anticoagulante di warfarin e di altri derivati cumarinici può essere potenziato dall'uso giornaliero prolungato e regolare di paracetamolo con aumento del rischio di sanguinamento. L'interazione è dosedipendente ma può manifestarsi già a dosi giornaliere di 1,5-2 g. Somministrazioni occasionali non danno luogo ad alcun effetto significativo. Il paracetamolo deve essere usato con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimide, fenobarbital, carbamazepina). L’uso concomitante di paracetamolo e AZT (zidovudina) aumenta la tendenza ad una riduzione nella conta dei leucociti (neutropenia). Questo medicinale, quindi, deve essere co-somministrato con AZT (zidovudina) solo su raccomandazione medica. L’assunzione concomitante di medicinali che rallentano lo svuotamento gastrico (es. propantelina) può ritardare l’assorbimento e, di conseguenza, la comparsa dell'effetto del paracetamolo; al contrario, i medicinali che aumentano la velocità di svuotamento gastrico (es. metoclopramide, domperidone) comportano un aumento nella velocità di assorbimento. La velocità di assorbimento del paracetamolo può essere ridotta dalla colestiramina. L'assunzione di colestiramina e paracetamolo deve essere distanziata di almeno un'ora. Il probenecid riduce la clearance del paracetamolo di circa 50%. È quindi necessario dimezzare la dose di paracetamolo durante il trattamento concomitante. Il rischio di tossicità da paracetamolo è aumentato in caso di alcolismo. Gli induttori enzimatici come rifampicina, alcuni farmaci antiepilettici, Erba di San Giovanni possono determinare una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di paracetamolo, la cui efficacia risulta di conseguenza diminuita. Inoltre il rischio di danno epatico è atteso essere maggiore in pazienti trattati contemporaneamente con induttori enzimatici e paracetamolo alla massima dose terapeutica. La somministrazione concomitante di cloramfenicolo e paracetamolo può indurre un prolungamento dell’emivita del cloramfenicolo, con il rischio di aumentarne la tossicità. In corso di trattamento con cloramfenicolo per via iniettiva si consiglia il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche. Si deve prestare attenzione quando il paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina poiché l'assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato, specialmente nei pazienti con fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4). La contemporanea somministrazione di FANS o oppioidi determina un potenziamento reciproco dell’effetto analgesico. Il paracetamolo aumenta l’AUC dell’etinilestradiolo del 22%. Il paracetamolo può ridurre la concentrazione plasmatica della lamotrigina. Effetti sui test di laboratorio La somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell’acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasiperossidasi).

15 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento L’esperienza clinica con l’uso di paracetamolo durante la gravidanza e l’allattamento è limitata. Gravidanza Una grande quantità di dati su donne in gravidanza non indica né tossicità malformativa né tossicità feto/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere utilizzato durante la gravidanza, tuttavia deve essere utilizzato alla dose efficace più bassa possibile per il più breve tempo possibile e con la frequenza più bassa possibile. Allattamento Il paracetamolo, alle dosi raccomandate, è escreto nel latte materno in piccole quantità. Sulla base dei dati disponibili, la somministrazione di paracetamolo è considerata compatibile con l’allattamento con latte materno. Comunque, deve essere usata cautela nel somministrare il paracetamolo alle donne che allattano al seno. È stata riportata in letteratura la possibilità di insorgenza di rash cutaneo nel bambino allattato con latte materno. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Il paracetamolo a causa della possibile insorgenza di vertigini, può compromettere la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del paracetamolo organizzati secondo la classificazione per organi e sistemi MedDRA. Molto comune (1/10) Comune (1/100 -<1/10) Non comune (1/1.000 - <1/100) Raro (1/10.000 - <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) All'interno di ogni classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Patologie del sistema emolinfopoietico Raro: Anemia, depressione midollare non emolitica, depressione midollare, trombocitopenia. Non nota: leucopenia, agranulocitosi. Patologie cardiache: Raro: Edema Patologie vascolari: Raro: Edema Patologie gastrointestinali Raro: Condizioni del pancreas esocrino, pancreatite acuta e cronica. Non nota: Emorragia, dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, reazioni gastrointestinali.

Patologie epatobiliari Non nota: alterazioni della funzionalità epatica, epatiti, insufficienza epatica, necrosi epatica, ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro: Prurito, eruzione cutanea, sudorazione, porpora, angioedema, orticaria. Sono stati segnalati casi molto rari di gravi reazioni cutanee, fra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica. Disturbi del sistema immunitario Non nota: Angioedema, edema della laringe, shock anafilattico, asma. Patologie dell’orecchio e del labirinto Non nota: Capogiro. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota: Broncospasmo in soggetti sensibili all’acido acetilsalicilico o ad altri FANS. Patologie renali e urinarie Raro: Nefropatie, malattie nefropatiche e malattie tubulari renali. Non nota: Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Esiste il rischio di intossicazione, specialmente nei pazienti anziani, nei bambini piccoli, nei pazienti con malattie epatiche, in caso di alcolismo cronico, nei pazienti affetti da malnutrizione cronica. In questi casi il sovradosaggio può essere fatale. È possibile la comparsa di danno epatico in pazienti adulti che abbiano assunto 10 g o più di paracetamolo. L'ingestione di 5 g o più di paracetamolo da parte di pazienti con fattori di rischio (vedere sotto) può causare danno epatico. Si ritiene che quantità eccessive di un metabolita tossico (di solito adeguatamente detossificato dal glutatione, quando vengono ingerite normali dosi di paracetamolo) si legano irreversibilmente al tessuto epatico. Fattori di rischio Se il paziente d. è in trattamento a lungo termine con carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, primidone, rifampicina, Erba di San Giovanni o altri farmaci che inducono gli enzimi epatici oppure e. consuma regolarmente etanolo in eccesso alle quantità raccomandat

17 oppure f. è probabilmente carente di glutatione, ad esempio in caso di disturbi del comportamento alimentare, fibrosi cistica, infezione da HIV, inedia, cachessia. Sintomi I segni clinici di danno epatico dovuto al sovradosaggio compaiono solitamente entro 24-48 ore, raggiungendo il picco dopo 4-6 giorni. Sintomi dovuti ad intossicazione acuta da paracetamolo che generalmente si manifestano entro le prime 24 ore comprendono: pallore, nausea, vomito, anoressia e dolori addominali. In caso di sovradosaggio, è comunque necessario un trattamento medico immediato, anche in assenza di sintomi. Si possono anche verificare alterazioni del metabolismo glucidico e acidosi metabolica. L’insufficienza epatica può progredire in encefalopatia, emorragia, ipoglicemia, edema cerebrale, può richiedere trapianto di fegato o portare a morte. Il sovradosaggio può inoltre causare disturbi renali ed ematici anche gravi, che si verificano da 12 a 48 ore dopo l'assunzione. Anche in assenza di un danno epatico grave, può insorgere una severa insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, fortemente suggerita dalla presenza di dolore lombare, ematuria e proteinuria. Sono stati segnalati aritmia cardiaca e casi di pancreatite acuta, solitamente associati a disfunzioni epatiche ed epatotossicità. Trattamento In caso di sovradosaggio da paracetamolo, è essenziale il trattamento immediato. Anche in mancanza di significativi sintomi precoci, i pazienti devono essere trasferiti urgentemente in ospedale per cure mediche immediate. Il trattamento deve essere effettuato secondo le vigenti linee guida. Procedura d'emergenza: rapida eliminazione del prodotto ingerito tramite lavanda gastrica, eventualmente diuresi forzata ed emodialisi. Antidoto: somministrazione più tempestiva possibile di N-acetilcisteina o di metionina. Il trattamento con carbone attivo può essere preso in considerazione se non è trascorsa più di un’ora dall’assunzione del sovradosaggio di paracetamolo. Le concentrazioni plasmatiche di paracetamolo devono essere misurate non prima di 4 ore dalla sua ingestione (concentrazioni plasmatiche misurate in tempi precedenti non sono affidabili). Si può trattare il paziente con N-acetilcisteina entro 24 ore dall’ingestione del paracetamolo; tuttavia il massimo effetto protettivo si ottiene entro le 8 ore dall’ingestione del paracetamolo stesso. Trascorso questo tempo, l’efficacia dell’antidoto diminuisce rapidamente. Se necessario, in linea con lo schema terapeutico stabilito, deve essere somministrata al paziente Nacetilcisteina per via endovenosa. Laddove il vomito non sia un problema, la somministrazione di metionina orale può rappresentare un’adeguata alternativa in una zona lontana dall’ospedale. È opportuno discutere il trattamento di pazienti con grave insufficienza epatica e che hanno assunto il paracetamolo da più di 24 ore con un Centro Antiveleni o con un reparto di epatologia. La dialisi può ridurre le concentrazioni plasmatiche di paracetamolo.

5. Proprietà farmacologiche

5.1.Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Analgesici, altri analgesici ed antipiretici, Anilidi, Codice ATC: N02BE01. Meccanismo d’azione Il paracetamolo è un farmaco ad azione antipiretica e analgesica. Il paracetamolo produce un effetto antipiretico conseguentemente all'azione svolta sul centro ipotalamico regolatore della temperatura corporea e analgesico tramite innalzamento della soglia del dolore. Il paracetamolo ha proprietà analgesiche e antipiretiche simili a quelle dell'aspirina, ma non possiede alcuna proprietà antiinfiammatoria.

L'effetto analgesico del paracetamolo deriva dall'inibizione della sintesi delle prostaglandine. Le prostaglandine sembrano sensibilizzare i recettori del dolore alla stimolazione meccanica o ad altri mediatori chimici. Il paracetamolo abbassa la temperatura corporea nei pazienti in stato febbrile, ma raramente abbassa la normale temperatura corporea. Questo è dovuto all'inibizione della sintesi e del rilascio delle prostaglandine. Il farmaco agisce anche sull'ipotalamo per ottenere l'effetto antipiretico; la dissipazione del calore aumenta tramite vasodilatazione e aumento del flusso del sangue periferico. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbimento Il paracetamolo viene rapidamente e quasi completamente assorbito dal tratto gastrointestinale. Distribuzione Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte entro 30 minuti-2 ore dalla somministrazione orale. Alle concentrazioni terapeutiche, la percentuale di paracetamolo legata alle proteine plasmatiche è minima. Biotrasformazione Il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato ed escreto nelle urine soprattutto come coniugato nella forma di glucuronide e solfato e nella misura di circa 10% come coniugato del glutatione. Eliminazione L’emivita di eliminazione varia da 1 a 4 ore circa. Meno del 5% viene escreto come paracetamolo immodificato. 5.3. Dati preclinici di sicurezza I dati non clinici di sicurezza sul paracetamolo non evidenziano informazioni di rilievo per le indicazioni ed i dosaggi raccomandati. Nell'ambito di esperimenti sugli animali relativamente a tossicità acuta, subcronica e cronica del paracetamolo su ratti e topi, sono state osservate lesioni gastro-intestinali, alterazioni dell'emocromo, degenerazione del parenchima epatico e renale e anche necrosi. Le cause di queste alterazioni sono riconducibili da un lato al meccanismo d'azione e dall'altro al metabolismo del paracetamolo. Ricerche approfondite non hanno mostrato alcuna evidenza di rischio genotossico rilevante dopo somministrazione di paracetamolo a dosi terapeutiche, cioè non tossiche. Studi a lungo termine su ratti e topi non hanno evidenziato effetti tumorigenici rilevanti dopo somministrazione di dosi non epatotossiche di paracetamolo. Il paracetamolo oltrepassa la placenta. Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzino gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1.Elenco degli eccipienti Carbossimetilamido sodico (tipo A) Povidone (K-30) Amido di mais pregelatinizzato Acido stearic

19 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 4 anni 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Blister PVC/alluminio Confezioni: 8, 16 compresse È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A., Via Pavia, 6 – 20136 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all'immissione in commercio

041467109 “1000 mg compresse” 8 compresse in blister PVC/AL 041467111 “1000 mg compresse” 16 compresse in blister PVC/AL

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 16 Aprile 2012 Data del rinnovo più recente: 22 Agosto 2016

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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