PREDNISONE TEVA

Prednisone Teva viene usato nel trattamento di: - malattie reumatiche muscolari e articolari acute e croniche; - asma bronchiale e fibrosi polmonare; - colite ulcerosa (malattia infiammatoria intestinale); - epatite; - malattia di Addison; - sindrome adrenogenitale; - malattie renali e delle vie urinarie; - malattie allergiche e infiammatorie della pelle; - anemia emolitica; - agranulocitosi (carenza di globuli bianchi nel sangue); - porpora reumatica; - leucemia acuta e altre malattie ematologiche…

Usato per: malattie reumaticheasma bronchialecolite ulcerosaallergieleucemiaanemie

Principio attivo: PREDNISONE · ATC H02AB07 · TEVA ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"25 MG COMPRESSE" 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC-PVDC/ALU A 4,58 € 4,58 € 0,00 € + ticket*
"5 MG COMPRESSE" 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC-PVDC/ALU A 1,26 € 1,26 € 0,00 € + ticket*
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Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: PREDNISONE
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 25 mg COMPRESSA
  • 5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TEVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: H02AB07
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· PREDNISONE MYLAN PHARMA - MYLAN S.P.A.
· PREDNISONE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· PREDNISONE EG - EG S.P.A.
· PREDNISONE ZENTIVA - PHARMACARE S.R.L.
· PREDNISONE PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· RECTODELT - MIBE PHARMA ITALIA S.R.L.
· DELTACORTENE - BRUNO FARMACEUTICI S.P.A.
· BRUCORTEN - BRUNO FARMACEUTICI S.P.A.
· LODOTRA - MUNDIPHARMA PHARMACEUTICALS S.R.L.
· CISON - GENETIC S.P.A.
· DISOX - GENETIC S.P.A.
· SOFLON - S.F. GROUP S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Il prednisone è un corticosteroide (glucocorticoide) derivato dal cortisone. È coinvolto nella regolazione di molti processi metabolici dell’organismo.

Prednisone Teva viene usato nel trattamento di: - malattie reumatiche muscolari e articolari acute e croniche;

- asma bronchiale e fibrosi polmonare;
- colite ulcerosa (malattia infiammatoria intestinale);
- epatite;
- malattia di Addison;
- sindrome adrenogenitale;

- malattie renali e delle vie urinarie;
- malattie allergiche e infiammatorie della pelle;
- anemia emolitica;
- agranulocitosi (carenza di globuli bianchi nel sangue);
- porpora reumatica;

- leucemia acuta e altre malattie ematologiche;
- alcune malattie infiammatorie degli occhi (congiuntivite allergica, cheratite, corioretinite, irite,
iridociclite);

- come coadiuvante nella terapia per il trapianto d’organo.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Prednisone Teva

- se è allergico o ipersensibile al prednisone o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo
medicinale;
- se deve essere vaccinato, non prenda prednisone per un periodo che va da 8 settimane prima
fino a 2 settimane dopo la vaccinazione;
- se ha la varicella o l’herpes.
Alcune malattie possono essere attivate o peggiorate da un trattamento a base di steroidi, quindi NON
PRENDA Prednisone Teva se ha una delle seguenti malattie e non sta ancora seguendo nessuna
terapia:
- osteomalacia (rammollimento delle ossa) e/o osteoporosi;

- diabete mellito;
- psicosi;
- ulcera peptica;
- tubercolosi attiva;
- infezioni batteriche;
- infezioni sistemiche indotte da funghi;

- grave ipertensione arteriosa;
- glaucoma.

Se non è sicuro se una delle condizioni sopra descritte si applicabile al suo caso, chieda al medico.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Prednisone Teva.
- Se presenta i seguenti fattori di rischio per l’osteoporosi: predisposizione familiare,
invecchiamento, post-menopausa, fumo e attività fisica non significativa, poiché il trattamento
con prednisone può indurre perdita di tessuto osseo;
-

-
-
Nel trattamento prolungato con prednisone, il medico può prescriverle integratori di potassio e
suggerirle una riduzione nel consumo di sodio;
In caso di grave insufficienza cardiaca deve essere eseguito un attento controllo medico;
In caso di scarsa funzione della tiroide (ipotiroidismo) o di cirrosi epatica potrebbero essere
sufficienti dosi più basse di quelle raccomandate;
- Dopo un lungo periodo di trattamento, se ha bisogno di sospendere o interrompere il
trattamento con prednisone, potrebbe avere una ricaduta della malattia di base, un’insufficienza
acuta della corteccia surrenale (in particolare se ha un’infezione o dopo un incidente), oppure
una sindrome da astinenza da cortisone;
- Se ha una anamnesi di tubercolosi o tubercolosi latente;

- In caso di linfoadeniti a seguito di vaccinazione BCG;
- In caso di herpes zoster, varicella, cheratite erpetica, epatite B, dal momento che potrebbero
essere particolarmente gravi in pazienti trattati con glucocorticoidi. Ciò deve essere preso in
considerazione in particolare nei bambini con difese immunitarie ridotte e negli adulti che non

hanno mai sofferto di morbillo o varicella;
- Se ha una micosi sistemica e parassitosi (ad es. infezione da Strongyloides);
- Se ha infezioni batteriche acute e croniche;
- Se soffre di miopatia da steroidi. Il suo medico potrebbe prescriverle un frequente
monitoraggio;
- Se deve essere vaccinato (vedere anche paragrafo “Non prenda Prednisone Teva”);

- Se soffre di sclerodermia (nota anche come sclerosi sistemica, una malattia autoimmune) poiché dosi giornaliere pari o superiori a 15 mg possono aumentare il rischio di una grave complicanza chiamata crisi renale sclerodermica. Segni di crisi renale sclerodermica includono

un aumento della pressione arteriosa e una riduzione della produzione di urina. Il medico può
consigliarle di sottoporre a controlli regolari pressione arteriosa e urina;
- Se ha anamnesi di ulcere, il suo medico potrebbe prescriverle la terapia a base di prednisone
solo sotto monitoraggio clinico e dopo endoscopia con fibra ottica, se necessario;
- Se ha il diabete o l’ipertensione. Il suo medico potrebbe prescriverle un frequente
monitoraggio;

- Nei bambini il trattamento prolungato può indurre danno al pancreas;
- Il prodotto contiene un componente che può dare positività ai controlli antidoping;
- Il prednisone può alterare i risultati dei test allergici della pelle;
- Se ha una tiroide iperattiva (ipertiroidismo).

Contatti immediatamente il medico se durante l’uso di prednisone manifesta debolezza muscolare, dolori muscolari, crampi e rigidità. Questi possono essere sintomi di una malattia chiamata “paralisi periodica tireotossica”, che può manifestarsi nei pazienti con tiroide iperattiva (ipertiroidismo) trattati con prednisone. Potrebbe essere necessario un trattamento aggiuntivo per alleviare questa malattia.

Contatti il medico se si presentano visione offuscata o altri disturbi visivi.

Interruzione del trattamento La sospensione della terapia a base di prednisone deve essere graduale, preferibilmente sotto stretto controllo medico (a causa del rischio di gravi effetti collaterali).

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Altri medicinali e Prednisone Teva Riferisca al medico se sta assumendo o se di recente ha assunto altri medicinali, inclusi medicinali

ottenuti senza prescrizione medica.
- Rifampicina, fenitoina, fenobarbital, carbamazepina e barbiturici possono ridurre l’effetto del
prednisone; l’eritromicina e il chetoconazolo possono aumentarlo.
- I contraccettivi che contengono estrogeni possono aumentare l’effetto del prednisone;
- Antiacidi (alluminio, magnesio) possono ridurre l’assorbimento e pertanto possono ridurre

-

-
l’efficacia di prednisone;
Se prednisone viene assunto contemporaneamente con farmaci per trattare il diabete (ad es,
sulfaniluree), l’effetto di questi ultimi sui livelli di zucchero nel sangue può essere più basso;
Se assume derivati della cumarina (medicinali per controllare la coagulazione del sangue), la
somministrazione di prednisone può ridurre il loro effetto anticoagulante;
- Se assume contemporaneamente prednisone e agenti digitalici, diuretici o amfotericina B, i
livelli di potassio possono essere alterati;
- Se assume prednisone e farmaci antinfiammatori non steroidei o agenti antireumatici
(indometacina, acido acetilsalicilico) il rischio di sanguinamento gastrointestinale può
aumentare;

- Gli effetti di medicinali che rilassano i muscoli possono aumentare se questi vengono assunti in
associazione con prednisone;
- Prednisone non deve essere assunto in associazione con ciclosporina poiché la loro attività
viene reciprocamente inibita;
- Prednisone può alterare l’effetto della ciclofosfamide, se assunto contemporaneamente.

Alcuni medicinali possono aumentare gli effetti di prednisone e il medico potrebbe volerla tenere sotto stretta osservazione se sta assumendo questi medicinali (compresi alcuni medicinali per il trattamento dell’HIV: ritonavir, cobicistat).

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Non deve assumere Prednisone Teva durante la gravidanza a meno che non le sia stato prescritto dal medico. Se durante il trattamento si verificano i sintomi di malattie ad insorgenza acuta, quali malattie infettive, malattie digestive o alterazioni psichiatriche, si rivolga al medico.

L’assunzione di prednisone non è raccomandata durante l’allattamento a meno che non sia prescritto dal medico. Il medico le dirà se sospendere l’allattamento al seno o interrompere il trattamento con prednisone.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Si deve tenere in considerazione che i trattamenti a lungo termine possono ridurre l’acuità visiva, il che potrebbe avere effetti negativi sulla capacità di guidare con sicurezza nel traffico. Prednisone Teva contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose massima giornaliera, cioè essenzialmente “senza sodio”. Uso negli atleti Si noti che il prodotto contiene un componente che può dare positività ai controlli antidoping.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Si ricordi di prendere la dose. Le compresse possono essere rotte per agevolarne l’assunzione e devono essere prese con una sufficiente quantità di liquido. La dose giornaliera totale va divisa in tre o quattro somministrazioni, durante o dopo i pasti. In alcuni casi la dose prescritta può essere presa in un’unica dose giornaliera, durante o dopo colazione. A volte, in particolare nei bambini, e solo se consigliato dal medico, il trattamento deve essere assunto a giorni alterni. Il medico deciderà la dose che sarà più adatta alle sue necessità. del Prednisone Teva non deve essere sospeso bruscamente, il dosaggio, anzi, deve essere ridotto progressivamente. In generale, la dose di mantenimento deve essere sempre la più bassa possibile. Il medico le dirà la durata del trattamento con Prednisone Teva. Non interrompa il trattamento bruscamente o prima della data prevista; ciò potrebbe peggiorare la sua condizione. Se le sembra che l’effetto di Prednisone Teva sia troppo forte o troppo debole, ne parli con il medico.

La dose raccomandata è:

Adulti

La dose del trattamento dipenderà dal tipo e dalla gravità della malattia e dalla risposta individuale del paziente. Di solito, la dose iniziale è di 20-90 mg (milligrammi) al giorno, come prescritto dal medico. Queste dosi iniziali saranno somministrate fino a che non si osserva una risposta soddisfacente. Una volta ottenuta questa risposta, il medico ridurrà gradualmente la dose di prednisone fino a raggiungere la dose di mantenimento, che di solito varia tra 5 e 10 mg al giorno.

Nell’asma bronchiale, si procede in maniera identica ma la dose iniziale nei casi gravi è tra 15 e 60 mg.

Nel caso di trattamenti adiuvanti al trapianto d’organo, le dosi giornaliere raccomandate potrebbero variare, a seconda dell’organo interessato, tra 30 e 300 mg.

Bambini In generale, il trattamento con prednisone nei bambini può essere somministrato a giorni alterni o in maniera intermittente. Le dosi iniziali raccomandate sono di 1-3 mg di prednisone per chilo di peso

corporeo al giorno. La dose di mantenimento è di 0,25 mg di prednisone/kg di peso corporeo/giorno.

Se prende più Prednisone Teva di quanto deve Non sono noti casi di intossicazione acuta con prednisone. In caso di sovradosaggio, si prevede l’insorgenza delle reazioni avverse descritte in questo foglio illustrativo, ma di maggiore intensità. Il sovradosaggio può indurre eccitazione, ansia, depressione, confusione mentale, sanguinamento gastrointestinale, aumento della pressione sanguigna e dei livelli di zucchero nel sangue, nonché ritenzione di liquidi (edema).

In caso di sovradosaggio o di ingestione accidentale, consultare immediatamente il medico o il

farmacista.

Se dimentica di prendere Prednisone Teva Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Attenda la dose successiva e segua il trattamento normalmente.

Se interrompe il trattamento con Prednisone Teva

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 10) - schizofrenia, allucinazione, ansia, stato confusionale, delirio, dipendenza, disturbo del

- irritabilità, mania, nervosismo, idea suicida; epilessia, amnesia, disturbo cognitivo. comportamento, disturbo del sonno, umore euforico, umore depresso, sbalzi di umore,

Effetti indesiderati a frequenza non nota (non stimabile sulla base dei dati disponibili)
- visione offuscata;
- appetito aumentato, diabete mellito, obesità del tronco (obesità centrale), tolleranza al glucosio
alterata, ritenzione di sodio con formazione di edema, aumento del potassio nelle urine,
diminuzione del potassio nel sangue (ipokaliemia), ritenzione di fluidi;
- diminuzione della risposta immunitaria;

- reazioni psicologiche in seguito a sospensione della terapia, depressione, insonnia;
- sensibilità alle infezioni aumentata, ricomparsa di tubercolosi latente, infezioni opportunistiche,
infezione mascherata;
- bassi livelli di globuli bianchi nel sangue (linfopenia, eosinopenia), aumento del numero dei

globuli rossi (policitemia);
- debolezza muscolare, atrofia muscolare, deperimento muscolare, miopatia, insufficiente
afflusso di sangue alle ossa, che porta ad uno stato di malattia ossea (osteonecrosi), osteoporosi,
ritardo di crescita nei bambini;
- ipertensione endocranica idiopatica, iperattività psicomotoria;
- acne, irsutismo, strie cutanee (smagliature), ecchimosi;

- singhiozzo;
- amenorrea, disfunzione erettile, mestruazioni irregolari;
- cataratta, glaucoma, corioretinopatia;

- rallentamento del battito del cuore;
- insufficienza surrenalica, atrofia surrenalica, Cushingoide, sindrome di Cushing;
- emorragia gastrointestinale, ulcera peptica, perforazione gastrointestinale, pancreatite;
- ritardo nella guarigione delle ferite (guarigione compromessa);
- ipertensione;
- dolore muscolare e articolare (mialgia, artralgia), respiro corto (dispnea), anoressia, nausea,

vomito, febbre, ipotensione, diminuzione dello zucchero nel sangue (ipoglicemia) o grave insufficienza delle ghiandole surrenali che può essere fatale (insufficienza surrenalica acuta), possono manifestarsi nel caso in cui la riduzione della dose, nel trattamento a lungo termine, avvenga troppo velocemente; - crisi renale sclerodermica in pazienti già affetti da sclerodermia (una malattia autoimmune). Segni di crisi renale sclerodermica includono un aumento della pressione arteriosa e una riduzione della produzione di urina. Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/comesegnalare-una-sospetta-reazione-avversa. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Prednisone Teva

- Il principio attivo è prednisone. Ogni compressa contiene 25 mg di prednisone.
- Gli altri eccipienti sono: lattosio monoidrato, sodio amido glicolato (tipo A), magnesio stearato,

silice colloidale anidra e talco.

Descrizione dell’aspetto di Prednisone Teva e contenuto della confezione

Compresse bianche, biconvesse, di forma cilindrica, con una linea di incisione su un lato. La linea di

frattura non consente la divisione della compressa in due dosi uguali. Le compresse di Prednisone Teva sono confezionate in blister in PVC-PVDC/alluminio. Le compresse di Prednisone Teva si presentano in confezioni contenenti 10 compresse.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Teva Italia S.r.l.

Piazzale Luigi Cadorna, 4 20123 - Milano Italia

Produttore CYNDEA PHARMA S.L.

Polígono Industrial Emiliano Revilla Sanz Avenida de Ágreda, 31 42110 Ólvega (Soria) Spagna

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Maggio 2026

Domande frequenti su PREDNISONE TEVA

Come si usa PREDNISONE TEVA?

PREDNISONE TEVA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PREDNISONE TEVA è disponibile senza ricetta?

No, PREDNISONE TEVA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PREDNISONE TEVA?

Il principio attivo di PREDNISONE TEVA è PREDNISONE.

Quali sono gli equivalenti di PREDNISONE TEVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: PREDNISONE MYLAN PHARMA, PREDNISONE DOC GENERICI, PREDNISONE EG, PREDNISONE ZENTIVA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce PREDNISONE TEVA?

PREDNISONE TEVA è prodotto da TEVA ITALIA S.R.L..

Da quando PREDNISONE TEVA è autorizzato in Italia?

PREDNISONE TEVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2015-11-24.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Prednisone Teva 5 mg compresse Prednisone Teva 25 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Prednisone Teva 5 mg compresse: ogni compressa contiene 5 mg di prednisone. Prednisone Teva 25 mg compresse: ogni compressa contiene 25 mg di prednisone. Eccipienti con effetti noti: Ogni compressa di prednisone 5 mg contiene 114,5 mg di lattosio monoidrato e sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1. Ogni compressa di prednisone 25 mg contiene 203,75 mg di lattosio monoidrato e sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Prednisone Teva 5 mg: compresse bianche, biconvesse, di forma cilindrica, con una linea di frattura su un lato e con impressa la scritta “PD5” sull’altro lato. Prednisone Teva 25 mg: compresse bianche, biconvesse, di forma cilindrica, con linea di incisione su un lato. La linea di frattura non consente la divisione della compressa in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Patologie che richiedono un trattamento sistemico con glucocorticoidi, incluse le seguenti in base al tipo e alla gravità: Terapia sostitutiva: - Malattia di Addison. - Sindrome adrenogenitale (dopo il periodo di crescita). Malattie reumatiche: Malattie reumatiche articolari o muscolari, acute e croniche, quali: - Polimialgia reumatica con o senza arterite temporale rilevabile. - Arterite temporale. - Fasi attive della collagenosi: lupus eritematoso sistemico, granulomatosi di Wegener, periartrite nodosa e altre vasculiti, polimiositi, dermatomiositi, ad eccezione di quelle direttamente indotte da patogeni, forme viscerali di sclerosi sistemica progressiva, policondrite recidivante. - Poliartrite cronica: fasi infiammatorie altamente attive e forme speciali (ad es. forme a rapida distruzione e/o che mostrano manifestazioni viscerali).

2 - Febbre reumatica quando necessario (in base allo stato della malattia). - Porpora reumatica. Malattie bronchiali e polmonari: - Asma bronchiale. Si raccomanda la somministrazione concomitante di broncodilatatori. - Malattie polmonari interstiziali come la fibrosi polmonare. Malattie dermatologiche: Malattie della cute che non possono essere trattate adeguatamente con applicazione esterna di corticosteroidi a causa della gravità o della localizzazione nel tessuto profondo, quali: - Dermatosi allergica con presenza sistemica se è colpita più del 20% della superficie corporea (orticaria cronica grave, edema di Quincke, malattia di Lyell, esantema grave indotto da farmaco). - Dermatosi infiammatoria: dermatite grave su vaste aree, lichen ruber planus esantematico, eritroderma, sindrome di Sweet, granulomatosi della cute. - Altre condizioni dermatologiche: nevralgia posterpetica, reazione di Jarisch-Herxheimer nel trattamento della sifilide con penicillina, emangioma cavernoso, malattia di Behçet, pioderma gangrenoso. - Pemfigo, pemfigoide bolloso. Malattie ematologiche/Terapia umorale: - Anemia emolitica autoimmune. - Porpora trombocitopenica. - Trombocitopenia. - Leucemia linfoblastica acuta, morbo di Hodgkin, linfoma non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica, malattia di Waldenström, mieloma multiplo (uso nell’ambito del trattamento con chemioterapia). - Agranulocitosi. - Terapia pre e post trapianto d’organo. Malattie gastrointestinali ed epatiche: - Colite ulcerosa. - Epatite. Malattie renali e delle vie urinarie efferenti: - Glomerulonefrite a lesioni minime. - Glomerulonefrite membranosa (in associazione con agenti citostatici se necessario). - Fibrosi retroperitoneale idiopatica. - Sindrome nefrosica. Malattie oftalmiche: - Congiuntivite allergica. - Cheratite, irite, iridociclite, corioretinite.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Il dosaggio dipende dal tipo e dalla gravità della patologia e dalla risposta individuale di ciascun paziente. Le seguenti linee guida sulla posologia sono un esempio: Terapia sostitutiva: - Malattia di Addison: 5-7,5 mg di prednisone/die, in due dosi separate (mattina e mezzogiorno). Se necessario, potrebbe essere somministrata una dose aggiuntiva di mineralcorticoidi (fludrocortisone). Nelle condizioni di stress, la dose deve essere aggiustata.

3 - Sindrome adrenogenitale: dopo il periodo della crescita, 5-7,5 mg di prednisone/die, in due dosi separate (mattina e sera). Malattie reumatiche: - Poliartrite cronica: 30 mg-90 mg/die. - Lupus eritematoso: 30 mg-90 mg/die. Malattie bronchiali e polmonari: - Asma bronchiale: 15 mg-60 mg/die. - Fibrosi polmonare: 60 mg/die. Malattie ematologiche/Terapia umorale: - Anemia emolitica: 30 mg-90 mg/die. - Agranulocitosi: 30 mg-90 mg/die. - Processi proliferativi del midollo: 120-150 mg/die. - Morbo di Hodgkin: 40 mg/m2 /die in terapia di associazione con agenti citostatici. - Trapianto d’organo: Rene: 90 mg-300 mg/die. Cornea: 30 mg-60 mg/die. Malattie gastrointestinali ed epatiche: - Colite ulcerosa: 30-60 mg/die, successivamente ridotti a 15 mg/die. Malattie renali e delle vie urinarie efferenti: - Sindrome nefrosica: 60-90 mg/die. Terapia farmacologica: Posologia nei bambini (dosi giornaliere): Trattamento a dosi elevate: 2-3 mg di prednisone/kg di peso corporeo. Dosi intermedie: 1 mg di prednisone/kg di peso corporeo. Dosi di mantenimento: 0,25 mg di prednisone/kg di peso corporeo. Nei bambini durante il periodo della crescita, il trattamento deve essere alternante o intermittente. Riduzione della dose: Nei trattamenti prolungati la dose di mantenimento deve essere la più bassa possibile. Per ridurre la dose, insieme al monitoraggio della malattia, possono essere utilizzati i seguenti schemi orientativi: Più di 30 mg Riduzione di 10 mg ogni 2 -5 giorni Tra 30 e 15 mg Riduzione di 5 mg settimanalmente Tra 15 e 10 mg Riduzione di 2,5 mg ogni 1 - 2 settimane Tra 10 e 6 mg Riduzione di 1 mg ogni 2 - 4 settimane Meno di 6 mg Riduzione di 0,5 mg ogni 4 - 8 settimane Nelle situazioni di elevato stress fisico, quali stati febbrili, incidenti o interventi chirurgici, può essere necessario aumentare, temporaneamente, la dose giornaliera di corticosteroidi. Nei pazienti anziani, deve essere studiato attentamente il rapporto rischio/beneficio. Le reazioni avverse come l’osteoporosi devono essere prese in considerazione. Nei bambini, se possibile, il trattamento deve essere intermittente o alternante. Modo di somministrazione Di norma, la dose giornaliera deve essere divisa in 3-4 somministrazioni, preferibilmente dopo i pasti e prima di coricarsi. In alcuni casi, la dose giornaliera può essere somministrata in un’unica dose al mattino. A seconda del profilo clinico e della reazione individuale di ciascun paziente, deve essere valutata la possibilità di un trattamento alternativo.

Le compresse devono essere assunte con una sufficiente quantità di liquidi. Le compresse possono essere rotte per agevolarne l’assunzione. Non appena siano ottenuti risultati terapeutici buoni, la dose deve essere ridotta alla dose di mantenimento o fino alla conclusione del trattamento. Se necessario, monitorare il feedback surrenale. Al fine di evitare sindrome da astinenza, le compresse di prednisone non devono essere sospese improvvisamente: il dosaggio deve essere ridotto progressivamente.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al prednisone o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Non vi sono altre controindicazioni nel trattamento a breve termine nelle indicazioni vitali. Nei trattamenti a lungo termine, ci sono alcune controindicazioni assolute: - Infezioni virali acute (ad es. herpes simplex, herpes zoster, varicella). - Un periodo da 8 settimane prima a 2 settimane dopo la somministrazione di un vaccino di profilassi. Le seguenti controindicazioni sono considerate relative, se insieme al trattamento con steroidi è presente un’altra malattia che potrebbe attivarsi o peggiorare a causa di questo trattamento. Queste controindicazioni non devono essere tenute in considerazione se la seconda malattia può essere compensata da un trattamento adeguato in modo da ottenere un rapporto rischio/beneficio positivo: - Ulcera peptica: trattamento concomitante con agenti antiulcera. - Infezioni batteriche acute e croniche: trattamento antibiotico specifico; nel caso di tubercolosi di base (riattivazione cavernosa), questo prodotto deve essere usato con la copertura di farmaci anti-tubercolosi. - Micosi sistemica: trattamento antimicotico concomitante. - Ipertensione difficile da controllare: in combinazione con farmaci antiipertensivi e controlli regolari. - Diabete mellito: monitoraggio clinico e adattamento del trattamento antidiabetico. - Osteoporosi: somministrazione concomitante di calcio e vitamina D (se necessario). Nell’osteoporosi grave, questo prodotto deve essere somministrato solo nelle indicazioni vitali o per un breve periodo. - Anamnesi psichiatrica: monitoraggio neurologico. - Osteomalacia. - Glaucoma ad angolo chiuso e aperto: monitoraggio oftalmico e terapia.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

A seconda della dose e della durata del trattamento, può verificarsi uno scambio negativo di ioni di calcio, pertanto si raccomanda un trattamento profilattico dell’osteoporosi. Ciò va tenuto in considerazione soprattutto se il paziente presenta i seguenti fattori di rischio: predisposizione familiare, invecchiamento, post-menopausa, inadeguata assunzione giornaliera di albumina e calcio, tabagismo rilevante e mancanza di attività fisica. Le misure preventive includono sufficiente assunzione di calcio e vitamina D (latte, uova, pesce) e attività fisica. Se appropriato, può essere somministrato un trattamento di profilassi (calcio, vitamina D e per le donne, terapia sostitutiva a base di estrogeni). Come misura aggiuntiva, può essere somministrato un trattamento farmacologico a pazienti con fattori di rischio per l’osteoporosi. Nei trattamenti prolungati, devono essere condotti controlli regolari (inclusi controlli oftalmici ad intervalli di 3 mesi); si deve assicurare un’adeguata integrazione di potassio e sodio e i livelli sierici d

5 potassio devono essere monitorati. Nei pazienti con insufficienza cardiaca grave è indicato un attento controllo. Nell’ipotiroidismo o nella cirrosi epatica, possono essere sufficienti dosi relativamente basse, oppure può essere necessaria una riduzione della dose. Si deve tener conto del fatto che l’uso continuato di prednisone nella popolazione pediatrica può produrre pancreatite acuta grave. Sono stati inoltre segnalati aumenti della pressione intracranica che hanno portato a sintomi quali cefalea, perdita della vista, paralisi oculomotoria e papilledema. Alla conclusione del trattamento o all’interruzione della terapia prolungata devono essere considerati i seguenti fattori di rischio: esacerbazione o recidiva della patologia di base, insufficienza corticosurrenalica acuta (in particolare in condizioni di stress, ad es. infezioni, dopo incidenti, aumentata attività fisica), sindrome da astinenza da cortisone. È necessaria cautela quando si prescrivono corticosteroidi, incluso il prednisolone. La soppressione della risposta infiammatoria e della funzione immunologica aumentano la sensibilità alle infezioni e la loro gravità. La manifestazione clinica può essere spesso atipica e le infezioni gravi, come la setticemia e la tubercolosi possono essere mascherate e possono raggiungere uno stadio avanzato prima di essere riconosciute. Prima di istituire il trattamento è importante escludere l’esistenza di processi infettivi, e durante il trattamento è importante monitorare l’insorgenza di qualsiasi malattia infettiva. Prednisone deve essere usato con cautela e sotto stretto controllo nei pazienti con: - Infezioni batteriche acute e croniche: usare un trattamento antibiotico specifico. - Anamnesi di tubercolosi. I pazienti che corrono un rischio maggiore devono ricevere un trattamento tubercolostatico. - Linfoadeniti a seguito dell’inoculazione del vaccino BCG. - Epatite cronica attiva con anticorpi HBsAg positivi. - Infezioni virali acute (herpes zoster, herpes simplex, varicella, cheratite erpetica, epatite B) possono indurre gravi conseguenze in pazienti trattati con glucocorticoidi. I bambini immunocompromessi e le persone che non hanno avuto la varicella o il morbillo sono particolarmente a rischio. Nel caso in cui questi pazienti vengano a contatto con persone affette da morbillo o varicella durante il trattamento, deve essere avviata una terapia di prevenzione. - Micosi sistemiche e parassitosi (vedere paragrafo 4.3); un trattamento antimicotico o antiparassitario concomitante deve essere valutato, in pazienti con infezione nota o in caso di sospetta infezione da Strongyloides. È necessaria cautela quando i corticosteroidi, incluso il prednisone, vengono prescritti a pazienti con precedente miopatia da steroidi ed è necessario un frequente monitoraggio del paziente. Attenzione speciale è raccomandata quando prednisone debba essere somministrato da 8 settimane prima a 2 settimane dopo una vaccinazione con vaccini vivi (questa condizione deve essere considerata una controindicazione assoluta all’uso quando i pazienti necessitano di un trattamento a lungo termine con corticosteroidi, vedere paragrafo 4.3). Vaccinazioni con vaccini inattivi sono generalmente fattibili. In ogni caso, deve essere tenuto in considerazione che alte dosi di glucocorticoidi possono impedire la risposta immunitaria e l’esito della vaccinazione con vaccini inattivi. In caso di ulcera peptica, la terapia corticosteroidea non è controindicata se un trattamento anti-ulcera viene somministrato contemporaneamente. In pazienti con anamnesi di ulcera, la terapia corticosteroidea può essere prescritta con monitoraggio clinico e dopo endoscopia con fibra ottica, se necessario.

Quando la terapia con corticosteroidi è essenziale, il diabete e l’ipertensione non sono controindicazioni, ma il trattamento potrebbe interferire sul controllo di queste condizioni. La gestione di queste condizioni deve essere rivalutata. Durante l’assunzione di cortisone, o anche 6 mesi dopo la sospensione, i pazienti devo essere avvisati della necessità di aumentare la dose usuale o riprendere la terapia sostitutiva nei casi di stress (es. chirurgia, traumi, infezioni). Interruzione del trattamento La sospensione della terapia a base di prednisone deve essere graduale, preferibilmente sotto stretto controllo medico (a causa del rischio di insufficienza surrenalica). Disturbi visivi Con l’uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riferiti disturbi visivi. Se un paziente si presenta con sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio a un oculista per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta, glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (CSCR), che sono state segnalate dopo l’uso di corticosteroidi sistemici e topici. Crisi renale sclerodermica Si richiede cautela in pazienti con sclerosi sistemica a causa di un aumento dell’incidenza di crisi renale sclerodermica (possibilmente fatale) con ipertensione e diuresi diminuita osservate in seguito all’assunzione di una dose giornaliera pari o superiore a 15 mg di prednisolone. La pressione arteriosa e la funzione renale (creatinina s), pertanto, devono essere sottoposte a controlli regolari. In caso di sospetta crisi renale, la pressione arteriosa deve essere sottoposta a controlli accurati. La paralisi periodica tireotossica (TPP) può manifestarsi in pazienti con ipertiroidismo e con ipokaliemia indotta da prednisone. La TPP deve essere sospettata nei pazienti trattati con prednisone che presentano segni o sintomi di debolezza muscolare, in particolare nei pazienti affetti da ipertiroidismo. In caso di sospetto di TPP, è necessario monitorare immediatamente i livelli di potassio ematico e gestirli in modo adeguato per garantire il ripristino dei valori normali. Influenza sui metodi di indagine: alcune reazioni della cute possono essere inibite nei test allergici. Si noti che il prodotto contiene un componente che può determinare un esito analitico positivo ai controlli anti-doping. Questo prodotto contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose massima giornaliera, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

L’azione del prednisone può essere influenzata dalla somministrazione dei seguenti medicinali: - Induttori enzimatici: l’effetto dei corticosteroidi può essere ridotto se vengono somministrati in concomitanza con fenobarbital, carbamazepina, rifampicina, fenitoina o barbiturici. - Inibitori enzimatici: l’effetto dei corticosteroidi può essere aumentato dalla somministrazione di eritromicina o ketoconazolo. - Si ritiene che il trattamento concomitante con inibitori di CYP3A, compresi i medicinali contenenti cobicistat, possa aumentare il rischio di effetti indesiderati sistemici. L’associazione deve essere evitata a meno che il beneficio non superi il maggior rischio di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi; in questo caso è necessario monitorare i pazienti per verificare l’assenza di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi.

7 - Estrogeni: la somministrazione concomitante con estrogeni può alterare il metabolismo dei corticosteroidi, incluso il metilprednisolone. Le necessità di corticosteroidi possono essere ridotte in pazienti in trattamento con estrogeni (ad es., contraccettivi). - Gli antiacidi (alluminio e magnesio) possono ridurre i livelli plasmatici di prednisone e portare a una potenziale riduzione della sua attività a causa di una riduzione dell’assorbimento di prednisone. La somministrazione di prednisone può influenzare l’azione dei seguenti medicinali: - Digitalici: in caso di somministrazione concomitante di prednisone e glucosidi digitalici, si tenga conto che il loro effetto può essere aumentato dall’ipopotassiemia. - Rilassanti muscolari: l’uso di rilassanti muscolari non depolarizzanti in pazienti trattati con corticosteroidi può indurre rilassamento prolungato (vedere “Effetti indesiderati”). - Diuretici: la somministrazione concomitante di diuretici può aumentare l’escrezione di potassio. - Amfotericina B: i corticosteroidi possono aumentare l’ipopotassiemia causata dall’amfotericina B. - Antidiabetici: i glucocorticoidi possono ridurre l’effetto ipoglicemizzante degli agenti antidiabetici. Se i corticosteroidi sono somministrati con sulfaniluree, è possibile un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, a causa della ridotta tolleranza dei carboidrati, dovuta alla terapia con corticosteroidi. - Anticoagulanti: i glucocorticoidi possono ridurre l’effetto anticoagulante dei derivati della cumarina. - Ciclosporina: a causa della reciproca inibizione del metabolismo, ciclosporina e prednisone non devono essere somministrati in concomitanza poiché possono aumentare il rischio di convulsioni cerebrali. - Ciclofosfamide: se assunto in concomitanza, il prednisone può alterare l’effetto della ciclofosfamide. - Antinfiammatori non steroidei: la somministrazione concomitante di agenti antinfiammatori non steroidei o antireumatici (indometacina, acido acetilsalicilico) può aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale. - Le reazioni della pelle ai test allergici possono essere influenzate.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gli studi sugli animali hanno riportato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3) e un effetto teratogeno che si manifesta come palatoschisi, in alcune specie (la rilevanza di questo effetto sulle gravidanze umane non è considerata significativa). Fino ad ora l’uso di prednisone in donne in gravidanza non è stato associato ad effetti avversi sul feto o sul neonato. Tuttavia, non possono essere esclusi disturbi della crescita intrauterina causati da trattamento prolungato con corticosteroidi. Nei trattamenti effettuati nel periodo vicino alla fine della gravidanza, c’è il rischio di atrofia della corteccia surrenale fetale, che richiederà terapia sostitutiva nel neonato. Durante la gravidanza o se vi è la possibilità di una gravidanza, il trattamento deve essere limitato a casi in cui i corticosteroidi sono assolutamente necessari (trattamenti di ripristino ormonale, ecc.) Prednisone e prednisolone sono stati utilizzati con successo per prevenire il distress respiratorio nei bambini nati a 28 e 36 settimane di gestazione. Le donne in gravidanza devono rivolgersi al medico in caso di sintomi di malattie acute: condizioni infettive, digestive o psichiatriche. I glucocorticoidi vengono escreti nel latte materno, anche se il prednisone viene escreto in piccole quantità. Non sono stati riportati danni ai bambini. Tuttavia, il trattamento prolungato con dosi elevate di prednisone può influenzare la funzione surrenale del bambino e durante l’allattamento i glucocorticoidi devono essere somministrati solo nei casi di evidente necessità. Se, per ragioni terapeutiche, sono necessarie dosi molto elevate, l’allattamento al seno deve essere interrotto.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La capacità di guidare veicoli o di usare macchinari può essere compromessa in alcuni casi, poiché il trattamento prolungato con glucorticoidi può indurre una riduzione dell’acuità visiva, a causa dell’opacizzazione del cristallino.

4.8 Effetti indesiderati

Le frequenze degli eventi avversi sono classificate come segue: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Nel trattamento a breve termine con prednisone, l’incidenza di reazioni avverse è bassa. Ciò nonostante, si deve prendere in considerazione la possibile insorgenza di ulcere gastriche e duodenali (spesso dovute a stress) che possono essere asintomatiche, così come la riduzione della tolleranza al glucosio e bassa resistenza alle infezioni. In base alla dose e alla durata della terapia, possono comparire i seguenti effetti indesiderati: Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota: appetito aumentato, diabete mellito, obesità centrale, tolleranza al glucosio alterata, ritenzione di sodio con formazione di edema, ipokaliemia, ritenzione di liquidi. Disturbi del sistema immunitario Non nota: risposta immunitaria ridotta. Disturbi psichiatrici Comune: schizofrenia, allucinazione, ansia, stato confusionale, delirio, dipendenza, disturbo del comportamento, disturbo del sonno, umore euforico, umore depresso, sbalzi di umore, irritabilità, mania, nervosismo, idea suicida. Non nota: sindrome da astinenza, depressione, insonnia. Infezioni ed infestazioni Non nota: sensibilità alle infezioni aumentata, tubercolosi latente, bassa resistenza alle infezioni, infezione opportunistica, infezione mascherata. Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota: linfopenia, eosinopenia, policitemia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non nota: debolezza muscolare, atrofia muscolare, deperimento muscolare, miopatia, osteonecrosi, osteoporosi, ritardo di crescita nei bambini. Patologie renali e urinarie Non nota: crisi renale sclerodermica (vedere sotto “Descrizione di reazioni avverse selezionate”). Patologie del sistema nervoso Comune: epilessia, amnesia, disturbo cognitivo. Non nota: ipertensione endocranica idiopatica, iperattività psicomotoria. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non nota: acne, irsutismo, strie cutanee, ecchimosi. Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche Non nota: singhiozzo. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non nota: amenorrea, disfunzione erettile, mestruazioni irregolari.

Patologie dell’occhio Non nota: cataratta, glaucoma, corioretinopatia, visione offuscata (vedere anche il paragrafo 4.4). Patologie cardiache Non nota: bradicardia (a seguito di dosi elevate). Patologie endocrine Non nota: insufficienza surrenalica, atrofia surrenalica, Cushingoide, sindrome di Cushing. Patologie gastrointestinali Non nota: emorragia gastrointestinale, ulcera peptica, perforazione gastrointestinale, pancreatite. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non nota: guarigione compromessa. Patologie vascolari Non nota: ipertensione. Esami diagnostici Non nota: potassio urinario aumentato. Si deve tener conto che una riduzione troppo rapida della dose nei trattamenti a lungo termine può portare a uno dei seguenti sintomi: mialgie, artralgie, dispnea, anoressia, nausea, vomito, febbre, ipotensione, ipoglicemia o insufficienza corticosurrenale acuta che può essere fatale. Descrizione di reazioni avverse selezionate Crisi renale sclerodermica Tra le diverse sottopopolazioni, l’insorgenza di crisi renali sclerodermiche varia. Il rischio più elevato è stato segnalato in pazienti con sclerosi sistemica diffusa; il rischio più basso è stato segnalato in pazienti con sclerosi sistemica limitata (2%) e sclerosi sistemica ad esordio giovanile (1%). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalareuna-sospetta-reazione-avversa.

4.9 Sovradosaggio

Non sono noti casi di intossicazione acuta con prednisone. In caso di sovradosaggio, si prevede l’insorgenza di reazioni avverse di maggiore intensità (vedere paragrafo 4.8), in particolare quelle relative al sistema endocrino, al metabolismo e al bilancio elettrolitico. Il sovradosaggio può causare eccitazione, ansia, depressione, confusione mentale, spasmi o sanguinamenti gastrointestinali, iperglicemia, ipertensione ed edema. Il trattamento deve includere misure per contrastare i sintomi, l’ossigeno terapia, una corretta assunzione di liquidi e il mantenimento della temperatura corporea. Deve essere monitorata attentamente la concentrazione degli elettroliti nel sangue e nelle urine, in particolare per quel che riguarda i livelli di sodio e potassio. Inoltre, la somministrazione di barbiturici può ridurre l’emivita plasmatica di prednisone.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Codice ATC: H02AB Categoria farmacoterapeutica: Corticoidi sistemici: Glicocorticoidi.

Il glucorticoide non fluorato prednisone viene usato nei trattamenti sistemici e ha effetti, a seconda del dosaggio, sul metabolismo di quasi tutti i tessuti. Dal punto di vista fisiologico, questo effetto è vitale per il mantenimento dell’omeostasi dell’organismo a riposo e durante l’esercizio, così come per la regolazione delle attività del sistema immunitario. In caso di insufficienza della corteccia surrenale, prednisone può sostituire l’idrocortisone endogeno. Prednisone influenza (tramite altri fattori) il metabolismo di carboidrati, proteine e grassi. L’effetto di 5 mg di prednisone è equivalente a quello di 20 mg di idrocortisone. Per via del suo effetto mineralcorticoide limitato, in caso di insufficienza corticosurrenale, nella terapia sostitutiva è necessario un trattamento con un mineralcorticoide aggiuntivo. Nella sindrome adrenogenitale, prednisone sostituisce il cortisolo, che manca a causa di un difetto di un enzima, e inibisce l’eccessiva sintesi di corticotropina ipofisaria così come l’eccessiva sintesi di androgeni da parte della corteccia surrenale. Se il difetto enzimatico ha effetti anche sulla sintesi dei mineralcorticoidi, deve essere fornita una terapia sostitutiva aggiuntiva. A dosi più elevate di quelle necessarie per la terapia sostitutiva, prednisone ha un rapido effetto antiflogistico (antiessudativo e antiproliferativo) e un effetto immunosoppressivo ritardato. Prednisone inibisce la chemotassi e l’attività delle cellule del sistema immunitario così come il rilascio e gli effetti dei mediatori dell’infiammazione e reazioni immunitarie, ad esempio enzimi lisosomiali, prostaglandine e leucotrieni. Nell’ostruzione bronchiale, prednisone aumenta l’effetto dei broncodilatatori betamimetici (effetto permissivo). Il trattamento prolungato con dosi elevate di prednisone conduce a involuzione del sistema immunitario e della corteccia surrenale. L’effetto mineralotropico indotto dall’idrocortisone, ancora rilevabile in corso di terapia con prednisone, può rendere necessario il monitoraggio degli elettroliti sierici. L’effetto di prednisone nell’ostruzione delle vie aeree è basato essenzialmente sull’inibizione dei processi infiammatori, sulla soppressione o la prevenzione dell’edema della mucosa, sull’inibizione dell’ostruzione bronchiale, sull’inibizione o sulla restrizione della produzione di muco nonché sulla riduzione della viscosità del muco. Questi effetti sono dovuti ai seguenti meccanismi: chiusura vascolare e stabilizzazione della membrana, normalizzazione della riposta muscolare bronchiale agli agenti β2-simpaticomimetici, che sono stati ridotti a causa dell’uso prolungato, e attenuazione della reazione di tipo I a partire dalla seconda settimana di trattamento.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento In seguito a somministrazione orale, prednisone viene rapidamente e quasi completamente assorbito. La concentrazione plasmatica viene raggiunta entro 1-2 ore dopo la somministrazione. Distribuzione Nel plasma prednisone si lega in maniera reversibile alla transcortina e all’albumina. Viene ampiamente distribuito in tutto l’organismo. Il volume di distribuzione apparente è di 0,4-1 l/kg. Metabolismo Una percentuale tra 80% e 100% di prednisone è sottoposta a effetto di primo passaggio epatico e viene metabolizzato in prednisolone per diventare attivo. Prednisolone viene metabolizzato principalmente nel fegato: il 70% tramite glucuronidazione e circa il 30% tramite sulfatazione. Vi è una parziale conversione in 11β, 17β-diidrossiandrosta-1, 4-dien-3-one e 1,4-regnadien-20-olo, metaboliti inattivi dal punto di vista ormonale. Prednisone e prednisolone passano nel latte materno in piccole quantità (0,07-0,23% della dose). Il rapporto di concentrazione latte/plasma aumenta con dosi più elevate (25% della concentrazione sierica nel latte materno dopo una dose di 80 mg/die di prednisolone). Eliminazion

L’eliminazione avviene principalmente per via renale. Solo una minuscola percentuale di prednisone raggiunge le urine immodificata. L’emivita di eliminazione plasmatica è di circa 3 ore mentre la sua emivita e di 18-36 h. In caso di gravi disturbi della funzione epatica, l’emivita può essere superiore.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta: In studi di tossicità acuta condotti con prednisolone e prednisone nei ratti, la DL50 era di 240 mg di prednisolone/kg di peso corporeo. Nell’uomo, sono ben tollerate dosi fino a 200 mg di prednisone. In alcune indicazioni (ad es. forme specifiche di shock, shock polmonare o per l’immunosoppressione dopo trapianto d’organo) possono essere raccomandate dosi fino a 3000 mg. Tossicità cronica: Dopo la somministrazione di prednisone nella cavia (0,5-5 mg/kg di peso corporeo) e nel cane (4 mg/kg di peso corporeo) sono stati riportati effetti cronici sui tessuti, quali necrosi muscolare. Nei ratti, in seguito alla somministrazione giornaliera di prednisolone (33 mg/kg di peso corporeo) per 7-14 giorni per via intraperitoneale, sono state osservate alterazioni nelle isole di Langerhans. Nel coniglio è stato indotto danno epatico con una dose giornaliera di 2-3 mg di peso corporeo per 2-4 settimane. Potenziale mutageno e teratogeno: Gli effetti mutageni di prednisolone e prednisone non sono stati sufficientemente studiati, anche se informazioni preliminari suggeriscono tale effetto. Non sono stati condotti studi a lungo termine sull’animale per studiare l’effetto teratogeno. Tossicità sulla riproduzione: Negli esperimenti condotti sul topo, sul criceto e sul coniglio, prednisolone ha causato palatoschisi. La somministrazione parenterale nel ratto ha mostrato lievi anomalie di cranio, mascella e lingua. Sono stati inoltre riferiti disturbi nella crescita intrauterina. Nell’uomo, circa 200 casi (140 con prednisone, 60 con prednisolone) non hanno mostrato un aumento del rischio di malformazioni, anche se il numero di casi non è sufficientemente significativo per escludere tali rischi. Finora l’esperienza clinica con glucocorticoidi durante il primo trimestre di gravidanza non ha mostrato alcun effetto teratogeno nell’uomo. Se somministrato a dosi elevate e per un periodo prolungato (30 mg/die per almeno 4 settimane), prednisolone ha causato disturbi reversibili della spermatogenesi che persistevano per diversi mesi dopo che la somministrazione del farmaco si era conclusa.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio monoidrato, talco, silice colloidale anidra, magnesio stearato e sodio amido glicolato (tipo A).

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

12 3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Le compresse sono confezionate in blister in PVC-PVDC/Alu. Prednisone Teva 5 mg compresse si presentano in confezioni che contengono 10, 20 e 30 compresse. Prednisone Teva 25 mg compresse si presentano in confezioni che contengono 10 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l Piazzale Luigi Cadorna, 4 20123 - Milano Italia

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

043411014 “5 mg compresse” 10 compresse in blister PVC-PVDC/ALU 043411026 “5 mg compresse” 20 compresse in blister PVC-PVDC/ALU 043411038 “5 mg compresse” 30 compresse in blister PVC-PVDC/ALU 043411040 “25 mg compresse” 10 compresse in blister PVC-PVDC/ALU

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 24 Novembre 2015

10. Data di revisione del testo

Maggio 2026

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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