NEO NISIDINA

NEO NISIDINA si usa per il trattamento di mal di testa, infiammazione dei nervi (nevralgie), mal di denti, dolori mestruali, dolori alle articolazioni, stati febbrili e malattie da raffreddamento.

Usato per: dolore alle articolazionidolori mestruali

Principio attivo: PARACETAMOLO, CAFFEINA, ACIDO ACETILSALICILICO, ACIDO ASCORBICO · ATC N02BE51 · PHARM@IDEA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

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Principio attivo: PARACETAMOLO, CAFFEINA, ACIDO ACETILSALICILICO, ACIDO ASCORBICO
Forma farmaceutica: Compressa, Compressa effervescente
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 250 mg ,200 mg ,25 mg COMPRESSA
  • 200 mg ,300 mg, 300 mg COMPRESSA EFFERVESCENTE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: PHARM@IDEA S.R.L.
Codice ATC: N02BE51
Regime di fornitura: Non Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· FLUIMUCIL INFLUENZA E RAFFREDDORE - ZAMBON ITALIA S.R.L.
· TACHIFLUACTIV INFLUENZA E RAFFREDDORE - AZIENDE CHIMICHE RIUNITE ANGELINI FRANCESCO A.C.R.A.F. S.P.A.
· FLUIBRON INFLUENZA E RAFFREDDORE - CHIESI ITALIA S.P.A
· PUMILFLU INFLUENZA E RAFFREDDORE - AESCULAPIUS FARMACEUTICI SRL
· TACHIFLUACTIV - AZIENDE CHIMICHE RIUNITE ANGELINI FRANCESCO A.C.R.A.F. S.P.A.
· ALGOPIRINA - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· ANTIREUMINA - TEOFARMA S.R.L.
· ZERINOLFLU - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· TACHIFLUDEC - AZIENDE CHIMICHE RIUNITE ANGELINI FRANCESCO A.C.R.A.F. S.P.A.
· ACTIGRIP GIORNO & NOTTE - KENVUE ITALIA S.P.A.
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Rimborsabilita: C-bis - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

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Cosa deve sapere prima di prendere NEO NISIDINA
Come prendere NEO NISIDINA
Possibili effetti indesiderati
Come conservare NEO NISIDINA
Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Cos’è NEO NISIDINA e a cosa serve

NEO NISIDINA è un medicinale per uso orale che allevia il dolore (analgesico) e riduce la febbre (antipiretico) che contiene tre principi attivi: acido acetilsalicilico, paracetamolo e caffeina.

NEO NISIDINA si usa per il trattamento di mal di testa, infiammazione dei nervi (nevralgie), mal di denti, dolori mestruali, dolori alle articolazioni, stati febbrili e malattie da raffreddamento.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio dopo 3 giorni di trattamento.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda NEO NISIDINA - se è allergico all’acido acetilsalicilico, al paracetamolo, alla caffeina o ad uno qualsiasi degli altri

componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6); - se è allergico ai medicinali che appartengono al gruppo dei salicilati o degli antinfiammatori non steroidei (FANS);

- se in passato ha sviluppato sintomi quali asma, gonfiore del viso, della lingua e della faringe
(angioedema) e orticaria in seguito all’assunzione di antinfiammatori non steroidei (FANS);
- se ha lesioni allo stomaco o al primo tratto dell’intestino (ulcera gastrica o duodenale);
- se ha una predisposizione ai sanguinamenti (emorragie), ad esempio se soffre di disturbi della
coagulazione del sangue (emofilia);

- se è nel terzo trimestre di gravidanza;
- se ha meno di 16 anni di età;
- se ha tra 16 e 18 anni ed è affetto dal virus della varicella o dell’influenza, perché può causare
gravi complicazioni (vedere il paragrafo “Bambini e adolescenti”);
- se soffre di asma;
- se soffre di gravi problemi della funzionalità dei reni, del fegato o del cuore;
- se sta prendendo metotrexato (a dosi di 15 mg/settimana o più) (vedere il paragrafo Altri
medicinali e NEO NISIDINA);
- se soffre di una malattia causata dalla carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi;

- se soffre di una malattia del sangue caratterizzata da un basso numero di globuli rossi (grave anemia emolitica).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere NEO NISIDINA.

Eviti di usare questo medicinale per più di 3 giorni senza aver consultato prima il medico e senza il suo diretto controllo. Se il dolore o la febbre persistono o peggiorano, se si manifestano sintomi nuovi o se sono presenti arrossamenti o gonfiori, consulti immediatamente il medico perché questi potrebbero essere segni di un aggravamento della patologia in atto.

- Durante il trattamento con NEO NISIDINA informi immediatamente il medico se:
- se soffre di raffreddore allergico e polipi nasali;
- se ha problemi allo stomaco o all’intestino cronici o ricorrenti o se in passato ha sofferto di
ulcera, sanguinamento o perforazione allo stomaco o all’intestino;
-

-
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antinfiammatori non steroidei (FANS));
se fa uso abituale di bevande alcoliche; del
se sospetta di essere allergico ad altri medicinali simili (analgesici antipiretici o ai farmaci

se soffre di problemi al fegato (insufficienza epatica lieve o moderata, alterazione della funzione
epatica ad esempio dovuta ad abuso cronico di alcol, epatiti, sindrome di Gilbert);
- se ha problemi ai reni (alterazione della funzione renale e insufficienza renale lieve o moderata);
- se sta prendendo dei medicinali per fluidificare il sangue (anticoagulanti orali, antiaggreganti
piastrinici, eparina per via sistemica, trombolitici, o altri farmaci) (vedere il paragrafo “Altri
medicinali e NEO NISIDINA”);
- se deve sottoporsi ad un intervento chirurgico o un esame diagnostico invasivo, perché

potrebbero verificarsi problemi di coagulazione del sangue;
- se è nel primo o secondo trimestre di gravidanza;
- se è anziano e ha più di 70 anni, specialmente se sta assumendo altri medicinali
contemporaneamente.

- se soffre di malattie gravi, tra cui compromissione renale grave o sepsi (quando i batteri e le loro tossine circolano nel sangue causando danni agli organi) o di malnutrizione, alcolismo cronico o se sta assumendo anche flucloxacillina (un antibiotico). Nei pazienti in queste situazioni è stata segnalata una grave condizione chiamata acidosi metabolica (un’anomalia del sangue e dei fluidi) quando il paracetamolo è usato a dosi regolari per un periodo prolungato o quando il paracetamolo è assunto in associazione a flucloxacillina. I sintomi dell’acidosi metabolica

possono includere: gravi difficoltà respiratorie con respirazione rapida profonda, sonnolenza, nausea e vomito.

Eviti l'uso prolungato o frequente del medicinale senza aver prima consultato il medico e non assuma contemporaneamente altri prodotti contenenti paracetamolo, poiché se il paracetamolo viene assunto in dosi elevate si possono verificare gravi effetti indesiderati. Il rischio di gravi effetti indesiderati è aumentato anche quando NEO NISIDINA viene assunto insieme ad altri medicinali utilizzati per alleviare il dolore (analgesici) o per abbassare la febbre (antipiretici), pertanto eviti l’uso

contemporaneo di questi medicinali.

L'interruzione improvvisa dell'assunzione di analgesici dopo un periodo prolungato di uso scorretto a dosi elevate può provocare mal di testa, stanchezza, nervosismo e sintomi da astinenza che si risolvono entro qualche giorno. Fino a quel momento, eviti di assumere altri antidolorifici e non ricominci ad assumerli senza aver consultato il medico. L’uso non corretto del medicinale (per dosi o per durata superiori a quelle indicate) può provocare gravi danni, particolarmente a carico del fegato, dei reni (nefropatia da analgesici) o del sangue, che

potrebbero mettere a rischio la vita del paziente. L’acido acetilsalicilico può diminuire l’eliminazione dell’acido urico e causare un attacco di gotta in persone suscettibili, inoltre può mascherare i sintomi di un’infezione.

L’assunzione di questo medicinale può alterare i risultati di alcuni esami di laboratorio come la misurazione dei livelli di acido urico (uricemia) o di zucchero (glicemia) nel sangue.

Bambini e adolescenti Questo medicinale è controindicato nei bambini e negli adolescenti al di sotto di 16 anni, ma nel caso si sospetti un’infezione causata da virus, quale ad esempio l’influenza o la varicella, NEO NISIDINA

non deve essere preso nemmeno negli adolescenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni (vedere il paragrafo “Non usi NEO NISIDINA”). In questo caso c’è il rischio di una malattia rara e pericolosa per la vita caratterizzata da vomito, mal di testa, perdita di coscienza, insufficienza epatica e problemi al sistema nervoso centrale (sindrome di Reye), che richiede un immediato intervento medico.

Altri medicinali e NEO NISIDINA

qualsiasi altro medicinale. del Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

Per ognuno dei componenti di NEO NISIDINA sono indicati i medicinali che possono modificarne l’effetto. Faccia particolare attenzione se sta assumendo i seguenti medicinali, perché l’acido acetilsalicilico può aumentarne gli effetti ed il rischio di tossicità: - altri medicinali usati per alleviare il dolore e le infiammazioni (antinfiammatori non steroidei (FANS), corticosteroidi) e alcol, perché aumentano il rischio di effetti indesiderati a livello dello

stomaco e dell’intestino (per esempio emorragia gastrointestinale);
- medicinali usati per alcune malattie del cuore (glicosidi cardiaci, quali digossina, digitossina);
- litio, un medicinale usato per problemi della mente;
- medicinali per fluidificare il sangue (antiaggreganti piastrinici, trombolitici, anticoagulanti),

medicinali antidepressivi (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)) e medicinali
per la gotta (uricosurici), perché possono aumentare il rischio di sanguinamento;
- metotrexato, un medicinale usato per l’artrite reumatoide e per trattare alcuni tumori;
- medicinali che abbassano il livello di zucchero nel sangue (agenti ipoglicemizzanti);
- acido valproico, un medicinale usato per l’epilessia.
L’acido acetilsalicilico inoltre può diminuire l’effetto dei seguenti medicinali:

- medicinali usati per abbassare la pressione del sangue (antiipertensivi) e diuretici, incluso lo
spironolattone;
- medicinali che favoriscono l’eliminazione di acido urico (ad esempio probenecid, sulfinpirazone).

Il metamizolo (sostanza usata per ridurre dolore e febbre) può diminuire l'effetto dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica (cellule del sangue che si attaccano e formano un coagulo di sangue), se assunto contemporaneamente. Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono aspirina a basse dosi per la cardioprotezione.

Faccia attenzione se sta assumendo i seguenti medicinali, perché possono modificare l’attività del
paracetamolo:
- probenecid, usato per la gotta, e salicilammide, un antidolorifico, che ritardano l’eliminazione del
paracetamolo e ne aumentano la tossicità;
- medicinali usati per fluidificare il sangue (anticoagulanti orali), perché aumentano il rischio di
sanguinamento quando il paracetamolo viene somministrato contemporaneamente per 7 giorni
o più;

- colestiramina, usata per ridurre i livelli del colesterolo nel sangue, propantelina, usata per i
crampi allo stomaco, o altri medicinali che rallentano lo svuotamento gastrico, perché possono
ridurre l’assorbimento del paracetamolo;
- medicinali che, invece, accelerano lo svuotamento gastrico, come la metoclopramide, usata per
inibire il riflesso del vomito, perchè portano ad un aumento della velocità di assorbimento;
medicinali che provocano induzione enzimatica, per esempio alcuni medicinali ipnotici e

-
antiepilettici (glutetimmide, fenobarbital, fenitoina, carbamazepina), cimetidina, un medicinale
per l’acidità di stomaco, e rifampicina, un antibiotico, perché possono causare gravi danni al
fegato.Lo stesso può verificarsi in caso di abuso di alcol;
- cloramfenicolo, un antibiotico, perché il paracetamolo può aumentarne la tossicità;

- zidovudina (AZT), usata per il trattamento nell’AIDS, perché l’uso concomintante con il
paracetamolo potenzia il rischio di riduzione dei globuli biachi (neutropenia) indotta da
quest’ultimo. Pertanto, si dovrebbe assumere NEO NISIDINA insieme ad AZT soltanto sotto
controllo del medico.
- -flucloxacillina (antiobitico), a causa di un grave rischio di anomalia del sangue e dei liquidi (detta

paragrafo 2).

Inoltre, faccia attenzione se sta assumendo i seguenti medicinali: acidosi metabolica con gap anionico elevato) che deve essere trattata con urgenza (vedere

- medicinali per l’epilessia (barbiturici) e per le allergie (antistaminici), perché la caffeina ne può
ridurre l’attività sedativa;
- medicinali che causano un’accelerazione del battito del cuore (tachicardia) (ad esempio
simpaticomimetici, tiroxina), perché la caffeina ne aumenta l’attività;
- contraccettivi orali, cimetidina, usata per l’acidità di stomaco, e il disulfiram, usato per trattare
l’alcolismo, perché rallentano il metabolismo della caffeina nel fegato;

- medicinali per l’epilessia (barbiturici) ed il fumo di sigaretta, perché aumentano il metabolismo
della caffeina nel fegato;
- teofillina, usata per l’asma, perché la caffeina ne riduce l’eliminazione dall’organismo;
- antibiotici chinolonici, perché possono ritardare l’eliminazione della caffeina.

NEO NISIDINA con alcol Eviti di assumere alcool insieme a questo medicinale perché può aumentare il rischio di sanguinamento dello stomaco e dell’intestino, e danni al fegato.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Durante la gravidanza questo medicinale è considerato sicuro limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico solo fino a 100 mg di acido acetilsalicilico al giorno. L’uso di dosi superiori può influire negativamente sulla gravidanza o sullo sviluppo del bambino.

Se necessario, nei primi due mesi di gravidanza, NEO NISIDINA può essere usato solo dopo aver

consultato il medico e con il dosaggio più basso possibile. È opportuno usare la dose più bassa possibile che riduce il dolore e/o la febbre e assumerla per il più breve tempo possibile. Contatti il medico se il dolore e/o la febbre non diminuiscono o se deve assumere il medicinale più spesso.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il farmaco non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Non prenda questo medicinale durante il terzo trimestre di gravidanza, in quanto l’acido acetilsalicilico può determinare gravi problemi al bambino e alla madre anche durante il parto e dopo

la nascita (Vedere il paragrafo “Non prenda NEO NISIDINA). Eviti l’assunzione prolungata di caffeina, perché può indurre l’aborto spontaneo o la nascita prematura del bambino.

Eviti di prendere questo medicinale se sta allattando al seno, in quanto i componenti del medicinale passano nel latte materno e potrebbero causare problemi al bambino.

Sospenda l’uso di questo medicinale se ha problemi di fertilità o deve sottoporsi a indagini sulla fertilità.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Non ci sono dati disponibili riguardo gli effetti del medicinale sulla capacità di guidare veicoli o usare macchinari.

NEO NISIDINA contiene lattosio Questo medicinale contiene lattosio, un tipo di zucchero. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente quanto riportato in questo foglio o le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Prenda le compresse a stomaco pieno.

Non prenda questo medicinale per più di 3 giorni consecutivi senza consultare il medico.

Adulti: La dose raccomandata va da 1 a 4 compresse al giorno. Non superi le dosi indicate.

Si rivolga al medico se il disturbo si presenta nuovamente o se nota un qualsiasi cambiamento delle sue caratteristiche.

Uso in persone anziane Se è anziano deve prendere questo medicinale con il dosaggio più basso possibile.

Se usa più NEO NISIDINA di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di NEO NISIDINA avverta

immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Il sovradosaggio ha conseguenze molto gravi e può anche condurre alla morte. Informi immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei sintomi da sovradosaggio. L’ingestione di dosi eccessive di paracetamolo può provocare dopo 24-48 ore segni di tossicità al

fegato (disfunzione epatica) che può aggravarsi fino al coma (coma epatico), anche con esito fatale, e lesioni ai reni. I sintomi dell’intossicazione da paracetamolo si manifestano in diverse fasi. Nella prima fase (primo giorno) i segni sono nausea, vomito, sudorazione, sonnolenza e una sensazione generale di malessere. Dopo un temporaneo miglioramento soggettivo, nella seconda fase (il terzo o quarto giorno) tendono a comparire un considerevole aumento dei valori della transaminasi, colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi (ittero), disturbi della coagulazione del sangue, riduzione dei livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia) con gravi danni al fegato che potrebbero portare al coma (coma epatico).

I sintomi dell’intossicazione da acido acetilsalicilico da moderata ad acuta sono: iperventilazione, ronzii nell’orecchio (tinnito), nausea, vomito, alterazione della vista e dell’udito, vertigini e stati confusionali. In caso di avvelenamento grave si possono osservare delirio, tremore, convulsioni, problemi respiratori (dispnea), sudorazione, sanguinamenti, disidratazione, alterazione del pH e dei livelli di sali minerali nel sangue, aumento della temperatura corporea (ipertermia) e coma. I primi sintomi di un sovradosaggio da caffeina sono normalmente tremore e agitazione. Questi sono

seguiti da nausea, vomito, accelerazione dei battiti del cuore (tachicardia) e confusione. I sintomi causati da una grave intossicazione possono essere delirio, crisi, alterazione del battito del cuore (tachicardia sopraventricolare e ventricolare), riduzione dei livelli di calcio (ipocalcemia) e aumento dei livelli di zucchero (iperglicemia) nel sangue.

Se dimentica di usare NEO NISIDINA Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Si possono verificare: - disturbi allo stomaco, nausea, vomito, lesioni a stomaco e intestino (ulcere gastroduodenali) e infiammazione dello stomaco (gastrite erosiva) che può portare a sanguinamento anche grave. Tali effetti si manifestano soprattutto in seguito all’uso di alte dosi ma possono manifestarsi

anche a basse dosi; - gravi reazioni allergiche con sintomi come abbassamento della pressione del sangue (ipotensione), problemi a respirare (dispnea, broncocostrizione), shock anafilattico, gonfiore del viso, delle labbra e della faringe (edema angioneurotico), reazioni cutanee;

Inoltre, in seguito all’uso di NEO NISIDINA lei può manifestare i seguenti effetti indesiderati:
Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
- nervosismo;
- vertigini;
- dolore all’addome, difficoltà a digerire (dispepsia), nausea.

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100): - sensazione del battito del cuore accelerato (palpitazioni);

- vomito, diarrea.

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000):
- agitazione, tremore;
- vertigini causate da problemi all’orecchio;

- alterazione del battito del cuore (tachicardia);
- infiammazione dell’esofago (esofagite);
- iperidrosi (aumentata sudorazione);
- sensazione di stanchezza e affaticamento;
- alterazione della funzionalità del fegato e aumento di alcuni enzimi (transaminasi);
- lesioni allo stomaco o all’intestino (ulcera gastrointestinale) e sanguinamento.
Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000):
- riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia);

- gravi lesioni alla mucosa dello stomaco o dell’intestino (perforazione gastrointestinale);gravi
malattie della pelle (incluso eritema multiforme);
- disturbi della funzionalità dei reni;
- diminuzione del numero delle piastrine, globuli bianchi, o di tutti gli elementi del sangue, globuli
rossi inclusi (alterazioni dell’ematocrito, trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi,
pancitopenia);

- reazioni allergiche quali ad esempio eritema, orticaria, nausea, edema di Quincke, gonfiore,
difficoltà a respirare (dispnea) e shock anafilattico;
- difficoltà a respirare causate da una costrizione dei bronchi (broncospasmo) nelle persone
allergiche ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Non noti (la cui frequenza non può essere stabilita sui dati stabiliti):
- aumento del rischio di sanguinamento come perdita di sangue dal naso (epistassi) e dalle gengive
(gengivorragia) a causa dell’effetto antiaggregante dell’acido acetilsalicilico che può durare per
diversi giorni dalla sospensione del trattamento; mal di testa, sonnolenza, confusione;
- disturbi della vista;

(tinnito);
- prolungamento della gravidanza e del travaglio;
- problemi all’udito, suono o rumore percepito dal paziente ma non generato dall’ambiente esterno

- problemi ai reni (insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria);
- reazioni della pelle anche gravi (eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi
epidermica);
- anemia da carenza di ferro, a causa dei sanguinamenti nel tratto digerente, soprattutto in seguito
all’uso prolungato dell’acido acetilsalicilico;
- grave condizione che può rendere il sangue più acido (chiamata acidosi metabolica), in pazienti

affetti da una malattia grave che usano paracetamolo (vedere paragrafo 2).

In casi di iperdosaggio, per la presenza di paracetamolo, si può provocare citolisi epatica, che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile.

La presenza di caffeina, stimolante del sistema nervoso centrale, può causare agitazione, insonnia, tremore, sintomi dispeptici e tachicardia.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese ed al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

Conservare a temperatura non superiore a 30°C. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene NEO NISIDINA - I principi attivi sono acido acetilsalicilico, paracetamolo e caffeina. Ogni compressa contiene 250 mg di acido acetilsalicilico, 200 mg di paracetamolo e 25 mg caffeina.

- Gli altri componenti sono: amido di mais, lattosio, acido stearico.

Descrizione dell’aspetto di NEO NISIDINA e contenuto della confezione Neo Nisidina si presenta in forma di compresse.

Confezione da 1, 2, 4, 8, 10 o 12 compresse

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Pharm@idea S.r.l – Via del Commercio, 5 – 25039 Travagliato (Brescia)

Produttore Istituto De Angeli S.r.l. – Loc. Prulli n. 103/c – 50066 Reggello (FI)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato a

Domande frequenti su NEO NISIDINA

Come si usa NEO NISIDINA?

NEO NISIDINA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

NEO NISIDINA è disponibile senza ricetta?

NEO NISIDINA è disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual è il principio attivo di NEO NISIDINA?

Il principio attivo di NEO NISIDINA è PARACETAMOLO, CAFFEINA, ACIDO ACETILSALICILICO, ACIDO ASCORBICO.

Quali sono gli equivalenti di NEO NISIDINA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: PARACETAMOLO E CODEINA EG, FLUIMUCIL INFLUENZA E RAFFREDDORE, TACHIFLUACTIV INFLUENZA E RAFFREDDORE, EFFERALGAN INFLUENZA E RAFFREDDORE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce NEO NISIDINA?

NEO NISIDINA è prodotto da PHARM@IDEA S.R.L..

Da quando NEO NISIDINA è autorizzato in Italia?

NEO NISIDINA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1987-07-10.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

NEO NISIDINA COMPRESSE

2. Composizione qualitativa e quantitativa

1 compressa contiene: principi attivi: acido acetilsalicilico 250 mg, paracetamolo 200 mg, caffeina 25 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Trattamento sintomatico di mal di testa, nevralgie, mal di denti, dolori mestruali, dolori articolari, stati febbrili e sindromi da raffreddamento. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Adulti: da 1 a 4 compresse al giorno. L’assunzione per via orale deve avvenire a stomaco pieno. Non superare le dosi consigliate, in particolare i pazienti anziani devono attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. 4.3. Controindicazioni − Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. NEO NISIDINA non deve inoltre essere usata in caso di ipersensibilità ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico: in particolare i salicilati o altri farmaci antinfiammatori non steroidei. − Ulcera gastrica o duodenale attiva. − Tendenza accertata alle emorragie (per es. emofilia). − Terzo trimestre di gravidanza. − Bambini e adolescenti di età inferiore a sedici anni. − Adolescenti dai 16 ai 18 anni affetti da varicella o da influenza per il rischio di sindrome di Reye (vedere paragrafo 4.4). − Pazienti che hanno avuto una reazione di ipersensibilità (allergia) a seguito della somministrazione di salicilati o altri farmaci antinfiammatori non steroidei con sintomi quali, ad esempio: asma, angioedema o orticaria. − Asma. − Grave insufficienza epatica. − Grave insufficienza renale. − Grave insufficienza cardiaca. − Trattamento con metotrexato (15 mg per settimana o più). − Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi. − Grave anemia emolitica. − NEO NISIDINA è inoltre controindicata in caso di condizioni ereditarie che possono essere incompatibili con uno degli eccipienti (vedere il paragrafo 4.4). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego NEO NISIDINA deve essere usata solo dietro consiglio del medico, il quale dovrà accuratamente valutare il rapporto tra i benefici attesi ed i rischi possibili, in caso di: − rinite allergica e polipi nasali;

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO − disturbi gastrici o duodenali cronici o ricorrenti; − sospetta ipersensibilità agli analgesici antipiretici o ai farmaci antinfiammatori non steroidei; − uso abituale di bevande alcoliche; − alterazione della funzione epatica (per es. dovuto ad abuso cronico di alcol, epatiti); − insufficienza epatica lieve o moderata; − sindrome di Gilbert; − alterazione della funzione renale; − insufficienza renale lieve o moderata; − uso concomitante di anticoagulanti orali, antiaggreganti piastrinici, eparina per via sistemica, trombolitici o di altri farmaci (vedere paragrafo 4.5); − precedenti episodi di ulcera gastroduodenale; − precedenti episodi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale; − programmazione di un intervento chirurgico o di un esame diagnostico invasivo; − gravidanza (primo e secondo trimestre) (vedere paragrafo 4.6). L’uso di analgesici (antidolorifici), soprattutto ad alte dosi, può causare mal di testa che non deve essere trattato con dosi maggiori del farmaco. L’uso corretto di questo medicinale, non espone al rischio di una sindrome da astinenza; è bene sapere, tuttavia, che la brusca interruzione di una terapia prolungata con analgesici ad alte dosi può causare una sindrome da astinenza (per esempio mal di testa, stanchezza, nervosismo), che tipicamente si risolve in pochi giorni. In questi casi l’uso di antidolorifici può essere ripreso solo sotto stretto controllo medico. I soggetti di età superiore ai 70 anni, soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato il medico. Non somministrare per oltre 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. Se il dolore o la febbre persistono o peggiorano, se si manifestano sintomi nuovi o se sono presenti arrossamenti o gonfiori, si deve consultare un medico perché questi potrebbero essere segni di un aggravamento della patologia in atto. L’uso abitudinario di antidolorifici può causare a lungo termine un danno renale permanente che può portare all’insufficienza renale (nefropatia da analgesici). L’acido acetilsalicilico può diminuire l’escrezione di acido urico e scatenare un attacco di gotta in soggetti suscettibili. L’uso di acido acetilsalicilico può mascherare i segni di una infezione. Questo medicinale contiene acido acetilsalicilico, paracetamolo e caffeina; prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga anch’esso paracetamolo poiché se questo principio attivo è assunto in dosi elevate può causare gravi effetti indesiderati. Per prevenire il sovradosaggio, evitare la somministrazione contemporanea di altri farmaci contenenti paracetamolo. L’uso contemporaneo di farmaci contenenti antidolorifici o antipiretici (antifebbrili) o antiinfiammatori non steroidei può essere dannoso per la salute. Se si sta già usando uno di questi farmaci NEO NISIDINA può essere assunta solo dopo aver interrotto il precedente trattamento ed aver consultato il medico.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO L’uso non corretto del medicinale (per dosi o per durata superiori e quelle indicate) può provocare gravi danni, particolarmente a carico del fegato, dei reni o del sangue, che potrebbero mettere a rischio la vita del paziente. Questo medicinale è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a sedici anni ma nel caso si sospetti una infezione virale, quale ad esempio l’influenza, NEO NISIDINA non deve essere usata nemmeno negli adolescenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni (vedere paragrafo 4.3). In questi soggetti vi è il rischio che si sviluppi la sindrome di Reye, una malattia rara, ma pericolosa per la vita. La sindrome di Reye è caratterizzata da una encefalopatia non infettiva e da insufficienza epatica e tipicamente si manifesta dopo la scomparsa dei segni acuti di una infezione virale (quali varicella o influenza). Le manifestazioni cliniche includono vomito, mal di testa e perdita di coscienza. L’uso di NEO NISIDINA, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. La somministrazione di NEO NISIDINA dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità. Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA, high anion gap metabolic acidosis) dovuta ad acidosi piroglutamica nei pazienti con malattie gravi, quali grave compromissione renale e sepsi, o in pazienti con malnutrizione e altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un’associazione di paracetamolo e flucloxacillina.. Se si sospetta HAGMA a causa di acidosi piroglutamica, si raccomanda l’immediata interruzione di paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione della 5-oxoprolina urinaria può essere utile per identificare l’acidosi piroglutamica come causa sottostante di HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio. Informazioni importanti su alcuni eccipienti Il medicinale contiene Lattosio - i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale. 4.5. Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione Acido acetilsalicilico L’acido acetilsalicilico può aumentare gli effetti e il rischio di tossicità di: - farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), corticosteroidi, alcol: aumento del rischio di effetti indesiderati a livello gastrointestinale (per es. emorragia gastrointestinale); - glicosidi cardiaci: digossina, digitossina; - litio; - antiaggreganti piastrinici, trombolitici, anticoagulanti, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), uricosurici: aumento del rischio di sanguinamento; - agenti ipoglicemizzanti, acido valproico, metotrexato. L’acido acetilsalicilico: - può diminuire l’effetto di diuretici e antiipertensivi; - può diminuire l’effetto natriuretico dello spironolattone; - può inibire l’effetto degli agenti uricosurici (per es. probenecid, sulfinpirazone). Paracetamolo - Probenecid, salicilammide: ritardano l’eliminazione del paracetamolo con aumento del rischio di tossicità.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO - Anticoagulanti orali: aumento del rischio di sanguinamento quando il paracetamolo viene somministrato contemporaneamente per 7 giorni o più. - L’assorbimento del paracetamolo è ridotto dalla colestiramina. La somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell’acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosioossidasi-perossidasi). Anche a basse dosi, il paracetamolo può causare danni al fegato se somministrato con farmaci che provocano induzione enzimatica, per esempio alcuni farmaci ipnotici e antiepilettici (glutetimmide, fenobarbital, fenitoina, carbamazepina) e rifampicina. Lo stesso può verificarsi in caso di abuso di alcol. Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo del medico durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). Farmaci che rallentano lo svuotamento gastrico, come per esempio la propantelina, riducono la velocità di assorbimento del paracetamolo e ne ritardano l’insorgenza dell’effetto. Farmaci che, invece, accelerano lo svuotamento gastrico, come la metoclopramide, portano ad un aumento della velocità di assorbimento. L’associazione del paracetamolo con cloramfenicolo può prolungare l’emivita del cloramfenicolo, aumentandone il rischio di tossicità. L’uso concomitante di paracetamolo e di AZT (zidovudina) potenzia il rischio di neutropenia indotta da quest’ultimo. Pertanto, si dovrebbe assumere NEO NISIDINA insieme ad AZT soltanto sotto controllo del medico. Si deve prestare cautela quando il paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina in quanto l’assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato a causa di acidosi piroglutamica, specialmente nei pazienti con fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4). Caffeina La caffeina può antagonizzare l’effetto sedativo di diversi farmaci (es. barbiturici, antistaminici). Può anche aumentare l’effetto di tachicardia provocato da altri medicinali (es. simpaticomimetici, tiroxina). I contraccettivi orali, la cimetidina e il disulfiram, rallentano il metabolismo della caffeina nel fegato, i barbiturici ed il fumo lo aumentano. La caffeina riduce la escrezione della teofillina. La somministrazione concomitante di analgesici non aumenta il rischio che si sviluppi dipendenza. La somministrazione di antibiotici chinolonici può ritardare l’eliminazione della caffeina. Metamizolo Il metamizolo può ridurre l'effetto dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica, se assunto contemporaneamente. Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono aspirina a basse dosi per la cardioprotezione. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza - Basse dosi di acido acetilsalicilico(fino a 100 mg/die) Gli studi clinici indicano che le dosi fino a 100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiede un monitoraggio specialistico.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO - Dosi di 100-500 mg/die di acido acetilsalicilico Ci sono insufficienti dati clinici relativi all’uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio - Dosi di 500 mg/die e oltre di acido acetilsalicilico L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o losviluppo embrio/fetale; Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza ;Il rischio assoluto di malformazioni cardiache era aumentato da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%.E’ stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia Negli animali la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale; Inoltre un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi di prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il farmaco non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l’acido acetilsalicilico è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili . Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a : - tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, NEO NISIDINA è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. La prolungata assunzione di elevate quantità di caffeina può indurre l’aborto spontaneo o la nascita prematura. Paracetamolo: Una grande quantità di dati sulle donne in gravidanza non indicano né tossicità malformativa, né fetale/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile. Allattamento Il paracetamolo e i salicilati vengono escreti nel latte materno. Anche la caffeina è escreta nel latte materno e può influenzare lo stato ed il comportamento del bambino. Un rischio per il lattante non può essere escluso. L’uso di NEO NISIDINA durante l’allattamento deve essere evitato.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Occorre decidere se continuare/interrompere l’allattamento oppure continuare/interrompere la terapia con NEO NISIDINA tenendo conto del beneficio dell’allattamento per il bambino e del beneficio della terapia con NEO NISIDINA per la madre. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Effetti indesiderati osservati a seguito della somministrazione di NEO NISIDINA. In pazienti trattati nel corso di studi clinici controllati verso placebo con un’associazione a dose fissa di paracetamolo, acido acetilsalicilico e caffeina, sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati, basati sull’esperienza di 1143 pazienti. Disturbi psichiatrici: comunemente si può presentare nervosismo; raramente si può presentare agitazione. Patologie del sistema nervoso: comunemente si possono presentare vertigini; raramente si può presentare tremore. Patologie dell’orecchio e del labirinto: raramente possono presentarsi vertigini. Patologie cardiaci: non comunemente possono presentarsi palpitazioni; raramente può verificarsi tachicardia. Patologie gastrointestinali: comunemente possono presentarsi dolore addominale, dispepsia, nausea; non comunemente può presentarsi vomito; raramente possono verificarsi diarrea, esofagite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: raramente può presentarsi iperidrosi (aumentata sudorazione). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: raramente può presentarsi fatica. Per ogni singolo principio attivo della NEO NISIDINA, i possibili effetti indesiderati sono riportati di seguito: Acido acetilsalicilico L’acido acetilsalicilico può provocare disturbi epigastrici, nausea, vomito, ulcere gastroduodenali e gastrite erosiva che può portare a sanguinamento gastrointestinale grave. Tali effetti sono più probabilmente correlati alle dosi alte sebbene possano manifestarsi anche a basse dosi. Quando si usano prodotti contenenti acido acetilsalicilico per periodi prolungati, può verificarsi anemia da carenza di ferro a causa del ripetersi di sanguinamenti nel tratto digerente. Occasionalmente, possono manifestarsi reazioni allergiche (broncocostrizione, reazioni cutanee). Patologie del sistema emolinfopoietico: frequenza non disponibile: aumentato rischio di sanguinamento (per esempio epistassi, gengivorragia) a causa dell’effetto antiaggregante che perdura per diversi giorni dalla sospensione del trattamento, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilità (inclusa ipotensione, dispnea, shock anafilattico, edema angioneurotico). Patologie endocrine: molto raramente può verificarsi ipoglicemia. Patologie del sistema nervoso: frequenza non disponibile: mal di testa, sonnolenza, confusione. Patologie dell’occhio: frequenza non disponibile: disturbi visivi. Patologie dell’orecchio: frequenza non disponibile: indebolimento dell’udito, tinnito (suono o rumore percepito dal paziente ma non generato dall’ambiente esterno), vertigini. Patologie gastrointestinali: non comunemente può presentarsi diarrea; raramente può verificarsi ulcera gastrointestinale e sanguinamento; molto raramente può verificarsi perforazione gastrointestinale.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Patologie epatobiliari: molto raramente si possono avere aumento delle transaminasi, disturbi della funzionalità epatica. Patologie della cute e del sottocutaneo: molto raramente si possono presentare gravi disturbi della cute (incluso eritema multiforme). Patologie renali e urinarie: molto raramente si possono presentare disturbi della funzionalità renale. Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali: prolungamento della gravidanza e del travaglio. Paracetamolo Patologie del sistema emolinfopoietico: molto raramente si possono presentare alterazioni dell’ematocrito, trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia (diminuzione del numero delle piastrine, globuli bianchi, o di tutti gli elementi del sangue, globuli rossi inclusi). Disturbi del metabolismo e della nutrizione: acidosi metabolica con gap anionico elevato (frequenza “non nota” (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario: molto raramente si possono presentare reazioni di ipersensibilità quali ad esempio eritema, orticaria, nausea, edema di Quincke, gonfiore, dispnea (difficoltà a respirare), e shock anafilattico. Patologie respiratorie, toraciche e del mediastiniche: molto raramente si possono presentare broncospasmo nei soggetti allergici ai farmaci antinfiammatori non steroidei. Patologie epatobiliari: raramente si può avere un aumento delle transaminasi. Con l’uso di paracetamolo sono state segnalate reazioni cutanee di vario tipo e gravità inclusi rari casi di eruzioni cutanee su base allergica e casi di eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità quali ad esempio angioedema, edema alla laringe, shock anafilattico. Inoltre sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi, pancitopenia, alterazioni della funzionalità epatica ed epatiti, alterazioni a carico del rene (insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria), reazioni gastrointestinali e vertigini. In casi di iperdosaggio, per la presenza di paracetamolo, si può provocare citolisi epatica, che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile. Descrizione di reazioni avverse selezionate Acidosi metabolica con gap anionico elevato In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato dovuta ad acidosi piroglutamica (vedere paragrafo 4.4). In questi pazienti l’acidosi piroglutamica può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione. Caffeina La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale e può causare agitazione, insonnia, tremore, sintomi dispeptici e tachicardia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 4.9. Sovradosaggio Persone anziane, bambini piccoli, pazienti con disturbi epatici, alcolisti o persone malnutrite, così come pazienti che assumono contemporaneamente farmaci induttori enzimatici presentano un maggior rischio di intossicazione, anche con esito fatale. Sintomi L’ingestione di dosi eccessive di paracetamolo può provocare dopo 24-48 ore segni di tossicità identificabile in disfunzione epatica dovuta alla necrosi delle cellule epatiche fino al coma epatico, anche con esito fatale. Indipendentemente da questi fenomeni sono state descritte anche lesioni renali dovute a necrosi dei tubuli. I sintomi dell’intossicazione da paracetamolo si manifestano in diverse fasi. Nella prima fase (1° giorno) i segni sono nausea, vomito, sudorazione, sonnolenza e una sensazione generale di malessere. Dopo un temporaneo miglioramento soggettivo, nella seconda fase (il terzo o quarto giorno) tendono a comparire un considerevole aumento dei valori della transaminasi, ittero, disturbi della coagulazione, ipoglicemia con possibile passaggio al coma epatico. I sintomi della tossicità da moderata ad acuta dell’acido acetilsalicilico sono: iperventilazione, tinnito, nausea, vomito, alterazione della vista e dell’udito, vertigini e stati confusionali. In caso di avvelenamento grave si possono osservare delirio, tremore, convulsioni, dispnea, sudorazione, sanguinamenti, disidratazione, disturbi dell’equilibrio acido-basico e della composizione elettrolitica del plasma, ipertermia e coma. I primi sintomi di un sovradosaggio acuto da caffeina sono normalmente tremore e agitazione. Questi sono seguiti da nausea, vomito, tachicardia e confusione. I sintomi causati da una grave intossicazione possono essere delirio, crisi, tachicardia sopraventricolare e ventricolare, ipocalemia e iperglicemia. Terapia Il trattamento deve iniziare con le normali terapie (p. es. carbone attivo, lavanda gastrica). La diuresi forzata non deve essere utilizzata dal momento che non aumenta l’escrezione di salicilato e può causare edema polmonare. Si possono somministrare infusioni di soluzioni di bicarbonato di sodio e di cloruro di potassio. Il metabolita citotossico del paracetamolo può essere neutralizzato se possibile nelle prime 8-12 ore dall’intossicazione tramite somministrazione endovenosa di farmaci donatori del gruppo SH, quali l’acetilcisteina che dovrebbe essere utilizzata ai primi sintomi dell'intossicazione. È raccomandabile effettuare test seriali della concentrazione plasmatica di paracetamolo e della funzione epatica. La concentrazione plasmatica sia di acido acetilsalicilico che di paracetamolo può essere ridotta con la dialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Analgesici e antipiretici. Codice ATC: N02BE51 Paracetamolo, associazioni esclusi gli psicolettici. L’acido acetilsalicilico ha azione analgesica, antipiretica e antinfiammatoria. Tali proprietà risultano principalmente dagli effetti del farmaco sulla biosintesi delle prostaglandine. Mentre l’effetto analgesico dell’acido acetilsalicilico è mediato principalmente da un’azione a livello periferico, l’effetto antipiretico dell’acido acetilsalicilico viene mediato tramite una azione diretta sui centri termoregolatori cerebrali. L’acido acetilsalicilico inibisce anche l’aggregazione piastrinica grazie al suo effetto inibitore sulla ciclo-ossigenasi dei trombociti. Paracetamolo Il paracetamolo ha una pronunciata azione analgesica centrale, oltre che esercitare un effetto antipiretico diretto.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Caffeina La caffeina è un lieve stimolante ed ha proprietà analgesiche. Associazione L’acido acetilsalicilico e il paracetamolo hanno azioni complementari che danno effetti analgesici additivi. L’aggiunta di caffeina aumenta l'effetto analgesico dell'acido acetilsalicilico e del paracetamolo di circa il 40%.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Acido acetilsalicilico Dopo somministrazione orale, l’acido acetilsalicilico non dissociato, viene assorbito nello stomaco e nell’intestino e viene in parte idrolizzato in salicilato a livello della parete intestinale. Dopo l’assorbimento, l’acido acetilsalicilico è rapidamente convertito in salicilato ma nei primi 20 minuti dalla somministrazione orale, nel plasma prevale l’acido acetilsalicilico. L’acido acetilsalicilico si lega alle proteine del plasma e viene ampiamente distribuito. Le concentrazioni plasmatiche di acido acetilsalicilico diminuiscono rapidamente quando aumentano le concentrazioni plasmatiche di salicilato. L’emivita plasmatica dell'acido acetilsalicilico è di circa 15 minuti; quella del salicilato è di 2-3 ore a basse dosi. I salicilati si legano ampiamente alle proteine plasmatiche e vengono rapidamente distribuiti a livello tissutale. I salicilati passano nel latte materno e attraversano la placenta. I salicilati, formati dalla rapida scissione dell’acido acetilsalicilico, vengono eliminati principalmente attraverso il metabolismo epatico. I principali metaboliti sono l’acido salicilurico, il glicuronide salicilfenolico, il glicuronide acilsalicilico, l’acido gentisico e l’acido gentisurico. La via metabolica che porta alla formazione dell’acido salicilurico e del glicuronide salicilfenolico, si satura facilmente seguendo la cinetica di Michaelis-Menten; le vie metaboliche alternative sono i processi di primo passaggio. Di conseguenza, le concentrazioni plasmatiche di salicilato in stato di equilibrio aumentano in maniera non proporzionale alla dose. Fino a una dose di 325 mg, l’acido acetilsalicilico viene eliminato per un processo di primo passaggio e l’emivita dei salicilati nel siero è di circa 2-3 ore; a dosi superiori, l'emivita aumenta a 15-30 ore. Dopo una dose di 250 mg di acido acetilsalicilico, l’emivita plasmatica era di 2,8 ore; con una dose di 1 g, l’emivita sale a 5 ore, con una dose di 2 g, l’emivita sale a 9 ore. Il salicilato viene anche escreto invariato nell’urina; la quantità escreta per questa via aumenta all’aumentare della dose e dipende anche dal pH delle urine, dato che nelle urine alcaline viene escreto circa il 30% della dose, contro il 2% della dose nelle urine acide. Paracetamolo Dopo somministrazione orale, il paracetamolo viene assorbito rapidamente e quasi completamente dall’intestino tenue; il picco plasmatico si verifica dopo circa 0,5-2 ore dall'ingestione. Il farmaco viene distribuito rapidamente e uniformemente nei tessuti e attraversa la barriera ematoencefalica. La biodisponibilità assoluta varia fra il 65% e l’89%, indicando un effetto di primo passaggio di circa il 20-40%. Il digiuno accelera l’assorbimento ma non influenza la biodisponibilità. Il paracetamolo viene ampiamente metabolizzato nel fegato principalmente in acido glicuronico coniugato (circa il 60%) e acido solforico coniugato (circa il 35%), che vengono escreti completamente per via urinaria entro 24 ore. Meno del 5% del farmaco assunto viene escreto invariato. La clearance totale è di circa 350 ml/min. L’emivita plasmatica è di circa 1-3 ore a dosi terapeutiche. L’emivita plasmatica del paracetamolo risulta prolungata nei bambini e la via metabolica predominante è la solfato-coniugazione. L’emivita plasmatica del paracetamolo risulta prolungata anche nell’epatopatia cronica. Il legame con le proteine del plasma è basso (circa il 5%) a dosi terapeutiche.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Caffeina La caffeina è assorbita velocemente e completamente con una emivita di assorbimento di circa 10 minuti, il picco di concentrazione è raggiunto in circa 30-40 minuti. La caffeina si distribuisce nella maggior parte dei tessuti, attraversa la barriera ematoencefalica, la placenta ed è presente nel latte materno. Il legame con le proteine è relativamente basso (30-40%). L’emivita di eliminazione è abbastanza variabile (3-10 ore). La caffeina e i suoi metaboliti (xantina e derivati degli acidi urici) sono escreti principalmente attraverso i reni (86% della dose nelle 48 ore). Associazione L’associazione consente di ottenere l’effetto terapeutico con dosi relativamente basse dei singoli componenti, così non si è osservata una saturazione dei processi di eliminazione con il rischio di prolungate emivita o di tossicità. L’assorbimento di tutti i componenti è rapido e sono compatibili nei riguardi delle proprietà farmacocinetiche. Non sono state osservate interazioni. 5.3. Dati preclinici di sicurezza La tossicità acuta orale (DL50) in roditori e non roditori oscilla fra 920 e 4000 mg/kg per l’acido acetilsalicilico, fra 760 e 3900 mg/kg per il paracetamolo e fra 155 e 2300 mg/kg per la caffeina. I principali segni di tossicità nell'animale sono emorragia e ulcere gastriche per l’acido acetilsalicilico, danni epatici con necrosi centrolobulare per il paracetamolo, e alterazioni del SNC e cardiovascolare per la caffeina. Per l’associazione acido acetilsalicilico e paracetamolo non è dimostrata una tossicità acuta sinergica. Non sono disponibili dati per la triplice associazione acido acetilsalicilico/paracetamolo/caffeina. Nell’uomo, si è osservata intossicazione acuta da acido acetilsalicilico, paracetamolo e caffeina. La dose letale per l’acido acetilsalicilico è di 10 g e per il paracetamolo (epatossicità) è di circa 10 g. Il sovradosaggio di caffeina provoca agitazione, tremore e tachicardia. Dosi elevate di acido acetilsalicilico e/o paracetamolo, quando siano somministrate per un lungo periodo, possono portare a lesioni renali (necrosi papillare o tubulare), ulcere gastrointestinali ed emorragie (acido acetilsalicilico) e nefrite interstiziale ed effetti epatotossici (paracetamolo). In uno studio di 26 settimane nel ratto sulla tossicità cronica con acido acetilsalicilico, paracetamolo e caffeina, si sono avuti segni di tossicità gastrointestinale acido acetilsalicilico - mediata (erosioni), anche con episodi di mortalità ma senza un potenziamento della nefrotossicità in rapporto alla somministrazione dei singoli componenti. È inoltre risultato evidente che la cinetica dell'acido acetilsalicilico e del paracetamolo non è influenzata dall’associazione dei due farmaci o dall’aggiunta della caffeina. Una recente rivalutazione del razionale scientifico e di sicurezza che include la nefrotossicità degli analgesici co-formulati che contengono caffeina, fatta da un gruppo internazionale di esperti comprendenti epidemiologi, nefrologi, tossicologi, patologi e clinici, ha concluso che i dati attuali nell'uomo e nell’animale non sostengono il sospetto che gli analgesici a base di acido acetilsalicilico e paracetamolo, co-formulati con la caffeina, hanno un rischio maggiore di causare nefropatia analgesico-associata (NAA) rispetto all’anestetico singolo o agli anestetici senza caffeina. Non vi è la prova che la caffeina abbia un potenziale additivo di assuefazione o di abuso per sostenere un uso analgesico. Ricerche riguardanti la genotossicità e la carcinogenicità dell’acido acetilsalicilico e della caffeina non hanno rivelato alcun potenziale specifico. Contrariamente a precedenti studi sulla genotossicità e la cancerogenicità, secondo i dati più recenti, in accordo al più recente NTP (National Toxicology Program), il paracetamolo viene classificato come prodotto non genotossico e non carcinogeno. Studi retrospettivi nell’uomo non hanno mostrato alcuna associazione fra l’assunzione di acido acetilsalicilico e l’aumento del rischio di malformazioni. Non vi sono segnalazioni di malformazioni indotte dal paracetamolo e dall'acido ascorbico negli animali e nell’uomo. Per quanto riguarda l

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO caffeina, sono stati riscontrati nei ratti segnali di inibizione dello sviluppo del sistema scheletrico causati da disturbi emodinamici materni derivati da sovradosaggio. Tuttavia non sono mai stati osservati effetti teratogenici indotti dalla caffeina. Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzino gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti: Amido di mais, lattosio, acido stearico. 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 4 anni 6.4. precauzioni particolari per la conservazione Conservare a temperatura non superiore a 30°C. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Blister in AL/PVC/PVDC bianco opaco. NEO NISIDINA COMPRESSE, Confezioni: Astuccio da 1 compressa Astuccio da 2 compresse Astuccio da 4 compresse Astuccio da 8 compresse Astuccio da 10 compresse Astuccio da 12 compresse 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Premere la compressa dall’alto.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pharm@idea S.r.l Via del Commercio, 5 25039 Travagliato (Brescia)

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

NEO NISIDINA COMPRESSE: 1 compressa A.I.C. n. 004558134 NEO NISIDINA COMPRESSE: 2 compresse A.I.C. n. 004558146 NEO NISIDINA COMPRESSE: 4 compresse A.I.C. n. 004558159 NEO NISIDINA COMPRESSE: 8 compresse A.I.C. n. 004558161 NEO NISIDINA COMPRESSE: 10 compresse A.I.C. n. 004558173 NEO NISIDINA COMPRESSE: 12 compresse A.I.C. n. 004558185

9. Data della prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

1-2-10 compresse: 17.02.1951 4-8-12 compresse: 14.02.1972

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Rinnovo: 01.06.2005

10. Data di revisione del testo da parte dell’agenzia italiana del farmaco

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

NEO NISIDINA Compresse effervescenti con vitamina C

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa effervescente contiene: acido acetilsalicilico 300 mg, paracetamolo mg 200, acido ascorbico (vitamina C) mg 300. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Compresse effervescenti

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Trattamento dei sintomi dell’influenza e delle sindromi da raffreddamento. Trattamento sintomatico di mal di testa, nevralgie, mal di denti, dolori mestruali e dolori articolari. 4.2. Dose, Modo e Tempo di somministrazione Adulti: da 1 a 4 compresse effervescenti di NEO NISIDINA al dì. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE: in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopra indicati. NEO NISIDINA deve essere sempre sciolta in 1/2 bicchiere d’acqua prima dell’uso. L’assunzione del prodotto deve avvenire a stomaco pieno. 4.3. Controindicazioni − Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. NEO NISIDINA non deve essere usata in caso di ipersensibilità ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico: in particolare i salicilati o altri farmaci antiinfiammatori non steroidei. − Ulcera gastrica o duodenale attiva. − Tendenza accertata alle emorragie (per es. emofilia). − Terzo trimestre di gravidanza. − Bambini e adolescenti di età inferiore a sedici anni. − Adolescenti dai 16 ai 18 anni affetti da varicella o da influenza per il rischio della sindrome di Reye (vedere paragrafo 4.4). − Pazienti che hanno avuto una reazione di ipersensibilità (allergia) a seguito della somministrazione di salicilati o altri farmaci antinfiammatori non steroidei con sintomi quali, ad esempio: asma angioedema o orticaria. − Asma. − Grave insufficienza epatica. − Grave insufficienza renale. − Grave insufficienza cardiaca. − Trattamento con metotrexato (15 mg per settimana o più). − Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi. − Grave anemia emolitica. − NEO NISIDINA è inoltre controindicata in caso di condizioni ereditarie che possono essere incompatibili con uno degli eccipienti (vedere il paragrafo 4.4).

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego NEO NISIDINA deve essere usata solo dietro consiglio del medico, il quale dovrà accuratamente valutare il rapporto tra i benefici attesi ed i rischi possibili, in caso di: − rinite allergica e polipi nasali; − disturbi gastrici o duodenali cronici o ricorrenti; − sospetta ipersensibilità agli analgesici antipiretici o ai farmaci antinfiammatori non steroidei; − uso abituale di bevande alcoliche; − alterazione della funzione epatica (per es. dovuto ad abuso cronico di alcol, epatiti); − insufficienza epatica lieve o moderata; − sindrome di Gilbert; − alterazione della funzione renale; − insufficienza renale lieve o moderata; − uso concomitante di: anticoagulanti orali, antiaggreganti piastrinici, eparina per via sistemica, trombolitici o di altri farmaci (vedere paragrafo 4.5); − precedenti episodi di ulcera gastroduodenale; − precedenti episodi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale; − programmazione di un intervento chirurgico o di un esame diagnostico invasivo; − gravidanza (primo e secondo trimestre) (vedere paragrafo 4.6). L’uso di analgesici (antidolorifici), soprattutto ad alte dosi, può causare mal di testa che non deve essere trattato con dosi maggiori del farmaco. L’uso corretto di questo medicinale, non espone al rischio di una sindrome da astinenza; è bene sapere, tuttavia, che la brusca interruzione di una terapia prolungata con analgesici ad alte dosi può causare sindrome da astinenza (per esempio mal di testa, stanchezza, nervosismo), che tipicamente si risolve in pochi giorni. In questi casi l’uso dell’antidolorifico può essere ripreso solo sotto stretto controllo medico. I soggetti di età superiore ai 70 anni, soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato il medico. Non somministrare per oltre 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. Se il dolore o la febbre persistono o peggiorano, se si manifestano sintomi nuovi o se sono presenti arrossamenti o gonfiori, si deve consultare un medico perché questi potrebbero essere segni di un aggravamento della patologia in atto. L’uso abitudinario di antidolorifici può portare a lungo termine a danno renale permanente che può portare all’insufficienza renale (nefropatia da analgesici). L’acido acetilsalicilico può diminuire l’escrezione di acido urico e scatenare un attacco di gotta in soggetti suscettibili. L’uso di acido acetilsalicilico può mascherare i segni di un’infezione. Questo medicinale contiene acido acetilsalicilico, paracetamolo e vitamina C; prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga anch’esso paracetamolo poiché se questo principio attivo è assunto in dosi elevate può causare gravi effetti indesiderati. Per prevenire il sovradosaggio, evitare la somministrazione contemporanea di altri farmaci contenenti paracetamolo.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO L’uso contemporaneo di farmaci contenenti antidolorifici o antipiretici (antifebbrili) o antinfiammatori non steroidei può essere dannoso per la salute. Se si sta già usando uno di questi farmaci NEO NISIDINA può essere assunta solo dopo aver interrotto il precedente trattamento ed aver consultato il medico. L’uso non corretto del medicinale (per dosi o per durata superiori e quelle indicate) può provocare gravi danni, particolarmente a carico del fegato, dei reni o del sangue, che potrebbero mettere a rischio la vita del paziente. Questo medicinale è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a sedici anni ma nel caso si sospetti una infezione virale, quale ad esempio l’influenza, NEO NISIDINA non deve essere usata nemmeno negli adolescenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni (vedere paragrafo 4.3). In questi soggetti vi è il rischio di sviluppo della sindrome di Reye, una sindrome rara, ma pericolosa per la vita. La sindrome di Reye è caratterizzata da una encefalopatia non infettiva e da insufficienza epatica, e tipicamente si manifesta dopo la scomparsa dei segni acuti di una affezione virale (quali varicella o influenza). Le manifestazioni cliniche includono vomito, mal di testa e perdita di coscienza. L’uso di NEO NISIDINA, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della ciclo ossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. La somministrazione di NEO NISIDINA dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità. L’impiego preoperatorio della vitamina C può ostacolare l’emostasi intraoperatoria. La vitamina C, inoltre, a dosaggi più alti di quelli consigliati, sono stati riferiti cefalea e disturbi gastrointestinali; inoltre può interferire, ad alte dosi, sui risultati di alcuni tests diagnostici (in particolare la ricerca di glucosio nelle urine con mezzi non specifici). Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA, high anion gap metabolic acidosis) dovuta ad acidosi piroglutamica nei pazienti con malattie gravi, quali grave compromissione renale e sepsi, o in pazienti con malnutrizione e altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un’associazione di paracetamolo e flucloxacillina.. Se si sospetta HAGMA a causa di acidosi piroglutamica, si raccomanda l’immediata interruzione di paracetamolo e un attento monitoraggio.. La misurazione della 5-oxoprolina urinaria può essere utile per identificare l’acidosi piroglutamica come causa sottostante di HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio. Informazioni importanti su alcuni eccipienti Il medicinale contiene Lattosio, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Il medicinale contiene circa 440 mg di sodio per ogni compressa. Da tenere in considerazione in persone con una ridotta funzione renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio. 4.5. Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione Acido acetilsalicilico L’acido acetilsalicilico può aumentare gli effetti e il rischio di tossicità di: - farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), corticosteroidi, alcol: aumento del rischio di effetti indesiderati a livello gastrointestinale (per es. emorragia gastrointestinale); - glicosidi cardiaci: digossina, digitossina; - litio;

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO - antiaggreganti piastrinici, trombolitici, anticoagulanti, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), uricosurici: aumentano il rischio di sanguinamento; - agenti ipoglicemizzanti, acido valproico, metotressato. L’acido acetilsalicilico: - può diminuire l’effetto dei diuretici e degli antipertensivi; - può diminuire l’effetto natriuretico dello spironolattone; - può inibire l’effetto degli agenti uricosurici (per es. probenecid, sulfinpirazone). Paracetamolo - Probenecid, salicilammide: ritardano l’eliminazione del paracetamolo con aumentato rischio di tossicità; - Anticoagulanti orali: aumentano il rischio di sanguinamento quando il paracetamolo viene somministrato contemporaneamente per 7 giorni o più; - L’assorbimento del paracetamolo è ridotto dalla colestiramina. La somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell’acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosioossidasi-perossidasi). Anche a basse dosi, il paracetamolo può causare danno al fegato se somministrato con farmaci che provocano induzione enzimatica, per esempio alcuni farmaci ipnotici e antiepilettici (glutetimmide, fenobarbital, fenitoina, carbamazepina) e rifampicina. Lo stesso può verificarsi in caso di abuso di alcol. Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo del medico durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). Farmaci che rallentano lo svuotamento gastrico, come per esempio la propantelina, riducono la velocità di assorbimento del paracetamolo e ne ritardano l’insorgenza dell’effetto. Farmaci che, invece, accelerano lo svuotamento gastrico, come la metoclopramide, portano ad un aumento della velocità di assorbimento. L’associazione del paracetamolo con cloramfenicolo può prolungare l’emivita del cloramfenicolo, aumentandone il rischio di tossicità. L’uso concomitante di paracetamolo e di AZT (zidovudina) potenzia il rischio di neutropenia indotta da quest’ultimo. Pertanto, si dovrebbe assumere NEO NISIDINA insieme ad AZT soltanto sotto controllo del medico. Si deve prestare cautela quando il paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina in quanto l’assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato a causa di acidosi piroglutamica, specialmente nei pazienti con fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4). Metamizolo Il metamizolo può ridurre l'effetto dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica, se assunto contemporaneamente. Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono aspirina a basse dosi per la cardioprotezione. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattament

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Gravidanza - Basse dosi di acido acetilsalicilico (fino a 100 mg/die) Gli studi clinici indicano che le dosi fino a 100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiede un monitoraggio specialistico. - Dosi di 100-500 mg/die di acido acetilsalicilico Ci sono insufficienti dati clinici relativi all’uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio. - Dosi di 500 mg/die e oltre di acido acetilsalicilico L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale; Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza; Il rischio assoluto di malformazioni cardiache era aumentato da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. E’ stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale; Inoltre un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi di prostaglandine, durante il periodo organo genetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il farmaco non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l’acido acetilsalicilico è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, NEO NISIDINA è controindicata durante il terzo trimestre di gravidanza. Paracetamolo: Una grande quantità di dati sulle donne in gravidanza non indicano né tossicità malformativa, né fetale/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile. Allattamento Il paracetamolo e i salicilati e la Vitamina C vengono escreti nel latte materno. Un rischio per il lattante non può essere escluso. L’uso di NEO NISIDINA durante l’allattamento deve essere evitato.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Occorre decidere se continuare/interrompere l’allattamento oppure continuare/interrompere la terapia con NEO NISIDINA tenendo conto del beneficio dell’allattamento per il bambino e del beneficio della terapia con NEO NISIDINA per la madre. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. 4.8. Effetti indesiderati In una casistica di 538 pazienti trattati nel corso di studi clinici controllati verso placebo con un’associazione a dose fissa di paracetamolo e acido acetilsalicilico, sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati.Disturbi psichiatrici: comunemente si può presentare ansia; raramente si possono presentare disturbi psicotici. Patologie del sistema nervoso, dell’orecchio e del labirinto: raramente si possono presentare vertigini. Patologie gastrointestinali: dolore addominale e nausea sono abbastanza comuni; il vomito è poco comune; raramente possono verificarsi diarrea e flatulenza. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: raramente può presentarsi iperidrosi (aumentata sudorazione). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: raramente può presentarsi debolezza. Per ogni singolo principio attivo della NEO NISIDINA, i possibili effetti indesiderati sono riportati di seguito: Acido acetilsalicilico L’acido acetilsalicilico può provocare disturbi epigastrici, nausea, vomito, ulcere gastroduodenali e gastrite erosiva che può portare a sanguinamento gastrointestinale grave. Tali effetti sono più probabilmente correlati alle dosi alte sebbene possano manifestarsi anche a basse dosi. Quando si usano prodotti contenenti acido acetilsalicilico per periodi prolungati, può verificarsi anemia da carenza di ferro a causa del ripetersi di sanguinamenti nel tratto digerente. Occasionalmente, possono manifestarsi reazioni allergiche (broncocostrizione, reazioni cutanee). Patologie del sistema emolinfopoietico: frequenza non disponibile: aumentato rischio di sanguinamento (per esempio epistassi, gengivorragia) a causa dell’effetto antiaggregante che perdura per diversi giorni dalla sospensione del trattamento, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilità (inclusa ipotensione, dispnea, shock anafilattico, edema angioneurotico). Patologie endocrine: molto raramente può verificarsi ipoglicemia. Patologie del sistema nervoso: frequenza non disponibile: mal di testa, sonnolenza, confusione. Patologie dell’occhio: frequenza non disponibile: disturbi visivi. Patologie dell’orecchio e del labirinto: frequenza non disponibile: indebolimento dell’udito, tinnito (suono o rumore percepito dal paziente ma non generato dall’ambiente esterno), vertigini. Patologie gastrointestinali: non comunemente può presentarsi diarrea; raramente può verificarsi ulcera gastrointestinale e sanguinamento; molto raramente può verificarsi perforazione gastrointestinale. Patologie epatobiliari: molto raramente si possono avere aumento delle transaminasi, disturbi della funzionalità epatica. Patologie della cute e del sottocutaneo: molto raramente si possono presentare gravi disturbi della cute (incluso eritema multiforme). Patologie renali ed urinarie: molto raramente si possono presentare disturbi della funzionalità renale.

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali: prolungamento della gravidanza e del travaglio. Paracetamolo Patologie del sistema emolinfopoietico: molto raramente si possono presentare alterazioni dell’ematocrito, trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia (diminuzione del numero delle piastrine, globuli bianchi, o di tutti gli elementi del sangue, globuli rossi inclusi).Disturbi del metabolismo e della nutrizione: acidosi metabolica con gap anionico elevato (frequenza “non nota” (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario: molto raramente si possono presentare reazioni di ipersensibilità quali ad esempio eritema, orticaria, nausea, edema di Quincke, gonfiore, dispnea (difficoltà a respirare) e shock anafilattico. Patologie respiratori, toracici e del mediastino: molto raramente si possono presentare broncospasmo nei soggetti allergici ai farmaci antinfiammatori non steroidei. Patologie epatobiliari: raramente si può avere un aumento delle transaminasi. Con l’uso di paracetamolo sono state segnalate reazioni cutanee di vario tipo e gravità inclusi rari casi di eruzioni cutanee su base allergica e casi di eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità quali ad esempio angioedema, edema alla laringe, shock anafilattico. Inoltre sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi, pancitopenia, alterazioni della funzionalità epatica ed epatiti, alterazioni a carico del rene (insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria), reazioni gastrointestinali e vertigini. In casi di iperdosaggio, per la presenza di paracetamolo, si può provocare citolisi epatica, che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile. Descrizione di reazioni avverse selezionate Acidosi metabolica con gap anionico elevato In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato dovuta ad acidosi piroglutamica (vedere paragrafo 4.4). In questi pazienti l’acidosi piroglutamica può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione. Vitamina C Reazioni di ipersensibilità a livello cutaneo e respiratorio sono state osservate raramente. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggi

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Persone anziane, bambini piccoli, pazienti con disturbi epatici, alcolisti o persone malnutrite, così come pazienti che assumono contemporaneamente farmaci induttori enzimatici presentano un maggior rischio di intossicazione, anche con esito fatale. Sintomi L’ingestione di dosi eccessive di paracetamolo può provocare dopo 24-48 ore segni di tossicità identificabile in disfunzione epatica dovuta alla necrosi delle cellule epatiche fino al coma epatico, anche con esito fatale. Indipendentemente da questi fenomeni sono state descritte anche lesioni renali dovute a necrosi dei tubuli. I sintomi dell’intossicazione da paracetamolo si manifestano in diverse fasi. Nella prima fase (1° giorno) i segni sono nausea, vomito, sudorazione, sonnolenza e una sensazione generale di malessere. Dopo un temporaneo miglioramento soggettivo, nella seconda fase (il terzo o quarto giorno) tendono a comparire un considerevole aumento dei valori della transaminasi, ittero, disturbi della coagulazione, ipoglicemia con possibile passaggio al coma epatico. I sintomi della tossicità da moderata ad acuta dell’acido acetilsalicilico sono: iperventilazione, tinnito, nausea, vomito, alterazione della vista e dell’udito, vertigini e stati confusionali. In caso di avvelenamento grave si possono osservare delirio, tremore, convulsioni, dispnea, sudorazione, sanguinamenti, disidratazione, disturbi dell’equilibrio acido-basico e della composizione elettrolitica del plasma, ipertermia e coma. Terapia Il trattamento deve iniziare con le normali terapie (p. es. carbone attivo, lavanda gastrica). La diuresi forzata non deve essere utilizzata dal momento che non aumenta l’escrezione di salicilato e può causare edema polmonare. Si possono somministrare infusioni di soluzioni di bicarbonato di sodio e di cloruro di potassio. Il metabolita citotossico del paracetamolo può essere neutralizzato se possibile nelle prime 8-12 ore dall’intossicazione tramite somministrazione endovenosa di farmaci donatori del gruppo SH, quali l’acetilcisteina che dovrebbe essere utilizzata ai primi sintomi dell'intossicazione. È raccomandabile effettuare test seriali della concentrazione plasmatica di paracetamolo e della funzione epatica. La concentrazione plasmatica sia di acido acetilsalicilico che di paracetamolo può essere ridotta con la dialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Analgesici e antipiretici. Codice ATC: N02BE51 Paracetamolo, associazioni esclusi gli psicolettici. La Neo Nisidina è un preparato costituito da una associazione di acido acetilsalicilico, paracetamolo ed acido ascorbico. L’associazione di un antiflogistico-analgesico come l’aspirina, con un analgesico della stessa classe come il paracetamolo è ben nota e ampiamente utilizzata nella comune pratica della terapia del dolore, in particolare della cefalea. Il “rationale” che sta alla base di questo tipo di preparati è quello di associare un’attività analgesica ed antipiretica intensa, un'azione terapeutica di norma immediata e duratura, con effetti collaterali fortemente diminuiti od annullati. Parimenti risulta ben convalidata l’utilità di associare a queste sostanze la vitamina C. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Acido acetilsalicilico L’acido acetilsalicilico è assorbito rapidamente dallo stomaco e dall’intestino, lentamente dal retto. L’acido acetilsalicilico viene idrolizzato da una esterasi ad acido salicilico, che può venire escret

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO come tale, oppure coniugato come estere glucuronico o fenolico, od infine coniugato con glicina: questa ultima via metabolica è prevalente. Paracetamolo Il paracetamolo viene assorbito agevolmente a livello gastroenterico e le concentrazioni plasmatiche massime si ottengono dopo 1-2 ore dall'assunzione orale. Circa il 50% del farmaco contrae legami con le proteine plasmatiche: il suo t½ si aggira sulle 2 ore. Il paracetamolo viene in massima parte glucurono-coniugato, ma va anche incontro a solfato-coniugazione epatica. I metaboliti provenienti dai suddetti processi sono inattivi. In misura minore si forma un metabolita di ossidazione ritenuto responsabile di danno epatico a sovradosaggi tali da saturare i meccanismi epatici di neutralizzazione mediante glutatione. Acido ascorbico L’acido ascorbico è prontamente assorbito dal tratto gastrointestinale ed i livelli sierici aumentano proporzionalmente con la quantità di sostanza assunta. L’acido ascorbico è ampiamente distribuito nell’organismo. La quantità presente nel corpo in condizioni di salute supera gli 1,5 g, la concentrazione è più elevata nei leucociti e nelle piastrine che non negli eritrociti e nel plasma. L'acido ascorbico in eccesso rispetto al fabbisogno viene eliminato rapidamente nell'urina e la sua eliminazione è usualmente accompagnata da diuresi moderata. L’acido ascorbico sarebbe parzialmente metabolizzato come solfato. L’escrezione avviene sotto forma di ossalato e di acido deidroascorbico. 5.3. Dati preclinici di sicurezza La DL 50 per somministrazione orale nel ratto Wistar per il paracetamolo è 3710 ± 830 mg/kg. Per quanto si riferisce all'acido acetilsalicilico, i valori di DL 50 ottenuti in diversi studi oscillano fra 1360 e 2000 mg/kg. Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzino gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli Eccipienti Sodio bicarbonato, acido citrico, lattosio, aroma limone, saccarina sodica, polivinilpirrolidone, acido fumarico. 6.2. Incompatibilità In assenza di studi di incompatibilità, questo medicinale non vede essere miscelato con altri prodotti. 6.3. Periodo di validità 3 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Il preparato è sensibile all’umidità. Nel tappo del tubetto è contenuto un essiccante per proteggere le compresse dall’umidità esterna; pertanto la confezione deve essere ogni volta accuratamente richiusa. Conservare al di sotto dei 30°C, nel contenitore originale. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Tubo di polipropilene, bianco, stampato, con tappo di polietilene con essiccante. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazion

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pharm@idea S.r.l Via del Commercio, 5 25039 Travagliato (Brescia)

8. Numero dell’autorizzazione alla immissione in commercio

10 compresse effervescenti: A.I.C. n. 004558197 20 compresse effervescenti: A.I.C. n. 004558209

9. Data della prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

27.04.1991 / 01.06.2005

10. Data di revisione del testo da parte dell’agenzia italiana del farmaco

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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