NEBIVOLOLO ZENTIVA

Principio attivo: NEBIVOLOLO · ATC C07AB12 · ZENTIVA ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"5 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL A 6,10 € 6,10 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: NEBIVOLOLO
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: ZENTIVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: C07AB12
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NEBIVOLOLO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· NEBIVOLOLO KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· NEBIVOLOLO ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· NEBIVOLOLO ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· NEBIVOLOLO AUROBINDO ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· NEBIVOLOLO MYLAN ITALIA - MYLAN S.P.A.
· NEBIVOLOLO DOC - DOC GENERICI SRL
· NEBIVOLOLO ABC - PHARMACARE S.R.L.
· LOBIVON - FARMA 1000 S.R.L.
· LOBIVON - GMM FARMA S.R.L.
· NEBIVOLOLO EG - EG S.P.A.
· NEBIVOLOLO TEVA ITALIA - TEVA ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Nebivololo Zentiva contiene nebivololo, un medicinale cardiovascolare appartenente al gruppo degli

agenti beta-bloccanti selettivi (cioè con una azione selettiva sul sistema cardiovascolare). Nebivololo Zentiva previene l’aumento della frequenza cardiaca, controlla la forza con cui il cuore pompa. Ha anche un’azione dilatante sui vasi sanguigni che contribuisce ad abbassare la pressione del sangue. È usato per trattare la pressione alta del sangue (ipertensione).

Nebivololo Zentiva è usato anche per curare l’insufficienza cardiaca cronica lieve o moderata, in

aggiunta ad altre terapie, in pazienti di 70 anni e oltre.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Nebivololo Zentiva: •

Se è allergico al nebivololo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6). • Se ha uno o più dei seguenti disturbi: − pressione del sangue bassa − gravi problemi di circolazione alle braccia o alle gambe C2-Internal

− frequenza cardiaca molto bassa (meno di 60 battiti al minuto) − altri gravi disturbi del ritmo cardiaco (ad es. blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado, disturbi nella conduzione cardiaca)

− insufficienza cardiaca, che si è appena manifestata o che si è recentemente aggravata o se sta ricevendo un trattamento per lo shock circolatorio causato da insufficienza cardiaca acuta per via endovenosa per aiutare il cuore a lavorare − asma o affanno (attuale o precedente)

− feocromocitoma non trattato, un tumore localizzato nella parte alta del rene (nella ghiandola surrenale) − disturbi della funzione epatica

− disturbo metabolico (acidosi metabolica, ad esempio chetoacidosi diabetica).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Nebivololo Zentiva.

È importante comunicare al medico se ha o se sviluppa una delle seguenti condizioni:
• Battito cardiaco inusualmente basso.
• Un tipo di dolore al petto causato da uno spasmo che si verifica spontaneamente nel cuore
(chiamato angina di Prinzmetal).
• Insufficienza cardiaca cronica non trattata.
•

Blocco cardiaco di primo grado (un tipo di disturbo lieve della conduzione cardiaca che ha effetti sul ritmo cardiaco). • Debole circolazione nelle braccia e nelle gambe, per es. malattia o sindrome di Raynaud,

dolore simile al crampo quando si cammina.
• Prolungati problemi di respirazione.
• Diabete: questo medicinale non ha alcun effetto sullo zucchero del sangue, ma potrebbe
mascherare i segni di avvertimento di un basso livello di zucchero (ipoglicemia: per es.

palpitazione, battito veloce) e potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia severa se utilizzato in concomitanza con certi tipi di medicinali antidiabetici chiamati sulfaniluree (per esempio

gliquidone, gliclazide, glibenclamide, glipizide, glimepiride o tolbutamide).
• Ghiandola tiroide iperattiva: questo medicinale può mascherare i segni di un ritmo cardiaco
abnormemente veloce dovuti a questa condizione.
• Allergia: questo medicinale può intensificare la reazione al polline o alle altre sostanze a cui è

allergico. • Psoriasi (una malattia della pelle - macchie squamose rosa), o se ha la sofferto in passato di psoriasi. C2-Internal

• Se deve subire un’operazione chirurgica, informi sempre l’anestesista che sta prendendo Nebivololo Zentiva prima di essere anestetizzato.

Se ha problemi gravi ai reni non prenda Nebivololo Zentiva per l’insufficienza cardiaca e parli con il medico.

Lei sarà regolarmente controllato all’inizio del trattamento per l’insufficienza cardiaca cronica da un

medico esperto (vedere paragrafo 3). Questo trattamento non deve essere interrotto bruscamente a meno che chiaramente indicato e valutato dal medico (vedere paragrafo 3).

Bambini e adolescenti A causa della mancanza di dati sull’uso di questo medicinale nei bambini e negli adolescenti, Nebivololo Zentiva non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni di età.

Altri medicinali e Nebivololo Zentiva Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Alcuni medicinali non possono essere usati nello stesso momento, mentre altri medicinali richiedono specifiche modifiche (della dose per esempio). Informi sempre il medico o il farmacista se sta usando o assumendo uno dei seguenti medicinali in aggiunta a Nebivololo Zentiva:

• Medicinali per il controllo della pressione del sangue o medicinali per problemi del cuore (come amiodarone, amlodipina, cibenzolina, clonidina, digossina, diltiazem, disopiramide, felodipina, flecainide, guanfacina, idrochinidina, lacidipina, lidocaina, metildopa, mexiletina,

moxonidina, nicardipina, nifedipina, nimodipina, nitrendipina, propafenone, chinidina, rilmenidina, verapamil); • Sedativi e terapie per la psicosi (una malattia mentale) come barbiturici (usati anche per l’epilessia), fenotiazine (usate anche per il vomito e la nausea) e tioridazine;

• Medicinali per la depressione come ad esempio amitriptilina, paroxetina, fluoxetina;
• Medicinali usati per l’anestesia durante un’operazione chirurgica;

• Medicinali per il diabete come l’insulina o medicinali antidiabetici orali;
• Medicinali per asma, naso chiuso o alcune malattie degli occhi come il glaucoma (aumentata
pressione nell’occhio) o dilatazione (ampliamento) della pupilla;
•

Baclofene (un medicinale antispastico); • Amifostina (un medicinale ad azione protettiva usato durante il trattamento del cancro). C2-Internal

Tutti questi medicinali, così come il nebivololo, possono influenzare la pressione del sangue e/o la funzione cardiaca. • Medicinali per trattare l’eccessiva acidità dello stomaco o le ulcere (farmaci antiacidi) come la

cimetidina: lei deve assumere Nebivololo Zentiva durante i pasti, ed il farmaco antiacido fra i pasti.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Nebivololo Zentiva non deve essere assunto durante la gravidanza se non prescritto da un medico.

Allattamento

L’allattamento non è raccomandato durante la somministrazione di Nebivololo Zentiva.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Questo medicinale può causare capogiri o indebolimento. Se ciò accade, non guidi o utilizzi macchinari.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può

determinare comunque positività ai test antidoping.

Nebivololo Zentiva contiene lattosio.

Se il medico le ha detto che lei ha un’intolleranza ad alcuni zuccheri, contatti il medico prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda sempre questo medicinale seguendo esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Nebivololo Zentiva può essere assunto prima, durante o dopo i pasti, o in alternativa può prenderlo indipendentemente dai pasti. È preferibile ingerire la compressa o le sue parti con dell’acqua.

Trattamento della pressione del sangue alta (ipertensione) La dose abituale è di 1 compressa al giorno. La dose deve essere presa preferibilmente alla stessa ora del giorno. C2-Internal

I pazienti anziani e i pazienti con una malattia renale, generalmente inizieranno con ½ compressa al giorno. L’effetto terapeutico sulla pressione del sangue diventa evidente dopo 1 – 2 settimane di trattamento.

Talvolta l’effetto ottimale viene raggiunto solo dopo 4 settimane.

Trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica Il trattamento sarà iniziato e strettamente controllato da un medico esperto.

Il medico inizierà il trattamento con ¼ (un quarto) di compressa al giorno. Questa può essere aumentata dopo 1-2 settimane a ½ compressa al giorno, poi ad 1 compressa al giorno e poi a 2 compresse al giorno finché non viene raggiunta la corretta dose per lei.

Il medico le prescriverà la dose che ritiene giusta per lei ad ogni fase e lei deve seguire strettamente le istruzioni del medico. La dose massima raccomandata è 2 compresse (10 mg) al giorno. Avrà bisogno di essere strettamente controllato per 2 ore da un medico esperto quando inizia il trattamento ed ogni volta che la dose viene aumentata. Il medico può ridurre la dose se necessario. Non interrompa bruscamente il trattamento poiché questo può causare un peggioramento dell’insufficienza cardiaca. I pazienti con seri problemi ai reni non devono assumere questo medicinale. Prenda il medicinale una volta al giorno, preferibilmente alla stessa ora del giorno.

Il medico può decidere di associare Nebivololo Zentiva compresse ad un altro medicinale per il trattamento della sua condizione.

Uso nei bambini e negli adolescenti Nebivololo Zentiva non è raccomandato in bambini e adolescenti.

Se prende più Nebivololo Zentiva di quanto deve

Se accidentalmente prende una dose eccessiva di questo medicinale, parli con il medico o il farmacista immediatamente. I segni e sintomi più frequenti di un sovradosaggio di Nebivololo Zentiva sono

battito cardiaco molto lento (bradicardia), bassa pressione del sangue con possibile stanchezza (ipotensione), mancanza di respiro come nell’asma (broncospasmo) e insufficienza cardiaca acuta. Può prendere del carbone attivo (che è disponibile in farmacia) mentre aspetta l’arrivo del medico.

Se dimentica di prendere Nebivololo Zentiva Se dimentica di prendere una dose di Nebivololo Zentiva, ma poco più tardi si ricorda che avrebbe dovuto prenderla, prenda la dose giornaliera come fa di solito. Tuttavia, se si è verificato un lungo ritardo (per es. diverse ore) e la dose successiva è vicina, salti la dose dimenticata e prenda la normale C2-Internal

dose successiva come programmata, alla solita ora. Non prenda una dose doppia per compensare la dose dimenticata. Eviti comunque di saltare ripetutamente l’assunzione del medicinale.

Se interrompe il trattamento con Nebivololo Zentiva Deve sempre consultare il medico prima di interrompere il trattamento con Nebivololo Zentiva, sia se lo sta prendendo per la pressione del sangue alta che per l’insufficienza cardiaca cronica. Non deve interrompere bruscamente il trattamento con Nebivololo Zentiva poiché questo può

temporaneamente peggiorare l’insufficienza cardiaca. Se è necessario interrompere il trattamento con Nebivololo Zentiva per l’insufficienza cardiaca cronica, la dose giornaliera deve essere ridotta gradualmente dimezzando la dose ad intervalli settimanali.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le
persone li manifestino.
Quando Nebivololo Zentiva è usato per trattare la pressione del sangue alta, i possibili effetti
indesiderati sono:
Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
• Mal di testa
• Vertigini
• Stanchezza

• Un insolito prurito o sensazione di formicolio
• Diarrea
•

Stitichezza
• Nausea
• Respiro corto
• Mani o piedi gonfi

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

• Battito cardiaco lento o altro disturbo al cuore
• Pressione del sangue bassa
• Dolore alle gambe simile ai crampi mentre si cammina
• Vista anormale

• Impotenza (difficoltà a raggiungere un’erezione)
• Sensazione di depressione
• Difficoltà a digerire (dispepsia), gas nello stomaco e nell’intestino
• Vomito
C2-Internal

• Eruzione cutanea, prurito
• Mancanza di respiro come nell’asma, causata da crampi improvvisi dei muscoli attorno alle
vie respiratorie (broncospasmo)

• Incubi

Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000): • Svenimento

• Peggioramento della psoriasi (una malattia della pelle - macchie squamose rosa)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):

• Reazioni allergiche sull’intero corpo con eruzioni cutanee generalizzate (reazione di
ipersensibilità)
• Rapida comparsa di gonfiore soprattutto intorno alle labbra, agli occhi o della lingua con

•
possibile improvvisa difficoltà respiratoria (angioedema)
Orticaria
In uno studio clinico per l’insufficienza cardiaca cronica sono stato riscontrati i seguenti effetti
indesiderati:
Effetti indesiderati molto comuni ( possono interessare più di 1 persona su 10):
•

Battito cardiaco rallentato • Capogiri

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
• Peggioramento dell’insufficienza cardiaca
• Pressione del sangue bassa (sensazione di svenimento quando ci si alza velocemente)
• Incapacità a tollerare questo medicinale

• Un disturbo lieve della conduzione del cuore che influenza il ritmo cardiaco (blocco A-V di primo grado)

• Gonfiore degli arti inferiori (come gonfiore delle caviglie)

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il

sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale. C2-Internal

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi Nebivololo Zentiva dopo la data di scadenza che è riportata sull'etichetta dopo SCAD.

La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Nebivololo Zentiva Il principio attivo è il nebivololo. Ogni compressa contiene 5 mg di nebivololo (come cloridrato).

Gli altri componenti sono: Lattosio monoidrato Crospovidone Tipo A Polossamero 188 Povidone K 30 Cellulosa microcristallina

Magnesio stearato

Descrizione dell’aspetto di Nebivololo Zentiva e contenuto della confezione

Le compresse di Nebivololo Zentiva sono bianche, rotonde, compresse biconvesse, incise a croce su un lato, con un diametro di 9 mm approssimativamente. La compressa di Nebivololo Zentiva può essere divisa in dosi uguali.

Le compresse sono disponibili in blisters di PVC/PE/PVDC/Al da 7 e 10.

Confezioni: 7, 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 90, 100, 120 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Zentiva Italia S.r.l. Via P. Paleocapa 7, 20121 Milano C2-Internal

Produttore SC Zentiva SA, Theodor Pallady Bvd , no 50, 3 district,

032266 Bucharest Romania

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

IT: Nebivololo Zentiva 5 mg compresse PT: Nebivolol Zentiva 5 mg comprimidos

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: Aprile 2026

Domande frequenti su NEBIVOLOLO ZENTIVA

Come si usa NEBIVOLOLO ZENTIVA?

NEBIVOLOLO ZENTIVA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

NEBIVOLOLO ZENTIVA è disponibile senza ricetta?

No, NEBIVOLOLO ZENTIVA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di NEBIVOLOLO ZENTIVA?

Il principio attivo di NEBIVOLOLO ZENTIVA è NEBIVOLOLO.

Quali sono gli equivalenti di NEBIVOLOLO ZENTIVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NEBIVOLOLO TECNIGEN, NEBIVOLOLO KRKA, NEBIVOLOLO ACCORD, NEBIVOLOLO ALTER. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce NEBIVOLOLO ZENTIVA?

NEBIVOLOLO ZENTIVA è prodotto da ZENTIVA ITALIA S.R.L..

Da quando NEBIVOLOLO ZENTIVA è autorizzato in Italia?

NEBIVOLOLO ZENTIVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2010-07-05.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Nebivololo Zentiva 5 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 5 mg di nebivololo (come cloridrato). Eccipiente con effetto noto: ogni compressa contiene 81,67 mg di lattosio (come monoidrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Compressa bianca, rotonda, biconvessa, incisa a croce su un lato, con un diametro di 9 mm approssimativamente. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Ipertensione Trattamento dell’ipertensione essenziale. Insufficienza cardiaca cronica (ICC) Trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica stabile, lieve e moderata, in aggiunta a terapie standard in pazienti anziani di età ≥ 70 anni.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Ipertensione Adulti La dose è di 1 compressa (5 mg) al giorno, preferibilmente alla stessa ora della giornata. L’effetto di diminuzione della pressione sanguigna diventa evidente dopo 1-2 settimane di trattamento. Occasionalmente, l’effetto ottimale si raggiunge solo dopo 4 settimane. Associazione con altri agenti antiipertensivi I beta-bloccanti possono essere usati da soli o contemporaneamente ad altri agenti antiipertensivi. Fino ad ora, è stato osservato un effetto antiipertensivo aggiuntivo solo quando Nebivololo Zentiva 5 mg è associato con idroclorotiazide 12,5-25 mg.

C2-Internal Pazienti con insufficienza renale In pazienti con insufficienza renale, la dose iniziale raccomandata è 2,5 mg al giorno. Se necessario, la dose giornaliera può essere aumentata a 5 mg. Pazienti con insufficienza epatica I dati in pazienti con insufficienza epatica o con funzione epatica compromessa sono limitati. Pertanto, l’uso di Nebivololo Zentiva in questi pazienti è controindicato. Anziani In pazienti con oltre 65 anni, la dose iniziale raccomandata è 2,5 mg al giorno. Se necessario, la dose giornaliera può essere aumentata a 5 mg. Comunque, vista la limitata esperienza in pazienti con oltre 75 anni, deve essere usata cautela e questi pazienti devono essere strettamente monitorati. Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di Nebivololo Zentiva nei bambini di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. Non sono disponibili dati. Pertanto l’uso nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato. Insufficienza cardiaca cronica (ICC) Il trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica stabile deve essere iniziato con un graduale aumento del dosaggio finché non viene raggiunta la dose individuale ottimale di mantenimento. I pazienti devono avere insufficienza cardiaca cronica stabile senza insufficienza acuta durante le ultime sei settimane. Si raccomanda che lo specialista che segue il trattamento sia esperto nel trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica. Per quei pazienti che ricevono una terapia farmacologica cardiovascolare che include diuretici e/o digossina e/o ACE inibitori e/o antagonisti dell’angiotensina II, il dosaggio di questi farmaci deve essere stabilizzato durante le ultime due settimane prima dell’inizio del trattamento con Nebivololo Zentiva. L’aumento del dosaggio iniziale deve essere fatto secondo le seguenti fasi a intervalli di 1-2 settimane in base alla tollerabilità del paziente: 1,25 mg di nebivololo da aumentare a 2,5 mg di nebivololo una volta al giorno, poi a 5 mg una volta al giorno e poi a 10 mg una volta al giorno. La dose massima raccomandata è 10 mg di nebivololo una volta al giorno. L’inizio della terapia e ogni aumento di dose devono essere fatti sotto la supervisione di un medico esperto per un periodo minimo di 2 ore per assicurare che lo stato clinico (specialmente per quanto riguarda la pressione sanguigna, battito cardiaco, disturbi della conduzione, segni di peggioramento dell’insufficienza cardiaca) resti stabile. Il verificarsi di eventi avversi può impedire che tutti i pazienti vengano trattati con la dose massima raccomandata. Se necessario, la dose raggiunta può essere ridotta poco per volta e ristabilita come appropriato.

C2-Internal Durante la fase di aggiustamento del dosaggio, in caso di peggioramento dell’insufficienza cardiaca o intolleranza, si raccomanda per prima cosa di ridurre la dose di nebivololo, o interromperla immediatamente se necessario (in caso di ipotensione grave, peggioramento dell’insufficienza cardiaca con edema polmonare acuto, shock cardiogeno, bradicardia sintomatica o blocco AV). Il trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica stabile con nebivololo è generalmente un trattamento a lungo termine. Si raccomanda di non interrompere bruscamente il trattamento con nebivololo dal momento che questo potrebbe portare ad un peggioramento transitorio dell’insufficienza cardiaca. Se l’interruzione è necessaria, la dose deve essere diminuita gradualmente, dimezzandola settimanalmente. Pazienti con insufficienza renale Non è richiesto alcun aggiustamento posologico nell’insufficienza renale da lieve a moderata, poiché la titolazione alla massima dose tollerata viene aggiustata individualmente. Non c’è alcuna esperienza in pazienti con insufficienza renale grave (creatinina sierica ≥ 250 µmol/l). Pertanto, l’uso di nebivololo in questi pazienti non è raccomandato. Pazienti con insufficienza epatica I dati nei pazienti con insufficienza epatica sono limitati. Pertanto, l’uso di Nebivololo Zentiva in questi pazienti è controindicato. Anziani Non è richiesto alcun aggiustamento posologico poiché la titolazione fino alla massima dose tollerata viene aggiustata individualmente. Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di Nebivololo Zentiva nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni di età non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Quindi l’uso nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato. Metodo di somministrazione La compressa, o le sue parti, deve essere deglutita con una sufficiente quantità di liquido (per es. un bicchiere d’acqua). La compressa può essere assunta con o senza cibo.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Insufficienza epatica o compromissione della funzionalità epatica.

C2-Internal - Insufficienza cardiaca acuta, shock cardiogeno o episodi di scompenso cardiaco che richiedono terapia inotropa infusionale. In aggiunta, come con altri agenti beta bloccanti, Nebivololo Zentiva è controindicato in caso di: - Sindrome del nodo del seno, incluso blocco seno-atriale. - Blocco cardiaco di secondo e terzo grado (senza pacemaker). - Anamnesi di broncospasmo e asma bronchiale - Feocromocitoma non trattato. - Acidosi metabolica. - Bradicardia (battito cardiaco < 60 bpm prima di iniziare la terapia). - Ipotensione (pressione sanguigna sistolica < 90 mmHg) - Gravi disturbi circolatori periferici.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Vedere anche paragrafo 4.8. Le seguenti avvertenze e precauzioni si applicano agli antagonisti beta-adrenergici in generale. Anestesia Il mantenimento del blocco dei recettori beta riduce il rischio di aritmie durante l’induzione e l’intubazione. Qualora in previsione di un intervento chirurgico si interrompa il blocco dei recettori beta, la terapia con antagonisti beta-adrenergici deve essere interrotta da almeno 24 ore. Va usata particolare attenzione nell’uso di certi farmaci anestetici che possono causare depressione del miocardio. Il paziente può essere protetto contro le reazioni vagali con somministrazione endovenosa di atropina. Sistema cardiovascolare In generale gli antagonisti beta-adrenergici non devono essere usati in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia (ICC) non trattata fino a quando le loro condizioni non si sono stabilizzate. In pazienti con patologia cardiaca ischemica, il trattamento con gli antagonisti beta-adrenergici deve essere interrotto gradualmente, ad es. in 1-2 settimane. Se necessario, allo stesso tempo deve essere instaurata una terapia sostitutiva per prevenire un’esacerbazione dell’angina pectoris. Gli antagonisti beta-adrenergici possono indurre bradicardia: se la frequenza del polso scende al di sotto dei 50-55 bpm a riposo e/o il paziente manifesta sintomi riconducibili alla bradicardia, il dosaggio deve essere ridotto. Gli antagonisti beta-adrenergici devono essere usati con cautela: in pazienti con patologie circolatorie periferiche (sindrome o malattia di Raynaud, claudicatio intermittens), poiché potrebbe verificarsi un peggioramento di questi disturbi;

C2-Internal in pazienti con blocco cardiaco di primo grado a causa dell’effetto negativo dei beta-bloccanti sul tempo di conduzione; pazienti con angina di Prinzmetal a causa dell’incontrastata vasocostrizione arteriosa coronarica mediata dai recettori alfa: gli antagonisti beta-adrenergici possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina. La combinazione di nebivololo con antagonisti dei canali del calcio del tipo di verapamil e diltiazem, con farmaci antiaritmici di classe I, e con farmaci antiipertensivi che agiscono a livello centrale, generalmente non è raccomandata, per i dettagli si prega di consultare il paragrafo 4.5. Metabolismo e Sistema endocrino Nebivololo, nei pazienti diabetici, non influisce sui livelli di glucosio. Tuttavia si deve prestare attenzione nei pazienti diabetici in quanto il nebivololo può mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia (tachicardia, palpitazioni). I beta-bloccanti potrebbero aumentare ulteriormente il rischio di ipoglicemia severa se usati in concomitanza con sulfaniluree. Sarebbe opportuno raccomandare ai pazienti diabetici di monitorare attentamente i propri livelli di glucosio nel sangue (vedere paragrafo 4.5). Gli agenti bloccanti beta-adrenergici possono mascherare i sintomi di tachicardia in corso di ipertiroidismo. La brusca sospensione del trattamento può intensificare questi sintomi. Apparato respiratorio Nei pazienti con patologie polmonari ostruttive croniche, gli antagonisti beta-adrenergici devono essere usati con cautela in quanto la costrizione delle vie respiratorie può essere aggravata. Altro I pazienti con storia di psoriasi devono assumere gli antagonisti beta-adrenergici solo dopo attenta valutazione. Gli antagonisti beta-adrenergici possono aumentare la sensibilità verso gli allergeni e la gravità delle reazioni anafilattiche. L’inizio del trattamento dell’Insufficienza Cardiaca Cronica con nebivololo necessita di regolare monitoraggio. Per la posologia e il metodo di somministrazione si prega di consultare il paragrafo 4.2. L’interruzione del trattamento non deve avvenire bruscamente se non chiaramente indicato. Per ulteriori informazioni si prega di consultare il paragrafo 4.2. Nebivololo Zentiva contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

C2-Internal

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Interazioni farmacodinamiche Le seguenti interazioni interessano gli antagonisti beta-adrenergici in generale: Associazioni non raccomandate: Antiaritmici di classe I (chinidina, idrochinidina, cibenzolina, flecainide, disopiramide, lidocaina, mexiletina, propafenone): può essere potenziato l’effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare ed aumentato l’effetto inotropo negativo (vedere paragrafo 4.4). Antagonisti dei canali del calcio del tipo verapamil/diltiazem: influenza negativa sulla contrattilità e la conduzione atrio-ventricolare. La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti con trattamento beta-bloccante può portare a profonda ipotensione e blocco atrio-ventricolare (vedere paragrafo 4.4). Antiipertensivi che agiscono a livello centrale (clonidina, guanfacina, moxonidina, metildopa, rilmenidina): l’uso contemporaneo di farmaci antiipertensivi che agiscono a livello centrale può peggiorare l’insufficienza cardiaca attraverso una diminuzione del tono centrale simpatico (riduzione del ritmo cardiaco e eiezione ventricolare, vasodilatazione) (vedere paragrafo 4.4). Una interruzione improvvisa particolarmente prima dell’interruzione del beta-bloccante, può aumentare il rischio di “ipertensione di rimbalzo”. Associazioni da usare con cautela: Farmaci antiaritmici di classe III (Amiodarone): l’effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare può essere potenziato. Anestetici - volatili alogenati: l’uso contemporaneo di antagonisti beta-adrenergici e anestetici può attenuare la tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione (vedere paragrafo 4.4). Come regola generale, evitare l’improvvisa sospensione del trattamento con beta-bloccanti. L’anestesista deve essere informato quando il paziente assume Nebivololo Zentiva. Insulina e farmaci antidiabetici orali: anche se il nebivololo non influisce sul livello di glucosio, l’uso contemporaneo può mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia (palpitazioni, tachicardia). L'uso concomitante di beta-bloccanti e sulfaniluree potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia severa. (vedere paragrafo 4.4). Baclofen (agente antispastico), amifostina (antineoplastico aggiunto): l’uso contemporaneo con antiipertensivi è probabile che aumenti la caduta della pressione sanguigna, quindi il dosaggio di medicinale antiipertensivo deve essere aggiustato di conseguenza. Associazioni da prendere in considerazione:

C2-Internal Glicosidi digitalici: l’uso contemporaneo può aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare. Le sperimentazioni cliniche con nebivololo non hanno mostrato evidenza clinica di un’interazione. Nebivololo non influenza la cinetica della digossina. Calcio antagonisti del tipo diidropiridina (amlodipina, felodipina, lacidipina, nifedipina, nicardipina, nimodipina, nitrendipina): l’uso contemporaneo può aumentare il rischio di ipotensione, e non può essere escluso un aumento del rischio di un ulteriore deterioramento della funzionalità della pompa ventricolare nei pazienti con insufficienza cardiaca. Antipsicotici, antidepressivi (triciclici, barbiturici e fenotiazine): l’uso contemporaneo può aumentare l’effetto ipotensivo dei beta-bloccanti (effetto additivo). Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): nessuna conseguenza sull’effetto di riduzione della pressione del sangue del nebivololo. Agenti simpaticomimetici: l’uso contemporaneo può contrapporsi all’effetto degli antagonisti betaadrenergici. Gli agenti beta-adrenergici possono portare ad un’attività alfa-adrenergica incontrastata degli agenti simpaticomimetici con effetti sia alfasia beta-adrenergici (rischio di ipertensione, grave bradicardia e blocco cardiaco). Interazioni farmacocinetiche Poiché il metabolismo del nebivololo coinvolge l’isoenzima CYP2D6, la co-somministrazione di sostanze che inibiscono questo enzima, specialmente paroxetina, fluoxetina, tioridazina e chinidina, può portare all’aumento dei livelli plasmatici di nebivololo associato ad un aumentato rischio di bradicardia eccessiva ed eventi avversi. La co-somministrazione di cimetidina aumenta i livelli plasmatici di nebivololo, senza cambiamento dell’effetto clinico. La co-somministrazione della ranitidina non influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. A condizione che Nebivololo Zentiva venga assunto con il pasto, e un antiacido fra i pasti, i due trattamenti possono essere prescritti insieme. La combinazione di nebivololo e nicardipina aumenta leggermente i livelli plasmatici di entrambi i farmaci, senza cambiare l’effetto clinico. La co-somministrazione di alcol, furosemide o idroclorotiazide non influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. Nebivololo non influisce sulla farmacocinetica e farmacodinamica del warfarin.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Nebivololo ha effetti farmacologici che possono essere dannosi sulla gravidanza e/o sul feto/neonato. In generale, i bloccanti i recettori beta-adrenergici riducono la perfusione placentare, che è stata associat

C2-Internal ritardo della crescita, morte intrauterina, aborto o travaglio precoce. Gli effetti avversi (per es. ipoglicemia e bradicardia) possono verificarsi nel feto e nel bambino neonato. Se il trattamento con i bloccanti i recettori beta-adrenergici è necessario, sono preferibili i bloccanti selettivi i recettori beta 1-adrenergici. Nebivololo non deve essere usato durante la gravidanza se non chiaramente necessario. Se il trattamento con nebivololo è considerato necessario, il flusso sanguigno uteroplacentale e la crescita fetale devono essere monitorati. In caso di effetti dannosi sulla gravidanza o sul feto deve essere considerato un trattamento alternativo. Il bambino neonato deve essere strettamente monitorato. I sintomi di ipoglicemia e bradicardia sono generalmente previsti entro i primi 3 giorni Allattamento Studi animali hanno mostrato che nebivololo viene escreto nel latte materno. Non si sa se questo farmaco è escreto nel latte umano. Molti beta-bloccanti, in particolare i composti lipofilici come nebivololo e i suoi metaboliti attivi, passano nel latte materno anche se in misura variabile. Pertanto, l’allattamento al seno non è raccomandato durante la somministrazione del nebivololo Fertilità Non vi sono dati disponibili.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari

Non sono stati eseguiti studi sugli effetti di nebivololo sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari. Studi farmacodinamici hanno dimostrato che nebivololo non ha effetti sulla funzione psicomotoria. Durante la guida di veicoli o l’impiego di macchinari deve tenere presente che occasionalmente possono manifestarsi capogiri e indebolimento.

4.8 Effetti indesiderati

Gli eventi avversi sono elencati separatamente per l’ipertensione e per l’insufficienza cardiaca cronica a causa delle differenze nel panorama patologico. Ipertensione Le reazioni avverse segnalate, che nella maggior parte dei casi sono di intensità lieve o moderata, sono elencate nella tabella sottostante, classificate per sistemi e organi ed ordinate per frequenza: CLASSIFICAZIONE PER SISTEMI e ORGANI Comune (≥1/100,<1/10) Non comune (≥1/1.000,<1/100) Molto raro (<1/10.000) Non nota Disturbi del Sistema Immunitario Edema angioneurotico, ipersensibilità Disturbi psichiatrici Incubi, depressione Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiri, parestesia Svenimento/sincop

C2-Internal Patologie dell’occhio Visione compromessa Patologie cardiache Bradicardia, insufficienza cardiaca, rallentata conduzione AV/blocco-AV Patologie vascolari Ipotensione, (aumento della) claudicatio intermittens Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Broncospasmo Patologie gastrointestinali Costipazione, nausea, diarrea Dispepsia, flatulenza, vomito Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, esantema eritematoso Psoriasi aggravata orticaria Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Impotenza Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento, edema Le seguenti reazioni avverse sono state riportate anche con alcuni antagonisti beta-adrenergici: allucinazioni, psicosi, confusione, estremità fredde/cianotiche, fenomeno di Raynaud, occhi secchi e tossicità oculomucocutanea practololo-simile. Insufficienza cardiaca cronica I dati sulle reazioni avverse in pazienti con insufficienza cardiaca cronica (ICC) sono disponibili da uno studio clinico placebo-controllato riguardante 1.067 pazienti che assumevano nebivololo e 1.061 pazienti che assumevano placebo. In questo studio, un totale di 449 pazienti trattati con nebivololo (42,1%) hanno riportato reazioni avverse, almeno in qualche modo casualmente correlate rispetto ai 334 pazienti trattati col placebo (31,5%). Le reazioni avverse più comunemente riportate nei pazienti con nebivololo eran

C2-Internal bradicardia e capogiri, entrambi manifestati in circa 11% dei pazienti. Le frequenze corrispondenti fra pazienti trattati con placebo erano circa il 2% e il 7%, rispettivamente. Le seguenti incidenze erano riportate per le reazioni avverse (almeno in qualche modo farmaco-correlate) che sono considerate specificamente rilevanti nel trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica: - L’aggravamento dell’insufficienza cardiaca si è verificato nel 5,8% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto al 5,2% dei pazienti trattati col placebo. - Ipotensione posturale è stata riportata nel 2,1% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto al 1,0% dei pazienti trattati col placebo. - L’intolleranza al farmaco è stata riportata nel 1,6% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto allo 0,8% dei pazienti trattati col placebo. - Blocco atrio-ventricolare di primo grado si è verificato nell’1,4% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto allo 0,9% dei pazienti trattati col placebo. - Edema degli arti inferiori sono stati riportati dall’1,0% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto allo 0,2% dei pazienti trattati col placebo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Non sono disponibili dati riguardanti il sovradosaggio con nebivololo. Sintomi Sintomi di sovradosaggio con beta-bloccanti sono: bradicardia, ipotensione, broncospasmo e insufficienza cardiaca acuta. Trattamento In caso di sovradosaggio o ipersensibilità, il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione e curato in un reparto di terapia intensiva. Devono essere monitorati i livelli di glicemia. L’assorbimento di qualunque residuo di farmaco ancora presente nel tratto gastro-intestinale può essere impedito con una lavanda gastrica e la somministrazione di carbone attivo ed un lassativo. Può essere necessaria la respirazione artificiale. Bradicardia e intense reazioni vagali devono essere trattate con somministrazione di atropina o metilatropina. Ipotensione e shock devono essere trattati con sostituti plasma/plasma e, se necessario, catecolamine. L’effetto beta-bloccante può essere contrastato con una lenta somministrazione endovenosa di isoprenalina cloridrato, iniziando con una dose di circa 5 µg/minuto, o dobutamina, iniziando con una dose di 2,5 µg/minuto, finchè non è stato ottenuto l’effetto desiderato. Nei casi refrattari l’isoprenalina può essere combinata con la dopamina. Se neanche questo dovesse produrr

C2-Internal l’effetto desiderato, deve essere presa in considerazione la somministrazione endovenosa di glucagone 50100 µg/kg i.v.. Se necessario, l’iniezione deve essere ripetuta entro un’ora, e può essere seguita -se necessarioda una i.v. di glucagone 70 µg/kg/h. In casi estremi di bradicardia resistente al trattamento, deve essere introdotto un pacemaker.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Agente beta-bloccante, selettivo. Codice ATC: C07AB12 Nebivololo è una miscela racemica di due enantiomeri, SRRR-nebivololo (o d-nebivololo) e RSSSnebivololo (o l-nebivololo). Esso unisce due attività farmacologiche: è un antagonista competitivo e selettivo del recettore beta: questo effetto è attribuito all’enantiomero SRRR (d-enantiomero); ha proprietà di lieve vasodilatazione dovuta ad una interazione con la via metabolica della L-arginina/ossido nitrico. Dosi singole e ripetute di nebivololo riducono il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna a riposo e durante l’esercizio fisico, sia in soggetti normotesi che in pazienti ipertesi. L’effetto antiipertensivo viene mantenuto durante il trattamento cronico. A dosi terapeutiche, il nebivololo è privo di antagonismo alfa-adrenergico. Durante il trattamento acuto e cronico con nebivololo in pazienti ipertesi, la resistenza vascolare sistemica diminuisce. Nonostante la riduzione del ritmo cardiaco, la riduzione del flusso cardiaco a riposo e durante l’esercizio fisico può essere limitato a causa di un aumento del volume del battito cardiaco. La rilevanza clinica di queste differenze emodinamiche non è stata pienamente stabilita, in confronto ad altri antagonisti dei recettori beta-1 adrenergici. Nei pazienti ipertesi, il nebivololo aumenta la risposta vascolare nitrossiso-mediata all’acetilcolina (Ach) che è ridotta in pazienti con disfunzione endoteliale. In uno studio clinico di mortalità/morbilità, placebo-controllato condotto in 2.128 pazienti ≥ 70 anni (età media 75,2 anni) con insufficienza cardiaca cronica stabile con o senza compromissione della frazione d’eiezione ventricolare sinistra (LVEF media: 36 ± 12,3%, con la seguente distribuzione: LVEF meno del 35% nel 56% dei pazienti, LVEF fra 35% e 45% nel 25% dei pazienti e LVEF maggiore del 45% nel 19% dei pazienti) seguita per un periodo medio di 20 mesi, il nebivololo, al massimo della terapia standard, ha prolungato significativamente l’intervallo di tempo fino al verificarsi di decessi od ospedalizzazioni per cause cardiovascolari (end-point primario di efficacia) con una riduzione di rischio relativo del 14% (riduzione assoluta: 4,2%). La riduzione del rischio si è sviluppata dopo 6 mesi di trattamento e si è mantenuta per tutta la durata del trattamento (durata media: 18 mesi). L’effetto del nebivololo era indipendente da età, sesso o frazione d’eiezione ventricolare sinistra della popolazione in studio. Il benefici

C2-Internal su tutte le cause di mortalità non ha raggiunto un significato statistico rispetto al placebo (riduzione assoluta: 2,3%). È stata osservata una riduzione di morte improvvisa nei pazienti trattati con nebivololo (4,1% vs 6,6%, riduzione relativa del 38%). Esperimenti in vitro e in vivo su animali hanno mostrato che il nebivololo non ha alcuna attività simpaticomimetica intrinseca. Esperimenti in vitro e in vivo su animali hanno mostrato che nebivololo alle dosi farmacologiche non ha alcuna azione stabilizzante di membrana. In volontari sani, il nebivololo non ha alcun effetto significativo sulla capacità o sulla durata dell’esercizio massimo.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Entrambi gli enantiomeri del nebivololo sono rapidamente assorbiti dopo somministrazione orale. L’assorbimento del nebivololo non è influenzato dal cibo; nebivololo può essere assunto con o senza pasti. Distribuzione Nel plasma, entrambi gli enantiomeri del nebivololo sono prevalentemente legati all’albumina. Il legame alle proteine plasmatiche è del 98,1% per SRRR-nebivololo e del 97,9% per RSSS-nebivololo. Biotrasformazione Nebivololo è ampiamente metabolizzato, in parte in idrossi-metaboliti attivi. Nebivololo viene metabolizzato per idrossilazione aliciclica e aromatica, N-dealchilazione e glucuronidazione; in aggiunta, si formano i glucuronidi degli idrossi-metaboliti. Il metabolismo del nebivololo attraverso idrossilazione aromatica è soggetto al polimorfismo ossidativo genetico CYP2D6 dipendente. La biodisponibilità orale del nebivololo è circa del 12% nei metabolizzatori rapidi ed è potenzialmente completa nei metabolizzatori lenti. Allo steady state e allo stesso livello di dose, la concentrazione plasmatica massima del nebivololo non modificato è circa 23 volte più alta nei metabolizzatori lenti rispetto ai metabolizzatori rapidi. Quando vengono considerati il farmaco non modificato più i metaboliti attivi, la differenza nelle concentrazioni plasmatiche massime è da 1,3 a 1,4 volte. A causa della variazione nella velocità del metabolismo, la dose di nebivololo deve essere sempre aggiustata secondo le necessità individuali del paziente: i metabolizzatori lenti quindi possono necessitare di dosi più basse. Nei metabolizzatori rapidi, le emivite di eliminazione degli enantiomeri del nebivololo sono di circa 10 ore. Nei metabolizzatori lenti, esse sono 3-5 volte più lunghe. Nei metabolizzatori rapidi, i livelli plasmatici dell’enantiomero RSSS sono leggermente più alti di quelli dell’enantiomero SRRR. Nei metabolizzatori lenti, questa differenza è più ampia. Nei metabolizzatori rapidi, le emivite di eliminazione degli idrossimetaboliti di entrambi gli enantiomeri sono circa 24 ore, e sono circa due volte più lunghe nei metabolizzatori lenti.

C2-Internal I livelli plasmatici allo steady-state nella maggior parte dei soggetti (metabolizzatori rapidi) vengono raggiunti entro 24 ore per il nebivololo ed entro pochi giorni per gli idrossi-metaboliti. Le concentrazioni plasmatiche sono proporzionali alla dose fra 1 e 30 mg. La farmacocinetica del nebivololo non è influenzata dall’età. Eliminazione Una settimana dopo la somministrazione, il 38% della dose viene escreta nelle urine ed il 48% nelle feci. L’escrezione urinaria del nebivololo non modificato è meno dello 0,5% della dose.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di genotossicità e potenziale cancerogeno.

6.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio monoidrato Crospovidone Tipo A Polossamero 188 Povidone K 30 Cellulosa Microcristallina Magnesio Stearato

6.2 Incompatibilità

Non pertinente

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Le compresse sono disponibili in blisters di PVC/PE/PVDC/Al da 7 e 10. Confezioni: 7, 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 90, 100, 120 compresse E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolar

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7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Zentiva Italia S.r.l. Via P. Paleocapa 7, 20121 Milano

8. Numero di autorizzazione all'immissione in commercio

7 compresse AIC n. 037999012 10 compresse AIC n. 037999024 14 compresse AIC n. 037999036 20 compresse AIC n. 037999048 28 compresse AIC n. 037999051 30 compresse AIC n. 037999063 50 compresse AIC n. 037999075 56 compresse AIC n. 037999087 60 compresse AIC n. 037999099 90 compresse AIC n. 037999101 100 compresse AIC n. 037999113 120 compresse AIC n. 037999125

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Determinazione n. 1764 del 23.06.2010 – Supplemento ordinario n. 146 alla Gazzetta Ufficiale n. 154 del 05.07.2010.

10. Data di revisione del testo

Aprile 2026

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