TAMOXENE

TAMOXENE è indicato nel trattamento del tumore della mammella.

Usato per: cancro al seno

Principio attivo: TAMOXIFENE · ATC L02BA01 · S.F. GROUP S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"20 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 20 COMPRESSE A 4,58 € 4,58 € 0,00 € + ticket*
"10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 30 COMPRESSE A 7,38 € 5,06 € 2,32 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: TAMOXIFENE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 10 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 20 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: S.F. GROUP S.R.L.
Codice ATC: L02BA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· TAMOXIFENE EG - EG S.P.A.
· TAMOXIFENE RATIOPHARM - RATIOPHARM GMBH
· SERTAM - S.F. GROUP S.R.L.
· NOLVADEX - ASTRAZENECA S.P.A.
· NOMAFEN - LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.
· KESSAR - ORION CORPORATION
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

TAMOXENE contiene il principio attivo tamoxifene. Il tamoxifene appartiene alla classe dei medicinali chiamati “antiestrogeni”. Gli estrogeni sono una sostanza naturalmente presente nel corpo, conosciuta come “ormoni sessuali”.

TAMOXENE agisce bloccando gli effetti degli estrogeni sul suo corpo. TAMOXENE è indicato nel trattamento del tumore della mammella.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda TAMOXENE

- Se è allergico al tamoxifene o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati
al paragrafo 6).
- Se è in gravidanza (vedere ‘Gravidanza e allattamento’).
- In caso di terapia preventiva perchè è ad alto rischio di sviluppare tumore al seno.
- Se ha una particolare forma di tumore al seno (carcinoma duttale in situ) e necessita di una
concomitante terapia per fluidificare il sangue o se ha avuto in passato un coagulo di sangue in un

vaso sanguigno (trombosi venosa profonda o embolia polmonare). - Se è in età pediatrica.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico prima di prendere TAMOXENE:

- Se ha un basso livello di globuli bianchi (leucopenia) o di piastrine (trombocitopenia), il medico le
chiederà di sottoporsi a periodici esami del sangue.
- Se si verificano sanguinamenti vaginali insoliti, sia durante il trattamento con TAMOXENE che
in qualsiasi momento dopo la sua interruzione, il medico le chiederà di sottoporsi a immediati

controlli dell’apparato genitale. Il medico le chiederà, inoltre, durante il trattamento con
TAMOXENE di sottoporsi a periodici controlli dell’apparato genitale perché si possono verificare
delle alterazioni a livello dell'utero (endometrio), alcune delle quali possono essere anche gravi e
potrebbero includere un tumore.
- Se ha avuto in passato un mancato afflusso di sangue al cervello (ictus), eventi simili all'ictus,
malattie dovute alla formazione e distacco di coaguli di sangue (tromboemboliche) o tumore
dell'utero, poiché queste malattie potrebbero ripresentarsi durante il trattamento con TAMOXENE
(vedere paragrafo 4 Possibili effetti indesiderati).
- Se ha una particolare forma di tumore al seno (carcinoma duttale in situ). La decisione di iniziare la
terapia con tamoxifene deve essere discussa con il proprio medico, valutando insieme i potenziali
rischi e benefici.
- Se ha una storia di angioedema ereditario poiché TAMOXENE può causare o peggiorare i sintomi

dell'angioedema ereditario. Se si verificano sintomi come gonfiore del viso, delle labbra, della lingua e/o della gola con difficoltà a deglutire o respirare, si rivolga immediatamente al medico. - Se sta assumendo determinati farmaci perché potrebbero interagire con TAMOXENE (vedere Altri medicinali e TAMOXENE).

Studi condotti su donne in premenopausa che hanno assunto tamoxifene per ridurre il rischio di cancro

della mammella o per il trattamento del cancro della mammella hanno riportato una riduzione della densità ossea. Se è una donna in premenopausa in trattamento con tamoxifene, chieda consiglio al suo medico su come mantenere la salute delle sue ossa.

TAMOXENE non è indicato nelle condizioni di patologia mammaria benigna. Nell’eventualità di ricovero in ospedale, informi il personale medico di essere in trattamento con TAMOXENE.

Nell’intervento di ricostruzione del seno TAMOXENE può aumentare il rischio di formazione di coaguli di sangue nei piccoli vasi del tessuto utilizzato per dare la forma al nuovo seno, che possono portare a complicanze.

Se soffre di problemi cardiaci, incluse alterazioni del ritmo cardiaco (aritmia), compresa una condizione chiamata sindrome del QT lungo (intervallo QT prolungato), il rischio di alterazioni del ritmo cardiaco può aumentare durante il trattamento con Tamoxene.

Presti particolare attenzione con TAMOXENE: In associazione al trattamento con TAMOXENE sono state riportate reazioni cutanee gravi, incluse la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica.

Interrompa il trattamento con TAMOXENE e consulti immediatamente il medico se osserva uno dei sintomi correlati a queste gravi reazioni cutanee descritte nel paragrafo 4.

Si può verificare arresto del flusso mestruale in pazienti in premenopausa.

Per chi svolge attività sportiva

L'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività

ai test antidoping.

Bambini e adolescenti L’uso di TAMOXENE nei bambini non è raccomandato, in quanto la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite.

Altri medicinali e TAMOXENE Informi il medico se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare, informi il medico se sta assumendo:

- paroxetina, fluoxetina (esempi di antidepressivi);
- bupropione (antidepressivo o farmaco di supporto per smettere di fumare);
- chinidina (per esempio utilizzata nel trattamento delle aritmie cardiache);
- cinacalcet (per il trattamento della disfunzione della ghiandola paratiroide);

- medicinali noti per influenzare il ritmo cardiaco;
- farmaci citotossici (usati nella cura dei tumori) poiché possono aumentare la formazione di coaguli
di sangue.

Il medico la sottoporrà a frequenti esami del sangue se sta assumendo medicinali per fluidificare il sangue, chiamati anticoagulanti di tipo dicumarolico (ad es. warfarin). Tamoxifene infatti può aumentare significativamente l’attività di questi medicinali. L’uso del tamoxifene in associazione con un altro medicinale per il trattamento del tumore del seno (inibitore dell’aromatasi) come terapia adiuvante non ha mostrato un’efficacia migliore rispetto a tamoxifene da solo.

In alcuni studi, è stata riportata una ridotta efficacia del tamoxifene quando somministrato in

concomitanza con rifampicina e con alcuni antidepressivi SSRI (ad es. paroxetina).

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte

materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Non prenda TAMOXENE se è in corso una gravidanza (vedere paragrafo 2 Non prenda TAMOXENE); eviti una gravidanza e se, sessualmente attiva, usi contraccettivi di barriera (ad es. preservativo o diaframma) o altri metodi contraccettivi non ormonali durante il trattamento con TAMOXENE e nei nove mesi successivi all’interruzione della terapia, in quanto ci potrebbero essere dei rischi per il bambino. Consulti il medico per un consiglio sulla contraccezione.

Se è in premenopausa, prima di iniziare il trattamento, il medico la sottoporrà ad attenti controlli per escludere la possibilità di una gravidanza in corso.

Allattamento L’impiego di TAMOXENE durante l’allattamento non è raccomandato, in quanto dati limitati suggeriscono che TAMOXENE e i suoi metaboliti attivi siano escreti e si accumulino nel tempo nel latte materno. Il medico valuterà se interrompere l’allattamento o la terapia con TAMOXENE.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Non guidi o non usi macchinari se nota che le sue capacità sono compromesse. TAMOXENE può causare stanchezza.

TAMOXENE contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

TAMOXENE contiene sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza

sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose raccomandata è da 20 a 40 mg in una o due somministrazioni giornaliere. È necessario seguire le istruzioni del proprio medico per quanto riguarda modo e frequenza di assunzione delle compresse.

Se prende più TAMOXENE di quanto deve

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di TAMOXENE avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Se dimentica di prendere TAMOXENE

Nel caso in cui dimenticasse di prendere una dose, è opportuno assumerla appena possibile. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Se interrompe il trattamento con TAMOXENE Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa il trattamento con tamoxifene e consulti immediatamente il medico in caso di insorgenza di uno dei seguenti sintomi: - difficoltà a respirare;

- gonfiore del viso, delle labbra, della lingua o della gola, difficoltà a deglutire o a respirare
(angioedema). TAMOXENE può causare o peggiorare i sintomi dell’angioedema ereditario;
- gonfiore delle mani, dei piedi o delle caviglie;
- orticaria;
- macchie rossastre non rialzate sul tronco a forma di bersaglio o circolari, spesso con vesciche
centrali, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei genitali e degli

occhi. Queste gravi eruzioni cutanee possono essere precedute da febbre e sintomi simili a quelli influenzali [sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica] - questi effetti indesiderati si verificano raramente.

Informi immediatamente il medico se manifesta uno qualsiasi dei seguenti sintomi: - intorpidimento del volto o debolezza delle braccia o delle gambe e alterazioni della parola o della

visione che potrebbero indicare un mancato afflusso di sangue al cervello (ictus);
- dolore al petto o mancanza di fiato (dispnea) che potrebbero essere sintomi di un coagulo di sangue
nell’arteria polmonare (embolia polmonare);
- dolore alla pancia o un sanguinamento vaginale anormale che potrebbero indicare un possibile

tumore dell’utero; - tosse e mancanza di fiato (dispnea) che potrebbero essere sintomi di una infiammazione dei polmoni (polmonite interstiziale) caratterizzata da alcuni sintomi come febbre, tosse, mancanza di fiato. Durante il trattamento con tamoxifene, come con qualsiasi altro farmaco, si possono verificare degli effetti indesiderati, secondo la seguente frequenza, quali:

Molto comuni (possono interessare più di 1 paziente su 10) - nausea

- ritenzione di liquidi che causa gonfiore
- perdite di sangue vaginali
- secrezione vaginale
- eruzione cutanea
- vampate di calore
- affaticamento

- depressione.

Comuni (possono interessare fino a 1 paziente su 10)
- diminuzione del numero di globuli rossi nel sangue (anemia)
- opacizzazione del cristallino, la lente dell’occhio che serve per mettere a fuoco le immagini
(cataratta)
malattia della retina, la membrana più interna dell’occhio (retinopatia)

-
- reazioni allergiche
- elevati livelli di grassi nel sangue (trigliceridi)
- crampi alle gambe
- dolore muscolare (mialgia)
escrescenze benigne dell’utero (fibromi)

-
- improvvisa comparsa di debolezza, paralisi delle braccia o delle gambe, improvvisa difficoltà a
parlare, camminare, difficoltà a tenere in mano le cose o difficoltà a pensare che possono essere
dovuti a ridotto afflusso di sangue al cervello (ad es. ictus)
-

mal di testa
- capogiri
- disturbi sensoriali (inclusi intorpidimento e alterazione del gusto)
- prurito dei genitali esterni
- alterazioni dell’endometrio (inclusi iperplasia e polipi)
- perdita di capelli e peli (alopecia)
- vomito
- diarrea
- stitichezza
- variazioni dei livelli degli enzimi del fegato
- fegato con accumuli di grasso (steatosico)
- formazione e distacco di coaguli di sangue nei vasi sanguigni (inclusi trombosi venosa profonda,
trombosi microvascolare ed embolia polmonare*).

Non comuni (possono interessare fino a 1 paziente su 100)
- diminuzione del numero delle piastrine (trombocitopenia)
- diminuzione del numero dei globuli bianchi (leucopenia)
- disturbi visivi
- infiammazioni del pancreas, una ghiandola del corpo (pancreatite)
- aumento del calcio nel sangue (ipercalcemia), in pazienti con tumori disseminati alle ossa

- tumore dell’endometrio, il rivestimento dell’utero (cancro endometriale)
- infiammazione dei polmoni (polmonite interstiziale)
- grave malattia del fegato (cirrosi).

Rari (possono interessare fino a 1 paziente su 1.000) - diminuzione del numero di un tipo di globuli bianchi (neutropenia)

- grave diminuzione del numero di globuli bianchi (agranulocitosi)
- alterazioni della membrana trasparente che ricopre l’occhio (cornea)
- malattia del nervo ottico, nervo che trasmette le immagini dall’occhio al cervello (neuropatia ottica)
- tumore all’utero

- escrescenze (polipi) della vagina
- aggravamento di un tumore (recrudescenza tumorale)
- endometriosi (quando le cellule che solitamente si ritrovano solo nel rivestimento dell’utero sono
presenti in altri distretti del corpo, solitamente in altri apparati vicini all’utero)
- gonfiamento delle cisti ovariche
- grave infiammazione del nervo ottico, nervo che trasmette le immagini dall’occhio al cervello
(neurite ottica)
- infiammazione del fegato (epatite)

- ristagno della bile (colestasi)
- anomalie del fegato
- danno al fegato (epatocellulare)
- morte delle cellule del fegato (necrosi epatica)
- reazione allergica caratterizzata da gonfiore del volto, labbra e gola (angioedema)

- infiammazione dei vasi sanguigni con formazione di rigonfiamenti e macchie della pelle (vasculiti cutanee)

- malattia del sistema immunitario caratterizzata dalla formazione di rigonfiamenti sotto la pelle
(pemfigoide bolloso)
- reazione allergica caratterizzata da macchie sulla pelle (eritema multiforme).

Molto rari (possono interessare fino a 1 paziente su 10.000)

- malattia del sistema immunitario che colpisce la pelle con la formazione di eritemi, lesioni, alopecia
(lupus eritematoso cutaneo)
- malattia causata dall’accumulo nel sangue di alcune proteine del fegato, le porfirine, che porta alla
formazione di bolle, lesioni che si trasformano in croste e cisti sulla pelle (porfiria cutanea tarda)
- eruzione sulla pelle caratterizzata da rossore, gonfiore e/o formazione di vesciche dopo la

radioterapia (reazione da rievocazione di irradiazione).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) - densità minerale ossea ridotta nelle donne in premenopausa cambiamenti nell'attività elettrica del cuore (QT dell’elettrocardiogramma prolungato).

-

*Il rischio di eventi tromboembolici risulta aumentato con l’utilizzo di TAMOXENE in associazione a sostanze citotossiche.

Altri effetti indesiderati riportati in letteratura sono: vertigini, mal di testa, depressione, confusione e stanchezza. Sono stati segnalati disturbi mestruali (compreso arresto del flusso mestruale). Dai risultati di un vasto studio, della durata di 5 anni che ha coinvolto circa 13.000 donne ad alto rischio per insorgenza di cancro del seno è emerso un aumento dell’incidenza delle seguenti reazioni avverse nelle donne trattate con il tamoxifene rispetto a quelle non trattate: cancro dell'utero (adenocarcinoma endometriale e sarcoma uterino), embolia polmonare, trombosi venosa profonda, ictus, formazione di cataratta e operazioni chirurgiche per cataratta. Alcuni dei casi di tumori maligni uterini, di ictus

cerebrale e di embolia polmonare hanno avuto esito fatale. Sono stati segnalati fibromi uterini, endometriosi ed altre alterazioni endometriali incluso iperplasia e polipi. Può verificarsi una polmonite interstiziale che può presentare gli stessi sintomi della polmonite, quali dispnea e tosse.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene TAMOXENE

TAMOXENE 10 mg compresse rivestite con film

Il principio attivo è: tamoxifene citrato pari a 10 mg di tamoxifene.

Gli altri componenti sono: lattosio (vedere paragrafo 2.TAMOXENE contiene lattosio), amido di mais, gelatina, carbossimetilcellulosa sodica a legami incrociati, magnesio stearato, idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicole 300, titanio biossido.

TAMOXENE 20 mg compresse rivestite con film Il principio attivo è tamoxifene citrato pari a 20 mg di tamoxifene.

Gli altri componenti sono: lattosio (vedere paragrafo 2.TAMOXENE contiene lattosio), amido di mais, gelatina, carbossimetilcellulosa sodica a legami incrociati, magnesio stearato, idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicole 300, titanio biossido.

Descrizione dell’aspetto di TAMOXENE e contenuto della confezione

TAMOXENE 10 mg compresse rivestite con film è disponibile in blister da 30 compresse TAMOXENE 20 mg compresse rivestite con film è disponibile in blister da 20 compresse

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio SF Group S.r.l. – Via Tiburtina 1143 – 00156 Roma

Produttore Dosaggio da 10 mg: Doppel Farmaceutici s.r.l. Via Martiri delle Foibe, 1 29016 CORTEMAGGIORE (PC) Dosaggio da 20 mg: Genetic S.p.A. Contrada Canfora, 84084 Fisciano (SA)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Giugno 2026.

F arm l ian en zia

Domande frequenti su TAMOXENE

Come si usa TAMOXENE?

TAMOXENE si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

TAMOXENE è disponibile senza ricetta?

No, TAMOXENE è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di TAMOXENE?

Il principio attivo di TAMOXENE è TAMOXIFENE.

Quali sono gli equivalenti di TAMOXENE?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: TAMOXIFENE EG, TAMOXIFENE RATIOPHARM, SERTAM, NOLVADEX. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce TAMOXENE?

TAMOXENE è prodotto da S.F. GROUP S.R.L..

Da quando TAMOXENE è autorizzato in Italia?

TAMOXENE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2001-03-11.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

TAMOXENE 10 mg compresse rivestite con film TAMOXENE 20 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

TAMOXENE 10 mg compresse rivestite con film Una compressa rivestita con film contiene: Principio Attivo: tamoxifene citrato corrispondente a 10 mg di tamoxifene Eccipiente con effetti noti: Ogni compressa da 10 mg contiene 117 mg di lattosio. TAMOXENE 20 mg compresse rivestite con film Una compressa rivestita con film contiene: Principio Attivo: tamoxifene citrato corrispondente a 20 mg di tamoxifene Eccipiente con effetti noti: Ogni compressa da 20 mg contiene 234 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film per uso orale.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni Terapeutiche

TAMOXENE è indicato per il trattamento del carcinoma mammario. Pazienti con una recente prova negativa per l’espressione dei recettori per gli estrogeni hanno minore probabilità di rispondere al farmaco.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Pazienti in età adulta e anziani Da 20 a 40 mg in una o due somministrazioni giornaliere. Popolazione pediatrica L’uso nei bambini è controindicato.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - TAMOXENE non deve essere somministrato in caso di gravidanza (vedere anche paragrafo 4.6). - TAMOXENE non deve essere somministrato in età pediatrica. - Terapia preventiva in pazienti ad alto rischio di cancro mammario. - Carcinoma duttale in situ in donne che richiedano una concomitante terapia anticoagulante o che presentino un’anamnesi di trombosi venosa profonda o embolia polmonare.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

TAMOXENE non è indicato in donne sane e nelle condizioni di patologia mammaria benigna. TAMOXENE deve essere impiegato con cautela in pazienti con persistente leucopenia o trombocitopenia. Sono consigliabili periodici controlli della crasi ematica, piastrinemia inclusa. Si può verificare arresto del flusso mestruale in pazienti in premenopausa, il che non pregiudica l’attività antitumorale del farmaco. Durante trattamento con TAMOXENE è stata riportata un’aumentata incidenza di alterazioni dell’endometrio, comprendenti iperplasia, polipi, carcinoma e sarcomi del corpo dell’utero (per lo più tumori maligni mulleriani misti). L’incidenza e il quadro di queste alterazioni suggeriscono un meccanismo di base correlato alle proprietà estrogeniche di TAMOXENE. È consigliabile, quindi, che le pazienti in corso di terapia vengano sottoposte ad adeguati controlli dell’apparato genitale, in particolare dell’endometrio. Inoltre le pazienti in trattamento con TAMOXENE o che abbiano assunto il farmaco precedentemente e che presentino sanguinamento vaginale anomalo devono essere sottoposte a controlli immediati. In studi clinici con Tamoxifene nel carcinoma mammario sono stati riportati secondi tumori primari a livello di siti diversi dall’endometrio e dalla mammella controlaterale; non è stata stabilita alcuna relazione causale e il significato clinico di queste osservazioni non è chiaro. I pazienti in trattamento con tamoxifene devono essere istruiti ad avvisare immediatamente il proprio medico qualora avvertano uno qualsiasi dei seguenti sintomi: intorpidimento del volto o debolezza delle braccia o delle gambe e problemi della parola o della visione che potrebbero indicare un ictus cerebri. Lo stesso in caso di dolore toracico o dispnea che potrebbero essere sintomi di embolia polmonare, o se si presenta dolore addominale o un sanguinamento vaginale anormale che potrebbero indicare un possibile cancro dell’utero. Anche in caso di tosse e dispnea che potrebbero essere sintomi di una polmonite interstiziale i pazienti dovranno essere istruiti ad avvisare il proprio medico. Deve essere richiesto ai pazienti se abbiano avuto una storia pregressa di ictus cerebri, di eventi simili all’ictus, eventi tromboembolici o cancro dell’utero. Nella ricostruzione microchirurgica ritardata del seno Tamoxifene può aumentare il rischio di complicanze della falda microvascolare. In uno studio non controllato, condotto su 28 bambine di età compresa tra 2 e 10 anni, affette dalla sindrome di McCune Albrigth (MAS), trattate con 20 mg una volta al giorno per un periodo di tempo fino a 12 mesi, il volume medio dell’utero è risultato aumentato dopo 6 mesi di trattamento e raddoppiato al termine dello studio durato un anno. Quest’osservazione è in linea con le proprietà farmacodinamiche del tamoxifene, ma non è stata stabilita una relazione causale (vedere paragrafo 5.1). La decisione di iniziare la terapia con tamoxifene in pazienti con carcinoma duttale in situ deve essere discussa con le pazienti, valutando insieme a loro i potenziali rischi e benefici. In letteratura è stato riportato che i metabolizzatori lenti per il CYP2D6 hanno livelli plasmatici ridotti di endoxifene, uno dei più importanti metaboliti attivi del tamoxifene (vedere paragrafo 5.2). La concomitante somministrazione di medicinali che inibiscono CYP2D6 può portare alla riduzione della concentrazione del metabolita attivo endoxifene. Pertanto, la somministrazione di potenti inibitori di CYP2D6 (p.es. paroxetina, fluoxetina, chinidina, cinacalcet o bupropione) deve, quando possibile, essere evitata durante il trattamento con il tamoxifene (vedere paragrafi 4.5 e 5.2). La somministrazione di TAMOXENE non è consigliata durante l’allattamento. Studi condotti su donne in premenopausa trattate con tamoxifene per ridurre il rischio di cancro della mammella o per la gestione del cancro della mammella hanno riportato una riduzione della densità minerale ossea. Le donne in premenopausa che assumono Tamoxene devono essere informate sulle misure da adottare per mantenere la salute delle ossa, in base alle linee guida cliniche locali. In associazione al trattamento con TAMOXENE sono state riportate severe reazioni avverse cutanee (SCARs, severe cutaneous adverse reactions), che includono la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere pericolose per la vita o fatali. Al momento della prescrizione i pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. S

3 compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, TAMOXENE deve essere sospeso immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (come appropriato). Se il paziente ha sviluppato una reazione grave come SJS o TEN con l'uso di TAMOXENE, il trattamento con TAMOXENE in questo paziente non deve essere ripreso in nessun momento. Tamoxene alla dose raccomandata può prolungare l'intervallo QTc sull'elettrocardiogramma (ECG), specialmente nei pazienti con fattori di rischio predisponenti per il prolungamento dell'intervallo QT, compresi i pazienti con comorbilità cardiache o i pazienti attualmente trattati con altri medicinali noti per prolungare l'intervallo QT (vedere paragrafo 4.5). In tali pazienti si raccomanda il monitoraggio dell'ECG e degli elettroliti. Nei pazienti con angioedema ereditario, il tamoxifene può indurre o esacerbare i sintomi dell'angioedema. Informazioni importanti su alcuni eccipienti Tamoxene contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Contenuto di sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

L’impiego del tamoxifene in pazienti sottoposti a terapia con anticoagulanti di tipo dicumarolico può aumentare significativamente l’attività anticoagulante; è consigliabile in questo caso uno stretto monitoraggio degli indici di coagulazione. Quando TAMOXENE è somministrato in associazione a farmaci citotossici, si può verificare un maggior rischio di episodi tromboembolici (vedere paragrafo 4.8). Tamoxene alla dose raccomandata può prolungare l'intervallo QTc sull'elettrocardiogramma (ECG) e l'uso concomitante di Tamoxene con altri medicinali noti per prolungare l'intervallo QT può potenziare ulteriormente il prolungamento dell'intervallo QT. Si raccomanda quindi cautela in caso di tale combinazione e si consiglia il monitoraggio dell'ECG e degli elettroliti in tali pazienti (vedere paragrafo 4.4). L’uso di tamoxifene in associazione con un inibitore dell’aromatasi come terapia adiuvante non ha mostrato un’efficacia migliore rispetto a tamoxifene da solo. La conosciuta e principale via del metabolismo di tamoxifene nell’uomo è la demetilazione, catalizzata da enzimi CYP3A4. È stato riportato in letteratura che l’interazione farmacocinetica con la rifampicina, agente che induce il CYP3A4, comporta una riduzione dei livelli plasmatici di tamoxifene. Non è nota la rilevanza clinica di questa interazione. Sono state riportate in letteratura interazioni farmacocinetiche con inibitori del CYP2D6, con riduzione del 6575% dei livelli plasmatici di un metabolita attivo del tamoxifene, il 4-idrossi-N-desmetiltamoxifene (endoxifene). In alcuni studi è stata riportata una ridotta efficacia del tamoxifene quando somministrato in concomitanza con alcuni antidepressivi SSRI (p.es. paroxetina). Quando possibile, la concomitante somministrazione di potenti inibitori del CYP2D6 (p. es. paroxetina, fluoxetina, chinidina, cinacalcet o bupropione) deve essere evitata (vedere paragrafi 4.4 e 5.2), poiché non si può escludere una riduzione dell'efficacia del tamoxifene.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza TAMOXENE è controindicato in gravidanza (vedere paragrafo 4.3).

Sebbene non sia stata stabilita alcuna relazione causale con il farmaco, sono stati segnalati pochi casi di aborti spontanei, anomalie congenite e morti fetali in pazienti che avevano assunto tamoxifene. Negli studi di tossicità sul ciclo riproduttivo nel ratto, coniglio e scimmia il tamoxifene non ha mostrato potenziale teratogeno. Nei modelli sperimentali di sviluppo del tratto riproduttivo fetale del roditore, tamoxifene è stato associato a modificazioni simili a quelle causate da estradiolo, etinilestradiolo, clomifene e dietilstilbestrolo (DES). Sebbene la rilevanza clinica di tali modificazioni non sia nota, alcune di queste, specialmente l’adenosi vaginale, sono simili a quelle osservate nelle donne giovani che, nella vita intrauterina, avevano subito l’esposizione a DES e che presentano un rischio di 1:1000 di sviluppare un carcinoma a cellule chiare della vagina o della cervice. Solo un piccolo numero di pazienti è stato esposto a tamoxifene in corso di gravidanza. Non è stato riportato che tale esposizione abbia causato una successiva adenosi vaginale o carcinoma a cellule chiare della vagina o della cervice nelle donne giovani che avevano subito l’esposizione a tamoxifene nella vita intrauterina. Le pazienti devono essere informate della necessità di evitare una gravidanza durante il trattamento con TAMOXENE e per i nove mesi successivi all’interruzione della terapia, se sessualmente attive, devono usare contraccettivi di barriera o altri metodi contraccettivi non ormonali. Le pazienti in pre-menopausa, prima di iniziare il trattamento, devono essere sottoposte ad attenti controlli per escludere la possibilità di una gravidanza in atto. Le pazienti devono essere informate dei rischi potenziali per il feto qualora si instaurasse una gravidanza durante il trattamento con TAMOXENE o nei nove mesi successivi all’interruzione della terapia. Allattamento Dati limitati suggeriscono che TAMOXENE e i suoi metaboliti attivi siano escreti e si accumulino nel tempo nel latte materno, pertanto il medicinale non è raccomandato durante l’allattamento. La decisione di interrompere l’allattamento o interrompere il trattamento con TAMOXENE deve tener conto dell’importanza del medicinale per la madre.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’ uso di macchinari

È improbabile che TAMOXENE comprometta la capacità di guidare o usare macchinari. Tuttavia, è stata riportata fatica con l’uso di TAMOXENE e occorre prestare attenzione durante la guida o l'uso di macchinari mentre tale sintomo persiste.

4.8 Effetti indesiderati

Nel trattamento a lungo termine, gli effetti collaterali segnalati sono meno frequenti o meno gravi rispetto a quelli osservati con androgeni ed estrogeni impiegati per il trattamento della stessa patologia. Alcuni effetti collaterali sono attribuibili all’azione anti-estrogenica del farmaco; vampate di calore, perdite ematiche vaginali, secrezione vaginale e prurito vulvare. In alcune pazienti in pre-menopausa TAMOXENE sopprime il flusso mestruale. Altri effetti collaterali di tipo generale sono rappresentati da intolleranza gastro-intestinale, sensazione di capogiro, rash cutaneo e, in qualche caso, ritenzione di fluidi e alopecia. Quando tali effetti collaterali sono gravi è possibile controllarli attraverso una semplice riduzione del dosaggio senza influenzare la risposta al trattamento. È necessario consultare lo specialista per valutare l’opportunità del proseguimento o della sospensione del trattamento o di eventuali modifiche dello stesso. Sono stati riportati rash cutaneo (incluse rare segnalazioni di eritema multiforme, sindrome di StevensJohnson, vasculiti cutanee e pemfigoide bolloso) e comunemente reazioni di ipersensibilità, incluso angioedema.

Negli stadi iniziali della terapia, nei pazienti con lesioni ossee, si è sviluppata occasionalmente ipercalcemia. All’inizio della terapia con TAMOXENE si possono verificare episodi di recrudescenza sintomatologica della malattia (flare). Tali manifestazioni sono transitorie e spesso associate ad una buona risposta alla terapia. Sono stati segnalati casi di disturbi visivi, tra cui rari casi di alterazioni corneali e comuni casi di cataratta e retinopatia. In pazienti in trattamento con tamoxifene sono stati segnalati casi di neuropatia ottica e di neurite ottica e, in un limitato numero di casi, si è verificata cecità. In pazienti in trattamento con Tamoxifene sono stati riportati comunemente disturbi sensoriali (inclusi parestesia e disgeusia). Sono stati segnalati fibromi uterini, endometriosi ed altre alterazioni endometriali inclusi iperplasia e polipi. In pazienti trattate con TAMOXENE si è osservata piastrinopenia, generalmente limitata a valori quali 80.00090.000/mm3 , ma a volte anche inferiori. Nel corso di terapia con TAMOXENE è stata segnalata leucopenia talvolta associata ad anemia e/o trombocitopenia. Neutropenia, talvolta grave, è stata segnalata raramente e casi di agranulocitosi sono stati riportati raramente. Vi è evidenza di eventi ischemici cerebrovascolari e tromboembolici, inclusi trombosi venosa profonda, trombosi microvascolare ed embolia polmonare, che si manifestano comunemente nel corso della terapia con TAMOXENE. Il rischio di eventi tromboembolici risulta aumentato con l’utilizzo di TAMOXENE in associazione a sostanze citotossiche. Crampi alle gambe e mialgia sono stati comunemente riportati in pazienti in terapia con TAMOXENE. Occasionalmente sono stati riportati casi di polmonite interstiziale. TAMOXENE è stata associata a variazioni dei livelli degli enzimi epatici e a un quadro di più gravi anormalità epatiche, in alcuni casi fatali, tra cui fegato steatosico, colestasi ed epatite, insufficienza epatica, cirrosi e danno epatocellulare (compresa necrosi epatica). Raramente è stato osservato un aumento di volume di cisti ovariche in pazienti trattate con TAMOXENE. Nelle donne in trattamento con TAMOXENE sono stati raramente osservati polipi della vagina. Comunemente, può essere associato all’impiego di tamoxifene un incremento dei livelli sierici dei trigliceridi, in alcuni casi con pancreatite. Altri effetti indesiderati riportati in letteratura sono: vertigini, cefalea, depressione, confusione, stanchezza. In associazione al trattamento con TAMOXENE è stata riportata un’incidenza non comune di carcinoma dell’endometrio e rari casi di sarcomi del corpo dell’utero (per lo più tumori maligni mulleriani misti). Lupus eritematoso cutaneo è stato osservato molto raramente in pazienti trattate con TAMOXENE. Porfiria cutanea tarda è stata osservata molto raramente in pazienti trattate con TAMOXENE. Fatica è stata riportata molto comunemente in pazienti trattati con TAMOXENE. Reazione da rievocazione di irradiazione è stata osservata molto raramente in pazienti trattate con TAMOXENE.

Dai risultati dello studio clinico NSABP P-1, un vasto studio della durata di 5 anni che ha coinvolto circa 13.000 donne ad alto rischio per insorgenza di cancro del seno che hanno assunto tamoxifene o placebo, è emerso nelle donne trattate con il tamoxifene un aumento dell’incidenza delle seguenti reazioni avverse rispetto al gruppo di controllo: • cancro dell’utero: adenocarcinoma endometriale (tasso di incidenza per 1000 anni/donna pari a 2.20 nel gruppo delle donne trattate contro 0.71 nel gruppo di controllo), sarcoma uterino, incluso il sarcoma misto di tipo mulleriano (tasso di incidenza per 1000 anni/donna pari a 0.17 nel gruppo delle donne trattate contro 0.00 nel gruppo di controllo); • stroke (tasso di incidenza per 1000 anni/donna pari a 1.43 nel gruppo delle donne trattate contro 1.00 nel gruppo di controllo); • embolia polmonare (tasso di incidenza per 1000 anni/donna pari a 0.75 nel gruppo delle donne trattate contro 0.25 nel gruppo di controllo). Alcuni dei casi di tumori maligni uterini, di ictus e di embolia polmonare hanno avuto esito fatale. Nello stesso studio è stato rilevato anche un aumento dell’incidenza di trombosi venosa profonda, formazione di cataratta, operazioni chirurgiche per cataratta. Gli effetti indesiderati osservati con tamoxifene sono elencati in tabella 1. Se non diversamente specificato, le seguenti categorie di frequenza sono state calcolate in base al numero degli effetti indesiderati riportati in uno studio di Fase III condotto su 9.366 pazienti in post-menopausa, con carcinoma mammario operabile, trattate per 5 anni e se non specificato, non si è tenuto conto della frequenza all'interno del gruppo di trattamento comparativo o del fatto che il ricercatore l’abbia considerata collegata al farmaco in studio. Tabella 1 Effetti indesiderati mostrati da tamoxifene Frequenza Classificazione per sistemi e organi Effetto indesiderato Molto comune ( ≥ 10%) Patologie gastrointestinali • Nausea Disturbi del metabolismo e della nutrizione • Ritenzione dei fluidi Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella • Perdite ematiche vaginali • Secrezione vaginale Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo • Rash cutaneo Patologie vascolari • Vampate di calore Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione • Fatica Disturbi psichiatrici • Depressione Comune ( ≥ 1% e < 10%) Patologie del sistema emolinfopoietico • Anemia Patologie dell'occhio • Cataratta • Retinopatia Disturbi del sistema immunitario • Reazioni di ipersensibilità Esami diagnostici • Trigliceridi elevati Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo • Crampi alle gambe • Mialgia Tumori benigni, maligni e non specificati • Fibromi uterini Patologie del sistema nervoso • Eventi cerebrovascolari ischemici • Mal di testa • Capogiri • Disturbi sensoriali (inclusi parestesia e disgeusia)

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella • Prurito vulvare • Alterazioni endometriali (inclusi iperplasia e polipi) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo • Alopecia Patologie gastrointestinali • Vomito • Diarrea • Costipazione Patologie epatobiliari • Variazioni dei livelli degli enzimi epatici • Fegato steatosico Patologie vascolari • Eventi tromboembolici (inclusi trombosi venosa profonda, trombosi microvascolare ed embolia polmonare) Non comune ( ≥ 0.1% e < 1%) Patologie del sistema emolinfopoietico • Trombocitopenia • Leucopenia Patologie dell'occhio • Disturbi visivi Patologie gastrointestinali • Pancreatite Disturbi del metabolismo e della nutrizione • Ipercalcemia (in pazienti con metastasi ossee) Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) • Cancro endometriale Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche • Polmonite interstiziale Patologie epatobiliari • Cirrosi al fegato Raro ( ≥ 0.01% e < 0.1%) Patologie del sistema emolinfopoietico • Neutropenia a • Agranulocitosi a Patologie dell'occhio • Alterazioni corneali • Neuropatia ottica a Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) • Sarcoma uterino (per lo più tumori maligni mulleriani misti) a • Polipi della vagina Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella • Recrudescenza tumorale a • Endometriosi • Gonfiamento delle cisti ovariche a Patologie del sistema nervoso • Neurite ottica Patologie epatobiliari • Epatite • Colestasi a • Anomalie epatiche a • Danno epatocellulare a • Necrosi epatica a Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo • Angioedema • Sindrome di Steven-Johnson a • Vasculiti cutanee a • Pemfigoide bolloso a • Eritema multiforme a • Necrolisi epidermica tossica a Molto Raro (< 0.01%) Tessuto cutaneo e sottocutaneo • Lupus eritematoso cutaneo b Patologie congenite, familiari e genetiche • Porfiria cutanea tarda b Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura • Reazione da rievocazione di irradiazione b Non noto Patologie della cute e del tessuto • Esacerbazione dell’angioedem

8 a Questo effetto indesiderato non è stato riportato nei soggetti trattati con tamoxifene (n = 3094) nel suddetto studio. Tuttavia è stato riportato in altri studi o è stato tratto da altre fonti. La frequenza è stata calcolata usando il limite superiore dell’intervallo di confidenza al 95% per la stima puntuale (basato su 3/X, dove X rappresenta il totale del campione, ad es. 3094). Questa è calcolata come 3/3094 che equivale alla categoria di frequenza “raro”. b L’evento non è stato osservato in altri studi clinici principali. La frequenza è stata calcolata usando il limite superiore dell’intervallo di confidenza al 95% per la stima puntuale (basato su 3/X, dove X rappresenta il totale del campione di 13.357 pazienti negli studi clinici principali). Questa è calcolata come 3/13.357 che equivale alla categoria di frequenza “molto raro”. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Teoricamente un sovradosaggio dovrebbe manifestarsi con un’esaltazione degli effetti collaterali di tipo antiestrogenico. Studi condotti in animali da esperimento hanno dimostrato che un sovradosaggio elevato (100 – 200 volte la dose giornaliera consigliata) può provocare effetti di tipo estrogenico. In letteratura, è stato riportato che tamoxifene, somministrato a dosi parecchie volte quella standard, potrebbe essere associato ad un prolungamento dell’intervallo QT dell’ECG. Non esiste un antidoto specifico per il trattamento dei casi di sovradosaggio, che pertanto deve essere sintomatico.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antagonisti ormonali e sostanze correlate. Antiestrogeni. Codice ATC: L02BA01 Il tamoxifene è un farmaco non steroideo, derivato del trifeniletilene, che mostra un complesso spettro di effetti farmacologici antiestrogenici e simil-estrogenici nei diversi tessuti. Nelle pazienti con carcinoma mammario, a livello del tumore, il tamoxifene agisce principalmente come un antiestrogeno, inibendo il legame dell’estrogeno al recettore estrogenico. Tuttavia, in studi clinici è stato evidenziato un certo beneficio nei tumori con recettori per gli estrogeni negativi, il che può indicare altri meccanismi di azione. Nell’esperienza clinica, è riconosciuto che il tamoxifene induce riduzione dei livelli ematici di colesterolo totale e delle lipoproteine a bassa densità nell’ordine del 10 – 20 % nelle donne in post – menopausa. Inoltre, è stato riportato che il tamoxifene induce il mantenimento della densità minerale ossea nelle donne in post – menopausa. E’ stato osservato che tamoxifene mostra anche effetti di tipo estrogenico a livello osseo, endometriale, e sui lipidi ematici. È stato condotto uno studio non controllato con un gruppo eterogeno con 28 bambine di età compresa tra 2 e 10 anni, affette dalla sindrome di McCune Albrigth (MAS), trattate con 20 mg una volta al giorno per un periodo di tempo fino a 12 mesi. Tra le pazienti che avevano segnalato sanguinamento vaginale nel periodo sottocutaneo ereditario Disturbi muscoloscheletrici e del tessuto connettivo • Densità minerale ossea ridotta (donne in premenopausa) Disturbi cardiaci • Intervallo QT prolungat

9 antecedente lo studio, il 62% (13 pazienti su 21) non ha riscontrato sanguinamento vaginale per un periodo di 6 mesi e il 33% (7 su 21) per tutta la durata dello studio. Il volume medio dell’utero è risultato aumentato dopo 6 mesi di trattamento e raddoppiato al termine dello studio durato un anno. Quest’osservazione è in linea con le proprietà farmacodinamiche del tamoxifene, ma non è stata stabilita una relazione causale (vedere paragrafo 4.4). Non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei bambini. In particolare, non è stato studiato l’effetto a lungo termine del tamoxifene sulla crescita, sulla pubertà e sullo sviluppo in generale. La condizione di polimorfismo di CYP2D6 può essere associata ad una variabilità della risposta clinica al tamoxifene. La condizione di metabolizzatore lento può essere associata ad una riduzione della risposta. Le conseguenze delle evidenze per il trattamento dei metabolizzatori lenti di CYP2D6 non sono state pienamente analizzate (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 5.2). Genotipo CYP2D6 I dati clinici disponibili indicano che le pazienti omozigote per gli alleli non funzionali di CYP2D6 possono presentare un minore effetto del tamoxifene nel trattamento del carcinoma della mammella. Gli studi disponibili sono stati per lo più effettuati in donne in post-menopausa (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

TAMOXENE compresse filmate dopo somministrazione orale è rapidamente assorbito. La concentrazione sierica massima viene raggiunta tra 4 e 7 ore. Le concentrazioni allo stato di equilibrio (steady state – circa 300 ng/ml) vengono raggiunte dopo 4 settimane a 40 mg/die. Il farmaco dimostra un elevato legame all’albumina plasmatica (> 99%). Viene metabolizzato per idrossilazione, demetilazione e coniugazione dando origine a numerosi metaboliti che hanno un profilo farmacologico simile a quello del farmaco immodificato e che contribuiscono all’effetto terapeutico. L’escrezione del tamoxifene avviene principalmente per via fecale e un’emivita di eliminazione è stata calcolata pari a circa 7 gg per il farmaco immodificato mentre per l’ N-desmetiltamoxifene, il principale metabolita in circolo, è risultata pari a 14 gg. Il tamoxifene viene metabolizzato prevalentemente tramite CYP3A4 in N-desmetil-tamoxifene, che viene ulteriormente metabolizzato da CYP2D6 dando origine ad un altro metabolita attivo, l’endoxifene. Nelle pazienti prive dell’enzima CYP2D6 le concentrazioni di endoxifene sono all'incirca del 75% più basse che nelle pazienti con normale attività di CYP2D6. La somministrazione di forti inibitori di CYP2D6 riduce i livelli dell’endoxifene circolante in misura analoga.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

In una serie di test di mutagenesi in vitro e in vivo il tamoxifene non si è dimostrato mutageno. Tamoxifene è risultato genotossico in test di genotossicità in vitro e in vivo nel roditore. In studi a lungo termine con tamoxifene sono stati riportati tumori delle gonadi nel topo e tumori epatici nel ratto; non è stata stabilita la rilevanza clinica di queste osservazioni. Informazioni aggiuntive riguardanti la sua prescrizione sono riportate nel paragrafo 4.6.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

TAMOXENE 10 mg compresse rivestite con film lattosio, amido di mais, gelatina, carbossimetilcellulosa sodica a legami incrociati , magnesio stearato, idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicole 300, titanio biossido. TAMOXENE 20 mg compresse rivestite con film lattosio, amido di mais, gelatina, carbossimetilcellulosa sodica a legami incrociati, magnesio stearato, idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicole 300, titanio biossido.

10

6.2 Incompatibilità

A tutt’oggi non è nota alcuna incompatibilità con altri farmaci.

6.3 Periodo di validità

36 mesi

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

TAMOXENE 10 mg compresse rivestite con film Blister in PVC e PVDC sigillati con alluminio termosaldato – confezione 30 compresse. TAMOXENE 20 mg compresse rivestite con film Blister in PVC e PVDC sigillati con alluminio termosaldato – confezione 20 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

SF Group S.r.l. – Via Tiburtina 1143 – 00156 Roma

8. Numeri dell’autorizzazione all’immisione in commercio

TAMOXENE 10 mg compresse rivestite con film - 30 compresse A.I.C.N° 034790016 TAMOXENE 20 mg compresse rivestite con film - 20 compresse A.I.C.N° 034790028

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

10. Data di revisione del testo

Giugno 2026

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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