PIRFENIDONE TEVA

Pirfenidone Teva contiene il principio attivo pirfenidone ed è usato per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (Idiopathic Pulmonary Fibrosis - IPF) in pazienti adulti. La IPF è una malattia in cui i tessuti dei polmoni si gonfiano e si danneggiano nel corso del tempo, il che porta a difficoltà a respirare profondamente. Questo rende difficile il corretto funzionamento dei polmoni. Pirfenidone Teva aiuta a ridurre i danni e il rigonfiamento dei polmoni, e aiuta a respirare meglio.

Usato per: fibrosi polmonare idiopatica

Principio attivo: PIRFENIDONE · ATC L04AX05 · TEVA ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
PIRFENIDONE*3x84 cpr rivestite 267 mg H 2521,48 € — fornito dall'ospedale
PIRFENIDONE*63 cpr rivestite 267 mg H 630,37 € — fornito dall'ospedale
PIRFENIDONE*84 cpr rivestite 801 mg H 2521,48 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: PIRFENIDONE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 801 MG COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 267 MG COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TEVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: L04AX05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· PIRFENIDONE TECNIGEN - FARMOZ - SOCIEDADE TECNICO MEDICINAL, S.A.
· PIRFENIDONE ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· PIRFENIDONE AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· PIRFENIDONE EG - EG S.P.A.
· ESBRIET - H.A.C. PHARMA
· PIRFENIDONE AXUNIO - AXUNIO PHARMA GMBH
· PIRFENIDONE ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· PIRFENIDONE SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
· PIRFENIDONE VIATRIS - VIATRIS LIMITED
· PIRFENIDONE CIPLA - CIPLA EUROPE NV
· BLAMONEHEL - DAY ZERO EHF
· PIRFENIDONE DR. REDDY’S - DR. REDDY'S S.R.L.
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Pirfenidone Teva contiene il principio attivo pirfenidone ed è usato per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (Idiopathic Pulmonary Fibrosis - IPF) in pazienti adulti. La IPF è una malattia in cui i tessuti dei polmoni si gonfiano e si danneggiano nel corso del tempo, il

che porta a difficoltà a respirare profondamente. Questo rende difficile il corretto funzionamento dei polmoni. Pirfenidone Teva aiuta a ridurre i danni e il rigonfiamento dei polmoni, e aiuta a respirare meglio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Pirfenidone Teva • se è allergico a pirfenidone o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6)

• se ha avuto precedentemente esperienza di angioedema con pirfenidone, compresi sintomi quali gonfiore del volto, delle labbra e/o alla lingua che possono essere associati a difficoltà nel respirare o respiro sibilante

• se sta assumendo un medicinale chiamato fluvoxamina (usato per curare la depressione e il
disturbo ossessivo compulsivo [DOC])
• se è affetto da una malattia del fegato grave o allo stadio terminale
• se è affetto da una malattia renale grave o allo stadio terminale che richiede la dialisi.

In presenza di una delle condizioni di cui sopra, non prenda Pirfenidone Teva. In caso di dubbi si

rivolga al medico o al farmacista.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Pirfenidone Teva
• È possibile che durante l’assunzione di Pirfenidone Teva sia più sensibile alla luce solare
(reazione di fotosensibilità). Eviti di prendere il sole (comprese lampade abbronzanti) durante
l’assunzione di Pirfenidone Teva. Applichi quotidianamente crema solare e si copra le braccia,
le gambe e la testa per ridurre l’esposizione alla luce solare (vedere paragrafo 4: Possibili effetti
indesiderati).
• Non prenda altri medicinali, come antibiotici a base di tetracicline (come doxiciclina), che
possono renderla maggiormente sensibile alla luce solare.

• In caso di problemi renali, lo comunichi al medico
• In caso di problemi al fegato da lievi a moderati, lo comunichi al medico
• Smetta di fumare prima e durante il trattamento con Pirfenidone Teva. Il fumo di sigaretta può
ridurre l’effetto di Pirfenidone Teva.
• Pirfenidone Teva può causare capogiri e stanchezza. Faccia attenzione se deve svolgere attività
che richiedono lucidità mentale e coordinazione.

• Pirfenidone Teva può causare perdita di peso. Il medico controllerà il suo peso durante
l’assunzione di questo medicinale.
• Casi di sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e reazione da farmaco con
eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) sono stati segnalati in associazione al trattamento con
pirfenidone. Se nota uno qualsiasi dei sintomi relativi a queste reazioni cutanee gravi, descritte

nella sezione 4, interrompa il trattamento con Pirfenidone Teva e si rivolga immediatamente ad un medico.

Pirfenidone può causare gravi problemi al fegato che in alcuni casi si sono rivelati fatali. Dovrà sottoporsi a un prelievo del sangue prima di iniziare a prendere Pirfenidone Teva, mensilmente per i

primi 6 mesi e in seguito ogni 3 mesi nel periodo di assunzione di questo medicinale per controllare il corretto funzionamento del fegato. Durante il periodo di assunzione di Pirfenidone Teva è importante che si sottoponga a questi prelievi regolari.

Bambini e adolescenti Non somministrare Pirfenidone Teva a bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni. Altri medicinali e Pirfenidone Teva Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Questo paragrafo è particolarmente importante se sta prendendo i seguenti medicinali, dato che possono modificare l’effetto di Pirfenidone Teva.

Medicinali che possono aumentare gli effetti indesiderati di Pirfenidone Teva: •

enoxacina (un tipo di antibiotico)
• ciprofloxacina (un tipo di antibiotico)
• amiodarone (usato per curare alcuni tipi di patologie del cuore)
• propafenone (usato per curare alcuni tipi di patologie del cuore)
• fluvoxamina (usato per curare la depressione e il disturbo ossessivo compulsivo [DOC]).

Medicinali che possono ridurre l’efficacia di Pirfenidone Teva:
• omeprazolo (usato per curare condizioni come indigestione, malattia da reflusso gastroesofageo)
• rifampicina (un tipo di antibiotico).

Pirfenidone Teva con cibi e bevande Non beva succo di pompelmo durante l’assunzione di questo medicinale. Il pompelmo può compromettere la corretta azione di Pirfenidone Teva.

Gravidanza e allattamento

Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’uso di Pirfenidone Teva se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza poiché i potenziali rischi per il feto non sono noti.

Se sta allattando o ha intenzione di allattare al seno, consulti il medico o il farmacista prima di prendere Pirfenidone Teva. Poiché non è noto se Pirfenidone Teva passa nel latte materno, il medico esaminerà i rischi e i benefici dell’assunzione di questo medicinale durante l’allattamento se ha deciso di allattare al seno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non guidi e non utilizzi macchinari in caso di capogiri o stanchezza dopo l’assunzione di Pirfenidone Teva.

Pirfenidone Teva contiene sodio Pirfenidone Teva contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Il trattamento con Pirfenidone Teva deve essere iniziato e supervisionato da un medico specialista

esperto nella diagnosi e nel trattamento della IPF.

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Il medicinale le verrà somministrato solitamente in dosi crescenti come segue: •

• (per un totale di 801 mg/giorno) del per i primi 7 giorni prenda una dose di 267 mg (1 compressa gialla) 3 volte al giorno con il cibo

dal giorno 8 al giorno 14, prenda una dose di 534 mg (2 compresse gialle) 3 volte al giorno con il cibo (per un totale di 1.602 mg/giorno) • dal giorno 15 in avanti (mantenimento), prenda una dose di 801 mg (3 compresse gialle o 1 compressa viola) 3 volte al giorno con il cibo (per un totale di 2.403 mg/giorno). La dose giornaliera di mantenimento di Pirfenidone Teva raccomandata è 801 mg (3 compresse gialle o 1 compressa viola) tre volte al giorno con il cibo, per un totale di 2.403 mg/giorno.

Deglutisca l’intera compressa con acqua durante o dopo i pasti per ridurre il rischio di effetti indesiderati come nausea e capogiri. Se i sintomi persistono, consulti il medico.

Riduzione della dose a causa di effetti indesiderati

Il medico può ridurre la dose se lei manifesta effetti indesiderati come problemi di stomaco, reazioni della pelle alla luce del sole o a lampade abbronzanti, o variazioni significative degli enzimi del fegato.

Se prende più Pirfenidone Teva di quanto deve Se ha preso più compresse di quanto deve contatti immediatamente il medico, il farmacista o il pronto

soccorso più vicino, e porti con sé il medicinale.

Se dimentica di prendere Pirfenidone Teva

Se dimentica di prendere una dose, lo faccia non appena se ne ricorda. Non prenda una dose doppia per compensare la dose dimenticata. È necessario che trascorrano almeno tre ore tra una dose e l’altra. Non prenda in un giorno più compresse di quelle prescritte secondo dose giornaliera.

Se interrompe l’assunzione di Pirfenidone Teva In alcuni casi specifici, il medico potrebbe indicarle di interrompere l’assunzione di Pirfenidone Teva.

Se per qualsiasi motivo deve interrompere il trattamento con Pirfenidone Teva per un periodo superiore a 14 giorni consecutivi, il medico ricomincerà il trattamento con una dose di 267 mg 3 volte al giorno, incrementando gradualmente questa dose fino a 801 mg 3 volte al giorno.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa l’assunzione di Pirfenidone Teva e si rivolga immediatamente al medico se nota uno qualsiasi dei seguenti sintomi o segni • Gonfiore del volto, delle labbra e/o della lingua, prurito, orticaria, difficoltà respiratoria o respiro sibilante, oppure sensazione di svenimento, che sono sintomi di angioedema, una grave reazione allergica o anafilassi.

• Ingiallimento della parte interna degli occhi o della pelle o urine scure, potenzialmente accompagnati da prurito della pelle, dolore nella parte superiore destra della zona dello stomaco (addome), perdita di appetito, maggiore propensione al sanguinamento o alla formazione di lividi, o sensazione di stanchezza. Questi possono essere segni di alterazione della funzionalità epatica e potrebbero indicare un danno epatico, che rappresenta un effetto indesiderato non

comune di Pirfenidone Teva.
• Macchie rossastre appiattite o circolari sul tronco, spesso con vesciche centrali, desquamazione
della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei genitali e degli occhi. Queste eruzioni
cutanee gravi possono essere precedute da febbre e sintomi simil-influenzali (sindrome di
Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica).
•
o sindrome da ipersensibilità a farmaco).

Altri effetti indesiderati possono comprendere Parli con il medico se nota un qualsiasi effetto indesiderato. Eruzione cutanea estesa, temperatura corporea elevata e linfonodi ingrossati (sindrome DRESS

Effetti indesiderati molto comuni (colpiscono più di 1 paziente su 10):
• infezioni della gola o delle vie aeree che arrivano ai polmoni e/o sinusite
• sensazione di malessere (nausea)
• problemi di stomaco come reflusso acido, vomito, e stitichezza
• diarrea

• indigestione o disturbi di stomaco
• perdita di peso
• diminuzione dell’appetito
• difficoltà a dormire
•

stanchezza
• capogiri
• mal di testa
• respiro corto
• tosse
• articolazioni dolenti/dolori alle articolazioni.

Effetti indesiderati comuni (colpiscono fino ad 1 paziente su 10): • infezioni della vescica

• sonnolenza
• alterazioni del gusto
• vampate di calore
• problemi di stomaco come, sensazione di gonfiore, dolore e disturbo addominale, bruciore di
stomaco ed emissione di gas
• gli esami del sangue possono presentare aumentati livelli degli enzimi epatici

• reazioni cutanee dopo esposizione al sole o utilizzo di lampade solari
• problemi alla pelle come prurito, rossore, pelle secca, eruzione cutanea
• dolore muscolare
• sensazione di debolezza o mancanza di energie
• dolore al petto
• eritema solare.
Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):
• bassi livelli di sodio nel sangue. Questi possono causare mal di testa, capogiri, stato
confusionale, debolezza, crampi muscolari o nausea e vomito
• gli esami del sangue possono mostrare una riduzione dei globuli bianchi.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla

sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta del flacone, sul blister e sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non necessita di condizioni particolari di conservazione.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Pirfenidone Teva

Compressa da 267 mg

Il principio attivo è pirfenidone. Ciascuna compressa rivestita con film contiene 267 mg di pirfenidone. Gli altri componenti sono silice colloidale anidra, cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, povidone e magnesio stearato.

Il rivestimento della compressa è costituito da: alcol polivinilico parz. idrolizzato (E1203), biossido di titanio (E171), macrogol 3350 (E1521), talco (E553b), ossido di ferro giallo (E172) e ossido di ferro nero (E172).

Compressa da 801 mg Il principio attivo è pirfenidone. Ciascuna compressa rivestita con film contiene 801 mg di

pirfenidone. Gli altri componenti sono silice colloidale anidra, cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, povidone e magnesio stearato.

Il rivestimento della compressa è costituito da: alcol polivinilico parz. idrolizzato (E1203), biossido di titanio (E171), macrogol 3350 (E1521), talco (E553b), ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro nero (E172) e ossido di ferro rosso (E172).

Descrizione dell’aspetto di Pirfenidone Teva e contenuto della confezione

Pirfenidone Teva compresse rivestite con film da 267 mg sono di colore giallo, ovali, di circa 12,9 x 5,9 mm, con impresso 3610 su un lato e T sull’altro lato. Le confezioni dei flaconi contengono un flacone contenente 63 compresse o tre flaconi contenenti ciascuno 84 compresse (252 compresse in totale). Le confezioni in blister contengono 63 o 252 compresse rivestite con film. Le confezioni blister perforate monodose contengono 63x1 o 252x1 compresse rivestite con film. Ciascun blister da 267 mg è contrassegnato da simboli e nomi abbreviati del giorno per ricordare di assumere una dose tre volte al giorno:

Pirfenidone Teva compresse rivestite con film da 801 mg sono di colore viola, ovali, di circa 20,1 x 9,3 mm, con impresso 3611 su un lato e T sull’altro lato. Le confezioni dei flaconi contengono un flacone contenente 84 compresse o tre flaconi contenenti ciascuno 84 compresse (252 compresse in totale). La confezione blister contiene 84 compresse rivestite con film e la confezione multipla contiene 252 (3x84) compresse rivestite con film.

La confezione blister monodose perforata contiene 84x1 compresse rivestite con film e la confezione multipla contiene 252 (3x84x1) compresse rivestite con film. Ciascun blister da 801 mg è contrassegnato da simboli e nomi abbreviati del giorno per ricordare di assumere una dose tre volte al giorno:

Simbolo dell’alba (alba; dose mattutina) Simbolo del sole (sole; dose diurna) e Simbolo della luna (luna; dose serale).

Lun. Mar. Mer. Gio. Ven. Sab. Dom.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano Produttore Actavis Limited, BLB015, BLB016 Bulebel Industrial Estate, ZTN 3000 Zejtun, Malta

Questo prodotto medicinale è autorizzato negli Stati membri dello Spazio economico europeo

con le seguenti denominazioni:

Pirfenidon ratiopharm 267 mg Filmtabletten Austria Pirfenidon ratiopharm 801 mg Filmtabletten

Pirfenidone ratiopharm 267 mg tabletti, kalvopäällysteinen Finlandia Pirfenidone ratiopharm 801 mg tabletti, kalvopäällysteinen Pirfenidon-ratiopharm 267 mg Filmtabletten Germania Pirfenidon-ratiopharm 801 mg Filmtabletten Italia Pirfenidone Teva Pirfenidon-ratiopharm 267 mg Filmtabletten

Lussemburgo Pirfenidon-ratiopharm 801 mg Filmtabletten Pirfenidon Teva 267 mg, filmomhulde tabletten Paesi Bassi Pirfenidon Teva 801 mg, filmomhulde tabletten

Pirfenidona Teva 267 mg comprimidos recubiertos con película EFG Spagna Pirfenidona Teva 801 mg comprimidos recubiertos con película EFG

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su PIRFENIDONE TEVA

Come si usa PIRFENIDONE TEVA?

PIRFENIDONE TEVA si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PIRFENIDONE TEVA è disponibile senza ricetta?

No, PIRFENIDONE TEVA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PIRFENIDONE TEVA?

Il principio attivo di PIRFENIDONE TEVA è PIRFENIDONE.

Quali sono gli equivalenti di PIRFENIDONE TEVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: PIRFENIDONE TECNIGEN, PIRFENIDONE ACCORD, PIRFENIDONE AUROBINDO, PIRFENIDONE EG. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce PIRFENIDONE TEVA?

PIRFENIDONE TEVA è prodotto da TEVA ITALIA S.R.L..

Da quando PIRFENIDONE TEVA è autorizzato in Italia?

PIRFENIDONE TEVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2022-10-20.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Pirfenidone Teva 267 mg compresse rivestite con film Pirfenidone Teva 801 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ciascuna compressa rivestita con film contiene 267 mg di pirfenidone. Ciascuna compressa rivestita con film contiene 801 mg di pirfenidone. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film (compressa). Pirfenidone Teva compresse rivestite con film da 267 mg sono di colore giallo, ovali, di circa 12,9 x 5,9 mm, con impresso 3610 su un lato e T sull’altro lato. Pirfenidone Teva compresse rivestite con film da 801 mg sono di colore viola, ovali, di circa 20,1 x 9,3 mm, con impresso 3611 su un lato e T sull’altro lato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Pirfenidone Teva è indicato negli adulti per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (Idiopathic Pulmonary Fibrosis - IPF).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento con Pirfenidone Teva deve essere iniziato e monitorato da medici specialisti esperti nella diagnosi e nel trattamento della IPF. Posologia Adulti Dopo l’inizio del trattamento, la dose deve essere aumentata gradualmente fino a raggiungere la dose giornaliera raccomandata di 2.403 mg/giorno nel corso di un periodo di 14 giorni nel modo seguente: • dal giorno 1 al giorno 7: una dose di 267 mg somministrata tre volte al giorno (801 mg/giorno) • dal giorno 8 al giorno 14: una dose di 534 mg somministrata tre volte al giorno (1602/mg giorno) • dal giorno 15 in avanti: una dose di 801 mg somministrata tre volte al giorno (2.403 mg/giorno) La dose giornaliera di mantenimento raccomandata di Pirfenidone Teva è di 801 mg tre volte al giorno, assunte con il cibo, per un totale di 2.403 mg/giorno. Dosi superiori a 2.403 mg/giorno non sono raccomandate per nessun paziente (vedere paragrafo 4.9).

I pazienti che interrompono il trattamento con Pirfenidone Teva per 14 giorni consecutivi o più devono ricominciare la terapia partendo dal regime di aumento graduale iniziale di due settimane fino alla dose giornaliera raccomandata. Per un’interruzione del trattamento inferiore a 14 giorni consecutivi, l’assunzione può essere ripresa alla dose giornaliera raccomandata precedente senza l’aumento graduale. Regolazioni della dose e altre considerazioni per l’utilizzo sicuro Eventi gastrointestinali Si deve ricordare ai pazienti che accusano intolleranza alla terapia a causa di effetti indesiderati gastrointestinali di assumere il medicinale con il cibo. Se i sintomi persistono, la dose di pirfenidone può essere ridotta a 267 mg–534 mg, due-tre volte al giorno, da assumere con il cibo, e incrementata nuovamente fino alla dose giornaliera raccomandata se tollerata. Se i sintomi persistono, è possibile indicare ai pazienti di interrompere il trattamento per una-due settimane per permettere la risoluzione dei sintomi. Reazione di fotosensibilità o eruzione cutanea Ricordare ai pazienti che accusano una reazione di fotosensibilità o eruzione cutanea da lieve a moderata di usare quotidianamente una protezione solare e di evitare l’esposizione al sole (vedere paragrafo 4.4). La dose di pirfenidone può essere ridotta a 801 mg/giorno (267 mg tre volte al giorno). Se dopo 7 giorni l’eruzione cutanea persiste, Pirfenidone Teva deve essere interrotto per 15 giorni, incrementando nuovamente la dose fino a raggiungere la dose giornaliera raccomandata come nel periodo di incremento della dose. I pazienti che accusano una reazione di fotosensibilità o eruzione cutanea grave devono interrompere il trattamento e rivolgersi a un medico (vedere paragrafo 4.4). Quando l’eruzione cutanea si è risolta, Pirfenidone Teva può essere nuovamente introdotto incrementando la dose fino a raggiungere la dose giornaliera raccomandata a discrezione del medico. Funzionalità epatica Nel caso di aumento significativo dei livelli di alanina e/o aspartato aminotransferasi (ALT/AST) con o senza aumento della bilirubina, la dose di pirfenidone deve essere regolata oppure il trattamento deve essere interrotto secondo le linee guida elencate nel paragrafo 4.4. Popolazioni particolari Anziani Per i pazienti a partire da 65 anni di età non è necessario alcun aggiustamento posologico (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica Per pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (vale a dire Child-Pugh Classe A e B) non è necessario alcun aggiustamento della dose. Tuttavia, dato che alcuni individui con compromissione epatica da lieve a moderata possono presentare un aumento dei livelli di pirfenidone nel plasma, in questa popolazione il trattamento con Pirfenidone Teva deve essere attuato con cautela. La terapia con Pirfenidone Teva non deve essere somministrata in pazienti con compromissione epatica grave o in caso di malattia epatica allo stadio terminale (vedere paragrafo 4.3, 4.4 e 5.2). Compromissione renale Per pazienti con compromissione renale lieve non è necessario alcun aggiustamento della dose. Pirfenidone Teva deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione renale moderata (CrCl 30-50 ml/min). La terapia con Pirfenidone Teva non deve essere somministrata in pazienti con compromissione renale grave (CrCl <30 ml/min) o affetti da malattia renale allo stadio terminale che richiede dialisi (vedere paragrafi 4.3 e 5.2). Popolazione pediatric

Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di Pirfenidone Teva nella popolazione pediatrica per l’indicazione dell’IPF. Modo di somministrazione Pirfenidone Teva è per uso orale. Le compresse devono essere deglutite intere con acqua e assunte con il cibo per ridurre la possibilità di nausea e capogiri (vedere paragrafi 4.8 e 5.2).

4.3 Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. • Storia di angioedema con pirfenidone (vedere paragrafo 4.4). • Uso concomitante di fluvoxamina (vedere paragrafo 4.5). • Compromissione epatica grave della funzionalità o malattia epatica allo stadio terminale (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). • Compromissione renale grave (CrCl <30 ml/min) o malattia renale allo stadio terminale che richiede la dialisi (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Funzionalità epatica Un aumento delle transaminasi è stato comunemente segnalato in pazienti trattati con pirfenidone. È necessario effettuare esami della funzionalità epatica (ALT, AST e bilirubina) prima dell’inizio del trattamento con pirfenidone, successivamente a intervalli mensili per i primi 6 mesi e in seguito ogni 3 mesi (vedere paragrafo 4.8). Se un paziente presenta un aumento dei valori di aminotransferasi da >3 a <5 x ULN senza innalzamento dei livelli di bilirubina e senza sintomi o segni di danno epatico farmaco-indotto dopo l’inizio della terapia con pirfenidone, devono essere escluse altre cause e il paziente deve essere monitorato attentamente. Occorre valutare la possibilità di interrompere il trattamento con altri medicinali associati a tossicità epatica. Se appropriato dal punto di vista clinico, la dose di pirfenidone deve essere ridotta o interrotta. Una volta che gli esami della funzionalità epatica rientrano nei limiti normali, pirfenidone può essere nuovamente incrementato fino a raggiungere la dose giornaliera raccomandata, se tollerata. Danno epatico farmaco-indotto Eccezionalmente, aumenti dei livelli di AST e ALT sono stati associati a innalzamenti concomitanti dei livelli di bilirubina. Sono stati riferiti casi post-marketing di danno epatico farmaco-indotto clinicamente grave, tra i quali casi isolati con esito fatale (vedere paragrafo 4.8). In aggiunta al regolare monitoraggio degli esami della funzionalità epatica, devono essere condotti tempestivamente test di valutazione clinica e misurazione degli esami della funzionalità epatica nei pazienti che riportano sintomi potenzialmente indicativi di danno epatico, tra i quali affaticamento, anoressia, fastidio all’addome nel lato superiore destro, colorazione scura delle urine o ittero. Se un paziente presenta un aumento dei valori di aminotransferasi da >3 a <5 x ULN accompagnato da iperbilirubinemia oppure segni o sintomi clinici di danno epatico, pirfenidone deve essere interrotto in modo permanente e il paziente non deve più essere esposto a tale farmaco. Se un paziente presenta un aumento dei valori di aminotransferasi pari a ≥5 x ULN, pirfenidone deve essere interrotto in modo permanente e il paziente non deve più essere esposto a tale farmaco. Compromissione epatica In soggetti con compromissione epatica moderata (vale a dire Child-Pugh Classe B), l’esposizione a pirfenidone è aumentata del 60%. Pirfenidone deve essere usato con cautela in pazienti co

4 compromissione epatica pregressa da lieve a moderata (vale a dire Child-Pugh Classe A e B) a motivo del potenziale aumento dell’esposizione a pirfenidone. È necessario monitorare con attenzione l’insorgenza di segni di tossicità, specialmente nei pazienti sottoposti a trattamento concomitante con un inibitore CYP1A2 noto (vedere paragrafi 4.5 e 5.2). Il pirfenidone non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica grave e pirfenidone non deve essere usato in tali pazienti (vedere paragrafo 4.3). Reazione di fotosensibilità ed eruzione cutanea Evitare o ridurre al minimo l’esposizione alla luce solare diretta (comprese lampade abbronzanti) durante il trattamento con pirfenidone. Indicare ai pazienti di usare quotidianamente una protezione solare, indossare indumenti che proteggono dall’esposizione al sole, ed evitare altri medicinali che provocano fotosensibilità. Si deve indicare ai pazienti di rivolgersi al medico in caso di sintomi di reazione di fotosensibilità o eruzione cutanea. Reazioni di fotosensibilità gravi non sono comuni. In casi di reazione di fotosensibilità o eruzione cutanea da lievi a gravi possono rendersi necessari aggiustamenti della dose o l’interruzione temporanea del trattamento (vedere paragrafo 4.2). Reazioni cutanee gravi Casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS), di necrolisi epidermica tossica (NET) e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), potenzialmente pericolose per la vita o fatali, sono stati segnalati, dopo la commercializzazione in associazione al trattamento con pirfenidone. Se si manifestassero segni e sintomi indicativi di queste reazioni, pirfenidone deve essere sospeso immediatamente. Se il paziente ha sviluppato SJS, NET o DRESS con l’uso dipirfenidone, il trattamento con pirfenidone non deve essere ripreso e deve essere interrotto definitivamente. Angioedema/Anafilassi Casi di angioedema (alcuni gravi), quali gonfiore del volto, delle labbra e/o della lingua, che possono essere associati a difficoltà respiratoria o a respiro sibilante sono stati riportati in associazione all’utilizzo di pirfenidone nel corso della sorveglianza post-marketing. Sono state inoltre ricevute segnalazioni di reazioni anafilattiche. Pertanto, i pazienti che sviluppano segni o sintomi di angioedema o di reazioni allergiche severe, in seguito alla somministrazione di pirfenidone, devono immediatamente interrompere il trattamento. I pazienti affetti da angioedema o reazioni allergiche severe devono essere gestiti secondo gli attuali standard terapeutici. Pirfenidone non deve essere utilizzato da pazienti con storia di angioedema o ipersensibilità dovuti all’utilizzo di pirfenidone (vedere paragrafo 4.3). Capogiri Nei pazienti trattati con pirfenidone è stata segnalata l’insorgenza di capogiri. Di conseguenza, prima di intraprendere attività che richiedono lucidità mentale o coordinazione, i pazienti devono essere coscienti della propria reazione a questo medicinale (vedere paragrafo 4.7). In studi clinici, la maggior parte dei pazienti che hanno mostrato capogiri manifestava questo problema come singolo evento, e la maggior parte degli eventi si risolveva con una durata mediana di 22 giorni. Se i capogiri non migliorano o se peggiorano, questo può essere motivo sufficiente per regolare la dose o anche interrompere il trattamento con pirfenidone. Affaticamento Nei pazienti trattati con pirfenidone è stato segnalato affaticamento. Di conseguenza, prima di intraprendere attività che richiedono lucidità mentale o coordinazione, i pazienti devono essere coscienti della propria reazione a questo medicinale (vedere paragrafo 4.7). Perdita di pes

Nei pazienti trattati con pirfenidone è stata segnalata una perdita di peso (vedere paragrafo 4.8). I medici devono monitorare il peso dei pazienti e, se appropriato, incoraggiare un’assunzione maggiore di calorie nel caso in cui la perdita di peso sia considerata significativa dal punto di vista clinico. Iponatriemia Nei pazienti trattati con pirfenidone è stata segnalata iponatriemia (vedere paragrafo 4.8). Poiché i sintomi di iponatriemia possono essere lievi e mascherati dalla presenza di morbilità concomitanti, si raccomanda il regolare monitoraggio dei parametri di laboratorio rilevanti, soprattutto in presenza di segni e sintomi evocativi quali nausea, cefalea o capogiri. Eccipienti Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, pertanto è essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Circa il 70-80% di pirfenidone viene metabolizzato attraverso CYP1A2 con contributi minori da parte di altri isoenzimi CYP comprendenti CYP2C9, 2C19, 2D6 e 2E1. Il consumo di succo di pompelmo è associato all’inibizione di CYP1A2 e deve essere evitato durante il trattamento con pirfenidone. Fluvoxamina e inibitori di CYP1A2 In uno studio di fase 1, la co-somministrazione di pirfenidone e fluvoxamina (un forte inibitore di CYP1A2 con effetti inibitori su altri isoenzimi CYP [CYP2C9, 2C19 e 2D6]) ha dato come risultato un aumento dell’esposizione a pirfenidone pari a quattro volte in soggetti non fumatori. Pirfenidone è controindicato in pazienti che fanno uso concomitante di fluvoxamina (vedere paragrafo 4.3). La fluvoxamina deve essere interrotta prima dell’inizio della terapia con pirfenidone ed evitata durante la terapia con Pirfenidone Teva poiché riduce la clearance di pirfenidone. Durante il trattamento con pirfenidone devono essere evitate altre terapie che hanno un effetto di inibizione sia di CYP1A2 che di uno o più degli altri isoenzimi CYP coinvolti nel metabolismo di pirfenidone (ad esempio CYP2C9, 2C19 e 2D6). Estrapolazioni in vitro e in vivo indicano che inibitori potenti e selettivi di CYP1A2 (ad esempio, enoxacina) hanno il potenziale di aumentare l’esposizione a pirfenidone di circa 2-4 volte. Se l’uso concomitante di pirfenidone con un potente e selettivo inibitore di CYP1A2 non può essere evitato, la dose di pirfenidone deve essere ridotta a 801 mg al giorno (267 mg, tre volte al giorno). I pazienti devono essere attentamente monitorati per la comparsa di reazioni avverse associate alla terapia con pirfenidone. Interrompere pirfenidone se necessario (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). La co-somministrazione di pirfenidone e di 750 mg di ciprofloxacina (un inibitore moderato di CYP1A2) ha aumentato l’esposizione a pirfenidone dell’81%. Se non può essere evitata la somministrazione di ciprofloxacina alla dose di 750 mg due volte al giorno, la dose di pirfenidone deve essere ridotta a 1602 mg al giorno (534 mg, tre volte al giorno). Pirfenidone deve essere usato con cautela quando ciprofloxacina è usata alla dose di 250 mg o 500 mg una o due volte al giorno. Pirfenidone deve essere usato con cautela in pazienti trattati con altri inibitori moderati di CYP1A2 (ad esempio amiodarone, propafenone).

Particolare cautela deve essere adottata se vengono usati inibitori di CYP1A2 in concomitanza con potenti inibitori di uno o più altri isoenzimi CYP coinvolti nel metabolismo di pirfenidone, come CYP2C9 (per esempio amiodarone, fluconazolo), 2C19 (ad esempio cloramfenicolo) e 2D6 (ad esempio fluoxetina, paroxetina). Fumo di sigaretta e induttori di CYP1A2 Uno studio di interazione di fase 1 ha preso in esame l’effetto del fumo di sigaretta (induttore di CYP1A2) sulla farmacocinetica di pirfenidone. L’esposizione a pirfenidone in fumatori è risultata essere pari al 50% rispetto a quella osservata in soggetti non fumatori. Il fumo può indurre la produzione di enzimi epatici e in questo modo aumentare la clearance del medicinale e ridurre l’esposizione. Durante la terapia con pirfenidone deve essere evitato l’uso concomitante di forti induttori di CYP1A2 compreso il fumo, sulla base della relazione osservata tra il fumo di sigaretta e il suo potenziale di induzione di CYP1A2. I pazienti devono essere spronati a interrompere l’uso di forti induttori di CYP1A2 e a smettere di fumare prima e durante il trattamento con pirfenidone. Nel caso di induttori moderati di CYP1A2 (per esempio omeprazolo), l’uso concomitante può teoricamente portare a un abbassamento dei livelli di pirfenidone nel plasma. La co-somministrazione di medicinali che agiscono da potenti induttori sia di CYP1A2 che di altri isoenzimi CYP coinvolti nel metabolismo di pirfenidone (per esempio rifampicina) può portare a un abbassamento significativo dei livelli di pirfenidone nel plasma. Se possibile, tali medicinali devono essere evitati.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non vi sono dati relativi all’uso di pirfenidone in donne in gravidanza. Negli animali avviene il trasferimento di pirfenidone e/o dei suoi metaboliti nella placenta, con il potenziale accumulo di pirfenidone e/o dei suoi metaboliti nel liquido amniotico. A dosi elevate (≥1.000 mg/kg/giorno) i ratti mostravano un prolungamento della gestazione e una riduzione della vitalità fetale. A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di pirfenidone durante la gravidanza. Allattamento Non è noto se pirfenidone o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Dati farmacocinetici disponibili in animali hanno mostrato l’escrezione di pirfenidone e/o dei suoi metaboliti nel latte con il potenziale accumulo di pirfenidone e/o dei suoi metaboliti nel latte (per dettagli vedere paragrafo 5.3). Il rischio per il lattante non può essere escluso. La decisione se interrompere l’allattamento con latte materno o interrompere la terapia con pirfenidone deve essere presa considerando il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia con pirfenidone per la madre. Fertilità Non sono stati osservati effetti avversi sulla fertilità in studi preclinici (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Pirfenidone può causare capogiri e affaticamento, che possono alterare moderatamente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari, pertanto i pazienti devono prestare attenzione quando guidano o utilizzano macchinari se manifestano tali sintomi.

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4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse riferite più frequentemente durante l’esperienza degli studi clinici con pirfenidone a una dose di 2.403 mg/giorno, a confronto con pazienti che ricevevano placebo, erano, rispettivamente, nausea (il 32,4% contro il 12,2%), eruzione cutanea (il 26,2% contro il 7,7%), diarrea (il 18,8% contro il 14,4%), affaticamento (il 18,5% contro il 10,4%), dispepsia (il 16,1% contro il 5,0%), diminuzione dell’appetito (il 20,7% contro l’8,0 %), cefalea (il 10,1% contro il 7,7%) e reazione di fotosensibilità (il 9,3% contro l’1,1%). Tabella delle reazioni avverse La sicurezza di pirfenidone è stata valutata in studi clinici comprendenti 1.650 volontari e pazienti. Oltre 170 pazienti sono stati esaminati nell’ambito di studi clinici in aperto per più di cinque anni, e in alcuni casi fino a 10 anni. La tabella 1 mostra le reazioni avverse riferite con una frequenza ≥2% in 623 pazienti che ricevevano pirfenidone alla dose raccomandata di 2.403 mg/giorno nell’analisi di dati aggregati dei tre studi cardine di fase 3. Nella tabella 1 sono elencate anche le reazioni avverse sulla base dell’esperienza derivante dalla sorveglianza post-marketing. Le reazioni avverse sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi (System Organ Class - SOC) e all’interno di ciascun gruppo di frequenza (molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1.000 a <1/100); rara (da ≥1/10.000 a <1/1.000), non nota (non può essere determinata sulla base dei dati disponibili)). Le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità. Tabella 1 Reazioni avverse in base alla SOC e alla frequenza MedDRA Infezioni ed infestazioni Molto comune Infezione delle alte vie aeree Comune Infezione delle vie urinarie Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune Agranulocitosi1 Disturbi del sistema immunitario Non comune Angioedema1 Non nota Anafilassi1 Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Diminuzione del peso; diminuzione dell’appetito Non comune Iponatriemia1 Disturbi psichiatrici Molto comune Insonnia Patologie del sistema nervoso Molto comune Cefalea; capogiri Comune Sonnolenza; disgeusia; letargia Patologie vascolari Comune Vampate di calore Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Dispnea; tosse Comune Tosse produttiva Patologie gastrointestinali Molto comune Dispepsia; nausea; diarrea; malattia da reflusso gastroesofageo; vomito; stipsi Comune Distensione addominale; disagio addominale; dolore addominale; dolore addominale superiore; fastidio allo stomaco; gastrite; flatulenza Patologie epatobiliari Comune Aumento delle ALT; aumento delle AST; aumento della gamma glutamil transferas

Non comune Aumento dei livelli sierici della bilirubina totale in concomitanza con l’innalzamento di ALT e AST1 ; danno epatico farmaco-indotto2 Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Eruzione cutanea Comune Reazione di fotosensibilità; prurito; eritema; pelle secca; eruzione eritematosa; eruzione maculare; eruzione pruritica Non nota Sindrome di Stevens-Johnson1 ; necrolisi epidermica tossica1 ; reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)1 Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto comune Artralgia Comune Mialgia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Affaticamento Comune Astenia; dolore al petto non cardiaco Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Comune Eritema solare 1. Identificato attraverso la sorveglianza post-marketing (vedere paragrafo 4.4) 2. Attraverso la sorveglianza post-marketing sono stati identificati casi di danno epatico farmaco-indotto grave, tra i quali casi con esito fatale (vedere paragrafi 4.3, 4.4). Le analisi dei dati aggregati degli studi clinici sull’IPF, aggiustate per l’esposizione, hanno confermato una coerenza tra il profilo di sicurezza e tollerabilità di pirfenidone nei pazienti con IPF avanzata (n=366) e quello nei pazienti con IPF non avanzata (n=942). Descrizione di reazioni avverse selezionate Appetito ridotto Durante gli studi clinici cardine, i casi di diminuzione dell’appetito sono stati facilmente gestibili e in generale non sono stati associati a sequele significative. Raramente, i casi di diminuzione dell’appetito sono stati associati a una significativa perdita di peso e hanno richiesto un intervento medico. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sono disponibili esperienze cliniche limitate relative al sovradosaggio. Sono state somministrate dosi multiple di pirfenidone per una dose totale di 4.806 mg/giorno suddivise in sei capsule da 267 mg tre volte al giorno a volontari adulti sani nel corso di un periodo di incremento della dose di 12 giorni. Sono state osservate reazioni avverse lievi, transitorie e in linea con le reazioni avverse riferite con maggiore frequenza per pirfenidone. In caso di sospetto sovradosaggio deve essere fornita assistenza medica di supporto, comprendente monitoraggio dei segni vitali e osservazione attenta dello stato clinico del paziente.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Immunosoppressori, altri immunosoppressori, codice ATC: L04AX05

Il meccanismo d’azione di pirfenidone non è stato ancora completamente determinato. Tuttavia, dati esistenti indicano che pirfenidone esercita sia proprietà antifibrotiche che proprietà antiinfiammatorie in una varietà di sistemi in vitro e di modelli animali di fibrosi polmonare (fibrosi indotta da bleomicina e da trapianto). La IPF è una malattia polmonare fibrotica e infiammatoria cronica provocata dalla sintesi e dal rilascio di citochine pro-infiammatorie comprendenti fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) e interleuchina– 1–beta (IL-1β), e pirfenidone ha dimostrato di ridurre l’accumulo di cellule infiammatorie in risposta a vari stimoli. Pirfenidone attenua la proliferazione dei fibroblasti, la produzione di proteine e citochine associate alla fibrosi e l’aumento della biosintesi e l’accumulo di matrice extracellulare in risposta a fattori di crescita delle citochine, come il fattore di crescita trasformante beta (TGF-β) e il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF). Efficacia clinica L’efficacia clinica del pirfenidone è stata studiata in quattro studi di fase 3, multicentrici, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo in pazienti con IPF. Tre degli studi di fase 3 (PIPF-004, PIPF006 e PIPF-016) erano studi multinazionali, e uno (SP3) è stato condotto in Giappone. Gli studi PIPF-004 e PIPF-006 confrontavano il trattamento con pirfenidone 2.403 mg/giorno con placebo. Il disegno degli studi era praticamente identico, salvo poche eccezioni comprendenti un gruppo a cui veniva somministrata una dose intermedia (1.197 mg/giorno) nello studio PIPF-004. In entrambi gli studi il trattamento è stato somministrato tre volte al giorno per un minimo di 72 settimane. L’obiettivo principale di entrambi gli studi era il cambiamento della percentuale predetta di capacità vitale forzata (Forced Vital Capacity - FVC) dal valore basale alla settimana 72. Nella popolazione combinata degli studi PIPF-004 e PIPF-006 trattata con la dose di 2.403 mg/giorno, che comprende un totale di 692 pazienti, i valori mediani della percentuale di FVC prevista al basale sono stati del 73,9% nel gruppo pirfenidone e del 72,0% nel gruppo placebo (intervallo: rispettivamente 50-123% e 48-138%), mentre la percentuale mediana relativa alla capacità di diffusione del monossido di carbonio (DLCO) prevista al basale è stata pari al 45,1% nel gruppo pirfenidone e al 45,6% nel gruppo placebo (intervallo: rispettivamente 25-81% e 21-94%). Nello studio PIPF-004, il 2,4% dei pazienti nel gruppo pirfenidone e il 2,1% nel gruppo placebo presentavano una percentuale di FVC prevista inferiore al 50% e/o una percentuale di DLCO predetta inferiore al 35% al basale. Nello studio PIPF-006, l’1,0% dei pazienti nel gruppo pirfenidone e l’1,4% nel gruppo placebo presentavano una percentuale di FVC prevista inferiore al 50% e/o una percentuale di DLCO prevista inferiore al 35% al basale. Nello studio PIPF-004, il declino della FVC percentuale predetta dal valore basale alla settimana 72 di trattamento era significativamente ridotto nei pazienti trattati con pirfenidone (N=174) rispetto ai pazienti che ricevevano placebo (N=174; p=0,001, rank ANCOVA). Il trattamento con pirfenidone riduceva inoltre in modo significativo il declino della FVC percentuale predetta dal valore basale alle settimane 24 (p=0,014), 36 (p<0,001), 48 (p<0,001) e 60 (p<0,001). Alla settimana 72, si osservava un declino dal valore basale della FVC percentuale predetta pari a ≥10% (una soglia che indica il rischio di mortalità in IPF) nel 20% dei pazienti che ricevevano pirfenidone a confronto con il 35% nei pazienti che ricevevano placebo (Tabella 2). Tabella 2 Valutazione categorica della variazione della FVC percentuale predetta dal valore basale alla settimana 72 nello studio PIPF-004 Pirfenidone 2.403 mg/giorno (N = 174) Placebo (N = 174) Declino ≥10% o morte o trapianto polmonare 35 (20%) 60 (34%) Declino inferiore al 10% 97 (56%) 90 (52%) Nessun declino (variazione di FVC >0%) 42 (24%) 24 (14%)

Anche se non vi era differenza tra pazienti che ricevevano pirfenidone a confronto con pazienti che ricevevano placebo in termini di variazione dal valore basale alla settimana 72 per quanto riguarda la distanza percorsa durante un test del cammino dei sei minuti (6MWT) con il rank ANCOVA prespecificato, in un’analisi ad hoc, il 37% dei pazienti che ricevevano pirfenidone mostrava un declino di ≥50 m della distanza percorsa nel test 6MWT, a confronto con il 47% nei pazienti che ricevevano placebo in PIPF-004. Nello studio PIPF-006, il trattamento con pirfenidone (N=171) non riduceva il declino della FVC percentuale predetta dal valore basale alla settimana 72 a confronto con placebo (N=173; p=0,501). Tuttavia, il trattamento con pirfenidone riduceva il declino della FVC percentuale predetta dal valore basale alle settimane 24 (p<0,001), 36 (p=0,011), e 48 (p=0,005). Alla settimana 72, si osservava un declino della FVC pari a ≥10% nel 23% dei pazienti che ricevevano pirfenidone e del 27% nei pazienti che ricevevano placebo (Tabella 3). Tabella 3 Valutazione categorica della variazione della FVC percentuale predetta dal valore basale alla settimana 72 nello studio PIPF-006 Pirfenidone 2.403 mg/giorno (N = 171) Placebo (N = 173) Declino ≥10% o morte o trapianto polmonare 39 (23%) 46 (27%) Declino inferiore al 10% 88 (52%) 89 (51%) Nessun declino (variazione di FVC >0%) 44 (26%) 38 (22%) Il declino della distanza percorsa nel test 6MWT dal valore basale alla settimana 72 era significativamente ridotto a confronto con il placebo nello studio PIPF-006 (p <0,001, rank ANCOVA). Inoltre, in un’analisi ad hoc, il 33% dei pazienti che ricevevano pirfenidone mostrava un declino di ≥50 m della distanza percorsa nel test 6MWT, a confronto con il 47% nei pazienti che ricevevano placebo nello studio PIPF-006. In un’analisi cumulativa della sopravvivenza negli studi PIPF-004 e PIPF-006, il tasso di mortalità nel gruppo che assumeva 2.403 mg/giorno di pirfenidone era del 7,8% a confronto con il 9,8% del placebo (HR 0,77 [IC 95, 0,47-1,28]). Lo studio PIPF-016 ha confrontato il trattamento con pirfenidone 2.403 mg/giorno rispetto al placebo. Il trattamento è stato somministrato tre volte al giorno per 52 settimane. L’endpoint primario era la variazione della FVC percentuale (%) predetta dal basale alla settimana 52. In un totale di 555 pazienti, la percentuale mediana basale prevista di FVC e %DLCO era rispettivamente del 68% (range: 48–91%) e del 42% (range: 27–170%). Al basale, il 2% dei pazienti evidenziava una FVC % predetta inferiore al 50%, e il 21% aveva una DLCO % predetta inferiore al 35%. Nello studio PIPF-016, il declino della FVC percentuale predetta dal valore basale alla settimana 52 di trattamento era significativamente ridotto nei pazienti trattati con pirfenidone (N=278) rispetto ai pazienti che ricevevano placebo (N=277; p <0,000001, rank ANCOVA). Il trattamento con pirfenidone, inoltre, ha ridotto in misura significativa il declino della FVC percentuale predetta dal valore basale alle settimane 13 (p <0,000001), 26 (p <0,000001) e 39 (p=0,000002). Alla settimana 52 è stato osservato un declino dal valore basale della FVC percentuale predetta ≥10% o morte nel 17% dei pazienti trattati con pirfenidone, rispetto al 32% dei pazienti che ricevevano placebo (Tabella 4). Tabella 4 Valutazione categorica della variazione della FVC percentuale predetta dal valore basale alla settimana 52 nello studio PIPF-016 Pirfenidone 2.403 mg/giorno (N = 278) Placebo (N = 277) Declino ≥10% o morte 46 (17%) 88 (32%) Declino inferiore al 10% 169 (61%) 162 (58%) Nessun declino (variazione di FVC >0%) 63 (23%) 27 (10%)

Il declino della distanza percorsa nel test del cammino dei sei minuti (6MWT) dal valore basale alla settimana 52 era significativamente ridotto nei pazienti trattati con pirfenidone a confronto con i pazienti che ricevevano placebo nello studio PIPF-016 (p=0,036, rank ANCOVA); il 26% dei pazienti in trattamento con pirfenidone mostravano un declino di ≥50 m della distanza percorsa nel test del cammino 6MWT, rispetto al 36% dei pazienti che ricevevano placebo. In un’analisi cumulativa prespecificata degli studi PIPF-016, PIPF-004 e PIPF-006 al mese 12, la mortalità per tutte le cause era significativamente inferiore nel gruppo che assumeva 2.403 mg/giorno di pirfenidone (il 3,5%, 22 pazienti su 623) rispetto al gruppo placebo (il 6,7%, 42 pazienti su 624), con il risultato di una riduzione del 48% del rischio di mortalità per tutte le cause entro i primi 12 mesi (HR 0,52 [IC 95%, 0,31–0,87]), p=0,0107, test log-rank). Lo studio (SP3) condotto su pazienti giapponesi confrontava una dose di 1.800 mg/giorno di pirfenidone (paragonabile a una dose di 2.403 mg/giorno nelle popolazioni statunitensi ed europee degli studi PIPFtrattamento con pirfenidone riduceva significativamente il declino medio della capacità vitale (VC) alla settimana 52 (l’endpoint primario) a confronto con placebo (-0,09±0,02 l contro -0,16±0,02 l, rispettivamente, p=0,042). Pazienti con IPF e compromissione della funzionalità polmonare avanzata Nelle analisi post-hoc dei dati aggregati provenienti dagli studi PIPF-004, PIPF-006 e PIPF-016, nella popolazione con IPF avanzata (n = 170) con FVC < 50% al basale e/o DLCO < 35% al basale, il declino annuale della FVC nei pazienti in trattamento con pirfenidone (n = 90) rispetto a quelli che ricevevano il placebo (n = 80) è risultato rispettivamente di -150,9 mL e -277,6 mL. Nello studio MA29957, uno studio clinico di supporto di fase IIb, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 52 settimane, condotto su pazienti con IPF e compromissione della funzionalità polmonare avanzata (DLCO< 40% di quella prevista) con rischio elevato di ipertensione polmonare di grado 3, 89 pazienti trattati con pirfenidone in monoterapia hanno registrato un declino della FVC simile a quello dei pazienti trattati con pirfenidone nell'analisi post-hoc dei dati aggregati degli studi di fase 3 PIPF-004, PIPF-006 e PIPF-016. Popolazione pediatrica L’Agenzia Europea dei Medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con il prodotto di riferimento contenente pirfenidone in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per l’IPF (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La somministrazione delle capsule di pirfenidone con il cibo porta a un’elevata riduzione di Cmax (pari al 50%) e a un effetto inferiore sulla AUC, a confronto con uno stato di digiuno. Dopo la somministrazione orale di una singola dose di 801 mg a volontari adulti anziani sani (50-66 anni di età) a stomaco pieno, il tasso di assorbimento di pirfenidone era inferiore, mentre l’AUC a stomaco pieno era approssimativamente pari all’80-85% dell’AUC osservata nello stato di digiuno. La bioequivalenza è stata dimostrata a digiuno confrontando la compressa da 801 mg con tre capsule da 267 mg. A stomaco pieno la compressa da 801 mg ha soddisfatto i criteri di bioequivalenza rispetto alle capsule in base alle misurazioni dell’AUC, mentre gli intervalli di confidenza al 90% per il valore Cmax (108,26% - 125,60%) hanno leggermente superato l’estremo superiore del limite standard di bioequivalenza (IC 90%: 80,00% - 125,00%). L’effetto del cibo sull’AUC orale di pirfenidone è risultato coerente tra la formulazione in compresse e quella in capsule. Rispetto allo stato di digiuno, la somministrazione di entrambe le formulazioni con il cibo riduce la Cmax di pirfenidone, riducendo poco meno la Cmax con compresse di pirfenidone (40%) rispetto alle capsule di pirfenidone (50%). In soggetti a stomaco pieno si osservava una minore incidenza di eventi avversi (nausea e capogiri) a confronto con il gruppo a digiuno. Di conseguenza, si raccomanda la somministrazione di pirfenidone con il cibo per ridurre l’incidenza di nausea e capogiri.

La biodisponibilità assoluta di pirfenidone nell’uomo non è stata determinata. Distribuzione Pirfenidone si lega alle proteine del plasma umano, principalmente alla sieroalbumina. Il legame medio complessivo andava dal 50% al 58% alle concentrazioni osservate negli studi clinici (da 1 a 100 μg/ml). Il volume di distribuzione medio apparente in stato stazionario nella somministrazione orale è circa di 70 l, il che indica che la distribuzione di pirfenidone ai tessuti è modesta. Biotrasformazione Circa il 70-80% di pirfenidone viene metabolizzato attraverso CYP1A2 con contributi minori da parte di altri isoenzimi CYP comprendenti CYP2C9, 2C19, 2D6 e 2E1. Dati in vitro indicano un’attività farmacologicamente rilevante del principale metabolita (5-carbossi-pirfenidone) a concentrazioni superiori alle concentrazioni plasmatiche di picco nei pazienti con IPF. Questo può diventare clinicamente rilevante nei pazienti con compromissione renale moderata in cui l’esposizione plasmatica a 5-carbossi-pirfenidone è aumentata Eliminazione La saturazione della clearance orale di pirfenidone sembra essere modesta. In uno studio a dose multipla con variazione della dose condotto su individui adulti anziani sani ai quali sono state somministrate dosi che variavano da 267 mg a 1.335 mg tre volte al giorno, la clearance media diminuiva approssimativamente del 25% al di sopra di una dose di 801 mg tre volte al giorno. Dopo la somministrazione di una singola dose di pirfenidone in soggetti adulti anziani sani, l’emivita di eliminazione terminale media apparente era approssimativamente pari a 2,4 ore. Approssimativamente l’80% di una dose somministrata per via orale di pirfenidone viene eliminata nell’urina entro 24 ore dalla somministrazione. 5-carbossi-pirfenidone (>95% di quello recuperato), e meno dell’1% di pirfenidone viene escreto senza subire modificazioni nell’urina. Popolazioni particolari Compromissione epatica La farmacocinetica di pirfenidone e del metabolita 5-carbossi-pirfenidone sono state confrontate in soggetti con compromissione epatica moderata (Child-Pugh Classe B) e in soggetti con funzionalità epatica normale. I risultati mostravano un aumento medio di esposizione a pirfenidone del 60% dopo una singola dose di 801 mg di pirfenidone (3 capsule da 267 mg) in pazienti con compromissione epatica moderata. Pirfenidone deve essere usato con cautela in pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata ed è necessario monitorare con attenzione l’insorgenza di segni di tossicità, specialmente nei pazienti sottoposti a trattamento concomitante con un inibitore CYP1A2 noto (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Pirfenidone è controindicato in pazienti con compromissione epatica grave e con malattia epatica allo stadio terminale (vedere paragrafi 4.2 e 4.3). Compromissione renale Non sono state osservate differenze significative dal punto di vista clinico nella farmacocinetica del pirfenidone in soggetti con compromissione renale da lieve a grave a confronto con soggetti con funzionalità renale normale. Il metabolita precursore viene metabolizzato in modo predominante producendo 5-carbossi-pirfenidone. La media (Deviazione Standard [DS]) dell’AUC 0-∞ (area sotto la curva concentrazione-tempo dal tempo zero all’infinito) del 5-carbossi-pirfenidone è stata significativamente più elevata nei pazienti con compromissione renale moderata (p = 0,009) e grave (p <0,0001) rispetto al gruppo con funzionalità renale normale; rispettivamente 100 (26,3) mg•h/l e 168 (67,4) mg•h/l rispetto al 28,7 (4,99) mg•h/l. Gruppo con compromissione renale Statistica AUC0-∞ (mg•hr/L) Pirfenidone 5-carbossi-pirfenidone Normale Media (DS) 42,6 (17,9) 28,7 (4,99)

13 n = 6 Mediana (25°–75°) 42,0 (33,1–55,6) 30,8 (24,1–32,1) Lieve n = 6 Media (DS) Mediana (25°–75°) 59,1 (21,5) 51,6 (43,7–80,3) 49,3a (14,6) 43,0 (38,8–56,8) Moderata n = 6 Media (DS) Mediana (25°–75°) 63,5 (19,5) 66,7 (47,7–76,7) 100b (26,3) 96,3 (75,2–123) Grave n = 6 Media (DS) Mediana (25°–75°) 46,7 (10,9) 49,4 (40,7–55,8) 168c (67,4) 150 (123–248) AUC0-∞ = area sotto la curva dal tempo zero all’infinito. a p-value rispetto al gruppo con funzionalità renale normale = 1,00 (confronto in coppia con Bonferroni) b p-value rispetto al gruppo con funzionalità renale normale = 0,009 (confronto a coppia con Bonferroni) c p-value rispetto al gruppo con funzionalità renale normale <0,0001 (confronto a coppia con Bonferroni) L’esposizione al 5-carbossi-pirfenidone aumenta di 3,5 volte o più nei pazienti con compromissione renale moderata. Non può essere esclusa l’attività farmacodinamica clinicamente rilevante del metabolita nei pazienti con compromissione renale moderata. In pazienti con compromissione renale lieve che ricevono pirfenidone non è necessario alcun aggiustamento della dose. Pirfenidone deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione renale moderata. L’uso di pirfenidone è controindicato in pazienti con compromissione renale grave (CrCl <30 ml/min) o malattia renale allo stadio terminale che richiede la dialisi (vedere paragrafi 4.2 e 4.3). Analisi farmacocinetiche sulle popolazioni ricavate da 4 studi condotti su soggetti sani o soggetti con compromissione renale e uno studio in pazienti con IPF non mostravano effetti rilevanti dal punto di vista clinico in relazione a età, sesso o stazza sulla farmacocinetica di pirfenidone.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità e potenziale cancerogeno. In studi sulla tossicità a dosi ripetute sono stati osservati aumenti del peso del fegato in topi, ratti e cani; questo era spesso accompagnato da ipertrofia epatica centrolobulare. Dopo la cessazione del trattamento è stata osservata la reversibilità. In studi carcinogenici condotti su topi e ratti è stata osservata una maggiore incidenza di tumori epatici. I risultati degli esami sul fegato confermano un’induzione degli enzimi microsomiali epatici, un effetto non osservato in pazienti che ricevevano pirfenidone. Questi risultati non sono considerati rilevanti per gli esseri umani. Un aumento statisticamente significativo dell’incidenza di tumori uterini è stato osservato in ratti femmina ai quali sono stati somministrati 1.500 mg/kg/giorno, che corrisponde a 37 volte la dose umana di 2.403 mg/giorno. I risultati di studi meccanicistici indicano che la comparsa di tumori uterini è probabilmente legata a un disequilibrio cronico degli ormoni sessuali mediati da dopamina che coinvolge un meccanismo endocrino specifico per la specie nel ratto non presente negli esseri umani. Studi tossicologici sulla riproduzione non hanno mostrato alcun effetto avverso sulla fertilità maschile e femminile o sullo sviluppo post-natale della progenie in ratti e non vi era prova di teratogenicità in ratti (1.000 mg/kg/giorno) o conigli (300 mg/kg/giorno). Negli animali avviene il trasferimento di pirfenidone e/o dei suoi metaboliti nella placenta, con il potenziale accumulo di pirfenidone e/o dei suoi metaboliti nel liquido amniotico. A dosi elevate (≥450 mg/kg/giorno), i ratti mostravano un prolungamento del ciclo estrale e un’elevata incidenza di cicli irregolari. A dosi elevate (≥1.000 mg/kg/giorno), i ratti mostravano un prolungamento della gestazione e una riduzione della vitalità fetale. Studi condotti su ratti durante il periodo di allattamento indicano che pirfenidone e/o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte con il potenziale accumulo di pirfenidone e/o dei suoi metaboliti nel latte. Pirfenidone non mostrava alcuna indicazione di attività mutagenica o genotossica in una batteria standard di test e se testato con esposizione agli UV non presentava mutagenicità. Se testato con esposizione agli UV, pirfenidone era positivo in un saggio foto-clastogenico condotto su cellule polmonari di criceto cinese.

Fototossicità e irritazione sono state osservate in porcellini d’India dopo la somministrazione orale di pirfenidone e con esposizione a luce UVA/UVB. La gravità delle lesioni fototossiche si riduceva al minimo con l’applicazione di una protezione solare.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa Silice colloidale anidra Cellulosa microcristallina Croscarmellosa sodica Povidone Magnesio stearato Rivestimento della compressa Alcool polivinilico parz. idrolizzato (E1203) Biossido di titanio (E171) Macrogol (E1521) Talco (E553b) 267 mg Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro nero (E172) 801 mg Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro nero (E172) Ossido di ferro rosso (E172)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

4 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non necessita di condizioni particolari di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flacone in polietilene ad alta densità (HDPE) con tappo a prova di bambino. 267 mg 63 e 252 (3 flaconi da 84) compresse rivestite con film. 801 mg 84 e 252 (3 flaconi da 84) compresse rivestite con film. Blister in foglio di PVC/PCTFE/PVC e coperchio in foglio di alluminio 267 mg 63 e 252 compresse rivestite con film in blister. 63x1 e 252x1 compresse rivestite con film in blister monodose perforati. 801 mg 84 e confezione multipla contenente 252 (3 confezioni da 84) compresse rivestite con film in blister.

15 84x1 e confezione multipla contenente 252 (3 confezioni da 84x1) compresse rivestite con film in blister monodose perforati. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

050055019 - "267 Mg Compressa Rivestita Con Film" 63 Compresse In Flacone Hdpe 050055021 - "267 Mg Compressa Rivestita Con Film" 252 (3 X 84) Compresse In Flacone Hdpe 050055033 - "267 Mg Compressa Rivestita Con Film" 63 Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al 050055045 - "267 Mg Compressa Rivestita Con Film" 252 (3 X 84) Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al 050055058 - "267 Mg Compressa Rivestita Con Film" 63 Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al Divisibile Per Dose Unitaria 050055060 - "267 Mg Compressa Rivestita Con Film" 252 (3 X 84) Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al Divisibile Per Dose Unitaria 050055072 - "801 Mg Compressa Rivestita Con Film" 84 Compresse In Flacone Hdpe 050055084 - "801 Mg Compressa Rivestita Con Film" 252 (3 X 84) Compresse In Flacone Hdpe 050055096 - "801 Mg Compressa Rivestita Con Film" 84 Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al 050055108 - "801 Mg Compressa Rivestita Con Film" 252 (3 X 84) Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al 050055110 - "801 Mg Compressa Rivestita Con Film" 84 Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al Divisibile Per Dose Unitaria 050055122 - "801 Mg Compressa Rivestita Con Film" 252 (3 X 84) Compresse In Blister Pvc/Pctfe/Pvc/Al Divisibile Per Dose Unitaria

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 20 Ottobre 2022

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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