INTRATECT

Intratect viene usato in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) che non hanno sufficienti anticorpi (terapia di sostituzione) nei casi di:  pazienti che sono nati con una carenza di anticorpi (sindromi d’immunodeficienza primaria, PID)  carenza acquisita di anticorpi (sindrome da immunodeficienza secondaria, SID) in pazienti che soffrono di infezioni severe o ricorrenti e trattamento antimicrobico inefficace con difetto documentato di anticorpi specifici o con livelli bassi di IgG (< 4 g/l) Intratect è usato anche in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) nel trattamento di disturbi…

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA NORMALE · ATC J06BA02 · BIOTEST PHARMA GMBH

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
INTRATECT*1 flaconcino soluz infus 100 g/l 10 ml H 107,27 € — fornito dall'ospedale
INTRATECT*1 flaconcino soluz infus 100 g/l 100 ml H 1072,76 € — fornito dall'ospedale
INTRATECT*1 flaconcino soluz infus 100 g/l 200 ml H 2145,52 € — fornito dall'ospedale
INTRATECT*1 flaconcino soluz infus 100 g/l 50 ml H 536,38 € — fornito dall'ospedale
INTRATECT*1 flacone infus 50 g/l 100 ml H 536,38 € — fornito dall'ospedale
INTRATECT*1 flacone infus 50 g/l 20 ml H 107,27 € — fornito dall'ospedale
INTRATECT*1 flacone infus 50 g/l 200 ml H 1072,76 € — fornito dall'ospedale
INTRATECT*1 flacone infus 50 g/l 50 ml H 268,19 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA NORMALE
Forma farmaceutica: Soluzione per infusione
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 50 g/l SOLUZIONE PER INFUSIONE ENDOVENOSA
  • 100 g/l SOLUZIONE PER INFUSIONE ENDOVENOSA
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: BIOTEST PHARMA GMBH
Codice ATC: J06BA02
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· PENTAGLOBIN - BIOTEST PHARMA GMBH
· YIMMUGO - BIOTEST PHARMA GMBH
· OCTAGAM - OCTAPHARMA ITALY S.P.A.
· GAMMAGARD - BAXALTA INNOVATIONS GMBH
· VENITAL - KEDRION S.P.A.
· KIOVIG - TAKEDA MANUFACTURING AUSTRIA AG
· IQYMUNE - LABORATOIRE FRANCAIS DU FRACTIONNEMENT ET DES BIOTECHNOLOGIES
· GLOBIGA - OCTAPHARMA ITALY S.P.A.
· GAMUNEX - GRIFOLS DEUTSCHLAND GMBH
· GAMTEN - OCTAPHARMA ITALY S.P.A.
· PRIVIGEN - CSL BEHRING GMBH
· FLEBOGAMMA DIF - INSTITUTO GRIFOLS S.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Intratect è un estratto di sangue umano contenente anticorpi (sostanze di difesa proprie all’organismo) contro le malattie, ed è disponibile sotto forma di soluzione per infusione. La soluzione è pronta per essere immessa in una vena (“fleboclisi”).

Intratect contiene una immunoglobulina umana normale (anticorpi) ricavata da sangue donato da un largo gruppo di donatori ed è quindi probabile che contenga anticorpi contro le malattie infettive più comuni.

Dosi adeguate di Intratect possono riportare alla normalità i valori dei tassi ematici di immunoglobulina G (IgG) se questi sono bassi.

Intratect viene usato in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) che non hanno sufficienti anticorpi (terapia di sostituzione) nei casi di:

 pazienti che sono nati con una carenza di anticorpi (sindromi d’immunodeficienza primaria, PID)  carenza acquisita di anticorpi (sindrome da immunodeficienza secondaria, SID) in pazienti che soffrono di infezioni severe o ricorrenti e trattamento antimicrobico inefficace con difetto documentato di anticorpi specifici o con livelli bassi di IgG (< 4 g/l)

Intratect è usato anche in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) nel trattamento di disturbi infiammatori (immunomodulazione) come:  trombocitopenia immune primaria (immune thrombocytopenia, ITP, in cui il paziente ha un numero

ridotto di piastrine), quando il paziente deve essere sottoposto in un prossimo futuro a intervento chirurgico o è a rischio di sanguinamenti  Sindrome di Guillain-Barré (una malattia che danneggia i nervi e che può causare paralisi generalizzata)  Malattia di Kawasaki (nei bambini causa infiammazioni in diversi organi con dilatazione delle arterie del cuore) in associazione ad acido acetilsalicilico  Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP). Si tratta di una malattia cronica

caratterizzata da infiammazione dei nervi periferici, che causa debolezza muscolare e/o intorpidimento soprattutto delle gambe e degli arti superiori.  Neuropatia motoria multifocale (MMN). È una rara condizione caratterizzata da debolezza asimmetrica lenta e progressiva degli arti, senza perdita sensitiva.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Intratect

 se è allergico all’ immunoglobulina umana o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).  se ha carenza di immunoglobulina A, specialmente in presenza di anticorpi contro l’immunoglobulina A nel sangue, perché ciò può causare anafilassi.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all'infermiere prima di usare Intratect se  non ha mai usato questo farmaco in precedenza o sia trascorso un lungo intervallo di tempo (molte settimane) da quando le è stato somministrato l’ultima volta (sarà necessario un accurato monitoraggio durante la fleboclisi e per un’ora dopo che questa è terminata)  le è stato recentemente somministrato Intratect (in tal caso dovrà restare in osservazione durante la fleboclisi e per almeno 20 minuti dopo l'infusione)  ha un’infezione attiva o un’infiammazione cronica di base

 ha avuto una reazione ad altri anticorpi (in rari casi potrebbe esserci rischio di reazione allergica)  soffre o ha sofferto di una malattia renale  le sono stati somministrati dei farmaci che possono danneggiare i reni (se la funzione renale peggiora è possibile che sia necessario interrompere il trattamento con Intratect) Il medico presterà particolare attenzione se lei è sovrappeso, di età avanzata, soffre di diabete o ipertensione, ha uno scarso volume ematico (ipovolemia), aumentata densità del sangue (iperviscosità ematica), allettamento o immobilità per un certo periodo di tempo (immobilizzazione), o problemi dei vasi sanguigni (malattie vascolari) o altri rischi di sviluppare un episodio di trombosi (coagulazione del sangue). Fare attenzione - reazioni Lei rimarrà sotto accurata osservazione durante tutto il periodo di perfusione con Intratect, in modo da essere sicuri che non si sviluppino reazioni (es. anafilassi). Il medico si accerterà che la velocità di infusione di Intratect sia adatta alla Sua situazione.

Se nota uno qualsiasi dei seguenti segni di una reazione, cioè mal di testa, vampate, brividi, dolore muscolare, respiro sibilante, battito cardiaco rapido, lombalgia, nausea, bassa pressione arteriosa durante l’infusione di Intratect, ne informi subito il medico. La velocità di perfusione potrà essere rallentata o l’intera perfusione interrotta del tutto.

Dopo l’infusione di Intratect, può comparire una bassa concentrazione di globuli bianchi (neutropenia), che si risolve spontaneamente entro 7 - 14 giorni. In caso di incertezze sui sintomi, si rivolga al Suo medico.

In casi molto rari, dopo la somministrazione di immunoglobuline, possono comparire lesioni polmonari

acute correlate alla trasfusione (TRALI). Ciò porterà a un accumulo di liquidi, non correlato al cuore, negli spazi aerei dei polmoni (edema polmonare non cardiogeno). Lei manifesterà severa difficoltà a respirare (distress respiratorio), aumento della frequenza respiratoria (tachipnea), livelli anormalmente bassi di

ossigeno nel sangue (ipossia) e aumento della temperatura corporea (febbre). I sintomi compaiono di solito entro 1 - 6 ore dal trattamento. Se compaiono tali reazioni durante l’infusione di Intratect, lo riferisca immediatamente al Suo medico, che interromperà subito l’infusione.

Informazioni sulla trasmissione di agenti infettivi Intratect è ottenuto da plasma (la parte liquida del sangue) umano. Quando delle medicine sono ottenute da sangue o plasma umano, è importante evitare che ci sia trasmissione di eventuali infezioni ai pazienti. I

donatori di sangue sono testati per evidenziare eventuali virus ed infezioni. Inoltre, i produttori di questi farmaci trattano il sangue o il plasma in modo tale da inattivare o rimuovere i virus. Nonostante queste precauzioni, tuttavia, quando vengono somministrati medicinali ricavati da sangue o plasma umano non si può escludere completamente la possibilità di trasmissione di infezioni.

Le precauzioni prese sono considerate efficaci per i virus con involucro, quali quelli dell’immunodeficienza

umana (HIV), dell’epatite B e dell’epatite C.

Le precauzioni prese possono assumere un valore limitato contro i virus senza involucro, quali il virus

dell’epatite A e il parvovirus B19.

Le immunoglobuline non sono state associate alle infezioni da epatite A e da parvovirus B19, forse perché gli anticorpi contro queste infezioni, contenuti nel prodotto, sono protettivi.

Si raccomanda vivamente al medico di annotare il nome e il numero di lotto del prodotto ogni volta che le

viene somministrata una dose di Intratect. Il numero di lotto riporta informazioni sul materiale di partenza specifico del medicinale che riceve. Se necessario, sarà quindi possibile risalire al materiale di partenza utilizzato per lei.

Altri medicinali e Intratect Informi il medico se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale. Intratect può ridurre l’efficacia di alcuni vaccini come quelli per:

 morbillo  rosolia  parotite  varicella Può essere necessario aspettare fino a 3 mesi prima di essere vaccinati con alcuni vaccini ed anche fino a un anno per essere vaccinati contro il morbillo.

Evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa assieme a Intratect.

Effetti sulle analisi del sangue Intratect può alterare le analisi del sangue. Se si fa un’analisi dopo aver ricevuto Intratect, bisognerà informare la persona che effettua il prelievo di sangue o il medico che si è stati trattati con Intratect.

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale. Il medico deciderà se Intratect può essere usato durante la gravidanza e l’allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Intratect può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. I pazienti che presentano delle reazioni avverse durante il trattamento devono aspettare che queste si risolvano, prima di guidare veicoli o usare macchinari.

Come usarlo

Intratect va usato per somministrazione endovenosa (infusione in una vena). Viene somministrato da un medico o un’infermiere. La dose dipenderà dalle Sue condizioni di salute e dal Suo peso corporeo. Sarà il

medico a decidere la dose adeguata da somministrare a Lei.

All’inizio dell’infusione Intratect sarà somministrato lentamente. Il medico potrà in seguito aumentare gradualmente la velocità dell’infusione. La velocità d’infusione e la sua frequenza dipendono dalla ragione per la quale Lei riceve Intratect.

Il medicinale deve essere portato a temperatura ambiente o a temperatura corporea prima dell’uso.

Uso nei bambini e negli adolescenti La posologia nei bambini e negli adolescenti (0–18 anni) non è diversa da quella degli adulti, poiché per ciascuna indicazione essa dipende dal peso corporeo e viene aggiustata in base all’esito clinico delle condizioni sopra menzionate.

Per la terapia sostitutiva nei pazienti con deficit del sistema immunitario (immunodeficienza primaria o secondaria), l’infusione viene fatta ogni 3-4 settimane.

Per il trattamento dei disordini infiammatori (immunomodulazione) l’infusione può essere somministrata come segue:  Trombocitopenia immune primaria: per il trattamento di un episodio acuto, viene somministrata un’infusione al giorno 1; questa dose può essere ripetuta una volta entro 3 giorni. In alternativa, si può somministrare un dosaggio inferiore tutti i giorni, per 2 – 5 giorni.

 Sindrome di Guillain-Barré: L’infusione viene somministrata per 5 giorni.  Malattia di Kawasaki: L’infusione deve essere somministrata in un’unica dose in associazione ad acido acetilsalicilico  Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica e neuropatia motoria multifocale: l’effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo di somministrazione.

Se le è stato somministrato più Intratect del necessario

Un sovradosaggio può causare un sovraccarico di liquido e aumento della densità del sangue, specialmente nei bambini, negli anziani o nei pazienti con funzione renale o cardiaca compromessa. Si accerti di bere quantità adeguate di liquidi per non disidratarsi e riferisca al medico qualsiasi problema di salute. Se pensa

essere interrotta e debba essere somministrato un trattamento alternativo.

Se non viene somministrata un’infusione di aver ricevuto una quantità eccessiva di Intratect, lo riferisca al medico, che deciderà se l’infusione debba

Intratect le verrà somministrato in ospedale da un medico o daun infermiere, per cui è improbabile che un’infusione non venga effettuata. Tuttavia, riferisca al medico se pensa di aver saltato un’infusione. Se lei ha ulteriori domande sull’uso di questo medicinale, chieda al medico o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Le frequenze delineate di seguito sono state calcolate in generale in base al numero di pazienti trattati, se non altrimenti specificato, ad es. per numero di infusioni.

Se nota la comparsa di uno qualsiasi dei seguenti effetti, lo riferisca immediatamente al medico:  eruzioni cutanee,  prurito,  respiro sibilante,  difficoltà respiratorie,  gonfiore delle palpebre, della faccia, delle labbra, della gola o della lingua,

 pressione arteriosa estremamente bassa, con sintomi quali capogiri, confusione, svenimento, polso rapido

Potrebbe trattarsi di una reazione allergica anche grave (shock anafilattico) o di una reazione di ipersensibilità.

Sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati durante gli studi clinici con Intratect 50 g/l:

Comuni (possono manifestarsi con un massimo di 1 infusione su 10):

 mal di testa  febbre

Non comuni (possono manifestarsi con un massimo di 1 infusione su 100):  leggero incremento della distruzione dei globuli rossi all'interno dei vasi sanguigni (emolisi)  alterazioni del senso del gusto

 pressione sanguigna alta  infiammazione di una vena superficiale  malessere (nausea)

 vomito  dolore addominale  eruzione cutanea con punti rilevati  brividi  vampate di calore  aumento della temperatura corporea

 test positivo per gli anticorpi diretti contro i globuli rossi

I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati spontaneamente con Intratect: Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)  forte dolore al torace o costrizione toracica (angina pectoris)  brividi o tremiti (rigidità)

 shock (anafilattico), reazione allergica  difficoltà a respirare (dispnea)  bassa pressione sanguigna  mal di schiena  diminuzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) I preparati a base di immunoglobulina umana possono causare in generale i seguenti effetti indesiderati (in ordine decrescente di frequenza):  brividi, mal di testa, capogiri, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, dolore articolare, bassa pressione arteriosa e moderata lombalgia  riduzione del numero dei globuli rossi dovuta a disgregazione di queste cellule nei vasi sanguigni (reazioni emolitiche reversibili) e (raramente) anemia emolitica che richiede la trasfusione  (raramente) improvvisa caduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico  (raramente) reazioni cutanee transitorie (compreso il lupus eritematoso cutaneo - frequenza non nota)

 (molto raramente) reazioni tromboemboliche quali attacco cardiaco (infarto del miocardio), ictus, coaguli ematici nei vasi sanguigni del polmone (embolia polmonare), coaguli ematici in una vena (trombosi venosa profonda)  casi di infiammazione acuta temporanea delle membrane protettive che ricoprono il cervello e il

midollo spinale (meningite asettica reversibile)  casi di risultati di esami del sangue che indicano che la funzione renale è compromessa e/o insufficienza renale acuta  casi di lesioni polmonari acute correlate alla trasfusione (TRALI): vedere anche il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”

Se si manifestano effetti collaterali la perfusione verrà rallentata o interrotta del tutto.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all'infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’ all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta e sulla scatola dopo Scad.

Si raccomanda l’uso immediato dopo la prima apertura.

Non conservare a temperatura superiore a 25°C. Non congelare.

Conservare il flaconcino nella sua scatola per proteggere il medicinale dalla luce. Non usi questo medicinale se la soluzione è torbida o contiene depositi. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Intratect Il principio attivo in Intratect è immunoglobulina umana per somministrazione endovenosa.

Intratect contiene 50 g/l di immunoglobulina umana normale di cui almeno 96% è costituito da immunoglobulina G (IgG). La distribuzione della sottoclasse IgG è di circa 57% IgG1, 37% IgG2, 3%

IgG3 e 3% IgG4. Il contenuto massimo di immunoglobulina A (IgA) è 900 microgrammi/ml.

Gli altri componenti sono: glicina e acqua per iniezioni.

Descrizione dell’aspetto di Intratect e contenuto della confezione Intratect è una soluzione per infusione. La soluzione è limpida o leggermente opalescente (leggermente lattiginosa), incolore o giallo pallido.

20 ml, 50 ml, 100 ml o 200 ml di soluzione in flaconcini (vetro tipo II) con tappo (bromobutile) e chiusura (alluminio). Ogni confezione contiene 1 flaconcino con 20 ml, 50 ml, 100 ml o 200 ml di soluzione. Ogni confezione contiene 3 flaconcini con 200 ml di soluzione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Biotest Pharma GmbH Landsteinerstrasse 5

63303 Dreieich Germania Tel.: + 49 6103 801-0 Fax: + 49 6103 801-150 Email: [email protected]

Per tutte le informazioni su questo medicinale, si prega di contattare il rappresentante locale del Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

Biotest Italia srl Via Leonardo da Vinci, 43 20090 Trezzano s/Naviglio (Milano) Tel.: 02 4844291 Fax: 02 4450141 Email: [email protected]

PRODUZIONE Biotest AG, Landsteinerstrasse 5, D-63303 Dreieich, Germania

RILASCIO DEI LOTTI Biotest Pharma GmbH, Landsteinerstrasse 5, D-63303 Dreieich, Germania

CONFEZIONAMENTO Biotest AG, Landsteinerstrasse 5, D-63303 Dreieich, Germania

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato nel. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

Precauzioni speciali

Reazione correlata all’infusione Determinate reazioni avverse (es. mal di testa, vampate, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea, e ipotensione arteriosa) possono essere correlate alla velocità di infusione. Osservare strettamente la velocità di infusione raccomandata. I pazienti devono essere strettamente monitorati e attentamente osservati, alla ricerca di qualsiasi sintomo durante il periodo dell’infusione.

In tutti i pazienti la somministrazione endovenosa di IVIg richiede:  adeguata idratazione prima dell’inizio dell’infusione di IVIg  monitoraggio della diuresi  monitoraggio dei livelli serici di creatinina  evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa Ogni volta che si somministra Intratect ad un paziente, si raccomanda fortemente di registrare il nome ed il numero di lotto del prodotto. In caso di shock, applicare i trattamenti medici standard per lo shock.

Sindrome da meningite asettica (Aseptic Meningitis Syndrome, AMS) La AMS è stata segnalata in associazione al trattamento con IgIV.

La sindrome inizia di solito da qualche ora a due giorni dopo il trattamento con IgIV. Le analisi sul liquido cerebrospinale (cerebrospinal fluid, CSF) sono frequentemente positive, con pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3 , per la maggior parte della serie granulocitica, e livelli di proteine elevati fino a diverse centinaia di mg/dl.

L’AMS può comparire più frequentemente in associazione al trattamento con IgIV a dosi elevate (2 g/kg).

I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono essere sottoposti a un approfondito esame neurologico, che comprenda degli studi del CSF, per escludere altre cause di meningite.

La sospensione del trattamento IgIV ha causato la remissione dell’AMS entro alcuni giorni senza sequele.

Anemia emolitica

I prodotti IgIV possono contenere anticorpi di gruppo sanguigno che possono agire come emolisine e indurre una adesione di immunoglobuline ai globuli rossi (GR) in vivo, causando una positività della reazione antiglobulinica diretta (test di Coombs) e, raramente, emolisi. L'anemia emolitica può svilupparsi in seguito alla terapia con IgIV, a causa di un aumentato sequestro dei GR. I pazienti trattati con IgIV devono essere monitorati per cogliere i segni clinici e i sintomi di un’emolisi.

Dosaggio La dose e il regime posologico dipendono dall’indicazione. Può essere necessario individualizzare la dose per ciascun paziente, a seconda della risposta clinica. La dose basata sul peso corporeo può richiedere un aggiustamento nei pazienti sottopeso o sovrappeso.

Le seguenti posologie sono suggerite come guida:

Terapia di sostituzione nelle sindromi da immunodeficienza primaria: Il regime posologico deve raggiungere un livello minimo di IgG (misurato prima dell’infusione successiva) di almeno 6 g/l o trovarsi entro l’intervallo di riferimento normale per l’età della popolazione. Per

raggiungere l’equilibrio (livelli allo stato stazionario di IgG), sono necessari 3-6 mesi dopo l’inizio della terapia. La dose iniziale raccomandata è di 0,4–0,8 g/kg, somministrata una sola volta, seguita da almeno 0,2 g/kg somministrati ogni 3-4 settimane.

La dose richiesta per raggiungere un livello minimo di IgG di 6 g/l è nell’ordine di 0,2–0,8 g/kg/mese. L’intervallo tra le dosi, una volta raggiunto l’equilibrio, varia tra le 3–e le 4 settimane.

I livelli minimi di IgG devono essere misurati e determinati in connessione con l’incidenza di infezione. Per ridurre il tasso di infezione batterica, può essere necessario aumentare il dosaggio e avere come obiettivo livelli minimi più elevati.

Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze secondarie La dose raccomandata è 0,2–0,4 g/kg ogni 3-4 settimane.

I livelli minimi di IgG devono essere misurati e determinati in connessione con l’incidenza di infezione. La dose deve essere aggiustata come necessario per raggiungere una protezione ottimale contro le infezioni ed un aumento può essere necessario nei pazienti con infezione persistente; una riduzione della dose può essere presa in considerazione se il paziente rimane libero da infezioni.

Immunomodulazione nella:

Trombocitopenia immune primaria
Ci sono due schedule di trattamento alternative:
- 0,8–1 g/kg somministrati al giorno 1; questa dose può essere ripetuta una volta in 3 giorni
- 0,4 g/kg somministrati ogni giorno per 2–5 giorni.
Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva.

Sindrome di Guillain-Barré:

0,4 g/kg/giorno per 5 giorni (possibile ripetizione della somministrazione in caso di recidiva).

Malattia di Kawasaki: Devono essere somministrati 2,0 g/kg in dose singola. I pazienti devono ricevere un trattamento

concomitante con acido acetilsalicilico.

Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2–5 giorni consecutivi Dosi di mantenimento: 1 g/kg suddivisi in 1–2 giorni consecutivi ogni 3 settimane. L’effetto del trattamento va valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il

trattamento va sospeso.

Se il trattamento è efficace, il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della

risposta del paziente e della risposta al mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia.

Neuropatia motoria multifocale (MMN) Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2-5 giorni consecutivi. Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2–4 settimane o 2 g/kg ogni 4–8 settimane.

L’effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il trattamento deve essere sospeso.

Se il trattamento è efficace, il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della risposta del paziente e della risposta al mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia.

La posologia raccomandata è riassunta nella seguente tabella:

Indicazione Dose Frequenza delle infusioni

Terapia di sostituzione: Sindromi da immunodeficienza Dose iniziale: primaria 0,4-0,8 g/kg Dose di mantenimento:

0,2–0,8 g/kg ogni 3–4 settimane Immunodeficienze secondarie (come 0,2-0,4 g/kg ogni 3–4 settimane definito nel paragrafo indicazioni) Immunomodulazione: Trombocitopenia immune primaria 0,8–1 g/kg al giorno 1, possibilmente da ripetere una sola volta entro 3 giorni oppure

0,4 g/kg/giorno per 2–5 giorni Sindrome di Guillain Barré 0,4 g/kg/giorno per 5 giorni Malattia di Kawasaki 2 g/kg in una dose singola, assieme ad acido

Poliradiculoneuropatia Dose iniziale: demielinizzante infiammatoria cronica 2 g/kg (CIDP) Dose di del acetilsalicilico

in dosi suddivise in 2–5 giorni

ogni 3 settimane in dosi suddivise in 1–2 mantenimento: giorni 1 g/kg Neuropatia motoria multifocale Dose iniziale: (MMN) 2 g/kg in dosi suddivise in 2–5 giorni consecutivi

Dose di

mantenimento: ogni 2–4 settimane 1 g/kg

oppure oppure

2 g/kg ogni 4-8 settimane in dosi suddivise in 2– 5 giorni

Popolazione pediatrica La posologia nei bambini e negli adolescenti (0-18 anni) non è diversa da quella degli adulti, poiché per ciascuna indicazione essa dipende dal peso corporeo e deve essere aggiustata in base all’esito clinico delle

condizioni sopra menzionate.

Modo di somministrazione

Uso endovenoso Intratect deve essere infuso per via endovenosa alla velocità iniziale di non oltre 0,3 ml/kg/ora per 30 minuti. Vedere ”Avvertenze e precauzioni”. In caso di reazione avversa, ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l’infusione. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino a un massimo di 1,9 ml/kg/ora.

Incompatibilità In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali né con qualsiasi altro prodotto contenente IVIg.

Domande frequenti su INTRATECT

Come si usa INTRATECT?

INTRATECT si presenta in forma di Soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

INTRATECT è disponibile senza ricetta?

No, INTRATECT è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di INTRATECT?

Il principio attivo di INTRATECT è IMMUNOGLOBULINA UMANA NORMALE.

Quali sono gli equivalenti di INTRATECT?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: PENTAGLOBIN, YIMMUGO, OCTAGAM, GAMMAGARD. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce INTRATECT?

INTRATECT è prodotto da BIOTEST PHARMA GMBH.

Da quando INTRATECT è autorizzato in Italia?

INTRATECT ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2018-12-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

Intratect 50 g/l soluzione per infusione

2. Composizionequalitativa e quantitativa

2.1 Descrizione generale

Immunoglobulina umana normale (IgIV)

2.2 Composizione qualitativa e quantitativa

Un ml contiene: immunoglobulina umana normale 50 mg (purezza con almeno il 96% di IgG) Ciascun flaconcino da 20 ml contiene: 1 g di immunoglobulina umana normale Ciascun flaconcino da 50 ml contiene: 2,5 g di immunoglobulina umana normale Ciascun flaconcino da 100 ml contiene: 5 g di immunoglobulina umana normale Ciascun flaconcino da 200 ml contiene: 10 g di immunoglobulina umana normale Distribuzione delle sottoclassi di IgG (valori approssimativi): IgG1 57% IgG2 37% IgG3 3% IgG4 3% Il contenuto massimo di IgA è di 900 microgrammi/ml. Prodotto dal plasma di donatori umani. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione per infusione. La soluzione deve essere da limpida a leggermente opalescente e da incolore a giallo pallido. Intratect ha un pH di 5,0–5,6 e un’osmolalità di 250–350 mOsmol/kg.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:  sindromi da immunodeficienza primaria (PID) con compromissione della produzione anticorpale  Immunodeficienze secondarie (SID) in pazienti con infezioni severe o ricorrenti, trattamento antimicrobico inefficace e documentato difetto di anticorpi specifici (PSAF)* o livello sierico di IgG < 4 g/l * PSAF= mancato aumento di almeno 2 volte del titolo anticorpale IgG in risposta ai vaccini con antigeni polisaccaridici e polipeptidici di pneumococco Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:

2  trombocitopenia immune primaria (primary immune thrombocytopenia,ITP),neipazienti a rischio elevato di sanguinamenti o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine  sindrome di Guillain Barré  malattia di Kawasaki(assieme ad acido acetilsalicilico; vedere paragrafo 4.2)  Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)  Neuropatia motoria multifocale (MMN)

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La terapia con IgIV deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento delle patologie del sistema immunitario. Posologia La dose e lo schema terapeutico dipendono dall'indicazione terapeutica. Può essere necessario personalizzare la dose per ciascun paziente in relazione alla risposta clinica. La dose basata sul peso corporeo può richiedere un aggiustamento nei pazienti sottopeso o sovrappeso. Gli schemi di trattamento riportati di seguito sono forniti come guida. Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria Lo schema di trattamento deve essere tale da garantire un livello minimo di IgG (misurato prima della infusione successiva) di almeno 6,0 g/l o trovarsi entro l’intervallo di riferimento normale per l’età della popolazione. Dopo l’inizio della terapia sono necessari 3–6 mesi per ottenere l’ equilibrio (livelli di IgG allo stato stazionario). La dose di partenza raccomandata è di 0,4-0,8 g/Kg in unica somministrazione, seguita da almeno 0,2 g/Kg somministrati ogni 3-4 settimane. La dose necessaria per ottenere un livello minimo di IgG di 6 g/l è dell’ ordine di 0,2–0,8 g/Kg/ mese. Una volta raggiunto il livello di equilibrio (steady state) l’intervallo di dosaggio varia tra le 3 e le 4 settimane. I livelli minimi di IgG devono essere misurati e valutati in connessione all’incidenza di infezioni. Per ridurre il tasso di infezioni batteriche, può essere necessario aumentare il dosaggio e avere come obiettivo livelli minimi più elevati. Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo 4.1) La dose raccomandata è di 0,2-0,4 g/Kg ogni 3-4 settimane. I livelli minimi di IgG vanno misurati e determinati in connessione con l’incidenza di infezioni. La dose va aggiustata come necessario per raggiungere una protezione ottimale contro le infezioni ed un aumento può essere necessario nei pazienti con infezione persistente; una riduzione della dose può essere presa in considerazione se il paziente rimane libero da infezioni. Immunomodulazione nella: Trombocitopenia immune primaria Ci sono due schedule di trattamento alternative: - 0,8-1 g/Kg somministrati al giorno 1; questa dose può essere ripetuta per una volta entro tre giorni - 0,4 g/Kg somministrati ogni giorno per 2–5 giorni. Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva. Sindrome di Guillain Barrè 0,4 g/Kg/al giorno per 5 giorni (possibile ripetizione della somministrazione in caso di recidiva). Malattia di Kawasak

Devono essere somministrati 2,0 g/Kg in dose singola. I pazienti devono ricevere un trattamento concomitante con acido acetilsalicilico. Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2–5 giorni consecutivi Dosi di mantenimento: 1 g/kg suddivisi in 1–2 giorni consecutivi ogni 3 settimane. L’effetto del trattamento va valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il trattamento va sospeso. Se il trattamento è efficace,il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della risposta del paziente e della risposta al mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia. Neuropatia motoria multifocale (MMN) Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2–5 giorni consecutivi. Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2–4 settimane o 2 g/kg ogni 4–8 settimane. L’effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il trattamento deve essere sospeso. Se il trattamento è efficace,il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della risposta del paziente e della risposta di mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia. Le dosi raccomandate sono riassunte nella tabella seguente:

Indicazione Dose Frequenza delle infusioni Terapia di sostituzione: Sindromi da immunodeficienza primaria Dose iniziale: 0,4–0,8 g/kg Dose di mantenimento: 0,2–0,8 g/kg ogni 3–settimane Immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo 4.1) 0,2–0,4 g/kg ogni 3–4 settimane Immunomodulazione: Trombocitopenia immune primaria 0,8-1,0 g/kg al primo giorno, possibilmente da ripetere una sola volta entro tre giorni oppure 0,4 g/kg/die per 2–5 giorni Sindrome di Guillain Barré 0,4 g/kg/die per 5 giorni Malattia di Kawasaki 2 g/kg in una dose singola in associazione con l’acido acetilsalicilico Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) Dose iniziale: 2 g/kg in dosi suddivise in 2–5 giorni Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 3 settimane in dosi suddivise in 1–2 giorni Neuropatia motoria multifocale (MMN) Dose iniziale: 2 g/kg in dosi suddivise in 2–5 giorni consecutivi Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2–4 settimane oppure oppure 2 g/kg ogni 4–8 settimane in dosi suddivise in 2–5 giorni Popolazione pediatrica La posologia nei bambini e negli adolescenti (0-18 anni) non è diversa da quella degli adulti, poiché per ciascuna indicazione essa dipende dal peso corporeo e deve essere aggiustata in base all’esito clinico delle condizioni sopra menzionate. Insufficienza epatica Non è disponibile evidenza delle necessità di un aggiustamento della dose. Insufficienza renale Senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Anziani Senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Modo di somministrazione Uso endovenoso. Intratect deve essere somministrato per infusione endovenosa, ad una velocità iniziale di non più di 0,3 ml/Kg/ora per 30 minuti. Vedere paragrafo 4.4. In caso di reazione avversa,ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l’infusione.

Se ben tollerato, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,9 ml/Kg/ora.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo (immunoglobuline umane) o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafo 4.4 e 6.1). Pazienti con deficit selettivo IgA che hanno sviluppato anticorpi anti IgA, in quanto la somministrazione di un prodotto contenente IgA può causare anafilassi.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Tracciabilità Per migliorare la tracciabilità dei farmacibiologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati. Precauzioni d'uso Le potenziali complicanze possono essere evitate assicurandosi che i pazienti:  non siano sensibili alle immunoglobuline umane normali, somministrando all’inizio il prodotto lentamente (0,3 ml/Kg/h corrispondenti a 0,005 ml/Kg/min),  siano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi durante il periodo di infusione. In particolare i pazienti a cui vengono somministrate immunoglobuline umane normali per la prima volta, i pazienti già trattati in precedenza con un'altra immunoglobulina endovena o quando è trascorso un lungo periodo di tempo dalla precedente infusione devono essere monitorati in un ambiente sanitario controllato durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, in modo da evidenziare potenziali reazioni avverse e garantire la disponibilità immediata di un trattamento di emergenza qualora si presentino problemi. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione. In tutti i pazienti, la somministrazione di IgIV richiede:  adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di IgIV  monitoraggio della escrezione urinaria  monitoraggio dei livelli sierici di creatinina  esclusione dell’uso concomitante di diuretici dell’ansa (vedere paragrafo 4.5) In caso di reazione avversa,ridurre la velocità di infusione o interrompere l’infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla severità della reazione avversa. Reazione correlata all’infusione Determinate reazioni avverse (es. mal di testa,vampate, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea,e ipotensione arteriosa) possono essere correlate alla velocità di infusione. Osservare strettamente la velocità di infusione raccomandata,riportata al paragrafo 4.2. I pazienti vanno strettamente monitorati e attentamente osservati, alla ricerca di qualsiasi sintomo durante il periodo dell’infusione. Le reazioni avverse possono comparire più frequentemente  nei pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta o, in rari casi, se il prodotto con immunoglobulina umana normale viene cambiato oppure se c’è stato un lungo intervallo dalla precedente infusione  nei pazienti con un’infezione attiva o un’infiammazione cronica di base Ipersensibilità Le reazioni di ipersensibilità sono rare. Si può sviluppare un’anafilassi nei pazienti:

6  con IgA non rilevabili che hanno anticorpi anti-IgA  che hanno tollerato un precedente trattamento con immunoglobulina umana normale In caso di shock, attuare il trattamento medico standard per lo shock. Tromboembolismo C'è evidenza clinica di un'associazione tra somministrazione di IgIV ed eventi tromboembolici, quali l'infarto del miocardio, gli incidenti cerebrovascolari (compreso l’ictus), l'embolia polmonare e le trombosi venose profonde, che si presume siano correlati a un aumento relativo della viscosità del sangue, determinato dall'elevato afflusso delle immunoglobuline nei pazienti a rischio. La prescrizione e l’infusione di IgIV richiedono prudenza nei pazienti obesi e nei pazienti con fattori di rischio preesistenti di eventi trombotici (quali età avanzata,ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o di episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici acquisiti o ereditari, pazienti con periodi prolungati di immobilizzazione, pazienti con severa ipovolemia, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue). Nei pazienti a rischio di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti IgIV devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minima praticabile. Insufficienza renale acuta Nei pazienti sottoposti a terapia con IgIV sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, uso concomitante di prodotti medicinali nefrotossici o età superiore ai 65 anni. Controllare i parametri renali prima dell’infusione di IVIg, in particolare nei pazienti giudicati a rischio potenzialmente aumentato di sviluppo di insufficienza renale acuta, ripetendo il controllo a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta,i prodotti IgIV devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minima praticabili. In caso di compromissione renale, deve essere presa in considerazione la sospensione delle IgIV. Mentre le segnalazioni di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono state associate all'uso di molti dei prodotti IgIV autorizzati contenenti vari eccipienti, quali il saccarosio,il glucosio e il maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante corrispondevano a una quota sproporzionata del numero totale. Nei pazienti a rischio, si può prendere in considerazione l'uso di prodotti IgIV che non contengono questi eccipienti. Intratect non contiene saccarosio, maltosio o glucosio. Sindrome da meningite asettica (aseptic meningitis syndrome,AMS) La AMS è stata segnalata in associazione al trattamento con IgIV. La sindrome inizia di solito da qualche ora a due giorni dopo il trattamento con IgIV. Le analisi sul liquido cerebrospinale (cerebrospinal fluid, CSF) sono frequentemente positive, con pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3 , per la maggior parte della serie granulocitica, e livelli di proteine elevati fino a diverse centinaia di mg/dl. L’AMS può comparire più frequentemente in associazione al trattamento con IgIV a dosi elevate (2 g/kg). I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono essere sottoposti a un approfondito esame neurologico, che comprenda analisi del CSF, per escludere altre cause di meningite. La sospensione del trattamento IgIV ha portato alla remissione dell’AMS entro alcuni giorni senza sequele. Anemia emolitica I prodotti IgIV possono contenere anticorpi di gruppo sanguigno che possono agire come emolisine e indurre una adesione di immunoglobuline ai globuli rossi (GR) in vivo,causando una positività della reazione antiglobulinica diretta (test di Coombs) e, raramente,emolisi. L'anemia emolitica pu

7 svilupparsi in seguito alla terapia con IgIV, a causa di un aumentato sequestro dei GR. I pazienti trattati con IgIV devono essere monitorati per cogliere i segni clinici e i sintomi di un’emolisi. (vedere paragrafo 4.8.) Neutropenia/Leucopenia Dopo il trattamento con IVIg, è stata riportata una riduzione transitoria del numero dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, a volte severi. Ciò compare, di solito, entro ore o giorni dalla somministrazione di IVIg e si risolve spontaneamente entro 7 – 14 giorni. Lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI) Nei pazienti che ricevono IVIg, sono stati descritti casi di edema polmonare acuto non cardiogeno [Lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI)]. La TRALI è caratterizzata da severa ipossia, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione arteriosa. I sintomi di TRALI si sviluppano di solito durante o entro 6 ore dopo la trasfusione, spesso entro 1-2 ore. Perciò, i riceventi di IVIg devono essere monitorati e l’infusione di IVIg deve essere immediatamente sospesa in caso di reazioni avverse polmonari. La TRALI è una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, che richiede un’immediata gestione in unità di terapia intensiva. Interferenza con i test sierologici Dopo la somministrazione di immunoglobuline, l’aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può causare risultati falsamente positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi diretti contro antigeni eritrocitari, ad esempio A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per gli anticorpi eritrocitari, ad esempio con il test antiglobulinico diretto (direct antiglobulin test DAT,test di Coombs diretto). Agenti trasmissibili Le procedure standard finalizzate a prevenire la comparsa di infezioni conseguenti all’ uso di farmaci ottenuti da sangue o plasma umani includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei plasma pools per specifici marker di infezione e la inclusione di specifici step produttivi finalizzati a inattivare/ rimuovere i virus. Nonostante questo, quando si somministrano farmaciottenuti da plasma o sangue umano, la possibilità di trasmettere agentiinfettivi non può essere totalmente esclusa. Questo si applica anche a virus sconosciuti o emergenti e ad altri patogeni. Le misure messe in atto sono considerate efficaci nei confronti dei virus incapsulati come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV),il virus dell'epatite B (HBV) e il virus dell'epatite C (HCV). Le misure intraprese possono essere invece di efficacia limitata nei confronti dei virus non incapsulati come il virus dell'epatite A (HAV) e il parvovirus B19. Vi sono esperienze cliniche rassicuranti riguardo l’assenza di trasmissione dell’HAV e del parvovirus B19 a seguito della somministrazione di immunoglobuline e si pensa che il contenuto in anticorpi dia un importante contributo alla sicurezza virale. Popolazione pediatrica Le avvertenze speciali e le precauzioni per l'uso menzionate per gli adulti devono essere tenute presenti anche per la popolazione pediatrica.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Vaccini da virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobuline può compromettere per un periodo di almeno sei settimane e fino ad un massimo di tre mesi, l’efficacia di vaccini a base di virus vivi attenuati quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo medicinale deve trascorrere un intervallo di tre mesi prima di procedere a vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo questa compromissione può persistere fino a un anno. Di conseguenza si deve controllare il titolo anticorpale dei pazienti trattati con un vaccino per il morbillo. Diuretici dell’ans

L’uso concomitante di diuretici dell’ansa deve essere evitato. Popolazione pediatrica Si prevede che le stesse interazioni menzionate per gli adulti possano verificarsi anche nella popolazione pediatrica.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza La sicurezza sull'uso di questo medicinale durante la gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati e quindi deve essere somministrato con cautela alle donne gravide. I prodotti IgIV hanno dimostrato di attraversare la placenta maggiormente durante il terzo trimestre. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono previsti effettidannosi sul corso della gravidanza, sul feto o sul neonato. Allattamento La sicurezza di questo medicinale nella gravidanza umana non è stata stabilita in studi clinici controllati, e pertanto il medicinale deve essere somministrato soltanto con cautela alle donne che allattano. Le immunoglobuline sono escrete nellatte umano. Non si prevedono effetti negativi sui neonati e i bambini piccoli allattati al seno. Fertilità L'esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono previsti effetti dannosi sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Intratect può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. I pazienti che presentano delle reazioni avverse durante il trattamento devono aspettare che queste sirisolvano, prima di guidare veicoli o usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Sommario del profilo di sicurezza Le reazioni avverse causate dalle immunoglobuline umane normali (in ordine decrescente di frequenza) comprendono (vedere anche il paragrafo 4.4):  brividi, mal di testa,capogiri, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea,artralgia, bassa pressione arteriosa e moderata lombalgia  reazioni emolitiche reversibili; specialmente nei pazienti di gruppo sanguigno A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede la trasfusione  (raramente) improvvisa caduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche se il paziente non ha presentato ipersensibilità alla precedente somministrazione  (raramente) reazioni cutanee transitorie (compreso il lupus eritematoso cutaneo - frequenza non nota)  (molto raramente) reazioni tromboemboliche quali infarto del miocardio, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda  casidi meningite asettica reversibile  casidi aumentati livelli di creatinina sierica e/o comparsa di insufficienza renale acuta  casidi lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI) Per le informazioni di sicurezza riguardanti gli agenti trasmissibili, vedere paragrafo 4.4. Elenco tabellare delle reazioni avvers

Sospette reazioni avverse al farmaco segnalate in studi clinici completati: Sono stati condotti tre studi clinici con Intratect (50 g/l): due in pazienti con immunodeficienze primarie (PID) e uno in pazienti con porpora trombocitopenica immune (ITP). Neidue studi PID, complessivamente 68 pazienti sono stati trattati con Intratect (50 g/l) e valutati per quanto riguarda la sicurezza. Il periodo di trattamento è stato rispettivamente di 6 e 12 mesi. Lo studio ITP è stato condotto su 24 pazienti. Questi 92 pazienti hanno ricevuto in totale 830 infusioni di Intratect (50 g/l), in occasione delle quali si sono registrate complessivamente 51 reazioni avverse al farmaco (ADR). Con Intratect 100 g/l è stato condotto uno studio clinico su pazienti con PID. Trenta pazienti sono stati trattati con Intratect 100 g/l per un periodo compreso tra 3 e 6 mesi e valutati per la sicurezza. Questi 30 pazienti hanno ricevuto in totale 165 infusioni di Intratect 100 g/l, con un totale di 19 infusioni (11,5%) associate a reazioni avverse al farmaco (ADR). La maggior parte di queste ADR è stata da lieve a moderata e autolimitantesi. Durante gli studi non sono state osservate ADR gravi. La tabella riportata di seguito è conforme alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC e Preferred Term Level). Le frequenze sono state valutate secondo la convenzione seguente: molto comune (1/10); comune (1/100, <1/10); non comune (1/1.000, <1/100); raro (1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Frequenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) negli studi clinici con Intratect (50 g/l), indicazioni PID e ITP (le frequenze sono calcolate rispettivamente per infusioni somministrate (n=830) e perpazienti trattati (n=92) Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazione avversa (Termine MeDRA preferito) Frequenza in base alle infusioni somministrate (n=830) Frequenza in base ai pazienti trattati (n=92) Patologie del sistema emolinfopoietico Emolisi (lieve) Non comune Comune Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune Molto comune Disgeusia Non comune Comune Patologie vascolari Ipertensione, tromboflebite superficiale Non comune Comune Patologie gastrointestinali Nausea,vomito, dolore gastrointestinale Non comune Comune Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Esantema papuloso Non comune Comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia Comune Molto comune Brividi, sensazione di calore Non comune Comune Esami diagnostici Temperatura corporea aumentata, test di Coombs (indiretto e diretto) positivo Non comune Comun

Frequenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) negli studi clinici con Intratect 100 g/l, indicazione PID (le frequenze sono calcolate rispettivamente perinfusioni somministrate (n=165) e perpazienti trattati (n=30) Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazione avversa (Termine MeDRApreferito (PT)) Frequenza in base alle infusioni somministrate (n=165) Frequenza in base ai pazienti trattati (n=30) Disturbi del sistema immunitario Reazione relativa all'infusione Comune Comune Ipersensibilità Non comune Comune Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune Comune Disturbi sensoriali Non comune Comune Patologie cardiache Palpitazioni Comune Comune Patologie vascolari Iperemia, ipertensione Non comune Comune Patologie gastrointestinali Diarrea,dolore addominale Non comune Comune Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dolore cutaneo, eruzione cutanea Non comune Comune Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia, dolore alla schiena, dolori ossei Comune Comune Mialgia Non comune Comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Malessere Comune Molto comune Affaticamento, brividi, ipotermia Non comune Non comune Dettagli su ulteriori reazioni avverse che sono state segnalate spontaneamente: Frequenza: non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie cardiache: angina pectoris Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: rigidità Disturbi del sistema immunitario: shock anafilattico, reazione allergica Esami diagnostici: calo della pressione sanguigna Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: dolore dorsale Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: dispnea NOS Patologie vascolari: shock Patologie del sistema emolinfopoietico: leucopenia Descrizione di reazioni avverse selezionate Le reazioni avverse riportate per Intratect rientrano nel profilo atteso per le immunoglobuline umane normali. Popolazione pediatrica Si prevede che la frequenza, il tipo e la severità delle reazioni avverse nella popolazione pediatrica siano come negli adulti.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Un sovradosaggio può provocare un sovraccarico di fluidi ed iperviscosità in particolare nei pazienti a rischio, inclusi ibambini piccoli, i pazienti anziani o i pazienti con compromissione cardiaca o renale (vedere paragrafo 4.4).

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa. Codice ATC: J06BA02. Le immunoglobuline umane normali contengono principalmente immunoglobuline G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro agenti infettivi. Le immunoglobuline umane normali contengono gli anticorpi della classe IgG presenti nella popolazione normale. Vengono di solito preparate da pool di plasma provenienti da non meno di 1000 donatori. Posseggono una distribuzione di sottoclassi di immunoglobuline G strettamente proporzionale a quella presente nel plasma umano nativo. Dosi adeguate di questo medicinale possono riportare a valori normali i livelli patologicamente bassi di immunoglobuline G. Il meccanismo d'azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è del tutto chiaro, ma include effetti immunomodulatori. Popolazione pediatrica Si prevede che le proprietà farmacodinamiche nella popolazione pediatrica siano le stesse che negli adulti.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione endovenosa, le immunoglobuline umane normali sono immediatamente e completamente biodisponibili nella circolazione del ricevente. Distribuzione Esse si distribuiscono in maniera relativamente rapida tra il plasma e i fluidi extravascolari; l’equilibrio tra compartimenti intra ed extra vascolari viene raggiunto, approssimativamente, dopo circa 3-5 giorni. Eliminazione Intratect ha un'emivita di circa 27 giorni e può variare da paziente a paziente, in particolar modo nell'immunodeficienza primaria. Le IgG e i loro complessi vengono degradate nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le immunoglobuline sono dei normali costituenti del corpo umano. Non è possibile eseguire i test di tossicità a dose ripetuta e gli studi di tossicità embriofetale a causa dell’induzione e dell'interferenza anticorpale. Gli effetti del medicinale sul sistema immunitario del neonato non sono stati studiati.

Poiché le esperienze cliniche non fanno alcun cenno agli effetti oncogeni e mutageni delle immunoglobuline, gli studi sperimentali, in particolar modo di specie eterologa, non sono considerati necessari.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Glicina, acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali né con qualsiasi altro prodotto contenente IVIg.

6.3 Periodo di validità

3 anni. Dopo la prima apertura si raccomanda un utilizzo immediato.

6.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Non congelare. Conservare il flaconcino nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

20 ml, 50 ml, 100 ml o 200 ml di soluzione in flaconcini (vetro tipo II) con tappo (bromobutile) e chiusura (alluminio). Ogni confezione contiene 1 flaconcino con 20 ml, 50 ml, 100 ml o 200 ml di soluzione. Ogni confezione contiene 3 flaconcini con 200 ml di soluzione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o a temperatura corporea prima della somministrazione. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente e da incolore a giallo chiaro. Le soluzioni torbide o che presentino depositi non devono essere utilizzate. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Biotest Pharma GmbH Landsteinerstrasse 5 63303 Dreieich Germania Tel.: + 49 6103 8010 Fax: + 49 6103 801150 Email: [email protected]

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8. Numero(i) dell’ autorizzazione (delle autorizzazioni)

ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO AIC. N°037240052 “50 g/l soluzione per infusione” 1 flaconcino in vetro da 20 ml AIC. N°037240064 “50 g/l soluzione per infusione” 1 flaconcino in vetro da 50 ml AIC. N°037240076 “50 g/l soluzione per infusione” 1 flaconcino in vetro da 100 ml AIC. N°037240088 “50 g/l soluzione per infusione” 1 flaconcino in vetro da 200 ml AIC. N°037240140 “50 g/l soluzione per infusione” 3 flaconcini in vetro da 200 ml

9. Data della primaautorizzazione/ rinnovo dell’ autorizzazione

Ottobre 2006 / Marzo 2016

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTT

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1. Denominazione del medicinale

Intratect 100 g/l soluzione per infusione

2. Composizionequalitativa e quantitativa

2.1 Descrizione generale

Immunoglobulina umana normale (IgIV)

2.2 Composizione qualitativa e quantitativa

Un ml contiene: immunoglobulina umana normale 100 mg (purezza con almeno il 96% di IgG) Ciascun flaconcino da 10 ml contiene: 1 g di immunoglobulina umana normale Ciascun flaconcino da 25 ml contiene: 2,5 g di immunoglobulina umana normale Ciascun flaconcino da 50 ml contiene: 5 g di immunoglobulina umana normale Ciascun flaconcino da 100 ml contiene: 10 g di immunoglobulina umana normale Ciascun flaconcino da 200 ml contiene: 20 g di immunoglobulina umana normale Distribuzione delle sottoclassi di IgG (valori approssimativi): IgG1 57% IgG2 37% IgG3 3% IgG4 3% Il contenuto massimo di IgA è di 1.800 microgrammi/ml. Prodotto dal plasma di donatori umani. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione per infusione. La soluzione deve essere da limpida a leggermente opalescente e da incolore a giallo pallido. Intratect 100 g/l ha un pH di 5,0– 5,6 e un’osmolalità di 280–380 mOsmol/kg.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0–18 anni) in caso di:  sindromi da immunodeficienza primaria (PID) con compromissione della produzione anticorpale  immunodeficienze secondarie (SID) in pazienti con infezioni severe o ricorrenti, trattamento antimicrobico inefficace e documentato difetto di anticorpi specifici (PSAF)* o livello sierico di IgG < 4 g/l * PSAF= mancato aumento di almeno 2 volte del titolo anticorpale IgG in risposta ai vaccini con antigeni polisaccaridici e polipeptidici di pneumococc

Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0–18 anni) in caso di:  Trombocitopenia immune primaria (primary immune thrombocytopenia,ITP),neipazienti a rischio elevato di sanguinamenti o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine.  Sindrome di Guillain Barré.  Malattia di Kawasaki(assieme ad acido acetilsalicilico; vedere paragrafo 4.2)  Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)  Neuropatia motoria multifocale (MMN)

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La terapia con IgIV deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento delle patologie del sistema immunitario. Posologia La dose e lo schema terapeutico dipendono dall'indicazione terapeutica. Può essere necessario personalizzare la dose per ciascun paziente in relazione alla risposta clinica. La dose basata sul peso corporeo può richiedere un aggiustamento nei pazienti sottopeso o sovrappeso. Gli schemi di trattamento riportati di seguito sono forniti come guida. Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria Lo schema di trattamento deve essere tale da garantire un livello minimo di IgG (misurato prima dell' infusione successiva) di almeno 6,0 g/l o trovarsi entro l’intervallo di riferimento normale per l’età della popolazione. Dopo l’inizio della terapia sono necessari 3–6 mesi per ottenere l’equilibrio (livelli di IgG allo stato stazionario). La dose di partenza raccomandata è di 0,4–0,8 g/Kg in unica somministrazione, seguita da almeno 0,2 g/Kg somministrati ogni 3–4 settimane. La dose necessaria per ottenere un livello minimo di IgG di 6 g/l è dell’ordine di 0,2–0,8 g/Kg/ mese. Una volta raggiunto il livello di equilibrio (steady state) l’intervallo di dosaggio varia tra le 3 e le 4 settimane. I livelli minimi di IgG devono essere misurati e valutati in connessione all’incidenzadi infezioni. Per ridurre il tasso di infezioni batteriche, può essere necessario aumentare il dosaggio e avere come obiettivo livelli minimi più elevati. Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo 4.1) La dose raccomandata è di 0,2–0,4 g/kg ogni 3–4 settimane. I livelli minimi di IgG vanno misurati e determinati in connessione con l’incidenza di infezioni. La dose va aggiustata come necessario per raggiungere una protezione ottimale contro le infezioni ed un aumento può essere necessario nei pazienti con infezione persistente; una riduzione della dose può essere presa in considerazione se il paziente rimane libero da infezioni. Immunomodulazione nella: Trombocitopenia immune primaria Ci sono due schedule di trattamento alternative: - 0,8–1 g/Kg somministrati al giorno 1; questa dose può essere ripetuta per una volta entro tre giorni - 0,4 g/Kg somministrati ogni giorno per 2–5 giorni. Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva. Sindrome di Guillain Barrè 0,4 g/Kg/al giorno per 5 giorni (possibile ripetizione della somministrazione in caso di recidiva).

Malattia di Kawasaki Devono essere somministrati 2,0 g/Kg in dose singola. I pazienti devono ricevere un trattamento concomitante con acido acetilsalicilico. Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2–5 giorni consecutivi Dosi di mantenimento: 1 g/kg suddivisi in 1-2 giorni consecutivi ogni 3 settimane. L’effetto del trattamento va valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il trattamento va sospeso. Se il trattamento è efficace,il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della risposta del paziente e della risposta al mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia. Neuropatia motoria multifocale (MMN) Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi in 2–5 giorni consecutivi. Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2–4 settimane o 2 g/kg ogni 4–8 settimane. L’effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se dopo 6 mesi non si osserva alcun effetto, il trattamento deve essere sospeso. Se il trattamento è efficace,il trattamento a lungo termine è a discrezione del medico, sulla base della risposta del paziente e della risposta di mantenimento. Può essere necessario adattare il dosaggio e gli intervalli di somministrazione in base al decorso individuale della malattia. Le dosi raccomandate sono riassunte nella tabella seguente: Indicazione Dose Frequenza delle infusioni Terapia di sostituzione: Sindromi da immunodeficienza primaria Dose iniziale: 0,4–0,8 g/kg Dose di mantenimento: 0,2–0,8 g/kg ogni 3–4 settimane Immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo 4.1) 0,2–0,4 g/kg ogni 3–4 settimane Immunomodulazione: Trombocitopenia immune primaria 0,8–1,0 g/kg al primo giorno, possibilmente da ripetere una sola volta entro tre giorni oppure 0,4 g/kg/die per 2-5 giorni Sindrome di Guillain Barré 0,4 g/kg/die per 5 giorni Malattia di Kawasaki 2 g/kg in una dose singola in associazione con l’acido acetilsalicilic

Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) Dose iniziale: 2 g/kg in dosi suddivise in 2–5 giorni Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 3 settimane in dosi suddivise in 1–2 giorni Neuropatia motoria multifocale (MMN) Dose iniziale: 2 g/kg in dosi suddivise in 2–5 giorni consecutivi Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2–4 settimane oppure oppure 2 g/kg ogni 4–8 settimane in dosi suddivise in 2–5 giorni Popolazione pediatrica La posologia nei bambini e negli adolescenti (0–18 anni) non è diversa da quella degli adulti, poiché per ciascuna indicazione essa dipende dal peso corporeo e deve essere aggiustata in base all’esito clinico delle condizioni sopra menzionate. Insufficienza epatica Non è disponibile evidenza della necessità di un aggiustamento della dose. Insufficienza renale Senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Anziani Senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Modo di somministrazione Uso endovenoso. Intratect 100 g/l deve essere somministrato per infusione endovenosa, ad una velocità iniziale di non più di 0,3 ml/Kg/ora per 30 minuti. Vedere paragrafo 4.4. In caso di reazione avversa,ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l’infusione. Se ben tollerato, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,9 ml/Kg/ora. Terapia sostitutiva: Nei pazienti che hanno tollerato bene l’infusione alla velocità di 1,9 ml/kg/h, la velocità può essere aumentata gradualmente a 6 ml/kg/h e, se l’infusione è ancora ben tollerata, la velocità può essere ulteriormente aumentata gradualmente fino a un massimo di 8 ml/kg/h. In linea generale, il dosaggio e la velocità di infusione devono essere adattatialle esigenze individuali del paziente (vedere anche il paragrafo 4.4).

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo (immunoglobuline umane) o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafo 4.4 e 6.1). Pazienti con deficit selettivo IgA che hanno sviluppato anticorpi anti IgA, in quanto la somministrazione di un prodotto contenente IgA può causare anafilassi.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Tracciabilità Per migliorare la tracciabilità dei farmacibiologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati.

Precauzioni d'uso Le potenziali complicanze possono essere evitate assicurandosi che i pazienti:  non siano sensibili alle immunoglobuline umane normali, somministrando all’inizio il prodotto lentamente (0,3 ml/Kg/h corrispondenti a 0,005 ml/Kg/min),  siano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi durante il periodo di infusione. In particolare i pazienti a cui vengono somministrate immunoglobuline umane normali per la prima volta, i pazienti già trattati in precedenza con un'altra immunoglobulina endovena o quando è trascorso un lungo periodo di tempo dalla precedente infusione devono essere monitorati in un ambiente sanitario controllato durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, in modo da evidenziare potenziali reazioni avverse e garantire la disponibilità immediata di un trattamento di emergenza qualora si presentino problemi. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione. In tutti i pazienti, la somministrazione di IgIV richiede: • adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di IgIV • monitoraggio della escrezione urinaria • monitoraggio dei livelli sierici di creatinina • esclusione dell’uso concomitante di diuretici dell’ansa (vedere paragrafo 4.5) In caso di reazione avversa,ridurre la velocità di infusione o interrompere l’infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla severità della reazione avversa. Reazione correlata all’infusione Determinate reazioni avverse (es. mal di testa,vampate, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea,e ipotensione arteriosa) possono essere correlate alla velocità di infusione. Osservare strettamente la velocità di infusione raccomandata,riportata al paragrafo 4.2. I pazienti vanno strettamente monitorati e attentamente osservati, alla ricerca di qualsiasi sintomo durante il periodo dell’infusione. Le reazioni avverse possono comparire più frequentemente  nei pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta o, in rari casi, se il prodotto con immunoglobulina umana normale viene cambiato oppure se c’è stato un lungo intervallo dalla precedente infusione  nei pazienti con un’infezione attiva o un’infiammazione cronica di base Ipersensibilità Le reazioni di ipersensibilità sono rare. Si può sviluppare un’anafilassi nei pazienti:  con IgA non rilevabili che hanno anticorpi anti-IgA  che hanno tollerato un precedente trattamento con immunoglobulina umana normale In caso di shock, attuare il trattamento medico standard per lo shock. Tromboembolismo C'è evidenza clinica di un'associazione tra somministrazione di IgIV ed eventi tromboembolici, quali l'infarto del miocardio , gli incidenti cerebrovascolari(compreso l’ictus), l'embolia polmonare e le trombosi venose profonde, che si presume siano correlati a un aumento relativo della viscosità del sangue, determinato dall'elevato afflusso delle immunoglobuline nei pazienti a rischio. La prescrizione e l’infusione di IgIV richiedono prudenza nei pazienti obesi e nei pazienti con fattori di rischio preesistenti di eventi trombotici (quali età avanzata,ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o di episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici acquisiti o ereditari,

20 pazienti con periodi prolungati di immobilizzazione, pazienti con severa ipovolemia, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue). Nei pazienti a rischio di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti IgIV devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minime praticabili. Insufficienza renale acuta Nei pazienti sottoposti a terapia con IgIV sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, uso concomitante di prodotti medicinali nefrotossici o età superiore ai 65 anni. Controllare i parametri renali prima dell’infusione di IVIg, in particolare nei pazienti giudicati a rischio potenzialmente aumentato di sviluppo di insufficienza renale acuta, ripetendo il controllo a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta,i prodotti IgIV devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minima praticabili. In caso di compromissione renale, deve essere presa in considerazione la sospensione delle IgIV. Mentre le segnalazioni di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono state associate all'uso di molti dei prodotti IgIV autorizzati contenenti vari eccipienti, quali il saccarosio,il glucosio e il maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante corrispondevano a una quota sproporzionata del numero totale. Nei pazienti a rischio, si può prendere in considerazione l'uso di prodotti IgIV che non contengono questi eccipienti. Intratect 100 g/l non contiene saccarosio, maltosio o glucosio. Sindrome da meningite asettica (aseptic meningitis syndrome,AMS) La AMS è stata segnalata in associazione al trattamento con IgIV. La sindrome inizia di solito da qualche ora a due giorni dopo il trattamento con IgIV. Le analisi sul liquido cerebrospinale (cerebrospinal fluid, CSF) sono frequentemente positive, con pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3 , per la maggior parte della serie granulocitica, e livelli di proteine elevati fino a diverse centinaia di mg/dl. L’AMS può comparire più frequentemente in associazione al trattamento con IgIV a dosi elevate (2 g/kg). I pazienti che presentano tali segni e sintomi devono essere sottoposti a un approfondito esame neurologico, che comprenda analisi del CSF, per escludere altre cause di meningite. La sospensione del trattamento IgIV ha portato alla remissione dell’AMS entro alcuni giorni senza sequele. Anemia emolitica I prodotti IgIV possono contenere anticorpi di gruppo sanguigno che possono agire come emolisine e indurre una adesione di immunoglobuline ai globuli rossi (GR) in vivo,causando una positività della reazione antiglobulinica diretta (test di Coombs) e, raramente,emolisi. L'anemia emolitica può svilupparsi in seguito alla terapia con IgIV, a causa di un aumentato sequestro dei GR. I pazienti trattati con IgIV devono essere monitorati per cogliere i segni clinici e i sintomi di un’emolisi. (vedere paragrafo 4.8.) Neutropenia/Leucopeni

Dopo il trattamento con IVIg, è stata riportata una riduzione transitoria del numero dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, a volte severi. Ciò compare, di solito, entro ore o giorni dalla somministrazione di IVIg e si risolve spontaneamente entro 7 – 14 giorni. Lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI) Nei pazienti che ricevono IVIg, sono stati descritti casi di edema polmonare acuto non cardiogeno [Lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI)]. La TRALI è caratterizzata da severa ipossia, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione arteriosa. I sintomi di TRALI si sviluppano di solito durante o entro 6 ore dopo la trasfusione, spesso entro 1-2 ore. Per questo i riceventi di IVIg devono essere monitorati e l’infusione di IVIg deve essere immediatamente sospesa in caso di reazioni avverse polmonari. La TRALI è una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, che richiede un’immediata gestione in unità di terapia intensiva. Interferenza con i test sierologici Dopo la somministrazione di immunoglobuline, l’ aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può causare risultati falsamente positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi diretti contro antigeni eritrocitari, ad esempio A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per gli anticorpi eritrocitari, ad esempio con il test antiglobulinico diretto (direct antiglobulin test DAT,test di Coombs diretto). Agenti trasmissibili Le procedure standard finalizzate a prevenire la comparsa di infezioni conseguenti all’uso di farmaci ottenuti da sangue o plasma umani includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei plasma pools per specifici marker di infezione e la inclusione di specifici step produttivi finalizzati a inattivare/ rimuovere i virus. Nonostante questo, quando si somministrano farmaciottenuti da plasma o sangue umano, la possibilità di trasmettere agentiinfettivi non può essere totalmente esclusa. Questo si applica anche a virus sconosciuti o emergenti e ad altri patogeni. Le misure messe in atto sono considerate efficaci nei confronti dei virus incapsulati come il virus dell’immunodeficienza umana (HIV),il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV). Le misure intraprese possono essere invece di efficacia limitata nei confronti dei virus non incapsulati come il virus dell’epatite A (HAV) ed il parvovirus B19. Vi sono esperienze cliniche rassicuranti riguardo l’assenza di trasmissione dell’HAV e del parvovirus B19 a seguito della somministrazione di immunoglobuline e si pensa che il contenuto in anticorpi dia un importante contributo alla sicurezza virale. Popolazione pediatrica Le avvertenze speciali e le precauzioni di impiego menzionate per gli adulti devono essere prese in considerazione anche per la popolazione pediatrica.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Vaccini da virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobuline può compromettere per un periodo di almeno sei settimane e fino ad un massimo di tre mesi, l’efficacia di vaccini a base di virus vivi attenuati quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo medicinale deve trascorrere un intervallo di tre mesi prima di procedere a vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo questa compromissione può persistere fino a un anno. Di conseguenza si deve controllare il titolo anticorpale dei pazienti trattati con un vaccino per il morbillo. Diuretici dell’ansa L’uso concomitante di diuretici dell’ansa deve essere evitato. Popolazione pediatric

Si prevede che le stesse interazioni menzionate per gli adulti possano comparire anche nella popolazione pediatrica.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza La sicurezza sull'uso di questo medicinale durante la gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati e quindi deve essere somministrato con cautela alle donne gravide. I prodotti IgIV hanno dimostrato di attraversare la placenta maggiormente durante il terzo trimestre. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono previsti effettidannosi sul corso della gravidanza, sul feto o sul neonato. Allattamento La sicurezza di questo medicinale nella gravidanza umana non è stata stabilita in studi clinici controllati, e pertanto il medicinale deve essere somministrato soltanto con cautela alle donne che allattano. Le immunoglobuline sono escrete nellatte umano. Non si prevedono effetti negativi sui neonati e i bambini piccoli allattati al seno. Fertilità L'esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono previsti effetti dannosi sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Intratect 100 g/l può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. I pazienti che presentano delle reazioni avverse durante il trattamento devono aspettare che queste si risolvano, prima di guidare veicoli o usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Sommario del profilo di sicurezza Le reazioni avverse causate dalle immunoglobuline umane normali (in ordine decrescente di frequenza) comprendono (vedere anche il paragrafo 4.4):  brividi, mal di testa,capogiri, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea,artralgia, bassa pressione arteriosa e moderata lombalgia  reazioni emolitiche reversibili; specialmente nei pazienti di gruppo sanguigno A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede la trasfusione  (raramente) improvvisa caduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche se il paziente non ha presentato ipersensibilità alla precedente somministrazione  (raramente) reazioni cutanee transitorie (compreso il lupus eritematoso cutaneo - frequenza non nota)  (molto raramente) reazioni tromboemboliche quali infarto del miocardio , ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda  casidi meningite asettica reversibile  casidi aumentati livelli di creatinina sierica e/o comparsa di insufficienza renale acuta  casidi lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI) Per informazioni relative alla sicurezza riguardante gli agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4. Elenco tabellare delle reazioni avvers

Sospette reazioni avverse al farmaco segnalate in studi clinici completati: Sono stati condotti tre studi clinici con Intratect (50 g/l): due in pazienti con immunodeficienze primarie (PID) e uno in pazienti con porpora trombocitopenica immune (ITP). Neidue studi PID, complessivamente 68 pazienti sono stati trattati con Intratect (50 g/l) e valutati per quanto riguarda la sicurezza. Il periodo di trattamento è stato rispettivamente di 6 e 12 mesi. Lo studio ITP è stato condotto su 24 pazienti. Questi 92 pazienti hanno ricevuto in totale 830 infusioni di Intratect (50 g/l), in occasione delle quali si sono registrate complessivamente 51 reazioni avverse al farmaco (ADR). Con Intratect 100 g/l è stato condotto uno studio clinico su pazienti con PID. Trenta pazienti sono stati trattati con Intratect 100 g/l per un periodo compreso tra 3 e 6 mesi e valutati per la sicurezza. Questi 30 pazienti hanno ricevuto in totale 165 infusioni di Intratect 100 g/l, con un totale di 19 infusioni (11,5%) associate a reazioni avverse al farmaco (ADR). La maggior parte di queste ADR è stata da lieve a moderata e autolimitantesi. Durante gli studi non sono state osservate ADR gravi. La tabella riportata di seguito è conforme alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC e Preferred Term Level). Le frequenze sono state valutate secondo la convenzione seguente: molto comune (1/10); comune (1/100, <1/10); non comune (1/1.000, <1/100); raro (1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Frequenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) negli studi clinici con Intratect (50 g/l), indicazioni PID e ITP (le frequenze sono calcolate rispettivamente per infusioni somministrate (n=830) e perpazienti trattati (n=92) Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazione avversa (termine MedDRA preferito) Frequenza in base alle infusioni somministrate (n=830) Frequenza in base ai pazienti trattati (n=92) Patologie del sistema emolinfopoietico Emolisi (lieve) Non comune Comune Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune Molto comune Disgeusia Non comune Comune Patologie vascolari Ipertensione arteriosa, tromboflebite superficiale Non comune Comune Patologie gastrointestinali Nausea,vomito, dolore gastrointestinale Non comune Comune Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea papulare Non comune Comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia Comune Molto comune Brividi, sensazione di calore Non comune Comune Esami diagnostici Temperatura corporea aumentata,test di Coombs (indiretto e diretto) positivo Non comune Comun

Frequenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) negli studi clinici con Intratect 100 g/l, indicazione PID (le frequenze sono calcolate rispettivamente per infusioni somministrate (n=165)e per pazienti trattati (n=30) Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazioni avversa (termine MedDRA preferito (PT)) Frequenza in base alle infusioni somministrate (n=165) Frequenza in base ai pazienti trattati (n=30) Disturbi del sistema immunitario Reazione correlata all’infusione Comune Comune Ipersensibilità Non comune Comune Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune Comune Alterazioni sensoriali Non comune Comune Patologie cardiache Palpitazioni Comune Comune Patologie vascolari Iperemia, ipertensione Non comune Comune Patologie gastrointestinali Diarrea,dolore addominale Non comune Comune Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dolore cutaneo , eruzione cutanea Non comune Comune Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Artralgia, mal di schiena, dolori ossei Comune Comune Mialgia Non comune Comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Fastidio, Comune Molto comune Affaticamento, brividi, ipotermia Non comune Non comune Dettagli su ulteriori reazioni avverse che sono state segnalate spontaneamente: Frequenza: non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie cardiache: angina pectoris Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: rigidità Disturbi del sistema immunitario: shock anafilattico, reazione allergica Esami diagnostici: calo della pressione sanguigna Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: dolore dorsale Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: dispnea NOS Patologie vascolari: shock Patologie del sistema emolinfopoietico: leucopenia Descrizione di reazioni avverse selezionate Le reazioni avverse riportate per Intratect rientrano nel profilo atteso per le immunoglobuline umane normali. Popolazione pediatrica Si prevede che la frequenza, il tipo e la severità delle reazioni avverse nella popolazione pediatrica siano come negli adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

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4.9 Sovradosaggio

Un sovradosaggio può provocare un sovraccarico di fluidi ed iperviscosità in particolare nei pazienti a rischio, inclusi i bambini piccolio, i pazienti anziani o i pazienti con compromissione cardiaca o renale (vedere paragrafo 4.4).

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa. Codice ATC: J06BA02. Le immunoglobuline umane normali contengono principalmente immunoglobuline G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro agenti infettivi. Le immunoglobuline umane normali contengono gli anticorpi della classe IgG presenti nella popolazione normale. Vengono di solito preparate da pool di plasma provenienti da non meno di 1000 donatori. Posseggono una distribuzione di sottoclassi di immunoglobuline G strettamente proporzionale a quella presente nel plasma umano nativo. Dosi adeguate di questo medicinale possono riportare a valori normali i livelli patologicamente bassi di immunoglobuline G. Il meccanismo d'azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è del tutto chiaro, ma include effetti immunomodulatori. Popolazione pediatrica Si prevede che le proprietà farmacodinamiche nella popolazione pediatrica siano le stesse di quelle negli adulti.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione endovenosa, le immunoglobuline umane normali sono immediatamente e completamente biodisponibili nella circolazione del ricevente. Distribuzione Esse si distribuiscono in maniera relativamente rapida tra il plasma e i fluidi extravascolari; l’equilibrio tra compartimenti intra ed extra vascolari viene raggiunto, approssimativamente, dopo circa 3-5 giorni. Eliminazione Intratect 100 g/l ha un'emivita di circa 34 giorni. Tale emivita può variare da paziente a paziente, in particolar modo nell'immunodeficienza primaria. Le IgG e i loro complessi vengono degradati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le immunoglobuline sono dei normali costituenti del corpo umano. Non è possibile eseguire i test di tossicità a dose ripetuta e gli studi di tossicità embriofetale, a causa dell'induzione e dell'interferenza anticorpale. Gli effetti del medicinale sul sistema immunitario del neonato non sono stati studiati. Poiché le esperienze cliniche non fanno alcun cenno agli effetti oncogeni e mutageni delle immunoglobuline, gli studi sperimentali, in particolar modo di specie eterologa, non sono considerati necessari.

6. Informazioni farmaceutiche

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6.1 Elenco degli eccipienti

Glicina, acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali né con qualsiasi altro prodotto contenente IVIg.

6.3 Periodo di validità

3 anni. Dopo la prima apertura si raccomanda un utilizzo immediato.

6.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Non congelare. Conservare il flaconcino nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

10 ml, 25 ml, 50 ml, 100 ml o 200 ml di soluzione in flaconcini (vetro tipo II) con tappo (bromobutile) e chiusura (alluminio). Ogni confezione contiene 1 flaconcino con 10 ml, 25 ml, 50 ml, 100 ml o 200 ml di soluzione. Ogni confezione contiene 3 flaconcini con 100 ml o 200 ml di soluzione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o a temperatura corporea prima della somministrazione. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente e da incolore a giallo chiaro. Le soluzioni torbide o che presentino depositi non devono essere utilizzate. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Biotest Pharma GmbH Landsteinerstrasse 5 63303 Dreieich Germania Tel: (49) 61038010 Fax: (49) 6103 801 150 Email: [email protected]

8. Numero(i) dell’ autorizzazione (delle autorizzazioni)

ALL’IMMISSIONE IN COMMERCI

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9. Data della primaautorizzazione/ rinnovo dell’ autorizzazione

20.06.2013/Marzo 2016

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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