CARDIRENE

Cardirene è indicato per: 1. la prevenzione dei problemi causati dalla formazione di coaguli di sangue e dall’irrigidimento delle arterie (eventi atero-trombotici maggiori): • dopo infarto al cuore (miocardico), • dopo lesioni ai vasi del cervello (ictus cerebrale) o disturbi temporanei di circolazione sanguigna (attacchi ischemici transitori - TIA), • nelle persone che soffrono di dolore al petto a riposo (angina pectoris instabile), • nelle persone che soffrono di dolore al petto sotto sforzo (angina pectoris stabile cronica)…

Usato per: dolore toracico

Principio attivo: LISINA ACETILSALICILATO, ACIDO ACETILSALICILICO · ATC B01AC06 · SUBSTIPHARM

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
CARDIRENE*30 bust polv orale 160 mg A 3,00 € 3,00 € 0,00 € + ticket*
CARDIRENE*30 bust polv orale 300 mg A 3,00 € 3,00 € 0,00 € + ticket*
CARDIRENE*30 bustine polvere orale 75 mg A 2,32 € 2,32 € 0,00 € + ticket*
CARDIRENE*orale polv 30 bust 100 mg A 2,40 € 2,40 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: LISINA ACETILSALICILATO, ACIDO ACETILSALICILICO
Forma farmaceutica: Polvere per soluzione orale, Polvere orale
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 75 mg POLVERE PER SOLUZIONE ORALE
  • 300 mg POLVERE PER SOLUZIONE ORALE
  • 180 mg POLVERE PER SOLUZIONE ORALE
  • 160 mg POLVERE ORALE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: SUBSTIPHARM
Codice ATC: B01AC06
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACIDO ACETILSALICILICO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· ACIDO ACETILSALICILICO KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· ACIDO ACETILSALICILICO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ACIDO ACETILSALICILICO PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· ACIDO ACETILSALICILICO TEVA ITALIA - TEVA ITALIA S.R.L.
· ACIDO ACETILSALICILICO ZENTIVA ITALIA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· CARDIOASPIRIN - BAYER S.P.A.
· ASCRIPTIN - ACARPIA FARMACEUTICI S.R.L.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Cardirene contiene il principio attivo acetilsalicilato di D,L-lisina (analogo a acido acetilsalicilico o acetilsalicilati) e appartiene alla categoria di medicinali chiamati "Antitrombotici, Antiaggreganti piastrinici".

Cardirene agisce impedendo la formazione di coaguli di sangue (trombi), bloccando l'aggregazione di alcune cellule del sangue dette "piastrine". Cardirene è indicato per: 1. la prevenzione dei problemi causati dalla formazione di coaguli di sangue e dall’irrigidimento delle arterie (eventi atero-trombotici maggiori):

• dopo infarto al cuore (miocardico),
• dopo lesioni ai vasi del cervello (ictus cerebrale) o disturbi temporanei di

circolazione sanguigna (attacchi ischemici transitori - TIA),
• nelle persone che soffrono di dolore al petto a riposo (angina pectoris instabile),
• nelle persone che soffrono di dolore al petto sotto sforzo (angina pectoris stabile
cronica);
2. la prevenzione della richiusura dei by-pass (by-pass aorto-coronarici) e in una particolare
metodica che dilata le arterie che portano il sangue al cuore (angioplastica coronarica

percutanea transluminale - PTCA); 3. la prevenzione dei problemi al cuore ed alla circolazione (eventi cardiovascolari) nelle persone con irrigidimento e alterazioni alle arterie (malattia ateromasica conclamata), in una particolare infiammazione dei vasi sanguigni (sindrome di Kawasaki), nelle persone in emodialisi e nella prevenzione della formazione di coaguli di sangue (trombosi) durante la tecnica utilizzata in chirurgia per la circolazione del sangue al di fuori del

corpo (circolazione extracorporea). Il solo dosaggio di 100 mg è indicato per: 4. la prevenzione dei problemi al cuore ed alla circolazione (eventi cardiovascolari) nelle

persone ad elevato rischio per questi disturbi.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Cardirene

• se è allergico all’ acetilsalicilato di D,L-lisina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di
questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
• se è allergico ad altri medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS);
• se ha sofferto di asma o di polipi nasali associati ad asma subito dopo aver preso un
medicinale contenente sostanze simili al principio attivo di Cardirene (acetilsalicilati) o

• principio attivo di Cardirene (salicilici); sostanze con attività simile, specialmente medicinali antinfiammatori non steroidei, o se ha avuto reazioni allergiche (broncospasmo, reazioni anafilattiche) a sostanze simili al

se è nel terzo trimestre di gravidanza (oltre le 24 settimane di gestazione) (vedere il paragrafo "Gravidanza, allattamento e fertilità"); • se ha sofferto o soffre di una lesione alla parete dello stomaco o alla prima parte dell'intestino (ulcera gastrointestinale attiva, cronica o ricorrente) o ha avuto in passato emorragia gastrica o perforazione dopo trattamento con acido acetilsalicilico o con altri farmaci chiamati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), medicinali usati per

trattare infiammazione, febbre e dolore.
• se soffre di qualsiasi malattia che le causa perdita di sangue (malattia emorragica);
• se è una persona a rischio di sanguinamenti (rischio emorragico);
•

se soffre di gravi problemi al fegato (insufficienza epatica grave);
• se soffre di gravi problemi ai reni (insufficienza renale grave);
• se soffre di gravi problemi al cuore (insufficienza cardiaca grave), non controllati;
• se sta prendendo un medicinale chiamato “metotrexato”, utilizzato per trattare i tumori, a
dosi superiori a 15 mg/settimana (vedere “Altri medicinali e Cardirene”);

• se sta prendendo per bocca medicinali che agiscono sulla coagulazione del sangue
(anticoagulanti orali);
• se soffre di una malattia chiamata “mastocitosi”, dove l’utilizzo di medicinali a base di

“acido acetilsalicilico” può provocare gravi reazioni allergiche, che comprendono shock con sensazione di calore improvviso (vampate di calore), abbassamento della pressione (ipotensione), aumento del battito cardiaco (tachicardia) e vomito; • se è un bambino o un adolescente di età inferiore ai 16 anni.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Cardirene:
• Cardirene contiene acido acetilsalicilico, se sta prendendo altri medicinali; controlli che
non contengano l’acido acetilsalicilico. Se lo contengono, per evitare qualsiasi rischio di
sovradosaggio l’associazione va evitata;
• se manifesta mal di testa mentre sta prendendo medicinali per il dolore (analgesici) per un

periodo prolungato di tempo e a dosi elevate; non aumenti il dosaggio e contatti il medico; • se usa regolarmente medicinali per il dolore (analgesici), in particolare la combinazione di più medicinali analgesici, perché può avere problemi ai reni anche gravi (persistenti lesioni

renali, con rischio di insufficienza renale); • se ha una carenza di una sostanza presente nel sangue denominata G6PD (glucosio 6

fosfato deidrogenasi) che può causare una particolare malattia ereditaria, che colpisce i globuli rossi, poiché vi è il rischio di rottura dei globuli rossi (emolisi) (vedere “Possibili effetti indesiderati”); • se ha sofferto di lesioni allo stomaco o all’intestino (ulcera gastrica o duodenale), o di

sanguinamento allo stomaco o all’intestino, o infiammazione dello stomaco (gastrite);
• se ha problemi ai reni (insufficienza renale lieve o moderata);
• se ha problemi al fegato (insufficienza epatica lieve o moderata);
• se soffre di asma: il verificarsi di un attacco d'asma, in alcune persone, può essere collegato
ad una reazione allergica ai medicinali antinfiammatori non steroidei o all’acido

• Cardirene”); del acetilsalicilico; in questo caso Cardirene è controindicato (vedere “Non prenda

se ha mestruazioni abbondanti o perdite di sangue tra una mestruazione e l'altra (metrorragia o menorragia), poiché vi è il rischio di aumentare il volume e la durata dei periodi mestruali; • se si verificano sanguinamento o lesioni (ulcere)/perforazioni dello stomaco o dell’intestino. Questi effetti che aumentano con la dose, possono verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, anche se non ha mai avuto disturbi simili, soprattutto se è anziano, se ha un basso peso corporeo, e se è in trattamento con medicinali che rendono il

sangue più fluido (anticoagulanti o inibitori dell'aggregazione piastrinica) (vedere “Altri medicinali e Cardirene”) o se ha sofferto in passato di ulcera gastrointestinale, particolarmente se complicata da emorragia o perforazione. In caso di sanguinamento dello

stomaco o dell’intestino (sanguinamento gastrointestinale), sospenda il trattamento immediatamente; • se lei deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico, anche di carattere minore (ad esempio estrazione dei denti), poiché l'uso di Cardirene aumenta il rischio di sanguinamento. Il medico deciderà caso per caso l’interruzione del trattamento prima

dell’intervento. Se lei prende dosi elevate di Cardirene per malattie reumatiche (dosi antinfiammatorie), il medico la sottoporrà a dei controlli, particolarmente importanti nei bambini, specialmente all'inizio del

trattamento. In caso di ronzio nelle orecchie, difficoltà uditiva o vertigini, informi il suo medico. L’acido acetilsalicilico può interferire con l’eliminazione dell’acido urico: alte dosi possono aumentare l’escrezione di acido urico (effetto uricosurico) mentre dosi molto basse possono ridurne l’escrezione; pertanto il medicinale è sconsigliato nelle persone che soffrono di una grave

infiammazione delle articolazioni (gotta). L'uso di Cardirene non è raccomandato durante l'allattamento (vedere “Gravidanza, allattamento e fertilità”). Se lei ha più di 70 anni di età, soprattutto se sta prendendo altri medicinali, deve usare questo medicinale solo dopo aver consultato il medico. Il medico le prescriverà Cardirene con cautela se lei ha problemi lievi o moderati al fegato

(insufficienza epatica lieve e moderata), e se utilizza certi medicinali, ad esempio per trattare il diabete, per l'acidità di stomaco, per abbassare la pressione del sangue e per le infiammazioni (antidiabetici, antiacidi, diuretici, glucocorticoidi (vedere “Altri medicinali e Cardirene”).

Il medico le prescriverà Cardirene con cautela se lei è una donna che utilizza un dispositivo che si introduce nell’utero per evitare la gravidanza (dispositivo intrauterino, come ad esempio la

spirale). Se assume Cardirene con Nicorandil (un medicinale utilizzato per prevenire o attenuare il dolore toracico dovuto a problemi al cuore) può aumentare il rischio di ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinali (vedere “Altri medicinali e Cardirene”).

Eviti di utilizzare Cardirene in combinazione con levotiroxina (un medicinale usato per il trattamento dei disturbi della tiroide), vedere “Altri medicinali e Cardirene”. Cardirene può portare ad un aumento della quantità nel sangue degli ormoni tiroidei, quindi il medico la sottoporrà a controlli degli ormoni tiroidei. Nei pazienti che ricevono il vaccino contro la varicella l’uso di acido acetilsalicilico deve essere evitato per le 6 settimane successive alla vaccinazione. Dosi di acido acetilsalicilico uguali o superiori a 500 mg al giorno del Il medicinale, bloccando la produzione di un enzima (ciclo ossigenasi) con conseguente riduzione della produzione di prostaglandine (ormoni), può causare una riduzione della fertilità nelle donne attraverso un effetto sull’ovulazione. Questo effetto è reversibile una volta cessato l’uso del medicinale. Tenga conto di ciò soprattutto se ha problemi di fertilità o è sottoposta ad indagini sulla fertilità. Bambini e adolescenti L’uso di questo medicinale è controindicato nei bambini e nei ragazzi di età inferiore a 16 anni.

Nei bambini e negli adolescenti affetti da malattie causate da virus (in particolare varicella e influenza) che avevano preso acido acetilsalicilico può verificarsi una malattia molto rara e pericolosa per la vita, associata principalmente a danni al sistema nervoso e al fegato (la sindrome di Reye). Di conseguenza l’acido acetilsalicilico deve essere somministrato a bambini ed

adolescenti in questa situazione seguendo il consiglio del medico, solamente quando altri trattamenti hanno fallito. Se durante il trattamento con acido acetilsalicilico il bambino o l’adolescente manifesta vomito persistente, disturbi della coscienza e un comportamento anormale, il trattamento deve essere interrotto.

Nei bambini di età inferiore a 1 mese, è possibile somministrare acido acetilsalicilico solo in situazioni specifiche e su prescrizione del medico.

Altri medicinali e Cardirene Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Gli effetti di Cardirene possono essere influenzati o influenzare i seguenti medicinali. • Abciximab, acido acetilsalicilico, clopidogrel, epoprostenolo, eptifibatide, iloprost e

iloprost trometamolo, ticlopidina e tirofiban, poiché questi medicinali impediscono l'aggregazione delle piastrine del sangue. L'uso contemporaneo di differenti medicinali che agiscono sulle piastrine del sangue aumenta il rischio di sanguinamento, così come la loro combinazione con eparina o sostanze simili, o medicinali detti anticoagulanti orali, o con altri medicinali detti trombolitici (utilizzati per impedire i coaguli di sangue). Se lei utilizza questi medicinali insieme a Cardirene, il medico la sottoporrà a dei controlli.

Associazioni controindicate (vedere “Non prenda Cardirene”): • Metotrexato (utilizzato per influenzare il sistema di difesa dell’organismo e in alcuni tumori), a dosi maggiori di 15 mg alla settimana con medicinali contenenti acido

acetilsalicilico a dosi attive per il controllo delle infiammazioni, dei dolori e della febbre, poiché aumentata la tossicità del metotrexato, in particolare la tossicità sulle cellule del

sangue (ematologica). • Medicinali utilizzati per rendere il sangue più fluido presi per bocca (anticoagulanti orali), con medicinali contenenti acido acetilsalicilico a dosi attive per il controllo delle infiammazioni, dei dolori e la febbre e nei pazienti che hanno sofferto di lesioni gravi allo

stomaco e ad una parte dell'intestino chiamate “ulcera gastro-duodenale”, poiché aumenta il rischio di sanguinamento (emorragia). Associazioni non raccomandate: • Medicinali che rendono il sangue più fluido presi per bocca (anticoagulanti orali) con medicinali contenenti acido acetilsalicilico a dosi attive per il controllo del dolore o della

•
febbre, anche se non ha mai avuto lesioni allo stomaco e all'intestino, poiché aumentano il
rischio di sanguinamento (emorragia).
Medicinali che rendono il sangue più fluido presi per bocca (anticoagulanti orali) con acido
acetilsalicilico, usato a dosi attive per impedire l'aggregazione delle piastrine del sangue e
se lei ha sofferto di lesioni allo stomaco e all'intestino, poiché aumenta il rischio di
sanguinamento.
• Altri medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS), con acido acetilsalicilico, usato a
dosi attive per il trattamento delle infiammazioni, per il dolore o la febbre, poiché aumenta
il rischio di lesioni e sanguinamenti allo stomaco e all'intestino (ulcere ed emorragie

gastrointestinali). • Eparine (e sostanze simili), utilizzate per mantenere fluido il sangue, con dosi terapeutiche di acido acetilsalicilico se lei è anziano (età maggiore o uguale ai 65 anni),

indipendentemente dalla dose di eparina, e a dosi attive di acido acetilsalicilico per il trattamento delle infiammazioni, per il dolore o la febbre, poiché aumenta il rischio di sanguinamento. In questi casi il medico le prescriverà un altro medicinale antinfiammatorio o un altro analgesico o antipiretico. • Clopidogrel (usato per trattare malattie del cuore e della circolazione), poiché aumenta il

rischio di sanguinamento. Se la somministrazione contemporanea non può essere evitata, il medico la sottoporrà a dei controlli. • Medicinali che riducono la quantità di una sostanza chiamata “acido urico” nel sangue

(uricosurici: “benzbromarone” e “probenecid”): perché se somministrati con Cardirene diminuiscono la loro efficacia e producono una diminuzione dell’escrezione di acido acetilsalicilico ed un aumento dei livelli plasmatici. • Ticlopidina, utilizzata per impedire l'aggregazione delle piastrine del sangue, poiché aumenta il rischio di sanguinamento. Se la somministrazione contemporanea non può essere evitata,

il medico la sottoporrà a dei controlli.
• Pemetrexed (utilizzato contro alcuni tipi di tumori), Cardirene può aumentare il rischio di
tossicità del pemetrexed. Il medico controllerà le sue condizioni cliniche.
• Levotiroxina (utilizzato per il trattamento dei disturbi della tiroide): Cardirene può
modificare la quantità degli ormoni tiroidei nel sangue, pertanto il medico la sottoporrà a
controlli degli ormoni tiroidei.

• Vaccino contro la varicella: si raccomanda di non somministrare salicilati ai pazienti che hanno ricevuto la vaccinazione contro la varicella per un periodo di sei settimane dopo la vaccinazione. Casi di sindrome di Reye (gravi disturbi al cervello e al fegato, soprattutto

nei bambini) si sono verificati a seguito dell'uso di salicilati durante l’infezione da varicella.

• Medicinali detti "Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina" (citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina), utilizzati per il trattamento della depressione, poiché aumentano il rischio di sanguinamento, in particolare del tratto digestivo superiore. Quindi, se possibile, l’uso concomitante va evitato.

• Pentossifillina, utilizzata per impedire la formazione di coaguli di sangue (trombi), poiché
aumenta il rischio di sanguinamento.
Associazioni che richiedono precauzioni per l'uso:
• Medicinali per aumentare la produzione di urina (diuretici), medicinali per trattare la
pressione del sangue alta (inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE

inibitori) e antagonisti del recettore dell'angiotensina II) con acido acetilsalicilico a dosi attive per il trattamento delle infiammazioni, per il dolore o la febbre, poiché si possono verificare problemi ai reni (insufficienza renale acuta), specialmente nei pazienti disidratati. Inoltre può verificarsi la riduzione dell’effetto di abbassamento della pressione (antipertensivo). • Metotrexato, utilizzato per influenzare il sistema di difesa dell’organismo e in alcuni tumori, a dosaggi uguali o inferiori a 15 mg/settimana con acido acetilsalicilico a dosi attive per il trattamento delle infiammazioni, per il dolore o la febbre, poiché aumenta la tossicità del metotrexato, in particolare la tossicità per le cellule del sangue. Il medico la

sottoporrà a dei controlli, specialmente nelle prime settimane di trattamento e in particolare se lei ha problemi ai reni (anche lievi) o è anziano. • Metotrexato, utilizzato per influenzare il sistema di difesa dell’organismo e in alcuni

tumori, a dosi superiori a 15 mg con acido acetilsalicilico a dosi attive per impedire l'aggregazione delle piastrine del sangue, poiché aumenta la tossicità del metotrexato, in particolare la tossicità per le cellule del sangue. Il medico la sottoporrà a dei controlli, specialmente nelle prime settimane di trattamento e in particolare se lei ha problemi ai reni (anche lievi) o è anziano. • Clopidogrel (utilizzato per problemi di ridotta circolazione al cuore chiamata “sindrome

coronarica acuta”), usato per trattare malattie del cuore e della circolazione, poiché aumenta il rischio di sanguinamento. Il medico la sottoporrà a dei controlli.

• Medicinali per lo stomaco e l'intestino (topici gastrointestinali, antiacidi e adsorbenti tra cui
il carbone) poiché diminuiscono l’assorbimento gastrointestinale di Cardirene. Assuma, se
possibile, i topici gastrointestinali e gli antiacidi almeno a 2 ore di distanza da Cardirene.
• Eparine (e medicinali simili), a dosi attive per mantenere fluido il sangue a scopo
preventivo se lei è al di sotto dei 65 anni di età, poiché la co-somministrazione di

medicinali che agiscono sulla coagulazione del sangue aumenta il rischio di sanguinamento. Se lei deve assumere eparine contemporaneamente a Cardirene, il medico la sottoporrà a dei controlli. • Eparine (e sostanze simili) a dosi terapeutiche o se lei è anziano ( 65 anni). indipendentemente dalla dose di eparina, e per dosi di acido acetilsalicilico utilizzate per impedire l'aggregazione delle piastrine del sangue, poiché aumenta il rischio di

sanguinamento. • Medicinali utilizzati per impedire la formazione di coaguli di sangue (trombolitici), poiché aumenta il rischio di sanguinamento.

• Medicinali che rendono il sangue più fluido presi per bocca (anticoagulanti orali) con acido acetilsalicilico alle dosi utilizzate per impedire l'aggregazione delle piastrine del sangue,

poiché aumentano il rischio di sanguinamento, specialmente se lei ha sofferto di ulcera gastrointestinale. • Altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) con acido acetilsalicilico alle dosi utilizzate per impedire l'aggregazione delle piastrine del sangue, poiché aumenta il rischio

di lesioni e sanguinamenti allo stomaco e all'intestino.
• Glucocorticoidi (tranne idrocortisone), medicinali utilizzati per il trattamento delle
infiammazioni, con acido acetilsalicilico a dosi per il trattamento di dolore e febbre, poiché
aumenta il rischio di sanguinamento.
• Acetazolamide (medicinale utilizzato per trattare la pressione alta): se assunto in

concomitanza con Cardirene c’è rischio di vomito, tachicardia (battito del cuore veloce),
iperpnea (respiro rapido e profondo), confusione mentale, stanchezza, letargia (estrema
sonnolenza), sonnolenza, confusione, acidosi metabolica ipercloremica (una condizione
caratterizzata dall’aumento della quantità di acidi nel sangue).
• Ibuprofene (usato per l’infiammazione): perché è possibile che l’ibuprofene interferisca
con gli effetti di prevenzione dei coaguli dell’acido acetilsalicilico a basse dosi
(aggregazione piastrinica).
• Metamizolo, medicinale utilizzato contro il dolore, poiché quando assunto in concomitanza
con acido acetilsalicilico può ridurre il suo effetto sull'aggregazione delle piastrine.

Pertanto, il medico le prescriverà metamizolo con cautela se lei assume basse dosi di acido acetilsalicilico per la protezione del cuore (cardioprotezione). • Farmaci che sono associati a rischio di sanguinamento: perché l’associazione con

Cardirene può avere un effetto additivo sull’aggregazione piastrinica (con conseguente aumento del rischio di sanguinamento). Nel caso il medico effettuerà un regolare controllo clinico. • Insulina e sulfoniluree (medicinali che riducono lo zucchero nel sangue): l’associazione con Cardirene aumenta il rischio di ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue).

• Nicorandil (medicinale utilizzato per prevenire o attenuare il dolore toracico dovuto a problemi al cuore): perché se assunto in concomitanza con Cardirene può aumentare il rischio di ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinali (vedere “Avvertenze e

precauzioni”). • Acido valproico (utilizzato per il trattamento dell’epilessia): Cardirene se utilizzato con farmaci a base di acido valproico può portare ad un aumento della quantità nel sangue di acido valproico. Pertanto il medico la sottoporrà a controlli dei livelli di valproato nel sangue.

• Tenofovir (usato nel trattamento di alcune infezioni provocate da virus): l’utilizzo di Cardirene con Tenofovir può aumentare la probabilità di problemi ai reni (insufficienza renale). Pertanto il medico la sottoporrà a controlli della funzionalità renale. Cardirene con alcol L’alcool può aumentare il rischio di lesioni dello stomaco e dell’intestino e alterare gli esami per

la coagulazione del sangue (prolungamento del tempo di sanguinamento) quando viene assunto insieme all’ acido acetilsalicilico. Pertanto, le bevande alcoliche devono essere assunte con cautela dai pazienti durante e nelle 36 ore successive all’assunzione di acido acetilsalicilico.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Gravidanza La somministrazione negli ultimi tre mesi della gravidanza (dopo le 24 settimane di gestazione) è

controindicata.
Negli altri periodi della gravidanza prenda Cardirene, per lunghi trattamenti, soltanto se il medico
le ha detto di farlo, perché l’acido acetilsalicilico può provocare:
- sanguinamenti sia a lei che al feto,
- ritardi nel parto,
-

problemi al cuore (precoce chiusura del dotto di Botallo) nel neonato. Cardirene può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo del neonato. L’uso di Cardirene nelle prime fasi della gravidanza può aumentare il rischio di aborto, di alterata formazione della parete addominale (gastroschisi) e di malformazione al cuore. Pertanto non usi Cardirene durante le prime 24 settimane di gravidanza, a meno che il medico ritenga l’uso di Cardirene strettamente necessario. Se lei è in attesa di concepimento o durante le prime 24 settimane di gravidanza, il medico le manterrà la dose e la durata del trattamento più basse possibili. Oltre le 24 settimane di gravidanza, tutti i medicinali che agiscono come Cardirene (inibitori della

sintesi delle prostaglandine) possono esporre il feto a:
- problemi per il cuore e i polmoni (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione
polmonare);
- problemi ai reni anche gravi (disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale

con oligo-idroamnios).
Alla fine della gravidanza lei e il neonato potete presentare:
- prolungamento del tempo di sanguinamento, che può manifestarsi anche dopo la
somministrazione di dosi molto basse di acido acetilsalicilico,
- blocco delle contrazioni dell’utero che risultano in ritardo o prolungamento del travaglio.

Allattamento L'acido acetilsalicilico passa nel latte materno. Non usi Cardirene durante l’allattamento a causa

del possibile rischio di aumento degli acidi nel sangue (acidosi) e di sanguinamento (sindrome emorragica) nel lattante.

Fertilità Per dosaggi superiori o uguali a 500 mg/giorno Cardirene può causare una riduzione della fertilità

nelle donne attraverso un effetto sull’ovulazione. Questo effetto è reversibile una volta cessato l’uso del medicinale. Tenga conto di ciò soprattutto se ha problemi di fertilità o è sottoposta ad indagini sulla fertilità. Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Non sono noti effetti di Cardirene sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Cardirene polvere per soluzione orale contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere

questo medicinale.

Cardirene polvere per soluzione orale contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per bustina, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Adulti

La dose raccomandata è: 1 bustina al giorno da sciogliere in un bicchiere d’acqua. Inizi il trattamento con Cardirene 160 mg o Cardirene 300 mg, secondo la prescrizione del medico, subito dopo la comparsa dei primi disturbi e prosegua per almeno 5 settimane. È possibile proseguire la terapia con Cardirene 75 mg o con Cardirene 100 mg. Se lei ha avuto un infarto al cuore o ha dolori al petto a riposo (angina instabile) il medico le farà iniziare il trattamento il più presto possibile. Se lei è ad alto rischio di problemi al cuore e alla circolazione del sangue (eventi cardiovascolari), il medico le prescriverà il dosaggio di 100 mg.

Utilizzi Cardirene solamente se glielo ha prescritto il medico.

Se prende più Cardirene di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Cardirene avverta

immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Per l'acido acetilsalicilico le dosi tossiche sono comprese tra 200 mg/kg e 300 mg/kg per via orale. Nei bambini, un sovradosaggio può essere mortale già a partire da un dosaggio di 100 mg /kg in una singola assunzione.

Faccia particolare attenzione al sovradosaggio se lei è anziano o se una dose eccessiva viene assunta da un bambino piccolo (sia nel corso della terapia o, più frequentemente, per intossicazione accidentale).

Il sovradosaggio con questo tipo di medicinali, in particolare nei bambini piccoli, può portare a grave abbassamento della quantità di zuccheri nel sangue (ipoglicemia) e ad intossicazione potenzialmente mortale. Con il sovradosaggio di acido acetilsalicilico a breve e a lungo termine può presentarsi un eccesso di liquidi nei polmoni (edema polmonare non cardiogeno) pericoloso per la vita.

Sintomi da sovradosaggio
• Intossicazione moderata: ronzii nelle orecchie, sensazione di riduzione dell’udito, mal di testa
(cefalea), capogiri, vertigini, confusione e nausea, sono indizi di sovradosaggio e possono
essere controllati riducendo la posologia.
• Intossicazione grave: febbre, respirazione accelerata (iperventilazione), variazione dell'acidità

del sangue (alcalosi respiratoria, chetosi, acidosi metabolica), coma, collasso cardiovascolare, difficoltà a respirare (insufficienza respiratoria), grave abbassamento della quantità di zuccheri nel sangue (ipoglicemia).

Se dimentica di prendere Cardirene

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le
persone li manifestino.
La frequenza con cui si manifestano gli eventi avversi non può essere definita sulla base dei dati
disponibili, pertanto la frequenza è definita "non nota".
• Sanguinamenti, (sindromi emorragiche anche potenzialmente mortali:
-
-
sanguinamento dal naso (epistassi);
sanguinamento delle gengive;
- sanguinamento nelle urine e dai genitali;
- sanguinamento all’interno della testa (emorragia intracranica) che può portare alla
morte soprattutto se lei è anziano;
- sanguinamento dello stomaco e dell’intestino, con emissione di sangue con il vomito
o con le feci (emorragia gastrointestinale occulta o conclamata, ematemesi, melena,

ecc) con conseguente anemia da carenza di ferro;
- lividi
- macchie rosse sulla pelle (porpora);
- prolungamento del tempo di sanguinamento.

Il rischio di sanguinamento può persistere per 4-8 giorni dopo l'interruzione della
somministrazione di acido acetilsalicilico. Questo può causare un rischio maggiore di
sanguinamento (emorragia) se deve sottoporsi ad un intervento chirurgico.
• Diminuzione del numero delle piastrine del sangue (trombocitopenia).
• Rottura dei globuli rossi del sangue (anemia emolitica) nelle persone con deficit di G6PD,

(deficit di glucosio 6 fosfato deidrogenasi) una particolare malattia ereditaria, che colpisce i globuli rossi. •

Diminuzione anche grave del numero delle cellule del sangue (pancitopenia, bicitopenia,
anemia aplastica, insufficienza midollare, agranulocitosi, neutropenia, leucopenia).
• Reazioni allergiche (ipersensibilità, reazioni anafilattiche, asma, angioedema, edema).
• Broncospasmo (contrazione della muscolatura dei bronchi) e asma (infiammazione e
contrazione dei bronchi).
•

Mal di testa, vertigini e capogiri, che possono presentarsi con alte dosi e con un lungo trattamento. Se manifesta questi sintomi si rivolga immediatamente al medico che valuterà se interrompere il trattamento. • Suoni nell’orecchio (tinnito) e sordità, che possono presentarsi con alte dosi e con un lungo trattamento. Se manifesta questi sintomi si rivolga immediatamente al medico che valuterà se interrompere il trattamento.

• Dolore all’addome.
• Difficoltà a digerire (dispepsia).
• Sanguinamenti dello stomaco e dell’intestino (emorragia gastrointestinale); nausea,

infiammazione e lesioni della mucosa dell’esofago (esofagite e ulcere esofagee); infiammazione dello stomaco e del duodeno, con dolore all’addome e sanguinamento

dall’intestino (gastrite e duodenite erosiva); lesioni (ulcere) allo stomaco e/o all’intestino; infiammazione (colite) e perforazione del tratto gastrointestinale. Queste reazioni possono presentarsi con qualsiasi dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza disturbi che ne permettono la previsione, che hanno o non hanno sofferto di

gravi eventi gastrointestinali.
• Può causare restringimento anomalo dell’intestino (stenosi intestinale diaframma-simile),
che può provocare sintomi come gonfiore addominale, fastidio addominale, sangue nelle
feci. Se si verificano questi sintomi, consultare immediatamente un medico.
• Infiammazione del pancreas (pancreatite acuta) come reazione allergica (ipersensibilità)

•
all’acido acetilsalicilico.
Disturbi e infiammazione del fegato (epatite cronica), con aumento degli esami del sangue
a carico del fegato (aumento degli enzimi epatici).
• Orticaria, e altre irritazioni della pelle che si manifestano sempre nello stesso punto
(eruzioni fisse).
• Disturbi del rene (insufficienza renale).
• Sindrome di Reye, una grave malattia che colpisce soprattutto i bambini e che si manifesta
con febbre, influenza, varicella, danni al sistema nervoso e al fegato (vedere “Avvertenze e
precauzioni”).

• L’acido acetilsalicilico può prolungare il travaglio e ritardare il parto.
• Aumento dei liquidi nei polmoni (edema polmonare non cardiogeno) con l’uso prolungato
del medicinale che può verificarsi anche in caso di una reazione di allergia all’acido

acetilsalicilico.
• Emorragia potenzialmente fatale (severa perdita di sangue, potenzialmente pericolosa per
la vita) e infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite compresa la Porpora di Schönlein-
Henoch).
• Disturbi alle arterie del cuore di natura allergica (sindrome di Kounis) nel caso di una

reazione allergica all’acido acetilsalicilico. • Presenza di sangue nello sperma (ematospermia).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Conservare a temperatura inferiore ai 25°C. Conservare nel contenitore originale.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Cardirene Cardirene 75 mg - Il principio attivo è acetilsalicilato di D,L-lisina. Una bustina contiene 135 mg di

- succo di agrumi e lattosio), ammonio glicirrizato. Cardirene 100 mg acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 75 mg di acido acetilsalicilico). Gli altri componenti sono: glicina, aroma di mandarino (olio essenziale di mandarino,

- Il principio attivo è acetilsalicilato di D,L-lisina. Una bustina contiene 180 mg di
acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 100 mg di acido acetilsalicilico).
- Gli altri componenti sono: glicina, aroma di mandarino (olio essenziale di mandarino,
succo di agrumi e lattosio), ammonio glicirrizato.
Cardirene 160 mg

- Il principio attivo è acetilsalicilato di D,L-lisina. Una bustina contiene 288 mg di
acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a mg 160 mg di acido acetilsalicilico).
- Gli altri componenti sono: glicina, aroma di mandarino (olio essenziale di mandarino,
succo di agrumi e lattosio), ammonio glicirrizato.

Cardirene 300 mg
- Il principio attivo è acetilsalicilato di D,L-lisina Una bustina contiene 540 mg di
acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a mg 300 mg di acido acetilsalicilico)
- Gli altri componenti sono: glicina, aroma di mandarino (olio essenziale di mandarino,
succo di agrumi e lattosio), ammonio glicirrizato.

Descrizione dell’aspetto di Cardirene e contenuto della confezione Cardirene si presenta in forma di polvere per soluzione orale in scatola da 30 bustine.

Titolare dell'autorizzazione all’immissione in commercio SUBSTIPHARM 24 rue Erlanger, 75016 Parigi, Francia

Concessionario per la vendita SUBSTIPHARM S.r.l. Largo Augusto 8 - 20122 Milano Produttore ASTREA AMILLY

196 rue du Maréchal Juin, 45200 Amilly, Francia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su CARDIRENE

Come si usa CARDIRENE?

CARDIRENE si presenta in forma di Polvere per soluzione orale e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CARDIRENE è disponibile senza ricetta?

No, CARDIRENE è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CARDIRENE?

Il principio attivo di CARDIRENE è LISINA ACETILSALICILATO, ACIDO ACETILSALICILICO.

Quali sono gli equivalenti di CARDIRENE?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACIDO ACETILSALICILICO TECNIGEN, ACIDO ACETILSALICILICO KRKA, ACIDO ACETILSALICILICO AUROBINDO, ACIDO ACETILSALICILICO MYLAN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CARDIRENE?

CARDIRENE è prodotto da SUBSTIPHARM.

Da quando CARDIRENE è autorizzato in Italia?

CARDIRENE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2000-05-05.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

CARDIRENE 75 mg Polvere per Soluzione Orale CARDIRENE 100 mg Polvere per Soluzione Orale CARDIRENE 160 mg Polvere per Soluzione Orale CARDIRENE 300 mg Polvere per Soluzione Orale

2. Composizione qualitativa e quantitativa

CARDIRENE 75 mg Una bustina contiene 135 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 75 mg di acido acetilsalicilico). CARDIRENE 100 mg Una bustina contiene 180 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 100 mg di acido acetilsalicilico). CARDIRENE 160 mg Una bustina contiene 288 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 160 mg di acido acetilsalicilico). CARDIRENE 300 mg Una bustina contiene 540 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 300 mg di acido acetilsalicilico). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere per soluzione orale.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Per tutti i dosaggi (75 mg – 100 mg - 160 mg – 300 mg) 1. Prevenzione degli eventi atero-trombotici maggiori: • Dopo infarto miocardico • Dopo ictus cerebrale o attacchi ischemici transitori (TIA) • In pazienti con angina pectoris instabile • In pazienti con angina pectoris stabile cronica. 2. Prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici e nell’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA).

Prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia ateromasica conclamata, nella sindrome di Kawasaki, nei pazienti in emodialisi e nella prevenzione della trombosi durante circolazione extracorporea. Per il solo dosaggio di 100 mg: 3. Prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio. * * In soggetti a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare maggiore (rischio a 10 anni > 20% in base alle carte di rischio del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Nell’adulto 1 bustina al giorno da sciogliersi in un bicchiere d’acqua. Il trattamento deve iniziare con Cardirene 160 mg o Cardirene 300 mg, secondo prescrizione medica, subito dopo la comparsa dei primi sintomi e proseguire per almeno 5 settimane. È possibile proseguire la terapia con Cardirene 75 mg o Cardirene 100 mg. Dopo infarto miocardico oltre che nell’angina instabile il trattamento sarà iniziato il più presto possibile sia in caso di primo episodio che in caso di recidiva. La “Prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio*” dovrà essere effettuata con il dosaggio di 100 mg. * In soggetti a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare maggiore (rischio a 10 anni > 20% in base alle carte di rischio del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità). Da utilizzarsi solamente su prescrizione del medico.

4.3 Controindicazioni

• Ipersensibilità all’acido acetilsalicilico o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, o ad altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) (cross-reattività). • Anamnesi di asma o polipi nasali associati all’asma indotti o aggravati da somministrazione di acetilsalicilati o sostanze con attività simile, specialmente farmaci antinfiammatori non steroidei, antecedenti di ipersensibilità ai salicilici (broncospasmo, reazioni anafilattiche). • Terzo trimestre di gravidanza (oltre le 24 settimane di gestazione) per dosi di acido acetilsalicilico maggiori di 100 mg al giorno (vedere paragrafo 4.6). • Ulcera gastroduodenale attiva, cronica o ricorrente, anamnesi di emorragia gastrica o perforazione dopo trattamento con acido acetilsalicilico o altri FANS. • Qualsiasi malattia emorragica costituzionale o acquisita. • Rischio emorragico. • Insufficienza epatica grave. • Insufficienza renale grave (ClCr < 30 ml/min). • Insufficienza cardiaca grave, non controllata. • Co-somministrazione di metotrexato utilizzato a dosi > 15 mg/settimana con acido acetilsalicilico a dosi antinfiammatorie (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die), o a dosi analgesiche o antipiretiche (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die) (vedere paragrafo 4.5). • Co-somministrazione di anticoagulanti orali con acido acetilsalicilico usato a dosi antinfiammatorie (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die), o a dosi analgesiche o antipiretiche (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die) in pazienti con una storia di ulcere gastro-duodenali (vedere paragrafo 4.5). • Pazienti con mastocitosi preesistente, nei quali l’utilizzo di acido acetilsalicilico può indurre gravi reazioni di ipersensibilità (che comprendono shock circolatorio con vampate di calore,

3 ipotensione, tachicardia e vomito). L’uso di questo medicinale è comunque controindicato nei bambini e nei ragazzi di età inferiore a sedici anni.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

• Non associare altri farmaci contenenti acido acetilsalicilico per non superare la dose giornaliera raccomandata. In caso di cosomministrazione con altri medicinali, al fine di evitare qualsiasi rischio di sovradosaggio, verificare che l'acido acetilsalicilico sia assente dalla composizione degli altri medicinali. • La sindrome di Reye è una malattia molto rara e pericolosa per la vita ed è stata osservata in bambini e adolescenti con segni di infezione virale (in particolare varicella ed episodi simil influenzali) che avevano preso acido acetilsalicilico. Di conseguenza l’acido acetilsalicilico deve essere somministrato a bambini ed adolescenti in questa situazione seguendo il consiglio del medico, solamente quando altri interventi hanno fallito. In caso di vomito persistente, disturbi della coscienza e comportamento anormale, il trattamento con acido acetilsalicilico deve essere interrotto. • Nei bambini di età inferiore a 1 mese, la somministrazione di acido acetilsalicilico è giustificata solo in situazioni specifiche e su prescrizione medica. • In caso di somministrazione a lungo termine di analgesici a dosi elevate, l'insorgenza di mal di testa non deve essere trattata con dosi più alte. • L'uso regolare di analgesici, in particolare la combinazione di analgesici, può condurre a persistenti lesioni renali, con rischio di insufficienza renale. • Il monitoraggio del trattamento deve essere rafforzato nei seguenti casi: - nei pazienti affetti da deficit di G6PD l’acido acetilsalicilico deve essere somministrato sotto attento controllo medico a causa del rischio di emolisi (vedere paragrafo 4.8). ─ nei pazienti con storia di ulcera gastrica o duodenale, o sanguinamento gastrointestinale, o gastrite ─ nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata (nell’insufficienza renale grave il farmaco è controindicato) (vedere paragrafo 4.3) ─ nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (nell’insufficienza epatica grave il farmaco è controindicato; vedere paragrafo 4.3) ─ nei pazienti con asma: il verificarsi di un attacco d'asma, in alcuni pazienti, può essere collegato ad una allergia ai farmaci antinfiammatori non steroidei o all’acido acetilsalicilico, in questo caso, questo farmaco è controindicato (vedere paragrafo 4.3) ─ nei pazienti con metrorragia o menorragia (rischio di aumentare il volume e la durata dei periodi mestruali). • Sanguinamento o ulcere / perforazioni gastrointestinali possono verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, senza necessariamente la presenza di segni recenti o di una storia nel paziente. Il rischio relativo aumenta con la dose, nei soggetti anziani, nei soggetti con un basso peso corporeo, nei pazienti con precedenti di ulcera gastrointestinale in particolare se complicata da emorragia o perforazione, nei pazienti in trattamento concomitante con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) inclusi gli inibitori selettivi della COX-2 (cicloosigenasi-2) e nei pazienti in trattamento con anticoagulanti o inibitori dell'aggregazione piastrinica (vedere paragrafo 4.5). In caso di sanguinamento gastrointestinale, il trattamento deve essere sospeso immediatamente. • In considerazione dell'effetto inibitorio dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazion

4 piastrinica, che si verifica anche a dosi molto basse e che persiste per diversi giorni, il paziente deve essere avvertito del rischio di emorragia in caso di intervento chirurgico, anche di carattere minore (es. estrazione dei denti). L'interruzione del trattamento prima dell'intervento deve essere determinata caso per caso. • A dosi analgesiche o antipiretiche, l’acido acetilsalicilico inibisce l'escrezione di acido urico aumentandone la concentrazione sierica; alle dosi usate in reumatologia (dosi antinfiammatorie), l'acido acetilsalicilico ha un effetto uricosurico. • A dosi elevate utilizzate in reumatologia (dosi antinfiammatorie), i pazienti devono essere monitorati per la possibile insorgenza di sintomi di sovradosaggio. In caso di ronzio nelle orecchie, difficoltà uditiva o vertigini e capogiri, le modalità di trattamento devono essere rivalutate. Nei bambini, si raccomanda di monitorare per salicilismo, specialmente all'inizio del trattamento. • L'uso di questo medicinale non è raccomandato durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.6). • L'alcool può aumentare il rischio di danno gastrointestinale e prolungare il tempo di sanguinamento quando assunto insieme ad acido acetilsalicilico. Pertanto, le bevande alcoliche devono essere assunte con cautela dai pazienti durante l’assunzione di acido acetilsalicilico e nelle 36 ore successive. • Il trattamento concomitante con levotiroxina e salicilati deve essere evitato. I salicilati possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine di trasporto e quindi produrre un aumento transitorio iniziale degli ormoni tiroidei liberi, seguito da una diminuzione complessiva dei livelli di ormoni tiroidei totali. Pertanto, se levotiroxina e salicilati sono assunti in concomitanza , i livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati (vedere paragrafo 4.5). • In pazienti che ricevono in concomitanza nicorandil e FANS, incluso acido acetilsalicilico vi è un aumento del rischio di gravi complicanze quali ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinali. Pertanto deve essere prestata cautela se l’acido acetilsalicilico o FANS sono assunti contemporaneamente a nicorandil (vedere paragrafo 4.5). Impiegare con precauzione: nei pazienti con insufficienza epatica lieve e moderata; in presenza di dispositivo intrauterino. Uso concomitante di antidiabetici, antiacidi, diuretici, glucocorticoidi (vedere paragrafo 4.5). Sconsigliato: nella gotta. Questo medicinale non deve essere utilizzato nei bambini e nei ragazzi di età inferiore a 16 anni (vedere paragrafo 4.3). I soggetti di età superiore ai 70 anni di età, soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato un medico. Nei pazienti che ricevono il vaccino contro la varicella l’uso di acido acetilsalicilico deve essere evitato per le 6 settimane successive alla vaccinazione (vedere paragrafo 4.5). Cardirene contiene lattosio I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Cardirene contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per bustina, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Diverse sostanze sono coinvolte nelle interazioni a causa delle loro proprietà di inibire l’aggregazione piastrinica: Abciximab, acido acetilsalicilico, clopidogrel, epoprostenolo, eptifibatide, iloprost e iloprost trometamolo, ticlopidina e tirofiban. L'uso di differenti inibitori dell'aggregazione piastrinica aumenta il rischio di sanguinamento, così come la loro combinazione con eparina o molecole affini, anticoagulanti orali o con altri trombolitici, e questa possibilità deve essere presa in considerazione, mantenendo un regolare monitoraggio clinico. Associazioni controindicate (vedere paragrafo 4.3): • Metotrexato a dosi > 15 mg/settimana a dosi antinfiammatorie (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die), o a dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die): aumentata tossicità del metotrexato, in particolare tossicità ematologica (a causa della riduzione della clearance renale di metotrexato da parte dell’acido acetilsalicilico). • Anticoagulanti orali a dosi antinfiammatorie (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die), o dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die) nei pazienti con storia di ulcera gastro-duodenale: aumentato rischio di emorragia. Associazioni non raccomandate: • Anticoagulanti: - anticoagulanti orali a dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die) nei pazienti senza storia di ulcera gastro-duodenale: aumentato rischio di emorragia In caso di associazione è necessario controllare il tempo di sanguinamento. - anticoagulanti orali a dosi di acido acetilsalicilico utilizzato per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica e nei pazienti con storia di ulcera gastro-duodenale: aumentato rischio di emorragia. - eparine a basso peso molecolare (e molecole affini) e eparine non frazionate a dosi terapeutiche in pazienti anziani ( 65 anni), indipendentemente dalla dose di eparina, e per le dosi antinfiammatorie (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die) o per dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die): aumento del rischio di sanguinamenti (inibizione dell’aggregazione piastrinica e lesione della mucosa gastroduodenale da parte dell’acido acetilsalicilico). Deve essere somministrato un altro farmaco antinfiammatorio o un altro analgesico o antipiretico. • Altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): - a dosi antinfiammatorie (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die), o a dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die): aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali. • Levotiroxina: i salicilati, specialmente a dosi maggiori di 2.0 g al giorno, possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine di trasporto e quindi portare ad un aumento transitorio iniziale degli ormoni tiroidei liberi, seguito da una diminuzione complessiva dei livelli di ormoni tiroidei totali. Pertanto, i livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati (vedere paragrafo 4.4). • Vaccino contro la varicella: si raccomanda di non somministrare salicilati ai pazienti che hanno ricevuto la vaccinazione contro la varicella per un periodo di sei settimane dopo la vaccinazione. Casi di sindrome di Reye si sono verificati a seguito dell'uso di salicilati durante l’infezione da varicella. • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina): se somministrati simultaneamente aumenta in general

6 il rischio di emorragia e in particolare l’emorragia del tratto digestivo superiore. Quindi, se possibile l’uso concomitante deve essere evitato. • Clopidogrel (oltre alle indicazioni approvate per questa combinazione nei pazienti con sindrome coronarica acuta): aumento del rischio di emorragia. Se la co-somministrazione non può essere evitata, il monitoraggio clinico è raccomandato. • Uricosurici (benzbromarone, probenecid): la somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico e uricosurici oltre alla riduzione dell'effetto uricosurico porta ad una diminuzione dell’escrezione di acido acetilsalicilico e ad un suo aumento dei livelli plasmatici. • Ticlopidina: aumento del rischio di emorragia. Se la co-somministrazione non può essere evitata, il monitoraggio clinico è raccomandato. • Glucocorticoidi (tranne la terapia sostitutiva con idrocortisone) per dosi antinfiammatorie dell'acido acetilsalicilico (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die): aumentato rischio di emorragia. • Pemetrexed: la somministrazione concomitante di FANS e pemetrexed può diminuire la clearance di pemetrexed. Usare cautela quando l’acido acetilsalicilico (a dosi antinfiammatorie) e pemetrexed sono somministrati in concomitanza in pazienti con lieve o moderata insufficienza renale (clearance della creatinina tra 45 ml / min e 80 ml / min). La tossicità di pemetrexed deve essere monitorata. • Pentossifillina: aumento del rischio di emorragia. Associazioni che richiedono precauzioni per l'uso: • Diuretici, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE inibitori) e antagonisti del recettore dell'angiotensina II a dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die) o dosi analgesiche e antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o <3 g die): insufficienza renale acuta si può verificare in pazienti disidratati a causa della ridotta velocità di filtrazione glomerulare secondaria alla diminuzione della sintesi delle prostaglandine renali. Inoltre può verificarsi la riduzione dell’effetto antipertensivo. Assicurarsi che il paziente sia idratato e che la funzionalità renale sia controllata all'inizio del trattamento. • Metotrexato a dosaggi ≤ 15 mg/settimana a dosi antinfiammatorie (≥ 1 g per dose e/o ≥ 3 g die), o a dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die): aumento della tossicità del metotrexato, in particolare la tossicità ematologica (a causa della riduzione della clearance renale di metotrexato da parte dell’acido acetilsalicilico). La conta delle cellule ematiche deve essere controllata settimanalmente durante le prime settimane di somministrazione concomitante. Occorre un attento monitoraggio nei pazienti con insufficienza renale (anche lieve), così come nei pazienti anziani. • Metotrexato a dosi > 15 mg a dosi di acido acetilsalicilico utilizzato per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica: aumento della tossicità del metotrexato, in particolare tossicità ematologica (a causa della riduzione della clearance renale di metotrexato da parte dell’acido acetilsalicilico). La conta delle cellule ematiche deve essere controllata settimanalmente durante le prime settimane di co-somministrazione. Occorre un attento monitoraggio nei pazienti con insufficienza renale (anche lieve), così come nei pazienti anziani. • Clopidogrel (nelle indicazioni approvate per questa combinazione nei pazienti con sindrome coronarica acuta): aumento del rischio di emorragia. Il monitoraggio clinico è raccomandato. • Topici gastrointestinali, antiacidi e adsorbenti: diminuzione dell’assorbimento gastrointestinale di acido acetilsalicilico. Si raccomanda di somministrare i topici gastrointestinali e gli antiacidi almeno a 2 ore di distanza dall’acido acetilsalicilico, se possibile.

7 • Eparine a basso peso molecolare (e molecole affini) e eparine non frazionate, a dosi preventive in pazienti al di sotto dei 65 anni di età: la co-somministrazione di farmaci che agiscono a diversi livelli di emostasi aumenta il rischio di emorragia. Pertanto, nei pazienti con meno di 65 anni di età, la co-somministrazione di eparine a dosi preventive (o molecole affini), e di acido acetilsalicilico, a prescindere dalla dose, deve essere valutata, mantenendo il monitoraggio clinico e il monitoraggio di laboratorio, quando necessario. • Eparine a basso peso molecolare (e molecole affini) e eparine non frazionate a dosi terapeutiche o in pazienti anziani ( 65 anni), indipendentemente dalla dose di eparina, e per dosi di acido acetilsalicilico utilizzate per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica: aumento del rischio di emorragia (inibizione dell'aggregazione piastrinica e lesione della mucosa gastroduodenale da parte dell’acido acetilsalicilico). • Trombolitici: aumentato rischio di emorragia. • Anticoagulanti orali a dosi di acido acetilsalicilico utilizzate per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica (da 50 mg a 375 mg/die): aumentato rischio di emorragia, specialmente in caso di storia di ulcera gastroduodenale. • Potenziale effetto additivo sull’aggregazione piastrinica: a causa di un aumentato rischio di sanguinamento dovuto al potenziale effetto additivo sull’aggregazione piastrinica, la somministrazione concomitante di farmaci associati a rischio di sanguinamento deve essere intrapresa con cautela, mantenendo un regolare monitoraggio clinico. • Altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) con dosi di acido acetilsalicilico utilizzate per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica (da 50 mg a 375 mg/die: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali. • Glucocorticoidi (tranne idrocortisone per terapia sostitutiva) con dosi analgesiche ed antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥ 500 mg per dose e/o < 3 g die): aumentato rischio di emorragia; diminuzione della salicilemia durante trattamento con corticoidi e rischio di sovradosaggio salicilico dopo sospensione. • Acetazolamide: si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di salicilati e acetazolamide poiché esiste un alto rischio di tossicità da salicilati (vomito, tachicardia, iperpnea, confusione mentale) o tossicità da acetazolamide (stanchezza, letargia, sonnolenza, confusione, acidosi metabolica ipercloremica). • Nicorandil: in pazienti che ricevono in concomitanza nicorandil e FANS, incluso acido acetilsalicilico, vi è un aumento del rischio di gravi complicanze quali ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinali (vedere paragrafo 4.4). • Acido valproico: la somministrazione concomitante di salicilati e acido valproico può causare una riduzione del legame dell’acido valproico con le proteine e l’inibizione del metabolismo dell’acido valproico con conseguente aumento dei livelli sierici di acido valproico totale e libero. I livelli di valproato devono essere monitorati attentamente durante la somministrazione concomitante. • Antidiabetici (in particolare sulfoniluree) e insulina: c’è un potenziamento dell’effetto ipoglicemizzante in caso di somministrazione concomitante con acido acetilsalicilico • Dati sperimentali indicano che l'ibuprofene può inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza (vedere paragrafo 5.1). Tuttavia, l'esiguità dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofene;

8 sembra che non vi siano probabili effetti clinicamente rilevanti dall'uso occasionale dell'ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). • Metamizolo: può ridurre l'effetto dell’acido salicilico sull'aggregazione piastrinica quando assunto in concomitanza. Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico per la cardioprotezione. • Tenofovir: la somministrazione concomitante di tenofovir disoproxil fumarato e FANS può aumentare il rischio di insufficienza renale in particolare in quei pazienti che presentano fattori di rischio di disfunzione renale. Pertanto se tenofovir disoproxil viene cosomministrato con un FANS, si deve monitorare in modo adeguato la funzionalità renale.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza - Nell’animale: è stato osservato un effetto teratogeno. - Nell’uomo: in base a molteplici studi epidemiologici (in particolare uno studio prospettico in un alto numero di donne) non è stato constatato alcun effetto teratogeno dell’ASA, a seguito di somministrazioni saltuarie durante il primo trimestre di gravidanza. I dati sono meno numerosi per trattamenti cronici. L’impiego in gravidanza per lunghi periodi e la somministrazione negli ultimi tre mesi della gravidanza devono avvenire soltanto dietro prescrizione medica perché l’acido acetilsalicilico può provocare fenomeni emorragici nel feto e nella madre, ritardi di parto e, nel nascituro, precoce chiusura del dotto di Botallo. Durante gli ultimi tre mesi ed in particolare nelle ultime settimane di gravidanza, sarebbe comunque opportuno evitare l’uso di acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.3). - Basse dosi inferiori a 100 mg/die Gli studi clinici indicano che l’acido acetilsalicilico a dosi inferiori a 100 mg/die sembra essere sicuro solo in casi ostetrici limitati, che richiedono un monitoraggio specialistico. - Dosi tra 100-500 mg/die Ci sono insufficienti dati clinici relativi all’uso di acido acetilsalicilico a dosi tra 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio (vedere paragrafo sottostante). - Dosi di 500 mg/die ed oltre L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache era aumentato da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. È stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante le prime 24 settimane di gravidanza, l’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.

Se l’acido acetilsalicilico è usato da una donna in attesa di concepimento o durante le prime 24 settimane di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili. Oltre le 24 settimane di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare). - disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios. Alla fine della gravidanza, la madre e il neonato possono presentare: - prolungamento del tempo di sanguinamento a causa dell’inibizione dell'aggregazione piastrinica, che può manifestarsi anche dopo la somministrazione di dosi molto basse di acido acetilsalicilico; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, l’acido acetilsalicilico è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (dopo le 24 settimane di gestazione) (vedere paragrafo 4.3). Allattamento L'acido acetilsalicilico passa nel latte materno: si sconsiglia quindi l’assunzione di ASA durante l’allattamento a causa del possibile rischio di comparsa di acidosi e sindrome emorragica nel lattante (vedere paragrafo 4.4). Fertilità Per dosaggi di acido acetilsalicilico ≥ 500 mg/giorno: Ci sono evidenze che il medicinale, inibendo la sintesi di ciclo-ossigenasi/ prostaglandine, possa causare una riduzione della fertilità femminile attraverso un effetto sull’ovulazione. Questo effetto è reversibile alla sospensione del farmaco. Di ciò devono essere informati i soggetti di sesso femminile ed in particolare le donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte ad indagini sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati osservati effetti di Cardirene sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le frequenze non possono essere definite sulla base dei dati disponibili. Pertanto le frequenze sono elencate come "non note". Patologie del sistema emolinfopoietico Sindromi emorragiche (ecchimosi, emorragia urogenitale, epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ecc) con prolungamento del tempo di sanguinamento. Il rischio di sanguinamento può persistere per 4-8 giorni dopo l'interruzione di acido acetilsalicilico. Esso può causare un aumentato rischio di emorragia in caso di intervento chirurgico. Possono anche verificarsi emorragia intracranica e gastrointestinale. L’emorragia intracranica potrebbe essere fatale, specialmente quando il medicinale è somministrato agli anziani. Trombocitopenia. Anemia emolitica in pazienti affetti da deficit di glucosio 6 fosfato deidrogenasi (G6PD) (vedere paragrafo 4.4).

Pancitopenia, bicitopenia, anemia aplastica, insufficienza midollare, agranulocitosi, neutropenia, leucopenia. Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità, reazioni anafilattiche, angioedema. Patologie del sistema nervoso • Mal di testa, vertigini e capogiri che possono presentarsi con alte dosi a lungo termine. Il trattamento deve essere interrotto immediatamente se il paziente manifesta episodi di capogiri. • emorragia intracranica che può risultare fatale, specialmente negli anziani. Patologie dell’orecchio e disordini del labirinto Tinnito e sordità possono presentarsi con alte dosi a lungo termine. Il trattamento deve essere interrotto immediatamente se il paziente manifesta questi episodi. Patologie gastrointestinali • Dispepsia • Dolore addominale, ulcere gastriche e duodenali e perforazioni gastriche • Emorragia gastrointestinale occulta o conclamata (ematemesi, melena, ecc) con conseguente anemia da carenza di ferro. Queste reazioni possono verificarsi in pazienti con o senza segni premonitori o grave storia gastrointestinale. Il rischio di sanguinamento è dose-dipendente. • Patologie del tratto gastrointestinale superiore: esofagiti, duodenite erosiva, gastrite erosiva, ulcera esofagea, perforazioni, formazione di stenosi intestinali diaframma-simili (la malattia del diaframma intestinale è stata segnalata in associazione con l’uso cronico). • Patologie del tratto gastrointestinale inferiore: ulcere del piccolo (digiuno ed ileo) e grande intestino (colon e retto), colite e perforazioni intestinali. Queste reazioni possono o non possono essere associate ad emorragia e possono presentarsi con qualsiasi dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza sintomi predittivi e con o senza anamnesi di gravi eventi gastrointestinali. • Pancreatite acuta nel contesto di una reazione di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico. Patologie epatobiliari Aumento degli enzimi epatici, danno epatico, soprattutto epatocellulare, epatite cronica. Sindrome di Reye (nei bambini con processi febbrili, influenza o varicella) (vedere paragrafo 4.4). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria, reazioni cutanee, eruzioni fisse da farmaco. Patologie renali e urinarie Insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Episodi di sensibilizzazione (edema, orticaria, asma, crisi anafilattiche).

Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali: L’ASA può prolungare il travaglio e ritardare il parto. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche L’uso cronico può determinare edema polmonare non cardiogeno che può verificarsi anche nel contesto di una reazione di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico. Broncospasmo e asma. Patologie vascolari: Emorragia potenzialmente fatale, vasculite compresa la Porpora di Schönlein-Henoch. Patologie cardiache: Sindrome di Kounis (angina allergica vasospastica/infarto miocardico allergico) nel contesto di una reazione di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Ematospermia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Per l'acido acetilsalicilico le dosi tossiche sono comprese tra 200 mg/kg e 300 mg/kg per os. Il rischio di sovradosaggio è importante nei soggetti anziani e in particolare nei bambini piccoli (sovradosaggio terapeutico o, più frequentemente, intossicazione accidentale). Il sovradosaggio con salicilati, in particolare nei bambini piccoli, può portare a grave ipoglicemia e ad intossicazione potenzialmente fatale. Nei bambini, un sovradosaggio può essere fatale già a partire da un dosaggio di 100 mg / kg in una singola assunzione. Con il sovradosaggio acuto e cronico di acido acetilsalicilico può presentarsi edema polmonare non cardiogeno pericoloso per la vita (vedere paragrafo 4.8). Se si tiene conto della posologia raccomandata il sovradosaggio è improbabile. Sintomi: Intossicazione moderata: ronzii auricolari, sensazione di riduzione dell’acutezza uditiva, cefalea, vertigini, capogiri, confusione, nausea, sono indizi di sovradosaggio e possono essere controllati riducendo la posologia. Intossicazione grave: febbre, iperventilazione, alcalosi respiratoria, chetosi, acidosi metabolica, coma, collasso cardiovascolare, insufficienza respiratoria, grave ipoglicemia. Trattamento d’emergenza: • Trasferimento immediato in ambiente ospedaliero specializzato • Lavanda gastrica e somministrazione di carbone attiv

12 • Controllo dell’equilibrio acido-basico • Alcalinizzazione delle urine con monitoraggio del pH delle urine • Emodialisi in caso di grave avvelenamento • Trattamento sintomatico.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antitrombotici, Antiaggreganti piastrinici. Codice ATC: B01AC06 Analgesico, antipiretico, antiaggregante piastrinico. A dosi elevate antinfiammatorio. L’acido acetilsalicilico (ASA) è un inibitore dell’attivazione piastrinica: bloccando per acetilazione la cicloossigenasi piastrinica, esso inibisce la sintesi del trombossano A2, sostanza attivatrice fisiologica liberata dalle piastrine che avrebbe un ruolo nelle complicazioni trombotiche delle lesioni ateromatose. Dosi ripetute da 20 a 325 mg determinano un’inibizione dell’attività enzimatica del 30 – 95%. A dosaggi superiori a 325 mg, l’attività inibitoria aumenta solo di poco e l’effetto sull’aggregazione piastrinica è pressoché identico. L’effetto inibitore non si esaurisce nel corso di trattamenti prolungati ed inoltre l’attività enzimatica riprende progressivamente con il rinnovo delle piastrine entro 24 – 48 ore dopo la fine del trattamento. Alla posologia raccomandata, l’ASA riduce la sintesi della prostaciclina endoteliale: il significato clinico di questo effetto è poco chiaro e apparentemente meno rilevante nella pratica clinica rispetto alla potenzialità teorica. L’ASA prolunga i tempi di sanguinamento di circa il 50 – 100% in media, ma possono essere riscontrate variazioni individuali. Dati sperimentali indicano che l'ibuprofene può inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. In uno studio, dopo la somministrazione di una singola dose di 400 mg di ibuprofene, assunto entro 8 ore prima o dopo 30 minuti dalla somministrazione di acido acetilsalicilico (81 mg), si è verificata una diminuzione dell'effetto dell'acido acetilsalicilico sulla formazione di trombossano e sull'aggregazione piastrinica. Tuttavia, l'esiguità dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall'uso occasionale dell'ibuprofene.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo l’assorbimento, l’acetilsalicilato di lisina si scinde nel plasma in ASA ed in lisina. L’ASA è rapidamente idrolizzato in acido salicilico. Distribuzione La concentrazione plasmatica massima viene raggiunta dopo 30 – 40 minuti dall’assunzione a seconda dello stato di digiuno o meno del soggetto.

Nel plasma i salicilati sono in gran parte legati alle proteine plasmatiche. Biotrasformazione I salicilati sono trasformati a livello epatico (coniugazione e idrossilazione) in metaboliti inattivi. Al carattere saturabile della glicinoconiugazione sulla funzione acida dell’acido salicilico ed alla glucuroconiugazione sulla funzione fenolica, è attribuibile la cinetica di accumulo di cui si deve tenere conto in caso di trattamenti prolungati a posologia elevata: l’emivita di eliminazione dell’acido salicilico è dose dipendente. Eliminazione L’insieme dei metaboliti, come anche l’acido salicilico, sono eliminati per via renale. La clearance aumenta con l’aumentare del pH urinario.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (vedere paragrafo 4.6).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Glicina, aroma di mandarino (olio essenziale di mandarino, succo di agrumi e lattosio), ammonio glicirrizato.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nel contenitore originale a temperatura inferiore a 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Bustine in accoppiato alluminio/polietilene. Scatola da 30 bustine.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Sciogliere il contenuto della bustina in un bicchiere di acqua. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

14

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

SUBSTIPHARM 24 rue Erlanger, 75016 Parigi – Francia

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

CARDIRENE 75 mg Polvere per Soluzione Orale - AIC 028717041 CARDIRENE 100 mg Polvere per Soluzione Orale - AIC 028717039 CARDIRENE 160 mg Polvere per Soluzione Orale - AIC 028717015 CARDIRENE 300 mg Polvere per Soluzione Orale - AIC 028717027

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo

DELL’AUTORIZZAZIONE Data della prima autorizzazione: CARDIRENE 75 mg Polvere per Soluzione Orale: 6 maggio 2000 CARDIRENE 100 mg Polvere per Soluzione Orale: 3 febbraio 1999 CARDIRENE 160 mg Polvere per Soluzione Orale: 29 febbraio 1996 CARDIRENE 300 mg Polvere per Soluzione Orale: 30 giugno 1998 Data del rinnovo più recente: 28.02.2011

10. Data di revisione del testo:

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.