ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA

Principio attivo: ACIDO ACETILSALICILICO · ATC B01AC06 · TEVA ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"100 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTI" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL A 1,41 € 1,41 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: ACIDO ACETILSALICILICO
Forma farmaceutica: Compressa gastroresistente
Dosaggio: 100 mg COMPRESSA GASTRORESISTENTE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TEVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: B01AC06
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACIDO ACETILSALICILICO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· ACIDO ACETILSALICILICO KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· ACIDO ACETILSALICILICO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ACIDO ACETILSALICILICO PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· ACIDO ACETILSALICILICO ZENTIVA ITALIA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· CARDIOASPIRIN - BAYER S.P.A.
· CARDIRENE - SUBSTIPHARM
· ASCRIPTIN - ACARPIA FARMACEUTICI S.R.L.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Acido Acetilsalicilico Teva Italia contiene acido acetilsalicilico, che a basse dosi appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati agenti anti aggreganti piastrinici. Le piastrine sono piccole cellule del sangue che causano la coagulazione e sono coinvolte nella trombosi. Quando si forma un coagulo di sangue in un’arteria, il flusso sanguigno si blocca e si interrompe la fornitura di ossigeno. Quando

questo si verifica nel cuore, può provocare un attacco di cuore o angina; nel cervello può provocare un ictus.

Acido Acetilsalicilico Teva Italia si prende per ridurre il rischio di formazione di coaguli di sangue e

quindi prevenire i conseguenti:
- attacchi di cuore
- ictus
- problemi cardiovascolari in pazienti che soffrono di angina stabile o instabile (un tipo di dolore
al petto).

Acido Acetilsalicilico Teva Italia si usa anche per prevenire la formazione di coaguli di sangue dopo alcuni interventi al cuore fatti per allargare o sbloccare i vasi sanguigni.

Questo medicinale non è raccomandato in casi di emergenza. Può essere usato solo come trattamento preventivo.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Acido Acetilsalicilico Teva Italia
- se è allergico all’acido acetilsalicilico, ai salicilati o ad uno qualsiasi degli altri componenti di
questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
- se soffre di mastocitosi (un tumore del sangue), perché l’utilizzo di acido acetilsalicilico può
causarle gravi reazioni avverse (che comprendono shock circolatorio con vampate di calore,
ipotensione, tachicardia e vomito);
- se ha sofferto in passato di asma o le si sono gonfiate alcune parti del corpo es. viso, labbra,
gola o lingua (angioedema) dopo che aveva assunto salicilati o antiinfiammatori non steroidei
(FANS), usati per il dolore e l’infiammazione;
- se ha attualmente o ha mai avuto un’ulcera allo stomaco o all’intestino tenue o qualche altro tipo

di sanguinamento, come un ictus;
- se ha avuto problemi di coagulazione del sangue;
- se soffre di gravi problemi al fegato o ai reni;
- se soffre di grave insufficienza cardiaca (incapacità del suo cuore di fornire correttamente il
sangue a tutto il suo corpo);
- se è negli ultimi 3 mesi di gravidanza; non deve assumere dosi superiori a 100 mg al giorno

(vedere paragrafo “Gravidanza e allattamento”); - se sta assumendo un medicinale chiamato metotressato (es. per la cura di un cancro o dell’artrite reumatoide) a dosi uguali o superiori a 15 mg a settimana.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico prima di prendere Acido Acetilsalicilico Teva Italia:
- se ha lievi o moderati problemi al fegato, al cuore (vedere paragrafo “Non prenda Acido
Acetilsalicilico Teva Italia”) o se ha problemi cardiocircolatori, ad esempio vasculopatia renale
(alterazioni nei vasi sanguigni dei reni), insufficienza cardiaca congestizia, deplezione di
volume (riduzione del volume di sangue), chirurgia maggiore, sepsi (grave infezione
generalizzata) o emorragie maggiori;
-

-
se ha lievi o moderati problemi ai reni, poiché l’acido acetilsalicilico può aumentare
ulteriormente il rischio di compromissione della funzionalità dei reni e di insufficienza renale
acuta (rapida riduzione della funzionalità dei reni);
se ha sofferto di ulcere gastrointestinali, o di emorragie gastrointestinali;
- se ha una malattia del fegato (cirrosi);
- se sta assumendo alcuni farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene o
naprossene (medicinali contro il dolore, la febbre o l’infiammazione) (vedere “Altri medicinali e
Acido Acetilsalicilico Teva Italia”);
- se ha o ha avuto problemi allo stomaco o all’intestino tenue;
- se ha la pressione del sangue alta;

- se spesso soffre di perdite di sangue dal naso (epistassi);
- se è asmatico, ha la febbre da fieno, ha polipi nasali o altre malattie respiratorie croniche;
l’acido acetilsalicilico può provocare un attacco di asma e rinite;
- se è allergico ai medicinali analgesici (antidolorifici), antinfiammatori o antireumatici, e/o soffre

di altre allergie;
- se ha mai avuto la gotta;
- se ha un ciclo mestruale abbondante;
- se ha più 70 anni di età, soprattutto se sta seguendo anche altre terapie;
- se ha un’anomalia dei globuli rossi come la carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD)
e se si utilizza l’acido salicilico acetilico può verificarsi un abbassamento del livello

dell’emoglobina e la rottura di globuli rossi (anemia emolitica). La febbre, dosi elevate o le infezioni acute sono fattori che possono aumentare il rischio di emolisi.

Deve immediatamente rivolgersi al medico se i suoi sintomi peggiorano o se presenta effetti indesiderati gravi o inattesi es. sintomi di sanguinamento insoliti, gravi reazioni della pelle o qualsiasi

altro segno di grave reazione allergica (vedere paragrafo “Possibili effetti indesiderati”).

Informi il medico se sta per sottoporsi ad un intervento chirurgico (anche uno di entità minore, come l’estrazione di un dente), poiché l’acido acetilsalicilico rende il sangue più fluido e quindi può esserci

un aumentato rischio di sanguinamento.

L’acido acetilsalicilico se somministrato ai bambini può provocare la sindrome di Reye. La sindrome di Reye è una malattia molto rara che colpisce cervello e fegato, che può essere pericolosa per la vita e può essere contratta da bambini con infezioni virali come la varicella o l’influenza e richiede un immediato intervento medico. Il vomito persistente in pazienti affetti da queste malattie può essere un segno di Sindrome di Reye. Per questa ragione, Acido Acetilsalicilico Teva Italia non deve essere somministrato a bambini di età inferiore a 16 anni, se non su consiglio del medico.

Deve prestare attenzione a non disidratarsi (può sentirsi assetato ed avere la bocca secca) perché l’uso

contemporaneo di acido acetilsalicilico può produrre un deterioramento della funzione renale.

Questo medicinale non è adatto come antidolorifico o per ridurre la febbre.

Se una qualsiasi delle condizioni sopra citate la riguarda, o se ha dei dubbi in proposito, consulti il medico o il farmacista.

Altri medicinali e Acido Acetilsalicilico Teva Italia Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica.

L’efficacia del trattamento può essere influenzata se l’acido acetilsalicilico viene preso
contemporaneamente ad altri medicinali per:
- fluidificare il sangue/prevenire i coaguli (es. warfarin, eparina, clopidogrel, ticlopidina)
- rigetto di organo trapiantato (ciclosporina, tacrolimus e altri immunodepressivi)
- pressione del sangue alta (es. diuretici, antagonisti dell’aldosterone, ACE-inibitori e antagonisti
dell’angiotensina II)
-
-
-
regolazione del battito cardiaco (digossina)
malattia maniaco-depressiva (litio) del
dolore e infiammazione (es. FANS come ibuprofene e naproxene o steroidi o altri
antidolorifici/antipiretici come il metamizolo). Il metamizolo (sostanza usata per ridurre dolore
e febbre) può diminuire l'effetto dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica (cellule
del sangue che si attaccano e formano un coagulo di sangue), se assunto contemporaneamente.
Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono aspirina
a basse dosi per la cardioprotezione
- gotta (es. benzbromarone e probenecid)
- epilessia (sodio valproato/acido valproico, fenitoina)

- glaucoma (acetazolamide)
- cancro o artrite reumatoide (metotressato a dosi inferiori a 15 mg per settimana)
- diabete (es. glibenclamide, insulina)
- depressione (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) come sertralina o

paroxetina) - uso come terapia ormonale sostitutiva dopo distruzione o rimozione delle ghiandole surrenali o dell’ipofisi, o per trattare un’infiammazione, incluse le malattie reumatiche e l’infiammazione dell’intestino (glucocorticoidi sistemici, ad eccezione dell’idrocortisone).

Acido Acetilsalicilico Teva Italia con cibi e bevande

L’assunzione di alcol può aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale e prolungare il tempo di sanguinamento.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con

latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza I dati disponibili non supportano nessuna associazione tra l’assunzione di acido acetilsalicilico e

l’aumento del rischio di aborto spontaneo. Le donne in gravidanza non devono prendere acido acetilsalicilico durante la gravidanza se non su consiglio del medico. Non deve prendere Acido Acetilsalicilico Teva Italia negli ultimi 3 mesi di gravidanza salvo dietro prescrizione del medico, e in questo caso la dose giornaliera non deve superare i 100 mg (vedere paragrafo “Non prenda Acido Acetilsalicilico Teva Italia”). Dosi regolari o elevate di questo medicinale durante l’ultima parte della gravidanza possono causare gravi complicazioni nella madre o nel bambino. Non vi è alcuna evidenza di un aumento dei tassi di malformazioni congenite maggiori associate all’acido acetilsalicilico. Tuttavia, l’esposizione all’acido acetilsalicilico durante il primo trimestre di

gravidanza può essere associata ad un aumento del rischio di gastroschisi (un difetto congenito caratterizzato da un difetto nella parete addominale anteriore attraverso la quale i contenuti addominali si sporgono liberamente).

Allattamento Le donne che allattano con latte materno non devono assumere acido acetilsalicilico se non su

consiglio medico.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Acido Acetilsalicilico Teva Italia non influisce sulla capacità di guidare e di usare macchinari.

Acido Acetilsalicilico Teva Italia contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Adulti
Prevenzione degli attacchi di cuore:
- La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Prevenzione degli ictus:
- La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Prevenzione di problemi cardiovascolari in pazienti che soffrono di angina stabile o instabile (un tipo

di dolore al petto):
- La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Prevenzione della formazione di coaguli di sangue dopo alcuni tipi di interventi chirurgici al cuore:
- La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

La dose abituale per il trattamento prolungato è 100 mg (una compressa) una volta al giorno. Acido Acetilsalicilico Teva Italia non deve essere preso a dosi superiori a meno che il medico non glielo consigli e la dose non deve superare i 300 mg al giorno.

Anziani

Come negli adulti. In generale, l’acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti anziani che sono più soggetti a sviluppare eventi avversi. Il trattamento deve essere rivalutato a intervalli regolari.

Uso nei bambini e negli adolescenti L’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato a bambini e adolescenti di età inferiore ai 16 anni, a

meno che non sia prescritto dal medico (vedere paragrafo “Faccia particolare attenzione con Acido Acetilsalicilico Teva Italia”).

Modo di somministrazione

Uso orale. Le compresse devono essere ingerite intere con una sufficiente quantità di liquido (1/2 – 1 bicchiere d’acqua), almeno 30 minuti prima dei pasti. Le compresse hanno un rivestimento gastroresistente che previene gli effetti irritanti a livello gastrico e ne assicura il rilascio nell’ambiente alcalino dell’intestino e pertanto non devono essere frantumate, rotte o masticate. Se prende più Acido Acetilsalicilico Teva Italia di quanto deve Se lei (o chiunque altro) prende accidentalmente troppe compresse, deve immediatamente rivolgersi al medico o contattare il più vicino pronto soccorso. Mostri al medico quello che è rimasto del medicinale o la confezione vuota. Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento dell’intossicazione è

sintomatico.

• I sintomi da sovradosaggio moderato possono includere: ronzio alle orecchie, problemi di udito, mal di testa, capogiro, vertigini, stato confusionale e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito e dolore addominale), respirazione accelerata (iperventilazione), sudorazione eccessiva (iperidrosi), tremore e sordità.

• Un sovradosaggio considerevole può portare, oltre che alle condizioni sopra descritte, anche a sintomi come febbre, problemi respiratori, convulsioni, allucinazioni, bassi o alti livelli di zuccheri nel sangue (iper/ipoglicemia), bassi livelli di potassio nel sangue (ipokaliemia), perdita di una grande quantità di liquidi (disidratazione), accumulo di liquidi nei polmoni (edema polmonare), lesioni muscolari (rabdomiolosi), battito del cuore irregolare (aritmie), coma e collasso.

Se dimentica di prendere Acido Acetilsalicilico Teva Italia Se dimentica una dose, aspetti fino al momento di prendere la dose successiva, quindi proceda come di consueto. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Possibili effetti indesiderati

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Se nota la comparsa di uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravi, smetta di prendere Acido Acetilsalicilico Teva Italia e informi immediatamente il medico:

- Sibilo improvviso, gonfiore delle labbra, del viso o del corpo, eruzione cutanea, svenimento o
difficoltà nella deglutizione (grave reazione allergica).
- Arrossamento della pelle con vesciche o spellatura, possono essere associate a febbre alta e
dolore alle articolazioni. Questo può essere eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson o

sindrome di Lyell. - Sanguinamento insolito, come tosse con sangue, sangue nel vomito o nelle urine o feci scure.

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
- Indigestione, nausea, vomito, dolore addominale, bruciore allo stomaco, diarrea.
- Aumento della tendenza a sanguinare.

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):
- Orticaria.
- Naso che cola.
- Respirazione difficile.

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000): - Grave sanguinamento dello stomaco o dell’intestino, melena (emissione di feci nere, picee), ematemesi (vomito di sangue o di materiale “a fondo di caffè”).

- Emorragia cerebrale.
- Alterato numero di cellule del sangue.
- Crampi nel tratto respiratorio inferiore, asma.
- Infiammazione dei vasi sanguigni, shock.
- Lividi con macchie porpora (emorragia cutanea).
- Gravi reazioni della pelle come eruzioni cutanee note come eritema multiforme e le sue varianti
pericolose per la vita, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica.
- Reazioni di ipersensibilità, come gonfiore di, ad esempio, labbra, viso o corpo.
- Reazioni anafilattiche (gravi reazioni allergiche).

- Periodo mestruale molto abbondante o prolungato.

Effetti indesiderati con frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati
disponibili)
- Udito compromesso, ronzio nelle orecchie (tinnito)*, sordità* o vertigini*.
* possono comparire a dosi elevate e prolungate. In questi casi interrompa immediatamente il

trattamento.
- Mal di testa.
- Capogiro.
- Stato confusionale.
- Sudorazione.

- Ulcere allo stomaco o al piccolo intestino e perforazione.
- Patologie del tratto gastrointestinale superiore: esofagite (infiammazione dell’esofago),
duodenite erosiva (infiammazione del primo tratto dell’intestino), gastrite erosiva, ulcera
esofagea, perforazioni.
- Patologie del tratto gastrointestinale inferiore: ulcera del piccolo (digiuno ed ileo) e grande

-
-
-
(colon e retto) intestino, colite e perforazioni intestinali.

Anemia. del Ipoprotrombinemia (carenza di protrombina) (si verifica a dosi elevate).

Reazioni anafilattoidi (simil-allergiche); questo può succedere anche in pazienti che in
precedenza non hanno mostrato allergia a questi medicinali.
- Episodi emorragici con prolungamento del tempo di sanguinamento (come epistassi,
sanguinamento gengivale, urogenitale, ecc.), emolisi ed anemia emolitica in pazienti con gravi
forme di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).
- Danno renale, insufficienza renale acuta (rapida riduzione della funzionalità dei reni)*, nefrite
interstiziale acuta (infiammazione dei reni)*.
* possono comparire a dosi elevate e prolungate.

- Insufficienza epatica, epatotossicità, lesione del fegato (principalmente epatocellulare), enzima
epatico aumentato, sindrome di Reye (in pazienti di età inferiore ai 16 anni).
- Alti livelli di acido urico nel sangue.
- Ipoglicemia.

- Edema polmonare non cardiogeno durante l’uso cronico del medicinale e in un contesto di
reazione allergica all’acido acetilsalicilico.
- Angioedema, eruzione cutanea.
- Parto ritardato.

Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati peggiora, o se nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informi il medico.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul cartone o sul blister dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Acido Acetilsalicilico Teva Italia

Il principio attivo è l’acido acetilsalicilico. Ogni compressa gastroresistente contiene 100 mg di acido acetilsalicilico.

Gli altri componenti sono: nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, amido di mais, silice colloidale anidra, acido stearico; film di rivestimento: acido metacrilico – copolimero etil acrilato (1:1), polisorbato 80, sodio laurilsolfato, trietil citrato, talco.

Descrizione dell’aspetto di Acido Acetilsalicilico Teva Italia e contenuto della confezione

bianche, biconvesse, rivestite con film con diametro di 7,2 mm.

Confezioni: Acido Acetilsalicilico Teva Italia compresse gastroresistenti da 100 mg sono compresse rotonde,

Blister: 30 compresse gastroresistenti. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Teva Italia S.r.l. Piazzale Luigi Cadorna, 4

20123 Milano

Produttore Actavis Limited

BLB 016, Bulebel Industrial Estate Zejtun ZTN 3000 Malta

Balkanpharma Dupnitsa AD

3, Samokovsko Shosse Str. 2600 Dupnitsa Bulgaria

Actavis ehf Reykjavíkurvegur, 78

IS - 220 Hafnarfjördur Islanda

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA

Come si usa ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA?

ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA si presenta in forma di Compressa gastroresistente e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA è disponibile senza ricetta?

No, ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA?

Il principio attivo di ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA è ACIDO ACETILSALICILICO.

Quali sono gli equivalenti di ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACIDO ACETILSALICILICO TECNIGEN, ACIDO ACETILSALICILICO KRKA, ACIDO ACETILSALICILICO AUROBINDO, ACIDO ACETILSALICILICO MYLAN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA?

ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA è prodotto da TEVA ITALIA S.R.L..

Da quando ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA è autorizzato in Italia?

ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2013-11-22.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

Acido Acetilsalicilico Teva Italia 100 mg compresse gastroresistenti

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Ogni compressa gastroresistente contiene 100 mg di acido acetilsalicilico. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1. Eccipiente con effetto noto: Ogni compressa contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio.

3. Forma farmaceutica

Compressa gastroresistente. 100 mg: compressa rotonda, bianca, biconvessa, rivestita con film, con diametro di 7,2 mm.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

 Prevenzione secondaria dell’infarto del miocardio.  Prevenzione della morbilità cardiovascolare in pazienti affettida angina pectoris stabile.  Anamnesi di angina pectoris instabile, eccetto durante la fase acuta.  Prevenzione dell’occlusione dei by-pass dopo Coronary Artery Bypass Grafting (CABG).  Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta.  Prevenzione secondaria degli attacchiischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA),purché sia stata esclusa la presenza di emorragie intracerebrali. Acido Acetilsalicilico Teva Italia non è raccomandato in situazioni di emergenza. L’uso è limitato alla prevenzione secondaria con trattamento cronico.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti Prevenzione secondaria dell’infarto del miocardio: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno. Prevenzione della morbilità cardiovascolare in pazienti affetti da angina pectoris stabile: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno. Anamnesi di angina pectorisinstabile,eccetto durante la fase acuta: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno. Prevenzione della occlusione dei by-pass dopo Coronary Artery Bypass Grafting (CABG): La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno. Prevenzione secondaria degli attacchi ischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA), purché sia stata esclusa la presenza di emorragie intracerebrali: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno. La dose abituale per l’uso prolungato è 100 mg una volta al giorno. Acido Acetilsalicilico Teva Italia non deve essere usato a dosi superiori a meno che non sia consigliato da un medico, e la dose prescritta non deve superare i 300 mg. Anziani In generale, l’acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti anziani, che sono più soggetti a manifestare eventi avversi. Si raccomanda la somministrazione negli adulti della dose abituale in assenza di grave insufficienza renale o epatica (vedere paragrafi4.3 e 4.4). Il trattamento deve essere rivalutato ad intervalli regolari. Popolazione pediatrica L’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato a bambini e adolescenti di età inferiore a 16 anni (vedere paragrafo 4.4). La sicurezza e l’efficacia dell’acido acetilsalicilico nei bambini non è ancora stata stabilita. Modo di somministrazione Per uso orale. Le compresse devono essere inghiottite intere con una sufficiente quantità di liquido (1/2 – 1 bicchiere d’acqua), almeno 30 minuti prima dei pasti. A causa del rivestimento gastroresistente,le compresse non devono essere frantumate,rotte o masticate,perché il rivestimento previene gli effetti irritanti a livello gastrico e ne assicura il rilascio nell’ambiente alcalino dell’intestino.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo, ai salicilati o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Pazienti con mastocitosi preesistente, nei quali l’utilizzo di acido acetilsalicilico può indurre gravi reazioni di ipersensibilità (che comprendono shock circolatorio con vampate di calore, ipotensione, tachicardia e vomito). - Anamnesi di attacchi d’asma o edema angioneurotico causati dall’acido acetilsalicilico o da altri analgesici antinfiammatori, in particolare i farmaci antinfiammatori non steroidei. - Ulcera peptica e/o emorragia gastrica/intestinale in fase acuta o in anamnesi o altri tipi di emorragia come emorragie cerebrovascolari. - Diatesi emorragica; patologie della coagulazione come l’emofilia e la trombocitopenia. - Grave insufficienza cardiaca. - Grave compromissione epatica. - Grave insufficienza renale (GFR < 30 ml/h). - Dosi superiori a 100 mg al giorno nel terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6). - Metotressato usato a dosi uguali o superiori a 15 mg/settimana (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Acido Acetilsalicilico Teva Italia non è adatto per l’uso come antiinfiammatorio/analgesico/antipiretico. Si raccomanda l’uso negli adulti e negli adolescenti di età superiore ai 16 anni. Questo medicinale non è raccomandato per l’uso negli adolescenti/nei bambini di età inferiore ai 16 anni, a meno che i benefici attesi non siano superiori ai rischi. L’acido acetilsalicilico può essere un fattore alla base della sindrome di Reye in alcuni bambini. La Sindrome di Reye, una malattia rara, ma pericolosa per la vita, può essere contratta in bambini con infezioni virali (specialmente varicella e influenza A e influenz

B) e richiede un immediato intervento medico. Il rischio può essere aumentato in caso di assunzione contemporanea di acido acetilsalicilico, sebbene non sia stata dimostrata una relazione causale. Il vomito persistente in pazienti affetti da queste malattie può essere un segno di Sindrome di Reye. A causa dell’effetto inibitorio sull’aggregazione piastrinica, che comincia a dosi molto basse e persiste per diversi giorni dopo la somministrazione, i pazienti devono essere informati che vi è un aumentato rischio di emorragie, particolarmente durante o dopo interventi chirurgici (anche in caso di interventi minori, come l’estrazione di un dente). Usare,quindi, con cautela prima di un intervento chirurgico. Può rendersinecessaria l’interruzione temporanea del trattamento. Si raccomanda di prestare cautela neipazienti con cirrosi epatica dal momento che potrebbero soffrire di episodi di sanguinamento delle varici in caso di somministrazione di acido acetilsalicilico. Acido Acetilsalicilico Teva Italia non è raccomandato in caso di menorragia, dove può aumentare il flusso mestruale. Acido Acetilsalicilico Teva Italia deve essere usato con cautela nei casidi ipertensione e quando i pazienti soffrono di patologie del tratto digestivo, hanno un’anamnesi pregressa di ulcera o emorragia gastrointestinale o si stanno sottoponendo a terapia con anticoagulanti. I pazienti devono riferire al medico qualsiasi evento emorragico insolito. Se si verificano un sanguinamento gastrointestinale o un’ulcera, il trattamento deve essere interrotto. L’acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela: - nei pazienti con lieve o moderata compromissione della funzionalità epatica,nei pazienti con lieve o moderata insufficienza cardiaca o con compromissione della funzionalità cardiocircolatoria (ad es. vasculopatia renale, insufficienza cardiaca congestizia, deplezione di volume, chirurgia maggiore, sepsi o eventi emorragici maggiori); - nei pazienti con lieve o moderata compromissione della funzionalità renale, poiché l’acido acetilsalicilico può incrementare ulteriormente il rischio di compromissione della funzionalità renale ed insufficienza renale acuta; - nei pazienti disidratati; - nei pazienti affettida grave deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), l’acido acetilsalicilico può indurre emolisi o anemia emolitica. La febbre, un dosaggio elevato o infezioni acute sono fattori che possono aumentare il rischio di emolisi. L’uso dei FANS può risultare in un deterioramento della funzione renale. I test della funzionalità epatica devono essere effettuatiregolarmente nei pazienti che presentano insufficienza epatica lieve o moderata. L’acido acetilsalicilico può scatenare broncospasmo, rinite e attacchidi asma o altre reazioni di ipersensibilità. I fattori di rischio sono un’asma preesistente, allergia stagionale, polipi nasali o patologie respiratorie croniche (asma bronchiale o malattia polmonare ostruttiva cronica). Lo stesso vale per pazienti che manifestano reazioni allergiche anche verso altre sostanze (es. con reazioni cutanee, prurito o orticaria). L’acido acetilsalicilico deve essere usato con particolare cautela in caso di ipersensibilità ai farmaci analgesici, anti-infiammatori od antireumatici ed in presenza di altre allergie. L’uso di acido acetilsalicilico può peggiorare la prognosi dei pazienti con emorragia cerebrale. Pertanto,si deve prestare cautela quando si somministra l’acido acetilsalicilico ai pazienti ad aumentato rischio di emorragia cerebrale,come quelli con pressione del sangue elevata. È stato osservato che l’acido acetilsalicilico può aumentare il rischio di emorragia cerebrale anche nei pazienti soggetti ad epistassi.

Gravi reazioni cutanee,inclusa la sindrome di Steven-Johnsons, sono state raramente riferite in associazione con l’uso di acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.8). Acido Acetilsalicilico Teva Italia deve essere interrotto alla prima insorgenza di eruzione cutanea,lesioni delle mucose o qualunque altro segno di ipersensibilità. I pazienti anziani sono particolarmente sensibili agli eventi avversi da FANS, incluso l’acido acetilsalicilico, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono risultare fatali (vedere paragrafo 4.2). In caso di terapia prolungata, i pazienti devono essere riesaminati regolarmente. I soggetti di età superiore ai 70 anni di età, soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato un medico. Il trattamento concomitante con Acido Acetilsalicilico Teva Italia e altri farmaciche alterano l’emostasi (es. anticoagulanti come warfarin, agenti trombolitici e antiaggreganti piastrinici, farmaci anti-infiammatori e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) non è raccomandato,se non strettamente indicato, in quanto possono aumentare il rischio di emorragia (vedere paragrafo 4.5). Se non si può evitare la combinazione, si raccomanda un attento monitoraggio dei segni di sanguinamento. Alcuni farmaciantiinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e il naprossene possono attenuare l’effetto inibitorio sull’aggregazione piastrinica dell’acido acetilsalicilico. I pazienti devono essere avvisati di informare il medico nel caso assumano farmaciantiinfiammatori non steroidei (FANS) nel corso del trattamento con acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Si raccomanda cautela nei pazienti con anamnesi di ulcere gastrointestinali, compresa la malattia ulcerosa cronica o ricorrente, di emorragie gastrointestinali, o che assumono in concomitanza medicinali che possono aumentare il rischio di ulcera, come i corticosteroidi orali, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e il deferasirox (vedere paragrafo 4.5). L’acido acetilsalicilico a basse dosi riduce l’escrezione di acido urico. Per questa ragione, i pazienti che tendono ad avere bassa escrezione di acido urico possono avere attacchidi gotta (vedere paragrafo 4.5). Il rischio di ipoglicemia da sulfoniluree e insuline può essere potenziato con Acido Acetilsalicilico Teva Italia a dosi più alte (vedere paragrafo 4.5). Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate Metotressato (usato a dosi ≥15 mg/settimana): L’associazione dei farmaci metotressato e acido acetilsalicilico, aumenta la tossicità ematologica del metotressato a causa della ridotta clearance renale del metotressato indotta dall’acido acetilsalicilico; i salicilati inoltre spiazzano il metotressato dal suo legame con le proteine plasmatiche. Perciò è controindicato l’uso concomitante di metotressato (a dosi >15 mg/settimana) con Acido Acetilsalicilico Teva Italia (vedere paragrafo 4.3). Associazioni non raccomandate Agenti uricosurici, come benzbromarone e probenecid (farmaco per la gotta) I salicilati antagonizzano l’effetto del probenecid diminuendo l’effetto uricosurico (competizione con l’eliminazione tubulare dell’acido urico). L’associazione deve essere evitata. Associazioni che richiedono precauzioni di impiego o che devono essere prese in considerazione Anticoagulanti, es.cumarina, eparina, warfari

Aumento del rischio di sanguinamento dovuto all’inibizione della funzione dei trombociti, lesione della mucosa duodenale e spiazzamento degli anticoagulanti orali dai siti di legame con le proteine plasmatiche. Il tempo di sanguinamento deve essere monitorato (vedere paragrafo 4.4). Agenti anti aggreganti piastrinici (es. ticlopidina, clopidogrel e dipiridamolo) e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI; come sertralina o paroxetina) Aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (effetto sinergico sull’attività anti-aggregante piastrinica). Se l’associazione non può essere evitata si raccomanda un attento monitoraggio clinico e di laboratorio (compreso il tempo di sanguinamento) (vedere paragrafo 4.4). Antidiabetici,es. insulina, sulfoniluree I salicilati possono aumentare l’effetto ipoglicemizzante degli antidiabetici. Digossina e litio L’acido acetilsalicilico compromette l’escrezione renale della digossina e del litio, determinando un aumento delle concentrazioni plasmatiche. Il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche della digossina e del litio è raccomandato all’inizio e alla fine del trattamento con acido acetilsalicilico. Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio. Diuretici, antagonisti dell’aldosterone, ACE inibitori e antagonisti dell'angiotensina II Gli analgesici anti-infiammatori possono ridurre gli effetti antipertensivi dei diuretici e di altri antipertensivi. L’efficacia degli antagonisti dell’aldosterone può essere compromessa dall’uso concomitante con acido acetilsalicilico. La somministrazione concomitante di un ACEinibitore/antagonista dell’angiotensina II con gli inibitori della ciclo-ossigenasi può portare ad insufficienza renale nei pazienti con disfunzione renale (ad esempio, pazienti anziani e pazienti disidratati). Ciò può causare insufficienza renale acuta,solitamente reversibile. Si consiglia cautela quando si associa un FANS ad un ACE-inibitore/antagonista dell’angiotensina II, soprattutto nei pazienti anziani. I pazienti dovranno ricevere adeguate quantità di liquidi e il monitoraggio della funzione renale dovrebbe essere valutato all’inizio della terapia combinata e ad intervalli regolari durante il trattamento. Inibitori dell’anidrasi carbonica (acetazolamide) L’acido acetilsalicilico può aumentare le concentrazioni di acetazolamide, il che può portare a grave acidosi e aumento della tossicità sul sistema nervoso centrale. Glucocorticoidi sistemici, ad eccezione dell’idrocortisone usato come terapia sostitutiva nel morbo di Addison Riduzione dei livelli di salicilati nel sangue durante il trattamento con corticosteroidi e rischio di sovradosaggio di salicilati dopo la sua interruzione, per l’aumentata eliminazione dei salicilati dovuta ai corticosteroidi. La co-somministrazione di acido acetilsalicilico e corticosteroidi può portare ad un aumento del rischio di ulcera e sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Metotressato (usato a dosi <15 mg/settimana): L’associazione dei farmaci metotressato e acido acetilsalicilico, può aumentare la tossicità ematologica del metotressato a causa della ridotta clearance renale del metotressato indotta dall’acido acetilsalicilico. Deve essere effettuato settimanalmente un controllo del sangue nelle prime settimane di trattamento con la combinazione. Un monitoraggio più attento deve essere fatto anche in presenza di funzionalità renale lievemente compromessa così come negli anziani. Altri farmaci anti-infiammatori non steroidei contenenti salicilati ad alte dosi Aumento del rischio di ulcera e sanguinamento gastrointestinale causa dell’effetto sinergico. Ibuprofene e naproxen

Alcuni FANS come l’ibuprofene ed il naprossene possono attenuare gli effetti inibitori irreversibili dell’acido acetilsalicilico sull’aggregazione piastrinica quando siano somministrati simultaneamente (lo stesso giorno). Non è nota la rilevanza clinica di queste interazioni. Il trattamento con alcuni FANS tra cui ibuprofene o naprossene in pazienti con un aumento del rischio cardiovascolare può ridurre l’effetto protettivo cardiovascolare dell’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.4). Ciclosporina,tacrolimus e altri immunodepressivi L’uso concomitante di FANS con ciclosporina o tacrolimus può determinare un aumento dell’effetto nefrotossico di ciclosporina e tacrolimus. La funzione renale deve essere monitorata in caso di uso concomitante di questi agenti con acido acetilsalicilico. Particolare attenzione è raccomandata,in particolare nei pazienti anziani. Sodio valproato/Acido valproico Aumento della tossicità dell’acido valproico a causa dello spiazzamento dai siti di legame proteico. É stato segnalato infatti che l’acido acetilsalicilico riduce il legame del valproato con l’albumina sierica, aumentando quindi le concentrazioni plasmatiche libere allo stato stazionario. Questo può potenziarne gli effetti e le reazioni avverse. Fenitoina I salicilati riducono il legame della fenitoina con l’albumina plasmatica. Questo può determinare una riduzione dei livelli di fenitoina totale nel plasma, ma può portare ad un’aumentata frazione di fenitoina libera. La concentrazione non legata, e quindi l’efficacia terapeutica,non sembrano essere significativamente modificate. Metamizolo Il metamizolo può ridurre l’effetto dell’acido acetilsalicilico sull’aggregazione piastrinica, se assunto contemporaneamente. Pertanto,questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono acido acetilsalicilico a basse dosi per la cardioprotezione. Alcool La somministrazione concomitante di alcool con acido acetilsalicilico aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati disponibili non dimostrano che ci sia correlazione tra l’assunzione di acido acetilsalicilico e l’aumento del rischio di aborto. Dosi basse (fino a 100 mg/giorno): Gli studi clinici indicano che dosi fino a 100 mg/giorno possono essere considerate sicure per uso ostetrico limitato, che richiede un monitoraggio specialistico. Dosi di 100-500 mg/giorno: L’esperienza clinica sull’uso di dosi superiori a 100 mg/giorno e fino a 500 mg/giorno è insufficiente. Pertanto, anche a questo intervallo di dosi si applicano le raccomandazioni riportate sotto, per dosi di 500 mg/giorno e superiori. Dosi di 500 mg/giorno e superiori: L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. I risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto e di malformazioni cardiache e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare aumentava da meno dell’1% a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Non vi è alcuna evidenza di un aumento dei tassidi malformazioni congenite maggiori associate all’acido acetilsalicilico ma, considerando i dati disponibili, in caso di esposizione all’acid

7 acetilsalicilico durante il primo trimestre di gravidanza, non può essere escluso l’aumento del rischio di gastroschisi. Uno studio prospettico con esposizione nelle fasi precoci della gravidanza (primoquarto mese), eseguito su circa 14.800 coppie madre-figlio, non ha dimostrato un aumento nella frequenza di malformazioni. Gli studi condotti nell’animale hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine ha mostrato di produrre un aumento della perdita pre e post-impianto e della letalità embrio/fetale. Inoltre negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine durante il periodo dell’organogenesi ha mostrato di produrre un aumento dell’incidenza di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari. Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, l’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in caso di effettiva necessità. Qualora l’acido acetilsalicilico sia usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere il più breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso ed ipertensione polmonare); - disfunzione renale, che può progredire ad insufficienza renale con oligo-idramnios; la madre e il neonato,alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può manifestarsi anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine, risultante in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, l’acido acetilsalicilico a dosi di 100 mg/giorno e superiori è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Allattamento I salicilati ed i loro metaboliti sono escretinel latte materno in piccole quantità. Dal momento che non sono stati osservati finora effettiindesiderati nel neonato, un uso a breve termine delle dosi raccomandate non richiede l’interruzione dell’allattamento. In caso di uso prolungato e/o di assunzione di dosi più elevate, l’allattamento deve essere interrotto.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati condotti studi sugli effettidi Acido Acetilsalicilico Teva Italia sulla capacità di guidare e di usare macchinari. Sulla base delle proprietà farmacodinamiche e degli effetti indesiderati dell’acido acetilsalicilico, non ci si aspetta un effetto sulla reattività e sulla capacità di guidare e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono raggruppati in base ad una classificazione per sistemi e organi. All’interno di ogni classificazione per sistemi e organi, la frequenza è definita come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000) e non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Gli effetti indesiderati più comuni sono i sintomi gastrointestinali e l’aumento della tendenza al sanguinamento gastrointestinale. Infezioni ed infestazioni Non comune: rinite. Patologie del sistema emolinfopoietico Comune: Diatesiemorragica. Raro: Trombocitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica.

Non nota: Ipoprotrombinemia (a dosi elevate), anemia, episodi emorragici con prolungamento del tempo di sanguinamento come epistassi, sanguinamento gengivale, urogenitale, ecc. I sintomi possono persistere per un periodo di 4–8 giorni dopo l’interruzione dell’acido acetilsalicilico. Come conseguenza può essercimaggior rischio di sanguinamento durante le procedure chirurgiche. Sanguinamenti gastrointestinali esistenti (ematemesi, melena) o occulti, che possono provocare anemia da carenza di ferro (più comuni a dosi più alte). Sono state,inoltre, segnalate emolisi ed anemia emolitica in pazienti con gravi forme di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). Disturbi del sistema immunitario Raro: Ipersensibilità, angioedema, edema allergico, reazione anafilattica. Non nota: reazione anafilattoide (questo può succedere anche in pazienti che in precedenza non hanno mostrato ipersensibilità a questi farmaci). Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota: Iperuricemia, ipoglicemia. Patologie del sistema nervoso Raro: Emorragia intracranica. Non nota: Cefalea, stato confusionale, iperidrosi (che solitamente sono indicativi di sovradosaggio), capogiro. Patologie dell’orecchio e del labirinto Non nota: Ipoacusia,tinnito*, sordità*, vertigine*. *possono comparire con dosi elevate e prolungate. In questi casi il trattamento deve essere immediatamente interrotto. Patologie vascolari Raro: Vasculite emorragica, shock. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: Dispnea. Raro: Broncospasmo,asma. Non nota: Edema polmonare non cardiogeno (durante l’uso cronico e in un contesto di reazione di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico). Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro: Menorragia. Patologie gastrointestinali Comune: Dispepsia, nausea,vomito, dolore addominale, pirosi, diarrea. Raro: Grave emorragia gastrointestinale (melena, ematemesi). Non nota: Ulcere e perforazioni gastriche o duodenali. Patologie del tratto gastrointestinale superiore: Esofagiti, duodeniti erosive, gastriti erosive, ulcere esofagee,perforazioni. Patologie del tratto gastrointestinale inferiore: Ulcere del piccolo (digiuno ed ileo) e grande intestino (colon e retto), coliti e perforazioni intestinali. Queste reazioni possono o non possono essere associate ad emorragia e possono presentarsicon qualsiasi dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza sintomi predittivi e con o senza anamnesi di gravi eventi gastrointestinali. Patologie epatobiliari Non nota: Insufficienza epatica, epatotossicità, lesione del fegato (principalmente epatocellulare), enzima epatico aumentato, sindrome di Reye (in pazienti di età inferiore ai 16 anni). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: Orticaria. Raro: Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, porpora, eritema nodoso, eritema multiforme. Non nota:Angioedema, eruzione cutanea. Patologie renali e urinarie Non nota: Danno renale, insufficienza renale acuta*, nefrite interstiziale acuta*. *possono comparire con dosi elevate e prolungate. Condizioni di gravidanza, puerperio e Non nota: Parto ritardato.

9 perinatali Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sebbene siano coinvolte notevoli variazioni inter-individuali, si può considerare che la dose tossica è circa 200 mg/kg negli adulti e 100 mg/kg nei bambini. La dose letale di acido acetilsalicilico è 25-30 grammi. Concentrazioni plasmatiche di salicilato superiori a 300 mg/l indicano intossicazione. Concentrazioni plasmatiche superiori a 500 mg/l negli adulti e 300 mg/l nei bambini sono generalmente causa di grave tossicità. L’avvelenamento cronico da salicilati può essere insidioso dal momento che i segni e i sintomi sono aspecifici. Una lieve intossicazione cronica da salicilati, o salicilismo, in genere si verifica unicamente in seguito a utilizzo ripetuto di dosi considerevoli. Il sovradosaggio può essere dannoso per i pazienti anziani e soprattutto per i bambini piccoli (il sovradosaggio terapeutico o le intossicazioni accidentali frequenti possono essere fatali). Sintomi di intossicazione moderata Tinnito, disturbi dell’udito, cefalea,vertigini, capogiro, stato confusionale e sintomi gastrointestinali (nausea,vomito e dolore addominale), iperventilazione, iperidrosi, tremore e sordità. Questi sintomi possono essere controllati riducendo il dosaggio. Il tinnito può manifestarsi a concentrazioni plasmatiche comprese tra i 150 e i 300 microgrammi/ml. A concentrazioni superiori ai 300 microgrammi/ml si palesano eventi avversi più gravi. Sintomi di intossicazione grave I sintomi sono legati a grave sbilanciamento dell’equilibrio acido-base, che può variare con l’età e la gravità dell’intossicazione. In prima istanza si verifica iperventilazione, che produce alcalosi respiratoria. Subentra acidosi respiratoria dovuta alla soppressione del centro respiratorio. In aggiunta, si verifica acidosi metabolica come risultato della presenza di salicilati. Non è possibile stimare la gravità dell’avvelenamento dalla sola concentrazione plasmatica; l’assorbimento dell’acido acetilsalicilico può essere ritardato a causa di uno svuotamento gastrico ridotto, dalla formazione di concrezioni nello stomaco o in conseguenza dell’ingestione di preparati gastroresistenti. La gestione di un’intossicazione da acido acetilsalicilico è determinata dall’entità, dallo stadio e dai sintomi clinici di quest’ultima e deve essere attuata secondo le tecniche convenzionali di gestione degli avvelenamenti. Le misure principali da adottare consistono nell’accelerazione dell’escrezione del farmaco e nel ripristino del metabolismo elettrolitico e acido-base. Ulteriori sintomi di grave sovradosaggio includono convulsioni, ipertermia, iper/ipoglicemia, ipokaliemia, disidratazione, edema polmonare, rabdomiolisi e aritmie. Dopo l’ingestione di una dose eccessiva,la comparsa dei sintomi può avvenire dopo un periodo di latenza di diverse ore. Dato che i bambini più piccoli spesso arrivano all’osservazione in fase avanzata di intossicazione, solitamente sono già in fase acidosica. Inoltre si possono manifestare i seguenti sintomi: sensazione di irrequietezza e allucinazioni. La depressione del sistema nervoso può portare a coma, collasso cardiovascolare o arresto respiratorio. Trattamento del sovradosaggio Se è stata ingerita una dose tossica, è necessario il ricovero in ospedale. Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento dell’intossicazione è sintomatico. In caso di intossicazione moderata, si deve cercare diindurre il vomito.

Se questo non avesse successo,sipuò effettuare una lavanda gastrica nella prima ora dall’ingestione di un quantitativo elevato del medicinale. Successivamente, somministrare carbone attivo (adsorbente) e sodio solfato (lassativo). Il carbone attivo può essere somministrato in dose singola (50 g per un adulto, 1 g/kg peso corporeo per un bambino fino a 12 anni). Diuresi alcalina, emodialisi e l’emoperfusione accelerano l’eliminazione del farmaco. Alcalinizzazione delle urine (250 mmol NaHCO3,per tre ore) mentre si mantiene controllato il livello del pH urinario. In caso di intossicazione grave, è preferibile l’emodialisi. Altri sintomi devono essere trattatisintomaticamente. Inoltre, potrebbe essere necessario ripristinare l’equilibrio idro-elettrolitico, riportare la termoregolazione alla normalità e aiutare la respirazione.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:Agenti antitrombotici: inibitori dell’aggregazione piastrinica esclusa l’eparina. Codice ATC: B01AC06. L’acido acetilsalicilico inibisce l’attivazione piastrinica: bloccando la cicloossigenasi piastrinica per acetilazione, inibisce la sintesi del trombossano A2, una sostanza attivatrice dei processi fisiologici, rilasciata dalle piastrine, che sembra avere un ruolo nelle complicanze delle lesioni ateromatose. L’inibizione della sintesi di TXA2 è irreversibile, perché i trombociti, che sono privi di nucleo, non sono in grado (mancando della capacità di sintetizzare proteine) di sintetizzare nuova cicloossigenasi, dopo che quella esistente è stata acetilata dall’acido acetilsalicilico. Dosi ripetute tra 20 e 325 mg comportano un’inibizione dell’attività enzimatica tra 30 e 95%. A causa della natura irreversibile del legame, l’effetto persiste per tutta la durata della vita del trombocita (7-10 giorni). L’effetto inibitorio non si esaurisce durante il trattamento prolungato e l’attività enzimatica riprende gradualmente dopo rinnovamento delle piastrine da 24 a 48 ore dall’interruzione del trattamento. L’acido acetilsalicilico prolunga il tempo di sanguinamento in media da circa il 50 al 100%, ma si possono osservare variazioni individuali. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire gli effetti dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. In uno studio, dopo la somministrazione di una singola dose di 400 mg di ibuprofene, assunto entro 8 ore prima o dopo 30 minuti dalla somministrazione di acido acetilsalicilico (81 mg) a rilascio immediato, si è verificata una diminuzione dell’effetto dell’acido acetilsalicilico sulla formazione di trombossano o sull’aggregazione piastrinica. Tuttavia, l’esiguità dei dati e le incertezze legate all’estrapolazione di dati ex vivo sulla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l’uso regolare di ibuprofene; e nessun effetto clinicamente rilevante può essere ritenuto probabile con l'uso occasionale di ibuprofene.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale, l’acido acetilsalicilico viene assorbito rapidamente e completamente dall’apparato gastrointestinale. Il principale sito di assorbimento è il piccolo intestino prossimale. Tuttavia, una significativa porzione della dose è già idrolizzata ad acido salicilico nella parete intestinale durante il processo di assorbimento. Il grado di idrolisi è funzione della velocità di assorbimento. Dopo l’assunzione di Acido Acetilsalicilico Teva Italia compresse gastroresistenti, i massimi livelli plasmatici di acido acetilsalicilico e di acido salicilico vengono raggiunti dopo circa 5 ore e 6 or

11 rispettivamente, se la somministrazione è stata effettuata a digiuno. Se le compresse vengono assunte con il cibo, i massimi livelli plasmatici vengono raggiunti circa 3 ore più tardi rispetto all’assunzione a digiuno. Distribuzione Sia l’acido acetilsalicilico sia il principale metabolita, l’acido salicilico, sono ampiamente legati alle proteine plasmatiche, principalmente l’albumina, e si distribuiscono rapidamente nell’organismo. Il grado di legame con le proteine dell’acido salicilico dipende fortemente dalla concentrazione sia dell’acido salicilico che dell’albumina. Il volume di distribuzione dell’acido acetilsalicilico è di circa 0,16 l/kg di peso corporeo. L’acido salicilico diffonde lentamente nel liquido sinoviale, attraversa la barriera placentare e passa nel latte materno. Biotrasformazione L’acido acetilsalicilico è rapidamente metabolizzato ad acido salicilico con un’emivita di 15-30 minuti. L’acido salicilico è successivamente prevalentemente convertito in coniugati della glicina e dell’acido glucuronico e tracce di acido gentisico. La cinetica di eliminazione dell’acido salicilico è dose-dipendente, poiché il metabolismo è limitato dalla capacità degli enzimi epatici. L’emivita di eliminazione quindi varia da 2-3 ore dopo la somministrazione di basse dosi, 12 ore dopo le dosi abitualmente usate in analgesia e fino a 15-30 ore dopo alte dosi terapeutiche o in caso di intossicazione. Eliminazione L’acido salicilico ed i suoi metaboliti vengono escretisoprattutto attraverso i reni.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Il profilo pre-clinico di sicurezza dell’acido acetilsalicilico è ben documentato. Negli studi sperimentali eseguiti sull’animale, i salicilati non hanno provocato danni ad organi diversi dai reni. Negli studi sui ratti sono stati osservati effetti fetotossici e teratogeni con acido acetilsalicilico a dosi tossiche per la madre. La rilevanza clinica non è nota in quanto le dosi impiegate negli studi nonclinici sono molto superiori (almeno 7 volte) della dose massima raccomandata nelle indicazioni cardiovascolari approvate. La mutagenicità e la carcinogenicità dell’acido acetilsalicilico sono state studiate largamente. I risultati complessivi non mostrano segni di alcun potenziale mutagenico o carcinogenico negli studi su topi e ratti.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa: Cellulosa microcristallina Amido di mais Silice colloidale anidra Acido stearico Film di rivestimento: Acido metacrilico – copolimero etil acrilato (1:1) Polisorbato 80 Sodio laurilsolfato Trietil citrato Talco

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Blister: Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister (PVC/Alluminio). Confezioni: Blister: 30 compresse gastroresistenti.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. Piazzale Luigi Cadorna, 4 20123 - Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data della primaautorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 22 Novembre 2013 Data del rinnovo più recente:23 Settembre 2016

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.