FUROSEMIDE TEVA GENERICS

FUROSEMIDE TEVA GENERICS è indicata per il trattamento di edemi causati da malattie del cuore o dei reni (nella sindrome nefrosica anche in combinazione con ACTH o corticosteroidi); ascite (raccolta di liquido nell’addome) in seguito a cirrosi epatica (malattia del fegato), ostruzione meccanica o insufficienza cardiaca; edemi periferici (per esempio alle caviglie e alle gambe); pressione del sangue alta di grado leggero o medio.

Usato per: insufficienza cardiaca

Principio attivo: FUROSEMIDE · ATC C03CA01 · TEVA ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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Principio attivo: FUROSEMIDE
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 25 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TEVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: C03CA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· FUROSEMIDE AUROBINDO ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· FUROSEMIDE MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· FUROSEMIDE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· FUROSEMIDE AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· FUROSEMIDE TEVA ITALIA - TEVA B.V.
· FUROSEMIDE FISIOPHARMA - FISIOPHARMA S.R.L.
· FUROSEMIDE S.A.L.F. - S.A.L.F. SPA LABORATORIO FARMACOLOGICO
· FUROSEMIDE GALENICA SENESE - INDUSTRIA FARMACEUTICA GALENICA SENESE S.R.L.
· LASIX FIALE - SANOFI-AVENTIS DEUTSCHLAND GMBH
· FUROSEMIDE HEXAL - SANDOZ S.P.A.
· FUROSEMIDE TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· FUROSEMIDE NORIDEM - NORIDEM ENTERPRISES LTD
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

FUROSEMIDE TEVA GENERICS contiene il principio attivo furosemide che appartiene alla categoria di medicinali chiamati diuretici, che aiutano a produrre più urina, contribuendo così ad alleviare i disturbi causati da un accumulo eccessivo di liquidi nel corpo.

FUROSEMIDE TEVA GENERICS è indicata per il trattamento di edemi causati da malattie del cuore o dei reni (nella sindrome nefrosica anche in combinazione con ACTH o corticosteroidi); ascite (raccolta di liquido nell’addome) in seguito a cirrosi epatica (malattia del fegato), ostruzione meccanica o insufficienza cardiaca; edemi periferici (per esempio alle caviglie e alle gambe); pressione del sangue alta di grado leggero o medio.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda FUROSEMIDE TEVA GENERICS
- se è allergico alla furosemide o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo
6). Se è allergico ai sulfamidici (ad es. antibiotici sulfamidici o sulfaniluree, medicinali usati nel diabete), può

manifestare sensibilità crociata alla furosemide;
- se presenta disidratazione o ipovolemia (diminuzione del volume di sangue);
- se ha una grave diminuzione della pressione del sangue;
- se non urina o la sua quantità di urina è sensibilmente ridotta (insufficienza renale con oliguria o anuria) e non
risponde al trattamento con medicinali che contengono furosemide;
- se presenta ipokaliemia (diminuzione del potassio nel sangue);

- se presenta iponatriemia (diminuzione del sodio nel sangue);
- se il suo corpo non è in grado di produrre una quantità adeguata di ormoni surrenalici (morbo di Addison);
- in stati di precoma o coma, associati ad encefalopatia epatica (una patologia del cervello, dovuta ad un problema
al fegato);
- in caso di sovradosaggio da digitale (un medicinale usato in alcune patologie del cuore);
- se è in gravidanza, accertata o presunta, o se sta allattando al seno (vedere il paragrafo “Gravidanza e
allattamento”).

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Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere FUROSEMIDE TEVA GENERICS: se è anziano, se sta prendendo altri medicinali che possono causare un abbassamento della pressione arteriosa e se soffre di altre malattie che comportano rischi di abbassamento della pressione arteriosa.

É necessario assicurare il libero flusso di urina.

Se ha una ostruzione parziale del flusso di urina (ad esempio se il suo svuotamento vescicale è alterato, se soffre di tumore alla prostata o di condizioni che comportano un restringimento dell’uretra), ciò richiede un monitoraggio particolarmente attento, specialmente durante le fasi iniziali del trattamento.

Il trattamento con FUROSEMIDE TEVA GENERICS necessita di regolari controlli medici.
In particolare, è necessario un attento monitoraggio nei seguenti casi:
- se soffre di pressione del sangue bassa (ipotensione) o alta (ipertensione);
- se è particolarmente a rischio in seguito ad una eccessiva caduta della pressione del sangue, ad es. se presenta

ostruzioni significative delle arterie coronariche (vasi del cuore) o dei vasi sanguigni che irrorano il cervello;
- se soffre di diabete mellito latente (non ancora sintomatico) o manifesto;
- se soffre di gotta;
- se ha gravi problemi al fegato e ai reni (sindrome epatorenale);
- se presenta ipoproteinemia (diminuzione delle proteine nel sangue), ad es. associata a sindrome nefrosica, una

-
patologia del rene (l’azione della furosemide può risultarne indebolita e la sua tossicità sull’orecchio potenziata).
È richiesta particolare cautela nella determinazione del dosaggio;
in caso di neonati prematuri (per il possibile sviluppo di nefrocalcinosi/nefrolitiasi, precipitazione di calcio con
formazione di calcoli a livello renale); è necessario effettuare ecografia renale e monitoraggio della funzione
renale;
- se ha una malattia delle ghiandole surrenali (vedere paragrafo 2 “Non prenda FUROSEMIDE TEVA
GENERICS”);
- se sta assumendo antipsicotici (ad esempio risperidone).

In genere, nel corso di una terapia con furosemide si raccomanda il regolare monitoraggio della concentrazione di

sodio, potassio e della creatinina (esame della funzionalità renale); in particolare, è richiesto un rigoroso monitoraggio se è ad elevato rischio di squilibrio elettrolitico (di sali) o quando si verifica una ulteriore significativa eliminazione di liquidi (ad es. a seguito di vomito, diarrea od intensa sudorazione). Sebbene l’impiego di FUROSEMIDE TEVA GENERICS porti solo raramente a diminuzione del potassio, si

raccomanda una dieta ricca di potassio (patate, banane, arance, pomodori, spinaci e frutta secca). Talvolta può essere anche necessaria una adeguata correzione farmacologica. In particolare, stati predisponenti a carenza potassica quali cirrosi del fegato, diarrea cronica, uso protratto di lassativi, alimentazione povera di potassio, contemporaneo impiego di mineralcorticoidi (ormoni che regolano l’equilibrio idro-

salino) richiedono gli opportuni controlli ed integrazioni. Diminuzione del volume di sangue, disidratazione e qualsiasi alterazione significativa del bilancio di sali e dell’acidità

del sangue devono essere corretti. Questo può richiedere una transitoria sospensione della somministrazione di furosemide. È consigliabile effettuare anche regolari controlli della glicemia (zuccheri nel sangue), della glicosuria (zuccheri nelle urine) e, dove necessario, del metabolismo dell’acido urico (sostanza che si produce dal metabolismo delle proteine e che aumenta nella gotta).

Se soffre di una malattia cronica di natura autoimmune, che può colpire diversi organi e tessuti del corpo chiamata Lupus eritematoso sistemico, l’assunzione di questo farmaco potrebbe aggravare lo stato della sua malattia, peggiorandola. In seguito all’uso del farmaco tale malattia potrebbe iniziare nei soggetti nei quali non sia già conclamata (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”).

Usi questo medicinale sotto il diretto controllo medico.

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Altri medicinali e FUROSEMIDE TEVA GENERICS Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare è necessario prestare attenzione se assume FUROSEMIDE TEVA GENERICS con:
- Cloralio idrato (un sedativo): in casi isolati la somministrazione endovenosa di furosemide entro 24 ore
dall’assunzione di cloralio idrato può provocare arrossamento della pelle, sudorazione improvvisa, agitazione,
nausea, aumento della pressione del sangue e aumento dei battiti del cuore (tachicardia). Pertanto, non è
raccomandata la somministrazione contemporanea di furosemide e cloralio idrato.
- Aminoglicosidi (una classe di antibiotici) e altri medicinali tossici per l’orecchio: la furosemide può potenziare

la tossicità sull’orecchio degli aminoglicosidi e di altri medicinali tossici per l’orecchio. Dato che questo può determinare l’insorgenza di danni irreversibili, i suddetti medicinali possono essere usati in associazione alla furosemide soltanto in caso di necessità cliniche evidenti. - Cisplatino (un antitumorale): la contemporanea somministrazione di furosemide e cisplatino comporta il rischio

di effetti tossici sull’orecchio. Inoltre, la tossicità renale del cisplatino può risultare potenziata se la furosemide non viene somministrata a piccole dosi (ad es. 40 mg a pazienti con funzionalità renale normale) ed in presenza di un bilancio idrico positivo, quando la furosemide viene impiegata per ottenere una diuresi forzata durante trattamento con cisplatino. - Sucralfato (un antiulcera): la somministrazione orale di furosemide deve essere distanziata da quella di

-
sucralfato di almeno 2 ore, in quanto il sucralfato riduce l’assorbimento intestinale della furosemide,
riducendone di conseguenza l’effetto.
Sali di litio (usati nella terapia del disturbo bipolare): la furosemide riduce l’eliminazione dei sali di litio e può
causarne un aumento della concentrazione nel sangue e della relativa tossicità, con conseguente aumento del
rischio di effetti avversi sul cuore o sul sistema nervoso. Pertanto, si raccomanda l’attento monitoraggio delle
concentrazioni di litio se si ha una somministrazione contemporanea dei due medicinali.
- ACE-inibitori (usati nella terapia della pressione alta): se è in terapia diuretica può presentare una grave
diminuzione della pressione del sangue e alterata funzionalità dei suoi reni in corrispondenza della prima
somministrazione di un ACE-inibitore, di un antagonista dei recettori dell’angiotensina II o la prima volta che
se ne aumenta la dose (“ipotensione da prima dose”). Pertanto, si deve prendere in considerazione l’opportunità

di sospendere provvisoriamente la somministrazione di furosemide o, quanto meno, di ridurne la dose 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con un ACE-inibitore, con un antagonista dei recettori dell’angiotensina II o prima di aumentare la dose di questi ultimi. - Risperidone (farmaco antipsicotico, per trattare disturbi mentali): si deve prestare cautela, prendendo in

considerazione i rischi e i benefici della combinazione di furosemide con questo medicinale.
- Levotiroxina (utilizzato per stimolare la tiroide): alte dosi di furosemide possono inibire il legame degli ormoni
tiroidei alle proteine del sangue. I livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati.
- Antiinfiammatori non steroidei, incluso l’acido acetilsalicilico: la contemporanea somministrazione di
antiinfiammatori non steroidei, incluso l’acido acetilsalicilico, può ridurre l’effetto della furosemide. Se presenta

disidratazione o diminuzione del volume di sangue, gli antiinfiammatori non steroidei possono indurre insufficienza renale acuta. La furosemide può accentuare la tossicità dei salicilati. - Fenitoina (un antiepilettico): la riduzione dell’effetto della furosemide può presentarsi in caso di

somministrazione contemporanea di fenitoina.
- Antibiotici con tossicità renale: gli effetti dannosi degli antibiotici tossici per il rene possono essere aumentati.
- Corticosteroidi (cortisone e simili), carbenoxolone (un antiulcera), dosi elevate di liquirizia e uso prolungato
di lassativi: la somministrazione di corticosteroidi, carbenoxolone e dosi elevate di liquirizia, nonché l’uso
prolungato di lassativi può aumentare il rischio di diminuzione del potassio nel sangue.
-

Alcune alterazioni di sali (ad es. diminuzione del potassio e del magnesio) possono aumentare la tossicità di alcuni medicinali (ad es. preparati a base di digitale, usata in alcune patologie cardiache e medicinali che inducono la sindrome del QT lungo, alterazione dell’elettrocardiogramma). - Medicinali antiipertensivi (usati nella terapia della pressione del sangue alta): in caso di contemporanea somministrazione di furosemide e medicinali antiipertensivi o altri farmaci ad azione potenzialmente antiipertensiva, ci si deve aspettare una più accentuata caduta della pressione del sangue.

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- Probenecid (usato nella terapia della gotta, una malattia infiammatoria delle articolazioni), metotrexato (un immunosoppressore) e altri medicinali che, come la furosemide, sono eliminati prevalentemente per via renale, possono ridurre l’effetto della furosemide. Al contrario, la furosemide può ridurre l’eliminazione attraverso i reni di queste sostanze. In caso di trattamento con alte dosi (sia di furosemide che di altri farmaci) può verificarsi un aumento delle concentrazioni nel sangue dell’una e degli altri. Di conseguenza aumenta il rischio di effetti

indesiderati dovuti alla furosemide od alle altre terapie concomitanti.
- Medicinali antidiabetici e simpaticomimetici: gli effetti dei medicinali antidiabetici e simpaticomimetici (ad es.
adrenalina, noradrenalina) possono essere diminuiti.
- Miorilassanti curaro-simili (che provocano rilassamento muscolare) o della teofillina (usata nell’asma): gli
effetti dei miorilassanti curaro-simili (tubocurarina) o della teofillina possono essere aumentati.

- Cefalosporine (un antibiotico): nei pazienti in terapia concomitante con furosemide e alte dosi di talune
cefalosporine si può sviluppare compromissione della funzionalità renale.
- Ciclosporina A (la prevenzione del rigetto nel trapianto d’organo): l’uso concomitante con furosemide è
associato ad un aumentato rischio di artrite gottosa secondaria ad iperuricemia.
-

Mezzi di contrasto (sostanze utilizzate in alcuni esami radiologici): la furosemide può aumentare gli effetti dannosi esercitati da queste sostanze a carico dei reni. - Aliskiren (utilizzato nel trattamento della pressione alta): può ridurre le concentrazioni nel sangue di furosemide, somministrata per via orale.

FUROSEMIDE TEVA GENERICS con cibo Si raccomanda di assumere il medicinale a stomaco vuoto.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Gravidanza Se lei è in gravidanza, presunta o accertata, non deve assumere FUROSEMIDE TEVA GENERICS (vedere paragrafo “Non prenda Furosemide Teva Generics”).

Allattamento Se sta allattando al seno non deve assumere FUROSEMIDE TEVA GENERICS, in quanto la furosemide passa nel latte materno e può bloccare la lattazione, pertanto durante il trattamento con furosemide deve interrompere l’allattamento al seno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Alcuni effetti indesiderati (ad es. una non prevista e grave diminuzione della pressione arteriosa) possono compromettere la sua capacità di concentrazione e di reazione e, pertanto, rappresentano un rischio in situazioni in cui queste capacità rivestono un’importanza particolare (ad es. guidare veicoli o usare macchinari).

FUROSEMIDE TEVA GENERICS contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Per il trattamento degli edemi, nella maggioranza dei casi la dose raccomandata è di 1-3 compresse da 25 mg da assumere in un’unica volta, preferibilmente al mattino o comunque scegliendo l’ora più idonea in cui si desidera ottenere l’effetto. A seconda della risposta ottenuta, la stessa dose può essere risomministrata a distanza di 4 ore.

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Qualora l’effetto saluretico (di eliminazione dei sali e, di conseguenza, dei liquidi attraverso le urine) non fosse sufficiente, il medico le consiglierà di aumentare la dose di 1-2 compresse ad intervalli di 4 ore finché non si raggiunge l’effetto diuretico desiderato.

Per il trattamento della pressione del sangue alta possono essere sufficienti 1-3 compresse distribuite nelle 24 ore.

Nel caso di associazione con farmaci che diminuiscono la pressione del sangue, il medico definirà attentamente la dose di furosemide che deve assumere sulla base del suo stato di salute in modo da evitare un eccessivo abbassamento della sua pressione, e deciderà se consigliarle di integrare la terapia con l’assunzione di potassio.

Pazienti con disturbi ai reni o al fegato

In caso di malattie renali (bassa filtrazione glomerulare) o al fegato (cirrosi epatica) o in caso di insufficiente funzionamento dei reni e del fegato contemporaneamente, il medico potrebbe modificare la dose.

Modo di assunzione FUROSEMIDE TEVA GENERICS deve essere assunto a digiuno (vedere “FUROSEMIDE TEVA GENERICS con

cibi”).

Se prende più FUROSEMIDE TEVA GENERICS di quanto deve In caso di assunzione di una dose maggiore di quella prescritta avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. I sintomi del sovradosaggio sono: grave diminuzione della pressione (fino allo shock), insufficienza

renale acuta, trombosi (formazione di coaguli di sangue), stati di delirio, paralisi flaccida (paralisi muscolare, con tono diminuito), apatia e stato confusionale e dipendono, in primo luogo, dall’entità e dalle conseguenze della perdita idroelettrolitica (di liquidi e sali), ad es. diminuzione del volume di sangue, disidratazione, concentrazione del sangue, aritmie cardiache (concentrazione del sangue, comprendendo blocco A-V e fibrillazione ventricolare). Se ha appena assunto una dose eccessiva del medicinale, il medico limiterà l’assorbimento mediante provvedimenti tali da ridurre l’assorbimento (come la lavanda gastrica o ad es. somministrazione di carbone attivo) e monitorerà le sue condizioni cliniche, nonché le somministrerà adeguate misure terapeutiche.

Se ha disturbi nella minzione, come nel caso di ipertrofia prostatica o stato di incoscienza, è necessario provvedere al

ripristino del libero deflusso urinario.

Se dimentica di prendere FUROSEMIDE TEVA GENERICS Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con FUROSEMIDE TEVA GENERICS Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista. Chieda consiglio al medico se intende interrompere il trattamento.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa il trattamento con questo medicinale e si rivolga immediatamente al medico o all’infermiere se si manifestano i seguenti disturbi: difficoltà a respirare o a deglutire, gonfiore del viso, degli occhi, delle labbra e/o della lingua, irritazione della pelle; questi possono essere i disturbi di una reazione allergica grave (shock anafilattico), che si manifesta raramente.

Gli effetti indesiderati possono essere:

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)
- Disturbi elettrolitici (alterazione dell’equilibrio dei sali presenti nel sangue);
- disidratazione;
- diminuzione del volume del sangue (ipovolemia), soprattutto in pazienti anziani;
- diminuzione della pressione sanguigna (ipotensione);

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- diminuzione della pressione sanguigna passando dalla posizione seduta a quella in piedi (ipotensione
ortostatica);
- aumento dei valori di alcuni esami del sangue (creatinina e trigliceridi).

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

- Aumento della concentrazione del sangue per perdita eccessiva di liquidi (emoconcentrazione);
- diminuzione dei valori di sodio, cloro e potassio nel sangue (iponatremia, ipocloremia, ipokaliemia);
- aumento del colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia);
- aumento dell’acido urico nel sangue (iperuricemia);
- gotta (infiammazione delle articolazioni che causa dolore e gonfiore);
- alterazioni cerebrali come conseguenza di disturbi al fegato (encefalopatia epatica);

- produzione di un’elevata quantità di urine (poliuria).

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)
- Riduzione del numero delle cellule del sangue chiamate piastrine (trombocitopenia);
- diminuzione delle proteine del sangue (ipoproteinemia);

- crampi, spasmi ai muscoli, contrazione involontaria dei muscoli e tremori (sono i disturbi di una malattia
conosciuta come tetania);
- diabete e peggioramento di un diabete iniziale (tolleranza al glucosio compromessa, manifestazione clinica di
un diabete mellito latente);
- stato confusionale;
- sonnolenza;
-
-
-
-
mal di testa;
alterazione della vista; del
disturbi dell’udito, di solito transitori, soprattutto in pazienti con insufficienza renale;
perdita dell’udito (sordità), talvolta irreversibile;
- vertigini;
- secchezza della bocca;
- nausea;
- disturbi della motilità dell’intestino;
- prurito, orticaria, irritazione della pelle, formazione di bolle sulla pelle e sulle mucose (sono i disturbi di
malattie della pelle come la dermatite bollosa, la dermatite esfoliativa, l’eritema multiforme o pemfigoide);

- comparsa di piccole macchie rosse o violacee diffuse sulla pelle, associate o meno a dolori alle
articolazioni, ai muscoli, debolezza e febbre (possono essere disturbi di un’infiammazione delle pareti
dei vasi sanguigni, chiamata porpora);
- reazione allergica alla luce solare che si manifesta come irritazione della pelle accompagnata da prurito

(reazione di fotosensibilità);
- alterazioni del battito del cuore (aritmie cardiache);
- forti dolori muscolari improvvisi, provocati dalla contrazione involontaria di uno o più muscoli (crampi o spasmi
muscolari);
- debolezza ai muscoli (miastenia);
- stanchezza.

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000) - Riduzione dei globuli bianchi nel sangue (leucopenia);

- aumento dei globuli bianchi nel sangue (eosinofilia);
- reazione allergica grave (shock anafilattico);
- alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo (parestesia);
- infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite);
- vomito e diarrea;
- malattia del rene chiamata nefrite tubulo-interstiziale;

- febbre.

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)
- Insufficiente produzione nel midollo osseo di tutti i tipi di cellule del sangue (anemia aplastica);
- riduzione grave del numero dei globuli bianchi chiamati granulociti (agranulocitosi);
- riduzione eccessiva della concentrazione di emoglobina nel sangue causata da una distruzione anomala dei
globuli rossi (anemia emolitica);

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- ronzio delle orecchie (tinnito);
- grave infiammazione del pancreas (pancreatite acuta);
- compromissione del corretto flusso della bile (colestasi);
- aumento dei valori di alcuni enzimi del fegato nel sangue (transaminasi).

Non noti (la cui frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
- Diminuzione dei livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia);
- diminuzione dei livelli di magnesio nel sangue (ipomagnesiemia);
- alterazione dell’acidità del sangue (alcalosi metabolica);
- sindrome pseudo-Bartter (una rara malattia che colpisce i reni) in caso di abuso o uso prolungato di
furosemide;

- capogiri, svenimenti e perdita della coscienza (dovuti a ipotensione sintomatica o ad altre cause);
- alterazione dell’attenzione;
- difficoltà a rimanere in piedi (coordinazione anormale);
- formazione di coaguli di sangue all’interno dei vasi sanguigni (trombosi);
- malattie della pelle, come orticaria, formazione di papule rosse o vesciche diffuse e desquamazione in

particolare su gambe, braccia, mani e piedi, che possono estendersi al volto e alle labbra, accompagnati
occasionalmente da febbre. Questi possono essere i sintomi di gravi malattie della pelle come la sindrome di
Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica (TEN), la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)
o la reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome di DRESS);
- reazioni lichenoidi, caratterizzate da piccole lesioni pruriginose, rossastre-viola, a forma di poligono sulla
pelle, genitali o in bocca;
-

- in genere nel contesto di una grave carenza di potassio nel sangue; del grave danno del muscolo scheletrico e rilascio nel sangue delle sostanze contenute nei muscoli (rabdomiolisi),

comparsa o aggravamento di una malattia cronica di natura autoimmune, che può colpire diversi organi e
tessuti del corpo chiamata Lupus eritematoso sistemico;
- difficoltà a svuotare la vescica (ritenzione urinaria, in pazienti con ipertrofia prostatica, stenosi
dell’uretra o altre difficoltà di svuotamento vescicale);
- alterazione della funzionalità dei reni (insufficienza renale);
- esaurimento fisico (astenia);
- aumento della sensazione di sete;
- aumento dell’urea nel sangue;

- aumento del sodio nell’urina;
- aumento del cloro nell’urina.

Effetti indesiderati aggiuntivi nei bambini

Nei neonati prematuri la furosemide può peggiorare la nefrocalcinosi/nefrolitiasi (precipitazione di calcio nel rene, con formazione di calcoli). Perciò se viene somministrata ai prematuri durante le prime settimane di vita, può aumentare il rischio di ritardata chiusura del dotto arterioso (un vaso del cuore che normalmente si chiude alla nascita).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al

farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.”. La data di scadenza

si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Il periodo di validità si intende per il prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

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Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene FUROSEMIDE TEVA GENERICS

- Il principio attivo è la furosemide. Una compressa contiene 25 mg di furosemide.
- Gli altri componenti sono: lattosio, amido di mais, talco, silice colloidale anidra e magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di FUROSEMIDE TEVA GENERICS e contenuto della confezione Compresse. Astuccio da 30 compresse.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare AIC Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

Produttore Lachifarma S.p.A. Laboratorio Chimico Farmaceutico Salentino - S.S. 16 Zona Industriale -73010 Zollino (LE)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Marzo 2026

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Domande frequenti su FUROSEMIDE TEVA GENERICS

Come si usa FUROSEMIDE TEVA GENERICS?

FUROSEMIDE TEVA GENERICS si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FUROSEMIDE TEVA GENERICS è disponibile senza ricetta?

No, FUROSEMIDE TEVA GENERICS è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di FUROSEMIDE TEVA GENERICS?

Il principio attivo di FUROSEMIDE TEVA GENERICS è FUROSEMIDE.

Quali sono gli equivalenti di FUROSEMIDE TEVA GENERICS?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: FUROSEMIDE AUROBINDO ITALIA, FUROSEMIDE MYLAN GENERICS, FUROSEMIDE DOC GENERICI, FUROSEMIDE AUROBINDO. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FUROSEMIDE TEVA GENERICS?

FUROSEMIDE TEVA GENERICS è prodotto da TEVA ITALIA S.R.L..

Da quando FUROSEMIDE TEVA GENERICS è autorizzato in Italia?

FUROSEMIDE TEVA GENERICS ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2005-05-19.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

FUROSEMIDE TEVA GENERICS 25 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

FUROSEMIDE TEVA GENERICS 25 mg compresse 1 compressa contiene: Principio attivo: furosemide 25 mg. Eccipiente con effetti noti: lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Tutte le forme di edemi di genesi cardiaca; ascite in seguito a cirrosi epatica, ostruzione meccanica od insufficienza cardiaca; edemi di origine renale (nella sindrome nefrosica anche in combinazione con ACTH o corticosteroidi); edemi periferici. Ipertensione di grado leggero o medio.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Per il trattamento degli edemi, nella maggioranza dei casi è indicata la dose di 1-3 compresse da 25 mg da somministrarsi in unica volta, preferibilmente al mattino o comunque scegliendo l’ora più idonea in cui si desidera ottenere l’effetto. A seconda della risposta ottenuta la stessa dose può essere ripetuta a distanza di 4 ore. Qualora l’effetto saluretico non fosse sufficiente si consiglia di aumentare la posologia di 1-2 compresse ad intervalli di 4 ore, finché non si raggiunge l’effetto diuretico desiderato. Per il trattamento dell’ipertensione possono essere sufficienti 1-3 compresse distribuite nelle 24 ore. Nel caso di associazione con farmaci ipotensivi la posologia deve essere opportunamente regolata al fine di evitare fenomeni di potenziamento eccessivo. Popolazioni speciali Insufficienza renale È necessario un aggiustamento della dose quando la velocità di filtrazione glomerulare diventa inferiore a 10 ml/min. Insufficienza epatica Può essere necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con la cirrosi epatica e in quelli con l’insufficienza renale ed epatica concomitante. La risposta alla furosemide risulta diminuita nei pazienti con cirrosi epatica. Modo di somministrazione Furosemide Teva Generics deve essere assunta a digiuno (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con il cibo”).

4.3 Controindicazioni

FUROSEMIDE TEVA GENERICS non deve essere utilizzato: • nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. I pazienti con allergia ai sulfamidici (ad es. antibiotici sulfamidici o sulfaniluree) possono manifestare sensibilità crociata alla furosemide; • nei pazienti con ipovolemia o disidratazione; • nei pazienti con grave ipotensione; • nei pazienti con insufficienza renale con oliguria o anuria che non risponde alla furosemide; • nei pazienti con ipokaliemia; • nei pazienti con iponatriemia; • nei pazienti in stati di precoma o coma, associati ad encefalopatia epatica; • in caso di sovradosaggio da digitale; • nei pazienti con morbo di Addison; • in caso di gravidanza, accertata o presunta, e durante l’allattamento al seno (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

É necessario assicurare il libero deflusso urinario. I pazienti con ostruzione parziale del deflusso urinario (ad esempio i pazienti con svuotamento vescicale alterato, iperplasia prostatica o stenosi uretrale) richiedono un monitoraggio particolarmente attento, specialmente durante le fasi iniziali del trattamento. Come per tutti i diuretici si consiglia di iniziare il trattamento della cirrosi epatica con ascite in ambiente ospedaliero, in modo da poter intervenire adeguatamente nel caso si manifesti nel corso della diuresi tendenza al coma epatico. Il trattamento con FUROSEMIDE TEVA GENERICS necessita di regolari controlli medici. In particolare, è necessario un attento monitoraggio, con eventuale riduzione della dose, nei seguenti casi: − pazienti con ipotensione; − pazienti particolarmente a rischio in seguito ad una eccessiva caduta della pressione arteriosa, ad es. pazienti con stenosi significative delle arterie coronariche o dei vasi sanguigni che irrorano il cervello; − pazienti con diabete mellito latente o manifesto: il diabete latente può diventare palese; il fabbisogno di insulina nel diabete stabilito può aumentare: interrompere la furosemide prima di un test di tolleranza al glucosio; − pazienti con gotta: la furosemide può aumentare i livelli di acido urico/precipitare la gotta; − pazienti con sindrome epatorenale, ad es. con insufficienza renale funzionale associata a grave epatopatia; − malattia surrenalica (vedere paragrafo 4.3) - controindicazione nella malattia di Addison; − pazienti con ipoproteinemia, ad es. associata a sindrome nefrosica (l’azione della furosemide può risultarne indebolita e la sua ototossicità potenziata). È richiesta particolare cautela nella determinazione del dosaggio; − neonati prematuri (per il possibile sviluppo di nefrocalcinosi/nefrolitiasi; è necessario effettuare ecografia renale e monitoraggio della funzione renale. In genere, nel corso di una terapia con furosemide si raccomanda il regolare monitoraggio di sodiemia, potassiemia e creatininemia; in particolare, un rigoroso controllo è richiesto per i pazienti ad elevato rischio di squilibrio elettrolitico o quando si verifica una ulteriore significativa eliminazione di liquidi (ad es. a seguito di vomito, diarrea od intensa sudorazione). Sebbene l’impiego di FUROSEMIDE TEVA GENERICS porti solo raramente ad ipopotassiemia, si raccomanda dieta ricca di potassio (patate, banane, arance, pomodori, spinaci e frutta secca). Talvolta può essere anche necessaria adeguata correzione farmacologica. In particolare, stati predisponenti a carenza potassica quali cirrosi epatica, diarrea cronica, uso protratto di lassativi, alimentazione povera di potassio, concomitante impiego di mineralcorticoidi richiedono gli opportuni controlli ed integrazioni. Ipovolemia, disidratazione e qualsiasi alterazione significativa del bilancio elettrolitico ed acido-basico devono essere corretti. Questo può richiedere una transitoria sospensione della somministrazione di furosemide.

È consigliabile effettuare anche regolari controlli della glicemia, della glicosuria e, dove necessario, del metabolismo dell’acido urico. Uso concomitante con risperidone In studi su risperidone, controllati con placebo, in pazienti anziani con demenza, è stata osservata una incidenza più alta di mortalità in pazienti trattati con furosemide più risperidone (7,3%; età media 89 anni, range 75 - 97 anni) rispetto a pazienti trattati con risperidone da solo (3,1%; età media 80 anni, range 70 - 96 anni) o furosemide da sola (4,1%; età media 80 anni, range 67 - 90 anni). L’uso concomitante di risperidone con altri diuretici (principalmente diuretici tiazidici a basso dosaggio) non è risultato associato ad una simile evenienza. Non è stato identificato alcun meccanismo fisiopatologico per spiegare questo dato, e non è stato osservato alcun pattern correlabile alla causa di decesso. Tuttavia, prima di decidere l’uso di tale combinazione, deve essere esercitata cautela e devono essere presi in considerazione i rischi e i benefici di questa combinazione o della cosomministrazione con altri potenti diuretici. Non vi è stato aumento dell’incidenza di mortalità in pazienti che assumevano altri diuretici in concomitanza con risperidone. Indipendentemente dal trattamento, la disidratazione è risultata un fattore di rischio globale per la mortalità e pertanto deve essere evitata in pazienti anziani con demenza (vedere paragrafo 4.3). È stata segnalata la possibilità di aggravamento o di attivazione di lupus eritematoso sistemico (vedere paragrafo 4.8). Da usare sotto il diretto controllo medico. Furosemide Teva Generics non modifica i valori pressori nel normoteso, mentre risulta ipotensiva nell’iperteso; nelle gravi forme di ipertensione si raccomanda il trattamento in associazione ad altri presidi. La furosemide per la sua elevata riserva terapeutica, può indurre significativo aumento della saluresi anche nelle situazioni cliniche in cui altre misure diuretiche risultano inefficaci (marcata compromissione renale, ipoalbuminemia, acidosi metabolica). Nei pazienti trattati con furosemide, particolarmente negli anziani, nei pazienti in terapia con altri medicinali in grado di indurre ipotensione e nei pazienti affetti da altre patologie cliniche che comportano rischi di ipotensione, possono verificarsi casi di ipotensione sintomatica con conseguenti capogiri, svenimenti o perdita della coscienza. Furosemide Teva Generics contiene lattosio I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Interazioni con il cibo La possibilità e l’eventuale grado di alterazione dell’assorbimento della furosemide somministrata insieme al cibo sembrano dipendere dalla sua formulazione farmaceutica. Si raccomanda che la formulazione orale sia assunta a stomaco vuoto. Interazioni con altri farmaci Associazioni non raccomandate In casi isolati la somministrazione endovenosa di furosemide entro 24 ore dall’assunzione di cloralio idrato può provocare eritema, sudorazione improvvisa, agitazione, nausea, pressione arteriosa aumentata e tachicardia. Pertanto, non è raccomandata la somministrazione contemporanea di furosemide e cloralio idrato.

La furosemide può potenziare l’ototossicità degli aminoglicosidi e di altri farmaci ototossici. Dato che questo può determinare l’insorgenza di danni irreversibili, i suddetti farmaci possono essere usati in associazione alla furosemide soltanto in caso di necessità cliniche evidenti. Precauzioni per l’uso La contemporanea somministrazione di furosemide e cisplatino comporta il rischio di effetti ototossici. Inoltre, la nefrotossicità del cisplatino può risultare potenziata se la furosemide non viene somministrata a piccole dosi (ad es. 40 mg a pazienti con funzionalità renale normale) ed in presenza di un bilancio idrico positivo, quando la furosemide viene impiegata per ottenere una diuresi forzata durante trattamento con cisplatino. La somministrazione orale di furosemide e di sucralfato devono essere distanziate di almeno 2 ore, in quanto il sucralfato riduce l’assorbimento intestinale della furosemide, riducendone di conseguenza l’effetto. La furosemide riduce l’eliminazione dei sali di litio e può causarne un aumento della concentrazione sierica, con conseguente aumento della tossicità di quest’ultimo, compreso un aumentato rischio di effetti cardiotossici e neurotossici da litio. Pertanto, si raccomanda l’attento monitoraggio delle concentrazioni di litio nei pazienti ai quali venga somministrata tale associazione. I pazienti in terapia diuretica possono presentare ipotensione grave e compromissione della funzionalità renale, compresi casi di insufficienza renale, particolarmente in concomitanza con la prima somministrazione di un ACEinibitore, di un antagonista dei recettori dell’angiotensina II o la prima volta che se ne aumenta la dose (“ipotensione da prima dose”). Pertanto, si deve prendere in considerazione l’opportunità di sospendere provvisoriamente la somministrazione di furosemide o, quanto meno, di ridurne la dose 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con un ACE-inibitore, con un antagonista dei recettori dell’angiotensina II o prima di aumentare la dose di questi ultimi. Risperidone: si deve esercitare cautela e devono essere presi in considerazione i rischi e i benefici della combinazione o co-trattamento con furosemide o con altri diuretici potenti, prima della decisione di utilizzare tale combinazione. Vedere paragrafo 4.4 per l’aumento di mortalità in pazienti anziani con demenza co-trattati con risperidone. Levotiroxina: alte dosi di furosemide possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine di trasporto. Ciò può determinare un aumento iniziale e transitorio di ormoni tiroidei liberi e una diminuzione complessiva totale dei livelli di ormone tiroideo. Il significato clinico di questa interazione non è noto. I livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati. Da considerare con attenzione La concomitante somministrazione di antinfiammatori non steroidei, incluso l’acido acetilsalicilico, può ridurre l’effetto della furosemide. Nei pazienti con disidratazione o con ipovolemia gli antinfiammatori non steroidei possono indurre insufficienza renale acuta. La furosemide può accentuare la tossicità dei salicilati. La riduzione dell’effetto della furosemide può presentarsi in caso di somministrazione concomitante di fenitoina. Gli effetti dannosi degli antibiotici nefrotossici possono essere aumentati. La somministrazione di corticosteroidi, carbenoxolone e dosi elevate di liquirizia, nonché l’uso prolungato di lassativi può aumentare il rischio di ipopotassiemia. Talune alterazioni elettrolitiche (ad es. ipopotassiemia, ipomagnesiemia) possono incrementare la tossicità di alcuni farmaci (ad es. preparati a base di digitale e farmaci che inducono la sindrome del QT lungo). In caso di concomitante somministrazione di furosemide e farmaci antiipertensivi o altri farmaci ad azione potenzialmente antiipertensiva, ci si deve aspettare una più accentuata caduta pressoria. Probenecid, metotrexato e altri farmaci che, come la furosemide, sono escreti prevalentemente per via renale, possono ridurre l’effetto della furosemide. Al contrario, la furosemide può ridurre l’eliminazione renale di queste sostanze. In caso di trattamento con alte dosi (sia di furosemide che di altri farmaci) può verificarsi un aumento delle concentrazioni sieriche dell’una e degli altri. Di conseguenza aumenta il rischio di eventi avversi dovuti alla furosemide od alle altre terapie concomitanti.

Gli effetti dei farmaci antidiabetici e simpaticomimetici (ad es. adrenalina, noradrenalina) possono essere diminuiti. Gli effetti dei miorilassanti curaro-simili (tubocurarina) o della teofillina possono essere aumentati. Nei pazienti in terapia concomitante con furosemide e alte dosi di talune cefalosporine si può sviluppare compromissione della funzionalità renale. L’utilizzo concomitante di ciclosporina A e furosemide è associato ad un aumentato rischio di artrite gottosa secondaria ad iperuricemia da furosemide e a riduzione dell’escrezione degli urati indotta da ciclosporina. I pazienti ad elevato rischio di nefropatia da radiocontrasto trattati con furosemide hanno avuto una maggior incidenza di deterioramento della funzionalità renale in seguito alla somministrazione dei mezzi di contrasto, rispetto ai pazienti ad alto rischio che hanno ricevuto idratazione endovenosa solamente prima della somministrazione del mezzo di contrasto. Inibitori della renina: aliskiren può ridurre le concentrazioni plasmatiche di furosemide somministrata per via orale. Si raccomanda di monitorare l’effetto diuretico della furosemide quando viene iniziata o modificata la dose della terapia concomitante con aliskiren.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza In gravidanza presunta o accertata FUROSEMIDE TEVA GENERICS non deve essere somministrato (vedere paragrafo 4.3). Allattamento La furosemide passa nel latte materno e può inibire la lattazione, pertanto, durante il trattamento con furosemide occorre interrompere l’allattamento al seno.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Alcuni eventi avversi (ad es. una non prevista e grave diminuzione della pressione arteriosa) possono compromettere la capacità di concentrazione e di reazione del paziente e, pertanto, rappresentano un rischio in situazioni in cui queste capacità rivestono un’importanza particolare (ad es. guidare veicoli o usare macchinari).

4.8 Effetti indesiderati

Le frequenze sono derivate da dati di letteratura relativi a studi in cui la furosemide è stata utilizzata in un totale di 1387 pazienti, a qualsiasi dosaggio e in qualsiasi indicazione. Quando la categoria di frequenza per la stessa reazione avversa era diversa, è stata selezionata la categoria di frequenza più alta. Elenco delle reazioni avverse La frequenza delle reazioni avverse è riportata utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1 000, <1/100), Raro (≥1/10 000, <1/1 000), Molto raro (<1/10 000) e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico Comune: emoconcentrazione. Non comune: trombocitopenia. Raro: leucopenia, eosinofilia. Molto raro: anemia aplastica, agranulocitosi, anemia emolitica. Disturbi del sistema immunitario Raro: reazione anafilattica o anafilattoide (per esempio con shock anafilattico). Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune: squilibrio elettrolitico* (compreso quello sintomatico); disidratazione e ipovolemia specialmente in pazienti anziani.

Comune: iponatremia, ipocloremia, ipokaliemia, ipercolesterolemia, iperuricemia e gotta. Non comune: ipoproteinemia (per esempio nella sindrome nefrosica), tetania, tolleranza al glucosio compromessa, manifestazione clinica di un diabete mellito latente. Non nota: ipocalcemia, ipomagnesiemia, alcalosi metabolica, sindrome pseudo-Bartter nel contesto di un abuso e/o di un uso a lungo termine di furosemide. *L’insorgenza di alterazioni elettrolitiche è influenzata da numerosi fattori, come le patologie di base (ad es. cirrosi epatica, insufficienza cardiaca), le terapie concomitanti (vedere paragrafo 4.5) e l’alimentazione. In particolare, vomito e diarrea possono provocare carenza di potassio. Disturbi psichiatrici Non comune: stato confusionale. Patologie del sistema nervoso Comune: encefalopatia epatica in pazienti con insufficienza epatica. Non comune: sonnolenza, cefalea. Raro: parestesia. Non nota: capogiro, sincope e perdita di coscienza (dovuti a ipotensione o ad altre cause), alterazione dell’attenzione, coordinazione anormale. Patologie dell’occhio Non comune: compromissione della visione. Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: disturbo dell’udito solitamente transitorio, specialmente in pazienti con insufficienza renale, sordità (talvolta irreversibile), vertigine. Molto raro: tinnito. Patologie cardiache Non comune: aritmia. Patologie vascolari Molto comune: ipotensione ortostatica. Raro: vasculite. Non nota: trombosi. Patologie gastrointestinali Non comune: bocca secca, nausea, disturbo della motilità gastrointestinale. Raro: vomito, diarrea. Molto raro: pancreatite acuta. Patologie epatobiliari Molto raro: colestasi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: orticaria, prurito, eruzione cutanea, porpora, dermatite bollosa, eritema multiforme, pemfigoide, dermatite esfoliativa, reazione di fotosensibilità. Non nota: reazione lichenoide, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN), pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome di DRESS). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: spasmi muscolari, debolezza muscolare. Non nota: rabdomiolisi (spesso nel contesto di una grave ipokaliemia - vedere paragrafo 4.3), aggravamento o attivazione di Lupus eritematoso sistemico. Patologie renali e urinarie Comune: poliuria. Raro: nefrite tubulo-interstiziale.

Non nota: ritenzione di urina (con possibili complicanze in pazienti con iperplasia prostatica benigna, stenosi uretrale o disuria); nefrocalcinosi/nefrolitiasi (in neonati pre-termine trattati con furosemide); insufficienza renale. Patologie congenite, familiari e genetiche Non nota: aumento del rischio di persistenza del dotto arterioso pervio quando la furosemide viene somministrata a neonati prematuri durante le prime settimane di vita. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: stanchezza. Raro: piressia. Non nota: astenia, sete. Esami diagnostici Molto comune: pressione arteriosa ridotta, creatinina ematica aumentata e trigliceridi ematici aumentati. Comune: colesterolo ematico aumentato. Molto raro: transaminasi aumentate. Non nota: urea ematica aumentata, cloruro urinario aumentato, sodio urinario aumentato. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Il quadro clinico in seguito a sovradosaggio acuto o cronico dipende, in primo luogo, dall’entità e dalle conseguenze della perdita idroelettrolitica, ad es. ipovolemia, disidratazione, emoconcentrazione, aritmie cardiache (comprendendo blocco A-V e fibrillazione ventricolare). I sintomi di questi disturbi sono costituiti da ipotensione grave (fino allo shock), insufficienza renale acuta, trombosi, stati di delirio, paralisi flaccida, apatia e stato confusionale. Non è noto alcun antidoto specifico per la furosemide. Se l’assunzione del farmaco ha appena avuto luogo, si può tentare di limitare l’assorbimento sistemico del principio attivo mediante provvedimenti come la lavanda gastrica o tali da ridurre l’assorbimento (ad es. carbone attivo). Devono essere corretti gli squilibri clinicamente rilevanti del bilancio idroelettrolitico. Congiuntamente alla prevenzione ed al trattamento sia delle gravi complicanze derivanti da tali squilibri che di altri effetti sull’organismo, l’azione correttiva può richiedere un monitoraggio intensivo delle condizioni cliniche, nonché adeguate misure terapeutiche. Nel caso di pazienti con disturbi della minzione, come nel caso di ipertrofia prostatica o stato di incoscienza, è necessario provvedere al ripristino del libero flusso.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Diuretici ad azione diuretica maggiore; codice ATC: C03CA01. La furosemide, saluretico di sintesi, determina aumento dell’eliminazione idrica e sodica persino nei casi in cui la filtrazione glomerulare è fortemente limitata. L’effetto natriuretico è dose-dipendente e pertanto la furosemide permette di ottenere diuresi guidata; l’eliminazione urinaria di potassio è invece notevolmente limitata. Ne consegue che il rapporto sodio-potassio risulta estremamente favorevole. La furosemide non modifica i valori pressori nel normoteso, mentre risulta ipotensivo nell’iperteso.

L’effetto diuretico a seguito di somministrazione orale inizia entro la prima ora e perdura 4-6 ore; con la somministrazione intravenosa l’effetto si instaura entro pochi minuti e si protrae per circa 2 ore, mentre con quella intramuscolare l’effetto insorge pochi minuti più tardi, ma la durata d’azione è più prolungata.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La furosemide viene rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale. Il tmax per le compresse è di circa 1 – 1,5 ore, mentre per la soluzione orale è di 0,6 ore. L’assorbimento del farmaco dimostra una marcata variabilità intered intra-individuale. La biodisponibilità nel volontario sano è di circa 50% – 70% per le compresse e circa 80% per la soluzione orale. Nei pazienti, la biodisponibilità del farmaco è influenzata da vari fattori comprese le patologie sottostanti e può essere ridotta al 30% (ad es. nella sindrome nefrosica). Furosemide possiede un elevato legame alle proteine plasmatiche (più del 98%), principalmente all’albumina. Furosemide viene eliminata principalmente in forma immodificata, attraverso secrezione nel tubulo prossimale. Dopo somministrazione endovenosa circa il 60% - 70% del farmaco viene eliminato attraverso questa via. Vi è un metabolita glucuronizzato per circa il 10-20% del totale escreto nelle urine. La quota rimanente viene escreta nelle feci, probabilmente in seguito a secrezione biliare. L’emivita terminale della furosemide dopo somministrazione endovenosa è di circa 1 – 1,5 ore. Furosemide viene escreta nel latte materno. Inoltre, attraversa la barriera placentare e passa lentamente nel feto. Nel feto e nel neonato raggiunge le stesse concentrazioni ritrovate nella madre. Patologie renali L’eliminazione della furosemide risulta rallentata nei pazienti con insufficienza renale e l’emivita risulta prolungata fino a 24 ore nei pazienti con grave insufficienza renale. Nella sindrome nefrosica le ridotte concentrazioni di proteine plasmatiche porta ad una più elevata concentrazione di furosemide libera (non legata). Dall’altro lato però l’efficacia della furosemide risulta ridotta in questi pazienti per via del legame all’albumina intratubulare e della ridotta secrezione tubulare. Furosemide è scarsamente dializzabile nei pazienti sottoposti ad emodialisi, dialisi peritoneale e CAPD. Insufficienza epatica Nei pazienti con insufficienza epatica l’emivita di furosemide risulta aumentata dal 30% al 90% principalmente per via di un maggiore volume di distribuzione. Inoltre, in questi pazienti vi è un’ampia variazione in tutti i parametri farmacocinetici.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta Studi condotti in varie specie di roditori e nel cane somministrando furosemide per via orale ed endovenosa hanno rivelato una bassa tossicità acuta. La DL50 di furosemide per via orale nel topo e nel ratto è compresa tra 1050 mg/kg e 4600 mg/kg peso corporeo, mentre nella cavia è di 243 mg/kg. Nel cane la DL50 è di circa 2000 mg/kg per via orale ed è superiore a 400 mg/kg peso corporeo per via e.v. Tossicità cronica Con la somministrazione di furosemide per 6 e 12 mesi nel ratto e nel cane si sono riscontrate alterazioni renali (compresa fibrosi focale, calcificazione) ai dosaggi più alti (da 10 a 20 volte la dose terapeutica nell’uomo). Ototossicità Furosemide può interferire con i meccanismi di trasporto nella stria vascolare dell’orecchio interno, con possibile risultato di disturbi uditivi che sono generalmente reversibili. Cancerogenesi Furosemide a dosaggi di circa 200 mg/kg/die peso corporeo (14.000 ppm) è stata somministrata con la dieta a topi e ratti femmine per un periodo di 2 anni. Nel topo, ma non nel ratto, è stata rilevata un’aumentata incidenza di adenocarcinomi mammari. Questa dose è notevolmente più alta della dose terapeutica somministrata all’essere umano. Inoltre, queste neoplasie erano morfologicamente identiche ai tumori di natura spontanea osservati nel 2% - 8% dei controlli.

Pertanto, appare poco probabile che l’incidenza di tumori sia rilevante nel trattamento dell’essere umano. Infatti, non vi è alcuna evidenza di un aumento dell’incidenza di adenocarcinomi mammari in seguito all’utilizzo di furosemide. Sulla base di studi epidemiologici una classificazione per cancerogenesi di furosemide nell’uomo non appare possibile. In uno studio sulla cancerogenesi nei ratti sono state somministrate dosi giornaliere di furosemide di 15 e 30 mg/kg peso corporeo. Nei ratti maschi alla dose di 15 mg/kg, ma non alla dose di 30 mg/kg, si è rilevato un aumento marginale dei tumori non comuni. Questi risultati sono considerati casuali. Nel ratto, studi di cancerogenesi alla vescica indotta da nitrosamine non hanno rivelato alcuna evidenza che furosemide possa agire da fattore di promozione. Mutagenesi In studi in vitro su cellule batteriche e di mammiferi, sono stati ottenuti risultati sia positivi che negativi. Tuttavia, è stata osservata induzione di mutazioni genetiche e cromosomiali solamente quando furosemide ha raggiunto concentrazioni citotossiche. Tossicologia riproduttiva La furosemide non ha compromesso la fertilità nel ratto femmina e maschio a dosi giornaliere di 90 mg/kg peso corporeo e nel topo maschio e femmina a dosi giornaliere di 200 mg/kg per via orale. Non sono stati osservati effetti embriotossici o teratogeni rilevanti in varie specie di mammiferi compresi topi, ratti, gatti, conigli e cani in seguito a trattamento con furosemide. Un ritardo nella maturazione renale (riduzione del numero di glomeruli differenziati) è stato descritto nella prole di ratti trattati con dosi di 75 mg/kg di furosemide ai giorni 7 - 11 e 14 - 18 della gravidanza. La furosemide attraversa la barriera placentare e nel cordone ombelicale raggiunge concentrazioni pari al 100% della concentrazione sierica nella madre. Ad oggi non sono state rilevate malformazioni nell’essere umano che possano essere collegate all’esposizione a furosemide. Tuttavia, non è stata ottenuta esperienza sufficiente a permettere la formulazione di una valutazione definitiva sui possibili effetti dannosi a carico dell’embrione/feto. La produzione urinaria nel feto può essere stimolata in utero. Nei neonati prematuri trattati con furosemide è stata osservata nefrolitiasi e nefrocalcinosi. Non sono stati condotti studi per valutare gli effetti sul lattante della furosemide ingerita con il latte materno.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Amido di mais, lattosio, talco, silice colloidale anidra e magnesio stearato.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC bianco opaco e alluminio, termosaldati; 30 compresse da 25 mg.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

FUROSEMIDE TEVA GENERICS 25 mg compresse 30 compresse - AIC n. 035206034

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 19 maggio 2005 Data del rinnovo più recente: 19 maggio 2010

10. Data di revisione del testo

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